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Donne medico e ricercatrici

7 ottobre 2018

2 ottobre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di I. Gjorgji “Fisica e sessismo, la posizione di Strumia non è nuova. Alle donne le scienze dure sono negate”

Da anni all’occasione appunto in un elenco donne che in biomedicina lavorano per le frodi; e in un altro donne che contrastano le frodi, a volte in maniera particolarmente penetrante. 40 anni fa lessi su Famiglia Cristiana un’intervista al preside della facoltà di medicina della Cattolica, che sull’ammissione delle donne parlava di “giganti”. Poi da studente lo sentii con le mie orecchie dire “le donne tanto fumo e poco arrosto”. Circolavano altre sue battute “maschiliste”. C’era stata la contestazione e l’occupazione, e le donne erano meglio controllabili, vedevo. Oggi il Fatto cartaceo titola “Terapie anti-cancro: ad Allison e Honjo il premio della speranza”. Un Nobel fatto assegnare dal business alla speranza; una motivazione simile a quella per lo scranno di senatore a vita regalato a Elena Cattaneo tramite il viceré Napolitano. Credo vi sia un confounding, voluto: nell’attuale biomedicina, soggiogata al business fino al prossenetismo morale, le donne sono favorite non in quanto tali, ma perché meglio controllabili. La rara attitudine alla libera ricerca, il dare priorità al figliare conoscenza essendone capaci, è ancor meno frequente tra le donne. Ad essere cooptata è una massa di mediocri interessati e ubbidienti; che include una buona quota, istituzionalizzata, vistosa e discussa, di donne; ma si favoriscono anche tante mezzecalzette 46, XY. Le donne brave possono tuttora essere discriminate, come si tentò con Emmy Noether e avvenne con Rosalind Franklin.

@ Dada Cinnokk. La ricerca in biomedicina si presenta al pubblico come una scienza molto più dura di quanto non sia; mentre, data la subordinazione al business, è più molle di quanto dovrebbe essere. Vedi gli scritti di Feinstein, medico e statistico. Es. Invidious comparisons and unmet clinical challenges, Am J Med, 1992. Il reclutamento di donne come aspetto del reclutamento di personale controllabile ha una parte in questa divaricazione. Credo che il caso della biomedicina possa avere utilità per comprendere quello che avviene nella scienza in generale. E anche in altri campi dirigenziali, che pure non sono rocket science. Es la politica, dove di Rosa Luxembourg se ne vedono poche, mentre si vedono diverse versioni femminili dei tanti yes-man e teste di legno.

La raffinazione della paura

2 ottobre 2018

26 settembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Salvato “M5s, ex senatore devolve assegno di fine mandato a una ricerca sulla mafia al Nord. “‘Ndrangheta sempre più infiltrata”

La paura è un mezzo semplice ed efficace per ottenere consenso e potere; inducendo comportamenti del pubblico, è denaro. Politici, e magistrati, tendono a raffinare la paura, redditizia, che conviene aumentare, separandola dalle soluzioni che vadano contro grandi interessi e conviene fare ristagnare. Un allarme può essere una chiamata alle armi; o un avviso a trovare rifugio sottoponendosi a un protettore. Lo studio di un fenomeno criminoso può essere volto a reprimerlo; o a propagandarlo per speculare sulla paura. Es. allarmi e studi sulle discariche illegali possono essere volti a spingere a interventi oncologici dannosi facendo figurare epidemie di cancro. La mafia può essere studiata per annientarla, e avere cittadini così liberi sia dalla soggezione alla mafia sia dalla necessità di trovare protezione da essa; o per mantenerla come spauracchio che permette alle istituzioni di ottenere sottomissione e consenso, e di avere un paravento dietro al quale essere complici in grandi affari illeciti di altro genere. A giudicare dal comportamento, a mio parere esso stesso da includere tra gli argomenti di studi del genere, di prefetti, questori, comandanti dei CC e altri che al Nord e al Sud dipendono dal ministero dove Gaetti è sottosegretario, temo che la donazione sia espressione del finto populismo che è stato avvicendato alla finta sinistra nel servire i poteri forti. Poteri per i cui affari la mafia al Nord è un eccellente diversivo e alibi.

@ Riccardo Orioles. Orioles considera di ammorbidire le sue posizioni contro i grillini; cosa non difficile, perché con la sua difesa da molosso del pensiero comodo è già della stessa famiglia. Per lui è lampante: quando uno fa una cosa in sé buona non può essere che buono, e le conseguenze non possono essere che buone. Soprattutto in un ambito privo di ambiguità come i rapporti tra Stato e mafia. Si onori quindi, come comanda Orioles, Gaetti; il vicecapo del Viminale, già leghista bossiano, che a sentire Fabio Repici sulla mafia si è dimostrato essere su posizioni singolarmente coincidenti con quelle di Saro Cattafi, presentando interrogazioni parlamentari che sembrano scritte dalla stessa penna di un altro massone, avvocato, imputato per concorso esterno, e dagli annessi servizi. Da quel che so io, la tradizione del ministero dell’interno di lavorare per massonerie di alto bordo e relative operazioni piduiste non è venuta meno con l’insediamento dei leghisti di seconda generazione. Ma cosa aspettarsi da uno come me che Orioles col suo fiuto e il suo rigore euclideo nel 2015 su questo blog ha classificato come mafioso siccome critico l’antimafia. Con questo pubblico e questi analisti, i 40000 euro sono stati ben spesi, e la mafia ha i giorni contati.

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Vedi anche:

Sinergie tra industria medica e industria dei rifiuti; le suppressio veri e suggestio falsi dei magistrati e la proiezione del sudiciume. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella

Commento al post di S. Palmisano del 4 maggio 2017 “Cellulari e tumori, che ne studia la correlazione sia super partes”. In: Nuove P2 e organi interni

ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

I professionisti della metamafia

Compartimentazione, razzismo e sfascismo

24 settembre 2018

18 settembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Rampoldi “Galli della Loggia, l’identità italiana e la politica trasformata in un racconto di Voltaire”

La biologia insegna che la compartimentazione è una strategia di base della vita, che permette alle cellule e agli organismi di resistere all’entropia, cioè di sopravvivere, e di evolvere. Sul piano della cultura umana, l’eccesso di compartimentazione dei gruppi può portare a mali come la guerra di conquista, il razzismo, i tanti genocidi. Ma una sua carenza porta alla dissoluzione. La tradizione culturale propria, nella quale i gruppi si fasciano per distinguersi dagli altri, l’identità antropologica e la conseguente solidarietà comunitaria (quando c’è) sono necessarie alla sopravvivenza, e non sono il male, se riconoscono pari dignità umana ai gruppi stranieri. Un nuovo male oggi è comparso, all’altro estremo della curva a U: la distruzione della fascia culturale, lo sfascismo, che con la scusa del razzismo, dell’eccesso di compartimentazione dissolve e disperde le identità culturali per avere una massa omogeneizzata e plasmabile; aumentando così la compartimentazione dei potenti a danno dei popoli, che vedranno la loro entropia, cioè il disordine, aumentare. Gli usurai predicano principi stratosferici e utopici come l’abolizione delle differenze culturali – in realtà l’uomo-biglia – come la volpe lusingava il corvo per fargli cadere dal becco il formaggio.

Le ingiustie trasversali del liberismo

22 settembre 2018

17 settembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Ferrari “Anastacia compie 50 anni, è la perfetta narrazione rosa del cancro al seno”

Le ingiustizie del liberismo, del primato della ricerca del profitto, sono anche trasversali: non sono necessariamente associate, come storicamente è stato, alle categorie sociali più deboli ed esposte. Colpiscono anche chi dovrebbe essere socialmente protetto, se trovano uno spiraglio dal quale penetrare, nella ricerca serpentesca dell’oro. Es. diversi hanno osservato che i poveri sono paradossalmente risparmiati dai danni dei trattamenti medici eccessivi. Le donne sono a volte maltrattate e sfruttate, e senza dubbio lo sono con le informazioni e campagne ingannevoli che le spingono alle sovradiagnosi del cancro della mammella, col business della senologia, con l’estetizzazione del cancro, con queste squallide testimonial, con il patetico e disonesto tema del “malato-guerriero”. La dr.sa Ferrari batte il tasto del lamento femminista: agli uomini questa “superficialità” sul cancro verrebbe risparmiata. E’ vero che il business, trovato il comodo e lucroso filone della ”prevenzione” dei cancri che non ci sono ha indebolito il campo arduo e meno conveniente delle cure risolutive per i cancri autentici. Ma non è vero che agli uomini queste cose non le fa. L’asportazione della prostata ha effetti ben più pesanti degli interventi sul seno. La frode dello screening per il cancro della prostata con il PSA ha reso e continua a rendere centinaia di migliaia di uomini “limp and leaking”, “floscio e gocciolante” senza reale giustificazione.

La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati

10 settembre 2018

4 settembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Caporale “La nomina di Dino Giarrusso e quella scandalosa ipocrisia”

Tanti accademici sembrano spuntare per generazione spontanea. Che nel caso di diversi professori universitari andrebbe citata col suo antico nome di ‘generatio aequivoca’. Un freno, che nella sua semplicità ricorda il celeberrimo aneddoto della rimozione del manico della pompa nell’epidemia di colera a Soho, Londra, potrebbe essere quello di rendere facilmente verificabili i nomi dei componenti della commissione che ha fatto professore lo studioso. Al titolo di professore dovrebbe essere allegato, es. su un pubblico registro su internet, l’elenco dei colleghi che lo hanno cooptato, e che quindi hanno avuto la responsabilità di assegnargli influenza e credibilità, anche su importanti temi di rilevanza politica, oltre a una fonte sicura di denaro dei contribuenti per il privilegio di studiare e fare ricerca in serenità. Lo stesso dovrebbe essere fatto per le nomine e promozioni dei magistrati; è eccessivo pretendere che siano come la moglie di Cesare, ma per ognuno di loro dovrebbero essere immediatamente disponibili i nomi dei soggetti del CSM dai quali professionalmente sono stati generati.

Il ‘Decoy effect’ e ‘l’Effetto Rasputin’ nelle frodi mediche

28 luglio 2018

23 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Di Fazio “Teramo, l’Asl costretta a pagare migliaia di euro per permettere a un paziente di curarsi col Metodo Di Bella”

Credo sia utile inquadrare gli interventi della magistratura sulle cure alternative richiamandosi alla fallacia cognitiva, nonché tecnica di marketing, detta “Decoy effect’, ‘Effetto esca’ (v. Wikipedia), dove le preferenze del pubblico tra i prodotti A o B, largamente differenti, vengono influenzate a favore del prodotto B introducendo un prodotto C che è simile a B ma ad esso inferiore. Qui si vuole ridurre la richiesta di prodotto A, le cure oncologiche oneste, poco note e ridotte allo stato potenziale, a favore di B, le cure ufficiali e disponibili, pesantemente distorte a fini di lucro da promesse ciarlatanesche*, a danno dei pazienti e dei contribuenti. Allora si introduce C, le cure alternative, rispetto alle quali le cure B, ufficiali, appaiono dominanti, o almeno raffrontabili, invece che fraudolente e ignominiose come lo sono rispetto ad A, cure oneste. Sia riconoscendo le cure alternative, come per l’improbabile cura Di Bella, sia contrastandole, come per la pazzoide cura Hamer, sia facendo entrambe le cose come per Stamina, la magistratura crea un decoy effect, coartando la scelta entro un falso dilemma. Tanto più che l’opzione A viene ulteriormente estromessa da sentine istituzionali con metodi criminali, che l’opzione C fa da sfogo al malcontento, e che la “scelta” tra B e C implica una “libertà di scelta” gradita al business che mette il cittadino e il malato ancor più in balia delle frodi di grandi interessi privati.

*Prasad V et al. Precision oncology…. Lancet, 17 feb 2016.

@ Fausto Noce. Gentile Noce, anni fa vidi in sala settoria gli effetti su una bambina di una lotta tra “dibelliani” e ortodossi; avrebbero dovuto andare in galera entrambi (ma i magistrati, che avevano partecipato alla caccia alla bambina, misero tutto a tacere). Non si misura l’improbabilità, la si valuta a priori. Es. l’immunoterapia, con la sua – errata – metafora bellica, suona plausibile; anche a lei (non a me). E’ stata ripescata dall’ufficialità, vanta qualche risultato, viene presentata come miracolosa, ma mostra anche inefficacia e addirittura peggioramenti e effetti avversi più pesanti rispetto alle già tetre cure tradizionali. Di sicuro, costosissima, fa soldi.

Si misura, quando si vuole davvero farlo e si riesca a farlo, l’efficacia. Che può anche essere relativa e apparente: una cura alternativa, pur inefficace, può apparire migliore di una ufficiale in quanto causa danni minori, e sottrae il paziente a cure pesanti. Al tempo della bambina contesa chiamai ciò “effetto sottrattivo”. Lo si potrebbe chiamare anche “effetto Rasputin”, dal nome del personaggio che irretì la zarina togliendo l’aspirina – allora un “farmaco innovativo” – con la quale la medicina ufficiale curava il figlio, lo zarevich; trattare la sua malattia, l’emofilia, con l’aspirina era come spegnere il fuoco con la benzina. Rasputin ovviamente diceva che la cura erano le sue preghiere. E’ un sistema ancora in uso, anche tra i ciarlatani di basso livello, come alcuni di quelli che “Striscia” sbugiarda per spingere verso la medicina alta.

L’omeopatia pesante

19 giugno 2018

13 giugno 2018

Blog de Il Fatto

 

Commento al post “Ancona, sieropositivo da 11 anni ma aveva rapporti non protetti: arrestato. Ai poliziotti: “Questa malattia non esiste””

@ Segnalatore anonimo. Perché venne dato un farmaco, l’AZT, già scartato per tossicità, che causava gli stessi sintomi ed effetti della sindrome immunodepressiva che avrebbe dovuto curare? Ho una cartella, intitolata “Omeopatia pesante”, con oltre 200 articoli; più un’altra ottantina in una sezione “Omeopatia pesante cancro”. Alcuni degli articoli aggiunti nelle ultime settimane:
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– Aumento delle emorragie intracerebrali da trattamento dell’ictus con trombolitici (The Case Against Thrombolytic Therapy in Stroke. Medscape 13 aprile 2018).
– Fratture da bifosfonati nei prescritti periodi di sospensione della terapia con bifosfonati per la prevenzione delle fratture da osteoporosi. (Endocrine Pract. 2018; 24:163).
– Emorragie intracraniche in pazienti con fibrillazione atriale da anticoagulanti per la prevenzione dell’ictus. (Stroke.2012;43:1511).
– Aumento di malattie respiratorie, allergiche, infettive dopo rimozione di adenoidi e tonsille nei bambini. (JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 7 giu 2018).
– Articoli vari sulla iperprogressione di tumori solidi, e conseguente riduzione della sopravvivenza, causate da immunoterapia.
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Non è un quadro con figure a bordi spessi, colori vividi, e personaggi nettamente caratterizzati che parlano per nuvolette; come invece questa storia, a paragone rassicurante, della cattura del delinquente impestatore.
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@ Segnalatore anonimo. L’acqua di Hahnemann, farmacologicamente innocua, andrebbe contrastata per la pericolosità insita nelle teorie mediche a carattere magico. Andrebbe evitata, per principio, anche la “omeopatia pesante”, il curare o prevenire malattie con cattive applicazioni di risultati scientifici, efficaci nel causare effetti identici o simili a ciò che si afferma di voler curare: prevenzioni oncologiche cancerogene, antiaritmici aritmogeni, antibiotici che provocano gravi infezioni, etc. Una “omeopatia” che è largamente presente nella medicina “allopatica”, ed è un fattore non secondario del suo straordinario successo commerciale.
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Vedi anche:
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Il salasso ieri e oggi. La sinergia tra malattia e terapia
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Sovradiagnosi III. Parodia e anti-omeostasi nella medicina commerciale

Perdita di salute e regolazione delle morti con la medicina antiaging

12 giugno 2018

6 giugno 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Lombezzi “‘Pulizia etica’, pronti a una riforma sanitaria epocale? Ultrasettantenni toglietevi di torno!”

Il demografo Imhof ha mostrato come per una persona di 80 a Berlino nel 1600 l’aspettativa di vita fosse di 6 anni; nel 1980 è passata a 8 anni, 2 in più. La longevità biologica non è cambiata. E’ aumentata la “longevità ecologica”: molte più persone si avvicinano ai limiti biologici. Ed è aumentata, nota Imhof, la “durata del morire”: che con l’invecchiamento diffuso è divenuta per molti più lunga e dolorosa. L’allarme etico del magistrato è, tipicamente, politically correct: contiene un nucleo di verità, ma finisce per favorire il male che denuncia. E’ vero che la sorte degli anziani è condizionata da fattori di mercato amorali (o criminali); ma la ricerca del profitto ha causato principalmente la medicalizzazione dell’invecchiamento, con crescita esponenziale di interventi eccessivi, spesso inutili e iatrogeni. Medicalizzazione che è divenuta, nota il gerontologo Kaufman, “imperativo morale” culturalmente stabilito. All’occorrenza, quando occorre sfoltire, o va dato il colpo di grazia per aver usato l’anziano come carne da cannone, cioè come pretesto per vendere prodotti medici, si ricorre, sempre più, anche a sistemi di eliminazione, come i protocolli o “le volontà” di fine vita. Ma per ora la paura, o la preoccupazione principale, non dovrebbe essere di venire esclusi da esami diagnostici da fantascienza, pillole toccasana e maghi del bisturi; ma di riceverne troppi e sbagliati, e di non ricevere invece l’assistenza onesta della quale gli anziani necessitano.

@ roberto 3912. U. Veronesi da Fabio Fazio su RAI3 disse che la medicina farà vivere fino a 120 anni. Si disinforma e si inganna il pubblico, e anche per questo quanto riporto è poco noto; ma è riconosciuto in sede scientifica, e non mi risulta sia contestato come non ortodosso:

-Imhof AE. The Implications of Increased Life Expectancy for Family and Social Life. In: Medicine in Society: Historical Essays. Cambridge U Press, 1992.

-Keyfitz N. What difference would it make if cancer were eradicated? An examination of the Tauber paradox. Demography, 1977. 14:411.

-Lohman PHM et al. Choosing the limits of life. Nature, 1992. 357: 185.

-Welch HG et al. Estimating Treatment Benefits for the Elderly: The Effect of Competing Risks. Ann Intern Med 1996. 124: 577.

Nella ricerca scientifica empirica si evita l’espressione “dimostrare” che mi attribuisci. Infatti non l’ho usata. E non si contestano “numeri” (dati) dicendo che se ne avrebbero tanti altri “ben diversi” senza però mostrarli. Puoi per favore fare conoscere a me e ai lettori questi tuoi ‘numeri ben diversi’, e citare gli estremi della tua “bella pluralità di fonti”? Mi pare tu mostri la visceralità e le fantasticherie disordinate che questi temi esistenziali suscitano. E che vengono fatte rendere, in maniera non meno perversa ma più sottile e lucrosa di quella che immagini.

@ roberto 3912. Sarebbe inutile dirti che stai confondendo tra aspettativa alla nascita e in età avanzata. In tv vedo spot sul gioco d’azzardo online che dipingono il potenziale cliente come un imbecille presuntuoso. Spot su snack e bon bon che mostrano che li consumano ragazze sole, frustrate e inacidite. C’è uno spot su un Suv che viene lodato paragonandolo alla concorrenza con le parole che userebbe una persona gretta, arricchita e ignorante. Ho come l’impressione che tu rappresenti lo stesso genere di tecnica di marketing: che le panzane che dici e i modi che usi facciano presa per identificazione su un certo genere di clienti.

@ roberto 3912. Le frodi mediche prosperano per carenza di “anticorpi” culturali. Per la debolezza dei due possibili baluardi: l’opposizione ‘alta’, intellettuale, e quella popolare, derivante dalla conoscenza del mondo.Lo mostra questo scambio: il giudice Settembre, il magistrato delle violenza di Stato alla Diaz, indulge nella descrizione di distopie che spingono a chiedere più medicina. Al suo fianco si trova una voce come la tua, coi tuoi insulti da venditore di Rolex falsi sbugiardato. Spero che i più avveduti si accorgano che chi parla di longevità di 150 anni grazie alla medicina ha gli argomenti e i modi del pataccaro.

 

 

 

Anche il CSM interviene su Alfie

28 aprile 2018

“Anche al Consiglio superiore della magistratura si discute del caso del piccolo Alfie. Alla ripresa del plenum è il consigliere togato di Magistratura Indipendente Claudio Galoppi ad aprire una riflessione. «Non è possibile che nell’Europa dei diritti, si possa assistere a una tale inciviltà, violando il diritto alla vita del piccolo Alfie e, per i genitori, il diritto alla scelta delle cure per il loro figlio». Galoppi ha definito quello alla salute e alla cura un «diritto fondamentale» e ha fatto notare che ora Alfie «è un cittadino italiano la cui vita è in pericolo». Di qui l’auspicio che «si attivino tutti gli strumenti di intervento e, qualora non sia garantita la cura, ci sia eventualmente tutela in sede penale». Un intervento a cui si sono associati i consiglieri Lorenzo Pontecorvo (Magistratura Indipendente) e Aldo Morgigni (Autonomia e Indipendenza).

Quello di Alfie è un caso «emblematico del principio costituzionale di tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività – ha osservato il consigliere laico Renato Balduzzi -. Tutti gli ordinamenti degli Stati costituzionali, non soltanto l’Italia, tendono a ispirarsi a questo principio. Ecco dunque le ragioni del nostro sconcerto rispetto a una pervicace volontà che sembra voler difendere più una fredda ragione giuridica, di cui però ci sfuggono i principi che dovrebbero illuminarla».

La decisione di impedire le cure contro la volontà dei genitori «è davvero incomprensibile» ha affermato il togato di Unicost Francesco Cananzi che in un tweet solleva anche l’interrogativo se «l’esistenza di chi è debole e diverso, la sofferenza sia un tabù. È questa l’Europa che vogliamo, quella della perfezione che ispirò le leggi razziali?».” (‘Anche il CSM interviene su Alfie’, Avvenire, Redazione Internet, 26 aprile 2018; grassetto della redazione).

 

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25 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Alfie Evans, il giudice “Sta morendo” e il padre minaccia causa a tre medici per omicidio dopo aver chiesto la grazia” poi cambiato in “Alfie Evans, la Corte d’Appello boccia l’ultimo ricorso: “No al trasferimento in Italia””

Giovanni Falcone usava un’espressione comune nel mondo anglosassone: ‘seguire il denaro’, ‘follow the money’. Qui il sacro – un bambino condannato dalla malattia, il dolore dei genitori – mentre occupa tutta la scena sta andando a favore del profano, un profano ben definito, come lo sono i listini di Borsa sui quali si manifesta: il megabusiness – e la megatruffa – delle malattie rare, che ha interesse a che sia stabilito il principio della medicalizzazione a oltranza dei bambini malati senza speranza. In modo da vendere cure di nulla o dubbia utilità a prezzi astronomici. A danno dei malati di ogni età, e dei contribuenti. Ad essere indagata dovrebbe essere l’area di commistione tra etica professata e business praticato, tra le esibite virtù eroiche e lo zoccolo duro dello strozzinaggio senza pietà sulla malattia; cercando, non necessariamente solo in uno dei due schieramenti che si fronteggiano sui media, i registi e gli attori di questa operazione di propaganda mediatica. Ma chi oserebbe indagare sulle parole del successore di Pietro, o anche solo sullo zelo dei successori di Scelba, Taviani e Cossiga al Viminale.

@ Eric Lauder. Non parlavo del singolo caso, né del giudice che lo tratta. Ma della diffusione tramite il caso di questa idea del trattare bambini contro il loro interesse, che confonde la difesa della vita con le cure a oltranza, e che si direbbe demenziale o delirante, se non trovasse una motivazione nel fare soldi illecitamente. Usare i bambini come puntaspilli per arricchirsi vendendo prodotti presentati come magici senza prove adeguate non sta scritto nel Vangelo, nei principi etici laici, né nei codici giuridici; ed è questo il caso che dovrebbe essere discusso.

@ Seggio. La tecnica del “come fosse antani” per rimuovere gravi responsabilità morali e sociali non fa parte delle cose impressionanti che si possono apprendere dai giuristi.

@ Seggio. No, mi limito a indicare frodi mascherate da misericordia in campo biomedico; un argomento che conosco, studiandolo. Ho io un po’ l’impressione che tu sia di quelli per i quali non si può dire “ho visto Tizio ha sparare a bruciapelo a Caio” se non si è un perito balistico, né “ho visto Caio nell’autobus che estraeva il portafogli dalla tasca di Sempronio” se non si è revisore ufficiale dei conti…

@ Seggio. Se non capisci “come si possano sostenere accuse del genere”, invece di farti forte della censura esercitata in appoggio ai pii interventi scendi dal pero e leggi es. “House orphan drug proposal: a windfall for Pharma, false “cure” for patients”. Public citizen, 2015”. Non è più semplice dire “dobbiamo fare vendere ai nostri compari i farmaci a efficacia inventata per le malattie rare, a prezzi a 5 cifre a paziente; quindi tuoniamo come paglietta di provincia che non medicalizzare a oltranza e a loro danno bambini malati senza speranza è “Sparta o Dachau”; quindi andiamo a fare i cavalieri della tavola rotonda in UK, col jet di Stato, mentre ci va bene che da noi i malati comuni agonizzino in barella nei corridoi; quindi spariamo che lo stabilire limiti di legge che evitino cure futili e dannose sarebbe tirannia sui corpi, quando siamo i primi maestri dell’oppressione tramite il controllo del corpo; quindi ci inventiamo un “diritto” dei genitori, sfruttando la loro disperazione, a decidere regali a privati di denaro pubblico per importi complessivi che analisti – complottardi, es. gli anarchici maoisti della Harvard Business Review (aprile 2017) – calcolano essere in grado di prosciugare l’intero sistema sanitario”.

@ Seggio. La mia “onestà intellettuale” non è sottoposta al tuo giudizio. Ti rispondo però, perché il tuo accostamento con l’immigrazione forzosa non è irrilevante, anzi. Si possono applicare proprio categorie simili, come dici. In entrambi i casi si stravolgono principi buoni ed elevati nel loro corrispondente infero. Corruptio optimi pessima. Io sono contro la liberalizzazione dell’eutanasia, che è coerente, e non contraria, alle cure a oltranza, entrambe favorendo il fare soldi. Come scrissi anni fa, sarei favorevole a che una quota del PIL venisse destinata in aiuti seri in loco ai popoli in difficoltà. L’immigrazione forzosa, gli sradicamenti e la cancellazione delle identità, il mescolare umani come biglie, invece è una violenza che non aiuta i popoli, ma globalmente li danneggia. Proprio come questo caso, si avvale di un’aneddotica che stimola il ragionamento egocentrico, e nega l’approccio razionale al quadro complessivo, per cui contano solo quelli sotto i riflettori, quelli dei barconi. Cristo comincia a Sabratha ? Proprio come questo caso usa, con gli annegati, la morte e il dolore come lubrificante per operazioni immorali.

@ Daniele Barni. Credo che la dissonanza derivi dalla concezione errata sulla medicina. La si sta presentando come la fonte che dà la vita; e allora interrompere le cure appare come ergersi a Dio e tagliare il filo della vita. Invece la medicina clinica è un’attività di sostegno, che solo in una minoranza di casi “salva”. Ma che quando è onesta aiuta comunque, fornendo informazioni utili a fare la cosa giusta; che può anche essere quella di non accanirsi. Noi tendiamo a vederla come magia, mentre comprenderla come tecnica è arduo e psicologicamente insoddisfacente. L’equivoco tra medicina come attività razionale di supporto e medicina come potenza magica che dà la vita è stato sfruttato fino a creare un mercato che si misura in trilioni di dollari; e questo caso accentua lo sfruttamento illecito, in forme che se si riesce a staccarsi dalla cultura nella quale siamo immersi appaiono grottesche e cupe.

@ Eric Lauder. Sì, a commento del casus belli io parlo dei moventi della guerra. “Voi” chi? Io sono contro la liberalizzazione dell’eutanasia, imposta dall’affarismo liberista insieme alle cure irrazionali a oltranza. I preti non sono “meglio”, ma sono affini, e fanno affari insieme, supportando posizioni paganeggianti che vedono la medicina come fonte di vita. Qui inventano colpe inesistenti, ma, come ho osservato anni fa, quando c’era da denunciare come in UK ci si sbarazzava degli anziani col Liverpool Care Pathway sono stati zitti. E’ stata creata abilmente, non è la prima volta, la situazione a ‘occhiale’ del gioco della dama: si spinge a scegliere tra due ideologie pompate, entrambe nocive e entrambe funzionali al potere. Il cercare di discernere, di sganciarsi dalla trappola, viene attaccato dai blogger (e represso anche con altri sistemi, francamente criminali). Lo Stato è già fin troppo al servizio di interessi privati; io non vorrei che si accetti l’uso dei genitori come decisori, cioè come marionette di Big Pharma, per fare prescrivere cure da centinaia di migliaia di euro a botta che vanno a vantaggio degli speculatori e a danno dei bambini e degli altri malati.

 

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La funzione mafiogena della magistratura e delle forze di polizia e i surrogati civili di giustizia

9 aprile 2018

5 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Cosimo Balsamo, ecco chi era il killer di Brescia: dagli assalti con la banda dei Tir all’ossessione per la confisca dei beni”

Bisogna considerare anche l’ambiente bresciano, che non è innocente. I bresciani sono inclini all’uso criminale della legge. E si procurano una magistratura che li asseconda. 21 anni fa, avendo appena subito uno di questi delitti tramite l’abuso della legge, un conoscente mi disse beffardo che a volte imprenditori del luogo cacciano dipendenti per non pagarli, “ma lo fanno solo con chi sanno di poterlo fare”. Potrebbe darsi che qui siano incorsi in una di quelle leggerezze dovute alla consuetudine: scaricando in ambito giudiziario le loro malefatte sul soggetto sbagliato, un socio di malavita non meno storto di loro. Brescia è il luogo adatto per studiare la funzione mafiogena delle istituzioni: l’essere costretti tramite la legge – soprattutto se onesti ai quali ciò si può fare senza rischi – a non avere altra scelta che accettare senza fine la soperchieria o reagire in maniera illecita; venendo pungolati di continuo. Lo Stato che obbliga a subire o perdersi è uno dei vuoti nel fluviale discorso sulle radici della mafia. Brescia è anche la città adatta per studiare il favoreggiamento del crimine dei colletti bianchi derivante dalle nomine del CSM; e per lo sviluppo di ‘surrogati civili di giustizia’, cioè di tecniche di ‘coping’ per sottrarsi al dilemma mafiogeno difendendosi dalle mascalzonate dei protetti dalla magistratura senza divenire come loro, che credono di avere il monopolio della bestialità, venendo smentiti solo di rado, come forse è accaduto in questo caso.

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9 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Giambartolomei “Xenofobia e reati d’odio, la Procura di Torino: priorità ai fascicoli, pool di pm ad hoc e no archiviazione facili”

La parte buona, da accettare senza riserve, del pronunciamento del procuratore Spataro è data dal suo dissuadere dal commettere reati e atti incivili verso gli immigrati. Trascendere, abbandonarsi a scorrettezze (come fanno anche gli immigrati; a volte usati come provocatori e stalker dalla polizia, posso testimoniare) sarebbe un degradarsi. E anche un auto-sconfiggersi, cadendo in una trappola; si può temere che a sostegno dei diktat e degli insulti pro sbarchi compaiano delitti di utili idioti verso gli occupanti, come già accaduto a Macerata. La parte cattiva è l’appoggio politico del magistrato agli sbarchi decisi da chi manovra il traffico, cioè a una violenza contro il popolo, i cui mandanti ultimi appaiono essere gli stessi poteri che ci hanno dato – con la complicità dello Stato – la stagione del terrorismo e la mafia perenne. in Italia il servizio giustizia non funziona e a volte funziona a rovescio; ma la magistratura si sveglia, dispiega una voce chiara e forte e dà “lezioni di civiltà giuridica “ agli altri paesi quando c’è da legare il cavallo dove vuole il padrone a danno del popolo. A Lecco un magistrato ha disposto che gli appartamenti pignorati agli italiani morosi fossero assegnati a richiedenti asilo. Chissà se un giorno gli italiani si accorgeranno da che parte stanno regolarmente i magistrati quando il tallone di ferro dei poteri forti preme sui cittadini.

12 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Giambartolomei “Migranti, il pg di Torino Saluzzo “difende” il procuratore Spataro: “Critiche violente e sguaiate”

“There is a difference between aggressive hate and defensive hate. if you mind your own business and someone punches you in the face you will probably hate them, but it’s different than the hate of the person that punches you.” (Da un commento al filmato “Good morning Starshine” su Youtube). E’ giusto contrastare l’odio; a partire dall’ odio aggressivo, che oggi la situazione catalizza. Questo elemento va estratto e preservato dalle posizioni dei magistrati torinesi. Ma i crimini d’odio dovrebbero comprendere anche l’induzione di odio difensivo. Invece si resta inerti, si difendono e si aiutano pratiche aggressive e illegali, come l’introduzione a forza di masse di stranieri, selezionati con criteri palesemente non umanitari, a danno dei locali; per poi accusare di odio chi sviluppa una reazione ostile di difesa, accomunandolo a chi è pervaso dal nefasto e inescusabile odio aggressivo. Una tecnica che, posso dire, la magistratura, la polizia, i preti e altri attenti esecutori dei voleri dei poteri forti conoscono troppo bene. Qui non sembrano volti a placare gli animi il tono di sufficienza e la dichiarazione di resa all’illegalità, coi barconi liberi di risalire il Po, di chi ha il lavoro di evitare con la legge che i cittadini – se si può ancora usare questa parola – “ad arma veniant”.

@ vstefanoxx. Razzista e seminatore di zizzania è chi pratica forme di violenza etnica come questa dell’immigrazione forzosa, minando le mura della propria città e quelle delle case dei cittadini comuni per innalzare ancora quelle dei potenti. Ormai con la propaganda pro sbarchi il primo sciuscià può darti del razzista impunemente. Accuse bavose di razzismo come la tua avrebbero gli estremi per una querela. La parzialità ostentata della magistratura è un motivo in più per limitarsi a commentare che l’eterno caporale che nel 1922 fece passare gli squadristi della marcia su Roma, e poi i tribunali speciali, i magistrati con la camicia nera sotto la toga e le leggi razziali, oggi fa passare gli scafisti dell’universalismo massonico e della globalizzazione liberista.

@ vstefanoxx. Mi incisto nel bozzolo fetido che mi costruisco e ti faccio pena. Sei tu che sei troppo in alto. Coi tuoi pensieri affilati e nobilissimi, la tua ira generosa, il tuo disinteresse per il denaro e il potere, mostri di essere fatto della stessa sostanza della quale sono fatte le stelle. Idrogeno ed elio, gli elementi coi quali si dà forma ai palloni gonfiati (con tracce di zolfo). I magistrati Saluzzo e Spataro devono sentirsi consolati, moralmente se non olfattivamente, dall’avere te al loro fianco.

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5 agosto 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, mamma no-vax contro Roberto Burioni: “So dove vai al mare, spero che affoghi”. Lui: “Squadrismo””

Sono critico delle posizioni, spesso ambigue e ondivaghe, dei 5S sulla medicina. Ma Giulia Grillo va difesa da questa intimidazione di Burioni, di venire “giustamente” “sbranata” dall’opinione pubblica “al primo” morto per morbillo. Così dicendo, Burioni manipola la scienza e la sua crociata sulla salute pubblica, assumendo lo “zelo acritico”* (o meglio l’ideologia ad hoc di chi vuole vendere tanta medicina) che scorrettamente applica i criteri etici per le cure del singolo alle misure di salute sulla popolazione*; e confondendo grossolanamente tra tutela della popolazione e tutela del singolo, tra misure collettive ed esiti individuali; applicando indebitamente la probabilità di malattia e cura sulla popolazione al singolo caso**. Muove quindi al ministro accuse speciose e terroristiche, in un impasto di collettivismo maoista e di individualismo di Wall Street. Spero che non venga insultato o trattato male, permettendogli come qui di passare per l’aggredito (squadraccia composta da 1 persona, una donna; sembra proprio che Burioni abbia problemi con la dicotomia singolo/gruppo; e con il senso della misura che è necessario* nelle questioni di salute pubblica). Lo squadrismo, anche fisico, e anche di Stato, è quello pro pharma.

*Charlton BG. Public health medicine – a different kind of ethics? J R Soc Med 1993. 86:194.

** Feinsten AR, Horwitz RI. Problems in the ‘‘Evidence’’ of ‘‘Evidence-based Medicine’’. Am J Med, 1997. 103: 529.

@ kanaglia. “Dovete dirmi chi sia l’offeso, come si dice: e, secondo la condizione, la qualità e l’umore dell’amico, si vedrà se convenga più di tenerlo a segno con le protezioni, o trovar qualche modo d’attaccarlo noi in criminale, e mettergli una pulce nell’orecchio; perché, vedete, a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente.”

Il trovare il modo di attaccare in criminale l’offeso, o chi si oppone a crimini, viene praticato anche nell’attuale medicina affaristica. Insieme a questo articolo il Fatto ne ha pubblicato uno su sospetti circa la morte in carcere 34 anni fa di uno degli assassini di Tobagi. Giorni prima, tornata annuale sui depistaggi tramite la polizia e la magistratura per l’assassinio di Borsellino. Forse tra 30 anni si dirà delle minacce e di altre violenze, vere e tenute coperte, dello ‘swapping’ di reputazioni, e del ruolo di vari uffici di polizia e giudiziari per imporre le frodi della medicina commerciale.

Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte

8 aprile 2018

2 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate: “Ecco come lo Stato usa le tasse””

La ripartizione delle entrate non svela l’uso interno e il merito delle varie voci. Es. si sta spalmando sulla massa dei contribuenti la spesa per farmaci a 6 cifre a paziente inutili e dannosi, lasciando scoperti servizi utili ai malati. La “difesa del SSN” cela la volontà ordoliberista di prelievi forzosi mediante le tasse a favore di privati, nominalmente per finanziare la tutela della salute, ma a danno della salute. Anche in USA ora si propone di usare la copertura ideologica della medicina sociale (es. A. Chandra, Harvard School of Government, ‘Losing Genetic Lottery, but Winning at Cure’) per quelle che sono frodi mediche da miliardi di euro.

Per di più l’Ag. delle entrate usa pesanti cartelle, infondate in maniera teatrale, derisoria e tracotante, per intimidire e ricattare chi sveli le frodi dell’industria medica; con tanto di sfoggio della GdF. Si dovrebbero piuttosto pubblicare introiti e benefici dei dirigenti dell’agenzia, degli ufficiali della GdF e altre polizie, dei signori che si guadagnano lo stipendio di magistrato permettendo questi reati, dei medici, dei politici e degli altri dipendenti pubblici che compongono questa associazione finalizzata al taglieggiamento occulto dei cittadini tramite il fisco. Una associazione che rivaleggia con la mafia come zavorra criminale per il Paese, ma è ancor meno visibile, imboscandosi nello Stato. Questa “trasparenza” sulla destinazione delle tasse è uno dei suoi mimetismi etici, foriero di ulteriori predazioni.

@ elegantissimo. Grazie. Ma il diagnosticare una patologia grave non significa che sia meglio abbattere il paziente. A me il pagare le tasse, avendone in cambio servizi collettivi, pare un’idea ragionevole; e perfino auspicabile. E’ la sua degenerazione ladronesca che non lo è. Io diffido dei progetti di soluzione di tipo ideologico (incluso quello dell’ideologia liberista dominante). Credo che il sistema potrebbe funzionare, se non fosse in mano a gente di basso livello morale e umano. Piuttosto che sognare la rivoluzione o affidarsi al pifferaio di turno il cittadino dovrebbe badare, con la stessa intensa cura con la quale bada agli averi e al benessere della propria famiglia, a darsi rappresentanti politici capaci e forti che curino la cosa pubblica, burocrati ‘weberiani’, magistrati che non truffino lo stipendio, forze di polizia che non siano l’eterna figura dello sbirro, l’ambigua forma ibrida tra la guardia e il ladro.

@ elegantissimo. Mi riferivo anche a quello che Paolo Ferrero chiama in un suo libro “La truffa del debito pubblico”; ma mi sento in grado di parlare solo di un aspetto che conosco meglio, che resta in ombra, e invece ha rilevanza per i nostri organi interni (e anche per quelli superficiali): la parte medica delle gabelle mascherate e legalizzate che ci chiede “l’Europa” (o chi muove i fili del simulacro che si fa chiamare Europa). Credo anch’io che i popoli, rettamente governati da loro rappresentanti, dovrebbero essere liberi di decidere da soli la loro economia. Mentre i politici, i media e il relativo codazzo stanno dando a “sovranità” un’accezione negativa e spregiativa.

@ elegantissimo. Grazie per la ricca bibliografia. La terrò presente. Non è questione di essere oltranzisti. Oltranzisti, anche quando si presentano con modi pacati e contegnosi, sono quelli che fanno queste cose. E’ ottimo approfondire; un medico e matematico, DM Eddy, osservò negli anni ’90 che quella del nascondere quanto al cittadino gli viene fatto indebitamente pagare per la sanità è una “high art” che “fa apparire i riciclatori della BCCI dei dilettanti”. Ma, dati i comportamenti e le facce che si hanno di fronte, non bisogna perdere di vista quel che dice il personaggio di una celebre vignetta di Altan: “I ladri sono ladri”.

@ elegantissimo. Che non si può ingannare tutti per sempre lo disse Lincoln (a H. Ford è attribuito “Quanto vedo un’Alfa Romeo mi tolgo il cappello”). Penso qualche volta alla frase di Lincoln, e alla fine che fece. Con tanti soldi, e con i mezzi del potere – come quelli forniti dal ministero dell’economia (Padoan) e da quello degli interni (Minniti) – in campi particolari come la medicina, antica pratica magica con una parte tecnica reale dove i confini tra inganno e prestazione onesta possono essere tenui, si possono perpetuare le frodi abbastanza a lungo da vivere ricchi e impuniti per molte generazioni. Anche Falcone diceva, giustamente, che la mafia, fatto umano, avrà una fine. “Tutto questo non dovrebbe poter durare; però durerà, sempre; il sempre umano, beninteso, un secolo, due secoli…; e dopo sarà diverso, ma peggiore.” (Il Gattopardo).

@ elegantissimo. Più che a un governo occulto di poche persone preferisco pensare a forze economiche impersonali. Che poi danno luogo a formazioni di vario tipo; tra le quali non va trascurata la più terrificante di tutte: la “loggia della pagnotta” i cui adepti – io ne conosco tanti – per un tozzo di pane fanno qualsiasi cosa.

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9 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. Troilo “Vaccini, obbligo o autocertificazione? Ho chiesto ai colleghi dell’Associazione Coscioni”

Il prof. De Luca minaccia il pagamento di spese e danni per conseguente malattia o contagio, e il rinvio a giudizio d’ufficio per omicidio in caso di morte, per chi non fa vaccinare i figli. Se si possono punire per esiti probabilistici – a dubbia causalità – i singoli che rifiutano l’immissione in sani di cocktail farmacologici a effetti non del tutto noti, si dovrebbero a maggior ragione punire anche i danni probabilistici dell’offerta medica su malati. Es. le cure ‘innovative’ sul cancro risultano dai documenti ufficiali frenare la progressione della malattia in una minoranza di casi (molto meno di quanto si fa credere), ma viene nascosto che aggravano la condizione in molti casi*. Nei casi di peggioramento da terapia il paziente, o meglio gli eredi, e il contribuente, che finanzia queste costosissime cure “a enigma di Sfinge”, dovrebbero essere risarciti dagli oncologi e dalle case farmaceutiche.

*Niraula S et al. The Price We Pay for Progress: A Meta-Analysis of Harms of Newly Approved Anticancer Drugs. J Clin Oncol 2012. 30:3012.

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10 agosto 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di IRPI “Droga, la battaglia navale del Mediterraneo: ecco le rotte dei trafficanti. “In mare barche officina e l’ombra delle mafie””

sfracellone: Onore alla Guardia di Finanza!

@ sfracellone. Fare uno spicchio del proprio dovere non dovrebbe essere un titolo di merito. D’Annunzio insegnò ai fascisti come confezionare chiacchiere e scenografie in sostituzione della realtà; e il bel gesto, l’azione eclatante, al posto della solidità. I risultati si videro con la II guerra mondiale, con lo “spezzeremo le reni alla Grecia”, “8 milioni di baionette ben affilate” etc. . Oggi il dannunzianesimo è al servizio della corruzione istituzionalizzata. Paghiamo tasse altissime con servizi pubblici scadenti per finanziare strozzini internazionali, tangentisti nostrani, clero ed evasori. La GdF fa come ne “La bolla di componenda” di Camilleri: blocca 1, a favore di telecamera, e fa passare in silenzio 99. Nella mia esperienza, si presta a rappresaglie e intimidazioni verso chi si oppone alle frodi di alto bordo che consentono le ruberie tramite il prelievo fiscale; è un braccio armato dell’ordoliberismo. Però quello che conta è la “battaglia navale” con arrembaggi alla Salgari contro il traffico di droga (che prosegue ‘as usual’). Oggi su Il Fatto si annuncia un “ciclone autunnale” economico e si invita a vendere i titoli di Stato; è un messaggio grave sia se fondato, sia se lanciato a scopo di turbativa. La battaglia, o meglio la scorreria indisturbata, ha luogo dentro le nostre tasche. Ma c’è sempre chi è pronto ad applaudire le “beffe di Buccari” in modo da ignorare le Caporetto.

@ sfracellone. Anch’io a volte sono d’accordo coi tuoi commenti. Nella canzone “Li turchi alla marina” gli indifesi che fuggono dicono “onore del mare” alle galere maltesi affondate in difesa. Qui non si potrebbe, per chi si entusiasma agli avvincenti filmati della rivincita sugli antichi pirati, apprezzare l’operato limitatamente al caso, senza glorificare – “Onore alla GdF!” – le guardie perché danno la caccia ai ladri, mentre non sempre aderiscono ai propri doveri, o fanno l’esatto contrario? Il plauso “incondizionato” alla GdF ne legittima altre attività non onorevoli. Dovere del cittadino è, dopo avere fatto la propria parte, sostenere le istituzioni; ma vigilando su di esse, non portandole a spalla in processione come santi patroni.

C’è lo spirito samaritano a banda stretta: in vigore solo nel Mediterraneo, per i giovanotti che si allontanano dalla costa su appositi gommoni. Non per le sterminate moltitudini di diseredati che si lasciano alle spalle sulla terraferma di ogni continente, né per i milioni di italiani poveri che vedono l’immigrazione aggiungersi alle loro difficoltà. C’è l’antimafia a banda stretta, che combatte – guardandosi dal vincere e chiudere la guerra – le mafie di cosca, ma aiuta le sovrastanti mafie dei poteri forti, ed è severa custode dei diffusi costumi micromafiosi del mondo legale. Si vede che c’è anche l’onore a banda stretta; che però a me non sembra una categoria degli onesti, almeno non degli onesti non fessi.

 

La piaga del sessantottismo

9 dicembre 2017

2 dicembre 2017

Blog de il Fatto

Commento al post di G. Amendola “Ilva, in una lotta tra inquinati non ci possono essere vincitori”

Dall’alto del monte Olimpo, il Magistrato osserva con compassione i mortali che si dibattono intrappolati nelle pene della condizione umana. Ma è solo una “lotta tra inquinati”, secondo la narrazione costruita dai magistrati? Non sono in gioco anche altri fattori, primari e più forti, dati da grandi interessi economici? I magistrati intervengono imperiosamente a fermare l’Ilva dal 2012, quando è in corso la deindustrializzazione del Paese. Non erano con gli altri responsabili della “vergogna nazionale” nei decenni precedenti? Così come allora si “tenevano gli occhi ben chiusi” su questa esternalità negativa dell’industrializzazione, le conseguenze dell’esposizione a sostanze nocive, oggi si è omertosi e complici sul nuovo corso e i suoi danni: la medicalizzazione, che invece della bugia del silenzio si giova della bugia dell’esagerazione, degli allarmi smodati sul rischio di cancro e altre malattie. I laminatoi vengono sostituiti dai mammografi. Sul nastro trasportatore non più billette, ma corpi. I magistrati non stanno contrastando questa conversione industriale, ma aiutano la suggestio falsi che la sostiene; e, posso testimoniare, anche la suppressio veri. Trovandosi a lavorare per il potere insieme a forze piduiste.

@ Traurig. La casta mafiosa e corrotta, i sindacalaidi, gli amici della parrocchietta e capitani coraggiosi che rubano i risparmi di pensionati e famiglie sono in un elenco del quale fa parte anche la tua categoria, che a mio parere è da accostare per gravità alla mafia e al terrorismo come strumento nefasto di potere a danno del Paese: i sessantottisti, che servono chi sta ancora più su del generone italico con temi pseudoprogressisti. E tutti insieme andate avanti a spese degli onesti. Nel loro servilismo, nella loro vigliaccheria, nel loro torpore mentale, i sessantottisti si sentono insultati da discorsi che non ricalchino la dottrina preconfezionata; e quindi legittimati a rispondere con l’insulto, ritenendosi inoltre superiori al dovere di argomentare. Un aspetto di questa piaga, il sessantottismo, in questi anni è la magistratofilia: la “Magistratura” sarebbe esente da errori, pavidità, compromessi col potere, corruzione. Il caso ILVA ha affinità con Tangentopoli, dove pure lo svegliarsi al momento giusto della magistratura, e qualche colloquio con diplomatici USA a quanto si riporta, ha orientato il Paese verso la china desiderata. Per i progressisti dei miei stivali la magistratura, che da che mondo è mondo è strumento del potere, farebbe eccezione: sarebbe una forza “buona”, come loro, a priori. Dimmi chi ti loda e ti dirò chi sei. Sulle marmotte non dico nulla essendo contrario a discutere con chi riporta casi aneddotici personali.

@ Traurig. Sì, il sessantottismo, strumento delle “distruzioni creative” del liberismo, per me è uno dei grandi mali del Paese, misconosciuto (autori di riferimento: Orwell, Lasch, Michea, Pasolini). Ed è, data la portata dei suoi effetti negativi, e data la natura burattinesca, cioè manovrata dall’alto coi fili, accostabile a mafia e terrorismo. E’ una forma speciale del diffusissimo tipo italiano, il vassallo. Che si trova un potere da servire per fare il signorotto sui suoi pari. Nel sessantottismo più o meno consapevolmente si seve il potere indossando panni “antisistema”, e così in più si fa bella figura, passando per coraggiosi combattenti. Basti vedere lei, che prima si scaglia contro di me, e poi “mi ricorda” che siamo occupati e c’è la VI flotta. Che crede di essere a posto misurandosi col peggio. La “LEGALITA’”, ad indossarla come in un vorticoso spettacolo di trasformismo, alternandola a fasi di immobilità da iguana al sole, sono le “forze vive” come la sua. C’è anche la legalità delle bande di criminali (Platone). E’ un valore derivato: dipende dai principi sui quali si basa. Es. se sviluppa i principi di libertà e decenza, che dovrebbero portare a fare meno gli Zampanò contro un connazionale senza padrini che esprime tesi non allineate, e ad essere meno Gelsomina, meno passivi, meno filosofici, meno gattopardeschi, verso i poteri occupanti dei quali si è così solerti nell’indovinare e servire le volontà. Una forma di intuito della quale sono ben provvisti anche i magistrati.

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2 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Eleonora Bottaro rifiutò la chemio e morì di leucemia: genitori prosciolti dall’accusa di omicidio colposo”

Il Commissioner della FDA Gottlieb ha appena dichiarato che la FDA favorirà l’approvazione accelerata di antitumorali, rendendo sufficienti i famigerati “surrogate endpoints”; e gli studi a braccio singolo, che come validazione sono un riportarsi a prima di Galilei. Alla faccia del “metodo scientifico”, che i bigotti dello scientismo portano in processione come la statua del santo locale.

Le bottigliette di “Yacult” sono pubblicizzate con lo slogan “scienza non magia” aggiungendo “una bevanda mistica, dal gusto misterioso”. Un piccolo segno di come il business stia obbligando la scienza a ricongiungersi nell’immaginario – e di fatto – alla magia che la partorì secoli addietro. La scienza come magia più potente delle altre. Il pubblico può scegliere tra la magia tradizionale dei deliri alla Hamer e quella hi-tech delle frodi di alto bordo della deregulation di Gottlieb. I Ponzio Pilato permettono al popolo, lavandosene le mani, di scegliere tra Barabba e Giuda Iscariota. Quello che non si può avere è una medicina da cristiani, onesta, e quindi affidabile, che eviterebbe sia il rifiuto delle cure, sia la fede mal riposta in farmaci “scienza non magia”; sia le illusioni e le trappole a volte mortali della “libertà di cura”, la tipica “sessantottata” che sembra antisistema e invece è ciò che il business vuole.

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18 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Amendola “Verdi alleati del Pd? Non basta una lista a far diventare ambientalista Renzi”

E se non ci fosse da stupirsi? E se i Verdi e il PD non fossero che rami diversi della stessa famiglia politica, funzionali sotto mentite spoglie a disegni di larga scala del potere, e che non hanno quindi difficoltà ad allearsi nel servaggio, e nella mistificazione a favore del primato del profitto? Se l’ecologismo politico fosse un’ideologia per rendere più forte l’assoggettamento e lo sfruttamento, come osservò il marxista Paccino (L’imbroglio ecologico, 1972)?. Se fosse un antiumanesmo, come sostiene il clericale Larcher (Il volto oscuro dell’ecologia, 2004)?. Se fosse un elaborato giro retorico che finisce per difendere le feroci leggi del mercato, le leggi della predazione animalesca e spietata, come scrive il teologo luterano Turke? (Violenza e tabù, 1991). E se l’ecologismo come programma etico fosse la permutazione perversa di una gerarchia di giusti valori, come ha scritto Piero Chiara (che era massone): “La prima delle battaglie ecologiche deve riguardare l’animale uomo. Il resto, come la difesa […] dell’ambiente naturale [..] verrà da sé e si troverà salvo se sarà salvo l’uomo con le sue peculiarità, con l’unicità della sua faccia e della sua coscienza”.

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17 gennaio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “DJ Fabo, Pm: “Assolvete Cappato, nessun ruolo esecutivo. Dignità è poter essere uomo e autodeterminarsi”

Le affermazioni della PM Siciliano sul caso particolare di DJ Fabo sono moralmente rispettabili. Il problema è quanto non considera nella sua perorazione generale, sui media, del diritto al suicidio assistito. Il magistrato presta l’autorevolezza del suo ruolo ai cantori della morte a richiesta nel farne soltanto una questione di diritti umani. Dove la malattia, a volte di concerto con le cure, si accanisce, e crea “l’uomo incrodato”, crea una situazione di agonia cronica, l’interruzione attiva delle residue funzioni vitali può costituire l’unico rimedio, l’unica difesa della dignità umana, e della stessa salute intesa in senso lato. Ma l’eutanasia risponde anche all’interesse di sopprimere persone e pazienti in base a criteri economici. E addirittura in base a incentivi finanziari. Come mostra il caso del Liverpool Care Pathway in UK. “Sparatevi Breda” scrisse M. Marchesi. Un magistrato, a contatto professionale con la miseria umana, e quindi anche con l’arte di spacciare per aiuto il sopruso, non dovrebbe nell’appoggiarlo pubblicamente ignorare l’ambivalenza e il possibile uso perverso di un nuovo principio etico. I magistrati seguono il flusso culturale imposto dal business e gradito al popolo, che al pretesco celebrare il digrignare di denti per il dolore sostituisce l’occultamento della condizione umana, fornendo sia lo schermo delle false promesse di immortalità da cure miracolose, spesso fonte di sofferenze non necessarie, sia quello dell’abbattimento zootecnico.

@ Pot. Non so molto della genealogia culturale del suicidio e della soppressione dei malati, ma mi pare che, mentre storicamente è antica, precristiana, la concezione della liceità – non il “diritto”, termine ormai degradato – del suicidarsi, dell’uccidersi da sé, sia piuttosto nuova l’idea del comprendere tra le cure mediche il farsi dare la morte, come evenienza di routine, e alla fine come servizio fatturabile. “Cantori della morte a richiesta”, perché chi si profonde in questa battaglia “di civiltà” a mio parere usa toni trionfalistici ed esibisce una sicumera giustificabili da una causa migliore di quella del legalizzare ed espandere ciò che finora è stata una estrema, mesta, ratio. Forse lo scarso entusiasmo del quale mi accusa deriva dalla consapevolezza delle pressioni economiche, antiumanistiche, di cui ho detto, verso questo bel progresso, e dal vedere ogni giorno come la medicina calpesti la dignità dei malati nello stesso taciuto perseguimento del profitto con cure non necessarie*; nell’indifferenza o nella complicità di quelli che si accalorano per portare l’efficienza del suicidio agli stessi alti livelli generali di civiltà della nostra società. E nella foga, sbadatamente, aprendo la strada all’omicidio mascherato.

*Mandrola J. In defense of less-is-more. Medscape, 9 gen 2018.

@ pappacci. Sono temi pesanti; mi pare che lei abbia un’acuta reazione di difesa. Il libero arbitrio? Basta un buchino nella dentina, o una pietruzza in un uretere, per spazzare via questo elaborato capitolo dei trattati di filosofia. Per non parlare di quando le metastasi rosicchiano incessantemente le ossa o una malattia neurologica trasforma il corpo in un manichino. La responsabilità dell’assistenza, che può includere il convenire di usare come terapia l’interruzione delle funzioni vitali, non può essere scaricata sull’assistito immaginandolo come una sorta di superuomo padrone di sé stesso. Il mondo reale, con le terapie truffa vendute col ricatto della speranza, c’entra eccome. Lo sa quanti casi ci sono di “nessuna possibilità di miglioramento”? La campana non suona solo per i casi rari, come DJ Fabo, selezionati, ritagliati per sostenere la tesi che è bene rilasciare una liberatoria per farsi sopprimere, ma per quelli quotidiani. Per un Welby, un DJ Fabo, ci sono es. tanti malati terminali che vengono curati con la chemio, inutilmente e a loro danno*. Si potrà dare loro comodamente il colpo di grazia, togliendoseli dai piedi dopo averli usati come supporti per cure aberranti, facendolo passare per una scelta del paziente, alla quale si è acconsentito per alti motivi. Proseguendo con l’applicare le espressioni in malafede* della medicina commerciale.

*Mulcahy N. Palliative Chemotherapy Is ‘Disingenuous Term,’ Says Critic. Medscape, 5 marzo 2018.

@ RiccardoAlasia. E’ questo il bello del sessantottismo, cioè del supportare tesi che sembrano progressiste e invece sono al servizio delle forze di sfruttamento: permette di sembrare eroici mentre si serve. Permette ai mosci di atteggiarsi a forti. Ai fifoni di fare gli spadarotta. E di sfogarsi assestando il calcio dell’asino. Vada a sgambare in attesa del nuovo input dei radicali. O dei magistrati come la Siciliano, che ha eccitato animi come il suo sollevando il pathos della corazzata Potemkin: quello dello strumento di dominazione che passa invece a difendere i deboli. Ma a ben vedere, invece che all’immagine dei cannoni della corazzata dello zar che i marinai puntano sui cosacchi dello zar che stanno massacrando donne e bambini sulla scalinata di Odessa, la situazione è più simile a quella del voltafaccia al processo di Otello Celletti ne “Il vigile”. Non perda tempo con me, e galoppi a soccorrere qualche altro vincitore.

@ RiccardoAlasia. Ciò su cui lei salta a piè pari, con l’aiuto di qualche battito d’ala, è un cumulo di monnezza. Quando ha finito di fare chicchirichì dal suo pulpito, cerchi, invece di occuparsi della mia ventilazione, di abbassare di qualche torr la pressione dei gas dei quali è gonfio.

@ RiccardoAlasia. Alla buon ora. Un addetto di una partecipata presieduta da un cattedratico con esperienze oxoniensi ha già provveduto al consueto spernacchiamento. Certo che in Lombardia i magistrati possono contare sull’appoggio della parte più vibrante della società civile.

@ Pot. Ci sono due medicine. La medicina-servizio fa il miglior interesse del paziente. Non crea situazioni trappola che inducono a chiedere la morte. Quando queste si presentino spontaneamente si trova in effetti davanti al dilemma di quando si possono recidere i brandelli che tenendo attaccata la persona alla sopravvivenza biologica le causano sofferenze atroci. La medicina-business massimizza il profitto, facendo danni pur di vendere prodotti e servizi, e può essere lei la causa delle situazioni che spingono a chiedere la morte. Nelle sue mani, l’omicidio consensuale è un’arma in più; può sia favorire trattamenti inutili che provocano gravi sofferenze sia essere applicato con criteri zootecnici.

Oggi regna la medicina orientata al profitto. Il suo quadretto è uno spot di questa medicina: morire facendosi uccidere è una cosa naturale e accettata da tutti, per fortuna fornita dai medici, che sono umani e sensibili, ma ostacolata da norme inspiegabili e strane sul non uccidere, e dagli affetti da una patologia fobica, che, non curati, agitano i fantasmi di abusi, causando danni terribili ai normali.

La medicina commerciale trae il suo potere dalla nostra tendenza a considerare e immaginare, come meccanismo di difesa, solo gli aspetti positivi e nobili dell’intervento medico. La reale emancipazione proverrà dal divenire capaci di guardare anche i lingotti d’oro sanguinosi che oggi sono sull’altro piatto della bilancia.

@ RiccardoAlasia. Meno di 24 ore, e il gas si è già riformato. Mi spiace, non posso fare più nulla per lei.

@ RiccardoAlasia. In effetti a intrattenermi con lei comincio a sentire il disagio che si prova stando al bordo del vacuo più del necessario. La vertigine sonnolenta data dal piatto, da ciò che non ha profondità.

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15 febbraio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Marco Cappato, la Consulta depenalizzi l’aiuto al suicidio per motivi umanitari”

Abele. Il suicidio tramite terzi allontana lo spettro del fare la fine della vittima del racconto di Poe “Il barile di Amontillado”. Magistrati e politici illuminati e coraggiosi stanno conducendo una battaglia di civiltà.

Caino. E’ arrivato l’ordine: legalizzare l’eliminazione di persone in base a criteri economici. Media, radicali e magistrati, sensibili ai voleri atlantisti, si sono messi all’opera. Si mostrano casi particolari come questo di dj Fabo dove la soppressione delle restanti funzioni vitali è eticamente difendibile e una deroga, rigidamente circoscritta, ridurrebbe lo sconcio di sofferenze prolungate. Si tace sul vero obiettivo, la massa di vecchietti e malati gravi di ogni età – inclusi sani resi malati dalla medicina – da sfruttare per vendere cure fraudolente inefficaci o nocive e poi buttare come limoni spremuti. In USA ora si criticano le speculazioni commerciali ($3000) sul PAD, physician assisted dying. Da noi si ignorano rozzamente gli interessi e le condizioni che costituiscono l’imbuto che conduce a “scegliere liberamente” il suicidio sostituendolo con un fantoccio, lo “Homo juridicus” padrone delle sue scelte. L’immagine implicita di questi festeggiamenti per la morte facile è quella di Casper del viandante solitario che osserva dall’alto della cima il mare di nebbia. Per molti l’immagine appropriata sarà quella di un insetto che finito nella corolla a imbuto di una pianta carnivora si dissolve al suo fondo, poco importa come.

 @ Dada Cinnok. Sì, siamo figli di Caino. Riconoscerlo può aiutarci a limitare e superare la nostra natura; e a non abboccare a tante predicazioni di amore, bontà, santità, incluse quelle in salsa “laica”, come questo brillante diritto-dovere di aiutare gli altri ad andare a morire ammazzati. In modo da raggiungere e mantenere una convivenza civile, dove non vigano sotto cosmesi etiche, ideologiche e giuridiche le leggi di Caino. Una società basata sulla decenza, che è il minimo accettabile, e salvo casi fortunati anche il massimo cui si può ragionevolmente puntare.

@ Angle. I figli del fratello che ha prevalso assassinando il fratello e ha così diffuso la sua progenie non sono tutti uguali; allora bisogna anche considerare come è distribuita nelle varie componenti della popolazione la loro diversità. Dato lo stratagemma di presentarsi come discendenti dello zio si dovrebbero inoltre comparare due distribuzioni di frequenza, quella apparente e quella reale.

@ Angle. Ah, lei intende in senso letterale. Dio, il Dio il cui nome ricorre spesso nei discorsi dei suoi portavoce, e Satana, se posso usare i vostri termini, hanno in comune questa narrazione della lotta tra bene e male, tra good guy/bad guy, angeli e demoni, santi e scellerati. Quanti fascismi ho visto dietro all’antifascismo, quanto piduismo, la mafia di Stato, dietro all’antimafia, quanta “eversione dall’alto” (cit.) dietro all’antiterrorismo, empietà contro l’Uomo dietro a parole di fede in Dio. Quanta propaganda pro frodi mediche dietro all’antidoping, barbarie di ritorno dietro a battaglie di civiltà come questa del suicidio a domanda, frodi tecniche dietro alla lotta alle ciarlatanerie delle cure alternative. Così, sarà Dio, sarà Satana, quando sento proclamare applicazioni del binarismo bene/male mi chiedo se provengono da quella minoranza di brave persone o dal solito lupo che s’è mangiato la nonna, ne indossa la cuffia e aspetta Cappuccetto Rosso.

@ Angle. L’expertise dei preti sul mondo terreno è straordinaria. E’ stolto credere, come si dice spesso, che, siccome li sostiene la Chiesa, allora si tratta per forza di principi retrogradi e dannosi. D’altra parte, ci si può trovare su posizioni convergenti per motivazioni e finalità diverse. Es. il rispetto della dignità umana vs. il potere che deriva dallo stare in piedi davanti a chi è messo in ginocchio dalla sofferenza. Inoltre il clero è immerso nel business biomedico, per nulla santo, al quale questo liberalizzare – e privatizzare – le cesoie di Atropo è funzionale.

Si fa presto a dire di essere parte di una istituzione Santa. Da bambini, quando dicevamo cosa volevamo diventare da grandi, c’era sempre il più furbo che diceva, invece che il pilota di caccia o il dottore, “il miliardario”. Ma il miliardario non è un mestiere o professione, è un risultato eccezionale. Analogamente questo attribuirsi a priori una “Santità” pare una furbata per bambini. E ancor più col distinguo tra contenitore soprannaturale e contenuto umano. Poi si può credere di essere qualsiasi cosa, e indossare i paramenti più sfarzosi o le vesti più dimesse; ma per me se si vuole essere riconosciuti come interlocutori certo non santi ma credibili, qualunque abito si indossi e intenzione si professi bisogna dimostrare una robusta decenza, cioè il non scendere sotto il livello che comporta il rispetto sostanziale degli altri.

@ Angle. Non dubito che, come per altri gruppi criticati e criticabili – comunisti, fascisti, massoni, pregiudicati etc. – tra i cattolici e nel clero vi siano singoli individui di valore. Anche perché alcuni penso di averli conosciuti, di persona o tramite gli scritti. Ma lei trasfigura una realtà prosaica. Del resto è questa la vostra arte, di operare anagrammi e sciarade sulla realtà per ricomporla in un significato diverso, talora opposto.

@ Angle. Non si dovrebbe citare Dio, usandolo come un “jolly”, per ciò che è spiegabile in termini terreni. Cappato lavora per il liberismo. E quelli che calano “Dio” in continuazione? Lei dice che loro sono doppiamente contrari. A me pare siano contrari a metà. La regolazione delle morti è imposta dall’economia liberista, e il clero sa che chi si mette dalla parte del più forte campa 2000 anni. Serve al business biomedico, alla medicina dei guadagni di Borsa stratosferici, che ha resuscitato sotto il manto dello scienziato forme di magia naturale e promesse di salvezza ancora più arcaiche della novella cristiana. Un business stregonesco tinto di sangue col quale anche il clero si arricchisce. Per di più, la gente, mentre crede che pozioni e gizmo tecnologici la manterranno sempre in forma, si affretta ad accettare che si tiri la spina alla prima prospettiva di soffrire. Così i preti si limitano a un “lip service”. Peccato, perché c’è un clericalismo che specula sul dolore, ma c’è anche una filosofia cristiana che potrebbe dare un contributo positivo, educando a una visione di vita più sobria e forte; a non credere né alle promesse di immortalità terrena, né alle paure e minacce di tormenti degli imbonitori. Potrebbe indirizzare molti sulla strada per affrontare, senza sfuggire – né pretendere di risolverla – la condizione umana.

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26 febbraio 2018

Blog de Il Fatto

Commento la post “Biotestamento, Saviano con la compagna di Dj Fabo: “Pretendere dalla politica la possibilità di scegliere””

J. Kane*, medico, sostiene che in USA l’epidemia di morti per overdose di oppiacei copra un’epidemia di suicidi da disperazione. Lì il business, in nome della lotta al dolore, e aiutandosi con le mazzette, sta facendo soldi stimolando i suicidi. Il caso di dj Fabo è l’eccezione umanitaria scelta apposta; una estetizzazione mediatica, con tanto di sequel con la fidanzata, che copre lo sfoltimento della popolazione di malati comuni in base a criteri economici. Saviano, il cantore dei camorristi come samurai invincibili, mostra sia il Male Assoluto, sia la luce vindice della ragione e della civiltà. Il politically correct funziona così. Fifa blu da un lato, l’equivalente culturale e politico del junk food dall’altro. Ascoltatelo Saviano. Anche perché con l’incremento di cure oncologiche vere per diagnosi tarocche di cancro da sovradiagnosi che ci sarà con gli allarmi suoi, quelli del 31enne senza titoli candidato premier, quelli del circo al completo degli altri politici e degli opinionisti accreditati, e dei poteri dello Stato a partire da quelli che sarebbero la parte di cui fidarsi, firmare la liberatoria per farsi abbattere quando ridotti a un rottame ingombrante, e non più redditizio per le lucrose frodi mediche alle quali si è fornito il proprio corpo, sarà in effetti l’unica cosa che si potrà pretendere. * There’s no easy way out of the opioid epidemic. Feb 2018.

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21 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Musolino “‘Ndrangheta, scoperti a Vibo Valentia i “giardini segreti” della cosca Mancuso: sequestrate 26mila piante di marijuana”

La droga e la mafia sono casi della differenza tra il negativo e il proibito. Come la mafia, la droga è nella cultura dominante il negativo, stigmatizzato e formalmente avversato; ma non è davvero proibita, cioè espulsa dal sistema, nonostante la repressione dia lavoro a tanti. Ora viene in parte sdoganata dalla posizione negativa. E’ in corso una liberalizzazione della cannabis nel mondo occidentale. A parte la dannosità degli effetti farmacologici per sé stessi e per gli altri, le conseguenze sul piano sociale e politico saranno di degrado, con sudditi fumati invece che cittadini ben svegli e partecipi. Nei casi di negativo non proibito, strumenti di controllo e oppressione, lo Stato favorisce con una mano ciò che con l’altra combatte. Una doppiezza palpabile in Calabria, ma ugualmente presente in forme diverse in regioni che godono di migliore fama, che permette tante giocolerie. Anche a danno di ciò che al contrario è nominalmente positivo ma di fatto proibito, come la denuncia del crimine nelle sue forme istituzionalizzate.

@ SoloBol. La cannabis può essere una pozione per fare stare al loro posto i sudditi più leggera dell’alcol. Ma appartiene alla stessa famiglia, quella della cultura dell’uso di sostanze psicotrope come aiuto esistenziale; uso che è anche una catena. E’ una cultura individualista di fuga e dipendenza. C’è chi nasce facilmente sviabile e pilotabile, e in effetti non c’è molto bisogno di stordirlo con la droga: sono decenni, dal ’68, che vedo gente che fa disastri facendo docilmente ciò che vuole il potere, quando il potere presenta i suoi indirizzi come atti alternativi, libertari, critici, disobbedienti, radicali, antisistema etc. Ai giovani consiglio di leggere “La cultura del narcisismo” di Lasch e gli scritti di JC Michea sulla “alienazione progressista” del liberismo, autori dalle posizioni piuttosto lontane da quelle degli “uomini d’ordine”, prima di accogliere l’invito di Lucignolo a salire sulla diligenza per il Paese dei balocchi. Certi Lucignolo sono a libro paga di Mangiafuoco.

@ SoloBol. Ti meravigli che prima sia stata rigidamente proibita e poi venga esasperatamente promossa? Scusa per gli autori “difficili” (parlavo a chi deve ancora scegliere, non a te), ma il Gattopardo lo hai sentito nominare? In USA c’è un medico, Gupta, che da proibizionista ora è passato di botto a sostenere con manipolazioni grossolane l’uso della marijuana come cura alla – criminale – epidemia di oppiacei. Quello che non mi va bene sono i toni salvifici e i falsi (la cannabis può dare forte dipendenza) intonati a comando del potere. In campo medico sta venendo descritta come l’acqua di Lourdes; senza dati validi. Non mi va bene la cultura della droga; l’affondarsi nel proprio divano e lasciare fare alla chimica dei recettori. Questa retorica piagnucolosa e bambinesca per la quale una crisi psicotica da cannabis non conta perché ci sono quelle da alcolismo. Per la quale se a venirti addosso con l’auto è un accannato, eh, ma gli incidenti causati da ubriachi… Quanto a logica, della quale ti vanti, non ho voluto infierire pensando che fossi sotto l’effetto della tua erbetta. Mi dici che non fumi da 3 settimane. Penso a che numeri devi fare quando sei carico, allora. Le tue sparate, da ubriaco al quale si minaccia di togliere bottiglia e bicchiere, mostrano gli effetti sociali e politici deleteri degli stati mentali alterati per uso “ricreativo” in soggetti che già da sobri non sono mentalmente ben saldi sulle gambe.

@ SoloBol. L’assunzione di droghe non influisce sulla guida, dici. Hai avuto un’illuminazione in una delle tue immersioni nel divano? L’uso da imbecilli di una sostanza che rende ancora più imbecilli dovrebbe dipendere esclusivamente dall’intelligenza del soggetto; dì la verità: peyote? Per gli etilisti il vino se è buono non fa mai male, per i pistoleri una pistola è solo uno strumento, dipende da come lo si usa. Quale “conforto”? Puoi intossicarti come ti pare. Ma non dovresti fare il piazzista del nuovo business: la tua negazione di pericolosità intrinseca verso gli altri dell’espansione dell’uso di sostanze psicotrope è un misto di disonestà e immaturità. L’insistenza su una tua personale superiorità è rivelatrice e patetica. Prova a smettere di prendere il tuo ombelico come centro del mondo, prova a smettere di ragionare in termini di “io qui”, “io là”. Ma perché dovresti farlo? Sei un esempio, intellettualmente e moralmente, di c. (cittadino) adatto al nuovo corso. Stai dalla parte giusta. Ciao, ma torno a chiedermi quali concetti emetterai con le canne se ragioni così anche senza.

@ SoloBol. Addio. Torna a innaffiare.

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27 agosto 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Nave Diciotti, il presidente dell’Aifa Stefano Vella: “Mio governo ha negato cure, dovevo dimettermi””

Vella è un grand commis di quella medicina industriale che, obbedendo a logiche di profitto, sovratratta quando non ce n’è bisogno e trascura chi è malato davvero*. Molti interventi medici proposti assiduamente non sono necessari, e sono dannosi; mentre quando si avrebbe bisogno di assistenza e cure mediche si deve bussare col cappello in mano per ricevere trattamenti spesso inadeguati. Le omesse cure della medicina commerciale non scuotono Vella; che inoltre commette sul piano medico lo stesso errore etico del confondere tra individuo e popolazione. Curare i singoli è cosa diversa dal tutelare la salute della popolazione; come aiutare i derelitti del mondo è molto diverso dall’esasperare il caso, microscopico rispetto al totale, selezionato dai media per ragioni politiche. Si potrebbe chiamarlo l’errore della gattara, che stravede per i suoi micini e ignora il resto del mondo. Speriamo che chi gli succederà sia invece adeguato a compiti di sanità pubblica.

Tra i vari moventi del plateale sbocco di indignazione probabilmente c’è anche l’aiuto all’espansione del business medico con l’immissione degli immigrati nel pool di pazienti. Lo stracciarsi le vesti per gli imbarcati oltre alla violenza nei nostri confronti dell’immigrazione forzosa copre anche la violenza nei confronti degli stranieri della medicalizzazione distorta e a fini di lucro.

*McCartney M. The patient paradox. Why sexed up medicine is bad for your health. Pinter Martin 2012.

@ Danilo Fiore. E’ come dire che Peppino Impastato lavorava per Totò Riina, siccome attaccava Badalamenti del quale Riina era nemico.

@ Danilo Fiore.Le sue sgangherate associazioni mentali proseguono la sparata di Vella sulle asserite mancate cure mediche agli stranieri della Diciotti. Non sappiamo come avrebbe commentato Impastato (ma sappiamo da che parte stanno, sempre, le varie bande e cordate più o meno mafiose e le torme di quaquaraquà mafioidi). Di sicuro non in termini di poltrone come fa lei. Spirito libero, non è scontato che avrebbe mangiato la polpetta, per tanti così appetitosa, del sessantottismo: servire i disegni eversivi del potere passando per combattenti antisistema. Negli anni ‘70 qualcuno fece carriera con le radio libere; ricordo un insopportabile Rutelli. Qualche altro vi perse la vita. Impastato parlava di sua iniziativa e contro le consegne del potere di ciò che aveva davanti, che vedeva e poteva toccare, ed è stato ucciso per questo. Voi, arrivato dall’alto l’input con la confezione di slogan già pronti, galoppate liberi nel campo dell’onirico; servite il potere con proclami, come questo squallidotto di Vella, che hanno la coerenza meramente logica associata a infondatezza e a implausibilità umana tipica dei sogni; e volete pure la medaglia.

 

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7 ottobre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. Farina “Vivere a Milano senza lavorare è uno scandalo. E io, modestamente, lo sono”

@ Ricky Farina. Ciao Ricky. Restare umani costa più fatica, e fa sudare di più, che restare bestie. Ho dei bei ricordi, ormai lontani, dell’Azzurro Scipioni, la sala cinematografica di Agosti. Anche per questo, il ’68 e in generale il sessantottismo mi sembrano come quei grandi scivoli gonfiabili, o quei parchi divertimenti, dove i bambini e anche i grandi hanno la sensazione di essersi liberati dalle catene della società, mentre gli incassi del biglietto fanno aumentare il titolo in Borsa.

I nemici vicini

16 novembre 2017

People can often become ethically confused because of a particular problem inherent in human dealings, namely, that any virtue has a bad cousin, a failing that closely resembles the virtue and can be mistaken for it — what in Tibetan Buddhism is called the near enemy. For example, the near enemy of equanimity is apathy; the near enemy of compassion is a patronizing pity; the near enemy of love is possessive attachment; and so on. (Ruddick L. The Near Enemy of the Humanities Is Professionalism. The Chronicle of Higher Education, 23 novembre 2001)

ccc

10 novembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “Farmaci a domicilio, da tempo ne parlo. Ora Amazon è passato all’azione”

Farmaci “one click”. In medicina l’inefficienza, es. ritardi burocratici, può creare ai malati inferni nascosti. Ma l’efficienza non è un valore in sé. Su ciò viene citato Kant, per il quale un mascalzone è ancora più pericoloso e abominevole se è efficiente (Is efficiency a vice? Am Phil Quart, 2015. 42). ”L’efficienza, la sola, pura efficienza, nella sanità può essere perfino dannosa. Lo è, per esempio, quando si mette al servizio dell’inappropriatezza. Che significa essere efficienti in servizi che non hanno alcuna giustificazione? In operazioni che non si dovrebbero fare? In interventi che rappresentano soltanto uno spreco di risorse? In farmaci che non curano? In screening in popolazioni a bassissima diffusione della malattia? In cesarei che debordano da ogni criterio, standard e giustificazione? In reparti e specialità ospedaliere per i quali non c’è più una reale richiesta?” (R. Volpi, L’amara medicina).

Nell’industria medica liberista la redditizia efficienza nel settore vendite e marketing è intrecciata a un’inefficienza di prodotto sommamente redditizia. Es. gli effetti avversi dei nuovi, inefficaci e costosissimi farmaci oncologici stanno creando intere sottospecialità di cardiologia e reumatologia. Comunque, il libro “Selection bias and covariate imbalances in randomized clinical trials”, su manipolazioni tecniche che permettono il lucroso commercio di farmaci inefficaci e dannosi, comprato da Amazon il 15 settembre, lo sto ancora aspettando.

Il disprezzo per il fenotipo

1 novembre 2017

26 ottobre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. D’Alessio “Prevenzione tumori, i marcatori oncologici possono fare la differenza”

La differenza in peggio. L’articolo induce a credere che i test diano un risultato corretto di positività per tumore nel 95% dei casi. In Italia vengono diagnosticati circa 370000 nuovi casi di tumore all’anno, su una popolazione di circa 60 milioni di persone. Consideriamo, seguendo la giornalista-scrittrice, che si effettui un test con marcatori su 10 milioni di soggetti, con un tasso di falsi positivi del 5%. I casi attesi di nuovi tumori saranno circa 61700. Consideriamo, irrealisticamente, che i test abbiano sensibilità del 100%, cioè non si facciano mai scappare un tumore. Per il teorema di Bayes, il valore predittivo positivo del test sarà 100*(61700/(61700+ (9938300*0.05))= 11. L’11%. In circa 9 casi su 10 la persona con il mano il foglio che gli dice che ha il cancro sarà invece non affetta. Questo esempio schematico mostra il genere di calcolo corretto quando vengono proposti test di screening “salvifici” per “prevenire” malattie. Non bisogna confondere – neanche sui media – la sensibilità e specificità di un test con la sua capacità di dare informazioni corrette, che è ciò che conta e che non dipende solo dalle sue caratteristiche intrinseche, come si crede, ma anche da quelle della popolazione. Perfino se un test diagnostico avesse buone performance in sé – e i markers tumorali spesso non le hanno – quando lo si applichi a una vasta popolazione generale, composta prevalentemente da non affetti, diverrà esso stesso una minaccia alla salute.

@ otra vez. Scusi, ma volendo fare chiarezza lei dovrebbe dire che si “perdono” malati veri coi falsi negativi, che possono essere frequenti (v. PSA), e si guadagnano tanti malati finti, etichettando sani come malati. Non che in entrambi i casi si “perdono” sfortunati; come per dei soccorritori che non riescono a salvare tutti. L’articolo dà per assunto che i biomarkers siano una cosa vantaggiosa per la “prevenzione” del cancro, e lo proclama fin dal titolo. Poi fa riferimento ad una necessità di limitare gli eccessi. E’ tipico, quando nel disegno di base ci sono grossi vizi, che vanno a favore di interessi commerciali e danno del pubblico, non parlare chiaro, essere ambigui, fare discorsi doppi, confusi e suggestivi; si promuove il prodotto omettendone il vizio di impostazione, presentandolo come indiscutibilmente valido ma da regolare. Quelli che sono fattori di danno costitutivi e gravi vengono taciuti; e derubricati a errori eliminabili, e sotto controllo. Oggi su un articolo del Fatto online si discute di come la legge contro la tortura sia un pro forma. Un esempio medico di questo “spin” è dato da un recente articolo sulle “implicazioni etiche” dell’approvazione dello Spinraza, il farmaco milionario che ha goduto dell’appoggio di Checco Zalone: King NMP, Bishop CE. New treatments for serious conditions: ethical implications. Gene Therapy, 2017. 24: 534.

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27 ottobre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Hiv, condannato a 24 anni per lesioni aggravate Talluto: ha contagiato 32 donne. Pm avevano chiesto ergastolo”

Lo Stato, mentre distorce il modello effetto gregge per obbligare a far vaccinare i propri figli, stabilisce tramite sentenza che una persona abbia potuto – deliberatamente – infettarne decine con un virus il cui tasso di trasmissione è stimato nell’ordine di 1 per ogni 500 rapporti sessuali. Perfino le organizzazioni che si occupano di AIDS, come UNAIDS e HIVMA, avvisano delle infondatezze e dei pericoli della criminalizzazione della sindrome, esponendone i danni sanitari, giuridici e culturali*. Anche se nei gradi successivi si nasconderà la mano riformando la sentenza, resterà il danno peggiore: la propaganda, tramite l’azione giudiziaria, al concetto che la malattia non è un fenotipo ma un dato di laboratorio. I magistrati stanno applicando il prestigio della loro funzione a questa concezione perniciosa, e la stanno estendendo alla giustizia penale; anche la prova di colpevolezza diviene un dato di laboratorio. Basta impapocchiare qualche test “scientifico”, a volte da parte della stessa ditta che poi vende le cure, e il foglietto stampato dal macchinario con sopra scritto “positivo” diviene evidenza inoppugnabile per dichiarare una persona affetta da grave malattia. O colpevole di terribili delitti. E quindi drenare miliardi di euro dei contribuenti vendendo farmaci, e fare dell’amministrazione della giustizia un pugnale del potere.

* Criminalisation of HIV Non-Disclosure, Exposure and Transmission: Background and Current Landscape. UNAIDS, feb 2012.

@ evron. Fenotipo è ciò che appare macroscopicamente. I piselli rugosi di Mendel, una setticemia. (Non è, né “i libri” dicono questo, “l’insieme delle caratteristiche scritte nel genoma”). Il termine proviene dalla genetica, ed è un’abbreviazione appropriata per “manifestazioni cliniche direttamente osservabili”. Anche perché molti dei test che si stanno sostituendo alla sua valutazione clinica sono genetici. Es. un caso, con risvolti legali, dove è stata diagnosticata una patologia, definita da un’alterazione dell’elettrocardiogramma, sulla base di un sofisticato test genetico. Mentre sarebbe bastato fare un banale ECG per vedere che l’alterazione non c’era*. A definire la malattia come risultato di laboratorio succede che tanti, spaventati e disinformati, e spinti da disonesti, corrotti e animosi imbecilli seguano il consiglio di un vecchio slogan per la propaganda dell’Epatite C: “Si ti senti bene, fai le analisi del sangue. I sintomi dell’epatite C sono molti diffusi: aspetto sano, appetito normale, assenza di dolore”. Tu che sei persona istruita e dotata di elasticità mentale, si vede da cosa scrivi, converrai sull’opportunità di usare un termine sintetico, appunto “fenotipo”, del resto già usato in questo senso, da contrapporre alle diagnosi di malattia oracolari, basate su test di laboratorio.

*Ackerman JP et al. The Promise and Peril of Precision Medicine: Phenotyping Still Matters Most. Mayo Clin Proc. 2016. 91: 1606.

@ ErPanza78. Lei parla di significato preciso delle parole e intanto altera le mie parole. In ambito tecnico e scientifico le parole sono etichette di concetti. Le etichette devono essere utili e pratiche. Non è peccato modificarne il significato se ciò è utile e pratico. Es. ampliandolo. (Ma non alterandolo, come invece si fa con espressioni “mouthful” come “precision medicine”). Sono i concetti che devono essere aderenti alla realtà. Es. il concetto che secondo le conoscenze ufficiali non è possibile infettare a raffica con l’HIV decine di persone tramite rapporti sessuali. Il concetto, pernicioso, che una condizione morbosa è definita dalla positività a un test. Ignorare i concetti, e i loro gravi vizi, e concentrarsi pedantemente sulle parole, deriva dalla concezione essenzialista di malattia, che “has no place in science” (Scadding JG.Essentialism and nominalism in medicine: logic of diagnosis in disease terminology).

@ Evron. La tua è la versione che critico come corrotta, nell’indebolimento e stravolgimento della logica e dei presupposti epistemologici, nella ricerca, nella pratica clinica e nelle operazioni di censura, disinformazione e marketing tramite i poteri dello Stato. Se il termine non ti piace, come è comprensibile data l’importanza artificiosamente attribuita al genotipo, dalla medicina commerciale, sostituiscilo con “fenomenologico”, “clinico”, “osservabile” etc. Ma credo che sia il concetto che non piace, della differenza tra il materiale e l’astratto, e del relativo abuso.

@ Evron. Probabilità di infettare di 1/500 per rapporto. Elevandola a 1 su 50 per partner, la probabilità di infettarne 30 su 30, che è il messaggio che viene dato, è (1/50)^30, cioè 1 su un numero di 51 cifre che comincia per 9. Una probabilità circa 1.5 milioni di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi più bassa di quella di vincere il primo premio al Superenalotto. Gli ospedali e gli uffici giudiziari non sembrano curarsi neppure della plausibilità – al di fuori del mondo dei fumetti – di un impestatore eccezionalmente virulento e allo stesso tempo asintomatico. Il buon senso che “se ne sta nascosto per paura del senso comune” della peste del Manzoni; e anche l’ipocrisia borghese di “Palla di sego” di Maupassant.

@ Evron. No, sono grottesche le conseguenze quantitative della storia improbabile che presentate al pubblico. Ma è meglio lasciare il freddo mondo dei numeri e guardare all’aspetto umano. Una storia di degrado morale e abbrutimento, di gente senza creanza, senza vergogna, senza rispetto per sé stessi. E non sto parlando dell’imputato e delle sedicenti vittime…

@ Evron. Nella mitologia borghese descritta nei racconti di Maupassant, nella visione ipocrita che divide in “perbene” e “gentaglia”, è presente, in un racconto, anche la figura dell’untrice che contagia volontariamente di sifilide i suoi amanti tedeschi. Se la biologia dell’AIDS fosse quella della medicina ufficiale e dei tribunali come questo, data la – incoraggiata – promiscuità sessuale in tutti gli strati della società mezza Italia sarebbe un lazzaretto. La probabilità cumulativa per un tasso di trasmissione di 1/500 che su 1500 rapporti tra 25 e 35 diano luogo a infezione è di 1 su cinquecentomila miliardi. Ergastolo, o 24 anni, per un reato impossibile. Un messaggio al pubblico sulla malattia come risultato di laboratorio che aiuterà i peggiori furfanti ad arricchirsi depredando l’erario e causerà danni veri di massa alla salute.

Gli autori del capolavoro riceveranno probabilmente riconoscimenti e onorificenze. Non è il caso di prendersela per i miei commenti, che sono come un peto in un mulino. Le ”infette”, riporta l’articolo, alla lettura della sentenza hanno detto piangendo “giustizia è fatta”. Ma tu mi correggi severamente: è sbagliato dire che si ritengono vittime. Mi ricordi il Malato Immaginario con Sordi. Al suo capezzale il vecchio medico porta il giovane figlio neolaureato (Cristian De Sica); che dice sussiegoso: “Il paziente stupisce e il medico…”. “Lo guarisce” – fa Sordi. “No, lo cura”. Sordi, rivolto al padre: “Certo che il figliolo ne dà di soddisfazioni”.

@ Evron. Nei miei esempi oltre a considerare gli elementi della notizia data dai media ho usato i valori da lei citati. Inclusi 1500 rapporti, che non è ragionevole pensare corrispondano a un pari numero di relazioni sentimentali: non dovrebbe attribuirmi premesse che non ho usato. 10 rapporti a relazione, e anche con altre ragazze, lei ora dice. La probabilità di infezione a ragazza sarà: (1/500)*10= 1/50. Consideriamo che, dotato di prodigiose capacità seduttive e di un appetito insaziabile, abbia avuto 300 differenti partner, 10 rapporti a partner. La probabilità cumulativa di infettarne tra 25 e 35 è di circa 3 su un miliardo. Vuole in più decuplicare il tasso di infezione? Anche in questo quadro caricaturale, in questo delirio osceno, la probabilità è meno di 1 su 10000. La storia che lei si affanna a difendere è sballata; anche sotto altri profili tecnici. Per me è in questo e nella sua provenienza, non da un forum di leggende metropolitane ma da un procedimento giudiziario, che risiede il suo carattere sinistro. E’ ulteriormente inquietante che la notizia del processo sia uscita in concomitanza con la giornata dell’AIDS*. E che quest’anno la sentenza di condanna sia stata emessa mentre alla European AIDS Conference a Milano venivano presentate le nuove linee guida per il trattamento. E’ lei che ha cominciato; se vuole smettere di rimestare mi fa un piacere. *Pennetta E. AIDS: annunci da marketing e la strana storia dell’untore della capitale. Critica scientifica, 19 dic 2015.

@ Togasso. Grazie. In effetti la scienza e la razionalità applicate dai magistrati qui appaiono essere quelle della “Osteria numero venti …”. E pensare che la distribuzione di Poisson comparve per la prima volta in un libro di legge… (Ho usato la binomiale cumulativa). L’occasione fa l’uomo ladro, e in numerosi casi i magistrati appaiono non astenersi dal cogliere, agendo “in nome del popolo”, diverse situazioni alla “Barabba o Cristo” offerte dall’attuale medicina: dove si può essere corrotti senza rischi, assecondando allo stesso tempo gli umori della piazza e i disegni dei dominatori. Al tempo di Barabba e Gesù i dominatori erano i Romani, oggi sono la finanza e il business biomedico.

