Archive for the '–' Category

Il fuorigioco etico

20 settembre 2019

14 settembre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Padova, condannati per chemio negata alla figlia: “L’hanno sottratta alle cure che potevano guarirla””

L’etica in fuorigioco

In Scozia il governo disinforma le donne sullo screening mammografico, ignorando le voci di clinici leader che faccia più male che bene (BMJ, Christie, 31 lug 2019). Con la preabilitazione si scarica sui malati di cancro la responsabilità delle cure quando sono sconvolti e impauriti (BMJ, Giles, 14 ago 2019). Le donne andrebbero informate che la terapia ormonale per la menopausa può provocare il cancro della mammella (Mahase, BMJ, 2 set 2019). La chemioprevenzione del cancro della mammella si basa sull’assunto immaginario che sia possibile prevedere il cancro individualmente, e il suo bilancio danni-benefici può essere negativo, incluso il causare cancri (JAMA, Pace, Keating, 3 set 2019). E’ fondata la tesi che la maggior parte dei risultati di ricerca in oncologia siano falsi; i ricercatori non dovrebbero nascondere la metodologia usata (JAMA Oncology, Unger, 5 set 2019).

Sono esempi recenti della disinformazione sul cancro riversata sul pubblico. Che non ha torto a non fidarsi. Ma il caso Bottaro mostra come lo shopping, la “libertà” di “scegliere” – gradita a Big Pharma – sia una falsa soluzione. Se lo Stato e la magistratura facessero in modo che il paziente possa affidarsi ad una medicina onesta, sia stroncando cure pazzoidi come Hamer, sia contrastando le frodi hi-tech, allora una sentenza del genere sarebbe giusta. Così è come dare per valido un gol in fuorigioco, favorendo le frodi di alto bordo, fino a concorrervi forzando il pubblico a soggiacervi.

@ Sbobo. In un oceano di disinformazione tramite i media, lei critica come non scientifico l’articolo critico di un giornalista pubblicato da quegli analfabeti-complottisti del BMJ, la rivista dei medici inglesi. E’ poco serio anche il sostenere che abusi governativi in politica sanitaria non possano essere commentati che dalla “scienza”. Che il bilancio benefici-danni della “prevenzione” per il ca mammella sia molto più basso di quello spacciato al pubblico, e per alcuni negativo, è documentato da articoli scientifici, prese di posizione di società mediche e singoli medici. Nei paesi anglosassoni ora si adotta l’escamotage di coinvolgere il paziente in una “scelta”, prospettandogli i rischi, per salvare prodotti scadenti, iatrogeni e lucrosi. (Ma la medicina ha il compito di fornire nella malattia una guida onesta, utile e umana, non di presentare “scelte gotiche” come tra una minuscola riduzione del rischio di morire di quel cancro, senza riduzione della mortalità globale, e il rischio elevato di essere sovradiagnosticati e divenire da sani malati di terapie oncologiche. Il mostrare, sfruttando sbagli, le sbarre a chi cerca di sottrarsi spinge anche verso la brace della “libera scelta”). In Italia vigono ancora falso grossolano e censura. Non è irrilevante per questa sentenza che il presidente del CSM esterni posizioni simili alle sue, al punto di mandare la figlia Laura a fare da madrina a operazioni di ‘overselling’ (How a charity oversells mammography. BMJ, 2012).

@ Sbobo. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano dei magistrati professionisti di questo suo appoggio all’ortodossia tramite il mendacio (le critiche allo screening mammografico sarebbero “semplici articoli di giornale” che è un danno al pubblico rendere noti; i danni da mettere in bilancio sarebbero solo i cancri provocati dai raggi x) e la teoria che non è lo Stato a dover garantire la veridicità delle indicazioni mediche ma sono i cittadini ad avere “il dovere” di informarsi; ma solo seguendo quello che “la scienza” trasmessa dai media mainstream gli dice; le fonti primarie e le denunce di specialisti e di chi studia il fenomeno non essendo fatti loro. (Contemporaneamente si vuole la”participatory medicine”, che forza scelte tecniche illegittime coinvolgendovi cittadini impreparati). Anzi, in analogia con il suo identificare la scienza con i ricercatori, cosa ne pensa “la giustizia” di interessi di enormi dimensioni che vengono difesi come fa lei. Le sue sono affermazioni grottesche; ma appare in effetti che su diversi temi medici la magistratura applichi i suoi poteri prendendo per oro colato le informazioni tecniche, in realtà propagandistiche, diffuse dietro compenso dai talk show e dalle riviste femminili. Tanto che il potere persuasivo degli interventi giudiziari viene usato a fini di marketing e disinformazione. Non tutto è corrotto, ma nel campo della medicina appare essersi ottenuto un livello di ‘cattura normativa’, dove il crimine si fa legge.

§  §  §

vedi anche:

L’altra mafia e i bambini: la sentenza di condanna dei Bottaro e il suo contorno mafioso. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella. 18 settembre 2019.

Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico

La santimonia

La necessità di laicità contro l’aggiramento dei limiti e l’inversione dei controlli posti dall’art. 41 della Costituzione

 

 

I rintocchi funebri del marketing medico

24 agosto 2019

16 agosto 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Nadia Toffa morta, centinaia di persone ai funerali a Brescia.”

Questa campana a morto suona per noi due volte. Perché nessun uomo è un’isola; e per la nefasta operazione di marketing dell’oncologia commerciale. Con il cancro-spettacolo si sta alimentando: a) la concezione narcisista della malattia (Cancer as Metaphor. The Oncologist, 2004. 9, 708); il cancro come occasione per distinguersi ed esibirsi; che favorisce in particolare b) l’espansione in atto del mercato del cancro verso i giovani. c) la ‘warrior trap’:”Pharma banks on cancer patients who are ‘determined to keep fighting’” Health News Review, 10 lug 2018. d) la spinta verso Cariddi dei Patriciello e dei loro mai sazi sodali bresciani, che ingigantiscono oltre il vero la Scilla dei siti inquinati e tacciono dei gorghi del business del cancro (v. La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide. Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato). e) la vendita sciacallesca di lucrosi rimedi che necessita di narrative grondanti emotività data l’efficacia limitata, nulla o negativa.

Ci pensavo oggi, 16 agosto, poche ore dopo che mi era stato indicato in un locale il presidente della Commissione antimafia Morra: mali palesi, cancro e mafia, hanno omologhi non riconosciuti, liberi e riveriti, proprio dietro alle istituzioni designate a combatterli. Collegati da reti di potere, questi parassitismi occulti scambiano Bene e Male, e convertono valori positivi in iniquità; come la promozione di inganni di massa sulla salute ottenuta da esequie cristiane.

@ vtmaster. In fondo hai ragione. “Tutto normale”: la frode senza vergogna in nome dei buoni sentimenti e il suo essere protetta da scagnozzi e lacchè. Così va il mondo. Tu comunque inginocchiati ed eleva un ringraziamento per questo miracolo della transustanzazione del cancro in un’abbondanza di pagnotte, che sfama tanti, grandi investitori, medici, preti, politici, statali, addetti ai media, fino agli umili spalatori dello shitposting come te.

@ vtmaster. I diritti non si “consentono”, si riconoscono. Non è “la scienza”, come sostiene un adepto di don Verzè, ma sono la truffa e lo sfruttamento a non essere democratici: diritti costituzionali e frodi biomediche istituzionalizzate sono tra loro incompatibili. Queste frodi omicide non potrebbero mantenersi senza un adeguato apparato repressivo. Che è associato all’apparato di manipolazione ideologica – all’opera sul sagrato e all’interno del duomo nuovo di Brescia – e in parte con esso coincidente. L’omologo nella società legale della criminalità mafiosa. La scienza non è libera, e il “diritto di parola” è ridotto – consentito, come scrivi – al minimo sufficiente a salvare le apparenze. E a giustificare le paghe dei censori; quelle della picciotteria, degli officianti, e dei chierichetti come te che immediatamente intervengono a imbrattare le notizie di denuncia delle frodi e della relativa propaganda. Vige piuttosto un “diritto di predazione”, questo sì assicurato dietro alle chiacchiere altisonanti su “Stato di diritto”, “valori evangelici” e “scienza”.

@ vtmaster. i pensano associazioni a delinquere a cancellare quelli come me e meglio di me. La scena pubblica è invece occupata da operazioni come questo rito, stralunato e senza pietà, ma diffuso dai media fino alla saturazione, così che sono voci come la mia – e quelle degli autori che cito – a suonare marginali e strambe. La selezione inversa, un troll dovrebbe saperlo, è una costante della storia repubblicana. Gli omicidi di figure istituzionali e della società civile non allineate, affidati a mafia e terrorismo, sono stati anche epurazioni esemplari. Come gli omicidi morali. Es. quello di Domenico Marotta, padre dell’ISS, sbattuto in cella a 80 anni da una struttura occulta di potere alla quale non erano estranei il magistrato piduista Spagnuolo e il santo bresciano papa Montini, del quale l’attuale vescovo di Brescia Tremolada si dice particolarmente devoto. Gli italiani vivrebbero meglio se alla presidenza della Repubblica fosse andato il pur curiale Moro; e avrebbero una sanità migliore con un ISS diretto da figure dello stampo di Marotta. Invece hanno il genere di sanità propagandato dalle Iene. Che a suo tempo hanno pompato un altro imbroglio bresciano, Stamina. Ricordo davanti a questo stesso duomo una fiaccolata pro Stamina. A proposito di eccitazione della piazza su temi importanti e complessi, parteciparono anche gli ultrà del Brescia calcio, che accesero dei bengala e berciarono cori; sempre sotto la regia dei troppo esperti gestori del sacro.

@ vtmaster. Comincia tu, che mi vieni appresso per insultarmi, col non torcere gli zebedei, invece di negare reati gravi liberamente commessi, a danno della mia persona e della comunità, a fini censori, per facilitare grandi affari illeciti.

§  §  §

18 agosto 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gentilini “Nadia Toffa, da medico dico che la morte dei giovani per cancro pone domande sull’inquinamento”

Purtroppo medici, anche di importanti società scientifiche, lanciano allarmi sugli aumenti dei tumori nei giovani senza dare i dati quantitativi, che mostrerebbero che gli allarmi sono gonfiati, facendo figurare come epidemici eventi che restano relativamente rari*. Per un quadro veritiero, v. es. la pagina “Young people’s cancer mortality statistics” (19 ago 2019) di Cancer Research UK. Mentre i media gonfiano il singolo caso Toffa non pongono domande come: l’interesse commerciale a estendere alle fasce d’età più giovani la preoccupazione del cancro e spingerle a rivolgersi alla medicina; i danni che queste persone subiranno**; l’enorme divario prognostico tra i vari tipi, es. tra il comune carcinoma papillare della tiroide, che si propone di non chiamare più cancro, e i più rari tumori cerebrali aggressivi; la possibilità e la tendenza ad arpionare e tirare dentro i reparti di oncologia persone non affette tramite le sovradiagnosi, che riguardano anche i gliomi***, la categoria sul quale questo caso simbolico messo al posto dei dati si basa; l’effetto ‘profezia che si autoavvera’, col meccanismo allarmismi-sovradiagnosi-danni iatrogeni.

*Many journalists fail to question new Cancer Society colorectal cancer screening guidelines. Health News Review, 31 mag 2018.
** What’s the harm in earlier screening for colorectal cancer? Lown Institute, 1 giu 2018.
*** An Interdisciplinary Approach to Avoid the Overtreatment of Patients with CNS Lesions. Cancer, 1997. 80: 2040.

La truffa delle due grazie

21 luglio 2019

Ludovico XI re di Francia, trovandosi vecchio e ammalato ma poco disposto a morire, fece ordinare preghiere per la sua salute a tutti i preti. San Francesco di Paola che lo assisteva, Interrogato da lui se i preti avevano eseguito il comando, gli rispose che a tutti gli altari i sacri ministri domandavano a Dio la salute del suo corpo e quella della sua anima. «Male» disse il re «perché quando si vuole una grazia non se ne debbono chiedere due.» (Piero Chiara)

 

14 luglio 2019

Blog de il Fatto

Commento al post di G. Scacciavillani “Donne e tumori, il rapporto speciale tra le pazienti e il senologo futura quota azzurra in un mondo rosa”

Quando si è malati o si teme di esserlo si hanno due problemi: biologico e umano. E’ sbagliato ridurre la malattia a una delle due dimensioni. E’ dannoso anche cedere alla tentazione di riunirle, sotto la direzione del medico, spinti da messaggi come questo articolo. Non credo che l’emotività femminile oscuri la comprensione della differenza biologica tra mammella, ghiandola sudoripara modificata, e polmone; le dinamiche emotive, complesse, vengono sollecitate e sfruttate da un marketing spietato. Es. si gioca sulle incertezze sull’attrattività sessuale. In USA per vendere estrogeni per la menopausa si è ricorsi a slogan come “Quando le donne sopravvivono alle loro ovaie”. Oggi si aggiungono forme più suadenti. Invece di informare sul rischio di essere trattate senza avere un cancro, di subire trattamenti pesanti nell’interesse di chi li vende, si batte sugli aspetti umani per diffondere indicazioni tecniche ingannevoli *. Il problema umano non è meno importante di quello biologico; ma l’unione dei due espone a divenire preda di frodi tecniche. Conviene cercare di curare entrambi, ma tenendoli separati. Altrimenti si diventa vittime del “culto del cancro della mammella” un intruglio pacchiano che “trasforma le donne in polli per le multinazionali” come ha compreso la femminista Ehrenreich, biologa e paziente **.

* How a charity oversells mammography. BMJ, 2012. 345:e5132.
** Welcome to Cancerland. A mammogram leads to a cult of pink kitsch. Harper’s 2001. 303:43.

§  §  §

Vedi anche:

I rintocchi funebri del marketing medico

 

Il canone italiano

24 Mag 2019

17 maggio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Omicidio Biagi, pena ridotta di 10 mesi all’ex Br Boccaccini. Il figlio Lorenzo: “Mi fa molta rabbia, prendo atto” “

jav2. ogni tanto pensi anche a quello che ha fatto suo padre… [commento più votato, con 10 like]

@ jav2. Anche nell’omicidio Biagi compaiono complicità di Stato e brigatisti che fanno da ponte coi servizi*. L’omicidio annunciato e lasciato commettere ha educato giuslavoristi e legislatori ad essere diligenti nei compiti di dettato dei poteri forti sulle leggi sul lavoro. Anche grazie ai “lavoratori” che non concepiscono altro che il loro interesse immediato. Non pensando che sia nel loro interesse, che sia indispensabile, tutelare lo Stato e la nazione. Es. impedendo condizionamenti tramite l’assassinio politico, che si tradurranno in danni anche alle condizioni di lavoro, come è avvenuto. Con l’omicidio si è sfruttato, oltre che una classe dirigente che vende il Paese – magistratura non ultima – quello che chiamo ‘il canone italiano’ della gente comune: l’essere aggressivi coi propri pari e connazionali e codardi con il potere. L’attuale stato del lavoro in Italia sotto il tallone liberista mostra l’inefficacia del canone; dello scannarsi tra connazionali e leccare il potere. Chi, invece di scagliarsi contro l’ucciso pensando all’abbonamento allo stadio perso per colpa sua, volesse cominciare, nel suo interesse, ad alzare la testa, può leggere il primo capitolo de ‘Il golpe inglese’, ‘E Churchill ordinò: insabbiare il delitto Matteotti’ (Cereghino e Fasanella, Chiarelettere, 2011) su come gli inglesi armarono con documenti Matteotti contro Mussolini e armarono la mano fascista che l’uccise.

*Dezzani F. Omicidio Marco Biagi: il terrorismo di Stato tra noi. 4 marzo 2015.

§  §  §

22 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. Manenti “Se a bordo di quel barcone ci fossero stati dei gattini”

@ ildragoalatodira. Se vuole discutere non dovrebbe concludere con “punto e basta”. Vada per fare sparire il concetto di patria; il patriottismo, “l’ultimo rifugio del mascalzone”, può portare a calpestare i doveri verso tutta l’umanità. Ma quello di nazione? L’insieme degli italiani non conta nulla ? O italiano o di Tonga, per lei il legame è lo stesso? Un malinteso patriottismo può fare gravi danni, è vero. Ma mi pare che in Italia ci sia una carenza di spirito repubblicano, e un familismo atavico, deteriore e e contiguo alla mentalità mafioide. Mi pare che ci si preoccupi dei danni da obesità su un soggetto che è denutrito. Inoltre il canone italiano, di badare a sè stessi e alla propria famiglia, fregare il compatriota e arruffianarsi col potente di turno, non funziona più nel mondo attuale. Il cosmopolitismo è l’ultimo rifugio del poveraccio. Absit iniuria. Senza una dimensione autenticamente comunitaria, pacifica e civile ma ben delineata, senza restare uniti come etnia, non solo si perde in dignità, ma si affonda verso gli ultimi posti, come sta avvenendo.

§  §  §

28 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di Agenzia Vista Alexander Jakhnagiev “Ponte Morandi, un boato sordo e un lungo applauso: il momento dell’esplosione delle pile 10 e 11”

Un “lungo applauso” per la demolizione del relitto di un viadotto autostradale che è crollato per il malgoverno, uccidendo decine di persone, che avevano pagato un pedaggio per passarci sopra. Un applauso davanti a un caso esemplare degli sfaceli causati dall’arricchimento parassitario, a nostre spese e a nostro danno, come quello elargito ai concessionari delle autostrade. L’applauso facile è sintomatico di un’indole codarda e ruffianesca, e di scarso rispetto per sé stessi.

@ Antonella Genova. Credo che la radice di ovazioni per cose come la spettacolare esplosione controllata con la quale si sono abbattuti i reliquati di un fallimento criminale – o del precipitarsi a celebrare come eroi e angeli coloro che, pagati per questo, estraggono persone dalle macerie nello scenario pauroso di paesi sventrati da un terremoto – sia la stessa dalla quale cresce il cinismo miope dei cittadini che porta a ponti e case che crollano. Mentre i non-eventi, come ponti che non crollano e case che nei terremoti non uccidono chi le abita, richiedono cittadini che la solerzia la pratichino nel darsi governanti capaci e onesti – che non sono grandi meriti ma requisiti minimi – più che nello spellarsi le mani per esprimere speciale riconoscimento a chi svolge, facendo il proprio dovere, mesti compiti come lo spazzare via i cocci dopo che il disastro è stato lasciato accadere, i morti sono stati tumulati e il denaro dei cittadini è stato indebitamente intascato.

§  §  §

7 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mediterranea, il capitano della nave Alex: “Un agente piangeva mentre controllava i documenti. Un altro ci ha ringraziato””

Accettare questo invito grottesco alla lacrimuccia non è solo ingenuità; è anche un segno della debolezza verso le figure di autorità che gli italiani scontano sulla loro pelle. Forse ci saranno poliziotti ipersensibili e dai rubinetti facili; ma in genere in questi casi vale quello che scrisse Celine della borghesia, “impassibile e piagnucolosa”, a seconda della convenienza personale, e quindi anche a seconda di ciò che il copione del potere prescrive. La consolidata ruffianeria delle forze di polizia e della magistratura verso i poteri forti è tra i principali fattori nascosti per i quali l’Italia non è un Paese per onesti. Ruffianeria verso i poteri forti che include la collaborazione ai soprusi abusando del potere istituzionale, e, come in questo caso, partecipazione alle narrative volte a fare passare per uno stato di cose normale o lodevole lo sfruttamento. “Salvarne” uno e sommergere cento persone comuni, italiani e stranieri, nell’impassibilità complice delle quinte colonne.

@ Stendhal. Credo che il tipo umano che oggi serve il potere dando del nazista a chi si oppone all’immigrazione forzosa sia lo stesso, sia il discendente morale di quello che allora serviva il potere nella caccia agli ebrei; che collabora con il più forte, privo di vergogna. Il tipo umano del delatore. “Se tutte le città d’Italia avessero fatto come Sarzana il fascismo non sarebbe passato”: Sandro Pertini. A proposito di forze di polizia, a Sarzana i carabinieri bloccarono i fascisti; oggi gli stipendiati di polizia calano le brache recitando queste farse patetiche. Se Vittorio Emanule III, detto Sciaboletta, avesse firmato il decreto d’assedio non saremmo caduti nel baratro del fascismo. Se avessimo la spina dorsale per esercitare il modesto sforzo occorrente a fermare l’immigrazione forzosa, come fanno altre nazioni, eviteremmo danni futuri. Se non lasciassimo campo libero ai ruffiani, agli intriganti con la tonaca, ai gauleiter, agli sciaboletta ai quali va bene che si affoghino neri per esercitare il ricatto morale per il quale gli unici da soccorrere, gli unici infelici sulla faccia della terra sarebbero i giovanotti con le treccine che hanno pagato il biglietto per il passaggio sui barconi, potremmo vivere meglio noi e fare qualcosa di buono per chi ha davvero bisogno nei paesi svantaggiati.

@ Stendhal. Non è plausibile che masse di persone paghino un lungo viaggio per andare a farsi internare volontariamente in lager allucinanti dai quali poi, se sopravvissuti, tentare di fuggire. Ricorda quel che racconta Woody Allen, di quando faceva telefonate oscene a una donna; e di come le facesse “collect” a carico del destinatario, e la donna le accettasse sempre. Non cito Woody Allen perché sono favorevole alla causa degli ebrei di New York. E Woody Allen non mi piace molto. Però la battuta è buona. Se cito una descrizione della borghesia di Celine, questo le darebbe il diritto di attriburmi sentimenti nazisti e da sterminatore di ebrei? Humani a mi nihil alienum puto. Cerco di riconoscere e prendere il buono tra un mare di paccottiglia e di veleni; anche se la fonte ha idee politiche o finalità lontane dalle mie. Quelli che parlano come lei, applicando le suddivisioni puerili tra martiri, demoni e santi tracciate dalla propaganda, cercano di racimolare una pagnotta, raccogliendo e lanciando qualsiasi spazzatura. Invece di organizzare ronde per il controllo del linguaggio e dei sentimenti altrui vedete di mettere mano a ciò che è racchiuso nei vostri sepolcri imbiancati.

@ Stendhal. La pietà e la solidarietà false imposte dagli strozzini tramite mezzani sviliscono i loro corrispettivi autentici. Per non parlare di quelli che di mestiere dicono di essere portavoce della divinità, e indossati paramenti di genere insultano coloro che resistono ai loro raggiri come fanno indovini e fattucchiere. La prostituzione di valori etici e religiosi a interessi di potere non è pietà o solidarietà. È santimonia, che già prima di Cristo era riconosciuta come rivoltante: “Fra tutte le specie di ingiustizia la più detestabile e odiosa è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini”. Cicerone.

@ Stendhal. Segua lei il mio consiglio, ceda l’armamentario a qualche emulo di Otelma e bussi al portone del luogo che meglio può accoglierla: la più vicina casa circondariale.

@ Stendhal. Spiace sempre per una persona al gabbio. Comunque la pena deve comprendere anche la riabilitazione; alla quale lei può avvicinarsi considerando questa notizia edificante del 7 luglio 2019, dei poliziotti che scoppiano in lacrime davanti alla flotta delle Ong; e la notizia di ieri, 8 luglio, l’assoluzione definitiva dei CC per l’omicidio di Giuseppe Uva. Rifletta e mediti su di esse, come farebbe per parabole evangeliche, le compari, con la sua intensa spiritualità. Si ponga come astri che guidano il cammino fulgidi esempi come questi del Vero e del Buono – ce ne sono tanti – li assimili, aiutato dalla Fede, e vedrà che si troverà pronto a rioccupare senza dover temere nulla il suo posto nella società dei liberi.

@ Stendhal. La compartimentazione, indispensabile alla vita e ubiquitaria nelle strutture biologiche, è un valore; contrariamente a quanto sostiene chi dice “ponti non muri”, come Bergoglio; o come il presidente dell’associazione USA delle case farmaceutiche, che ha spacciato per un creare “ponti” (Holmer AF. Direct-to-Consumer Prescription Drug Advertising Builds Bridges Between Patients and Physicians. JAMA 1989. 281. 380) l’induzione della domanda di farmaci tramite pubblicità (Hollun MF. Direct-to-Consumer Marketing of Prescription Drugs. Creating Consumer Demand. JAMA, ivi) sostanzialmente fraudolenta. Quindi plaudo alla sua asserita voglia di frapporre una barriera tra quelli come me e quelli come voi. Come commentò Guareschi dopo essere stato fatto cadere in un intrigo vero tramite un intrigo falso, “Se la canaglia impera il posto degli onesti è la galera”. Certo, i ser Ciappelletto e i frate Cipolla possono giocare sulla confusione tra chi è la canaglia e chi l’onesto; Pinocchio, incarcerato perché vittima, sarebbe rimasto in carcere nonostante l’amnistia se non si fosse dichiarato malandrino. Ma la segregazione di due classi antitetiche è già una forma di ordine. Però non sciupi tutto con i suoi rosari; l’importante è che rimaniamo dai lati opposti delle sbarre.

@ Stendhal. La lascio alle “pure gioie ascose” del suo cenobio.

La decenza precede la santità

6 Mag 2019

29 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Musolino “Mimmo Lucano, verso ’archiviazione giudice indagato per favoreggiamento: “Sono onorato di essergli amico”

Fa cascare le braccia vedere, e per di più in Calabria, l’arbitrio nella ridistribuzione di denaro, voluto dai poteri forti, aiutato e giustificato in termini etici da un magistrato. Sono convinto che in una società civile la decenza, la grigia, umile decenza precede la santità. La decenza, la semplice correttezza, l’equità elementare vengono prima, sono più importanti e utili, dell’eroismo, dei grandi gesti; lo “stato di eccezione” è spesso la giustificazione, l’alibi, per ingiustizie e ruberie. E’ lo sfarzo barocco che copre la pezzenteria. Lo penso anche sulla scorta del mobbing e stalking istituzionale- massonico- clericale, a favore degli stessi grandi interessi illeciti serviti dall’utile Lucano e da magistrati come questo, che devo aspettarmi quando sono costretto a recarmi nel lametino (Cz), la terra dei miei genitori. La Calabria, l’Italia, non si risolleveranno mai se non verrà riconosciuto questo ordine di priorità. L’anteporre la santità – o la presunta santità – l’eccezionale, alla regola, alla decenza, alla razionalità, equità, legalità accomuna disonesti e prevaricatori di vario abito; e, reato o meno, il sostenerlo da parte di un magistrato lo rende non idoneo alla carica, che non avrebbe dovuto essergli assegnata e che probabilmente ha ricevuto per intercessione di qualche divinità.

lele: in effetti il problema non è la ‘ndrangheta…ma il traffico (citazione).

@ lele: Benigni è bravo come comico, ed è un guru dell’arte di servire chi comanda fingendosi partigiani della giustizia. In effetti senza la ndrangheta e le altre mafie tante mascalzonate dei “perbene”, tanti servigi resi agli stessi burattinai che muovono anche i fili della mafia, tante omertà e viltà apparirebbero per quello che sono, e non ci sarebbero alibi per lasciarle indisturbate e favorirle. La mafia delle ndrine fa sembrare onesta la mafia del palazzo e del mondo legale. Fa comodo. “I magistrati si occupino piuttosto della mafia” lo ha detto Salvini su una indagine su un leghista, lo dicono i galoppini dei preti e dei poteri globalisti che esaltano Lucano, questo Robin Hood che lavora per lo sceriffo di Nottingham, e lo dicono chissà quanti imbroglioni di mezza tacca colti con le mani nel sacco.

fender 957: Se cominciaste a liberarvi dalla ‘ndrangheta sarebbe un bel passo avanti.

@ fender 957: Hai ragione. E la mafia andrebbe eliminata non solo per i suoi crimini diretti, ma anche per la sua funzione di standard negativo che favorisce l’altra mafia; da quella dello sfruttamento del Paese da parte dei poteri forti al clero e alle massonerie, al clientelismo dei politicanti locali, a quella dei micro-imbroglioni rappresentati come angelici al confronto della mafia dal candido sosia di Johnny Stecchino nel film di Benigni. La mafia e l’antimafia si sono composte in un sistema di potere integrato, che andrebbe scisso. Potremmo chiedere aiuto a Graziano “Cutro” Delrio, di Reggio Emilia. Per voi del Nord liberarsi dalla mafia non so se sarebbe un passo avanti. Poi come farebbero i lombardi a delinquere impunemente (ne conosco tanti), come farebbero i magistrati a chiudere gli occhi davanti a gravi attività illecite delle “aree produttive” con la scusa della sovrumana e inestirpabile risalita della linea della palma? La mafia è una montagna di m. che ha effetti fertilizzanti per altri generi di crimine.

Syrantex: Certo che mettere massoni e clericali nello stesso complotto….quando si fa l’insalata non si possono mettere ingredienti a caso.

@ Syrantex: Se si legge la storiografia sulla mafia e il terrorismo nell’Italia repubblicana si trovano Vaticano e massoneria alleati negli stessi sanguinosi complotti. E’ praticamente la norma. Alleanza che si riscontra anche, in Calabria o a Brescia, se si è testimoni di affari sporchi di alto bordo. Quando si fa l’anticomplottista è utile l’anacronismo, il fingere di essere ai tempi di Clemente XII, primo Settecento, o che vi sia la scomunica immediata per i prelati iscritti alle logge. Certo non dico che Bergoglio sia iscritto al Rotary. Mi correggo, è socio onorario del Rotary, e di quello di Buenos Aires, che sulla P2 e i suoi crimini deve avere concezioni parecchio misericordiose. Il Rotary era già stato rivalutato da papa Montini, di Brescia.

§  §  §

28 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di Agenzia Vista Alexander Jakhnagiev “Ponte Morandi, un boato sordo e un lungo applauso: il momento dell’esplosione delle pile 10 e 11”

Un “lungo applauso” per la demolizione del relitto di un viadotto autostradale che è crollato per il malgoverno, uccidendo decine di persone, che avevano pagato un pedaggio per passarci sopra. Un applauso davanti a un caso esemplare degli sfaceli causati dall’arricchimento parassitario, a nostre spese e a nostro danno, come quello elargito ai concessionari delle autostrade. L’applauso facile è sintomatico di un’indole codarda e ruffianesca, e di scarso rispetto per sé stessi.

@ Antonella Genova. Credo che la radice di ovazioni per cose come la spettacolare esplosione controllata con la quale si sono abbattuti i reliquati di un fallimento criminale – o del precipitarsi a celebrare come eroi e angeli coloro che, pagati per questo, estraggono persone dalle macerie nello scenario pauroso di paesi sventrati da un terremoto – sia la stessa dalla quale cresce il cinismo miope dei cittadini che porta a ponti e case che crollano. Mentre i non-eventi, come ponti che non crollano e case che nei terremoti non uccidono chi le abita, richiedono cittadini che la solerzia la pratichino nel darsi governanti capaci e onesti – che non sono grandi meriti ma requisiti minimi – più che nello spellarsi le mani per esprimere speciale riconoscimento a chi svolge, facendo il proprio dovere, mesti compiti come lo spazzare via i cocci dopo che il disastro è stato lasciato accadere, i morti sono stati tumulati e il denaro dei cittadini è stato indebitamente intascato.

La differenza tra provare paura e essere codardi

18 aprile 2019

12 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Strage via D’Amelio Fiammetta Borsellino: “Csm non ha fatto nulla. I topi stanno mangiando i faldoni sulle stragi”

@ Giuseppe Aino. Bisogna distinguere tra paura, reazione fisiologica che ci blocca, e codardia, scelta di vita fondamentale che fa diventare complici attivi. I poteri forti fanno paura a chiunque sano di mente si metta sulla loro strada; ma chi si tiene la divisa, la toga dello Stato, le camere con vista dall’alto di colli romani e li aiuta nelle loro attività predatorie e nell’eliminazione delle figure scomode non ha solo paura; è anche un codardo privo di rispetto per sé stesso.

§  §  §

Vedi anche:

Compleanno del 2019. Pratica e ideologia dello stalking di Stato. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella

Calipari: virtù militari e diritto

 

 

I crimini di controllo e il loro carattere continuativo e moltiplicativo

24 marzo 2019

15 marzo 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Omicidio Biagi, l’ex Br Boccaccini chiede riduzione della pena. Il figlio: “Sconti tutto, sarebbe un’altra ingiustizia””

Credo che andrebbe definita la categoria dei crimini di controllo: quelli commessi su input dei poteri forti per controllare il Paese*. Riconoscendone il carattere continuativo e moltiplicativo. Una funzione, la curva su un diagramma, va distinta dal valore puntuale che assume a un dato tempo t. Analogamente, molti reati di terrorismo e mafia hanno carattere di funzione: sono momenti di un’attività continua, e moltiplicativa. Gli omicidi sono picchi, punti di massimo di un crimine, la funzione di controllo, che va considerata nel suo intero. La violenza omicida abbagliando nasconde la parte della funzione che spesso la precede, qui l’avere esposto inerme Biagi, o l’isolamento di magistrati poi uccisi, e la parte che la segue, impunità, condanne fiacche, facili depistaggi, perdonismo zelante, sostituzione della vittima con soggetti graditi. Nella mia esperienza l’effetto di controllo ottenuto tramite apparati istituzionali asserviti viene moltiplicato dal successivo impegno che i vari organi dello Stato pongono nel proteggere manovalanza e complici. Lasciare non adeguatamente svelate e represse violenze e manipolazioni volte a controllare il destino del Paese è una continuazione del controllo, e un alimentare il focolaio acceso col momento omicida. Giuristi potrebbero tradurre nei termini della loro disciplina quanto propongo da cittadino, e da persona informata sul lerciume di Stato.

*Dezzani F. Omicidio Marco Biagi: il terrorismo di Stato è fra di noi. 4 marzo 2015.

§  §  §

17 maggio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Omicidio Biagi, pena ridotta di 10 mesi all’ex Br Boccaccini. Il figlio Lorenzo: “Mi fa molta rabbia, prendo atto” “

jav2. ogni tanto pensi anche a quello che ha fatto suo padre… [commento più votato, con 10 like]

@ jav2. Anche nell’omicidio Biagi compaiono complicità di Stato e brigatisti che fanno da ponte coi servizi*. L’omicidio annunciato e lasciato commettere ha educato giuslavoristi e legislatori ad essere diligenti nei compiti di dettato dei poteri forti sulle leggi sul lavoro. Anche grazie ai “lavoratori” che non concepiscono altro che il loro interesse immediato. Non pensando che sia nel loro interesse, che sia indispensabile, tutelare lo Stato e la nazione. Es. impedendo condizionamenti tramite l’assassinio politico, che si tradurranno in danni anche alle condizioni di lavoro, come è avvenuto. Con l’omicidio si è sfruttato, oltre che una classe dirigente che vende il Paese – magistratura non ultima – quello che chiamo ‘il canone italiano’ della gente comune: l’essere aggressivi coi propri pari e connazionali e codardi con il potere. L’attuale stato del lavoro in Italia sotto il tallone liberista mostra l’inefficacia del canone; dello scannarsi tra connazionali e leccare il potere. Chi, invece di scagliarsi contro l’ucciso pensando all’abbonamento allo stadio perso per colpa sua, volesse cominciare, nel suo interesse, ad alzare la testa, può leggere il primo capitolo de ‘Il golpe inglese’, ‘E Churchill ordinò: insabbiare il delitto Matteotti’ (Cereghino e Fasanella, Chiarelettere, 2011) su come gli inglesi armarono con documenti Matteotti contro Mussolini e armarono la mano fascista che l’uccise.

*Dezzani F. Omicidio Marco Biagi: il terrorismo di Stato tra noi. 4 marzo 2015.

§  §  §

28 maggio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Barbacetto “Su piazza della Loggia ora sappiamo la verità. Un pezzo che spiega un quadro intero”

Magistratura e forze di polizia hanno messo in carcere gli autori della strage in meno un anno e mezzo. Un anno e mezzo del pianeta Saturno, che impiega 29,5 anni terrestri a girare intorno al sole. Considerando che ci saranno state da mandare in galera un centinaio di persone si è avuto un tasso di punizione del 2%; con una risposta temporale del 3.4%, calcolata come il rapporto tra un tempo perfettamente accettabile, un anno terrestre e mezzo, e i 43 anni terrestri reali. Moltiplicando i due tassi si ottiene un indice di efficacia giudiziaria dello 0.07%. Questo limitandosi alle responsabilità di manovalanza e quadri intermedi. Si dovrebbe includere nel conto quanto l’impunità abbia permesso altri delitti e condizionamenti nelle ere politiche successive. Questa può essere una risposta all’abbuono alla Lucia Mondella – “Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia” – secondo il quale la storia la scrivono i tribunali, e a spiegare “l’intero quadro” delle stragi sarebbe una sentenza di condanna minimale che segue ciò che è di dominio pubblico da decenni. Per chi conosca la partecipazione contemporanea di CC, poliziotti, magistrati al quadro dell’asservimento istituzionale ai poteri che oggi come allora controllano il Paese, la condanna micrometrica è piuttosto una operazione cosmetica che salvando la faccia consente di meglio proseguire nel servire gli stessi mandanti di allora in nuovi compiti, silenziosi ma non meno dannosi per il Paese.

§  §  §

Vedi anche:

I depistaggi a stupro continuato

I magistrati e gli USA

Demenza senile e demenza morale

19 marzo 2019

14 marzo 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Alzheimer, a caccia di super sensore per diagnosi precoce. Il Cnr guida gruppo di ricerca internazionale”

Un test per la diagnosi precoce dovrà avere: A) validità clinica. I tanti tentativi di mettere a punto diagnosi precoci per la demenza senile hanno fallito, anche perché la definizione e patogenesi della condizione sono dubbie (e viziate); così che i vari markers, che il test andrebbe a misurare, si sono rivelati insoddisfacenti. B) utilità clinica. Se non ci sono terapie in grado di prevenire l’insorgenza, come è il caso ad oggi, il test avrà esiti inutili e dannosi. C) validità analitica. La ricerca del test, anzi “super sensore”, calpesta A e B promettendo meraviglie nel soddisfare C, misurando qualche composto. Un altro criterio, non dichiarato ma dominante, è la generazione amorale di profitti. La diagnosi precoce dell’Alzheimer può facilmente esitare in sovradiagnosi, a danno del paziente*; creando così malati a beneficio del business, che potrà vendere prodotti non efficaci, facendoli figurare come parzialmente efficaci, sostenendo di avere “prevenuto” o “ritardato” una quota di eventi che non si sarebbero comunque verificati. Ministeri della ricerca e della sanità sani bloccherebbero come favorente frodi sulla salute l’intraprendere ricerche simili prima che siano ottenuti risultati che soddisfino i punti A e B. Ma questa scienza forma uno dei tanti pacchetti sovradiagnosi-pseudocure del big business biomedico, e viene pertanto celebrata e protetta.

*Screening for minor memory changes will wrongly label many with dementia, warn experts. BMJ, 10 set 2013.

§  §  §

13 ottobre 2015

Blog de il Fatto

Commento al post di D. Turrini ”  “Ecco la mia lotta contro il cancro al seno”, la giornalista della Bbc racconta la sua esperienza in un video pubblicato su YouTube”

Per la giornalista della BBC “Il cancro … è semplicemente una malattia che il Servizio Sanitario Nazionale tratta con competenza e cura”. Nel 2000 Tim Evans, negoziatore per l’industria medica privata, disse ad Alan Milburn, sottosegretario di Stato per la salute di Tony Bair, di non vedere l’ora che “il Servizio Sanitario Nazionale non divenga che un marchio di qualità apposto su istituzioni e attività di un sistema con fornitori privati” (Leys C. , Player S. The plot against the NHS. Merlin, 2001). Lo spot della giornalista, che disinforma più che informare, conferma che il corso è quello. Il NHS inglese, frutto di un’impostazione economica keynesiana, ha potuto vantare notevoli aspetti positivi rispetto alle ere precedenti; ora, nel liberismo, ai suoi medici di famiglia è stata offerta una ricompensa extra di 55 sterline per ogni diagnosi di Alzheimer (che diversi medici hanno respinto indignati). Le donne dovrebbero sapere che l’apparato diagnostico attuale è impostato così scientificamente che è possibile, facile e frequente, in pratica inevitabile, diagnosticare falsamente alcune alterazioni morfologiche clinicamente silenti come cancro della mammella; che si è sviluppata una medicina che tratta i falsi cancri di questo genere, che danno soldi e soddisfazioni, piuttosto che concentrarsi su quelli autentici; e che, analogamente ai raccoglitori a cottimo di anziani per il business dell’Alzheimer, ci sono anche procacciatori per i tagliatori di mammelle.