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6 novembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gentilini “Tumori, il numero dei bimbi che si ammalano sale anche a causa dell’inquinamento”

Secondo F. Ramella (Ist. B. Leoni), su il Fatto cartaceo di oggi, lo smog, in diminuzione, è una falsa emergenza. In “Updates in slow medicine” di oggi si citano i rischi degli studi diagnostici -concetto misconosciuto ma fondamentale per la tutela della salute- nel riportare un articolo del NEJM sui reperti incidentali nella popolazione generale di bambini di età 8-12 da risonanze magnetiche cerebrali. In 1 caso ogni 500 bambini l’esame ha prodotto una diagnosi di tumore cerebrale. Asintomatico, cioè “a sorpresa”: i cosiddetti “incidentalomi”. Che sono etichettati – e trattati – come cancro, ma spesso sono formazioni che non si comportano come cancro. Ovvero, possono fare sì che a un bambino si pratichi un’apertura nella scatola cranica e si tolga una porzione di cervello senza reale necessità.

Mentre il futuro di vita dei giovani viene trascurato, o calpestato, c’è tramite i media questa premura incessante di avvertire i genitori che i loro figli potrebbero avere il cancro; evenienza rara a quell’età. I genitori più accorti, che conoscano il mondo e non sentano il bisogno di recitare la parte della “mater dolorosa”, dovrebbero considerare anche un’altra insidia. L’oncologia liberista ha fame di piccoli pazienti, lucrosissimi; e la combinazione dell’esaltazione del rischio tumore con l’omissione del pericolo concreto e grave di sovradiagnosi da esami così indotti dà luogo a una sorta di scivolo, che alimenta una macchina che più bambini ingoia più ne attirerà.

La medicina sotto la presidenza Mattarella

24 ottobre 2017

 

13 febbraio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post “Catania, non c’è posto nei tre ospedali cittadini: neonata muore in ambulanza”

Il nuovo presidente della Repubblica, Mattarella, esprime “incredulità”. Incredulità per cosa? Se è, come viene presentato e come è possibile, un caso di “malasanità”, un democristiano siciliano dovrebbe essere l’ultimo a non sapere come sia male organizzata la sanità, siciliana e non, e degli effetti che ne conseguono. Se non lo è, e la bambina era in ogni caso destinata a morire, il presidente non dovrebbe vestire i panni del gran sacerdote e carpire un prestigio illegittimo ribadendo nel pubblico la falsa credenza, necessaria a grandi affari del business medico non meno lerci di quelli locali che causano la malasanità, che i luoghi della medicina sono comunque salvifici. Nel primo caso anziché stupire potrebbe esercitare una suasion perché si legiferi in modo che i parti avvengano nelle condizioni più razionali rispetto agli interessi di madre e bambino, invece che agli interessi di investitori, personale e politici. Nel secondo, potrebbe leggere i libri del bioeticista D. Callahan, molto apprezzato (a parole, non certo seguito nei fatti) dai cattolici, sui limiti della medicina e la finitezza della medicina; e comportarsi di conseguenza, dando buoni insegnamenti al popolo, anziché alimentare credenze parareligiose sulla medicina che vanno a vantaggio di chi specula sulla malattia ma finiscono col ledere il diritto alla tutela della salute. Se poi facesse entrambe le cose, saremmo noi a doverci stupire.

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@ masceglilotu. A parte che ancora non si sa cosa è davvero successo, è fuorviante anche farlo passare per un caso eccezionale o particolarmente orribile. Sapesse cosa succede di continuo negli ospedali, e cosa si vede in sala settoria (anche nei posti più titolati). Gli errori medici stanno al terzo posto come causa di morte in alcune statistiche. Io non credo che il presidente Mattarella sia uno sprovveduto, e non abbia il polso della realtà.

@ masceglilotu. Io ho visto macellare qualche bambina in ospedali prestigiosi, e come tutto sia stato insabbiato, dietro al clamore mediatico. Sterili e pericolosi sono l’esaltazione della notizia a scapito del fatto, e la celebrazione del “monismo tecnologico” a danno dei valori morali tradizionali. Da un giurista, già giudice costituzionale, che ha gravi responsabilità istituzionali, avrei preferito non sentirlo. Avrei preferito anche una sua minore sintonia con quelli come te, che accorrono lesti in soccorso alla più alta carica dello Stato, e accusano di durezza di cuore chi non versa la lacrimuccia autoassolutoria davanti al caso mediatico.

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18 marzo 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Gianbartolomei “Stamina, Davide Vannoni patteggia condanna a un anno e dieci mesi”

Parlare di “trionfo della scienza” perché finalmente si sono fermati soggetti “in divisa da ladro”, e gli è pure stato dato un paterno scappellotto, è come dare una cattedra di fisica per chiara fama a chi risponde “ma va la’ ” a quelli che credono che si possano piegare i cucchiai col pensiero. La corrotta ricerca biomedica ha bisogno di essere definita a contrario, non per i propri comportamenti e meriti, ma facendola apparire come baluardo all’oscurantismo; questo connubio teatrale, dopo tanto torpore, di “giustizia e scienza” appare piuttosto essere la manifestazione di una sotterranea intesa tra magistratura e grande business biomedico. Del resto lo Stato occupato dai corrotti si giova dall’essere definito non per la sua aderenza alla Costituzione, ma come l’opposto del terrorismo e della mafia; che quindi quando occorre aiuta sottobanco. Analogamente, prima di fare la faccia severa lo Stato ha permesso per molti anni a una volgare truffa di spacciare le sue assurdità ai malati e ai familiari. E – cosa perfino peggiore, ma che viene taciuta – di impiantare così nel pubblico aspettative false ma sentite sulla cura delle malattie; di rendere “regnant social expectations” (Callahan) le promesse irrazionali della scienza ufficiale sulle staminali; a vantaggio di quegli affari illeciti, troppo grandi e sofisticati per essere semplicemente definiti ciarlataneria, che i nostri magistrati, candidi come colombe, identificano con la “scienza”.

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@ Andrea. Quelle che chiami “logiche di mercato”, che secondo te dobbiamo accettare chinando il capo, consentono alle aziende di vendere a prezzi gonfiati ed esorbitanti farmaci così benefici che a volte i medici li rifiutano per sé stessi anche se affetti da malattie mortali. Le “logiche di mercato”, mentre propongono prodotti nuovi che chiamano “innovativi” possono bloccare l’innovazione autentica, che non necessariamente coincide col loro interesse. E’ un sistema “fuori controllo sociale”, percorso da scandali che appaiono essere la punta dell’iceberg (Mintzberg H. Patent nonsense: evidence tells of an industry out of social control. CMAJ. Ago 2006). Il tuo modello “o San Francesco o Paperon de Paperoni” è dicotomico quando le possibilità intermedie sono infinite: tra la “beneficenza” e il 42% del margine di profitto ottenuto dalla Pfizer l’anno scorso, con un fatturato di circa 52 mld di dollari, c’è un vastissimo spazio per il controllo democratico su interessi privati, in modo da assicurare onestà e decenza.

@ Andrea. Sei tu che dici “liberismo o barbarie”. Sui costi di sviluppo dei farmaci che giustificherebbero l’attuale assetto, l’articolo che cito sopra riporta le conclusioni di un’analisi di Business Week: “Prices are higher than needed to cover R&D costs and risks”; “the price set for drugs has little to do with its development cost. The producers charge what the market will bear”. Né può essere dato per scontato che una medicina sempre più costosa sia vantaggiosa per i pazienti; puntare come si sta facendo sulla “innovazione” (peraltro spesso marginale o falsa) comporta danni che derivano dal togliere fondi ad altre forme di assistenza (Nuland, Callahan, The Quagmire). Non viene detto che l’industria farmaceutica spende più in marketing che in ricerca (Gucciardi. 90% of Big Pharma Spent More on Marketing than Research in 2013 Alone. Global Research, feb 11, 2015). “Marketing” che spesso consiste nella corruzione sistematica di medici, politici e funzionari pubblici. Sono stati condotti studi per rispondere alla domanda “si tratta di poche pecore nere e il resto si salva”? La conclusione è stata che “the whole basket is rotten” (Gotzsche PC Deadly medicines and organised crime. How big pharma has corrupted healthcare. Radcliffe, 2013). Esiste oggi una questione criminologica della biomedicina ufficiale che non è onesto trascurare sul piano scientifico, politico e giudiziario.

@ Andrea. Veramente scrivi di peggio: “il liberismo o il nulla”. Tu ricalchi le posizioni dell’industria farmaceutica anche in questo: nello “ontologizzare” le sue condotte illecite.“There in no alternative” è una frase della Thatcher; “Business ontology” è stata chiamata (Fisher). Già Max Weber diceva: “L’odierno ordinamento capitalistico è un enorme cosmo, in cui il singolo viene immesso nascendo, e che è a lui dato, per lo meno in quanto singolo, come un ambiente praticamente non mutabile, nel quale è costretto a vivere”. Chi presenta sistemi di sfruttamento enormi, truffaldini e sanguinosi propri di questo periodo storico come la volta celeste sopra di noi, allo stesso tempo ci promette l’emancipazione dalla condizione mortale tramite la medicina. Io al contrario penso che si possa e si debba contrastare i mali causati dall’uomo per avidità e desiderio di potere, come questa forma di crimine organizzato, prima di tentare di imporre sulla Natura l’artificialità senza limiti che ci piacerebbe. Anche per questo ammiro la figura di Falcone, che davanti a un altro totem presentato come una deità invincibile, la mafia, diceva che è un fatto umano e che avrà una fine.

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“Corvo: ???

Sicuro di star bene?”

@ Corvo. Sì. Sicuro di essere una persona onesta?

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29 maggio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. D’Ospina “#Vorreiprendereiltreno, bimbo affetto da malattia rara fermato sulle scale del binario: “Troppo lento” “

Le orphan drugs hanno trovato tanti papà; che moralmente sono di incerti natali. Uno studio del 2012 della Thomson Reuters mostra che la cura delle malattie rare può genere profitti non inferiori a quelli da malattie comuni, per un valore di mercato dell’ordine delle centinaia di miliardi di dollari. Le malattie rare sono una nuova miniera per il business farmaceutico. E’ un settore in crescita esplosiva.

Conferma ciò il marketing d’appoggio sui media. L’uso di malati per propagandare operazioni commerciali con la presentazione di storie ad effetto dovrebbe essere contrastato; soprattutto se, come in questo caso, si utilizzano minori. Il business delle malattie rare sfrutterà queste storie toccanti per ottenere denaro pubblico a prescindere dalla reale validità dei nuovi prodotti, e per massimizzare alcuni dei numerosi vantaggi delle malattie rare: i ridotti costi, tempi e requisiti per l’approvazione alla messa in commercio. Le lacrime versate sugli spot si tradurranno in lacrime nella vita reale, dovute alla diversione delle risorse per le cure, di malattie rare e comuni, da ciò che è più utile verso ciò che è più remunerativo.

Poliziotti e magistrati dovrebbero interessarsi, per dovere istituzionale, a queste manipolazioni dell’opinione pubblica; ma tengono molto all’amicizia dei grandi interessi finanziari e industriali sulla medicina, e nonché contrastarle preferiscono partecipare alle varie campagne di propaganda, interpretando sé stessi.

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@ Tano Loktar Scala.Se una cosa ti rimane incomprensibile nonostante sia stata sottoposta alla tua analisi logica, le possibilità secondo te sono due: o chi la dice è un genio o è “uno dei soliti che girano su internet e non necessitano di spiegazioni”. Applichi il rasoio di Occam, dici. Uno come te, che ha portato a compimento con successo la lettura di un intero articolo de Il Fatto Quotidiano (per di più di Elisa D’Ospina) è un ferratissimo intellettuale che non ha bisogno di informarsi ulteriormente. Non può che ricorrere alla logica deduttiva. A dire il vero non dovresti scartare a priori la possibilità molto parsimoniosa che il problema risieda in te… sta attento a non tagliarti.

Due articoli recenti per chi invece di volesse approfondire il tema della natura speculativa dell’interesse per le malattie rare:

Are orphan drugs too successful? Ttopstart, 16 gen 2015.

e quello dell’uso delle narrazioni ad effetto per vendere prodotti medici:

Patient anecdotes in NY-Presbyterian hospital ads mask mediocre quality ratings. Health News Review, 27 mag 2015.

@ Noodles. Le malattie rare sono un problema di bambini inspiegabilmente maltrattati da poliziotti brutali degni di un romanzo di Dickens o di Hugo; poliziotti carogna che addirittura impediscono a un bambino disabile – per una malattia mitocondriale – di prendere il treno per andare a curarsi. Chi pensa invece che la prima cosa da sapere per il cittadino comune sulle malattie rare è che su di esse si appuntano enormi interessi speculativi; e che tali interessi ricorrono sistematicamente ai ricatti morali su casi umani per spillare soldi, a danno dei pazienti, è un “complottaro”. Almeno secondo noodles, uno dei tanti concorrenti al premio “piccoli Renzi crescono”.

PS. se vuoi proprio parlare di complotti e Polfer, si potrebbe ricordare di quando il capo della Polfer era Umberto D’Amato, legato alla CIA, e scoppiavano le bombe sui treni. Ma sono fantasie complottare “meglio della fantascienza” …

@ Jericho Kilmister. Non mi rivolgo a te, né a quelli come te che credono alla genuinità di questa notizia giornalistica o dicono di crederci. Ma a quelli che possono comprendere come vengono danneggiati da queste manfrine e dagli zelanti guardiani del sacro verbo mediatico come te.

@ Gian TT. Leggendo es. l’articolo che ho citato “Are orphan drugs too successful?” si può rilevare come il presupposto che presenti “per queste malattie al momento nessuno investe” è grossolana disinformazione, essendo oggi vero l’opposto. Il fare propaganda per le operazioni dell’industria medica falsa il processo di introduzione di nuovi farmaci, che vengono sviluppati e poi approvati avendo come base “a priori” un consenso pubblico costruito coi metodi delle agenzie di PR. Es. il sollecitare il pathos sui bambini malati favorirà l’ulteriore abbassamento delle soglie delle prove di efficacia, e la pratica del “premium price”, l’uso di prezzi esorbitanti come prova dell’efficacia; a danno dei malati. Non so come si possa pronunciare come fai tu la parola “ricerca” mentre si sostiene che “a fin di bene” è lecito manipolare il pubblico. Se si trattasse solo di soldi, si potrebbe equiparare ciò all’aggiotaggio, che è già un reato. Ma qui si incide inoltre pesantemente sulla tutela della salute, impiegando le risorse (denaro dei cittadini) in ciò che conviene all’industria e alla finanza; negando cure utili e introducendone altre che chi vi guadagna non solo non ha convenienza siano efficaci, ma non ha neppure convenienza che siano almeno prive di effetti collaterali. La dimensione criminale di tali manovre, che godono della complicità e della connivenza dei poteri dello Stato, non andrebbe sottovalutata.

@ Stefano.Che fine umorista che sei. Mi fai la parodia anche di questo, tratto da una pagina del documento di analisi “No al Nuovo ordine mondiale” del collettivo anarchico “Bakunin vive”:

“Big Pharma è diventato un global business nell’era dei farmaci blockbuster, quelli che tutti noi conosciamo e utilizziamo. Malgrado il marketing … la creazione di valore per gli azionisti è stata recentemente scarsa o addirittura nulla. La linea potrebbe essere, come consigliano alcune società di consulenza aziendale, di imitare le piccole aziende del farmaco di eccellenza: mirare alla massima customer satisfaction, semplice in regimi di prezzi amministrati o garantiti dai sistemi di rimborso farmacologico pubblico, e puntare ai settori che il blockbuster ha sempre trascurato: le malattie rare e metaboliche …
Ma giocare facile è una tentazione irresistibile: se la ricerca e sviluppo è costosa e non permette questa nuova ingenua religione del «creare valore per gli azionisti», c’è sempre la via d’uscita del marketing aggressivo e più o meno occulto… Tuttavia, sul piano di quelle che potremmo definire le PSYOP (Psychological operations) di Big Pharma, occorre farsi alcune domande essenziali…”

Ah no scusa, è da una pagina di Giancarlo Elia Valori. (Geopolitica della salute. Marsilio, 2014). Ma fa lo stesso. Facciamoci altre due risate.

@ noodles. C’è il costume di screditare certe segnalazioni di illeciti commessi a favore dei poteri forti dipingendole come “assurde” o frutto di “complottismo”; questa tattica è particolarmente facile in medicina, dove dati i complicati rapporti tra dimensione tecnica e dimensione umana è facile scambiare – agli occhi del pubblico- tra Bene e Male. La partecipazione della polizia di Stato a manipolazioni a danno della salute e dell’erario non è poi una “notiziola”. (Né queste lealtà deviate sono una novità, o sono inconcepibili, v. i citati trascorsi degli uffici al Viminale della Polfer). La reale natura commerciale, e i risvolti negativi sulla tutela della salute, dell’interesse mediatico per le malattie rare e metaboliche, che vengono taciute al pubblico dandogli invece questi spot, non sono poi una notiziola. Del resto, perché ti scaldi tanto per un commento semi-invisibile a una “notiziola”? Quanto al premio, non accetto regalie dalle multinazionali; che poverine hanno già da mantenere la folla di affamati di ogni genere e grado della quale anche tu fai parte.

@ noodles. Questo episodio non è un attentato dinamitardo: non è grave in sé, ma andrebbe indagato e approfondito in quanto sintomatico di rapporti corrotti tra Stato, business farmaceutico e informazione. D’altra parte, tra il prestarsi a uno spot per delle grandi truffe sulla salute e il fare passare un tipo con una valigetta, sapendo che in entrambi i casi se ne avranno vantaggi e non si verrà puniti, non c’è poi una così grande differenza; anche sul piano degli effetti negativi sulla cittadinanza.

Bacini anche a te Noodle; ma mi pare tu esprima la paura che se si lascia che si tiri una maglia poi continuando a tirare si può fare un gomitolo di tutto il maglione. Chi è infedele nel poco lo è anche nel molto; chi è un bugiardo è anche un ladro. Questi detti sono spesso veritieri; e le volpi del business medico hanno grandi code di paglia da proteggere dal fuoco. Così ci sono degli addetti che hanno la funzione di “defensores virginitatis”, e scattano a rinserrare la falla non appena vengono messe in dubbio le finalità di certi accorati lamenti dell’apparato di sfruttamento della malattia su casi di malati che soffrono; e vengono allo stesso tempo posti interrogativi sulla reale professione di certe figure della ricerca medica; che non portano proprio il cilicio (comunque il cilicio lo porta la Binetti, anche lei entusiasta sostenitrice dell’operazione malattie rare).

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11 luglio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “Sanità: History Health è ‘una bella rivoluzione’. Lombardia Informatica lo conferma”

Sarebbe lungo spiegare al pubblico come nel liberismo i database medici, con tutti i giurin giurello che non vi si guarderà dentro, portino ad una pseudo-oggettività che maschera l’arbitrio, e quindi ad una crescita delle cure volte al profitto anziché all’interesse del paziente, e lo espongano a danni iatrogeni e patrimoniali. C’è un indizio:

“Ma uno dei punti su cui concentrarsi, per il futuro della medicina UE, è la «raccolta personalizzata» dei dati clinici del paziente con cui va stabilito un dialogo continuo, che porterà a una forma iniziale di singularized medicine e a una migliore corrispondenza, rebus sic stantibus, delle attuali terapie alle necessità dei malati. Occorrerà finanziare questa «grande trasformazione»: è il problema primario per i governi oggi, e non solo per il sistema pubblico, ma anche per i privati, che devono investire capitali ingenti in nuovi sistemi sanitari dei quali non si conosce l’obsolescenza e il tasso di usura e di ammortamento.”

L’autore è G. E. Valori, in ”Geopolitica della salute” (Marsilio, 2014), un libro che suona come una specie di “Piano di rinascita” dell’industria medica. Il cittadino accorto, non affetto dall’isterismo di massa sulle annunciate prossime meraviglie della medicina, può considerare da non tecnico che convenga essere diffidenti sulle reali finalità, e quindi vantaggiosità per la sua famiglia, di costose trasformazioni gradite alla UE; a Valori; e ai non ascetici burocrati della sanità formigoniana.

@ Flipper. Pagheremo noi, con le tasse. Il bilancio finanziario dell’operazione, che genererà ulteriori consumi medici e ridurrà i costi di sviluppo, sarà positivo; i profitti di chi vende prodotti medici aumenteranno. La “socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti” di Federico Caffè.

@ Flipper. Sì, siamo oltre i termini vessatori identificati da Caffè, ben addentro il territorio dell’indecenza paradossale. Un esperto, Erin Fox, a proposito delle tecniche speculative di aumenti ingiustificati dei prezzi di alcuni farmaci per fattori 6x e 3x ha parlato di “highway robbery”. Un’espressione anglosassone che unisce l’immagine dei banditi di strada dei tempi passati a quella di chi oggi approfitta senza scrupoli dello stato di necessità dell’acquirente; es. vende, in USA, una bottiglia d’acqua a 20 dollari perché è l’unica rivendita sulla strada nel range di 100 miglia. E’ interessante che a riportare il commento sia stato il Wall Street Journal (26 aprile 2015). Che non racconta l’intera storia: come, anche secondo fonti ortodosse, molti di questi prodotti costosissimi non siano utili per il paziente, e siano a volte dannosi, a prescindere dal prezzo *. Oggi per il cittadino le spese mediche, indirette o dirette, stanno diventando come un indebitarsi per pagare il cappio col quale si verrà strangolati.

* Light D. et al. Few benefits from new drugs and many serious, costly risks. Chemical Industry Digest, Feb 2014.

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2 settembre 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Appiani “Donazioni di sangue, se non l’avete mai fatto pensateci”

A un primo sguardo “non c’è nulla di più nobile” (Appiano) della donazione gratuita e volontaria di sangue. Non solo permette di curare pazienti; rafforza quei legami comunitari che prevengono i conflitti sociali, secondo il classico lavoro di Titmuss. Ma bisogna distinguere, purtroppo, tra gesto cooperativo e gesto altruistico. Nel commentare Titmuss, D. Reisman (Trade in health. Edward Elgar, 2014) osserva che i donatori diventano “stakeholders”. Soci di un’impresa comune. Un legame che impone obblighi a tutte le parti: “Gli stakeholders non eseguono chirurgia non necessaria” commenta Reisman. Né trasfusioni non necessarie. Gli effetti positivi pratici e morali della donazione presuppongono un sistema basato sugli stessi valori che spingono al dono, quindi alla reciprocità. Donazioni gratuite che alimentano un sistema medico mercificato, che ha bisogno, oltre che del sangue realmente necessario, che a volte letteralmente salva vite, di altro sangue per speculare sulla malattia, con trattamenti che non sono nell’interesse del paziente e a volte lo danneggiano, non sono più una cooperazione; dove ognuno, chi dona il sangue, chi lo raccoglie e chi lo utilizza, rinuncia a massimizzare il proprio vantaggio personale ma fa la sua parte, dando vita a un organismo sociale. Restano altruistiche; ma all’interno di un sistema individualista, che contagia anche le donazioni, rendendole merce, che viene pagata al donatore e ai volontari in gratificazione e reputazione.

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17 ottobre 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, “ministero valuta sanzioni per medici che li sconsigliano”. Poi la retromarcia: “Percorsi di concertazione”. Parzialmente censurato da Il Fatto

C’è un grande divario tra l’analisi scientifica delle vaccinazioni, es. la reale natura della teoria della memoria immunologica sulla quale si basano [1]; o i dati su una menomata capacità delle madri vaccinate di trasmettere anticorpi protettivi ai figli, che sono così resi più vulnerabili [2]; o su come la vaccinazione antinfluenzale possa ridurre la risposta immunitaria a susseguenti esposizioni [3,4]; e le grevi intimidazioni del ministro dell’industria medica Beatrice Lorenzin, che agita il manganello e subito lo nasconde dietro la schiena.

1 Zinkermagel RM et al. Protective ‘immunity’ by pre-existent neutralizing antibody titers and preactivated T cells but not by so-called ‘immunological memory’. Immnol Rev 2006. 211: 310.
2 Papania M et al. Increased susceptibility to measles in infants in the United States. Pediatrics 1999. 104: e59.
3 Skowronski, D. M., et al. 2010. Association between the 2008-09 seasonal influenza vaccine and pandemic H1N1 illness during spring-summer 2009: four observational studies from Canada. PLoS Med. 7:e1000258.
4 Choi et al. Reduced Antibody Responses to the Pandemic (H1N1) 2009 Vaccine after Recent Seasonal Influenza Vaccination. Clinical and Vaccine Immunology, 2011. 18: 1519.

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@ Gianluigi Loi. La sua risposta conferma le intenzioni illecite del governo, sostenendo che si possa sanzionare pesantemente un giudizio medico in scienza e coscienza, e ponendo come condizione per la non sanzionabilità la qualità scientifica (giudicata da chi ?) dell’evidenza a supporto delle critiche. (Aggiungo alla mia collezione di contraddizioni della medicina questa, per la quale la ricerca “buona” si valuta dalla copertina, cioè dagli indici bibliometrici; mentre quella scomoda si valuta nel merito, e per vedere se la sua presentazione a sostegno di una tesi non debba essere motivo di sanzione). La teoria che il medico debba basarsi esclusivamente sulla “evidenza” cioè sulle pubblicazioni, è riconosciuta come fallace e interessata. Ci sono ampie evidenze che l’evidenza è pilotata, esaltandoi risultati desiderati e sopprimendo quelli imbarazzanti, dall’industria. Editoriali sulle maggiori riviste discutono dei problemi di publication bias e non riproducibilità di tanta ricerca, e si pongono il quesito di come arginare questa degenerazione della scienza. Infine, posso testimoniare che proprio chi porta evidenze scientifiche può essere oggetto di rappresaglie inqualificabili, con atti e argomenti da fare arrossire qualunque funzionario onesto, tramite l’Ordine dei medici, i Carabinieri, e con la connivenza di quelli che dicono di essere colleghi di Falcone e Borsellino. Il principio seguito di fatto da chi occupa le istituzioni è il “superior stabat lupus”.

@ Gianluigi Loi. Furia francese e ritirata spagnola. Non vi si può accusare di essere degli integralisti fanatici; solo degli implacabili opportunisti.

@ Gianluigi Loi. Io non ho difficoltà a parlare anche con chi non ha buoni argomenti, e non capisce molto. Parlo perfino con quelli che oltre a ciò intervengono su temi riguardati soprusi e reati inzuppandoci il pane per raccattare un po’ di minestra.

@ Gianluigi Loi. Lei invece ha la logica e le doti morali adatte al governo a favore del quale semina sciocchezze e insulti. Un buon esemplare di Renzi-boy, o Lorenzin-boy.

@ Uva63. Può indicarmi le prove che il vaccino sia stato causa sufficiente, così lei lo rappresenta, della scomparsa del vaiolo? E gli argomenti per i quali un simile successo renderebbe lecito proibire la comunicazione al pubblico della valutazione critica degli altri vaccini, e il commettere atti persecutori illegali, a fini di censura, sul tema della salute, da parte del governo?

@ Uva63. Va bene, ma se le avanza tempo dal lavoro a maglia, le segnalo il pensiero di uno dei maggiori guru della spiritualità vegana, che ha scritto nella rivista “Guarire con gli aromi” che “la continua riduzione in incidenza e mortalità non sono stati direttamente collegati, nel tempo, all’immunizzazione”. Ah no, è stato un direttore generale dell’OMS (H Mahler. A demystification of medical technology. Lancet 1 november 1975). Come non detto, mi scuso, non volevo distoglierla, continui con i ferri.

@ Uva63. Dico “ferro” e le scatta l’antitetanica. Il tetano si sviluppa da quelle ferite infettate col batterio che permettono condizioni anaerobie. Che qualsiasi ferita da ferro arrugginito possa causare il tetano appartiene al folclore diffuso per vendere di più. Torni al suo lavoro sul sofà. Non c’è bisogno che mi informi che la sedentarietà aumenta il rischio cardiovascolare e che lei fa esercizio fisico e tiene sotto controllo il colesterolo con le statine.

@ Uva63. Le segnalo che si vogliono immettere sul mercato farmaci “nootropi” che potenzierebbero le facoltà intellettive anche nei sani. Non funzioneranno, ma approfitti. Male che vada, contatti i produttori, sono sicuramente in cerca di piazzisti.

@ Mattia Tedesco. Non basta agli epidemiologi, perché la causa della riduzione, avvenuta in concomitanza di un generale miglioramento delle condizioni di vita, e una generale riduzione della malattie infettive, può essere un’altra. O più cause possono avere concorso. Sul piano biologico, le malattie infettive non dipendono solo dall’agente infettivo, ma anche dall’ambiente e dallo stato dell’ospite. Sul piano logico, non è che all’introduzione di A segue B allora A è necessariamente causa di B. Non c’è bisogno di grandi competenze e capacità per capire come si possa giocare sulla successione temporale: “Mi fecero abile / e la guerra finì” (Buscaglione F, L’uomo dal whisky facile. Cetra, 1957).

@ Mattia Tedesco. Quanto ti ho detto non è oggetto di discussione in ambito scientifico. E’ la tua che è la versione “pulp” della scienza, errata per quanto diffusa. Se si volesse davvero fare chiarezza, dimostrare onestà di intenti, e dare ai cittadini il modo di giudicare, il ministero addetto, le associazioni di pediatri, e altri gruppi che vogliono imporre i vaccini minacciando sanzioni, o annunciando lutti e epidemie causate dalla disobbedienza ai loro voleri, dovrebbero pubblicare le loro tesi in forma scritta, non senza corredare ognuna delle singole affermazioni con le quali compongono i loro modelli, i loro allarmi e i loro ordini, dei dati e degli studi sulle quali le basano; anziché sguinzagliare chi come te diffonde idee sgangherate e crea una disinformazione che non è neutra rispetto al diritto alla tutela della salute.

@ Mattia Tedesco. Non basta “essere puliti” per evitare le malattie, e l’igiene pubblica non si riduce certo all’uso del sapone; anche se aiuta. In un blog di medici inglese mesi fa si è discusso dell’ossessione per l’igiene personale. Si esagera anche in questo. In USA amministratori delegati di ospedali vorrebbero sanzionare i medici che a loro dire non si lavano abbastanza spesso le mani. Appare che siano in corso varie campagne intimidatorie, come questa della Lorenzin che prende a pretesto i vaccini, per fare dei medici esecutori sempre più docili (ma ricompensati) dei voleri del business.

Tornando a te, ci sono varie misure preventive. In uno Stato sano, una delle misure sarebbe l’identificazione e il controllo delle motivazioni e di eventuali mandanti degli agitatori come te, che non si capisce se “ci sono o ci fanno” nel lavorare assiduamente per la disinformazione e la iatrogenesi.

@ Mattia Tedesco. Il mago Otelma è un dilettante rispetto all’associazione che servi come galoppino.

Eliminato da Il Fatto. @ Mattia Tedesco. Davvero lo fai gratis? De gustibus. Tra i “ciarlatani” che ho citato c’è un premio Nobel per l’immunologia. Devo convenire che tu, smanioso fan della Lorenzin, non hai niente a che fare con lui, nè con gli altri ricercatori che cito.

@ Mattia Tedesco. Citate così spesso Otelma perché avete necessità di vincere facile: Otelma, grottesco personaggio televisivo, si presta a fare sembrare seri e onesti per contrasto quelli che lo trattano con derisione e disprezzo. A proposito di ruoli, è degno di nota che sia la Lorenzin in questa operazione di intimidazione; sia i tuoi “medici di fama internazionale a favore dei vaccini” – e anche i massoni – godano nel blog del sostegno di un commentatore del tuo genere; che ricorda quella persona che nelle bande delle truffe di strada ha il compito di screditare e fare allontanare chi metta sull’avviso i polli, berciando calunnie e insulti. In USA nel gergo dei truffatori di strada viene detto il “Freddy”.

@ Mattia Tedesco. “Da bravo paranoico” vedo che voi di area massonica avete la diagnosi psichiatrica facile. Come Ferracuti, piduista, su Aldo Moro.

@ Mattia Tedesco. E infatti non ti ho detto che sei massone. Spero tu non mi voglia rispondere “di area massonica lo dici a tua sorella”. Cossiga, che si affidava ai piduisti come Ferracuti, ha sempre negato di esserlo; anche ai magistrati che inspiegabilmente, forse anche loro “bravi paranoici”, ritenevano appropriato chiederglielo. Conosco un tale che come te dice di non essere massone ma loda la massoneria, è appassionato di esoterismo, e per un periodo non perdeva occasione di parlarmene; conservo copia di un modulo di iscrizione al Grande Oriente d’Italia che non so perché mi diede da esaminare. Non credo che sia segno di paranoia chiamare “di area massonica” certe figure e ambienti che praticano questo dico e non dico; che non è segno di limpidezza. Anche il tuo commento su di me nel post sui vaccini di De Grazia, dove auspichi “la selezione naturale” per eliminare interventi come i miei, ha un certo sapore massonico: i massoni fanno sinistre allusioni alla morte di chi è loro d’ostacolo.

@ Mattia Tedesco. Il punto è quindi se si conosce o meno l’organizzazione. Una volta, in una pizzeria di Brookline, quartiere bene di Boston, mi fu risposto in maniera simile. Dal proprietario, un italo-americano, che portava al collo una piastrina d’oro a forma di Sicilia con un diamante in corrispondenza di Palermo. “Purtroppo in Sicilia c’è la mafia” gli dissi, nel chiacchierare dopo i complimenti per la pizza. “E la mafia è una rovina” aggiunsi. Silenzio. Ripetei il commento. Allora rispose: “Dipende. Se la conosci, è una cosa. Se non ti conoscono possono esserci problemi”.

@ Mattia Tedesco. Diciamo che sei o non sei di area massonica come lo era o non lo era Cossiga, che come te negava. Non credo che i massoni siano satanisti o celebrino riti cruenti. Nel film di Monicelli, il liquido misterioso che Sordi deve bere come prova per l’ammissione nella loggia “è Petrus” gli sussurra l’amico. Non ho preclusioni verso la massoneria in quanto tale. Possono vantare personaggi celebri, compresi alcuni che sono tra i miei preferiti (ma anche legami con la mafia). I massoni non si capisce quale funzione positiva svolgano per la società quando non sono intenti a curare i propri interessi personali; mentre i “fratelli” fanno capolino in manovre e intrighi di ogni livello. Credo che operino una selezione avversa della classe dirigente, emarginando molti dei migliori; e istituendo un sistema gerarchico ombra contrario alla democrazia. Il darwinismo sociale, che traspone l’animalità all’uomo, è un altro tema che ho sentito da altri estimatori della massoneria. Ma questa selezione non è darwiniana, come dici tu preconizzando la mia morte anticipata, ma è fatta dall’uomo, ed è antisociale; dal comune posto di lavoro fino alla P2, che obbedendo a livelli sovranazionali ha concorso all’eliminazione fisica di italiani di valore che erano preziosi per la nazione.

@ Mattia Tedesco. Il concetto di “massomafia” con gli elementi che hanno portato alla sua definizione [*] mostra come sia riduttiva la tua versione di poche pecore nere che vengono cacciate (?) da una massoneria sana.

*Guarino M. Poteri segreti e criminalità. L’intreccio inconfessabile tra ‘ndrangheta, massoneria e apparati dello Stato. Dedalo, 2004.

@ Mattia Tedesco. A me sembra invece che ad essere esagerata sia la distanza tra la P2 e il resto della massoneria. Vedo che è fondato quanto ha detto il Procuratore Agostino Cordova, che conosce l’argomento: “Il piduismo ha permeato di sé buona parte della massoneria italiana, come se tante piccole P2 fossero germinate ovunque, nelle principali città”.

@ Mattia Tedesco. Il troll è spesso una varietà digitale del “Freddy”. Il troll-Freddy spesso è a protezione di partnership perverse tra governo e interessi privati. Citi la frase di Goya sul sonno della ragione, per chiamare me mostruoso figlio dell’Ignoranza e te stesso Difensore della Ragione. E che difensore. Sulla vaccinazione come causa della scomparsa del vaiolo esibisci il post hoc ergo propter hoc come se fosse un merito. Sostieni non solo che chi afferma non ha l’onere della prova, ma che è un “fuffaro” chi non dimostra il contrario. Non presenti nessuna pubblicazione scientifica, e accusi chi lo fa di non portare evidenze. Cerchi di trascinare la discussione nella piazzata.

La sensibilità di Goya lo portò poi a dipingere orrori conseguenza del sonno della ragione, quelli dell’invasione napoleonica, che derivavano dalla rapida degenerazione degli ideali illuministici. Appare che anche la Ragione finisca, come altri nobili ideali, col generare mostri – e mostriciattoli – specie oggi, quando “con l’economia di mercato l’oscuro orizzonte del mito viene rischiarato dal sole della ragione calcolatrice, sotto i cui gelidi raggi germoglia il seme della nuova barbarie (soprattutto del fascismo)” (Horkheimer e Adorno, Dialettica dell’illuminismo).

@ Mattia Tedesco. La ragione in ambito scientifico dice che non si può fermarsi alla filosofia razionalista, come quella di Spinoza, ma occorre verificare le ipotesi con l’esperimento o con validi dati empirici: “Nullius in verba” (Orazio, motto della Royal Society); soprattutto prima dell’applicazione clinica. Occorrono studi validi anche per gli interventi di sanità pubblica, come ha sottolineato un direttore dell’OMS (commentando inoltre che la riduzione storica in incidenza e mortalità non è stata direttamente dovuta alle immunizzazioni) (Mahler H. Demystification of Medical Technology. Lancet, 1 nov 1975). Prima hai affermato che la prova è che dopo il vaccino il vaiolo è scomparso. Non è una “prova” accettabile. Mi dai gli estremi delle pubblicazioni coi dati che dimostrano, dici ora, che “è certo” che la scomparsa del vaiolo sia dovuta al vaccino? E i dati che ti permettono l’inferenza che siccome avrebbero funzionato per alcune malattie, allora i vaccini sono da considerare “a fortiori ratione” (?) indiscutibilmente vantaggiosi? Ma non credo che sia la verità scientifica ciò che vai cercando. Nel post di De Grazia, per avere io citato dati e interviste di esperti di indiscussa credibilità su come la scarsa efficacia del vaccino influenzale sia coperta dalle fonti ufficiali con dati falsi gonfiati hai commentato “non ci arriva, speriamo nella selezione naturale”; venendo giustamente descritto come violento, presuntuoso e inquietante da un terzo blogger.

@ Mattia Tedesco. Ti ho chiesto i dati a riprova, non un libro celebrativo. Ricapitolando, le interpretazioni ufficiali sono oro colato, anche in assenza di dati risolutivi. Quelle che, analizzando i dati, negano il trionfalismo sul vaccino per il vaiolo, e riportano una storia tutt’altro che brillante e onorevole (esempio: Dissolving Illusions. Disease, Vaccines, and the Forgotten History. Humphries S, Bystrianyk R), sono inesistenti o fuffa per complottisti malati di mente. Per gli elementi sulla dannosità dei vaccini v. ad esempio gli articoli che ho citato nel primo intervento. Sempre che la loro lettura non ti porti ad aggravare la tua prognosi infausta sulla mia sopravvivenza: avendo segnalato uno studio del più accreditato centro di meta-analisi che dimostra che le percentuali di guarigione per il vaccino antinfluenzale delle comunicazioni ufficiali sono maggiorate di 20 volte rispetto ai modestissimi dati reali, tu sei intervenuto con la tua teoria, che definisci scientifica e darwinista, per la quale essendo inguaribilmente inferiore non merito di vivere o procreare, ma è da augurare che io sia eliminato dalla selezione naturale; critticato da un altro blogger, confermi che la mia probabilità di morire è maggiore della tua; ammetti che pure tu un giorno morirai, “ma senza incidenti particolari”.

@ Mattia Tedesco. Registro le mistificazioni – e ora le misure coercitive e censorie – a favore dei vaccini, ma non sono da annoverare tra gli “antivaccino”. Critico anche loro, che spesso non sono scientifici: es. in passato qui su Il Fatto, la decisione della magistratura di dare credito alla voce che i vaccini provocherebbero l’autismo.

L’unicità del successo di un programma di 50 anni fa, l’eradicazione del vaiolo, è spiegabile con le associate misure di quarantena (Leicester method), particolarmente efficaci date le caratteristiche biologiche della malattia. Non giustificherebbe comunque l’elevazione a sacra panacea di prodotti che mostrano problemi di efficacia e sicurezza. Dimmi pure che morirò anzitempo, essendo indegno di vivere e di avere una progenie, come hai già fatto per avere io riportato un’analisi Cochrane che oggi smentisce le falsità propagandistiche della “scienza” ufficiale sull’efficacia del vaccino antinfluenzale.

Prendendo spunto dal tuo chiamarmi paranoico, penso che si possa interpretare quest’altra nuova campagna di vendita per i vaccini, dai più accentuati toni terroristici e autoritari, e con annessa caccia alla streghe, in termini etnopsichiatrici: un classico del marketing, l’induzione di un “delirio di onnipotenza dell’immaginario narcisistico della società attuale” (Gnasso S Iabichino P. Existential marketing, Hoepli, 2014) . Un effetto del marketing che spiega il fenomeno storico della comparsa di sedicenti difensori della Scienza del tuo stampo.

@ Mattia Tedesco. Se la vaccinazione fu “determinante” per l’eradicazione, come mai mezzo secolo dopo, nonostante successivi enormi sviluppi dei vaccini e delle relative campagne vaccinali, si è rimasti a un solo caso registrato di eradicazione tramite vaccinazione, quello dove si è potuto associare la vaccinazione ad altre misure, low-tech, che le caratteristiche biologiche della specifica malattia rendono praticabili e particolarmente efficaci. (Non sto chiedendo la tua risposta). Riflettendoci, la storia del vaccino per il vaiolo, con i suoi precedenti insuccessi ed effetti iatrogeni e con l’unicità del successo del programma di eradicazione globale del vaiolo degli anni ’60, può essere interpretata come evidenza della “fede privilegiata” e dell’eccessivo credito assegnati in generale agli interventi medici a scapito dell’importanza di più semplici misure di sanità pubblica non mediche.

Per il resto, continui una concione che mostra segni evidenti di distacco dalla realtà fattuale. Tra l’altro mi dici “guarda cosa mostra un’altra analisi” e mi mostri un raro (e benemerito) caso di articolo dove gli autori concludono che “these result [i loro] are therefore inconclusive” e affermano la necessità di non trarre conclusioni da surrogate endpoints. Che sono un’altra disgrazia della medicina commerciale e della subordinazione dei politici ai suoi interessi (Mulcahy, N. Approved But Not Proven: What’s Up With FDA, Cancer Drugs? Medscape, oct 22, 2015). Penso che abbiamo parlato abbastanza.

@ Mattia Tedesco. Il caso del vaiolo, l’unica malattia infettiva eradicata e dichiarata eradicata, rimane unico, anche per la relativa facilità con la quale l’eradicazione è stata raggiunta, in un’era che non aveva i mezzi di oggi.

A me pare che tu applichi, con consumata disinvoltura, la tecnica, molto usata nel marketing medico, dello “storytelling”, che è l’eufemismo corrente per le bugie del contastorie che introducono quelle dell’imbonitore. Es. la peste non è stata, come sostieni, eradicata; tantomeno dai vaccini. Il focolaio più recente, mesi fa, con 40 morti, è stato in Madagascar; che, riporta l’OMS, è una delle aree dove la peste è endemica. L’OMS riporta anche che i vaccini contro la peste, in passato molto usati, non sono risultati efficaci, e ne consiglia un uso limitato a casi particolari. La peste si contiene con misure di igiene pubblica e personale.

@ Mattia Tedesco. 13 falsità in meno di 6 righe. Se ti si mostra la sfacciata falsità di una tua singola affermazione, rispondi rilanciando con una secchiata di nuove bugie. Nella tecnica di vendita alla quale collabori occorre che i contastorie inducano nel pubblico la “trance narrativa”, cioè lo immergano totalmente nel falso, prima che gli imbonitori comincino il loro numero sul prodotto.

Replica a Mattia Tedesco non pubblicata per chiusura dei commenti da parte de Il Fatto.  Grazie per riconoscermi il demerito che quanto scrivo, costruito sui lavori e le idee altrui, comprende una componente originale. “ll buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune”: anche per questo ammiro Manzoni, che, prima non di internet, dei link e di Pubmed, ma prima delle scoperte di Pasteur capì con la ragione l’assurda follia collettiva della caccia agli untori e ne illustrò gli effetti mostruosi. Lo stesso tipo umano che nel ‘600 eccitava la folla additando gli untori, oggi, incurante di internet e Pubmed, per guadagnarsi i favori di ricchi e potenti racconta la fiaba di marketing che sarebbe stato il vaccino a liberarci dalla peste.
E’ il tuo mentire per la gola, il negare in flagranza, il presagire la morte a chi contesta le invenzioni che proclami con tono che non ammette repliche, l’insultare, la tua arrogaza, a costituire una forma di evidenza, la principale, non scientifica ma morale, del valore del tuo racconto sugli straordinari trascorsi dei vaccini, propedeutico alle vendite dei prodotti attuali*. Né il tuo name-dropping di entità potenti interessate, come il governo USA *, è evidenza di nulla riguardo a ciò che racconti, se non del tuo affaccendarsi a favore di grandi interessi e fartene scudo.

ccc
*Brownlee S Lenzer J. Does vaccine matter? The Atlantic, november 2009.

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10 ottobre 2015

Blog de il Fatto

Commento al post di S. Di Grazia “Vaccini, perché i genitori hanno paura?”

Di Grazia invita a “scoprire quante bugie vi hanno detto fino ad oggi”. Ma le balle non le raccontano soltanto i ciarlatani che vogliono vendere cure alternative. Pochi giorni fa A. Cassels, ricercatore sulla politica dei farmaci della University of Victoria, Canada, ha proposto: “E’ la stagione dell’influenza, immunizziamoci contro l’infezione annuale delle esagerazioni sulla riduzione del rischio”. I vaccini antinfluenzali hanno “un effetto molto modesto nel ridurre i sintomi di influenza” (Demicheli V. et al. Vaccines to prevent influenza in healthy adults. Cochrane Collaboration, 13 marzo 2014). Il vaccino – ad un’analisi ottimistica, che si basa su dati in buona parte controllati dall’industria – ridurrebbe i casi dello 1-3%. I media invece riportano al pubblico percentuali molto più elevate, imbeccati da fonti scientifiche autorevoli, come il CDC di Atlanta, che ha affermato che la riduzione è del 60%, una percentuale “inspiegabile, di pura propaganda o sparata per incompetenza” secondo Tom Jefferson, della Cochrane Collaboration.

@ Zia Bettina. Mi perdoni, ma il tema del mio intervento, simile a quello dell’articolo, è sulle motivazioni che spingono le persone, e quindi anche i genitori, alla diffidenza sui vaccini. E’ vero che queste possono essere irrazionali, o influenzate da informazioni errate; ma possono anche essere dovute alla sensazione che la pressione per i vaccini non sia così disinteressata e veritiera; e questa sensazione non è infondata.

@ Zia Bettina. La scorrettezza dell’informazione ufficiale sui vaccini non è solo “una sensazione”; è una sensazione che trova riscontri nella realtà, come mostrano gli studi e i commenti di esperti accreditati. E’ vero che non si può fare di ogni erba un fascio (e sui vaccini per l’infanzia ci sono riserve specifiche, che dovrebbero spingere gli entusiasti alla cautela, non inferiori); ma è anche vero che non si devono mettere compartimenti dove c’è un’unitarietà. Il vaccino antinfluenzale è diverso da quelli per l’infanzia sul piano biologico; ma non sul piano del marketing. La campagna per i vaccini per i bambini è partita con la “Flu season”. Pochi giorni prima delle minacce della Lorenzin di sanzioni per i medici che sconsigliano la vaccinazione ai genitori, il virologo Pregliasco ha auspicato le stesse sanzioni parlando della vaccinazione antinfluenzale. (Caridi B. Influenza e vaccini, parla l’esperto: “Bene sanzioni per chi li sconsiglia”. Meteoweb, 30 settembre 2015).

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1 gennaio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. Daina “Calabria, chiuso centro di medicina solidale: manca autorizzazione ma sono state curate 30mila persone gratis”

Nessuno che metta in dubbio la buona novella natalizia di una struttura sanitaria che in Italia lavori gratis in maniera continuativa per motivazioni filantropiche? Chi assicura la copertura economica? Il concetto di investimento è forse alieno all’attuale medicina? Allora il caino (come direbbe anche Cetto La Qualunque) lo faccio io. Le cure gratis di massa sono come il moto perpetuo: non esistono. Questo centro dell’Associazione degli epatologi calabresi si focalizza su malattie epatiche corporate-backed, come l’epatite C, che appaiono ritagliate apposta per fare profitti (a spese dei contribuenti, e a scapito di prestazioni sanitarie più razionali). L’epatite C sta facendo utili stratosferici, di tipo speculativo. Il centro va probabilmente visto come una testa di ponte da parte del grande business per espandere il mercato alla sanità calabrese, ancora centrata sul modello democristiano. E’ stato fatto chiudere forse per una collisione, che può avere diverse varianti, non esclusive tra loro, tra questa nuova forma di corruzione pro multinazionali e quella vecchia di tipo clientelare. Il vecchio feudalesimo si fa sentire perché vuole gestire in proprio, con le sue strutture, il nuovo business dei farmaci costosissimi; o vuole addivenire a un accordo spartitorio; o l’accordo c’è già, e vuole creare un caso e quindi propaganda e consenso, e poi sull’onda dell’indignazione istituzionalizzare il centro; o semplicemente vuole sollecitare la propria fetta di lasagna.

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10 gennaio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gentilini “Presidente Mattarella, vogliamo un’ Italia ‘sostenibile e responsabile’

L’ecologismo o è “a monte”, integrato nel modello socioeconomico, che deve condizionare nel senso di una ecologia umana autentica, o è subordinato ad esso. Nel liberismo che tutto divora l’ecologismo “sostenibile” è un ecologismo roboante ma addomesticato, che parla a comando, giustificando sia autoritarismi; sia gli affari dell’economia dell’inquinamento, questa “finestra rotta” di Bastiat: es. con le bonifiche, e come spauracchio per spingere le masse verso l’industria medica, mai sazia di pazienti, lanciando allarmi parziali e esagerati, con un’evidenza “scientifica” di appoggio alla grancassa mediatica insufficiente e fortemente viziata. Non rassicurano le parole di Mattarella nel suo primo discorso di fine anno sulla necessità, data la “concretezza e centralità del problema” di superare divergenze per “collaborare” sull’ambiente, quando l’argomento appare oggetto di gravi omissioni e distorsioni a favore di interessi particolari che contrastano con i diritti del cittadino dettati dalla Costituzione. Si parla di “genocidio” della Terra dei Fuochi. Ma “a giudicare per induzione, e senza la necessaria cognizione dei fatti, si fa alle volte gran torto anche ai birbanti” (Manzoni). E si fa un favore ad altri birbanti, perché la diffusione di queste narrazioni semplicistiche su draghi sterminatori è in grado di innescare effetti nocebo, che tramite il meccanismo circolare paura-medicalizzazione-sovradiagnosi-paura stanno facendo sì che la profezia si autoavveri.

@ Nokia. Per “ecologismo umano a monte” intendo il fissare a priori al modello socioeconomico dei limiti che consentano una convivenza il più possibile armoniosa tra Uomo e Natura; il decidere quanto abbiamo bisogno di togliere alla Natura per condurre in maniera serena e degna quel tratto di esistenza che ci viene concesso, senza danneggiarla a nostro stesso danno e senza spremerla oltre in un’illusoria ricerca del superamento della nostra condizione umana. Non è all’insegna della “purezza” come il nazismo – o i vagheggimenti tipo New Age – ma della misura. Se ha parentele politiche, queste sono con l’antiutilitarismo e il repubblicanesimo. “Si chiama nazionalsocialismo” nei bollori dei propagandisti del liberismo: l’ideologia che da un lato si sente in guerra con la natura, dall’altro specula sulle scarsità e le paure che crea con l’imbrattarla e il distruggerla. E’ il liberismo che con lo “healthism” tende a un’ecologismo stralunato e opportunista, con connotazioni fasciste: v. P. Skrabanek. The death of human medicine and the rise of coercive healthism.

@ Nokia. E’ arrivato il Grande Fratello (di Orwell, non di Berlusconi): questo suo convogliare posizioni politiche e autori sgraditi sotto etichette così negative è il newspeak di “1984”. Mi può indicare qualche autore valido, uno dei buoni maestri che guidano voi della sorveglianza antinazista? O anche l’idea di confrontare posizioni diverse è da SS?

@ Nokia. Dunque lei è un discepolo del Presidente degli USA. L’idea di dare del nazista a chi dissente promana dal pensiero di Obama? Stalin chiedeva “quante divisioni ha il papa”. Ora abbiamo una presunta guida spirituale che come commander in chief del più potente esercito del mondo di divisioni ne ha a disposizione a non finire; e non le lascia inoperose. Un nuovo “imperatore filosofo”? O una “filosofia delle cannoniere”?

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29 gennaio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Calabria, Mattarella: “Sconfiggere la ‘ndrangheta è dovere del governo. Creare lavoro priorità per la tenuta del Paese”

Si diceva che, quando Fanfani venne in visita in Calabria, si spostassero coi camion le stesse vacche di stalla in stalla, per mostrargli aziende agricole pronte ed efficienti. E non è da credere che Fanfani fosse ignaro di come stavano le cose. Anche la lotta alla ndrangheta è un “villaggio Potemkin”. Se sei nel mirino dei poteri dello Stato neppure le olive del tuo piccolo appezzamento nel lametino ti fanno raccogliere. Niente scuotitrice, niente potatori, anche se avevi già concordato la prestazione. Se si volesse davvero combattere la ndrangheta, invece dell’incessante esibizione di fondali teatrali bisognerebbe fare una “root-cause analysis”; che porterebbe alle istituzioni dello Stato che si fanno belle con la lotta alla mafia mentre, pagate da noi, servono grandi interessi non migliori della mafia; né estranei ad essa.

Se avesse parlato della pesante influenza negativa delle massonerie in Calabria; di come abbiano corrotto le istituzioni, avrebbe fatto qualcosa di sostanziale sia contro la ndrangheta che contro le ingiustizie in campo lavorativo, smascherando e delegittimando un potere occulto che sdoppia lo Stato. Ma è improbabile che Sergio “la neve è bianca” Mattarella esca dal seminato; soprattutto su questo argomento …

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4 marzo 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Meningite, in Toscana campagna di vaccinazione. Ministero della Salute: “Prudenza, ma non è un’epidemia””

Sandro Nardini: Per chi volesse capire il probabile motivo dell’aumento (?) dei casi in Toscana.
http://www.unifi.it/not-2043-r…

@ Sandro Nardini. Sarebbe doveroso verificare e approfondire.

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1 giugno 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Sanità Campania, come i ‘medici ammalati’ la riformerebbero”

La medicina, antica pratica antropologica, irrazionale – che ha acquisito in tempi recenti una parte reale e utile, razionale – prevede l’autoinganno del guaritore. Un chirurgo, I. Harris, ha illustrato come i medici partecipino alle illusioni (che a volte sono frodi) che vendono ai pazienti, rafforzandole col loro crederci (1). Melazzini, a capo dell’AIFA, serve fedelmente gli interessi dell’industria farmaceutica; la sua malattia serve più che altro a conferirgli credibilità e intoccabilità. Nella buona medicina il malato, il sofferente, regna ma non governa. Mentre chi decide amministra ma non regna. Oggi invece si fa “governare” il paziente, o meglio glielo si fa credere, strumentalizzandolo per forzare approvazioni non dovute di farmaci, allentamento dei controlli, allestimento di strutture inutili e dannose; mentre lo si spodesta, e si mette sul trono il profitto. Le scelte di politica sanitaria dovrebbero essere tenute separate dal parere tecnico dei collegi medici, che non dovrebbero avere ruoli politici né esercitare pressioni (2). Molti medici, malati e non, possono dare suggerimenti preziosi; ma la figura romantica del medico-malato che governa la sanità consente di aggirare una corretta distribuzione e separazione dei poteri.

1 Surgery the ultimate placebo. A surgeon cuts through the evidence. NewSouth Publishing, 2016.
2 Ewart RM. Primum Non Nocere and the Quality of Evidence:Rethinking the Ethics of Screening. JABFP, 2000. 13: 188.

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21 luglio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Gaita “Vaccini, “in Italia obblighi e costi a macchia di leopardo. Serve piano unico nazionale o il sistema non è credibile” “

Censurato**

Il Nordic Cochrane Group ha fatto reclamo all’Agenzia europea del farmaco per il modo di gestire – o di insabbiare – le segnalazioni di medici di effetti avversi da vaccino HPV. La dr.sa Brinth ha scritto di medici che le confidano di non riportare gli effetti avversi impauriti dalla campagna contro gli “antivaccinisti”*. Da noi mentre l’Ordine promette sanzioni ai medici che non vaccinano, la regione Toscana regala ai medici 400-600 euro del contribuente per ogni persona che vaccinano contro il meningococco (un’epidemia che si è sviluppata con l’introduzione di un nuovo test diagnostico). Già i medici non sono in media granitici nel rinunciare a vantaggi personali per rispettare il dovere etico e contrattuale di servire l’interesse alla salute del paziente. Ora per di più si sta allestendo un sistema di premi e punizioni che ricorda i sistemi di bassa lega usati da alcune ditte per aumentare il rendimento dei loro piazzisti. Lorenzin, Chersevani, Ricciardi, Bonaccini etc. dovrebbero dichiarare i report scientifici e i pareri scritti di esperti sui quali basano il loro voler obbligare popolazioni di sani ad assumere medicinali, in deroga alla Costituzione. Se non lo fanno glieli dovrebbe chiedere la magistratura, visto che tali imposizioni, e minacce volte a costringere, se non adeguatamente fondate possono configurare vari reati.

*Chusteka Z. Complaint Filed Over EMA’s Handling of HPV Vaccine Safety Issues. Medscape, 5 lug 2016.

** I commenti di lettori pubblicati da Il Fatto su questo post e quello del giono precedente “Vaccini, Ordine dei medici: “Sanzioni disciplinari fino alla radiazione per chi li sconsiglia” assommano a oltre 3800.
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19 agosto 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Meeting Cl, Mattarella all’inaugurazione: “Spostamenti migratori non si risolvono con un cartello che vieta l’ingresso”

Andrebbe piuttosto rivalutato il valore delle giuste separazioni. Es. un Presidente della Repubblica non dovrebbe esortare a spalancare le frontiere a masse senza arte né parte in cerca di fortuna; e dovrebbe astenersi dal varcare la soglia del gran convegno di un forte gruppo di interesse come CL. La sua partecipazione è anche un insulto – modesto – ai cittadini che sono vittime dell’affarismo spregiudicato di questa specie di massoneria clericale; ed è un endorsement che rafforza le mura e allarga il fossato di un castello di signorotti, dei quali favorirà aggressività e convinzione di impunità. Ho l’impressione che Sergio Mattarella sia più affine al padre che al fratello Piersanti nel definire liberi pascoli e muraglie invalicabili.

@ Mauro. C’è da sperare che gli italiani comprendano in interiore homine che sarebbe nel loro personale e urgente interesse avere governanti validi e che li rappresentino. Il confronto tra il catalogo attuale – nessuno escluso – e i tempi che ci attendono dovrebbe fargli venire brividi di paura, se non di sdegno; e spingerli a drizzare la schiena, piuttosto che impetrare il Soffio divino.

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24 ottobre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, Mattarella: “Le affermazioni di chi li critica sono sconsiderate e prive di fondamento””

Gli antitumorali “innovativi” sono spesso molto costosi, poco efficaci, tossici e provvisti di scarsa validazione scientifica; vengono approvati con procedura “semplificata”, e si evita di monitorarli una volta ottenute rendite miliardarie con la loro immissione sul mercato *. Prassi che medici portano a esempio delle “gravi involuzioni” (Mattarella) in corso nella biomedicina; “gravi involuzioni” che singolarmente il Capo dello Stato denuncia se riducono il giro d’affari e al tempo stesso, nello stesso discorso, supporta se lo aumentano. La priorità data all’acquisto statale di questi prodotti, apprezzata da Mattarella come scelta “sociale”, porterà a una riduzione dell’accessibilità alle cure, e della qualità di vita e dignità dei malati, da farmaci poco utili, tossici e da spreco di ingenti risorse; non ad un aumento come lui dice. Oggi sulla versione cartacea de Il Fatto si riporta che Mattarella ha lasciato trapelare che voterà Sì al referendum costituzionale. I due endorsement, per l’involuzione costituzionale e per le speculazioni farmaceutiche sul cancro, sono tra loro coerenti.

*Kim C, Prasad V. Cancer Drugs Approved on the Basis of a Surrogate End Point and Subsequent Overall Survival: An Analysis of 5 Years of US Food and Drug Administration Approvals. JAMA Internal Medicine, 19 ott 2015. Mailankody S, Prasad V. Five Years of Cancer Drug Approvals: Innovation, Efficacy, and Costs. JAMA Oncology, 2015. 1: 4. 539.

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23 novembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Patitucci “Meningite in Toscana, eccessi di casi di meningococco C. Rezza (Iss): “Ceppo particolarmente virulento””

C’è una letteratura sulle cause commerciali di variazioni geografiche di incidenza. L’ISS la ignora, insieme alla circostanza che l’incremento di diagnosi di meningite in Toscana è associato all’introduzione di un test diagnostico sviluppato al Meyer di Firenze. Il nuovo test usa un metodo, la PCR, che è noto causare falsi positivi. Ha già provocato incrementi spuri di incidenza di malattie infettive da sovradiagnosi (malaria, m. di Lyme, colite da c. difficile). Prima che di epidemia, il rischio per la salute pubblica appare essere quello che, secondo un collaudato “business model”, che ha già causato tragici effetti, la definizione di malattia venga alterata, identificandola abusivamente con la positività di test di laboratorio a basso valore predittivo positivo, che provocano sovradiagnosi; mentre allo stesso tempo si stimolano paure eccessive. Ciò permette di vendere cure inutili o dannose, a scapito dell’assistenza utile. Mattarella dal Quirinale esclude che possano esservi critiche fondate e responsabili ai vaccini; il presidente dell’ISS Ricciardi può invitare pubblicamente i magistrati a fare da braccio secolare a questa sua “scienza”, rivolgendosi alla stessa Procura che 50 anni fa fu, a danno della nazione, il sicario morale di un presidente dell’ISS come Marotta. Le frodi istituzionali sulla salute, come i test diagnostici che creano le “epidemie” che dicono di contrastare, sono intoccabili anche quando non sono coperte che da un velo sottile.

@ Marco (quello senza avatar). L’incremento dei morti, e i conseguenti allarmi mediatici su un’epidemia, sono qui legati a circostanze poco limpide e molto sospette sulle quali istituzioni all’altezza dei loro poteri e doveri indagherebbero, in un Paese onesto. Andrebbe considerato come un ulteriore indizio che le versioni ufficiali siano appoggiate sul web da squadrette di soggetti pronti a tirare fuori il “complottismo” e a dileggiare chi non scambia, come fanno non molto lucidamente loro, la diagnosi di morte per la diagnosi della causa di morte; rammaricandosi che i manicomi siano stati chiusi. (Secondo un’interpretazione di quelle che danno un lavoro ai troll, furono chiusi, assecondando, ma solo nella pars destruens, il sincero radicale di sinistra Basaglia in Italia, e negli stessi anni dal liberista Reagan in USA, per creare un più ampio mercato agli psicofarmaci, che sono spesso inutili e dannosi).

@ Marco (quello senza avatar). Sì, non c’è nessuna epidemia, e probabilmente nessuna reale rilevante variazione nell’epidemiologia della meningite. Invece, date al pubblico l’impressione, manipolando ad arte esami e notizie, che la pestilenza sia dietro l’angolo; per supportare prediche e obblighi a sempre nuove vaccinazioni. Peccato che “al vostro paese” non ci siano un giudice, una guardia e una gattabuia. Un recente lavoro * mostra che in Europa il carico di malattia da 6 infezioni associate alle cure mediche è maggiore di quello delle altre 32 malattie trasmissibili. Le malattie infettive oggi sono diventate largamente un problema iatrogeno. Ma gli zelanti Savonarola della peste incombente su questo stanno muti.

*Cassini A et al. Burden of Six Healthcare-Associated Infections on European Population Health: Estimating Incidence-Based Disability-Adjusted Life Years through a Population Prevalence-Based Modelling Study. PLOS medicine, 18 ott 2016.

@ Marco (quello senza avatar). Una versione semplificata del lavoro è sul New Scientist: “The first ever study of hospital-acquired infections in European hospitals has found that the combined health impact of these infections is twice that of the combined burden of 32 infections caught outside hospitals, including flu, HIV and tuberculosis.” (18 ott 2016). La licenza di mistificare a piacimento chi te l’ha data? Se distorci ciò che è scritto nero su bianco, accusando gli altri di non capire, si può immaginare cosa fai sulla epidemia-non-epidemia di meningite. Certo è un bello spettacolo per un cittadino vedere la presidenza della Repubblica, l’ISS, Il Meyer di Firenze, la crema della medicina, affiancati da venditori come te.

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21 dicembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Roma, anche l’Anac contro Marra: “Conflitto d’interessi sul fratello. E la Raggi doveva esonerarlo dalle decisioni””

C’è un problema di “epistemic reliance”, “fiducia epistemica”. Noi sentiamo Grillo, sentiamo i 5S, denunciare il malaffare; ci si allarga il cuore e crediamo che i 5S siano tutt’altra cosa dal sistema che condannano con voce tonante. Il grosso, grossissimo guaio è che c’è un problema nascosto di fiducia epistemica mal riposta anche sull’ANAC, che ha un progetto sinergico con AIFA per il “fast track”, l’approvazione abbreviata dei nuovi farmaci. Una forma di corruzione istituzionalizzata non meno dannosa per i cittadini della corruzione con mazzette dei palazzinari romani. Un watchdog dei diritti dei cittadini competente, incisivo e non ambiguo (come purtroppo non sono i 5S), il National Center for Health Research, ha parlato di “McDrugs”, e di come “fast drugs can be more dangerous than fast food”. Ma il renziano Cantone – magistrato – invece di avvisare dei danni e dei pericoli del fast track, riportati anche da studiosi della corruzione*, collabora al programma obamiano di deregolamentazione dei farmaci, ponendo così l’anticorruzione al servizio della corruzione legalizzata.

*Light DW et al. Institutional corruption and the pharmaceutical industry. Journal of Law, Medicine and Ethics. Fall 2013.

23 dicembre 2016. Fonte: quotidianosanità.it. “Da Ministero e Anac arriva Fast Track per sperimentazioni più veloci e sicure”. Scaricato il 19 dic 2016. A quattro giorni di distanza, la notizia non risulta essere riportata da altre fonti internet. Può darsi che l’articolo riporti erroneamente “ANAC” invece di “AIFA” nel comunicare nel titolo e nel testo che “è nato il fast track, un progetto sinergico di ANAC e Ministero della salute”. L’eventuale errore non è a oggi corretto. Anac collabora alla realizzazione dei progetti di AIFA e Min. Salute, come riferisce anche l’articolo. Non risulta abbia sollevato obiezioni sul fast track, esponendone la natura corrutiva, o i rischi di corruzione. L’articolo prende spunto dalla IX Conferenza Nazionale sui Dispositivi medici. La conferenza ha tenuto a battesimo il fast track italiano. Il sito della conferenza non riporta la presenza di Anac. Riporta la compresenza e la convergenza di controllati e controllori, incluso il comandante dei NAS.

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10 gennaio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Terapia genica, Luigi Naldini: “Così l’esistenza di molti bambini è cambiata in meglio”

Il “gerrymandering” che enfatizza le malattie rare – citate da Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno – permette dietro all’immagine sacra del bambino malato manovre speculative dello stesso livello di quelle dei salvataggi bancari a spese dei cittadini (e della stessa radice; non sorprende che sia sostenuto dalle banche); ma più gravi, dato il loro impatto negativo sulla salute. Permette infatti approvazioni con controlli ridotti, e di vendere quindi farmaci dall’efficacia terapeutica nulla o dubbia (ma non privi di effetti avversi) applicando il “premium pricing”. Coartando il concetto di malattia rara tende ad estendersi alle malattie comuni, con sotterfugi come il “salami slicing”, aggirando così i controlli e i limiti anche per la massa dei pazienti. Elementi fondamentali dello schema sono la definizione di malattia e di nuovi sottogruppi tramite biomarker e la “diagnosi precoce”, che inevitabilmente porteranno a sovradiagnosi (che permettono di presentare “risultati” terapeutici). La politica e l’informazione invece di fermarsi ai buoni sentimenti da talk show dovrebbero considerare che il combinato di attenzione sproporzionata, propaganda, manipolazione della nosologia e deregolamentazione non porti a un “cambiamento dell’esistenza di molti bambini” – e anche di molti adulti – in peggio, con un bilancio complessivo negativo per la collettività.

Herder M. What is the purpose of the Orphan Drug Act? PLoS Med, 2017. 14; e1002191. E citazioni.

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13 gennaio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Ministro Lorenzin dopo la firma dei nuovi Lea: “Vaccini gratis e senza ticket” “

Gratis? “Molte persone non lo vedono ma alla fine tutti i costi sono pagati dalle persone comuni. Quando vedi i pazienti nel tuo studio sai che non pagheranno la particolare prestazione che stai per erogare. Ma puoi essere certo che alla fine in qualche modo pagheranno il costo. Abbiamo portato il laundering [riciclaggio] dei costi della sanità ad un’arte elevata, che fa sembrare le banche off-shore dei dilettanti. Ma puoi essere certo che dopo che il riciclaggio è completato, i costi saranno ancora là, e li pagheranno le persone comuni” (*,ridotto).

Questi non sono regali; se non alle case farmaceutiche di denaro pubblico. Saranno pagati da noi con le imposte e tasse; e con le spese private che si sarà a costretti a sostenere per l’assistenza medica realmente necessaria e lasciata scoperta.

*Eddy DM Medicine, money and mathematics. Am Coll Surg Bull, 1992. 77: 36.

@ Snoopix. Non è la “sanità universale”. E’ la sanità delle multinazionali attraverso il potere dello Stato. Che ottimizza non la salute, ma il profitto, succhiando denaro ai cittadini mediante informazioni ingannevoli, sovradiagnosi e cure futili, e a volte dannose, ma comode e lucrose per il business, e trascurando interventi necessari, non sviluppando trattamenti e lasciando il cittadino senza guida e senza aiuto in situazioni critiche.

@ Bruccio. Questo è il modello americano. Es. “With faster drug approvals taxpayers could be left to foot the bill” STATplus, 13 gen 17 (USA). Sei tu che sembri avere difficoltà a distinguere tra servizio sanitario utile pagato con le tasse e uso del prelievo fiscale con la copertura della sanità pubblica per trasferire denaro dei cittadini al business.

@ Bruccio. Quindi non si può criticare o denunciare come corrotto nessun appalto per lavori pubblici se non si è ingegneri specializzati in quel genere di opera? Sono un medico e mi occupo di frodi mediche strutturali. In genere, come qui, cito degli autori a supporto di quanto dico. Puoi indicarmi tu quale immunologo, vaccinologo, dipendente dell’industria farmaceutica sulla base di quali studi e di quali competenze sosterrebbe che una spesa pubblica importante non possa essere che benefica, indiscutibile e priva di conflitti di interesse se supportata dal parere di “scienziati”? Puoi indicarmi es. l’evidenza scientifica pubblicata che giustificherebbe l’allocazione preferenziale di denaro pubblico per la vaccinazione di adolescenti maschi contro l’HPV ? Che giustifichi il porre tale vaccinazione sotto il titolo di “assistenza essenziale”? Io credo che, più che essere io a rispondere nel “tribunale della scienza” nel quale fai il pubblico ministero, in un Paese sano ciò andrebbe spiegato alla magistratura nell’ambito di un’indagine. Condivido l’opinione di diversi scienziati che in medicina la scienza sia stata insozzata facendone uno strumento di frode, e che mettendola al servizio dei soldi facili sia stata fatta divenire un fattore di malattia.

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27 gennaio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Giorno della Memoria, Auschwitz raccontata dai 18enni: “Quei muri sono come quelli che si vogliono alzare oggi””

E’ vero, come notò anche Benedetto Croce, che c’è una continuità tra le falsità del fascismo e quelle della Repubblica, a parole opposta al fascismo. A un magistrato che nel dopoguerra presiedeva la corte del processo ai fascisti della banda Koch un imputato ricordò che durante il Ventennio il giudice usava portare la camicia nera sotto la toga. I caporali che servono gli ebrei oggi che gli ebrei sono potenti e da oppressi sono divenuti oppressori, che ci vendono ai poteri forti, che spacciano gli attacchi etnocidi al proprio popolo per atti di civiltà, sono i discendenti morali dei caporali che tradirono i nostri concittadini ebrei quando questi erano in una condizione di debolezza.

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4 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Autismo, tumori e disabilità: quanto influisce l’inquinamento sulla nostra salute?

Ricordo il dr. Marfella, che dice di essere schierato dalla parte dei cittadini, a fianco al Procuratore generale di Brescia a una conferenza dove si lanciavano allarmi sui danni alla salute da inquinamento nel bresciano, accomunandolo alla Terra dei Fuochi. Platea di studenti, cioè di minori, scelta a mio parere imprudente, per non dire censurabile*. Marfella accosta l’inquinamento anche alla ”epidemia” di autismo; schierandosi a fianco all’ufficialità, incluso Mattarella, in un’operazione di creazione di malattia per via culturale. La bufala dell’epidemia di autismo da vaccini serve da standard negativo per fare sembrare scientifiche le manipolazioni sull’autismo dell’ufficialità; come Stamina al confronto fa sembrare credibili le promesse fantasiose dell’ufficialità sulla rigenerazione del tessuto nervoso. La chemio, fallimentare, viene valutata paragonandola alla follia del metodo Hamer. Su questo sito M. Mirabella, che ha gravi responsabilità per forme di deleteria pubblicità direct-to-consumer mascherate da divulgazione, sembra un difensore dell’onestà scientifica, essendo mostrato a sbeffeggiare una “raeliana”. Il dibattito è coartato a magia bassa contro magia alta. Per un esempio di terza campana, v. autismo in “Primo non curare chi è normale. Contro l’invenzione delle malattie”, Boringhieri. L’autore dopo avere diretto la nosografia psichiatrica ufficiale ne è divenuto un critico.

*La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide.

ccc

v. anche:

I tamburi della paura

La questua delle multinazionali

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19 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Report e vaccino Hpv, Mentana: “Anche i campioni sbagliano. Tanti avvelenatori di pozzi non aspettavano altro” “

In Giappone il governo si è espresso contro il vaccino HPV, e ha sospeso l’appoggio, adducendo riserve sulla sicurezza, facendo quasi azzerare i tassi di vaccinazione delle bambine. La misericordia impone di mandare ai superstiziosi ignoranti di Tokio Mentana e la Lorenzin a insegnare loro il rispetto per la scienza e come si tutela la salute dei cittadini.

La decisione di Tokio non prova in sé che il vaccino sia dannoso; ma mostra che le cautele sono ragionevoli, o doverose per chi ha responsabilità di politica sanitaria. Prima che della sua sicurezza, si dovrebbe dire “nullius in verba” sulla sua efficacia: Mentana, ma anche i giornalisti di Report, dovrebbero indicare i lavori scientifici che provano adeguatamente – adeguatamente – l’efficacia del vaccino nel prevenire il tumore del collo dell’utero. Gli esperti e i rappresentanti delle istituzioni che tuonano contro chi ha osato dubitare della parola degli Scienziati nella foga si sono scordati di presentarli. A voler fare il giornalista, bisognerebbe controllare se il livello di evidenza consenta effettivamente di gridare all’oscurantismo; o se, dati i grandi interessi, e conoscendo i nostri polli politici, non si tratti di un bluff, di una manfrina da imbonitori. Ma immagino che già questa richiesta sia segno di mancanza di fede, di ateismo o di eresia, e giustifichi l’iscrizione d’ufficio nell’elenco degli appartenenti alla setta degli “anti-vax”.

@wittrue. Il caso giapponese mostra che lì, nella patria della tecnologia, e dove certo non si è pregiudizialmente contrari al business farmaceutico, si sa distinguere tra politica sanitaria, che richiede un bilancio rischi benefici con garanzie sulla sicurezza, e ideologia scientista, per la quale i ricercatori (e chi li manovra) dettano la politica sanitaria; così che sempre più si stanno immettendo farmaci poco testati quanto a efficacia e sicurezza, usando la popolazione come cavie. Il lavoro che lei cita, una review di ricercatori dell’ISS e della casa farmaceutica che vende il vaccino anticancro, non mostra più di quel che affermano gli autori: “le vaccinazioni 4HPV hanno il potenziale di ridurre le verruche genitali”. Non mostra affatto una capacità del vaccino di prevenire il cancro del collo dell’utero; infatti evita di dirlo. Le verruche genitali (comuni) sono una cosa, il cancro mortale della cervice (raro) un’altra (per quanto si cerchi di confonderle assieme). Il non causa pro causa, la pretesa di trasformare i risultati di un lavoro in surrogate endpoint in sede di interpretazione, il conflitto d’interesse, per il quale il controllando conduce le verifiche insieme al controllore, costituiscono piuttosto un esempio delle storture sulle quali si basa la pretesa di imporre a masse di ragazze sane inoculazioni i cui risultati finali non sono noti; allocando fondi pubblici destinati alla sanità a prodotti che prima di essere “scienza” sono commercio e finanza.

@wittrue. Veramente la mia risposta è nel merito; e mostra che il merito non lo sta presentando chi dovrebbe, cioè chi afferma e vuole ordinare di sottoporsi al trattamento medico; cioè quelli della sua parte. Prendo atto che per lei il lavoro compilativo, su tipologie di studi che un testo di epidemiologia definisce “of lesser design”, scritto da dipendenti della ditta produttrice con gli amici dell’ISS, che conclude che il vaccino sembra prevenire le creste di gallo, è la prova che previene il cancro. E che lei questo lo chiama sapere. Mi scusi, ma dovendo “scegliere” mi danno più fiducia i giapponesi; e i diversi rispettabili ricercatori che hanno espresso critiche. Oltre alle evidenze scientifiche, anche la qualità e la buona fede delle argomentazioni addotte dovrebbero entrare nella valutazione politica (e in alcuni casi giudiziaria) di questo e altri diktat medici.

@ Conenna. E’ vero. La sanità non è solo questione di denaro, ma anche di valori, da tenere al riparo dagli interessi. E di razionalità, da proteggere dalle nostre paure e fantasie. Illich scrisse che a volte i più poveri sono risparmiati dagli effetti più sinistri della medicina iatrogena. Quando ero resident in USA, dove lussuosi ospedali sorgono a fianco a quartieri degradati con tassi di mortalità neonatale elevata, controllando la storia clinica dei pazienti vedevo che a volte il loro aver potuto acquistare costose assicurazioni li aveva esposti al danno iatrogeno più di quanto non li avesse protetti dalla malattia.

@vferrari. L’affermazione che cito di Illich è stata ritenuta degna di essere pubblicata sul Lancet, che ospitò l’articolo che la contiene. Il tema etico dell’allocazione delle risorse a seconda dell’aspettativa di vita per gli affetti da insufficienza renale cronica è stato discusso nelle sedi più titolate, che non lo hanno trovato da esaltati. I danni al singolo individuo dell’illusione individualistica che sia vantaggioso pensare solo in termini di cura del singolo sono pure stati considerati da bioeticisti, e dovranno esserlo sempre più, dato il corso liberista e il relativo marketing.

Certo, per voi che siete una fucina di alta scienza, infaticabili nel tenere sempre gonfi i mantici coi quali forgiate grossi doni all’umanità, Illich non è che “il più grande rompi…”, da scartare con disprezzo. In voi l’auspicata fusione tra le due culture si compie: siete tanto scienziati quanto intellettuali.

@vferrari. La salute collettiva non è ottimizzata considerandola la sommatoria delle cure ai singoli. Es. se, pensando in termini individuali, si assegnano reni per i trapianti ad anziani, con una ridotta aspettativa di vita, a scapito dei giovani, parte dei QALY che sarebbe possibile aggiungere alla popolazione andranno persi; così che in media il singolo individuo ci perderà. Problema etico, che è stato affrontato anche sul piano scientifico dai centri di matching; e che ne sta generando altri *.

La scienza, quella vera, è una tra le grandi imprese umane; mi spiace che mentre se ne erge a difensore non la conosca, a giudicare da come ne parla. Quelli come lei ne fanno un feticcio da adorare per ottenerne superiorità; un simulacro che in campo medico viene manovrato da astuti sacerdoti che gli fanno dire ciò che vogliono. Chi sostiene che la scienza non è corruttibile, elevandola così da attività umana a entità metafisica, non sa in cosa consista; o finge. Si crede razionale, ma è in realtà un praticante, interessato o ancor peggio sincero, di un culto che uno scienziato, Feynman, ha chiamato “cargo cult science”. Lo scientista è così ad uno stadio più arretrato e pericoloso rispetto al nondum matura sulla scienza di Croce. Dall’idealismo in effetti ha poco da imparare, quanto ad arte del sofisma, camaleontismo e spocchia. (Croce però aveva l’erudizione).

*Kaufman SR. Fairness and the Tyranny of Potential in Kidney Transplantation. Current Anthropology, 2013. 54. 856.

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30 maggio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Processo Stamina, quattro condanne a due anni per il filone bresciano”

Nel 1947 a Partinico fu assaltata una sezione del PCI. Due militanti furono uccisi, uno rispose al fuoco ferendo G. Ofria, mafioso locale, braccio destro di un massone latifondista. La polizia fece passare Ofria, sicario, per una delle vittime. Tra gli uccisi vi era il padre di Giuseppe Casarrubea, che, divenuto storico, ha commentato: “La cosa incredibile non è, tuttavia, solo l’equivoca attività d’indagine degli inquirenti, quanto il fatto che i giudici sia a Viterbo, sia a Roma, non svolsero nessun approfondimento autonomo, e si appiattirono acriticamente sui rapporti di polizia. Anzi fecero di peggio. Non solo rimossero il problema dei mandanti ma concessero le attenuanti ai correi della strage”*.

Nel processo per quel remoto fatto di sangue nella Sicilia di Bernardo Mattarella ci sono state manipolazioni, influenze esterne, circostanze storiche e conseguenze per il Paese che si possono comparare con l’odierno fare figurare Reg. Lombardia, Min. della Salute e AIFA tra le vittime; con l’assoluzione dalle accuse appropriate, truffa e associazione a delinquere; e con l’appiattimento sui voleri della “money-driven medicine” nell’elevare acqua sporca a “farmaco imperfetto”, una falsità madornale che serve lo schema fraudolento del quale Stamina è solo una componente**; schema che chiarisce movente principale e mandanti dell’imbroglio, che sono stati rimossi.

*Casarrubea G. “Fra’ diavolo” e il governo nero.
**Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale.

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9 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mafia, la Cassazione assolve Mori e Obinu per la mancata cattura di Provenzano: respinto ricorso della procura”

I mafiosi sono criminalità “on steroids”, direbbero in USA. Il doping è dato dalla protezione dello Stato. Quando lo Stato virulenta il crimine, quando i pusher sono i CC, si creano cortocircuiti esiziali. Per una ferrea convenzione, la mafia è l’unico caso dove a mezza bocca si ammette che lo Stato favorisce la grande criminalità. Ma è un parafulmine. Giorni fa Mattarella ha firmato il decreto sulla caterva di vaccinazioni coatte. Sarà contenta la Glaxo. “GlaxoSmithKline (GSK) is one of the most criminal drug companies in the world (3). It has committed numerous offences that fulfil the criteria for organized crime under US law”. (PC Gotzsche. Deadly psichiatry and organized denial. People’s press, 2015. Un’esposizione competente e dettagliata delle mostruose falsificazioni della ricerca commesse dalla Glaxo, e delle associate complicità istituzionali, per fare assumere in nome della “scienza”, anche a minori, psicofarmaci inefficaci e dai gravi effetti collaterali, inclusi suicidio e omicidio).

Posso testimoniare che quello della criminalità medica è un altro settore dove i discendenti morali di Salvo D’Acquisto, con la copertura dei colleghi di Falcone e Borsellino, non sono la cura ma sono causa, insufficiente ma necessaria, non meno dei giustamente vituperati politici. Fino a far divenire lo Stato braccio del crimine.

@ Stefaso B. Pure a Ilardo lo hanno vaccinato… E comunque basta con questo cercare sempre di patologizzare il prossimo per vendere rimedi hi-tech, costosissimi e tarocchi. Per esempio contro la fame esistenziale, che porta a sentirsi giustificati nel commettere qualsiasi bassezza come se fosse per la sopravvivenza, inutile cercare vaccini. Si dovrebbe cominciare sperimentando misure semplici, come il fare consumare, fino all’ultima briciola, pasti sontuosi, abbondanti e nutrienti almeno tre volte al giorno, per convincere gli affetti che non stanno morendo di fame. Sancita la scientificità, per chi rifiuti di sottoporsi alla profilassi alimentare, o rifiuti di praticarla integralmente, dagli antipasti alla scarpetta finale, si potrebbe ricorrere, per il suo bene e per il superiore interesse della comunità, a sanzioni del tipo di quelle che faranno vendere vaccini alla limpidissima Glaxo firmate da Mattarella. Posa la siringa, è l’ora della pappa.

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12 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, Piero Angela: “Fidatevi dei medici e della scienza. La velocità della luce non si decide ad alzata di mano”

Angela ci istruisce su come la teoria della relatività abbia tra le sue sbalorditive conseguenze anche quella di rendere appropriato e lecito il togliere la patria potestà a chi non sottopone i figli alla vaccinazione contro la varicella. A proposto di scelte di politica sanitaria, fisica e rigore scientifico, la Lorenzin insieme ai vaccini ha inserito nella assistenza essenziale (LEA ) anche la protonterapia, nonostante gli studi clinici impongano di scartarla (1-4). La protonterapia è stata definita “uno degli esempi più sfrontati” della “unione tra la medicina e Wall Street” (5), superando le altre terapie solo per il “wildly extravagant cost” (3), in grado di prosciugare i fondi per l’assistenza utile. E’ stato anche osservato che rende necessario un flusso di sovradiagnosi di cancro (6).

E’ vero che c’è nel pubblico una mai sopita tendenza ad affidarsi alla magia; ma il decano dei divulgatori spinge, insieme ad altri, perché sia soddisfatta da una concezione magica della scienza, che riponga fiducia a priori negli “scienziati”. Per rifarsi la bocca si può leggere “Cargo cult science”, di uno scienziato vero, Feynman, sull’uso magico e fraudolento che può essere fatto tanto delle pseudoscienze che della scienza.

@ Bruccio. Tu sei il “reviewer” di riviste scientifiche che mi ha spiegato che la pernacchia è la risposta adatta alle critiche sulla politica vaccinale. Ti ho già detto cosa penso dei tuoi modi vastasi e dei tuoi atteggiamenti da gallo ncopp’ a munnezza, che rendono impossibile il dialogo. Quanto riporto non è un mistero. Chi fosse interessato può ricevere fonti bibliografiche sugli interessi economici che spingono perché sia favorita la protonterapia, e sui danni che ne derivano ai pazienti, chiedendole per email: ***.

A proposito di fonti, e di fiducia. In un post sui vaccini de Il Fatto del 21 luglio 2016, che ebbe oltre 3800 commenti, fu censurato il mio commento dove dicevo che erano stati riportati all’estero casi di intimidazione di medici sulle segnalazioni di reazioni avverse al vaccino HPV, e che da noi i medici che non vaccinano sono sanzionati, mentre quelli che vaccinano ricevono un extra di denaro pubblico. Sostenevo anche che se lo Stato obbliga non singoli malati, ma intere popolazioni di sani ad assumere medicinali, dovrebbe indicare i report scientifici e rendere pubblici i pareri scritti di esperti sui quali basa la deroga al diritto a non essere sottoposti a trattamenti obbligatori. Bisognerebbe chiedere tali fonti a chi manda Piero Angela a dire “fidatevi” e i troll a spernacchiare. E chiedere anche le motivazioni, con le fonti, per la protonterapia nei LEA.

@ Bruccio. Come tante altre situazioni impresentabili in medicina, sono in effetti “note e risapute”, come dici, agli addetti, che sono omertosi o rimuovono; e vengono nascoste al pubblico, anche tramite i troll, che la discussione comunitaria la disturbano e la guastano. Trascrivo tutti i miei commenti nel mio sito, menici60d15. Trascriverò anche questi, nelle raccolte “I tamburi della paura” e “La medicina sotto la presidenza Mattarella”; e aggiungerò una nota bibliografica.

@ Bruccio. Suvvia, un po’ di pazienza. Qualche assaggino:

“This is a high-stakes game. Without prostate cancers to treat, proton beam centers will fail.” (Ablin, scopritore del PSA, sui motivi che spingono a sovradignosticare i cancri della prostata). (6)

Global Proton Therapy Market potential is more than US$ 50 Billion in 2016. (Nasdaq). (7)

“some overseas clinics providing proton beam therapy heavily market their services to parents who are understandably desperate to get treatment for their children” (NHS Choices). (8)

“nothing so big and so useless has ever been discovered in medicine. It’s hard to believe we should be paying handsomely for technology whose benefit is unproven.” (A. Chandra, direttore, Health Policy Research dell’ Harvard’s Kennedy School of Government, 2017). (9)

(Bibliografia aggiunta)

1 Mulcahy. Finally, RCT Results for Proton Therapy in Cancer. Medscape, June 21, 2016.

2 U. S. News & World Report story on proton beam radiation left out the evidence. Health News Review, Jun 23, 2016..

3 Raeburn P. Wise buy? Proton Beam Therapy. It helps only a few, and at a wildly extravagant cost. Medpage, May 19, 2017.

4 Rosenthal E. An American sickness. How healthcare became big business and how you can take it back. Penguin Press, 2017.

5 Big Pharma: Pushing the Edge of the Envelope. Wall’s Street’s drive for profits is hiking drug prices, says Carolin Poplin, MD, JD. Medpage, May 23, 2016.

6 Ablin, RJ. The great prostate hoax. How big medicine hijacked the PSA test and caused a public health disaster. Palgrace MacMillan, 2014.

7 Global $50 Billiojn Proton Therapy Market & Forecast 2010-2021 – Patients Treated at Proton Therapy Centers, Reimbursement Policies. Nasdaq GlobeNewswire, May 29, 2017.

8 Smith J. Ashya King: This story isn’t quite what it seems. The Indepedent, Sept 6, 2014.

9 Blau M. A taxpayer gamble on medical tourism: Louisiana subsidizes proton therapy to boost its economy. Stat, Jun 2, 2017.

Vedi anche:

EDott. Stop al centro protonico, costa troppo. 20 ott 2011.

Nelson R. Proton Therapy ‘Sells Hope’: No Clear Benefit for Patients. Medscape, Jun 20, 2013.

Nelson R. Insurers Nix Payment for Prostate Cancer Proton Therapy. Medscape Aug 30, 2013.

Overuse 101. Sito del Lown Institute di Boston.

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25 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Agosti “Strage di piazza della Loggia, lettera agli innocenti”

Dopo mezzo secolo suonate l’adunata per andare a cercare i mandanti della strage. Vivo a Brescia, che quando sono in gioco interessi USA sembra una dependance della vicina base NATO-USA. Vengono in mente quei baroni scozzesi di “Braveheart” che chiamavano a raccolta contro gli occupanti inglesi e sottobanco si erano venduti ad essi. A2A, la partecipata del Comune, che ogni volta che su Il Fatto commento gli interventi di Mattarella manda puntualmente le macchine spazzatrici a sfilarmi accanto sollevando lerciume mentre cammino, chiede la nomina a senatore a vita di Manlio Milani. Anche Mattarella, da decenni uomo di fiducia “su cui puntare” come presidente secondo un ambasciatore USA in Italia (La Stampa, 20 giu 2017), necessita di alibi per la sua fedeltà atlantica. Così, col machiavellismo e le capacità recitative che nella nostra classe dirigente occupano il posto di doti più pregiate, verranno prolungate la sacralità e la pompa che rivestono scelte di campo non molto eroiche.

29 giugno 2017

Et in pulverem reverteris. I bresciani e i mandanti della strage del 1974

Commenti nei quali cito Mattarella sul blog de Il Fatto e gli associati fenomeni di nettezza urbana, gennaio-giugno 2017.

10 gennaio 2017.Commento al post di R. La Cara “Terapia genica, Luigi Naldini: “Così l’esistenza di molti bambini è cambiata in meglio” (In:La medicina sotto la presidenza Mattarella). 12 gennaio 2017, 9:34. Vengo impolverato da una macchina spazzatrice che, svoltato l’angolo dove è l’entrata del centro di ricerche sulle staminali “Eugenia Menni” e scuola infermieri Università Cattolica annessi all’ospedale Poliambulanza delle Suore Ancelle, mi passa accanto sulla pista ciclabile mentre cammino sul marciapiede. Vedi : Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale sugli aspetti tenuti coperti del ruolo primario di Brescia nella frode Stamina, con i legami con gli USA e le relative complicità e impunità.

9 maggio 2017. Commento al post “Migranti, Mattarella: “Solidarietà frenata da intolleranza e discriminazioni prima che da preoccupazioni per la sicurezza””. (In: Immigrati. La pietà coi numeri e altre forme minori di pietà). 10 maggio 17, 8:39. Come il 12 gennaio, con passaggio spazzatrice da Sud a Nord invece che da Nord a Sud. Impolverato da spazzatrice che mi passa accanto sulla pista ciclabile quando svoltato l’angolo cammino sul marciapiede davanti al centro di ricerche sulle staminali “Eugenia Menni” e scuola infermieri Università Cattolica, annessi all’ospedale Poliambulanza delle Suore Ancelle.

30 maggio 2017. Commento al post “Processo Stamina, quattro condanne a due anni per il filone bresciano” (In: La medicina sotto la presidenza Mattarella) 31 maggio 17. Spazzatrice all’entrata del parchetto di via Carso di fronte al centro vaccinazioni della ASL. Luogo dove vado a leggere, tra innumerevoli e costanti molestie. La spazzatrice mi passa vicino mentre entro nel parco, 8:31, ed è ancora lì al lavoro quando esco dal parco, 40 minuti dopo, ore 9:08.

9 giugno 2017. Commento al post “Mafia, la Cassazione assolve Mori e Obinu per la mancata cattura di Provenzano: respinto ricorso della procura”. In: I professionisti della metamafia. Incontro ravvicinato poche ore dopo, 9:55, con camioncino portarifiuti targato FB596CB sulle strisce dell’incrocio, su viale Duca degli Abruzzi altezza via Carso, che chiamo “checkpoint Calipari” (l’ho così soprannominato, ai tempi di quando lasciarono uccidere Calipari, perché sede di costanti prodezze di auto di polizia e mezzi pubblici; e perché allora era segnato dalla bandiera italiana esposta a bordo strada sul recinto dei tavolini di un bar).

13 giugno 2017. Commento al post “Vaccini, Piero Angela: “Fidatevi dei medici e della scienza. La velocità della luce non si decide ad alzata di mano”“. In: I tamburi della paura. 14 giugno 2017. 8.09 spazzatrice sotto casa. 9:26 spazzatrice accanto, entrata ospedale Poliambulanza delle Suore Ancelle.

25 giugno 2017. Commento al post di S. Agosti “Strage di piazza della Loggia, lettera agli innocenti”. In: Brescia non solo bombe. Sulla sentenza del 2017 di condanna per la strage del 1974. Dove riferisco dei passaggi delle spazzatrici. 28 giugno, 9:11, autobotte per spurgo pozzi neri al lavoro davanti al già citato centro di ricerca sulle cellule staminali “Eugenia Menni”. Preceduto il 26 da porcherie generiche A2A. La stessa autobotte due ore dopo, 11:20, romba sotto casa aspirando materiale dalla fogna pubblica attraverso l’apertura di una griglia sulla strada. Per la prima volta in 19 anni che io ricordi.

Dall’inizio del 2017 al 28 giugno, nell’ambito di un’intensa attività a  mio danno di stalking, provocazione e minaccia di diversa provenienza, non ho incontrato spazzatrici altro che in questi episodi, che ho filmato.

Componenti della Fondazione ASM, che propone la nomina a senatore a vita di Manlio Milani: Roberto Cammarata, presidente. Marina Rossi, vicepresidente. Federico Bani, Sergio Faini, Silvia Quilleri, Luigi Riccardi, Valentina Stefani, consiglieri. Delegato A2A Giovanni Valotti.

Dirigenza A2A, che gestisce la nettezza urbana a Brescia: Presidente Giovanni Valotti. Vicepresidente Alessandra Perazzelli. Amministratore delegato Luca Valerio Camerano. Membri CdA: Giovanni Comboni, Enrico Corali, Luigi De Paoli, Alessandro Fracassi, Maria Chiara Franceschetti, Gaudiana Giusti, Dina Ravera, Norberto Rosini.

Sindaco del Comune di Brescia, azionista di riferimento di A2A: Emilio Del Bono.

Prefetti di Brescia nel periodo: Valerio Valenti, Annunziato Vardè.

Procuratore della Repubblica: Tommaso Buonanno.

Segretari provinciali CGIL, CISL e UIL, parti civili al processo sulla strage e rappresentanti dei lavoratori della nettezza urbana: Damiano Galletti, Francesco Diomaiuta, Mario Ballo.

Presidente Fondazione Poliambulanza: Enrico Broli. (Consulente del Tribunale di Brescia. Consigliere fondazione “Civiltà Bresciana”).

Direttrice centro di ricerca sulle staminali “Madre Eugenia Menni”: Ornella Parolini.

Rettore Università Cattolica (membro paritario della Fondazione Poliambulanza): Franco Anelli.

Superiora generale Suore Ancelle della Carità (membro paritario della Fondazione Poliambulanza): Gabriella Tettamanzi.

Vescovo di Brescia (membro paritario della Fondazione Poliambulanza): Luciano Monari.

La “scorta presidenziale” è solo una forma nuova delle tecniche di stalking iniziate a Brescia nel 1999, e consolidate negli anni, volte a neutralizzare la mia denuncia di frodi mediche istituzionalizzate con un continuum di atti che, in un dolo alternativo, zittiscono rendendo la vita quotidiana impossibile, intimidendo, oltraggiando, facendo arrivare puntuali ritorsioni, e/o provocano reazioni che permetteranno di screditare come devianza le denunce. Una tecnica non distante nei fini dall’epurazione per via indiretta di figure scomode ai poteri forti e dalla creazione del terrorismo politico negli anni di piombo, che utilizza una miriade di atti che presi singolarmente appaiono privi di significato o minimi. Potendo così più facilmente avvalersi delle complicità dei locali, ognuno dei quali contribuisce per una quota ridotta – ridotta materialmente, non moralmente – a ciò che ammonta a un omicidio politico. Riporto i filmati di alcuni episodi degli anni precedenti con spazzatrici. Le idropulitrici a mano, i soffiatori per foglie (anche senza foglie), gli spazzini con ramazza, i camion della spazzatura maleodoranti, sono altre sezioni del capitolo ASM-A2A.

Spazzolatura in corsa, tornando a casa, della fiancata dell’auto da spazzatrice contromano nel tratto a senso unico della strada dove abito, via Tosetti. 10 maggio 2011, 17:07.

Una delle cacce delle spazzatrici durante la passeggiata abituale a San Polo. Presso sede Anfass, 7 marzo 2012, 15:38.

Spazzatrice sotto casa che sporca invece di pulire. La Yaris grigia sulla quale butta polvere è la mia. Via Tosetti, 29 maggio 2012, 16:49.

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10 ottobre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mattarella: “La toga non è un abito di scena. Il magistrato non sia guidato da opinioni personali” ”

Mattarella: “La toga non è un abito di scena. Il magistrato non sia guidato da opinioni personali”

B. Pascal (1623-652): “I nostri magistrati hanno ben compreso questo mistero. Le loro toghe rosse, i loro ermellini, di cui si ammantano come gatti impellicciati, i palazzi dove giudicano, i fiordalisi, tutto questo apparato augusto era molto necessario; e se i medici non avessero palandrane e pantofole, e se i dottori non avessero berrette a quattro punte e vesti quattro volte più ampie del dovuto, mai avrebbero ingannato la gente, che è incapace di resistere a uno sfoggio così autentico. Se possedessero la vera giustizia e se i medici avessero la vera arte di guarire, non saprebbero che farne delle berrette a quattro punte; la maestà delle loro scienze sarebbe di per se stessa assai rispettabile. Ma non avendo che scienze immaginarie, necessita che ricorrano a tali vani strumenti che colpiscono l’immaginazione con la quale hanno a che fare; e con questa, di fatto, si attirano il rispetto.”

Si dovrebbe ricordare ai giovani magistrati anche il dovere di resistere ai poteri forti; la differenza tra la toga dello Stato e la veste gallonata di chi serve multinazionali e banche. Ma per nominare l’indipendenza dei magistrati rispetto al trono, e la necessità di non recitare la parte del giudice scritta da chi opprime, anziché predicare l’indipendenza dalla sola piazza e la “messa tra parentesi” dell’uomo dentro l’abito curiale, ci sarebbe voluto uno dei politici e magistrati del ramo estinto, quelli che furono scartati, a volte con le pallottole.

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Sinergie tra industria medica e industria dei rifiuti: le suppressio veri e suggestio falsi dei magistrati e la proiezione del sudiciume

Sono tornato a commentare su Mattarella, e sulla corruzione istituzionale dei magistrati, (1) e puntuale il giorno seguente, 11 ottobre, è tornata, dopo che non la vedevo dal commento precedente, la spazzatrice A2A lungo l’ospedale Poliambulanza. Stavolta è apparsa in lontananza, venendomi incontro molto lentamente. Dopo 2 minuti e mezzo mi ha incrociato presso l’entrata Pronto Soccorso.

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Stavolta non ha sollevato la polvere cospargendomi, come ha fatto le volte precedenti. Pochi giorni prima, il 7 ottobre, 2 giorni dopo che avevo scritto dei rapporti tra massoni e spazzini (2), un camion e un ape della raccolta spazzatura di A2A si sono esibiti in un carosello. Uscito di casa, in 12 minuti di passeggiata sono passati e ripassati sei volte; puntandomi, fermandosi appaiati bloccando la strada, facendo inversioni multiple, sfiorandomi. Ma dovevano essere stati lavati, essendo come nuovi, diversi dai comuni camion della spazzatura. Il giorno prima, il 6, sullo stesso percorso un passaggio inquietante, leggibile come un messaggio di morte.

Il quarto dei sei passaggi dei mezzi di A2A in poche centinaia di metri dopo che avevo commentato su internet dei rapporti tra massoni, spazzini e concorsi universitari (2):

Il quinto passaggio:

La fetenzia è invece aumentata nelle situazioni non facilmente tracciabili. Zaffate maleodoranti dai camion rifiuti A2A sporchi lanciati oltre i limiti di velocità. 40 giorni sui 40 di permanenza in Calabria con feci di cane sulle soglie di entrambe le porte di casa, la principale e quella su una via interna, unico tra i vicini e con gli spazzini del comune che al solito hanno cura di lasciarla dov’è. All’aggiunta alle feci di copie di un ritaglio sulla sponsorizzazione del prefetto di Cosenza e di altre autorità locali di manovre, spacciate per filantropia e includenti lo sfruttamento dei carcerati, a favore della frode dello screening col PSA, è seguita, dopo episodi di minacce, una riduzione, ma non sparizione, delle deiezioni canine. Nei supermarket fanno le pulizie del pavimento mentre compro frutta e verdura. Con secchi di acqua lurida abbandonati in corrispondenza del banco dal quale ho preso la merce le volte precedenti. La moglie del maresciallo della base NATO continua a spazzarmi sulla testa e sbattere zerbini dal pianerottolo superiore mentre salgo le scale.

I magistrati si guadagnano lo stipendio permettendo che l’alternativa per me sia tra l’essere dichiarato paranoico o accettare passivamente tecniche di degrado simili a quelle che Gramsci ricevette dai suoi compagni di partito in carcere.

Il giorno prima della spazzatrice quirinalizia i media hanno riportato che il procuratore aggiunto di Brescia Sandro Raimondi ha testimoniato davanti alla commissione parlamentare sulle attività illeciti connesse al traffico di rifiuti che “Brescia è la nuova Terra dei Fuochi” (3). In effetti anche a Brescia opera la raffineria giudiziaria che separa, distillandole, le due componenti: il contrasto all’inquinamento e l’allarme per la salute. L’inquinamento illecito dovrebbe essere prevenuto, stroncandolo sul nascere, e represso energicamente, come fattore di degrado e come reato di pericolo. L’allarme non dovrebbe essere eccessivo, al di là dei fatti e con l’invenzione di meccanismi di cancerogenesi lampo e indipendenti da livello e natura dell’esposizione; né con scenari apocalittici. Rispettando il dovere di informare correttamente si eviterebbe l’effetto di spinta del pubblico verso il corrotto sistema di creazione e cattura di pazienti per l’industria; e l’alimentazione del circolo vizioso paura-sovradiagnosi-incremento di incidenza (4).

Una volta separate, le due componenti vengono trattate in maniera opposta. Opposta tra loro e opposta a ciò che dovrebbe essere. Il contrasto reale all’inquinamento è fiacco; nessuna prevenzione, tanto bau bau ma sostanziale impunità. Mentre l’allarme sugli effetti cancerogeni sulla popolazione viene gonfiato a dismisura, in modo da favorire il business delle bonifiche e quello dell’industria medica. Magistrati a giornalisti fanno da battitori, spingendo la selvaggina nelle fauci dell’industria medica (4) e stendendo un tappeto rosso al business delle bonifiche. L’omissione di variabile nel modello, la variabile degli effetti perversi degli allarmi esagerati e falsi, non è colposa: il contrasto efficiente e implacabile è quello verso chi svela lo schema. A2A, riporta la stampa, sarebbe indagata. Ma guardie e ladri si trovano d’accordo nel colpire e screditare chi mette a rischio il falso modello, generatore di profitti, che insieme rappresentano.

Pochi giorni prima uno studio ha mostrato che l’EMA approva antitumorali, costosissimi, privi di prove valide di efficacia (5). Una truffa dalle dimensioni finanziarie ed etiche astronomiche. Per la candidatura di Milano a nuova sede dell’EMA, un sistema regolatore definito “broken” (6), parola che significa sia guasto, sia fallito, sia domato, addomesticato, in pratica un sistema di controllo sulla medicina corrotto, la Lombardia può offrire, a protezione delle frodi farmaceutiche, una solida rete di criminalità istituzionale. Una rete dedicata e di comprovata esperienza.

La comparazione con la “Terra dei Fuochi” è pienamente giustificata. Per ragioni diverse da quelle ufficiali. Dovrebbe anzi essere sviluppata. Non stupirebbe se i dati mostrassero che la quantità assoluta di inquinamento da discariche fosse superiore che al Sud, in un’area industrializzata e di pochi scrupoli come il bresciano. Al Sud e al Nord l’allarme continuato sulle terre che bruciano sta producendo falsi pazienti per false cure; sta producendo carne da cannone per le frodi omicide avallate dall’EMA che si consumano all’interno della Poliambulanza e in tanti altri ospedali. E i cancri falsi rendono più di quelli veri, perché il paziente sopravvive, e quindi gli si possono applicare più cure, vantandosi al contempo di averlo salvato. I borsaioli, e i mafiosi della puncitina esibiti per coprire questi affari, sono poveri dilettanti al confronto. Il sistema mafia-antimafia opera in Lombardia e in Campania, e c’è coordinazione tra i due. Il livello di lerciume bresciano non è inferiore a quello del casertano o della Calabria. E’ solo più paludato e protetto.

1. Blog de il Fatto. Commento al post “Mattarella: “La toga non è un abito di scena. Il magistrato non sia guidato da opinioni personali” ” . In: La medicina sotto la presidenza Mattarella 10 ottobre 2017.

2. Blog de Il Fatto. Commento al post di E. Rosso “Concorsi truccati, ‘si premiano i burocrati e non gli intellettuali’. Firmato Piero Villaggio”. In: Brescia non solo bombe 3 ottobre 2017.

3. Petenzi W et al. Il procuratore Raimondi choc: “Brescia  la nuova Terra dei Fuochi”. Corriere della Sera 10 ott 2017.

4. ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato. La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

5. Nelson R. Most New Cancer Drugs Don’t Improve Survival or QoL. Medscape, 5 ott 2017. Davis C et al. Availability of evidence of benefits on overall survival and quality of life of cancer drugs approved by European Medicines Agency: retrospective cohort study of drug approvals 2009-13. BMJ, 2017. 5 Ott 2017.

6. Prasad V. Do cancer drugs improve survival or quality of life? BMJ, 5 ott 2017.

7. La questua delle multinazionali

SecchioSimply

Supermercato Simply (sponsor di Telethon (7)) Via S. Zeno, Brescia. Banco delle susine, 4 ottobre 2017, ore 15:57.

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23 ottobre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccinazioni, Mattarella: “Non possiamo accettare che credenze anti-scientifiche ostacolino azioni preventive””

Non possiamo permettere che credenze antiscientifiche soffochino la buona medicina. Si sottovaluta quanto le frodi della medicina ufficiale si basino su credenze irrazionali; non meno della ciarlataneria tradizionale alle quali vengono paragonate per farle sembrare oneste. Es. di come le “azioni preventive” per il cancro portino a false diagnosi e a miglioramenti falsi, tanto da essere più dannose che utili, sfruttando bias insidiosi che sfuggono agli stessi addetti* (anche perché rendono soldi agli addetti).

O di come molti antitumorali approvati dall’EMA non abbiano evidenza di efficacia, a parte il costo esorbitante**. La credenza che la scienza sofisticata che li genera non possa essere che onesta è protetta in Italia da una rete di criminalità istituzionale che ha diverse affinità con quella della Sicilia di Bernardo Mattarella. E che è quanto di meglio i governanti possono offrire per la candidatura a nuova sede dell’EMA.

Idolatrando la scienza, mentre dopo decenni di trionfalismi la sopravvivenza per il cancro del polmone non è aumentata abbiamo permesso lo sviluppo di un’oncologia che genera profitti usurai curando falsi cancri con falsi farmaci. Tra le credenze irrazionali perniciose va contata quella che accetta grandi truffe se sono avallate da alte cariche.

*Is Earlier Diagnosis Really Better? The Misleading Effects of Lead Time and Length Biases. AJR, 1990. 155: 625. ** Most New Cancer Drugs Don’t Improve Survival or QoL. Medscape, 5 ott 2017.

@ bobovitz. Si parlava della difesa dei cittadini da credenze antiscientifiche in medicina secondo il capo dello Stato, Mattarella; e, dal terzo paragrafo, di cancro: “Parlando poi della ricerca contro il cancro Mattarella ha ricordato…”. Sei tu che stai confondendo tra il “claim” ritagliato ad hoc per la campagna pubblicitaria del singolo prodotto, ciò che usano i piazzisti, e i princìpi, che hanno valenza generale e sono ciò di cui dovrebbero parlare i presidenti della Repubblica.

@ Più che antiscientifica, direi fraudolenta. Quale “scienziato” te lo ha detto che sostanze pericolose si possono immettere – sistematicamente – in commercio come farmaci sulla base di “risultati sperati”? Purtroppo questo delirio diviene regola data la prostituzione di chi occupa le istituzioni. I farmaci antitumorali che Milano agogna di timbrare come validi, con un costo medio annuo a paziente superiore ai 100000 euro, che non allungano la vita e a volte ne peggiorano la qualità, hanno dato i risultati sperati: il risultato di intascare facilmente e impunemente montagne di denaro vendendo speranza a chi è disperato. La scientificità dell’oncologia si trova nel marketing, nelle tecniche di management e finanziarie, nella metodologia per gabbare il prossimo. Non nella biologia molecolare, epidemiologia, etc. Un esempio tra i tanti: la recente ammissione della non affidabilità degli attuali test di significatività statistica. Un articolo tra tanti, ieri, 23 ottobre 2017: “So Much Care It Hurts: Unneeded Treatment Only Adds to Patients’ Ills”, Medscape. Su come la condizione di malato di cancro viene aggravata da sovratrattamenti. La crisi etica della ricerca e della pratica biomedica è negata solo da sprovveduti e disonesti. Per apprezzare quanto essa sia profonda bisogna conoscere dall’interno l’aspetto tecnico. Ma anche gli arroganti avvocati e claqueur della “scientificità” – leggi “sacralità” – dell’oncologia danno l’idea di una brutta combriccola.

Pensiero lento e pensiero veloce alla Poliambulanza

Nuovo commento alle esternazioni di Mattarella (1). Il giorno dopo, il 24 ottobre 2017, mentre sto passando dalla Poliambulanza esce un’auto. Il guidatore invece di guardare davanti e sulla strada guarda a lato e in alto, come “ a rimirar stormi di uccelli neri”. Così mi viene addosso, e inchioda a pochi centimetri da me. Un classico. Questa estate, il 28 luglio, subito dopo avere messo l’articolo sul prefetto di Cosenza Tomao accanto ai depositi fisso di feci davanti alle porte di casa (v.sopra) mi è piombata addosso, poco dopo essere uscito di casa, una Golf (targa OG002TJ), che ha inchiodato all’ultimo. Dentro c’erano due pompieri in divisa. Giustificazione per avere sterzato improvvisamente puntandomi: volevano evitare l’autobus di linea, che a passo d’uomo stava ripartendo, in salita, dalla fermata.

Ho detto al guidatore della Poliambulanza che deve guardare avanti. Mi ha risposto che sono io che “devo stare attento”. La ripetizione incessante di questi episodi ha una certa valenza intimidatoria, derisoria e di provocazione; ma la sua efficacia principale è quella di stalking, del costringere appunto a non potere passeggiare liberamente, pensando, ma a dovere stare sempre allerta. Spiega il Nobel Kahneman: “It is normally easy and actually quite pleasant to walk and think at the same time, but at the extremes these activities appear to compete for the limited resources of System 2.” […] “The often-used phrase “pay attention” is apt: you dispose of a limited budget of attention that you can allocate to activities, and if you try to go beyond your budget, you will fail. […] You could not compute the product of 17 × 24 while making a left turn into dense traffic, and you certainly should not try. (Da: “Thinking, fast and slow”, 2011).

Per Kahneman vi sono due sistemi di pensiero, che tendono ad escludersi mutualmente. Il Sistema 1 è veloce, istintivo ed emotivo. Il Sistema 2 è lento e logico. Molti giudizi errati, molte fallacie cognitive provengono dal sistema 1. La Poliambulanza produce lucrose credenze del sistema 1 e sopprime la critica del sistema 2. All’interno, nell’angolo dove per me c’è la polvere sollevata dalle spazzatrici del Comune, il centro di ricerca “Suor Eugenia Menni” pesta l’acqua nel mortaio della rigenerazione degli organi con “staminali”. Un concetto che suona semplice e accattivante al pubblico (sistema 1) ma è improbabile sul piano biologico (2) (sistema 2). Una favola ammaliante per vendere acqua di Lourdes; potenziata dalla truffa Stamina, un altro servizio sporco di Brescia ai poteri forti (2). L’ospedale è tenuto dalle “Suore Ancelle” ed è legato all’università Cattolica. Dopo avere avversato la scienza quando era mezzo di emancipazione umana, ora che la scienza è divenuta strumento di irrazionalità, inganno e sfruttamento, il clero è diventato scientista. Potendo portare in dote il suo plurisecolare know-how manipolatorio. Inclusa l’arte di scambiare di credibilità disonesti e onesti. Nella sua opera di propaganda del falso e di soppressione della critica la Poliambulanza può contare sullo Stato rappresentato da Mattarella. La sua ricercatrice sulle staminali, Ornella Parolini, quest’anno è stata premiata dalla Camera dei deputati. Il critico che sta fuori, già ridotto a una figura marginale e negativa, deve invece impiegare le sue capacità mentali al non farsi investire dalle auto; grazie alla logistica e alla impunità fornita dalla dinastia di galantuomini e gentildonne che a Brescia si “guadagnano” lo stipendio che ricevono per tutelare la legalità permettendo che sia tolto a una persona un diritto tanto basilare quanto quello di potere camminare liberamente.

Prefetto: Annunziato Vardè.
Sindaco: Emilio del Bono.
Procuratore della Repubblica: Tommaso Buonanno.

1 Blog de Il Fatto. Commento al post “Vaccinazioni, Mattarella: “Non possiamo accettare che credenze anti-scientifiche ostacolino azioni preventive””. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella 10 ottobre 2017.

2 Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale

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21 novembre 2017

Blog de il Fatto

Commento al post “Ema, il direttore Guido Rasi: “Milano molto preparata ma Amsterdam era preferita dai dipendenti” “

Converrebbe, per la propria salute, avere presente che l’assegnazione della nuova sede riguarda interessi, ambienti, equilibri, dispute e personaggi di varia nazionalità piuttosto lontani dal caso di Lise Meitner che superò Enrico Fermi correggendone l’interpretazione degli esperimenti. “As an example, the EMA’s director, Guido Rasi, has brought in a number of people from the drug company Sigma Tau that include Stefano Marino, his head of legal affairs. Rasi has worked with this company for many years and apparently owns several patents together with the company (15).” Commento sulla segretezza e altri atti contro il pubblico interesse e sui conflitti di interesse nell’EMA. Da: Complaint to the European Medicines Agency (EMA) over maladministration at the EMA. Cochrane Nordic, 26 maggio 2016. (La Sigma Tau è stata fondata e diretta da Cavazza, presidente di Farmindustria, che disse di avere pagato De Lorenzo, Donat Cattin, Poggiolini per avere l’approvazione di farmaci).

@ MatFis. Era una litote, un eufemismo e un’ironia. Il prendere letteralmente le figure retoriche non è buon segno. Ho voluto evitare di fare il paragone pesante della competizione tra “Cobra” Cavataio e “i viddani”; ma non si possono evitare i pedanti e simili. Ora invece di parlare delle reali finalità dell’EMA, degli effetti negativi sui malati* e dell’incontro tra le note pratiche illecite italiane e le note pratiche illecite internazionali sull’approvazione dei farmaci lei si può dilungare sulle guerre di mafia.

*Davis C et al. Availability of evidence of benefits on overall survival and quality of life of cancer drugs approved by European Medicines Agency: retrospective cohort study of drug approvals 2009-13. BMJ, 2017. 359:j4530. Conclusions: This systematic evaluation of oncology approvals by the EMA in 2009-13 shows that most drugs entered the market without evidence of benefit on survival or quality of life. At a minimum of 3.3 years after market entry, there was still no conclusive evidence that these drugs either extended or improved life for most cancer indications. When there were survival gains over existing treatment options or placebo, they were often marginal.

Censurato. @ MatFis. Ha ragione. Non posso che arrendermi. Cedo davanti alla minaccia credibile di ricevere un’altra scarica di anagoge brematurata. Mormoro sommessamente che la prova per sfinimento viene usata anche nel malaffare farmaceutico.

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28 novembre 2017

Blog de il Fatto

Commento al post “Grande Fratello Vip, il ministro Lorenzin: “Malgioglio testimonial per campagna sul melanoma””

Il melanoma vero, tumore molto aggressivo, non è “dovuto ai nei”. Malgioglio parla del melanoma commerciale, un falso tumore ottenuto disinformando, e sfruttando con campagne di marketing le paure degli ipocondriaci che possono essere sensibili a figure come la sua. La conseguenza della disinformazione e propaganda su nei e melanoma è stata una epidemia di diagnosi di melanoma, senza miglioramenti nella mortalità. Si muore come prima, per il melanoma vero, e si sono moltiplicati i malati, trasformando in malati di cancro persone sane, per fare soldi. Uno studio sulle infermiere americane ha mostrato che con la storia che il melanoma “si combatte con la prevenzione” (Lorenzin) il rapporto diagnosi di melanoma-in-situ/diagnosi di melanoma invasivo è aumentato di 12 volte in 30 anni, e oggi si è invertito. E’ invertito anche il profilo epidemiologico per età. Se con la “prevenzione” si intercettassero lesioni pre-maligne, ci si dovrebbe aspettare che questi cancri “presi in tempo” vengano diagnosticati in persone più giovani di quelle alle quali viene diagnosticato il melanoma invasivo. Invece dallo studio si è visto che le diagnosi di lesione in situ erano su soggetti più anziani di quelli con il melanoma invasivo. E’ invertito anche il ruolo del ministro della “salute”, che invece di tutelare la salute fa ingannare e inganna i cittadini a danno della salute.

@ enzolabarbera 1938@libero.it. Il discorso sulla “prevenzione” dei tumori tramite screening e monitoraggio, che riguarda frequenze di casi in una popolazione, è diverso da quello sui casi singoli. Né tanto meno si possono discutere casi singoli su un blog. Ma quello che riferisci non è affatto in contraddizione con quanto scrivo, né col sistema commerciale del quale la “prevenzione” del melanoma è uno degli aspetti.

@ otra vez. Lo dicono in molti che c’è un’epidemia di sovradiagnosi di melanoma. Es., dopo averlo mostrato in uno studio, Welsh, che riporta anche il parere di un dermatologo onesto all’obiezione che l’escissione “prudenziale”- in realtà, estrema – abbia conseguenze lievi: “He pointed out that sometimes the surgery is more major, particularly on the face, and involves skin grafts and flaps. And he reminded me that the subsequent surveillance, looking for a second melanoma in patients who have already had one, makes some patients extremely anxious.”. Inoltre studi mostrano che la diagnosi dello spettro diagnostico tra displasia moderata e invasività precoce non è né riproducibile né accurata. Dalle fisime alla Malgioglio si può finire a ricevere senza motivo terapie pesanti; e costose. Si riporta che sovratrattamenti da comparaggio sono “rife” (comuni, diffusi). La libertà di sottrazione di denaro pubblico istituita con diagnosi di comodo non toglie soli “100 euro”. Ignorare e tacere i danni della sovradiagnosi è una pratica non onesta. “Complottista”, nel gergo della mala “alta”, è la qualifica per chi denunci gli affari dei “ricchi che rubano” (Travaglio). Sostenere che chi argomenta critiche alla dottrina ufficiale mette a rischio la salute dei pazienti – un argomento non scientifico ma religioso per il Nobel Mullis – è tentare di ricattare minacciando di calunniare. Tra i doveri della medicina c’è quello del contrastare la costante tendenza a interventi non validi.

@ otra vez. Creano una frana e la chiamano roccia. E vi costruiscono sopra: si stanno sviluppando test genetici per “predire” le metastasi da melanoma, e quindi “prevenirle” trattando le già dubbie “lesioni” precoci con la pesante immunoterapia (Gerami). In altri paesi si rendono noti inefficacia e danni degli screening. In Italia il pubblico non ne deve essere informato, ma deve essere bombardato, anche tramite lo Stato, da messaggi falsi. Possono parlare di cancro i Malgioglio, che raggiungono il genere di persone vulnerabili ai messaggi dei personaggi da rotocalco; e le corporazioni professionali, che decidono in flagrante conflitto di interesse cosa il pubblico deve sapere. Al contrario penso che la medicina debba non essere propagandata, come avviene, tramite ditte di PR; che il pubblico non vada ingannato “per il suo bene” fingendo di “educarlo”; né facendogli credere che – caveat emptor – può decidere da sé. La medicina dovrebbe essere un rimedio, o un sostegno, sicuro, per chi è davvero malato, non una macchina per creare falsi malati e renderli malati veri. Una “comunità scientifica” che ricorre a mezzi miserabili e criminali per reprimere il dissenso interno si qualifica come associazione dedita a schemi truffaldini che aumentano il carico di malattia. Il ministero dovrebbe controllare l’andamento corretto della medicina, invece di farsi dettare il disciplinare del vino dal bettoliere; e invece di occuparsi del marketing di frodi mediche istituzionalizzate.

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8 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Lorenzin se la fa e se la ride, irresistibile col giornalista: “Secondo voi la Nutella è di destra o di sinistra? E il bombolone?”

Il giornalista sembra uno che chieda a un partecipante ad un’ammucchiata quanto conta il sentimento nel sesso. Invece di agitare il moribondo cliché “destra/sinistra” che serve a fare scambiare per delle divise militari le livree gallonate indossate dai politici, avrebbe potuto chiedere del progetto sull’Alzheimer supportato dal ministero occupato dalla Lorenzin: le risorse per gli anziani affetti da demenza senile, per gli anziani che usciti di casa non trovano la strada del ritorno, che non riconoscono i familiari e perdono le feci, tolte all’assistenza e alle famiglie e regalate al business biomedico con un progetto di “prevenzione” basato su fantascientifici biomarker e farmaci che non solo non esistono, ma il cui ottenimento è implausibile, le “speranze” smentite da decenni di ricerca vana, anche perché male impostata, come sta riconoscendo perfino la ricerca ufficiale. L’hanno chiamato, notare quello che in tecnica pubblicitaria è detto “naming”, progetto “Interceptor”. Uno schema Ponzi, una frode di Stato sulla salute, a favore di privati. Altro che “riformismo” e “è di centrodestra o di centrosinistra?”.

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7 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, bimba di 4 anni muore di otite: “Era stata respinta da due ospedali” “

Il messaggio è tonante: dietro alla comune otite c’è un mostro che può uccidere il bambino; l’otite media quindi esige work-up diagnostico e terapia aggressivi. Non viene detto che i mostri sono due, e disposti a tenaglia. Oltre a Scilla, le rare complicazioni di una patologia quasi sempre benigna, c’è Cariddi, gli effetti iatrogeni degli esami e delle terapie. Gli antibiotici hanno scarsa efficacia sulle otiti, e possono fare aumentare le ricorrenze. Il dubbio qui seminato di un ascesso cerebellare trascurato porta alla TAC, che soprattutto nei bambini può causare cancro del cervello e leucemia*, con una probabilità come minimo paragonabile a quella delle complicazioni gravi nelle otiti. La buona medicina pilota il bambino nello specchio di mare, non così stretto, tra i due mostri. Quella cattiva fa rotta a casaccio. La medicina commerciale grida a Scilla per spingere il bambino verso Cariddi, sulla cui presenza tace. Questa vaga e anomala scare story viene da Brescia, città dove i magistrati vanno troppo d’accordo coi medici, e coinvolge la Poliambulanza, ospedale di suore fortemente orientato alla medicina commerciale; tra gli amplificatori, un parroco e la ministra Lorenzin. C’è di che raccomandare ai genitori doppia cautela, data la disseminazione di messaggi parziali, distorti, ingannevoli e pericolosi.

*The use of computed tomography in pediatrics and the associated radiation exposure and estimated cancer risk. JAMA Pediatr 10 giu 2013.

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9 aprile 2018, ore 15:02. Un’inquilina sente il bisogno di spazzare le scale condominiali sovrastanti l’atrio proprio mentre entro con la spesa. Succede sempre; anche dopo che a mie lettere di protesta all’amministratore le pulizie sono state affidate a una ditta esterna. Una catena di molestie incessante e asfissiante. Entrato in casa, su RAI 1 una presentatrice, un avvocato e un attore commentano il caso della bambina a Brescia, stigmatizzando il non dare gli antibiotici e non fare la TAC ai bambini con l’otite. Citano a sostegno Ricciardi, direttore dell’ISS. Sostengono che i genitori dovrebbero a loro giudizio chedere la TAC all’ospedale, e che se la chiedono i medici commettono un abuso passibile di procedimento giudiziario negandola. Sono queste informazioni perniciose al pubblico, questo sobillare, il vero delitto, di gran lunga il principale e il più grave, se non l’unico.

L’inquilina lavora come inserviente nella vicina Poliambulanza (v. sopra). E’ una figura repellente; ma, col suo modo di acquisire meriti buttando sporcizia dall’alto addosso a un medico quando rientra con la spesa nell’edificio dove abita, è una gran signora paragonata ai magistrati, medici, preti, prefetti, sindaci e assessori, ufficiali dei CC, funzionari di polizia, etc. che i meriti li acquisiscono accoppiando a operazioni come questa della criminale diseducazione del pubblico, e dell’intimidazione dei medici sull’otite, la relativa repressione nei miei confronti. Mi chiedo se la ricompensa l’avranno subito, o dopo che verrà registrato l’incremento che stanno così producendo del consumo di antibiotici per otite, e quindi l’incremento di casi di otite, di complicanze, e di lucrosi cancri del cervello e del midollo osseo in bambini. Oppure metà subito e metà a risultato ottenuto.

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16 aprle 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mattarella ricorda Ruffilli ucciso dalle Br: “Suoi insegnamenti? Pluralismo, riforme e capacità di adeguarsi ai mutamenti””

Giorgio Galli, consulente della commissione stragi, ha scritto che l’assassinio di Ruffilli presumibilmente fu un messaggio a De Mita e Gava: “E non si tratta di ammonirli a non intraprendere chissà quale improbabile cambiamento nel sistema politico, che non hanno nessuna intenzione di avviare: si tratta di fargli capire che non debbono modificare in nulla i rapporti tra quel sistema politico e i protagonisti della trattativa per Cirillo; camorra e servizi segreti debbono conservare le prerogative acquisite, in quella e in altre occasioni.” (Piombo Rosso, 2004).

Di persone che, vivendo in saloni dorati, o sedendo su comodi scranni, indossando la divisa, la toga, fasce tricolori etc. , si accalcano per adeguarsi ai voleri dei poteri forti ce ne sono già anche troppe; nel mondo attuale il compito di chi occupa le istituzioni dovrebbe piuttosto essere quello di custodire i punti fermi, gli standard, venendo meno i quali, osservò Ortega Y Gasset, si scivola nella barbarie.

19 aprile 2018

Il 17 aprile 2018, un’ora dopo la pubblicazione del commento su Mattarella e Ruffilli, spazzatrice, non in funzione, all’entrata del negozio dove compro alimenti; insieme a una Panda della ASL. Di fronte all’Esselunga della Volta. Nel 2007 scrissi a Gratteri che le Gazzelle e Pantere delle quali in tv lamentava la carenza in Calabria poteva ottenerle da Brescia, dove venivano usate per fare la comparsa ogni volta che andavo a fare la spesa nell’Esselunga. (Anni dopo, Caprotti mise un ex vicecomandante dell’arma dei CC, Gualdi, nel cda); il risultato fu la moltiplicazione dei mezzi di varie polizie quando andavo a fare la spesa e l’aggiunta di plateali spintonamenti di commesse e magazzinieri entrato in Esselunga.

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Entrato nel negozio di alimentari, commessa in funzione, con una scopa: mi spazza davanti ai piedi, poi posa la ramazza, mi serve il pane che chiedo e pesa i pomodori. All’uscita “Falcon” (1) cioè Audi e CC davanti alla chiesa della parrocchia “SS. Pietro e Paolo” quando ci passo davanti.

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Il giorno dopo, 18 aprile, 9:30 circa, spazzatrice in azione, stavolta non sulla pista ciclabile, davanti al pronto soccorso della Poliambulanza. Il conducente ghigna e ride. E’ associata a un’auto dei CC, che poi fatta un’inversione a U ritorna, ed entra nel pronto soccorso, incrociandosi con un’ambulanza che mi si pianta davanti. Che una spazzatrice debba ostacolare il traffico intorno a un ospedale, incluso l’ingresso del pronto soccorso, in piena mattinata, mostra il tipico uso clericale del “sacro”, dell’intoccabile, come scudo a scopi abietti, qui per usarlo come luogo di gogna. 100 metri più giù, al capolinea, invece della solita pernacchia del bus sfreccia auto della ditta “Wash Dog”.

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E’ il primo commento su Mattarella dopo che, alle elezioni politiche del 4 marzo, ho inviato la scheda elettorale anziché alla presidenza della repubblica come faccio dal 2000, alla Corte costituzionale, dato questo costume di fare seguire passaggi di spazzatrici ai miei commenti su Mattarella (2). Due ore dopo avere spedito il plico tramite le Poste, la stessa Poste Italiane, che omette di farmi avere le ric. di ritorno se scrivo a qualche Procura, e ha avuto parte non secondaria nelle trame ai miei danni di CC e Ordine dei medici, fa suonare al campanello: “Pansera ti lascio un pacchettino”. E’ un libro, che non ho mai chiesto e non conoscevo: “Managing radical change” di JH Want. All’interno, nel titolo della sezione dedicata alla medicina, il motto massonico e dei servizi “Creating order out of chaos”. Nel pomeriggio ricevo un “Elia Valori”; così chiamo, dal nome del supermassone già presidente di Autostrade, le frequenti molestie tramite i caselli dell’autostrada. Al casello in uscita di Seriate la sbarra non si alza: non avrei versato 20 centesimi su 3.20 euro. Dico al citofono che li ho versati. L’addetto mi dice di spingere con la mano nella vaschetta. La macchina mi concede che ho versato 3.10, ed emette un ticket per omesso pagamento di 10 centesimi, che diverrà una multa della Stradale, è scritto, se non lo pago. Al ritorno, casello Brescia centro, esce in sincronia con me una pattuglia della Stradale, che mi scorta, fermandosi quando la palazzina dove abito è in vista. A capo della Stradale Minniti ha messo uno degli eroi del G8 (3).

Il 7 marzo mi chiama al citofono un corriere – altro mezzo di molestie – e quando scendo davanti al cancello passa in sincronia perfetta una spazzatrice; in azione nonostante piova da giorni. Passerà sotto casa delle sperduta stradina di periferia diverse volte nei prossimi giorni, arrivando da una strada sterrata, piena di pozzanghere, non segnata sullo stradario. Le spazzatrici “extra Mattarella” che da anni non c’erano, tornano e diventano ossessive. Il 4 aprile incontro “al bacio” con spazzatrice al lavoro sotto la pioggia davanti alla Poliambulanza, statua di don Pilzoni. Minuti dopo, grosso camion spazzatrice fermo davanti al bancomat BNL (banca che è un’altra componente della rete piduista che si occupa della mia epurazione) parte quando arrivo, e mi ripassa davanti minuti dopo, avendo fatto un inversione a U, quando esco dalla banca, dopo che il Bancomat, per la terza volta consecutiva, non mi ha versato i soldi, avendo smesso di funzionare proprio quando, fatta la fila, è arrivato il mio turno.

Un’altra minaccia pecuniaria c’era stata il 19 marzo. Nella cassetta delle lettere una notifica, da ritirare al Comune – Piazza Loggia – di una cartella dell’Ag. delle entrate per 4300 euro. Poco prima di entrare in casa e trovarla, sfilata di una pattuglia della GdF. GdF ne vedo di rado; la precedente era stata il 7 febbraio. Un’altra la incrocerò il 12 aprile, lungo la Pusterla, di ritorno dal CAF CISL dove la mia compagna aveva fatto compilare il 730. Oltre alla GdF, il 19 marzo molestie ostentate e grevi della polizia municipale, e degli altri attori usuali. La cartella riguarda l’Unico 2014, per il quale l’Agenzia nell’ottobre 2017 mi aveva scritto che la dichiarazione era stata controllata ed era regolare; dopo avermi tenuto in sospeso per 18 mesi con una contestazione infondata, e avermi costretto a versarle centinaia di euro extra non dovuti, e non recuperati dal commercialista. E dopo che alla fine avevo scritto della “pedagogia mafiosa” dell’Agenzia al commercialista. Il commercialista mi dice che la cartella che riapre le contestazioni sulla stessa dichiarazione è dovuta ad un altro errore interno dell’Agenzia. Dice che risolverà in pochi giorni, ma a oggi, dopo un mese, non l’ha fatto; analogamente a quanto è avvenuto con la contestazione abusiva precedente.

L’Ag. delle entrate e la Gdf stanno facendo un servizio completo (4). Così protetta, la laboriosità di questa città può esprimersi al meglio (5). Dando i risultati prefissati (6), benedetti dai preti come frutto della Provvidenza e del duro lavoro che li vede in prima linea.

Il British Medical Journal riporta di procedure disciplinari ingiuste nei confronti di medici del sistema sanitario UK (7). Il NHS sta venendo trasformato dai politici nel braccio operativo del business medico e delle sue frodi; necessita quindi di quella che l’articolo del BMJ chiama “culture of fear in healthcare” . Ciò nella nazione considerata la culla della democrazia moderna. Figuriamoci cosa può succedere in un posto di ruffiani e mafiosicchi come questo.

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19 marzo 2018, un minuto prima di trovare nella cassetta delle lettere l’avviso della cartella dell’Ag. delle entrate a funzione pedagogica.

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“La mafia nel bresciano” Servizio di Teletutto, 16 aprile 2018.

1 Commento al video messaggio “Tremolada: “Nella Pasqua scaturisce la speranza. Il vescovo Pierantonio augura una buona Pasqua ai bresciani”. Youtube 1 aprile 2018. In: Brescia non solo bombe
2 ‘Sacchi di sterco e calze di seta. Restituzione del documento elettorale alla Corte costituzionale invece che a Sergio Mattarella per le elezioni politiche del marzo 2018’. Lettera racc. a componenti Corte costituzionale. 2 marzo 2018.
3 Blog de Il Fatto. Commento al post di M. Portanuova ““La mafia dopo le stragi”? E’ ritornata borghese. In un libro gli scenari del dopo Riina” “ 31 marzo 2018. In: I professionisti della metamafia
4 Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte
5 Blog de Il Fatto. Commento al post “Brescia, bimba di 4 anni muore di otite: “Era stata respinta da due ospedali” “7 aprile 2018. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella, v. sopra.
6 Cuppini L. In quali casi l’otite può avere conseguenze fatali? Corsera, 6 aprile 2018. Trebeschi M. Bimba morta, al pronto soccorso è psicosi per i piccoli con l’otite. Corsera, 10 aprile 2018.
7 Dyer C. Hospital doctors face unfair disciplinary procedures, says defence organization. BMJ, 6 aprile 2018.

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22 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di T. Mackison “Quirinale, con 765 dipendenti doppia la Casa Bianca. Funzionari del Colle prendono più dei consiglieri di Trump”

Chi opera per il bene della nazione andrebbe ben ricompensato. Senza però ubriacarlo di soldi; come invece avviene per il pletorico personale dei sacri palazzi, il cui vero datore di lavoro non è il popolo, che paga stipendi sontuosi per attività che vanno spesso a suo danno. Oggi 21 aprile, “Giornata della salute della donna”, Mattarella ha auspicato più “prevenzione”; cioè l’estensione degli screening, pratiche che nelle nazioni più ricche e progredite si vuole ridurre, dato che non abbassano la mortalità globale e aumentano il carico di malattia, e sottraggono fondi per l’assistenza medica utile; arricchendo privati. Un intervento del Quirinale contro il popolo e i valori costituzionali interno alla ‘trattativa Stato-Big Pharma’, nella quale nessun magistrato ficca il naso, se non per favorirla.

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19 maggio 2018

Gli orologi a carillon del capitalismo mafioso

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Primavera 2016. La mia dichiarazione dei redditi non viene presentata in tempo dal commercialista: a poche ore dalla scadenza gli è pervenuta una contestazione dal’Ag. delle entrate sulla dichiarazione sull’Unico da lui compilato nel 2014; una cosa così leggera non ha ritenuto di avvisarmi dell’omessa dichiarazione, darmi copia della contestazione, spiegarmi di che si tratta. Lo contatto; mi dice che risolverà in qualche giorno. Il contenzioso, che mi obbliga a pagamenti oltre il dovuto, che non saranno restituiti, prosegue invece fino all’autunno del 2017, quando l’Ag. mi scrive che hanno verificato e la dichiarazione contestata era regolare.

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Nel marzo del 2018 c’è una intensificazione delle attività di stalking e mobbing istituzionali, in particolare da CC, PS e Comune di Brescia; che mi attendevo, per esperienza, come risposta alla mia lettera di accompagnamento alla restituzione alla Corte costituzionale della scheda elettorale per le politiche del 4 marzo 2018 (v. sopra). Il 19 marzo 2018, introdotta nei minuti precedenti da una raffica di molestie e villanie dei vari soggetti che si occupano di questo, e dall’apparizione, invece rara, della GdF (v. sopra), ricevo una notifica che mi impone di pagare altre 4133 euro di imposte, sanzioni e interessi sulla stessa dichiarazione. Niente motivazioni. La richiesta parte dallo stesso ufficio che l’ha dichiarata corretta dopo avere trascinato una contestazione di sapore pretestuoso per un anno e mezzo. Anche al commercialista a quanto sembra cinque stagioni non sono bastate per dirimere e risolvere.

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Avviso il giorno stesso il commercialista, che mi risponde che è “un errore di allineamento tra gli uffici di Brescia e Venezia”, e che lui lo risolverà in pochi giorni. Nonostante le sollecitazioni, e il comunicargli il fumus persecutionis, con allegata la segnalazione dei moventi, i 60 giorni di tempo vengono lasciati scorrere, fino a quando il 14 maggio compare di nuovo un’auto della GDF; anzi stavolta due insieme, una prima e una dopo l’attraversamento dell’incrocio deputato a questi incontri (1).

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Nel pomeriggio il commercialista mi chiama al telefono e mi dice che si è trattato di un suo errore, e bisogna pagare. E un professionista esperto e serio: basti pensare che è consulente del tribunale di Brescia. E’ la prima volta che gli succede, mi dice; gli rispondo che quelli che dal punto di vista dei numerosi soggetti terzi convolti in situazioni anomale a mio danno sono casi unici – li chiamo col termine filologico “hapax” – sono invece per me che li subisco un evento comune. Si offre di rimborsarmi la quota costituita dalla sanzione. Non sono in grado di seguire, tanto meno sulla base delle informazioni scarne e generiche che ho, il garbuglio creato sulla elementare dichiarazione delle imposte relativa alla mia semplice e incerta condizione economica (stravolta e semidistrutta, tramite le istituzioni, in modo da massimizzare vulnerabilità a molestie e ricatti; il mio reddito annuo è più basso e più precario della media locale). Ma è evidente, dato il doppio messaggio e la apparente negligenza cronica e invincibile da parte dell’Ag. delle Entrate nei mei confronti, che questo salasso a goccia lenta dovrebbe essere il risultato di errori multipli e congiunti del commercialista e dei dipendenti del ministro Padoan. In una composizione così ordinata che ricorda due ruote dentate che si ingranano. Le ruote del movimento di un orologio a carillon, vista la puntuale comparsa delle pattuglie della Gdf.

A proposito delle attenzioni della GdF verso chi attenta alle Entrate, in particolare alle entrate gigantesche e indebite di multinazionali farmaceutiche e alta finanza tramite il prelievo fiscale (2), quando ho incrociato le due auto della GdF stavo andando a pagare un’altra tassa, il bollo dell’auto. In banca, la Banca Intesa di G. Bazoli, il cassiere mi detto che non potevo pagarlo perché i dati “sono incongruenti rispetto all’archivio tributario”. Gentilissimo, ha ruotato il suo monitor per farmelo leggere. Mi ha detto di rivolgermi all’ACI. Ho tentato di evitarlo, pagando col Bancoposta online da casa. Ma anche lì è apparsa la scritta “BAB677. Dati assenti o insufficienti. Rivolgiti ad una delegazione ACI”. Così ho dovuto pagare il bollo all’ACI, dove mi hanno concesso di pagare la tassa e la commissione, rimuovendo il blocco, che mi hanno detto essere dovuto a un disguido nell’aggiornamento del database. Volevo evitare l’ACI di Brescia perché nel 2016 nel rinnovarmi la patente di guida mi ha dato una patente dove la mia faccia è cancellata. Nonostante avessi portato foto chiare, fatte da chi di mestiere scatta foto per carte d’identità accanto all’anagrafe, il volto è stato sostituito da una silhouette nerastra, irriconoscibile. Io la chiamo “patente massonica”, non nel senso di tessera di affiliazione, ma di sfregio di stampo massonico.

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Chiesi all’addetto ACI quanto è frequente che l’ACI consegni patenti dopo avere alterato la foto, così da non permettere di riconoscere i tratti somatici del titolare. Mi rispose che per lui era la prima volta. Un altro hapax. Scrissi al Prefetto, Valenti, e al presidente dell’ACI Brescia, Vittorini, chiedendo mi fosse scambiata la patente alterata con una patente normale, conforme alle foto che avevo consegnato all’ACI. Ma mi è stato solo offerto per telefono di eseguire la pratica per duplicato da patente smarrita, che avrebbe comportato la trasmissione della pratica ad uffici romani, e mi avrebbe lasciato senza patente per due mesi; e senza garanzie di altri problemi, che so per esperienza avere carattere subentrante, una volta cominciati. Come confermato da quanto avvenuto oggi, a distanza di tempo, in un mirabile carillon a orologeria. Il dirigente della Motorizzazione civile di Brescia ha svicolato, scrivendomi in risposta di avere verificato che l’ACI stava già “rinnovando” la patente; che era falso. Ho ritenuto sconsigliabile appellarmi al ministro dei trasporti, l’endocrinologo Graziano “Cutro” Del Rio. Così ho ancora la patente massonica, che il cordialissimo l’impiegato di Banca Intesa mi ha chiesto di mostragli, non essendogli bastata la tessera sanitaria come documento di identificazione.

L’avv. Vittorini, rotariano, già socio di Martinazzoli, difensore dei familiari delle vittime della strage del 1974 (di cui parlo nella lettera alla Corte Costituzionale), coinvolto in intrighi “non proprio edificanti” (3), non è un timido. Nel 2017 è intervenuto nel processo sull’omicidio di Lidia Macchi, partecipando alla levata di scudi ciellina a difesa dell’imputato; sostenendo di conoscere l’autore della lettera-confessione, ma di non potere rivelarne il nome. I magistrati non gli hanno creduto. In campo medico, la magistratura, almeno quella che come lui elegge a inno il “Flauto magico” di Mozart, sta dalla sua stessa parte, nell’uso selvaggio del diritto per creare dal nulla realtà di comodo, fasulle e perverse; usando alti principi giuridici ed etici per operazioni speculative turpi (4), e reprimendo le voci di denuncia.

Il messaggio appare essere quello di rappresaglia e intimidazione. Una esibizione guappa del loro potere di fare, disfare e rifare, colpendomi quando e come vogliono. E’ anche una provocazione finalizzata al discredito, perché chi ha architettato questo imbroglio potendo contare sulla protezione di una magistratura pavida e corrotta avrebbe buon gioco nel pescare dalla caciara e dipingere una mia protesta come evidenza di insofferenza alla legge e ribellione ai doveri del cittadino; o come le false percezioni di un disturbato. E’ anche uno di quegli episodi che a intervalli tengono alta, dandole impulso, la condizione di sfiducia e allarme nella quale si vuole io rimanga.

Da anni sostengo che la mafia e la lotta alla mafia siano anche un alibi e una copertura (5). La mafia di cosca appare essere parte integrante di un sistema più ampio, che nasconde col suo ingombro. La sua enfatizzazione permette di occultare il peso determinante delle burocrazie dello Stato in quello che è stato definito “capitalismo mafioso” (6). Oltre a collaborarvi, e a ricevere appoggio esterno, la mafia fornisce un appoggio esterno alle reti di tipo massonico del mondo legale e istituzionale, a partire da quelle clericali, come quelle che si occupano di me, costituendo, grazie alla lotta più gridata che effettiva alla mafia, uno standard negativo, che favorisce la mimetizzazione e accettazione delle reti mafioidi dei notabili e delle istituzioni. Operazioni illecite, a favore di grandi interessi illeciti di dimensioni pecuniarie maggiori di diversi ordini di grandezza a quelle di cui si legge sui giornali, sono condotte, spesso con modalità mafiose, alle spalle della lotta perenne ai mafiosi.

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1 “Checkpoint Calipari”, su Viale Duca degli Abruzzi. Lo chiamo così perché luogo di puntuali incontri con auto di forze di polizia, dai tempi dell’abbandono di Nicola Calipari alla punizione USA per non essere stato servo come i suoi colleghi; e perché per anni vi ha sventolato, a filo strada, una bandiera italiana, attaccata al recinto di un bar.

2 Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte

3 Martini D. Mille Miglia, assist di Franceschini salva Aci Brescia. Che ha ceduto il marchio a Chopard con contratto segreto. Il Fatto, 27 Gen 2016.

4 Anche il CSM interviene su Alfie

5 I professionisti della metamafia

6 Badiale M. Bontempelli M. Un saggio su fascismo e antifascismo. Reperibile su internet.

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20 giugno 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Giornata mondiale rifugiato, Mattarella: ‘Italia contribuisce a dovere accoglienza. Ue unita gestisca l’emergenza’ “

Questo spalancare le porte ai più bramosi è il contrario del soccorrere oppressi, profughi e perseguitati. L’esortare a subire un grave sopruso presentandolo come un dovere richiama la peggiore Sicilia, e la peggiore Italia.

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27 giugno 2018. Ieri ho trascitto sul mio sito il commento di cui sopra su Mattarella. Ore 8:45. Spazzatrice A2A sgattaiola a checkpoint Calipari.

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Due minuti dopo, poco oltre checkpoint Calipari, furgoncino nettezza urbana A2A mi punta sterzando senza necessità e mi sfiora.

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I due simboli sul pulmino trasporto disabili di “Casaindustria” passato pochi secondi dopo il furgoncino, mentre prendevo nota.

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Carlo Cottarelli, sodale del presidente di A2A prof. Giovanni Valotti, che è ordinario alla Bocconi. Entrambi già consulenti dello Stato sui nuovi compiti delle amministrazioni pubbliche. Cottarelli è emissario del FMI. Sul ruolo del FMI nel condizionare l’ltalia v. es. Di Cesare I. ‘Sulle recenti richieste all’Italia da parte del FMI’ Appello al popolo, 1 aprile 2018. Sul condizionamento del FMI della medicina come settore economico, e sul suo ruolo propulsore dell’emigrazione dall’Africa, v. es. Stefanini A. ‘Salute e mercato’ Editrice missionaria, 1997. Cottarelli, incaricato da Mattarella di formare il governo, ha tenuto a fare sapere che si è preparato per l’alto compito mettendo “due libri in valigia”. Dati questi sistemi di tutela della medicina fraudolenta neoliberista, tramite l’uso postribolare di amministrazioni pubbliche e partnership col privato più fetide degli automezzi del prof. Valotti, sospetto che in realtà si trattasse di due numeri della rivista ‘Quattroruote’.

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25 luglio 2018

Commento al post

MattarellaAntirazzista

“Abbiamo la lode degli stranieri e talvolta noi di autoflagelliamo, invece. No, il nostro popolo non è superiore agli altri popoli, ma non è neppure inferiore agli altri popoli.“ Pertini, messaggio di fine anno 1981. Mi sembrarono parole virili, conformi all’alta carica, allora; e ancor più oggi, rispetto a questo non perdere occasione per insinuare che sia razzismo non accettare supinamente di subire quelle che – duole ripetere le espressioni di Salvini – sono spesso forme di parassitismo obbligato. Le leggi razziali non furono la formalizzazione di un perverso sentimento popolare di odio. Non siamo terra di pogrom, per fortuna. La colpa, pure grave, degli italiani fu di acconsentire a un’infamia in obbedienza al potere. Lo stesso vizio che oggi, mutati i poteri e capovolti i loro ordini, porta a tutti i livelli, dal galoppino in cerca di sistemazione a chi in questo modo viene posto a occupare le più alte cariche, al victim blaming delle accuse di razzismo.

@ Orso in piedi. (risposta a un commento apparso dopo l’aspersione della torta, v. sotto).

Se è per questo siamo anche il paese dove la chiesa fino al 1830 teneva una cerimonia in Campidoglio con calcio nel sedere agli ebrei. E dove ora che gli ebrei sono potenti si fa a gara, preti per primi e politici appresso, a ostendere loro il deretano. O ad accorrere in loro soccorso, come fai tu. Siamo il paese dove il clero insegna l’ignoranza. Nelle sue diramazioni, come la partigianeria, quella che esibisci con vanto, non concependo che le proprie posizioni possano convergere, con motivazioni diverse, con quelle – non necessariamente sincere – di una parte politica nella quale non ci si riconosce e che non è amica. Siamo il paese dove le persone, tenute a bagno sia nell’arretratezza morale sia nel senso di colpa, vengono flagellate e esortate ad autoflagellarsi, come fanno i preti e come fa il democristiano Mattarella, perché accettino ingiustizie e degrado a espiazione dei peccati. Soprattutto di quelli immaginari, e di quelli del clero e della classe dirigente addossati alla gente comune, v. trattamento storico ebrei; meno per quelli veri, e ancor meno se utili alla classe parassitaria.

Maestri pasticcieri

TortaCiuaua

26 luglio 2018. Ieri, immediatamente dopo il commento su Mattarella, è comparsa, dopo 26 giorni a Spezzano della Sila, la Panda della polizia Comunale, e oggi mi tafana di continuo, ovunque vada. Compro una torta per l’onomastico della mia compagna nella migliore pasticceria di Spezzano, un locale con preziosi intarsi di legno sul pavimento e ai tavolini. La commessa la posa sul banco. Uno dei proprietari passa uno straccio sul banco, arriva alla torta, che è ancora da incartare, solleva lo straccio dei pochi centimetri necessari a sormontarla, la scavalca a raso con il panno bagnato e sporco, riappoggia lo straccio e prosegue la pulizia sul resto del banco. A osservare la scena un noto guappetto attaccabrighe locale, che è arrivato davanti alla pasticceria in perfetto sincronismo con me e mi scippa il parcheggio tagliandomi la strada col suo grosso SUV (uno di quelli coreani, che costano quanto un’utilitaria). E’ venuto a fare colazione, senza pagare. Si muove velocemente da una parte all’altra del locale, incluso il laboratorio. Ordina con voce stentorea la scelta dei pasticcini, dopo avere oltrepassato il banco e essersi messo sulla pedana dell’esercente. Sembra una scena di un film del mafioso che riscuote il pizzo e mostra agli avventori che il locale è sotto la sua protezione. All’uscita bacio di una Panda dei CC forestali.

L’episodio è conforme col principio piduista per il quale se critico Mattarella devo ricevere qualche forma fisica di sporcizia (v. precedenti in La medicina sotto la presidenza Mattarella). Col principio mafioso che se mostro il marcio delle istituzioni, es. dicendo della doppiezza mafia-antimafia (v. commento del 21 luglio in I professionisti della metamafia), devo ricevere una dose supplementare di ciò che denuncio. E col principio della stessa natura degli altri due che se svelo le frodi mediche e le loro complicità istituzionali (Il ‘Decoy effect’ e ‘l’Effetto Rasputin’ nelle frodi mediche) deve arrivare certa la rappresaglia.

E’ possibile che il pasticciere calabrese abbia ricevuto istruzioni, perché questa tipologia dell’esercente che sente il bisogno improrogabile di passare uno straccio umidiccio proprio mentre serve il cliente, coinvolgendolo fisicamente nello sporco, la ricordo bene per averla già ricevuta a Brescia in un diverso genere di negozio. Il binomio CC-pasticceria ha dei precedenti. L’estate dell’anno prima, nell’agosto 2017, nell’altra rinomata pasticceria del posto, a Casole Bruzio. All’entrata bacio di auto pattuglia CC rosso-blu. Dentro cocktail, con il proprietario di una gentilezza esagerata. All’uscita bacio della stessa auto pattuglia dei CC. Meno di un’ora dopo, singola scarica di dissenteria con le caratteristiche degli effetti di un lassativo. Il generale Lusi era appena passato da comandante regionale dei CC per la Calabria a capo dei NAS, che sulla carta combatterebbero le sofisticazioni alimentari.

Ha un precedente personale anche la collaborazione CC-mafiosi in Calabria: quando ricevetti una email da un condannato per ndrangheta, mai visto, che aveva commentato sui miei interventi in un sito di un magistrato, “Uguale per tutti”. L’email, beffarda, mostrava di sapere, non potendo normalmente saperlo, dove mi trovavo e cosa facevo, raccolta degli olivi a Lamezia (v. email di Bartolo Iamonte del 29 ott 2013, in La convergenza di mafia e antimafia. Pizzo mafioso e pizzo di Stato). Lo stesso giorno, le consuete molestie stradali dei CC.

Non credo che gli amanti della cannabis (commento del 21 luglio. In La piaga del sessantottismo) abbiano davvero da temere dall’apparato di repressione giudiziaria; a partire dai CC, che non mi sembrano cambiati dai tempi della loro obbedienza ai superiori USA con l’operazione Bluemoon. Difendono il loro bisinisse della coltivazione della mafia con l’antimafia e della lotta al traffico di droga alla “Bolla di componenda”, ma dietro a questo paravento sono i primi a collaborare con ordini criminali superiori. I tipi umani che facevano i delatori degli ebrei sotto l’occupazione nazista oggi si danno alla protezione delle grandi frodi mediche. Le pratiche di continuo contatto con l’immondo vorrebbero umiliare, ma aumentano il senso di schifo per il materiale umano. Quanto alle varie ritorsioni e intimidazioni, rispetto a ciò che stanno facendo quelli coi vari galloni istituzionali il balordo col SUV low-cost giganteggia come una limpida figura di galantuomo.

Prefetto: Galeone
Comandante provinciale CC: Sutera
Procuratore: Spagnuolo
Dda: Gratteri
Sindaco: Monaco
Vescovo: Nolè

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4 agosto 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post ““Attacchi troll” contro Mattarella, la procura di Roma aprirà un fascicolo: indagherà l’antiterrorismo”

Magari si scrollassero di dosso almeno uno dei contendenti per i quali l’Italia è campo di battaglia e terra da spartirsi. Ma il carattere è questo, da Carlo VIII al dopo Yalta e a oggi, di servire sia Franza che Spagna. Credo, per esperienza personale, che la levata di scudi per Mattarella sia un po’ come Gladio: la scusa delle orde cosacche per facilitare alle teste di legno volute dai cow-boy di servire anche come tirapiedi per il controllo dei locali. Commettendo tramite i poteri dello Stato abusi, tradimenti e reati, che la magistratura con la sua azione a ‘diavoletto di Maxwell’ lascia passare, quando non vi collabora attivamente. Quelli che si mettono al servizio di qualunque potenza straniera sono persone che valgono poco, e che fanno la scelta di vita consona alla loro natura vile. Con la difesa limitata al non si sa quanto reale pericolo Putin, molti di loro invece di riconoscersi come dei miserabili che vendono il loro Paese potranno dire di essere patrioti.

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27 agosto 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Nave Diciotti, il presidente dell’Aifa Stefano Vella: “Mio governo ha negato cure, dovevo dimettermi””

Vella è un grand commis di quella medicina industriale che, obbedendo a logiche di profitto, sovratratta quando non ce n’è bisogno e trascura chi è malato davvero*. Molti interventi medici proposti assiduamente non sono necessari, e sono dannosi; mentre quando si avrebbe bisogno di assistenza e cure mediche si deve bussare col cappello in mano per ricevere trattamenti spesso inadeguati. Le omesse cure della medicina commerciale non scuotono Vella; che inoltre commette sul piano medico lo stesso errore etico del confondere tra individuo e popolazione. Curare i singoli è cosa diversa dal tutelare la salute della popolazione; come aiutare i derelitti del mondo è molto diverso dall’esasperare il caso, microscopico rispetto al totale, selezionato dai media per ragioni politiche. Si potrebbe chiamarlo l’errore della gattara, che stravede per i suoi micini e ignora il resto del mondo. Speriamo che chi gli succederà sia invece adeguato a compiti di sanità pubblica.

Tra i vari moventi del plateale sbocco di indignazione probabilmente c’è anche l’aiuto all’espansione del business medico con l’immissione degli immigrati nel pool di pazienti. Lo stracciarsi le vesti per gli imbarcati oltre alla violenza nei nostri confronti dell’immigrazione forzosa copre anche la violenza nei confronti degli stranieri della medicalizzazione distorta e a fini di lucro.

*McCartney M. The patient paradox. Why sexed up medicine is bad for your health. Pinter Martin 2012.

@ Danilo Fiore. E’ come dire che Peppino Impastato lavorava per Totò Riina, siccome attaccava Badalamenti del quale Riina era nemico.

@ Danilo Fiore.Le sue sgangherate associazioni mentali proseguono la sparata di Vella sulle asserite mancate cure mediche agli stranieri della Diciotti. Non sappiamo come avrebbe commentato Impastato (ma sappiamo da che parte stanno, sempre, le varie bande e cordate più o meno mafiose e le torme di quaquaraquà mafioidi). Di sicuro non in termini di poltrone come fa lei. Spirito libero, non è scontato che avrebbe mangiato la polpetta, per tanti così appetitosa, del sessantottismo: servire i disegni eversivi del potere passando per combattenti antisistema. Negli anni ‘70 qualcuno fece carriera con le radio libere; ricordo un insopportabile Rutelli. Qualche altro vi perse la vita. Impastato parlava di sua iniziativa e contro le consegne del potere di ciò che aveva davanti, che vedeva e poteva toccare, ed è stato ucciso per questo. Voi, arrivato dall’alto l’input con la confezione di slogan già pronti, galoppate liberi nel campo dell’onirico; servite il potere con proclami, come questo squallidotto di Vella, che hanno la coerenza meramente logica associata a infondatezza e a implausibilità umana tipica dei sogni; e volete pure la medaglia.

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Vedi anche:

La polarizzazione gesuitica

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

I tamburi della paura

La medicina difensiva come scusa e come illecito

Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale

Preghiere esaudite. Le cure compassionevoli nella medicina usuraia

22 luglio 2017

scialuppa_n_6_portsideNaufragio della Costa Concordia. Gli effetti dell’ammainare una lancia di salvataggio con procedura accelerata per salvare vite più in fretta.

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Si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte. (Santa Teresa d’Avila)

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Just as consent is no justification for the torture, is no justification for improper research. […] Medicine, however, is currently faced with the ideology of marketplace, which puts profit-making as its highest priority. […] Research must always be identified as research and its purpose (to gain generalizable knowledge) always spelled out and differentiated from medical treatment designed only to benefit the patient. Patients should always continue to be patients, even if they also volunteer to serve as research subjects. […] Researchers who feel subjects have “nothing to lose” by participating should be disqualified from doing research on them because they are not able to protect the dignity and welfare of their prospective research subjects with this attitude. […] To help expose the new market ideology of experimentation, the researcher should be required to disclose any and all financial incentives. (GJ Annas. Questing for grails: duplicity, betrayal and self-deception in postmodern medical research. Journal of Contemporary Health Law and Policy, 1996. 12: 297)

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Regulation: Sell help not hope. (P. Bianco, D. Sipp. Nature, 2014. 510: 336)

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The vote came after a daylong session punctuated by emotional pleas from dozens of parents and their children, some of whom appeared in wheelchairs, to describe how the Sarepta drug, called eteplirsen, made a substantial difference in clinical trials. (E. Silverman. FDA votes against Sarepta’s drug for Duchenne muscular dystrophy. Stat, 25 aprile 2016)

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Dr. Ellis Unger, acting director of the FDA’s Office of Drug Evaluation, wrote over the summer that Sarepta’s drug is “essentially a scientifically elegant placebo.” Approving it, he said, would “send the signal that political pressure and even intimidation – not science – guides FDA decisions. (D. Garde. Stat, 19 settembre 2016)

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Sarepta’s stock closed near a record high Tuesday, up nearly 14 percent to $55.73 a day after the Food and Drug Administration issued its surprise approval of the company’s experimental drug for Duchenne muscular dystrophy. (R. Weisman. Reborn with its Duchenne drug, Sarepta sees its stock soar 14%. The Boston Globe, 20 settembre 2016)

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Sarepta is charging about $300,000, on a net annual basis, for its drug, although the cost could rise, depending upon the weight of the patient. (M. Conroy. Anthem declines to cover Sarepta drug for Duchenne, citing doubts over data. Pharmalot, 7 ottobre 2017)

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… such outcomes can be misleading in very small, poorly controlled, or unblinded studies that do not account for the placebo effect. Similarly, the voices of patients advocates should be made known, but many such groups are financially supported by drug manufacturers to help advance their goals (8). Even in the absence of such support, popular opinion can be shaped by uncritical enthusiasm by patients and their families, or by unbalanced reports from the manufacturer. (A. Kessekheim, J. Avorn. Approving a problematic muscular dystrophy drug. Implications for FDA policy. JAMA, published online October 24 2016)

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…for given health problems, the most promising lines of research are often neglected because they are not profitable enough. […] Private investors are mainly interested in health research that contributes to the development of products that can be sold with a large profit margin. (J De Winter. The distorted research agenda in the health sciences … Philosophy of science, 2008. 75: 123)

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If your hernia operation gets cancelled in the UK, the US health system is probably to blame. (Buying pricey drugs harms more UK lives than it saves. New Scientist, 19 febbraio 2015)

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3 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, Papa Francesco: “Rispettare il desiderio dei genitori”. La Cei: “Gemelli e Bambin Gesù pronte ad accoglierlo” “

Come distinguere tra accanimento terapeutico e difesa della vita? E’ un dilemma serio, che cela un terzo elemento piuttosto basso: l’appello al rigore etico, alla compassione, ai sentimenti, alla speranza, per vendere cure costosissime ma inefficaci. Le malattie rare, per le quali sono previsti criteri di approvazione particolarmente lassi e incentivi economici per i produttori, costituiscono uno stratagemma per vendere farmaci di non provata efficacia a prezzi stratosferici. L’escamotage si può estendere, come già mostrano alcuni casi, anche ai farmaci per malattie comuni, che possono essere rese “rare”, es. con lo splitting nosografico tramite i biomarker della cosiddetta “medicina di precisione”. I bambini sofferenti servono da grimaldello emotivo; anche a costo di danneggiare i malati, dato che si trascurano sia l’assistenza possibile, per destinare fondi ai “superfarmaci”, sia la ricerca autentica, che richiede molto tempo, al contrario delle operazioni speculative a breve termine di lancio di lucrosi falsi miracoli. Sono le malattie rare, il loro status etico che va privilegiato per poter vendere acqua di Lourdes a 300000 €/anno per singolo bambino (il caso dell’etplirsen per la distrofia di Duchenne), il vero soggetto di questo caso di etica propagandistica. Il clero recita la sua parte nella disputa opponendosi ai laici che mostrano al pubblico di voler “scartare” i bambini difettosi; ma i due sono compari.

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4 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, anche Trump con i genitori: “Se possiamo aiutarlo, come Regno Unito e Papa Francesco, saremmo felici di farlo” “

Trump interviene su un caso estero senza speranza, come il marito che picchia la moglie e fa il galante fuori dati i problemi domestici USA di assistenza sanitaria. Bergoglio, che potrebbe mostrare come l’antropologia cristiana offra qualcosa di utile in questi casi con l’accettazione della condizione umana e della morte, spinge a una sorta di delirio di onnipotenza terapeutica. La contraddizione si risolve se si considera che i casi pietosi, gli appelli etici, le pose altruistiche, sono parte integrante e necessaria, sono pietra angolare, dello schema del business delle malattie rare, volto a fare profitti con farmaci non efficaci. La plausibilità biologica e le evidenze di efficacia sono sostituite dal mostrare bambini malati e strimpellare chitarronate, vedi Telethon. “It’s the money, stupid”: la pietà, alti principi, sottili distinguo bioetici, sono come le lacrime e le accalorate discussioni tra gli spot nei programmi di Barbara D’Urso.

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6 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Patitucci “Charlie Gard, cos’è la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale e perché non c’è cura”

Nella medicina commerciale il terreno viene preparato col marketing, che è un fattore fondamentale nella comprensione di tante notizie mediche. Es. l’operazione mediatico-giudiziaria Stamina. La figura del bambino condannato e quella dei genitori disperati che vogliono cure sono un elemento costitutivo del pacchetto delle malattie rare, dove i farmaci, costosissimi, non hanno altrimenti la forza di reggersi sulle proprie gambe, cioè su una reale efficacia. Questo appare il motivo per il quale il clero, che partecipa al business della medicina e in questo papato fa il team player in grandi operazioni di marketing, dice di voler muovere mari e monti per un singolo caso. Mentre non parla degli abusi di eutanasia di massa che si sono verificati proprio in Inghilterra, tuona per cure mediche a oltranza su di un bambino già ridotto a un preparato di laboratorio. La presa di posizione ricorda una manifestazione della distrofia di Duchenne, un’altra malattia rara: la pseudoipertrofia, dove i polpacci assumono un aspetto atletico, erculeo, ma le fibre muscolari sono atrofiche e l’ingrossamento è dovuto a tessuto sostitutivo fibroadiposo. Nella pseudoipertrofia etica la muscolosità ostentata nasconde sfaceli morali, che aggravano le tristi storie che vengono sventolate per fare soldi.

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7 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, la madre: “Una chance su dieci di salvarlo”. Columbia University: “Disponibile farmaco sperimentale” “

I tentativi terapeutici irrazionali, senza basi oneste di plausibilità e scavalcando i controlli appropriati, non sono un “tentare non nuoce”. La compassione viene suscitata ad arte nel pubblico per il più cinico dei calcoli: l’ondata emotiva serve da vettore per l’introduzione di farmaci inefficaci e costosissimi, come mostrano casi precedenti. esibire bambini morenti, sostenere che la scelta di cure improbabili spetterebbe ai genitori, è nel protocollo di marketing per vendere prodotti fasulli per malattie rare. Un regalo di denaro pubblico agli investitori, che si traduce in scoperture dell’assistenza agli altri malati; un allontanarsi di cure efficaci per i bambini affetti, difficilmente ottenibili, ma di sicuro non ottenibili se non con una sperimentazione seria. Un appalto simoniaco del magistero religioso, che viene distorto a fini di marketing culturale, per iniettare l’idea fanatica del farmaco come speranza comunque lecita. L’idea che favorisce l’immissione crescente di farmaci non ben testati, con i pazienti come cavie. Smuove gli animi la mamma che chiede che si faccia comunque un tentativo. Meglio rileggere il passo della madre che nei Promessi Sposi resiste al turpe monatto che vuole toglierle dalle braccia Cecilia, la figlioletta morta; e poi, asciugate eventuali lacrime, considerare che invece questa è una triste farsa, funzionale a truffe di alto livello e di dimensioni colossali.

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8 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, ospedale chiede nuova udienza ad Alta Corte dopo offerte trattamenti sperimentali: “Giusto tentare” “

Con questo voltafaccia da copione i medici inglesi staccano la spina che non deve mai essere staccata, quella della tutela della dignità e del benessere del paziente; e mettono quel che resta del bambino nella gabbia dei porcellini d’India per un trattamento senza capo né coda. Ciò per favorire la deregulation dei farmaci, che permetta di vendere qualsiasi intruglio appiccicando alla bottiglietta l’etichetta “scientifico”, e facendo credere che diventarne cavia è una fortuna che giustifica prezzi a sei cifre.

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8 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, ospedale chiede nuova udienza. Genitori: “Soddisfatti, ora può avere la sua chance” “

Un uso magico della “scienza” in medicina, a danno del bambino e degli altri malati e a favore dei profitti della City e del Vaticano. Il piccolo Charlie ha già catalizzato un miracolo: ha riportato gli inglesi, altezzosi verso i “papisti”, a credenze che, avvolte in paludamenti alti, sono quelle senza tempo descritte da De Martino in “Sud e magia”. Lord e baronetti si uniscono ai cardinali sotto l’unico vero Dio: i soldi.

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19 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, la Camera Usa approva un emendamento per concedergli la cittadinanza. Ora il testo passa in Aula”

“With all due respect, this committee and this Congress jump when the drug industry says “jump”; it rushes to pass legislation when the drug industry wants it to pass legislation”. (Representative Sherrod Brown, D-Ohio). Ora deve passare il principio che si possono introdurre farmaci non adeguatamente verificati col semplice pretesto delle motivazioni “compassionevoli”. Non importa se le cure utili non vengono assicurate, se la “financial toxicity” delle cure porta al fallimento anche famiglie che possono permettersi l’assicurazione sanitaria. Se ci si accanisce sui morenti pur di inscenare “sperimentazioni” . Né se l’introduzione di prodotti “innovativi”, inefficaci e costosissimi, toglie cure utili alla popolazione: “If your hernia operation gets cancelled in the UK, the US health system is probably to blame.” (Buying pricey drugs harms more UK lives than it saves. New Scientist, 19 febbraio 2015). In USA si sta introducendo allo scopo la legge “Right to try”. Scimmiottata in Italia dai ragionamenti giuridici coi quali la nostra magistratura ha partorito un grottesco “diritto alla speranza” quando bisognava dare il via libera a Stamina. Per non parlare dell’ansia che pervade le nostre autorità sanitarie di liberare anche in campo medico gli spiriti animali del capitalismo, e che pervade quelli che si sono nominati nostre guide spirituali sostenendo di essere umili portavoce della Parola di Dio.

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29 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. A. Grana “Il volto caritatevole del Bambin Gesù di Roma è quello del piccolo Charlie”

Nel 2012 in Inghilterra alcuni medici denunciarono che il Liverpool Care Pathway, un protocollo per il trattamento di fine vita accreditato come “best practice”, che porta a morte in media in 29 ore, veniva applicato anche a malati anziani curabili, come mezzo di eutanasia di massa per liberare posti letto e ridurre la spesa sanitaria. Gli ospedali ricevevano incentivi economici per raggiungere elevati livelli di applicazione del protocollo; alcuni hanno incassato mezzo milione di sterline. Su questo il clero, che a chiacchiere difende la vita, è stato omertoso. Ma non c’è contraddizione col caso Charlie Gard (i cui genitori sono stati assistiti da un avvocato pro-eutanasia) se si considera che ciò che il clero vuole è esercitare un controllo sul vivere e sul morire. Pretesa che combacia con un criterio liberista essenzialmente zootecnico: si abbattono i capi che non rendono; o al contrario li si ingozza di medicine, come le oche con le zampe inchiodate per il foie gras, quando è questa la convenienza. Charlie Gard è servito per una spietata propaganda pro cure “compassionevoli” e quindi a controlli ridotti, cioè costosissime e inefficaci, per le malattie rare. Un’operazione fraudolenta colossale, che vede l’Italia, come per i vaccini, in prima fila.

Del resto, la chiesa ha combattuto la scienza quando questa contribuiva all’emancipazione materiale e morale dell’umanità. Se ne fa alfiere oggi, quando viene prostituita a strumento fraudolento di profitto.

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10 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Sla, la storia di Dario Del Fabro: “Questo sarà il mio ultimo Natale. Un giudice mi ha negato le cure sperimentali””

E’ nell’interesse dei malati che cure e sperimentazione siano tenute il più possibile separate e distinte. Nella cura si bada solo al vantaggio per il malato, e quindi non lo si usa come cavia. Nella sperimentazione si punta alla solidità dei risultati, anche, entro certi limiti, a scapito del soggetto, che entrando in una sperimentazione accetta di sacrificarsi per la collettività. In viscide forme ibride cura-ricerca le ditte “prod [pungolano] desperate patients”* a chiedere loro prodotti, in genere costosissimi, che non hanno i numeri per dimostrarsi efficaci in una sperimentazione adeguata, facendo intravedere la possibilità di miracolo e predicando il diritto a tentarlo. L’avidità imprenditoriale fa leva sulla sofferenza per scippare, con la scusa della “compassione”, l’approvazione di farmaci non validi. Così facendo le ditte possono arricchirsi illecitamente e alla svelta. A danno dei malati; quelli che usano al momento come pedine; quelli che riceveranno, a caro prezzo, cure che non funzionano; gli affetti da altre malattie, che vedranno le risorse pubbliche per l’assistenza medica tolte per finanziare le frodi; e i malati futuri, perché così si abbattono le possibilità – già tenui nel caso di patologie gravi come quella della SLA – di ottenere a lungo termine cure valide tramite una ricerca scientifica onesta.

*What’s driving the massive social media campaign for Genervon’s ALS drug? Fiercebiotech, 14 gen 2016.

@ naitsaB. Nel caso in questione la sostituzione dell’evidenza scientifica con l’aizzare i blogger è stata così estrema (v. citaz.) che il caso dovrebbe essere esaminato sotto il profilo della frode, e i magistrati delle 6 sentenze che gli hanno dato il via libera, e i giornalisti che parlano di “medicina di ultima generazione” appaiono censurabili.

Ci troviamo tutti nella condizione di degrado verso la morte; ma normalmente per alcuni decenni il calo è così lento che non ce ne accorgiamo. Negli sfortunati affetti da malattie come la SLA – e nei tanti che hanno una malattia grave comune, es. un cancro avanzato – la discesa verso la morte, accelerata, viene percepita di continuo; e questo è uno dei fattori che le rende crudeli. Ma non ci sono salvati. E’ illusorio, è un meccanismo di difesa chiedere “per chi suona la campana”.

Prega tu di non finire, quando verrà il tuo turno, nelle grinfie di chi usa i malati gravi come scudo umano, perché alle sofferenze della malattia ti verranno aggiunte quelle dello sciacallaggio.

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23 maggio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Ruccia “5s-Lega, Travaglio: “Conte? Chiarisca suo curriculum. Vedo molti cani da riporto trasformarsi in cani da guardia””

Ieri 22 maggio 2018 il Congresso USA ha approvato la legge “Right to try” voluta da Trump, contro il parere – fondato, anche se sua volta non disinteressato – delle società scientifiche; variante del “diritto alla libertà di cura” del quale Giuseppe Conte è paladino. Il “diritto a tentare”, è stato osservato, “esporrà pazienti vulnerabili al rischio di seri danni, incluso il morire prima e in maniera più dolorosa” (M.A. Carome, Public Citizen). Frenerà anche la ricerca di cure efficaci, sviluppate con criteri scientifici, o meno antiscientifici, a danno dei futuri pazienti. Mentre favorirà indebitamente il business. Il cambio di vocazione evidenziato da Travaglio è reciprocante: è vero che i cani da riporto ora fanno i cani da guardia. Ma quelli che si presentano come cani da guardia rivelano inquietanti congruenze con i soliti Melampo, il cane da guardia che nel libro di Collodi era d’accordo con le faine.

@ flamenco. L’angoscia per familiari malati la conosciamo tutti. Anche la pulsione a tentarle tutte è un pensiero domestico, familiare a tutti noi. Oggi però, nel terzo millennio, le conoscenze acquisite mostrano che legalizzando i tentativi disperati si crea una situazione che chiamo di “efficienze divergenti”: diminuisce l’efficienza delle cure e del trovare cure più efficaci, e aumenta l’efficienza economica, il profitto. Un affossare sempre più nella condizione di ‘vinti’ i malati, e incamerare sempre più soldi dall’altro lato. La via relativamente più efficace, e quindi la più etica, è quella razionale, anti-istintiva, non quella emotiva, che viene sollecitata ad arte e infiorettata da speculatori senza cuore.

Il problema oggi è se i governanti rappresentano il popolo o il potere. Si può fare a meno di valutare la buona fede di un candidato alla guida del paese. Lasciando ciò al frate confessore. Al cittadino è sufficiente il fenomeno, cioè l’aderenza di fatto del candidato a potenti ideologismi (appoggiati anche con mezzi criminali, posso dire) a vantaggio del potere e a danno del popolo.

Il “diritto a tentare”, argomento che fu di Berlusconi, è un pessimo affare anche in campo politico. Come in medicina, dovrebbe piuttosto vigere lo “aviation model”. Le cure e il governo del Paese dovrebbero avere garanzie tendenti a quelle che si hanno salendo su un aereo che non cadrà, e non essere esperimenti sulla pelle della popolazione.

@ elpolloloco91. Legga meglio, ho scritto che è paladino della libertà di cura. Come è chiaro dall’averla portata ad argomento nel perorare un’istanza che andava a favore di un “diritto” a che i contribuenti finanzino le truffe mediche più volgari. Dall’essersi speso nella creazione di strutture di sostegno e propaganda a favore di questo “diritto”. E dal fatto che, cattedratico, ha portato argomentazioni giuridiche a sostegno; assai deludenti. Come del resto tanti magistrati, ha ritagliato un facile caso iperuranio ignorando incredibilmente di stare ricalcando un argomento capzioso, a favore di colossali interessi illeciti del mondo terreno della malattia e dell’economia; di stare cucendo una veste giuridica, perché abbiano forza di legge, su slogan probabilmente usciti dalle grandi agenzie di public relation.

 

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v. anche: La questua delle multinazionali

 

 

 

 

La libertà di cura libertà che opprime

12 luglio 2017

Tra il forte e il debole, tra il ricco e il povero, tra il padrone e il servitore è la libertà che opprime, è la legge che affranca“.

Rousseau e Lacordaire. Citato da don Milani.

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9 luglio 2017

Blog de il Fatto

Commento al post “Vaccini obbligatori, la marea arancione dei 10mila a Pesaro contro il decreto Lorenzin: “Free-vax, liberi di decidere”

Bene, ma chi ha preparato la padella ha allestito anche la brace. La libertà di scelta è dannosa per il paziente, ed è gradita al business, non meno delle cure obbligatorie. La “libertà di cura”, la “scelta”, sono un caposaldo ideologico della medicina liberista; del “pensiero unico” medico voluto delle stesse “multinazionali” (Fusaro, San Raffaele) che hanno ottenuto a loro vantaggio le vaccinazioni obbligatorie (Burioni, San Raffaele). La “libera scelta” porta alla medicina come bene di consumo, al marketing diretto, alla deregolamentazione; che hanno provocato e provocano disastri medici, come mostra il caso USA. Occorre chiedere – dandosi governanti onesti e capaci – che lo Stato controlli la medicina in modo che il cittadino possa affidarsi ad essa senza diffidenza, oggi giustificata; chiedere che lo Stato le impedisca di vendere cure non necessarie diffondendo false informazioni, mentre oggi è complice; chiedere che le indicazioni e gli interventi medici coincidano, come oggi non avviene, col miglior interesse del paziente. Occorre esigere che alla medicina non venga consentito barare; e non la libertà del cittadino di decidere a suo giudizio se giocare e con quale croupier.

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17 maggio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post “Epatite C: pm indaga sui fondi non ricevuti dalle Regioni per pagare farmaco”

@ Elisabetta Picchietti. Un conto è esigere dallo Stato la miglior tutela possibile della salute, un altro è accettare che questa richiesta venga orientata a favore degli interessi dell’industria e della finanza. IL PPI (patient and public involvement) è una strategia per la commercializzazione e la privatizzazione della medicina – dettata da istituzioni come l’OCSE, la Banca Mondiale, la UE – che contrariamente alle apparenze va contro gli interessi dei pazienti e del pubblico (Tritter J et al. Globalization, markets and healthcare policy. Routhledge, 2009.)

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24 luglio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di Cittadinanzattiva “Strage di Piazza della Loggia, l’impegno dei cittadini alla lunga paga”

Certe battaglie sono sfruttate dal potere come coperture per il loro opposto. A Brescia forse più che altrove il pestare l’acqua nel mortaio sulla strage impunita – che resta sostanzialmente tale dopo questa sentenza – ha facilitato il servire i poteri occulti che la vollero. Non stupisce che a zampillare lacrime di commozione e ad inneggiare allo “impegno dei cittadini” nella mesta occasione del parto di questo modesto risultato dopo 494 mesi di gestazione, a dire che una simile sentenza mostrerebbe il “potere dei cittadini di cambiare le cose” (“a fianco delle Istituzioni che sono fatte di persone che, in grande maggioranza, conducono la nostra stessa lotta per un Paese migliore e più giusto”) sia Cittadinanzattiva. La “medicina partecipativa” propugnata da Cittadinanzattiva, nella quale i cittadini avrebbero voce, è uno degli strumenti impiegati dal grande business biomedico per ridisegnare il paziente come consumatore (1), rendendolo in realtà ancor più passivo e menomato nei diritti. A me questa retorica celebrativa pare invece un’altra manciata del sale dell’ipocrisia sulle ferite delle coltellate che i volontari “impegnati” e le persone delle istituzioni così spesso fanno assestare alla Nazione nel consegnarla a interessi esterni.

1 Tritter et al. Globalisation, Markets and Healthcare Policy. Redrawing the patient as consumer. Routledge, 2010.

@ Cittadinazattiva Onlus. Lieto di avervi informato su cosa fate. A favore di quella che a Brescia è stata ufficialmente battezzata “Health and wealth”, la medicina che genera ricchezza, da autorità con le quali collaborate. Quanto esposto da Tritter et al., che mi auguro leggerete per intero (Routledge è la casa editrice) si applica senza perdita di generalità anche al caso italiano, e al vostro. C’è una certa letteratura a riguardo di ciò che è stato descritto come un deleterio “pas de deux” tra paziente e medico. Già nel 700 scriveva un medico anonimo: “Non è ella una reale pazzia il lagnarsi che la Donnicciuola, lo Speziale, il Barbiere, il volgo tutto si presuppone di poter con giustizia operare, e ragionare delle cose attinenti alla Medicina? Questo volgo opera, e parla da Medico non per altra ragione, se non perché i Medici operano e ragionano da volgo”.

La medicina, e la politica sanitaria, non sono “deleghe”. Sono funzioni altamente tecniche. Il cittadino non può improvvisarsi internista, statistico, biologo molecolare, etc. mentre può facilmente, data la fortissima asimmetria informativa, essere convinto a prendere posizioni su questi temi a vantaggio di chi conduce la medicina, e a suo danno. Il suo unico dovere, sulla cui trasgressione gioca questa sorta di coinvolgimento della vittima nella truffa, è di eleggere politici competenti e onesti. Farsi coinvolgere in responsabilità di governo oltre che un pessimo affare per salute e portafogli è anche una degenerazione della democrazia.