@ frankzappa.fz. C’è anche un’ignoranza insegnata a scuola. Al liceo si doveva studiare la storia della letteratura senza avere letto la letteratura, una tortura che educa a sbrodolare pomposamente su ciò che non si conosce. All’università a medicina mi sono avvicinato ai testi del mondo anglosassone, dove non si applica il “o Cesare o nessuno” ma si studia lo stesso argomento a livelli crescenti di approfondimento, badando alla chiarezza, non allo sfoggio. Il professore di farmacologa, alla Cattolica di Roma, imponeva la sua traduzione di un testo USA; con una sua prefazione più lunga di quella degli autori, e senza l’indice analitico. (Comunque, disillusioni dell’età adulta, è venuto fuori che la dottrina in celebri manuali di medicina USA è stata alterata dietro mazzette).“Grande filosofo”? Non lo dice nessuno, e lui certo non si atteggiava. Ma perché non essere grati a chi sbroglia a livello elementare materie rese più oscure di quello che sono? Perché ingelosirsi per delle buone osservazioni, condite di filosofia classica (un segreto: a volte chi si rifà ad altri autori ha già pensato da solo i concetti, e li guarnisce con precedenti illustri). Perché piccarsi per un successo che non è, come per tanti casi, quello di chi vende fumo? De Crescenzo è da esportazione anche perché era l’opposto del tipo del professore di scuola provinciale che il suo amato Fellini mostra in Amarcord.

§  §  §

19 gennaio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di O. Lupacchini “Decamerone’: la falsità di Ser Ciappelletto e gli eredi di oggi”

Nel 2007 scrissi una relazione sulla promozione della ricerca, anche italiana, sulla demenza senile (oggi detta morbo di Alzheimer) da parte dell’allora novantenne Michael Stern; che a suo tempo era stato incaricato dai servizi USA di gestire Salvatore Giuliano. Nella relazione, che inviai anche ad alcuni magistrati, tra i quali Scarpinato, mostravo come vi fosse una continuità tra lo Stern giovane dell’OSS e della strage di Portella e quello anziano della filantropia biomedica. Dato quanto sapevo, citai a paragone ser Ciappelletto.

La medicina, partecipe del potere di definire ciò che è Bene e ciò che è Male, crea facilmente questi equivoci: Bene e Male spesso sono inaccessibili alla valutazione, nascosti nelle profondità di una complessa realtà biologica a sua volta coperta da spessi strati di interessi e credenze umani. Un caso attuale di “Ciappelletto” è il farmaco Avastin, che ha una “fedina penale”, una lista di precedenti documentati, tale da venire citato da tecnici come caso esemplare di costosissimo farmaco imposto contro l’evidenza scientifica e prescritto off-label ingiustificatamente (come antitumorale). In Italia, con la vicenda, anche giudiziaria, Avastin-Lucentis, gli si è all’opposto data un’identità di farmaco col saio e con l’aureola; che viene sfruttata, giocando su un secundum quid, per presentare l’off-label – una forma di deregulation voluta dal business dannosa alla salute e al portafogli – come una pratica virtuosa da legalizzare.

 

§  §  §

2 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Walter Ricciardi: “Le dimissioni dall’Iss? Da governo posizioni antiscientifiche””

Posso testimoniare che Ricciardi Cattolica – Cergas Bocconi – Valotti A2A – Mattarella costituiscono una clique integrata entro una estesa rete di potere. Rete che difende frodi biomediche miliardarie anche con sistemi da codice penale tramite le istituzioni dello Stato; rete che costituisce una “Santa” della corruzione: un livello altissimo di malaffare con legami internazionali per difendersi dal quale non vi sono giudici a Berlino; ma solo uffici giudiziari che rilasciano ai galantuomini licenze di delinquere.

@ Tataelga. Ce ne sono troppe. Non so, Stamina nell’ospedale universitario di Brescia (rettore Pecorelli, lo stesso portaordini da Washington sui vaccini) (1). Speculazioni – iatrogene – sulle malattie rare (delle speculazioni di recente se ne è occupato perfino il Government Accounting Office USA) con Telethon; sponsorizzate da Mattarella, e da una rete di grandi imprese come TIM, BNL, Auchan, etc. (2). A proposito di Ricciardi, Cattolica e Gemelli, a proposito di antiscientificità e a proposito di sottrazione di soldi pubblici, l’idea di applicare, calpestando la barriera della necessità dei previsti presupposti scientifici, la frode del pacchetto sovradiagnosi-pseudocure (2) all’Alzheimer, progetto Interceptor Fondazione Lilly – AIFA.

1 Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale. Sul mio sito.

2 Un certificato di decenza per le attività antimafia. Sul mio sito.

§  §  §

20 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di J. Piromallo “Luciano De Crescenzo diceva sempre che la vita va ‘allargata’: era geniale. E io lo ricordo così”

Insieme a Camilleri ci lascia un altro dei non molti “italiani da esportazione” (E. Biagi). La Piromallo evidenzia come De Crescenzo fosse anche un uomo di mondo, un bon vivant. Invece di rotolarsi nei piaceri questa decorosa figura di gentiluomo napoletano scriveva, e bene, dimostrando che per farlo non è indispensabile essere degli infelici incacchiati. La Piromallo sottolinea il genere che De Crescenzo praticava, quello del livello notevole che essendo anche accessibile e godibile fa ingelosire i soloni della cultura “alta”. Come Camilleri, Lampedusa, o Piero Chiara, di padre siciliano. Nessun libro mi ha fatto ridere quanto ‘Elena, Elena, amore mio’. Nella sua divulgazione sulla filosofia si trovano preziosità come “Si purificano del sangue versato macchiandosi di altro sangue, come se per pulirsi dalla melma si lavassero con altra melma” (Panta Rei) che descrive bene certe operazioni indicibili delle istituzioni. Ne “Il pressappoco” De Crescenzo riporta la foto di un manifesto funebre sul quale, alla scritta “A 101 anni si è serenamente spento Luigi Esposito” qualcuno aveva aggiunto a penna “e vulevo vedè ca faceva pure storie”; che è utile per chi volesse capire le manovre internazionali e italiane per creare uno schema da decine di miliardi di euro/anno di fatturato speculando bassamente sulle paure e le illusioni dell’età anziana (Fear of dementia could lead to overtreatment. Lown institute, 10 lug 2019).

@ frankzappa.fz. C’è anche un’ignoranza insegnata a scuola. Al liceo si doveva studiare la storia della letteratura senza avere letto la letteratura, una tortura che educa a sbrodolare pomposamente su ciò che non si conosce. All’università a medicina mi sono avvicinato ai testi del mondo anglosassone, dove non si applica il “o Cesare o nessuno” ma si studia lo stesso argomento a livelli crescenti di approfondimento, badando alla chiarezza, non allo sfoggio. Il professore di farmacologa, alla Cattolica di Roma, imponeva la sua traduzione di un testo USA; con una sua prefazione più lunga di quella degli autori, e senza l’indice analitico. (Comunque, disillusioni dell’età adulta, è venuto fuori che la dottrina in celebri manuali di medicina USA è stata alterata dietro mazzette).“Grande filosofo”? Non lo dice nessuno, e lui certo non si atteggiava. Ma perché non essere grati a chi sbroglia a livello elementare materie rese più oscure di quello che sono? Perché ingelosirsi per delle buone osservazioni, condite di filosofia classica (un segreto: a volte chi si rifà ad altri autori ha già pensato da solo i concetti, e li guarnisce con precedenti illustri). Perché piccarsi per un successo che non è, come per tanti casi, quello di chi vende fumo? De Crescenzo è da esportazione anche perché era l’opposto del tipo del professore di scuola provinciale che il suo amato Fellini mostra in Amarcord.

§  §  §

Vedi anche:

Di Maio e la lobby dei malati di cancro. Il paziente come stakeholder

Choosy, marchesini e figli di. La differenza tra meritocrazia e merito

 

 

Mafia fordista e neoliberismo

27 febbraio 2019

21 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Famularo “Neoliberismo: un vero nemico o un’arma di distrazione di massa?”

Mingardi è affiliato al Cato Institute; come J. Pinera, ministro del lavoro e della sicurezza sociale di Pinochet. L’istituto USA è emanazione della scuola di Milton Friedman, il teorico dietro ai massacri cileni. Come l’istituto Bruno Leoni, si tratta di think-tanks che “spread a patina of academese and expertise over the views of their sponsors.” (cit.). Mingardi ha scritto “Il quid hayekiano e thatcheriano di Caprotti, fascio di energia lombarda”. Quando protestai per lettera per lo stalking di polizia che ricevevo nell’andare a fare la spesa all’Esselunga, allo stalking si aggiunsero urti e spintoni dei magazzinieri e cassiere di Caprotti. Lo stalking in quella zona è tuttora pesante; dato il fascio di viltà e corruzione a Brescia. Mingardi è vicedirettore della fondazione TIM. TIM si fa bella finanziando ricerche biomediche funzionali a speculazioni, delle quali descrivo aspetti fraudolenti e conseguente aumento del lucroso burden of disease; mentre finanzia negativamente e boicotta il dissenso, facendomi pagare più del doppio per una ADSL che va a meno della metà. Filantropia usuraia. ‘

La libertà è la libertà degli altri’ (Luxemburg). La dottrina neoliberista è la patina of academese della cleptocrazia (G. Sapelli), del saccheggio distruttivo (P. Bevilacqua). In campo biomedico, posso testimoniare, della mafia compiuta, dove la cupola delle grandi aziende usa mezzi mafiosi, complici i lacchè dello Stato, per proteggere “la libertà” di frode e saccheggio.

lorenzomagni1979: molto volentieri, anche perché è evidente che non lo sappiate, il neo-liberismo infatti pur basandosi sulla concorrenza, sul mercato e sulle libertà individuali pensa che, in fase di redistribuzione, l’intervento dello stato sia necessario per risanare le diseguaglianze. Per cui, massima libertà di intraprendere ma controllo sulla redistribuzione, non come succede ad es. in Italia, in cui con questo governo si vuole un controllo sulla produzione, Pastori sardi, Alitalia ecc. ecc. es. di Paesi neoliberali, Svizzera, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Danimarca, Svezia ecc. ecc. cioè i Paesi dove si vive meglio al mondo. Es. di Paesi non neoliberisti, Italia, Francia, Russia, Turchia, Venezuela.

@ lorenzomagni1979. Oggi Formigoni è entrato in carcere. Chi esulta, chi depreca. Io penso a come sia stato lasciato libero di agire per un ventennio. Da un mio scritto, “Ratio formigoniana”, del 7 feb 2011, respinto dal blog di Beppe Grillo e riportato sul mio sito, una definizione di “mafia fordista” che ha un evidente isomorfismo con la sua definizione di neoliberismo:

“E’ l’ideologia dell’utilitarismo. Che nella sua versione italiana, e padana, può degenerare ulteriormente in “mafia fordista”: una mafia vincente, accettata dal sistema legale, che redistribuisce una quota rilevante dei proventi alla popolazione; a differenza dei mafiosi col bollino di mafioso che egoistacci se li tengono quasi tutti per sé. Una mafia che non ha bisogno di sparare, ma che pratica forme di violenza occulta, nei suoi affari commerciali e nelle misure di repressione contro chi è troppo di ostacolo a tali affari, con l’appoggio dello Stato. Una mafia che a volte si mette in affari con la mafia meridionale, con la quale c’è dietro alle differenze una sostanziale affinità. La ndrangheta in Lombardia è più un gemellaggio che un’invasione di barbari.”

Ratio formigoniana

 

Misurare è un privilegio, non un diritto

13 febbraio 2019

8 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Ferri “La matematica si nasconde ovunque. Tanto da sembrare inutile”

Sull’utilità della matematica trovo illuminante la definizione che un fisico, Mark A. Peterson, dà della sua materia: “la fisica è la teoria matematica della Natura”. Storicamente si è visto come la matematica sia eccezionalmente potente e insostituibile nel definire alcune parti della Natura. Non come un ubiquitario “linguaggio del libro della natura”; ma come strumento che unico dà modelli validi e utili di sue parti importanti. Senza pretendere che tutta la realtà possa e debba essere compresa sempre e solo tramite la matematica: evitando sia di trascurare la matematica, sia di esagerarne la portata sino a farne, dato il suo carattere ostico e oltre un certo livello impenetrabile per chi non vi si dedica primariamente, strumento di intimidazione intellettuale (“se e^(i*pi)=-1, Dio esiste”; Eulero a Diderot) o di frode (es. 1).

In medicina ci si riempie la bocca col “misurare”. Ma la misura più che un dovere, un diritto, o un segno di “scientificità” è un privilegio, una fortuna. Poter validamente misurare in un campo scientifico è come trovare un filone d’oro nel proprio terreno. In medicina il business piega la modellizzazione quantitativa a pseudomisure (es. 2). Non scordiamo gli aspetti terreni, la ‘legge di Goodhart’: “when a measure becomes a target, it is no longer a measure“.

1 Seife C. Proofiness. The dark art of mathematical deception. 2010.

2 Heneghan C et al. Why clinical trial outcomes fail to translate into benefits for patients. Trials, 2017. 18: 122.

§  §  §

17 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Ferri “Chi ha paura dell’intelligenza artificiale?”

Dipende. Il chip che attiva le 4 frecce in caso di frenata di emergenza, o gli algoritmi di controllo in chirurgia, sono utili. L’avidità potenziata dal computer no. R. Caruna, senior researcher della Microsoft, ha illustrato i pericoli della AI in medicina: un suo modello di AI per ricoverare o meno in terapia intensiva chi ha la polmonite mette a rischio gli affetti da asma, che nel modello vengono esclusi in quanto l’asma risulta essere un fattore protettivo; mentre porta solo a maggiore attenzione clinica. Caruna ha aggiunto che i modelli sono così complessi che nessuno ne comprende appieno il funzionamento; l’errore sull’asma lo ha scoperto per caso. La AI può generare “unknown unknowns”. J. Hennessy, già rettore di Stanford, Turing Award 2017, ha commentato: “”Remember one thing, supervised learning is the ultimate example of garbage in garbage out….” (1).

Queste ammissioni provengono da ricercatori coinvolti che come il prof. Ferri “si leccano i baffi”; se li leccano in fase con soggetti meno ‘scholarly’ (2). La AI non è affatto per se a prova di errore. E può generarne di subdoli. In medicina errori iatrogeni incrementando i profitti fanno brodo, dal punto di vista degli investitori; che dettano legge. La medicina “black box” fa paura a chi sa cosa può contenere.

1 Tuma RS. Caution Needed With Artificial Intelligence in Medicine, Experts Warn. Medscape, 29 mag 2018.

2 Ford O. Investors See Big Opportunity in AI. MDDI, 19 lug 2018.

@ Massimo Ferri. Fonti ortodosse sono meno fiduciose (1). La riduzione del complesso al visualizzabile è affascinante. Es. pensai “è uno strumento formidabile” comparando in una fredda sala settoria, tra gli umori e odori della decomposizione, la differenza tra la ricerca anatomica della patologia sul cadavere e le immagini nette e chiare di CT scan e MRI sul diafanoscopio. Le immagini pulite e “asettiche” emesse dai PC sono però anche una delle maggiori fonti di sovradiagnosi. Un esempio tra i mille: (2). E la AI può “ripulirle” troppo in questo senso, automatizzando interpretazioni viziate o creando anatomie virtuali, cioè false, favorevoli al profitto a danno del paziente. Aggravando frodi. Anche chi coltivi discipline difficili come la tua, quando emette giudizi etici, e politici, sui prodotti commerciali che si basano sulle sue competenze deve conoscere, verificare e includere nel giudizio gli aspetti rilevanti, sia tecnici che umani, che esulano dal suo campo. Si propone di usare la AI per contrastare le deviazioni commerciali della medicina (3). Ma il ricercatore che intraprendesse – sul serio – questo meritorio filone, invece che i finanziamenti e la visibilità dello “hyperhyped AI healthcare” (cit.) più probabilmente otterrebbe l’equivalente di una scarica di legnate.

1 Mandl KD et al. Potential Excessive Testing at Scale… JAMA, 8 feb 2019.

2 Soylemez R et al. When a test is too good… BMJ, 2 Lug 2013.

3 Oren O et al. Curbing Unnecessary…. JAMA, 7 gen 2019.

@ Bicchiere_1. Tu dici che dovrei mettermi in testa che “un programma può fare tutto quello che può fare un uomo”; credo più al citato rettore di Stanford col Turing Award, che a proposito degli errori gravi propri delle diagnosi AI ha detto che “These programs can extract information from examples, but they don’t have insights”; lo ‘insight’, ‘acume’, ‘discernimento’, ‘intuizione’, resta una indispensabile dote umana. Quello che un programma scritto da uomini può fare come un uomo, non è difficile comprendere, se non si ha la proverbiale ristrettezza mentale che viene attribuita ad alcuni cultori delle discipline esatte, è fare danno, sbagliando in buona fede o ingannando volontariamente, come farebbe direttamente un umano. Es. adottando gli stessi parametri che portano alla sovradiagnosi dell’embolia polmonare alla TAC; causando così emorragie da anticoagulanti e danno economico (Soylemez, cit.). Uno stadio successivo è il comprendere come possano esserci in aggiunta effetti negativi più sottili, favoriti specificamente dalla programmazione informatica: es. di come basti una semplice variazione della soglia di apprendimento AI per ottenere una curva ROC – quella ideata a suo tempo dagli ingegneri elettronici per il radar – che procuri indebitamente all’industria un aumento sostanziale di clienti per il trattamento della retinopatia diabetica (Mandl, cit.).

@ Bicchiere_1. Ho troppa considerazione per la matematica, e stima per i bravi matematici, per accettare la “matematica sulla parola” come la tua.

@ Bicchiere_1. Hai ragione, pensare che condividere le riserve di tanti esperti del massimo livello su programmi informatici che diagnostichino correttamente le malattie sia come mettere in dubbio il teorema di Pitagora non è matematica; è un’altra cosa, e sarei tentato di dirti cos’è, dati i danni che sta facendo questo confondere crassamente tra conoscenza scientifica e tecnologia commerciale; ma è meglio non rubare altro tempo ai tuoi ardui studi. 2

@ Bicchiere_1. Le critiche che riporto sono corredate da esempi, o controesempi, che è scorretto chiamare “generalizzazioni da caso singolo”. Semmai sono dicto simpliciter gli argomenti della carica dei piazzisti. Ricordo che le diagnosi istologiche con neural networks le vedevo studiate 30 anni fa in USA, e non mi pare ci siano stati progressi risolutivi. “Da buttare” è la prosopopea da venditore di tegami. Per ora quella delle diagnosi tramite AI non è una tecnologia affidabile, è pericolosa per il paziente e può favorire scorciatoie commerciali cioè frodi. Questo è lo stato dell’arte attuale. Il fatto che la AI sia una puntata degli investitori, e che sia pompata dal marketing, es. la tua deep supercazzola che “è matematico che funzionino meglio degli umani”, o un altro attrezzo classico del marketing in medicina, la propaganda per entimeme, dove si grida a temibili conseguenze etiche (“programma di AI bloccato perché può costruire fake news impeccabili”, tramesso dai media, incluso Il Fatto, e ieri sera dal TG1) in modo da fare interiorizzare senza discussione la premessa in realtà non dimostrata di una tremenda efficacia e potenza, sono ulteriori motivi di scetticismo sul piano scientifico; e di preoccupazione su quello pratico, dato il possibile uso fraudolento, spicciolo, questo sì a portata di mano.

@ Bicchiere_1. Per il problema delle diagnosi al microscopio fatte da un computer un passo risolutivo sarebbe riuscire a ottenere diagnosi microscopiche impiegabili nella clinica. Passo che non è stato ottenuto, dopo decenni. Il programma di produzione automatica delle fake micidiali è stato presentato al pubblico come censurato in quanto pericoloso. I problemi che riporto sono giudicati non solo di difficile soluzione, ma di una natura che rende difficile individuarli (“unknown unknowns”): la AI può introdurre variabili nascoste dagli effetti non prevedibili su come i pazienti sono definiti e trattati. Scusa ma mi sembra di parlare con uno che voglia vendere a forza un prodotto scadente facendo leva sullo sfinimento. Facciamo conto che tu abbia la bancarella dell’AI diagnostico, che con il tuo inesauribile scilinguagnolo mi abbia convinto ad acquistare la confezione Maxi 2×3, e che possiamo quindi cordialmente salutarci.

Quando è Pietro che si associa a Simon Mago

2 febbraio 2019

27 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. Daina “Sperimentazioni cliniche, online il portale di biologi e divulgatori che colma il vuoto informativo sui test in corso”

Tra i danni dell’applicazione ingenua della scienza alla medicina, e tra gli sfaceli della distorsione della scienza come strumento di marketing, c’è la manipolazione nota come ‘therapeutic misconception’: fondendo le figure del medico e dello scienziato si fa rinascere quella del mago; e si fa credere che le terapie sperimentali siano quanto di meglio il paziente può ricevere. Ma la sperimentazione non ha come fine il miglior interesse dei soggetti su cui testa ipotesi; e che si risolva in un maggior danno rispetto a misure conservative rientra nella norma. In USA, denunciano bioeticisti, gli ospedali sfruttano l’equivoco lasciando intendere ai malati che venendo arruolati in un trial clinico ne ricaveranno benefici. G. Annas scompone questo inganno in tre ‘doublespeaks’: la sperimentazione è trattamento; i ricercatori sono curanti; i soggetti sono pazienti. Fare passare la ricerca per cura permette di vendere farmaci inefficaci a 100000 euro a fiala. Il medico del Bambin Gesù che, riporta l’articolo, inganna chi è alla ricerca disperata di una via d’uscita dalla malattia facendogli credere che “soprattutto per le malattie incurabili eventuali effetti avversi sono superati dai benefici attesi” spingendolo così a partecipare a sperimentazioni, non dovrebbe avere difficoltà a trovare un confessore nell’ospedale vaticano; ma purtroppo oggi è Pietro che si associa a Simon Mago, e ne assume i trucchi.

@ Fatjona. La therapeutic misconception è in effetti presente anche nel cosiddetto “uso compassionevole”; un’altra forma di deregolamentazione a beneficio del business fatta ipocritamente passare per opera di carità. L’inganno non lo vedo solo “me”. In USA, dove l’uso compassionevole è stata introdotto con la legge “Right to try”, lo vedono e lo descrivono in tanti. Es. il gruppo Public Citizen sulla firma da parte di Trump del Right to try: “esporrà i pazienti al rischio di seri danni, incluso il morire prima e più dolorosamente”. I “buoni motivi” per partecipare a una ricerca clinica sono dati dal mettere da parte il proprio interesse come malato e sacrificarsi, al netto di una probabilità esigua di ottenere vantaggi, per contribuire a progressi dei quali beneficeranno quelli dopo di noi. In Italia, dove c’è una tradizione del mantenere il pubblico in un mondo immaginario infantile, con figure di Bene e Male e di buoni e cattivi nette come quelle dei cartoni animati per la prima infanzia, la diffusione di questi inganni è associata a un’efficiente repressione delle voci che ne spieghino il meccanismo. Credo che il mantenere la mafia e l’ambigua lotta alla mafia servano anche a questo, a lasciare in ombra affari sporchi del mondo legale accentrando l’attenzione su delinquenti che soddisfano i canoni del fumetto; i soli che vedi “te”.

salvatore 46: cosa proponi?

@ salvatore 46.

a) come gli autori che cito, smascherare e respingere l’inganno, spiegando la differenza di fini e di effetti tra clinica e ricerca.

b) ricondurre la medicina a principi umanistici e scientifici autentici: per i quali il sottoporsi a sperimentazione sia un atto compassionevole del malato, non dell’usuraio che la offre. Una sperimentazione etica, dove si assicuri che i limiti dei diritti umani come paziente non sono superati, se non per un margine consapevole e accettabile; che dia garanzia di essere volta esclusivamente all’avanzamento nel lungo periodo delle cure e non essere un escamotage per fare soldi, a danno dei pazienti. Come altri dilemmi etici in medicina, anche questo sfocia nel tema della concezione generale della vita e dei rapporti umani. E’ anche un esempio dei limiti e dei danni dell’individualismo: nel tentativo di salvarsi a tutti i costi si può ricevere un danno e si ostacola la salvezza per le generazioni future. Sperare di essere curati con l’uso compassionevole di cure sperimentali l’ho paragonato a cercare di salvarsi calando in fretta e senza perizia le scialuppe di salvataggio da una nave che affonda, perdendole: non ci si salva e si impedisce ad altri di salvarsi. I preti saprebbero dirlo meglio di me, ma preferiscono fare i mercanti.

@ Valter Fiore. L’equivoco è descritto nel lavoro originale di Appelbaum et al. “False hopes and best data; consent to research and the therapeutic misconception. Hastings Center Report, 1987. 2: 20”. Il lavoro a oggi risulta citato da altre publicazioni 913 volte: se chiede in giro qualcun altro che l’equivoco lo vede e che glielo spieghi lo troverà. L’equivoco è la therapetic misconception; io ho usato la parola ‘equivoco’ a proposito del suo sfruttamento a fini di marketing da parte di ospedali, a danno anche della stessa ricerca scientifica (London et al. Clinical trials in medical centers advertising. JAMA Oncology, 5 april 2018*). Non è nella “sperimentazione clinica”, come mi attribuisce lei, equivocando senza troppo pudore. London spiega come giochi delle tre carte come il suo, basati sul premettere che i progressi derivano dalla sperimentazione, alimentino una fallacia inversa: la probabilità che chi vince la lotteria abbia acquistato il biglietto in una tabaccheria è alta, ma la probabilità di vincere comprando il biglietto in una tabaccheria è bassa.

*”Although this reciprocal branding of clinical trials and medical centers may increase trial participation in the short term, the therapeutic branding of studies perpetuates misconceptions that distort patient expectations and nourish movements that would weaken the research enterprise.”

@ Valter Fiore. Non fare l’indiano. Oltre a London diversi altri autori osservano che mescolare cure e ricerca non va verso ma contro il progresso scientifico, che necessita dei suoi tempi e dei suoi metodi, che possono essere in contrasto con la cura del malato.

@ Valter Fiore. L’astrazione corretta è indispensabile, e qui consiste nel comprendere differenze grandi e importanti. Possibile che non capisca le differenze tra ricerca e clinica? Legga gli articoli citati, e anche Annas GJ Questing for Grails: duplicity, betrayal and self-deception in postmodern medical research. Journal of Contemporary Health Law and Policy, 1996. 12: 297. Posso darle una dozzina di altri titoli sull’irriducibilità cura-ricerca e sui danni che derivano da questa interessata confusione. Però occorre un minimo di preparazione. Lei sembra fortemente condizionato dall’immagine pop del rapporto tra scienza e medicina: la sperimentazione diverrebbe cura medica quando nel suo percorso passa dagli animali di laboratorio a H. sapiens. Una visione puerile, che favorisce il libero uso, senza regole, di umani come cavie; che è ciò che avviene, su larga scala e in maniera caotica, con gli attuali allentamenti dei controlli sui farmaci; grazie a stratagemmi come questo di fondere ricerca e clinica appoggiandosi all’impreparazione del pubblico e all’immaginario mediatico.

@ Valter Fiore. Non sono io che faccio filosofia, è lei che lubrifica una frode. Qualunque farmaco o procedura medica (inclusi i dispositivi e i test diagnostici, che godono di franchigie ingiustificate; per non parlare delle innumerevoli terapie in uso non evidence based) va testato su umani prima della sua introduzione. Anzi va adeguatamente testato, ciò che non avviene (es. basta un solo trial, più o meno rabberciato, per gridare al miracolo medico della settimana, quando ce ne vorrebbero diversi; infatti i ‘medical reversal’, le smentite a distanza di anni, cioè a malloppo incamerato, si sprecano). Ma la verifica non va fatta facendo credere che la sperimentazione sia cura, uno slittamento che va a danno della salute e dei beni pazienti; che inquina l’etica pubblica e guasta la ricerca scientifica delle quali si presenta come alta manifestazione. E’ in corso una deregolamentazione, sia aperta, sia coperta con maschere ipocrite; questa bugia suadente e consolatoria della sperimentazione come cura è uno fra i modi di indebolire e aggirare i controlli. Lei che fa passare come rigore un ibrido fantastico che abbatte sia il rigore metodologico della ricerca che gli obblighi etici verso i pazienti dà un esempio di queste trovate, che generano profitti miliardari ma restano miserabili.

@ Valter Fiore. Il fare passare nella pratica terapie sulla base di un solo trial non riguarda solo i media; è accompagnato dal battage mediatico ma è praticato dalle agenzie statali di controllo. “Si può vincere e si può perdere” partecipando a sperimentazioni cliniche è diverso da “la ricerca cura”; ed è comunque un discorso di seconda battuta dopo promesse da albero degli zecchini; da venditore di biglietti della lotteria (v. sopra); o da roulette russa, dati i bassissimi RTP, return to player, e le gravissime perdite che la sperimentazione di farmaci a fini commerciali può causare. Senza contare il danno che si fa agli altri malati contribuendo a fare introdurre farmaci con procedure di comodo.

I trial costano, ma rendono ancora di più; i margini i profitto di Big Pharma sono i più alti fra le grandi aziende. Rendono anche ai medici. In questi giorni il Codacons ha inviato all’Autorità anticorruzione e alla GdF elenchi di medici che prendono soldi da una casa farmaceutica, già implicata in uno scandalo di mazzette a pioggia ai medici anni fa – azienda della quale prescrivono i farmaci – sotto il titolo di compensi per partecipazione a trial. La sperimentazione è strumento di marketing anche per mascherare forme di comparaggio industriale. Ma quelli come lei al profitto badano poco, come dice e come si capisce subito dalla repulsione che ha per gli stratagemmi che servono a procurarselo.

@ Valter Fiore. Quello dei farmaci è un settore così controllato e regolamentato che di recente è stato mostrato come sia tecnicamente fattibile fare approvare come efficace e vendere a caro prezzo un farmaco il cui principio attivo sia l’acqua fresca; e come l’attuale severissima regolamentazione incentivi questo tipo di “innovazione” (1). L’interazione tra ricerca e clinica non è lo spacciare la ricerca per clinica; vedo che sui danni ai pazienti e al pubblico che derivano da questo modo fraudolento di “guadagnare” lei non trova nulla da dire.

Il Codacons per lei non è attendibile a priori. Comunque il Codacons denuncia una situazione di comparaggio che ha precedenti in Italia; e che è riconosciuta potere fare tanto danno con piccole mance in USA (2), dove ha dato conseguenze del peggior livello criminale (3); livello criminale rispetto al quale andrebbero valutati i toni blasé coi quali lei sistematicamente mena il can per l’aia.

1 “Prasad V et al Low-value approvals and high prices might incentivize ineffective drug development. Nature Reviews Clinical Oncology, 2018. 15: 399. 2 In pharmaceutical marketing, a little goes a long way. Lown Institute, 25 gen 2019. 3 Hadland SE Association of Pharmaceutical Industry Marketing of Opioid Products With Mortality From Opioid-Related Overdoses. JAMA Open, 2019. 2: e186007.

@ Marco. Il controllo sulla medicina tramite lo Stato – uno Stato democratico, che rappresenti i cittadini – mi pare l’unica via d’uscita. Il che equivarrebbe a una colossale “purga” delle attuali pratiche mediche. Così ridimensionata e corretta, l’assistenza medica potrebbe anche sfruttare la spinta al lavoro del privato, nell’esecuzione di pratiche che siano imbrigliate dallo Stato nei limiti della validità e correttezza. Ma i tempi vanno nella direzione opposta, con una medicina dettata dal privato e con lo Stato al suo servizio che se ne fa esecutore, protettore e esattore.

@ Valter Fiore. Lei tende a mettersi in fase coi tempi. Scettico sul privato quando perdurava l’ombra di 40 anni di DC, in tempi di liberismo lei propugna investimenti a oltranza in medicina; nel genere di medicina per il quale Attali ha coniato l’espressione “l’ordine cannibale”. Forse prima che di statalismo o di liberismo è questione di essere o non essere buoni per tutte le stagioni.

@ Valter Fiore. Invece farmaci acqua fresca ce ne sono tanti, di tutte le classi; e anche farmaci acqua sporca, che sono peggio che l’acqua facendo male (e portando quindi a ulteriori, lucrose, cure). Le medicine alternative stimolando l’irrazionalità aiutano a vendere farmaci ufficiali inefficaci e dannosi a dosaggi dei prezzi non omeopatici ma stratosferici. Moltissimi dei quali sono ciò che chiamo ‘omeopatia pesante’: anticancro cancerogeni, antiaritmici aritmogeni, farmaci per la prevenzione di accidenti cardiovascolari che causano accidenti cardiovascolari, per la prevenzione di fratture che aumentano le fratture, psicofarmaci che fanno sbroccare, antibiotici che provocano gravi infezioni, etc.

Valter Fiore. non so che farmaci assuma ma lei sta sempLiceità giuridica del battesimo dei neonatilicemente delirando: buonanotte.

@ Valter Fiore. E’ lei che è un caso di demenza morale, condizione comune tra i difensori del business medico. Sogni d’oro.

§  §  §

26 ottobre 2012

Blog de Il Fatto

Commento al post di A67 “Il Ministro Cancellieri incontra padre Maurizio Patriciello” del 26 ottobre 2012

Nella mia esperienza, se un comune cittadino denuncia alla magistratura le angherie della polizia, poi dovrà aspettarsi ritorsioni; spesso nella forma di un raddoppio di quanto ha denunciato. Qui il ministro dell’Interno in persona riceve il povero prete oltraggiato, leccando il clero; e il giornalista lecca entrambi. E la gente comune? “Nessuno completamente innocente, tutti egualmente colpevoli” secondo il giornalista; una filosofia da prete e da questurino che ricalca antichi detti della malavita, e favorisce la malavita.

Inoltre in un articolo dove si plaude alla cerimonia di penitenza dello Stato per avere osato rimbrottare un prete che aveva omesso il cartiglio onorifico a un prefetto, il prete viene qualificato come “Padre”. La direzione e la redazione de Il Fatto dovrebbe considerare di adottare la politica editoriale di chiamare i preti con titoli come “don” o tutt’al più “reverendo”, invece di lubrificare queste studiate moine tra il manganello e l’aspersorio.

@ Salvatore Legnante. Né la distanza tra Stato e grande criminalità, né la distanza tra Stato e clero, né quella tra clero e grande criminalità sono ampie quanto dovrebbero essere nell’interesse del cittadino. Così non solo in Campania ma in tutta Italia, inclusa Brescia dove Cancellieri è stata prefettto, i preti vengono identificati con lo stato, e le guerre alla criminalità non si vincono mai, mentre chi le “combatte” accumula potere e si arricchisce parallelamente al grande crimine.

§  §  §

1 dicembre 2013

Blog de Il Fatto 

Commento al post “Aids, appelli di Papa Francesco e di San Suu Kyi. Francia riduce prezzi condom” dell’1 dicembre 2013

Sulla patogenesi dell’AIDS e la iatrogenicità della diagnosi e della terapia ufficiali ritengo abbia ragione il prof. Duesberg (e i tanti altri ricercatori e accademici qualificati che hanno espresso idee simili alle sue). Penso quindi che il papa, mettendosi su questo punto accanto a quei poteri globalisti che a noi dice di criticare e di contrastare, appoggi una versione cruenta e crudele delle concezioni malthusiane; come i suoi predecessori.

§  §  §

13 dicembre 2013

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Bellelli e M. Bella “Il Papa e Stamina: la cura percepita”

Credo che con le staminali il clero persegua, insieme ad interessi materiali (v. il vescovo Paglia) una forma di sincretismo con la scienza; qui tra la speranza di vita eterna nell’aldilà e la magia scientista che promette l’immortalità su questa terra con prodotti hi-tech. Un progetto che ha precedenti nelle teorie di un altro gesuita, Teilhard de Chardin, che furono stroncate da Monod e Medawar. Altri tempi. Oggi il prof Bellelli contemporaneamente predica il rigore scientifico e trova aspetti positivi nell’appoggio del papa a Stamina. “La speranza, anche se fallace, ha un valore” conclude. La speranza fallace ha un valore, per il paziente disperato; ma non è un valore. Non può essere negata a chi è disperato (mentre deve esserlo a chi, sano, viene illuso) ma resta una speranza truffaldina; una speranza “usurocratica”, ottenuta – tramite i poteri dello Stato – esaltandola sui media e sopprimendo le altre possibilità, anche quelle che avrebbero forse funzionato. Chi la crea quindi non va premiato, ma va fermato; né è lecito estendere la non negabilità dell’uso “terapeutico” su chi è disperato all’uso come strumento di induzione di una domanda di mercato nel pubblico generale. La via di uscita, contrariamente a quanto dice Bellelli, c’è; si trova in quei principi etici giudaico-cristiani che certo non si possono rammentare al papa. Es. il 7° comandamento. Ma che sembrano più irraggiungibili e utopici delle promesse messianiche di resurrezione dei tessuti.

F. Pansera

@ Benedetto Toni. Se il paziente è rispetto alla speranza allo stadio nel quale si trova rispetto al dolore il malato terminale con metastasi ossee, anche se falsa la speranza non gli va negata, come per l’altro paziente la morfina (meglio se con un placebo). Ma dovrebbe trattarsi di una soluzione tampone: se tale speranza è fraudolenta , come ho scritto, andrebbe progressivamente smorzata fino a farla sparire dall’immaginario, eliminando il problema. Invece qui preti e scienziati, magistrati e imbonitori, dotti e ignoranti, guardie e ladri, politici e persone ingenue, stanno facendo a gara a portare combustibile a questo falò e farlo ardere vigoroso e a lungo, in modo da creare aspettative generali sulle staminali. I pazienti di Vannoni sono come ostaggi, usati strumentalmente a questo fine. Gli aspetti compassionevoli fanno da cavallo di Troia al disegno degli strozzini di creare la domanda per i futuri farmaci dell’immortalità.

@ Teodoro Lascella. Se si applica il ragionamento del TAR, per il quale gli esperti non devono essere “prevenuti” contro una nuova proposta, allora più grossa uno la  spara maggiore sarà il suo potere di ricusazione degli esperti. Il bello è che il paradosso è evitabile con un concetto che i giudici amministrativi padroneggiano: la “ricevibilità”. La pretesa di un esperto di marketing di curare con una terapia miracolosa e segreta dovrebbe essere respinta come irricevibile. Irricevibile sul piano etico, scientifico e giuridico.

In condizioni normali si valuterebbero inoltre eventuali profili psichiatrici o penali. Ma gli ordini di scuderia sono di fare ammuina sulle staminali, per radicare false speranze nel pubblico; sia sulle staminali di Nature che su quelle di Padre Pio. Il TAR si adegua, con una versione togata dell’ideologia scientista imposta dal liberismo: il futuro è una tabula rasa, e tutto vi è possibile grazie alla scienza; la scienza – purché accreditata dalle magistrature dello Stato – è il solo oracolo che può indicare se la guerra sarà vinta o persa; ciò che il mondo già conosce sugli uomini, e la scienza sulla natura, non conta; se non in forma parziale e distorta, quando conviene al papa o al re.