@ Keynez. Rimedio subito. Il bicarbonato che cura il cancro, o Stamina, introdotta nel SSN dal policlinico universitario il cui rettore, presidente dall’AIFA, collabora con Cittadinanzattiva, sono un termine di paragone indispensabile per far brillare la stella dell’attuale scienza medica ufficiale. Il marketing funziona così. Si chiama “decoy effect”. Cittadino, hai intenzione di partecipare anche tu attivamente alle discussioni sulla “governance” della medicina? Sembri portato.

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13 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Lanaro “Vaccini, Lorenzin: “Solo una piccola parte della popolazione pensa che facciano male”. Senatrici M5s la contestano in Aula”

La truffa Stamina, che la Lorenzin dipinge come l’antiscienza debellata dalla scienza della quale è paladina, ha potuto avvampare perché gli ha aperto le porte l’ospedale universitario di Brescia. L’allora rettore dell’Università di Brescia, il ginecologo Pecorelli, è lo stesso che nel 2014 è andato in USA a prendere ordini per l’operazione vaccini. Che un rettore, e presidente dell’AIFA, permetta l’introduzione di una truffa di basso conio nell’ospedale pubblico del quale è il dominus è impensabile. Come se dei carabinieri pilotassero il terrorismo.

Stamina ha dato credibilità alla corrotta scienza medica ufficiale; il terrorismo servì a stabilizzare le storture del sistema di potere. Oggi da commenti su questo blog si apprende che la rivista di intelligence Theorema ha come presidente del comitato scientifico il gen. dei CC Mario Mori e il reduce delle BR Valerio Morucci come collaboratore. Fu il telefonista che indicò dove avevano lasciato il cadavere di Moro.

Lo Stato dovrebbe dare indicazioni mediche corrette. Invece fa dei cittadini carne per l’industria medica, e li induce per reazione alla pericolosa illusione, utile al business anche più delle cure forzose, che siano capaci di scegliere tra le offerte della medicina. Un valido motivo per opporsi alle iniezioni obbligatorie è l’inaffidabilità di quelli che occupano le istituzioni, che appaiono recitare copioni scritti altrove, come i loro predecessori all’epoca del terrorismo.

@ Manuel Fantoni. Grazie. Oggi viviamo in un mondo complesso. Non dobbiamo più zappare per vivere, ma dobbiamo vangare studiando per andare oltre il superficiale, dove spesso non solo la versione ufficiale, ma anche l’opposizione consentita sono confezionate a favore di grandi interessi.

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23 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, corteo a Milano per la libertà vaccinale. Migliaia in marcia: “No al decreto” “

L’industria medica si avvale di esperti che, legati all’industria, espandano le indicazioni dei suoi prodotti, gonfiando il pericolo di malattia e trascurando i potenziali danni iatrogeni *. I farmaci resi obbligatori da governanti manovrati sono un modo secondario per ottenere l’aumento del fatturato. La persuasione con la propaganda mediatica, della quale la “libertà di cura” è il presupposto ideologico, è la strada maestra. Chiedendo libertà di cura si preme verso un consumismo medico mille volte più redditizio per gli investitori e più pericoloso per il pubblico delle attuali intimidazioni sui vaccini. E’ probabile che tale reazione faccia parte degli effetti previsti e desiderati degli atteggiamenti tracotanti dei “Vaccinator”. Ciò che conviene avere non è il diritto di poter fare shopping medico di testa propria in un mercato di venditori liberi di frodare, ma una medicina onesta e affidabile, libera da distorsioni e truffe, che dia indicazioni e pratichi interventi nell’esclusivo interesse della salute del cittadino.

*Moynihan RN et al. Expanding Disease Definitions in Guidelines and Expert Panel Ties to Industry: A Cross-sectional Study of Common Conditions in the United States. Plos Medicine, 2013. 10: e1001500.

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8 Novembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Sarcinelli “Vaccini e bufale sul web, Burioni: “Per un medico non ha senso discutere con chi ha la terza media” “

In un vecchio film Paolo Villaggio, ragioniere, è tormentato dal principale, un bauscia che esordisce sempre chiedendogli “chi è il più cretino tra me e lei?”. Il tenore de “La congiura dei somari” è simile. Non è solo questione di competenze (né tantomeno di fantomatici saperi sapienziali); ma anche di interessi e di onestà. Villaggio-ragioniere avrebbe dovuto rispondere “chi è più ladro tra me e lei?”. Invece in questo caso non bisogna cadere nella provocazione di chi dà dell’asino presuntuoso e intruppato, perché non va mai dimenticato che in effetti su argomenti medici le competenze tecniche, non sufficienti da sole, sono necessarie; e perché chi ha preparato la padella delle iniezioni obbligatorie ha interesse a spingere i recalcitranti nella brace della “libertà di scelta”, una fiaba ideologica che, data la delicatezza psicologica e la complessità tecnica dei temi medici, e dati i miliardi investiti in disinformazione e propaganda, va a favore del business e a danno della salute ancora di più delle cure imposte. La soluzione è darsi governanti adeguati e onesti, che controllino il business invece di servirlo; e che diano direttive affidabili avvalendosi di consulenti “a doppia forza”, sia competenti sia onesti.

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2 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Eleonora Bottaro rifiutò la chemio e morì di leucemia: genitori prosciolti dall’accusa di omicidio colposo”

Il Commissioner della FDA Gottlieb ha appena dichiarato che la FDA favorirà l’approvazione accelerata di antitumorali, rendendo sufficienti i famigerati “surrogate endpoints”; e gli studi a braccio singolo, che come validazione sono un riportarsi a prima di Galilei. Alla faccia del “metodo scientifico”, che i bigotti dello scientismo portano in processione come la statua del santo locale.

Le bottigliette di “Yacult” sono pubblicizzate con lo slogan “scienza non magia” aggiungendo “una bevanda mistica, dal gusto misterioso”. Un piccolo segno di come il business stia obbligando la scienza a ricongiungersi nell’immaginario – e di fatto – alla magia che la partorì secoli addietro. La scienza come magia più potente delle altre. Il pubblico può scegliere tra la magia tradizionale dei deliri alla Hamer e quella hi-tech delle frodi di alto bordo della deregulation di Gottlieb. I Ponzio Pilato permettono al popolo, lavandosene le mani, di scegliere tra Barabba e Giuda Iscariota. Quello che non si può avere è una medicina da cristiani, onesta, e quindi affidabile, che eviterebbe sia il rifiuto delle cure, sia la fede mal riposta in farmaci “scienza non magia”; sia le illusioni e le trappole a volte mortali della “libertà di cura”, la tipica “sessantottata” che sembra antisistema e invece è ciò che il business vuole.

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4 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ambrosi “Cancro al seno, parlano 200 donne malate: “Non siamo fighe, siamo rottami. Chiediamo una miglior qualità della vita (e una comunicazione giusta)””

In Francia una commissione, che ha compreso cittadini, nominata dal ministero della sanità, ha chiesto l’abolizione o la riduzione dello screening per il cancro della mammella e uno stop alla disinformazione e propaganda (Barratt A et al. Reform of the National Screening Mammography Program in France. JAMA, 30 ott 2017). In Italia si cerca all’opposto di espandere il business. Anche con l’estetizzazione della pesante e dolorosa esperienza del cancro. La presidente dell’Associazione Italiana Oncologia, Stefania Gori, ha lodato la Toffa. Per una voce di donna, con diagnosi di cancro della mammella, che denuncia queste tecniche di vendita avvilenti e disoneste: Ehrenreich B. Smile or die. How positive thinking fooled America & the world. Granta, 2010.

Rivolgersi a Bergoglio come avvocato è finire in ore leonis, perché il clero promuove il business del cancro, al quale partecipa. Ma gli italiani, diceva Montanelli, “vogliono fare la rivoluzione coi carabinieri”. E infatti anche la scelta dello “antisistema” M5S, che ha appena vinto le elezioni, del generale dei CC della Terra dei fuochi al ministero dell’ambiente va nel verso del favorire il business del cancro insieme agli spot della Mediaset di Berlusconi su come è fico avere il cancro e alle bugie sul cancro del governo Renzi (v. La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide).

@ kowalski 0007. L’addossare la decisione medica alla paziente è un ripiego per mantenere il business contro l’evidenza. Un esempio delle diverse voci che le donne dovrebbero freddamente valutare: “we computed an overall percentage change using the annual percentage change derived from a linear regression of the log transformed age adjusted rates. Analysis of changes in temporal trends was done by joinpoint regression. “. Da: Autier P et al. Effectiveness of and overdiagnosis from mammography screening in the Netherlands: population based study. BMJ 2017;359:j5224. (CONCLUSIONS: The Dutch mammography screening programme seems to have little impact on the burden of advanced breast cancers, which suggests a marginal effect on breast cancer mortality. About half of screen detected breast cancers would represent overdiagnosis).

Inoltre alle donne viene data “false information about breast cancer screening” (cit. JAMA): “Concerns about the risks to women led two of the most prominent organizations that offer recommendations on screening to advise doctors to discuss them — rather than automatically suggest screening — with patients in their 40s. But the results of a survey being reported today in the journal JAMA Internal Medicine suggests that many of these women might never get a chance to weigh the pros and cons.” Aschwanden C. Some Doctors Are Giving Mammogram Advice That Could Hurt Women. Medscape 10 apr 2017.

@ kowalski 0007. Dovere della medicina è ridurre l’incertezza sulla malattia. Interesse del business è aumentarla. Il medico è pagato per dare indicazioni chiare nel miglior interesse del paziente. Quello tra medico e paziente dovrebbe essere un rapporto del genere detto “agente-principale”. Oggi l’agente, il medico, viene istruito da chi gli dà in franchising il business biomedico a trasferire la responsabilità delle scelte al principale, il paziente, per vendergli prodotti che non dovrebbe vendere. Ci vuole poco a spingere il paziente, facendo mostra di lasciare a lui la decisione. Vedi es.: Patel JJ The things we say. JAMA, 23 Gen 2018. Nabozny MJ et al Constructing High-Stakes Surgical Decisions: It’s Better to Die Trying. Ann Surg 2016, 263: 64. Pecananc KE et al “It’s big surgery”: preoperative expressions of risk, responsibility and commitment to treatment after high-risk operations. Ann Surg 2014, 259:458.

Il pubblico non dovrebbe accettare il caveat emptor, mascherato da “alleanza terapeutica”, “libertà di cura”, “shared decision”, “medicina partecipativa” e altri discorsi caramellosi che ricordano il verso “puoi parlarci dei tuoi problemi / dei tuoi guai” de “Il gatto e la volpe” di Bennato. I personaggi che promettevano a Pinocchio di trasformare 5 zecchini in 2000 in un giorno; precisando “noi non lavoriamo per il vile interesse: lavoriamo unicamente per arricchire gli altri”.

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15 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post ” “Basta faticare sui libri, su Fb un like vale come un esame!”, Burioni e Cattelan lanciano la campagna per la laurea social” “

Burioni o Grillo? Nessuno dei due. La gente non dovrebbe accettare né il pericolo che Burioni denuncia, dell’affidarsi a quello che viene diffuso sui social, dove il giusto si mescola allo sballato e alla manipolazione a piacimento dall’alto. Né l’inganno che Burioni sostiene, per il quale chi è competente (o chi ha una laurea …) non può essere un corrotto; il mondo è pieno di competenti prostituiti al potere, diceva Pareto (e un paio di celebri Nobel per la medicina hanno osservato che gli stupidi non sono affatto rari neanche tra gli istruiti e tra gli scienziati). Si dovrebbe piuttosto esigere che lo Stato si avvalga di persone sia capaci sia oneste; in modo che il cittadino non sia costretto a cercare di barcamenarsi nella giungla di internet o a sottomettersi al “magistero” di una raffazzonata e sospetta nuova casta sacerdotale. Ma questa semplice terza possibilità – in realtà la prima – è bandita dal dibattito pubblico. Lo Stato, che, occupato da indegni, invece di proteggere e garantire il cittadino fa il campiere del grande business biomedico e delle sue frodi, la ostacola; anche attivamente, tramite “Nuclei pro sofisticazione”; mentre lascia che la gente si accapigli per i due modi di farsi ingannare.

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22 maggio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Giuseppe Conte e il caso Stamina: nel 2013 fu legale della bimba che i genitori volevano curare con i metodi di Vannoni”

Stamina è stata una operazione di marketing, e una farsa criminale, gestita dallo Stato a favore dei poteri forti. Si è inscenato uno scontro tra due modi diversi, ma non mutualmente esclusivi, e anzi complementari, di lucrare sulla medicina a danno della salute e dei beni dei cittadini. Va contro la salute la parte in commedia del protagonista , di chi come Conte spinge per la “libertà di cura”, tipico ideologismo liberista che sembra progressista ed è un bidone; corrispondendo di fatto alla “libertà di truffa” (questo carattere ‘bifronte’ è ricercato dalle forze che servono il potere fingendo di stare dalla parte della gente). Va contro la salute anche la parte dell’antagonista; di chi, come la papabile alla presidenza del consiglio Cattaneo*, ha usato una truffa livello Vanna Marchi come standard negativo per propagandare e dare credibilità alle promesse “scientifiche” ufficiali, sofisticate ma anch’esse ciarlatanesche, sull’asserita individuazione del giacimento aurifero della rigenerazione di parti di organi solidi tramite staminali. E’ contro la salute anche il ruolo dei macchinisti di Stato che dietro le quinte hanno alimentato e retto il gioco per anni; e si sono occupati inoltre di reprimere le voci che lo avrebbero messo a rischio, con sistemi da codice penale che troverebbero l’approvazione dei mafiosi che dicono di combattere.

Vedi: Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale.

*Gastaldi G. Il Fatto, 7 mag 2018.

@ luigiboschin. Li conosco i fatti. E Iacona, che una volta ha parlato di “apertura di prateria per noi giornalisti” in campo biomedico, non è una fonte molto attendibile. Semmai tu dovresti spegnare la tv e leggere materiale di prima mano; anche sulle gravi responsabilità dei giornalisti nelle frodi mediche; su come le notizie giornalistiche false o distorte costituiscano atto medico e provochino danni alla salute su scala collettiva; e sui “conflitti di interesse” tra verità e multinazionali generose e riconoscenti che corrispondono ai grassi e verdi pascoli di Iacona.

@ luigiboschin. La tua figliola non ha “i FATTI”, come scrivi, e neppure ha i fatti; anche se ha lavorato da giornalista insieme a un PM. Questa collaborazione conferma piuttosto quanto denuncio. Una giornalista non dovrebbe “lavorare insieme a un PM” come scrivi; ma di fatto è successo questo, nell’ambito di un’operazione di marketing di Stato che ha diffuso false concezioni a favore di business illeciti. E dove Iacona e coll. hanno fatto la loro parte. A danno del pubblico; mentre ne hanno beneficato in diversi, inclusi magistrati e giornalisti; che in effetti lavorano insieme, in questi casi. Una sociologa della scienza, Jasanoff, ha osservato come la propaganda medica tragga credibilità dagli interventi giudiziari. Quello che dici di non capire sul lavoro di tua figlia è il genere di concetti definito da Maynard Keynes: “è difficile fare capire una cosa a qualcuno il cui stipendio dipende dal non capirlo”. A non capire certe cose ci si guadagna; fino ad arrivare a Palazzo Chigi. Mentre a non farsi i fatti propri si hanno seri guai. In USA c’è un dibattito sui conflitti di interesse dei giornalisti biomedici (c’è anche chi parla di “checkbook science”). Es. “Real harm to real people from shoddy PR news releases” Health News Review, 19 gen 2016. Da noi c’è chi sostiene l’incomprensibilità del concetto mentre vanta una collaborazione col celebre Guariniello.

@ luigiboschin. Tu vai all’insediamento del presidente degli USA. Ah no, quello era Gelli, con Carter. Tu vai a cena da Donald Trump. Holy canasta. I’m impressed. Interessanti i legami multipli di tua figlia giornalista, con Guariniello, Iacona, e l’entourage di Trump. I soldi del canone RAI obbligatorio sono spesi bene. Le compagnie farmaceutiche uccidono impunemente; “are getting away with murder”. Sono le parole del tuo amico Trump, Che però si è subito dimostrato ottimo amico di quelli che chiama assassini, mettendoli in posti di governo importanti e legiferando a loro favore. Credo che sia la stessa tecnica dei “populisti” (in realtà, demagoghi) nostrani; e quindi la partecipazione alla farsa criminale Stamina fa curriculum. Buona fortuna a voi che “la vita la viviamo in diretta” (ma attenti agli effetti omicidiari della medicina che servite).

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23 maggio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Ruccia “5s-Lega, Travaglio: “Conte? Chiarisca suo curriculum. Vedo molti cani da riporto trasformarsi in cani da guardia””

Ieri 22 maggio 2018 il Congresso USA ha approvato la legge “Right to try” voluta da Trump, contro il parere – fondato, anche se sua volta non disinteressato – delle società scientifiche; variante del “diritto alla libertà di cura” del quale Giuseppe Conte è paladino. Il “diritto a tentare”, è stato osservato, “esporrà pazienti vulnerabili al rischio di seri danni, incluso il morire prima e in maniera più dolorosa” (M.A. Carome, Public Citizen). Frenerà anche la ricerca di cure efficaci, sviluppate con criteri scientifici, o meno antiscientifici, a danno dei futuri pazienti. Mentre favorirà indebitamente il business. Il cambio di vocazione evidenziato da Travaglio è reciprocante: è vero che i cani da riporto ora fanno i cani da guardia. Ma quelli che si presentano come cani da guardia rivelano inquietanti congruenze con i soliti Melampo, il cane da guardia che nel libro di Collodi era d’accordo con le faine.

@ flamenco. L’angoscia per familiari malati la conosciamo tutti. Anche la pulsione a tentarle tutte è un pensiero domestico, familiare a tutti noi. Oggi però, nel terzo millennio, le conoscenze acquisite mostrano che legalizzando i tentativi disperati si crea una situazione che chiamo di “efficienze divergenti”: diminuisce l’efficienza delle cure e del trovare cure più efficaci, e aumenta l’efficienza economica, il profitto. Un affossare sempre più nella condizione di ‘vinti’ i malati, e incamerare sempre più soldi dall’altro lato. La via relativamente più efficace, e quindi la più etica, è quella razionale, anti-istintiva, non quella emotiva, che viene sollecitata ad arte e infiorettata da speculatori senza cuore.

Il problema oggi è se i governanti rappresentano il popolo o il potere. Si può fare a meno di valutare la buona fede di un candidato alla guida del paese. Lasciando ciò al frate confessore. Al cittadino è sufficiente il fenomeno, cioè l’aderenza di fatto del candidato a potenti ideologismi (appoggiati anche con mezzi criminali, posso dire) a vantaggio del potere e a danno del popolo.

Il “diritto a tentare”, argomento che fu di Berlusconi, è un pessimo affare anche in campo politico. Come in medicina, dovrebbe piuttosto vigere lo “aviation model”. Le cure e il governo del Paese dovrebbero avere garanzie tendenti a quelle che si hanno salendo su un aereo che non cadrà, e non essere esperimenti sulla pelle della popolazione.

@ elpolloloco91. Legga meglio, ho scritto che è paladino della libertà di cura. Come è chiaro dall’averla portata ad argomento nel perorare un’istanza che andava a favore di un “diritto” a che i contribuenti finanzino le truffe mediche più volgari. Dall’essersi speso nella creazione di strutture di sostegno e propaganda a favore di questo “diritto”. E dal fatto che, cattedratico, ha portato argomentazioni giuridiche a sostegno; assai deludenti. Come del resto tanti magistrati, ha ritagliato un facile caso iperuranio ignorando incredibilmente di stare ricalcando un argomento capzioso, a favore di colossali interessi illeciti del mondo terreno della malattia e dell’economia; di stare cucendo una veste giuridica, perché abbiano forza di legge, su slogan probabilmente usciti dalle grandi agenzie di public relation.

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13 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, attivista no vax condannata per procurato allarme: ha diffuso informazioni errate”

Ben fatto. Chi si credeva di essere, la ministra Lorenzin, che ha inventato una strage di bambini per morbillo in UK? O la magistratura italiana, che per fare un esempio tra i molti ha lavorato come la più rampante agenzia di marketing creando nel pubblico aspettative ciarlatanesche sulla possibilità di cure magiche con le staminali, tramite Stamina, prima criminalmente permessa per anni e poi, quando la credenza ha attecchito, sostituita con il prodotto da vendere, la magia “buona” delle staminali ufficiali. Alla “No vax” troppo attiva è andata bene. Per due motivi: a) la sua battaglia è anch’essa gradita al business perché, forse lei non lo sa (qualcuno che dirige i No-vax lo sa, comunque), diffonde la concezione della libertà di scelta individuale delle cure, ciò che il business vuole, a danno dei malati. b) ha mosso una critica falsa, dando credibilità alle frodi ufficiali. Se avesse chiesto non la libertà di scegliere da chi farsi imbrogliare, ma una medicina ufficiale onesta della quale fidarsi e alla quale affidarsi, con la garanzia dello Stato; e se avesse svelato qualcuna delle innumerevoli magagne vere, allora sarebbero stati guai seri. In silenzio, non 400, ma migliaia di euro; per intrecci continuativi di attenzioni e “sviste” dell’Agenzia delle entrate; e per il carrozziere, date le controdeduzioni espresse spaccando parabrezza e sfondando portiere; e ben di peggio. I Nuclei Pro Sofisticazioni non scherzano.

@ PierFrancesco Delsignore. Oggi in medicina spesso chi ti mette in padella allestisce anche la brace. Bisognerebbe rifiutare di dibattersi tra le due, e chiedere un trattamento corretto; questa possibilità terza viene duramente repressa.

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v. anche:

Il ‘Decoy effect’ e ‘l’Effetto Rasputin’ nelle frodi mediche

 

La polarizzazione gesuitica

7 aprile 2017

Dalle Lettere Provinciali di Blaise Pascal (testo ridotto):
 
Ottava lettera. Massime corrotte dei casuisti relative ai giudici, gli usurai, il contratto Mohatra, i bancarottieri, le restituzioni, ecc. Diverse stranezze dei medesimi casuisti. Parigi, 28 maggio 1656.

Rimasi interdetto da questa decisione fantastica; e mentre ne consideravo le conseguenze perniciose, il padre mi preparava un’altra questione:

«Un uomo che si occupa di divinazione è obbligato a restituire il denaro che ha guadagnato in questa professione?  Sentite dunque come Sanchez risolve questa questione. Egli distingue “se questo indovino non si è servito che dell’astrologia e degli altri mezzi naturali o se ha usata l’arte diabolica”. Credete che debba restituire nel caso che si sia servito dell’intermediario dei demoni? Non ci capite niente; è tutto il contrario. Ecco la risoluzione di Sanchez, nello stesso punto: “Se quell’indovino non si è data la pena e la fatica di sapere, per mezzo del diavolo, ciò che non si poteva sapere altrimenti, si nullam operam apposuit ut arte diaboli id sciret, bisogna che restituisca; ma se se ne è presa la pena, non vi è affatto obbligato”».

«Ma perché, padre?»

«Non lo capite? – rispose: – perché con l’arte del diavolo si può indovinare, mentre l’astrologia è un mezzo falso».

«Ma, padre, se il diavolo non risponde la verità, poiché non è più veritiero dell’astrologia, bisognerà allora che, per la stessa ragíone, l’indovino restituisca?»

«Non sempre, – rispose: – Distinguo, dice Sanchez a questo proposito: “perché se l’indovino è ignorante nell’arte diabolica, si sit artis diabolicae ignarus, è obbligato a restituire: ma se è un mago abile, e ha fatto tutto ciò che stava in lui per sapere la verità, non vi è obbligato; perché allora la diligenza di un tale mago può essere valutata in denaro: diligentia a mago apposita est pretio aestimabilis”».

«E’ proprio una cosa di buon senso, padre, – gli dissi: – infatti ecco il modo di impegnare i maghi a rendersi sapienti ed esperti nella loro arte, con la speranza di guadagnare dei denari legittimamente, secondo le vostre massime, servendo fedelmente il pubblico».

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4 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Autismo, tumori e disabilità: quanto influisce l’inquinamento sulla nostra salute?”

Ricordo il dr. Marfella, che dice di essere schierato dalla parte dei cittadini, a fianco al Procuratore generale di Brescia a una conferenza dove si lanciavano allarmi sui danni alla salute da inquinamento nel bresciano, accomunandolo alla Terra dei Fuochi. Platea di studenti, cioè di minori, scelta a mio parere imprudente, per non dire censurabile*. Marfella accosta l’inquinamento anche alla ”epidemia” di autismo; schierandosi a fianco all’ufficialità, incluso Mattarella, in un’operazione di creazione di malattia per via culturale. La bufala dell’epidemia di autismo da vaccini serve da standard negativo per fare sembrare scienza le manipolazioni sull’autismo dell’ufficialità; come Stamina al confronto fa sembrare credibili le promesse fantasiose dell’ufficialità sulla rigenerazione del tessuto nervoso. La chemio, fallimentare, viene valutata paragonandola alla follia del metodo Hamer. Su questo sito M. Mirabella, che ha gravi responsabilità per forme di deleteria pubblicità direct-to-consumer mascherate da divulgazione, sembra un difensore dell’onestà scientifica, essendo mostrato a sbeffeggiare una “raeliana”. Il dibattito è coartato a magia bassa contro magia alta. Per un esempio di terza campana, v. autismo in “Primo non curare chi è normale. Contro l’invenzione delle malattie”, Boringhieri. L’autore dopo avere diretto la nosografia psichiatrica ufficiale ne è divenuto un critico.

*La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide.

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31 dicembre 2017

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Commento al post di R. La Cara “Stamina, morta la piccola Sofia. Storia della bambina “farfalla” che i genitori hanno voluto curare con metodo Vannoni”

L’industria farmaceutica, vista la crisi delle scoperte reali e il calo dei profitti, si sta in parte convertendo da volume based a value based. Dal venderne tanti al venderne pochi ma costosissimi. Le malattie rare sono la miniera del value based: consentono “facilitazioni”, cioè abbassamento delle prove di efficacia e aumento dei prezzi. Plausibilità, razionalità ed etica sono sostituite, col marketing, v. Telethon, dall’emotività. Stamina, ciarlataneria pura, è servita da standard negativo per far sembrare valida la scienza ufficiale, sofisticata ma gracile e obbediente al business. E per introdurre l’idea delirante che le improbabili cure di patologie complesse siano prodotti da attendersi. Osservando che la cura Telethon per una malattia genetica, come è quella di Sofia, Strimvelis, costa 665000$, in USA ci si chiede se queste cure non manderanno in bancarotta il sistema sanitario. Considerando l’esiguità delle prove scientifiche presentate e i prezzi astronomici, esperti hanno proposto per lo Strimvelis e simili un rimborso se non funzionassero. Ma è un altro trabocchetto. Si stanno lanciando gli screening neonatali, che chiuderanno il cerchio della frode creando, con la scusa della diagnosi precoce, falsi pazienti e quindi falsi successi; e maggior volume. Stamina è stata una truffa piccola in appoggio, complice lo Stato, alla truffa grande; come un compare del Grande Mago che inscena il mago “rivale” scarso per fare sembrare credibile e potente la pozione del Grande Mago.

@ Valter Fiore. Purtroppo in molti casi la descrizione del prodotto farmaceutico in termini commerciali è più semplice, lineare e coerente di quella in termini del vantaggio al paziente. Le ricordo che siamo nell’era dei pacchetti malattia-cure: la malattia viene definita e la diagnostica stabilita nell’ambito dello sviluppo dei servizi e trattamenti da vendere. Es. epatite C, o tutto il settore delle sovradiagnosi, dal PSA all’angiografia TAC per l’embolia polmonare. O le “malattie” nuove (Appleby J. Ads, Not Research, Create Some Pharma Best-Sellers. Medscape, 16 maggio 2017). C’è un sondaggio che chiede ai medici “Which comes first: drug or disease? Marketing and medicine” (Medpage, 5 dic 2016).

Andrebbe affermata la capziosità della pratica dell’attribuirsi valore in base a standard negativi. In questi giorni una “sinistra” che serve l’assolutismo globalista tenta di “rifarsi una verginità” tuonando contro il fascismo dei fez e gagliardetti. Già Pasolini nel ‘75 diceva che era per questo che i fascisti non venivano liquidati. L’antimafia, limitata alla cancrena dei mafiosi da film, è un paravento per la malattia sistemica di base, la diffusa cultura mafioide. Stamina è stata introdotta nel SSN dall’ospedale dove era rettore il presidente dell’AIFA. La validità scientifica per prodotti clinici corre su una scala logaritmica: si può essere allo stesso tempo 100 volte più scientifici di Stamina e 10 volte meno scientifici del minimo dovuto.

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15 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post ” “Basta faticare sui libri, su Fb un like vale come un esame!”, Burioni e Cattelan lanciano la campagna per la laurea social” “

Burioni o Grillo? Nessuno dei due. La gente non dovrebbe accettare né il pericolo che Burioni denuncia, dell’affidarsi a quello che viene diffuso sui social, dove il giusto si mescola allo sballato e alla manipolazione a piacimento dall’alto. Né l’inganno che Burioni sostiene, per il quale chi è competente (o chi ha una laurea …) non può essere un corrotto; il mondo è pieno di competenti prostituiti al potere, diceva Pareto (e un paio di celebri Nobel per la medicina hanno osservato che gli stupidi non sono affatto rari neanche tra gli istruiti e tra gli scienziati). Si dovrebbe piuttosto esigere che lo Stato si avvalga di persone sia capaci sia oneste; in modo che il cittadino non sia costretto a cercare di barcamenarsi nella giungla di internet o a sottomettersi al “magistero” di una raffazzonata e sospetta nuova casta sacerdotale. Ma questa semplice terza possibilità – in realtà la prima – è bandita dal dibattito pubblico. Lo Stato, che, occupato da indegni, invece di proteggere e garantire il cittadino fa il campiere del grande business biomedico e delle sue frodi, la ostacola; anche attivamente, tramite “Nuclei pro sofisticazione”; mentre lascia che la gente si accapigli per i due modi di farsi ingannare.

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3 ottobre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Caporale “Si chiama Panzironi il nuovo santone televisivo”

Panzironi riporta correttamente alcuni importanti meccanismi fisiologici; e su questa avvincente e convincente descrizione impianta teorie e prassi terapeutiche arbitrarie. E’ una tecnica che è usata anche dalla medicina ufficiale. Caniggia, illustre clinico, ha scritto delle “impostazioni teoretiche complesse e macchinose che avevano su di noi giovani esercitato il fascino delle cose false” nei vecchi testi universitari. Nel loro “Principles of conservative prescribing” Shiff et al (Arch Intern Med, 2011. 171: 1433) raccomandano ai clinici “Do not be seduced by elegant molecular pharmacology or drug physiology”. Occorre riconoscere questa tecnica, sia nella ciarlataneria “asimoviana”, che cita concetti di scienze di base validi, sia nella medina ufficiale, es. quella dei programmi di Mirabella. In entrambi i casi, a livelli diversi, prima si fanno stimolanti richiami di nozioni di anatomia e fisiopatologia, e poi su questa base salda si sviluppano argomenti teorici, falsi o fallaci, che garantiscono come efficace il ritrovato da propagandare. Manzoni osserva che c’è un parlare che è “come que’ ragni, che attaccano i capi del filo a qualcosa di solido e poi lavoran per aria”. Occorre anche ricordare che la validità della medicina va valutata rispetto allo standard positivo della migliore medicina possibile nella realtà; non rispetto allo standard negativo costituito dai ciarlatani di basso livello, espediente del business biomedico che è un fattore del loro dilagare.

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V. anche:

Il ‘Decoy effect’ e ‘l’Effetto Rasputin’ nelle frodi mediche

Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale

L’autismo al tempo dell’individualismo

La medicina alternativa non olet

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

2 marzo 2017

clash

Il grafico, tratto da un articolo che si intitola “Screening tumorali: lo scontro tra scienza e intuizione“ [1], mostra come con l’introduzione degli screening la mortalità per i relativi cancri (la curva piatta in basso in ogni riquadro) sia rimasta sostanzialmente invariata; mentre le diagnosi (le curve superiori crescenti) sono fortemente aumentate. Il grafico è a commento dell’affermazione “più cerchiamo il cancro più ne troviamo”. Il risultato maggiore di questa caccia al cancro con gli screening è di diagnosticare e trattare come cancro entità che non sono aggressive; e di rendere così la popolazione non più sana ma più malata, provocando danni iatrogeni e distogliendo risorse dall’assistenza medica utile. I quattro screening tumorali considerati nel grafico – prostata, mammella, tiroide, melanoma – sono gli stessi offerti alla cittadinanza dal centro medico da poco allestito a Casal di Principe in una villa sequestrata a un boss camorrista [2].


Il sacro spazzatura

Il liberismo non seduce più ma continua a soggiogare culturalmente, avendo ottenuto un’egemonia passiva, un’interiorizzazione delle forme ideologiche che il dissenso non riesce a scardinare [3]. L’ideologia liberista si impone reprimendo, anche con la forza, alternative valide; e con una massiccia opera di manipolazione culturale. Il suo apparato propagandistico ha varie armi difensive, che conviene esaminare. Come molte specie di batteri che sulla membrana citoplasmatica hanno una parete cellulare e sopra ancora uno strato mucoso, anche diverse operazioni liberiste sono rivestite da un doppio strato protettivo. Lo strato interno è dato dalla complessità tecnica: non è facile per il cittadino comune (compreso lo scrivente) capire il reale significato e le conseguenze di una operazione liberista in campo economico. O – l’aspetto che conosco e che viene trattato qui – il reale significato degli annunci di “nuove cure” in medicina; un campo che è ormai un settore di punta dell’economia liberista. Lo strato protettivo esterno è dato dal sacro, in una forma artefatta e distorta, ottenuta inventando una sacralità o usando come scudi temi portatori di una effettiva sacralità. Gli spin doctor del liberismo rivestono atti inconfessabili di un sacro “fake”, sollecitando ad arte la tendenza a non mettere in discussione e a riverire ciò che appare appunto sacro. Può essere definito “sacro spazzatura”, perché come i titoli spazzatura si fa “comprare” dal pubblico promettendo tanto al costo di un investimento modesto; promettendo la partecipazione al sacro per il costo di un consenso che sembra del resto doveroso; ma lascia con un pugno di mosche quelli che sono divenuti “piccoli azionisti” di operazioni che vanno in realtà a loro danno. Come la capsula esterna protegge i batteri dalla fagocitosi, il muco tenace del sacro spazzatura protegge le operazioni del liberismo dalle denunce e dal dissenso.

Alcuni esempi di sacro spazzatura, rilevanti per l’argomento del presente articolo. a) La lotta alla mafia. Qualsiasi cosa sia fatta nel nome della lotta alla mafia non può che essere giusta e buona. Appoggiandola da bravi spettatori si diviene, al costo del battere le mani o del godersi lo sceneggiato tv, partecipi dell’acume, del coraggio, della nobiltà d’animo di Falcone, Borsellino, Boris Giuliano, e degli altri valorosi uccisi (e forse lasciati uccidere per il loro essere troppo capaci nel combattere la mafia). Mentre criticando l’antimafia si svela di essere come minimo fiancheggiatori della mafia. b) La lotta all’inquinamento. Non può che essere a fin di bene. Chi l’appoggia mostra spirito civico, mentre chi indica i casi dove i contenuti e le finalità sono fortemente distorti [4] è un prezzolato dell’industria. c) Gli allarmi su minacce alla salute, il bene supremo; coraggiose denunce che trovano terreno fertile nelle nostre paure fin dai tempi apparentemente lontani della teoria miasmatica delle malattie e degli untori. Chi grida al lupo lo fa certo per il tuo bene. Allarmi che ne parafrasano con scarso merito altri che invece sono fondati vanno creduti senza se e senza ma. d) La scienza, in realtà ciò che viene presentato come tale. Non può che avere il sigillo della verità e quello del disinteresse; come se ciò che un ricercatore che deve la sua fortuna a una multinazionale proclama su un giornale, in televisione o sui social fossero le leggi del moto di Newton o di Einstein. Chiunque non accetti gli oracoli delle sibille che parlano avendo come fondale un laboratorio e strumenti misteriosi non può che essere un ignorante superstizioso, che crede alle scie chimiche e porta il cappello di stagnola. e) Un corrispondente incremento di alcuni servizi medici. E’ lapalissiano che più medicina vuol dire più salute. Curioso che diversi medici e ricercatori lo neghino, sostenendo al contrario che in alcuni casi abbiamo troppa medicina e che ciò riduca la salute [5]. Ma quale altro scopo potrebbe esserci nell’introdurre più medicina? Quale mente contorta può pensare che non sia un atto di amore per l’umanità sofferente. f) L’adeguamento della medicina del Meridione alle pratiche in vigore al Nord. Solo un eccentrico come Illich può sostenere che a volte alcune regioni per il fatto di essere economicamente arretrate sono risparmiate dagli aspetti “più sinistri” della “civilizzazione medica” [6]. Quando poi g) a condurre simili battaglie siano, come avviene, dei preti, i professionisti del sacro (nonché grossi imprenditori della medicina commerciale), il contestare assume i caratteri dell’empietà.

Un caso di operazione liberista coperta dai due strati, quello tecnico e quello del sacro, è rappresentato dalla notizia che a Casal di Principe la villa confiscata a un boss è divenuta un “Centro di prevenzione per le malattie oncologiche”; intitolato a Don Diana, il sacerdote ucciso nel 1994 dal clan dei casalesi. “Casa Don Diana” si occupa di screening per il tumore della mammella, della prostata, della tiroide e “della pelle”, presumibilmente per il melanoma cutaneo [2, 7]. Esaminiamo per primo lo strato tecnico, considerando i quattro screening e la situazione dell’inquinamento nella Terra dei fuochi.

 
Interventi medici inutili e dannosi, derivati con un non sequitur da allarmi gonfiati

Lo screening mammografico non funziona e provoca sostanziali sovradiagnosi” [8]. Così il Cochrane Nordic ha riassunto i risultati di un recente studio [9] che come altri mostra che le promesse sullo screening della mammella sono state disattese: la mortalità non viene ridotta, mentre molte donne subiscono trattamenti non necessari, che causano oltre all’angoscia di credersi malate di cancro e al tracollo della qualità di vita il deturpamento della mammella e effetti avversi, a volte letali. In Svizzera, in Francia, in USA, gruppi di esperti raccomandano di ritirare o ridurre questo screening. La Russia di Putin evita alle donne la disinformazione che ne è alla base [10].

Per una di quelle contraddizioni contro le quali le manipolazioni ideologiche facilmente vanno a strusciare, lo screening, che in Italia e in Campania è il politically correct, è stato paragonato, nel suo presupposto errato sulla malignità di lesioni in situ [11], al pregiudizio razziale; da Otis Brawley, Chief Medical Officer dell’American Cancer Society [12].

Lo screening per il cancro della tiroide rappresenta un altro caso di discrepanza grave tra antropologia e biologia della malattia; tra ciò che sembra e viene fatto credere al pubblico e ai pazienti e ciò che è alla luce delle conoscenze scientifiche. La comparsa sul collo in corrispondenza della tiroide di un “bozzo”, che, a portata di mano in un’area vitale, evoca continuamente pensieri infausti, spaventa la persona; e il sistema medico si guarda bene dal tranquillizzarla spiegando che la grande maggioranza dei noduli tiroidei, più frequenti nei giovani, non sono tumorali o sono benigni. I tumori invasivi della tiroide hanno nella grande maggioranza dei casi un decorso indolente, con elevati tassi sopravvivenza. Lo screening porta a sovradiagnosi, e quindi a sovratrattamento [13]; in Corea del Sud, dove lo si pratica estesamente, l’incidenza di carcinoma papillare della tiroide è aumentata di 15 volte. Risulta che in Corea del Sud oltre il 99% delle diagnosi di cancro della tiroide da screening siano sovradiagnosi [14]. La sovradiagnosi di cancro porta senza reale giustificazione all’asportazione chirurgica totale o parziale della tiroide, che può provocare ipoparatiroidismo (11%) e paralisi delle corde vocali (2%) come effetti diretti dell’intervento. I pazienti ai quali è stata asportata l’intera tiroide, e buona parte di quelli che hanno subito un’asportazione parziale, spesso giovani, divengono malati cronici, affetti da ipotiroidismo. Oltre che ai danni dell’ipotiroidismo saranno esposti a quelli della terapia sostitutiva con ormoni tiroidei, che li mette a rischio di sviluppare in seguito ipertensione arteriosa, incidenti cardiovascolari incluso l’ictus, osteoporosi [15]. La USPSTF, l’ente USA preposto alla valutazione degli screening, si è espressa formalmente contro questo screening. Un suo rappresentante ha commentato che mentre c’è scarsa evidenza che porti benefici, c’è una considerevole evidenza che provochi danni significativi. E che dove è stato introdotto lo screening non ha aiutato le persone a condurre vite più lunghe e più sane [16].

La USPSTF si è espressa anche contro lo screening per il cancro della prostata, che non ha mostrato di ridurre la mortalità per questo cancro mentre ha provocato un tragico carico iatrogeno, rendendo incontinenti e impotenti centinaia di migliaia di uomini [17]. A seguito di ciò in USA i programmi per questo screening sono stati ridotti, tra le recriminazioni degli urologi. Un effetto immediato è stata la diminuzione dei casi di cancro della prostata. La riduzione ha riguardato i casi “precoci”, mentre i casi avanzati sono rimasti stabili. In parole povere, con la riduzione dello screening si sono ridotti i cancri finti e sono rimasti quelli veri. I meccanismi e la storia del disastro silenzioso causato da una gigantesca operazione commerciale che ha il suo perno nel test del PSA, e nella falsa “scienza” costruita su di esso, sono descritti nel libro “Il grande inganno sulla prostata. Perché lo screening col PSA può avere gravi conseguenze per milioni di uomini” scritto da R. J. Ablin, che è lo scopritore del PSA.

Questi screening si basano su “disease reservoir” [1,18], “giacimenti di malattia”: sull’alta frequenza nei sani di anomalie o varianti che vengono considerate patologia sulla base di esili supposizioni, e di macroscopiche omissioni della ricerca. Per i tumori le miniere, anch’esse d’oro come i camorristi e i faccendieri hanno definito i rifiuti sui quali fanno affari, sono date da alterazioni anatomiche non invasive che vengono sistematicamente chiamate cancro [11]. Nel caso del melanoma cutaneo l’epidemia [1, 19] è stata provocata istituendo e ingrandendo un’area grigia di entità che facciano da ponte [20] tra questo temibile cancro e i comunissimi nevi cutanei, che la diceria popolare, alimentata da media ed esperti, vuole essere potenziali cancri. Il timore di un tumore molto aggressivo come il melanoma da un lato, e dall’altra il danno fisico il più delle volte relativamente lieve dato dalla rimozione di una losanga di cute (ma non sempre lieve, es. le escissioni sulla faccia [19]) hanno portato a spingere sempre di più per questo screening. Di recente la Rockefeller University ha annunciato con toni celebrativi che suoi ricercatori hanno creato un sofisticato sistema di screening automatizzato per il melanoma tramite analisi digitale. E’ stato osservato che il lavoro riportava un tasso di falsi positivi del 64%, e che l’annuncio specificava che tale percentuale è paragonabile a quella dell’esame da parte di dermatologi esperti [21]. Sul piano medico è surreale che ci si vanti per procedure sulla popolazione generale che, tradizionali o hi-tech, in condizioni ottimali, a detta di chi le presenta e ha quindi interesse a minimizzare i loro svantaggi, chiamano cancro ciò che in due casi su tre non lo è. Questo generatore di pazienti è invece logico e coerente dal punto di vista del business. Anche per questo screening all’epidemia di diagnosi, all’aumento di spesa, ai danni iatrogeni psicologici e fisici, non fa riscontro una diminuzione della mortalità per il tumore, che secondo alcune statistiche sarebbe in aumento.

Se anche questi screening fossero efficaci e vantaggiosi, non si comprende perché dovrebbero costituire la risposta all’inquinamento da rifiuti tossici della Terra dei fuochi. Riguardano cancri che in generale non sono dovuti all’inquinamento. E’ singolare l’assunto implicito che l’inquinamento provocherebbe proprio quelle patologie che sarebbero contrastate da interventi medici di dubbia virtù che corrispondono a grandi investimenti e profitti. Appare che la visione sia di tipo pre-razionale, considerando non il cancro materiale, il fenomeno biologico della proliferazione incontrollata di un tessuto nuovo non fisiologico, con la sua vasta eterogeneità e complessità; ma il cancro antropologico, l’ipostasi materiale della Morte, un’entità informe che risponde alla logica primitiva Bene-Male, malattia-medicina. Il cancro senza struttura, simile all’allucinazione di Artaud che voleva il corpo senza organi. Ad Augusta don Prisutto fa del reale problema dell’inquinamento industriale la causa di tutti i decessi per cancro che avvengono in zona; e parla di “genocidio”. E’ un copione fisso: agli allarmi su asserite epidemie di cancro causate da una fonte inquinante – Taranto [4], Amantea e Cetraro [22], Augusta [4], Terra dei fuochi, gli altri focolai identificati sul territorio nazionale – segue la soluzione: più screening. Una sequenza che ricorda certe ricette del FMI per “curare” la “dissolutezza” finanziaria di nazioni messe sotto tutela; cure che in realtà peggiorano le condizioni del malato a beneficio dei “dottori”.

Anche l’assunto iniziale, l’allarme sull’epidemia di tumori da inquinamento della Terra dei fuochi, appare originare dal marketing invece che dalla realtà; appare rientrare nelle “cancer scare” che i media diffondono da molti decenni [23] e nel “disease-mongering”, la nota tecnica propagandistica, per la quale l’industria medica spende cifre considerevoli, dello spaventare il pubblico per vendere prodotti medici. Un articolato nucleo di verità viene distorto in un allarme indiscriminato che ricorda quelle tecniche di caccia cooperativa dove una parte dei predatori mostrandosi spaventa le prede, spingendole così nella direzione dove le prede credono sia la salvezza, e dove invece sta il resto del gruppo di caccia appostato e nascosto. Appare certo che vi siano stati e vi siano traffici illeciti di rifiuti; che le discariche abusive e l’inquinamento in Terra dei fuochi costituiscano un vulnus inaccettabile, degradando l’ambiente; e che possano provocare danni alla salute della popolazione, inclusa l’insorgenza di tumori. Non è nota con certezza l’entità quantitativa del fenomeno. Non rassicura il divario tra gli allarmi sull’ondata di cancri e l’inconsistenza dei dati di fatto, anche quelli elementari. Non è chiara l’eventuale presenza di materiale radioattivo, il più pericoloso quanto a capacità cancerogena, e l’esposizione della popolazione a tale materiale; nel campo della disinformazione, allarmi costruiti possono essere accoppiati al nascondere motivi di allarme fondati. L’estensione delle aree coinvolte nel casertano potrebbe essere 467 volte maggiore o minore di quel che si considera: la lunghezza del lato dell’ipotetico quadrato di territorio costruito unendo le aree interessate da pesante inquinamento varia da 17.3 chilometri a 800 metri a seconda della stima ufficiale [24. pag. 165]. In ogni caso il rapporto, in tempi brevi rispetto a quelli della cancerogenesi, tra le discariche di rifiuti tossici e l’asserita epidemia di tumori, gridato in mille salse da autorità, media e commentatori, è implausibile.

E’ probabile che nelle società occidentali molti cancri, dato un rischio, fortemente crescente con l’età, che tutti ci portiamo dentro per complesse ragioni biologiche, siano innescati nella popolazione generale da decenni di esposizione cronica al mare di cancerogeni a bassa intensità nei prodotti di consumo e nell’ambiente. Evenienza che peraltro viene soppressa, negata o minimizzata dall’ufficialità, che preferisce addossare al pubblico la colpa di praticare “stili di vita” cancerogeni. (C’è anche un’esposizione a cancerogeni medica, non trascurabile, data da farmaci e radiazioni; inclusi i raggi X della “prevenzione”). E’ noto che sotto certe condizioni l’esposizione ravvicinata a cancerogeni come l’amianto o il cloruro di vinile monomero, dove alcuni peculiari istotipi dei tumori sono una “pistola fumante”, provoca forti incrementi di frequenza di gravi forme tumorali (e anche qui si tende a liberare l’industria dalle sue responsabilità dirette). Le “scare story” come quella della Terra dei fuochi fondono e distorcono questi due casi, proclamando che focolai discreti come le discariche, dove l’esposizione non è in genere ravvicinata e diretta, provocherebbero cancri nella popolazione generale con una velocità e un’intensità di tipo epidemico. I dati epidemiologici [25] smentiscono l’allarme piuttosto che supportarlo. Non mostrano incrementi forti, non mostrano dati non altrimenti spiegabili, non provano il nesso causale con i rifiuti tossici, e vengono tirati per i capelli e distorti per poter sostenere che è in corso un’epidemia [In: 4]; per fornire pezze d’appoggio e foglie di fico burocratiche a fiumane continue di retorica e propaganda sui media. Si parla addirittura, da parte di magistrati e forze di polizia, di stimare l’inquinamento basandosi su dati epidemiologici di malattia raccolti dopo l’allarme [26], cioè usando un effetto per definirne la causa, non nota, e dando quindi per assunto ciò che si vuole verificare, il nesso causale. E’ il momento giusto per argomenti circolari del genere: i dati epidemiologici divengono più “credibili” col passare del tempo, per il meccanismo della profezia che si autoavvera, dato il circolo vizioso allarme-screening-sovradiagnosi-allarme che si è allestito, che porterà a quell’aumento spurio di incidenza di cancro che invariabilmente accompagna la cosiddetta “prevenzione” (vedi grafico). Il feedback positivo allarme-sovradiagnosi-allarme può avere luogo anche al di fuori degli screening, anche per altri tipi di tumore, come i tumori pediatrici [27]. E per patologie non tumorali; favorito da una medicina che è sempre più orientata al business e quindi alle sovradiagnosi.

La paura potrebbe essere considerata come un’emissione inquinante dell’industria e dei traffici sui rifiuti. Un sottoprodotto che il business, fatta salva l’impunità sui danni reali da inquinamento, ha interesse a valorizzare, in quanto alimenta l’industria delle sovradiagnosi e dei sovratrattamenti [28].


Angeli e demoni

Ciò che tendiamo a credere sugli screening tumorali si scontra con la realtà evidenziata dalla ricerca scientifica [1]. Studi mostrano che non solo i pazienti ma anche molti medici non comprendono i termini logici e quantitativi del problema [29]. Si stanno producendo “tutorial” e ausili che correggano gli aspetti più grossolani delle false credenze di medici e pazienti [30]. Cassels osserva come perfino quando comunicano il pericolo delle sovradiagnosi i media glissano sulla natura eminentemente politica degli screening, cioè sulla realtà cruda e terrena dei guadagni finanziari e degli incentivi [31]. Insieme alla difficoltà concettuale e psicologica appare essere all’opera, nel caso degli addetti e degli altri che ne traggono profitto, il fattore evidenziato da Keynes: “E’ difficile fare comprendere un concetto a qualcuno le cui entrate dipendono dal non comprenderlo”. In Italia invece di dissolvere lo strato protettivo tecnico, informando ed educando correttamente medici e pubblico, vi si aggiunge, secondo il costume cattolico, un buono strato di vischioso sacro spazzatura. La sacralizzazione della frode nel caso in oggetto può essere descritta con due narrazioni, “Non praevalebunt” e “Dita della stessa mano” che rappresentano rispettivamente la versione ufficiale e uno schema di ricostruzione che dovrebbe essere considerato.

Non praevalebunt. I diabolici camorristi, forti di alcune complicità istituzionali, ottenute da mele marce che si sono fatte corrompere, hanno usato alle spalle degli onesti zone della Campania come discariche per rifiuti tossici. Causando, nelle parole pronunciate nell’aula della Camera dal deputato grillino Micillo “il più grave attentato alla pubblica incolumità della storia. La bomba atomica non fa testo perché usata in tempo di guerra” [24]. Grazie alla denuncia di diversi coraggiosi come Saviano e Patriciello, le loro trame sono state svelate e fermate. Le forze del Bene sono passate al contrattacco, fino a fare del fortino di un boss un presidio di salute, che salva la popolazione dal cancro seminato dalle forze del Male.

Dita della stessa mano. La Campania è stata usata impunemente come discarica di rifiuti pericolosi e tossici a favore di varie industrie, con sostanziali complicità e connivenze istituzionali e la gestione della camorra. A danno fatto, si è usato l’inquinamento per un altro affare, quello dell’impianto nel Meridione di pratiche di medicina commerciale, come gli screening tumorali, lanciando allarmi, suscitando paure viscerali, disinformando su pericoli e rimedi [4, 32]. Aggiungendo degrado a degrado, inganno a inganno, depredazione a depredazione. Caricando dei danni fisici, mentali e finanziari degli screening una popolazione che già presenta ampie sacche di deprivazione. A questo scopo si è inscenato un “risveglio”; una riscossa della guerra santa contro la mafia. Costruendo figure eroiche come Saviano e Patriciello. Forze di polizia e magistratura collaborano all’operazione, facendo gli anticamorra dopo avere lasciato usare il territorio come discarica; e contribuendo, al di là delle loro competenze, agli allarmi distorti a favore del business medico, in una forma di peculato che come in altri casi [33] mette la credibilità di toghe e divise dello Stato al servizio di interessi privati gravemente illeciti. Con una sproporzione, come in altri casi di propaganda di affari medici illeciti tramite l’azione giudiziaria, tra il forte effetto mediatico manipolatorio e la punizione dei responsabili. Arrivando a occuparsi, nell’ambito di un generale supporto al business biomedico, della repressione e del discredito delle voci che guasterebbero il gioco. Il ruolo dell’antimafia appare essere quello di gestire la mafia, evitando che cresca troppo e impiegando la paura che suscita come instrumentum regni; mentre permette, copre e aiuta forme di mafia dei colletti bianchi necessarie ai grandi interessi della medicina commerciale. A volte in consonanza con gli apparati e le confraternite che tradizionalmente in Italia si occupano degli affari più luridi, in genere obbedendo a ordini da fuori.


L’inquinamento come delitto a doppia azione

Il caso, irto di aspetti controintuitivi, induce ad alcune considerazioni. Nella camera di scoppio dei motori delle automobili l’energia della combustione spinge i pistoni, che forniscono così lavoro. La risalita del pistone non fornisce lavoro, ma ne richiede. Invece nei motori a doppia azione, tipicamente i motori a vapore delle locomotive, il pistone fornisce lavoro sia quando va che quando viene, venendo spinto lungo il cilindro dall’energia termica in entrambi i sensi, mediante un gioco di valvole che immette il vapore ora dal lato della faccia libera del pistone ora da quello della biella. Ottenendo così un aumento dell’efficienza. Analogamente, mentre per la maggior parte dei crimini l’intervento di legalità fa sì che al delitto si alterni la riparazione, con l’inquinamento si ottengono vantaggi illeciti, e si crea danno, non solo dalla commissione del crimine, ma anche dalla fase che corrisponde alla riparazione. L’inquinamento consente di fare ulteriori affari “di ritorno” con la medicalizzazione e con le bonifiche. Il Procuratore nazionale antimafia Roberti ha osservato che le bonifiche “Rischiano di essere fatte dalle stesse imprese che hanno contribuito all’inquinamento. Questo, senza che ci sia nessuno che lo impedisce” [24]. L’intervento giudiziario, l’intervento etico, politico e tecnico sapientemente omessi e forzati al tempo giusto possono costituire quel gioco di valvole che permette la doppia azione.

I delitti a doppia azione sarebbe particolarmente importante prevenirli, o stroncarli sul nascere; sul piano legislativo e giudiziario. I delitti a doppia azione del potere, che permettono di servire o vendersi apparendo cavalieri senza macchia, sono una fortuna per la nostra desolante classe dirigente, imbevuta di opportunismo e vanità. E anche per quella che dovrebbe essere la resistenza spontanea, dal basso, che è malata di “sessantottismo”, ovvero l’inclinazione a protestare su ciò che il potere vuole si protesti. Ben descritta da Pasolini: “Essi credono di spezzare il cerchio e non fanno altro che rinsaldarlo”.


L’allocazione delle risorse secondo frode

Su Il Mattino di Napoli lo stesso Garattini, uno dei maggiori esperti e voce critica “gatekeeper”, integrata nell’establishment, ha spiegato come lo Stato mentre promette di aumentare i servizi sanitari pubblici con scintillanti interventi medici, “gratis” secondo l’espressione della ministra Lorenzin, lasci scoperti – e renda scoperti – servizi medici essenziali [34]. I nuovi LEA del governo Renzi-Gentiloni includono le cure termali e l’ozonoterapia, cure di non provata efficacia, per usare un eufemismo, e certo non essenziali.

Forniscono “gratis” anche farmaci oncologici costosissimi che allungherebbero la vita di uno o due mesi. Un vantaggio teorico, a volte fatto apparire fittiziamente manipolando il campione in cambio di un peggioramento, questo concreto, della qualità di vita [35]. Farmaci il cui rapporto prezzo/efficacia e gli insufficienti controlli sulla sicurezza [36] dovrebbero portare a considerarli truffe istituzionalizzate con farmaci imperfetti e pericolosi. Una cinica aberrazione che conferma come dietro agli annunci rutilanti di progressi scientifici e le proteste di umanità, la medicina, soggiogata dal business, si impegni non nel combattere il cancro ma nel trarne il maggior profitto monetario.

Intanto i pronto soccorso restano scoperti, e in Campania le persone sono abituate a restare su una barella se ricoverate. L’assistenza agli anziani non autosufficienti impoverisce le famiglie [37]. Il caso del Don Diana è un episodio di una tendenza generale a impiegare risorse pubbliche, cioè ad amministrare il denaro dei contribuenti, a favore di servizi medici che promettono miracoli, e che moltiplicano miracolosamente i profitti degli investitori, ma sono per il resto inutili o dannosi; mentre si lasciano scoperti servizi medici e assistenziali meno favolosi ma realmente utili, lasciando solo il cittadino quando ha realmente bisogno di aiuto. Obbligandolo a pagarsi – sempre che sia possibile – diversi servizi necessari, dopo che i soldi che ha affidato allo Stato sono stati sperperati a beneficio di poteri forti in una medicina inutile o dannosa.


 La linea della palma e la linea del mammografo

Sciascia paragonava l’espansione della mafie meridionali al Nord al salire della “linea della palma”. Mentre avanza da Sud a Nord il limite dell’areale della palma, scende in senso opposto la linea del mammografo (e non sorprenderebbe che i due movimenti avessero attori in comune). Gli screening stanno venendo criticati e ridotti nei paesi occidentali più avanzati. Le aspettative di ulteriore crescita del settore puntano sui popolosi paesi emergenti, India e Cina [38]. La presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha orgogliosamente rivendicato come un merito (aggiungendovi una connotazione femminista, tipica della propaganda sugli screening mammari) l’introduzione in un paese LMIC (low-income middle-income countries) come il Cile dello screening mammografico e di altri prodotti di prevenzione [39]. Per mantenere i profitti si punta a globalizzare il mercato, a saturare regioni subalterne come l’Italia e a colmare lacune come quella del Meridione. La globalizzazione permette di prolungare e espandere imprese fraudolente estendendole, dopo che sono state smascherate nei paesi d’origine, a paesi minori, ai quali vengono presentate come l’arrivo del progresso e della civiltà.

Il Sud Italia, piuttosto che acquisire gli aspetti positivi, a partire da una migliore organizzazione della sanità, si vedrà colonizzato da medicina commerciale come la “prevenzione”. L’inesauribile mangiatoia della medicina viene convertita in senso liberista, a favore della frode medica strutturale, di alto livello, che privilegia i grandi investitori; anche nel Sud Italia, dove è servita tradizionalmente per il keynesismo democristiano, con la distribuzione clientelare di stipendi e operazioni di basso livello come le ricette di farmaci gonfiate o false. Si sta forse andando verso una economia patologica, una forma modificata in peggio dell’assistenzialismo, dove i disagiati otterranno una fonte di reddito, dei sussidi, in cambio dell’assumere il ruolo – sacro – di malato; e facendosi trasformare in malati; o mettendo a reddito la prole in questo modo, come già avviene in alcuni casi nelle fasce povere in USA.

 

L’inevitabilità della blasfemia

Anni fa A. Dal Lago osservò che le minacce della camorra hanno reso Saviano “circonfuso da un alone di eroismo” che impedisce l’analisi critica di “Gomorra” [40]. Ancora oggi criticare Saviano porta a essere stigmatizzati per il solo fatto di avere osato farlo. La fusione tra realtà e fiction, tra il reale e il costruito riguardo a quel cagnaccio del potere che è la mafia, e la conseguente istituzione di aloni o di capsule mucose che rendono sacro ciò che non lo è, o ciò che è iniquo, andrebbero meglio esaminate [40]. Di sicuro l’introduzione di screening tumorali che stanno venendo scartati altrove non è il modo giusto di proseguire la lotta di uomini come Falcone e Borsellino; di onorare caduti come don Diana, il prete che ripeté la risoluzione biblica che è stata il motto di un altro meridionale, Tommaso Campanella: “Per amore del mio popolo non tacerò”; di tutelare la salute e promuovere il benessere dei cittadini. Questo è il modo di servire interessi privati a danno dei cittadini, calpestando etica e Costituzione.

Il potere si guarda dall’eliminare la mafia, che gli fornisce tra i vari vantaggi anche uno standard negativo rispetto al quale fare apparire le istituzioni che controlla come paladini del Bene; in modo da fare disattendere impunemente l’aderenza ai valori positivi [41]. Tende a creare un rivestimento sacro per i suoi atti per renderli indiscutibili, dogmi immuni da critiche e denunce. La lotta alla mafia, come la lotta alle malattie, permette di allestire il recinto del sacro, di praticare il male simulando la virtù. Una tecnica che è diffusa quanto lo sono le mafie; e che in parte spiega, e a volte accompagna, la loro estensione al Nord. Nel paese del Gattopardo, andrebbe considerata laicamente la post-mafia, ciò che viene dopo la mafia; se ciò che sembra costituirne l’opposto non sia invece in un rapporto di continuità con il bestiale disegno di sopraffazione, il cupo disegno di sfruttamento che ai mafiosi viene permesso di porre in essere.

Il sacro desacralizza. L’istituzione del sacro rende per definizione profano, quindi inferiore, sacrificabile, ciò che lascia al suo esterno; il sacro può essere impostato in modo da rendere più facile bestemmiare l’Uomo. Col sacro spazzatura chi dissente viene posto davanti a una sorta di ricatto culturale, dato da un’alternativa spiacevole: o si nega e si definisce come un male ciò che viene presentato come sacro, e come sacro è considerato dalla comunità, divenendo così agli occhi dei più dei bestemmiatori; o lo si accetta e così si bestemmia l’Uomo. Il potere vuole che sia considerato immorale l’oltrepassare la viscida barriera sacra con la quale cinge le sue truffe; accomunandolo allo “speech hate”, o sostenendo che la “violenza verbale” di chi critica e denuncia sarebbe pari a quella che fracassa le ossa o sottilmente rovina vite. Non conformarsi al “politically correct” sta divenendo una trasgressione illecita, un peccato mortale; si sta cercando di introdurre, in barba alle libertà costituzionali e al principio democratico, forme di censura e di punizione tramite la legge verso chi non rispetta come sacre e intoccabili le imposture ufficiali.

Il potere predica e impone un pacifismo assoluto nei suoi confronti mentre aggredisce senza tregua. Il teologo Turcke ha mostrato come “il rifiuto di ogni violenza è soltanto la sua ipocrita approvazione”; e come siamo condannati a subire la violenza o a usarla legittimamente per difenderci [42]. Analogamente andrebbe riconosciuto, se si vuole costituire un’opposizione efficace al liberismo e alle sue espressioni globaliste, che la corretta disamina degli aspetti tecnici – così spesso trascurata – è assolutamente necessaria ma non è sufficiente, e che occorre anche il gesto culturalmente traumatico di rovesciare simulacri e falsi idoli. Senza cadere nella trappola dell’intemperanza, occorre dire pane al pane, e essere irriverenti e iconoclasti contro ciò che viene falsamente presentato come sacro.


Note
1. Kramer BS et al. Cancer Screening: The Clash of Science and Intuition. Annu Rev Med, 2009. 60:125.
2. Terre dei fuochi: ex casa casalesi diventa centro di lotta al cancro. Controradio Toscana, 26 gen 17.
3. Volpe M. Egemonia e dissenso: quali prospettive? In: Appello al popolo, 10 feb 2017.
4. Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato. https://menici60d15.wordpress.com
5. Welsh, HG. Less medicine, more health. Beacon Press, 2015.
6. Illich I. Medical nemesis. Lancet, 1974. i:918.
7. Un Centro di prevenzione oncologica nella villa confiscata al boss a Casale. Corsera, 4 feb 17.
8. Cochrane Nordic. Mammography screening does not work and leads to substantial overdiagnosis. Comunicato del 10 gen 2017.
9. Jorgensen KJ et al. Breast Cancer Screening in Denmark: A Cohort Study of Tumor Size and Overdiagnosis. Ann Intern Med, 2017. DOI: 10.7326/M16-0270.
10. Gigerenzer G. On the Supposed Evidence for Libertarian Paternalism. Rev Phil Psych, 2015. 6: 361.
11. I cancri che non sono cancro. https://menici60d15.wordpress.com/
12. Overdiagnosis of ductal carcinoma in situ: ‘the pathology equivalent of racial profiling’. Health News Review. 10 gen 2017.
13. Brooks, M. Low-risk thyroid cancer overdiagnosed, overtreated. Medscape 28 ago 2013.
14. Brownlee S, et al. Evidence for overuse of medical services around the world. Lancet, 2017. http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(16)32585-5.
15. Ganz P. 2017 Cancer Survivorship Symposium. Abstract 111. 28 gen 2017.
16. Nelson R. Thumbs Down to Routine Thyroid Cancer Screening, Says USPSTF. Medscape, 22 nov 2016.
17. Sovradiagnosi I. Come la medicina nuoce. https://menici60d15.wordpress.com/
18. Kaplan RM. Disease, diagnosis, and dollars. Facing the ever-expanding market for medical care. Copernicus Books, 2009.
19. Welsh HG et al. Overdiagnosed. Making people sick in the pursuit of health. Beacon Press, 2011.
20. Foucar E. Do pathologists play dice? Uncertainty and early histopathological dignosis of common malignancies. Histopathology, 1997. 31: 495.
21. Health News Review. Rockefeller PR release on automated melanoma screening downplayed false-positive rate. 3 gen 2017.
22. La magistratura e la separazione dei valori: il caso della “Nave dei veleni”. https://menici60d15.wordpress.com. Quando “less is more”. Ibid.
23. Evans R. Cancer scare headlines are not new. The Guardian, 13 mag 2010. Thomas L. An epidemic of apprehension. Discover, 1983. 4: 78.
24. Coltro P con Perrella N. Oltre Gomorra. I rifiuti d’Italia. Cento Autori, 2015.
25. Musmeci L et al. Aggiornamento dello studio Sentieri. Relazione relativa all’articolo 1, comma 1- bis, legge n° 6 del 6 febbraio 2014 (Terra dei Fuochi).
26. Liguori M. Terra dei fuochi, via alla mappa. Task force al lavoro su microaree. Mattino Digital, 19 feb 2017.
27. SOS cancro nei bambini e sovradiagnosi. https://menici60d15.wordpress.com
28. Health I. Role of fear in overdiagnosis and overtreatment. BMJ, 2014. 349: g6123.
29. Gigerenzer G et al. Helping  doctors  and  patients  make  sense  of  health  statistics.  Psychol  Sci Public Interest, 2007. 8:53.
30. Keen JD et al. Four Principles to Consider Before Advising Women on Screening Mammography. Journal of Women’s Health, 2015. 24: 867. Lin K. Cancer epidemiology 101 for urologists (and others). Sito Common Sense Family Doctor, 12 dic 2012.
31. Cassels A. One key detail you’re unlikely to see in news stories about mammography screening guidelines. Health News Review, 31 gen 2017.
32. Attenti a Scilla. https://menici60d15.wordpress.com
33. Nuove P2 e organi interni. https://menici60d15.wordpress.com/
34. Garattini S. Ma per migliorare le cure non basta offrire nuovi servizi. Il Mattino, 14 gennaio 2017.
35. Mailankody S et al. Overall Survival in Cancer Drug Trials as a New Surrogate End Point for Overall Survival in the Real World. JAMA Oncol, 2016. doi:10.1001/jamaoncol.2016.5296. Kim C, et al. Cancer Drugs Approved on the Basis of a Surrogate End Point and Subsequent Overall Survival: An Analysis of 5 Years of US Food and Drug Administration Approvals. JAMA Internal Medicine, 2015. 175: 1992.
36. Szabo L. Dozens of New Cancer Drugs Do Little to Improve Survival, Frustrating Patients. Kaiser Health News, 9 feb 2017.
37. Faiella MG. In calo la spesa per servizi sociali di regioni e comuni e i posti letto nelle residenze. Un pensionato su tre vive da solo, in case spesso senza ascensore o riscaldamento. In Italia 500mila famiglie sul lastrico per pagare l’assistenza agli anziani. Corsera, 9 feb 2017.
38. Mammography Market is Considered as One of the Rapidly Growing Dynamic Markets by 2021. Persistence Market Research, 30 dic 2016.
39. Bachelet M. Women, power, and the cancer divide. Lancet, 25 feb 2017.
40. Dal Lago A. Eroi di carta. Il caso Gomorra e altre epopee. Manifestolibri, 2010.
41. I professionisti della metamafia. https://menici60d15.wordpress.com/
42. Violenza. In: Paccino D. Manuale di autodifesa linguistica. Arterigere, 1996. Turcke C. Violenza e tabù. Garzanti, 1991.

 

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4 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Autismo, tumori e disabilità: quanto influisce l’inquinamento sulla nostra salute?

Ricordo il dr. Marfella, che dice di essere schierato dalla parte dei cittadini, a fianco al Procuratore generale di Brescia a una conferenza dove si lanciavano allarmi sui danni alla salute da inquinamento nel bresciano, accomunandolo alla Terra dei Fuochi. Platea di studenti, cioè di minori, scelta a mio parere imprudente, per non dire censurabile*. Marfella accosta l’inquinamento anche alla ”epidemia” di autismo; schierandosi a fianco all’ufficialità, incluso Mattarella, in un’operazione di creazione di malattia per via culturale. La bufala dell’epidemia di autismo da vaccini serve da standard negativo per fare sembrare scientifiche le manipolazioni sull’autismo dell’ufficialità; come Stamina al confronto fa sembrare credibili le promesse fantasiose dell’ufficialità sulla rigenerazione del tessuto nervoso. La chemio, fallimentare, viene valutata paragonandola alla follia del metodo Hamer. Su questo sito M. Mirabella, che ha gravi responsabilità per forme di deleteria pubblicità direct-to-consumer mascherate da divulgazione, sembra un difensore dell’onestà scientifica, essendo mostrato a sbeffeggiare una “raeliana”. Il dibattito è coartato a magia bassa contro magia alta. Per un esempio di terza campana, v. autismo in “Primo non curare chi è normale. Contro l’invenzione delle malattie”, Boringhieri. L’autore dopo avere diretto la nosografia psichiatrica ufficiale ne è divenuto un critico.

*La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide.

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26 maggio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Tumori infantili, i numeri della Campania crescono più veloci che in tutt’Europa”

Sì, si può prevedere che nei prossimi anni la Campania colmerà il gap che la vede ancora arretrata rispetto al resto d’Italia e vincerà l’ambito scudetto (Marfella) dell’incidenza di diagnosi di tumori infantili, ora che “le sensazioni dei sacerdoti e delle madri campane” (Isde- Medici per l’ambiente Campania) hanno preso il posto dei turpi affari degli animali senza cuore della camorra: tramite il meccanismo della profezia che si autoavvera allarme-sovradiagnosi-allarme. Dato che gli uomini di Chiesa e le madri coraggio riescono a sensazione a rilevare variazioni di fenomeni che sono misurate in millesimi di punto percentuale, non è fuori luogo avvisare la Curia Arcivescovile di Napoli della possibilità che siano stati loro donati poteri sovrannaturali. In un mondo giusto, dove vigesse lo “Unicuique suum”, queste capacità di percezione extrasensoriale di preti e mamme dovrebbero essere anche portate all’attenzione della Quest… dell’Osservatorio Vesuviano, nella speranza che possano estendersi alla previsione dei fenomeni vulcanici che incombono sulla regione.

 

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10 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A: Cannavale “Povertà e sanità per pochi, l’Italia va verso il modello americano?”

I costi salgono per la tendenza a offrire, o imporre, riti medici non necessari, o inefficaci, e a volte nocivi, ma sempre lucrosi, truffando, a favore di potenti investitori, sia i contribuenti sia chi paga di tasca propria. Mentre reali necessità sono lasciate scoperte. Il modello liberista, che si sta affermando anche da noi, è di ottenere facili profitti vendendo quanta più medicina sfruttando la sua dimensione irrazionale, per la quale più medicina è sinonimo di più salute. Troppa medicina invece è un pericolo per la salute, così che, come per una nemesi, la medicina liberista a volte rende la salute di famiglie a reddito elevato peggiore di quella di famiglie a basso reddito (es. *). La statistica della sopravvivenza per tumore (fatta ingannevolmente passare per il complemento di quella della mortalità) elevata al Nord non è in realtà una buona notizia per gli abitanti del Nord: è un artefatto che deriva essenzialmente dal diagnosticare, e trattare, come cancro entità benigne e asintomatiche, trasformando persone sane in pazienti oncologici. La sua estensione al Sud indicherà un’aggiunta di storture a danno della salute, non un miglioramento delle condizioni di arretratezza della medicina del Meridione. Non bisogna chiedere la medicina dei ricchi, ma la medicina onesta, che oltre a essere utile è economicamente sostenibile.

*Income and Cancer Overdiagnosis. When too much care is harmful. Welch et al. NEJM 8 giu 2017

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23 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Bella “Vaccini: Alice Pignatti, i consiglieri M5S e la borsa di studio della discordia”

Sul JAMA, 22 giu 17, si spiegano le tecniche per convincere i genitori. La propaganda è oggi estensione della “scienza”. Le mamme, in buona fede o meno, sono arruolate come strumento di marketing per fare vendere cure (Schneiderman LJ, Jecker NS. Wrong medicine. Doctors, patients and futile treatments. J Hopkins Univ Press, 1995). Anche a spese del contribuente, mostra questo caso. Le mamme battezzate “mamme rare” di Telethon per il business enorme e truffaldino delle malattie rare; le “madri coraggio” della Terra dei Fuochi per la messa a reddito dei bambini campani (v. “La post-camorra”). Davanti al “cuore di mamma” che promuove compresse o fiale “scientifiche” (e quotate in borsa) occorre un atteggiamento disincantato: “Medical consumer groups are viewed by the public and by the government as claiming the moral high ground and being solely devoted to the general good. Society grants [their] recommendations a special status as being true and honest. [They] are no more than advocates for their own particular diseases and interests, willing to divert medical resources … from other, more worthy areas of health care. They are, in essence, lobbyists, much the same as any other lobbying group or political action committee and, like the others, they are corruptible.” (Gottfried D. Too much medicine. A Doctor’s Prescription for Better and More Affordable Health Care. Paragon House, 2009).

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3 agosto 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Rifiuti speciali, industriali e tossici: ecco perché Terra dei fuochi è tutta Italia”

I rifiuti sono pericolosi, disgustosi, degradanti. Oggi queste caratteristiche negative fanno loro acquisire nuova vita, facendoli risorgere, nelle mani adatte, da scarti a fonti di reddito e di potere. C’è chi li smaltisce, si quota in Borsa, e nel massimizzare i profitti diventa inquinatore; chi si fa assegnare l’appalto della bonifica, a volte essendo il responsabile di ciò che viene bonificato; chi li usa per mostrarsi paladino della legalità o del bene comune mentre è connivente o complice su altri affari illeciti; chi ne fa uno spauracchio per spingere masse di persone verso grandi frodi mediche mai sazie di nuovi pazienti. Il potenziale economico e morale dell’allarme rifiuti viene creato da camorristi e industriali senza scrupoli (che sono lasciati agire); ma viene amplificato e sfruttato da una catena farisaica di persone perbene, che sono il complemento della mafia. I rifiuti configurano un ciclo economico a carattere estorsivo, basato su un Male: sul valore, reale o fittizio, di un Bene dato dalla limitazione di un Male che è in gran parte artificio umano. Ciclo che non andrebbe cavalcato, neppure nei suoi segmenti apparentemente meritori, ma andrebbe spezzato, tramite la riduzione della produzione, la repressione seria della creazione di potenziale negativo, cioè degli sversamenti, e la proibizione delle varie susseguenti forme di lucro e sfruttamento.

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14 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Terra dei Fuochi non è una fake news. Il report di Regione Campania è incompleto”

Le evidenze dovrebbero essere indipendenti dalle asserite virtù di chi le presenta. Il biostatistico Allison ha chiamato “white hat bias”, “bias del cappello bianco”, il distorcere l’informazione scientifica in nome del ritenersi “dalla parte giusta”. E l’iscrivere chi dissente nella parte sbagliata.

Per di più, i buoni col cappello bianco e i malamente che rapiscono i bambini in culla lavorano per lo stesso impresario. Si sta distillando un prezioso sottoprodotto dell’inquinamento, la paura delle malattie, separandola dalla verità sull’effettiva entità del fenomeno, dalle responsabilità e dalle conseguenze antieconomiche. Sia De Luca, magnifico esempio di feudatario, tanto brillante nel rintuzzare i rivali quanto ossequiente ai poteri superiori, sia Patriciello, emissario di un clero che si occupa di vendere greggi di pecorelle, hanno interesse a mantenere la paura free-floating, che giustifichi il business delle bonifiche e spinga le persone nel business dell’oncologia. E allo stesso tempo ad evitare conseguenze negative su altri settori dell’economia, come l’agricoltura e la ricerca sconsiderata del profitto nel business dei rifiuti. L’incertezza sollevata inscenando il duello salva capre e cavoli.

Don Diana non meritava di essere chiamato maestro di questo peccato di superbia interessata, l’indossare il cappello bianco; né di questo genere di sceneggiate, il contrario del parlare chiaro che porta a ricevere non consenso ma la violenza dei malvagi.

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23 gennaio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Caporale “Otto anni di vita in meno, il conto esatto della malasanità – L’istantanea di Caporale”

I dati Istat più recenti mostrano una speranza di vita per la Campania di 81.1 anni contro una media nazionale di 82.8. Circa un anno e mezzo in meno. Questa fake del presidente dell’ISS Ricciardi, Iacona e Il Fatto, che i campani perderebbero molti anni di vita a testa per la malasanità, con l’implicazione che la buona sanità, rappresentata dalla meravigliosa sanità del Nord, sarebbe in grado di aumentare la speranza di vita di molti anni, è una di quelle che il min. degli Interni favorisce, servendo a dirottare anche al Sud la mangiatoia della sanità pubblica dalla distribuzione clientelare di posti e di soldi alle grandi frodi istituzionalizzate dell’industria medica internazionale. Sostituendo al maltrattamento borbonico lo sfruttamento liberista; che include anche effetti iatrogeni in grado di ridurre lo stato di salute della popolazione, come mostra il caso del faro della medicina propagandata da Ricciardi, Iacona e c., la medicina degli USA, dove si sta registrando una riduzione nella speranza di vita (a 78.6 anni) che viene attribuita anche alle sovraprescrizioni di oppioidi (Drop in U.S. life expectancy is an ‘indictment of the American health care system’. Stat, 4 gen 2018). La “opioid epidemic” è una manifestazione avanzata della fake medicine che fa soldi promettendo la salute eterna con le pillole e l’hi-tech, e che si vuole estendere al Sud, in parte scalzando la vecchia vergognosa camurria, in parte accordandosi, ma senza risolvere le piaghe reali.

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26 gennaio 2018

Commento al post di A. Marfella “‘A Napoli si vive 8 anni in meno’, l’allarme di Ricciardi mi ha scioccato”

Un articolo sull’inaffidabilità della letteratura scientifica, intitolato “Case di mattoni, non regge di paglia” (Kaelin WG. Nature, 25 maggio 2017), lamenta la tendenza della ricerca biomedica internazionale a cercare il sensazionalismo a scapito della solidità dei dati; e conclude che nel decidere se pubblicare dei risultati la domanda dovrebbe essere se sono corretti, non se sarebbero importanti se fossero veri. In Italia l’antifake, composta da scienziati, giornalisti, istituzioni, nel decidere le informazioni sulla salute da diffondere applica senza paura la legge

Importanza x Verità = Costante

dove l’importanza di una notizia e la sua veridicità sono inversamente proporzionali. Ovvero, più la notizia è “scioccante” meno c’è bisogno di definirla e di mostrarne l’autenticità. Qui es. non ci si cura di mostrare i dati, e la loro qualità, sulla strage che sarebbe in corso a Napoli. Di spiegare come si attribuisce un asserito crollo della speranza di vita nella popolazione alla malasanità (Ricciardi) o a sversamenti camorristi e ora allo smog (Marfella). I giornalisti e i professionisti della legalità sembrano non considerare se le dicerie che stanno trasmettendo non servano, con la scusa di curare i vecchi mali – disorganizzazione, malavita, ruberie e clientelismo – ad aggiungerne di nuovi, con l’estensione al Sud delle costose cure “da paese civile”, spesso non necessarie e dannose, che fanno ricca l’industria biomedica.

@ Capitano Alatriste. La camorra, e la sua esaltazione come potere malefico sovrannaturale tramite la serie tv Gomorra e gli altri innumerevoli fumettazzi, giustifica l’antimafia perenne. E l’antimafia perenne, la cronicizzazione della lotta alla mafia (in sostituzione ad una guerra che annienti le mafie) costituisce, insieme alla società mafioide a cui è collegata, un sistema di stabilizzazione del malaffare istituzionalizzato, analogo alle soluzioni tampone in chimica. Un sistema che contrasta sia il viraggio verso il basso, cioè che la mafia spadroneggi del tutto, sia il viraggio verso l’alto, cioè verso un maggior livello di decenza e onestà della società; e che favorisce così gli affari all’apparenza rispettabili ma illeciti della società mafioide, dei quali questa campagna pro big business biomedico è un caso.

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23 febbraio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di V. Ulivieri “Brescia, nella Terra dei Fuochi del Nord smantellata la task-force: spostati (e non sostituiti) procuratore e direttrice Arpa”

Un altro fattore, meno noto, soprattutto da noi, ma più incisivo e maggiormente comprovato, che spiega questi incrementi di incidenza “stepwise” di tumori come melanoma cutaneo, carcinoma del rene, della tiroide, della mammella, è la sovradiagnosi. Una caratteristica delle sovradiagnosi di cancro è che si alimentano con gli allarmi sulla presenza di fattori cancerogeni sul territorio; e, una volta innescate, si autoalimentano con l’aumento spurio di incidenza e il conseguente rinnovato allarme. Sarebbe interessante conoscere l’opinione riguardo a questo aspetto, messo un po’ in ombra dall’emergenza sul flagello delle Terre dei Fuochi, dei magistrati noti al pubblico per il loro impegno nel contrastare (soprattutto tramite clamorose indagini; meno in termini di condanne) i reati su rifiuti e discariche in quanto cause delle riportate epidemie di cancro; come Sandro Raimondi. Comunque, nella sfortuna a Brescia è sorta una laboriosa industria della diagnosi e della cura del cancro; che si avvale del prezioso concorso, nella sua meritoria opera a tutela della salute, delle Istituzioni preposte alla legalità: prefettura, questura, comando CC, assessorato e comando polizia municipale. E non ultimi ma primi i servitori dello Stato con la toga che hanno intitolato il palazzo di giustizia di Brescia all’insigne giurista e tra i fondatori della P2 storica Giuseppe Zanardelli.

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4 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ambrosi “Cancro al seno, parlano 200 donne malate: “Non siamo fighe, siamo rottami. Chiediamo una miglior qualità della vita (e una comunicazione giusta)””

In Francia una commissione, che ha compreso cittadini, nominata dal ministero della sanità, ha chiesto l’abolizione o la riduzione dello screening per il cancro della mammella e uno stop alla disinformazione e propaganda (Barratt A et al. Reform of the National Screening Mammography Program in France. JAMA, 30 ott 2017). In Italia si cerca all’opposto di espandere il business. Anche con l’estetizzazione della pesante e dolorosa esperienza del cancro. La presidente dell’Associazione Italiana Oncologia, Stefania Gori, ha lodato la Toffa. Per una voce di donna, con diagnosi di cancro della mammella, che denuncia queste tecniche di vendita avvilenti e disoneste: Ehrenreich B. Smile or die. How positive thinking fooled America & the world. Granta, 2010.

Rivolgersi a Bergoglio come avvocato è finire in ore leonis, perché il clero promuove il business del cancro, al quale partecipa. Ma gli italiani, diceva Montanelli, “vogliono fare la rivoluzione coi carabinieri”. E infatti anche la scelta dello “antisistema” M5S, che ha appena vinto le elezioni, del generale dei CC della Terra dei fuochi al ministero dell’ambiente va nel verso del favorire il business del cancro insieme agli spot della Mediaset di Berlusconi su come è fico avere il cancro e alle bugie sul cancro del governo Renzi (v. La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide).

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18 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Sanità, anche io ho il mio codice 048. Ma al Registro tumori non serve”

Non discuto la condizione clinica dalla quale il dr. Marfella riporta essere affetto. In un film della Wertmuller il protagonista vede con terrore sulla faccia del PM gli stessi nei del mafioso. A volte ho un po’ un’impressione simile; es. quando sento come qui magistrati (D. Ceglie) e CC che attribuiscono all’inquinamento dei camorristi una presunta esplosione di casi di cancro basandosi sull’esenzione da ticket. Un grossolano end point surrogato ottimo per il circolo vizioso che è stato chiamato “il paradosso del falso allarme”, dove “il danno è interpretato come beneficio” perché chi viene falsamente diagnosticato come malato di cancro diviene “the most vocal proponent” dei test che portano alla falsa diagnosi*.

Invece di giocare al piccolo epidemiologo introducendo nuovi “metodi” magistrati e polizia dovrebbero commissionare un monitoraggio epidemiologico sull’uso di psicofarmaci, e sul loro possibile ruolo causale**, nei casi di omicidio- suicidio che riempiono le cronache. Sarebbe un dovere d’ufficio, scrissi anni fa al più celebre PM impegnato in fatti di medicina. Ma magistrati e polizia, ricolmi di buon senso, evitano l’epidemiologia che è anatema per il business biomedico, mentre sono un pungolo e un traino per quella del genere che fa aumentare il fatturato.

*Schwartz LM et al. Not so silver lining. Arch Int Med 28 mar 2011. ** Gøtzsche PC. Deadly Psychiatry and Organised Denial, 2015.

19 marzo 2018:

@ Tamas1412: L’articolo di Mangone mostra anche che usando come indicatore l’esenzione da ticket si sovrastima l’incidenza dei tumori che sono sia più frequenti sia più soggetti alla sovradiagnosi e ai suoi circoli viziosi, prostata e mammella. Questo può spiegare perché Ceglie e i suoi CC adottandolo hanno potuto esibire una irrealistica incidenza quintuplicata. L’appropriatezza per frodi dell’indicatore è data, oltre che dal suo carattere fortemente incerto e indiretto, dal corrispondere a un beneficio economico. Accordato su base burocratica in un territorio povero e dove tradizionalmente si praticano forme di assistenzialismo con maschera medica, es. le pensioni di invalidità. Le manipolazioni orchestrate sulle varie “Terra dei fuochi” fanno intravedere che lo status di malato verrà incentivato con ricompense (ci sono già casi di pazienti pagati in USA). Indicatori di incidenza di tipo monetario si impenneranno e autoalimenteranno. Invece che su “rancori personali” di Marfella, bisognerebbe concentrarsi sulla insufficiente separazione tra forze negative e positive, camorristi-inquinatori e antimafia-antitumori. Come per il terrorismo – in questi giorni le istituzioni fanno mostra di indignarsi per le infami uscite mediatiche che sono consentite alla Faranda – appaiono esserci pervietà, giochi delle parti e continuità di progetto tra le forze negative e quelli che le combattono; e una certa sottomissione di entrambi agli stessi grandi interessi e poteri maggiori.

22 marzo 2018:

Ho letto l’articolo di Mangone. Compara le esenzioni con i RT, e – in quest’ambito – riporta una sottostima di casi. Con una relativa sovrastima dei tumori più comuni e sovradignosticabili, e un 3.5% di probabili non tumori in pazienti con esenzione. Ciò non contraddice e non deve nascondere la trave, ignorata, che benefici di welfare, e quindi il loro uso come indicatori, possano in circostanze favorevoli, allarmi, falsa informazione medica, propaganda, prevedibilmente portare a incidenze gonfiate – anche nei RT, non esenti da limiti tecnici e condizionamenti politici – per la convergenza tra l’industria, ad avere pazienti, e il pubblico, a ottenere benefici.

Es. per il redattore capo del DSM IV (Frances A. Primo, non curare chi è normale) c’è una “falsa epidemia di autismo”, con uno spettacolare aumento di incidenza di 20 volte, per un “errore dell’epidemiologia” con “epidemiologi psichiatrici, che utilizzano un sistema intrinsecamente difettoso per la sistematica tendenza a fornire un quadro esagerato” quando “L’ «epidemia» di autismo, però, per una buona metà è stata sicuramente alimentata dai servizi: una diagnosi sbagliata è il modo più sicuro per un bambino di ottenere maggiore attenzione nel sistema scolastico e una terapia psichiatrica più accurata.” Anche altri mostrano come alla “epidemia” di autismo ha contribuito l’ottenimento di “a wide range of state-funded services” (Rossi NT. The Production of Autism Diagnoses within an Institutional Network).

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23 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Patitucci “Cancro, “sopravvivenza in Italia superiore a media europea, ma al Sud si muore di più malgrado ci si ammali meno””

Il numero di cancri diagnosticati è sensibile al grado di indagine*: più cancri si cercano – con gli screening -più se ne trovano. O meglio, più se ne diagnosticano, perché quello che si trova facilmente sono entità che non rappresentano veri cancri, ma sovradiagnosi di cancro. Questo spiega perché in uno studio a parità di fattori di rischio le donne più ricche hanno il doppio del tasso di diagnosi di cancro della mammella delle donne più povere*. Le sovradiagnosi da screening fanno risultare una “maggiore sopravvivenza” (Mantovani) perché il pool dei malati è diluito con pazienti non affetti. E’ scorretto e ingannevole confondere tra sopravvivenza (vivi tra i diagnosticati) e mortalità (morti per cancro nella popolazione). Le sovradiagnosi fanno aumentare l’indice statistico della sopravvivenza indipendentemente dalla mortalità, che può restare invariata; e in alcuni casi viene aumentata, per effetto iatrogeno.

Un danno e una frode sono presentati come beneficio e merito; vantandoli come superiori alla media europea. In un complesso di fattori, al Nord il maggior numero di sovradiagnosi da screening fa sembrare che le cure facciano vivere più a lungo, rispetto alla maggior proporzione di cancri veri al Sud. L’abbassarsi della linea del mammografo, e la spinta di fake “scientifiche” come questa, danno anche alle donne del Sud i falsi cancri delle donne del ricco Nord.

*Welch HG. Et al. Scrutiny-Dependent Cancer and Self-fulfilling Risk Factors. Ann Int Med, 2 gen 2018.

@ braciolanti. I dati mostrano che al Nord stanno messi peggio che al Sud quanto a incidenza e quanto a mortalità per cancro. Ma siccome bisogna estendere al Sud gli screening, per affiancare nel Meridione al vecchio malaffare locale della sanità il malaffare internazionale sul cancro basato su false informazioni e false promesse, si fa figurare che nel Sud arretrato “si muore di più” rispetto al Nord moderno perché, spiega molto preoccupato Mantovani, non si fanno screening a sufficienza; equivocando tra sopravvivenza dei diagnosticati e mortalità nella popolazione. E equivocando tra tumori falsi, sovradiagnosticati, dovuti proprio a ciò che si vuole estendere al Sud, e tumori reali e avanzati, come mostra anche il recente lavoro del 5 set 2017 sul BMJ di Autier et al Effectiveness of and overdiagnosis from mammography … Ma che cito a fare queste quisquilie davanti alla tua rigorosa spiegazione. Il concetto che mi spieghi sono riuscito, dopo lunga meditazione, ad afferrarlo: si vince se si indovina sotto quale dei tre bicchierini capovolti sta la pallina, la mano è più veloce dell’occhio, la scienza non è democratica, etc.

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11 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Ruccia “Giustizia, Davigo: “La politica non ha mai fatto pulizia al suo interno. Ha sempre detto di aspettare le sentenze””

Chi indica le stalle Augie dei politici dovrebbe avere una casa decentemente pulita. Davigo dice di essersi impressionato per G. Ferrara che spiega che per fare politica bisogna essere ricattabili. Ferrara ricorda quei soggetti che dichiarano sfrontatamente la loro professione illecita. Ha detto una verità fondamentale, per quanto laida. E i magistrati? Per dirne una, il procuratore capo della città dove abito ha un figlio che è stato trovato a rapinare negozi a mano armata. Non è ricattabile un padre che ha un tale peso? A me pare di sì, anche considerando la sfrenata commissione di reati in città da parte di forze in grado di ricattarlo sulla sorte del figlio.