@ Marco Bella. Oltre all’ovvia assistenza medica, sarebbe utile distinguere 4 ordini di problemi, da tenere separati nell’affrontarli, ponendo cura nel non confondere le categorie e invece comporle tra loro: a) La biologia della malattia; fino a evidenza contraria la possibilità di ricostituzione terapeutica di tessuto nervoso con “staminali”è fantasia. b) Il dolore morale e la paura del malato e dei familiari; li si sta sballottolando senza pietà; occorre che strillino, nel gigantesco spot sulle staminali. c) Sarebbe ora di riconoscere che vi è un gruppo di problemi derivanti dal fatto che nella odierna medicina commerciale vige il vae victis; come nella giungla, chi è ferito o debole diviene una preda, che viene attaccata fingendo di volerla aiutare; vi è cioè un problema di frode endemica, strutturale, che può provenire da insospettabili, e va affrontato esplicitamente. Le staminali hanno anche una dimensione criminologica; comprendendo questo le cose divengono più chiare. d) La protezione degli astanti, del pubblico, il vero obiettivo per il quale è stata inscenata questa sconcia farsa, che sta venendo indottrinato nel credere all’imminente venuta delle cellule magiche. I vari attori si dovrebbero restituire l’un altro i rispettivi cappelli, fare un passo indietro, restare nel proprio ambito, parlare e far parlare il meno possibile, e fare il proprio dovere. Tutto si sgonfierebbe. Ma questo implicherebbe una buona fede e una dirittura che posso testimoniare essere assenti.

§  §  §

13 gennaio 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Zaccariello “I preti contro discarica di Poiatica: ‘Cloaca nauseante. Noi preoccupati per la salute’ “

“Trasi munnizza e esci oru” diceva un mafioso del business dei rifiuti. Un business basato sul degrado, che attrae mafiosi, corrotti e cascame umano di vario genere. La concentrazione di monnezza fisica genera una concentrazione di monnezza umana. Lo smaltimento rifiuti non solo riceve, ma emette. Dai rifiuti può anche uscire cancro, per inquinamento. Ma possono uscire diagnosi di cancro anche attraverso allarmi basati sull’emotività, come quelli che qui lanciano i preti, e che vanno a favorire il business dei cancri taroccati, un florido business nel quale i preti hanno grossi interessi (v. “Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato”).

@ bandarus 05. L’articolo è reperibile su internet digitando il titolo. Queste sono questioni complesse, e il “ho detto tutto” sarebbe meglio lasciarlo a Peppino De Filippo.

@ anton ruud. Sono questioni complesse, ma anche fraudolente. E che, come nelle frodi di strada, abbisognano, tra i vari compari, di gorilla che intimidiscano e screditino chi dice cose non gradite, che potrebbero mettere sull’avviso i polli. Nel gergo dei truffatori USA i dissuasori si dicono “Heavy”, o “Freddy”. Ne è un piccolo esempio il tuo commento, sguaiato, senza senso e vagamente minaccioso, che cerca di fare passare me per favorevole a una manifestazione del liberismo dissennato nel quale i preti inzuppano il pane; salvo vestire i panni dei salvatori, per lanciare nuove frodi a loro vantaggio, aggiornate ai tempi.

Come in tutte le truffe, si gioca sull’avidità del pollo; al quale va bene lo stile di vita consumistico, salvo saltare su quando i rifiuti gli arrivano al collo. Allora ascolta le voci più allarmistiche, reagendo come al solito di pancia, e cascando in nuovi seducenti imbrogli.

 

@ mosquito. Sarebbe tanto se ci fosse un 5% della popolazione che si informa, studia e ragiona invece di farsi dire per cosa deve protestare dagli imbonitori con la tonaca o in borghese.

§  §  §

6 febbraio 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post “Terra dei fuochi, il provvedimento è legge. Screening gratuito e utilizzo dell’esercito“

I rifiuti sono, dal punto di vista economico, “”autofertilizzanti””, come certi reattori nucleari: ciò che producono può a sua volta essere sfruttato. Sui rifiuti ci sono i business nei quali l’inquinamento è l’effetto. E quelli dove l’inquinamento, creato dai business precedenti, è la causa, cioè l’occasione per fare altri soldi: con le bonifiche; ma non solo. Anche con la medicalizzazione e la iatrogenesi. Non dice la verità, ma dice una cosa vera don Patriciello commentando “”E’ un punto di inizio, non di arrivo””. Non è una svolta, ma una prosecuzione su nuove basi.

Sono noti i danni alla salute provocati dal business del primo tipo, cioè da inquinamento. E’ molto meno noto che sono possibili anche danni alla salute provocati dal business del secondo tipo, mentre il potere mostra di voler soccorrere chi ha lasciato fosse esposto a sostanze tossiche. Davanti alla premurosa elargizione di screening gratuiti dopo decenni di libero inquinamento, gli abitanti della Terra dei fuochi dovrebbero stare attenti a non cascare dalla padella alla brace: dai danni alla salute da inquinamento a quelli da medicalizzazione. Vedi l’articolo ““Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato””, reperibile su internet. (Siti Appello al popolo e menici60d15).

§  §  §

19 aprile 2014

Commento agli auguri di Pasqua del vescovo di Brescia su Youtube

Ritenere falso che i morti tornino in vita non è più sufficiente. L’ateismo è divenuto polveroso quanto le dottrine che avversa. Non basta più non credere nella resurrezione dei corpi: occorre essere atei anche rispetto alla religione scientista, anch’essa strumento di prevaricazione, e non credere neppure alle promesse di resurrezione terrena degli organi con le staminali; miracolo hi-tech che oggi i preti hanno in catalogo accanto alla vita eterna tradizionale.

§  §  §

23 maggio 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. D’Ospina “Terra dei fuochi: incontro con Don Maurizio Patriciello. La speranza che non si arrende mai”

“Incontrare don Maurizio Patriciello è un dono” secondo Elisa D’Ospina, che si presenta come “scrittrice”. Io ritengo che per molti bambini, per molti genitori, don Maurizio Patriciello sia una disgrazia, dati i messaggi che diffonde, parziali e ingannevoli, che favoriscono le speculazioni più basse sulla sofferenza e sulla paura, complice l’aura di santità diffusa intorno a lui dai vari turiferari. Vedi: Sos cancro dei bambini e sovradiagnosi. Ilva, dal cancro nascosto al cancro inventato. Reperibili su internet.

Ilenia. Un tempo si faceva il galoppino ai democristiani, oggi direttamente ai preti. Reperibili su internet ci sono studi scientifici che mostrano milioni di casi di sovradiagnosi di cancro, dovute a fome di propaganda della malattia. E’ di queste ore la notizia che nel PIL verranno incluse anche attività illegali come traffico di droga e prostituzione. I benefici all’economia da diagnosi fraudolente di cancro, favorite dagli allarmi a senso unico ai quali lei inneggia, vi entreranno a pieno titolo.

Io segnalo a chi non si beve a occhi chiusi i raccontini delle spiegazioni ufficiali, a chi dubita che il potere che ha tollerato la camorra sia rinsavito, questo altro pericolo, che si facciano soldi sulla paura e a danno della salute dopo che si sono fatti soldi inquinando il territorio. Chi ritiene di non aver tempo da perdere ad ascoltare altre voci, ragionare e riflettere, si accomodi, segua il piffero dei don Patriciello e vada a fare la fila alla porta dei reparti di oncologia.

§  §  §

1 giugno 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Patriciello “Nascere uomini”

Si nasce uomini; dando ascolto a melopee come questa a poco a poco si diventa sudditi senza spina dorsale.

§  §  §

5 luglio 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. A. Grana ‘Papa Francesco: “Non portare il pane a casa toglie la dignità” ‘

Anche il papa, come altri potenti, usa l’espressione che sentiamo ripetere tante volte “mettere al centro”: mettere al centro l’uomo, o la sua dignità. “Mettere il paziente al centro”. L’interpretazione dell’espressione, visto che quelli che la usano più che altro “mettono in mezzo” le persone, si può ribaltare: in effetti ciò che fanno i potenti è mettere l’uomo al centro nel senso di metterlo a metà di un percorso. L’uomo dovrebbe essere messo non “al centro”, ma all’inizio e alla fine di qualsiasi operazione sociale. All’inizio, perché è lui il movente, e alla fine per verificare se il fine umano per il quale si era partiti è stato ottenuto. Se l’alfa e l’omega sono invece la divinità, o per i liberisti l’economia, l’uomo diviene un passaggio intermedio, un mezzo, e può essere strumentalizzato da quelli che dicono di parlare e agire in nome di queste entità superiori.

§  §  §

27 novembre 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccino esavalente, “nesso causale con autismo”. Indenizzo per bimbo di 9 anni” 

Non è che una sentenza che arbitrariamente dà credito a un’ ipotesi non ha “alcun peso” perché dal punto di vista scientifico non fa testo. La sentenza , che è stata ripresa anche da siti stranieri, rinfocola la polemica, e condiziona l’opinione pubblica. Jasanoff ha osservato che le decisioni giudiziarie su temi scientifici condizionano il pubblico molto più della sola scienza. Mettere una pulce nell’orecchio sui potenziali pericoli dei vaccini può essere utile. Ma l’argomento è complesso, e qui si disinforma invece di chiarire, con un’accusa ai vaccini scientificamente infondata.

La sentenza viene resa nota insieme alla notizia dell’incontro del papa con bambini autistici, genitori e addetti ai lavori; dal Bambin Gesù, ospedale del Vaticano, si è commentato come mentre in USA si considera che un bambino su 68 rientri nello “spettro autistico”, in Italia si fanno troppo poche diagnosi. Le due notizie pubblicizzano l’autismo, e vanno a favore della sovradiagnosi e della misdiagnosis, e quindi dell’espansione truffaldina del mercato dei farmaci al ritardo mentale, ad altri disturbi e a varianti normali.

E’ interessante la tesi del giudice come tronista, che non ricerca la verità, ma emette sentenze a seconda di quale delle due parti sia stata più brava a convincerlo; anche sui temi che riguardano la salute, che destano allarme nel pubblico, e che fanno guadagnare o perdere grandi quantità di denaro all’industria e alla finanza.

§  §  §

19 gennaio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al  post di V. Gentili “Charlie Hebdo: l’irritante irreverenza dell’ateo”

“Irritante irreverenza dell’ateo”? Su che basi ci si pone in questo atteggiamento di condiscendenza? Le credenze religiose personali vanno rispettate. Ma le professioni di fede come mezzo per ottenere di essere considerati speciali, no. E’ bene che non sia rispettato l’uso della religione (o di qualsiasi ideologia) per pretendere un particolare “rispetto”, o addirittura “reverenza”; per recintare nell’agorà un luogo “sacro” dal quale operare in posizione di privilegio, di presunta superiorità morale, di impunità. Una tattica che è sempre stata fonte di ingiustizia e strumento di sopraffazione. La “reverenza” bisogna meritarsela coi comportamenti. E’ bene che non venga accordato alcun atteggiamento reverenziale verso chi si atteggia a uomo di fede, o a pia donna, per ottenere rispetto mentre non rispetta gli altri.

*  *  *

20 gennaio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Saletti “Charlie Hebdo: solo la religione merita il rispetto che si deve a una ‘madre’?”

Cominciarono ad accusarmi di libertinaggio, non essendoci leggi antiblasfeme. Poi mi rinchiusero per pazzo, e qui un infermiere cattolico mi uccise di botte. La mia colpa fu questa: dissi che Dio mentì ad Adamo, e gli assegnò di condurre una vita da scemo (Lee Masters, Antologia di Spoon River).

§  §  §

27 maggio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. A. Grana “Castello di Narni, monsignor Paglia indagato per associazione a delinquere”

Monsignor Paglia è stato uno dei promotori delle terapie sperimentali con staminali. Terapie con le staminali ufficiali, quelle “serie” non quelle di Vannoni (che il clero comunque ha pure supportato). Per molti spettatori questo interesse del vescovo per le biotecnologie sarà un titolo di merito, una cosa buona, che contrasta col suo amore per il denaro e i relativi maneggi; e che lo redime, almeno in parte. A me invece, sapendo quali associazioni a delinquere sostengono il business delle staminali, questa notizia dell’accusa di associazione a delinquere per gli affari illeciti sulla compravendita del castello di Narni appare perfettamente in linea con la partecipazione del prelato alle grandi operazioni dell’industria medica. Anzi, è un anticlimax; un poco, per fare un esempio, come l’accusa di evasione fiscale per la quale fu condannato Al Capone, mentre andò impunita la sua attività di gangster.

§  §  §

10 giugno 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di P.G. Cardone “Azzollini a suor Marcella: “Da oggi in poi comando io, se no vi piscio in bocca” “

San Francesco insegnava a rispondere al diavolo tentatore “Apri la bocca che vi ti caco”. Le sventurate suore ancelle invece avrebbero permesso lo scambio dei ruoli. Un’analoga versione delle suore ancelle che non conterebbero nulla, ma sarebbero povere vittime di manager laici – che le rendono ricche e potenti tramite la gestione di strutture ospedaliere – la sentii raccontare da un fervente cattolico, anni fa; ma riguardo a un florido stabilimento ospedaliero lombardo. Allora mi chiedevo dubbioso se le cose stessero proprio così. Sembra che ovunque vadano le suore ospedaliere finiscano nelle mani di bruti che le schiavizzano (e le riempiono di soldi). Ma a giudicare dall’avidità, dai cattivi soci e dalle cattive affiliazioni, dai modi aggressivi e maligni quando sanno di poterlo fare, da comportamenti che i businessman USA chiamano “cutthroat”, non subiscono proprio nulla che non gradiscano e dal quale non ricavino un tornaconto. Questa storia delle suorine che si fanno mettere i piedi in testa appare conforme alla usuale tattica passivo-aggressiva clericale. Faciliterà l’applicazione della vigente legge non scritta sui privilegi del Primo Stato, e quindi il loro passare indenni per questo chiassoso happening giudiziario; per continuare, voltate di nuovo le spalle al mondo, a cercare il sussurro di Dio nel fruscìo delle banconote.

§  §  §

20 dicembre 2015

Blog de il Fatto

Commento al post “Bambin Gesù, Bertone: “Mio è gesto di beneficenza. Contro di me santa alleanza. Su ospedale operazione a mia insaputa”

Bertone, e l’ospedale pediatrico del papa, pongono l’enfasi sulle malattie rare mentre queste sono usate come stratagemma dall’industria e dalla finanza per aggirare i controlli e vendere farmaci poco efficaci, poco sicuri e costosissimi*. Bertone chiede misericordia per sé, ma lui e le gerarchie che all’apparenza gli si oppongono mostrano di averne per le persone comuni e gli ammalati quanto i banchieri e gli speculatori coi quali così collaborano.

*Drugs for rare diseases: mixed assessment in Europe. Prescrire International, 2007. 16: 36. “Adaptive licensing” or “adaptive pathways”: deregulation under the guise of earlier access. Brussels, 16 October 2015, Joint briefing paper. Prescrire.

§  §  §

28 gennaio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Bioetica, Papa Francesco: “La Chiesa non rivendica alcuno spazio privilegiato” “

La biomedicina è corrotta da una ricerca del profitto che il liberismo sta rendendo spasmodica; e il clero, coi suoi interessi in campo sanitario, è tra i grandi beneficiari delle colossali speculazioni sulle malattie e sulle paure e le sofferenze legate alle malattie. La bioetica ha spesso un ruolo di appoggio, giustificativo, e a volte propagandistico, alle innumerevoli frodi dell’attuale medicina, mentre evita di guardare ai punti cruciali. I preti, con le loro conoscenze teoriche e pratiche sull’etica e sul mondo, potrebbero avere un ruolo di denuncia. Credo che le parole del papa sulla “rinuncia a un ruolo privilegiato” della Chiesa sulla bioetica vogliano dire che non saranno certo loro a fare i guastafeste; e che faranno disciplinatamente la loro parte, in un’impresa che è oggi la forma religiosa più convincente e più redditizia, in cambio della loro quota di bottino.

§  §  §

10 marzo 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Fondazione Theodora aiuta con i suoi clown i bambini in ospedale: “Il sorriso è un diritto per ogni malato” (Foto)”

Graffit: Mi è venuto subito in mente il manifesto futurista del controdolore di A. Palazzeschi, il cui punto 8 è: “Trasformare gli ospedali in ritrovi divertenti, mediante five o’ clock thea esilarantissimi, café-chantants, clowns. Imporre agli ammalati delle fogge comiche, truccarli come attori, per suscitare fra loro una continua gaiezza. I visitatori non potranno entrare nei palchetti delle corsie se non dopo esser passati per un apposito istituto di laidezza e di schifo, nel quale si orneranno di enormi nasi foruncolosi, di finte bende, ecc. ecc.”  Applicato a bambini degli ospedali pediatrici è da standing ovation al superlativo.

@ Graffit: A me invece è venuto in mente un recente articolo di esperti in “financial engineering” e oncologi di Harvard e del MIT che propongono di istituire mutui ipotecari specifici per fare pagare negli anni ai pazienti le costosissime cure mediche *. Uno di loro, Weinstock, ha fatto l’esempio delle cure con cellule CAR-T per la leucemia linfoblastica pediatrica, il più frequente tumore infantile, commentando che questi pazienti giovani avranno una lunga vita per ripagare il debito. (Ma le cure accorciano l’aspettativa di vita dei sopravvissuti dei tumori pediatrici). Ciò costituirebbe un incentivo a imporre farmaci sempre più costosi, ammettono gli autori. E anche un incentivo a sovradiagnosticare tumori nei bambini per trarne una rendita. In Europa il SIOPE, un piano strategico sui tumori pediatrici, parla di sviluppare trattamenti – e diagnosi – con l’industria dei farmaci. Palazzeschi era uno spirito gentile e un po’ balzano. Qui si tratta di pelli di agnello su affari lupeschi. Infatti i preti come lei sono pronti col turibolo a spandere fumo; e a partecipare agli affari carnivori che si nascondono dietro la maschera degli ingenui pagliacci.

* Nelson R. Can’t Afford the Cost of Cancer Drugs? Get a Mortgage. Medscape, 1 marzo 2016. Montazerhodjat V, Weinstock DM, Lo AW. Buying cures versus renting health: Financing health care with consumer loans. Science Translational Medicine, 24 febbraio 2016.

Graffit: Ben vengano nuove terapie efficaci, auspicabili a costo zero o previdenzialmente coperte. Le Dottoresse e Dott. Sogni possono essere buoni coadiuvanti psicologici, utili quanto i placebo, ma benevoli dispensatori di buon umore neofuturista.
Solo i preti come lei possono credere che io sia un prete, anziché un sacerdote di tipo luterano appartenente al popolo regale e sacerdotale, di cui parlano le sacre scritture. Come re del popolo regale vado sempre in giro con la corona in testa: i bambini del Bambin Gesù mi farebbero festa, altri la festa.

@ Graffit. Mi scusi se ho leso la sua regalità. Pensavo fosse un’aureola invece lei porta solo una corona. Penso che sì, i poveri bambini degli ospedali pediatrici la festeggerebbero; ci vorrebbe qualcuno adulto che mettesse da parte il clima puerile e fiabesco, favorevole ai business illeciti della medicina, che i sacerdoti con la corona etc. come lei alimentano, e li sottraesse alle vostre “feste”.

§  §  §

 

15 marzo 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Augusta, Curia chiede dimissioni del prete che legge in chiesa i nomi dei morti per inquinamento. E la città si mobilita”

 

Non per nulla i preti chiamano “gregge” la gente. Il gregge prima ha applaudito le industrie inquinanti, l’invasione della chimica con la sua carica cancerogena, senza volere sentire nulla sugli aspetti negativi. E ora applaude l’essere condotto verso l’industria del cancro con allarmi ad hoc e scenette come questa del prete coraggioso osteggiato dal vescovo cattivo; senza voler sentire nulla dei pericoli di sovradiagnosi e di cure fraudolente legalizzate.

Un cardinale di Palermo, il mantovano Ruffini, incluse Tomasi di Lampedusa tra i maggiori mali della Sicilia, accanto alla mafia (della quale però disse anche che era un’invenzione dei comunisti). Forse perché i primi gattopardi sono i preti; che stanno lavorando per l’introduzione dell’oncologia di massa al Sud, mentre l’economia peggiora, l’industria convenzionale viene smantellata e le pensioni degli anziani come fonte di reddito per le famiglie si vanno riducendo. Una rivoluzione apparente che farà sì che tutto resti come prima, o peggiore di prima.

17 marzo 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Augusta, ritirata la richiesta di dimissioni di don Palmiro Prisutto: il sacerdote che legge i nomi dei morti per inquinamento resta al suo posto”

Un prete predica in chiesa che ognuno è condannato a morire di cancro, dovuto invariabilmente all’inquinamento industriale, essendo in corso “un vero e proprio genocidio”. In Spoon River gli epitaffi svelavano la verità; non servivano a diffondere gli inganni dei vivi tramite i morti.

L’epidemiologia è oggi uno strumento di persuasione, che serve il business. Sia nascondendo rischi, come quelli delle lavorazioni industriali; uno dei suoi fondatori, sir R. Doll, autore dello studio che dimostra che il fumo causa il cancro del polmone, in seguito, pagato segretamente dalla Monsanto per 20 anni (1500$ al giorno), minimizzò il rischio cancerogeno degli inquinanti ambientali e dei prodotti chimici. Sia gonfiando e distorcendo i “fattori di rischio”, con allarmismi che hanno portato a crescite esponenziali nel consumo di prodotti medici.

Per i cittadini è un danno sia il minimizzare il rischio tumori da inquinamento, come avveniva soprattutto ai tempi dello sviluppo economico coi democristiani; sia l’esagerarlo e l’enfatizzarlo, come avviene oggi, sotto il liberismo, quando si vogliono rastrellare pazienti per l’oncologia, una delle poche industrie mai in crisi e sempre in crescita, che bada a sfruttare il cancro piuttosto che a guarirlo. I preti, ben addentro al business medico, si conformano al corso storico. Buona fortuna a chi crede che l’epidemiologia dei tumori dal pulpito sia contrapposta ai grandi interessi in gioco; e che il vittimismo passivo sia un buon affare.

 

§  §  §

11 aprile 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Patitucci “Obesità infantile, ecco i batteri nemici del fegato. “Future terapie saranno basate su probiotici personalizzati” “

Dagli ottocenteschi postulati di Koch si è arrivati ad annunciare al pubblico di avere individuato come patogene delle specie batteriche avendo riportato una variazione della loro frequenza nelle feci. Un’affermazione che appare come lo sviluppo ai nostri giorni non della scienza, ma degli incredibili cavilli dei gesuiti denunciati da Pascal nelle Lettere Provinciali. Sembra che nell’ospedale del Vaticano dotti teologi abbiano stabilito che spacciare una vaga correlazione dal vago significato per l’individuazione di un agente causale – di un’entità patologica a sua volta dai contorni e dal significato tutt’altro che ben definito – e annunciare questo esile falso come una valida base per medicalizzare bambini e riempirli di lucrosi prodotti farmaceutici, non sia peccato.

@Cleofe e York. Il concetto è che l’industria medica inventa o esagera nuovi stati patologici, e attribuisce loro una – falsa – causa precisa, per vendere farmaci e altri prodotti e servizi medici. Per fare questo si calpestano i criteri logico scientifici che servono a definire le malattie, a individuare le loro cause e a stabilire se nuove cure sono realmente efficaci e sufficientemente sicure; mentre si ricorre a campagne di propaganda mediatiche. I dettagli tecnici richiedono la conoscenza sia dei criteri, sia dell’ambito biologico e clinico della nuova malattia che viene lanciata; sia ormai delle tecniche di propaganda. Un buon inizio, volendo capire, è l’articolo “Selling sickness: the pharmaceutical industry and disease mongering” di Moyniham et al, BMJ 2002. 324: 886. Ci sono – oltre alla cattiva fede di chi è interessato – resistenze psicologiche e culturali alla comprensione. E’ di recente uscito uno studio che mostra come in UK le persone non conoscano e abbiano difficoltà a comprendere il concetto di sovradiagnosi, che è un importante aspetto di queste manipolazioni della medicina a danno dei pazienti (Ghanouni et al. A survey of public definitions of the term ‘overdiagnosis’ in the United Kingdom. BMJ Open. 2016.).

@Cleofe e York. Nell’articolo di Patitucci si dice, o si lascia chiaramente intendere, che sarebbero i batteri a provocare un effetto patologico. E se ne desume, citando gli autori dello studio, che occorre trattare i bambini, agendo sui batteri. Ma una associazione, ammesso che vi sia, non è necessariamente causale. Stabilire la causalità biologica è piuttosto arduo; e prima ancora, bisogna definire in maniera accurata e precisa l’effetto, cioè la malattia, sulla quale si lanciano allarmi e si vuole intervenire. “Laici” e “credenti” sono oggi accomunati dal non rispettare queste procedure, a favore di una medicina molto più facile, superficialmente appagante, e redditizia.

§  §  §

27 ottobre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. D’Auria “Guerrina Piscaglia, una condanna senza corpo della vittima. Gratien ‘prete deviato’ per forza”

Purtroppo si può manipolare anche coi metodi dello “scienziato empirista” che D’Auria esige: si possono portare esempi di come in biomedicina siano indebitamente invocati in senso probatorio o restrittivo a seconda dell’interesse. Un libro di metodologia scientifica (MacMahon B Pugh TF. Epidemiology principles and methods, 1970) osserva che la cautela in assenza di prove dirette è lodevole, ma non dovrebbe essere spinta a estremi irrealistici, e cita a riguardo Thoreau: “ci sono evidenze circostanziali molto forti, come quando trovi una trota nel latte” [Thoreau si riferiva alla possibilità che il latte fosse stato annacquato].

@mauriziorosso. No trota? Sicuro? Comunque parlo dei principi dell’epistemologia applicata. Non dei ghirigori coi quali mandare assolto il prete di Kinshasa.

@ mauriziorosso. Non sto discutendo il merito delle sue premure verso il prete condannato per l’omicidio del’amante. Sto contestando il livello di prova che qui si afferma essere necessario nei casi pratici e gravi della vita, come il riconoscimento degli effetti avversi di una terapia o in un giudizio penale. I prelati che negarono che il cannocchiale di Galilei funzionasse sostenendo che ciò che si vedeva potessero essere artefatti applicavano questa obiezione strumentale (sottodeterminazione di Duhem), che spinge verso il piano metafisico questioni che sono in realtà fatte di terra e di fango. Una strategia che viene tuttora tirata fuori quando serve, in vari campi, spacciandola per “metodo scientifico”.

@ mauriziorosso. Ma io non faccio l’avvocato (né lei è il giudice) e non voglio partecipare al processo parallelo o al processo del processo che lei tiene a imbastire a favore del suo già ben protetto assistito. Io contesto che si possa invocare il “rigore” a piacimento e senza limiti quando fa comodo. Per di più in nome della “scienza” o di un ideale di scientificità. Lo dice es. anche l’autrice di un recente editoriale sul New England Journal of Medicine nel rispondere a chi si oppone in nome del rigore metodologico alla denuncia del problema, poco presentabile, delle sovradiagnosi di massa da screening: “Rather than focusing on statistical issues and study design, we should move forward by agreeing that overdiagnosis does occur, even though the exact percentage of overdiagnosed cases remains unknown”. (Elmore JC. Solving the problem of overdiagnosis. 13 ott 2016). Lorenzo Tomatis osservava che vi è un doppiopesismo nel rigore richiesto alle prove scientifiche a seconda che i risultati convengano o meno. Trovo logicamente infondata, e pericolosa, la tesi dalla quale deriva che il fare sparire un’evidenza, es. un cadavere, conferisce una automatica impunità. E per la quale si può creare “evidenza” sopprimendo le critiche. Sono contro questa “epistemologia del plinto di cemento”, che è adottata dai senza scupoli di tutte le razze e di tutte le casacche.

§  §  §

30 novembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. Salvadorini “Corsi de il Fatto Quotidiano: il giornalismo scientifico deve essere critico, non megafono della scienza”

Riguardo all’uso della medicina e della “scienza” per fare uscire mafiosi dal carcere, segnalo che secondo notizie giornalistiche a Cosenza sono in corso trattative che coinvolgono il vescovo Nolè e il direttore del carcere Benevento per estendere alle fasce deboli e ai detenuti lo screening per il carcinoma della prostata. Lo screening col PSA o succedanei – v. Ablin, “Il grande inganno della prostata” – non identificando realmente il cancro della prostata ha reso senza necessità impotenti e incontinenti molti che vi si sono sottoposti. E’ infatti in via di ritiro in USA. Ma è un business colossale. Da un lato, i carcerati poveri diavoli, che sono in una posizione di soggezione, potranno subire pressioni per fare da carne da cannone. Magari con la prospettiva che una diagnosi di cancro e la conseguente mutilazione portino ad alleggerimenti di pena. Dall’altro, è da notare che, in funzione dell’età, la biopsia alla quale il test del PSA conduce può mostrare positività per cancro con frequenza elevatissima (oltre il 50-60% dai 50 anni di età). Si e proposto di non chiamare più “cancro” tali reperti istologici. Questi falsi positivi potrebbero fornire un appiglio giuridico a detenuti potenti, provvisti di complicità istituzionali, per evitare la cella; salvo non farsi operare, e non finire quindi ”limp and leaking” (“floscio e gocciolante”) visto che sta prendendo piede il “watchful waiting” invece della prostatectomia.

@ Monocalpo. E infatti non è previsto e non si dovrebbe. Stiamo parlando di imbrogli che possono favorire altri imbrogli. Non pensi che l’etichetta di malato di cancro possa avere un suo peso, tra gli argomenti addotti, davanti a un tribunale di sorveglianza?

§  §  §

6 febbraio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Augusta, don Prisutto e i morti per inquinamento: la Spoon River di Sicilia in un documentario”

Tra i prodotti velenosi emessi dalle industrie ce n’è uno particolarmente prezioso per gli speculatori: la paura. La paura della malattia, che spinge le persone verso l’industria medica. Attribuire tutte le morti per cancro a fonti puntuali di inquinamento è un’operazione scorretta, che trova la sua ratio nella valorizzazione di quell’inquinante potente che è la paura. Don Prisutto, esponente di una chiesa che è nel lucroso business della medicina commerciale, si trova a fianco di altre figure “etiche” nell’alimentare credenze distorte sulle malattie a danno della popolazione e a favore del business. Considerare solo i pericoli, reali, dell’inquinamento industriale, gonfiandoli con una retorica accattivante oltre le loro pur rilevanti dimensioni e ignorando le altre cause, e nascondere l’interesse a spingere verso i reparti di oncologia, con le loro false diagnosi di massa spacciate per prevenzione e le cure poco efficaci, pesanti e costosissime per i cancri veri, è come educare i bambini ad attraversare una strada a due sensi di circolazione e molto trafficata guardando solo da un lato anziché sia a sinistra che a destra.

@ FrankVa. Hai ragione sui pericoli dell’ignoranza. Il lato buono di quanto scrivi è che mette in luce la differenza, che andrebbe rimarcata, tra inquinamento ed esposizione. Non è vero che accertato che una sostanza è dannosa si può mettere “punto e basta”, congratularsi con sé stessi per il proprio raziocinio e senso civico e andare a mangiarsi una cassata. Anche un fornello da cucina o un accendino accesi possono causare orribili danni se l’esposizione ai loro gas è troppo ravvicinata. Bisognerebbe vietarli? La tossicità intrinseca è una cosa, l’esposizione è un’altra, gli effetti reali sulla salute un’altra ancora. Una conseguenza del confondere tra inquinamento ed esposizione è che spesso, in conformità a interessi illeciti, si nascondono gli effetti nocivi sui lavoratori o altri soggetti che siano direttamente esposti e allo stesso tempo si impaurisce eccessivamente la popolazione generale. Il rischio viene nascosto oppure esagerato dai don Prisutto in funzione dell’interesse. Un recente studio australiano mostra come i medici sottovalutino gli effetti avversi delle medicine. Il cui consumo beneficia da queste campagne di paura. Il danno da inquinamento va valutato sugli effetti sulla salute, data l’esposizione, non sulla tossicità potenziale. Forse invece di magliette, foulard, parodie di Spoon River, denunce di genocidi e professioni di oggettività bisognerebbe mostrare evidenze valide e, deposta la sicumera e riconosciuti gli interessi palesi e quelli nascosti, ragionarci.

§  §  §

18 maggio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Patitucci “Corea di Huntington, speranze dalla terapia genica. La senatrice a vita Cattaneo: “Mai più discriminazione”

In generale, etica della ricerca e cultura cristiana dovrebbero convergere nel tenere l’aspetto etico e quello tecnico separati e distinti. Oggi invece ricercatori e clero cercano la promiscuità. Le malattie gravi inducono a compassione e impongono obblighi di solidarietà. E’ divenuta prassi stimolare ad arte la compassione per rendere credibili le promesse di cura, sostituendo la plausibilità biologica con spot lacrimevoli (bayesanesimo fraudolento). La gravità di una malattia, la sua crudeltà e lo stigma, l’impulso a combatterla, non hanno nulla a che vedere con la possibilità materiale di curarla; ma spesso sono usati, invece che per spingere alla migliore assistenza possibile, per legittimare prodotti hi-tech, basati su teorie di comodo architettate dal business, piuttosto che dalla scienza al servizio della compassione come si vuole fare credere. Presentare casi commoventi, o creare un caso morale*, sono tecniche usate dalle ditte di marketing per aiutare i loro clienti a vendere farmaci costosissimi che non funzionano. E’ divenuta comune l’affermazione di voler “destigmatizzare” per propagandare un prodotto medico carente; es. è stata usata per la colonscopia virtuale**.

*Eichacker PQ et al. Surviving sepsis – Practice guidelines, marketing campaigns, and Eli Lilly. NEJM, 2006. 335:16.
**As radiologists push for “virtual” colonoscopy coverage, risk of misleading readers is real. Health News Review, 12 set 2016.

§  §  §

22 maggio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gentilini “Tumori infantili, l’Italia detiene il triste primato in Europa”

Lo studio citato commenta sull’incremento dell’incidenza mondiale dei tumori infantili del 20% in 20 anni: “Cancer statistics in high-income countries might be influenced by overdiagnosis of some cancers detected by non-invasive imaging and screening tests, including neuroblastoma, thyroid cancer, melanoma, and kidney cancer. “. Non lo studio, ma la dr.ssa attribuisce l’incremento all’inquinamento; e il primato italiano di tumori infantili ad una maggiore corruzione che causerebbe più inquinamento. L’inquinamento è tra le cause di cancro; ma mentre lo si sbandiera non si dovrebbe ignorare la possibilità, ormai nota, che nel differenziale rispetto ad altri paesi giochi la sovradiagnosi. Sovradiagnosi favorita dai continui allarmi sui miasmi dell’inquinamento. E in Italia catalizzata – narrazione per narrazione – dal pietismo peloso di un paese cattolico: per i tanti santocchi (inclusi quelli non praticanti o non credenti) l’immagine del bambino nelle grinfie del cancro, che consente sviolinate caramellose che portano a intascare indebitamente soldi e riconoscimenti, è una tentazione. Così forte che se il cancro il bambino non ce l’ha non si moderano nello sfruttare i diversi appigli disseminati dalla medicina “scientifica” per inventarlo impunemente.

§  §  §

16 novembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Pasciuti “Fine vita, Francesco è la vera ‘classe dirigente’: indica la strada senza curarsi della convenienza”

Quello che è buono non è nuovo e quello che è nuovo non è buono. Il buono è l’identificazione dell’accanimento medico a fine vita o in condizioni di malattia estreme e crudeli. Il nuovo è l’appoggio alla liberatoria culturale e giuridica per un maggiore arbitrio medico su vita e morte. Es. il Liverpool Care Pathway in UK, dove la soppressione di anziani, volta ridurre la spesa, ottenuta applicando buoni protocolli di fine vita anche a chi non stava morendo, è stata ricompensata in denaro. Non c’è contraddizione con la pretesa assurda e macabra di “curare” Charlie Gard: il medesimo fine, il profitto, impone a seconda delle circostanze che si curino i morti e si uccida chi non vuole morire. E’ ovvio che il clero abbia saperi e capacità politiche di gran lunga superiori a quelli dei figuranti messi a gestire lo Stato. Ma è patetico credere che i preti non predichino secondo la loro convenienza. Sono puntuali nel posizionarsi secondo il loro interesse, e la campagna sul libero morire ha – come decenni fa quella sul libero amore – finalità economiche, più che di emancipazione. Oggi accorre sbarazzarsi di cittadini non redditizi. Si lecca la mano che porta al macello, mentre si tacciono i tetri calcoli sul controllo della popolazione. E’ stata meno ipocrita Lady Warnock, filosofo moralista consulente del governo UK: per lei chi soffre di demenza “ha il dovere di morire” perché costa troppo.

§  §  §

14 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Terra dei Fuochi non è una fake news. Il report di Regione Campania è incompleto”

Le evidenze dovrebbero essere indipendenti dalle asserite virtù di chi le presenta. Il biostatistico Allison ha chiamato “white hat bias”, “bias del cappello bianco”, il distorcere l’informazione scientifica in nome del ritenersi “dalla parte giusta”. E l’iscrivere chi dissente nella parte sbagliata.

Per di più, i buoni col cappello bianco e i malamente che rapiscono i bambini in culla lavorano per lo stesso impresario. Si sta distillando un prezioso sottoprodotto dell’inquinamento, la paura delle malattie, separandola dalla verità sull’effettiva entità del fenomeno, dalle responsabilità e dalle conseguenze antieconomiche. Sia De Luca, magnifico esempio di feudatario, tanto brillante nel rintuzzare i rivali quanto ossequiente ai poteri superiori, sia Patriciello, emissario di un clero che si occupa di vendere greggi di pecorelle, hanno interesse a mantenere la paura free-floating, che giustifichi il business delle bonifiche e spinga le persone nel business dell’oncologia. E allo stesso tempo ad evitare conseguenze negative su altri settori dell’economia, come l’agricoltura e la ricerca sconsiderata del profitto nel business dei rifiuti. L’incertezza sollevata inscenando il duello salva capre e cavoli.

Don Diana non meritava di essere chiamato maestro di questo peccato di superbia interessata, l’indossare il cappello bianco; né di questo genere di sceneggiate, il contrario del parlare chiaro che porta a ricevere non consenso ma la violenza dei malvagi.

 

§  §  §

1 febbraio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Leucemia, bimbo di 4 anni curato con la terapia genica. È la prima volta in Italia”

@ Fausto Noce. Ha ragione. La versione cartacea de Il Fatto va oltre, titolando “terapia genica salva bimbo di 4 anni”. Si tratta di hype propagandistico per i farmaci oncologici “innovativi”, che sul piatto dei benefici moltiplica ad arte il peso di un dato che sul piano scientifico, ed etico, non permette i Te Deum intonati da tutto l’arco dirigenziale, dalla Lorenzin al giornale di Gomez e Travaglio; dando la falsa impressione che le nuove costosissime terapie oncologiche, che qualche volta sembrano funzionare, nelle condizioni controllate, e artificiose, dei trial (un noto ricercatore, Von Hoff, dice che in molti trial di farmaci oncologici per essere ammessi bisogna essere atleti olimpionici col cancro), costituiscano la fatidica soluzione già tante volte annunciata; mentre occulta i gravi rischi e i fini speculativi dell’immunoterapia e della terapia genica sull’altro piatto. Occulta come queste nuove terapie oncologiche molto spesso non funzionino mentre non di rado massacrano il paziente e possono rendere il cancro decine di volte più aggressivo. “La bilancia falsa è abominio al Signore” (Proverbi).

@ Bobovitz. Voi uomini di scienza lo sapete che a volte un sottoinsieme, definito intensionalmente, coincide con l’intero insieme. Es.: “Dimmi un po’ ragassuolo, tu conosci un certo Mario che abita qua intorno?” “Qui de Mario ce ne so’ cento” “Mo si va bene, ma questo l’è uno che ruba” “Sempre cento so’”. (I soliti ignoti).

§  §  §

15 febbraio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Marco Cappato, la Consulta depenalizzi l’aiuto al suicidio per motivi umanitari”

Abele. Il suicidio tramite terzi allontana lo spettro del fare la fine della vittima del racconto di Poe “Il barile di Amontillado”. Magistrati e politici illuminati e coraggiosi stanno conducendo una battaglia di civiltà.

Caino. E’ arrivato l’ordine: legalizzare l’eliminazione di persone in base a criteri economici. Media, radicali e magistrati, sensibili ai voleri atlantisti, si sono messi all’opera. Si mostrano casi particolari come questo di dj Fabo dove la soppressione delle restanti funzioni vitali è eticamente difendibile e una deroga, rigidamente circoscritta, ridurrebbe lo sconcio di sofferenze prolungate. Si tace sul vero obiettivo, la massa di vecchietti e malati gravi di ogni età – inclusi sani resi malati dalla medicina – da sfruttare per vendere cure fraudolente inefficaci o nocive e poi buttare come limoni spremuti. In USA ora si criticano le speculazioni commerciali ($3000) sul PAD, physician assisted dying. Da noi si ignorano rozzamente gli interessi e le condizioni che costituiscono l’imbuto che conduce a “scegliere liberamente” il suicidio sostituendolo con un fantoccio, lo “Homo juridicus” padrone delle sue scelte. L’immagine implicita di questi festeggiamenti per la morte facile è quella di Casper del viandante solitario che osserva dall’alto della cima il mare di nebbia. Per molti l’immagine appropriata sarà quella di un insetto che finito nella corolla a imbuto di una pianta carnivora si dissolve al suo fondo, poco importa come.

@ Dada Cinnok. Sì, siamo figli di Caino. Riconoscerlo può aiutarci a limitare e superare la nostra natura; e a non abboccare a tante predicazioni di amore, bontà, santità, incluse quelle in salsa “laica”, come questo brillante diritto-dovere di aiutare gli altri ad andare a morire ammazzati. In modo da raggiungere e mantenere una convivenza civile, dove non vigano sotto cosmesi etiche, ideologiche e giuridiche le leggi di Caino. Una società basata sulla decenza, che è il minimo accettabile, e salvo casi fortunati anche il massimo cui si può ragionevolmente puntare.

@ Angle. I figli del fratello che ha prevalso assassinando il fratello e ha così diffuso la sua progenie non sono tutti uguali; allora bisogna anche considerare come è distribuita nelle varie componenti della popolazione la loro diversità. Dato lo stratagemma di presentarsi come discendenti dello zio si dovrebbero inoltre comparare due distribuzioni di frequenza, quella apparente e quella reale.

@ Angle. Ah, lei intende in senso letterale. Dio, il Dio il cui nome ricorre spesso nei discorsi dei suoi portavoce, e Satana, se posso usare i vostri termini, hanno in comune questa narrazione della lotta tra bene e male, tra good guy/bad guy, angeli e demoni, santi e scellerati. Quanti fascismi ho visto dietro all’antifascismo, quanto piduismo, la mafia di Stato, dietro all’antimafia, quanta “eversione dall’alto” (cit.) dietro all’antiterrorismo, empietà contro l’Uomo dietro a parole di fede in Dio. Quanta propaganda pro frodi mediche dietro all’antidoping, barbarie di ritorno dietro a battaglie di civiltà come questa del suicidio a domanda, frodi tecniche dietro alla lotta alle ciarlatanerie delle cure alternative. Così, sarà Dio, sarà Satana, quando sento proclamare applicazioni del binarismo bene/male mi chiedo se provengono da quella minoranza di brave persone o dal solito lupo che s’è mangiato la nonna, ne indossa la cuffia e aspetta Cappuccetto Rosso.

@ Angle. L’expertise dei preti sul mondo terreno è straordinaria. E’ stolto credere, come si dice spesso, che, siccome li sostiene la Chiesa, allora si tratta per forza di principi retrogradi e dannosi. D’altra parte, ci si può trovare su posizioni convergenti per motivazioni e finalità diverse. Es. il rispetto della dignità umana vs. il potere che deriva dallo stare in piedi davanti a chi è messo in ginocchio dalla sofferenza. Inoltre il clero è immerso nel business biomedico, per nulla santo, al quale questo liberalizzare – e privatizzare – le cesoie di Atropo è funzionale.

Si fa presto a dire di essere parte di una istituzione Santa. Da bambini, quando dicevamo cosa volevamo diventare da grandi, c’era sempre il più furbo che diceva, invece che il pilota di caccia o il dottore, “il miliardario”. Ma il miliardario non è un mestiere o professione, è un risultato eccezionale. Analogamente questo attribuirsi a priori una “Santità” pare una furbata per bambini. E ancor più col distinguo tra contenitore soprannaturale e contenuto umano. Poi si può credere di essere qualsiasi cosa, e indossare i paramenti più sfarzosi o le vesti più dimesse; ma per me se si vuole essere riconosciuti come interlocutori certo non santi ma credibili, qualunque abito si indossi e intenzione si professi bisogna dimostrare una robusta decenza, cioè il non scendere sotto il livello che comporta il rispetto sostanziale degli altri.

@ Angle. Non dubito che, come per altri gruppi criticati e criticabili – comunisti, fascisti, massoni, pregiudicati etc. – tra i cattolici e nel clero vi siano singoli individui di valore. Anche perché alcuni penso di averli conosciuti, di persona o tramite gli scritti. Ma lei trasfigura una realtà prosaica. Del resto è questa la vostra arte, di operare anagrammi e sciarade sulla realtà per ricomporla in un significato diverso, talora opposto.

@ Angle. Non si dovrebbe citare Dio, usandolo come un “jolly”, per ciò che è spiegabile in termini terreni. Cappato lavora per il liberismo. E quelli che calano “Dio” in continuazione? Lei dice che loro sono doppiamente contrari. A me pare siano contrari a metà. La regolazione delle morti è imposta dall’economia liberista, e il clero sa che chi si mette dalla parte del più forte campa 2000 anni. Serve al business biomedico, alla medicina dei guadagni di Borsa stratosferici, che ha resuscitato sotto il manto dello scienziato forme di magia naturale e promesse di salvezza ancora più arcaiche della novella cristiana. Un business stregonesco tinto di sangue col quale anche il clero si arricchisce. Per di più, la gente, mentre crede che pozioni e gizmo tecnologici la manterranno sempre in forma, si affretta ad accettare che si tiri la spina alla prima prospettiva di soffrire. Così i preti si limitano a un “lip service”. Peccato, perché c’è un clericalismo che specula sul dolore, ma c’è anche una filosofia cristiana che potrebbe dare un contributo positivo, educando a una visione di vita più sobria e forte; a non credere né alle promesse di immortalità terrena, né alle paure e minacce di tormenti degli imbonitori. Potrebbe indirizzare molti sulla strada per affrontare, senza sfuggire – né pretendere di risolverla – la condizione umana.

§  §  §

4 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ambrosi “Cancro al seno, parlano 200 donne malate: “Non siamo fighe, siamo rottami. Chiediamo una miglior qualità della vita (e una comunicazione giusta)””

In Francia una commissione, che ha compreso cittadini, nominata dal ministero della sanità, ha chiesto l’abolizione o la riduzione dello screening per il cancro della mammella e uno stop alla disinformazione e propaganda (Barratt A et al. Reform of the National Screening Mammography Program in France. JAMA, 30 ott 2017). In Italia si cerca all’opposto di espandere il business. Anche con l’estetizzazione della pesante e dolorosa esperienza del cancro. La presidente dell’Associazione Italiana Oncologia, Stefania Gori, ha lodato la Toffa. Per una voce di donna, con diagnosi di cancro della mammella, che denuncia queste tecniche di vendita avvilenti e disoneste: Ehrenreich B. Smile or die. How positive thinking fooled America & the world. Granta, 2010.

Rivolgersi a Bergoglio come avvocato è finire in ore leonis, perché il clero promuove il business del cancro, al quale partecipa. Ma gli italiani, diceva Montanelli, “vogliono fare la rivoluzione coi carabinieri”. E infatti anche la scelta dello “antisistema” M5S, che ha appena vinto le elezioni, del generale dei CC della Terra dei fuochi al ministero dell’ambiente va nel verso del favorire il business del cancro insieme agli spot della Mediaset di Berlusconi su come è fico avere il cancro e alle bugie sul cancro del governo Renzi (v. La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide).

§  §  §

7 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, bimba di 4 anni muore di otite: “Era stata respinta da due ospedali” “

Il messaggio è tonante: dietro alla comune otite c’è un mostro che può uccidere il bambino; l’otite media quindi esige work-up diagnostico e terapia aggressivi. Non viene detto che i mostri sono due, e disposti a tenaglia. Oltre a Scilla, le rare complicazioni di una patologia quasi sempre benigna, c’è Cariddi, gli effetti iatrogeni degli esami e delle terapie. Gli antibiotici hanno scarsa efficacia sulle otiti, e possono fare aumentare le ricorrenze. Il dubbio qui seminato di un ascesso cerebellare trascurato porta alla TAC, che soprattutto nei bambini può causare cancro del cervello e leucemia*, con una probabilità come minimo paragonabile a quella delle complicazioni gravi nelle otiti. La buona medicina pilota il bambino nello specchio di mare, non così stretto, tra i due mostri. Quella cattiva fa rotta a casaccio. La medicina commerciale grida a Scilla per spingere il bambino verso Cariddi, sulla cui presenza tace. Questa vaga e anomala scare story viene da Brescia, città dove i magistrati vanno troppo d’accordo coi medici, e coinvolge la Poliambulanza, ospedale di suore fortemente orientato alla medicina commerciale; tra gli amplificatori, un parroco e la ministra Lorenzin. C’è di che raccomandare ai genitori doppia cautela, data la disseminazione di messaggi parziali, distorti, ingannevoli e pericolosi.

*The use of computed tomography in pediatrics and the associated radiation exposure and estimated cancer risk. JAMA Pediatr 10 giu 2013.

Zaccanella9apr18

9 aprile 2018, ore 15:02. Un’inquilina sente il bisogno di spazzare le scale condominiali sovrastanti l’atrio proprio mentre entro con la spesa. Succede sempre; anche dopo che a mie lettere di protesta all’amministratore le pulizie sono state affidate a una ditta esterna. Una catena di molestie incessante e asfissiante. Entrato in casa, su RAI 1 una presentatrice, un avvocato e un attore commentano il caso della bambina a Brescia, stigmatizzando il non dare gli antibiotici e non fare la TAC ai bambini con l’otite. Citano a sostegno Ricciardi, direttore dell’ISS. Sostengono che i genitori dovrebbero a loro giudizio chedere la TAC all’ospedale, e che se la chiedono i medici commettono un abuso passibile di procedimento giudiziario negandola. Sono queste informazioni perniciose al pubblico, questo sobillare, il vero delitto, di gran lunga il principale e il più grave, se non l’unico.

L’inquilina lavora come inserviente nella vicina Poliambulanza (v. sopra). E’ una figura repellente; ma, col suo modo di acquisire meriti buttando sporcizia dall’alto addosso a un medico quando rientra con la spesa nell’edificio dove abita, è una gran signora paragonata ai magistrati, medici, preti, prefetti, sindaci e assessori, ufficiali dei CC, funzionari di polizia, etc. che i meriti li acquisiscono accoppiando a operazioni come questa della criminale diseducazione del pubblico, e dell’intimidazione dei medici sull’otite, la relativa repressione nei miei confronti. Mi chiedo se la ricompensa l’avranno subito, o dopo che verrà registrato l’incremento che stanno così producendo del consumo di antibiotici per otite, e quindi l’incremento di casi di otite, di complicanze, e di lucrosi cancri del cervello e del midollo osseo in bambini. Oppure metà subito e metà a risultato ottenuto.

§  §  §

3 giugno 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Papa incontra l’Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare: “Siete una ‘palestra’ di vita attraverso la lezione della sofferenza””

Ricordo con gratitudine una professoressa di italiano delle medie, persona all’antica, un po’ rigida ma coscienziosa e preparatissima. Diceva che i partiti politici “si scoprono gli altarini a vicenda”. Si riferiva con un’espressione compita al noto fenomeno dello sput.tanamento incrociato, al reciproco svergognarsi rivelando le rispettive malefatte. Non avviene solo in politica. All’EMA hanno espresso parere negativo sull’eteplirsen ($300000/anno) per la distrofia muscolare. In USA il farmaco, definito da un critico “an elegant placebo” è stato approvato, nonostante pareri negativi e tra grida allo scandalo, dalla FDA. L’EMA ha anche raccomandato l’estensione delle indicazioni di un altro farmaco per la distrofia muscolare, in origine bocciato, poi ammesso con riserva, l’ataluren (£220000/anno). Che la FDA invece ha respinto come di non provata efficacia*.

La ricerca su terapie geniche per la distrofia muscolare ne ha fatta di strada dagli anni ’90, quando lo scopritore del gene difettoso, Hoffman, parlò indignato di “snake oil” e di arruolamento di famiglie disperate a proposito dei primi tentativi. Oggi c’è un solido complesso marketing-ricerca, così che alla carenza di efficacia di questi prodotti costosissimi si supplisce con una lubrificazione emotiva, belle parole e buoni sentimenti; affidandosi ai migliori specialisti di queste cose.

*Jeffrey S. CHMP Advises Against Approval for Eteplirsen in DMD. Medscape, 1 giu 2018.

§  §  §

15 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post ““Siamo rovinati. Non ci resta che vendere la mozzarella contaminata di Caserta”. Alessandro Gassmann e Marco Giallini fanno imbufalire i produttori campani”

Un altro risultato del complesso mafia-antimafia, che, nell’ambito dei suoi servigi alle grandi frodi mediche strutturali (1), sta lanciando senza validi riscontri un allarme su routine di squartamenti a Castel Volturno per predare organi. Una narrativa implausibile sul piano tecnico, che esalta l’industria ufficiale dei trapianti mentre tace dei suoi eccessi e distorsioni: gli effetti avversi sui singoli, come quelli da allentamento dei criteri di espianto e di utilizzo; gli effetti negativi sulla comunità (2); ‘an overly zealous medical and societal commitment to the endless perpetuation of life’ sul quale anche i preti sgomitano per arricchirsi, prostituendo ad esso la concezione cristiana della vita. Si rafforza l’idea falsa che un trapianto sia in sostanza come svitare un pezzo da un’auto e montarlo sulla propria, invece che una forzatura immunologica. Lo strombazzamento mediatico su improbabili “anonima macellazione umana” è in sintonia ideologica con la medicina liberista; che ha l’interesse, tenuto per ora coperto mentre si prepara il terreno con queste notizie, a instaurare un mercato, con persone che – evidentemente costrette dal bisogno – vendano legalmente i propri organi (3).

1 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide. Sito menici60d15.

2 Fox RC, Swazey JP. Spare parts. Oxford University Press, 1992.

3 From removing disincentives to testing incentives. Am J Transpl, 31 mar 2015.

 

§  §  §

3 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Beta Talassemia, il primo paziente: “La terapia genica mi ha cambiato la vita. La fiaba che ti raccontano da bambino”

Un esempio di come la ricerca del profitto produca una medicina deviante rispetto agli interessi del pubblico. Uno dei reali successi della ricerca biomedica è l’avere identificato le cause genetiche delle talassemie, e avere prodotto informazione che rende possibile la prevenzione: è possibile indentificare gli eterozigoti, avvertirli che se concepiscono tra loro avranno un 25% di probabilità di figlio malato a gravidanza; si può fare diagnosi in utero sul concepito, e abortire. Ma mentre si fa passare come salvavita la “prevenzione” del cancro con screening, inefficiente e iatrogena; mentre chi non porge senza fiatare i suoi figli a qualunque prevenzione vaccinale viene classificato come terrapiattista, oltre a subire forme di coercizione; mentre si stanno lanciando screening neonatali a tappeto, contro i criteri previsti, che produrranno falsi malati e così falsi successi per il business lucrosissimo delle malattie rare, non ci si concentra su questa prevenzione, efficace, relativamente semplice e cost-effective, che ha dimostrato di abbattere l’incidenza della malattia. Un testo USA di genetica, l’Hartwell, porta Ferrara come caso esemplare di prevenzione della talassemia. Qui si dà invece spazio al curare più che al prevenire, con hype di marketing per una tecnica sofisticata di dubbia efficacia, e pesante; e che, costosissima, compromette l’impiego razionale delle risorse disponibili per le cure mediche a favore dei guadagni facili e miliardari delle biotecnologie.

Valter Fiore: la talassemia si trasmette per modalità autosomica recessiva, quindi, secondo la sua “etica” visione della medicina, bisognerebbe dire a due ragazzi, innamorati e ahimè per loro, portatori sani, che non devono fare figli pena il condannarli a trasfusioni a vita per non darla vinta al “profitto di una medicina deviante rispetto agli interessi del pubblico”. Un certo Josef M. applaudirebbe.

@ Valter Fiore. Diverse opzioni vengono prospettate alle coppie di portatori eterozigoti: astenersi dall’avere figli, correre il rischio del 25% a gravidanza di avere un figlio malato grave e del 50% di procreare un portatore, l’adozione, il test prenatale con eventuale aborto, il ricorso alle donazione di sperma o di ovuli e altre tecniche di riproduzione assistita. La ricerca può aggirare i pericoli che sa indentificare nel concepimento fisiologico; al quale molte coppie affette accettano di rinunciare senza sentirsi spinte a ciò da nazisti in camice. Andrebbe aggiunto l’avviso di guardarsi dai propagandisti del business biomedico, che parlano di “etica di Mengele” per spingere a produrre figli gravemente malati che facciano da carne da cannone per un business che dà garanzie di qualità e serietà delle “cure” non superiori a quelle delle tecniche di propaganda ingannevoli e dei trolls incontinenti che gli sono indispensabili.

Valter Fiore: lei vorrebbe subordinare il progresso medico-scientifico alla paranoide pseudo etica della lotta “al profitto”, di cui lei sarebbe sommo sacerdote e giudice: se non è questa un’idelogia nazistoide e cialtrona …davvero non saprei come qualificarla.

@ Valter Fiore. Comincio ad avere l’impressione che quelli come lei che estraggono la reductio ad hitlerum con la stessa prontezza con la quale Goering cercava la pistola appena sentiva la parola cultura siano della stessa partita. La ricerca del profitto in medicina è dannosa per i malati. Lo ha sostenuto ad esempio Arrow, in un’analisi economica delle cure mediche. Era un Nobel in economia, con cattedra a Stanford, non esattamente un luogo ostile alla ricerca del profitto e alla subordinazione della ricerca scientifica al profitto. Non un “paranoide sacerdote della pseudoetica” predicante “un’ideologia nazistoide e cialtrona”. Era però anche una persona e uno studioso intelligente e col rispetto di sé stesso, non uno dei tanti magliari venditori di fumo. Il primato del “progresso medico-scientifico” – cioè delle frodi che lei serve – sull’etica, quello è semmai “pseudoetica paranoide”. Ma non vorrei che si scambiassero le parti; ci siamo altre volte scambiate le valutazioni personali, che devono essere un punto fermo. Ognuno al suo posto. Per lei io sono un malato di mente, e per me lei è un volgare troll in appoggio a furfanterie di potenti. Questo sillogismo disgiuntivo, o sono pazzo io o è un miserabile lei, e i tanti come lei, per me va bene.

@ Valter Fiore. Il capitalismo è un’invenzione relativamente recente (Polanyi, La grande trasformazione). Il liberismo sfrenato è recentissimo. Non è vero che senza profitto le attività umane non si muoverebbero, e che indicando i mali della ricerca del profitto si boccerebbe l’intera storia dell’umanità; che non è riducibile a una massa di puttane. Il profitto è un booster; può elevare e può portare a sbattere. Gli ascensori sono una cosa buona. E avere nel palazzo dove si abita due ascensori, tre ascensori quando ne basta uno? Con la medicina è possibile farne acquistare cinque di ascensori, e anche guasti o che precipitano. Che in medicina la ricerca del profitto provochi gravi distorsioni, date le particolarità del rapporto offerta-domanda, è generalmente riconosciuto, anche da economisti conservatori (da noi Ricossa, che saggiamente scrisse che il medico andrebbe pagato e ringraziato proprio per il fatto di non prescriverci nulla). Non equilibrata è questa visione spasmodica per la quale un sistema economico di successo non può divenire dannoso quando supera i suoi limiti; per la quale non c’è salvezza al di fuori della ricerca del profitto, e per la quale qualsiasi campo deve essere messo a reddito. E’ fuori di testa pensare alla medicina come a un servizio, che va adeguatamente remunerato ma deve essere strettamente controllato e tenuto fuori dalla corsa alla crescita economica e all’arricchimento? O è fuori di testa il vendersi pure la salute per stare al passo col “progresso”?

@ Valter Fiore. No, i progetti di ricerca li facciamo dettare come avviene dall’industria; es la Purdue, la casa farmaceutica attualmente sotto inchiesta in Massachussetts per il suo marketing ingannevole sull’Oxycontin col quale ha guadagnato miliardi e ha fatto – letteralmente – una strage; e che ora vuole espandersi nel trattamento della dipendenza da oppiacei che lei stessa ha causato. A proposito di marketing ingannevole, capisco che lei, animato dalla mistica del profitto, pensi subito ai verdi pascoli delle commissioni burocratiche; ma invece di fare sforzare Toninelli, e i suoi omologhi col camice da scienziato e altrettanto entusiasti, applichiamo l’efficienza capitalistica ponendo criteri standard valutabili semplicemente sbarrando caselle: a) lo studio di questo articolo non va presentato come viene fatto come prova di efficacia, essendo uno studio di fase I-II. Classe di studi nota per essere distorta e usata indebitamente a fini di propaganda. b) il presentare come evidenza un caso personale, e in termini emotivi, ciò che agli altri viene addebitato con una smorfia di disprezzo come aneddotica, è pure scorretto e alimenta l’analfabetismo scientifico del quale sareste acerrimi nemici; c) ciò soprattutto in una patologia come la talassemia che può avere vari gradi di severità; non si devono mandare messaggi ingannevoli ai pazienti per vendere la pelle dell’orso. Bocciato, e senza gettoni di commissione, mi spiace.

Andrea Bellelli: Ma una volta che uno la talassemia ce l’ha curarlo è molto importante, non le pare?

@ Andrea Bellelli. Sicuro. Ma non è logico né onesto fare coincidere, come si fa qui, il rilevante problema di salute pubblica talassemia – uno dei pochi per i quali esiste davvero la via della prevenzione – col problema, che si può e si deve porre come un caso marginale in subordine, di trattare chi finisca comunque malato di talassemia. La ricerca è l’arte del solubile, diceva Medawar. Del raggiungibile. Il detto proviene dalla politica, e infatti la politica sanitaria è ancora di più arte del possibile, nell’allocazione degli sforzi della ricerca e nell’impiego di risorse secondo il vantaggio alla salute dei cittadini, invece che l’investire e il trascurare stati patologici in funzione del profitto.

donatella savasta fiore: “si può fare diagnosi in utero sul concepito, e abortire”. questa sì che è una bella conquista della medicina… stile Mengele. 

@ donatella savasta fiore. Non ritengo l’aborto “una conquista di civiltà”, alla Emma Bonino (difensore sorosiano dei diritti umani, che il papa attuale ha lodato come una “grande d’Italia”; i due pulpiti, il laico e il cattolico, hanno posizioni convergenti anche sul fare soldi con la medicina). E’ vero che l’abortire un feto che si sa affetto da grave malattia e il concepire mettendo in conto tale eventualità sono forme di eugenetica; che come tali non dovrebbero andare esenti da un esame etico. Ma chi non solo vuole obbligare gli altri a subire il dolore annunciato del dare al mondo un figlio destinato alla sofferenza, ma alimenta di quella sofferenza il business di cure mediche che dietro allo hype mediatico sono così spesso evitabili, dubbie, falsamente efficaci, generatrici di altre condizioni morbose e così di altre rendite, non pratica anche lui una forma di selezione su umani? Causa di fatto la prevalenza del più ipocrita e spietato, del più ladro e cinico. E tra le due, quella che sottrae dolore e disordine e quella che li genera per cibarsene, la più vicina alla figura del medico sadico nazista al quale pensate così spesso è la vostra.

@ donatella savasta fiore. Il nazismo, anzi Mengele, il peggio del nazismo, l’ha sollevato lei, paragonandolo all’opzione aborto in caso di grave malattia congenita. Ho risposto che tra l’evitare la nascita di un bambino gravemente malato tramite un aborto e lo sfruttare bambini malati e fare in modo da incrementare questa fonte di reddito, la posizione più vicina al nazismo è la seconda. Ma lei insiste col riportare nel dettaglio i massacri nazisti. a) Ricorrere al nazismo, tentando così di intimidire, è indice di mancanza di argomentazioni pertinenti e valide, e di slealtà. b) La fascinazione morbosa per i crimini efferati del nazismo, questo pensarci sempre e proiettarli su chi è di ostacolo a loschi affari, dice qualcosa sulle pulsioni profonde che vi animano. c) Il clero sta partecipando allo sfruttamento dei bambini tramite la medicina, e questo mostrarsi “rigorosi” è un modo per nascondere dietro a simboli sacri programmi criminali che implicano un profondo disprezzo per l’umanità. Volete impressionare e zittire dando del nazista, ma in chi sa cosa praticate suscitate altre forme di repulsione: “Fra tutte le specie di ingiustizia la più detestabile e odiosa è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini” (Cicerone).

indel: Nessuno mette in secondo piano la prevenzione. Smettila con questi ridicoli complottismi.

@ indel: Smettete voi di dare assurde priorità ai prodotti medici da ingrasso anziché alla medicina utile.

Non censurato. indel: Ma quali prodotti medici di ingrasso? Quali? Non sai manco di cosa si tratta. Ma chi sei tu per dire cos’è utile o no? Ma fai un favore al mondo e smetti di parlare di cose che non capisci

Mia risposta censurata @ indel. E’ appena uscito un articolo del Lown Institute, ‘The moral price we pay for “innovation” ‘ che permette di capire a chi non lo sapesse cosa intendo per medicina da ingrasso. Un paragrafo:

“The pharma sector … is a bubble fed by astronomical, obscene profits. It’s not the innovative ideas, though there are many of those, nor the ‘best and the brightest’ young scientists, though they can be dazzling in their smarts, that are making the biotech sector boom. It’s the recent access to cheap capital and even cheaper hype. And predatory pricing.”.

Dopo avere riportato esempi di ‘overpricing’ e ‘hype posing as innovation’, (promesse sfrontate di cura del cancro, farmaci anticancro approvati che non funzionano, continue richieste di abbassamento di standard già corrivi, oltre il 50% delle start-ups altamente lodate che non presentano evidenza valida per supportare le loro “innovazioni”) conclude che

“our willingness to turn a blind eye to the profiteering of local biotech is a moral failing, for which “history will not judge us kindly.”

La teppaglia come te, che conosco bene, della quale si avvale la Telethon nostrana con le sue grandi imprese finanziatrici, rappresenta bene la versione italiana di un’attività malata, di un crimine di rilevanza storica che sarebbe fare un favore al mondo fermare.

Risposta eliminata con la mia. Cleofe e York. Stai affermando che è la gentaglia nostrana a sostenere la fondazione Telethon? Sei da segnalare.

Mia risposta censurata. I tuoi tentativi di intimidazione, dato il trattamento che ricevo, e conoscendo il livello umano di chi si occupa di me, mi fanno ridere. Sono già segnalato, alla gentaglia che truffa lo stipendio dello Stato appoggiando Telethon sopprimendo il dissenso; e appoggiando le grandi aziende che si fanno belle finanziandola, finanziando così una versione usuraia e fraudolenta della medicina; in linea evidentemente col loro core business. Mentre in un Paese sano la magistratura dovrebbe indagare i mobbers, stalkers e trolls che liberamente si affollano a protezione di un’operazione di marketing ideologico che fa più danni di forme riconosciute di crimine organizzato.

§  §  §

17 marzo 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Ruccia “Gandolfini (Family Day): “Cirinnà? Delirio paranoide, parlo da psichiatra”. E invita a pregare per “Non una di meno””

Forse la Cirinnà, che è pur sempre membro di un’aula di clienti dei preti e degli USA, ha annacquato quanto pronunciato nel delirio dell’agonia dal protagonista de ‘Il Balordo’ di Piero Chiara: “Dio, patria e famiglia riducono l’uomo in poltiglia”. Gandolfini, neurochirurgo in un ospedale convenzionato di suore che in una medicina onesta sarebbe superfluo, si mette il camice per attribuire una psicosi clinica alla senatrice che spinge perché la società vada verso la ’lonely crowd’. La medicina bresciana è facile all’abuso diagnostico, viziata com’è dalla magistratura locale. E’ stato cattedratico a Brescia Ermentini, che spiegò le lettere di Moro sequestrato appiccicandogli una patologia psichiatrica (d’accordo con la magistratura romana, favorevole ad un ricovero coatto in caso di liberazione, a sentire Cossiga). Lo psichiatra poi ebbe noie giudiziarie per accuse di referti favorevoli a mafiosi, e fu assolto.

Tra loro volano parole grosse, ma i due sono entrambi bravi esecutori di regioni diverse dello squilibrato modello culturale liberista: vuoi con la promozione dell’incertezza nei bambini sulla propria identità sessuale della trasgressiva Cirinnà, vuoi con i bambini come puntaspilli per l’affarismo biomedico del pio Gandolfini. Sul palcoscenico “libertari” e “uomini di Dio” se le danno di santa ragione, per il visibilio dei rispettivi target elettorali; ma i loro numeri li fanno per lo stesso padrone. Mica sono matti.

§  §  §

30 marzo 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di Agenzia Vista di Alexander Jakhnagiev

Congresso di scippatori di vecchiette no, ma di ‘ladri di Pisa’ sì; includendo chi protesta fuori con la faccia dipinta. Cioè di forze su posizioni dichiarate estremiste che di giorno ci mostrano liti furibonde e di notte vanno a commettere assieme imbrogli e ruberie; a danno di tutti (anche di anziane signore). L’ala libertaria del liberismo, che punta a liquefare la famiglia e gli altri legami sociali per avere una società disgregata e indifesa, e l’ala neocon che vuole la famiglia sadomaso, quando si tratta di cose serie, cioè di fare soldi, lavorano assieme. Vedi la medicina “cattolica” di Gandolfini e quella “laica” del PD, che nel fare soldi a danno dei pazienti – e dei bambini nati – sono una cosa sola. Il loro chiasso incrociato simula un libero dibattito quando tutti gli ammessi obbediscono allo stesso padrone, e copre il vuoto che depredando hanno creato nel mezzo, al posto di moderazione, decenza e giustizia.

§  §  §

11 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Terapia genica, otto bimbi con sindrome di Wiskott-Aldrich curati dai ricercatori del san Raffaele: “In buone condizioni”

Nella biomedicina onesta le applicazioni cliniche poggiano su una base scientifica solida e stabile; questo è un esempio di biomedicina top-heavy, a piramide che poggia sulla punta. E’ un’analisi interim, cioè provvisoria, dalla quale è scorretto e ingannevole trarre, come viene fatto, conclusioni cliniche e diffonderle al pubblico (Woloshin et al). Analisi che esce nell’aprile 2019 sulla situazione provvisoria all’aprile 2016, per di più su uno studio preliminare (fase I/II), non-randomizzato e open label, piccolo, che considera endpoint surrogati o intermedi per una patologia a quadro clinico variabile. Risultati moderati, friabili e sospetti, con la non esclusa possibilità di indurre leucemie in una patologia che rende suscettibili all’insorgenza di tumori, e che è molto rara, con meno di 1 nuovi casi/anno attesi in Italia, sono sovraccaricati come importanti traguardi. Nell’editoriale di accompagnamento sul Lancet si parla di estendere questa terapia non adeguatamente testata alle “forme più lievi”, saltando indebitamente al vero obiettivo, i pacchetti sovradiagnosi-pseudocure, che rendano le malattie rare più “comuni”, e falsamente curabili. Per poter spacciare per farmaci miracolosi le fiale dai prezzi milionari sulle quali puntano i banchieri che finanziano questa medicina presentata come filantropica; le cui gigantesche speculazioni non reggerebbero sui loro piedi d‘argilla senza la complicità dei media e degli apparati dello Stato.

28 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Sindrome di Wiskott-Aldrich, così Jacob dagli Usa e Arseniy dalla Russia hanno trovato cura in Italia”

La foto dell’articolo mostra 26 persone di Milano, per lo più in camice, che si occupano di una malattia che colpisce in media meno di un bambino all’anno in Italia. Con risultati limitati e dubbi a leggere le pur compiacenti riviste scientifiche, ma celebrati, inventando nella comunicazione mediatica risultanze scientifiche che invece sono assenti, come trionfi. Questa inversione delle proporzioni, dove sono più i dottori che i malati, e dove risultati incerti e ritagliati vengono portati al pubblico cucinati come scienza solida, fa pensare, anche dati i prezzi stratosferici che queste dubbie cure pretendono, a un successo dell’arte del fare passare il cammello per la cruna dell’ago. Ed è solo l’inizio, perché questo battage sugli asseriti successi dell’ospedale di don Verzè, e della improbabile strategia genetica contro le malattie supportata tramite Telethon da banche e grandi imprese non estranee agli ambienti della speculazione finanziaria e della relativa diffusione di notizie ingannevoli, porterà a una moltiplicazione dei pani e dei pesci per chi, dal portantino al luminare al broker, campa o prospera sul vendere medicina: giustificando un aumento di persone etichettate come malato, tramite la sovradiagnosi, sotto l’etichetta di “diagnosi precoce”, che già fa balenare, indebitamente, sul Lancet l’editoriale di accompagnamento all’articolo qui presentato come un abbraccio mondiale ai bambini che soffrono.

Alla pubblicazione del commento è seguito un incontro ravvicinato in strada con un operaio della ditta Valtellina (TIM) che mi si è parato davanti impugnando un paio di forbici chiuse. Riportato in: I rituali zozzonici della banda Mattarella sez. 2 maggio 2019. Il commento è scomparso da internet, avendo cominciato Il Fatto negli stessi giorni a cancellare tutti i commenti dei lettori dopo avere chiuso i post.

§  §  §

28 maggio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Sla, “i trapianti di cellule staminali umane cerebrali sono sicuri e si potranno fare in numero illimitato””

Uno studio fase I non può provare l’ipotesi di efficacia, salvo risultati eclatanti (come i miracoli promessi per le staminali); ma può contraddirla, e questo studio appare come una falsificazione dell’ipotesi sperimentale di efficacia terapeutica. Dire che il risultato è positivo perché il trattamento non ha peggiorato la malattia, che ha proseguito il suo corso uccidendo il 60% dei soggetti selezionati, e dire che il trapianto si potrà fare illimitatamente quando per ottenere ciò che ad essere ottimisti è un intervento inutile si sono scartati 1002 pazienti su 1020 (il 98%), è un esempio di ‘research spin’, di presentazione capziosa dei risultati. Lo studio appare viziato anche riguardo all’endpoint primario della sicurezza. La mancanza di peggioramento in soggetti con tessuto nervoso già distrutto dalla malattia non prova che l’iniezione di staminali nelle corna anteriori del midollo spinale (luogo della patologia) sia sicura, come invece scrivono gli autori. Se si vuole verificare se un intervento potenzialmente demolitivo su linee telefoniche non causa danni non è un buon disegno (similmente agli studi affetti da ‘immortal time bias’) considerarne l’effetto aggiuntivo su linee telefoniche già abbattute da una bufera.

§  §  §

17 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. la Cara “Sma, per la prima volta diagnosi precoce: “Si potranno trattare subito i bambini”

Questo screening sta venendo introdotto in USA e altrove, mentre lo UK National Screening Committee lo ha respinto, resistendo alle pressioni. Le voci di esperti che mettono in guardia dai rischi non vengono riportate. Il passaggio dal trattare una malattia al trattare un risultato di laboratorio tende a causare sovradiagnosi e sovratrattamenti. Tanto più nella SMA, dove manifestazioni cliniche di gravità e insorgenza largamente variabile, da fatale ad asintomatico, non sono strettamente correlate al genotipo rilevabile. Non andrebbe taciuto neppure che questo aspetto negativo è una caratteristica positiva sul piano commerciale, creando medicalizzazione e falsa efficacia. Il prezzo di un recentissimo farmaco per la SMA, approvato “in corsa”, oltre 2 milioni di dollari a paziente, record mondiale, è stato giudicato di natura speculativa. Appare essere all’opera una tendenza generale a conformare la definizione e la diagnosi delle malattie ai famaci, o meglio agli interessi sui farmaci. Compreso il precipitarsi a spostare il campo di applicazione delle “orphan drugs” per le malattie rare alla più vasta popolazione di “presintomatici” cioè asintomatici; che può facilmente ingrandirsi da sola, o essere allungata con poco sforzo; con falsi positivi e forme meno gravi o lievi o silenti, che verranno fatti passare per successi terapeutici; favorendo l’ottenimento di pacchetti sovradiagnosi-pseudocure e la creazione di pool di pazienti ad essi conformi.

Vedi anche: Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocure e la terza fogna. In: Un certificato di decenza per le attività antimafia

§  §  §

10 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “Frodare la scienza (e i cittadini) non è reato?””

Sarebbe utile intendere la scienza come “l’ufficio tecnico” dell’umanità. Il liberismo tende a colonizzare per metterli a reddito strumenti e valori, e non esita a distorcere la scienza a fini di profitto: come garante di frodi; e nuova religione le cui pronunce è empio o folle mettere in discussione, come nota anche Gomez. La scienza andrebbe liberata e protetta dall’appropriazione da parte del business. Oltre che dalle frodi materiali da quelle ideologiche, più sottili, a volte aiutate e propagandate dagli stessi che additano casi inequivocabili come questo dei photoshop dell’oncologia milanese. Un esempio: la ricerca biomedica, all’opposto di ciò che avviene, dovrebbe essere subordinata all’etica ma incapsulata. Subordinata: va controllata per tenerla orientata sulle ovvie finalità morali, non sul fare soldi. Incapsulata: considerandola solo in sé stessa, per evitare che si spaccino per validi prodotti sulla parola, invocando l’etica mentre la si tradisce, mostrando “poster child”: bambini in sedia a rotelle accanto a ricercatori dallo sguardo intenso, etc. Dichiarare valido un farmaco con gli spot emotivi di Telethon – o AIRC, o IEO – è come descrivere l’efferatezza del delitto per desumerne la colpevolezza dell’imputato. Ma truffe sulla salute intessute in larghe fette di economia possono contare sul Viminale di Alfano, oggi a capo del policlinico di don Verzè, e sul Viminale di Amato, Maroni o Salvini come Alfieri e Nuvoletta potevano contare sul Viminale di Gava.

@ Fausto Noce. Grazie, sempre gentile. Il problema maggiore non è “frodare la scienza”, una sorta di oltraggio alla divinità, ma il frodare tramite la scienza, che è un’attività umana alta e preziosa, ma permeabile agli inganni. I risultati di ricerca truccati col photoshop* sono un eye-opener. Sono un cubetto di un iceberg di manipolazioni che vengono trasferite nella clinica; dove sono rese legali, e obbligatorie con le “linee guida” ** e la relativa legislazione. Restando nel campo delle prove visive, l’imaging, tarato ad hoc verso la sensibilità a scapito della specificità, ha un ruolo fondamentale nelle sovradiagnosi; nell’etichettare come malati persone sane o che hanno una differente patologia. Es. anche nella diagnosi di sclerosi multipla**. Ancora di più coi nuovi criteri***, alla cui stesura ha partecipato anche il San Raffaele. Distorsioni pro business sulla pelle dei pazienti che restano coperte e blindate: rese legge, e alla cui protezione provvedono, con sistemi da campieri, i PS e i CC di Alfano, ora a capo del San Raffaele e tutta la holding San Donato, e dei suoi predecessori e successori, con altri integerrimi occupanti dei palazzi di giustizia.

*What’s in a picture? The temptation of image manipulation. J Cell Biol 2004. 166: 11. ** Expanding Disease Definitions in Guidelines and Expert Panel Ties to Industry. Plos medicine 2013.10, e1001500. ***’Burning Debate’ on McDonald Diagnostic Criteria in MS. Medscape, 12 ott 2018.