@ massimilianos. Politici e magistrati hanno piani di corruzione diversi. Credo che quasi nessuno entri in magistratura a caccia di mazzette, e che alcuni magistrati siano disposti a essere non ricattabili, condizione svantaggiosa, e a volte letteralmente pericolosa. Non così i politici. Ma quando ci sono in gioco grossi interessi, affari di massima scala, di magistrati moralmente “tacco 12”, di entrambi i sessi, ne compaiono così tanti che fanno sembrare la magistratura come tutta uscita dalla scuola del consigliere Bellomo.

@ massimilianos. Ho letto l’articolo. Prendo gli articoli dell’autore, Fittipaldi, con scetticismo, da quando ne scrisse uno dove attribuiva all’inquinamento l’incremento di diagnosi di cancro nei bambini (l’ho commentato nel mio post “SOS cancro nei bambini e sovradiagnosi”). Non conosco l’ambiente giudiziario e non ho un panorama completo sui magistrati. Osservo il loro comportamento pubblico rispetto alle grandi frodi mediche istituzionalizzate. Penso che nel caso dei magistrati la migliore mazzetta sia un regolare lauto stipendio a chi non è moralmente all’altezza. Può darsi che io sottovaluti la frequenza di passaggi extra di rotoli di banconote fermati con un elastico. A proposito del giudice che si intratteneva con la moglie di una persona da lui fatta arrestare, si è occupato, ricavandone elogi, della celebre Terra dei Fuochi campana, che è un caso molto meno limpido e onorevole di quel che si fa credere, facendo parte della stessa propaganda cui ha dato voce Fittipaldi, che favorisce frodi mediche intoccabili, calate dall’alto da quei poteri forti dei quali politici e magistrati si contendono il favore.

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22 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di T. Mackison “Quirinale, con 765 dipendenti doppia la Casa Bianca. Funzionari del Colle prendono più dei consiglieri di Trump”

Chi opera per il bene della nazione andrebbe ben ricompensato. Senza però ubriacarlo di soldi; come invece avviene per il pletorico personale dei sacri palazzi, il cui vero datore di lavoro non è il popolo, che paga stipendi sontuosi per attività che vanno spesso a suo danno. Oggi 21 aprile, “Giornata della salute della donna”, Mattarella ha auspicato più “prevenzione”; cioè l’estensione degli screening, pratiche che nelle nazioni più ricche e progredite si vuole ridurre, dato che non abbassano la mortalità globale e aumentano il carico di malattia, e sottraggono fondi per l’assistenza medica utile; arricchendo privati. Un intervento del Quirinale contro il popolo e i valori costituzionali interno alla ‘trattativa Stato-Big Pharma’, nella quale nessun magistrato ficca il naso, se non per favorirla.

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12 giugno 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di V. Ulivieri “Inquinamento, nei pressi dei siti contaminati eccesso di mortalità tra 4 e 5%. Tumori, +9% tra i più giovani”

Forme di cancro con una connessione forte da cause ambientali”. E’ vero; e ci sono altri fattori ambientali oltre a quelli propagandati. Per esempio, oltre alla correlazione tra “melanomi e contaminazione da PCB” c’è il fattore ambientale della censura dei media sulle sovradiagnosi di melanoma*. C’è il fattore ambientale delle sovradiagnosi di melanoma trasformate in una “perpetual income machine”, nelle parole del dermatologo D. Elpern. Macchina sfornasoldi potenziata da questi allarmi e studi imprecisi con conclusioni distorte e abusive sul rapporto di causalità. E c’è il fattore ambientale di soggetti con la divisa e la toga che si guadagnano lo stipendio dello Stato occupandosi sia di aiutare l’allarme che spinge persone sane nella “income machine”, dove vengono trasformate in malati di cancro, sia di zittire more mafioso chi guasterebbe la nobile attività.

*Lomangino K. Yes, melanoma can be overdiagnosed, but news stories like these don’t discuss it”. Health News Review, 4 giugno 2018.

@ Pot. Anche confrontando epoche diverse si può ingannare; creando sovrastime del rischio anche del 100%, es: Des Spence. Bad medicine: atrial fibrillation. BMJ, 2013. 347: f4910. Le comparazioni tra periodi storici diversi sono anzi un classico delle manipolazioni. Al contrario confrontando aree diverse usando gli stessi metodi… si possono pure mandare messaggi falsi, ingannevoli e dannosi per la salute pubblica: Wainer H. New York’s cancer maps: What we don’t know won’t hurt us, it’s what we do know that ain’t. In: Medical illuminations. Oxford U Press, 2014. Sulla natura non ambientale ma socioeconomica e commerciale delle variazioni regionali nelle statistiche mediche c’è il classico lavoro di Wennberg, il Dartmouth Atlas.

Come per i bilanci aziendali, e per altre attività umane, nella ricerca biomedica non ci sono barriere metodologiche ai modi di ingannare quando c’è la volontà di farlo, o ci sono forti pressioni che spingono in quel senso; si creano piuttosto metodologie ad hoc, incluse affermazioni piuttosto strane sulla validità di questo o quel metodo.

@  Pot. E’ l’arbitrio del calpestare i principi dell’epidemiologia affermando di poter desumere una monocausalità da studi di tipo ecologico che è senza senso. O meglio non ha senso scientifico, ed è immorale. Ha senso per fare soldi favorendo le sovradiagnosi. E’ l’esatto opposto di ciò che apoditticamente sostieni: le variazioni temporali, come l’insorgenza delle forbici crescenti tra incidenza e mortalità, es. quella del melanoma – che è scorretto ignorare – sono comunemente citate come evidenza di sovradiagnosi; e anche variazioni regionali vengono riportate come evidenza di sovradiagnosi. Es. si è rilevato come in Corea del Sud quando si è praticato estesamente lo screening per il cancro della tiroide l’incidenza di carcinoma papillare della tiroide è aumentata di 15 volte. Si stima che in Corea del Sud il 99% delle diagnosi di cancro della tiroide da screening siano sovradiagnosi (Brownlee S, et al. Evidence for overuse of medical services around the world. Lancet, 2017). O nel caso del rischio di asportazione di un rene per sovradiagnosi di cancro a seconda delle disponibilità locali di TAC (Welch et al. Regional Variation of Computed Tomographic Imaging in the United States and the Risk of Nephrectomy. JAMA Int Med, feb 18).

@  Stef Menc. Le cause dei tumori sono prevalentemente chimiche, da agenti coi quali veniamo in contatto quotidianamente; inclusi i prodotti di consumo. Nella maggior parte dei casi (esposizione occupazionale a parte) sono cancerogeni a bassa intensità. Ma questo non viene detto. Era riconosciuto fino agli anni ’70; è stato poi coperto con altri fattori, come i “lifestyles”; dove la responsabilità è dello stesso individuo, es. per il suo modo di mangiare. Allo stesso tempo si lanciano allarmi su fonti di inquinamento circoscritte, fisicamente o concettualmente. Alle quali non solo si addossano colpe da nascondere, ma si attribuiscono oltre a quelli reali effetti apocalittici ad altissima intensità, implausibili e smentiti dai dati. Si ottiene così di separare la causalità reale, che resta sostanzialmente indisturbata e impunita, dalla paura, che viene sollecitata, in modo da spingere il pubblico verso un’industria da 10^11 $, che sovradiagnostica il cancro, “guarendo” entità che non lo sono, mentre le sue capacità di curare il cancro restano vergognosamente ridotte rispetto alle promesse, e ai prezzi, insostenibili. Minimizzare responsabilità e massimizzare paure. La manovra si basa sui potenti mezzi di controllo dell’informazione e della politica; la corruzione di chi è pagato per tutelare la salute; e la presenza nel pubblico di gente che tipicamente parla molto del proprio pensare, come fai tu, e non sa di lavorare gratis per le stesse forze che hanno i G. Ferrara a libro paga.

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15 giugno 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gentilini “Tumori, l’Italia è tutto un Sin?”

Ieri Cantone ha detto che la corruzione è “il male assoluto”. Si è guardato dal distinguere tra bribery, le mazzette, e institutional corruption, l’istituzionalizzare interessi illeciti dei poteri forti in cambio della carriera. La corruzione genera eccessi di diagnosi di cancro (soprattutto la corruzione istituzionale, che si vuole prenda il posto di quella delle bustarelle). Ma tra corruzione e cancro c’è una rete causale complessa più estesa del sempre ripetuto inquinamento, che permette giochi e effetti paradossi: la corruzione può agire anche combattendo sé stessa, come nel “doppio pacco e contropaccotto” del film di Nanni Loy. Es. in USA si sta riducendo il business delle TAC addominali ai bambini con sospetta appendicite, volendo evitare l’insorgenza di cancri da radiazioni (una causa di cancro reale, iatrogena, che i corrotti della biomedicina nostrani occultano attribuendo tutto ai corrotti inquinatori). Questo ha portato a un aumento delle ecografie, meno specifiche, e quindi a un aumento di sovradiagnosi di appendicite, con relativo aumento del business di appendicectomie non necessarie. Descrivendo l’Italia come tutta una Korogocho a causa delle mazzette si lanciano allarmi su aumenti di diagnosi di tumori pediatrici attribuendoli al male assoluto, invece che a tanti piccoli imbroglioni; e se ne favorirà così, in nome della salute e della giustizia, la sovradiagnosi, con relativi fatturati illeciti. Magistrati e forze di polizia in prima linea.

@ Patrizia Gentilini. Il potere può orientare le credenze pubbliche variando ad hoc il peso dei vari fattori di un caso complesso. Da un lato, i focolai di inquinamento e degrado ambientale sono ormai sinonimi di epidemia di cancro. La relazione non è così stretta. Dall’altro, lei attribuisce certezza assoluta alle diagnosi istologiche. Sapesse quanto basta poco, entro la discrezionalità del microscopista, per sovradiagnosticare una lesione da benigna a maligna, da basso grado ad alto grado. Es. le formazioni neuroectodermiche, i tumori cerebrali, quelli di origine connettivale, le malformazioni congenite, i tessuti fisiologicamente capaci di proliferazione. Le diagnosi istologiche sono oggi riconosciute come centrali al problema, e non più come un’assicurazione di certezza. Ci sono i markers vecchi in appoggio; e i nuovi, per i quali le malattie, in un regresso spacciato per progresso, sempre più sono senza gold standard, ma sono definite da esoterici test di laboratorio, spesso non ben validati e prodotti da chi vende anche le cure. C’è il comodo spauracchio detto “medicina difensiva”. Le pressioni economiche e sociali. Una volta scrissi ad A2A una lettera critica degli inceneritori. Casaleggio ne fece un post per Grillo, Medicina Democratica la pubblicò senza neppure chiedermelo. Se però dico di guardare a tutti i fattori, cominciando da quelli di casa propria, sovradiagnosi e cancri iatrogeni per i medici, e di evitare allarmi distorti che in realtà favoriscono il business, ricevo legnate.

 

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Vedi anche:

Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi

Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato

 

I tamburi della paura

5 gennaio 2017

4 marzo 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Meningite, in Toscana campagna di vaccinazione. Ministero della Salute: “Prudenza, ma non è un’epidemia””

Sandro Nardini: Per chi volesse capire il probabile motivo dell’aumento (?) dei casi in Toscana.
http://www.unifi.it/not-2043-r…

@ Sandro Nardini. Sarebbe doveroso verificare e approfondire.

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23 novembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Patitucci “Meningite in Toscana, eccessi di casi di meningococco C. Rezza (Iss): “Ceppo particolarmente virulento””

C’è una letteratura sulle cause commerciali di variazioni geografiche di incidenza. L’ISS la ignora, insieme alla circostanza che l’incremento di diagnosi di meningite in Toscana è associato all’introduzione di un test diagnostico sviluppato al Meyer di Firenze. Il nuovo test usa un metodo, la PCR, che è noto causare falsi positivi. Ha già provocato incrementi spuri di incidenza di malattie infettive da sovradiagnosi (malaria, m. di Lyme, colite da c. difficile). Prima che di epidemia, il rischio per la salute pubblica appare essere quello che, secondo un collaudato “business model”, che ha già causato tragici effetti, la definizione di malattia venga alterata, identificandola abusivamente con la positività di test di laboratorio a basso valore predittivo positivo, che provocano sovradiagnosi; mentre allo stesso tempo si stimolano paure eccessive. Ciò permette di vendere cure inutili o dannose, a scapito dell’assistenza utile. Mattarella dal Quirinale esclude che possano esservi critiche fondate e responsabili ai vaccini; il presidente dell’ISS Ricciardi può invitare pubblicamente i magistrati a fare da braccio secolare a questa sua “scienza”, rivolgendosi alla stessa Procura che 50 anni fa fu, a danno della nazione, il sicario morale di un presidente dell’ISS come Marotta. Le frodi istituzionali sulla salute, come i test diagnostici che creano le “epidemie” che dicono di contrastare, sono intoccabili anche quando non sono coperte che da un velo sottile.

@ Marco (quello senza avatar). L’incremento dei morti, e i conseguenti allarmi mediatici su un’epidemia, sono qui legati a circostanze poco limpide e molto sospette sulle quali istituzioni all’altezza dei loro poteri e doveri indagherebbero, in un Paese onesto. Andrebbe considerato come un ulteriore indizio che le versioni ufficiali siano appoggiate sul web da squadrette di soggetti pronti a tirare fuori il “complottismo” e a dileggiare chi non scambia, come fanno non molto lucidamente loro, la diagnosi di morte per la diagnosi della causa di morte; rammaricandosi che i manicomi siano stati chiusi. (Secondo un’interpretazione di quelle che danno un lavoro ai troll, furono chiusi, assecondando, ma solo nella pars destruens, il sincero radicale di sinistra Basaglia in Italia, e negli stessi anni dal liberista Reagan in USA, per creare un più ampio mercato agli psicofarmaci, che sono spesso inutili e dannosi).

@ Marco (quello senza avatar). Sì, non c’è nessuna epidemia, e probabilmente nessuna reale rilevante variazione nell’epidemiologia della meningite. Invece, date al pubblico l’impressione, manipolando ad arte esami e notizie, che la pestilenza sia dietro l’angolo; per supportare prediche e obblighi a sempre nuove vaccinazioni. Peccato che “al vostro paese” non ci siano un giudice, una guardia e una gattabuia. Un recente lavoro * mostra che in Europa il carico di malattia da 6 infezioni associate alle cure mediche è maggiore di quello delle altre 32 malattie trasmissibili. Le malattie infettive oggi sono diventate largamente un problema iatrogeno. Ma gli zelanti Savonarola della peste incombente su questo stanno muti.

*Cassini A et al. Burden of Six Healthcare-Associated Infections on European Population Health: Estimating Incidence-Based Disability-Adjusted Life Years through a Population Prevalence-Based Modelling Study. PLOS medicine, 18 ott 2016.

@ Marco (quello senza avatar). Una versione semplificata del lavoro è sul New Scientist: “The first ever study of hospital-acquired infections in European hospitals has found that the combined health impact of these infections is twice that of the combined burden of 32 infections caught outside hospitals, including flu, HIV and tuberculosis.” (18 ott 2016). La licenza di mistificare a piacimento chi te l’ha data? Se distorci ciò che è scritto nero su bianco, accusando gli altri di non capire, si può immaginare cosa fai sulla epidemia-non-epidemia di meningite. Certo è un bello spettacolo per un cittadino vedere la presidenza della Repubblica, l’ISS, Il Meyer di Firenze, la crema della medicina, affiancati da venditori come te.

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2 gennaio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Tundo “Meningite. Tutto quello che c’è da sapere: i batteri che la causano, chi è più a rischio e in quali casi è meglio vaccinarsi”

L’ISS da un lato dice che l’andamento dell’incidenza dei casi di meningite meningococcica è stabile, dall’altro consiglia con toni ora drammatici (“è da irresponsabili non farlo”) ora più pacati, di vaccinarsi. Oltre a essere contraddittorio in sé, il conformarsi dell’ISS alla attuale campagna di paura sulla meningite, o il guidarla, può fare avverare quel che si dice di voler prevenire. Viene nascosto al pubblico, ma è noto (e questo può spiegare il lanciare il sasso e nascondere la mano dell’ISS), che il perseguimento della immunità di gregge con vaccinazioni di massa ingenerando una pressione selettiva potrebbe causare l’emergenza di ceppi più virulenti (Es.*) e quindi un aumento di casi mortali. L’operato congiunto di esperti dello Stato e media sembra volto a mettere a reddito la meningite batterica, malattia temibile ma finora rara, piuttosto che a tutelare la salute, la serenità e gli averi dei cittadini.

*Law DKS. Et al. Invasive Meningococcal Disease in Quebec, Canada, Due to an Emerging Clone of ST-269 Serogroup B Meningococci with Serotype Antigen 17 and Serosubtype Antigen P1.19 (B:17:P1.19). J Clin Microbiol, 2006. 44: 2743.

@ ZiaBettina. Mi scusi lei, ma il perseguimento dell’immunità di gregge, un concetto ben diverso dal mantra semplicistico ammannito al pubblico c’entra eccome.Non appare eccessivamente onesto negare l’esistenza stessa di questo rischio, sul quale esiste una letteratura. Se lei davvero ha difficoltà a vederlo, come dice, provi a leggere “Stephens DS. Vaccines for the unvaccinated: protecting the herd. JID, 2008. 197: 643.”, un propugnatore delle vaccinazioni che discute il problema esplicitamente e dà riferimenti bibliografici. Secondo me non è accettabile ciò che le mi attribuisce, il non curare le persone, quando sia utile e necessario farlo. Non è neppure accettabile, sul piano tecnico e su quello etico, confondere come fa lei tra cura e prevenzione. Non è accettabile adottare misure preventive senza fare un bilancio danni/benefici. Né è accettabile gonfiare il pericolo per indurre a misure preventive e non tenere conto né informare dei possibili effetti negativi o controproducenti.

@ ZiaBettina. Se fosse come dice lei bisognerebbe contestare il comune uso delle citazioni negli articoli scientifici. Siccome non nomina l’immunità di gregge, lei ne deduce che l’articolo non parla dell’immunità di gregge. L’articolo riporta “solo” un incremento di casi da ceppi maggiormente virulenti da immunità di massa suscitata da vaccinazione di massa; è bizzarro dire che con l’immunità di gregge “non c’entra molto”. Il caso delle infezioni causate da antibiotici è un’ulteriore evidenza sul piano microbiologico che il consumo improprio di vaccini può provocare infezioni più difficili da combattere. Invece si fa credere che le vaccinazioni non possano essere che benefiche. Gli articoli dove si cita espressamente la “herd immunity” nel discutere di come le vaccinazioni di massa possono provocare la selezione di ceppi più virulenti, e occorra quindi cautela nell’imporli, non ha il tempo di leggerli (neppure se provengono dallo stesso campus dove ha sede il CDC, autorità mondiale nella diffusione di allarmi su epidemie e propaganda di vaccini). Però lei, mi perdoni, perde troppo tempo con me rispetto al tempo necessario a leggere, capire quello che si legge e pensare. A proposito di gregge, il suo modo di perorare mi ricorda quello scolaro che, punito dalla professoressa per avere fatto il verso della pecora durante la lezione, si disse vittima di una falsa accusa perché lui aveva fatto il verso della capretta.

@ alsarago58. Il non vaccinare creerà migliaia di casi in più? E’ dunque in corso o è imminente un’epidemia? Che aspetti ad avvisare l’ISS che sta sbagliando a negarlo? E a mettere al servizio dell’umanità le tue capacità divinatorie? Sarei curioso di sapere che ne direbbe della diffusione di notizie come questa che propagandi Pitruzzella, il presidente dell’Antitrust che vuole istituire il monopolio a gestione statale delle false notizie.

@ alsarago58. La sparizione della meningite è rimandata? E’ facile attribuire un non evento futuro al proprio ritrovato (provarlo invece, soprattutto per fenomeni complessi come le epidemie, richiede un trial). Cerco di imitare le tue virtù oracolari. E’ interessante che tu abbia accostato alla meningite la sepsi. Marc Segal, medico e consulente di parlamentari USA, autore di “False alarm, the truth about the epidemic of fear” parla di “Bug du Jour”, “il bacherozzo del giorno” a proposito dell’ondata continua di falsi allarmi di nuove epidemie. Senza pretendere di competere con te, azzardo la previsione che la sepsi, una miniera d’oro, sarà il prossimo bug du jour col quale la carovana di scienziati rigorosi, giornalisti segugi, bloggers, trolls etc. ci intratterrà e spaventerà nei prossimi mesi.

@ alsarago58. “Trumpino”? Ma bisogna per forza appartenere a qualche gruppo di potere? Stai sereno, non sarà un povero untorello come me quello che spianti l’Italia, e la barra della sanità è nelle manine gentili ma ferme della Lorenzin. Cercate voi di non lanciare nuove “epidemie” e di non sfruculiare le malattie infettive vecchie.

@ alsarago58. Dalla virulentazione dell’infezione meningococcica l’hai buttata sul complottismo. Che vuoi, è il destino dei Benefattori dell’umanità e sacerdoti della Scienza essere calunniati da quei malati di mente che vi accusano di complotti assurdi, Spectre, Bilderberg… Qualcuno di loro sospetta che vi sia stata un’operazione di marketing, pardon un complotto, con precedenti documentabili, per fare figurare al pubblico una minaccia incombente di meningite sull’Italia; innescata a poche decine di chilometri dalla GSK di Siena. Ma ovviamente ordito da una confraternita ultrasegreta, al lume delle torce in una loggia ricavata in una grotta di un’isoletta sperduta del Pacifico, dove si decidono i destini del mondo… Mai una volta che i complottisti evochino entità meno astruse come “forze economiche impersonali”, “superficialità”, “incompetenza”, “conformismo”, “pavidità”, “venalità”, “conflitto d’interesse”, “vanagloria”, “disonestà”, “procurato allarme”, “falso”, “frode”, “corruzione”, “diffamazione”, “abuso d’ufficio”, “associazione a delinquere”, e altro.

@ Gfransb. Avrei forti dubbi sulla serietà di immunologi che affermassero con la metà della certezza che lei esibisce che l’emergenza di ceppi più virulenti in conseguenza di vaccinazioni di massa – fenomeno che è già stato osservato – non possa avere luogo. Se poi lo facessero portando come argomento il paragone col vaiolo che lei presenta i dubbi si estenderebbero anche alle doti personali più intime, come il rispetto per sé stessi.

@ Gfransb. Studi i lavori che cito e estenda la ricerca agli articoli che trattano del “capsular switching” del meningococco in seguito a vaccinazione. Magari si faccia aiutare dalle sue fonti sicure, che secondo lei esauriscono l’orizzonte della conoscenza e le consentono di fare il castigatore dei commenti che sgarrano dalla versione mediatica.

@ Gfransb. Burioni, il suo scienziato di riferimento, propagandista delle vaccinazioni a oltranza e coattive, in un altro post su Il Fatto ha appena sostenuto la necessità del principio d’autorità. La scienza nega il principio di autorità; lo ha aggiunto a penna Burioni identificando l’autorità con la competenza. La competenza è necessaria; infatti l’ufficialità non dovrebbe far credere ai cittadini che possano “partecipare” a scelte tecniche sulla base delle storielle pseudoscientifiche usate per indottrinarli. Ma non è sufficiente: “l’esperienza dice che il mondo è pieno di scienziati e di intellettuali che si prostituiscono al potere e ne avallano tutte le abiezioni. Forse che costoro non sono corrotti perché sono competenti ?” (D. Fisichella). Burioni dice anche “la scienza non è democratica”. La buona scienza “non è democratica” nelle conclusioni, ma lo è nella partecipazione. Nei fatti, l’incerta e sottomessa scienza medica è ”democratica” nelle conclusioni, perché vale il “consensus” degli addetti, e quello dei followers, che ricerca attivamente, e non è democratica nelle procedure, perché tende a escludere chi non si adegua alla maggioranza. Lei è la dimostrazione dei danni delle aberranti “regole” scientifiche di Burioni, e della sua predicazione sui social, che contraddice sia quanto afferma sia quanto dovrebbe praticare.

@ Bruccio. “Non bisogna perdere il principio di autorità: quando si parla di un argomento, bisogna conoscerlo”. Roberto Burioni in “Meningite, prof. Burioni …” di G. Ruccia, il Fatto quotidiano 3 gen 2017. Non solo il principio di autorità, ma la doppia verità: l’epidemia non c’è ma bisogna parlare dei casi di meningite e adottare misure come se ci fosse; il principio di autorità lo si proclama tranquillamente a chiare lettere ma si nega di averlo fatto. La scienza non risponde a pernacchie, e non affida il giudizio sulla serietà delle argomentazioni a te o assimilabili; quello è il marketing fraudolento. Inoltre le decisioni sui vaccini sono politica sanitaria, che non solo non è una questione esclusivamente scientifica, ma è ormai ben altro che una questione scientifica: la figura dello scienziato è un elemento chiave nelle tecniche amorali del marketing farmaceutico. Scienziati coadiuvati da una claque di “difensori della scienza” non impacciati da sensi di vergogna e facili alla caciara e alla pernacchia se si sbugiardano gli ipse dixit; la loro reale vocazione essendo quella di spacciare Rolex falsi nelle piazzole degli autogrill.

@ Bruccio. Una delle differenze tra me e te è che io non ritengo si possa attribuire ad espressioni note e stabilite un significato arbitrario e variabile a seconda delle circostanze, come Humpty Dumpty; né tantomeno da lì procedere a insultare. Né che si possa attribuire arbitrariamente ad altri l’opposto di quanto hanno scritto (v. sopra ciò che scrivo sulla competenza); e poi procedere a insultare. I reviewer sono spesso citati tra le cause nei frequenti editoriali e negli studi sulla degenerazione etica e tecnica della ricerca biomedica. Queste tue esibizioni mostrano anche da sole, senza commenti, come pensano e agiscono alcuni di loro; e come sono convinti di potere comportarsi in Italia. Sarebbe interessante sapere che ne pensano di questi tuoi interventi i direttori delle riviste che si giovano della tua opera.

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10 gennaio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Terapia genica, Luigi Naldini: “Così l’esistenza di molti bambini è cambiata in meglio”

@ Beta. Lei non vede i gravi pericoli della operazione malattie rare; e neppure la corruzione diffusa nella ricerca, ammessa pure da molti ricercatori. Sapesse quante cose avvengono a sua insaputa. Credo che prima di accusare di “complottismo” bisognerebbe considerare il concetto di “crimine dall’alto”, una generalizzazione della “eversione dall’alto” di Gramsci e dei “ricchi che rubano” di Travaglio. Sull’innocenza dell’establishment biomedico su Stamina, in questi giorni si addebita alla “psicosi” del pubblico la corsa indiscriminata al vaccino antimeningococco dopo che si è sollevata la paura per una pseudoepidemia costruita ad arte. Questo mostrare indignazione o sconcerto per ciò che si è suscitato lo chiamo “i rimproveri della maitresse”. Sono d’accordo con lei che molte persone si approfittino di gente disperata per lucrare.

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13 gennaio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Ministro Lorenzin dopo la firma dei nuovi Lea: “Vaccini gratis e senza ticket” “

Gratis? “Molte persone non lo vedono ma alla fine tutti i costi sono pagati dalle persone comuni. Quando vedi i pazienti nel tuo studio sai che non pagheranno la particolare prestazione che stai per erogare. Ma puoi essere certo che alla fine in qualche modo pagheranno il costo. Abbiamo portato il laundering [riciclaggio] dei costi della sanità ad un’arte elevata, che fa sembrare le banche off-shore dei dilettanti. Ma puoi essere certo che dopo che il riciclaggio è completato, i costi saranno ancora là, e li pagheranno le persone comuni” (*,ridotto).

Questi non sono regali; se non alle case farmaceutiche di denaro pubblico. Saranno pagati da noi con le imposte e tasse; e con le spese private che si sarà a costretti a sostenere per l’assistenza medica realmente necessaria e lasciata scoperta.

*Eddy DM Medicine, money and mathematics. Am Coll Surg Bull, 1992. 77: 36.

@ Snoopix. Non è la “sanità universale”. E’ la sanità delle multinazionali attraverso il potere dello Stato. Che ottimizza non la salute, ma il profitto, succhiando denaro ai cittadini mediante informazioni ingannevoli, sovradiagnosi e cure futili, e a volte dannose, ma comode e lucrose per il business, e trascurando interventi necessari, non sviluppando trattamenti e lasciando il cittadino senza guida e senza aiuto in situazioni critiche.

@ Bruccio. Questo è il modello americano. Es. “With faster drug approvals taxpayers could be left to foot the bill” STATplus, 13 gen 17 (USA). Sei tu che sembri avere difficoltà a distinguere tra servizio sanitario utile pagato con le tasse e uso del prelievo fiscale con la copertura della sanità pubblica per trasferire denaro dei cittadini al business.

@ Bruccio. Quindi non si può criticare o denunciare come corrotto nessun appalto per lavori pubblici se non si è ingegneri specializzati in quel genere di opera? Sono un medico e mi occupo di frodi mediche strutturali. In genere, come qui, cito degli autori a supporto di quanto dico. Puoi indicarmi tu quale immunologo, vaccinologo, dipendente dell’industria farmaceutica sulla base di quali studi e di quali competenze sosterrebbe che una spesa pubblica importante non possa essere che benefica, indiscutibile e priva di conflitti di interesse se supportata dal parere di “scienziati”? Puoi indicarmi es. l’evidenza scientifica pubblicata che giustificherebbe l’allocazione preferenziale di denaro pubblico per la vaccinazione di adolescenti maschi contro l’HPV ? Che giustifichi il porre tale vaccinazione sotto il titolo di “assistenza essenziale”? Io credo che, più che essere io a rispondere nel “tribunale della scienza” nel quale fai il pubblico ministero, in un Paese sano ciò andrebbe spiegato alla magistratura nell’ambito di un’indagine. Condivido l’opinione di diversi scienziati che in medicina la scienza sia stata insozzata facendone uno strumento di frode, e che mettendola al servizio dei soldi facili sia stata fatta divenire un fattore di malattia.

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Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Palmisano del 4 maggio 2017 “Cellulari e tumori, chi ne studia la correlazione sia super partes”

Le radiazioni ionizzanti sono un cancerogeno certo e potente. L’analogia a effetto tra l’uso del cellulare e i sopravvissuti di Hiroshima è scientifica come sostenere che avendo trovato altezze simili tra un cestista (in ginocchio) e un nano (su trampoli), allora anche il nano è alto. Sul conflitto di interessi, va osservato che la paura per agenti cancerogeni, che ha un valore di mercato spingendo a sovradiagnosi e a richieste di denaro a vario titolo, oggi viene separata dalle responsabilità, che sono più mostrate che punite, e dal modello socioeconomico liberista, che non viene messo in discussione. La propaganda, inclusa quella giudiziaria, opera un po’ come la colonna di distillazione di una raffineria. Alcune componenti vengono fatte sparire; altre, come la paura, sono diffuse nell’atmosfera, inquinando l’opinione pubblica. Un buon sistema è nascondere i cancerogeni veri (es radiazioni ionizzanti mediche), e agitare quelli falsi o esagerati. Vi è conflitto d’interessi anche nel produrre paure redditizie. Es. quando nel 1884 Bismarck introdusse l’assicurazione per i lavoratori, medici e avvocati riesumarono la teoria già screditata delle “lividure” e altri esiti di traumi come causa di cancro (Malleson A. Whiplash and other useful disease. Cap. Lawyers, junk science and chicanery. McGill-Queen ‘s University Press, 2002).

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25 maggio 2017

Blog Bye-bye Uncle Sam

Commento al post di P. Cammerinesi “The smoking gun”

Quando devono eseguire ordini inconfessabili le nostre istituzioni mescolano rigidità prussiana e sciatteria fricchettona. Es. con Moro finsero sia inflessibilità kantiana, “lo Stato non tratta”, sia inettitudine fantozziana sul piano poliziesco, per evitare di salvarlo. Pecorelli, mentre a Washington come presidente dell’AIFA riceveva istruzioni sull’operazione che avrebbe portato alle odierne leggi draconiane sulla vaccinazione dei bambini, era anche dominus di fatto del grande ospedale pubblico che fa da policlinico all’Università di Brescia, come rettore e primario. In quella veste, associata per di più a quella di presidente dell’ente di valutazione scientifica dei farmaci, è stato incredibilmente corrivo: gli Spedali Civili aprirono le porte a Stamina, una truffa da quattro soldi, dandole peso e credibilità.

Non si tratta di rigore né di lassismo, ma di esecuzione di direttive. La rigenerazione di tessuti solidi con staminali è un progetto fantascientifico, di grande suggestione, ma che non riesce a soddisfare i criteri di scientificità, a partire dalla plausibilità biologica. Allora, essendo anche un business, si è ricorsi al sistema dello standard inverso, negativo invece che positivo: si comparano sul piano dell’immagine i prodotti ufficiali non con gli standard di efficacia e sicurezza che dovrebbero raggiungere, ma con quanto di peggio, con versioni volgarmente ciarlatanesche, per farli sembrare seri e validi al confronto, anche se restano inefficaci e dannosi (1). Le versioni pop, che costituiscono a loro volta un business, permettono anche di stimolare liberamente le aspettative del pubblico sulle asserite proprietà miracolose, addirittura la ricostituzione del tessuto nervoso. Le credenze a priori fittiziamente elevate falsano nel verso desiderato le verifiche sulle staminali ufficiali, consentendo standard più bassi e interpretazioni compiacenti. Le staminali spudoratamente fraudolente che servono da standard negativo ricevono il via libera, e anche appoggi e riconoscimento, dalle istituzioni, nella costernazione degli addetti alle staminali “scientifiche”. E’ un copione che in USA viene recitato da anni e su larga scala (2). Posso testimoniare che in Italia diverse istituzioni dello Stato hanno favorito in vari modi, anche tramite atti illeciti e infami, l’altrimenti impossibile operazione Stamina, tradendo ancora una volta il Paese in obbedienza ai poteri forti.

1 Stamina come esca per la medicina ufficiale https://menici60d15.wordpress.com/2014/05/04/stamina-come-esca-per-le-frodi-della-medicina-ufficiale/. La polarizzazione gesuitica. https://menici60d15.wordpress.com/2017/04/07/la-polarizzazione-gesuitica/
2 Joseph A. Texas leans into unproven stem cell treatments, to the dismay of scientists. STAT, May 16, 2017. Joyce M. Strip mall stem cells. Health News Review, March 16, 2017.

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2 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Bergamo, bombe carta e volantini anti-Lorenzin davanti agli ambulatori per vaccini: gruppo di ultradestra rivendica”

La medicina, quella fraudolenta, è “big money”, e prefetti della stessa pasta di Federico Umberto D’amato, generali dei CC alla G. Palumbo, magistrati che non sono l’opposto di Carmelo Spagnuolo, e i tanti lazzari sempre disponibili per un tozzo di pane, stanno acquisendo meriti adoperandosi per i “piani di rinascita” sanitaria. Da alcuni mesi nella strada che separa l’ambulatorio vaccini della ASL vicino casa mia dallo squallido parchetto dove vado a leggere sfila un campionario di tipi inquietanti e molesti; inclusi guidatori avventati e distratti che ti sfiorano con l’auto. Sbucano “a cucù” cioè con la prevedibile regolarità della pendola svizzera da muro. La zona è divenuta mal frequentata. A febbraio un signore, presente ad una strana aggressione che ho subito a qualche decina di metri, quando ho chiamato il 112 si è presentato spontaneamente come agente di PS in pensione, invitandomi ad andarmene prima che la pattuglia arrivasse, per evitare guai. Occupandomi di frodi mediche, e data una lunga esperienza, a me pare un voler creare una tensione. Mi sarei rivolto alla magistratura, se la città, a 50 km da Bergamo, non ne fosse sprovvista.

@Carlo Ferrari. Vive la Republique?” Viva, ma ho l’impressione che lei più che all’Italia inneggi alla fraternité dei sanculotti…

A me sembra di assistere al triste spettacolo di gente che fa qualsiasi cosa per un tozzo di pane, nonostante abbia di che vivere o sia benestante. Una storia da aggiornamento ai nostri giorni delle “Autobiografie della leggera”, che fu scritta nel 1961. Comunque, se lei volesse sviluppare l’estetica della cialtroneria troverà ampi spunti nel campo degli appoggi istituzionali alle frodi mediche.

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9 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mafia, la Cassazione assolve Mori e Obinu per la mancata cattura di Provenzano: respinto ricorso della procura”

I mafiosi sono criminalità “on steroids”, direbbero in USA. Il doping è dato dalla protezione dello Stato. Quando lo Stato virulenta il crimine, quando i pusher sono i CC, si creano cortocircuiti esiziali. Per una ferrea convenzione, la mafia è l’unico caso dove a mezza bocca si ammette che lo Stato favorisce la grande criminalità. Ma è un parafulmine. Giorni fa Mattarella ha firmato il decreto sulla caterva di vaccinazioni coatte. Sarà contenta la Glaxo. “GlaxoSmithKline (GSK) is one of the most criminal drug companies in the world (3). It has committed numerous offences that fulfil the criteria for organized crime under US law”. (PC Gotzsche. Deadly psichiatry and organized denial. People’s press, 2015. Un’esposizione competente e dettagliata delle mostruose falsificazioni della ricerca commesse dalla Glaxo, e delle associate complicità istituzionali, per fare assumere in nome della “scienza”, anche a minori, psicofarmaci inefficaci e dai gravi effetti collaterali, inclusi suicidio e omicidio).

Posso testimoniare che quello della criminalità medica è un altro settore dove i discendenti morali di Salvo D’Acquisto, con la copertura dei colleghi di Falcone e Borsellino, non sono la cura ma sono causa, insufficiente ma necessaria, non meno dei giustamente vituperati politici. Fino a far divenire lo Stato braccio del crimine.

@ Stefaso B. Pure a Ilardo lo hanno vaccinato… E comunque basta con questo cercare sempre di patologizzare il prossimo per vendere rimedi hi-tech, costosissimi e tarocchi. Per esempio contro la fame esistenziale, che porta a sentirsi giustificati nel commettere qualsiasi bassezza come se fosse per la sopravvivenza, inutile cercare vaccini. Si dovrebbe cominciare sperimentando misure semplici, come il fare consumare, fino all’ultima briciola, pasti sontuosi, abbondanti e nutrienti almeno tre volte al giorno, per convincere gli affetti che non stanno morendo di fame. Sancita la scientificità, per chi rifiuti di sottoporsi alla profilassi alimentare, o rifiuti di praticarla integralmente, dagli antipasti alla scarpetta finale, si potrebbe ricorrere, per il suo bene e per il superiore interesse della comunità, a sanzioni del tipo di quelle che faranno vendere vaccini alla limpidissima Glaxo firmate da Mattarella. Posa la siringa, è l’ora della pappa.

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12 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, Piero Angela: “Fidatevi dei medici e della scienza. La velocità della luce non si decide ad alzata di mano”

Angela ci istruisce su come la teoria della relatività abbia tra le sue sbalorditive conseguenze anche quella di rendere appropriato e lecito il togliere la patria potestà a chi non sottopone i figli alla vaccinazione contro la varicella. A proposto di scelte di politica sanitaria, fisica e rigore scientifico, la Lorenzin insieme ai vaccini ha inserito nella assistenza essenziale (LEA ) anche la protonterapia, nonostante gli studi clinici impongano di scartarla (1-4). La protonterapia è stata definita “uno degli esempi più sfrontati” della “unione tra la medicina e Wall Street” (5), superando le altre terapie solo per il “wildly extravagant cost” (3), in grado di prosciugare i fondi per l’assistenza utile. E’ stato anche osservato che rende necessario un flusso di sovradiagnosi di cancro (6).

E’ vero che c’è nel pubblico una mai sopita tendenza ad affidarsi alla magia; ma il decano dei divulgatori spinge, insieme ad altri, perché sia soddisfatta da una concezione magica della scienza, che riponga fiducia a priori negli “scienziati”. Per rifarsi la bocca si può leggere “Cargo cult science”, di uno scienziato vero, Feynman, sull’uso magico e fraudolento che può essere fatto tanto delle pseudoscienze che della scienza.

@ Bruccio. Tu sei il “reviewer” di riviste scientifiche che mi ha spiegato che la pernacchia è la risposta adatta alle critiche sulla politica vaccinale. Ti ho già detto cosa penso dei tuoi modi vastasi e dei tuoi atteggiamenti da gallo ncopp’ a munnezza, che rendono impossibile il dialogo. Quanto riporto non è un mistero. Chi fosse interessato può ricevere fonti bibliografiche sugli interessi economici che spingono perché sia favorita la protonterapia, e sui danni che ne derivano ai pazienti, chiedendole per email: ***.

A proposito di fonti, e di fiducia. In un post sui vaccini de Il Fatto del 21 luglio 2016, che ebbe oltre 3800 commenti, fu censurato il mio commento dove dicevo che erano stati riportati all’estero casi di intimidazione di medici sulle segnalazioni di reazioni avverse al vaccino HPV, e che da noi i medici che non vaccinano sono sanzionati, mentre quelli che vaccinano ricevono un extra di denaro pubblico. Sostenevo anche che se lo Stato obbliga non singoli malati, ma intere popolazioni di sani ad assumere medicinali, dovrebbe indicare i report scientifici e rendere pubblici i pareri scritti di esperti sui quali basa la deroga al diritto a non essere sottoposti a trattamenti obbligatori. Bisognerebbe chiedere tali fonti a chi manda Piero Angela a dire “fidatevi” e i troll a spernacchiare. E chiedere anche le motivazioni, con le fonti, per la protonterapia nei LEA.

@ Bruccio. Come tante altre situazioni impresentabili in medicina, sono in effetti “note e risapute”, come dici, agli addetti, che sono omertosi o rimuovono; e vengono nascoste al pubblico, anche tramite i troll, che la discussione comunitaria la disturbano e la guastano. Trascrivo tutti i miei commenti nel mio sito, menici60d15. Trascriverò anche questi, nelle raccolte “I tamburi della paura” e “La medicina sotto la presidenza Mattarella”; e aggiungerò una nota bibliografica.

@ Bruccio. Suvvia, un po’ di pazienza. Qualche assaggino:

“This is a high-stakes game. Without prostate cancers to treat, proton beam centers will fail.” (Ablin, scopritore del PSA, sui motivi che spingono a sovradignosticare i cancri della prostata). (6)

Global Proton Therapy Market potential is more than US$ 50 Billion in 2016. (Nasdaq). (7)

“some overseas clinics providing proton beam therapy heavily market their services to parents who are understandably desperate to get treatment for their children” (NHS Choices). (8)

“nothing so big and so useless has ever been discovered in medicine. It’s hard to believe we should be paying handsomely for technology whose benefit is unproven.” (A. Chandra, direttore, Health Policy Research dell’ Harvard’s Kennedy School of Government, 2017). (9)

(Bibliografia aggiunta)

1 Mulcahy. Finally, RCT Results for Proton Therapy in Cancer. Medscape, June 21, 2016.

2 U. S. News & World Report story on proton beam radiation left out the evidence. Health News Review, Jun 23, 2016..

3 Raeburn P. Wise buy? Proton Beam Therapy. It helps only a few, and at a wildly extravagant cost. Medpage, May 19, 2017.

4 Rosenthal E. An American sickness. How healthcare became big business and how you can take it back. Penguin Press, 2017.

5 Big Pharma: Pushing the Edge of the Envelope. Wall’s Street’s drive for profits is hiking drug prices, says Carolin Poplin, MD, JD. Medpage, May 23, 2016.

6 Ablin, RJ. The great prostate hoax. How big medicine hijacked the PSA test and caused a public health disaster. Palgrace MacMillan, 2014.

7 Global $50 Billiojn Proton Therapy Market & Forecast 2010-2021 – Patients Treated at Proton Therapy Centers, Reimbursement Policies. Nasdaq GlobeNewswire, May 29, 2017.

8 Smith J. Ashya King: This story isn’t quite what it seems. The Indepedent, Sept 6, 2014.

9 Blau M. A taxpayer gamble on medical tourism: Louisiana subsidizes proton therapy to boost its economy. Stat, Jun 2, 2017.

Vedi anche:

EDott. Stop al centro protonico, costa troppo. 20 ott 2011.

Nelson R. Proton Therapy ‘Sells Hope’: No Clear Benefit for Patients. Medscape, Jun 20, 2013.

Nelson R. Insurers Nix Payment for Prostate Cancer Proton Therapy. Medscape Aug 30, 2013.

Overuse 101. Sito del Lown Institute di Boston.

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23 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Bella “Vaccini: Alice Pignatti, i consiglieri M5S e la borsa di studio della discordia”

Sul JAMA, 22 giu 17, si spiegano le tecniche per convincere i genitori. La propaganda è oggi estensione della “scienza”. Le mamme, in buona fede o meno, sono arruolate come strumento di marketing per fare vendere cure (Schneiderman LJ, Jecker NS. Wrong medicine. Doctors, patients and futile treatments. J Hopkins Univ Press, 1995). Anche a spese del contribuente, mostra questo caso. Le mamme battezzate “mamme rare” di Telethon per il business enorme e truffaldino delle malattie rare; le “madri coraggio” della Terra dei Fuochi per la messa a reddito dei bambini campani (v. “La post-camorra”). Davanti al “cuore di mamma” che promuove compresse o fiale “scientifiche” (e quotate in borsa) occorre un atteggiamento disincantato: “Medical consumer groups are viewed by the public and by the government as claiming the moral high ground and being solely devoted to the general good. Society grants [their] recommendations a special status as being true and honest. [They] are no more than advocates for their own particular diseases and interests, willing to divert medical resources … from other, more worthy areas of health care. They are, in essence, lobbyists, much the same as any other lobbying group or political action committee and, like the others, they are corruptible.” (Gottfried D. Too much medicine. A Doctor’s Prescription for Better and More Affordable Health Care. Paragon House, 2009).

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24 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Morbillo, bambino leucemico morto a Monza: “I fratelli non c’entrano. Unica protezione? Immunità di gregge”

Il morbillo letale nei bambini leucemici è una TRD, “treatment-related death”. Le TRD sono causate dalla terapia immunosoppressiva, che si aggiunge alla malattia rendendo vulnerabili a infezioni da una quindicina di diversi microorganismi. Hargrave et al (British J Hematol, 2000. 112:293) attribuiscono a vaccinazione e “effetto gregge” un ruolo nella osservata riduzione di circa 1.6 punti percentuali di TRD da morbillo nei bambini leucemici. Considerando un’incidenza di 4*10^-5, l’effetto massimo sarebbe dell’ordine di 1 morte evitata ogni 2 milioni di persone. Non è di esclusivo dominio medico la valutazione etica, giuridica, politica, del ridurre una complicanza iatrogena su singoli individui – rara in assoluto – obbligando terzi, un’intera popolazione, a interventi farmacologici, coi loro danni. La cura di effetti iatrogeni è sempre più diffusa, ed è benvenuta dal punto di vista economico, l’aumento delle occasioni di cura portando all’aumento dei profitti. Trattando una massa di sani per limitare effetti avversi su malati si può rafforzare il circolo vizioso già in atto, e favorire un aumento invece che una riduzione del carico di malattia. Mentre nell’imporre le vaccinazioni si esaltano, alterandone la descrizione, situazioni estreme come questa, si trascura che attualmente in Europa il carico di malattia da 6 infezioni iatrogene è quasi il doppio di quello da tutte le malattie infettive trasmissibili (Cassini et al. PlOS Medicine, Oct 18, 2016).

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13 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Lanaro “Vaccini, Lorenzin: “Solo una piccola parte della popolazione pensa che facciano male”. Senatrici M5s la contestano in Aula”

La truffa Stamina, che la Lorenzin dipinge come l’antiscienza debellata dalla scienza della quale è paladina, ha potuto avvampare perché gli ha aperto le porte l’ospedale universitario di Brescia. L’allora rettore dell’Università di Brescia, il ginecologo Pecorelli, è lo stesso che nel 2014 è andato in USA a prendere ordini per l’operazione vaccini. Che un rettore, e presidente dell’AIFA, permetta l’introduzione di una truffa di basso conio nell’ospedale pubblico del quale è il dominus è impensabile. Come se dei carabinieri pilotassero il terrorismo.

Stamina ha dato credibilità alla corrotta scienza medica ufficiale; il terrorismo servì a stabilizzare le storture del sistema di potere. Oggi da commenti su questo blog si apprende che la rivista di intelligence Theorema ha come presidente del comitato scientifico il gen. dei CC Mario Mori e il reduce delle BR Valerio Morucci come collaboratore. Fu il telefonista che indicò dove avevano lasciato il cadavere di Moro.

Lo Stato dovrebbe dare indicazioni mediche corrette. Invece fa dei cittadini carne per l’industria medica, e li induce per reazione alla pericolosa illusione, utile al business anche più delle cure forzose, che siano capaci di scegliere tra le offerte della medicina. Un valido motivo per opporsi alle iniezioni obbligatorie è l’inaffidabilità di quelli che occupano le istituzioni, che appaiono recitare copioni scritti altrove, come i loro predecessori all’epoca del terrorismo.

@ Manuel Fantoni. Grazie. Oggi viviamo in un mondo complesso. Non dobbiamo più zappare per vivere, ma dobbiamo vangare studiando per andare oltre il superficiale, dove spesso non solo la versione ufficiale, ma anche l’opposizione consentita sono confezionate a favore di grandi interessi.

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17 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Ruccia “Vaccini e omeopatia, Piero Angela: “La scienza non è democratica. Non è emotività. Il ‘pensiero magico’ attira” “

Piero Angela va bene per introdurre i ragazzi alla scienza classica: la meccanica newtoniana, l’anatomia, la teoria degli orbitali o la risposta a domande come “di cosa sono fatte le stelle”, etc. La scienza vera, quella bella, che eleva; non come gli attuali luoghi equivoci e maleodoranti della “scienza” big money. Un’attività di tutto rispetto che sa svolgere con abilità. Sarebbero da lodare anche i suoi interventi contro le pseudoscienze, se non si limitassero ai cucchiai piegati col pensiero, oroscopi e omeopatia, mentre sembra non sapere delle pratiche fraudolente della scienza ufficiale, che vede come immacolata. Non ha lo spessore scientifico, né morale, per dare indicazioni su questioni tecniche complesse che incidono sulla vita delle persone e sono intrise degli interessi di parte di grandi attori economici, ai quali egli è sempre stato troppo ossequiente, smentendo col suo stesso comportamento la predicazione di una fantomatica “Scienza” che trascenderebbe le debolezze umane.

@ Monocalpo. Come è severo e appassionato. D’altra parte, la vostra scienza non è democratica. Le marchette le fa solo per chi fattura dal miliardo in su.

Piersandro: Tu che la sai lunga, come distingui la scienza vera dalla scienza big money?

@ Piersandro. Ci sono vari modi. Ad un estremo si sta cercando di sviluppare test statistici per individuare le frodi (Es. Carlisle JB. The analysis of 168 randomised controlled trials to test data integrity. Anesthesia, 2012. 67: 521.). C’è l’evidenza pecuniaria, es. il balzo del valore delle azioni del 14% della ditta che produce il Sarepta, un farmaco da trecentomila $/anno il giorno dopo che è stato fatto approvare d’imperio dopo che il direttore dell’ufficio valutazioni della FDA lo aveva chiamato “a scientifically elegant placebo”. Ci sono anche segni indiretti di carattere culturale. La scienza disinteressata è come un grande romanzo, che si fa godere aprendo il libro e leggendo in silenzio. Quella big money è introdotta con la fanfara mediatica; ed è spesso scortata da un nugolo di instancabili e rissosi troll. Sembra uno di quei boss che incedono in doppio petto, solenni e composti, ma sono scortati da ceffi scaciati, torvi e pronti a dare spintoni.

@ Piersandro. – I ladri sono ladri!
– Lei non può criminalizzare così un’intera categoria.
(Altan)

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28 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, una deputata del Pd denuncia: “Aggredita con due colleghi dai no vax” “

Attenti ai Nuclei Pro Sofisticazioni, che si occupano di fare figurare gli oppositori come estremisti e di mantenere pulita la fedina penale di una manica di corrotti.

Astronotus: Ma anche quella di calunniatori seriali.

@ Astronotus: Giusto. Meglio lasciare fuori gli amici magistrati, che già fanno tanto per la causa. Ai calunniatori li si può sistemare facendogli constatare che a mettersi contro certi poteri ci si ritrova “in cattive acque” (Gelli Licio; da non confondersi con Gelli Federico, PD, autore dell’attuale piano di rinascita sanitaria), producendo false informative, facendoli prendere a bastonate quando rientrano a casa, spaccandogli il parabrezza dell’auto, lasciandogli un ratto morto davanti alla porta. E in mille altri modi, date le inesauribili risorse della parte sana del Paese. Tra un discorso antimafia e una lezione di legalità nelle scuole.

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31 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, padre incolpa un medico di Cosenza della malattia del figlio e lo aggredisce: è ai domiciliari”

Nel 1911 a Verbicaro, prov. di Cosenza, avvenne l’ultimo linciaggio di presunti untori. Salvemini commentò: ““La folla è come un ammalato che ha male allo stomaco e si lamenta di avere male al capo. Essa non sa fare la diagnosi esatta dei propri malanni”. I vaccini obbligatori sono un abuso a favore del business, ma le vaccinazioni, che raramente possono causare complicazioni neurologiche che oggi possono essere etichettate (misdiagnosed) come autismo, non sono la causa dell’epidemia di diagnosi di autismo: quella è un altro imbroglio*. I pro-glaxo incoraggiano le critiche infondate, in pratica favoriscono depistaggi, per screditare quelle fondate. In Calabria poi le autorità preposte alla legalità sono particolarmente solerti nel proteggere il big money in campo farmacologico. L’attuale capo dei NAS, gen. Lusi, è stato comandante dei CC della Legione Calabria. A giudicare dai comportamenti gratuiti dei CC nel cosentino e nel lametino nei confronti di chi denuncia frodi e reati in campo biomedico, la sua nomina ai NAS ha provocato reazioni intense nei responsabili di tali frodi e reati. Si può immaginare come è andata. Alla notizia, CEO che guadagnano milioni di euro all’anno si sono chiusi nei loro uffici, il volto segnato da un’espressione impenetrabile. Dopo un poco si sono uditi dei colpi. Erano i botti dello champagne stappato per festeggiare.

*Frances A. Primo, non curare chi è normale. Contro l’invenzione delle malattie. Bollati Boringhieri, 2013.

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18 agosto 2017

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Commento al post “Vaccini, il ministero: “Niente nido né materna per i bambini che non li fanno. Pagare la multa non basta” “

Secondo quanto riporta un prete, d. Marco Belleri, il decreto prevede che “sono tenuti alle vaccinazioni i bambini italiani e gli stranieri non accompagnati, ma non gli altri stranieri, che spesso nelle classi non sono pochi”. (Informare per resistere. Lettera straordinaria di un sacerdote contro le vaccinazioni obbligatorie. 2 agosto 2017). Qualcuno può confermare questa disparità di obbligo tra alunni e genitori italiani da un lato e alunni e genitori stranieri dall’altro?

@ servitore1267. Accettiamo per ipotesi la tesi dell’inderogabile necessità di ottenere un’immunità di gregge artificiale. Studi hanno evidenziato che se si permette che restino sottogruppi di non vaccinati l’ottenere un alto tasso vaccinale totale non impedisce il mantenimento di un potenziale epidemico. Esentando alcuni gruppi e obbligandone altri si otterrà un aumento dei danni iatrogeni e una persistenza delle malattie che si dice di volere combattere. La discriminazione tra bambini italiani e stranieri, la libertà di tutela sui figli lasciata ai genitori stranieri e tolta a quelli italiani, già in sé abnormi, mostrerebbero ancor più chiaramente la pretestuosità delle pezze giustificative fornite da medici, ricercatori e giuristi all’imposizione del governo, e il suo carattere mercenario e proditorio.

Nell’attuale medicina la libertà di scelta dei pazienti si traduce nella libertà di frodare da parte dell’Offerta. No alle frodi imposte, no alla libertà di frode, sì alla medicina onesta.

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8 Novembre 2017

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Commento al post di A. Sarcinelli “Vaccini e bufale sul web, Burioni: “Per un medico non ha senso discutere con chi ha la terza media” “

In un vecchio film Paolo Villaggio, ragioniere, è tormentato dal principale, un bauscia che esordisce sempre chiedendogli “chi è il più cretino tra me e lei?”. Il tenore de “La congiura dei somari” è simile. Non è solo questione di competenze (né tantomeno di fantomatici saperi sapienziali); ma anche di interessi e di onestà. Villaggio-ragioniere avrebbe dovuto rispondere “chi è più ladro tra me e lei?”. Invece in questo caso non bisogna cadere nella provocazione di chi dà dell’asino presuntuoso e intruppato, perché non va mai dimenticato che in effetti su argomenti medici le competenze tecniche, non sufficienti da sole, sono necessarie; e perché chi ha preparato la padella delle iniezioni obbligatorie ha interesse a spingere i recalcitranti nella brace della “libertà di scelta”, una fiaba ideologica che, data la delicatezza psicologica e la complessità tecnica dei temi medici, e dati i miliardi investiti in disinformazione e propaganda, va a favore del business e a danno della salute ancora di più delle cure imposte. La soluzione è darsi governanti adeguati e onesti, che controllino il business invece di servirlo; e che diano direttive affidabili avvalendosi di consulenti “a doppia forza”, sia competenti sia onesti.

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22 novembre 2017

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Commento al post “Vaccini, la Consulta boccia il ricorso della regione Veneto sulla obbligatorietà: “Misure spettano a legislatore nazionale””

Il principio che non debbano essere i singoli cittadini a decidere sulla necessità di trattamenti medici è in sé sano, e fondamentale; andrebbe a loro vantaggio, se i poteri dello Stato non fossero corrotti. Anche che la politica sanitaria debba essere omogenea su scala nazionale è un principio buono. Non solo sul piano politico; ma anche sul piano tecnico. E’ utile considerare le vaccinazioni come un intervento su popolazioni. Es. la questione di base dovrebbe essere se è vantaggiosa o svantaggiosa per la popolazione una sostituzione dell’immunità naturale con quella artificiale. O la “pulse vaccination”, la vaccinazione sincronizzata, che permetterebbe di abbassare la quota di vaccinati che si ritiene necessaria e di evidenziare gli effetti avversi dovuti alle vaccinazioni. Risolverebbe inoltre la questione della “soglia minima” portata a pretesto per obbligare. Ma non appare che siano rispetto dei diritti, verità, razionalità e chiarezza nella tutela della salute, e risparmio di denaro pubblico, ciò che i vari organi dello Stato perseguono.

I giudici della Corte costituzionale dei quali Beatrice Lorenzin e Roberto Burioni (e la Glaxo) stanno vantando l’appoggio: *Paolo Grossi, Presidente. Giorgio Lattanzi. Aldo Carosi. Marta Carabbia. Mario Rosario Morelli. Giancarlo Coraggio. Giuliano Amato. Silvana Sciarra. Daria De Pretis. Nicolò Zanon. Franco Modugno. Augusto Antonio Barbera. Giulio Prosperetti. Giovanni Amoroso.

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23 novembre 2017

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Commento al post “Vaccini, commissario Ue: “Gli Stati hanno la responsabilità morale di immunizzare i bambini se i loro genitori non lo fanno””

Dove trovare ormai cimiteri affollati di tombe di bambini morti secoli fa, che quell’organizzazione benefica che è la UE esorta a visitare? Ce ne sarà forse rimasto qualcuno; ma è un’immagine da feuilleton, scelta perché commuove, e blocca la ragione. “… a Napoli muoiono troppi bambini. Quando muore un bambino i suoi parenti gettano, dietro il carro bianco che si allontana, manciate di confetti. Rimbalzano e rotolano sulla strada, questi confetti di qualità scadente, porosi e grigiastri: innumerevoli coetanei del defunto accorrono e si accapigliano per raccoglierli, lasciando lembi di camicia e di pelle nella zuffa; ridenti e furiosi non sentono la morte che li chiama e li conta come la chioccia fa con i pulcini, ma sono pieni della necessaria dimestichezza con lei”. (G. Marotta. L’oro di Napoli, 1947). Nel modello della transizione epidemiologica in Europa le grandi epidemie sono dal ‘700 gradualmente scomparse, e la mortalità da malattie infettive è calata fino a crollare, col crescere del reddito e con il miglioramento delle condizioni di vita. La crescente tendenza allo sfruttamento, orchestrata tramite la UE, non va nel verso della tutela della salute. Oggi l’insidia alla salute dei bambini costituita dalle bugie della propaganda e dall’asservimento al business dei politici e dei burocrati può portare a un regresso, come sta avvenendo in vari aspetti della vita civile, anche in campo sanitario.

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15 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post ” “Basta faticare sui libri, su Fb un like vale come un esame!”, Burioni e Cattelan lanciano la campagna per la laurea social”

Burioni o Grillo? Nessuno dei due. La gente non dovrebbe accettare né il pericolo che Burioni denuncia, dell’affidarsi a quello che viene diffuso sui social, dove il giusto si mescola allo sballato e alla manipolazione a piacimento dall’alto. Né l’inganno che Burioni sostiene, per il quale chi è competente (o chi ha una laurea …) non può essere un corrotto; il mondo è pieno di competenti prostituiti al potere, diceva Pareto (e un paio di celebri Nobel per la medicina hanno osservato che gli stupidi non sono affatto rari neanche tra gli istruiti e tra gli scienziati). Si dovrebbe piuttosto esigere che lo Stato si avvalga di persone sia capaci sia oneste; in modo che il cittadino non sia costretto a cercare di barcamenarsi nella giungla di internet o a sottomettersi al “magistero” di una raffazzonata e sospetta nuova casta sacerdotale. Ma questa semplice terza possibilità – in realtà la prima – è bandita dal dibattito pubblico. Lo Stato, che, occupato da indegni, invece di proteggere e garantire il cittadino fa il campiere del grande business biomedico e delle sue frodi, la ostacola; anche attivamente, tramite “Nuclei pro sofisticazione”; mentre lascia che la gente si accapigli per i due modi di farsi ingannare.

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9 luglio 2018

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Commento al post di C. Troilo “Vaccini, obbligo o autocertificazione? Ho chiesto ai colleghi dell’Associazione Coscioni”

Il prof. De Luca minaccia il pagamento di spese e danni per conseguente malattia o contagio, e il rinvio a giudizio d’ufficio per omicidio in caso di morte, per chi non fa vaccinare i figli. Se si possono punire per esiti probabilistici – a dubbia causalità – i singoli che rifiutano l’immissione in sani di cocktail farmacologici a effetti non del tutto noti, si dovrebbero a maggior ragione punire anche i danni probabilistici dell’offerta medica su malati. Es. le cure ‘innovative’ sul cancro risultano dai documenti ufficiali frenare la progressione della malattia in una minoranza di casi (molto meno di quanto si fa credere), ma viene nascosto che aggravano la condizione in molti casi*. Nei casi di peggioramento da terapia il paziente, o meglio gli eredi, e il contribuente, che finanzia queste costosissime cure “a enigma di Sfinge”, dovrebbero essere risarciti dagli oncologi e dalle case farmaceutiche.

*Niraula S et al. The Price We Pay for Progress: A Meta-Analysis of Harms of Newly Approved Anticancer Drugs. J Clin Oncol 2012. 30:3012.

@ bobovitz. Sono giunto alla conclusione che in tutti i campi è proprio la capacità di ragionamento condizionale (se… allora) corretto e avanzato che distingue la qualità intellettuale. Mi attribuisci di avere detto che il disumano azzardo celato in tante strepitose nuove terapie oncologiche debba indurre a non vaccinarsi; non l’ho detto, ma la presenza tra i pro-vax di persone che distorcono i discorsi altrui con una logica a pera come la tua dovrebbe essere per il buon padre di famiglia un ulteriore motivo di diffidenza sul merito tecnico e sull’etica di chi insegue i loro figli con la siringa in mano.

@ bobovitz. Non insultare. Non hai riassunto il mio pensiero, ne hai prodotto uno tuo. Io non sono “no-vax e bigghepharma”. Non hai davvero detto “interessante”. Non vedo nulla che non sia vuoto, falso e sporco in quanto scrivi (bei supporters che ha l’ass. Coscioni). Speriamo che la valanga di vaccini che volete inoculare con la forza siano almeno puri, nel loro genere, quanto lo è nel suo genere ciò che produci coi tuoi commenti, che ha un tasso di contaminazione da verità e decenza pari a 0.

@ bobovitz. Ora che mi ci fai pensare, io non sono no-vax, sono no-fraud. Montanari, l’opposizione che vi fa gioco (come Wakefield) è semmai vostro, non mio. Come è roba vostra quell’altro spaventapasseri, Stamina, che la vostra banda ha allestito per poi abbatterlo, usandolo cioè come standard negativo, in modo da sostenere la bolla delle staminali, che non ha le gambe per confrontarsi su standard autenticamente scientifici. A proposito, anche le promesse arbitrarie al pubblico di futuri fantastici successi scientifici, es. di ricostituzione con staminali di organi e tessuti strutturati, quando non mantenute, se non per il parto di qualche topolino, dovrebbero portare alla restituzione del denaro così carpito, e a una congrua pena detentiva: come estensione del contrasto alle bolle finanziarie, e per avere interrotto e deviato il progresso scientifico autentico e le buone cure mediche, a danno dell’umanità. Col tempo capirai la differenza tra un tema imposto dal professore a scuola e un argomento di discussione politica e tecnica tra adulti; e come a chi ha una pista corta l’atterraggio di idee altrui non preconfezionate possa sembrare un atterraggio lungo, fuori pista.

@ DanielTiger. Ricordo, neolaureato, il consiglio che un aiuto diede a un altro neolaureato suo protetto nel mandarlo a un convegno sui rapporti tra malattie renali e cardiache: “Se parli con un cardiologo dì che sei un nefrologo; se parli con un nefrologo dì che sei un cardiologo”. Avviene qualcosa di simile nell’attuale disgraziata fusione tra ricerca e clinica. Non sono io ma lei che usa le forbici. Come si legge anche nel titolo, si parla di farmaci approvati per l’uso clinico; ma se non conviene si dice, come fa lei, che è ancora ricerca; eppure la situazione è nota tra gli addetti, es. *. (E’ vero che approvato sempre meno significa ben testato). Ciò che viene celato al pubblico è l’alta probabilità di inefficacia e peggioramenti coi nuovi farmaci oncologici. Si spaccia la clinica per ricerca per giustificare situazioni negative, e si spaccia la ricerca per clinica: facendo credere che la ricerca – che il più delle volte, se è buona, dà risultati negativi – sia invece una sorta di pratica magica. Questo inganno è detto “therapeutic misconception”; i bravi scienziati pronti con le manette per chi non si piega alle cure che propagandano non si occupano di denunciare e fermare sofisticate ciarlatanerie per le quali il carcere non sarebbe eccessivo.

*Light D. Few Benefits from New Drugs and Many Serious, Costly Risks. Chemical Industry Digest. February 2014. Kim C. Cancer Drugs Approved on the Basis of a Surrogate End Point and Subsequent Overall Survival. JAMA, 2015. 19 ott.

@ DanielTiger. Fusaro lasciamolo nell’università di don Verzè. Lei nel difendere l’industria oncologica ricorda quei borseggiatori che presi in flagranza gridano e accusano. Per tanti aspetti della medicina ci vorrebbe qualche vecchio maresciallo che acchiappasse i voleur per il colletto e li portasse dentro senza badare ai loro strepiti …

@ DanielTiger. L’unico possibile merito di quanto scrive è un compenso per la sua penosa caciara.

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13 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, attivista no vax condannata per procurato allarme: ha diffuso informazioni errate”

Ben fatto. Chi si credeva di essere, la ministra Lorenzin, che ha inventato una strage di bambini per morbillo in UK? O la magistratura italiana, che per fare un esempio tra i molti ha lavorato come la più rampante agenzia di marketing creando nel pubblico aspettative ciarlatanesche sulla possibilità di cure magiche con le staminali, tramite Stamina, prima criminalmente permessa per anni e poi, quando la credenza ha attecchito, sostituita con il prodotto da vendere, la magia “buona” delle staminali ufficiali. Alla “No vax” troppo attiva è andata bene. Per due motivi: a) la sua battaglia è anch’essa gradita al business perché, forse lei non lo sa (qualcuno che dirige i No-vax lo sa, comunque), diffonde la concezione della libertà di scelta individuale delle cure, ciò che il business vuole, a danno dei malati. b) ha mosso una critica falsa, dando credibilità alle frodi ufficiali. Se avesse chiesto non la libertà di scegliere da chi farsi imbrogliare, ma una medicina ufficiale onesta della quale fidarsi e alla quale affidarsi, con la garanzia dello Stato; e se avesse svelato qualcuna delle innumerevoli magagne vere, allora sarebbero stati guai seri. In silenzio, non 400, ma migliaia di euro; per intrecci continuativi di attenzioni e “sviste” dell’Agenzia delle entrate; e per il carrozziere, date le controdeduzioni espresse spaccando parabrezza e sfondando portiere; e ben di peggio. I Nuclei Pro Sofisticazioni non scherzano.

@ PierFrancesco Delsignore. Oggi in medicina spesso chi ti mette in padella allestisce anche la brace. Bisognerebbe rifiutare di dibattersi tra le due, e chiedere un trattamento corretto; questa possibilità terza viene duramente repressa.

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5 agosto 2018

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Commento al post “Vaccini, mamma no-vax contro Roberto Burioni: “So dove vai al mare, spero che affoghi”. Lui: “Squadrismo””

Sono critico delle posizioni, spesso ambigue e ondivaghe, dei 5S sulla medicina. Ma Giulia Grillo va difesa da questa intimidazione di Burioni, di venire “giustamente” “sbranata” dall’opinione pubblica “al primo” morto per morbillo. Così dicendo, Burioni manipola la scienza e la sua crociata sulla salute pubblica, assumendo lo “zelo acritico”* (o meglio l’ideologia ad hoc di chi vuole vendere tanta medicina) che scorrettamente applica i criteri etici per le cure del singolo alle misure di salute sulla popolazione*; e confondendo grossolanamente tra tutela della popolazione e tutela del singolo, tra misure collettive ed esiti individuali; applicando indebitamente la probabilità di malattia e cura sulla popolazione al singolo caso**. Muove quindi al ministro accuse speciose e terroristiche, in un impasto di collettivismo maoista e di individualismo di Wall Street. Spero che non venga insultato o trattato male, permettendogli come qui di passare per l’aggredito (squadraccia composta da 1 persona, una donna; sembra proprio che Burioni abbia problemi con la dicotomia singolo/gruppo; e con il senso della misura che è necessario* nelle questioni di salute pubblica). Lo squadrismo, anche fisico, e anche di Stato, è quello pro pharma.

*Charlton BG. Public health medicine – a different kind of ethics? J R Soc Med 1993. 86:194.

** Feinsten AR, Horwitz RI. Problems in the ‘‘Evidence’’ of ‘‘Evidence-based Medicine’’. Am J Med, 1997. 103: 529.

@ A. Ferrari. Mi dispiace che abbia pensato che mi stessi rivolgendo a lei, e che quindi si sia preso la briga di rispondermi che non merito risposta; scherzi dell’ego. Per di più è estate, con la temperatura i gas si espandono e certi ego a palloncino ne risentono. L’epidemiologia fraudolenta con la quale quelli come lei si guadagnano il pane tra le varie manipolazioni sottovaluta l’efficacia delle misure di contenimento, es. la quarantena, nelle epidemie da malattie infettive (quelle vere). Un metodo valido anche per i morbi morali; le sarò grato se lei terrà fede alla sua dichiarazione di intenti di starmi lontano, così eviteremo il rischio di contagio.

@ hotrats2. Ho anche una bibliografia sul ruolo delle fiction mediche nelle frodi della medicina commerciale. Lei sputa nel piatto dove mangia. Che in effetti somiglia a una sputacchiera.

@ kanaglia. “Dovete dirmi chi sia l’offeso, come si dice: e, secondo la condizione, la qualità e l’umore dell’amico, si vedrà se convenga più di tenerlo a segno con le protezioni, o trovar qualche modo d’attaccarlo noi in criminale, e mettergli una pulce nell’orecchio; perché, vedete, a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente.”

Il trovare il modo di attaccare in criminale l’offeso, o chi si oppone a crimini, viene praticato anche nell’attuale medicina affaristica. Insieme a questo articolo il Fatto ne ha pubblicato uno su sospetti circa la morte in carcere 34 anni fa di uno degli assassini di Tobagi. Giorni prima, tornata annuale sui depistaggi tramite la polizia e la magistratura per l’assassinio di Borsellino. Forse tra 30 anni si dirà delle minacce e di altre violenze, vere e tenute coperte, dello ‘swapping’ di reputazioni, e del ruolo di vari uffici di polizia e giudiziari per imporre le frodi della medicina commerciale.

@ bobovitz. C’erano i ragazzi di Via Panisperna, con Fermi che aveva Rasetti, Segrè, Pontecorvo; Burioni ha Bobovitz e c. Una squadra temibile; se poi richiamerete Mario Pacheco do Nascimento dal Brasile sarete imbattibili.

@ bobovitz. Burioni e i suoi trolls da una parte, Borsellino e Tobagi dall’altra. Non imbrattate oltre la vostra portata. Il tuo accostare voi e gli uccisi mi fa venire in mente l’affresco nell’abbazia di Monteoliveto Maggiore (Siena) dove un monaco porta sette prostitute discinte (nude secondo il Vasari) in convento.

@ bobovitz. Ci pensavo ieri, guardando il filmato della chirurgo plastico berlusconiana Rizzotti che dai banchi del Parlamento ha urlato, ottenendo un’ovazione, “chi non vaccina il proprio figlio è un criminale”. Intanto esponeva la sua mercanzia, a 65 anni un decolté alla Tinì Cansino di Drive-In. Con un fotomontaggio si potrebbe sostituire lo sfondo, mettere i banchi del mercato, e sia l’esperta in liposuzioni e ritocco labbra, sia voi apparireste per quello che siete, magliari che berciano grevi per vendere i loro prodotti; quando su un obbligo di intervento farmacologico massiccio e non testato sull’intera popolazione infantile, e prima ancora sull’offerta di vaccini, occorrerebbero piedi di piombo, massimo scrupolo, cautela e raziocinio. Con la follia di una politica sanitaria fuori controllo manovrata da personaggi da talk-show di Barbara D’Urso, non sorprende che la difesa dalle critiche sia quella dell’attribuzione di un alterato stato mentale a chi è di intralcio. Il libro di C. De Rosa sull’uso della follia da parte della mafia (Mafia da legare, 2013) credo sia rilevante per queste vostre diagnosi psichiatriche.

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8 ottobre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Roberto Burioni smonta le bufale sui vaccini a Che tempo che fa: “Immunizzarsi atto di responsabilità, come non guidare ubriachi””

C’è un problema di affidabilità, di veridicità e di buon fede delle informazioni comunicate al pubblico sui vaccini. Governi e addetti possono, tramite i media, gonfiare la reale necessità, e contemporaneamente negare e nascondere effetti avversi anche pesanti o mortali. Vedi es. “Pandemrix vaccine: why was the public not told of early warning signs?” BMJ, 20 set 2018 con i commenti dell’editor e di altri medici. Un parlamentare irlandese lo ha definito “catastrofe evitabile”. La celebrata farmacovigilanza, usata come sofisma per evitare il controllo di sicurezza preventivo, funziona poco; è in realtà “window dressing”, “come le tendine da sole”, nel commento di un medico. Ci sono valide critiche tecniche sui vaccini, e anche argomenti a favore da parte di esperti degni di fede. Sono questioni complesse, da decidere sulla base del parere dei tecnici – ma solo se onesti, sottospecie che il business fa eliminare – caso per caso e in quel luogo e in quel periodo, non prima di averle depurate degli interessi commerciali. Se ci si affida a Fazio, che porta nelle case i consigli sull’economia del FMI tramite Cottarelli, o a Burioni coi suoi messaggi da spot, o se al contrario si accetta di venire spinti nella trappola opposta, “la libertà di scelta”, sostenuta da personaggi dello spettacolo e finti alternativi, si può andar incontro a grossi guai. Quello della medicina è un caso dove il darsi governanti corrotti o inadeguati porta a effetti negativi che non lasciano vie di uscita.

@ giulio03. Secondo quanto riporto, è dimostrato che gli esperti e i governi possano dare informazioni false e dannose sui vaccini. Per di più le organizzazioni che cita, come OMS, CDC, FDA, hanno numerosi precedenti, documentabili, quanto ad appoggio a frodi mediche (e anche quanto a l’intascare mazzette). Spacciare la competenza, qualità necessaria, per qualità sufficiente, è esso stesso un argomento falso e propagandistico. E risibile, per chi adulto conosca un po’ il mondo, e sappia quindi che “è pieno di scienziati e intellettuali che si prostituiscono al potere” come disse Pareto. Quello cui si dovrebbe dare ascolto è l’allarme sulla circostanza, grave, che il pubblico sia privato di fonti di informazione affidabili. Come lei stesso nel suo piccolo dimostra, col suo interloquire polemico su una presunta affidabilità basata sulle (?) “proporzioni”. Il suo è uno dei casi dove la tesi – sostanzialmente falsa – che la scienza non sia democratica è applicabile: la verità e l’onestà non sono questione di proporzioni, di quanto è grosso rispetto al semplice cittadino chi vende un prodotto, o di quanto sia larga e profonda la relativa mangiatoia e di quanto sia lunga la lista dei commensali che propagandano il prodotto.

@ giulio03. No, smetti di raccogliere bacche e di estrarre termiti con lo stecco. Che poi ti viene il mal di pancia. Invece, per sapere quando la BCE mente e quando dice la verità affidati a Cottarelli. Garantisce Fazio.

@ giulio03. “Bla bla bla”: certo che lei argomenta a botte di equazioni differenziali. Il vaiolo è stato eradicato negli anni ’60, quando la biomedicina era molto meno progredita. Date le caratteristiche dell’epidemia da vaiolo; e data quindi la possibilità di praticare forme di quarantena. Non le viene da chiedersi perché quel lontano successo sia rimasto ineguagliato. E di come quindi portarlo a sostegno della vaccinazione a mitraglia sia tutto meno che scientifico. “Fobia verso la scienza e la conoscenza”? Lo chieda agli autori dell’articolo che riporto, e agli editor. Nell’articolo che cito si descrive es. come gli odds ratio per l’eccesso di morti da Pandemrix rispetto agli altri vaccini, un sinistro 5.39, non fossero stati neppure calcolati dalla Glaxo, sulla base dei dati che presentava. C’è un’evidenza seria per narcolessia causata da quel vaccino, tenuta coperta, secondo uno dei maggiori giornali medici. Ma i santi-scienziati che “sul sacro webbe”, come fa poco decorosamente Burioni, si sbracciano per le iniezioni obbligatorie, davanti a rapporti scientifici su danni alla salute da vaccini che mettono a rischio i consumi di aghi e fiale parlano di “fobia per la scienza”, si tappano le orecchie e fanno versi con la bocca come fa lei. Lei la chiama “scienza” io la chiamo disonestà omicida e pagliaccesca. “Fobia”. In effetti c’è da avere paura di certi soggetti ai quali viene data carta bianca.

@ flaccido. Riempire una lacuna della conoscenza, e placare l’ansia che ne deriva, con della superstizione, è una buona definizione della ciarlataneria medica. Certi troll come te sembrano pantografi, nel riprodurre con precisione l’imbroglio per cui lavorano proiettandolo su chi mette a rischio l’imbroglio. Sarebbe interessante sapere se è un moto spontaneo o se è una tecnica codificata.Anche Burioni pensa che sia “religione” interrogarsi sulla particolarità del caso dell’eradicazione del vaiolo 50 anni fa?

@ flaccido. Ripensandoci, forse in effetti è meglio che tu continui a dedicarti alle attività pre-neolitiche.

@ edoardo bannato. Le mamme che piangono perché hanno un figlio scemo, o ladro, o entrambe le cose, grazie alla scienza ora sono consolate. Ora il figliolo può avere il suo posto nella società, come troll per la fake science.

@ gram.passo. Grazie. Rispondo ai troll anche perché sono essi stessi un aspetto della manipolazione; vanno quindi anch’essi studiati, osservando chi sono e cosa dicono gli “assistenti” del prof. Burioni. Anche se in effetti ci sono temi di studio molto più piacevoli.

@ bobbybologna. Concordo con lei che non si può stare senza medicina, polizia, magistratura. Ma se una intera istituzione è attaccata da forme di degenerazione, ovvero se si oltrepassa un livello di guardia, occorre superare il naturale attaccamento a ciò che rappresenta e alle certezze che dà con la sua mera presenza; e superare quindi l’illusione che basti togliere delle “mele marce” e applicare pannicelli cadi. Occorre non coprirsi gli occhi, e intervenire radicalmente, non per eliminare, ma riformare. Un atto politico.

@ bobbybologna. Gli esperti sono selezionati dall’industria tramite governi e istituzioni mediche. Angell, già editor del New England Journal of Medicine, la rivista medica più influente, riporta come già 30 anni fa fosse “quasi impossible” trovare esperti competenti che esprimessero opinioni non avendo un conflitto di interesse. E quindi come le regole della rivista a riguardo dovettero essere rilassate* . Mesi fa in USA è stata fatta chiudere AHRQ, un agenzia federale di informazione sulla giungla delle linee guida cliniche; linee guida alle quali magistrati come il PM Siciliano di Milano chiedono di essere sottomessi quanto prima. Che è come auspicare di subire una cattura normativa, per premiare l’oste che annacqua il vino come dai capitolati della sua corporazione. Di recente Gotzsche, cofondatore della Cochrane, che ha descritto sul piano tecnico tante frodi mediche, è stato estromesso dal board della Cochrane dopo che ha mostrato una manipolazione metodologica a favore del vaccino per l’HPV in uno studio della Cochrane. Welch, che ha fatto studi importanti sulle frodi mediche, si è da poco dimesso dalla cattedra dopo accuse di plagio, che suonano costruite. Il cittadino può solo votare, invece che uno dei vari personaggi dell’attuale compagnia della commedia dell’arte, politici onesti e competenti che non discriminino ma si avvalgano di esperti onesti e competenti.

@ Alessandro B. Si è affermato il sofisma di contrappore capacità e doti morali. L’alternativa che si considera è tra un cretino onesto e un ladro intelligente. Riducendo a 2 le 4 combinazioni possibili. Gli intelligenti onesti e i ladri cretini sarebbero trascurabili scherzi di natura. L’onestà, dice lei, non è che un ripiego per i mediocri. La disonestà sarebbe un marker di intelligenza e competenza. Che la correlazione inversa tra capacità e onestà, se c’è, sia stretta è una grossa bugia da furbastri. Concordo invece sulla difficoltà di invertire la selezione inversa che porta all’associazione spuria tra capacità e prostituzione. L’unica via, che non ho detto che sia facile, mi pare sia quella che il popolo comprenda che darsi una classe dirigente di venduti e incompetenti, in cambio di un tozzo di pane, o di una lisciata alla propria vanità e presunzione, sia un pessimo affare per sé e per la propria famiglia. Io lo chiamo “effetto Moro”. Ieri ho sentito una conferenza online di Fasanella (Il puzzle Moro, Chiarelettere). Dice in pratica che USA, UK, Francia, Germania hanno fatto eliminare Moro tramite scaltri farabutti nostrani per meglio sfruttare l’Italia. Moro non ci piaceva. Ma la sua profezia “Il mio sangue ricadrà su di voi” si sta avverando; non solo per chi lo tradì, ma per gli italiani che, né intelligentemente né nobilmente, permettono indifferenti che si spari all’onesto che vuole servirli mentre si fanno abbindolare dal prostituito di turno.

@ Alessandro B. E’ vero che il liberismo sa toccare le corde umane giuste. Il male è umile (F. Cassano ) e robusto. Dottrine politiche alternative sono fallite per il loro trascurare la natura umana. (E dove non bastano l’oro e le lusinghe, il liberismo usa la discriminazione, il discredito, la violenza; fino ai medici cileni, contrari al business farmaceutico, fatti assassinare nei primi giorni dopo il golpe del 1973). Il liberismo si adatta e si conforma a ciò che domina. Questo può essere uno dei fattori del suo interesse per la medicina, una pratica dove è fondamentale l’apporto della vittima nella truffa. Anni fa scrissi su questo delle riflessioni intitolate “Dittatura a stampo e medicina”. Non bisogna però ingigantire il gigante e arrendersi. I veri squali sono una piccola quota, e anche fare bene è gratificante. La maggioranza segue il flusso culturale, quello vizioso che lei descrive, ma anche quello virtuoso, se si riesce ad innescarlo. Possibili vie di uscita sono la presa di coscienza e l’interesse. La gente non affida i suoi beni a un truffatore matricolato; si dovrebbe fare comprendere che è nostro interesse affidare l’amministrazione della nostra vita a governanti che abbiano entrambe le doti che oggi esagerando sono dette incompatibili tra loro, dell’integrità e della competenza. Governanti che a loro volta ordinino la scala dirigenziale secondo un criterio elementare di efficienza che oggi viene fatto passare per più utopico di quanto non sia.

@ iacopor70. Grazie, ricambio. Io non sto nelle stanze, ma nelle segrete della torre, uhm, d’avorio. Tra gli ideologismi ai quali sono contrario c’è la “partecipazione” del popolo alla medicina e alla ricerca. Presentata come soluzione, è un tranello: la via del consenso invece che quella autoritaria alle frodi mediche. Il controllo democratico su medicina e ricerca da parte di un pubblico correttamente informato è invece per me l’unica forza in grado di contrastare la furia del golem liberista. Chi va in questa direzione compie un’opera meritoria.

 

Di Maio e la lobby dei malati di cancro. Il paziente come stakeholder

27 luglio 2016

StakeholdersUILDM

 

Gli stakeholder della distrofia muscolare dal punto di vista dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

 

Negli Stati Uniti non è raro il ricorso a stereotipi etnici negativi per sminuire e deridere. Gli irlandesi sono ubriaconi, i polacchi stupidi, gli italiani imbroglioni, se non mafiosi. Renzo Tomatis ha raccontato come in alcuni ricercatori italiani che lavorano negli Stati Uniti possa svilupparsi per reazione un “nazionalismo di ritorno” (1). E’ successo anche a me, quando ero resident clinico in anatomia patologica a Boston. Ai tempi di Tangentopoli il direttore mi disse, con un tono lievemente beffardo, di avere visto in tv che in un ministero Italiano era stata trovata una stanza piena di valigette vuote, usate per consegnare mazzette. Insultando mentalmente i corrotti nostrani, risposi che l’Italia si sarebbe dotata anch’essa del sistema delle lobby, e non ci sarebbe stato più bisogno di valigette, perché la corruzione sarebbe divenuta legale come negli States.

In USA l’industria farmaceutica dal 1998 al 2014 ha speso 2.9 miliardi di dollari in “lobbying expenses” (2). Più di qualsiasi altra industria (questa non è l’unica voce nel capitolo di spesa sull’acquisto di appoggi, né è la maggiore (3)). Il deputato USA Sherrod Brown ha commentato: “Con tutto il dovuto rispetto, quando l’industria farmaceutica dice “salta” questa commissione e questo Congresso saltano: quando l’industria medica vuole che passi una certa legislazione si precipitano ad approvarla”. (4). Mentre scrivo è emerso che Tim Kaine, appena nominato da Hillary Clinton suo vice in caso di elezione alla presidenza, quando era governatore della Virginia ricevette 160 000 $ in regali da tre lobby, tra le quali quella della Barr Pharmaceuticals, controllata dalla Teva; donazioni legali in quanto dichiarate (5). Trump dice che è corruzione.

Il lobbismo è elemento portante di un particolare genere di corruzione, funzionale al liberismo, del quale in Italia non si parla, la “corruzione istituzionale” dove i politici e gli altri poteri dello Stato non prendono mazzette sottobanco ma ottengono benefici in forma legale, come regalie, vantaggi di carriera, cariche, sinecure in grandi aziende, in cambio del legalizzare e favorire interessi di parte. L’industria biomedica è stata presa a paradigma di tale tipo di corruzione (6,7).  La corruzione istituzionale è anche istituzionalizzazione della corruzione; necessita di figure istituzionali modeste, incolori e modellabili come manichini dietro all’aspetto e alla parlantina mediaticamente efficaci.

Il processo di americanizzazione dell’Italia sta includendo anche l’introduzione del lobbismo. Giorni fa Di Maio, figura di punta dei 5 Stelle, l’ha perorata, fingendo di volerla contrastare: “Io non ce l’ho con le lobby” ma “il rapporto tra portatori di interessi e politica va regolato per legge”. Ha aggiunto che “Esiste la lobby dei petrolieri e quella degli ambientalisti, quella dei malati di cancro e quella degli inceneritori. Il problema è la politica senza spina dorsale, che si presta sempre alle solite logiche dei potentati economici decotti”. Il considerare i malati di cancro come una lobby ha sollevato indignazione (distraendo dall’osservazione che l’influenza dei potentati economici è pure un grosso problema, che può essere aggravato dal legalizzarla). E’ stata diffusa la versione che si è trattato di una gaffe e Di Maio si è scusato; il pubblico è stato rassicurato. Ma non è stata una gaffe, se non nel senso di avere suscitato nel pubblico una reazione di rigetto al primo impatto di un ideologismo liberista che è comunque nell’agenda non dichiarata che i politici devono eseguire.

Di Maio o chi gli scrive i testi è slittato dal concetto di lobby a quello contiguo di “stakeholder”, “azionista” e per estensione “portatore di interessi”. Per il liberismo es. la proprietà di un’azienda che inquina è uno stakeholder insieme ai cittadini esposti, allo Stato e le amministrazioni locali, ai dipendenti, etc. Questo ambiguo porre sullo stesso piano, come partizioni di una stessa torta, interessi eterogenei, compresi tornaconti privati contingenti e diritti sanciti, viene applicato anche in medicina. Gli stakeholder del cancro sarebbero il malato, i curanti, le ditte farmaceutiche e gli altri fornitori, i ricercatori  etc. L’interesse del malato ai migliori trattamenti possibili non è più privilegiato, non è una costante garantita e intangibile, ma compete con altri interessi. Gli stakeholder forti, lobby autentiche e potenti che manovrano miliardi di dollari e ungono abbondantemente i vari decisori, possono aumentare il rendimento delle loro “quote” facendo prescrivere cure inutili o cure dannose che richiederanno altre cure, facendo sovradiagnosticare e cronicizzare, ottenendo dallo Stato l’abbassamento dei criteri di approvazione di nuovi farmaci etc. In pratica un grave un “furto di utilità” a danno del paziente. In USA gli stakeholder deboli, i malati, sono incoraggiati a organizzarsi in gruppi di interesse, con tutti i limiti che si possono immaginare data la loro condizione; e con il rischio concreto di strumentalizzazioni (v. sotto). Se occorre vengono considerati anch’essi lobby; a volte con una forzatura, altre con fondamento, perché quando si alleano all’industria (v. sotto) possono movimentare grosse somme e giocare ruoli rilevanti (8).

L’ideologia dei “portatori di interesse” considera, detto con una battuta, che la lepre che fugge dalla volpe e la volpe che vuole la lepre per cena siano entrambe stakeholders; e che volpi e lepri rappresentino quindi gruppi di interesse, cioè lobby, attorno a una stessa questione. Di Maio ha accomunato le volpi del lobbismo affaristico ai malati-lepre. Trascurando inoltre che la lobby dei petrolieri o dell’industria farmaceutica esistono eccome, mentre i malati non fanno saltare molti parlamentari dicendo “salta”. In Italia l’accostamento suona ancora strampalato al grande pubblico, ma è routine nella malsana politica sanitaria USA. Il possibile futuro PdC ha fatto marcia indietro perché il pubblico non ha gradito. Occorrerà del lavoro e del tempo per introdurre anche da noi il lobbismo di chi sta morendo di cancro.

Appare che il ruolo del M5S sia analogo a quello dei “di sinistra”, e dei radicali pannelliani, descritto da Jean-Claud Michea: promuovere elementi del liberismo sotto mentite spoglie progressiste. I 5 Stelle contendono ai PD e ai berlusconiani i favori dei poteri liberisti; praticando in forme nuove e eterodirette la tecnica collaudata di arringare gli elettori come dei Don Chisciotte, farsi eleggere e poi muoversi nel Palazzo come dei Sancho Panza.