@ spaceexplorer. La “sequestration thesis” prevede, in versioni diverse, che la verifica sperimentale della validità dei farmaci sviluppati dall’industria sia affidata allo Stato *. Sarebbe necessario, perché attualmente con la fictio per la quale l’immissione di un farmaco da parte di un’impresa gigante quotata in Borsa sarebbe una questione primariamente scientifica la procedura, è stato notato, è quella di un tribunale dove le indagini e l’accusa le fa l’imputato. Ma non sarebbe sufficiente, perché statale non è sinonimo di onesto; si può aggirare e corrompere anche il controllo statale, che per di più può mancare della risolutezza del privato. Soprattutto in un campo intriso di pulsioni irrazionali e di soldi facili come la medicina. E in un Paese come l’Italia, con una tradizione di santimonia; e di guardie che lavorano per i ladri, quando i ladri sono potenti. Il prerequisito, e segno di una volontà sincera di riforma, è quello di scrostare l’ideologia parareligosa che riveste la medicina e la scienza in funzione del profitto senza freni.

*Lexchin J Those Who Have the Gold Make the Evidence: How the Pharmaceutical Industry Biases the Outcomes of Clinical Trials of Medications. Sci Eng Ethics 2012. 18: 247.

@ bobovitz. La medicina consente di sfruttare il ruolo di agente morale salvifico a fini di profitto, ed è sempre più orientata a ciò. Dovrebbe essere desacralizzata, e ristrutturata in modo da prevenire le frodi (v. sotto la “sequestration thesis”). La sola repressione di tipo giudiziario delle “mele marce” sarebbe cosmesi. Chi dovrebbe esercitarla, poi? Probiviri? I ritoccatori sono ai vertici della ricerca italiana e ammanicati internazionalmente. I magistrati, che hanno promosso Stamina e poi mandato assolti i suoi medici? Le forze di polizia, che, posso testimoniare, sul business biomedico sono prone ai poteri forti e complici come lo furono al tempo delle stragi e degli omicidi politici? L’anticorruzione? Cantone, il magistrato che ne è a capo, ha pubblicato un libro con monsignor Paglia, che cura gli interessi del clero in campo medico. Interessi che prosperano su manipolazioni pari e peggiori di questa del fotoritocco. Nel libro i due raccontano che loro sono moralmente superiori: il patrocinatore di ciò che dovrebbe essere controllato e chi dovrebbe controllare a braccetto nella posizione di supremi, inappellabili custodi del Bene. Sono appena uscite le intercettazioni di discorsi di segno opposto tra Paglia e Palamara. Andrebbe riconosciuto, laicamente, che le agenzie morali sono esposte a divenire un nido che dà protezione e strumenti per meglio delinquere. Il caso Montante è paradigmatico e non isolato.

§  §  §

2 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Walter Ricciardi: “Le dimissioni dall’Iss? Da governo posizioni antiscientifiche””

Posso testimoniare che Ricciardi Cattolica – Cergas Bocconi – Valotti A2A – Mattarella costituiscono una clique integrata entro una estesa rete di potere. Rete che difende frodi biomediche miliardarie anche con sistemi da codice penale tramite le istituzioni dello Stato; rete che costituisce una “Santa” della corruzione: un livello altissimo di malaffare con legami internazionali per difendersi dal quale non vi sono giudici a Berlino; ma solo uffici giudiziari che rilasciano ai galantuomini licenze di delinquere.

@ Tataelga. Ce ne sono troppe. Non so, Stamina nell’ospedale universitario di Brescia (rettore Pecorelli, lo stesso portaordini da Washington sui vaccini) (1). Speculazioni – iatrogene – sulle malattie rare (delle speculazioni di recente se ne è occupato perfino il Government Accounting Office USA) con Telethon; sponsorizzate da Mattarella, e da una rete di grandi imprese come TIM, BNL, Auchan, etc. (2). A proposito di Ricciardi, Cattolica e Gemelli, a proposito di antiscientificità e a proposito di sottrazione di soldi pubblici, l’idea di applicare, calpestando la barriera della necessità dei previsti presupposti scientifici, la frode del pacchetto sovradiagnosi-pseudocure (2) all’Alzheimer, progetto Interceptor Fondazione Lilly – AIFA.

1 Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale. Sul mio sito.

2 Un certificato di decenza per le attività antimafia. Sul mio sito.

§  §  §

20 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di J. Piromallo “Luciano De Crescenzo diceva sempre che la vita va ‘allargata’: era geniale. E io lo ricordo così”

Insieme a Camilleri ci lascia un altro dei non molti “italiani da esportazione” (E. Biagi). La Piromallo evidenzia come De Crescenzo fosse anche un uomo di mondo, un bon vivant. Invece di rotolarsi nei piaceri questa decorosa figura di gentiluomo napoletano scriveva, e bene, dimostrando che per farlo non è indispensabile essere degli infelici incacchiati. La Piromallo sottolinea il genere che De Crescenzo praticava, quello del livello notevole che essendo anche accessibile e godibile fa ingelosire i soloni della cultura “alta”. Come Camilleri, Lampedusa, o Piero Chiara, di padre siciliano. Nessun libro mi ha fatto ridere quanto ‘Elena, Elena, amore mio’. Nella sua divulgazione sulla filosofia si trovano preziosità come “Si purificano del sangue versato macchiandosi di altro sangue, come se per pulirsi dalla melma si lavassero con altra melma” (Panta Rei) che descrive bene certe operazioni indicibili delle istituzioni. Ne “Il pressappoco” De Crescenzo riporta la foto di un manifesto funebre sul quale, alla scritta “A 101 anni si è serenamente spento Luigi Esposito” qualcuno aveva aggiunto a penna “e vulevo vedè ca faceva pure storie”; che è utile per chi volesse capire le manovre internazionali e italiane per creare uno schema da decine di miliardi di euro/anno di fatturato speculando bassamente sulle paure e le illusioni dell’età anziana (Fear of dementia could lead to overtreatment. Lown institute, 10 lug 2019).

@ frankzappa.fz. C’è anche un’ignoranza insegnata a scuola. Al liceo si doveva studiare la storia della letteratura senza avere letto la letteratura, una tortura che educa a sbrodolare pomposamente su ciò che non si conosce. All’università a medicina mi sono avvicinato ai testi del mondo anglosassone, dove non si applica il “o Cesare o nessuno” ma si studia lo stesso argomento a livelli crescenti di approfondimento, badando alla chiarezza, non allo sfoggio. Il professore di farmacologa, alla Cattolica di Roma, imponeva la sua traduzione di un testo USA; con una sua prefazione più lunga di quella degli autori, e senza l’indice analitico. (Comunque, disillusioni dell’età adulta, è venuto fuori che la dottrina in celebri manuali di medicina USA è stata alterata dietro mazzette).“Grande filosofo”? Non lo dice nessuno, e lui certo non si atteggiava. Ma perché non essere grati a chi sbroglia a livello elementare materie rese più oscure di quello che sono? Perché ingelosirsi per delle buone osservazioni, condite di filosofia classica (un segreto: a volte chi si rifà ad altri autori ha già pensato da solo i concetti, e li guarnisce con precedenti illustri). Perché piccarsi per un successo che non è, come per tanti casi, quello di chi vende fumo? De Crescenzo è da esportazione anche perché era l’opposto del tipo del professore di scuola provinciale che il suo amato Fellini mostra in Amarcord.

§  §  §

2 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Walter Ricciardi: “Le dimissioni dall’Iss? Da governo posizioni antiscientifiche””

Posso testimoniare che Ricciardi Cattolica – Cergas Bocconi – Valotti A2A – Mattarella costituiscono una clique integrata entro una estesa rete di potere. Rete che difende frodi biomediche miliardarie anche con sistemi da codice penale tramite le istituzioni dello Stato; rete che costituisce una “Santa” della corruzione: un livello altissimo di malaffare con legami internazionali per difendersi dal quale non vi sono giudici a Berlino; ma solo uffici giudiziari che rilasciano ai galantuomini licenze di delinquere.

@ Tataelga. Ce ne sono troppe. Non so, Stamina nell’ospedale universitario di Brescia (rettore Pecorelli, lo stesso portaordini da Washington sui vaccini) (1). Speculazioni – iatrogene – sulle malattie rare (delle speculazioni di recente se ne è occupato perfino il Government Accounting Office USA) con Telethon; sponsorizzate da Mattarella, e da una rete di grandi imprese come TIM, BNL, Auchan, etc. (2). A proposito di Ricciardi, Cattolica e Gemelli, a proposito di antiscientificità e a proposito di sottrazione di soldi pubblici, l’idea di applicare, calpestando la barriera della necessità dei previsti presupposti scientifici, la frode del pacchetto sovradiagnosi-pseudocure (2) all’Alzheimer, progetto Interceptor Fondazione Lilly – AIFA.

1 Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale. Sul mio sito.

2 Un certificato di decenza per le attività antimafia. Sul mio sito.

§  §  §

20 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di J. Piromallo “Luciano De Crescenzo diceva sempre che la vita va ‘allargata’: era geniale. E io lo ricordo così”

Insieme a Camilleri ci lascia un altro dei non molti “italiani da esportazione” (E. Biagi). La Piromallo evidenzia come De Crescenzo fosse anche un uomo di mondo, un bon vivant. Invece di rotolarsi nei piaceri questa decorosa figura di gentiluomo napoletano scriveva, e bene, dimostrando che per farlo non è indispensabile essere degli infelici incacchiati. La Piromallo sottolinea il genere che De Crescenzo praticava, quello del livello notevole che essendo anche accessibile e godibile fa ingelosire i soloni della cultura “alta”. Come Camilleri, Lampedusa, o Piero Chiara, di padre siciliano. Nessun libro mi ha fatto ridere quanto ‘Elena, Elena, amore mio’. Nella sua divulgazione sulla filosofia si trovano preziosità come “Si purificano del sangue versato macchiandosi di altro sangue, come se per pulirsi dalla melma si lavassero con altra melma” (Panta Rei) che descrive bene certe operazioni indicibili delle istituzioni. Ne “Il pressappoco” De Crescenzo riporta la foto di un manifesto funebre sul quale, alla scritta “A 101 anni si è serenamente spento Luigi Esposito” qualcuno aveva aggiunto a penna “e vulevo vedè ca faceva pure storie”; che è utile per chi volesse capire le manovre internazionali e italiane per creare uno schema da decine di miliardi di euro/anno di fatturato speculando bassamente sulle paure e le illusioni dell’età anziana (Fear of dementia could lead to overtreatment. Lown institute, 10 lug 2019).

@ frankzappa.fz. C’è anche un’ignoranza insegnata a scuola. Al liceo si doveva studiare la storia della letteratura senza avere letto la letteratura, una tortura che educa a sbrodolare pomposamente su ciò che non si conosce. All’università a medicina mi sono avvicinato ai testi del mondo anglosassone, dove non si applica il “o Cesare o nessuno” ma si studia lo stesso argomento a livelli crescenti di approfondimento, badando alla chiarezza, non allo sfoggio. Il professore di farmacologa, alla Cattolica di Roma, imponeva la sua traduzione di un testo USA; con una sua prefazione più lunga di quella degli autori, e senza l’indice analitico. (Comunque, disillusioni dell’età adulta, è venuto fuori che la dottrina in celebri manuali di medicina USA è stata alterata dietro mazzette).“Grande filosofo”? Non lo dice nessuno, e lui certo non si atteggiava. Ma perché non essere grati a chi sbroglia a livello elementare materie rese più oscure di quello che sono? Perché ingelosirsi per delle buone osservazioni, condite di filosofia classica (un segreto: a volte chi si rifà ad altri autori ha già pensato da solo i concetti, e li guarnisce con precedenti illustri). Perché piccarsi per un successo che non è, come per tanti casi, quello di chi vende fumo? De Crescenzo è da esportazione anche perché era l’opposto del tipo del professore di scuola provinciale che il suo amato Fellini mostra in Amarcord.

§  §  §

9 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Trinchella “Eluana Englaro, “così in Cassazione stabilimmo che la dignità è il diritto dei diritti. Poi la fase oscura della politica””

Nell’attuale medicina commerciale la longevità ha sostituito la salute, così che si imbottiscono i pazienti di cure futili, aggressive e dolorose vendendo la speranza falsa di prolungare a oltranza la vita. La maggior parte delle spese mediche è in media consumata nell’ultimo anno di vita. Ciò ha prodotto la necessità economica contrastante di troncare a piacimento le cure. N. Wade, l’autore di ‘Betrayers of truth – fraud and deceit in science’, commentò una delle tante promesse commerciali di immortalità, quella della Geron sulla telomerasi, citando le Parche. Agli affari occorre anche Atropo. Qui i magistrati si svegliano, ricordandosi della dignità “diritto dei diritti”, e generalizzando da un caso particolare e mediatico. In medicina e nel diritto il rigore astratto, il rigore “scientifico” è mancanza di rigore: in queste discipline applicate occorre ciò che è stato definito ‘rigore pratico’, che tiene conto di tutti i fattori, inclusi quelli umani, storici, economici. Volendo davvero preservare la dignità bisognerebbe intervenire per ridurre sovradiagnosi, sovratrattamenti e medicalizzazione della morte; invece di limitarsi a fornire un meccanismo di smaltimento dei corpi sui quali ci si è accaniti per fare soldi. Ma in Italia a tanti, dai terroristi agli alti magistrati, piace la “doppia medaglia”; che si ottiene contribuendo a quelle parti dell’architettura ideologica voluta dal potere che fanno apparire come idealisti disinteressati che combattono per dei principi.

§  §  §

28 settembre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Farinella “Caso Cappato, la vita è sacra finché è umana. E la decenza imporrebbe il silenzio di fronte alla sofferenza”

“Libertà”? E’ questione di libertà quando si è in trappola come un minatore in una galleria crollata e chi ce lo ha fatto finire gli offre di immettere gas cianuro? “Sacralità della vita” ? Quando la sopravvivenza biologica si separa dalla vita arrivando a divenirle nemica, terminare le funzioni biologiche può essere il modo di preservare la vita; è facendo leva su questi casi estremi, come Dj Fabo, che i grandi interessi vogliono legalizzare l’omicidio medico per le malattie comuni; di routine, vedi il caso del Liverpool Care Pathway.

Il convitato di pietra, che entrambi i contendenti nascondono, è che le cure mediche seguono la funzione profitto, che diverge da quella etica. Es. le terapie intensive neonatali, lucrose, che in USA proliferano oltre la necessità trattando anche chi non ne ha bisogno creandogli danni; mentre ai bambini che ne escono viene negata l’assistenza per i loro deficit, che non rende*. Le varie forme di eutanasia ottimizzano l’allocazione della spesa medica, e quindi i profitti, alle cure più redditizie, anche inutili e dannose, eliminando gli “esausti”; che sono anche cattiva pubblicità.

I preti sfruttano la sofferenza; ma sono dentro al business medico, e anche a loro serve la selezione dei pazienti. Dietro ai rispettivi filosofemi altisonanti e ai diversi stili i due usurai, “laico” e “cattolico”, non sono così contrapposti.

* Cruel Calculus: Why Saving Premature Babies Is Better Business Than Helping Them Thrive. Health Affairs Nov 2010.

§  §  §

1 ottobre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “Eutanasia, cambierà realmente qualcosa? Io confido in un ‘grande cerchio’ “

Tommaso Moro. E gli Stoici; o il suicidio dell’eroe omerico, visto che oggi si intorta il paziente con la “warrior trap”. O Socrate, ma è troppo calzante, controproducente. Nel Padrino II un boss viene spinto a suicidarsi anche citandogli casi storici illustri. La medicina sta seguendo il decorso di quella saga. Se l’interesse fosse quello di limitare le sofferenze si comincerebbe dal togliere l’accanimento terapeutico; e solo dopo si affronterebbe il problema di quando la sopravvivenza biologica si distacca gravemente dalla vita. Come con l’auto elettrica, dove mentre si predica la riduzione dei consumi si mostrano gare di ‘formula E’, il fine è di scartare i malati che rendono meno e di smaltire gli impresentabili residui umani creati ingannando i pazienti e imbottendoli di interventi lucrosi, inutili e dannosi, al posto di assistenza valida.

Es. il progetto di prevenire la demenza senile con screening (in Italia se ne occupa la cattolicissima Univ. Cattolica). Un’idea, messa in campo da grandi forze, senza capo né coda, essendo assai dubbia – a dir poco – la descrizione biologica, e non essendoci cure efficaci. I soldi verranno stornati dall’assistenza alla non autosufficienza a esami e farmaci inutili e dannosi. Sovradiagnosticando l’Alzheimer, di quelli che non l’avrebbero sviluppato si dirà di averli salvati. Gli affetti o con danni iatrogeni converrà toglierli di mezzo per quanto possibile; con l’aiuto del “grande cerchio di medici, religiosi, magistrati e politici”.

§  §  §

12 ottobre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Eutanasia, Beppe Grillo: “No alla bacchettoneria, ognuno sia libero di scegliere quello che ritiene il meglio per sé””

Pubblicato al secondo tentativo il giorno successivo

Aiutare gli altri a farsi ammazzare è civiltà. Mentre è ”ficcare il naso nelle cose altrui” obiettare; es. facendo presente che la giusta istanza della riduzione di sofferenze non necessarie viene strumentalizzata, tramite i vari cantori del superficiale, dei quali Grillo è il re, per illecite finalità di profitto. Chi dice “fatti i fatti tuoi” tace di quelli che credendo alle promesse di immortalità e salute perenne della medicina commerciale si fanno martoriare e sono quindi contenti di essere abbattuti per fare posto a altri disgraziati. Es. il colpo di grazia ai malati di cancro sui quali si pratica accanimento di fine vita per vendere lucrosi farmaci che a volte sono peggio che niente. O quelli da eliminare perché non redditizi: es. gli affetti da demenza senile, perché i soldi pubblici invece che all’assistenza per la non autosufficienza devono andare ai privati della truffa della “prevenzione dell’Alzheimer”. Guai poi a uscire dallo schemino clero/laici, osservando che una tesi che suona bene può essere una fregatura anche se è attaccata (ipocritamente) dai preti e di provenienza “progressista”.

Quel che è più grave, il poter uccidere pazienti mettendoli nella condizione che siano loro a chiederlo, o, come già avviene in altre nazioni, abusando impunemente della licenza di uccidere, propizia standard medici falsi e violenti; e ciò non riguarda solo quelli che si fermano a Grillo, Cappato, etc. ma anche chi deve subire le conseguenze del loro entusiasmo.

§  §  §

3 ottobre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Politi “Pignatone in Vaticano, la scelta di un pm antimafia non si improvvisa in poche ore. Papa Francesco manda un chiaro segnale”

Piazzale Clodio e Vaticano sono uniti da via della Giuliana, strada piuttosto larga. Considerando la libertà di manovra, i privilegi, le impunità e i favoreggiamenti di cui godono gli affari del Vaticano in Italia, questa nomina del procuratore della Repubblica al tribunale del trono di Pietro appare come un caso di revolving door tra poteri che dovrebbero essere oggetto di controllo di legalità e poteri che dovrebbero esercitare tale controllo. Più che quello di improbabili moralizzazioni interne a colpi di processi, il messaggio che manda è che in Italia l’alto clero e i giudici dello Stato sono sullo stesso lato del banco. Un segnale simile è stato emesso mesi fa da un altro magistrato, anche lui renziano, il capo dell’anticorruzione Cantone, scrivendo un libro su legge e etica insieme al bergogliano vescovo Paglia, che si occupa di grandi operazioni commerciali hi-tech tutt’altro che immacolate come le staminali e l’intelligenza artificiale.

La “scelta di un PM antimafia” (di “Serpico”, aggiunge Grana) mostra anche come mafia e antimafia siano strutturalmente congiunte a formare un dispositivo di potere: senza quello che ai più sembra naturale e non lo è, cioè la mafia mai eliminata, e quindi senza la ricrescita senza fine della verginità assicurata dall’antimafia perenne, sarebbe più difficile camuffare, facendole passare per alleanze tra poteri buoni, commistioni che negano i principi costituzionali e la stessa essenza della giustizia.

§  §  §

 

Vedi anche:

I rintocchi funebri del marketing medico

La truffa delle due grazie

La santimonia

La questua delle multinazionali

Un certificato di decenza per le attività antimafia

La frode delle staminali

Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi

Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale

ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

La necessità di laicità contro l’aggiramento dei limiti e l’inversione dei controlli posti dall’art. 41 della Costituzione

Le pubbliche virtù delle ambulanze e il postulato di sacralità delle pratiche mediche stabilite

Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte

Preghiere esaudite. Le cure compassionevoli nella medicina usuraia

La polarizzazione gesuitica

Giochi su Galileo Galilei

Liceità giuridica del battesimo dei neonati

I futures di Santa Lucia

I preti sciamani furbi

Diplomi di laurea bruciati sul sagrato. Tornano i roghi?

Anche il CSM interviene su Alfie

La santimonia

13 gennaio 2019

Fra tutte le specie di ingiustizia la più detestabile e odiosa è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini. Cicerone

7 gennaio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Reguitti “Luzzara ‘vieta’ l’hate speech e sì, è un buon segnale. Come fu per il fumo nel 2013”

L’aveva previsto “La macchina ammazzacattivi”, film di Rossellini, definito “in stile Zavattini”. Zavattini era di Luzzara. Ma, se va bene la legge contro l’espressione di risentimento, allora perché non anche il “reato di santimonia”.

“Tra le molte parole latine passate all’inglese e talvolta ripassate da quella lingua alla nostra, non c’è per ora l’aggettivo «sanctimonious», che non ha il valore del nostro «santimoniale», ma significa con una forte connotazione negativa «untuosamente, ipocritamente moralistico».” (Fruttero e Lucentini).

Punire cioè l’arte di rivestire di panni nobili operazioni mosse da spregevoli interessi. Es. il servire l’immissione forzosa di stranieri voluta dai poteri globalisti dicendo che è per fini umanitari, mentre con essa si ottengono soldi e potere; e mentre si è complici dei soprusi senza pietà sugli abitanti dei paesi di provenienza e di immissione. O l’intimidire, dichiarandoli hater fuorilegge, quelli che dicono che i ladri sono ladri. Con aggravanti per chi commetta santimonia sfruttando la credibilità della sua posizione, come il clero. O il “reato di truffa politica”, es. chi promette di fare cose “di sinistra” e ottenuto il voto serve il peggio di banche e multinazionali.

Fruttero e Lucentini concludono: “Ci chiediamo con una certa curiosità (in fondo, lì è tutto il punto) quale sia il tasso di santimonia oltre il quale gli italiani si sentiranno definitivamente nauseati.”

§  §  §

24 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post: “Giorno memoria, Mattarella: “Negare diverso porta a immani tragedie. Italiani combattano odio e rifiutino indifferenza”

Il non accettare di subire l’immigrazione forzosa porta al nazismo; è vero come è vero che “Il lavoro rende liberi”. E’ capzioso attribuire la resistenza alla violenza dell’immigrazione forzosa ad un rifiuto della diversità del genere di quello che portò ai deliri nazisti e alle immani sciagure che ne seguirono. Il problema oggi da noi non risiede nella diversità prima facie degli immigrati che ci vengono imposti: il problema è in ciò che ci accomuna data la natura umana. Dietro a usi e costumi diversi siamo uguali; e non è un complimento. “La maggior parte degli indiani, come del resto la maggior parte degli inglesi, è una merda”. Da una lettera del 1922 di E. M. Forster, l’autore di Camera con vista e di Passaggio in India, a un amico indiano. Il commento agro di Forster, noto per la sua vis polemica contro l’ipocrisia, è stato citato da S. Leys (1) per sintetizzare l’opinione di G. Orwell, sincero socialista e filantropo autentico, sulla mescolanza di colonizzatori e colonizzati in Birmania.

1 Orwell o l’orrore della politica. 2007.

@ Minutemen. Tutti possono dire una fesseria. Ma non una serie a catena come fai tu. Se si è capo dello Stato poi c’è un dovere di decoro e temperanza negli argomenti nel rivolgersi al popolo che si dovrebbe rappresentare.

DrugoLebowsky: “gli immigrati che ci vengono imposti”. se internet funzionasse come dico io, una santa manina avrebbe gia’ cancellato il tuo account.

@ DrugoLebowsky. Bannarmi perchè dico che gli immigrati ci vengono imposti commentando un discorso di Mattarella che accosta l’opposizione all’immigrazione al genocidio nazista e predica l’amore universale. Sì, ma bannando la repressione appare chiara. Meglio “sante manine” alla notabile siciliano. Torno adesso dal centro di Brescia, dove ho avuto un incontro ravvicinato, a baciare, con due agenti di PM del sindaco PD, e poco dopo ho ricevuto un assordante scorreggione da un bus (BV178DY) di Brescia Mobilità (presidente prof. Scarpa, Università di Brescia) che si è fermato davanti a me fuori percorso davanti alla biblioteca Queriniana, dove ero diretto. Ha depositato il messaggio ed è ripartito. C’era un controllore da caricare, anche lui fuori percorso, proprio lì e in quel momento. Poi una comparsata dei CC, e prima un paio degli spazzini di A2A di Valotti (un altro professore, questo della Bocconi) amico di famiglia, probabilmente “fraterno”, di Mattarella; non manca mai di farsi parte diligente quando scrivo su Mattarella, anche se dopo che ho documentato le spazzatrici che mi cospargono di polvere della strada sembrerebbe essersi moderato nei modi materiali di accettazione del “diverso”. Siamo come nella Sicilia colta e tollerante di Federico II, perbacco, mica a Dachau o nella Castellammare del Golfo del dopoguerra.

24gen19dbaciopm1

24gen19dbaciopm2

24gen19equerinianascarpasifermamollascorarotaryeriparte1

24gen19equerinianascarpasifermamollascorarotaryeriparte2

24gen19eQuerinianaScarpaSiFermaMollaScoraRotaryERiparte3.JPG

DrugoLebowsky: sostieni la tesi complottista della sostituzione etnica. in un paese civile dovresti essere in ceppi e senza connessione internet.

Va bene, accetto le mie colpe e sono pronto a una pubblica autocritica. E anche a un supplemento di pena, per avere aggiunto che questo caricaturizzare, per il quale l’opposizione all’immigrazione forzosa diviene l’uovo del serpente dei massacri nazisti, e il mescolare come biglie masse di persone di etnie diverse diviene “sostituzione etnica”, non evoca un’immagine di serietà e onestà. A proposito di facili costumi, oso sperare che qualche tua congiunta, o qualche congiunta dei campieri che a Brescia tutelano come si deve le alte parole di don Sergio Mattarella, farà l’opera buona, di misericordia corporale, del visitare i carcerati, venendomi a consolare quando avrete ottenuto il paese civile per il quale vi state tanto impegnando a colpi di mazza e mi avrete messo ai ceppi.

§  §  §

17 marzo 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Ruccia “Gandolfini (Family Day): “Cirinnà? Delirio paranoide, parlo da psichiatra”. E invita a pregare per “Non una di meno””

Forse la Cirinnà, che è pur sempre membro di un’aula di clienti dei preti e degli USA, ha annacquato quanto pronunciato nel delirio dell’agonia dal protagonista de ‘Il Balordo’ di Piero Chiara: “Dio, patria e famiglia riducono l’uomo in poltiglia”. Gandolfini, neurochirurgo in un ospedale convenzionato di suore che in una medicina onesta sarebbe superfluo, si mette il camice per attribuire una psicosi clinica alla senatrice che spinge perché la società vada verso la ’lonely crowd’. La medicina bresciana è facile all’abuso diagnostico, viziata com’è dalla magistratura locale. E’ stato cattedratico a Brescia Ermentini, che spiegò le lettere di Moro sequestrato appiccicandogli una patologia psichiatrica (d’accordo con la magistratura romana, favorevole ad un ricovero coatto in caso di liberazione, a sentire Cossiga). Lo psichiatra poi ebbe noie giudiziarie per accuse di referti favorevoli a mafiosi, e fu assolto.

Tra loro volano parole grosse, ma i due sono entrambi bravi esecutori di regioni diverse dello squilibrato modello culturale liberista: vuoi con la promozione dell’incertezza nei bambini sulla propria identità sessuale della trasgressiva Cirinnà, vuoi con i bambini come puntaspilli per l’affarismo biomedico del pio Gandolfini. Sul palcoscenico “libertari” e “uomini di Dio” se le danno di santa ragione, per il visibilio dei rispettivi target elettorali; ma i loro numeri li fanno per lo stesso padrone. Mica sono matti.

§  §  §

7 giugno 2019

Blog de il Fatto

Commento al post “Migranti, Mattarella alla Marina militare: “Il salvataggio di vite umane di questi anni ha reso prestigio al nostro Paese””

Caio Duilio inventò il corvo, un ponte levatoio che uncinava le navi nemiche, per battere la marina cartaginese, una potenza aggressiva rivale di Roma. Alla larga dalla retorica dei fasti militari degli antichi romani; ma non va bene neppure quella dei nostri capi, che hanno inventato una serie di artifici per creare ponti che sbarchino giovanotti africani in Italia, es. il naufragio su appuntamento. Con la marina militare asservita – non è la prima volta* – a interessi stranieri in danno degli italiani. Si assegnano tra loro medaglie e lodi, avendo appiccicato quattro frottole pseudoetiche e pseudoreligiose su quella che è essenzialmente mancanza di spina dorsale. Mentre danno del fascista a chi li critica e si atteggiano a san Francesco per il nuovo tradimento sul Canale di Sicilia e dintorni, si vantano della nave Trieste, nave da assalto da 1.1 miliardi di euro**, addobbata al varo con un grande crocifisso e immagini di Wojtyla e Padre Pio, che servirà le guerre di dominio altrui a danno di quell’umanità della quale si atteggiano a salvatori. Abbiamo una marina militare piegata ad interessi antinazionali in maniera non esattamente prestigiosa.

*Trizzino A. Navi e poltrone, 1966.

** Dinucci M. La nave d’assalto dei nuovi crociati. Il Manifesto, 30 mag 2019.

§  §  §

30 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Nardacchione “Danilo Dolci e la disobbedienza civile nonviolenta, dagli anni ’50 ad oggi: “Fare presto (e bene) perché si muore”

Per rifarmi la bocca ho riletto uno scritto di Dolci, sul sistema clientelare-mafioso legale. Un passo può essere utile a coloro che appoggino l’immigrazione forzosa in buona fede, credendo alle figure autorevoli e ai tanti agitatori che la presentano come motivata da scopi etici:

‘Tanto i mafiosi come i politici del sistema si stimano necessari all’ordine pubblico, locale e/o internazionale. “L’omertà è una qualità indispensabile per un mafioso” come per un giudice, un militare, un “politico” che voglia “fare carriera”. Come i delinquenti comuni più capaci e decisi non hanno alcuna possibilità di conoscere i segreti dell’organizzazione mafiosa, similmente – se pur diversamente – gli attivisti politici di base ignorano i traffici illegali e le trame segrete dei loro condottieri; e cosi i funzionari dello Stato ignorano Je decisioni segrete (talora determinanti in micidiali forme) dei massimi boss politici che si atteggiano, melliflui o tronfi, a espressione della volontà popolare.’ (In: Danilo Dolci, una rivoluzione nonviolenta, 2010).

Tanto più utile al giorno d’oggi, quando la criminalità del potere ha assunto forme “post-moderne”, ovvero appiccica – come in questo caso – icone etiche tradizionali sui propri disegni. Così che abbiamo la mafia post-moderna, che gestisce l’antimafia e chiede che nelle scuole sia insegnata la legalità (il caso Montante), e la tratta di esseri umani post-moderna che batte sullo spacciarsi per umanitarismo e nonviolenza.

@ Brodo. Non so chi sia la persona che, unica, a lei fa venire in mente quanto Dolci indica. A me fa venire in mente tutto il baule dei pupi, nessuno escluso, e i vari gruppi di fan che parteggiano per questo o quel paladino. Nelle stesse pagine sul sistema mafioso legale Dolci descrive la sua denuncia come mafioso di Mattarella padre; sarebbe interessante compararla con le posizioni istituzionali attuali, che dietro coperturte come la sagoma di Dolci non sono così lontane dalle posizioni dei notabili siciliani di allora, asservite ai poteri superiori e sprezzanti del popolo.

§  §  §

7 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mediterranea, il capitano della nave Alex: “Un agente piangeva mentre controllava i documenti. Un altro ci ha ringraziato””

Accettare questo invito grottesco alla lacrimuccia non è solo ingenuità; è anche un segno della debolezza verso le figure di autorità che gli italiani scontano sulla loro pelle. Forse ci saranno poliziotti ipersensibili e dai rubinetti facili; ma in genere in questi casi vale quello che scrisse Celine della borghesia, “impassibile e piagnucolosa”, a seconda della convenienza personale, e quindi anche a seconda di ciò che il copione del potere prescrive. La consolidata ruffianeria delle forze di polizia e della magistratura verso i poteri forti è tra i principali fattori nascosti per i quali l’Italia non è un Paese per onesti. Ruffianeria verso i poteri forti che include la collaborazione ai soprusi abusando del potere istituzionale, e, come in questo caso, partecipazione alle narrative volte a fare passare per uno stato di cose normale o lodevole lo sfruttamento. “Salvarne” uno e sommergere cento persone comuni, italiani e stranieri, nell’impassibilità complice delle quinte colonne.

@ Stendhal. Credo che il tipo umano che oggi serve il potere dando del nazista a chi si oppone all’immigrazione forzosa sia lo stesso, sia il discendente morale di quello che allora serviva il potere nella caccia agli ebrei; che collabora con il più forte, privo di vergogna. Il tipo umano del delatore. “Se tutte le città d’Italia avessero fatto come Sarzana il fascismo non sarebbe passato”: Sandro Pertini. A proposito di forze di polizia, a Sarzana i carabinieri bloccarono i fascisti; oggi gli stipendiati di polizia calano le brache recitando queste farse patetiche. Se Vittorio Emanule III, detto Sciaboletta, avesse firmato il decreto d’assedio non saremmo caduti nel baratro del fascismo. Se avessimo la spina dorsale per esercitare il modesto sforzo occorrente a fermare l’immigrazione forzosa, come fanno altre nazioni, eviteremmo danni futuri. Se non lasciassimo campo libero ai ruffiani, agli intriganti con la tonaca, ai gauleiter, agli sciaboletta ai quali va bene che si affoghino neri per esercitare il ricatto morale per il quale gli unici da soccorrere, gli unici infelici sulla faccia della terra sarebbero i giovanotti con le treccine che hanno pagato il biglietto per il passaggio sui barconi, potremmo vivere meglio noi e fare qualcosa di buono per chi ha davvero bisogno nei paesi svantaggiati.

@ Stendhal. Non è plausibile che masse di persone paghino un lungo viaggio per andare a farsi internare volontariamente in lager allucinanti dai quali poi, se sopravvissuti, tentare di fuggire. Ricorda quel che racconta Woody Allen, di quando faceva telefonate oscene a una donna; e di come le facesse “collect” a carico del destinatario, e la donna le accettasse sempre. Non cito Woody Allen perché sono favorevole alla causa degli ebrei di New York. E Woody Allen non mi piace molto. Però la battuta è buona. Se cito una descrizione della borghesia di Celine, questo le darebbe il diritto di attriburmi sentimenti nazisti e da sterminatore di ebrei? Humani a mi nihil alienum puto. Cerco di riconoscere e prendere il buono tra un mare di paccottiglia e di veleni; anche se la fonte ha idee politiche o finalità lontane dalle mie. Quelli che parlano come lei, applicando le suddivisioni puerili tra martiri, demoni e santi tracciate dalla propaganda, cercano di racimolare una pagnotta, raccogliendo e lanciando qualsiasi spazzatura. Invece di organizzare ronde per il controllo del linguaggio e dei sentimenti altrui vedete di mettere mano a ciò che è racchiuso nei vostri sepolcri imbiancati.

@ Stendhal. La pietà e la solidarietà false imposte dagli strozzini tramite mezzani sviliscono i loro corrispettivi autentici. Per non parlare di quelli che di mestiere dicono di essere portavoce della divinità, e indossati paramenti di genere insultano coloro che resistono ai loro raggiri come fanno indovini e fattucchiere. La prostituzione di valori etici e religiosi a interessi di potere non è pietà o solidarietà. È santimonia, che già prima di Cristo era riconosciuta come rivoltante: “Fra tutte le specie di ingiustizia la più detestabile e odiosa è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini”. Cicerone.

@ Stendhal. Segua lei il mio consiglio, ceda l’armamentario a qualche emulo di Otelma e bussi al portone del luogo che meglio può accoglierla: la più vicina casa circondariale.

@ Stendhal. Spiace sempre per una persona al gabbio. Comunque la pena deve comprendere anche la riabilitazione; alla quale lei può avvicinarsi considerando questa notizia edificante del 7 luglio 2019, dei poliziotti che scoppiano in lacrime davanti alla flotta delle Ong; e la notizia di ieri, 8 luglio, l’assoluzione definitiva dei CC per l’omicidio di Giuseppe Uva. Rifletta e mediti su di esse, come farebbe per parabole evangeliche, le compari, con la sua intensa spiritualità. Si ponga come astri che guidano il cammino fulgidi esempi come questi del Vero e del Buono – ce ne sono tanti – li assimili, aiutato dalla Fede, e vedrà che si troverà pronto a rioccupare senza dover temere nulla il suo posto nella società dei liberi.

@ Stendhal. La compartimentazione, indispensabile alla vita e ubiquitaria nelle strutture biologiche, è un valore; contrariamente a quanto sostiene chi dice “ponti non muri”, come Bergoglio; o come il presidente dell’associazione USA delle case farmaceutiche, che ha spacciato per un creare “ponti” (Holmer AF. Direct-to-Consumer Prescription Drug Advertising Builds Bridges Between Patients and Physicians. JAMA 1989. 281. 380) l’induzione della domanda di farmaci tramite pubblicità (Hollun MF. Direct-to-Consumer Marketing of Prescription Drugs. Creating Consumer Demand. JAMA, ivi) sostanzialmente fraudolenta. Quindi plaudo alla sua asserita voglia di frapporre una barriera tra quelli come me e quelli come voi. Come commentò Guareschi dopo essere stato fatto cadere in un intrigo vero tramite un intrigo falso, “Se la canaglia impera il posto degli onesti è la galera”. Certo, i ser Ciappelletto e i frate Cipolla possono giocare sulla confusione tra chi è la canaglia e chi l’onesto; Pinocchio, incarcerato perché vittima, sarebbe rimasto in carcere nonostante l’amnistia se non si fosse dichiarato malandrino. Ma la segregazione di due classi antitetiche è già una forma di ordine. Però non sciupi tutto con i suoi rosari; l’importante è che rimaniamo dai lati opposti delle sbarre.

@ Stendhal. La lascio alle “pure gioie ascose” del suo cenobio.

§  §  §

8 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Migranti, la messa del Papa per rifugiati e volontari: “Per Dio nessuno è straniero””

“Per Dio nessuno è straniero”; per i poteri che il papa serve siamo tutti stranieri, tutti “africa” da ammassare mescolati negli stessi recinti per essere meglio sfruttati. Davanti a questa propaganda monocorde e ossessiva viene da pensare che da qualche parte debbano esserci dei credenti autentici che recitano le loro preghiere e agiscono per gli ultimi veri, per i dimenticati sconosciuti abbandonati a destini crudeli in terre lontane, o tra noi; non per gli arrembanti delle Ong deep-pocket e del Vaticano che occupano stabilmente le copertine dei tg, le prime pagine dei giornali, i talk show, i blog e le prediche del clero.

§  §  §

10 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “Frodare la scienza (e i cittadini) non è reato?””

Sarebbe utile intendere la scienza come “l’ufficio tecnico” dell’umanità. Il liberismo tende a colonizzare per metterli a reddito strumenti e valori, e non esita a distorcere la scienza a fini di profitto: come garante di frodi; e nuova religione le cui pronunce è empio o folle mettere in discussione, come nota anche Gomez. La scienza andrebbe liberata e protetta dall’appropriazione da parte del business. Oltre che dalle frodi materiali da quelle ideologiche, più sottili, a volte aiutate e propagandate dagli stessi che additano casi inequivocabili come questo dei photoshop dell’oncologia milanese. Un esempio: la ricerca biomedica, all’opposto di ciò che avviene, dovrebbe essere subordinata all’etica ma incapsulata. Subordinata: va controllata per tenerla orientata sulle ovvie finalità morali, non sul fare soldi. Incapsulata: considerandola solo in sé stessa, per evitare che si spaccino per validi prodotti sulla parola, invocando l’etica mentre la si tradisce, mostrando “poster child”: bambini in sedia a rotelle accanto a ricercatori dallo sguardo intenso, etc. Dichiarare valido un farmaco con gli spot emotivi di Telethon – o AIRC, o IEO – è come descrivere l’efferatezza del delitto per desumerne la colpevolezza dell’imputato. Ma truffe sulla salute intessute in larghe fette di economia possono contare sul Viminale di Alfano, oggi a capo del policlinico di don Verzè, e sul Viminale di Amato, Maroni o Salvini come Alfieri e Nuvoletta potevano contare sul Viminale di Gava.

@ Fausto Noce. Grazie, sempre gentile. Il problema maggiore non è “frodare la scienza”, una sorta di oltraggio alla divinità, ma il frodare tramite la scienza, che è un’attività umana alta e preziosa, ma permeabile agli inganni. I risultati di ricerca truccati col photoshop* sono un eye-opener. Sono un cubetto di un iceberg di manipolazioni che vengono trasferite nella clinica; dove sono rese legali, e obbligatorie con le “linee guida” ** e la relativa legislazione. Restando nel campo delle prove visive, l’imaging, tarato ad hoc verso la sensibilità a scapito della specificità, ha un ruolo fondamentale nelle sovradiagnosi; nell’etichettare come malati persone sane o che hanno una differente patologia. Es. anche nella diagnosi di sclerosi multipla**. Ancora di più coi nuovi criteri***, alla cui stesura ha partecipato anche il San Raffaele. Distorsioni pro business sulla pelle dei pazienti che restano coperte e blindate: rese legge, e alla cui protezione provvedono, con sistemi da campieri, i PS e i CC di Alfano, ora a capo del San Raffaele e tutta la holding San Donato, e dei suoi predecessori e successori, con altri integerrimi occupanti dei palazzi di giustizia.

*What’s in a picture? The temptation of image manipulation. J Cell Biol 2004. 166: 11. ** Expanding Disease Definitions in Guidelines and Expert Panel Ties to Industry. Plos medicine 2013.10, e1001500. ***’Burning Debate’ on McDonald Diagnostic Criteria in MS. Medscape, 12 ott 2018.

@ spaceexplorer. La “sequestration thesis” prevede, in versioni diverse, che la verifica sperimentale della validità dei farmaci sviluppati dall’industria sia affidata allo Stato *. Sarebbe necessario, perché attualmente con la fictio per la quale l’immissione di un farmaco da parte di un’impresa gigante quotata in Borsa sarebbe una questione primariamente scientifica la procedura, è stato notato, è quella di un tribunale dove le indagini e l’accusa le fa l’imputato. Ma non sarebbe sufficiente, perché statale non è sinonimo di onesto; si può aggirare e corrompere anche il controllo statale, che per di più può mancare della risolutezza del privato. Soprattutto in un campo intriso di pulsioni irrazionali e di soldi facili come la medicina. E in un Paese come l’Italia, con una tradizione di santimonia; e di guardie che lavorano per i ladri, quando i ladri sono potenti. Il prerequisito, e segno di una volontà sincera di riforma, è quello di scrostare l’ideologia parareligosa che riveste la medicina e la scienza in funzione del profitto senza freni.

*Lexchin J Those Who Have the Gold Make the Evidence: How the Pharmaceutical Industry Biases the Outcomes of Clinical Trials of Medications. Sci Eng Ethics 2012. 18: 247.

@ bobovitz. La medicina consente di sfruttare il ruolo di agente morale salvifico a fini di profitto, ed è sempre più orientata a ciò. Dovrebbe essere desacralizzata, e ristrutturata in modo da prevenire le frodi (v. sotto la “sequestration thesis”). La sola repressione di tipo giudiziario delle “mele marce” sarebbe cosmesi. Chi dovrebbe esercitarla, poi? Probiviri? I ritoccatori sono ai vertici della ricerca italiana e ammanicati internazionalmente. I magistrati, che hanno promosso Stamina e poi mandato assolti i suoi medici? Le forze di polizia, che, posso testimoniare, sul business biomedico sono prone ai poteri forti e complici come lo furono al tempo delle stragi e degli omicidi politici? L’anticorruzione? Cantone, il magistrato che ne è a capo, ha pubblicato un libro con monsignor Paglia, che cura gli interessi del clero in campo medico. Interessi che prosperano su manipolazioni pari e peggiori di questa del fotoritocco. Nel libro i due raccontano che loro sono moralmente superiori: il patrocinatore di ciò che dovrebbe essere controllato e chi dovrebbe controllare a braccetto nella posizione di supremi, inappellabili custodi del Bene. Sono appena uscite le intercettazioni di discorsi di segno opposto tra Paglia e Palamara. Andrebbe riconosciuto, laicamente, che le agenzie morali sono esposte a divenire un nido che dà protezione e strumenti per meglio delinquere. Il caso Montante è paradigmatico e non isolato.

La necessità di laicità contro l’aggiramento dei limiti e l’inversione dei controlli posti dall’art. 41 della Costituzione

29 novembre 2018

“The outlook for capitalism in the future is far from resolved in our time […]. The key question today is no longer so crucially tied to the availability of profitable investment as with the consequences of its indefinite continuation.

[…] However, markets have another, less celebrated side. It is that they all create externalities, that is, side-effects that emerge from the relatively unsupervised interaction of buyers and sellers. Some of these, like the heat and smoke from factories, fall into the category of the environmental disturbances we have just examined. However, there are other externalities that may not disturb the environment but may seriously disturb society. These relate to questions of equality and justice and thus concern the level of social morality. […] consider the role of markets from the perspective of truth-telling.

[…] Our point is simply that markets must be recognized for what they are — economically effective but often morally dubious means of motivating our economic behavior. This may be a very difficult problem to bring under control, but it strikes us as one that must eventually be faced if our system is to develop the moral intelligence it will need to move safely through the new century.”. (Heilbroner RL, Milberg W. The Making of Economic Society. 13° edizione. Pearson, 2012).

“the medical-industrial complex was born.It is a behemoth made up of interlocking organizational interests: hospitals, insurers, professional medical associations, pharmaceuticals companies, device manufacturers, research institutions,medical journals, electronic-medical-record developers, and many more. All these parties are economically dependent, ultimately, on the existence of end products for sale: medical treatments, drugs, surgeries, and devices, from insulin to pacemakers to life-support machines. Without those products, many of the insurers, the hospitals, the manufacturers, and even the doctors themselves would have no market, no income, and no reason for existing. Thus the logic of the marketplace makes it all but inevitable that this network of interested individuals and organizations must, consciously or unconsciously, devote much of its time, energy, and financial resources to promoting more sales of its products — more drugs, more medical procedures, more tests, more surgeries, more medical devices, and so on. (Lenzer J. The danger within us. Hachette 2017).

Articolo 41. L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

ccc

23 novembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. Daina “Società medico-scientifiche, nasce primo elenco. Ministero prova a far pulizia, tra poca trasparenza e conflitti d’interesse”

In USA si parla al contrario di togliere le linee guida alle società scientifiche (1,2). I soldi dalle case farmaceutiche sono un aspetto aggiuntivo; il vizio di base è il conflitto insanabile tra interessi di categoria e interesse pubblico. “Would a society advise its members to change jobs, if evidence proved their medical services a waste?” (1). Sotto il regime liberista lo Stato  finge di controllare, mettendosi al servizio della volpe per la sicurezza del pollaio. E’ finto populismo “fare pulizia” dove c’è un contrasto radicale; è come quel prete di L. Sciascia che dormiva sì con la perpetua. Ma separato da una tavola. Che toglieva quando gli andava. La magistratura, votata ai poteri forti, invece di denunciare l’ovvia contraddizione del controllo dettato dai controllandi, auspica (PM Tiziana Siciliano (3)) l’applicazione di questa renziana legge-farsa. C’è necessità di laicità, e della sua estensione alla medicina. Definisco la laicità come la distinzione tra posizione e valore. Distinguere qui tra la posizione nobile dei compiti di cura e il valore delle azioni di chi cura, che va considerato indipendente dalla posizione, e variabile da lodevole a ignobile e truffaldino.

1 Ioannidis JPA Professional Societies Should Abstain From Authorship of Guidelines and Disease Definition Statements. Circ Cardiovasc Qual Outcomes 2018. 11:e004889.

2 DeJong C et al. Continuing Problems With Financial Conflicts of Interest and Clinical Practice Guidelines. JAMA, 29 Oct 2018.

3 Una denuncia al giorno a medici, pm Milano: è una patologia. Doctor33. 8 ottobre 2018.

ccc

Vedi anche:

4 Le pubbliche virtù delle ambulanze e il postulato di sacralità delle pratiche mediche stabilite

5 La medicina difensiva come scusa e come illecito

6 L’irresponsabilità della medicina in franchising

7 La corruptio optimi nel liberismo: le linee guida cliniche e il decreto Balduzzi

PMSicilianoCopertinaPrevidenza

La copertina del più recente numero della rivista dell’ENPAM, ricevuto subito dopo avere postato il commento.

La perorazione della legge Gelli del procuratore aggiunto di Milano T. Siciliano, che presenta la legge come terapia alla patologia – in realtà derivata dalla patologia che la legge Gelli favorisce e aggrava (5-7) – del business della “malasanità”,  ne fa una beniamina dell’ENPAM, cioè degli Ordini dei medici. Lo schema della non punibilità a priori degli atti medici una volta che lo Stato abbia fatto sua la versione degli osti con un blando processo di approvazione a monte è riconducibile nella sua forma generale – oltre che a un postulato di sacralità della medicina – alla “preemption doctrine”,  il rivestimento giuridico di una manovra politica, messa in atto in USA dal presidente Bush, che ha unito giuristi progressisti a conservatori (8), come il giudice della Corte suprema Scalia, nell‘assicurare impunità al business; in particolare a quello biomedico; soprattutto in merito a prodotti e servizi strutturalmente portatori di nocività, che l’esperienza ha mostrato causare infermità e morti su larga scala che si sarebbero evitate se il controllo dello Stato fosse stato adeguato e onesto (es. Lenzer, cit.). Una deregolamentazione mascherata da controllo che toglie tutele sulla salute ai cittadini e sguinzaglia l’inefficienza delle cure e la iatrogenesi, che sono diventate in molti casi moltiplicatori di profitto. Il magistrato ha già dato prova di radicalismo a favore del business con le sue posizioni ferventi sulle licenze di abbattimento dei pazienti col caso DJ Fabo (9). Mi sorprende come sia la terza volta (10) che mi trovo in dissenso con questo importante rappresentante della magistratura lombarda su questioni giudiziarie mediche. Ciò potrebbe da un lato riflettere la mia istintiva avversione per le tante posizioni pseudoprogressiste, che sono in realtà al servizio del più forte; dall’altro essere conseguenza dell’aderenza della magistratura alla “pro-business agenda” (8) a favore di grandi interessi biomedici dei quali denuncio gli illeciti, lo spadroneggiare e le complicità istituzionali.

8 Mullenix LS. Strange Bedfellows: The Politics of Preemption. Case Western Law Review, 2009. 59: 837
9 Blog de Il Fatto. 17 gennaio 2018. Commento al post “DJ Fabo, Pm: “Assolvete Cappato, nessun ruolo esecutivo. Dignità è poter essere uomo e autodeterminarsi. In: Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico
10 Roba da chiodi

§  §  §

10 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “Frodare la scienza (e i cittadini) non è reato?””

Sarebbe utile intendere la scienza come “l’ufficio tecnico” dell’umanità. Il liberismo tende a colonizzare per metterli a reddito strumenti e valori, e non esita a distorcere la scienza a fini di profitto: come garante di frodi; e nuova religione le cui pronunce è empio o folle mettere in discussione, come nota anche Gomez. La scienza andrebbe liberata e protetta dall’appropriazione da parte del business. Oltre che dalle frodi materiali da quelle ideologiche, più sottili, a volte aiutate e propagandate dagli stessi che additano casi inequivocabili come questo dei photoshop dell’oncologia milanese. Un esempio: la ricerca biomedica, all’opposto di ciò che avviene, dovrebbe essere subordinata all’etica ma incapsulata. Subordinata: va controllata per tenerla orientata sulle ovvie finalità morali, non sul fare soldi. Incapsulata: considerandola solo in sé stessa, per evitare che si spaccino per validi prodotti sulla parola, invocando l’etica mentre la si tradisce, mostrando “poster child”: bambini in sedia a rotelle accanto a ricercatori dallo sguardo intenso, etc. Dichiarare valido un farmaco con gli spot emotivi di Telethon – o AIRC, o IEO – è come descrivere l’efferatezza del delitto per desumerne la colpevolezza dell’imputato. Ma truffe sulla salute intessute in larghe fette di economia possono contare sul Viminale di Alfano, oggi a capo del policlinico di don Verzè, e sul Viminale di Amato, Maroni o Salvini come Alfieri e Nuvoletta potevano contare sul Viminale di Gava.

@ Fausto Noce. Grazie, sempre gentile. Il problema maggiore non è “frodare la scienza”, una sorta di oltraggio alla divinità, ma il frodare tramite la scienza, che è un’attività umana alta e preziosa, ma permeabile agli inganni. I risultati di ricerca truccati col photoshop* sono un eye-opener. Sono un cubetto di un iceberg di manipolazioni che vengono trasferite nella clinica; dove sono rese legali, e obbligatorie con le “linee guida” ** e la relativa legislazione. Restando nel campo delle prove visive, l’imaging, tarato ad hoc verso la sensibilità a scapito della specificità, ha un ruolo fondamentale nelle sovradiagnosi; nell’etichettare come malati persone sane o che hanno una differente patologia. Es. anche nella diagnosi di sclerosi multipla**. Ancora di più coi nuovi criteri***, alla cui stesura ha partecipato anche il San Raffaele. Distorsioni pro business sulla pelle dei pazienti che restano coperte e blindate: rese legge, e alla cui protezione provvedono, con sistemi da campieri, i PS e i CC di Alfano, ora a capo del San Raffaele e tutta la holding San Donato, e dei suoi predecessori e successori, con altri integerrimi occupanti dei palazzi di giustizia.

*What’s in a picture? The temptation of image manipulation. J Cell Biol 2004. 166: 11. ** Expanding Disease Definitions in Guidelines and Expert Panel Ties to Industry. Plos medicine 2013.10, e1001500. ***’Burning Debate’ on McDonald Diagnostic Criteria in MS. Medscape, 12 ott 2018.

@ spaceexplorer. La “sequestration thesis” prevede, in versioni diverse, che la verifica sperimentale della validità dei farmaci sviluppati dall’industria sia affidata allo Stato *. Sarebbe necessario, perché attualmente con la fictio per la quale l’immissione di un farmaco da parte di un’impresa gigante quotata in Borsa sarebbe una questione primariamente scientifica la procedura, è stato notato, è quella di un tribunale dove le indagini e l’accusa le fa l’imputato. Ma non sarebbe sufficiente, perché statale non è sinonimo di onesto; si può aggirare e corrompere anche il controllo statale, che per di più può mancare della risolutezza del privato. Soprattutto in un campo intriso di pulsioni irrazionali e di soldi facili come la medicina. E in un Paese come l’Italia, con una tradizione di santimonia; e di guardie che lavorano per i ladri, quando i ladri sono potenti. Il prerequisito, e segno di una volontà sincera di riforma, è quello di scrostare l’ideologia parareligosa che riveste la medicina e la scienza in funzione del profitto senza freni.

*Lexchin J Those Who Have the Gold Make the Evidence: How the Pharmaceutical Industry Biases the Outcomes of Clinical Trials of Medications. Sci Eng Ethics 2012. 18: 247.

@ bobovitz. La medicina consente di sfruttare il ruolo di agente morale salvifico a fini di profitto, ed è sempre più orientata a ciò. Dovrebbe essere desacralizzata, e ristrutturata in modo da prevenire le frodi (v. sotto la “sequestration thesis”). La sola repressione di tipo giudiziario delle “mele marce” sarebbe cosmesi. Chi dovrebbe esercitarla, poi? Probiviri? I ritoccatori sono ai vertici della ricerca italiana e ammanicati internazionalmente. I magistrati, che hanno promosso Stamina e poi mandato assolti i suoi medici? Le forze di polizia, che, posso testimoniare, sul business biomedico sono prone ai poteri forti e complici come lo furono al tempo delle stragi e degli omicidi politici? L’anticorruzione? Cantone, il magistrato che ne è a capo, ha pubblicato un libro con monsignor Paglia, che cura gli interessi del clero in campo medico. Interessi che prosperano su manipolazioni pari e peggiori di questa del fotoritocco. Nel libro i due raccontano che loro sono moralmente superiori: il patrocinatore di ciò che dovrebbe essere controllato e chi dovrebbe controllare a braccetto nella posizione di supremi, inappellabili custodi del Bene. Sono appena uscite le intercettazioni di discorsi di segno opposto tra Paglia e Palamara. Andrebbe riconosciuto, laicamente, che le agenzie morali sono esposte a divenire un nido che dà protezione e strumenti per meglio delinquere. Il caso Montante è paradigmatico e non isolato.

§  §  §

Vedi anche:

Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte

La medicina come rimedio ai limiti della crescita economica

Un certificato di decenza per le attività antimafia

26 novembre 2018

22 novembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di Tom’s Hardaware “I beni confiscati alle mafie sono online sul nuovo portale “Confiscati Bene 2.0””

Per spiegare l’affiliazione di personaggi di tipo mafioso (caso Montante), Giancarlo Caselli ha paragonato il movimento antimafia a un “fiume impetuoso” che può trascinare anche detriti. A me sembra piuttosto una palude che circonda roccaforti dell’illecito, rendendole ancor più inespugnabili, in certi casi. Come quello di TIM, che tramite la sua fondazione si fa ringraziare per un sito web sui beni confiscati alla mafia ma inflessibile confisca, è il mio caso, 56 euro al mese per una connessione ADSL che quando va bene è a 3 megabit/s. Il tethering con la sim Iliad del mio smartphone, 6 euro al mese per 30 GB, rete 4G, dà al pc di casa una connessione internet molto più veloce.

Se si vuole un’antimafia pulita, la cui immagine non abbia bisogno di essere rattoppata col marinismo dell’ex procuratore di Palermo, non bisogna dimenticare che la correttezza precede l’eroismo. Che l’antimafia non esonera dall’onestà. Se davvero non si vuole che l’antimafia sia un alibi, una sponsorizzazione morale, per parassitismi e ruberie, si deve verificare, e magari certificare, la decenza nelle loro attività dei singoli, delle imprese, delle istituzioni che vogliono esibire il bollino antimafia, prima di ammetterli a far parte del grande maglio d’acqua che tutto travolge.

§  §  §

BollettaTim23Nov18.jpg

Bolletta Tim, arrivata nella buca delle lettere il giorno dopo avere postato il commento.

 

 

SpeedTest25nov18.JPG
Speed test, domenica 25 novembre 2018 ore 11:06.

 

Componenti Fondazione TIM

Consiglio di amministrazione: Fulvio Conti, presidente. Alberto Mingardi, vicepresidente. Camilla Antonini, Luca Josi, Riccardo Meloni, Francesco Russo, Simona Signoracci, consiglieri.

Comitato scientifico:
Gilberto Corbellini*
Fiorella Kastoris
Luca Enriques
Francesca Pasinelli**

*Filosofo della scienza. Ha preso parte, tra le altre cose, a ciò che ho denunciato come la doppia truffa sulle staminali (Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale).
**Direttore generale di Telethon. Associazione da me descritta come animatrice di frodi sulle malattie genetiche e rare (La questua delle multinazionali).

 

26nov18aLeggeCrimineControUmanitàCausaTelethonNobilissima1

Il Fatto, 26 novembre 2018. Per la giornalista Chiara Daina sarebbe “nobilissima” la causa sostenuta dalla Fondazione Telethon per l’espansione, tramite legge dello Stato, degli screening neonatali per malattie genetiche rare. Io invece ritengo che sia una nefandezza di vasta portata, paragonabile alle leggi razziali e alle loro conseguenze per infamia e per passiva accettazione. Un crimine contro l’umanità che andrebbe bloccato.

Il disegno di base della trappola è esemplificato da un commento di David Hand, già presidente della Royal Statistical Society: “A screening instrument which correctly identifies 99% of the rare class and also correctly identifies 99% of the majority class, when applied to a situation in which the rare class comprises just one in a million of the population, will be incorrect for about 99.99% of those it predicts belong to the rare class.

L’espansione degli screening neonatali per malattie rare, per di più con test che sono lontani dall’avere l’accuratezza considerata da Hand, spesso non ben validati, e soggetti alla tendenza a tararli in modo da avere falsi positivi, trasformerà su scala nazionale bambini sani in malati, falsamente etichettandoli come malati e trattandoli come tali. Non ci sarà in genere neppure il corrispettivo della salvezza dei pochi malati veri, perché viene trasgredito tra i vari criteri che consentono di organizzare screening anche quello della disponibilità di cure di provata efficacia. I farmaci hi-tech in sviluppo ai quali verranno così procurati pazienti di comodo sono noti per avere un rapporto abnorme tra l’efficacia, scarsa o nulla, e i prezzi, milionari. Screenare a tappeto per malattie rare (e a volte non ben definite) è una impostazione in realtà delirante, finalizzata a fare soldi, con mezzi da sociopatici. Il livello di criminalità, di danno alla vita, agli averi, al benessere, il livello di imbarbarimento sociale e politico, il tradimento e la prostituzione dei principi etici e metodologici della medicina e della ricerca scientifica non pongono l’impresa “nobilissima” a un livello migliore di quello degli affari dei meno paludati “imprenditori” rispetto ai quali la dirigenza TIM si pavoneggia mostrandone i beni confiscati sul sito dedicato. Forme diverse dell’orrore. Le bestie della mafia versus i mostri della medicina come mezzo di profitto facile e illimitato. Il solvente nel bambino invece che il bambino nel solvente.

“Imprenditori” farabutti, quelli esibiti dall’antimafia TIM, che si avvalgono di sistemi sleali come il sabotaggio, il dileggio tracotante, il discredito, l’intimidazione.

 

26nov18hPaneUDucosTangheriTelefoniCiondolanti4Brescia, 26 novembre 2018. Operaio dei telefoni che ostruisce il passaggio; uno dei quattro (ditta Valtellina, di Bergamo, partner e fornitore di servizi TIM) ciondolanti mani in mano nell’area davanti al negozio nel quale compro il pane, luogo canonico di stalking e molestie. In genere A2A, che ha per presidente un altro studioso, Valotti, professore alla Bocconi, amico di Mattarella, mi ci fa trovare qualche camioncino della raccolta spazzatura.

 

 

MafiaAntimafiaInLombardia
Il complesso mafia-antimafia in Lombardia

 

AntimafiaEOspedaliPediatriciGli affari del Bene. Antimafia e ospedali pediatrici prosperano insieme.

§  §  §

27 dicembre 2018. Mi arriva una fattura della TIM, per la prima volta via email invece che cartacea. E’ salita a 61,51 euro. Il rapporto tra la qualità della connessione, che è salita sopra i 3 megabits/s, e il costo, dati i prezzi di mercato, viene pienamente confermato essere nell’ambito della frode in commercio. Le caratteristiche di boicottaggio, mobbing e tracotanza sono accentuate. TIM, che ha precedenti quanto a partecipazioni negli affari sporchi di strutture occulte, sta offrendo un servizio d’appoggio a grandi frodi biomediche danneggiando chi le contrasta; tramite la fornitura di un servizio di pubblica utilità come internet. In coda agli articoli scientifici sono spesso riportati i finanziamenti che li hanno resi possibili. Io dovrei riportare in calce alle mie denunce i finanziamenti negativi e gli ostacoli. Mentre a strutture come TIM va riconosciuto il merito di avere contribuito col loro mecenatismo inverso a schemi criminali. Come questo sugli screening neonatali per malattie rare, che si può chiamare

Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocure

Lo schema di base è: in nome della “scienza” a) creare falsi malati alterando i criteri diagnostici, e insieme b) fornire nuove false cure; che “curando” chi non è malato mostreranno “a fantastic illusion of benefit” (J. Lenzer, sul pacchetto test enzimatici-trombolitici per la malattia coronarica*). Inoltre con le sovradiagnosi più pazienti e quindi più profitti. Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocura delle malattie rare congenite è dei più inconsistenti, deleteri e lucrosi. Spingere per screenare, per di più in assenza di cure stabilite, a tappeto per eventi rari, spesso neppure ben definiti, sembra evangelico, ma è sociopatico. Data la bassa incidenza, perfino se i test fossero ad elevata accuratezza (teorema di Bayes), e non lo sono, lo screening creerà falsi malati; cioè mercato e falsi successi alle fake drugs contemporaneamente in sviluppo. C’è il lasciapassare dell’elemento emotivo: si può presentare per compassione una gelida truffa di alto livello sulla carne dei bambini. I farmaci che pretendono di curare condizioni patologiche difficilissime beneficiano della rinuncia concessa per le malattie rare ad accertarne sul serio l’efficacia, di costi e tempi di verifica ridotti, e dell’accettazione politica e culturale di prezzi miliardari, commisurati a null’altro che alla magia promessa. Perfino il governo USA (GAO) ha criticato come degenerata in un business torbido una crociata, quella sulle malattie rare, che permette di mettere a reddito il Bene presentando come santo il patibolare.

*The danger within us. Little, Brown and Company. 2017.

§  §  §

2 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Walter Ricciardi: “Le dimissioni dall’Iss? Da governo posizioni antiscientifiche””

Posso testimoniare che Ricciardi Cattolica – Cergas Bocconi – Valotti A2A – Mattarella costituiscono una clique integrata entro una estesa rete di potere. Rete che difende frodi biomediche miliardarie anche con sistemi da codice penale tramite le istituzioni dello Stato; rete che costituisce una “Santa” della corruzione: un livello altissimo di malaffare con legami internazionali per difendersi dal quale non vi sono giudici a Berlino; ma solo uffici giudiziari che rilasciano ai galantuomini licenze di delinquere.

@ Tataelga. Ce ne sono troppe. Non so, Stamina nell’ospedale universitario di Brescia (rettore Pecorelli, lo stesso portaordini da Washington sui vaccini) (1). Speculazioni – iatrogene – sulle malattie rare (delle speculazioni di recente se ne è occupato perfino il Government Accounting Office USA) con Telethon; sponsorizzate da Mattarella, e da una rete di grandi imprese come TIM, BNL, Auchan, etc. (2). A proposito di Ricciardi, Cattolica e Gemelli, a proposito di antiscientificità e a proposito di sottrazione di soldi pubblici, l’idea di applicare, calpestando la barriera della necessità dei previsti presupposti scientifici, la frode del pacchetto sovradiagnosi-pseudocure (2) all’Alzheimer, progetto Interceptor Fondazione Lilly – AIFA.

Se vuole una documentazione più circostanziata, dica a Valotti di farmela chiedere dal prossimo dei suoi spazzini che qui a Brescia mi butterà addosso lo sporco della strada, come è frequente costume dell’azienda dei termovalorizzatori diretta da questo professore di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche dell’università Bocconi, il tempio del sapere che vanta Roberto Calvi tra i suoi passati dirigenti, ha dato al Paese Mario Monti e forse gli darà anche un altro dei suoi sodali, Cottarelli.

1 Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale. Sul mio sito.

2 Un certificato di decenza per le attività antimafia. Sul mio sito.

@ Tataelga. L’informazione mediatica sulla medicina in grado di influenzare il pubblico andrebbe riconosciuta costituire atto medico; le Iene è un programma che sarebbe letteralmente da chiudere, almeno per la sua disinformazione perniciosa sulla medicina. Ma quest’altro servizio di mistificazione Mediaset fa comodo alle grandi frodi, incluse quelle ‘bocconiane’ che cito; anche quando può non sembrare; e fa comodo ai loro – buona serata – galoppini, che parlandone male possono darsi un tono, quando sono dei magliari dello stesso livello.

§  §  §

16 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Cellulari, Tar del Lazio obbliga i ministeri a fare informazione su rischi connessi al loro uso: “Campagna entro 6 mesi””

Suggestio falsi e suppressio veri. Si pompano e si agitano babau che spingono verso l’industria del cancro e si sopprime l’informazione sui pericoli di tale industria, come il rapporto svantaggioso rischi/benefici negli screening di massa. Non vedremo un’ordinanza che obblighi a informare, nell’invitare il pubblico a iniziative come “Race for the cure”, della falsità e della pericolosità per la salute dei messaggi delle campagne pelose della Komen sulla mammografia*. Tra l’altro, quelle sono radiazioni che invece il cancro possono provocarlo davvero. Pierino lavora per il lupo. I politici lavorano come lobbisti per gli affari illeciti del big business biomedico. Mentre i magistrati, come è già avvenuto nel caso Stamina **, dove pure il TAR del Lazio si è distinto, abusano del potere dello Stato lavorando come propagandisti per gli stessi affari illeciti.

*Woloshin S Schwarts LM. How a charity oversells mammography. BMJ, 2012. 345:e5132. **Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale.

Rino: Un boss di Vodafone, Tre, Wind, TIM, Samsung, Huawei, Nokia, Apple non avrebbe potuto rigirarla meglio la frittata.

@ Rino. Subito dopo avere postato, la connessione internet di Tim è caduta. Ora sono connesso con Iliad in tethering. Telecom mi fa pagare 60 euro al mese di adsl per una connessione lentissima, riservandosi la facoltà di tagliarmi del tutto la connessione quando le gira. Non so ancora se il blackout è per un guasto o per ciò che ho postato ieri sul mio sito, sulla codardia, a proposito dei CC, dei magistrati e del loro comune “commander in chief”. Ho lo smartphone, economico, proprio come backup per i boicottaggi di Telecom. Non sono iscritto ai social. Non uso whatsapp. Considero la corsa feticistica agli smartphone una distorsione di rilevanza etnopsichiatrica. Raccolgo articoli sull’uso degli smartphone nelle frodi mediche, e sulle responsabilità delle ditte produttrici di smartphone. Credo che andrebbero maggiormente riconosciuti e discussi i lati negativi della rete. E che una magistratura onesta dovrebbe indagare TIM per il mobbing e boicottaggio nei miei confronti. Invece i “boss” delle compagnie telefoniche spadroneggiano, grazie alla corruzione dei poteri dello Stato. E grazie a quelli come te, che non si sa se per indole o perché pagati, sono sempre pronti a gettare fango su chi non accetta la disinformazione; come offesi che venga messo in dubbio il loro acume per avere composto il disegno, del quale insieme a questi magistrati vanno così fieri, ottenuto unendo lo schema coi puntini numerati fornito da potenti associazioni a delinquere.

samsungtimkomeninsieme

 

 

§  §  §

3 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Beta Talassemia, il primo paziente: “La terapia genica mi ha cambiato la vita. La fiaba che ti raccontano da bambino”

Un esempio di come la ricerca del profitto produca una medicina deviante rispetto agli interessi del pubblico. Uno dei reali successi della ricerca biomedica è l’avere identificato le cause genetiche delle talassemie, e avere prodotto informazione che rende possibile la prevenzione: è possibile indentificare gli eterozigoti, avvertirli che se concepiscono tra loro avranno un 25% di probabilità di figlio malato a gravidanza; si può fare diagnosi in utero sul concepito, e abortire. Ma mentre si fa passare come salvavita la “prevenzione” del cancro con screening, inefficiente e iatrogena; mentre chi non porge senza fiatare i suoi figli a qualunque prevenzione vaccinale viene classificato come terrapiattista, oltre a subire forme di coercizione; mentre si stanno lanciando screening neonatali a tappeto, contro i criteri previsti, che produrranno falsi malati e così falsi successi per il business lucrosissimo delle malattie rare, non ci si concentra su questa prevenzione, efficace, relativamente semplice e cost-effective, che ha dimostrato di abbattere l’incidenza della malattia. Un testo USA di genetica, l’Hartwell, porta Ferrara come caso esemplare di prevenzione della talassemia. Qui si dà invece spazio al curare più che al prevenire, con hype di marketing per una tecnica sofisticata di dubbia efficacia, e pesante; e che, costosissima, compromette l’impiego razionale delle risorse disponibili per le cure mediche a favore dei guadagni facili e miliardari delle biotecnologie.

Valter Fiore: la talassemia si trasmette per modalità autosomica recessiva, quindi, secondo la sua “etica” visione della medicina, bisognerebbe dire a due ragazzi, innamorati e ahimè per loro, portatori sani, che non devono fare figli pena il condannarli a trasfusioni a vita per non darla vinta al “profitto di una medicina deviante rispetto agli interessi del pubblico”. Un certo Josef M. applaudirebbe.

@ Valter Fiore. Diverse opzioni vengono prospettate alle coppie di portatori eterozigoti: astenersi dall’avere figli, correre il rischio del 25% a gravidanza di avere un figlio malato grave e del 50% di procreare un portatore, l’adozione, il test prenatale con eventuale aborto, il ricorso alle donazione di sperma o di ovuli e altre tecniche di riproduzione assistita. La ricerca può aggirare i pericoli che sa indentificare nel concepimento fisiologico; al quale molte coppie affette accettano di rinunciare senza sentirsi spinte a ciò da nazisti in camice. Andrebbe aggiunto l’avviso di guardarsi dai propagandisti del business biomedico, che parlano di “etica di Mengele” per spingere a produrre figli gravemente malati che facciano da carne da cannone per un business che dà garanzie di qualità e serietà delle “cure” non superiori a quelle delle tecniche di propaganda ingannevoli e dei trolls incontinenti che gli sono indispensabili.

Valter Fiore: lei vorrebbe subordinare il progresso medico-scientifico alla paranoide pseudo etica della lotta “al profitto”, di cui lei sarebbe sommo sacerdote e giudice: se non è questa un’idelogia nazistoide e cialtrona …davvero non saprei come qualificarla.

@ Valter Fiore. Comincio ad avere l’impressione che quelli come lei che estraggono la reductio ad hitlerum con la stessa prontezza con la quale Goering cercava la pistola appena sentiva la parola cultura siano della stessa partita. La ricerca del profitto in medicina è dannosa per i malati. Lo ha sostenuto ad esempio Arrow, in un’analisi economica delle cure mediche. Era un Nobel in economia, con cattedra a Stanford, non esattamente un luogo ostile alla ricerca del profitto e alla subordinazione della ricerca scientifica al profitto. Non un “paranoide sacerdote della pseudoetica” predicante “un’ideologia nazistoide e cialtrona”. Era però anche una persona e uno studioso intelligente e col rispetto di sé stesso, non uno dei tanti magliari venditori di fumo. Il primato del “progresso medico-scientifico” – cioè delle frodi che lei serve – sull’etica, quello è semmai “pseudoetica paranoide”. Ma non vorrei che si scambiassero le parti; ci siamo altre volte scambiate le valutazioni personali, che devono essere un punto fermo. Ognuno al suo posto. Per lei io sono un malato di mente, e per me lei è un volgare troll in appoggio a furfanterie di potenti. Questo sillogismo disgiuntivo, o sono pazzo io o è un miserabile lei, e i tanti come lei, per me va bene.

@ Valter Fiore. Il capitalismo è un’invenzione relativamente recente (Polanyi, La grande trasformazione). Il liberismo sfrenato è recentissimo. Non è vero che senza profitto le attività umane non si muoverebbero, e che indicando i mali della ricerca del profitto si boccerebbe l’intera storia dell’umanità; che non è riducibile a una massa di puttane. Il profitto è un booster; può elevare e può portare a sbattere. Gli ascensori sono una cosa buona. E avere nel palazzo dove si abita due ascensori, tre ascensori quando ne basta uno? Con la medicina è possibile farne acquistare cinque di ascensori, e anche guasti o che precipitano. Che in medicina la ricerca del profitto provochi gravi distorsioni, date le particolarità del rapporto offerta-domanda, è generalmente riconosciuto, anche da economisti conservatori (da noi Ricossa, che saggiamente scrisse che il medico andrebbe pagato e ringraziato proprio per il fatto di non prescriverci nulla). Non equilibrata è questa visione spasmodica per la quale un sistema economico di successo non può divenire dannoso quando supera i suoi limiti; per la quale non c’è salvezza al di fuori della ricerca del profitto, e per la quale qualsiasi campo deve essere messo a reddito. E’ fuori di testa pensare alla medicina come a un servizio, che va adeguatamente remunerato ma deve essere strettamente controllato e tenuto fuori dalla corsa alla crescita economica e all’arricchimento? O è fuori di testa il vendersi pure la salute per stare al passo col “progresso”?

@ Valter Fiore. No, i progetti di ricerca li facciamo dettare come avviene dall’industria; es la Purdue, la casa farmaceutica attualmente sotto inchiesta in Massachussetts per il suo marketing ingannevole sull’Oxycontin col quale ha guadagnato miliardi e ha fatto – letteralmente – una strage; e che ora vuole espandersi nel trattamento della dipendenza da oppiacei che lei stessa ha causato. A proposito di marketing ingannevole, capisco che lei, animato dalla mistica del profitto, pensi subito ai verdi pascoli delle commissioni burocratiche; ma invece di fare sforzare Toninelli, e i suoi omologhi col camice da scienziato e altrettanto entusiasti, applichiamo l’efficienza capitalistica ponendo criteri standard valutabili semplicemente sbarrando caselle: a) lo studio di questo articolo non va presentato come viene fatto come prova di efficacia, essendo uno studio di fase I-II. Classe di studi nota per essere distorta e usata indebitamente a fini di propaganda. b) il presentare come evidenza un caso personale, e in termini emotivi, ciò che agli altri viene addebitato con una smorfia di disprezzo come aneddotica, è pure scorretto e alimenta l’analfabetismo scientifico del quale sareste acerrimi nemici; c) ciò soprattutto in una patologia come la talassemia che può avere vari gradi di severità; non si devono mandare messaggi ingannevoli ai pazienti per vendere la pelle dell’orso. Bocciato, e senza gettoni di commissione, mi spiace.

Andrea Bellelli: Ma una volta che uno la talassemia ce l’ha curarlo è molto importante, non le pare?

@ Andrea Bellelli. Sicuro. Ma non è logico né onesto fare coincidere, come si fa qui, il rilevante problema di salute pubblica talassemia – uno dei pochi per i quali esiste davvero la via della prevenzione – col problema, che si può e si deve porre come un caso marginale in subordine, di trattare chi finisca comunque malato di talassemia. La ricerca è l’arte del solubile, diceva Medawar. Del raggiungibile. Il detto proviene dalla politica, e infatti la politica sanitaria è ancora di più arte del possibile, nell’allocazione degli sforzi della ricerca e nell’impiego di risorse secondo il vantaggio alla salute dei cittadini, invece che l’investire e il trascurare stati patologici in funzione del profitto.

donatella savasta fiore: “si può fare diagnosi in utero sul concepito, e abortire”. questa sì che è una bella conquista della medicina… stile Mengele. 