 

Breve approfondimento sugli stakeholder in medicina

La teoria generale degli stakeholder venne introdotta nella sua forma astratta da Freeman, professore di business administration, nel 1984. Vuole essere una teoria etica della corporation (9). J. Abraham, studioso della sociologia dei farmaci, spiega che nello stesso decennio da un lato si negò il concetto di “interessi” (intesi come gli interessi legittimi della gente comune), come ovvio e quindi superfluo, o come autoritario; e nel caso dei pazienti anche come insignificante, non potendo gli interessi degli scienziati, dell’industria farmaceutica e dei clinici che coincidere con quelli dei malati. Dall’altro lato “emerse una simpatia” per gli scritti di Hajek sul potere regolatore del mercato nel distribuire risorse entro la società. Questa “mercatizzazione della società fu elevata a una tale importanza sul presupposto che le persone non abbiano altri interessi oltre a quelli che possono esprimere nel mercato. L’applicazione del discorso degli “stakeholder” riflette l’applicazione di questa filosofia al processo politico. Come per gli altri consumatori [, anche in campo medico] si è assunto che l’analisi si possa fermare alle preferenze politiche espresse dagli “stakeholders” ” (10).

La teoria degli stakeholder si presenta come un’impostazione progressista e socialmente responsabile, che considera oltre agli interessi degli investitori anche quelli degli altri soggetti interessati (in contrapposizione alla “shareholder theory”). Naturalmente è possibile trovare del buono nella tesi che occorre coinvolgere  tutte le parti. Ma nella pratica la teoria degli stakeholder – che pone al centro l’impresa e in particolare le corporation – sostituisce a una concezione di limiti fissi all’attività economica, costituiti da diritti e doveri, il conflitto e la composizione “spontanea”, caso per caso, di interessi particolari e di diritti di soggetti diversi. E’ espressione della “cultura dell’egoismo” (11), che incoraggia anche i singoli cittadini ad avanzare rivendicazioni non in nome di principi universali, se non sul piano retorico, ma in nome dei propri interessi particolari, rappresentandoli in gruppo; “definendo i propri interessi nella maniera più ristretta possibile e astenendosi scientemente da qualunque rivendicazione più ampia o dallo stesso tentativo di formulare le proprie rivendicazioni in termini universali.” (11). Una sorta di corporativismo, ciò che voleva il fascismo ma col mercato al posto dello Stato come regolatore principale. Un’altra di quelle razionalizzazioni degli economisti, che vede chi è affetto da malattia e chi dalla malattia trae profitto galleggiare nella stessa acqua secondo la stessa indiscutibile legge fisica. Gli uni su materassini gonfiabili, gli altri su una portaerei.

Gli economisti hanno prodotto anche un modello di quello che dovrebbe essere il corretto rapporto tra paziente e curante: il modello principale-agente. Il medico e gli altri operatori operano, adeguatamente remunerati, come agenti del principale, il paziente, nel suo esclusivo interesse. Sul piano politico, in una visione non antica e ormai passata il paziente viene curato secondo il principio che la società non può abbandonare chi soffre; va curato senza approfittare del suo stato di debolezza, es. evitando di propinargli rimedi inutili o nocivi, perché non si può praticare lo sciacallaggio dei monatti manzoniani; coloro che forniscono cure rendono un servizio professionale o tecnico, scevro da “missioni” pelose ma sensibile alla dimensione etica e categorico nell’escludere ciò che non sia ragionevolmente nel miglior interesse dei malati. Nel nuovo corso il paziente viene ben curato nella misura in cui lo richiede per il suo interesse personale e lo ottiene in base a rapporti di forza; inclusa, in misura crescente, la capacità di pagare per le cure, sempre più costose; ma non più efficaci, in molti casi. Là dove il paziente non arriva a tutelarsi, situazione comune, gli altri stakeholders possono trarne profitto. Anche evitando di risolvere condizioni patologiche reali per trasformarle in rendite; moltiplicando i pazienti attirandoli col pretesto di una “prevenzione” clinica, e creandoli inventando malattie. Una medicina volta all’ottimizzazione del profitto, che evita l’ottimizzazione delle cure quando questa non coincida con la prima. Es. alcuni affetti avversi delle terapie sono utili per gli stakeholder proprietari di ospedali, generando ulteriori cure e quindi profitti, mentre la loro riduzione avrebbe conseguenze finanziarie negative  (12).

Il discorso in termini di stakeholders ha favorito altri aspetti dell’applicazione dell’ideologia liberista in medicina, come la “medicina partecipativa”, un altro degli strumenti impiegati dal grande business biomedico per ridisegnare il paziente come consumatore rendendolo in realtà ancor più passivo e menomato nei diritti (13). L’argomento richiederebbe una trattazione a parte. In breve, il paziente dovrebbe considerarsi come possessore di una partecipazione, di una quota, in società con chi lo cura; entrambi stakeholder in un’impresa che sarebbe un’impresa comune. Viene così recuperata, sfruttando le richieste di aiuto e di solidarietà umana del paziente, la favola della coincidenza dei fini; ma fatto salvo il principio che chi apporta le cure ha i suoi propri interessi. Per il paziente la condizione è simile a quella di chi si metta in società con un altro molto più forte e dal quale in realtà dipende. Si vuole che abbiano una partecipazione dei malati e del pubblico come stakeholders anche le scelte di politica sanitaria. Si stanno istituendo a tale scopo “giurie di cittadini” (14); l’AIFA ha organizzato la sezione italiana della “Accademia dei pazienti” (sic) per formare pazienti-regolamentatori (15); ovviamente sotto il patrocinio e la guida di stakeholders esperti e forti, che includono Farmindustria e Assogenerici nel caso della “Accademia”. Si richiede la partecipazione dei malati-stakeholder perfino nella ricerca biomedica (16). In realtà, in USA ma ormai anche da noi la politica sanitaria e la ricerca sono entrambe saldamente e indebitamente in mano alle multinazionali (7). Fingendo di ignorare l’enorme sproporzione dei rapporti di forza e l’enorme asimmetria informativa, si allestisce una partecipazione fantoccio, una parodia del controllo democratico. Al fine di evitare il controllo democratico autentico, che dovrebbe tornare ad essere esercitato con mezzi appropriati da uno Stato che rappresenti i cittadini. Al contrario, mentre si introducono questi ideologismi vagamente allucinatori, studiati per fare presa sull’inclita e sulle persone comuni, si sta provvedendo a depotenziare i già deboli controlli formali istituzionali sui prodotti medici.

Callahan e Wasunna osservano come nella medicina liberista il concetto di stakeholder torni al significato originale di “azionista”: mentre nel rapporto tradizionale il medico ha obblighi morali e professionali ben stabiliti, per l’industria farmaceutica i primi obblighi sono verso gli stakeholders intesi letteralmente, cioè i detentori di azioni, obbligazioni, etc. e non verso il malato che l’industria tratta coi farmaci che vende (17).

Inoltre, le associazioni o “lobby” di malati sono spesso controllate dalle industrie stesse, tramite infiltrati e finanziamenti, quando non create appositamente; divenendo così, a discapito degli aderenti, gruppi di pressione a favore degli stakeholder che considerano le malattie e la paura delle malattie come risorse economiche. Una tecnica di pubbliche relazioni detta “astroturf” (18). I gruppi di persone seriamente malate, come quelli delle persone malate di cancro “non commerciale” cioè autentico e non sovradignosticato (19), dovrebbero chiedere in primo luogo ciò che uno Stato civile dovrebbe assicurare senza farsi pregare, un’ottima assistenza; sia l’assistenza medica realmente possibile, sia quella più ampia che tutela la dignità della persona in condizione di debolezza. Un’assistenza depurata e protetta dagli interessi in conflitto degli altri “stakeholder”. Le “lobby” di malati dovrebbero supportare lo sviluppo di nuove terapie solo una volta ottenuto ciò. Invece spesso le associazioni di pazienti, rappresentando persone che sono vulnerabili alle offerte di speranza, e che vengono irretite con la favola di essere inserite nell’organigramma di una società di stakeholders che ha finalità coincidenti con le loro speranze, chiedono le chimere di terapie miracolose allestite dall’industria tramite la ricerca. Spingendo così per un’allocazione delle risorse che va contro l’interesse e i diritti dei malati che dicono di rappresentare. Di recente in USA c’è stata una rivolta interna in una importante associazione pro malati di demenza senile. La dirigenza è stata accusata di alleanze, lucrose, con le industrie, che portano l’associazione a “vendere malattia” (“selling sickness”), spingendo con la paura a dubbie “diagnosi precoci”, e ad aiutare a vendere farmaci sollevando false speranze di future cure; a scapito delle necessità di assistenza quotidiane di questo genere di malati (8). Ci sono stati gruppi di advocacy di malati di cancro che si opposti all’essere usati per sostituire con appelli alla misericordia la mancanza di valide prove di efficacia dei farmaci “innovativi” che l’industria vuole sfornare a getto continuo (20).

In USA in questi mesi la Serepta Therapeutics sta facendo di tutto per ottenere dai funzionari della FDA (che dipendono dal governo e ricevono parte del loro stipendio dalle ditte che devono controllare (4)) l’approvazione di un farmaco per la distrofia muscolare di Duchenne, l’eteplirsen; dopo avere presentato evidenze di efficacia non valide. Il comitato consultivo scientifico ha negato il parere positivo, e i vertici della pur compiacente FDA appaiono recalcitranti. La Serepta ha adottato una manovra a tenaglia, usando sia la lobby politica che le associazioni dei malati. Da un lato facendo firmare a 109 parlamentari USA una lettera di pressione alla FDA (21). Dall’altro mostrando scene di bambini affetti in sedia a rotelle e i gridi di dolore coi quali i genitori chiedono l’approvazione (22), in una campagna mediatica che aizza l’opinione pubblica (23). La resistenza, inusuale, della FDA agli attacchi congiunti politici/pazienti ha provocato un intensificarsi di previsioni degli analisti della Borsa di New York su questo farmaco (24). Da noi la UILDM insieme a Telethon fa parte del DMD Italian Network, che ha supportato alcuni degli studi clinici che mostrerebbero l’efficacia dell’eteplirsen. E’ interessante osservare che la UILDM, mentre invita a considerare la distrofia muscolare in termini di stakeholder (v. grafico all’inizio), specificando anche distinzioni tra vari tipi, omette di citare gli stakeholder giganti, gli stessi all’opera anche nel caso eteplirsen, cioè le industrie farmaceutiche e gli investitori finanziari; e altri commensali, come i politici, i ricercatori, le agenzie di pubbliche relazioni, i media e gli opinionisti. Per non parlare di quelli che si occupano di reprimere il dissenso. Il concetto di stakeholder è utile a comprendere come sulla malattia vengano allestite delle macchine sociali generatrici di profitto, delle quali gli stakeholder sono le componenti e i beneficiari, di varie dimensioni. C’è una tendenza crescente a remunerare anche il paziente (25, 26) perché giochi la sua parte.

 

Note
1. Nazionalismo di ritorno. In: Tomatis R. Storia naturale del ricercatore. Garzanti, 1985.
2. Big Pharma. Sito Drugwatch. Luglio 2016.
3. Silverman E. Drug and device makers paid 6.5 billion dollars to docs and teaching hospitals last year. Pharmalot, 30 giugno 2016.
4. Kaufman M. Deal to boost drug approval, oversight; industries agree to higher fees so FDA can hire more employees. The Washington Post, 7 marzo 2002.
5. Lipton E. As pick no.2, Tim Kaine sees gifts come under scrutiny. NY Times, 24 luglio 2016.
6. Light DW et al. Institutional Corruption of Pharmaceuticals and the Myth of Safe and Effective Drugs. J Law Med Ethics, 2013. 14:590.
7. Rodwin MA. Five Un-Easy Pieces of Pharmaceutical Policy Reform. J Law Med Ethics, 2013. 41: 581. Symposium “Institutional corruption and the pharmaceutical industry”.
8. Shipman A. Investigation of Alzheimer’s Association in-fighting didn’t address the role of corporate sponsorships. Health News review, 8 marzo 2016.
9. Freeman RE. A stakeholder theory of the modern corporation. Perspectives in business ethics, 2001. 3: 144.
10. Abraham J. Sociology of pharmaceuticals development and regulation: a realist empirical programme. In: Pharmaceuticals and society. Critical discourses and debates. Williams SJ et al editors. Wiley-Blackwell, 2009.
11. Lasch C. In: Castoriadis C Lasch C. La cultura dell’egoismo. L’anima umana sotto il capitalismo. Eleuthera, 2012.
12. Eappen S. et al. Relationship between occurence of surgical complications and hospital finances. JAMA, 2013. 309: 1599.
13. Tritter J et al. Globalisation, Markets and Healthcare Policy. Redrawing the patient as consumer. Routledge, 2010.
14. Mosconi P et al. Giurie dei cittadini: coinvolgere e deliberare nell’interesse pubblico. Anche l’Italia è un paese di Giurie dei cittadini. R&P, 2015. 31: 149.
15. Accademia dei pazienti Eupati-Italia e AIFA: al via i primi corsi di formazione per pazienti in Italia. Panorama della sanità, 21 gennaio 2016.
16. Selby JV et al. Stakeholder-driven comparative effectiveness research. JAMA, 2015. 314: 2235.
17. Callahan D Wasunna AA. Medicine and the market. Equity and choice. The Johns Hopkins University Press, 2006.
18. Lieberman T. Groups push pharma agenda under the guise of patient advocacy. Health News Review, 10 febbraio 2016.
19. I cancri che non sono cancro. Nel sito menici60d15.wordpress.com
20. Mayer M. Listen to all the voices: an advocate’s perspective on early access to investigational therapies. Clinical Trials, 2006. 3: 149
21. 109 Congressional Representatives Stand with Duchenne. The Jett Foundation – Fighting Muscular distrophy. 18 febbraio 2016.
22. Molchan S. What’s at stake in the FDA’s decision on eteplirsen, an experimental muscular dystrophy drug. Health News Review. 22 giugno 2016.
23. Gortler D. Science, not public opinion, should rule FDA drug approvals. Statnews, 2 giugno 2016.
24. Silverman E. Wall Street betting intensifies over Sarepta’s muscular dystrophy drug. Pharmalot, 5 maggio 2016.
25. Asch DA et al.  Effect of financial incentives to physicians, patients, or both on lipid levels. JAMA, 2015. 314: 1926.
26. Kucab P et al. Direct-to-consumer Marketing to People with Hemophilia. PLoS Med, 2016. 13: e1001996.

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26 febbraio 2018

Blog de Il Fatto

Commento la post “Biotestamento, Saviano con la compagna di Dj Fabo: “Pretendere dalla politica la possibilità di scegliere””

J. Kane*, medico, sostiene che in USA l’epidemia di morti per overdose di oppiacei copra un’epidemia di suicidi da disperazione. Lì il business, in nome della lotta al dolore, e aiutandosi con le mazzette, sta facendo soldi stimolando i suicidi. Il caso di dj Fabo è l’eccezione umanitaria scelta apposta; una estetizzazione mediatica, con tanto di sequel con la fidanzata, che copre lo sfoltimento della popolazione di malati comuni in base a criteri economici. Saviano, il cantore dei camorristi come samurai invincibili, mostra sia il Male Assoluto, sia la luce vindice della ragione e della civiltà. Il politically correct funziona così. Fifa blu da un lato, l’equivalente culturale e politico del junk food dall’altro. Ascoltatelo Saviano. Anche perché con l’incremento di cure oncologiche vere per diagnosi tarocche di cancro da sovradiagnosi che ci sarà con gli allarmi suoi, quelli del 31enne senza titoli candidato premier, quelli del circo al completo degli altri politici e degli opinionisti accreditati, e dei poteri dello Stato a partire da quelli che sarebbero la parte di cui fidarsi, firmare la liberatoria per farsi abbattere quando ridotti a un rottame ingombrante, e non più redditizio per le lucrose frodi mediche alle quali si è fornito il proprio corpo, sarà in effetti l’unica cosa che si potrà pretendere. * There’s no easy way out of the opioid epidemic. Feb 2018.

 

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4 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ambrosi “Cancro al seno, parlano 200 donne malate: “Non siamo fighe, siamo rottami. Chiediamo una miglior qualità della vita (e una comunicazione giusta)””

In Francia una commissione, che ha compreso cittadini, nominata dal ministero della sanità, ha chiesto l’abolizione o la riduzione dello screening per il cancro della mammella e uno stop alla disinformazione e propaganda (Barratt A et al. Reform of the National Screening Mammography Program in France. JAMA, 30 ott 2017). In Italia si cerca all’opposto di espandere il business. Anche con l’estetizzazione della pesante e dolorosa esperienza del cancro. La presidente dell’Associazione Italiana Oncologia, Stefania Gori, ha lodato la Toffa. Per una voce di donna, con diagnosi di cancro della mammella, che denuncia queste tecniche di vendita avvilenti e disoneste: Ehrenreich B. Smile or die. How positive thinking fooled America & the world. Granta, 2010.

Rivolgersi a Bergoglio come avvocato è finire in ore leonis, perché il clero promuove il business del cancro, al quale partecipa. Ma gli italiani, diceva Montanelli, “vogliono fare la rivoluzione coi carabinieri”. E infatti anche la scelta dello “antisistema” M5S, che ha appena vinto le elezioni, del generale dei CC della Terra dei fuochi al ministero dell’ambiente va nel verso del favorire il business del cancro insieme agli spot della Mediaset di Berlusconi su come è fico avere il cancro e alle bugie sul cancro del governo Renzi (v. La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide).

@ boboviz. La commissione non comprendeva solo comuni cittadini. Le sue conclusioni sono simili a quelle espresse nel 2014 dal medical board svizzero. Sono il primo a criticare l’inserimento dei cittadini nelle valutazioni tecniche; è una tattica della medicina commerciale e delle sue manipolazioni, come ho già scritto, anche su questo blog (citando Tritter et al. Globalisation, Markets and Healthcare Policy. Redrawing the patient as consumer. Routledge, 2010). Il coinvolgimento dei cittadini è giustificato in situazioni estreme. Va riconosciuto che anche l’idea alla Burioni di un “magistero scientifico”, cioè che la competenza da sola sia sufficiente è una favola ingannevole: “l’esperienza dice che il mondo è pieno di scienziati e di intellettuali che si prostituiscono al potere e ne avallano tutte le abiezioni. Forse che costoro non sono corrotti perché sono competenti ?” (V. Pareto).

Io ho scritto, come ho fatto su altri aspetti, come dietro a posizioni che superficialmente appaiono a tutela della salute i 5S servano grandi interessi illeciti, insieme ad altri poteri; qui nel cavalcare gli allarmi gonfiati sulle epidemie di cancro da sversamenti della Terra dei fuochi. “L’accenno ai poteri dei 5S di fermare il cancro”, parto della tua mente, è in effetti da manuale di psicologia clinica; o da manuale di tecniche di caciara. Come lo è l’attribuirmi posizioni che sono quelle della tua parte e affermazioni opposte a ciò che scrivo.

@ boboviz. Occorrono semplicemente persone sia competenti sia oneste; e una politica che se ne avvalga. La medicina non è autonoma: riflette il livello di civiltà della società che la esprime. Se la società è corrotta, la medicina sarà corrotta. Se il politico tipo è uno come te, dai modi boriosi e dalle funzioni servili, la medicina sarà quella viziata o fraudolenta imposta dal business. Inevitabilmente. Ciò non toglie che le aberrazioni vadano denunciate.

La diffidenza sui 5S nasce dall’osservarli. Es: “Di Maio e la lobby dei malati di cancro”. Posizione confermata da molte analisi di terzi, es. “Consulente Intelligence Nato: Ecco perché il potere ha fabbricato i 5 Stelle”. Informare per resistere, 28 set 2017. Dopo la P2 dei tempi di Andreotti e Cossiga, il ventennio del piduista di Arcore, il viceré Napolitano, il circolo massonico di Renzi, in tempi di crisi un fan club di inadeguati, inquadrati in una ferrea organizzazione top-down, guidati con strumenti di marketing professionali, a differenza dei tentativi grassroot che il sistema fa restare microscopici o stronca, sboccia sul letame dei partiti e diviene il primo partito; sulla parola, per avere svelato che i politici fanno schifo e promesso soldi gratis. Sospettare che chi ci mette in padella provveda anche alla brace dev’essere un’altra delle sindromi descritte nei manuali di psichiatria che tieni a portata di mano.

 

 

 

Attenti a Scilla

5 giugno 2016

3 giugno 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di N. Somma “Femminicidio: il 2 giugno per le donne non bandiere tricolore ma drappi rossi”

Non si vede cosa c’entri l’oscuramento del tricolore, se non per affievolire ulteriormente l’identità nazionale.

Chiedete piuttosto pene severe, deterrenti. Chiedete che vengano istituite, tramite i media, forme di educazione sentimentale, che spieghino e facciano interiorizzare che è fisiologica la possibilità di essere lasciati, anche in un modo che sembra ingiusto e sleale: che chi è un uomo accetta questo caso doloroso della vita; che reagire con la violenza è roba da ignoranti, disperati, immaturi, cocchi di mamma etc.

E’ singolare che si dica di voler proteggere le donne dalla violenza viscerale degli uomini alimentando un’irrazionalità uterina. Questo “femminicidio“ pare un altro prodotto propagandistico preconfezionato che vuole speculare su alcuni drammi piuttosto che evitarli. Le donne considerino anche che il liberismo è distruttore dei valori che gli sono d’intralcio; e ha un intesse a “liberarle” creando diffidenza verso gli uomini, favorendo l’isolamento sentimentale e stili di vita consumistici e contrari alla costruzione di affetti stabili. Fino a renderle docili e sterili api operaie.

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4 giugno 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di O. Lupacchini “La violenza sulle donne ha radici antiche. A partire dalla ‘Carmen’”

Laura Boldrini stende un panno rosso dalla finestra del suo ufficio di presidente della Camera; e Lupacchini, coraggioso investigatore di fatti tenebrosi (v. “12 donne un solo assassino”), “wax lyrical” contro la violenza sulle donne. Che è sia un male perenne in sé reale e grave; sia una recente operazione di “moral panic” * che associa alle relazioni sentimentali una nota di pericolo, di subire violenze o essere segnalati come persecutori; e favorisce la trasformazione dell’amore in una sorta di cauto negozio giuridico sotto l’occhio della legge come è già in USA col “sexual harassment”. Favorendo così la singleness esistenziale voluta dal liberismo. Il genuino contrasto all’ingiustizia e al crimine riduce i problemi; mentre il moral panic propagandistico ne evidenzia alcuni a scapito del resto; e ha interesse a non eliminare i problemi selezionati, e a esagerarne il peso relativo. Un conto è ingabbiare il drago, un altro gridare in continuazione solo del mostro sulla scogliera calabra, tacendo di Cariddi; dirigendo quindi i naviganti verso i gorghi della costa sicula. Nel valutare le colpe dei “muliericidi” e “mulierofobi” dovrebbe essere considerato come aggravante l’appiglio che offrono all’insinuazione della diffidenza nei rapporti sentimentali.

* ”Excessive media coverage about an issue that may frighten, worry, or out-rage the audience.”

@ Andrea 1967. Grazie, ricambio. Credo che lo “Attenti a Scilla” sia tra i principali arnesi ideologi del potere.

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18 giugno 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Caserta, morta a 3 anni. Arrestati falsa pediatra e marito: “Non diagnosticarono tumore””

Un guidatore può sbandare a destra e finire nel burrone. Ma può sbandare a sinistra, invadere la corsia opposta e fare un frontale; soprattutto se bada solamente a stare lontano dal precipizio a destra. Anche per le diagnosi di cancro gli errori possibili sono due. Si può mancare, colpevolmente o meno, la diagnosi di neuroblastoma. Studi hanno mostrato che, date le sue caratteristiche biologiche, c’è per questo tumore, statisticamente, una marcata facilità a commettere l’errore opposto, cioè a sovradiagnosticarlo. Trattando quindi bambini sani come malati di cancro, con gravi conseguenze, anche a lungo termine, sulla loro salute. Ci sono interessi economici, e, soprattutto in Campania, una campagna mediatica, che favoriscono lo sbandare dal lato dei falsi positivi. Vi è una dolosità sistemica in questo. Sul piano culturale, professionale, giudiziario, mentre i falsi negativi si puniscono e si propagandano i falsi positivi si nascondono e si premiano. Gli stessi che alla notizia di una mancata diagnosi di cancro chiedono i castighi più severi ringrazieranno per le lesioni o l’omicidio da errore opposto *. Magistrati, CC, preti, opinionisti, pronti sui falsi negativi, si sottomettono all’ideologia che vuole i falsi positivi sistematici come parte dell’economia legale, da proteggere e aiutare a crescere.

*Jha S. Doctors are thanked by the false positives but sued by the false negatives. Psychology Today. 13 set 2015.

@ Alexv. Aggiungerei “Come si può pensare che istituzioni dello Stato, autorevoli uomini di scienza dediti alla cura delle malattie, santi uomini con la tonaca, e i media, curino altro che il bene del cittadino, e che addirittura lo danneggino servendo per un loro tornaconto altri interessi?”. Accomodati: segui la strada che ti indicano. L’economia ha bisogno di persone che ragionano come te. Io mi rivolgo a quelli che non scambiano i telegiornali e gli allarmi diffusi dai media per la realtà.

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8 settembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marescotti “Ilva, a Taranto la vita dei cittadini è ancora in pericolo”

Gli studi citati non giustificano il lanciare un allarme su una particolare condizione di “pericolo di vita” dei tarantini. (Le statistiche diverranno probabilmente più conformi in futuro, quando la profezia si autoavvererà, per la spirale allarme-paura-medicalizzazione-sovradiagnosi). Comunque il danno alla salute c’è. Ed è meglio andare sul sicuro, giusto? Ma non è vero che la prudenza non è mai troppa; a volte quello che sembra il lato sicuro nasconde altri pericoli. Anni ’60, industrializzazione, Italsider, lavoro, benessere: si allontana il pericolo della povertà. Ma entra silenzioso quello dei danni alla salute da inquinamento, censurato come inopportuno per decenni. 2010, Taranto sarebbe una camera a gas. Si sensibilizza sui danni alla salute da inquinamento, ma senza freni e criterio, spingendo così ciecamente verso la medicalizzazione e la sovradiagnosi; verso la nuova industria, quella medica, che ha bisogno di corpi come materia prima più che di braccia salariate. A volte pensando di mettersi al sicuro si finisce in ore leonis. Es. un comunicato di sicurezza della FDA del 7 set 2016 raccomanda di non usare gli screening per il cancro dell’ovaio, perché fanno più male che bene. La salute e la vita dei tarantini – e degli altri italiani – continuano a essere insidiate dall’uso delle false bilance, con le quali oggi come 50 anni fa a seconda della convenienza si esagerano i pesi su un piatto e si nasconde l’altro piatto e i pesi che porta.

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6 ottobre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. Rosso “Vajont, 53 anni fa la tragedia. Che cosa ci insegna?”

Floriano Calvino, che ebbe il coraggio di produrre una consulenza tecnica veritiera sul Vajont, firmò anche l’improvvido manifesto contro Luigi Calabresi; insieme ad altre persone di valore come F. Basaglia, L. Bianciardi, N. Bobbio, e allo stesso Giorgio Bocca, per limitarsi ai cognomi A-C dell’elenco. Ex post gli errori sono chiari. Una grande opera dell’uomo, come una diga, che sembra sbarrare il passo alla natura, o una battaglia civile, possono esaltarci. Da entrambe le tragedie possiamo imparare che quando fronteggiamo entità che sono non solo molto più grandi di noi, ma complesse, capaci di schiacciarci con le “unintended consequences”, occorre rimanere cauti come davanti a giganti imprevedibili. In questi giorni sui media sono comparsi 2 studi epidemiologici osservazionali su Taranto. Uno mostra il totale di anni di vita persi senza dare il tasso per abitante (trucco detto “broad-base fallacy”). L’altra notizia applica la nota fallacia opposta: dà il tasso relativo di incremento di incidenza senza dare i valori del rischio assoluto. His fretus, si grida alla pestilenza apocalittica, addossandola alla sola ILVA. Non si pensa che oltre all’inquinamento e al suo occultamento anche l’eccesso di allarmismo può provocare livelli nocivi di sostanze tossiche nel sangue. Es. di chemioterapici, dalle sovradiagnosi di cancro che saranno effetto di questa propaganda, che non vede i fianchi franosi dell’invaso che si viene creando con la “diga” per arginare l’inquinamento da ILVA.

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6 febbraio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Augusta, don Prisutto e i morti per inquinamento: la Spoon River di Sicilia in un documentario”

Tra i prodotti velenosi emessi dalle industrie ce n’è uno particolarmente prezioso per gli speculatori: la paura. La paura della malattia, che spinge le persone verso l’industria medica. Attribuire tutte le morti per cancro a fonti puntuali di inquinamento è un’operazione scorretta, che trova la sua ratio nella valorizzazione di quell’inquinante potente che è la paura. Don Prisutto, esponente di una chiesa che è nel lucroso business della medicina commerciale, si trova a fianco di altre figure “etiche” nell’alimentare credenze distorte sulle malattie a danno della popolazione e a favore del business. Considerare solo i pericoli, reali, dell’inquinamento industriale, gonfiandoli con una retorica accattivante oltre le loro pur rilevanti dimensioni e ignorando le altre cause, e nascondere l’interesse a spingere verso i reparti di oncologia, con le loro false diagnosi di massa spacciate per prevenzione e le cure poco efficaci, pesanti e costosissime per i cancri veri, è come educare i bambini ad attraversare una strada a due sensi di circolazione e molto trafficata guardando solo da un lato anziché sia a sinistra che a destra.

@ FrankVa. Hai ragione sui pericoli dell’ignoranza. Il lato buono di quanto scrivi è che mette in luce la differenza, che andrebbe rimarcata, tra inquinamento ed esposizione. Non è vero che accertato che una sostanza è dannosa si può mettere “punto e basta”, congratularsi con sé stessi per il proprio raziocinio e senso civico e andare a mangiarsi una cassata. Anche un fornello da cucina o un accendino accesi possono causare orribili danni se l’esposizione ai loro gas è troppo ravvicinata. Bisognerebbe vietarli? La tossicità intrinseca è una cosa, l’esposizione è un’altra, gli effetti reali sulla salute un’altra ancora. Una conseguenza del confondere tra inquinamento ed esposizione è che spesso, in conformità a interessi illeciti, si nascondono gli effetti nocivi sui lavoratori o altri soggetti che siano direttamente esposti e allo stesso tempo si impaurisce eccessivamente la popolazione generale. Il rischio viene nascosto oppure esagerato dai don Prisutto in funzione dell’interesse. Un recente studio australiano mostra come i medici sottovalutino gli effetti avversi delle medicine. Il cui consumo beneficia da queste campagne di paura. Il danno da inquinamento va valutato sugli effetti sulla salute, data l’esposizione, non sulla tossicità potenziale. Forse invece di magliette, foulard, parodie di Spoon River, denunce di genocidi e professioni di oggettività bisognerebbe mostrare evidenze valide e, deposta la sicumera e riconosciuti gli interessi palesi e quelli nascosti, ragionarci.

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Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ambrosi del 22 aprile 2017 “Cellulare, toglietevelo dalla testa. E basta”

La classificazione di Renn, adottata dal governo inglese, definisce vari tipi di rischio e li rappresenta con figure mitologiche: il rischio Damocle, il rischio Cassandra, il rischio Ciclopi, etc. Considera il rischio alla salute da uso del cellulare come rischio Medusa, a bassa probabilità e basso danno ma che, ipnotico, causa considerevole allarme. Andrebbe aggiunto il rischio Edipo, dal personaggio che cercando di fuggire dal fato che gli era stato predetto finì per compierlo: il rischio dato dall’allarme che si auto-avvera. (Per evitare confusione con i noti concetti freudiani, invece che Edipo lo si può chiamare rischio Perseo, o “Samarcanda”, dalla canzone di Vecchioni). E il rischio Scilla, dove si fa vedere solo uno di una coppia di pericoli, vero o presunto, e si indirizza così verso i gorghi dell’altro. C’è un apparato tecnico allestito in modo da favorire la sovradiagnosi e il sovratrattamento dei tumori cerebrali, e gli allarmi sul cancro da cellulare spingono verso di esso. In generale i continui allarmi sul cancro da inquinanti, con un’oncologia mai sazia di pazienti, conducono al rischio Pandora della classificazione Renn, ad alta incertezza e lunga persistenza. I costruttori delle credenze correnti, i giornalisti e i magistrati, non identificano e non mostrano al pubblico che dicono di servire questi altri rischi; che si possono raggruppare nel rischio Autòlico, dal nonno di Ulisse, abile e maligno impostore che aveva il potere di rendersi invisibile.

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30 settembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di V. Langher “‘È depressa’, invece ha il cancro. Quando è il medico ad aver bisogno di aiuto”

Può accadere che un cancro sia erroneamente diagnosticato come depressione (il cancro del pancreas in particolare). La consigliera dell’ordine degli psicologi evidenzia questa trave nell’occhio altrui. Ma non guarda al pilone da viadotto appenninico che è nell’occhio di chi lancia questo genere di allarmi tacendo il caso opposto, diversi ordini di grandezza più frequente: dove una depressione facilita la falsa diagnosi di cancro. Per un carcinoma metastatico della mammella non diagnosticato e scambiato per depressione, quante donne hanno un falso positivo di cancro della mammella essendosi sottoposte per depressione ad accertamenti? Il tasso di sovradiagnosi per gli screening per il cancro della mammella è stimato sul 30%-50%. Gridando solo a Scilla, cancro scambiato per depressione, si aiuta Cariddi, la depressione che favorisce l’etichettare e trattare sani come malati di cancro, lucrosamente e in massa. Gli psicologi dovrebbero parlare al pubblico della malattia come “surrogate complaint” nel mondo attuale: di come venga incoraggiato l’esprimere una sofferenza morale in termini di malattia organica. Ciò, e la propaganda a senso unico sui falsi negativi, favoriscono i falsi positivi, con l’abbandono delle incertezze della clinica in favore di percorsi diagnostici e biomarkers in realtà tarati per il profitto. “Il sistema impone” ai medici di creare pazienti; anche a favore della psico-oncologia.

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7 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, bimba di 4 anni muore di otite: “Era stata respinta da due ospedali” “

Il messaggio è tonante: dietro alla comune otite c’è un mostro che può uccidere il bambino; l’otite media quindi esige work-up diagnostico e terapia aggressivi. Non viene detto che i mostri sono due, e disposti a tenaglia. Oltre a Scilla, le rare complicazioni di una patologia quasi sempre benigna, c’è Cariddi, gli effetti iatrogeni degli esami e delle terapie. Gli antibiotici hanno scarsa efficacia sulle otiti, e possono fare aumentare le ricorrenze. Il dubbio qui seminato di un ascesso cerebellare trascurato porta alla TAC, che soprattutto nei bambini può causare cancro del cervello e leucemia*, con una probabilità come minimo paragonabile a quella delle complicazioni gravi nelle otiti. La buona medicina pilota il bambino nello specchio di mare, non così stretto, tra i due mostri. Quella cattiva fa rotta a casaccio. La medicina commerciale grida a Scilla per spingere il bambino verso Cariddi, sulla cui presenza tace. Questa vaga e anomala scare story viene da Brescia, città dove i magistrati vanno troppo d’accordo coi medici, e coinvolge la Poliambulanza, ospedale di suore fortemente orientato alla medicina commerciale; tra gli amplificatori, un parroco e la ministra Lorenzin. C’è di che raccomandare ai genitori doppia cautela, data la disseminazione di messaggi parziali, distorti, ingannevoli e pericolosi.

*The use of computed tomography in pediatrics and the associated radiation exposure and estimated cancer risk. JAMA Pediatr 10 giu 2013.

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Vedi anche:

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

Sovradiagnosi

Stamina come esca per le frodi della medina ufficiale

Nuove P2 e organi interni

Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato

I professionisti della metamafia

”Quo vado”: risate liberiste

19 gennaio 2016

8 gennaio 2016

Appello al popolo

Sviluppato da un commento censurato al post di N. Di Monte “”Quo vado? Checco Zalone  il vero ‘cinema per famiglie’ ” su Il Fatto Quotidiano del 7 gennaio 2016

Dal blog menici60d15.wordpress.com

Film Quo vado (2016). Checco Zalone. Regia G. Nunziante. Produzione e distribuzione Medusa.

Valore artistico: positivo. Si ride.
Valore sociale: negativo.

Il film irride il “posto fisso” ora che il liberismo lo sta eliminando. Ma il “privilegio” (così nel film) dell’occupazione sicura, statale o privata, anche modesta, non è necessariamente disonesto; mentre dà la prospettiva di condurre una vita normale. Prospettiva che è una forma di retribuzione, essendo quantificabile in denaro secondo gli economisti. La medesima satira sarebbe stata lodevole ai tempi nei quali infuriava il parassitismo clientelare; oggi è un proseguimento del servilismo, un adeguarsi alla mutata volontà padronale.

La pellicola porta all’estremo l’ormai trita estetizzazione dello scarso senso civico degli italiani. I difetti veri e gravi dell’italiano vengono abbelliti e resi simpatici. Potenti non migliori di noi ci incoraggiano a rimanere così, meritevoli di essere additati e quindi asserviti, e ricattabili. Vi è assenza di etica pubblica: le scelte lavorative del protagonista sono guidate esclusivamente da intimi interessi personali. La concezione che esista un interesse pubblico comune, che è conveniente mettere in conto e rispettare, viene considerata solo per essere presa in giro.

Nel film si mostra come sostituire l’etica pubblica con il sentimentalismo preconfezionato, funzionale al business. E si mostra uno dei nuovi frutti di questa tradizionale operazione: la medicalizzazione della povertà (e del disagio sociale). L’elevata mortalità dei bambini del terzo mondo è da povertà, causata dallo sfruttamento dei paesi ricchi, piuttosto che da mancanza di medicine. Si avverte un sapore clericale. Tra i tanti articoli di elogio che “Il Fatto Quotidiano” ha dedicato al film, uno di F.A. Grana sostiene che Zalone e papa Bergoglio “la pensano allo stesso modo”.

Accattivante e a tratti divertente, il film è conforme alle cupe posizioni anti-repubblicane che accomunano i vari poteri che controllano il Paese e le loro facciate politiche. Imposto da una distribuzione massiccia nelle sale, sta battendo record di incassi. E’ sostenuto da una celebrazione mediatica bipartisan che lo presenta come un imperdibile capolavoro. L’evento così creato contribuisce a propagandare un modello culturale decadente, accettato tafazzianamente da tanti. Un modello che affossa ancora di più l’italiano medio proprio nelle posizioni dalle quali dovrebbe uscire per ottenere tranquillità e benessere.

Zalone glorifica un suddito ignorante ma convinto di essere nel giusto e furbo; perenne precario; alieno, a suo stesso danno, da spirito di responsabilità sociale, che sostituisce con pretese di altruismo, pilotate dal marketing. Come gli scatoloni di farmaci per i bambini malati; che più che per i “negvetti” (Sordi, I Nuovi Mostri) nella realtà saranno per i figli dei cozzaloni bianchi.

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@ MD75. Quello che non viene criticato, ma viene incoraggiato, è l’atteggiamento individualista e insieme politicamente passivo che rende particolarmente vulnerabili al liberismo, che infatti in Italia ha assunto una forma particolarmente predatoria. Sono decenni che con la scusa di “mettere in luce i difetti degli italiani” – come se non li conoscessimo – li si condona ridendoci su. E ora si sorride benevolmente anche sul proprio sfruttamento. Nel film la terminator di Stato finisce per licenziare anche l’ultimo degli oltre 1400 che ha messo in mezzo a una strada con un assegno in mano e contemporaneamente viene redenta dai giochi della Provvidenza. Torna così ripulita e stimata al calduccio del ministero; come parte del generale lieto fine: tutti sono contenti, tutto va bene. Ma ormai è “dietrologia” anche lo smettere di ridere, e riflettere per cinque minuti, su Checco Zalone …

@ MD75. Zalone è pretesco, sfotte e assolve tutti i personaggi. Quelli di potere e quello che interpreta, che non è migliore.

@ Simone Garilli. La positività la vede lei. Altri hanno già giudicato “triste” il film. Fare passare davanti alla fila al supermercato se si hanno poche cose è una elementare cortesia; se non viene fatto, si può pensare di avere a che fare con una persona rozza; o che ha fretta per ragioni sue, da rispettare; ma non che ci sia stato tolto un diritto che si può reclamare in nome dell’educazione. L’educazione impone anche tolleranza e di non stare sempre a baccagliare. L’importante è la decenza, le regole certe, chiare e semplici, il non scavalcare mai nessuno; non obblighi di tortuosi codici cavallereschi più o meno arbitrari. Questa attenzione puntigliosa e polemica al supererogatorio, a un presunto essere chiamati a una sensibilità superiore, che sarebbe attestata da piccoli gesti (ma che sparisce quando gli interessi sono rilevanti…), permette di trascurare l’essenziale; di scendere, come mai dovrebbe accadere, sotto la decenza e praticare il cinismo.

Da giovane non mi piacevano le analisi sociologiche e di costume dei sedicenti comunisti, a base di Grundrisse e Lukacs, volte a dimostrare che qualsiasi inezia era tutto un attacco alla classe operaia; né parimenti oggi le analisi come le sue, che vogliono dimostrare che le burlette, più o meno argute, ma in generale degradanti e volte a indottrinare, delle quali Mediaset ci inonda abbiano un profondo valore sociale positivo. Il guaio è che molti dei severi PCI di ieri sono diventati soci della buffoneria Mediaset di oggi. Così io, che non sono mai stato comunista, finisco col rimpiangere quei pochi tra i catoni, comunisti, o di qualsiasi altro colore, democristiani, anarchici, conservatori, che erano sinceri e dicevano cose che oggi andrebbero ripetute.

@ Matteo. Grazie Matteo. Leggerti mentre si discute di orgoglio tamarro è come sentire il “La” di un diapason mentre si accorda uno strumento.

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27 settembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. Gianni “Disabilità, perché lo spot di Zalone non mi fa ridere”

Con la retorica dell’antiretorica, Zalone aiuta un messaggio culturale pernicioso: che il finanziare “la ricerca“ permetta di prevedere a breve future cure. E’ la versione attuale della dottrina di Vannevar Bush sulla messa a reddito della ricerca di base. Strumentalizzando il sano impulso di aiutare bambini malati, si favorisce lo sviluppo di farmaci lucrosi, approvati sull’onda dell’emotività calpestando l’evidenza scientifica. In USA il Sarepta, “an elegant placebo” da 300000$/anno per la m. di Duchenne è stato appena approvato contro il parere degli esperti; presentando bambini in carrozzella e uno studio scadente del quale ora si chiede il ritiro come viziato. I bambini resteranno malati, e potranno subire danni dalle nuove terapie; le risorse per l’assistenza possibile per loro e per chi è affetto da altre malattie rare o comuni verranno distolte a favore di prodotti fraudolenti. Le possibilità della scoperta autentica di cure per le future generazioni tramite ricerca seria verranno bloccate da questa ricerca affrettata basata sul marketing e orientata al profitto.

Il marketing biomedico fa un ampio uso di appelli alla solidarietà umana. Es. si lanciano nuove “malattie” sostenendo di voler “togliere lo stigma”. Una satira di questo genere di retorica è in “Cado dalle nubi”: la canzone dove Zalone difende e compatisce gli omosessuali per la loro “malattia”. E’ un peccato che un artista di talento si metta al servizio di ciò che come pochi saprebbe smascherare.

@ Stefano B. Certo che ci pagano. A carriolate. Come hai fatto a capirlo? Vorrei cederti parte di quello che ricevo, o anche tutto, da dividere coi tuoi colleghi, ma so che gente della tua intelligenza e sensibilità non si lascia nè sviare nè corrompere. Per favore, non dire nulla all’ordine dei medici o ai NAS, o ad altri difensori dei benefattori medici dell’umanità, altrimenti passo un guaio.

@ Fabio62. Il mio è un discorso generale. Al quale la SMA non appare fare eccezione. Mi informi lei per favore sulla “storia” dei futuri successi. Perché una casa farmaceutica che ha grandi mezzi, e prospettive di guadagno stratosferiche a sentire ciò che promette, che firma accordi milionari sul futuro sfruttamento del farmaco, dovrebbe chiedere denaro al pubblico con degli spot per finanziare le sue ricerche sui suoi imminenti successi? Proprio su un fronte dove si starebbero ottenendo vittorie? E’ un controsenso sul piano economico ed etico. In genere ciò si fa per creare consenso, col quale supplire al merito. Io non vedo studi adeguati che convalidino i miracoli promessi. Può indicarmeli? (Gli studi, non la pagina dell’associazione che, come nel caso USA citato, spinge a favore del business). Vedo invece la solita tecnica di introduzione di nuovi prodotti, per asseverazione tramite propaganda anziché tramite presentazione di validi dati scientifici. I successi scientifici non sono prevedibili su basi storiche di avanzamento della ricerca. I business speculativi invece si.

29 settembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Bizzarri “Checco Zalone, bene l’ironia ma i disabili non sono dei privilegiati”

L’ironia è stata riconosciuta come uno dei 4 tropi retorici fondamentali nel ‘700 da GB Vico. In quegli stessi anni Swift mostrò come usare il cinismo satirico a fini moralistici con la “Modesta proposta”. Ma per molti la trovata che Zalone gli scodella è una novità; e si esaltano, come quei verginoni che scoperto il sesso a 40 anni si mettono a spiegarne le delizie agli altri. Lo spot adula, facendolo sentire intelligente e sensibile, lo spettatore medio; che in cambio accetta l’effetto Carosello, cioè di confondere il valore estetico ed etico del siparietto con il valore di ciò che si vuole vendere. La finalità dello spot è di educare il pubblico ad appoggiare nuovi costosissimi farmaci; oggi uno per la SMA per il quale gli analisti prevedono un fatturato di 0.47 miliardi di $ nel 2023. Nell’ambito dell’operazione più ampia sui farmaci per le malattie rare, che si prevede avranno una crescita di fatturato del 12% composto annuo. In USA si sta discutendo preoccupati di tale operazione, che si basa da un lato sull’abbassamento dei criteri di approvazione e dall’altro sul coinvolgimento emotivo di malati e pubblico; una ricetta che ha già cominciato a far immettere prodotti inefficaci e che prosciugano risorse. I due ingredienti principali sono la corruzione delle classi dirigenti e l’ignoranza presuntuosa del pubblico; l’Italia, un popolo di fini intellettuali governato da integerrimi politici, è quindi al sicuro.

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12 ottobre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Famiglie SMA: “Grazie a Checco Zalone raccolti 250mila euro per campagna contro l’atrofia muscolare spinale”

Censurato

I poveretti che non comprendono la grandezza morale dello spot, gli infelici ai quali è precluso lo stato di godimento estetico continuato dato dall’immane capolavoro zaloniano, si crogiolino in basse considerazioni degne della loro condizione. La campagna, ora camuffata da raccolta fondi per l’assistenza medica e sociale, è a sostegno dell’introduzione di un farmaco:

“La tradizionale campagna di raccolta fondi nazionale, che si svolgerà dal 24 settembre all’8 ottobre, acquista oggi un significato tutto particolare: sarà infatti tutta concentrata sul raggiungimento di questo obiettivo di supporto alla distribuzione del farmaco.” (F. Lozito. Avvenire, 7 set 2016).

Farmaco che fatturerà, prevedono gli analisti, 470 milioni di $/anno. Perché – direbbe Franti – farmaci “ultra-scientifici” invece di imporsi da soli sono spinti con argomenti emotivi? Gli inferiori non smossi da questo spot rivolto a persone colte e civili maligneranno che i farmaci che invece che con il solo processo scientifico onesto e adeguato vengono introdotti con l’appoggio della propaganda non funzionano. In USA c’è un’altra lucrosa terapia genica, per la distrofia muscolare, la cui approvazione è stata forzata con gli spot; e che una mutua privata si sta rifiutando di rimborsare come “not medically necessary”. A fare le spese di questo genere di “scienza” – secondo i perbenisti piccolo borghesi – saranno i bambini affetti, le famiglie e tutti gli altri malati, ai quali verranno così sottratte risorse.

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23 settembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Checco Zalone nel nuovo spot solidale per le Famiglie Sma: “#FacciamoloTutti””

L’approvazione di questo farmaco in Usa è stata definita da un neurologo sulla Harvard Business Review “un segnale di minaccia al sistema sanitario”: neppure il sistema sanitario USA sarà in grado di finanziare questo genere di terapie tanto costose. Il prezzo del farmaco in USA è stato posto dalla casa produttrice a 125000$ a fiala. I primi 2 anni di cura su 6 bambini fatturano una somma che oltrepassa abbondantemente i 5 milioni e rotti di euro che nello spot il bambino chiede a Checco (le sole fiale, escludendo gli altri costi). L’efficacia del farmaco è sostenuta da studi che non sono a prova di errore o di manipolazione e dovrebbero indurre cautela nell’amministrazione pubblica; ma basta la parola dell’oste, e il patrocinio di Zalone. Anche il tema della non predittività dell’analisi genetica, data la penetranza variabile dei geni che provocano la SMA, e quindi il pericolo dei trattamenti non necessari e dell’efficacia spuria, è troppo noioso per gli spiriti eletti che assaporano la raffinata ironia del comico pugliese. Per una campagna che chiede ai comuni cittadini di dare soldi a un’operazione del genere, avrei preferito il compianto Villaggio, nel ragionier Fantozzi che si cava il sangue per donarlo a Dracula, o che svuota il proprio conto per aiutare Berlusconi, pronunciando il “com’è umano lei”.

@ Brisk. Ha ragione: neanche Banderas controlla il grano dei biscotti del Mulino Bianco ai quali fa da testimonial. Ma i farmaci da prescrizione non sono biscotti, e infatti la loro propaganda ai consumatori è vietata (meno che in USA e Nuova Zelanda). Lei, che non fa differenza tra medicinali hi-tech e merendine, dovrebbe provare a chiedersi il perché. A maggior ragione dovrebbe essere vietata la propaganda in appoggio all’approvazione di un farmaco. Questo rivestire di sacralità un lucroso prodotto commerciale mettendo avanti i bambini malati e le famiglie non depone a favore della validità e correttezza di un’operazione che in USA viene descritta come speculativa. Non ho difficoltà a dire ai genitori che se un farmaco non efficace viene immesso a prezzo esorbitante, facendo leva sulla vulnerabilità delle famiglie e sulla dabbenaggine degli spettatori, ad essere danneggiati saranno tutti i malati, per il furto di risorse, saranno gli stessi bambini affetti, che vedranno allontanarsi le già improbabili cure efficaci, e saranno diversi bambini non malati o non gravi, che verranno trattati da asintomatici in nome del “funziona se presa a tempo”. E’ già pesante avere a che fare con le consorterie senza scrupoli che si occupano di questi affari. Non voglio interferire con le credenze e le gratificazioni mediatiche di persone come lei; mi rivolgo sommessamente ad una minoranza di persone, se la vostra tremenda sensibilità lo permette.

@ Brisk. Ricambio i cordiali saluti e la riverenza; ma i modi urbani non dovrebbe praticarli solo come chiusa, se non vuole essere ripagato con la stessa moneta. Non le avrei risposto se non pensassi che sia utile evidenziare la sua baldanza nel dare giudizi, di merito, etici e personali su una nuova terapia genica. E la facilità con la quale interviene su obiezioni tecniche ed etiche con l’insulto. Sì, lei è di quelli che dicono: “Non sono un esperto. Però…” e tranciano giudizi. Sono facilitati in questo dall’ortodossia, che propugna, insieme all’intangibilità della “scienza” ufficiale, la “participatory medicine”, la partecipazione del pubblico nella clinica, nella ricerca, nella approvazione dei farmaci. Anche mediante questi spot, camuffati da richiesta fondi. Ritengo sia utile mostrare a quale serbatoio di volontari (a volte pagati) il business attinge per legittimare scelte di politica sanitaria che hanno incidenza sostanziale negativa sulla salute, sul benessere e sulla dignità dell’intera popolazione.

@ antonella genova. Smith GA. The cost of drugs for rare disease is threatening the US Health Care System. Harvard Business review. 7 apr 17. Ollendorf DA et al. Assessing the effectiveness and value of drugs for rare conditions. ICER, may 2017. La crudeltà di una malattia è irrilevante sull’efficacia di nuove cure. La pubblicità, e la questua da parte di investitori miliardari, sono tecniche che creano consenso, che prende il posto dei prior tecnici, delle probabilità a priori di successo, giustificando filoni di ricerca lucrosi ma destinati all’insuccesso clinico. L’obiezione, che in USA è un coro (v. gli studi di Prasad), è che i farmaci “innovativi”, a partire dagli antitumorali, sono costosi in maniera ingiustificata a fronte di scarse prove di validità e a una sostanziale inefficacia. Ritenere un farmaco efficace in quanto costoso è il meccanismo del “premium pricing”. Ho avuto contatti con giovani malati. Da bambino, su invito del parroco, mia madre mi portò a visitare un adolescente, che viveva attaccato a un respiratore. Ricordo la dignità, la pacatezza. Ma gli occhi non smettevano di chiedere risposte e aiuto. Morì qualche anno dopo. Non mi piacque essere stato tolto dai miei giochi, ma rimasi colpito, e l’esperienza ebbe un peso nello scegliere di fare il medico. Le emozioni, nelle valutazioni prima e dopo l’azione medica, sono lecite e utili. Le emozioni nella fase tecnica sono scorrette, e possono essere un ignobile mezzo di frode.

I depistaggi a stupro continuato

20 novembre 2015

 

C’era una ragazza a Norfolk, in Virginia, che aveva denunciato un uomo per stupro. Il giudice le chiese: «Quando  è avvenuto questo stupro?». «Quando è avvenuto, signor giudice?» rispose lei.«Be’, maledizione, è stato uno stupro continuo ed è andato avanti per tutta l’estate».

Michael Josselson (agente della CIA. Citato in: Sanders FS. “La Guerra Fredda culturale. La CIA e il mondo delle lettere e delle arti”. Fazi, 2004)

ccc

18 novembre 2015
 
Blog de Il Fatto
 
Commento al post “Giuseppe Gulotta, dopo 22 anni di carcere da innocente incontra Papa Francesco”
 

Per Giuseppe Gulotta essere ricevuto dal papa “se non è un miracolo ditemi voi cos’è”. Con tutto il rispetto a la solidarietà per lui, non è un miracolo per la società, e per altri nelle grinfie della criminalità di Stato. E’ un’altra mano di bianco sull’esterno di un sepolcro; un passaggio di un’imenoplastica del potere, opportunamente tardiva. L’omicidio dei due carabinieri – che nel libro “Alkamar” viene ricondotto a traffici di Gladio, cioè alle istituzioni dello Stato, non alla “pista mafiosa”, l’unica che “rimane aperta” secondo questo articolo de Il Fatto – resta inspiegato e impunito. Né è intervenuta una giusta punizione a impedire, col suo potere deterrente, che i carabinieri e i magistrati lavorino per il crimine in altri intrighi. Si sta riparando, messi al sicuro i vari colpevoli, il singolo caso della ingiusta condanna di Gulotta. Ma non si sta riparando per gli altri cittadini, per prevenire altre frodi giudiziarie, e per contrastare i disegni criminosi ai quali sono funzionali. Con questo arrivo a cose fatte della giustizia, in realtà una giustizia subordinata all’illegalità, con queste agnizioni “miracolose” si sta invece ripulendo dal fango e dal sangue una macchina che continuerà ad operare.

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26 giugno 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Musolino “‘Ndrangheta, arrestato il boss Ernesto Fazzalari, latitante da 20 anni. Era il 2° più pericoloso dopo Messina Denaro”

La velocità di cattura di questi supermafiosi potrebbe essere presa come una forma di titolazione del livello di legalità delle istituzioni. In chimica la velocità di una reazione dipende dalla concentrazione dei reagenti. Se la concentrazione dei reagenti è alta la reazione è veloce, se è bassa la reazione procede lentamente. Analogamente, quando la concentrazione di legalità dalla parte delle “guardie” è elevata, la “reazione” di cattura dei mafiosi sarà veloce; ma se il livello di legalità di quelli che si presentano come tutori della legalità è basso, se il gradiente di legalità tra cacciatori e catturandi è poco saliente, la “reazione” di cattura sarà lenta. Dalla velocità di cattura si può desumere il livello di legalità delle istituzioni rispetto alla mafia. Qui l’indice segna velocità di cattura dell’ordine dei decenni.

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11 agosto 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Strage di Piazza della Loggia, “opera della destra eversiva. Maggi ebbe appoggio dei servizi segreti anche stranieri” “

I magistrati dicono di essere stati sviati; nonostante siano dei professionisti del non farsi sviare. Allora come oggi, la magistratura si fa “sviare” troppo facilmente, troppo in massa e troppo a lungo, quando la mamma yankee o per suo tramite poteri forti economici ordinano qualche operazione sporca in Italia. Appare applicare in questi casi non la Costituzione, ma un “Codice Atlantico” che prevede una sostanziale cooperazione. Questa sentenza “archeologica” è pur sempre qualcosa di rilevante. Ma salvando la faccia, o salvando la maschera, può favorire il proseguimento della cooperazione istituzionale a favore dei poteri che controllano e sfruttano l’Italia; una grave forma di corruzione non esclusiva dei politici.

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30 settembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Limiti “Commissione Moro, coordinamento con Procura generale per ricostruire strage di via Fani. Arriva pm che indagò su Brescia”

L’eliminazione di Moro mostra come quando la mamma atlantica chiama e chiede la testa di qualche italiano l’apparato dirigente, clero, politici, carabinieri, polizia, notabili, esegue. Non è una pedanteria metodologica obiettare che è un errore dare per scontato, portando ad esempio le poche eccezioni, che la magistratura, parte integrante dell’apparato, si dissoci e non pratichi questo costume. Magari tramite un elegante pipelining basato sullo sfasamento storico: apparendo impegnata a indagare su misfatti di 40 anni prima mentre favorisce quelli contemporanei; che verranno a loro volta indagati 40 anni dopo, a copertura di quelli che favorirà allora. Bisognerebbe guardare anche al ruolo della magistratura nei Misteri d’Italia e nelle epurazioni.

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22 ottobre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Scalettari “Alpi-Hrovatin, si torna all’anno zero. Perché fu depistaggio di Stato”

Anche se i vari procedimenti si affastellano negli anni e nei decenni, questo genere di processi ha in realtà due soli gradi: “salvacapre” e “salvacavoli”. Nel primo grado, salvacapre, che è obbligatorio, si servono i poteri che vollero gli omicidi. Se consentito si ha un secondo grado, salvacavoli: quando i crimini sono sufficientemente lontani nel tempo e le impunità consolidate, si provvede a ricucire l’onore della magistratura con qualche sentenza a effetto.

Nel 2016 la magistratura ci dice che Hashi, condannato a 26 anni, è stato un capro espiatorio per il delitto del 1994 (o una “pecora” a pagamento ?). Anche la figura del magistrato cattivo che blocca e trae in inganno schiere di magistrati buoni è un capro espiatorio. Sarebbe nostra responsabilità di cittadini comprendere finalmente che, contrariamente alla favola rassicurante che non ci stanchiamo di farci raccontare, quando la mamma delle mamme ordina di eliminare qualcuno – compresi singoli magistrati – la magistratura nel suo complesso non sta dalla parte della vittima, della verità, della giustizia, dei diritti dei cittadini e degli interessi del Paese.

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3 novembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. Fabbretti “Omicidio Bruno Caccia, perché dopo 33 anni manca ancora la verità”

Forse alcuni omicidi eccellenti hanno avuto, al di là dei moventi contingenti, al di là della criminalità che ha fornito gli esecutori, una funzione politica di “pulizia antropologica”: sono serviti a marcare come proibiti alcuni tipi umani. Nel capitalismo alcuni tipi umani, tra i quali il magistrato integerrimo, sono un’anomalia sistemica e non devono esistere, ha scritto Castoriadis. Il fatto che dopo 33 anni “manchi ancora la verità” da parte di quelli che dovrebbero essere i colleghi di Caccia sembra confermare che uccidendolo sia stata soffocata una varietà rara, una autentica diversità antropologica, impedendo che si riproducesse con l’esempio e l’insegnamento.

Commento al post “Roma, Guariniello possibile capo gabinetto di Raggi: “Sto decidendo””

Guariniello e i 5S hanno in comune due tratti congiunti. Da un lato non sono compromessi col generale mangia-mangia casareccio, e hanno qualche merito nel contrastarlo. Dall’altro tendono a perorare cause che sembrano progressiste e invece finiscono puntualmente per favorire i poteri forti più potenti. I 5S hanno appoggiato Stamina, Guariniello, molto lentamente, l’ha contrastata. Il duetto tra i due cori, durato anni, ha costituito una mega-propaganda a beneficio delle staminali ufficiali (v. “Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale”).

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Blog di Aldo Giannuli

Commento al post “Il caso Bisignani-P4” dell’8 dic 2011

Il prof. Giannuli invita a non considerare le nuove Pn, con n>2, come una semplice prosecuzione della P2. E’ vero che ci sono differenze, forse legate a diramazioni: certi segni, come il magistrato che, denunciati meritoriamente i privilegi borbonici e gli abusi dei Consiglieri di Stato, invita a “una collaborazione sincera e duratura tra massoneria [buona] e magistratura” [1] portano a chiedersi se gli scandali giudiziari non riflettano una lotta intestina tra fazioni in lotta, portatrici di interessi e stili diversi. Inoltre, cambiato il periodo storico, occupandosi di affari invece che di “Guerra fredda”, forse le nuove Pn non si occupano più di sbudellamenti. Forse: v. Breivik. Però si occupano più di prima di budella, occupandosi di quel fondamentale settore dell’economia che è la medicina.

Forse è un caso, ma è stata la Corte d’appello di Brescia presieduta da Marra, poi dimessosi per lo scandalo P3, ad appoggiare la campagna sui cellulari che provocano il cancro, riconoscendo il nesso etiologico con una sentenza, la prima del genere in Italia. (Questa di scrivere pagine “acrobatiche“ di medicina – gradite al potere – è una delle attività improprie che distraggono i magistrati dal loro lavoro). La cancerogenesi a pile dei cellulari ha scarsissima plausibilità biologica, ma viene agitata in continuazione; in contraddizione col silenzio su radiazioni elettromagnetiche molto più potenti e che si sa per certo essere cancerogene, come quelle dei raggi X: i presunti e dibattuti pericoli dei telefonini sono noti al pubblico come lo erano gli unguenti degli untori sotto la peste, mentre gli si nasconde quanto gli addetti sanno, e scrivono nelle riviste scientifiche, che una quota non trascurabile e crescente di tumori sta venendo provocata da esami radiologici, spesso non necessari, in particolare le TAC. Ritengo che il cancro da cellulari sia un vero depistaggio etiologico. Peraltro attuato su scala mondiale; i piduisti nostrani di ieri e di oggi appaiono come gli operatori locali di movimenti di portata internazionale.

I nostri comunque fanno la loro figura all’interno di questa orchestra internazionale. Statistiche di questi giorni riportano che l’Italia ha la più alta incidenza al mondo di neoplasie dell’età pediatrica. Immediatamente, insieme all’inquinamento (fattore reale, negato o esagerato a seconda della convenienza) sono stati accusati i cellulari. Le Pn si occupano, insieme ai cugini delle forze di polizia, e agli zii della magistratura, di screditare e mettere a tacere chi indichi altri fattori, di tipo sociologico, e segnatamente criminologico, per questo record [2].

Va bene uno sguardo distaccato sui nuovi fenomeni piduisti; ma, soprattutto con una magistratura al 99% abituata, allora come oggi, a fare il pesce in barile, e a ingraziarsi i poteri forti, quando non è parte diretta della rete piduista, suggerirei ai comuni cittadini di non perdersi in distinguo eccessivamente sottili, e di non vedere con occhio più benevolo queste reti di potere; che mettono silenziosamente a rischio gli organi interni, cioè le budella, più di quando facevano fragorosamente esplodere le bombe o crepitare i mitra.

1. https://menici60d15.wordpress.com/2011/03/11/massoni-e-legalita/
2.https://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/

17 febbraio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Bauducco “Omicidio Caccia, Caselli: “Responsabilità disciplinare magistratura? Problema aperto. Il Csm fu disattento””

La nostra concezione di causalità risente troppo di quella semplicistica e intuitiva del positivismo. Bruno Caccia è stato vittima di delinquenti; così come chi muore per tbc è ucciso dal micobatterio. Come ha osservato il genetista Lewontin, in biomedicina occorre distinguere tra “agente” e “causa”. Batteri e virus patogeni erano gli agenti dell’elevata mortalità per malattie infettive nell’’Ottocento; che è crollata per il venire meno delle cause, ambientali, col migliorare delle condizioni di vita. La correzione non è limitata alla patologia e alla genetica. Ndranghetisti, massoni e servizi, magistrati collusi, sono stati, in posizioni diverse, agenti dell’epurazione di una figura troppo vicina a ciò che un magistrato dovrebbe essere. Ma nella descrizione della causa dell’omicidio rientra a pieno titolo l’assenza di un ambiente giudiziario sano e forte, che impedisca le scorrerie di poteri criminali. Infatti il caso è ancora aperto dopo 35 anni; e Caccia viene ricordato come una mosca bianca. Per le persone oneste che si espongono, la massa di magistrati mediocri e ignavi costituisce una forza ostile non meno pericolosa dei delinquenti e della minoranza di magistrati francamente corrotti. I “malamente” di tante eliminazioni sono agenti; strumenti contingenti di una causa a monte, le forze che selezionano i tipi umani da diffondere o ridurre, come in un ecosistema controllato, nella classe dirigente italiana.

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17 marzo 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Ilaria Alpi, la madre: “Basta iniziative. Io umiliata e offesa da formali ossequi di chi ha operato per occultare la verità””

Solidarietà alla madre di Ilaria Alpi. Ricusare la giustizia dei tribunali a volte è l’unica via che resta per tutelare la verità e il principio di giustizia. Rinunciò a difendersi, revocando il mandato ai legali, Danilo Dolci, querelato da Bernardo Mattarella. Rifiutò di comparire in aula, con motivazioni che lo esposero all’accusa di oltraggio alla corte, Domenico Marotta, direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, persona di stampo ben diverso da quello di alcuni altri suoi successori; vittima di un’operazione che è stata giustamente definita “una vergogna della magistratura”*.

Per chi da decenni ordina i delitti più gravi, quelli commessi per mantenere il Paese sottomesso, tra i quali l’eliminazione di persone di valore e preziose per il Paese; per chi fa stroncare l’esempio dato da persone come Alpi, Dolci, Marotta, la magistratura non è un deterrente e a volte è una risorsa. In Italia in genere soltanto delinquenti e disonesti considerano, per ovvie ragioni, la magistratura come fonte di male. E’ indice dello scarso senso civico degli italiani – e del loro scarso coraggio davanti al potere – il non includere la magistratura, nei suoi rapporti con i poteri forti, tra i focolai di corruzione che determinano i mali perenni della Repubblica e ora il declino della nazione.

*Russo L Santoni E. Ingegni minuti. Una storia della scienza in Italia. Feltrinelli, 2010.

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Blog di Aldo Giannuli

Commento al post “Il caso Bisignani-P4” dell’8 dic 2011

Il prof. Giannuli invita a non considerare le nuove Pn, con n>2, come una semplice prosecuzione della P2. E’ vero che ci sono differenze, forse legate a diramazioni: certi segni, come il magistrato che, denunciati meritoriamente i privilegi borbonici e gli abusi dei Consiglieri di Stato, invita a “una collaborazione sincera e duratura tra massoneria [buona] e magistratura” [1] portano a chiedersi se gli scandali giudiziari non riflettano una lotta intestina tra fazioni in lotta, portatrici di interessi e stili diversi. Inoltre, cambiato il periodo storico, occupandosi di affari invece che di “Guerra fredda”, forse le nuove Pn non si occupano più di sbudellamenti. Forse: v. Breivik. Però si occupano più di prima di budella, occupandosi di quel fondamentale settore dell’economia che è la medicina.

Forse è un caso, ma è stata la Corte d’appello di Brescia presieduta da Marra, poi dimessosi per lo scandalo P3, ad appoggiare la campagna sui cellulari che provocano il cancro, riconoscendo il nesso etiologico con una sentenza, la prima del genere in Italia. (Questa di scrivere pagine “acrobatiche“ di medicina – gradite al potere – è una delle attività improprie che distraggono i magistrati dal loro lavoro). La cancerogenesi a pile dei cellulari ha scarsissima plausibilità biologica, ma viene agitata in continuazione; in contraddizione col silenzio su radiazioni elettromagnetiche molto più potenti e che si sa per certo essere cancerogene, come quelle dei raggi X: i presunti e dibattuti pericoli dei telefonini sono noti al pubblico come lo erano gli unguenti degli untori sotto la peste, mentre gli si nasconde quanto gli addetti sanno, e scrivono nelle riviste scientifiche, che una quota non trascurabile e crescente di tumori sta venendo provocata da esami radiologici, spesso non necessari, in particolare le TAC. Ritengo che il cancro da cellulari sia un vero depistaggio etiologico. Peraltro attuato su scala mondiale; i piduisti nostrani di ieri e di oggi appaiono come gli operatori locali di movimenti di portata internazionale.

I nostri comunque fanno la loro figura all’interno di questa orchestra internazionale. Statistiche di questi giorni riportano che l’Italia ha la più alta incidenza al mondo di neoplasie dell’età pediatrica. Immediatamente, insieme all’inquinamento (fattore reale, negato o esagerato a seconda della convenienza) sono stati accusati i cellulari. Le Pn si occupano, insieme ai cugini delle forze di polizia, e agli zii della magistratura, di screditare e mettere a tacere chi indichi altri fattori, di tipo sociologico, e segnatamente criminologico, per questo record [2].

Va bene uno sguardo distaccato sui nuovi fenomeni piduisti; ma, soprattutto con una magistratura al 99% abituata, allora come oggi, a fare il pesce in barile, e a ingraziarsi i poteri forti, quando non è parte diretta della rete piduista, suggerirei ai comuni cittadini di non perdersi in distinguo eccessivamente sottili, e di non vedere con occhio più benevolo queste reti di potere; che mettono silenziosamente a rischio gli organi interni, cioè le budella, più di quando facevano fragorosamente esplodere le bombe o crepitare i mitra.

1. https://menici60d15.wordpress.com/2011/03/11/massoni-e-legalita/
2.https://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/

20 aprile – 5 maggio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ambrosi del 22 aprile 2017 “Cellulare, toglietevelo dalla testa. E basta”

@ Atomic. Non è un demerito dei soli italiani, come conclude l’articolo. Gli italiani hanno solo esercitato il consueto zelo. Nel dicembre 2010 la Corte d’appello di Brescia – una corte piuttosto sensibile ai venti atlantici – emise la prima sentenza che riconosce che un cellulare abbia causato un tumore, anche in quel caso un tumore benigno di un nervo cranico. Contemporaneamente nel Maine un legislatore, Boland, proponeva di apporre un’avvertenza di rischio cancro sui cellulari, come per le sigarette. L’articolo inoltre ignora la step increase in incidenza dei tumori del CNS negli anni Ottanta da introduzione di nuovi strumenti diagnostici. “Variazioni importanti” “legate a sostanziali miglioramenti nella capacità diagnostica per immagini” dice a proposito dell’aumento dei tumori infantili del SNC il rapporto AIRTUM 2012. Epidemiologi USA hanno invece osservato che se fosse solo questione di miglioramenti diagnostici l’incidenza dopo essere aumentata avrebbe dovuto decrescere ai livelli precedenti, cosa che non è avvenuta.

Commento al post di S. Palmisano del 4 maggio 2017 “Cellulari e tumori, chi ne studia la correlazione sia super partes”

Le radiazioni ionizzanti sono un cancerogeno certo e potente. L’analogia a effetto tra l’uso del cellulare e i sopravvissuti di Hiroshima è scientifica come sostenere che avendo trovato altezze simili tra un cestista (in ginocchio) e un nano (su trampoli), allora anche il nano è alto. Sul conflitto di interessi, va osservato che la paura per agenti cancerogeni, che ha un valore di mercato spingendo a sovradiagnosi e a richieste di denaro a vario titolo, oggi viene separata dalle responsabilità, che sono più mostrate che punite, e dal modello socioeconomico liberista, che non viene messo in discussione. La propaganda, inclusa quella giudiziaria, opera un po’ come la colonna di distillazione di una raffineria. Alcune componenti vengono fatte sparire; altre, come la paura, sono diffuse nell’atmosfera, inquinando l’opinione pubblica. Un buon sistema è nascondere i cancerogeni veri (es radiazioni ionizzanti mediche), e agitare quelli falsi o esagerati. Vi è conflitto d’interessi anche nel produrre paure redditizie. Es. quando nel 1884 Bismarck introdusse l’assicurazione per i lavoratori, medici e avvocati riesumarono la teoria già screditata delle “lividure” e altri esiti di traumi come causa di cancro (Malleson A. Whiplash and other useful disease. Cap. Lawyers, junk science and chicanery. McGill-Queen ‘s University Press, 2002).

@ Sp1959. 5 giorni dopo Ivrea anche a Firenze (studio avv. Bonafede, deputato 5stelle; giudice Nuvoli) la magistratura ha riconosciuto che l’uso del cellulare può provocare tumori del sistema nervoso. Non si tratta dunque di un fake a sostegno del business oncologico e giudiziario: è la terza sentenza del genere e quindi, soddisfacendo il Principio del Campanaio (1), è stato raggiunto l’elevato livello di rigore tipico dei contributi della magistratura alla medicina. Il Principio del Campanaio è applicato dalla scienza ufficiale del più alto livello di reputazione, es. nella ricerca oncologica (2), che magistrati e forze di polizia considerano fonte di verità, immune da interessi di parte o illeciti, e difendono come giannizzeri.

1 ”In The Hunting of the Snark di Lewis Carroll, il Campanaio dice: «Tutto quello che ti dico tre volte è vero».” (L’errore del campanaio. In: Follie e inganni della medicina. Skrabanek P. McCormick J. Marsilio, 1992).

2 “Some non-reproducible preclinical papers had spawned an entire field, with hundreds of secondary publications that expanded on elements of the original observation, but did not actually seek to confirm or falsify its fundamental basis. More troubling, some of the research has triggered a series of clinical studies — suggesting that many patients had subjected themselves to a trial of a regimen or agent that probably wouldn’t work. “ Begley CG, Ellis LM. Raise standards for preclinical cancer research. Nature, 2012.483;531.

@ MyOwnBoss. Grazie. Un articolo su Radiology dell’aprile 2017 (Larson et al) rileva che in USA il numero di TAC su bambini si è quintuplicato negli ultimi 13 anni. Una stima conservativa ha calcolato in USA tra 2640 e 9080 i casi di cancro all’anno causati da TAC pediatriche*. Ma su questo si sta zitti. La pericolosità delle onde EM aumenta in generale con l’aumentare della frequenza, e quindi dell’energia. Il pubblico viene invece indotto a credere a una “legge fisica” opposta, nella quale minore è la frequenza maggiore è il pericolo. Nell’articolo di Palmisano scopro nomi a me già noti per altri affari, in questa attività di magistrati e medici associati di uguagliare il rotondo al quadrato e di cambiare il bianco in nero.

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25 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Agosti “Strage di piazza della Loggia, lettera agli innocenti”

Dopo mezzo secolo suonate l’adunata per andare a cercare i mandanti della strage. Vivo a Brescia, che quando sono in gioco interessi USA sembra una dependance della vicina base NATO-USA. Vengono in mente quei baroni scozzesi di “Braveheart” che chiamavano a raccolta contro gli occupanti inglesi e sottobanco si erano venduti ad essi. A2A, la partecipata del Comune, che ogni volta che su Il Fatto commento gli interventi di Mattarella manda puntualmente le macchine spazzatrici a sfilarmi accanto sollevando lerciume mentre cammino, chiede la nomina a senatore a vita di Manlio Milani. Anche Mattarella, da decenni uomo di fiducia “su cui puntare” come presidente secondo un ambasciatore USA in Italia (La Stampa, 20 giu 2017), necessita di alibi per la sua fedeltà atlantica. Così, col machiavellismo e le capacità recitative che nella nostra classe dirigente occupano il posto di doti più pregiate, verranno prolungate la sacralità e la pompa che rivestono scelte di campo non molto eroiche.

Sui reali rapporti di A2A, della dirigenza e della popolazione bresciana, e delle istituzioni dello Stato con i mandanti della strage, vedi: 29 giugno 2017. Et in pulverem reverteris. I bresciani e i mandanti della strage del 1974. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella

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5 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la procura chiede l’archiviazione: “È impossibile stabilire movente e autore dell’omicidio””

“blackdog72. Le prove non ci sono per chi non vuole vedere, roma con pignatone rimane il porto delle nebbie che é sempre stata,troppe procure sono parte del sistema politico mafioso che domina l’Italia,per un magistrato onesto ci sono mille collusi.”

@ blackdog72. Mille forse no, ma per un magistrato onesto e coraggioso ce ne sono una dozzina collusi e, quel che forse è peggio, cento che “non sono nati col cuor di leone”. L’effetto complessivo è comunque quello di una magistratura sulla quale certe mamme possono contare quando danno mandato ai sicari e ai tirapiedi.

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17 settembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Limiti “Piazza della Loggia, la verità già nota 40 anni fa. Ma le indagini puntarono altrove”

S. Palidda, studioso del controllo di polizia, usa l’espressione “anamorfosi dello Stato di diritto” per indicare l’applicazione abnorme e omissiva delle norme a favore di interessi particolari. Come nelle anamorfosi ottiche, disegni deformi e irriconoscibili proiettati sullo schermo visibile al pubblico acquistano forma compiuta e presentabile. Hanno carattere di anamorfosi anche le innumerevoli ricostruzioni delle stragi dove è costante lo schema “l’impegno dei magistrati e investigatori non è mai mancato ma…” ma ci sono stati diabolici depistaggi. Credo che nessuna ricostruzione che voglia essere onesta e approfondita possa eludere il tema dell’applicazione del “codice atlantico”, delle connivenze e complicità di magistrati, forze di polizia e notabili locali alle operazioni sotto l’egida della Rosa dei Venti. Ieri e oggi. Il tribunale di Brescia ha da poco assolto un medico per avere incassato, quando era il rettore, lo stipendio di primario senza andare al lavoro: perché l’università e l’ospedale glielo hanno lasciato fare*. Una motivazione che suona farsesca al lettore comune. Un ragionamento giuridico che sa di anamorfosi, di mappatura di altre ragioni, riconducibili, per chi conosca gli affari che prosperano impuniti a Brescia, al ruolo dell’allora rettore di portaordini di Washington. Ordini che oggi riguardano operazioni mediche come Stamina e i vaccini imposti.

*M. Toresini. Corsera, 15 lug 2017.

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12 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Belve, Adriana Faranda ospite su Nove: “Non ci aspettavamo che la scorta di Moro fosse così impreparata””

Forse non sono la Faranda e c. ad essere “belve”; ma sono mezzecalzette quelli che danno corda agli utili scagnozzi della guerra a bassa intensità e accreditano la tesi di Moro tenuto per 55 giorni da terroristi-Diabolik che tengono in scacco un esercito di incapaci. Invece che l’esibizione della belva da baraccone sarebbe stato più interessante sentire parlare di questo:

“Il luogo infatti si colloca nell’ area dove il 16 marzo si perdono le tracce dei rapitori di Moro durante Ia fuga da via Fani; in via della Balduina, da un lato vi sono alcuni stabili appartenenti all’Istituto per le opere di religione, lo lor, diretto per molti anni dal potente monsignore Paul Marcinkus (29) dall’altro vi sono gli ampi giardini e i palazzi della Loyola University of Chicago – Rome Center of Liberal Arts, anch’essa gestita da religiosi [E’ un’università dei gesuiti,ndr]. (De Lutiis, Il golpe di Via Fani).

(29): “Tra il materiale sequestrato ai brigatisti Valerio Morucci e Adriana Faranda dopo il loro arresto (29 maggio 1979) c’era l’indirizzo e il numero telefonico dell’abitazione di monsignor Marcinkus, nonché l’indirizzo e il numero telefonico di padre Felix Morlion (agente della Cia), ai quali l’autorità giudiziaria non ha mai rivolto alcuna domanda”. (Da: Flamigni, La tela del ragno).

Commento al post di G. Amendola “Green Hill, la Cassazione chiude la vergognosa vicenda dei beagle. Ma non basta”

In un paese civile non si infliggono sofferenze non necessarie agli animali; e prima ancora non si usano gli umani come cavie, immettendo nella pratica clinica farmaci non sufficientemente testati. In un paese incivile uomini e bestie sono trattati in maniera simile. In un paese fintamente civile si allentano i controlli sui farmaci facendo mostra di affannarsi a evitare sofferenze agli animali mentre si lascia che i farmaci vengano testati sulla popolazione (es. Carome M. Worst pills. Ott 2017. US Senate passes “False hope” Act. Pease AM et al. Postapproval studies of drugs initially approved by the FDA on the basis of limited evidence: systematic review. BMJ, 3 mag 2017). I magistrati, in particolare quelli bresciani, mostrano grande sensibilità per “gli esseri viventi e senzienti come noi” (Amendola); associata a una posizione “business friendly” sugli esperimenti condotti a beneficio del business biomedico su intere popolazioni di primati della specie H. sapiens.

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22 giugno 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Via d’Amelio, Salvatore Borsellino al pm Di Matteo: “Miei familiari ti accusano del depistaggio. Io ti chiedo scusa””

Ci sono responsabilità personali, come quelle penali, che devono essere accuratamente definite e circoscritte. Ma ciò non deve fare trascurare e cancellare responsabilità morali e politiche collettive. L’isolamento e l’abbandono ad un destino annunciato di un magistrato valoroso che era in prima linea, e l’avere permesso che le indagini su un grave omicidio gestito dalle solite strutture massoniche fossero condotte da una “procura massonica”, sono responsabilità dell’intera magistratura.
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Blog de Il Fatto

Commento al post “Via d’Amelio, Fiammetta Borsellino a Salvini: ‘Incredibile che il Viminale non sia parte civile al processo su depistaggio’”

Quelli che si presentano come colleghi dei poliziotti uccisi in Via D’Amelio continuano a fare lavori sporchi per le forze che ordinarono la strage. Con la complicità di quelli che dicono di essere colleghi di Borsellino. Credo che, come per altri omicidi terroristici, con Borsellino si sia eliminata una figura pericolosa non solo per ciò che faceva ma per ciò che era: per il modello che quindi rappresentava. Uccidendolo con un’esplosione si è marcato come proibito il suo tipo umano; e infatti oggi chi comanda può contare su materiale umano adatto al Viminale e negli uffici giudiziari.

Milizie bresciane

17 dicembre 2013

Militi bresciani consegnano le consuete controdeduzioni ad un critico delle staminali mentre esce di casa (4 nov 2013, h 8:49, “checkpoint Feltrinelli”) ccc

16 dicembre 2013

Blog de ll Fatto

Commenti al post “Sorprende e uccide ladro nel Bresciano: arrestato per omicidio”

La caccia al ladruncolo culminata nell’omicidio appare come un incidente nell’ambito di un atteggiamento mentale radicato nella zona, consentito dalle istituzioni e alimentato dai piissimi media locali. Un essersi lasciati prendere la mano, avendo già in testa concezioni malsane; la vampata imprevista di un’esaltazione sorda e costante che in genere è tanto implacabile quanto furtiva e attenta a non esporsi. Dicono il vero i concittadini che nel difendere l’omicida lo descrivono come uno di loro; è stato solo più ingenuo e più stupido. Verrà tutto sistemato, probabilmente, ma i tanti guapparielli bresciani, e chi li incoraggia nel credere di essere “gente con le palle”, gente speciale esentata in certo grado dagli obblighi di civile convivenza, dovrebbero riflettere sull’accaduto. La legalità serve a proteggere anche da sé stessi, se la coscienza non ci arriva.

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@ Andrea Bellucci. Non è un pistolotto, è una testimonianza. Penso che la distanza che separa chi si dice onesto dai “ladri che picchiano, stuprano e uccidono” è insufficiente, se ragiona come lei e si comporta come il derubato bresciano. Non metto in dubbio la liceità della legittima difesa. Però nell’esercitarla bisogna saper distinguere tra chi ruba televisori e scappa e chi “stupra e uccide”. Anche perché a tenere sempre spenta quest’area del cervello finisce che ci si sente giustificati nel fare i ganassa con chiunque non vada a genio; magari con chi la pensa in maniera diversa su certi affari locali che sono più del furto di televisori; ed è quello che succede a Brescia. Così che poi ladri d’appartamento e galantuomini divengono varietà diverse di una stessa specie.

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@ Andrea Bellucci. Mi scusi, ma prima di reagire si dovrebbe comunque guardare la situazione che si ha davanti, e poi regolarsi paragonando offesa e risposta. Ho sentito anche da altri dire cose simili alle sue. E mi è parso che prima ci fosse un impulso ad agire in maniera violenta, e poi si trovasse una giustificazione per farlo; così che i delinquenti considerati sono invariabilmente quelli della specie peggiore: stupratori, tagliagole, etc.. ; che purtroppo esistono, ma non sono l’unico genere. Non dico di fare una “profonda riflessione”, ma non si dovrebbe neppure chiudere gli occhi e sparare. Anche in medicina, considerare sempre il “worst case scenario” non è una sicurezza per il paziente, e può provocargli un danno.

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Oggi scadono la Tares e l’Imu. Sono inique e a volte non si riesce neppure a pagarle per difficoltà burocratiche. Tutti muti e in fila. Viene permessa una immigrazione sconsiderata, che conviene per ragioni di profitto. Bofonchiamenti inconcludenti, carnevalate, e supporto sottobanco. Ci sono troppi furti di topi d’appartamento? Nessuno si sogna di sollecitare le autorità e protestare se necessario. Leggendo i commenti, si vede come ci si esalta però nei sogni di “caccia all’albanese”. Non basta uccidere una persona per dimostrare a sé stessi e agli altri di essere “tosti”. E in certe circostanze, come questa, dove si è inseguito un ladro disarmato, sparare è al contrario segno di viltà.

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24 ottobre 2014. @ Gabriele. Se si spara ai ladri è perché la cultura buonista crea le condizioni di impunità che costringono il cittadini a difendersi da sé, dice lei. C’è del vero nella descrizione che lei dà del cittadino serlese, che politicamente non ha gli attributi per chiedere a chi comanda una giustizia efficiente, ma ci mette poco a convincersi che quindi è “costretto” a sparare ai “rifiuti” della società. Io non sono buonista. Soprattutto coi vigliacchi. Inseguire un ladro disarmato, trovarlo dopo due ore mentre scappa e sparargli non è legittima difesa per la quale non c’è il tempo di pensare. Del resto, a Brescia sono dei mastini quando sanno di potere fare gli spadarotta impunemente; mentre non gli sono bastati 40 anni per trovare i responsabili della bomba in piazza Loggia. Verso i potenti sono anzi dei cagnolini da grembo. Lei dice che “un delinquente dovrebbe perdere ogni diritto”. A me sembra che tanti bresciani abbiano una gran voglia di sentirsi superiori, portatori di diritti esclusivi, ma che davanti ai delinquenti grossi si prostrino e striscino, si mettano al loro servizio e riconoscano loro lo ius vitae et necis. Forse è anche per questo che le milizie bresciane quando c’è un ladruncolo che scappa, o quando viene dato loro l’incarico di impestare qualche persona onesta, si sfogano, mettendoci l’anima.

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19 dicembre 2013

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, sabato ha sparato e ucciso un ladro. Scarcerato Mirko Franzoni”

Non so dire se i giudici abbiano fatto bene o meno. Quel che so è che da quelle parti vige la versione settentrionale di quel laissez-faire che i magistrati siciliani degli anni Cinquanta applicavano alla mafia, alla quale riconoscevano così entro certi limiti un ruolo di regolatore dei conflitti. La chiamo “dottrina Pizzillo”, dal nome del magistrato che disse a Chinnici di fermare Falcone perché stava rovinando l’economia siciliana. A Brescia, in nome della sua natura di distretto produttivo, si lascia fare su comportamenti subdoli di prevaricazione e violenza, adottati anche verso chi non delinque, ma magari è di intralcio a reati. Questa franchigia, diseducando alla correttezza, e facendo credere di avere un diritto a oltrepassare la linea delle regole, può statisticamente finire per sfociare in episodi di violenza franca.

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15 agosto 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, assessore multata e denunciata dal vigile: “Lei non sa chi sono io, maleducato”

A Brescia stanno sviluppando la via giudiziaria alla ricrescita dei tessuti; in particolare, alla ricrescita dell’imene. Gli Spedali Civili si stanno rifacendo una verginità versando un bicchiere d’acqua sul fuoco dell’incendio Stamina che hanno appiccato su scala nazionale: ora non curano più i pazienti che hanno illuso con promesse fraudolente, e si oppongono alle richieste in questo senso con un vigore di intensità pari a quella del precedente lassismo. I vigili di Brescia appaiono con questo episodio come vittime del potere, grazie alle tremende intemperanze della consigliera comunale della giunta Del Bono. Nella mia esperienza, questa fierezza e indipendenza esistono solo in questa velina di dubbia natura. Per chi sia nelle attenzioni delle “istituzioni”, o meglio degli zelanti tirapiedi istituzionali di poteri forti, è al contrario possibile rilevare un parallelo, e rilevare una continuità, tra gli inquietanti comportamenti della polizia municipale di Brescia (18 marzo 2014, 5 mesi fa, il giorno precedente a quello dei soprusi che i vigili avrebbero subito dai politici dai quali dipendono) e gli inquietanti comportamenti, spostatisi da Brescia in Calabria, di calabresi condannati per ndrangheta (anche loro ammanicati con le istituzioni); così che viene da definire le guardie del Comune di Brescia come quel corpo che in alta uniforme porta la prima corona di fiori alla stele dei Caduti il giorno dell’anniversario della strage voluta dai poteri forti.

@ Daltrond. E’ molto chiara la notizia, come in uno spot. Si sta affermando come strumento di persuasione, propaganda e mistificazione lo spot giudiziario. Vedi Stamina. Un nuovo genere, e un’altra joint venture Stato-privati, dove la tutela della legalità viene utilizzata come rivestimento, e permette di meglio delinquere.

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18 agosto 2014

18 marzo 2014, Brescia. Un’ Alfa Romeo della polizia locale mi mostra l’affetto municipale soffocandomi di attenzioni, ancora più calorose del solito, in poche centinaia di metri appena esco a piedi da casa, ronzandomi attorno come un play-maker degli Harlem Globe Trotters: ora sfrecciando veloce, ora sbucando all’improvviso da dietro un angolo; ora facendosi trovare davanti a me, ferma in attesa, come a un regolamento di conti del clan dei marsigliesi. Purtroppo al ritorno scopro che dei vandali, rimasti sconosciuti nonostante i numerosi testimoni, hanno danneggiato l’auto sotto casa, urtandola con un furgone. Per una di quelle meccaniche all’apparenza impossibili così frequenti quando fa la sua comparsa la polizia, l’urto sulla fiancata per contraccolpo ha divelto il tergicristallo posteriore; come se all’effetto del mezzo pesante si fosse aggiunto quello della mano di una persona. Costo della riparazione: 500 euro.

Il giorno successivo, 19 marzo 2014, secondo la notizia diffusa solo diversi mesi dopo dai media nazionali, lo stesso corpo di polizia si sarebbe opposto coraggiosamente alle soverchierie verbali dell’assessore comunale all’educazione (v. sopra). Denunciandola addirittura alla magistratura; e mostrando così di avere un alto senso della legalità, al contrario del sottoscritto, che non ha denunciato il danneggiamento. Né ho denunciato la minaccia, e il tentativo di mettere a tacere chi è testimone di gravi illeciti, che il danneggiamento costituisce, ritenendo che non vi sia tutela della legalità per questi reati. E che vi sia anzi tutela della illegalità.

Sindaco: Emilio Del Bono. Assessore alla sicurezza: Valter Muchetti. Comandante della Polizia locale: Roberto Novelli. Comitato per la sicurezza e la legalità del Comune di Brescia: Roberto Mazzoncini, Giuseppe Porqueddu, Carlo Alberto Romano.

25 giugno 2014, Brescia. Nel partire da casa con l’auto, sentiamo che la marmitta fa rumore, cosa che non faceva fino a quando l’avevamo parcheggiata dopo averla usata la volta precedente. Il tubo di scappamento è abbassato: qualcuno ha rotto i fermi, evidentemente montando con un piede sul tubo di scappamento. Non è per me un danneggiamento inatteso:

a) So per esperienza che dopo azioni vistose, firmate, di “priming”, (v. sopra) quanto commesso verrà reiterato, in forme più “discrete”, fino a divenire routine. Facendolo apparire come dovuto tutt’al più a scorrettezze o illeciti generici (ciò che chiamo “metodo Dell’Osso”, dal nome del magistrato, attualmente Procuratore generale a Brescia, che sostiene che i piduisti sono solo affaristi, e non hanno intenti eversivi).

b) Ferve l’attività giudiziaria sul caso Stamina (vedi). Una ardita attività giudiziaria “bifronte”, con imputati per truffa nominati ausiliari dei giudici affinché proseguano la truffa; con magistrati che legittimano truffe presenti e future ordinando “terapie” da Vanna Marchi, contro il parere dell’establishment medico-scientifico; che sul punto avrebbe ragione, se non volesse a sua volta sfruttare il caso per imporre la versione industriale della stessa truffa, ed essere in futuro legibus solutus nel commetterne altre. Per fare sembrare una cosa seria questo groviglio bene ordinato di buffonate criminali, si stanno inscenando scontri degni dei duelli degli eroi omerici (ottenuto il nobile risultato, quello di far scendere allo Stato, e al Paese, un altro gradino della scala dell’istituzionalizzazione delle frodi mediche, per i contendenti tutto finirà con l’equivalente di una mangiata insieme in qualche trattoria). Occorre al successo della sceneggiata, e al buon nome degli attori, che venga tenuto a bada chi spiega come gli scontri siano una manfrina, e la vicenda una ciarlataneria di Stato, su larga scala, a danno dei cittadini. I galantuomini di Brescia stanno fornendo a questa truffa a favore del business medico un servizio completo: lancio di Stamina, opposizione a Stamina, e soppressione, anche tramite intimidazione, violenza, provocazione e discredito, delle voci che svelano (vedi) il carattere strumentale, illecito e speculativo dell’intera questione e i danni alla salute e agli averi che ne deriveranno per i cittadini.

c) Tra 2 giorni, il 27, ci trasferiremo per la stagione estiva in Calabria, con l’altra auto. Da anni è tradizione che partenze e arrivi vengano sottolineati con manifestazioni di simpatia di questo genere. In questo caso, è necessariamente rinviata al ritorno dalle ferie la riparazione del danno: l’auto resterà a Brescia con la marmitta penzolante per due mesi; come un pegno d’amore. Sono queste sottigliezze che mi danno la sensazione di avere a che fare a Brescia con gente che è intimamente turpe dietro alla facciata di rispettabilità. Del resto, in Calabria i tanti massoni locali, qualche ndranghetista certificato, e le forze di polizia del posto fanno del loro meglio per farmi sentire la stessa aria della civilissima Brescia.

15 agosto 2014, Spezzano. Leggo della notizia dei vigili bresciani che multano e denunciano l’assessore. Il pubblico per lo più applaude la scenetta dei vigili integerrimi che mettono a posto il politico arrogante. Penso che per me con i danneggiamenti all’auto si sta, tra le altre cose, istituendo un sistema di multe, per punirmi quando scrivo su cosa c’è dentro al sepolcro imbiancato delle istituzioni, e indurmi così a tacere o moderarmi.

Spezzano della Sila, 18 agosto 2014

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21 settembre 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post di N. Dalla Chiesa “Expo: i ‘ghisa’ di Milano, vere sentinelle antimafia”

Professor Dalla Chiesa, lei è docente di sociologia. Mi permetto di segnalarle, se non lo conosce già, “Lynch S. M. (2007). Introduction to applied Bayesian statistics and estimation for social scientists.” Credo che il ragionamento bayesiano sia quello corretto per comparare, come lei fa “a sentimento”, i vigili urbani virtuosi con quelli disonesti. Quello che conta, secondo il teorema di Bayes, non è la percentuale, che si può supporre anche elevata, di vigili tra la minoranza di coloro che praticano comportamenti encomiabili; ma il rapporto tra questa e la percentuale di vigili tra coloro che militano nel molto più vasto campo dell’indifferenza, del pensare a curare i propri interessi e dell’illegalità istituzionalizzata. Il teorema di Bayes mostra come la presenza di una determinata categoria in percentuali elevate tra gli “eroi” – non inattesa, visto che una persona onesta es. in polizia declinerà questa sua onestà andando a scontrarsi con il crimine – non è indice del valore della categoria, ma è compatibile con un livello di corruzione della categoria maggiore che nella popolazione generale. Nella mia esperienza a Brescia, il rapporto tra le due “likelihood” non è affatto roseo come lei lo dipinge. E la conseguente probabilità a posteriori che, dato un vigile, questi sia contro il malaffare è inferiore alla probabilità a priori data dalla popopazione generale. Tanto che per me i vigili sono “sentinelle”, più che dell’antimafia, di grandi interessi illeciti (v. il mio sito). Interessi che quando occorre non si astengono dall’usare metodi mafiosi, e si avvalgono a questo fine di manovalanza istituzionale. Tra i danni della mafia andrebbe contato anche questo, di distogliere attenzioni e risorse contro altre forme di grande criminalità, e di favorire, fornendo uno standard negativo, valutazioni distorte e falsate sui relativi comportamenti delle istituzioni preposte alla legalità.

Francesco Pansera

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@ Pot. Sacrosanto. Ma non andrebbe neppure trascurato che (teorema di Bayes) la presenza di una determinata categoria in percentuali elevate tra gli “eroi” – non inattesa, visto che una persona onesta es. in polizia declinerà questa sua onestà andando a scontrarsi con il crimine – non è un indice affidabile del valore della categoria: è compatibile con un livello di corruzione della categoria maggiore che nella popolazione generale. E la probabilità a posteriori che, dato es. un vigile, questi sia contro il malaffare può essere inferiore alla probabilità a priori data dalla popolazione generale nonostante che alcuni vigili compiano azioni lodevoli.

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RastrelloGirelli

14 novembre 2014. Aggredito con un rastrello all’entrata a casa, con la motivazione dichiarata che non devo passare per un dato sentiero; pur essendo il sentiero su suolo pubblico, e non dando il passaggio fastidio ad alcuno. Nel biascicare in bresciano la promessa di future bastonature, gli assalitori, i coniugi Perotti, dicono di essere appoggiati dai carabinieri. L’aggressione appare essere stata l’esecuzione a freddo di un copione studiato a tavolino. Come un altro episodio, avvenuto il 17 giugno 2014. Uno dei neri che le suore ancelle della carità mettono a fare i posteggiatori dell’ospedale Poliambulanza di punto in bianco mi urlò minacce mentre passavo davanti all’entrata dell’ospedale, stando dall’altra parte della strada. Ad aggredirmi, poco dopo, nel parco davanti a una delle torri di San Polo, fu un barbone apparentemente ubriaco, est-europeo, che mi ferì all’avambraccio con le sue unghie sporche.

Sindaco: Emilio Del Bono Procuratore Della Repubblica: Tommaso Buonanno Prefetto: Livia Narcisa Brassesco Pace Vescovo: Luciano Monari Comandante provinciale CC: Giuseppe Spina Questore: Carmine Esposito Comandante vigili urbani: Roberto Novelli

L’aggressione gratuita del 14 novembre, che perpetua il perenne clima di intimidazione e provocazione, è avvenuta dopo questi commenti internet:

10 novembre 2014 Blog de Il Fatto. Commento al post di A. Tornago “Brescia, scontro in Procura. Una circolare per bloccare i colloqui tra pm e giornalisti”

Un giornalista d’inchiesta locale, Renato Rovetta, definì Brescia “una delle città più omertose d’Italia”. Brescia è considerata distretto produttivo anche sotto il profilo della legalità: i reati commessi a supporto dell’economia legale appaiono essere oggetto non di particolare attenzione, ma di una particolare franchigia. Inclusi quelli commessi a favore delle truffe dell’economia legale. Per me non è una buona notizia “l’istituzione di uno specifico nucleo della DIA a Brescia”. Non perché io abbia alcunché a che fare con la mafia, ma perché temo che il super-ufficio agirà come alibi e diversivo, andando così a rafforzare la già consolidata tradizione della borghesia mafiosa bresciana di libera commissione di abusi e reati e di uso della ritorsione in risposta alla loro denuncia (Cfr. A. Fusco, “I ragazzi di Cucarasi”. In: “Le rose del ventennio”).

13 novembre 2014. Blog de Il Fatto. Commento al post di M. Portanova “Aldo Moro, Grassi (Pd): “Pieczenik al Viminale per favorire l’omicidio”

Grazie alle singolari autoaccuse statunitensi, rimembranze di poliziotti e interventi tardivi della magistratura, sta tornando di moda considerare i comunisti di allora come vittime del “golpe di Via Fani”. Invece furono tra i congiurati, assicurandosi il favore degli anglosassoni, dei quali sono servi premurosi ormai da tanti anni. Credo che Moro volesse usare il PCI per dare all’Italia un’autonomia politica, progetto osteggiato da anglosassoni e russi. Quelli del PCI lo hanno consegnato ai suoi carnefici una volta avvenuto il sequestro, partecipando all’immonda sceneggiata della “fermezza” accoppiata al “non riuscire” a trovarlo. Ottenendo così dagli anglosassoni un placet i cui effetti sono oggi davanti ai nostri occhi. Moro fu eliminato perché avrebbe portato l’Italia a non essere totalmente soggiogata, a non essere sfruttata e degradata. Gli “atlantically correct” dei DS e della magistratura oggi non sono meno falsi e meno vili nel fare i sicari o i tirapiedi per mantenere lo status quo.

L’aggressione del 17 giugno 2014 è avvenuta il giorno dopo il commento: Blog de Il Fatto Commento al post di S. Marietti “Tav, io sto con Erri De Luca”

@ Carlo Pifferi. Le famiglie legate alla ndrangheta credo siano, per lo Stato, una specie protetta; quanto e più dei camosci e degli stambecchi. Se la loro attività criminale si estinguesse, sarebbe una liberazione per i cittadini ma un guaio per tanti “uomini delle istituzioni”: perché le ndrine forniscono un alibi allo Stato, alle forze di polizia e alla magistratura per fingere di non vedere certi crimini legati agli interessi dei poteri forti, con la scusa che si è impegnati contro questa entità che dicono invincibile; e permettono di commettere parzialità, abusi, omissioni, provocazioni, manipolazioni, reati gravi a favore degli stessi poteri, traendo legittimità e credibilità dalla lotta contro i demoni devoti alla Madonna di Polsi. Mafie e terrorismo favoriscono i crimini di Stato. Sembra che qualcosa di simile stia avvenendo anche in Val di Susa. (Ecco perché penso che i Notav dovrebbero evitare le tentazioni come quelle offerte dalla “persecuzione” di De Luca). Lei, che dice di appartenere ai meglio informati, e senz’altro è dalla parte dei più danarosi e dei più armati, non ha mancato di condire le sue affermazioni, per il resto tanto smodate quanto apodittiche, con la lotta alla ndrangheta. A me pare che la lotta alla mafia sia degenerata al punto che con essa si giustificano le peggiori cose. Dirsi contro la mafia è diventato un comodo camouflage per quelli che sono i meglio informati su come farsi i propri interessi a danno degli altri.

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18 novembre 2014. Nonostante il recente intervento dei CC e l’attenta presenza dei PS…

racc r/r online:

19 novembre 2014

Dr Patrizio Gattari e gli altri giudici della sentenza in oggetto c/o il Presidente del Tribunale di Milano Dr.ssa Livia Pomodoro Via Freguglia 1 20122 Milano

Oggetto: lotta alla mafia bassa e aiuto alla mafia alta in Lombardia nel 2014

Ieri 18 novembre ho postato un commento all’articolo de il Fatto Quotidiano “’Ndrangheta 40 arresti in Lombardia. Ripreso il conferimento della “Santa”, di A. Bartolini. Il commento è stato censurato. Lo riporto qui: “Queste ricorrenti notizie fanno pensare: “la mafia in Lombardia c’è; ma per fortuna c’è anche chi la combatte, e ci protegge.” Io vedo la cosa da un diverso punto di vista. Oggi, stesso giorno della notizia, ho pubblicato sul mio sito un articolo dove mostro che i giudici del tribunale di Milano con una sentenza sulla responsabilità del medico stanno favorendo frodi che danneggiano la salute (“La medicina difensiva come scusa e come illecito”). E oggi, a Brescia, ho ricevuto un altro danneggiamento alla mia auto, che come in precedenza presenta elementi che portano a ritenere che i mandanti siano tra coloro che dovrebbero tutelare la legalità. Quindi io penso che la lotta alla mafia sia un alibi e un diversivo, sotto al quale le istituzioni favoriscono poteri più forti e non meno pericolosi della mafia; anche con sistemi mafiosi o piduisti. Es. i poteri che stanno rendendo sempre più orientata al profitto la sanità, a scapito della tutela della salute. I cittadini vengono distratti e tenuti sottomessi facendogli credere che i poteri criminali che li minacciano siano costituiti soltanto dalla mafia, e che quindi le istituzioni li proteggano. In realtà, gli interessi dei cittadini vengono venduti ai potentati economici, mentre li si rassicura facendoli baloccare con l’ennesima replica del film del rito della puncitina, o facendoli illudere di avere capito tutto sbugiardando Maroni sulla mafia.” L’articolo al quale faccio riferimento “La medicina difensiva come scusa e come illecito”, è sul mio sito http:/menici60d15.wordpress.com/. Ho la modesta speranza che in quanto ho scritto vi siano cose che sarebbero utili ai magistrati nel loro lavoro: avrei preferito segnalare il mio articolo in altro modo. Ma devo riconoscere che in Italia, e inparticolare in Lombardia, di mafie ce ne sono due. Quella delle puncitine e quella dei grandi interessi economici e finanziari che sfruttano il Paese. E forze di polizia e magistrati combattono la mafia bassa anche perché così nascondono come aiutano la mafia alta. Oltre alla relazione tra lotta alla mafia e aiuto al business medico, credo che vi sia una relazione tra posizioni della magistratura come quelle che critico nella vostra sentenza e i reati che vengono liberamente commessi a mio danno (v. il post “Milizie bresciane” sul mio sito). Entrambe le attività favoriscono, tramite i poteri dello Stato, grandi interessi illeciti in medicina. Considero pertanto la magistratura corresponsabile, oltre che della situazione in cui verso, della serrata catena di stalking, molestie, provocazioni, minacce, aggressioni fisiche, danneggiamenti, abusi di potere, mobbing amministrativo, situazioni diffamatorie, etc. che, sulla base di pregresse esperienze, posso prevedere mi attenda in ritorsione all’avere scritto l’articolo.

Distinti saluti

Francesco Pansera

Dr F. Pansera Via Tosetti 30 25124 Brescia

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19 dicembre 2014

FurtoTargaAntFurtoTargaPost

Le ferite dell’aggressione con un’Arma impropria subita un mese prima (v. sopra) sotto casa  non si sono ancora sanate, che arriva un’altra botta: furto delle targhe dell’auto, nella notte tra il 15 e il 16 dic 2014. E’ il quarto danneggiamento dell’auto sotto casa nel solo 2014, e il terzo reato a carattere intimidatorio commesso sotto casa che subisco in un mese. Se le targhe verranno usate per commettere altri reati, sarà la seconda volta che ciò avviene con una mia auto mentre denuncio reati e abusi delle istituzioni. Un atto particolarmente vile, in quanto coinvolge la mia compagna, che è spaventata e depressa da questo susseguirsi di atti aggressivi. Il danneggiamento è avvenuto 3 giorni prima della partenza per le festività natalizie, e ha imposto di aggiungere ai preparativi adempimenti burocratici e materiali per rimediare con targhe provvisorie. Da diversi anni a questa parte devo attendermi “saluti” del genere, prima della partenza da Brescia per la Calabria, e al ritorno dalla Calabria a Brescia.

Nota positiva, l’alacre servizio, consueto in questi casi, di “personal scavenger” di A2A, partecipata del Comune di Brescia, che per tutta la giornata, mentre andavo e venivo dalla Questura (i cui computer erano in panne; quattro ore di attesa per fare la denuncia) mi ha in pratica tallonato, con una ventina di apparizioni di mezzi della nettezza urbana. E’ stata una consolazione l’incrociare, a volte in maniera ravvicinata, ogni pochi metri, come stazioni di una via crucis, altre volte a distanza come un miraggio di pulizia, gli spazzini e i loro cassoni di immondizia sulle strade irrimediabilmente sporche che mi tocca calcare. Una presenza altrettanto valida e rassicurante di quella dei CC, che invece si erano fatti vedere anche loro sul luogo del delitto, cioè sotto casa, ma la mattina prima.

Riporto i commenti su internet e una email che ho inviato pochi giorni prima di subire queste altre attenzioni. Riguardo alle basi fraudolente dello stanziamento del governo di 1 miliardo di euro in denaro pubblico per il costosissimo farmaco per l’epatite C, ho la spiacevole sensazione che un affare truffaldino a 9 zeri sia protetto da poveracci che venderebbero chiunque per cinquanta centesimi.

– 6 e 7 dicembre 2014 – Blog de Il Fatto – Commento al post di G. Valditara “Mafia Capitale e corruzione: che fare?”, censurato. 6 dicembre 2014 – Blog de Il Fatto – Commento al post di M. Portanova “Carminati si è imborghesito. Come la mafia”. In: Corruzione “qui tam” e sfruttamento.

– 12 dicembre 2014 – Email di risposta a una email di F. Roberti, di Bye bye Uncle Sam, del miliardo e mezzo di euro (poi, come prevedevo, ridotto a un miliardo) stanziato dal governo per la cura dell’epatite C col Sofosbuvir: “Forse la situazione evolverà verso cifre meno astronomiche, ma comunque ingiustificate. L’epatite C ha sempre fatto tanti soldi in maniera sorprendentemente facile, fin dall’inizio, quando questa etichetta è stata scoperta, o meglio creata, dalla Chiron Corporation a fine anni ’80. Come sai mi occupo di frodi mediche istituzionalizzate; ho intenzione di scrivere un articolo sull’epatite C. Posso prevedere quali saranno le reazioni; ma avrò contribuito così all’indotto, dato dalla corruzione e dalla censura, a beneficio dei nostri straccioni istituzionali.”

– v. anche scambio di commenti con Paola Porciello, nel suo post su Il Fatto del 13 dicembre 2014 “Stress e depressione: il circolo vizioso tra biologia ed esperienza che ci fa ammalare” sulla responsabilità di chi diffonde notizie a favore del business farmaceutico. In: Giornalismo medico.

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8 gennaio 2015. Ore 9:29. Il furgone della spazzatura di A2A targato CE 984 JM, procedendo su un marciapiede come se fosse in autostrada, mi sfiora, mentre sulla strada passa un’auto dei vigili urbani. Pagata la bolletta presso la direzione generale di A2A di Via Lamarmora, all’uscita, mentre attraverso le strisce pedonali, il radiotaxi targato EK 555 GV, n.17, mi punta come se la strada fosse libera, e devo correre per scansarmi. Arrivato a casa, trovo che qualcuno ha asportato il tergicristallo posteriore dall’auto. Ultimo commento pubblicato: ‘Sputtanarsi per screditare’ (In: ‘Corruzione “qui tam” e sfruttamento’), sull’inclusione dei vigili urbani e delle altre forze di polizia nel blocco sociale che esercita lo sfruttamento; censurato da Il Fatto e dal sito di Aldo Giannuli.

Sui media appare la notizia che è stata finalmente istituita a Brescia una sezione della Direzione Distrettuale Antimafia; che impiegherà circa 30 persone.

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1 marzo 2015. Trovo la fiancata dx dell’auto danneggiata da rigature multiple che vanno dalle luci posteriori allo specchietto retrovisore.

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Era da un po’ che non accadeva. La pausa è seguita alla raccomandata inviata il 14 gennaio scorso al comandante provinciale dei CC Spina e all’assessore alla sicurezza Muchetti, su come durante l’aggressione del 14 nov 2014 scorso gli aggressori abbiano specificato di avere ricevuto istruzioni in merito dai CC (registrato). E su come il 13 gen 2014 chi lo aveva affermato mi abbia inviato una raccomandata dove sostiene che il terreno demaniale sul quale se passo a loro dire posso aspettarmi altre bastonate sia stato loro assegnato dal Comune, con facoltà di impedire il transito; Comune già implicato in altri episodi intimidatori sotto casa. Ho chiesto al colonnello e all’assessore di conoscere se posso passare su quel suolo pubblico o no, ma non ho avuto risposta. La tregua è finita scaduti i 90 giorni utili perché sporgessi querela per lesioni. Il 23 febbraio 2015 ho ricevuto, alla presenza “casuale” di chi mi ha aggredito, che non incontravo da dicembre, una notifica giudiziaria della Corte d’appello di Brescia di una delibera dell’Ordine dei medici, presidente Di Stefano, che a oggi non ho ancora ritirato.

Ho risposto a questa procedura tipicamente andreottiana di un Ordine professionale che comunica con un suo iscritto tramite la magistratura con una lettera alla presidente della Corte d’appello Campanato (v. 1 mar 2015 in “Nuove P2 e organi interni“). Nei giorni precedenti a questo danneggiamento avevo inoltre postato commenti su come la corruzione a favore dei grandi interessi sulla ricerca biomedica sia sorretta dalle istituzioni (v. i commenti del 25 febbraio 2015 all’articolo “Corruzione, anche per Nature l’Italia agli ultimi posti” in “Corruzione “qui tam” e sfruttamento”); e su come si stia confermando che Stamina è una truffa di Stato, resa possibile e mantenuta anche da chi ha finto di combatterla (v. i commenti del 26 e 27 feb 2015 all’articolo “Caso Stamina: quando il giusto batte il potere” in “Appunti sulle frodi metodologiche e concettuali sulle staminali”). Nella lettera a Campanato avevo scritto che non appare “esserci una distanza umana enorme tra i cialtroni di strada che devo fronteggiare e le alte istituzioni” che fanno la loro parte da dietro la scrivania.

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12 marzo 15. Alle 14:30 trovo rigata anche l’altra fiancata dell’auto.

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Mi aspettavo che sarebbe accaduto ieri, dati gli incontri ravvicinati con macchine spazzatrici di A2A e i balletti della i polizia municipale; che comunque non sono mancati neanche oggi. In mattinata avevo postato le mie idee sull’antimafia al Nord:

“12 marzo 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post “‘Ndrangheta, Libera: “Delrio non ha capito e ha sottovalutato i cutresi”

Delrio non è fanciullesco, come Libera ha interesse a dipingerlo. Né a Cutro, 10 000 abitanti, Satana ha creato lo sbocco diretto di un camino dall’inferno, il cui fumo renderebbe i cutresi demoni irresistibili. Delrio rappresenta chi ha interesse a impiantare e coltivare la delinquenza mafiosa al Nord. La mafia è l’appendice gangsteristica di un sistema che è tutto pervaso di mafiosità, a partire dalle istituzioni dello Stato, incluse magistratura e forze di polizia, e dai gruppi come il partito di Delrio, il PD. Una criminalità dal volto feroce fa comodo, e va quindi entro certi limiti favorita: la mafia di cosca, con la sua alta intensità criminale, fa sembrare pulita la massa del malaffare istituzionale, minore per intensità criminale ma cumulativamente non meno grave. Con una presenza mafiosa sul territorio, mentre si combattono santisti e picciotti si può meglio praticare la corruzione a favore di grandi interessi; anche con metodi paramafiosi. La presenza mafiosa rende la curva della distribuzione di frequenza dei livelli di illegalità al Nord “right skewed”, asimmetrica a destra: alza la media della illegalità che i cittadini possono attendersi dalla società e quindi dalle istituzioni e dalla politica. La paura della mafia favorisce la sottovalutazione del danno e del pericolo costituiti dal crimine istituzionale e dal connesso crimine dei poteri forti; è questa la vera sottovalutazione, ottenuta con abilità diabolica.”

I giornali riportano che la morte di Pantani è ora attribuita dalla perizia disposta dalla magistratura anche agli psicofarmaci, oltre che alla cocaina; è quanto avevo scritto, spiegandolo estesamente, agli inquirenti 11 anni fa, nella racc. r/r del 3 giugno 2004 al GIP Mussoni e al PM Gengarelli (v. Per cosa è morto Pantani. Lo sport e il marketing farmaceutico). Oggi perquisizioni dei ROS per la strage di P. Loggia del 1974. Mi pare ci sia un caratteristico “pipeline giudiziario”, che ritarda l’accertamento della verità per poi ripescarlo molti anni dopo, a giochi fatti, in modo da non occuparsi di attività “delicate” attuali; o in alcuni casi di occuparsene, ma all’incontrario…

Per il presente, appare delinearsi una strategia a tenaglia: sulla strada, davanti a casa, intimidazioni e provocazioni. I danneggiamenti e le violenze fisiche alla bisogna sarà possibile attribuirli, sdegnati, a teppisti, automobilisti sbadati, extracomunitari, civili cittadini da me portati a raptus, etc. Contemporaneamente, mobbing tramite atti ufficiali: l’Ordine dei medici mi ha sanzionato, dopo 18 mesi di “istruttoria”, su input di CC e prefettura, per avere denunciato le molestie su strada e il relativo ruolo della polizia; (e poco dopo avere scritto delle minacce di reiterazione di aggressioni fisiche accompagnante dall’affermazione di essere spalleggiati dai CC); il proc. Buonanno era a conoscenza di questo anomalo procedimento disciplinare, nel quale, riporta la delibera, l’Ordine si è avvalso anche di una perizia psichiatrica sui miei scritti; senza però comunicarmene il contenuto e l’esito. Ne ho chiesto copia al pres. Dell’Ordine Di Stefano, agli altri 11 medici che all’unanimità hanno approvato il procedimento e la delibera, al proc. Buonanno, all’estensore della perizia, tale prof. Luigi Croce, e al pres. della federazione degli Ordini dei medici, Bianco, che è senatore (PD) e siede in quella commissione sanità che tra i responsabili di ciò da me descritto come la truffa di Stato Stamina. Se continuo a non stare zitto, potrei essere dichiarato malato di mente. Se è solo una minaccia, che ha per messaggero gli uffici giudiziari di Brescia, forse sarebbe stata più appropriata la consulenza di un carrozziere, su quanto mi costerà questo non volere cedere alle intimidazioni e denunciare reati. Spero non la consulenza di un traumatologo.

D’ora in poi questi danneggiamenti, violenze e provocazioni mafiosamente “firmati”, associati a persecuzioni tramite abusi di potere, e associati a mie critiche e denunce sull’establishment e i suoi affari, li chiamerò “pennisi”. Questo è l’ottavo pennisi in dodici mesi, se non ne ho dimenticato qualcuno (v. sopra). Dal nome del magistrato, Roberto Pennisi, che da pochi mesi dirige la Direzione distrettuale antimafia di Brescia, tenuta a battesimo mentre ha luogo questo trattamento nei confronti di un medico che intralcia sia grandi affari illeciti, sia la corruzione istituzionale di supporto. Una DDA nata sotto i migliori auspici. Il PM Pennisi è persona degnissima, presumo; ma è anche il rappresentante di un’antimafia più buona a descrivere la mafia come una potenza infera che a debellarla; e di un’antimafia che funziona ottimamente come paravento morale per operazioni paramafiose istituzionali come questa, mentre è assente, o tiene gli occhi chiusi, come contrasto e deterrente a quell’humus istituzionale corrotto che spiega la facilità con la quale la mafia ha attecchito al Nord.

Stasera conferenza antimafia alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Brescia; domani 13 marzo a Milano, nel celebrare la giornata europea delle staminali il magistrato Amedeo Santosuosso terrà una relazione intitolata “Il diritto alla salute non può andare contro la scienza”. Credo che il mio caso mostri che “il diritto alla salute non può andare contro la scienza”. Nel senso che mostra cosa succede a chi, fedele al principio etico che corrisponde al diritto costituzionale alla tutela della salute, va contro ciò che Santosuosso e i magistrati che rappresenta chiamano, nel curarne gli interessi criminali e promuoverne l’ideologia distorta, “scienza”.

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30 marzo 2015. Si conferma come il supplemento di stalking e mobbing, che include i “pennisi” sotto casa qui riportati, sia una specie di “strategia della tensione” volta ad alzare il livello dello “scontro” e a facilitare così la mia descrizione come pazzo inattendibile. Ricevo oggi 30 marzo 2015 la perizia dello psichiatra Luigi Croce disposta dall’Ordine dei medici di Brescia (Di Stefano) su di me; insieme ad una sanzione disciplinare. La contestazione è di avere scritto a CC e altre istituzioni lettere di denuncia sul mobbing ricevuto. La perizia è stata eseguita su queste lettere, e anche sulle stesse lettere di difesa che ho inviato all’Ordine in risposta alla contestazione; lettere che hanno incluso l’osservazione che chi ha richiesto la perizia, il presidente Di Stefano, ha dato il via libera a alla truffa Stamina come componente del comitato etico degli Spedali civili di Brescia mentre io scrivevo che era una incredibile truffa. Le conclusioni:  “Disturbi dello spettro schizofrenico e altri disturbi psicotici (298.8 al DSM 5, F28 all’ICD10)”. Mi viene reso noto oggi, ma è da otto mesi che sarei stato etichettato così; la perizia e la sanzione, su richiesta dei CC (Turchi, Spina) e della Prefettura (Brassesco Pace, Verrusio),  di concerto con la Procura (Buonanno) e il Ministero della sanità (Lorenzin), sarebbero del luglio 2014, ma sarebbero state trattenute fino al marzo 2015. In pratica le istituzioni – e i singoli – che ho descritto come responsabili di Stamina come truffa di Stato, appena salvato Vannoni mi rispondono dandomi del pazzo da DSM, il manuale diagnostico USA dei disturbi psichiatrici. Lo Stato garantisce così la protezione da critiche e denunce alle fragili basi delle frodi biomediche che appoggerà in futuro, come sta appoggiando quella delle staminali. Che la spiegazione di quanto affermo sia da cercarsi nella schizofrenia si evince secondo questi signori dai miei scritti. Riporto brani dell’analisi dei testi delle mie lettere fatta dallo psichiatra Croce, direttore sanitario dell’ANFFAS di Brescia, medico del Consorzio Sir di Milano, direttore scientifico del centro per l’autismo Domino di Milano; e alcuni miei commenti postati poco prima di ricevere questo esempio di “decoro e dignità della professione”, ciò che invece io non avrei rispettato, meritando quindi oltre che la perizia psichiatrica positiva per schizofrenia una sanzione. Sanzione che va sotto il nome di “Avvertimento”.

Sembra essere di fronte al deragliamento dissociativo e all’insalata di parole delle psicosi schizofreniche.” (Luigi Croce)

18 marzo 2015 Blog de Il Fatto Commento al post di A. Gianbartolomei “Stamina, Davide Vannoni patteggia condanna a un anno e dieci mesi”

Parlare di “trionfo della scienza” perché finalmente si sono fermati soggetti “in divisa da ladro”, e gli è pure stato dato un paterno scappellotto, è come dare una cattedra di fisica per chiara fama a chi risponde “ma va la’ ” a quelli che credono che si possano piegare i cucchiai col pensiero. La corrotta ricerca biomedica ha bisogno di essere definita a contrario, non per i propri comportamenti e meriti, ma facendola apparire come baluardo all’oscurantismo; questo connubio teatrale, dopo tanto torpore, di “giustizia e scienza” appare piuttosto essere la manifestazione di una sotterranea intesa tra magistratura e grande business biomedico. Del resto lo Stato occupato dai corrotti si giova dall’essere definito non per la sua aderenza alla Costituzione, ma come l’opposto del terrorismo e della mafia; che quindi quando occorre aiuta sottobanco. Analogamente, prima di fare la faccia severa lo Stato ha permesso per molti anni a una volgare truffa di spacciare le sue assurdità ai malati e ai familiari. E – cosa perfino peggiore, ma che viene taciuta – di impiantare così nel pubblico aspettative false ma sentite sulla cura delle malattie; di rendere “regnant social expectations” (Callahan) le promesse irrazionali della scienza ufficiale sulle staminali; a vantaggio di quegli affari illeciti, troppo grandi e sofisticati per essere semplicemente definiti ciarlataneria, che i nostri magistrati, candidi come colombe, identificano con la “scienza”.

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Probabili falsi ricordi e rappresentazioni deliranti ex novo di fatti e accadimenti senza significato specifico di ordine casuale, sul vissuto, la percezione e le convinzioni di F.P”. (Luigi Croce)

19 marzo 2015 Blog de Il Fatto Commento al post di A. Tornago “Brescia, rettore assume ex segretaria Gelmini. Indaga Corte dei Conti”

Pecorelli, ginecologo, è sia il rettore dell’università della quale gli Spedali civili di Brescia sono il policlinico, sia il presidente dell’Aifa. Cioè comanda sia nell’ospedale pubblico che ha accolto i magliari di Stamina, sia nell’agenzia statale che dovrebbe assicurare la “scientificità” dei farmaci. Non è strano? Solo se si bevono le veline mediatiche: Stamina fa sembrare scientifiche le terapie ufficiali, e aiuta la pretesa di una farmacologia al di sopra della legge, e che si fa legge. Il trasformare la “health” in “wealth” necessita di questi “stunt” di marketing, e di certi pupari. E anche di amici nelle istituzioni. Nella primavera del 2014 ho assistito a una scena agghiacciante. All’università di Brescia Nicola Gratteri ha prima, parlando di come combatte gli ndranghetisti, trascinato l’uditorio; me compreso, che ho antenati delle sue parti e trovo affinità perfino fisionomiche, oltre che culturali, con Gratteri; e poi è stato zitto e sorridente, facendo da testimonial, mentre Pecorelli esponeva il progetto “Health and wealth”. Un progetto che vuole fare affari sulla salute; che non può funzionare senza frodi, senza impunità e aiuti istituzionali alle frodi, senza la soppressione delle voci di denuncia; nella migliore tradizione paramafiosa delle nostre istituzioni e classi dirigenti. Altro che assistere alla puncitina.

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Sospettosità pervasiva, collegata all’aura persecutoria sempre presente e all’indebolimento della capacità critica e di giudizio.” (Luigi Croce)

26 marzo 2015 Blog de Il Fatto Commento al post “Corruzione, Orlando: “Chi lo fa tradisce Paese”. M5S: “Grasso ritiri firma da ddl” “

Come osservato anche da specialisti (D.F. Thompson, Two concepts of corruption) di corruzione ce ne sono due tipi. Una è quella che mette in vendita il potere istituzionale per ottenere un vantaggio individuale, es. intascando mazzette. L’altra fa dell’istituzione uno strumento dei poteri forti, es. facendo in modo che le tasse servano a redistribuire legalmente la ricchezza dai più poveri ai più ricchi; o che amministrazioni pubbliche, incluse quelle che dovrebbero tutelare la legalità, servano da strumento per modellare la vita politica e sociale a favore degli affari illeciti dei poteri forti. Quando si parla di corruzione si considera, come fa questo ministro di grazia e giustizia, solo un tipo, la corruzione individuale, quella delle mazzette, più evidente concettualmente, ma meno dannosa rispetto alla corruzione che istituzionalizza il crimine. Quest’ultima costituisce un autentico alto tradimento e ha effetti molto più gravi. Ma viene tenuta nascosta, anche atteggiandosi a nemici delle corruzione individuale, quella che derubando il popolo toglie parte del bottino ai poteri forti. Lo sdegno verso la corruzione “qui tam” , la corruzione “per il re”, da parte di alcuni che ricoprono cariche istituzionali servendo i poteri forti ricorda il disprezzo e l’ostilità dei mafiosi verso i topi d’appartamento.

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Deteriorarsi della critica e della razionalità in un clima crescente di destabilizzazione emotiva e affettiva.” (Luigi Croce)

26 marzo 2015 Blog de Il Fatto Commento al post di A. Capitano “Corruzione, un male tutto italiano. Non solo nel libro di Cantone”

Ci sono due tipi di corruzione (es. DF Thompson, Two concepts of corruption). Raffaele Cantone ne considera solo uno: la corruzione individuale, delle mazzette. Del secondo tipo, la corruzione istituzionale, le persone perbene non parlano; nonostante gli intrecci tra le due. In effetti è “con la precisione di un orologiaio” che mentre dipinge in modo così vivido la ben nota figura del ladro che intasca tangenti, finge che non esista la corruzione che fa delle istituzioni uno strumento dei poteri forti; che legalizza prelievi illeciti dalle tasche dei cittadini di diversi ordini di grandezza maggiori. La corruzione che sta togliendo al paese democrazia, e che trasferisce ricchezza dal basso verso l’alto; che ha interesse a ridimensionare la corruzione dei forchettoni per avere più spazio per esercitare il proprio, di sfruttamento, che è anche più pesante; e che trae quindi un doppio vantaggio dall’addossare ai concorrenti della corruzione individuale gli effetti delle sue spoliazioni. La corruzione di chi serve le ruberie “del re”, ottenendo un posto a corte; corruzione alla quale la casta di Cantone, i magistrati, composta anche di persone che magari preferirebbero farsi tagliare una mano anziché usarla per accettare una volgare bustarella, sta dando un valido contributo. Di “tutto italiano” c’è forse la furbizia di presentare la corruzione individuale come l’unica, ed esaltarla, in modo da favorire la corruzione istituzionale, quella che cede lo Stato ai poteri forti.

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L’intuizione delirante sembra esprimersi compitamente sotto forma di delirio esplicito” (Luigi Croce)

29 marzo 2015 Blog de Il Fatto Commento al post di L. Musolino “Reggio Calabria, uomo spara davanti a teatro del convegno Md con Orlando”

La presenza congiunta a un convegno di una corrente della magistratura del Guardasigilli Orlando Andrea e di uno spostato che arriva e senza ragione spara a me dà l’impressione di una intimidazione, verso quei magistrati che fossero ancora recalcitranti ad accettare che le leggi reali alle quali si devono sottomettere sono diverse da quelle scritte. Gli amici dei magistrati, CC e Viminale, sono, nella mia esperienza, bravini nel “fare accadere” fatti a doppia chiave di lettura, una per il pubblico, l’altra per il destinatario del messaggio; attingendo al campionario umano del quale dispongono in ragione della parte legale delle loro attività. Oggi, al tempo del “colpo di Stato di banche e governi” (G. Pasquino) chi si esponga a difendere i principi racchiusi nella Costituzione può attendersi incidenti, e episodi di violenza e provocazione, apparentemente senza senso; ma in realtà mirati; e provenienti da dove chi vorrebbe credere nel principio di legalità meno se lo aspetterebbe.

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Penso di subire, con questa perizia a coronamento del mobbing extra, una forma grave di quella corruzione a favore dei poteri forti che viene studiata come “corruzione istituzionale”, distinguendola dalla “corruzione individuale”. (Io la chiamo corruzione “qui tam” cioè corruzione “a favore del re”). E’ interessante che tale forma di corruzione sia stata identificata da alcuni studiando le frodi mediche strutturali (1,2): lo stesso percorso a ritroso che ho fatto io nel giungere a conclusioni simili. Gli autori che studiano questa forma di corruzione, che è meno meno evidente di quella delle mazzette, considerano che si possono avere forme miste. Il comportamento che ricevo è indiscernibile da quello di chi sia a libro paga delle multinazionali farmaceutiche; e se un numero n di loro non fosse pagato ciò non costituirebbe un’attenuante, perché la corruzione istituzionale è comunque più grave di quella individuale. Resta il dubbio della proporzione delle due forme di corruzione nel mio caso. Sarà la grave patologia psichiatrica dalla quale sarei affetto, se i componenti del “mob”, del “branco” che è arrivato a questo punto; carabinieri, medici, magistrati, prefetti, ministri, periti, universitari, etc. , nella mia povera mente sconvolta paiono sussumersi in un’unica figura. Quella di un ibrido tra una puttana e un mafioso.

[1] Light DW. Lexchin J Darrow JJ. Institutional corruption of pharmaceuticals and the myth of safe and effective drugs. Journal of law, medicine and ethics. June 1, 2013. [2] Light DW. Strengthening the Theory of institutional corruptions: broadening, clarifying, and measuring. Edmond J. Safra Working Paper, No. 2. 20 march 2013.

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21 aprile  2015. Ricevo indietro, rispedita al mittente, la raccomandata del 5 marzo 2015 al presidente della Federazione degli Ordini dei medici sen. Amedeo Bianco (PD), sulla perizia psichiatrica sui miei scritti indotta dai CC e preparata dall’Ordine dei medici di Brescia. L’avevo spedita a:

Sen. Dr. Amedeo Bianco Senato – XII Commissione Igiene e sanità Piazza Madama 00186 Roma

Sulla busta, chiusa, è stampigliato:

CARABINIERI

SOTTOPOSTO

A CONTROLLO

A oggi risulta essere stata ricevuta solo la copia che ho inviato all’Ordine di Brescia, mentre non ho avuto la ricevuta della copia per Il procuratore Buonanno. Pochi giorni fa ho postato questo:

17 aprile 2015 Blog de il Fatto Commento al post di M. Bella “Sindone: quando la storia può essere rigorosa quanto la scienza”

@ Gianni Monroe. Affidare la custodia del pollaio alle volpi in termine tecnico si chiama “cattura normativa” (una delle finalità di quella tragedia e farsa del caso Stamina). @ Gianni Monroe. Lei dà come entità primitive l’indifferenza dei valori morali, che non sarebbero che mere convenzioni sociali, e allo stesso tempo la “bellezza” della “comunità scientifica”, che ci proteggerebbe dalle frodi. La frode c’entra perché con questa “business ontology” così svergolata uno dei principali attori della frodi biomediche strutturali, l’establishment scientifico, viene posto in una posizione privilegiata di controllore delle frodi stesse. Così es. basta fare in modo, con la compiacenza e la partecipazione delle istituzioni dello Stato, che a Stamina, una banale frode che normalmente sarebbe durata 30 minuti, il tempo dell’arrivo del maresciallo dei CC, vengano invece fatte assumere dimensioni giganti, per poter presentare per contrasto una comunità scientifica corrotta come il baluardo contro la ciarlataneria; con magistrati come Guariniello e Santosuosso che come lei commentano inneggiando alla “scienza” quando dovrebbero controllarne gli abusi, coonestando una cattura normativa che è anche “deep capture” (Hanson e Yosifon), cioè cattura culturale. Invece per me non c’è bisogno della filosofia per assumere che la medicina non deve nuocere al paziente a favore di chi la vende. E occorre prendere tristemente atto (v. Gotzsche, cit.) che la ricerca scientifica ai nostri giorni non è la cura, ma è parte della patogenesi. La volontà di rappresentare posizioni, interessi, e rapporti di forza senza infingimenti è già un orientarsi verso la soluzione.

Nell‘articolo “La paranza delle staminali. Il palpabile e il tangibile”, inedito,  scritto circa un anno fa, descrivo quello che mi pare il ruolo di controllo dei CC – collaboratori istituzionali dell’AIFA – in queste truffe dello Stato, Stato del quale il senatore Bianco è rappresentante, oltre che essere rappresentante degli interessi corporativi dei medici:

Nelle paranze delle truffe di strada sono presenti anche gorilla, come servizio d’ordine ed esattori. Nel gergo dei truffatori USA, lo “Heavy “ si incarica inoltre di allontanare e dissuadere chi metta sull’avviso il “mug”, il pollo. Un altro nome dell’addetto è “Freddy” che sarebbe l’abbreviazione di “Fourteen weeks Freddy”, dove le 14 settimane sono la degenza prevista dopo un suo trattamento [Lovell S. How to cheat at everything. A con man reveals the secrets of the esoteric trade of cheating, scams and hustles. L & L Publishing, 2003 ]. In una truffa di alto livello come è quella delle staminali, sono le istituzioni dello Stato che si assumono, oltre che la funzione di “shill”, di spalla, anche quella di Freddy, screditando, emarginando e intimidendo il guastafeste. A partire dalle istituzioni alle quali è deputata la tutela della legalità. Non ci sono soltanto i Nuclei Anti Sofisticazioni; appaiono esserci anche dei nuclei pro sofisticazioni. La cultura mafiosa, ben radicata nei poteri dello Stato, viene in aiuto.”

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14 maggio 2015. Nono “pennisi”. Due giorni fa ho postato un commento sull’assoluzione di Scajola e De Gennaro riguardo all’omicidio Biagi:

Blog de Il Fatto – Commento al post “Marco Biagi, prescritti De Gennaro e Scajola. ‘Si confrontino con loro coscienze’

Credo che sarebbe più dignitoso e utile se si riconoscesse apertamente che la magistratura non ha la possibilità – né in generale ha la voglia – di perseguire i crimini commessi dai circoli di potere superiori. Fino a quando si tratta di mafiosi che bruciano i santini e sciolgono le vittime nell’acido, o di mangioni filmati mentre intascano la busta coi contanti, e fino a quando si tratta di dipingere mafiosi e mangioni come dei Satana in persona, ai quali i magistrati si oppongono come strenui difensori dei cittadini, è un conto. Ma quando si tratta del Satana vero, coi suoi tirapiedi istituzionali (o mafiosi), dei crimini politici che da decenni servono a tenere soggiogato il Paese, i magistrati molto spesso guardano altrove o si limitano a fingere di interessarsi. O peggio, a volte attuano comportamenti che appaiono consonanti con la volontà dei mandanti, contribuendo a isolare la vittima prima dell’esecuzione e lasciandosi facilmente “depistare”.

Oggi la mia compagna al ritorno dal lavoro mi dice che stamattina ha trovato una rigatura sulla portiera destra dell’auto.

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Nella stessa mattinata avevo letto un articolo [1] che mostra in modo chiaro come i proclami di questi stessi giorni del ministro Lorenzin sulle mammografie che salvano vite in massa [2] siano un inganno: lo screening mammografico non incide al punto di ridurre la mortalità totale delle donne che vi si sottomettono (che comunque va valutata con trial clinici, non con studi ecologici); sta venendo criticato in USA e UK, in sedi ortodosse [3,4], ammettendo i forti limiti di efficacia e i gravi danni, finora sottaciuti, che provoca; (mentre è in preparazione il passaggio a un nuovo corso per il business biomedico nel settore [5]). In Italia la questione è stata tradotta mettendo in scena una sapiente sceneggiata, con Grillo che è abrasivo senza necessità, e passa così per estremista o “pericoloso disinformatore”, mentre in realtà annacqua le critiche che sono ormai considerate nel dibattito internazionale. La Lorenzin non è da meno, recitando la parte dell’indignata e propagando, dalla poltrona di responsabile della salute dei cittadini, notizie false e ingannevoli sul rapporto danni/benefici, in realtà assai poco brillante, di questo screening. E’ intervenuto anche Renzi, poco dopo avere riformato in pejus la legge a torto a attribuita a Biagi, a cantare da par suo le lodi sperticate di quel “qualifed failure” che sono gli screening. Del resto, non dovrebbe sorprendere che faccia propaganda a un genere di medicina che si affianca al lavoro e alle tasse nel dare corpo a forme mascherate di sfruttamento.

Non conosco i retroscena dell’omicidio Biagi, persona rispettabile e a quanto si sa non invisa al potere; ma mi pare improbabile che sia stata casuale la complementarietà tra la apparentemente ottusa baldanza degli assassini, che si preannunciano, e l’apparentemente ottusa noncuranza di chi avrebbe dovuto fermarli. C’è chi sostiene che vi sia anche qui lo zampino dell’orchestra nera internazionale: con i capi delle BR dipendenti di un’industria bellica USA e in possesso del nullaosta NOS dei servizi segreti italiani [6]. Appare inoltre che l’omicidio Biagi, come altri, sia “caduto a proposito”, ricoprendo con la sacralità di una vittima del terrorismo la regressione liberista delle leggi sul lavoro.

Forse tra le finalità dell’omicidio Biagi; tra le finalità della atroce e squallida vicenda che corrisponde al genere letterario del “realismo perverso” reso celebre da Kafka, con le richieste di aiuto inascoltate e le manifestazioni di disprezzo gratuite e ostentate da parte delle istituzioni [7], vi è stata anche quella di lanciare una minaccia agli intellettuali, agli studiosi: se vogliamo, possiamo colpire a piacimento. Sbagli a credere alle chiacchiere sulla libertà di pensiero e di espressione. Sbagli a pensare che il tuo rango e il tuo ruolo sociale ti diano la benché minima protezione. Sei uno scriba alla corte di un re barbaro. Possiamo farti annunciare dagli idioti che usiamo come inconsapevoli esecutori che verrai ucciso. E la tua fine sarà ineluttabile. La tua vita sarà nelle mani di uomini delle istituzioni che usano la tracotanza per coprire la loro viltà. Non ti servirà chiamare aiuto rivolgendoti alla polizia: ti rideranno in faccia, dipingendoti come un “rompicoglioni” a caccia di vantaggi personali. Non rispetteremo nemmeno il tuo cadavere, ma lo esporremo come capro espiatorio, attribuendo a te i nostri misfatti, che tu invece hai tentato di contenere.

E gli studiosi e gli intellettuali sono addomesticati, con questo e con mille altri mezzi, così che ad esempio oggi il ministro della sanità può rinverdire falsità ormai smascherate, avendo per spalla un istrione; preparando allo stesso tempo il terreno per le frodi future.  Non si è alzata una voce seria e onesta, tra i vari esperti accreditati, a diradare il polverone, chiarendo ai cittadini come stanno le cose sulla mammografia. A spiegare come sia il tipico caso di trattamento “non dominante”, dove a livello di popolazione a benefici incerti e limitati si associano danni, anche mortali, netti e corposi. A spiegare come abbia il carattere di una scommessa rischiosa, di un investimento speculativo, dove raramente si può vincere, ma non è raro che invece si perda, e dove si può perdere tutto. Di come abbia moltiplicato di molte volte il carico di malattia con i falsi positivi, le diagnosi false. Non sono stati citati gli specialisti internazionali che si sono espressi contro questo screening; non è stato riferito del dibattito in corso sulla necessità di informare adeguatamente le persone dei rischi e dei danni che corrono sottoponendosi a screening. Mentre in altri paesi ci si interroga sullo stato di degrado nel quale sono cadute la medicina e la ricerca, da noi la questione è stata ridotta al bisticcio sgangherato tra un arruffone che cerca l’effetto teatrale e una informatrice farmaceutica, o una promotrice finanziaria che, messa a fare il ministro, ripete una spudorata lezioncina con voce sicura ma senza sapere di cosa parla. Abbiamo così lo Stato che tradisce i cittadini, inducendoli a fare carne da cannone per il business biomedico; grazie anche agli apparati che si occupano di mantenere su di una rotta deviata il corso della vita del Paese, comodamente all’opera anche al tempo del ministro Alfano, del prefetto Pansa, del generale Del Sette e dell’attuale magistratura.

[1] Saquib N et al. Does screening for disease save lives in asymptomatic adults? Systematic review of meta-analyses and randomized trials. International Journal of Epidemiology, 2015.  1-14. doi: 10.1093/ije/dyu140.

[2] “Le sue dichiarazioni [di Grillo] sono un concentrato di pericolosissima disinformazione – ha aggiunto -. Sull’oncologia tutti i dati, e l’evidenza scientifica, ci dicono che l’arma più efficace, talvolta l’unica, per sconfiggere il cancro è la prevenzione. Tra questi il tumore alla mammella, che le donne possono sconfigge proprio grazie alle mammografie e ai controlli da protocollo. Questo è uno dei casi in cui i dati parlano in modo chiaro, tanto che la mortalità delle donne per tumore al seno è nettamente più bassa in quelle zone dove i piani di screening e le mammografie coinvolgono una percentuale maggiore di donne”. Repubblica, 9 maggio 2015.

[3] Gotzsche P.C. Screening: a seductive paradigm that has generally failed us. International Journal of Epidemiology, 2015.  1-14.doi: 10.1093/ije/dyu267.

[4] Barratt A. Overdiagnosis in mammography screening: a 45 year journey from shadowy idea to acknowledged reality. BMJ, 2015;350:h867 doi: 10.1136/bmj.h867.

[5] Topol E J. Time to end routine mammography. Medscape, 6 mag 2015.

[6] F. Dezzani. Omicidio Marco Biagi: il terrorismo di Stato è tra noi. 6 marzo 2015. Reperibile su Internet.

[7] Lupacchini O. Il ritorno delle Brigate Rosse. Una sanguinosa illusione. Koinè, 2005.

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17 ottobre 2015, sabato. Le strade di Brescia diventano più strette e trafficate da mezzi pubblici: per 3 volte in un breve percorso, incontri ravvicinatri con bus di Brescia mobilità. Due mi vengono incontro sfrecciando a pochi centimetri in punti dove la carreggiata è ristretta, l’altro entra in una rotonda non rispettando la precedenza e avvicinandosi col muso alla fiancata dell’auto. In due casi i bus sono stati preceduti pochi secondi prima da mezzi della PS; il ricordo dell’altro è stato suscitato al ritorno da una volante della GdF a pochi metri dal luogo dove all’andata c’è stata la prima acrobazia della giornata. Entrando a casa, un condomino, sottufficiale di aviazione nella vicina base NATO, nel redarguirmi mi dice “Stia attento”. Secondo lui, che mi trovo regolarmente davanti all’entrata e all’uscita anche più volte al giorno, sarei io a molestarlo, perché lo filmo quando gli incontri diventano frequenti al punto che nell’uscire di casa o rientrare posso prevedere che lo troverò. La moglie, che pulisce le scale, è sbadata: spesso passa stracci e spruzza spray su gradini e ringhiere quando si trova sulle scale più in alto rispetto a me, così che il liquido mi va addosso; un paio di volte o più ha lasciato l’ascensore aperto all’ultimo piano quando dovevo salire.
La sera prima avevo postato questo:

16 ottobre 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mercedes Vito, Papa Francesco benedice il primo esemplare prodotto in Argentina”

 
Nel suo libro “The shock doctrine” (2008) Naomi Klein riporta che la Mercedes-Benz Argentina è stata accusata di avere segnalato negli anni ’70 alla giunta militare nome e indirizzo di 16 sindacalisti di un suo impianto. I 16 finirono tra i desaparecidos. 14 di loro non sono mai più tornati. La fonte citata nel libro è l’articolo: Sergio Correa, “Los desaparecidos de Mercedes-Benz” BBC Mundo, November 5, 2002.

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25 gennaio 2016. Tornano i pennisi: nuovi graffi sui vecchi.

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Seguiti in giornata da un campionario di altre provocazioni per strada, nell’ambito di un crescendo che dura da tempo. Il casus belli potrebbero essere i miei recenti commenti su affari loschi delle istituzioni bresciane (1), a giudicare dagli ostentati e insistiti incontri nei giorni precedenti con la polizia locale del sindaco Del Bono  e dell’assessore alla sicurezza Muchetti, e data la precedente associazione tra guardie comunali, danneggiamenti all’auto e aggressioni fisiche. Da segnalare anche l’attenzione manifestata 5 giorni prima dal nuovo prefetto Valenti – che appare un degno successore di Tronca, Cancellieri, Brassesco Pace – alle esigenze di sicurezza della vicina Poliambulanza, roccaforte dell’industria medica cattolica:

Le ragioni principali vanno probabilmente ricercate nella volontà di mantenere un livello di “strategia della tensione”, dati  le mie recenti segnalazioni di operazioni di manipolazione a danno della salute dei cittadini (manipolazioni protette; senza le quali un doppione ospedaliero come la Poliambulanza non solo non prospererebbe; ma non potrebbe neppure esistere); e in particolare sulla fondamentale partecipazione della magistratura. Es. l’osservazione che i magistrati, indottrinando le scolaresche su tesi sull’inquinamento non adeguatamente fondate scientificamente e sistematicamente distorte a favore del profitto, non tutelano la salute pubblica, ma all’opposto spingono con la loro credibilità e autorevolezza i minori e i futuri cittadini verso le frodi del business biomedico; business che in questo modo aiutano anche contribuendo a istituzionalizzarne i crimini, che sono sofisticati omologhi di quelli della “S. Rita” (2). I boicottaggi sistematici, lo stalking, i pennisi, la ricerca martellante di una reazione per mascherare la mafiosità istituzionale, eseguiti con tracotanza da parte di chi non ne avrebbe il coraggio se non fosse sicuro di potere contare sull’impunità giudiziaria, sono l’altra faccia della medaglia di questi “slanci” coi quali i magistrati allo stesso tempo vincono il favore del pubblico e servono il potere nei suoi aspetti più cupi e sordidi.

1 In: Brescia non solo bombe
2 In: Nuove P2 e organi interniIlva. Dal cancro nascosto al cancro inventato ; Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi

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13 febbraio 2016

ccc
Telethon. La manipolazione dello sperabile e la squadra pro-truffa

Undicesimo pennisi. Torna l’accoppiamento tra teppismo amministrativo-giudiziario e teppismo di strada. Il 10 febbraio 2016 il presidente dell’ordine Di Stefano mi comunica con racc ar che il provvedimento disciplinare nei miei confronti, emesso nel luglio 2014, “è divenuto esecutivo”. Il giorno dopo, l’11, rispondo a lui e al presidente della Corte d’appello f.f. Fischetti con racc ar online che il procedimento, la sanzione e l’inclusa diagnosi psichiatrica configurano reati, volti a favorire le truffe che denuncio e a impedire ulteriori denunce. Oggi sabato 13, alle 14:30 scopro un nuovo graffio sulla Clio:  ora anche il parafango anteriore dx ha il suo. Non l’avevo notato tre ore prima nel rientro a casa, preceduto dal passaggio di un’auto della PS.

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Una “ulteriore denuncia” avrebbe dovuto essere sull’epatite C, quel Burj Khalifa delle frodi biomediche strutturali, al quale lo Stato sta collaborando. La comunicazione giudiziaria della Corte d’appello, arrivata in concomitanza con un grave lutto familiare, ha fermato il progetto, che avrebbe richiesto mesi di preparazione. La ripresa del teppismo avviene mentre inizio un altro progetto, più piccolo. Nel dicembre 2015 ho fatto notare su un blog che Telethon nel chiedere donazioni al pubblico per la ricerca sulle terapie geniche si è attribuito il merito di avere raddoppiato la speranza di vita degli affetti da distrofia muscolare; mentre i progressi sono dovuti a cure sintomatiche convenzionali ben meno sofisticate, come la ventilazione tramite tracheostomia; e gli esperti riportano piuttosto finora un fallimento delle terapie geniche, che vorrebbero correggere in radice il difetto della distrofia (1).

Nel film “Squadra antitruffa” (1977) il maresciallo Giraldi (Thomas Milian) smaschera “Er Fibbia” (Leo Gullotta) che faceva credere che il motore della sua auto andasse ad acqua grazie ad alcune pasticche giapponesi “a idrogeno ionizzato” (reperibile su Youtube). L’acqua che Er Fibbia mostrava di immettere al posto della benzina finiva in un serbatoio morto, e l’auto andava regolarmente a benzina. Telethon in questo caso ha fatto una cosa simile. Chiede contributi al pubblico per la ricerca su fantastiche terapie hi-tech millantando meriti che invece vanno a affinamenti di terapie tradizionali, che prolungano ma non domano una malattia che resta crudele.

Ma non si tratta solo di questo. La ricerca biomedica, insegna Medawar, essendo “un affare immensamente pratico” è “l’arte del solubile”. Cioè “di rendere resolubile un problema, individuando il modo di affrontarlo, in altre parole i suoi punti vulnerabili”. Es. se il problema sono le gambe amputate, la ricerca dovrà orientarsi verso le soluzioni attualmente possibili, che sono quelle di ideare le migliori protesi. Ma è avvenuto uno slittamento, o meglio uno smottamento. Oggi la ricerca biomedica, mimando la finanza, e in alcuni casi divenendone letteralmente un’estensione, è divenuta “promissoria” e tende a produrre “futures”, promesse commerciabili di futuri risultati (2); mentre si trascura di ottimizzare la cura possibile dei malati  (3). La ricerca biomedica è così divenuta, da arte razionale del solubile, una manipolazione dello “sperabile”. Si fa credere al pubblico di poter sperare nei risultati ideali: si vende la promessa di fare ricrescere la gamba. Telethon, una gigantesca operazione di ricerca marketing-driven, è un caso esemplare; e ha bisogno di trucchi come questo per alimentare le promesse. Riuscendo così a incidere sulla cultura, sulle aspettative del pubblico, nell’ambito di una propaganda generale. In questi stessi giorni il Comune di Brescia e la Fondazione ASM hanno iniziato un ciclo di conferenze sulla scienza – considerata esplicitamente come fonte di produzione di ricchezza – che ha per sottotitolo “Innovare è realizzare l’improbabile”. Ottenere l’improbabile è improbabile, e ottenere l’impossibile è impossibile; ma c’è una varietà di trucchi abbastanza semplici, per chi ne ha i mezzi, per simulare successi. E’ come diffondere tramite fonti autorevoli la credenza che l’auto ad acqua è possibile, per speculare sulla promessa. Anziché spiegarne il carattere fantascientifico sulla base delle conoscenze già acquisite.

Peggio ancora, così si ottiene la cattura normativa. Telethon si è convertita al lancio dei farmaci per le malattie rare, che sono divenuti un leit-motiv. Una strategia dell’industria farmaceutica che è un escamotage per introdurre e quindi vendere lucrosissime terapie, anche su malattie non rare, eludendo i previsti controlli di efficacia e sicurezza, che sono ridotti per le malattie rare (4,5). Una deregulation che si basa anche su questi asseriti successi, su questa costruzione di attendibilità e reputazione scientifica. E’ come se, riconosciuta la genialità e l’importanza dell’auto ad acqua data la sbalorditiva e inoppugnabile dimostrazione data da Er Fibbia con un tubo per innaffiare e alcune pasticche rosse, si esentassero gli inventori e i rivenditori dal fare esaminare da tecnici competenti il funzionamento dell’auto, la chimica delle pasticche, e le altre future meraviglie.

Ho chiesto per email al direttore generale di Telethon Pasinelli e all’ufficio stampa dell’UILDM di indicarmi i risultati scientifici che permetterebbero loro di vantare un raddoppio dell’aspettativa di vita degli affetti da distrofia muscolare. Venti giorni dopo, e quattro ore dopo avere ripetuto la richiesta ai rispettivi probiviri per racc. online, la dr.sa Pasinelli mi ha risposto. Non presentando alcun dato su progressi terapeutici ottenuti con terapia genica, ma dilungandosi sul sostegno di Telethon alla ricerca di altri sulle terapie convenzionali per la distrofia muscolare. E’ come se Er Fibbia dicesse che non c’è truffa perché lui ha finanziato studi altrui sul miglioramento del rendimento del motore a benzina e diesel.

Dieci giorni dopo la risposta sono riapparsi i vandalismi (v. sopra). Sarà una coincidenza casuale, ma la continua pressione di violenze nei miei confronti non lo è. Se Telethon può sparare tranquillamente sui principali media bufale del livello dell’auto ad acqua – ma più difficili da scoprire, e dalle conseguenze molto più gravi – è anche perché ci sono apparati che si occupano, con metodi teppistici, di nascondere e zittire critiche e denunce. E’ come se chi facesse osservare che un motore ad acqua è un oggetto impossibile venisse trattato, da una “squadra pro-truffa” in modo da isolarlo come un pericoloso deviante, un bugiardo, un disturbato da controllare.

Le cose sono ovviamente più articolate e complesse degli elementi satirici che ho usato per illustrare i concetti. Es. Telethon, oltre a questo inganno crasso, da anni presenta, con la sua propaganda tambureggiante, come i primi passi di un futuro radioso i pochi topolini partoriti, che sono eccezioni sporadiche e di limitata rilevanza, e che, come i mancati risultati per la distrofia, segnano invece i ristrettissimi confini dell’approccio genico, che imporrebbero di cercare altrove il solubile e di far riporre altrove le speranze. Ma la sostanza è davvero illecita e grottesca; come ho scritto al presidente Di Stefano e al presidente Fischetti a proposito del trattamento che mi viene riservato dalle istituzioni.

ccc

1. 22 dicembre 2015. Blog de Il Fatto. Commento  al post “Telethon 2015, record per la ricerca sulle malattie genetiche: raccolti 31,5 milioni”. In: La questua delle multinazionali .
2. Cooper M. Life as surplus. Biotechnology and capitalism in the neoliberal era. University of Washington Press, 2008.
3. Callahan D, Nuland S. The Quagmire. The New Republic, 9 giugno 2011, 16.
4. Drugs for rare diseases: mixed assessment in Europe. Prescrire International, 2007. 16: 36.
5. “Adaptive licensing” or “adaptive pathways”: Deregulation under the guise of earlier access. Brussels, 16 October 2015, Joint briefing paper. http://www.prescrire.org

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8 marzo 2016

Dodicesimo pennisi. Nel luglio del 2011 a Cosenza i CC cominciarono a urtarmi ripetutamente mentre passeggiavo. Scrissi una lettera di protesta, e come è norma gli urti dei poliziotti si moltiplicarono. Mi urtò il comandate dei vigili di Spezzano della Sila. Lo ricordo a un comizio appoggiato all’auto blu di Marco Minniti, gestore dei servizi; il politico calabrese che ha trovato l’America qui servendo gli USA. Mi urtarono ripetutamente le vigili donna di Spezzano, tanto che mi chiesi se non si volessero fidanzare con me. A Cosenza un poliziotto mi mise una mano sulla spalla senza ragione, in un negozio di ferramenta; minuti dopo trovai sulla bauliera dell’auto un ampio graffio. Oggi a Brescia a quel graffio se ne è aggiunto un altro, per tutta la larghezza della bauliera e oltre, sul paraurti. Probabilmente in modo che me ne ricordi ogni volta che la apro

Il 5 marzo avevo postato questo:

Blog de Il Fatto
Commento al post di F. Marcelli “Lavoro, la salute dei poliziotti va tutelata”

“deve essere riconosciuto il loro diritto a rifiutarsi a prestare servizi in violazione della legge, a tutela non solo della loro salute e sicurezza ma anche della democrazia, della libertà e della vita di tutti i cittadini.”. Secondo il giurista Marcelli ai poliziotti verrebbe negato il diritto di rifiutarsi di prestare servizi in violazione della legge e a danno della democrazia, della libertà e della vita dei cittadini. Io pensavo che avessero non il diritto, ma il dovere di non eseguire gli ordini di commettere illegalità. Ritengo comunque che se uno è un uomo il diritto naturale di non commettere atti immorali lo ha comunque, e lo deve esercitare comunque.

Il 7 marzo c’è stata una parata per me di PS CC e PM, che è proseguita l’8, dopo il danneggiamento. Ma ho commesso altri peccati. Welch (1) avvisa di essere cauti nel mettere in dubbio la chirurgia vertebrale di routine: tramite pressioni lobbistiche una piccola agenzia federale, la AHCPR, fu messa a fondi azzerati, fatta quasi chiudere, e ridimensionata quando presentò studi che mostravano l’inutilità e la dannosità di questa classica fetta dell’ortopedia. Io non solo l’ho fatto, ma ho mostrato come si spingano i lavoratori verso questo business, nell’ambito di un movimento che vede impegnate le istituzioni a fornire cittadini come materia prima all’industria medica (2).

Ho anche osservato che i magistrati negli anni di piombo evitarono di indagare perché Adriana Faranda avesse indirizzo e numero telefonico di Marcinkus e Felix Morlion, e oggi la invitano a parlare alla scuola dei magistrati (3). La mollezza dei magistrati sulle trame atlantiche è un altro argomento tabù.

Suona vagamente ricattatorio da parte dei poliziotti chiedere ulteriori privilegi sostenendo di soffrire e di ammalarsi perché obbligati, a loro dire, a delinquere. Forse vogliono un aumento per i loro servigi extraistituzionali. Es. nel mio caso i poliziotti interpretano, senza eccessivo sforzo, il ruolo dei vigliacchi e dei bulli. Distogliendo così dalla mafia medica, che chiude le bocche di chi si oppone alle frodi legalizzate, e dalle collusioni della magistratura nei “delitti di servaggio”, i delitti commessi servilmente nell’interesse dei poteri forti.

1 Welch HG. Less medicine, more health. 7 assumptions that drive too much health care. Beacon Press, 2015.
2 Commento al post “La coppa dell’assenteista” 27 febbraio 2016. In:  ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato
3 Commento al post “Commento al post “Adriana Faranda a corso di formazione per magistrati. Che protestano: “Assurdo” “. 2 febbraio 2016. In:  Corruzione “Qui tam” e sfruttamento

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20 marzo 2016

Tredicesimo pennisi. Il camion di un privato effettua lo sgombro di un appartamento – per conto del sottufficiale dell’aeronautica della base NATO – facendo il comodo suo. Si incunea nello spazio tra le mie due auto, urtandole e spingendole, e i facchini poggiano lo spigolo del portello sul cofano.

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Il camion porta ancora le insegne di Poste italiane sopra al parabrezza.

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E’ arrivato questo invece della ricevuta di ritorno della racc di 40 giorni prima al presidente f.f. della Corte d’appello Fischetti, in risposta alla lettera del presidente dell’Ordine dei medici Di Stefano. Un anno fa non è mai arrivata la ricevuta della racc. al procuratore della repubblica. Entrambe parte dello stesso carteggio sul procedimento disciplinare servito per emettere su di me una diagnosi di infermità mentale, che Poste Italiane ha innescato, e alimentato con molestie e boicottaggi spesso a carattere derisorio.

Gli uffici giudiziari di Brescia, che inviano per comunicazione giudiziaria una diagnosi dolosamente falsa di schizofrenia a chi si oppone a quegli stessi affari illeciti sulla salute che favoriscono con le loro omissioni e i loro interventi, non assicurano la ricevuta dell’avvenuta consegna della posta loro inviata.

In occasione dell’apertura dell’anno giudiziario il presidente Fischetti ha ripetuto il tema della carenza di organico come causa dell’insufficiente fornitura del servizio giustizia (1). Curiosamente, nel 2011 la corte presieduta da Fischetti nel mandare assolti gli imputati della strage di Piazza Loggia del 1974 scrisse che i risultati della ricostruzione del fatto “appaiono potenzialmente schizofrenici”. Credo che per i delitti di servaggio, i delitti commessi con la partecipazione delle istituzioni in obbedienza ai poteri forti, l’inefficacia dei magistrati non sia riducibile a una questione quantitativa.

1    Semiotica del potere: Via Craxi, Palazzo di giustizia Zanardelli e le “sedi disagiate”.

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2 aprile 2016. Fiancata sinistra:

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Quattordicesimo pennisi. Preannunciato da pantomime di spazzini di A2A, condomini, autisti di Brescia Mobilità, postini, leccate di cani. Ma soprattutto atteso per quello che avevo scritto, e data la lettera del presidente dell’Ordine; che 2 giorni fa si è esibito in veste di bioeticista; insieme all’assessore alla sanità del Comune. Ho postato una critica della confessione, e dell’uso che ne fa il clero (1). Alle gente i preti non parlano che di perdono, a favore degli offensori; in realtà nessuno meglio di loro riconosce il valore deterrente della punizione: che applicano more mafioso verso chi svela le loro imposture. Ho anche segnalato come i pareri scientifici dell’EFSA provengano da una fonte – UE – i cui dirigenti hanno ammesso di dirottare la scienza a favore delle multinazionali, dalle quali sono pagati (2).

Si sta chiudendo il caso Pantani con quello che appare come un altro scambio di favori tra istituzioni e mafia: e l’ho fatto notare (3). Del fantomatico complotto camorrista non se ne occuperanno i magistrati, dopo aver lanciato il sasso; ma se ne occupa la commissione parlamentare antimafia, che ha convocato i magistrati che hanno lanciato il sasso e retratto la mano. Feynman, il grande fisico, spiegava come sia buon senso non verificare un’idea usando gli stessi dati che l’hanno suggerita (4). Sarei curioso di sapere quanti investigatori giudiziari adottano questa regola; non certamente Rosy Bindi, che ha dichiarato che la commissione che presiede farà le sue valutazioni su quanto congetturato dai magistrati; su un “qui lo dico e qui lo archivio“. La Bindi era ministro della sanità quando venni fatto licenziare dal SSN; e come tanti antimafia, e tanti mafiosi, è un dito della mano i cui diversi tendini sono mossi dai muscoli ben coordinati dello stesso avambraccio …

Ma cos’è qualche graffio. C’è ben altro a cui pensare. A Brescia, dopo la strage di Bruxelles, sono arrivate da pochi giorni le “teste di cuoio” dei CC; e il Procuratore generale Dell’Osso – lo stesso che indottrina i minori sull’incombenza del pericolo cancro (v. sopra) – su consiglio dell’intelligence ha preso a girare armato di pistola, perché in Libia sarebbe malvisto, ci fanno sapere i giornali. Oggi pomeriggio è stata fatta brillare una valigetta sospetta. Tra immigrazione forzosa e terrorismo islamico, sembra che si voglia “israelizzare” l’Europa (5); un’altra osservazione che deve avermi fatto guadagnare punti.

Oggi, 2 apr 2016, sul Boston Globe si sostiene, commentando i fatti di Bruxelles, che il terrorismo è come il cancro, e che quindi va combattuto con sistemi simili a quelli dell’oncologia, cioè con interventi mirati e una “risposta immune” (6). Il terrorismo e il cancro sono comparabili in quanto si ha interesse, da parte di potentati economici imparentati ed embricati, a mantenere e sfruttare entrambi. I magistrati, i CC e gli altri poliziotti si occupano sia di mantenere la paura del terrorismo; sia del connesso mantenimento e protezione di grandi affari illeciti come il business del cancro; collaborando alla propaganda del falso, e fornendo la repressione tramite il discredito e la persecuzione di voci critiche. Lavorando per un’oncologia commerciale che ne ammazza più del terrorismo false flag.

Magistrati e poliziotti sono determinanti nel costruire la realtà sociale voluta dal liberismo; voluta dalle forze che governano il terrorismo e incamerano enormi profitti sul cancro. Le forze che ci proteggono dal terrorismo come ci curano dal cancro. Un fumetto scadente come la carta sulla quale è stampato, dove i terroristi sono il male inestinguibile e chi ci comanda i buoni che ci proteggono; dove i farmaci rendono campioni e il potere criminale onnipotente è la mafia; dove la lotta al cancro è un modello da prendere ad esempio, non un “qualified failure” pilotato per lucro; e dove chi critica tutto questo non è che un disturbato mentale, da ignorare, se non per tenerne sotto controllo le mattane.

1. 28 marzo 2016. Blog de Il Fatto. Commento al post di F.A. Grana “Chiesa, effetto Bergoglio anche sulle confessioni”. In :  Il Primo Stato
2. 30 marzo 2012 Blog de Il Fatto Commento al post di T. Colluto “Xylella, studio Efsa: “E’ la causa del disseccamento degli olivi del Salento”. In:  La UE come mostro adescatore: proibizione agli Stati nazionali di presentare argomenti scientifici
3. 14 marzo 2016. Blog de Il Fatto. Commento al post di A. Tundo “Marco Pantani, detenuto intercettato: “La camorra gli fece perdere il Giro d’Italia ’99” “. In:  Per cosa è morto Pantani. Lo sport e il marketing farmaceutico
4. Feynman RP. Six easy pieces. Basic books, 2011.
5. 27 marzo 2016. Blog de Il Fatto. Commento al post di L. Napoleoni “Terrorismo, Israele può insegnarci come proteggere gli obiettivi sensibili”. In:  Immigrati. La pietà coi numeri e altre forme minori di pietà
6. Westphal C. Treating terrorism like cancer. The Boston Globe. 2 apr 2016.

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31 maggio 2016

Blog de il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Palermo, distrutto giardino di casa della giornalista Dina Lauricella di Servizio Pubblico”

Posso testimoniare che a volte quelle che si direbbero essere alcune tra le innumerevoli “teste di c.” si accaniscono gratuitamente con atti di vandalismo e di violenza fisica proprio su chi dà fastidio a certi poteri; e di come quando abbiano un volto davanti al rischio di una denuncia vantino impunità citando l’appoggio e la consulenza di insospettabili uffici istituzionali. Le si potrebbe chiamare intimidazioni a basso SNR, a basso rapporto segnale-rumore. Quindi poco distinguibili dai comuni vandalismi e gesti inconsulti delle teste di c. volgari. Comunque stiano le cose, solidarietà alla coautrice di un libro importante, “Dalla parte sbagliata”, che toglie al lettore comune le credenze semplici e ingenue sui rapporti tra la mafia e le istituzioni deputate alla tutela della legalità.

1 giugno 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Lauricella “Palermo: le minacce non esistono, è solo Curtigghiu”

Già Manzoni nota come “l’iniquo che è forte” possa mescolare alla minaccia il dubbio; e certi apparati che coltivano queste arti hanno fatto progressi da allora. Non ci sono solo i teppisti, e le torme di portatori di mafiosità, quelli che non figurerebbero bene lungo la scala ordinale dell’umanità di don Mariano Arena; né c’è solo la mafia, come disse l’arcivescovo di Catania sull’assassinio di Borsellino e della scorta. Uno strumento per ridurre l’ambiguità è dato dal teorema di Bayes, che mostra come non vi sia alcuna contraddizione tra queste due proposizioni, e come non si debba confondere tra le due: a) dati dei danneggiamenti, la probabilità che siano tentativi di condizionamento di poteri forti è estremamente bassa; b) data una persona invisa a poteri forti, è considerevole la probabilità che i danneggiamenti che subisce siano tentativi di condizionamento di quei poteri forti. Il teorema mostra anche che la probabilità varia con il contesto, con altri eventuali fatti. E implica anche che più si chiariscono questi casi, più facile sarà giudicarne di futuri e più difficili saranno altri eventuali giochi di specchi. A patto di accertare la verità, tutta e sola; altrimenti finisce come con le indagini per Borsellino.

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25 giugno 2016. Parafango anteriore destro. Quindicesimo pennisi, dopo una pausa di due mesi (interrotta dall’episodio di qualcuno che ha urinato davanti alla porta della mia cantina, segnalatomi dalla moglie del sottufficiale della base NATO).

ParafangodxYaris25giu16

Ultimo commento postato: sull’opposto statuto socioeconomico dei falsi positivi e falsi negativi nelle diagnosi di cancro, e su come “Magistrati, CC, preti, opinionisti, pronti sui falsi negativi, si sottomettono all’ideologia che vuole i falsi positivi sistematici come parte dell’economia legale, da proteggere e aiutare a crescere.” [1].

Ieri la figura che occupa il posto di ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha affermato che l’AIFA deve divenire sempre più simile alla FDA statunitense. L’FDA ha già da diversi anni una cattiva fama: corruzione, pressioni politiche, dipendenza dei controllori dai controllati, indebolimento dei criteri di approvazione dei farmaci, casi di migliaia di decessi da farmaci immessi frettolosamente per favorire interessi speculativi. Light, un accademico che studia la corruzione a favore dell’industria farmaceutica, nel descrivere i danni che la FDA provoca ai pazienti ha commentato che la gente crede che la FDA sia un “cane da guardia” a tutela della salute, mentre è un “cane da grembo” dell’industria [2].

Mentre Lorenzin la prende a modello, leggi USA vogliono abbattere i compiti sostanziali di tutela della salute della FDA, lasciandole un ruolo di facciata, di falsa rassicurazione, che la renderà del tutto funzionale all’immissione di farmaci non adeguatamente testati, piuttosto che di ostacolo. Il National Center for Health Research ha mandato ai senatori USA la petizione “Don’t gut the FDA”, “Non distruggete la FDA” con una grafica che mostra come se ne voglia fare un “McDrugs” un McDonald dell’approvazione dei farmaci; e il commento “Fast drugs can be more dangerous than fast food”. “Fast drugs” sta per approvazione veloce; veloce a scapito della valutazione di efficacia e sicurezza.

McDrug

Per questo servizio di “drive thru drug approval”, dove si tratta di apporre un timbro ai costosissimi farmaci che l’industria, forte del ricatto che oggi può esercitare sui malati, sforna a piacimento, l’AIFA è già veloce, essendo risultata per il 2014 seconda in Europa solo alla Gran Bretagna per la brevità dei tempi medi di approvazione.

La ripresa delle graffiature, associata ad altre molestie, coincide con il cambio di direzione della Digos di Brescia, l’ufficio che nominalmente i delitti politici dovrebbe contrastarli. Il vecchio dirigente è stato richiesto dal precedente Questore Esposito, che è andato a Bari. Nel lasciare Brescia Esposito ha lodato i bresciani per la loro particolare collaborazione con le istituzioni. Penso che gli addetti della questura, del comando provinciale CC, della prefettura, degli uffici giudiziari, del Comune, possano contare sulla collaborazione dei bresciani anche per i comportamenti – corrotti; eversivi; miserabili; mafiosi; mafiogeni – coi quali in campo medico stanno appoggiando la sostituzione delle regole costituzionali con gli standard de facto della medicina McDrugs; la medicina degli usurai e dei peggiori truffatori.

1. 18 giugno 2016. Blog de Il Fatto. Commento al post “Caserta, morta a 3 anni. Arrestati falsa pediatra e marito: “Non diagnosticarono tumore””. In: ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato

2. Light DW. Serious Risks And Few New Benefits From FDA-Approved Drugs. Health affairs blog. 6 luglio 2015.

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10 luglio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Fermo, Duomo gremito per funerale di Emmanuel. Kyenge: “C’è chi usa razzismo per raccogliere voti” “

Negli anni ’70 propaganda e media spinsero dei mentecatti al terrorismo, e un numero maggiore di persone ad appoggiarli. Col risultato finale di rafforzare chi tirava i fili. Il Viminale pilotava la tensione. Oggi chi gestisce l’immigrazione forzosa la sta dipingendo come una lotta del bene contro il male, e episodi di violenza contro gli immigrati gli fanno gioco.

Il fatto di sangue ha per me un che di già visto. L’ucciso, che non si è moderato nella reazione all’insulto, ha trovato sottomano un palo segnaletico “compiacente” per colpire Mancini; i cui comportamenti erano prevedibili, essendo noto come un tipo stupido, manesco, che tirava arachidi agli africani. Mi ha fatto ricordare una prepotenza sfociata in aggressione, entrambe gratuite, subite sotto casa nel 2014; che appaiono avere avuto una studiata regia istituzionale, non troppo nascosta. Per oltre un mese ho portato sull’avambraccio i segni dei denti di un rastrello. Non sono un ultrà ma un medico che denuncia frodi mediche e relative complicità istituzionali. Non ho accettato la rissa e ho solo chiamato il 113.

Un ulteriore motivo per mantenere la calma e la civiltà nell’opporsi all’ immigrazione forzosa è che non si può escludere che sottoposti di Alfano “vanno per micchi” favorendo incidenti, dai quali statisticamente può scappare il morto; potendo contare su magistrati che “siedono accanto” (Davigo) a quei corrotti che invece che mazzette intascano i benefici derivanti dallo svendere il Paese.

14 luglio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di O. Lupacchini “Omicidio Emmanuel, attenzione a chi dice di avere già in tasca la verità”

Con che faccia commentare Lupacchini, che qui riguardo alla dinamica di una rissa mette in mezzo San Tommaso, Boris Vian, Tucidide, Epitteto, senza uno straccio di citazione. Gli effetti della “deterritorializzazione” (Deleuze e Guattari) imposta dalla globalizzazione, per la quale gli individui divengono come atomi di un gas, e la posizione di ognuno su questa terra – cioè l’ambiente dove nasce, cresce e vive – viene eliminata come variabile culturale e morale. O Roland Barthes, l’incompatibilità nel mondo contemporaneo tra significato ed esperienza. Qui i significati che si possono dare alla notizia sono intrisi di soggettività, propaganda e manipolazione. Un motivo in più per definire l’esperienza, “i fatti”, di questo caso che si è voluto rendere eclatante. E’ in effetti singolare esprimere giudizi categorici senza conoscere; ma lo è anche l’imporre di assistere come ad un film da applaudire o fischiare (due reazioni che forse si vogliono entrambe sollevare), senza dare gli elementi reali; né accettare spunti. Dovrebbe essere dovere precipuo dei magistrati fornire al più presto possibile una ricostruzione completa, fedele e veritiera degli eventi che hanno portato alla morte dell’immigrato che era sotto la direzione spirituale e l’ala protettiva dei preti. Pardon, dell’immigrato nigeriano. In modo che i cittadini possano formulare il giudizio politico sul caso mediatico senza impigliarsi in quello sulle responsabilità penali.

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vedi: 29 giugno 2017. Et in pulverem reverteris. I bresciani e i mandanti della strage del 1974. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella

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20 luglio 2017

Blog de  Il Fatto

Commento al post del 19 luglio 2017 “G8 Genova, Gabrielli: “Se fossi stato De Gennaro mi sarei dimesso per il bene della Polizia. Bolzaneto? Fu tortura” “

Un’affermazione interessante (anche se bisognerebbe discutere come mai i pestaggi ci sarebbero comunque stati). Qualche riserva. La frase è un periodo ipotetico dell’irrealtà. I comportamenti delle forze di polizia dati gli ordini di chi la comanda* descrivibili all’indicativo sono diversi, cioè sono gli stessi di sempre e anche peggio, posso testimoniare. La melliflua retorica rogeriana, ben esemplificata dai discorsi che gli spin doctor scrivono per Renzi, accoppiata a politiche aggressive e sprezzanti, è la cifra di questo esecutivo. Infine, Gabrielli ha preso le parti delle vittime delle sevizie a freddo il 19 luglio, giorno della commemorazione della strage di Via D’Amelio, la giornata delle lacrime di coccodrillo istituzionali, che servono a meglio servire ciò che a parole si esecra.

*Fracassi F. G8 Gate. A voce alta, 2011.

20 giugno 2017. Uscita dalla filiale Toyota di Brescia, dopo la sostituzione (532€) del parabrezza spaccato in Calabria (v. I professionisti della metamafia, 15 aprile 2017 ).

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Il monopolio corrompe i lavoratori

ccc
10 novembre 2017, h 16:30. Puntata di autobus, guidato da una giovane donna. Distinta dalle tante altre molestie di autobus in quanto appare ripetere, nello stesso luogo, quella che dà l’incipit a questo post, “Milizie bresciane”. Chi l’ha organizzata ed eseguita sapeva che la scena sarebbe stata filmata. Forse uno dei tanti episodi di dolo alternativo, dove si fa in modo che la vittima o impara a subire passivamente violenze gratuite, che verrebbero comunque lasciate impunite da chi copre le spalle, o accumula una tensione che al ripetersi senza fine delle molestie lo porterà prima o poi a reagire. L’incidente così provocato permetterà, potendo contare sulle stesse complicità istituzionali che consentono lo stalking, di cambiare la carte in tavola, accusando chi è vittima di essere lui l’aggressore. Come per altre epurazioni di Stato, appare che le istituzioni si stiano dando da fare per proteggere gli esecutori da condanne morali o giudiziarie; qui possibilmente trapiantando la responsabilità dai tirapiedi alla loro vittima. Un gesto del genere non era inatteso per altri motivi.

a) oggi è sciopero degli autobus, e l’articolato protocollo da anni applicato nei miei confronti a Brescia prescrive che durante scioperi dei trasporti pubblici io riceva qualche molestia supplementare dagli autisti, come a ricordarmi che per me non c’è tregua.

b) è una fase di effervescenza. Ho pubblicato i passaggi delle spazzatrici delle puntate di auto davanti alla Poliambulanza in seguito ai miei commenti sulla presidenza di Sergio Mattarella (1). Subito dopo, l’8 novembre 2017, in obbedienza alla regola ferrea dello stalking di Stato, che qualsiasi legittima reazione della vittima va rintuzzata rincarando la dose degli abusi, c’è stato un carosello di autobus spernacchianti, insieme ad addetti alle soffianti della cooperativa “Pinocchio”. Sempre davanti alla Poliambulanza. Un addetto mi ha marcato stretto con la soffiante in azione. Gli ho detto di spegnarla e farmi passare, e per tutta risposta me l’ha puntata sugli stinchi, sparandomi una soffiata a bruciapelo, lanciandomi così addosso delle foglie, una delle quali si è impigliata in una scarpa. Un gesto premeditato, e organizzato da gente del mestiere in modo da evitare, facendo avvicinare l’addetto a pochi centimetri da me mentre in basso manovrava la soffiante, la ripresa della soffiante che mi sparava foglie sulle gambe. La dinamica ha somiglianze con la bastonatura sotto casa dove gli aggressori hanno detto, come mostra la registrazione, di essersi prima consultati coi CC (v. sopra). E dove poi sono stati avallati, nel più tracotante costume mafioso, dal Comune di Brescia, che dopo l’aggressione ha permesso loro di cintare il suolo pubblico sul quale mi proibivano di passare. L’attuale questore di Brescia, Ciarambino, quando era nella Digos fu coinvolto in un’indagine su minacce massoniche di medici a medici (2). Non si può dire che destinandolo a Brescia dopo averlo promosso questore lo abbiano esiliato in un ambiente dove si sentirà estraneo e inutile.

c) Il giorno prima ho pubblicato questo:

9 novembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ciccarello “Mafia, si studia di più nelle Università del Nord. “Al Centro c’è minore percezione” “

La gigantografia di Falcone e Borsellino è un ottimo paravento per attività criminali del mondo legale. Es. in ambito universitario le frodi a danno dei pazienti e del contribuente derivanti dalla fusione tra industria e ricerca accademica in campo biomedico. Non stupisce che l’allestimento dei paraventi antimafia sia più praticato al Nord, dove è più diffuso il white collar crime. Così si vedono università settentrionali, che in passato hanno dato una cattedra a un soggetto definito da Giuseppe Di Lello “una sorta di consigliere della famiglia dei corleonesi”, sbandierare la lotta alla mafia mentre praticano il malaffare e lo proteggono con metodi sostanzialmente mafiosi; godendo della complicità di altre istituzioni, anch’esse munite di una bella gigantografia della famosa immagine dei due magistrati ai quali invece l’impegno antimafia non portò vantaggi ma costò la vita.

@ Luca. I nostri politici non sono così terribili e onnipotenti; prendono ordini da poteri sovranazionali; quando non vengono ignorati e scavalcati come figuranti di poco conto. Credo che la mafia sia una componente strutturale dell’assetto di dominio dell’Italia. E che lo sia anche la lotta alla mafia. Forse i fini dell’uccisione dei due eccezionali magistrati hanno incluso anche l’insorgere dell’antimafia come attività stabile e come potere di tipo sacrale, che conferisce intoccabilità. Dove è scritto che dobbiamo essere in guerra perenne con la mafia? I mafiosi sono “samurai invincibili”? La mafia, questa spina velenosa, questo cappio al collo della nazione, andrebbe stroncata, anche a costo di misure estreme, e archiviata. Cronicizzando la mafia si favoriscono i crimini dell’economia legale che si nascondono dietro ai “crest” della lotta alla mafia, oltre a consentire la permanenza di una manovalanza criminale che è stata usata a fini eversivi. Lo studio scientifico della mafia che non fosse l’aggiunta di un altro cesto di pagnottelle accademiche – e lo studio anch’esso serio della corruzione istituzionale, quella che legifera e governa a favore dei poteri forti – dovrebbero considerare la gravità di dichiarazioni come questa della Bindi, che la “mafiologia” divenga “un elemento strutturale nella formazione di base e specialistica delle università italiane”.

d) dopo i commenti su Bindi e sui “professionisti della metamafia” il ministero dell’interno ha visitato il mio sito:MinIntpng

Avendo scritto di politici che fanno carriera essendo esecutori di inconfessabili direttive estere, può darsi che al ministro Minniti siano fischiate le orecchie. Le visite al mio sito del Viminale, e del comando generale dei CC, hanno accompagnato 2 anni fa le molestie e minacce con mezzi pubblici, i vandalismi sotto casa, le aggressioni fisiche gratuite e preordinate, la sanzione disciplinare disciplinare con diagnosi psichiatrica dell’ordine dei medici di Brescia emessa in risposta a denunce di abusi e inviatami dalla corte d’appello di Brescia; e le tante altre azioni miserabili e criminali commesse nei miei confronti per coprire e aiutare le ruberie e gli omicidi delle frodi mediche istituzionalizzate.

Oggi su La7 un esperto di politica di trasporti, Marco Ponti, nel discutere col sindacalista Cremaschi di questo sciopero degli autisti ha citato Lenin: “Il monopolio corrompe anche una parte dei lavoratori”. Una parte non piccola, si può aggiungere, a 100 anni dalla rivoluzione guidata da Lenin, che pensava di dare tutto il potere ai consigli dei lavoratori. Le molestie con bus non sono attribuibili a una sparuta minoranza. Anche i lavoratori, gli autisti, protetti dalla retorica del tranviere onesto che si guadagna il pane al volante, sono corrotti. E vili. Corrotti e vili come i dirigenti e politici di Brescia Mobilità e SIA e del Comune di Brescia che danno loro queste direttive o le permettono. Sono vili e corrotti quanto i sindacalisti che gli consentono di ottenere la benevolenza dei “padroni” con sistemi da lumpen-proletariato, senza essere in condizioni di indigenza. E sono codardi e corrotti quanto quelli che truffano uno stipendio statale avendo assunto l’incarico di assicurare sicurezza e legalità, mentre organizzano o permettono queste operazioni, avendo alle spalle della scrivania una collezione di crest e magari la foto di Falcone e Borsellino.

Sinergie tra industria medica e industria dei rifiuti: le suppressio veri e suggestio falsi dei magistrati e la proiezione del sudiciume. In: La medicina sotto la presidenza MattarellaPensiero lento e pensiero veloce alla Poliambulanza. Ibid.