@ donatella savasta fiore. Non ritengo l’aborto “una conquista di civiltà”, alla Emma Bonino (difensore sorosiano dei diritti umani, che il papa attuale ha lodato come una “grande d’Italia”; i due pulpiti, il laico e il cattolico, hanno posizioni convergenti anche sul fare soldi con la medicina). E’ vero che l’abortire un feto che si sa affetto da grave malattia e il concepire mettendo in conto tale eventualità sono forme di eugenetica; che come tali non dovrebbero andare esenti da un esame etico. Ma chi non solo vuole obbligare gli altri a subire il dolore annunciato del dare al mondo un figlio destinato alla sofferenza, ma alimenta di quella sofferenza il business di cure mediche che dietro allo hype mediatico sono così spesso evitabili, dubbie, falsamente efficaci, generatrici di altre condizioni morbose e così di altre rendite, non pratica anche lui una forma di selezione su umani? Causa di fatto la prevalenza del più ipocrita e spietato, del più ladro e cinico. E tra le due, quella che sottrae dolore e disordine e quella che li genera per cibarsene, la più vicina alla figura del medico sadico nazista al quale pensate così spesso è la vostra.

@ donatella savasta fiore. Il nazismo, anzi Mengele, il peggio del nazismo, l’ha sollevato lei, paragonandolo all’opzione aborto in caso di grave malattia congenita. Ho risposto che tra l’evitare la nascita di un bambino gravemente malato tramite un aborto e lo sfruttare bambini malati e fare in modo da incrementare questa fonte di reddito, la posizione più vicina al nazismo è la seconda. Ma lei insiste col riportare nel dettaglio i massacri nazisti. a) Ricorrere al nazismo, tentando così di intimidire, è indice di mancanza di argomentazioni pertinenti e valide, e di slealtà. b) La fascinazione morbosa per i crimini efferati del nazismo, questo pensarci sempre e proiettarli su chi è di ostacolo a loschi affari, dice qualcosa sulle pulsioni profonde che vi animano. c) Il clero sta partecipando allo sfruttamento dei bambini tramite la medicina, e questo mostrarsi “rigorosi” è un modo per nascondere dietro a simboli sacri programmi criminali che implicano un profondo disprezzo per l’umanità. Volete impressionare e zittire dando del nazista, ma in chi sa cosa praticate suscitate altre forme di repulsione: “Fra tutte le specie di ingiustizia la più detestabile e odiosa è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini” (Cicerone).

indel: Nessuno mette in secondo piano la prevenzione. Smettila con questi ridicoli complottismi.

@ indel: Smettete voi di dare assurde priorità ai prodotti medici da ingrasso anziché alla medicina utile.

Non censurato. indel: Ma quali prodotti medici di ingrasso? Quali? Non sai manco di cosa si tratta. Ma chi sei tu per dire cos’è utile o no? Ma fai un favore al mondo e smetti di parlare di cose che non capisci

Mia risposta censurata @ indel. E’ appena uscito un articolo del Lown Institute, ‘The moral price we pay for “innovation” ‘ che permette di capire a chi non lo sapesse cosa intendo per medicina da ingrasso. Un paragrafo:

“The pharma sector … is a bubble fed by astronomical, obscene profits. It’s not the innovative ideas, though there are many of those, nor the ‘best and the brightest’ young scientists, though they can be dazzling in their smarts, that are making the biotech sector boom. It’s the recent access to cheap capital and even cheaper hype. And predatory pricing.”.

Dopo avere riportato esempi di ‘overpricing’ e ‘hype posing as innovation’, (promesse sfrontate di cura del cancro, farmaci anticancro approvati che non funzionano, continue richieste di abbassamento di standard già corrivi, oltre il 50% delle start-ups altamente lodate che non presentano evidenza valida per supportare le loro “innovazioni”) conclude che

“our willingness to turn a blind eye to the profiteering of local biotech is a moral failing, for which “history will not judge us kindly.”

La teppaglia come te, che conosco bene, della quale si avvale la Telethon nostrana con le sue grandi imprese finanziatrici, rappresenta bene la versione italiana di un’attività malata, di un crimine di rilevanza storica che sarebbe fare un favore al mondo fermare.

Risposta eliminata con la mia. Cleofe e York. Stai affermando che è la gentaglia nostrana a sostenere la fondazione Telethon? Sei da segnalare.

Mia risposta censurata. I tuoi tentativi di intimidazione, dato il trattamento che ricevo, e conoscendo il livello umano di chi si occupa di me, mi fanno ridere. Sono già segnalato, alla gentaglia che truffa lo stipendio dello Stato appoggiando Telethon sopprimendo il dissenso; e appoggiando le grandi aziende che si fanno belle finanziandola, finanziando così una versione usuraia e fraudolenta della medicina; in linea evidentemente col loro core business. Mentre in un Paese sano la magistratura dovrebbe indagare i mobbers, stalkers e trolls che liberamente si affollano a protezione di un’operazione di marketing ideologico che fa più danni di forme riconosciute di crimine organizzato.

§  §  §

21 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Famularo “Neoliberismo: un vero nemico o un’arma di distrazione di massa?”

Mingardi è affiliato al Cato Institute; come J. Pinera, ministro del lavoro e della sicurezza sociale di Pinochet. L’istituto USA è emanazione della scuola di Milton Friedman, il teorico dietro ai massacri cileni. Come l’istituto Bruno Leoni, si tratta di think-tanks che “spread a patina of academese and expertise over the views of their sponsors.” (cit.). Mingardi ha scritto “Il quid hayekiano e thatcheriano di Caprotti, fascio di energia lombarda”. Quando protestai per lettera per lo stalking di polizia che ricevevo nell’andare a fare la spesa all’Esselunga, allo stalking si aggiunsero urti e spintoni dei magazzinieri e cassiere di Caprotti. Lo stalking in quella zona è tuttora pesante; dato il fascio di viltà e corruzione a Brescia. Mingardi è vicedirettore della fondazione TIM. TIM si fa bella finanziando ricerche biomediche funzionali a speculazioni, delle quali descrivo aspetti fraudolenti e conseguente aumento del lucroso burden of disease; mentre finanzia negativamente e boicotta il dissenso, facendomi pagare più del doppio per una ADSL che va a meno della metà. Filantropia usuraia. ‘

La libertà è la libertà degli altri’ (Luxemburg). La dottrina neoliberista è la patina of academese della cleptocrazia (G. Sapelli), del saccheggio distruttivo (P. Bevilacqua). In campo biomedico, posso testimoniare, della mafia compiuta, dove la cupola delle grandi aziende usa mezzi mafiosi, complici i lacchè dello Stato, per proteggere “la libertà” di frode e saccheggio.

lorenzomagni1979: molto volentieri, anche perché è evidente che non lo sappiate, il neo-liberismo infatti pur basandosi sulla concorrenza, sul mercato e sulle libertà individuali pensa che, in fase di redistribuzione, l’intervento dello stato sia necessario per risanare le diseguaglianze. Per cui, massima libertà di intraprendere ma controllo sulla redistribuzione, non come succede ad es. in Italia, in cui con questo governo si vuole un controllo sulla produzione, Pastori sardi, Alitalia ecc. ecc. es. di Paesi neoliberali, Svizzera, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Danimarca, Svezia ecc. ecc. cioè i Paesi dove si vive meglio al mondo. Es. di Paesi non neoliberisti, Italia, Francia, Russia, Turchia, Venezuela.

@ lorenzomagni1979. Oggi Formigoni è entrato in carcere. Chi esulta, chi depreca. Io penso a come sia stato lasciato libero di agire per un ventennio. Da un mio scritto, “Ratio formigoniana”, del 7 feb 2011, respinto dal blog di Beppe Grillo e riportato sul mio sito, una definizione di “mafia fordista” che ha un evidente isomorfismo con la sua definizione di neoliberismo:

“E’ l’ideologia dell’utilitarismo. Che nella sua versione italiana, e padana, può degenerare ulteriormente in “mafia fordista”: una mafia vincente, accettata dal sistema legale, che redistribuisce una quota rilevante dei proventi alla popolazione; a differenza dei mafiosi col bollino di mafioso che egoistacci se li tengono quasi tutti per sé. Una mafia che non ha bisogno di sparare, ma che pratica forme di violenza occulta, nei suoi affari commerciali e nelle misure di repressione contro chi è troppo di ostacolo a tali affari, con l’appoggio dello Stato. Una mafia che a volte si mette in affari con la mafia meridionale, con la quale c’è dietro alle differenze una sostanziale affinità. La ndrangheta in Lombardia è più un gemellaggio che un’invasione di barbari.”

§  §  §

11 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Terapia genica, otto bimbi con sindrome di Wiskott-Aldrich curati dai ricercatori del san Raffaele: “In buone condizioni” “

Nella biomedicina onesta le applicazioni cliniche poggiano su una base scientifica solida e stabile; questo è un esempio di biomedicina top-heavy, a piramide che poggia sulla punta. E’ un’analisi interim, cioè provvisoria, dalla quale è scorretto e ingannevole trarre, come viene fatto, conclusioni cliniche e diffonderle al pubblico (Woloshin et al). Analisi che esce nell’aprile 2019 sulla situazione provvisoria all’aprile 2016, per di più su uno studio preliminare (fase I/II), non-randomizzato e open label, piccolo, che considera endpoint surrogati o intermedi per una patologia a quadro clinico variabile. Risultati moderati, friabili e sospetti, con la non esclusa possibilità di indurre leucemie in una patologia che rende suscettibili all’insorgenza di tumori, e che è molto rara, con meno di 1 nuovi casi/anno attesi in Italia, sono sovraccaricati come importanti traguardi. Nell’editoriale di accompagnamento sul Lancet si parla di estendere questa terapia non adeguatamente testata alle “forme più lievi”, saltando indebitamente al vero obiettivo, i pacchetti sovradiagnosi-pseudocure, che rendano le malattie rare più “comuni”, e falsamente curabili. Per poter spacciare per farmaci miracolosi le fiale dai prezzi milionari sulle quali puntano i banchieri che finanziano questa medicina presentata come filantropica; le cui gigantesche speculazioni non reggerebbero sui loro piedi d‘argilla senza la complicità dei media e degli apparati dello Stato.

28 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Sindrome di Wiskott-Aldrich, così Jacob dagli Usa e Arseniy dalla Russia hanno trovato cura in Italia”

La foto dell’articolo mostra 26 persone di Milano, per lo più in camice, che si occupano di una malattia che colpisce in media meno di un bambino all’anno in Italia. Con risultati limitati e dubbi a leggere le pur compiacenti riviste scientifiche, ma celebrati, inventando nella comunicazione mediatica risultanze scientifiche che invece sono assenti, come trionfi. Questa inversione delle proporzioni, dove sono più i dottori che i malati, e dove risultati incerti e ritagliati vengono portati al pubblico cucinati come scienza solida, fa pensare, anche dati i prezzi stratosferici che queste dubbie cure pretendono, a un successo dell’arte del fare passare il cammello per la cruna dell’ago. Ed è solo l’inizio, perché questo battage sugli asseriti successi dell’ospedale di don Verzè, e della improbabile strategia genetica contro le malattie supportata tramite Telethon da banche e grandi imprese non estranee agli ambienti della speculazione finanziaria e della relativa diffusione di notizie ingannevoli, porterà a una moltiplicazione dei pani e dei pesci per chi, dal portantino al luminare al broker, campa o prospera sul vendere medicina: giustificando un aumento di persone etichettate come malato, tramite la sovradiagnosi, sotto l’etichetta di “diagnosi precoce”, che già fa balenare, indebitamente, sul Lancet l’editoriale di accompagnamento all’articolo qui presentato come un abbraccio mondiale ai bambini che soffrono.

Alla pubblicazione del commento è seguito un incontro ravvicinato in strada con un operaio della ditta Valtellina (TIM) che mi si è parato davanti impugnando un paio di forbici chiuse. Riportato in: I rituali zozzonici della banda Mattarella sez. 2 maggio 2019. Il commento è scomparso da internet, avendo cominciato Il Fatto negli stessi giorni a cancellare tutti i commenti dei lettori dopo avere chiuso i post.

§  §  §

17 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. la Cara “Sma, per la prima volta diagnosi precoce: “Si potranno trattare subito i bambini”

Questo screening sta venendo introdotto in USA e altrove, mentre lo UK National Screening Committee lo ha respinto, resistendo alle pressioni. Le voci di esperti che mettono in guardia dai rischi non vengono riportate. Il passaggio dal trattare una malattia al trattare un risultato di laboratorio tende a causare sovradiagnosi e sovratrattamenti. Tanto più nella SMA, dove manifestazioni cliniche di gravità e insorgenza largamente variabile, da fatale ad asintomatico, non sono strettamente correlate al genotipo rilevabile. Non andrebbe taciuto neppure che questo aspetto negativo è una caratteristica positiva sul piano commerciale, creando medicalizzazione e falsa efficacia. Il prezzo di un recentissimo farmaco per la SMA, approvato “in corsa”, oltre 2 milioni di dollari a paziente, record mondiale, è stato giudicato di natura speculativa. Appare essere all’opera una tendenza generale a conformare la definizione e la diagnosi delle malattie ai famaci, o meglio agli interessi sui farmaci. Compreso il precipitarsi a spostare il campo di applicazione delle “orphan drugs” per le malattie rare alla più vasta popolazione di “presintomatici” cioè asintomatici; che può facilmente ingrandirsi da sola, o essere allungata con poco sforzo; con falsi positivi e forme meno gravi o lievi o silenti, che verranno fatti passare per successi terapeutici; favorendo l’ottenimento di pacchetti sovradiagnosi-pseudocure e la creazione di pool di pazienti ad essi conformi.

§  §  §

 

Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocure e la terza fogna

Lo schema sovradiagnosi-pseudocure è un caso di quella criminalità di alto livello che le istituzioni non contrastano ma aiutano, favorendone i delitti; e proteggendoli da chi come me li mette a rischio riconoscendoli e descrivendoli. Tale attività di supporto è espressione dell’asservimento delle istituzioni e di privati agli interessi illeciti dei poteri forti. Una forma di corruzione verso l’alto, non pagata con mazzette ma con feudi e agiatezza, le ricompense che vanno ai vassalli e ai maggiordomi. La chiamo “la terza fogna”: l’enfasi sulle altre due fogne, mafia e corruzione, serve a coprire questa, che è sovraordinata rispetto alle altre.

Avendo indicato, come ho già fatto in precedenza, un caso di pacchetto sovradiagnosi-pseudocure, per di più curato dalla facoltà di medicina dell’Università cattolica, collegata a Telethon, e conoscendo l’inesorabilità delle ritorsioni quando ci sono di mezzo i preti e i loro affari sporchi, non mi sono stupito quando il giorno dopo, 18 giugno 2019, all’Auchan di Roncadelle alla cassa il consueto gesto sordido è stato più veemente del solito. L’Auchan è un’altra delle grandi aziende che appoggiano Telethon. Telethon ora si è orientata a questi pacchetti sovradiagnosi-pseudocure nel lucroso settore delle malattie rare. Come le altre aziende, Auchan mentre trae prestigio e profitto dal cause-related marketing pratica anche il furto di utilità (1) nel rapporto cliente/venditore, a favore di grandi frodi sulla salute, con attività di stalking verso un cliente che denuncia le frodi. Il cassiere ha attuato una approfondita pulizia delle narici, usando anche il pollice, e verificando visivamente ciò che aveva estratto.

18giu19aAuchanTelethonPulitaNasoConPollice1

18giu19aAuchanTelethonPulitaNasoCOnPollice2

18giu19aAuchanTelethonPulitaNasoConPollice3

18giu19aAuchanTelethonPulitaNasoConPollice4

Quello che rende diversi questi atti da eventi casuali sono gli episodi di ostentazione sovraimposti su una catena incessante: devo aspettamerli quando vado a fare la spesa. La volta precedente, all’Auchan di via San Zeno, panini presi e messi in busta senza guanti. La volta prima ancora, la cassiera nel lamentarsi della “cervicale” ha affondato nel cavo ascellare la mano con la quale ha poi maneggiato il cibo che ho comprato.

13giu19eAuchanTelethonPaneSenzaGuanti

8giu19dCassieraCheSiLamentaDellaCervicaleAllAscella

La presenza costante di mezzi della nettezza urbana A2A all’entrata o all’uscita quando vado a fare la spesa è una variante: la chiamo “Cottarelli”, dal nome del comune amico di Mattarella e del presidente di A2A Valotti (1). Questo contatto con lo schifoso è poca cosa rispetto al lerciume che vedo praticare in nome della medicina. Ogni giorno leggo cose che mi fanno rimpiangere quando svuotavo del loro contenuto i segmenti di colon provenienti dalla sale operatorie.

La polizia e la magistratura non esistono, come negli allucinati film di Gomorra, se non per organizzare lo stalking e il mobbing e per dargli una gabbia di sicurezza: se li denuncio ciò conferma, secondo loro, che sono un disturbato mentale, come mi hanno fatto scrivere dai miserabili furfanti dell’Ordine dei medici di Brescia (2). Che si occupano, in combutta con CC e magistratura locale, dell’epurazione di un medico di ostacolo agli affari della terza fogna; con sistemi non da “albergo romano” come lamenta il procuratore di Milano Greco (v. sotto) ma da loggia trapanese. La strategia è quella di trascinare comunque la questione lontano dal dibattito civile e razionale, verso l’estremo, lo scomposto, il contrario al senso comune, l’abnorme, il confuso; e il mobbing e lo stalking continui e impuniti mantengono questo stato. Eseguendo compiti del genere i comandanti provinciali dei CC che passano per Brescia si guadagnano la greca di generale, i questurini scalano l’organigramma del Viminale, i prefetti diventano ministri. Così si guadagnano lo stipendio i signori con la toga che hanno intitolato il palazzo di giustizia al fondatore della P2 storica, Zanardelli, mentre mandavano assolti i manovali della strage piduista di 40 a anni prima. La terza fogna.

Il 19 giugno 2019 il procuratore di Milano Greco ha espresso “sconcerto” per i fatti del CSM. Ha detto che il mondo che vive “negli alberghi e nelle retrovie delle burocrazie romane” non apparterrebbe ai “magistrati del Nord”. A parte il fatto che i magistrati del Nord partecipano degli affari dei colleghi che hanno mandato a Roma, come scrissi a colui che i magistrati aveva eletto a capo del loro sindacato, Palamara (3), se c’è una differenza è piuttosto nella composizione del mix di generi di corruzione. Quella settentrionale è una mafia “fordista” che non usa armi ed esplosivi e adotta una maggiore ridistribuzione dei proventi (4). In Lombardia è florida la terza fogna sulla medicina. Magistrati e forze di polizia ne sono un pilastro. Greco è un esperto in criminalità economica. Le frodi come questa sulle malattie rare hanno una natura finanziaria, che sfrutta la fiducia e la franchigia della medicina. Sono le operazioni finanziarie illecite peggiori, per volume e perché immerse nel sangue dei sani e dei malati che ingannano per speculare.

Un analista afferma che sarebbe in corso un attacco alle toghe “che sono sempre state l’arma più preziosa di Washington” da parte degli stessi USA. Questo potrebbe spiegare anche il concomitante invito in Italia di Amanda Knox. Alla scelleratezza del delitto, alla scelleratezza del mandarlo impunito manipolando indagini e procedimento giudiziario, si aggiunge questa terza avvilente scelleratezza dell’assassino che torna sul luogo del delitto per dare lezione di legalità; invitato da qualcuno dei tanti che rimediano pane e companatico facendo le quinte colonne. Un fatto squallido che può spiegare gli assetti psicologici alla base dell’insistenza sul mettermi a contatto con spazzatura, polvere e detriti raccolti dagli spazzini, acqua sudicia, muco e altre secrezioni, nell’eseguire il mandato del mio assassinio morale. Con la Knox i cowboys urinano in faccia al sistema giudiziario italiano che li ha serviti tradendo. Il trattamento al quale sono contro la mia volontà sottoposto è anche un compenso psicologico alle umiliazioni alle quali gli esecutori si sottomettono volontariamente e si sono già sottomessi chissà quante volte.

PremioAuchanAlfieri

Il dirigente di Auchan Francesco Alfieri viene premiato per Telethon sulla tv pubblica. Alfieri ha risposto alle lodi che il primo grazie deve andare alle “hostess di cassa” della Auchan (Youtube, Auchan per Telethon).

Prefetto: Visconti. Procuratore (reggente): Nocerino. Sindaco di Brescia: Del Bono. Sindaco di Roncadelle: Spada.

1 I rituali zozzonici della banda Mattarella La medicina sotto la presidenza Mattarella
2 Milizie bresciane
3 Pubblicare la lista dei magistrati di CL
4 Mafia fordista e neoliberismo

§  §  §

28 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Terrorismo, arrestato foreign fighter italo-marocchino nato a Brescia: aveva combattuto con Al Qaeda e Isis”

Il “sistema Montante”, la mafia che fa i suoi affari in silenzio nascosta nella dirigenza di un’antimafia roboante, è un caso particolare di una strategia più generale e diffusa. (A Brescia è stata data una cattedra universitaria a un componente del sistema Montante, un consigliere della mafia corleonese). La strategia, che non funzionerebbe senza i servizi e reti di stampo piduista a sorreggerla (v. ‘Il padrino dell’antimafia’, A. Bolzoni), è praticata anche col terrorismo: la lotta all’eversione terroristica copre i servigi all’eversione dall’alto. Mafia e terrorismo, spesso pilotati, sono anche degli alibi. Le forze di polizia e magistratura che insieme ai servizi nostrani – la cui fedeltà al Paese è proverbiale – e a rimorchio dell’intelligence USA – altra garanzia che si opera per il nostro bene – ci mostrano come ci proteggano da fanatici orientali, dietro le quinte non contrastano ma favoriscono o aiutano attivamente danni e sfruttamento provenienti dai poteri forti occidentali; es. il degrado derivante dai trasferimenti, imposti dagli stessi che seminano guerre, di masse di “foreign scroungers” da paesi in pace; o le frodi legalizzate, talora omicide, con le quali le multinazionali farmaceutiche ottengono fatturati maggiori del PIL di intere nazioni del Terzo mondo; e con i profitti colossali un potere che gli permette di disporre delle molli istituzioni italiane come la loro milizia e le loro kangaroo court.

§  §  §

4 luglio 2019. Su TIM vedi ‘La mafia e il crimine di Stato post-moderni’. 30 giugno 2019. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella

§  §  §

10 luglio 2019

 

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “Frodare la scienza (e i cittadini) non è reato?””

Sarebbe utile intendere la scienza come “l’ufficio tecnico” dell’umanità. Il liberismo tende a colonizzare per metterli a reddito strumenti e valori, e non esita a distorcere la scienza a fini di profitto: come garante di frodi; e nuova religione le cui pronunce è empio o folle mettere in discussione, come nota anche Gomez. La scienza andrebbe liberata e protetta dall’appropriazione da parte del business. Oltre che dalle frodi materiali da quelle ideologiche, più sottili, a volte aiutate e propagandate dagli stessi che additano casi inequivocabili come questo dei photoshop dell’oncologia milanese. Un esempio: la ricerca biomedica, all’opposto di ciò che avviene, dovrebbe essere subordinata all’etica ma incapsulata. Subordinata: va controllata per tenerla orientata sulle ovvie finalità morali, non sul fare soldi. Incapsulata: considerandola solo in sé stessa, per evitare che si spaccino per validi prodotti sulla parola, invocando l’etica mentre la si tradisce, mostrando “poster child”: bambini in sedia a rotelle accanto a ricercatori dallo sguardo intenso, etc. Dichiarare valido un farmaco con gli spot emotivi di Telethon – o AIRC, o IEO – è come descrivere l’efferatezza del delitto per desumerne la colpevolezza dell’imputato. Ma truffe sulla salute intessute in larghe fette di economia possono contare sul Viminale di Alfano, oggi a capo del policlinico di don Verzè, e sul Viminale di Amato, Maroni o Salvini come Alfieri e Nuvoletta potevano contare sul Viminale di Gava.

@ Fausto Noce. Grazie, sempre gentile. Il problema maggiore non è “frodare la scienza”, una sorta di oltraggio alla divinità, ma il frodare tramite la scienza, che è un’attività umana alta e preziosa, ma permeabile agli inganni. I risultati di ricerca truccati col photoshop* sono un eye-opener. Sono un cubetto di un iceberg di manipolazioni che vengono trasferite nella clinica; dove sono rese legali, e obbligatorie con le “linee guida” ** e la relativa legislazione. Restando nel campo delle prove visive, l’imaging, tarato ad hoc verso la sensibilità a scapito della specificità, ha un ruolo fondamentale nelle sovradiagnosi; nell’etichettare come malati persone sane o che hanno una differente patologia. Es. anche nella diagnosi di sclerosi multipla**. Ancora di più coi nuovi criteri***, alla cui stesura ha partecipato anche il San Raffaele. Distorsioni pro business sulla pelle dei pazienti che restano coperte e blindate: rese legge, e alla cui protezione provvedono, con sistemi da campieri, i PS e i CC di Alfano, ora a capo del San Raffaele e tutta la holding San Donato, e dei suoi predecessori e successori, con altri integerrimi occupanti dei palazzi di giustizia.

*What’s in a picture? The temptation of image manipulation. J Cell Biol 2004. 166: 11. ** Expanding Disease Definitions in Guidelines and Expert Panel Ties to Industry. Plos medicine 2013.10, e1001500. ***’Burning Debate’ on McDonald Diagnostic Criteria in MS. Medscape, 12 ott 2018.

@ spaceexplorer. La “sequestration thesis” prevede, in versioni diverse, che la verifica sperimentale della validità dei farmaci sviluppati dall’industria sia affidata allo Stato *. Sarebbe necessario, perché attualmente con la fictio per la quale l’immissione di un farmaco da parte di un’impresa gigante quotata in Borsa sarebbe una questione primariamente scientifica la procedura, è stato notato, è quella di un tribunale dove le indagini e l’accusa le fa l’imputato. Ma non sarebbe sufficiente, perché statale non è sinonimo di onesto; si può aggirare e corrompere anche il controllo statale, che per di più può mancare della risolutezza del privato. Soprattutto in un campo intriso di pulsioni irrazionali e di soldi facili come la medicina. E in un Paese come l’Italia, con una tradizione di santimonia; e di guardie che lavorano per i ladri, quando i ladri sono potenti. Il prerequisito, e segno di una volontà sincera di riforma, è quello di scrostare l’ideologia parareligosa che riveste la medicina e la scienza in funzione del profitto senza freni.

*Lexchin J Those Who Have the Gold Make the Evidence: How the Pharmaceutical Industry Biases the Outcomes of Clinical Trials of Medications. Sci Eng Ethics 2012. 18: 247.

@ bobovitz. La medicina consente di sfruttare il ruolo di agente morale salvifico a fini di profitto, ed è sempre più orientata a ciò. Dovrebbe essere desacralizzata, e ristrutturata in modo da prevenire le frodi (v. sotto la “sequestration thesis”). La sola repressione di tipo giudiziario delle “mele marce” sarebbe cosmesi. Chi dovrebbe esercitarla, poi? Probiviri? I ritoccatori sono ai vertici della ricerca italiana e ammanicati internazionalmente. I magistrati, che hanno promosso Stamina e poi mandato assolti i suoi medici? Le forze di polizia, che, posso testimoniare, sul business biomedico sono prone ai poteri forti e complici come lo furono al tempo delle stragi e degli omicidi politici? L’anticorruzione? Cantone, il magistrato che ne è a capo, ha pubblicato un libro con monsignor Paglia, che cura gli interessi del clero in campo medico. Interessi che prosperano su manipolazioni pari e peggiori di questa del fotoritocco. Nel libro i due raccontano che loro sono moralmente superiori: il patrocinatore di ciò che dovrebbe essere controllato e chi dovrebbe controllare a braccetto nella posizione di supremi, inappellabili custodi del Bene. Sono appena uscite le intercettazioni di discorsi di segno opposto tra Paglia e Palamara. Andrebbe riconosciuto, laicamente, che le agenzie morali sono esposte a divenire un nido che dà protezione e strumenti per meglio delinquere. Il caso Montante è paradigmatico e non isolato.

§  §  §

11 luglio 2019, Auchan di Via San Polo. Alla cassa automatica le pesche richiedono un controllo. La cassiera arriva e affonda la mano destra in un cestino della spazzatura. Con quella mano solleva le albicocche, che sono già passate, e le riappoggia. Le pesche da verificare le maneggia con la sinistra.

11lug19eAuchanSanPoloVerificaPescheConManoIntintaSpazzatura1

11lug19eAuchanSanPoloVertificaPescheConManoIntintaSpazzatura2

11lug19eAuchanSanPoloVertificaPescheConManoIntintaSpazzatura3

11lug19eAuchanSanPoloVertificaPescheConManoIntintaSpazzatura4

11lug19eAuchanSanPoloVertificaPescheConManoIntintaSpazzatura6

11lug19eAuchanSanPoloVertificaPescheConManoIntintaSpazzatura8

Il commento su magistratura, polizia, Cantone e Paglia è in risposta a “bobovitz”, un blogger che interviene sulle mie critiche e denunce in maniera arrogante e con insulti, ma stavolta si è limitato a chiosare che non bisogna buttare il bambino con l’acqua sporca, ovvero dire “che TUTTA la ricerca di Telethon, Airc e IEO sono fuffa”. Credo che la ricerca di questi gruppi sia orientata al profitto e che ciò contempli la truffa. Truffe che possono contare sulla protezione di un rete che comprende le grandi aziende che impestano me, che indico le truffe, con boicottaggi e molestie mentre sponsorizzano Telethon: BNL; TIM; Poste Italiane; Auchan. La rete delinquenziale comprende soggetti con la divisa e la toga dello Stato. Le grandi truffe mediche possono inoltre contare sui sommi sacerdoti dell’ipocrisia. Tutti noi ci scaviamo una buchetta di ipocrisia nella quale accucciare e mettere al riparo la coscienza; ma l’ipocrisia dei potenti che si presentano come la bocca di Dio, dell’etica e della legalità ricorda il pozzo di San Patrizio di Orvieto per quanto è grande, profonda e strutturata.

LaCoscienzaELaLegge

§  §  §

3 settembre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Tumori alla gola aumentati del 300% in dieci anni: “Legame con infezione da Hpv, trasmesso attraverso il sesso orale”

Martinazzoli raccontò che a un suo collega avvocato era rimasto il soprannome “l’inventore” perché la prima notte di nozze la moglie era fuggita dalla camera d’albergo gridando “no, questa cosa te le sei inventata tu”. La tesi, non provata, che il sesso orale si sia diffuso repentinamente, al punto da provocare un’epidemia di cancro, oggi, in concomitanza con l’attribuzione dei tumori orofaringei all’HPV e con le pressioni per screening e vaccini, è implausibile. Né si comprende come possano i giovani presentare cancri da infezione che richiederebbero 20-50 anni per manifestarsi (superior stabat lupus…). Non va trascurato che questi sbalzi di incidenza di diagnosi sono un noto segno di sovradiagnosi; e che quella dell’HPV è una storia di malattia definita da chi ne vende il trattamento. Zur Hausen, l’inventore della anomala teoria* dell’HPV come causa di cancro, è legato all’industria, che ha anche influito sull’assegnazione del Nobel**. Diverse lesioni del cavo orale possono essere sovradiagnosticate come cancro, somigliandogli, sotto il giogo del framing propagandistico e degli incentivi e punizioni. Il fattore delle manipolazioni commerciali non va ignorato anche perché conseguenti sovratrattamenti possono causare effetti cruenti: i cancri della testa e collo sono tra quelli che più di frequente portano al suicidio i sottoposti a trattamento.

*McCormack et al. Molecular Cytogenetics 2013, 6:44.
**Ombre sul Nobel della Medicina. Premio pilotato. La Stampa 27/04/2017.

*  *  *

Vedi anche:

La questua delle multinazionali

Quando è Pietro che si associa a Simon Mago

Le pubbliche virtù delle ambulanze e il postulato di sacralità delle pratiche mediche stabilite

12 novembre 2018

8nov18aPianDellOssoPuntataOltreMezzeriaAmbuDopoAuto+PoiFolonariAudi1

8nov18aPianDellOssoPuntataOltreMezzeriaAmbuDopoAuto+PoiFolonariAudi1b

8nov18aPianDellOssoPuntataOltreMezzeriaAmbuDopoAuto+PoiFolonariAudi2

8nov18aPianDellOssoPuntataOltreMezzeriaAmbuDopoAuto+PoiFolonariAudi3

8 novembre 18. Ore 16:20. Appena uscito da casa, previa consueta molestia nell’entrare in auto, un’ambulanza lanciata, senza sirena, senza ragione apparente mi punta accelerando e oltrepassando la mezzeria, per poi sfiorare la mia auto nel rientrare. Seguita dal consueto tailgating Audi. Sullo sfondo l’opulenta Poliambulanza delle suore Ancelle. Circa mezz’ora dopo, alla destinazione, uno studio dentistico, all’uscita dall’auto passa un vecchio prete che mi saluta col gesto della benedizione; dalla porta dello studio esce una suora.

E’ la prima uscita in auto da quando, pochi giorni prima, esponenti di associazioni di ambulanze bresciane sono state assolti, in 8 casi su 11, dall’accusa di avere gonfiato i rimborsi per il trasporto di dializzati (per quasi 1,5 milioni di euro, riportò il Giornale di Brescia); con la motivazione che “la legge ha profili di incertezza”. Nella città dove il palazzo di giustizia è stato intitolato al nume tutelare della loggia massonica P2 Giuseppe Zanardelli, è invece incisa nel bronzo, netta e inequivocabile, la normativa reale sulla libera facoltà di stalking funzionale a interessi privati illeciti; un servizio collaterale delle onestissime ambulanze. Uno degli assolti è Scarcella, direttore della ASL. La sede ASL di via Duca degli Abruzzi è un altro luogo dove, le poche volte che ci sono stato, a piedi, nell’entrare e nell’uscire ho dovuto schivare non uno ma diversi guidatori, di auto civili, apparentemente distratti o sventati. Mentre per molti anni quando ci passavo davanti in auto incrociavo immancabilmente mezzi polizia che passavano anche loro.

Il magistrato, Bonamartini, è lo stesso che un anno prima, nel 2017, ha assolto dall’accusa di truffa Pecorelli, ginecologo, rettore dell’università di Brescia e presidente AIFA, a mio parere tra gli intermediari di alto livello della truffa Stamina come appoggio a quella delle staminali ufficiali (v. Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale). La motivazione dell’assoluzione è stata che lo scienziato figurava sì falsamente presente in ospedale, ma d’ufficio, senza dover ricorrere ad artifizi plebei come il farsi timbrare da altri il cartellino; e che siccome i vertici dell’ospedale erano d’accordo, il secondo stipendio non guadagnato e non dovuto è stato ottenuto senza raggiri; quindi non c’è truffa. Io non solo non conosco il diritto, ma non lo capisco: avrei piuttosto pensato che sia un’aggravante il poter contare sulla complicità di chi deve controllare per cumulare pasciuti stipendi pubblici facendo figurare che si sta lavorando mentre si è altrove. A Pecorelli, che ha anche portato in Italia da Washington l’ordine delle vaccinazioni di massa obbligatorie, è stato in seguito contestato un conflitto di interessi di massimo livello, per il quale si è dovuto dimettere dall’AIFA, date sue partecipazioni nel business farmaceutico che l’AIFA dovrebbe controllare. La mia denuncia della natura vergognosa e delle finalità fraudolente, sorrette dalle istituzioni, dell’inoculazione di Stamina nel SSN tramite il grande l’ospedale pubblico e universitario del quale Pecorelli era il dominus è stata retribuita con una severa intensificazione di stalking, mobbing, boicottaggi e abusi di potere, anche da parte di soggetti istituzionali implicati nel lancio della truffa-vettore Stamina. Non si può dire che la legalità bresciana manchi di coerenza.

Quello che più colpisce nella sentenza di assoluzione del 2018 è che considera, riportano i giornali, che la somma intascata dalle ambulanze “era funzionale alla realizzazione di interessi pubblici obiettivamente esistenti”. Hanno rubacchiato, ma nello svolgere un servizio utile e benemerito. Non viene in mente agli ingenui magistrati che se una pratica medica che genera automaticamente profitto viene considerata a priori, senza verifiche, non problematica, indiscutibile quanto a sua legittimità tecnica ed etica, uno degli effetti sarà la sua applicazione oltre la necessità, al fine di ottenere un facile guadagno. A danno alla salute, del benessere e degli averi dei pazienti e del pubblico. L’effetto sarà l’istituzione e la crescita di un’attività commerciale di successo ma abietta, e a volte anche omicida; che è ciò che avviene e può liberamente avvenire con le dialisi (1-5). La medicina attuale prima che alla funzione di cura obbedisce alla funzione di profitto e sfruttamento; e spesso le due non solo non coincidono, ma sono incompatibili; e a volte sono addirittura contrapposte, così che la medicina genera malattia anziché eliminarla o alleviarla. Un’attività sostanzialmente privata che si avvale del terminale pubblico e viene remunerata con denaro pubblico.

Comparando con la letteratura scientifica le informazioni sulla “scienza” propagate dai media e avvalorate dalla magistratura si comprende quante infamie si giustificano e si aiutano bestemmiando parole come “obiettivo” o “scientifico”. Quello che il giudice proclama pubblicamente essere “un interesse pubblico obiettivo”, mentre sta giudicando su accuse di speculazione su di esso, – cioè sull’estrazione indebita di profitti da una procedura invasiva, pesante, pericolosa, a vita, come la dialisi – specialisti riconoscono, dal più ortodosso dei pulpiti, essere basato nei suoi incrementi su “evidenza relativamente debole” (5); commentando, pur avendo fitti legami finanziari con tante ditte interessate, che lo si applica anche “senza evidenza sostanziale di benefici” e a fronte di un aumento dei danni iatrogeni, incluso l’aumento di mortalità (1); e invitano i medici a “essere scettici sull’attuale definizione di insufficienza renale cronica e cauti nell’etichettare i pazienti” (2).

La sovradiagnosi e il sovratrattamento con dialisi dell’insufficienza renale grave, coi loro danni e i loro indebiti arricchimenti, sono favoriti dalle linee guida cliniche (5), un istituto che ho descritto come una forma di pseudoregolamentazione, in realtà l’opposto di una regolamentazione, una cattura normativa (v. La corruptio optimi nel liberismo: le linee guida cliniche e il decreto Balduzzi ; La medicina difensiva come scusa e come illecito). Invocata dai catturandi. La legge Gelli, di recente lodata e auspicata nella sua attuazione dal procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano, prevede che siano le società scientifiche di categoria ad emanarle. Che è più che un mettere la volpe a guardia del pollaio (6,7); è un mettersi come poteri di controllo agli ordini della volpe. In USA ci si sta rendendo conto della necessità di togliere le linee guida dalle mani delle associazioni di categoria che ne beneficiano (6,7). Da noi ci si butta a capofitto in questa aberrazione medica e giuridica, col sostegno di quelli che dovrebbero rilevarne e contrastare l’assurdità e i pericoli, i magistrati. E con l’attività di supporto, zelante e articolata, della repressione di qualche voce isolata di denuncia.

Con posizioni come quelle della legge Gelli, e con i magistrati che entusiasti le sostengono, la frode di primo grado diviene sacra. La frode istituzionalizzata diviene legge. Io distinguo tra frodi mediche di primo grado, le frodi tecniche strutturali, intrinseche alla dottrina, legalizzate e difficilmente riconoscibili se non da addetti, e frodi mediche di secondo grado, frodi convenzionali riconoscibili come tali che spesso si basano su quelle di primo grado (v. La magistratura davanti alle frodi mediche di primo e secondo grado). Nel caso dei rimborsi gonfiati delle ambulanze il giudice ha assolto dall’accusa di una frode di secondo grado in nome della frode di primo grado della quale la frode di secondo grado è uno sviluppo. In una città dove si primeggia nel lanciare le frodi di primo grado, strutturali, e nel reprimerne la denuncia. I due livelli di frode continueranno ad alimentarsi a vicenda, in un circolo economicamente virtuoso e moralmente perverso. Aumenteranno le persone falsamente etichettate come gravemente malate, il carico di sofferenza e malattia iatrogeno, il succhio di denaro del contribuente per profitti illeciti privati, il calo dei servizi di medicina pubblica utili data l’allocazione di risorse verso le frodi comode e tutelate dallo Stato.