2 Veleni e massoneria. Due medici a processo. Il Fatto Quotidiano, 4 maggio 2011.

ccc
Commenti su Il Fatto nei giorni precedenti:

Un altro caso di marketing giudiziario di frodi mediche . “Hiv, condannato a 24 anni per lesioni aggravate Talluto: ha contagiato 32 donne. Pm avevano chiesto ergastolo” 27 ottobre 2017. In: Nuove P2 e organi interni

Alleanze tra tra massocomunisti e il papa globalista. “Papa Francesco, gli estimatori ‘impensabili’ del Pontefice” 5 novembre 2017. In: Il Primo Stato

Consigli ai genitori sui rastrellamenti di bambini per l’oncologia. “Tumori, il numero dei bimbi che si ammalano sale anche a causa dell’inquinamento” 6 novembre 2017. In: Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi

La distinzione tra asino e ladro riguardo alle cure imposte, e i pericoli della “libertà di cura”. “Vaccini e bufale sul web, Burioni: “Per un medico non ha senso discutere con chi ha la terza media” 8 novembre 2017. In: La libertà di cura libertà che opprime

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Brescia, 15 novembre 2017

Studio De Nard
Amministrazione condominio Dalia
Via S. Morcelli 2
25123 Brescia

racc. a/r online

Oggi ho trovato un chewing-gum masticato nella mia cassetta delle lettere. Una cosa tanto più disgustosa considerando che chi si prende il disturbo di organizzare e fare eseguire questi gesti pratica la “osculatio ani” ai potenti, col dare il suo contributo ad un’attività massiccia di stalking nei miei confronti, di matrice istituzionale, che non è di semplice molestia e ingiuria, ma crea danni e illegalità che andrebbero perseguiti come gravi. Io chiamo questi signori “CC”, che sta per “codardi e corrotti”.

Distinti saluti

Francesco Pansera

GommaCassettaLettere15Nov17

Pubblicato nei giorni precedenti:

L’efficienza non è sempre una virtù; e Amazon non suona sempre due volte … Commento al post de il Fatto “Farmaci a domicilio, da tempo ne parlo. Ora Amazon è passato all’azione“. In: I nemici vicini

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La pars construens

ccc

20 novembre 2017

Blog de il Fatto

Commento al post di V. Agnoletto “Agenzia europea del farmaco, peccato averla persa. Ma cosa volevamo farci?”

A premere per l’assegnazione a Milano c’è stato Scaccabarozzi, capo di Farmindustria. Che controlli possono essere quelli che il controllato agogna? Alla vigilia del voto Telettutto, emittente bresciana, ha mostrato una conferenza sull’inquinamento dove Marfella ha detto che la mortalità infantile per cancro in Italia è la più alta del mondo. Da noi un inquinamento eccezionale e particolare fa strage di bambini? I dati non lo dicono. Ad essere relativamente elevata in Italia è l’incidenza di tumori infantili, per la quale si dovrebbe pensare alle sovradiagnosi; favorite, a vantaggio del business oncologico, da allarmi a effetto. Che andrebbero indagati dalla magistratura. Ma il procuratore di Brescia Buonanno e l’aggiunto Raimondi erano accanto a Marfella. La magistratura coonesta discorsi ingannevoli e sgangherati, vestendo di autorevolezza la suggestio falsi a favore della medicina commercializzata. E concorre anche alla suppressio veri, posso testimoniare. Quando l’Italsider creava ricchezza per i tarantini, chi parlava, giustamente, del pericolo cancro era guardato come un importuno fuori dal mondo. Oggi si è passati ad allarmi gonfiati ad arte che favoriscono la sostituzione dell’industria tradizionale con quella medica, dove la materia prima sono le persone. L’EMA vidima una produzione di ricchezza truffaldina e cannibale, e averla in Italia, dove il meglio, la magistratura, è questo, non avrebbe dovuto essere motivo di esultanza.
 ccc
@ mansal. Credo di rappresentare l’ala estrema della critica a Stamina, truffa buffonesca pilotata dallo Stato per fare sembrare per contrasto valide le promesse alla Vanna Marchi sulla rigenerazione di tessuti con staminali “ufficiali” (un altro “job” dove hanno brillato Brescia e i magistrati). Le consiglierei il libro di un medico e ricercatore danese, Gotzsche, “Deadly medicines and organized crime”, su quanto è mafiosa (parole sue) l’approvazione dei farmaci nell’intero mondo occidentale; anche in Danimarca, paese civilissimo paragonabile all’Olanda. Ma non credo che lei voglia sentire parlare dell’universalità del malaffare farmaceutico. Un recente articolo su come l’EMA approvi antitumorali costosissimi senza evidenza valida che migliorino la sopravvivenza e la qualità di vita, e i commenti su come l’EMA sia un sistema di controllo “broken”, riguarda l’EMA sul Tamigi (Prasad V. Do cancer drugs improve survival or quality of life? You don’t need to know, according to our broken regulatory system. BMJ, 26 ott 2017). Comunque, oltre un certo limite la smodatezza nell’approfittare diventa controproducente, e l’eccessiva efficienza in questo senso della nostra classe dirigente potrebbe avere sconsigliato di trasferire nella terra dei famelici lombardi la delicata funzione di immissione di farmaci tarocchi per oltre 300 milioni di europei.
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7 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, bimba di 4 anni muore di otite: “Era stata respinta da due ospedali” “

Il messaggio è tonante: dietro alla comune otite c’è un mostro che può uccidere il bambino; l’otite media quindi esige work-up diagnostico e terapia aggressivi. Non viene detto che i mostri sono due, e disposti a tenaglia. Oltre a Scilla, le rare complicazioni di una patologia quasi sempre benigna, c’è Cariddi, gli effetti iatrogeni degli esami e delle terapie. Gli antibiotici hanno scarsa efficacia sulle otiti, e possono fare aumentare le ricorrenze. Il dubbio qui seminato di un ascesso cerebellare trascurato porta alla TAC, che soprattutto nei bambini può causare cancro del cervello e leucemia*, con una probabilità come minimo paragonabile a quella delle complicazioni gravi nelle otiti. La buona medicina pilota il bambino nello specchio di mare, non così stretto, tra i due mostri. Quella cattiva fa rotta a casaccio. La medicina commerciale grida a Scilla per spingere il bambino verso Cariddi, sulla cui presenza tace. Questa vaga e anomala scare story viene da Brescia, città dove i magistrati vanno troppo d’accordo coi medici, e coinvolge la Poliambulanza, ospedale di suore fortemente orientato alla medicina commerciale; tra gli amplificatori, un parroco e la ministra Lorenzin. C’è di che raccomandare ai genitori doppia cautela, data la disseminazione di messaggi parziali, distorti, ingannevoli e pericolosi.

*The use of computed tomography in pediatrics and the associated radiation exposure and estimated cancer risk. JAMA Pediatr 10 giu 2013.

Zaccanella9apr18

9 aprile 2018, ore 15:02. Un’inquilina sente il bisogno di spazzare le scale condominiali sovrastanti l’atrio proprio mentre entro con la spesa. Succede sempre; anche dopo che a mie lettere di protesta all’amministratore le pulizie sono state affidate a una ditta esterna. Una catena di molestie incessante e asfissiante. Entrato in casa, su RAI 1 una presentatrice, un avvocato e un attore commentano il caso della bambina a Brescia, stigmatizzando il non dare gli antibiotici e non fare la TAC ai bambini con l’otite. Citano a sostegno Ricciardi, direttore dell’ISS. Sostengono che i genitori dovrebbero a loro giudizio chedere la TAC all’ospedale, e che se la chiedono i medici commettono un abuso passibile di procedimento giudiziario negandola. Sono queste informazioni perniciose al pubblico, questo sobillare, il vero delitto, di gran lunga il principale e il più grave, se non l’unico.

L’inquilina lavora come inserviente nella vicina Poliambulanza (v. sopra). E’ una figura repellente; ma, col suo modo di acquisire meriti buttando sporcizia dall’alto addosso a un medico quando rientra con la spesa nell’edificio dove abita, è una gran signora paragonata ai magistrati, medici, preti, prefetti, sindaci e assessori, ufficiali dei CC, funzionari di polizia, etc. che i meriti li acquisiscono accoppiando a operazioni come questa della criminale diseducazione del pubblico, e dell’intimidazione dei medici sull’otite, la relativa repressione nei miei confronti. Mi chiedo se la ricompensa l’avranno subito, o dopo che verrà registrato l’incremento che stanno così producendo del consumo di antibiotici per otite, e quindi l’incremento di casi di otite, di complicanze, e di lucrosi cancri del cervello e del midollo osseo in bambini. Oppure metà subito e metà a risultato ottenuto.

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13 giugno 2018. Trovo in cantina in bella vista le due foto, del procuratore Buonanno e del prefetto Vardè, che un anno fa avevo agganciato al lucchetto della porta. Da quanto la moglie del sottufficiale dell’aviazione della base NATO mi aveva avvisato che qualcuno aveva urinato davanti alla porta della cantina, dove tengo provviste alimentari, inclusi bidoni di olio, ho trovato le cose all’interno mosse. Es. il coperchio del campanello della bicicletta svitato e poggiato su uno scaffale. Quando ho visto smossi i bidoni dell’olio, ho messo le foto. Era anche allora giugno, prima della partenza per la Calabria. Le due foto furono strappate via e asportate; e quelle che mi sono state fatte ritrovare, introducendosi nella cantina, sui barattoli della conserva dei pomodori, devono essere le stesse, portando i segni dello strappo. Un mese fa, rinvenuti i segni di altre visite, avevo sostituito il minuscolo lucchetto con uno grande, di marca. Non è servito; sottovalutavo la professionalità dei visitatori. La finestrella che dà un minimo di luce alla cantina è stata parzialmente ostruita dall’esterno da oggetti messi dall’aviere. Riaggancio le due foto dei due tutori della legalità al lucchetto, dopo un anno, e torno su a leggere un interessante intervento di Scarpinato sul carattere contingente e caduco, di “breve parentesi storica”, dello Stato di diritto.

13giu18FotoInCantina

Nell’uscire dalla cantina da una porta che dà sull’esterno fa capolino l’aviere, una presenza costante in queste situazioni. Ieri e oggi ho pubblicato questo:

Blog de Il Fatto – Commento al post di V. Ulivieri: Inquinamento, nei pressi dei siti contaminati eccesso di mortalità tra 4 e 5%. Tumori, +9% tra i più giovani.

” “Forme di cancro con una connessione forte da cause ambientali”. E’ vero; e ci sono altri fattori ambientali oltre a quelli propagandati. Per esempio, oltre alla correlazione tra “melanomi e contaminazione da PCB” c’è il fattore ambientale della censura dei media sulle sovradiagnosi di melanoma*. C’è il fattore ambientale delle sovradiagnosi di melanoma trasformate in una “perpetual income machine”, nelle parole del dermatologo D. Elpern. Macchina sfornasoldi potenziata da questi allarmi e studi imprecisi con conclusioni distorte e abusive sul rapporto di causalità. E c’è il fattore ambientale di soggetti con la divisa e la toga che si guadagnano lo stipendio dello Stato occupandosi sia di aiutare l’allarme che spinge persone sane nella “income machine”, dove vengono trasformate in malati di cancro, sia di zittire more mafioso chi guasterebbe la nobile attività. *Lomangino K. Yes, melanoma can be overdiagnosed, but news stories like these don’t discuss it”. Health News Review, 4 giugno 2018.

ccc
@ Pot. Anche confrontando epoche diverse si può ingannare; creando sovrastime del rischio anche del 100%, es: Des Spence. Bad medicine: atrial fibrillation. BMJ, 2013. 347: f4910. Le comparazioni tra periodi storici diversi sono anzi un classico delle manipolazioni. Al contrario confrontando aree diverse usando gli stessi metodi… si possono pure mandare messaggi falsi, ingannevoli e dannosi per la salute pubblica: Wainer H. New York’s cancer maps: What we don’t know won’t hurt us, it’s what we do know that ain’t. In: Medical illuminations. Oxford U Press, 2014. Sulla natura non ambientale ma socioeconomica e commerciale delle variazioni regionali nelle statistiche mediche c’è il classico lavoro di Wennberg, il Dartmouth Atlas.

ccc
Come per i bilanci aziendali, e per altre attività umane, nella ricerca biomedica non ci sono barriere metodologiche ai modi di ingannare quando c’è la volontà di farlo, o ci sono forti pressioni che spingono in quel senso; si creano piuttosto metodologie ad hoc, incluse affermazioni piuttosto strane sulla validità di questo o quel metodo.”

Deve probabilmente essere arrivata ai destinatari la lettera di accompagnamento delle restituzione della scheda elettorale per le elezioni comunali del 10 giugno 2018:

Brescia, 8 giugno 2018

Dr. Federico Cafiero De Raho
Procuratore nazionale antimafia
Direzione nazionale antimafia
Via Giulia 52
00186 Roma
racc. r/r

p/c Magistrati dell’ANM di Brescia
c/o il Presidente di sezione ANM
Dr. Guido Taramelli
Via L. Gambara 40
25121 Brescia
racc. r/r online

La mafia dietro antimafia: il “Parco dell’antimafia bresciana”. Restituzione della scheda elettorale elezioni comunali Brescia 10 giugno 2018.

… quando ti scontri e vedi il mondo, capisci che oltre a un certo punto non si può andare. Fare il Masaniello non serve. Perché poi ti etichettano come un pazzo – è successo a molti – e quello che vuoi comunicare non viene più preso sul serio.”
Nicola Gratteri

Dal 2000 ad ogni votazione restituisco la scheda elettorale. Dal 2018 non la restituisco alla Presidenza della Repubblica, con motivazioni (1) alle quali è risposto con misure di un genere che è l’oggetto della presente restituzione della scheda elettorale per le elezioni comunali a Brescia del 2018 alla Procura nazionale antimafia.

Ciò che chiamo “Parco dell’antimafia bresciana” è uno squallido rettangolo di suolo pubblico di pochi metri quadri che costeggia la ciclabile di Via Dario Morelli all’altezza della palazzina ” Dalia” di Via Tosetti 30, Brescia, dove abito, e separato da essa da uno spiazzo sterrato. Attualmente è sbarrato da una rete metallica, e vi sono stati piantati vegetali, inclusa una palma nana. Era un anonimo breve tratto di terreno che attraversavo per rientrare a casa, fino al 14 novembre 2014, quando l’inquilino che abita di fronte al “parco” mi ha intimato di fermarmi, e di passare da qualche altra parte. Sono passato comunque, e la persona mi ha aggredito a colpi di rastrello, che teneva pronto in mano, bestemmiando e minacciando di “accopparmi”. I rebbi del rastrello hanno causato, attraverso i vestiti, escoriazioni a stampo sull’avambraccio col quale ho cercato di ripararmi dai colpi (2). La moglie ha aggiunto che si erano consultati coi Carabinieri, che li avevano istruiti su come restare impuniti, e che la prossima volta sarebbe stata lei a picchiarmi.

L’aggressione, incluso il riferimento ai CC, è filmata, con audio; l’aggressore ha agito sapendo che sarebbe stato registrato. Aveva già tentato di impedirmi il passaggio mesi prima, cominciando il 27 giugno, pochi minuti prima della mia partenza per la stagione estiva. Allora l’area pubblica era un rettangolino di terra incolta, verde in primavera, brullo d’inverno, indistinguibile dal resto. Dopo il ritorno, il 25 settembre, gli avevo scritto una lettera (all.), quando il passaggio era divenuto una discarica di ramaglie, di rifiuti della spazzatura, e anche di escrementi, che la donna che mi ha poi minacciato di ulteriori aggressioni citando a sostegno i CC mi aveva detto mettere apposta; a volte facendosi trovare mentre svuotava la pattumiera sul tratto di suolo pubblico che lei, e le Istituzioni, hanno deciso mi sia interdetto. Non aveva l’aspetto pseudo curato, per quanto ridicolo, che ha oggi, ma quello di una discarica abusiva. La trasformazione è avvenuta dopo che il 14 gennaio 2015 ho scritto dell’accaduto chiedendo spiegazioni al comandate provinciale dei Carabinieri Spina, e all’assessore alle “politiche della sicurezza e dell’arredo urbano” Muchetti (all.). Due giorni prima, il 12 gennaio 2015, avevo ricevuto una lettera racc a/r degli aggressori, data del timbro postale 8 gen 2015, senza data e scritta a mano, ma evidentemente dettata, dove si faceva mostra di rispondere alla mia del 25 settembre, informandomi che il Comune li aveva autorizzati a “mantenere e curare” quel verde pubblico (all.) e intimandomi di non attraversarlo. Ovvero, mi veniva comunicato che l’area pubblica sarebbe stata assegnata a privati, 2 mesi dopo avermi aggredito per esserci passato e 4 mesi dopo che avevo sollevato per iscritto la questione. Non c’era nessun segno né informazione che l’area fosse stata data in concessione ai condomini. Non si può credere che ciò fosse vero o in buona fede: chi è disposto a un’aggressione per futili motivi, ed è stato – a che titolo? – dai CC, perché non dice semplicemente “all’invasore” che l’area gli è stata concessa? Dopo avere citato l’aggressione dei condomini in una lettera (3) all’amministratore dello stabile (lettera sul costume di altri inquilini di spazzare i gradini delle rampe o passare stracci umidi quando passo sotto, in particolare quando rientro a casa con le buste della spesa), nel piazzale che separa la casa dal parco sono stati aggiunti dei new jersey di plastica, come a formare una sorta di parcheggio privato, in modo da dare una parvenza di finalità alla chiusura del luogo dell’aggressione.

L’aggressione appare essere stata costruita ad arte, da esperti registi; come i danneggiamenti continui alle auto sotto casa che l’hanno preceduta e seguita (2); e come la sanzione disciplinare, con allegata diagnosi commissionata dall’Ordine dei medici di Brescia a uno psichiatra, Luigi Croce, per il quale sarei affetto da gravi malattie psichiatriche. L’ho ricevuta il 23 febbraio 2015; ha costituito la risposta alla mia denuncia e richiesta di spiegazioni ai responsabili locali dei CC, della Polizia municipale e dell’arredo urbano. E’ singolare che, quando nell’aprile del 2014 avevo trovato lo sportello dell’auto parcheggiata sotto casa sfondato (500€ di danno) dopo una delle solite comparsate della Polizia municipale di Muchetti (2) – episodio che segnò l’inizio di una serie di danneggiamenti sotto casa poi proseguiti nell’aggressione e nella comunicazione della Corte d’appello di Brescia – il futuro aggressore mi avesse avvicinato dicendomi spontaneamente di avere visto un furgone di una ditta di pulizie colpire la mia auto; pista che non approdò a nulla.

La sanzione disciplinare contenente una dettagliata descrizione di un mio stato psichico gravemente patologico mi è stata notificata dalla Corte di appello di Brescia. La diagnosi è stata desunta dai miei scritti (2). Secondo questa associazione di soggetti che occupano cariche istituzionali a Brescia, io, che scrivo di frodi biomediche, sono diagnosticabile come pazzo all’analisi di ciò che scrivo. Soggetti che in alcuni casi, come il presidente dell’Ordine che ha sorretto Stamina, e i magistrati che l’hanno lasciata innescare qui a Brescia dove è nata, sono implicati negli affari delittuosi che denuncio. Il procedimento disciplinare era stato iniziato il 20 agosto 2013, su input dei carabinieri, ai quali il 21 marzo 2013 avevo scritto lamentando la loro partecipazione nello stalking a mio danno. E input della Prefettura (quando lavoravo agli Spedali Civili di Brescia qualcuno mi disse che il mobbing a mio danno era diretto dalla Prefettura). Per i CC, ero “aduso a mandare lettere dal contenuto inquietante, a varie autorità, la cui scelta sfugge a qualsiasi logica”. La presidente della Corte d’appello di Brescia, dr.ssa Campanato, oggi deceduta, alla quale è stata intitolata un’aula del palazzo di giustizia già intitolato a uno dei padri della P2 storica, a mia segnalazione (4) rispose che “la Corte d’appello non ha alcun coinvolgimento con le vicende in questione”. Io invece credo che senza la chiave di volta della magistratura che garantisce impunità, il trattamento piduista, cioè di mafia di Stato, del quale sono oggetto, non sarebbe possibile. Credo che gli stessi fattori che avevano appena portato la Corte d’appello di Brescia a continuare a tenere fuori dal carcere dopo 40 anni anche i pochi manovali considerati della strage atlantista – e piduista – del 1974 l’abbiano portata a partecipare ad un’operazione di eversione tramite lo Stato dei nostri giorni (5). L’avere permesso agli aggressori di rinchiudere del tutto e mantenere come cosa loro il terreno demaniale usato a pretesto per prendermi a colpi di rastrello, istruendoli e guidandoli in tale senso, costituisce una continuazione della violenza. Trame in sedicesimo come questa possono aiutare a comprendere quelle grandi, sulle quali si sostiene dopo decenni di non sapere come siano andate le cose.

Occorre un’indole autenticamente perversa, sociopatica, per impedire un diritto naturale, quello di camminare liberamente e di attraversare spazi pubblici. Mi riferisco a chi disegna queste forme di guerra psicologica; non ai loro esecutori, medici dell’Ordine, psichiatri, CC, Comune, magistrati, soggetti privati; modesti aiutanti del boia che forse neppure si rendono conto della gravità di quello che fanno. Il rapporto fortemente sbilanciato tra peso lieve del singolo gesto abusivo, come responsabilità di chi lo commette, e peso grave dell’effetto cumulativo del trattamento sulla vittima, come danno, è una delle caratteristiche fondanti di queste forme di stalking sistematico; che possono così essere attuate tanto meglio quanto più è vile e ignorante la manovalanza.

Ho già vissuto situazioni dove privati commettono nei miei riguardi abusi gratuiti in maniera smaccata, alla luce del sole; sapendo che poi le autorità pubbliche, a cominciare da quelli che fanno i magistrati, aggiusteranno tutto, fino ad rovesciare le colpe sulla vittima. E’ perturbante questo esibire i poteri dello Stato come poteri delinquenziali, come quelli di una soldataglia mercenaria che può fare quel che vuole. La legge come cabala dalla quale si può creare dal nulla ciò che si vuole. E sarebbe terrificante, se non sapessi quali ometti danno vita a queste farse criminali; è in un certo senso un aiuto, un pungolo morale che ricevo da parte dello Stato, in particolare dalla magistratura, nel proseguire la condizione di dissidente nella quale mi sono trovato, il vedere “istituzioni” che si prostituiscono così.

Forse l’obiettivo primario, viste le tante altre provocazioni concomitanti, era quello di innescare una rissa, per poi accusarmene (non ho reagito, e ho chiamato il 112). Magari, vista la falsa diagnosi psichiatrica che a mia insaputa l’Ordine e i CC stavano allestendo, di descrivermi come non solo pazzo, ma pazzo violento. Quindi da contenere. Alternativamente, di tenermi in una condizione di mobbing e di stalking di strada. Ogni volta che rientro a casa da quella via, da anni devo fare il giro largo attorno a questa strisciolina di suolo pubblico sulla quale mi è stato interdetto passare, con una violenza fisica da ubriachi che è stata coonestata e resa permanente da Comune di Brescia e CC.

L’aggressione e la “enclosure of commons” sotto casa sono avvenute nell’ambito di una campagna di discredito finalizzata a neutralizzare le mie denunce sulle frodi mediche. Sarei affetto da gravi patologie psicotiche. Se c’è una patologia psichica, voglio rispondere restituendo la scheda elettorale, è la “straccioneria esistenziale”, o “sindrome di Steve Jobs” (6) di coloro che interiormente sono in uno stato di irredimibile indigenza, che li porta a ritenersi autorizzati a commettere azioni abiette, come chi disperato non veda altra via che quella delle azioni miserabili per non morire di fame.

Non potendo rivolgermi alle corrotte autorità che dovrebbero impedire l’illegalità, e invece la generano, mi sono consolato chiamando il posto “Parco dell’antimafia bresciana”. Perché rappresenta bene una condizione generale: il comportamento mafioso e tracotante di chi occupa le istituzioni, dietro al paravento della tutela della legalità; e in particolare del paravento della lotta alla mafia (7). La prassi mafiosa dell’ impossessarsi della cosa pubblica in maniera illecita e violenta e a fini illeciti e criminali. A Brescia era stata da poche settimane istituita una direzione antimafia. Voluta dal procuratore generale Dell’Osso, un magistrato che ha precedenti quanto a mimetizzazione del crimine di Stato: giudicò la P2 un’associazione non eversiva. Credo che l’antimafia serva da alibi alle operazioni di quello che è stato chiamato “capitalismo mafioso”.

L’episodio non è che uno tra i tanti; i segni sanguinolenti sul braccio dei colpi di rastrello sono stati poca cosa rispetto al danno fisico irreversibile da stalking e mobbing incessanti. La formalizzazione amministrativa di un attacco vile è poca cosa rispetto a esiziali abusi di potere di varie amministrazioni dello Stato nei mei confronti. Il valore simbolico e il carattere statico, questa specie di colonna infame davanti casa – dove l’infamia non è la mia – porta a rispondere lasciando una testimonianza.

A Brescia, dove l’industria medica è fiorente, ci si è presi carico della distruzione di un medico che riconosce, non accetta e denuncia le truffe dell’attuale medicina. Distruzione attuata con gli strumenti dello Stato, in particolare le forze di polizia e la burocrazia, potendo contare sulla collusione dei magistrati; i quali del resto sono parte attiva nelle frodi che denuncio (8).

Esempi di questo movente sono il caso Stamina, innescato a Brescia, nell’istituzione dove era rettore Pecorelli, legato al circuito internazionale del business biomedico. Il suo viaggio a Washington del settembre 2014, a prendere ordini insieme al ministro dalla salute Lorenzin, è una pietra miliare, un po’ come nel campo dell’eversione la riunione al Parco dei Principi del 1965. La foto su internet che lo mostra accanto al giudizioso (v. epigrafe) procuratore Gratteri, a una conferenza sulla mafia a Brescia, è un altro simbolo di ciò che avviene dietro agli slanci dell’antimafia (9). Nel caso Stamina (10) i magistrati hanno fornito un servizio completo di “ontologia giudiziaria”, di creazione di una realtà sociale – falsa e perniciosa per il popolo – tramite l’azione giudiziaria: a) propaganda delle staminali e delle terapie “libere”, cioè della libertà di truffa, mediante la diffusione di speranza su una terapia grossolanamente ciarlatanesca. b) lancio delle frodi ufficiali, smentendo dopo anni di appoggio Stamina e usandola come standard di paragone negativo. c) eliminazione di una voce che guastava il gioco, consentendo bastonature, stalking, mobbing istituzionale, e facendosi latori di diagnosi di psicosi. In tutti e tre i momenti avrebbero dovuto fare l’opposto, se avessero rispettato i loro doveri.

Un altro esempio è la Terra dei Fuochi campana, e le altre sparse per l’Italia, dove prima si è lasciato degradare il territorio e poi si sono lanciati allarmi molto oltre il vero su implausibili effetti lampo cancerogeni catastrofici, tipo “peste nera”; per estendere la vendita di interventi oncologici inutili e dannosi che altrove sono in fase di ritiro o contenimento (11). Qui l’antimafia è direttamente coinvolta.

Nell’attuale democrazia italiana, le “istituzioni “ hanno fatto in modo che chi ha mostrato il significato criminale a danno del popolo dell’operazione Stamina debba scrivere lettere come questa; chi ha partecipato all’operazione, l’avvocato e professore di diritto Giuseppe Conte, che ha difenso il finanziamento pubblico di Stamina, la più volgare delle truffe, e si è distinto nel promuovere attivamente, sfruttando il caso, e nel teorizzare sul piano giuridico, la demagogica e antipopolare ‘libertà di cura’ richiesta dal grande business per liberalizzare le loro truffe, viene catapultato a fare il capo del governo, con l’etichetta di “difensore del popolo”. L’arma dei Carabinieri, che davanti a notizie di reato ha seguito la “logica” di organizzare bastonature sotto casa, sanzioni disciplinari e pesanti diagnosi psichiatriche per il denunciante, ovvero per chi potrebbe guastare operazioni che spingono la popolazione verso i reparti di oncologia con gli allarmi cancro da “Terre dei Fuochi” e simili, piazza nel governo il generale Costa, espressione di uno Stato bravo a proseguire in forme diverse il crimine dei camorristi, lanciando allarmi apocalittici a posteriori sugli effetti del crimine che ha prima favorito. Proseguendo la triste consuetudine che accompagna la Repubblica dalla sua nascita, coloro che occupano le istituzioni si mostrano “adusi” ad orientare con violenze e altri mezzi illeciti il corso della nazione lungo le direzioni indicate da poteri e interessi sovranazionali, a danno del popolo; in una forma di corruzione, la corruzione istituzionale (12), più grave della bribery, l’accettare mazzette; che invece viene spacciata per l’unica forma di corruzione, favorendo così quella istituzionale.

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Un esempio che nei mesi scorsi ha avuto una vistosa manifestazione mediatica, col caso di Alfie Evans, ed è in fieri col pronto sostegno della magistratura (13), è il rivestimento con argomenti etici e giuridici della megatruffa delle cure per malattie rare (14). L’efficienza di sfruttamento, di ottenimento di profitti e potere, è ottenuta aumentando l’inefficienza medica sui pazienti. L’efficienza economica illecita e l’inefficienza medica e scientifica illecite sono congiunte e rese presentabili con argomenti pseudoevangelici, pseudoumanitari e pseudogiuridici. La truffa ideologica, e le sue implementazioni fraudolente concrete, si reggono su una serie di equivoci che necessitano di essere protetti da censura. Che lo Stato, efficientemente, fornisce. E’ una truffa nella quale si sta profondendo il clero, la forza ambigua che Cafiero De Raho si è sentito di dovere ringraziare nell’insediarsi come il Procuratore nazionale antimafia, mentre chiedeva chiarezza ai cittadini (15); nonostante che la Chiesa non solo abbia storici legami con la mafia, e con gli apparati che la proteggono e usano, ma sia tra i fattori causali della mafia, e dei costumi italici mafiosi, sotto molteplici profili e a più livelli; essendo allo stesso tempo beneficiaria dell’antimafia come alibi, diversivo e paravento. Ed essendo fiduciaria, dai tempi di Portella, dei poteri che deviano lo sviluppo della nazione con epurazioni e disinformazione.

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Indirizzare la restituzione della scheda elettorale all’Antimafia può sembrare bizzarro, o particolarmente bizzarro. Ma ha le sue ragioni. Oltre al coinvolgimento diretto di chi è pagato anche per combattere la mafia, e si presenta come l’antimafia, c’è una presenza di contesto dell’antimafia, che permette al diritto positivo di calpestare lo jus gentium, invece di aggiungersi ad esso. Di indebolire la legalità anziché aumentarla. Di stroncare i minuscoli tentativi individuali di lotta per la legalità; tentativi di difesa della decenza, nel mio lessico. Questa antimafia è una luna piena che si fa beffa della lucciola, come nella poesia di Trilussa, e le è nemica. Che si fa grande non per meriti propri, ma per la tenebrosa potenza di ciò che contrasta (quello che chiamo la fallacia iperbolica (16)). Mentre aiuta altre forme di crimine a farsi legge.

In una città dove si volesse davvero combattere la mafia sarebbe impensabile che si permettano – o si organizzino col supporto dello Stato – sia atti individuali di ‘petty’ mafia, sia operazioni eversive; e che le prime siano al servizio delle seconde. Nel buon governo, i magistrati esercitano una azione deterrente sul crimine, per lo meno su quello istituzionale. Nel cattivo governo, esercitano una funzione mafiogena: proteggono ed eccitano chi delinque, incoraggiandolo alla sopraffazione, e scoraggiano la vittima, ponendola a dover scegliere tra due vie: se chinare il capo accettando di riconoscere e subire un potere mafioso, oppure ribellarsi alle violenze, in assenza di fatto di legalità positiva; a uscire quindi dalla legge, accettando di partecipare al gioco della violenza. Uno Stato delinquente genera e riproduce il suo stesso genere di delinquenza. Nel mio caso, accoppiando abusi, boicottaggi, violenze, danni economici, isolamento sociale, sfregi morali di ogni tipo alla ostentazione di illegalità istituzionale, mi si mette di fronte allo scegliere tra la “learned impotence” e il reagire in una condizione di assenza di legalità; in modo da reprimere la denuncia di frodi biomediche o con l’avvilimento diretto o con le misure giustificate per un ribelle da contenere e punire. Trasformare il dissenso tecnico e politico in devianza credo sia uno degli attuali compiti delle strutture che negli anni ’70 si occupavano di omicidi politici e stragi. Il cercare di trasformare, con mezzi illegali e miserabili, la critica, la libertà di ricerca, la denuncia di truffe sulla salute e della loro protezione e promozione da parte dello Stato, in un caso di devianza da controllo di polizia, è un comportamento imperdonabile. La prosecuzione ai nostri giorni degli omicidi politici, e dell’eccitare e pilotare l’estremismo, negli anni ’70. Un comportamento non meno grave e nefasto di quelli della mafia cinematografica che non vi stancate di esibire, e che vi guardate dall’eradicare.

Mi trovo quindi a dover cercare una terza via, che chiamo dei “surrogati civili della giustizia”, per contenere i danni e i pericoli questi operazioni. Così scrivo a voi, facendo testimonianza su reati gravi e vili che hanno la regia dello Stato. E’ bene che resti traccia delle attuali attività a favore del doppio Stato da parte di quelli che salgono sul palco a condannare quelle passate. Di come venga sorretto il business biomedico oggi; in quella che potrebbe essere detta, parafrasando il noto eufemismo, la “trattativa Stato-Big Pharma”.

La mia vicenda mostra anche qualcosa sulla mafia. Uno degli spettacoli più deprimenti è sentire quelli che ripetono per la milionesima volta la storia di “Osso, Mastrosso e Carcagnosso” con l’aria di avere individuato il nucleo profondo delle cause sociologiche della mafia. Se si volesse davvero comprendere il fenomeno mafioso, la sua genesi e riproduzione, e perché viene tenuto in vita, sarebbe utile studiare quello che fanno a Brescia le autorità del retrobottega degli uffici dove esibiscono Falcone e Borsellino come insegna. La lotta alla mafia come paravento; la funzione mafiogena di chi dovrebbe combatterla; il postulato, esso stesso mafioso, che i custodi che ci difendono dalla mafia sono liberi da custodia, che hanno una licenza di delinquere, estendibile a chiunque li aiuti. In fondo l’antimafia è un organo costituzionale; come il suo complementare la mafia fa parte della costituzione non scritta, con compiti di copertura delle operazioni di soggezione a poteri maggiori e di copertura del capitalismo mafioso. Attività delle quali il mio caso rappresenta un saggio. Chi controlla l’Italia può avvalersi di apparati di epurazione che comprendono sia mafiosi, sia stipendiati dell’antimafia.

Francesco Pansera

1 Sacchi di sterco e calze di seta. Restituzione del documento elettorale alla Corte costituzionale invece che a Sergio Mattarella per le elezioni politiche del marzo 2018.
2 In: Milizie bresciane. Sito menici60d15
3 racc r/r a Studio DeNard, 5 aprile 2017.
4 racc r/r a Presidente Corte d’appello di Brescia Campanato, 24 febbraio 2015.
5 Nel dicembre del 1993 il Corriere della Sera riportò una dichiarazione di Cossiga per la quale la Procura di Roma era d’accordo nel fare internare Moro come affetto da disturbo mentale in caso di una sua liberazione. La magistratura negò sdegnata : “Ippolito: roba da psichiatri stalinisti”. Corsera, 1 dic 1993. La fonte non è in sé affidabile, ma credo che il mio caso deponga a favore di una partecipazione della magistratura nell’eversione, del resto riconosciuta dal vicepresidente dell’ultima commissione parlamentare su Moro, Gero Grassi, che cita “pezzi della magistratura italiana” accanto a forze dell’ordine e P2 tra i responsabili; e che sia evidenza della plausibilità delle accuse di Cossiga sulla collusione della magistratura nella patologizzazione psichiatrica di Moro.
6 Il capo della Apple invitava allo “stay hungry”, “restare sempre affamati”.
7 I professionisti della metamafia. Sito menici60d15
8 Nuove P2 e organi interni. Sito menici60d15
9 il mobbing, lo stalking, gli illeciti istituzionali vari nei miei confronti nella Calabria dove la ndrangheta è tenuta al “giusto” livello da Gratteri, e da dirigenti di polizia come il generale dei CC Lusi, passato dalla lotta alla ndrangheta a dirigere i NAS, saranno oggetto di futura trattazione.
10 Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale. Sito menici60d15
11 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide. Sito menici60d15. Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato. Ivi.
12 Light DW. Lexchin J Darrow JJ. Institutional corruption of pharmaceuticals and the myth of safe and effective drugs. Journal of law, medicine and ethics. June 1, 2013.
13 Anche il CSM interviene su Alfie. Sito menici6015
14 La questua delle multinazionali. Sito menici60d15
15 Musolino L. De Raho nuovo procuratore nazionale antimafia: “Cambiamento? Quando la gente assumerà una posizione chiara”. Il Fatto, 4 dic 2017.
16 Commento al post di M. Portanuova ““La mafia dopo le stragi”? E’ ritornata borghese. In un libro gli scenari del dopo Riina” “ In: I professionisti della metamafia, cit.

Allegati:
– Scheda elettorale n. 150325178.
– Copia racc r/r a Muchetti e Spina del 14 gennaio 2015, con allegati
– Tabella riassuntiva restituzione scheda elettorale

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v. anche

Servizi, masse e istituzioni nei movimenti di protesta

Patologizzazione surrettizia e materiale

 

Resistenza agli antibiotici e fattore Veblen

13 dicembre 2013

10 dicembre 2013

Blog de Il Fatto

Commento al post di  A. Bellelli “Batteriofagi, una nuova possibilità terapeutica?”

“La resistenza agli antibiotici … è una minaccia molto grave: si potrebbero scatenare nuove epidemie di dimensioni oggi dimenticate, come le pesti del medio evo. ( A. Bellelli, Batteri resistenti agli antibiotici: un allarme globale. Il Fatto, 2 dic 2013. [Nota: la peste intorno al 1350 uccise un terzo della popolazione europea]. Paura. Ma: “Batteriofagi, una nuova possibilità terapeutica?” (A. Bellelli, Il Fatto 10 dic 2013). Speranza.

Mi chiedo se anche la resistenza batterica ai fagi non dovrebbe allora essere una preoccupazione; ma pare che no, secondo l’opinione chi si occupa di questo nuovo, o meglio rinnovato, prodotto (Ormala AM, Jalasvuori M. Batteriophage, 2013. 3: e24219). I batteriofagi potrebbero anche causare la rapida diffusione, non-darwiniana, della resistenza batterica agli antibiotici.

Mi sembra che il discorso scientifico sui media non tenga sufficientemente conto di quello che chiamerei il fattore Veblen, dal nome dell’economista che lo descrisse; cioè che l’interesse economico su un prodotto non coincide con l’interesse alla qualità del prodotto, e può a volte preferire l’inefficienza e l’obsolescenza; a danno degli interessi della domanda, in questo caso i pazienti. Prima di tuffarsi in nuovi meandri e nuovi prodotti (e ulteriori costi), si dovrebbe assicurare un uso razionale, onesto e responsabile di questa importante classe di farmaci.

Francesco Pansera

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9 febbraio 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. Sylos Labini “Cosa c’è di così speciale nella ricerca?”

Per F. Sylos Labini occorre una crescita economica di tipo esponenziale; che non può derivare che dal progresso tecnico, tramite ““reazioni a catena positive””. Ma come si vive in un mondo sottoposto a questa crescita esponenziale? E quali sono concretamente, gli effetti sulle persone delle “”chain reactions”” innescate e sostenute dal progresso tecnico? Forse qualcuno dovrebbe, sulla falsariga di “”Flatland”” di Abbott, descrivere come si vivrebbe in un mondo esponenziale. Nel frattempo si può leggere “”Cascade effects of medical technology””, Deyo RA; Annu Rev Public Health 2002. 23:23. Nella attuale medicina tecnologica sussiste quanto Sylos Labini auspica. All’effetto moltiplicativo della ricerca tecnologica la medicina deve larga parte della sua brillante crescita economica. Un caso esemplare di quanto Sylos Labini teorizza, nel quale in effetti la medicina è divenuta una locomotiva trainante dell’economia.

Deyo mostra come nella clinica tale tipo di crescita si traduce in interventi a catena che possono portare una persona da uno stato di buona salute a quello di un relitto sul tavolo settorio. Tali effetti a catena basati sulla ricerca scientifica mentre sono desiderabili per la salute dell’economia sono calamitosi per la salute dei pazienti; anzi delle persone, perché tali pratiche hanno da tempo invaso il campo delle persone sane. L’autore invita a evitarli, e a riconoscere che, anche per la ricerca biomedica, ““more is not the same as better“”.

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@ Sergio Camiz. La sua deduzione è errata. Essere contro le truffe che si avvalgono della ricerca scientifica non ““implica”” che si è contro al progresso (al contrario). Chiedere che la ricerca non venga prostituita al profitto non ““implica”” vagheggiare paradisi terrestri. Il suo commento è un esempio dell’indotto, o del codazzo, generati dalla cattiva ricerca.

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@ Sergio Camiz. Dalla consuetudine con ricercatori sciocchi e ruffiani.

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@ Andrea Bellelli. Questi asseriti risparmi grazie alla ricerca sono un po’ come “”regalare un fischietto e chiedere in cambio un pianoforte”” (Camilleri). La spesa per il trattamento dell’ulcera peptica è stata aumentata dalla ricerca più di quanto non sia stata ridotta. Si è espanso il mercato allargando la nosologia con nuove necessità terapeutiche più o meno inventate o distorte, come il reflusso GE e i suoi presunti rapporti col cancro. Il secondo farmaco più venduto in USA nel 2013, l’antiulcera Nexium, viaggia a 6135 mln $/anno. Giudicato ““il simbolo di tutto ciò che è sbagliato nell’industria farmaceutica”” è il risultato di manipolazioni della ricerca, sia a livello biochimico che epidemiologico, per aumentare i prezzi senza reale giustificazione. E’ una molecola che dà dipendenza. Sovraprescritta, è ben inserita nella reazione a catena espansiva iatrogena: si usa per malattie o sintomi causati da farmaci gastrolesivi, e a sua volta può causare, tra l’altro, intolleranze alimentari e osteoporosi.

La ricerca è in grado di produrre riduzioni del mercato; ma questa sua capacità è considerata alla stregua di un atto eversivo; o almeno, di un reato contro l’economia. Il trend segue il modello esponenziale indicato da Sylos Labini; modello che però, essendo basato in parte non trascurabile su manipolazioni piuttosto che su scienza autentica, necessita di attenzioni e finanziamenti diversi da quelli che occorrono a una scienza onesta.

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4 maggio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Bellelli “Sanità, investire in terapie geniche può non essere conveniente. Lo dice Goldman Sachs”

Oggi “La Scienza” è una gran chiacchierona, e pretende, contro i suoi princìpi, di potere predire futuri successi; e di darli anzi per scontati. Non a caso è una discussa banca di affari a dirsi preoccupata per l’eccessiva efficacia dei farmaci prossimi venturi. E’ come dirsi preoccupati per le conseguenze sull’economia e sui costumi di un sistema, costoso ma infallibile, per vincere terni al lotto, che sta per essere messo in commercio. O delle conseguenze sul traffico di nonni con le ruote.

E’ anche la parafrasi farsesca di una profonda verità: sviluppare cure efficaci non paga; perché solo raramente si avrebbe qualcosa da offrire; e una volta trovato un rimedio reale le possibilità di crescita sono limitate. Invece vendere fumo, vendere speranza, immettendo sempre nuovi “miracoli” o “miglioramenti” fa arricchire. Le cure che oltre a essere inefficaci causano effetti avversi sono ancor più redditizie; è riportato che amministratori di ospedali USA contano sulle complicanze chirurgiche per creare profitti; i farmaci che la banca dice di temere riducano l’industria medica per il momento stanno creando intere nuove branche, cioè nuove praterie per chi li vende, come la cardio-oncologia da effetti avversi degli oncologici. La tendenza generale a promettere sempre di più e provare sempre di meno* è supportata con discorsi da venditore di terni al lotto come questo di Goldman Sachs.

*Sorscher S. Trump fuels false hopes for dying patients. Public Citizen, May 2017.

@ Hobbes. E’ un argomento da magliari – “mi voglio rovinare !” – il paventare danni economici da eccesso di efficacia di farmaci futuri, estrapolando dai successi pregressi; dando per certa l’esistenza di “high hanging fruits” quando la scienza – non quella della banche d’affari – da secoli castiga queste superstizioni. A proposito di banche e farmaci, per tornare alla realtà e agli interessi in gioco sarebbe meglio parlare dei “mortgage pricing” che si vorrebbe introdurre: i farmaci pagati con mutui pluriennali, senza garanzia di efficacia, basati su bugie da magliari a chi è disperato. C’è una letteratura ormai imponente su ricerca farlocca e volta al profitto, iatrogenesi, spudorata deregolamentazione, approvazioni senza evidenza e contro l’evidenza, guadagni illeciti e stratosferici. Si ha buon gioco nel presentare al pubblico la denuncia delle frodi come “discussione da bar”; sia perché le promesse di farmaci magici sono seducenti; sia perché si tiene il pubblico nell’ignoranza; anche avvalendosi dell’equivalente burocratico di quelli che i ciarlatani di strada in USA chiamano “Freddie”, il gorilla che zittisce e allontana minacciando e picchiando chi tra gli astanti sollevi obiezioni alle suadenti parole dell’imbonitore. Da noi è una delle funzioni con le quali gli addetti alla legalità si guadagnano lo stipendio dello Stato; quando non combattono la guerra alla quale sono votati anima e corpo, quella contro l’illegalità e la mafia…

@ Hobbes. Lei colleziona quadretti; edificanti solo a prima vista. “Mele marce”, ma mai considerare che ad essere infetto sia il cestello. Chiamare i successi “frutti bassi”, che ne implicano altri più in alto, evoca una diversa metafora bucolica; è come dire che dato che mungere pecore, capre e vacche è facile, è pessimistico non lanciare promesse sulla più impegnativa mungitura di montoni, becchi e tori. Sulla grazia ricevuta per la quale lei si prostra alle multinazionali, già Cicerone, citando Diagora, osservò che nelle raccolte delle tavolette degli ex-voto davanti agli altari mancano quelle di chi invece non si è salvato. Nonostante il tono pacato, l’argomento “se non ti va bene in Italia c’è libertà di cura” è violento ed estremista. A parte che non c’è e non dovrebbe esserci libertà di cura (mentre, riporta l’articolo che cito sopra, si stanno sdoganando anche le cure ciarlatanesche di basso livello; che aiutano, es. Stamina, le cugine aristocratiche), occupando nella società la posizione altamente protetta di chi esercita la professione medica e vende cure, oltre a riceverne vantaggi ci si carica dell’onere di esercitarla eticamente, non come più conviene, dicendo a chi ha già il coltello della malattia puntato alla gola “se non ti va bene vai altrove”.

@ Hobbes. Che “se si è malati non c’è un altrove” lo considera anche un vecchio manuale di marketing degli ospedali cattolici USA: in effetti davanti a chi chiede aiuto per la malattia si può anche essere scarsi, o pessimi, basta presentarsi come la migliore delle scelte possibili. La ricerca della pietra filosofale o dell’elisir di eterna giovinezza è il vostro campo, non il mio. “L’altrove” morale c’è, e, corrispondendo secondo me non a chissà quale nobile ideale o principio trascendente, ma alla decenza, non sarebbe difficile localizzarlo; anche se non è chiaro chi preverrà tra il laccio dei cravattari e il collo duro della verità.

@ Hobbes. L’altrove morale è un mondo utopico, immaginario, o meglio reso utopico e immaginario dagli uffici di tanti galantuomini, con il camice, il tocco accademico, la toga o la divisa dello Stato. Un mondo astratto, nel quale il signor Rossi con l’infarto o col tumore ha sul piano materiale solo il problema della necrosi di regioni di miocardio o quello della crescita di tessuto neoplastico. E non ha a sua insaputa altri problemi, es. la sovradiagnosi di infarto NSTEMI da troponina, o la sovradiagnosi di cancro, es della prostata da PSA, o un cancro vero e aggressivo da uso avventato di radiazioni ionizzanti a scopo diagnostico, o un aumento del rischio di infarto e di morte da angioplastica coronarica, o l’associazione dell’inefficacia terapeutica con effetti avversi pesanti e a volte mortali dei nuovissimi e costosissimi antitumorali celebrati come trionfi. Etc.

Patologia e malattia delle istituzioni

8 ottobre 2013

8 ottobre 2013

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Borsellino “Le ‘indagini pericolose’ di Saverio Masi” del 7 ottobre 2013

@ F. Fabbretti. Le responsabilità politiche e morali sia di omissioni che di persecuzioni sono a carico dell’intera istituzione, non solo dei singoli. Ridurle a una lotta tra “buoni” e “cattivi” interna allo Stato è un sofisma, un binarismo da telefilm, che permette alle corporazioni che corrispondono alle istituzioni di fare affari sporchi senza pagarne le conseguenze in termini di condanna sociale. Il sofisma delle “mele sane”, dove la parte sana viene usata come scudo da corrotti e ignavi.

Se le persone che compongono l’istituzione permettono a dei loro colleghi magistrati, carabinieri, poliziotti, di favorire criminali o di perseguitare chi si oppone al malaffare, sostenere che bisogna distinguere tra Stato sano e Stato malato è un poco come negare che una persona con un carcinoma gastrico sia malata affermando che è malata solo allo stomaco ma è sana negli altri organi.

Occorre smettere di confondere tra persone e istituzioni. Può aiutare il considerare che anche nel linguaggio comune si tende a confondere tra patologia (la neoplasia allo stomaco) e malattia (il malato di cancro dello stomaco), ritenendo erroneamente che le due siano sinonimi (e che anzi dire “patologia” invece di “malattia” sia più fine). Quando singoli che detengono il potere dello Stato lo usano per commettere abusi, la loro è una patologia, ma l’intera istituzione di appartenenza è malata, se non blocca queste operazioni sul nascere.

*  *  *

Nota: subito dopo avere postato questo commento, ho ricevuto un incisivo riepilogo, concentrato in poche ore, dello spettro di molestie, atti intimidatori e tentativi di ricatto, provocazioni e insulti che da tanti anni sono orchestrati per me con la regia delle istituzioni. Ho appreso in serata che nello stesso giorno si è insediato il nuovo Procuratore della Repubblica, Tommaso Buonanno. Si possono fare diverse ipotesi; sia sui motivi che hanno spinto a reagire a Brescia a un commento che, prendendo spunto da un post sul groviglio dei rapporti tra mafia e istituzioni in Sicilia, nega uno degli articoli della “Costituzione” non scritta; sia sul modo di accompagnare la notizia dell’arrivo del nuovo procuratore. Si è riusciti, se era questo che si voleva, a consegnare, come è stato fatto altre volte, il messaggio di impunità e arroganza. Gli interrogativi, i dubbi, e il disgusto, mi hanno fatto associare l’insediamento alla scena dei ladri che trovano Pinocchio come successore di Melampo.

Prefetto: Narcisa Brassesco Pace.

Sindaco: Emilio del Bono

Questore: Luigi De Matteo

Comandante prov. CC: Giuseppe Spina

Vescovo: Luciano Monari

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cc

Francesco Pansera

Giornalismo medico

22 aprile 2013

 

 


21 aprile 2013

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Di Grazia “Scienza, finti congressi e cattivo giornalismo” del 20 aprile 2013

Ritenere che, siccome ci sono i ciarlatani, allora la ricerca biomedica ufficiale è onesta, è un tragico errore (e anche un esempio di ragionamento scientista, irrazionale e borioso). Il livello di corruzione del giornalismo nel propagandare “progressi” scientifici ufficiali è altissimo. In un Paese sano e democratico, diverse notizie mediche – incluse tante che compaiono su Il Fatto – dovrebbero essere perseguite dalle Procure.

Segnalo il libro di R. Levi, “Medical jornalism. Exposing fact, fiction fraud”, Iowa State University, 2001, a quei giornalisti che volessero esercitare in maniera non disonesta la loro professione riportando notizie mediche; e a quei lettori che non credono ciecamente alla panzana di dimensioni galattiche che la frode in medicina è solo quella dei pesci piccoli, mentre la medicina e la ricerca ufficiali sono al di sopra di ogni sospetto.

*  *  *

@ Nicola. “La ricerca contiene tutti gli anticorpi per spurgarsi prima o poi dei risultati fasulli”. “Prima o poi” ? I betabloccanti in cardiologia stanno venendo criticati come dannosi dopo essere stati usati per 40 anni. Da settembre alcuni farmaci avranno un triangolo nero, a indicare che non si è sicuri dei loro possibili effetti avversi. Tutto scientifico, nominalmente, anche se è una “scienza” un po’ deboluccia; ma è comunque un usare le persone come cavie. L’impressione che ho io è che vi sia una dolosità sistemica, legata alle centinaia di miliardi di euro in gioco, che viene coperta nascondendosi dietro a un presunto “metodo scientifico” elevato a idolo. Il metodo scientifico non è nato per impedire le frodi, e non è sufficiente, né tecnicamente né eticamente, a questo scopo. Il giornalismo medico non è “tutto un altro paio di maniche”: lavora di concerto con una scienza aggiogata al profitto, amplificando quelli che sono messaggi pubblicitari. Speriamo che “prima o poi” gli scienziati, così consapevoli e indipendenti secondo te, producano anticorpi anche per questo ideologismo, e il povero metodo scientifico torni al suo utile e nobile ruolo di strumento di conoscenza, anziché fare da foglia di fico.

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@ Marco Ferazzani. Anche Garattini ha evidenziato che il triangolo sulle confezioni farmaceutiche comporta il rischio di immissione sul mercato di farmaci non sufficientemente testati e di abbassamento degli standard scientifici. I conti andrebbero fatti tenendo conto di quelli come te che ritengono che sia inevitabile esporsi a questi rischi, “fatti due conti” (li dovresti pubblicare, conti così interessanti e sintetici). Se al mondo non ci fossero quelli come te che sono così contenti di ricevere questi trattamenti che li difendono, non ci sarebbero neppure i “furbetti”. Sia “la scienza”, sia “la Legge” della nostra servile classe dirigente, appaiono prostituite a questo business; così come del resto avviene anche per altri interessi “globali”.

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1 dicembre 2013

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Lapertosa “Parkinson, ideato un dispositivo intelligente di stimolazione cerebrale” del 30 novembre 2013

La deep brain stimulation è in uso da circa 20 anni. La sua efficacia è quanto meno limitata (i pazienti devono continuare a prendere farmaci anti-Parkinson). I possibili effetti avversi sono quelli della neurochirurgia: gli elettrodi sono impiantati nelle aree più profonde del cervello, tramite un intervento di chirurgia maggiore. Gli effetti avversi più gravi, oltre alla morte, sono infezione intracranica, emorragia cerebrale, ictus e altri danni e deficit neurologici permanenti.

Il gruppo italiano si propone, come altri gruppi, di migliorare il funzionamento del dispositivo con l’introduzione di impulsi on demand. La sperimentazione clinica è agli inizi; ma, colorando l’aspetto patriottico, e il tema dei giovani talenti maltrattati da non lasciar andar via, la ricerca viene celebrata dall’articolo di Lapertosa in anticipo, come se si fossero già ottenuti risultati altamente positivi. Glissando invece sul carattere chirurgico della terapia, e tacendo su i suoi rischi, e sulla sua efficacia limitata, o dubbia.

In questo modo l’articolo fa propaganda al tema tecnocratico della “frontiera infinita” in medicina: curare le comuni malattie neurodegenerative dell’anziano basandosi sul continuo lancio di nuovi prodotti hi-tech, a scapito dell’assistenza di base. Una strada che suscita speranze ed entusiasmo in ampi settori di pubblico, ma che a detta di alcuni medici e bioeticisti va nell’interesse del business più che del paziente.

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13 dicembre 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Porciello “Stress e depressione: il circolo vizioso tra biologia ed esperienza che ci fa ammalare”

La giornalista Porciello confeziona in veste giornalistica informazioni mediche che secondo diversi critici qualificati sono in realtà teorie ad hoc, e allarmi ad hoc, diffusi ad arte su incarico delle industrie produttrici di psicofarmaci per espandere il mercato, a danno dei pazienti, che ne verranno gravemente danneggiati (*). Si può controbattere che non è così; o che comunque occorre garantire il “pluralismo”, e la libertà di opinione. Ma in uno Stato democratico e basato sulla legalità, alla diffusione di indicazioni mediche che possono incidere fortemente, anche in negativo, sulla salute delle persone, dovrebbe corrispondere una responsabilità proporzionata. Qui, ad esempio, chi è responsabile per i possibili danni alla salute e di altro genere provocati da questo articolo? La giornalista Porciello? Il giornale Il Fatto? L’ordine dei giornalisti? O a loro va solo la gratitudine dei beneficiari di tale propaganda, la responsabilità venendo scaricata sulle “fonti” ? (Con ovvi rimpalli a ping-pong tra giornalisti e “scienziati”). Credo che dovrebbe essere individuato chi è responsabile in campo giornalistico per le conseguenze di notizie come queste, che costituiscono di fatto un atto medico, e che hanno un valore di mercato, valendo oro per le case farmaceutiche; ma che possono essere nocive per il pubblico. Si dovrebbe forse definire una figura, una persona o gruppo di persone, che si assume esplicitamente la responsabilità della diffusione per ognuna delle notizie mediche come questa. In particolare quando le notizie sono su temi controversi, o vanno a favore di grandi interessi, o sono in grado di provocare danni alla salute e di altro genere nel pubblico.

*. Davies J. Cracked. Why psychiatry is doing more harm than good. Icon books, 2013.

*  *  *

@ Paola Porciello. Dando per assunto che gli innumerevoli casi di abbattimento psicologico causati dallo stress della vita moderna siano malattia, patologizzando arbitrariamente le difficoltà e i dolori della vita, il suo articolo le terapie le “sponsorizza” tutte. Lei “non si sogna di dire a qualcuno” a quale specifica terapia affidarsi, ma induce a rivolgersi ad esse sulla base di sentimenti soggettivi. (Cosa che nella pratica si traduce nello “prima l’una e poi l’altra”). Con una particolare attenzione alle terapie farmacologiche, visto che riporta inoltre che lo stress provoca alterazioni biologiche cerebrali tali da configurare malattia e che gli psicofarmaci agiscono su queste. Teorie scientificamente infondate, e business-oriented, come mostra il libro che cito. Tra i libri da leggere c’è anche “Anatomy of an epidemic: magic bullets, psychiatric drugs, and the astonishing rise of mental illness in America” di R. Whitaker. Tratta anch’esso di come applicando con disinvoltura etichette mediche di comodo si possano dichiarare affette da disturbo mentale masse di persone.

La medicina non comincia con la terapia, ma con la definizione e la comunicazione al pubblico di ciò che è malattia e di ciò che non lo è. E chiunque prenda pubblica posizione a riguardo dovrebbe rispondere (in forme legali …) di ciò che afferma. Me, per esempio. E anche i giornalisti come lei, che non dovrebbero tirare il sasso e nascondere il braccio.

Con pari cordialità
Francesco Pansera

*  *  *

@ Paola Porciello. Potrei risponderle che ho visto persone condotte alla disperazione e alla rovina dagli psicofarmaci; e chiederle come mai lei, così attenta, non le vede. Ma penso sia meglio evitare, se possibile, questo genere di argomenti. Cara Paola, il suo ragionamento è di un tipo che dovrebbe essere riportato nella lista delle cose da non fare nel giornalismo medico. Il fatto che si soffra quando si è depressi non significa che tale stato sia equiparabile al modello di malattia che su di esso ha costruito la psichiatria ufficiale; né che le terapie mediche previste siano quindi giustificate. In questi giorni circola sui media un argomento simile: l’influenza ucciderebbe 8000 persone all’anno, quindi l’uso del vaccino è giustificato. Non conta che i dati mostrino scarsa efficacia e razionale viziato. Si tratta di non sequitur basati su un ricatto morale. Il parlare di persone che stanno male e l’affermare di volerle aiutare viene usato come piedistallo, per mettersi in una posizione di autorità e applicare trattamenti. Es. permette di confondere tra depressione endogena, quella che lei ora descrive, una condizione grave ma che non giustifica l’uso del “noi” del titolo del suo articolo, e la depressione reattiva derivante dallo stress che ci colpisce tutti. Io lo chiamo l’argomento ”qui c’è gente che soffre”, dall’espressione che mi ricordo usava un’infermiera per intimidire chi la richiamava ai suoi doveri.

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11 marzo 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Parrillo “Fecondazione eterologa, fiocco rosa e azzurro contro il riduzionismo biologico”

I bloggers parlano di “supercazzola”; chi vuole usare un linguaggio forbito, di “neolingua orwelliana”. Un giurista, George Annas, ha osservato come la corruzione linguistica e concettuale accompagni la corruzione dell’attuale medicina: “la sperimentazione diviene trattamento, i ricercatori sono medici curanti, e i soggetti di un esperimento sono pazienti”. (Questing for Grails: Duplicity, Betrayal and Self-Deception in Postmodern Medical Research,” Journal of Contemporary Health Law Policy,1996: 297); si è giocato anche su questi stessi equivoci in quella truffa di Stato che è Stamina. Il “doublespeak” in biomedicina è spesso sottile; ma la giornalista Parrillo, de Il Fatto, va giù pesante. Considera il riduzionismo nel campo della riproduzione. Si pensa che vorrà riferirsi al riduzionismo biomedico: in Italia il forte e crescente tasso di infertilità sociale, per il quale chi vorrebbe e potrebbe avere figli non può farne per carenza di mezzi economici e di futuro, passa sotto silenzio; mentre la politica della maternità è stata ridotta alla discussione su quanto vanno sostenute quelle tecnologie che permettono, a volte, di avere figli nella minoranza di casi di infertilità biologica. Invece Parrillo sostiene che è l’eterologa che permette superare il “riduzionismo biologico”. Il “riduzionismo biologico” per lei sarebbe il fare figli all’antica, tramite l’atto sessuale, e poi andare in giro a dire di essere padre o madre del concepito.

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2 dicembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Margottini “Corsi de il Fatto Quotidiano: da Human Technopole a Xylella, per le inchieste scientifiche serve metodo”

censurato

Alla giornalista Margottini, laureata in matematica, segnalo che spesso il giornalismo scientifico e le frodi a fini di lucro della biomedicina sono intimamente legati in uno schema che chiamo “bayesanesimo fraudolento”, riconducibile al teorema di Bayes. Le probabilità a priori di ottenere un dato risultato, cioè la valutazione della plausibilità biologica delle possibili vie sulla base di ciò che si conosce, sono sostituite dallo scegliere ipotesi che si conformino alle aspettative a carattere magico del pubblico, distorcendo ad hoc la teoria; e dal farle sembrare raggiungibili attraverso campagne mediatiche. Ciò è facilitato dall’impostazione empirista che considera i trial clinici – facilmente manipolabili – non una verifica ma la fonte unica di verità. Il caso Stamina mostra come politici, giornalisti e magistrati si occupino di gonfiare le probabilità a priori; così da indirizzare la ricerca e aumentare artatamente la valutazione positiva a posteriori del raggiungimento di effetti clinici*. Rendendo in questo modo “entrenched” quelle che poi si rivelano, come era prevedibile, “underperforming big ideas”**, criticate come pericolosamente viziate da aspettative fideistiche perfino dalla servizievole FDA ***.

*Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale. Sul mio sito.
**Joyner et al. What happens when underperforming big ideas in research become entrenched? JAMA, 28 lug 2016.
***Marks et al. Clarifying stem-cell therapy’s benefit and risks. NEJM, 30 nov 2016.

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10 dicembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Ventriglia “Informazione, Gomez a Latella: “Taranto? Non se n’è parlato perché c’è filo diretto tra editori e interessi politici” “

C’è il giornalismo dei pennivendoli, che per interesse serve di chi dovrebbe controllare; a volte con scandali ad hoc. E c’è Il giornalismo Lancillotto, senza macchia e senza paura e lancia in resta, benemerito, ma che a volte fa, involontariamente, anche lui l’interesse del potere, perché identifica il drago senza farsi troppe domande, e quindi il potere lo può manovrare, facendolo caricare dove vuole lui. Gomez è un giornalista di prim’ordine; ma non c’è giornalista, mi pare, che consideri che il vento su Taranto è cambiato. Lo Zeitgeist economico, che per decenni ha chiesto, come mezzi per il profitto, l’omertà delle autorità e l’indifferenza popolare sui danni da inquinamento, ottenendole facilmente, oggi vuole scarmazzo e paura, e una mobilitazione di massa sull’inquinamento, come mezzi per favorire la deindustrializzazione, e per sviluppare un’industria di diverso tipo, l’industria medica, da finanziare e da rifornire di materia prima spingendo verso di essa adulti e bambini. Anche stavolta è la sua volontà a imporsi, anche grazie alla stampa, che combattendo i mezzi del potere passati favorisce quelli odierni, che hanno semplicemente preso un verso opposto rispetto ai precedenti.

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4 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Autismo, tumori e disabilità: quanto influisce l’inquinamento sulla nostra salute?

Ricordo il dr. Marfella, che dice di essere schierato dalla parte dei cittadini, a fianco al Procuratore generale di Brescia a una conferenza dove si lanciavano allarmi sui danni alla salute da inquinamento nel bresciano, accomunandolo alla Terra dei Fuochi. Platea di studenti, cioè di minori, scelta a mio parere imprudente, per non dire censurabile*. Marfella accosta l’inquinamento anche alla ”epidemia” di autismo; schierandosi a fianco all’ufficialità, incluso Mattarella, in un’operazione di creazione di malattia per via culturale. La bufala dell’epidemia di autismo da vaccini serve da standard negativo per fare sembrare scientifiche le manipolazioni sull’autismo dell’ufficialità; come Stamina al confronto fa sembrare credibili le promesse fantasiose dell’ufficialità sulla rigenerazione del tessuto nervoso. La chemio, fallimentare, viene valutata paragonandola alla follia del metodo Hamer. Su questo sito M. Mirabella, che ha gravi responsabilità per forme di deleteria pubblicità direct-to-consumer mascherate da divulgazione, sembra un difensore dell’onestà scientifica, essendo mostrato a sbeffeggiare una “raeliana”. Il dibattito è coartato a magia bassa contro magia alta. Per un esempio di terza campana, v. autismo in “Primo non curare chi è normale. Contro l’invenzione delle malattie”, Boringhieri. L’autore dopo avere diretto la nosografia psichiatrica ufficiale ne è divenuto un critico.

*La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide.

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19 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Report e vaccino Hpv, Mentana: “Anche i campioni sbagliano. Tanti avvelenatori di pozzi non aspettavano altro” “

In Giappone il governo si è espresso contro il vaccino HPV, e ha sospeso l’appoggio, adducendo riserve sulla sicurezza, facendo quasi azzerare i tassi di vaccinazione delle bambine. La misericordia impone di mandare ai superstiziosi ignoranti di Tokio Mentana e la Lorenzin a insegnare loro il rispetto per la scienza e come si tutela la salute dei cittadini.

La decisione di Tokio non prova in sé che il vaccino sia dannoso; ma mostra che le cautele sono ragionevoli, o doverose per chi ha responsabilità di politica sanitaria. Prima che della sua sicurezza, si dovrebbe dire “nullius in verba” sulla sua efficacia: Mentana, ma anche i giornalisti di Report, dovrebbero indicare i lavori scientifici che provano adeguatamente – adeguatamente – l’efficacia del vaccino nel prevenire il tumore del collo dell’utero. Gli esperti e i rappresentanti delle istituzioni che tuonano contro chi ha osato dubitare della parola degli Scienziati nella foga si sono scordati di presentarli. A voler fare il giornalista, bisognerebbe controllare se il livello di evidenza consenta effettivamente di gridare all’oscurantismo; o se, dati i grandi interessi, e conoscendo i nostri polli politici, non si tratti di un bluff, di una manfrina da imbonitori. Ma immagino che già questa richiesta sia segno di mancanza di fede, di ateismo o di eresia, e giustifichi l’iscrizione d’ufficio nell’elenco degli appartenenti alla setta degli “anti-vax”.

@wittrue. Il caso giapponese mostra che lì, nella patria della tecnologia, e dove certo non si è pregiudizialmente contrari al business farmaceutico, si sa distinguere tra politica sanitaria, che richiede un bilancio rischi benefici con garanzie sulla sicurezza, e ideologia scientista, per la quale i ricercatori (e chi li manovra) dettano la politica sanitaria; così che sempre più si stanno immettendo farmaci poco testati quanto a efficacia e sicurezza, usando la popolazione come cavie. Il lavoro che lei cita, una review di ricercatori dell’ISS e della casa farmaceutica che vende il vaccino anticancro, non mostra più di quel che affermano gli autori: “le vaccinazioni 4HPV hanno il potenziale di ridurre le verruche genitali”. Non mostra affatto una capacità del vaccino di prevenire il cancro del collo dell’utero; infatti evita di dirlo. Le verruche genitali (comuni) sono una cosa, il cancro mortale della cervice (raro) un’altra (per quanto si cerchi di confonderle assieme). Il non causa pro causa, la pretesa di trasformare i risultati di un lavoro in surrogate endpoint in sede di interpretazione, il conflitto d’interesse, per il quale il controllando conduce le verifiche insieme al controllore, costituiscono piuttosto un esempio delle storture sulle quali si basa la pretesa di imporre a masse di ragazze sane inoculazioni i cui risultati finali non sono noti; allocando fondi pubblici destinati alla sanità a prodotti che prima di essere “scienza” sono commercio e finanza.

@wittrue. Veramente la mia risposta è nel merito; e mostra che il merito non lo sta presentando chi dovrebbe, cioè chi afferma e vuole ordinare di sottoporsi al trattamento medico; cioè quelli della sua parte. Prendo atto che per lei il lavoro compilativo, su tipologie di studi che un testo di epidemiologia definisce “of lesser design”, scritto da dipendenti della ditta produttrice con gli amici dell’ISS, che conclude che il vaccino sembra prevenire le creste di gallo, è la prova che previene il cancro. E che lei questo lo chiama sapere. Mi scusi, ma dovendo “scegliere” mi danno più fiducia i giapponesi; e i diversi rispettabili ricercatori che hanno espresso critiche. Oltre alle evidenze scientifiche, anche la qualità e la buona fede delle argomentazioni addotte dovrebbero entrare nella valutazione politica (e in alcuni casi giudiziaria) di questo e altri diktat medici.

@ Conenna. E’ vero. La sanità non è solo questione di denaro, ma anche di valori, da tenere al riparo dagli interessi. E di razionalità, da proteggere dalle nostre paure e fantasie. Illich scrisse che a volte i più poveri sono risparmiati dagli effetti più sinistri della medicina iatrogena. Quando ero resident in USA, dove lussuosi ospedali sorgono a fianco a quartieri degradati con tassi di mortalità neonatale elevata, controllando la storia clinica dei pazienti vedevo che a volte il loro aver potuto acquistare costose assicurazioni li aveva esposti al danno iatrogeno più di quanto non li avesse protetti dalla malattia.

@vferrari. L’affermazione che cito di Illich è stata ritenuta degna di essere pubblicata sul Lancet, che ospitò l’articolo che la contiene. Il tema etico dell’allocazione delle risorse a seconda dell’aspettativa di vita per gli affetti da insufficienza renale cronica è stato discusso nelle sedi più titolate, che non lo hanno trovato da esaltati. I danni al singolo individuo dell’illusione individualistica che sia vantaggioso pensare solo in termini di cura del singolo sono pure stati considerati da bioeticisti, e dovranno esserlo sempre più, dato il corso liberista e il relativo marketing.

Certo, per voi che siete una fucina di alta scienza, infaticabili nel tenere sempre gonfi i mantici coi quali forgiate grossi doni all’umanità, Illich non è che “il più grande rompi…”, da scartare con disprezzo. In voi l’auspicata fusione tra le due culture si compie: siete tanto scienziati quanto intellettuali.

@vferrari. La salute collettiva non è ottimizzata considerandola la sommatoria delle cure ai singoli. Es. se, pensando in termini individuali, si assegnano reni per i trapianti ad anziani, con una ridotta aspettativa di vita, a scapito dei giovani, parte dei QALY che sarebbe possibile aggiungere alla popolazione andranno persi; così che in media il singolo individuo ci perderà. Problema etico, che è stato affrontato anche sul piano scientifico dai centri di matching; e che ne sta generando altri *.

La scienza, quella vera, è una tra le grandi imprese umane; mi spiace che mentre se ne erge a difensore non la conosca, a giudicare da come ne parla. Quelli come lei ne fanno un feticcio da adorare per ottenerne superiorità; un simulacro che in campo medico viene manovrato da astuti sacerdoti che gli fanno dire ciò che vogliono. Chi sostiene che la scienza non è corruttibile, elevandola così da attività umana a entità metafisica, non sa in cosa consista; o finge. Si crede razionale, ma è in realtà un praticante, interessato o ancor peggio sincero, di un culto che uno scienziato, Feynman, ha chiamato “cargo cult science”. Lo scientista è così ad uno stadio più arretrato e pericoloso rispetto al nondum matura sulla scienza di Croce. Dall’idealismo in effetti ha poco da imparare, quanto ad arte del sofisma, camaleontismo e spocchia. (Croce però aveva l’erudizione).

*Kaufman SR. Fairness and the Tyranny of Potential in Kidney Transplantation. Current Anthropology, 2013. 54. 856.

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21 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Fake news, scuola, giornalisti, imprese e digitale: 4 confronti alla Camera per parlare di misure contro disinformazione”

Sul British Medical Journal si chiede un freno allo “inquinamento da fake news” in campo medico*:

“Le fonti dell’inquinamento vengono da gruppi di interesse, che hanno da guadagnare nel porre le loro idee sotto una luce positiva. Sono spesso comunicati degli uffici stampa di questi interessi, come quelli delle ditte che vendono erbe curative, ma anche agenzie governative della sanità, ricercatori, università, clinici, centri medici, aziende farmaceutiche e di dispositivi biomedici, e gruppi di pazienti finanziati dalle industrie”.

“La notizia sulla salute che è inaccurata, sciatta, parziale o incompleta, minaccia la salute pubblica, la politica e le decisioni individuali. I giornalisti non possono essere semplici stenografi. Hanno una responsabilità di agenda setting, nell’aiutare il pubblico a comprendere quanta importanza riconoscere a un argomento sulla base dell’enfasi datagli dai media”

I bufalari privati postano petardi, ma il bombardamento a tappeto della disinformazione lo fa il potere. Alla riunione a Montecitorio ci sarebbe da fare una bella retata contro i seminatori di fake news. Ci sarà invece un capovolgimento dei ruoli, simile a quello per il quale in certi paesini i mafiosi sono la legge e gli onesti i cattivi soggetti.

*Schwitzer G. Pollution of health news. BMJ, 15 mar 2017.

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14 settembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Gennaro “Whistleblower in gabbia davanti al Pantheon: “Serve una legge per tutelare chi denuncia corruzione e malaffare””

L’ordoliberismo vuole che si passi dal ladro “libero professionista” al ladro stipendiato: dai politici che rubano al personale politico al servizio dei poteri forti. Dalle mazzette per sé stessi al rendere legge il furto a favore di banche e multinazionali. In USA ci sono politici, come Sanders e Grassley, che si stanno opponendo alle malversazioni che si nascondono dietro alle “malattie rare” e alla relativa legislazione. In Italia tutti zitti: solo sviolinate sui bambini malati e i genitori straziati. Il Fatto, mentre pubblica questo articolo, col titolo sulla SMA “Le famiglie: Il nuovo farmaco apre nuova era. Non è più mortale se presa in tempo” aiuta l’approvazione di un farmaco criticato in USA per il costo, di 125000 $ a fiala. Il messaggio del titolo non è solo falso, perché i dati non dimostrano questo risultato miracoloso. E’ pericoloso per la salute, perché favorisce la fase successiva, la diagnosi e cura “precoce”, che espanderà il business ma porterà sovradiagnosi e furto di risorse. Ci si può aspettare, dal nuovo genere di politici richiesto dal grande business tramite Transparency e 5S, uno screening obbligatorio alla nascita, con una quota di neonati immessi senza reale necessità sul nastro trasportatore dell’industria medica. Mentre difende chi denuncia le mascalzonate dei signorotti nostrani, Il Fatto aiuta la calata degli “imperiali” del farmaco; anche censurando i commenti dei whistleblower invisi a Big Pharma.

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23 gennaio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Caporale “Otto anni di vita in meno, il conto esatto della malasanità – L’istantanea di Caporale”

I dati Istat più recenti mostrano una speranza di vita per la Campania di 81.1 anni contro una media nazionale di 82.8. Circa un anno e mezzo in meno. Questa fake del presidente dell’ISS Ricciardi, Iacona e Il Fatto, che i campani perderebbero molti anni di vita a testa per la malasanità, con l’implicazione che la buona sanità, rappresentata dalla meravigliosa sanità del Nord, sarebbe in grado di aumentare la speranza di vita di molti anni, è una di quelle che il min. degli Interni favorisce, servendo a dirottare anche al Sud la mangiatoia della sanità pubblica dalla distribuzione clientelare di posti e di soldi alle grandi frodi istituzionalizzate dell’industria medica internazionale. Sostituendo al maltrattamento borbonico lo sfruttamento liberista; che include anche effetti iatrogeni in grado di ridurre lo stato di salute della popolazione, come mostra il caso del faro della medicina propagandata da Ricciardi, Iacona e c., la medicina degli USA, dove si sta registrando una riduzione nella speranza di vita (a 78.6 anni) che viene attribuita anche alle sovraprescrizioni di oppioidi (Drop in U.S. life expectancy is an ‘indictment of the American health care system’. Stat, 4 gen 2018). La “opioid epidemic” è una manifestazione avanzata della fake medicine che fa soldi promettendo la salute eterna con le pillole e l’hi-tech, e che si vuole estendere al Sud, in parte scalzando la vecchia vergognosa camurria, in parte accordandosi, ma senza risolvere le piaghe reali.

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26 gennaio 2018

Commento al post di A. Marfella “‘A Napoli si vive 8 anni in meno’, l’allarme di Ricciardi mi ha scioccato”

Un articolo sull’inaffidabilità della letteratura scientifica, intitolato “Case di mattoni, non regge di paglia” (Kaelin WG. Nature, 25 maggio 2017), lamenta la tendenza della ricerca biomedica internazionale a cercare il sensazionalismo a scapito della solidità dei dati; e conclude che nel decidere se pubblicare dei risultati la domanda dovrebbe essere se sono corretti, non se sarebbero importanti se fossero veri. In Italia l’antifake, composta da scienziati, giornalisti, istituzioni, nel decidere le informazioni sulla salute da diffondere applica senza paura la legge

Importanza x Verità = Costante

dove l’importanza di una notizia e la sua veridicità sono inversamente proporzionali. Ovvero, più la notizia è “scioccante” meno c’è bisogno di definirla e di mostrarne l’autenticità. Qui es. non ci si cura di mostrare i dati, e la loro qualità, sulla strage che sarebbe in corso a Napoli. Di spiegare come si attribuisce un asserito crollo della speranza di vita nella popolazione alla malasanità (Ricciardi) o a sversamenti camorristi e ora allo smog (Marfella). I giornalisti e i professionisti della legalità sembrano non considerare se le dicerie che stanno trasmettendo non servano, con la scusa di curare i vecchi mali – disorganizzazione, malavita, ruberie e clientelismo – ad aggiungerne di nuovi, con l’estensione al Sud delle costose cure “da paese civile”, spesso non necessarie e dannose, che fanno ricca l’industria biomedica.

@ Capitano Alatriste. La camorra, e la sua esaltazione come potere malefico sovrannaturale tramite la serie tv Gomorra e gli altri innumerevoli fumettazzi, giustifica l’antimafia perenne. E l’antimafia perenne, la cronicizzazione della lotta alla mafia (in sostituzione ad una guerra che annienti le mafie) costituisce, insieme alla società mafioide a cui è collegata, un sistema di stabilizzazione del malaffare istituzionalizzato, analogo alle soluzioni tampone in chimica. Un sistema che contrasta sia il viraggio verso il basso, cioè che la mafia spadroneggi del tutto, sia il viraggio verso l’alto, cioè verso un maggior livello di decenza e onestà della società; e che favorisce così gli affari all’apparenza rispettabili ma illeciti della società mafioide, dei quali questa campagna pro big business biomedico è un caso.

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16 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ambrosi “Nuovo contratto Rai, lavoro in eredità? Fare assumere un parente non è come dare i buoni pasto”

Le asserite motivazioni del passaggio dinastico del posto di lavoro pubblico in RAI, incluso quello di giornalista, sono nobili: aiutare gli indigenti. Era lo stesso criterio filantropico di Gianni Prandini, il democristiano bresciano deceduto giorni fa, a sentire il suo amico don Armando Nolli, che ha celebrato il funerale e nel lodarne la figura nell’omelia ha detto che Prandini “ha sempre tenuto presente i bisogni più che i meriti”. Date le sue pratiche tangentizie (v. Mani sporche, Travaglio e Gomez) a Brescia circolava una barzelletta sulla differenza tra un democristiano-tipo e Prandini. Il democristiano-tipo per spiegare come si fa ad arricchirsi dice al neofita “Vedi quella strada là in fondo alla valle? L’appalto prevedeva un terrapieno di 4 metri e noi l’abbiamo fatto costruire di 3 metri”. Prandini al neofita dice: “Vedi quella strada là in fondo alla valle?” – “Quale strada? Non vedo nessuna strada.” – “Appunto”. Circolava anche un libro che illustrava come “la brigata prandiniana dei prendeur d’affaires” avesse circuito e spogliato dei suoi averi un’anziana, anche grazie a varie complicità istituzionali. Scritto da Renato Rovetta, che era un giornalista del tipo che la RAI tiene lontano.
ccc

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7 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, bimba di 4 anni muore di otite: “Era stata respinta da due ospedali” “

Il messaggio è tonante: dietro alla comune otite c’è un mostro che può uccidere il bambino; l’otite media quindi esige work-up diagnostico e terapia aggressivi. Non viene detto che i mostri sono due, e disposti a tenaglia. Oltre a Scilla, le rare complicazioni di una patologia quasi sempre benigna, c’è Cariddi, gli effetti iatrogeni degli esami e delle terapie. Gli antibiotici hanno scarsa efficacia sulle otiti, e possono fare aumentare le ricorrenze. Il dubbio qui seminato di un ascesso cerebellare trascurato porta alla TAC, che soprattutto nei bambini può causare cancro del cervello e leucemia*, con una probabilità come minimo paragonabile a quella delle complicazioni gravi nelle otiti. La buona medicina pilota il bambino nello specchio di mare, non così stretto, tra i due mostri. Quella cattiva fa rotta a casaccio. La medicina commerciale grida a Scilla per spingere il bambino verso Cariddi, sulla cui presenza tace. Questa vaga e anomala scare story viene da Brescia, città dove i magistrati vanno troppo d’accordo coi medici, e coinvolge la Poliambulanza, ospedale di suore fortemente orientato alla medicina commerciale; tra gli amplificatori, un parroco e la ministra Lorenzin. C’è di che raccomandare ai genitori doppia cautela, data la disseminazione di messaggi parziali, distorti, ingannevoli e pericolosi.

*The use of computed tomography in pediatrics and the associated radiation exposure and estimated cancer risk. JAMA Pediatr 10 giu 2013.

Zaccanella9apr18

9 aprile 2018, ore 15:02. Un’inquilina sente il bisogno di spazzare le scale condominiali sovrastanti l’atrio proprio mentre entro con la spesa. Succede sempre; anche dopo che a mie lettere di protesta all’amministratore le pulizie sono state affidate a una ditta esterna. Una catena di molestie incessante e asfissiante. Entrato in casa, su RAI 1 una presentatrice, un avvocato e un attore commentano il caso della bambina a Brescia, stigmatizzando il non dare gli antibiotici e non fare la TAC ai bambini con l’otite. Citano a sostegno Ricciardi, direttore dell’ISS. Sostengono che i genitori dovrebbero a loro giudizio chedere la TAC all’ospedale, e che se la chiedono i medici commettono un abuso passibile di procedimento giudiziario negandola. Sono queste informazioni perniciose al pubblico, questo sobillare, il vero delitto, di gran lunga il principale e il più grave, se non l’unico.

L’inquilina lavora come inserviente nella vicina Poliambulanza (v. sopra). E’ una figura repellente; ma, col suo modo di acquisire meriti buttando sporcizia dall’alto addosso a un medico quando rientra con la spesa nell’edificio dove abita, è una gran signora paragonata ai magistrati, medici, preti, prefetti, sindaci e assessori, ufficiali dei CC, funzionari di polizia, etc. che i meriti li acquisiscono accoppiando a operazioni come questa della criminale diseducazione del pubblico, e dell’intimidazione dei medici sull’otite, la relativa repressione nei miei confronti. Mi chiedo se la ricompensa l’avranno subito, o dopo che verrà registrato l’incremento che stanno così producendo del consumo di antibiotici per otite, e quindi l’incremento di casi di otite, di complicanze, e di lucrosi cancri del cervello e del midollo osseo in bambini. Oppure metà subito e metà a risultato ottenuto.

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22 maggio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Giuseppe Conte e il caso Stamina: nel 2013 fu legale della bimba che i genitori volevano curare con i metodi di Vannoni”

Stamina è stata una operazione di marketing, e una farsa criminale, gestita dallo Stato a favore dei poteri forti. Si è inscenato uno scontro tra due modi diversi, ma non mutualmente esclusivi, e anzi complementari, di lucrare sulla medicina a danno della salute e dei beni dei cittadini. Va contro la salute la parte in commedia del protagonista , di chi come Conte spinge per la “libertà di cura”, tipico ideologismo liberista che sembra progressista ed è un bidone; corrispondendo di fatto alla “libertà di truffa” (questo carattere ‘bifronte’ è ricercato dalle forze che servono il potere fingendo di stare dalla parte della gente). Va contro la salute anche la parte dell’antagonista; di chi, come la papabile alla presidenza del consiglio Cattaneo*, ha usato una truffa livello Vanna Marchi come standard negativo per propagandare e dare credibilità alle promesse “scientifiche” ufficiali, sofisticate ma anch’esse ciarlatanesche, sull’asserita individuazione del giacimento aurifero della rigenerazione di parti di organi solidi tramite staminali. E’ contro la salute anche il ruolo dei macchinisti di Stato che dietro le quinte hanno alimentato e retto il gioco per anni; e si sono occupati inoltre di reprimere le voci che lo avrebbero messo a rischio, con sistemi da codice penale che troverebbero l’approvazione dei mafiosi che dicono di combattere.

Vedi: Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale.

*Gastaldi G. Il Fatto, 7 mag 2018.

@ luigiboschin. Li conosco i fatti. E Iacona, che una volta ha parlato di “apertura di prateria per noi giornalisti” in campo biomedico, non è una fonte molto attendibile. Semmai tu dovresti spegnare la tv e leggere materiale di prima mano; anche sulle gravi responsabilità dei giornalisti nelle frodi mediche; su come le notizie giornalistiche false o distorte costituiscano atto medico e provochino danni alla salute su scala collettiva; e sui “conflitti di interesse” tra verità e multinazionali generose e riconoscenti che corrispondono ai grassi e verdi pascoli di Iacona.

@ luigiboschin. La tua figliola non ha “i FATTI”, come scrivi, e neppure ha i fatti; anche se ha lavorato da giornalista insieme a un PM. Questa collaborazione conferma piuttosto quanto denuncio. Una giornalista non dovrebbe “lavorare insieme a un PM” come scrivi; ma di fatto è successo questo, nell’ambito di un’operazione di marketing di Stato che ha diffuso false concezioni a favore di business illeciti. E dove Iacona e coll. hanno fatto la loro parte. A danno del pubblico; mentre ne hanno beneficato in diversi, inclusi magistrati e giornalisti; che in effetti lavorano insieme, in questi casi. Una sociologa della scienza, Jasanoff, ha osservato come la propaganda medica tragga credibilità dagli interventi giudiziari. Quello che dici di non capire sul lavoro di tua figlia è il genere di concetti definito da Maynard Keynes: “è difficile fare capire una cosa a qualcuno il cui stipendio dipende dal non capirlo”. A non capire certe cose ci si guadagna; fino ad arrivare a Palazzo Chigi. Mentre a non farsi i fatti propri si hanno seri guai. In USA c’è un dibattito sui conflitti di interesse dei giornalisti biomedici (c’è anche chi parla di “checkbook science”). Es. “Real harm to real people from shoddy PR news releases” Health News Review, 19 gen 2016. Da noi c’è chi sostiene l’incomprensibilità del concetto mentre vanta una collaborazione col celebre Guariniello.

@ luigiboschin. Tu vai all’insediamento del presidente degli USA. Ah no, quello era Gelli, con Carter. Tu vai a cena da Donald Trump. Holy canasta. I’m impressed. Interessanti i legami multipli di tua figlia giornalista, con Guariniello, Iacona, e l’entourage di Trump. I soldi del canone RAI obbligatorio sono spesi bene. Le compagnie farmaceutiche uccidono impunemente; “are getting away with murder”. Sono le parole del tuo amico Trump, Che però si è subito dimostrato ottimo amico di quelli che chiama assassini, mettendoli in posti di governo importanti e legiferando a loro favore. Credo che sia la stessa tecnica dei “populisti” (in realtà, demagoghi) nostrani; e quindi la partecipazione alla farsa criminale Stamina fa curriculum. Buona fortuna a voi che “la vita la viviamo in diretta” (ma attenti agli effetti omicidiari della medicina che servite).

 

La corte dei miracoli bresciana dopo l’assoluzione per la strage

24 aprile 2012

Questo è un esempio della censura oggi in Italia, e delle complicità di cui gode

in appendice: Il commensalismo dei magistrati 

Brescia 24 Apr 2012

Dr Massimo Sarmi

Amministratore delegato e direttore generale

Viale Europa 190

00144 Roma

Dr Giovanni Ialongo

Presidente

Viale Europa 190

00144 Roma

e p.c

Dr Enzo Platè

Presidente della Corte d’assise d’appello

Processo sulla Strage di P. Loggia

Via Lattanzio Gambara 40

25121 Brescia

L’acclusa lettera avrebbe dovuto esservi spedita col servizio raccomandate online di Poste italiane. Contrariamente a quanto scrivo nella lettera, nonostante i miei ripetuti reclami Poste italiane continua a negarmi l’utilizzo di tale servizio. Ve la spedisco quindi in cartaceo. Pubblico inoltre la lettera sul mio sito https://menici60d15.wordpress.com/, come risposta a queste pratiche striscianti di censura e di illegalità.

Francesco Pansera

All: Invito ai rappresentanti di Poste italiane a far cessare boicottaggi, molestie, provocazioni, minacce.

Brescia 23 apr 2012

Dr Massimo Sarmi

Amministratore delegato e direttore generale

Viale Europa 190

00144 Roma

Dr Giovanni Ialongo

Presidente

Viale Europa 190

00144 Roma

e p.c

Dr Enzo Platè

Presidente della Corte d’assise d’appello

Processo sulla Strage di P. Loggia

Via Lattanzio Gambara 40

25121 Brescia

Racc. r/r online

Invito ai rappresentanti di Poste italiane a far cessare boicottaggi, molestie, provocazioni, minacce.

 

Oggi 23 aprile 2012, alle ore 10:47 circa, mentre camminavo sul marciapiede di Via B. Maggi, Brescia, direzione centro, il postino alla guida del motociclo CW16354 che mi era di fronte sul marciapiede, fermo a una distanza di 7-10 metri all’altezza del numero civico 42, partiva e mi si avventava contro col mezzo, costringendomi a schivarlo per non essere investito, per poi fermarsi alle mie spalle in corrispondenza del numero civico 44. Sottolineo la gratuità del gesto: il postino mi ha visto, e mi ha fissato per alcuni secondi, da fermo, prima di scattare come se la “strada” davanti (cioè il marciapiede) fosse libera anziché occupata da una persona; e come se non dovesse fermarsi dopo pochi metri. La manovra non ha affrettato apprezzabilmente la consegna della posta, e probabilmente il mancato incidente, o la finta, l’ha ritardata. Una manovra inopinata, imprevedibile, che non trova senso per ciò che attiene la consegna della posta, e invece lo trova in una volontà di compiere un gesto inaspettato e a sorpresa a danno di un pedone.

Faccio presente:

(a) Questo episodio è il più recente di una lunga serie di comportamenti scorretti nei miei confronti da parte di Poste italiane. Il 29 apr 2010, due anni, fa, ho dovuto scrivere una lettera per denunciare comportamenti analoghi ripetuti (“Comportamento pericoloso portalettere” a Pecorari, Gobbi, Scapin, Poste di Brescia). Negli anni precedenti le Poste avevano il costume di non farmi riavere le ricevute di ritorno delle l