I magistrati non sono in grado di riconoscere le frodi tecniche di primo grado. Né hanno tanta voglia di ascoltare chi le riconosce; e a volte indirettamente le aiutano (v. Nuove P2 e organi interni). Trattano come frodi quasi esclusivamente quelle di secondo grado. E su queste a volte chiudono un occhio riconoscendo l’attenuante implicita che si tratti di appriazioni di denaro su attività lecite e meritevoli. Non hanno voglia di considerare che anche le procedure mediche occasione di frode di secondo grado possono essere illecite, a volte in maniera più grave della truffa derivata che stanno considerando; né che lasciate impunite le frodi di secondo grado agiranno come ulteriore incentivo per quelle di primo grado.

I grandi interessi che beneficiano delle frodi di primo grado vogliono un giusto livello di corruzione di secondo grado. Incluse le loro mazzette (purché accettate con grata modestia, da posizione subordinata; senza alzare la cresta e atteggiarsi a contraente forte, che detta le condizioni, come invece credeva di potere fare l’ematologo Franco Aversa; di recente indagato dai NAS e fatto arrestare dalla magistratura). Vogliono frodi di secondo grado quel che basta perché agiscano da stimolo e lubrificante per le loro frodi di primo grado, come per la cresta secondaria sulle dialisi, probabilmente non a caso scelta dagli accorti bresciani. Sono ostili alle frodi di secondo grado che riducano i profitti delle loro frodi. La sbandierata “lotta alla corruzione” ha una funzione di regolazione. Di combattere tutte le frodi mediche, in quanto tali, non se ne parla; a dover essere repressa in maniera radicale è l’onestà che disturberebbe lo smisurato business illecito. Appare che lo Stato, a cominciare da magistratura e forze di polizia, si conformi volentieri a questo schema.

Il caso delle ambulanze mostra come anche col contributo di magistrati che si direbbero straordinariamente candidi sotto alle loro toghe nere, o di magistrati col secchio della tinta bianca e il pennello, la medicina offra una eccellente imbiancatura sepolcrale, sacra e sigillata, per la copertura di proliferazioni putrefattive. In particolare a Brescia, dove appare che la magistratura dia un’applicazione troppo estensiva del principio per il quale le attività produttive vanno aiutate e protette; non badando al combustibile che la “locomotiva d’Italia” brucia.

Mentre i magistrati nelle stanze del palazzo si basano sul postulato di bontà, onestà e verità delle pratiche mediche stabilite, che coonestano, io non solo ho presenti i ben diversi retroscena tecnici; ma da tanti anni mi viene dato modo di apprezzare per strada, sull’asfalto, i punti di contatto tra il personale delle ambulanze e la descrizione che il Manzoni fa del tipo umano del monatto; che in medicina non è limitato alle associazioni di barellieri. “I birboni … trovavano una nuova occasione d’attività, e una nuova sicurezza d’impunità a un tempo”.

L’episodio dell’ambulanza che sbarella, uno tra gli innumerevoli di un martellamento ossessivo, e uno di quelli che non si astengono dal guastare anche sicurezza e tranquillità alla guida, segna anche l’insediamento del procuratore reggente, Nocerino. Un nome che per un medico “desaparecido” sul piano della vita civile per avere denunciato crimini evoca la sinistra scomparsa del giudice Adinolfi. Per me, dopo 24 anni a Brescia, fino a prova contraria, ovvero fino a quando non verranno riconosciuti la censura, l’assassinio morale e lo stalking attuati liberamente e impunemente nei miei confronti, si è insediato “Melampo VI”. In attesa che il CSM nomini Melampo VII. Mi viene dato ogni giorno motivo di pensare ai procuratori dei quali Brescia si dota; li ho soprannominati “i Melampidi”. Come se fossero una dinastia; dal nome del cane da guardia infedele in Pinocchio. Melampo I fu il procuratore Lisciotto. Nel marzo 1995 Callea, allora mio primario, in risposta alle mie proteste per le vessazioni mi disse che sarei stato cacciato dall’ospedale. Risposi che mi sarei rivolto alla magistratura per il mobbing che stavo ricevendo. Pochi giorni dopo mi chiamò da casa sua, mentre la sera ero solo nel reparto dell’ospedale; mi chiese di prendere una sua agendina, e di aprirla alla lettera ‘A’. Accanto al numero che mi diceva di cercare c’era il nome e il numero del procuratore Lisciotto. Che qualche giorno dopo venne a trovare Callea in reparto, annunciato davanti a me dall’aiuto: “Dottor Callea, il dottor Lisciotto” (un’eccezione; Callea si fa chiamare “professore”). Lisciotto in seguito fu prescritto dai suoi colleghi per abuso di ufficio. L’accusa era di avere fatto falsamente figurare, d’accordo con la commissione medica della ASL, la figlia come invalida per farla assumere. A chi parla del giudice a Berlino, a Brescia i galantuomini rispondono indicando il podestà che mangia alla loro mensa, come nel 5° capitolo dei Promessi sposi: “Quel medesimo a cui, in teoria, sarebbe toccato a far giustizia a Renzo Tramaglino, e a fare star a dovere don Rodrigo”. Callea ha appena ricevuto a Cosenza il “premio cultura Dante Alighieri”.

Il procuratore uscente, Melampo V, Buonanno, ha precisato che il motivo del suo pensionamento non è l’arresto del figlio per rapina a mano armata. La combinazione di un padre Procuratore col figlio che si presenta nei negozi col mitra spianato si presta a diversi errori cognitivi. Tra questi, il non percepire la differenza tra un grossolano criminale comune e i fini criminali di Stato dell’ambiente lavorativo del babbo. Un rapinatore, un ladro, un truffatore di strada sono criminali semplici; ma i criminali di Stato sono molte volte criminali. Sono criminali per i reati infami che commettono, per l’avvalersi dei poteri e dei mezzi dello Stato per commetterli, per l’uso del potere giudiziario come corazza di impunità e arma di offesa, per il sovvertimento sotterraneo della società dietro a una facciata rispettabile e temuta, e altro ancora. Una sinergia di livelli che amplifica l’efficacia criminale e ne assottiglia la visibilità.

1 Rosansky SJ et al. Early start of hemodialysis may be harmful. Arch Intern Med, 2011. 171:396.
2 Moynihan R et al. Chronic Kidney Disease. How expanding definitions are unnecessarily labelling too many people as diseased. BMJ, 2013. 347: f4298. Making people patients: chronic kidney disease overdiagnosis. The conversation, July 31, 2013.
3 Are we overtreating renal failure? Updates in slow medicine, #241. Ottobre 2018.
4 Tamura MK et al. Dialysis Initiation and Mortality Among Older Veterans With Kidney Failure Treated in Medicare vs the Department of Veterans Affairs. JAMA online, April 9, 2018.
5 Zijn Chen, Chi-yuan Hsu. Appropriate Time for Chronic Dyalisis initiation. A cause for humility. Jama online, April 9, 2018.
6 Ioannidis PA. Professional Societies Should Abstain From Authorship of Guidelines and Disease Definition Statements. Circ Cardiovasc Qual Outcomes, 2018. 11: e004889.
7 DeJong C Steinbrook R. Continuing Problems With Financial Conflicts of Interest and Clinical Practice Guidelines. JAMA Intern Med online 29 October 2018.

KassirerOnThetake

La copertina del libro “On the take”, (“All’arraffo”), scritto da un celebre direttore del New England Journal of Medicine, JP Kassirer (Oxford University Press, 2005). Il libro porta tra gli esempi della degenerazione affaristica della medicina il caso, che suscitò clamore internazionale, della campagna contro il medico canadese Nancy Olivieri, considerata “whistleblower” per avere riportato effetti avversi della terapia farmacologica che stava studiando. Campagna per la quale l’azienda farmaceutica canadese che voleva ridurre al silenzio la ricercatrice reclutò tra gli altri Callea, nel 1997, mentre questi a Brescia si stava occupando di me.

§  §  §

Vedi anche:

La necessità di laicità contro l’aggiramento dei limiti e l’inversione dei controlli posti dall’art. 41 della Costituzione

 

Donne medico e ricercatrici

7 ottobre 2018

2 ottobre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di I. Gjorgji “Fisica e sessismo, la posizione di Strumia non è nuova. Alle donne le scienze dure sono negate”

Da anni all’occasione appunto in un elenco donne che in biomedicina lavorano per le frodi; e in un altro donne che contrastano le frodi, a volte in maniera particolarmente penetrante. 40 anni fa lessi su Famiglia Cristiana un’intervista al preside della facoltà di medicina della Cattolica, che sull’ammissione delle donne parlava di “giganti”. Poi da studente lo sentii con le mie orecchie dire “le donne tanto fumo e poco arrosto”. Circolavano altre sue battute “maschiliste”. C’era stata la contestazione e l’occupazione, e le donne erano meglio controllabili, vedevo. Oggi il Fatto cartaceo titola “Terapie anti-cancro: ad Allison e Honjo il premio della speranza”. Un Nobel fatto assegnare dal business alla speranza; una motivazione simile a quella per lo scranno di senatore a vita regalato a Elena Cattaneo tramite il viceré Napolitano. Credo vi sia un confounding, voluto: nell’attuale biomedicina, soggiogata al business fino al prossenetismo morale, le donne sono favorite non in quanto tali, ma perché meglio controllabili. La rara attitudine alla libera ricerca, il dare priorità al figliare conoscenza essendone capaci, è ancor meno frequente tra le donne. Ad essere cooptata è una massa di mediocri interessati e ubbidienti; che include una buona quota, istituzionalizzata, vistosa e discussa, di donne; ma si favoriscono anche tante mezzecalzette 46, XY. Le donne brave possono tuttora essere discriminate, come si tentò con Emmy Noether e avvenne con Rosalind Franklin.

@ Dada Cinnokk. La ricerca in biomedicina si presenta al pubblico come una scienza molto più dura di quanto non sia; mentre, data la subordinazione al business, è più molle di quanto dovrebbe essere. Vedi gli scritti di Feinstein, medico e statistico. Es. Invidious comparisons and unmet clinical challenges, Am J Med, 1992. Il reclutamento di donne come aspetto del reclutamento di personale controllabile ha una parte in questa divaricazione. Credo che il caso della biomedicina possa avere utilità per comprendere quello che avviene nella scienza in generale. E anche in altri campi dirigenziali, che pure non sono rocket science. Es la politica, dove di Rosa Luxembourg se ne vedono poche, mentre si vedono diverse versioni femminili dei tanti yes-man e teste di legno.

§  §  §

18 ottobre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Pisa, la prima prof ordinaria di Scienze nella storia della Normale: “Anche contro di me offese sessiste””

La sapete quella della moglie che regala due cravatte al marito. Lui ne indossa subito una e lei scoppia a piangere: “Cosa aveva l’altra che non andava?” O la moglie di un racconto di Campanile, che quando il marito le dimostrava con un impeccabile sillogismo che aveva torto rispondeva con un ceffone, sinceramente convinta che la logica sia uno sporco trucco. Incarichi dirigenziali non possono essere affidati che alla mente maschile. Come la carica considerata massima, presidente degli USA. “Se Lincoln fosse vivo si rivolterebbe nella tomba”: Gerald Ford. O la carica di rettore della più esclusiva università italiana: vorrei nominare professori donna, ma i pregiudizi sessisti me lo impediscono; quando ci provo ricevo fogli anonimi dove sta scritto “Tizia è …“, “Caia fa …” e quindi devo desistere. Ma in fondo Barone e Pastore hanno ragione. La scienza oggi, almeno in biomedicina, deve piegarsi alle esigenze del business. Serve ricerca addomesticata, fino alla “research that is not research”, secondo l’espressione di John Ioannidis sui Big Data. Big Data che sono una trappola spiega la prof. Sabina Leonelli, come riporta oggi Il Fatto nella recensione del suo libro. Anche dato l’uso distorto [adottato dai cervelloni maschi] del P-value, commenta lo statistico Elizabeth Garrett-Mayer. Oggi non servono né gli Enrico Fermi né le Lise Meitner che li correggono, ma un genere diverso, più diffuso in entrambi i sessi. Le donne reclamano giustamente la loro porzione.

@ giovannidamagonza. Grazie Giovanni per evidenziare l’infondatezza dello stereotipo che attribuisce reazioni a torto definite uterine solo alle donne. E per corroborare il mio argomento che vi sia un ampio pool unisex per il quale, dato il periodo storico, è giunta l’ora della riscossa.

§  §  §

14 luglio 2019

Blog de il Fatto

Commento al post di G. Scacciavillani “Donne e tumori, il rapporto speciale tra le pazienti e il senologo futura quota azzurra in un mondo rosa”

Quando si è malati o si teme di esserlo si hanno due problemi: biologico e umano. E’ sbagliato ridurre la malattia a una delle due dimensioni. E’ dannoso anche cedere alla tentazione di riunirle, sotto la direzione del medico, spinti da messaggi come questo articolo. Non credo che l’emotività femminile oscuri la comprensione della differenza biologica tra mammella, ghiandola sudoripara modificata, e polmone; le dinamiche emotive, complesse, vengono sollecitate e sfruttate da un marketing spietato. Es. si gioca sulle incertezze sull’attrattività sessuale. In USA per vendere estrogeni per la menopausa si è ricorsi a slogan come “Quando le donne sopravvivono alle loro ovaie”. Oggi si aggiungono forme più suadenti. Invece di informare sul rischio di essere trattate senza avere un cancro, di subire trattamenti pesanti nell’interesse di chi li vende, si batte sugli aspetti umani per diffondere indicazioni tecniche ingannevoli *. Il problema umano non è meno importante di quello biologico; ma l’unione dei due espone a divenire preda di frodi tecniche. Conviene cercare di curare entrambi, ma tenendoli separati. Altrimenti si diventa vittime del “culto del cancro della mammella” un intruglio pacchiano che “trasforma le donne in polli per le multinazionali” come ha compreso la femminista Ehrenreich, biologa e paziente **.

* How a charity oversells mammography. BMJ, 2012. 345:e5132.
** Welcome to Cancerland. A mammogram leads to a cult of pink kitsch. Harper’s 2001. 303:43.

La raffinazione della paura

2 ottobre 2018

26 settembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Salvato “M5s, ex senatore devolve assegno di fine mandato a una ricerca sulla mafia al Nord. “‘Ndrangheta sempre più infiltrata”

La paura è un mezzo semplice ed efficace per ottenere consenso e potere; inducendo comportamenti del pubblico, è denaro. Politici, e magistrati, tendono a raffinare la paura, redditizia, che conviene aumentare, separandola dalle soluzioni che vadano contro grandi interessi e conviene fare ristagnare. Un allarme può essere una chiamata alle armi; o un avviso a trovare rifugio sottoponendosi a un protettore. Lo studio di un fenomeno criminoso può essere volto a reprimerlo; o a propagandarlo per speculare sulla paura. Es. allarmi e studi sulle discariche illegali possono essere volti a spingere a interventi oncologici dannosi facendo figurare epidemie di cancro. La mafia può essere studiata per annientarla, e avere cittadini così liberi sia dalla soggezione alla mafia sia dalla necessità di trovare protezione da essa; o per mantenerla come spauracchio che permette alle istituzioni di ottenere sottomissione e consenso, e di avere un paravento dietro al quale essere complici in grandi affari illeciti di altro genere. A giudicare dal comportamento, a mio parere esso stesso da includere tra gli argomenti di studi del genere, di prefetti, questori, comandanti dei CC e altri che al Nord e al Sud dipendono dal ministero dove Gaetti è sottosegretario, temo che la donazione sia espressione del finto populismo che è stato avvicendato alla finta sinistra nel servire i poteri forti. Poteri per i cui affari la mafia al Nord è un eccellente diversivo e alibi.

@ Riccardo Orioles. Orioles considera di ammorbidire le sue posizioni contro i grillini; cosa non difficile, perché con la sua difesa da molosso del pensiero comodo è già della stessa famiglia. Per lui è lampante: quando uno fa una cosa in sé buona non può essere che buono, e le conseguenze non possono essere che buone. Soprattutto in un ambito privo di ambiguità come i rapporti tra Stato e mafia. Si onori quindi, come comanda Orioles, Gaetti; il vicecapo del Viminale, già leghista bossiano, che a sentire Fabio Repici sulla mafia si è dimostrato essere su posizioni singolarmente coincidenti con quelle di Saro Cattafi, presentando interrogazioni parlamentari che sembrano scritte dalla stessa penna di un altro massone, avvocato, imputato per concorso esterno, e dagli annessi servizi. Da quel che so io, la tradizione del ministero dell’interno di lavorare per massonerie di alto bordo e relative operazioni piduiste non è venuta meno con l’insediamento dei leghisti di seconda generazione. Ma cosa aspettarsi da uno come me che Orioles col suo fiuto e il suo rigore euclideo nel 2015 su questo blog ha classificato come mafioso siccome critico l’antimafia. Con questo pubblico e questi analisti, i 40000 euro sono stati ben spesi, e la mafia ha i giorni contati.

§  §  §

19 novembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Rifiuti, i bambini più in pericolo sono quelli del Nord. Salvini, se vuoi salvarli spegni gli inceneritori”

Dal mio punto di vista, che guarda agli aspetti medici con le relative frodi, i due litiganti non sono così distanti tra loro come sembra. Ogni volta che vado a piedi a comprare il pane a Brescia, senza eccezioni qualche mezzo della spazzatura di A2A mi offre uno spettacolino, a volte a distanza ravvicinata e ostentatamente senza necessità; spesso con la staffetta di una o più auto dei CC o della PM, più raramente della PS. L’esibizione costante e prevedibile mi conferma nella riflessione che i rifiuti in sé non siano la cosa più zozza nel poliedrico affare rifiuti (v. 1-3; sul mio sito). Sono d’accordo sui maggiori pericoli, finora, per i bambini del Nord; per l’inquinamento, ma soprattutto per l’industria medica, col suo ‘saturation advertising’ che grida alla pestilenza da inquinamento ed è omertoso sulle sovradiagnosi. Concordo anche sulla continuità tra la “Terra dei Fuochi” campana e quella bresciana; ma nel senso della continuità del copione; e della continuità del malaffare tra la camorra nella Campania povera, con le retrostanti istituzioni “deviate”, e i comitati di grembiulini, tonache, toghe e divise dietro alla facciata rispettabile nella Brescia dalla fame inestinguibile.

1 SOS cancro nei bambini e sovradiagnosi

2 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

3 La raffinazione della paura

§  §  §

 

30 novembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Caso Magherini, Cassazione: “Carabinieri assolti perché non potevano prevedere la sua morte””

Senza la circolare del 13 marzo 2014 i Carabinieri, arma istituita il 13 luglio 1814, non sanno come fermare correttamente, essendo in 4, un agitato. I magistrati oltre che all’insostituibile funzione neurocognitiva delle circolari hanno creduto a un’entità di comodo come la “excited delirium syndrome”. Quando ci sono di mezzo grandi interessi il discernimento di magistrati e poliziotti corre su una scala logaritmica, potendo variare nel giro di qualche riga dalla zappa al microtomo, da Giufà o Gioppino alla logica di Frege e alla sensibilità di Proust. Per chi ha l’uso legale della violenza, di spada o di penna, l’ignoranza su quello che fa non può essere una scusante.

L’ignoranza che favorisce grandi interessi illeciti la vedo esercitare dai magistrati su questioni di sanità. Es. andrebbe loro mostrato come lo screening su minori per cancro della tiroide dopo l’incidente nucleare di Fukushima ha portato a fare emergere e sovradiagnosticare come cancro serbatoi di lesioni noncliniche e subcliniche, innocue, con “un peggioramento anziché un miglioramento della salute”*. Perché non possano poi dire che ignoravano che oltre all’inquinamento anche l’allarme su di esso ha pericoli, antropogeni, e può essere illecito; e nel dare forza alle paure su “terre dei fuochi” non ignorino l’interesse criminale miliardario, accertato, a estrarre falsi cancri dai serbatoi nonclinici a fini di profitto.

*Bauer et al, Morris. JAMA, Otolaryngology–Head & Neck Surgery, 29 nov 2018.

§  §  §

16 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Cellulari, Tar del Lazio obbliga i ministeri a fare informazione su rischi connessi al loro uso: “Campagna entro 6 mesi””

Suggestio falsi e suppressio veri. Si pompano e si agitano babau che spingono verso l’industria del cancro e si sopprime l’informazione sui pericoli di tale industria, come il rapporto svantaggioso rischi/benefici negli screening di massa. Non vedremo un’ordinanza che obblighi a informare, nell’invitare il pubblico a iniziative come “Race for the cure”, della falsità e della pericolosità per la salute dei messaggi delle campagne pelose della Komen sulla mammografia*. Tra l’altro, quelle sono radiazioni che invece il cancro possono provocarlo davvero. Pierino lavora per il lupo. I politici lavorano come lobbisti per gli affari illeciti del big business biomedico. Mentre i magistrati, come è già avvenuto nel caso Stamina **, dove pure il TAR del Lazio si è distinto, abusano del potere dello Stato lavorando come propagandisti per gli stessi affari illeciti.

*Woloshin S Schwarts LM. How a charity oversells mammography. BMJ, 2012. 345:e5132. **Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale.

Rino: Un boss di Vodafone, Tre, Wind, TIM, Samsung, Huawei, Nokia, Apple non avrebbe potuto rigirarla meglio la frittata.

@ Rino. Subito dopo avere postato, la connessione internet di Tim è caduta. Ora sono connesso con Iliad in tethering. Telecom mi fa pagare 60 euro al mese di adsl per una connessione lentissima, riservandosi la facoltà di tagliarmi del tutto la connessione quando le gira. Non so ancora se il blackout è per un guasto o per ciò che ho postato ieri sul mio sito, sulla codardia, a proposito dei CC, dei magistrati e del loro comune “commander in chief”. Ho lo smartphone, economico, proprio come backup per i boicottaggi di Telecom. Non sono iscritto ai social. Non uso whatsapp. Considero la corsa feticistica agli smartphone una distorsione di rilevanza etnopsichiatrica. Raccolgo articoli sull’uso degli smartphone nelle frodi mediche, e sulle responsabilità delle ditte produttrici di smartphone. Credo che andrebbero maggiormente riconosciuti e discussi i lati negativi della rete. E che una magistratura onesta dovrebbe indagare TIM per il mobbing e boicottaggio nei miei confronti. Invece i “boss” delle compagnie telefoniche spadroneggiano, grazie alla corruzione dei poteri dello Stato. E grazie a quelli come te, che non si sa se per indole o perché pagati, sono sempre pronti a gettare fango su chi non accetta la disinformazione; come offesi che venga messo in dubbio il loro acume per avere composto il disegno, del quale insieme a questi magistrati vanno così fieri, ottenuto unendo lo schema coi puntini numerati fornito da potenti associazioni a delinquere.

samsungtimkomeninsieme

 

§  §  §

18 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Terra dei Fuochi e Lombardia, mal comune ‘sommo gaudio’ per chi le governa”

Seguendo il costume diffamatorio lanciato da Burioni, Marfella chiama “medici no-tox, pericolosissimi e antiscientifici” quelli che sollevino dubbi sulla natura causale della sua asserita correlazione tra eccessi di diagnosi di cancro e inquinamento. Identificare la correlazione con la causalità è non da medici ignoranti, ma da ignoranti tout court (1).

Tra gli sfaceli causati dalla mafia – e tra i motivi per i quali non viene eliminata – c’è che dicendo di contrastarla ci si pone nella posizione migliore per praticare affari affini. L’antimafioso scienziato poi ha la doppia aureola. Ma attribuire l’incremento di diagnosi del cancro della tiroide solo a Carmine Schiavone nascondendo l’allarme mondiale su come sia facile sovradiagnosticarlo, tanto che si vuole togliergli il termine ‘cancro’ per casi comuni, è più una prosecuzione che un contrasto dell’opera della camorra. Giusto parlare della cancerogenesi chimica. Ma limitarla all’inquinamento ambientale tacendo dei cancerogeni nei prodotti di consumo, es. la correlazione col cibo industriale dei supermarket (2), è da “medici miasmatici”, che descrivendo il cancro come una fatalità impalpabile spingono la gente verso le frodi dell’oncologia e coprono responsabilità di commerci legali nell’esposizione a cancerogeni.

1 Utts J. What Educated Citizens Should Know About Statistics and Probability. The American Statician, 2003. 57: 74.

2 Fiolet T. et al Consumption of ultra-processed foods and cancer risks. BMJ, 2018. 360: k322.

@ Antonio. Le segnalo i paragrafi 4 (significatività statistica) e 9 (variabilità) dell’articolo sull’alfabetizzazione statistica. Di quello di cui parla “solo lei” si parla sempre, gonfiandolo all’inverosimile: l’inquinamento ambientale, elevato a causa unica e infinitamente potente di cancro. Di altri fattori si tace, e li si nasconde: la correlazione alimenti industriali/cancro; la sequenza allarme cancro/sovradiagnosi. Un recente lavoro mostra come l’incidente nucleare di Fukushima abbia causato alle tiroidi di minori, via allarme, sovradiagnosi di cancro, e non come si temeva cancri da radiazioni. Lei dà per certo che il criminale abbandono di materiali medici radioattivi stia facendo una strage; non dice nulla sui danni certi da radiazioni a bruciapelo da esami radiologici facili. Uno studio mostra come le TAC nei bambini triplichino il rischio di leucemia e tumore al cervello. Un sospetto di cancro indotto dai suoi allarmi sregolati può trasformare un bambino sano in un malato di cancro autentico da radiazioni mediche.

Lei si fa un vanto del gridare; ma in Italia i toni forti si usano per le fogne che stanno in basso, facili da riconoscere, come la criminalità. Contemporaneamente ci si mette a disposizione delle fogne che stanno in alto, legali e riverite. Legga Gigerenzer, tedesco, noto scienziato cognitivo e statistico, che riporta la sua furiosa litigata con uno stimato dentista per evitare una “banale” radiografia alla figlia (Risk savvy. How to make good decisions).

§  §  §

4 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Martucci “Elettrosmog, una nuova sentenza lo riconosce come concausa di tumori. E intanto Bruxelles blocca il 5G”

Esistono in campo medico delle fake propagandistiche, volute dall’alto, che a diffonderle si fa carriera (e a contrastarle si sperimenta la mafia di Stato). L’avvocato Conte, oggi premier, o almeno triumviro, difensore di Stamina. L’avvocato Bonafede, già sostenitore dei tumori da cellulari (la sentenza di Firenze) oggi guardasigilli. Per non parlare dei magistrati. Ieri hanno sospeso dal servizio cinque agenti della polizia penitenziaria per avere suonato al matrimonio pacchiano di un camorrista. Anche il capo del ministero della giustizia e i magistrati che dovrebbero assicurare la giustizia fanno lavoretti di trombettieri trash e incompatibili col loro ruolo, creando false paure su una ubiquitarietà del cancro che favoriscono il business oncologico (mentre si tace sui pericoli reali e accertati, come gli effetti cancerogeni delle radiazioni, molti ordini di grandezza più energetiche, delle montagne di esami radiologici non necessari). Trombettieri ad un livello superiore, e dalle conseguenze più nefaste di quelle dei musici della penitenziaria che si barcamenano come il secondino cantato da De André.

§  §  §

10 ottobre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Bari, inquilini morti in palazzo vicino a una discarica. Il giudice non archivia e ordina ai pm di indagare ancora: “Non c’è prescrizione” “

Il rimpallo di false rappresentazioni della malattia tra medico e paziente è stato chiamato “pas de deux” (Malleson). Anche magistratura e “scienza” ballano assieme, e amplificano concezioni false e dannose scambiandosele. Come questa “teoria miasmatica del cancro”; per la quale il cancro avrebbe modalità di diffusione somiglianti a quelle degli avvelenamenti acuti. Questi casi mediatici contrastano con la “firma epidemiologica” del cancro (definita trattando delle sovradiagnosi, causa reale di picchi di incidenza del cancro*; che “scienza” e magistrati concorrono nell’occultare). Il cancro da agenti ambientali ha firma diversa, se non in casi particolari, es. alcune esposizioni ravvicinate all’amianto; e anche lì con latenze lunghissime. “La giurisprudenza chiama ma la scienza non risponde” secondo un magistrato, a proposito dell’assoluzione di De Benedetti per i morti da amianto. Questi procedimenti, simili alle “sentenze suicide” con le quali si mandavano assolti i fascisti nel dopoguerra, sono “ a pera”: una base larga, mediatica, che manda un messaggio di paura convincente ma falso; l’inconsistenza poi restringerà il caso nei gradi successivi fino al “liberi tutti”. Risultato: l’inquinamento diffuso come causa reale di cancro resta incontrollato e impunito; l’allarme così alimentato spinge verso l’estensione – in particolare al Sud – delle lucrose frodi di massa dell’oncologia*.

*Welch et al. Epidemiologic Signatures in Cancer. NEJM, 3 ott 2019.

§  §  §

Vedi anche:

L’arte della codardia Per un registro delle pratiche e dei messaggi mafiosi e piduisti. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella settembre 2019.

Sinergie tra industria medica e industria dei rifiuti; le suppressio veri e suggestio falsi dei magistrati e la proiezione del sudiciume. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella

Commento al post di S. Palmisano del 4 maggio 2017 “Cellulari e tumori, che ne studia la correlazione sia super partes”. In: Nuove P2 e organi interni

ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

I professionisti della metamafia

Compartimentazione, razzismo e sfascismo

24 settembre 2018

18 settembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Rampoldi “Galli della Loggia, l’identità italiana e la politica trasformata in un racconto di Voltaire”

La biologia insegna che la compartimentazione è una strategia di base della vita, che permette alle cellule e agli organismi di resistere all’entropia, cioè di sopravvivere, e di evolvere. Sul piano della cultura umana, l’eccesso di compartimentazione dei gruppi può portare a mali come la guerra di conquista, il razzismo, i tanti genocidi. Ma una sua carenza porta alla dissoluzione. La tradizione culturale propria, nella quale i gruppi si fasciano per distinguersi dagli altri, l’identità antropologica e la conseguente solidarietà comunitaria (quando c’è) sono necessarie alla sopravvivenza, e non sono il male, se riconoscono pari dignità umana ai gruppi stranieri. Un nuovo male oggi è comparso, all’altro estremo della curva a U: la distruzione della fascia culturale, lo sfascismo, che con la scusa del razzismo, dell’eccesso di compartimentazione dissolve e disperde le identità culturali per avere una massa omogeneizzata e plasmabile; aumentando così la compartimentazione dei potenti a danno dei popoli, che vedranno la loro entropia, cioè il disordine, aumentare. Gli usurai predicano principi stratosferici e utopici come l’abolizione delle differenze culturali – in realtà l’uomo-biglia – come la volpe lusingava il corvo per fargli cadere dal becco il formaggio.

§  §  §

7 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mediterranea, il capitano della nave Alex: “Un agente piangeva mentre controllava i documenti. Un altro ci ha ringraziato””

Accettare questo invito grottesco alla lacrimuccia non è solo ingenuità; è anche un segno della debolezza verso le figure di autorità che gli italiani scontano sulla loro pelle. Forse ci saranno poliziotti ipersensibili e dai rubinetti facili; ma in genere in questi casi vale quello che scrisse Celine della borghesia, “impassibile e piagnucolosa”, a seconda della convenienza personale, e quindi anche a seconda di ciò che il copione del potere prescrive. La consolidata ruffianeria delle forze di polizia e della magistratura verso i poteri forti è tra i principali fattori nascosti per i quali l’Italia non è un Paese per onesti. Ruffianeria verso i poteri forti che include la collaborazione ai soprusi abusando del potere istituzionale, e, come in questo caso, partecipazione alle narrative volte a fare passare per uno stato di cose normale o lodevole lo sfruttamento. “Salvarne” uno e sommergere cento persone comuni, italiani e stranieri, nell’impassibilità complice delle quinte colonne.

@ Stendhal. Credo che il tipo umano che oggi serve il potere dando del nazista a chi si oppone all’immigrazione forzosa sia lo stesso, sia il discendente morale di quello che allora serviva il potere nella caccia agli ebrei; che collabora con il più forte, privo di vergogna. Il tipo umano del delatore. “Se tutte le città d’Italia avessero fatto come Sarzana il fascismo non sarebbe passato”: Sandro Pertini. A proposito di forze di polizia, a Sarzana i carabinieri bloccarono i fascisti; oggi gli stipendiati di polizia calano le brache recitando queste farse patetiche. Se Vittorio Emanule III, detto Sciaboletta, avesse firmato il decreto d’assedio non saremmo caduti nel baratro del fascismo. Se avessimo la spina dorsale per esercitare il modesto sforzo occorrente a fermare l’immigrazione forzosa, come fanno altre nazioni, eviteremmo danni futuri. Se non lasciassimo campo libero ai ruffiani, agli intriganti con la tonaca, ai gauleiter, agli sciaboletta ai quali va bene che si affoghino neri per esercitare il ricatto morale per il quale gli unici da soccorrere, gli unici infelici sulla faccia della terra sarebbero i giovanotti con le treccine che hanno pagato il biglietto per il passaggio sui barconi, potremmo vivere meglio noi e fare qualcosa di buono per chi ha davvero bisogno nei paesi svantaggiati.

@ Stendhal. Non è plausibile che masse di persone paghino un lungo viaggio per andare a farsi internare volontariamente in lager allucinanti dai quali poi, se sopravvissuti, tentare di fuggire. Ricorda quel che racconta Woody Allen, di quando faceva telefonate oscene a una donna; e di come le facesse “collect” a carico del destinatario, e la donna le accettasse sempre. Non cito Woody Allen perché sono favorevole alla causa degli ebrei di New York. E Woody Allen non mi piace molto. Però la battuta è buona. Se cito una descrizione della borghesia di Celine, questo le darebbe il diritto di attriburmi sentimenti nazisti e da sterminatore di ebrei? Humani a mi nihil alienum puto. Cerco di riconoscere e prendere il buono tra un mare di paccottiglia e di veleni; anche se la fonte ha idee politiche o finalità lontane dalle mie. Quelli che parlano come lei, applicando le suddivisioni puerili tra martiri, demoni e santi tracciate dalla propaganda, cercano di racimolare una pagnotta, raccogliendo e lanciando qualsiasi spazzatura. Invece di organizzare ronde per il controllo del linguaggio e dei sentimenti altrui vedete di mettere mano a ciò che è racchiuso nei vostri sepolcri imbiancati.

@ Stendhal. La pietà e la solidarietà false imposte dagli strozzini tramite mezzani sviliscono i loro corrispettivi autentici. Per non parlare di quelli che di mestiere dicono di essere portavoce della divinità, e indossati paramenti di genere insultano coloro che resistono ai loro raggiri come fanno indovini e fattucchiere. La prostituzione di valori etici e religiosi a interessi di potere non è pietà o solidarietà. È santimonia, che già prima di Cristo era riconosciuta come rivoltante: “Fra tutte le specie di ingiustizia la più detestabile e odiosa è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini”. Cicerone.

@ Stendhal. Segua lei il mio consiglio, ceda l’armamentario a qualche emulo di Otelma e bussi al portone del luogo che meglio può accoglierla: la più vicina casa circondariale.

@ Stendhal. Spiace sempre per una persona al gabbio. Comunque la pena deve comprendere anche la riabilitazione; alla quale lei può avvicinarsi considerando questa notizia edificante del 7 luglio 2019, dei poliziotti che scoppiano in lacrime davanti alla flotta delle Ong; e la notizia di ieri, 8 luglio, l’assoluzione definitiva dei CC per l’omicidio di Giuseppe Uva. Rifletta e mediti su di esse, come farebbe per parabole evangeliche, le compari, con la sua intensa spiritualità. Si ponga come astri che guidano il cammino fulgidi esempi come questi del Vero e del Buono – ce ne sono tanti – li assimili, aiutato dalla Fede, e vedrà che si troverà pronto a rioccupare senza dover temere nulla il suo posto nella società dei liberi.

@ Stendhal. La compartimentazione, indispensabile alla vita e ubiquitaria nelle strutture biologiche, è un valore; contrariamente a quanto sostiene chi dice “ponti non muri”, come Bergoglio; o come il presidente dell’associazione USA delle case farmaceutiche, che ha spacciato per un creare “ponti” (Holmer AF. Direct-to-Consumer Prescription Drug Advertising Builds Bridges Between Patients and Physicians. JAMA 1989. 281. 380) l’induzione della domanda di farmaci tramite pubblicità (Hollun MF. Direct-to-Consumer Marketing of Prescription Drugs. Creating Consumer Demand. JAMA, ivi) sostanzialmente fraudolenta. Quindi plaudo alla sua asserita voglia di frapporre una barriera tra quelli come me e quelli come voi. Come commentò Guareschi dopo essere stato fatto cadere in un intrigo vero tramite un intrigo falso, “Se la canaglia impera il posto degli onesti è la galera”. Certo, i ser Ciappelletto e i frate Cipolla possono giocare sulla confusione tra chi è la canaglia e chi l’onesto; Pinocchio, incarcerato perché vittima, sarebbe rimasto in carcere nonostante l’amnistia se non si fosse dichiarato malandrino. Ma la segregazione di due classi antitetiche è già una forma di ordine. Però non sciupi tutto con i suoi rosari; l’importante è che rimaniamo dai lati opposti delle sbarre.

@ Stendhal. La lascio alle “pure gioie ascose” del suo cenobio.

§  §  §

vedi anche:

La truffa delle due grazie

Le ingiustie trasversali del liberismo

22 settembre 2018

17 settembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Ferrari “Anastacia compie 50 anni, è la perfetta narrazione rosa del cancro al seno”

Le ingiustizie del liberismo, del primato della ricerca del profitto, sono anche trasversali: non sono necessariamente associate, come storicamente è stato, alle categorie sociali più deboli ed esposte. Colpiscono anche chi dovrebbe essere socialmente protetto, se trovano uno spiraglio dal quale penetrare, nella ricerca serpentesca dell’oro. Es. diversi hanno osservato che i poveri sono paradossalmente risparmiati dai danni dei trattamenti medici eccessivi. Le donne sono a volte maltrattate e sfruttate, e senza dubbio lo sono con le informazioni e campagne ingannevoli che le spingono alle sovradiagnosi del cancro della mammella, col business della senologia, con l’estetizzazione del cancro, con queste squallide testimonial, con il patetico e disonesto tema del “malato-guerriero”. La dr.sa Ferrari batte il tasto del lamento femminista: agli uomini questa “superficialità” sul cancro verrebbe risparmiata. E’ vero che il business, trovato il comodo e lucroso filone della ”prevenzione” dei cancri che non ci sono ha indebolito il campo arduo e meno conveniente delle cure risolutive per i cancri autentici. Ma non è vero che agli uomini queste cose non le fa. L’asportazione della prostata ha effetti ben più pesanti degli interventi sul seno. La frode dello screening per il cancro della prostata con il PSA ha reso e continua a rendere centinaia di migliaia di uomini “limp and leaking”, “floscio e gocciolante” senza reale giustificazione.

§  §  §

4 marzo 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gentilini “Se i tumori dei poveri sono più aggressivi di quelli dei ricchi”

Uno stato di povertà porta a peggiore salute. Ma nel liberismo paradossalmente i ricchi, consumatori dei rituali della “prevenzione” con screening, risultano più affetti da tumori, da sovradiagnosi (1); non essendo veri cancri danno luogo a “guarigioni” spurie (2); facendo sembrare al confronto più aggressivi i cancri dei poveri, che sono in maggior proporzione cancri veri; come quelli del Sud, dove si fanno meno screening (“Il tumore, al Sud, è “più maligno”” si intitola un pamphlet del 1997). Il neoliberismo fa chiedere agli svantaggiati non tutela della salute tramite migliori condizioni socioeconomiche, come sarebbe giusto; ma più cure, facendo credere che sia la spesa medica a dare la salute (3), e incoraggiando vittimismi e fantasie (4). Seguendo i pifferai del politically correct i poveri perderanno l’involontario vantaggio, già notato da Illich, di essere “risparmiati dagli aspetti più sinistri della medicina iatrogena”, e verranno riportati al loro posto come carne da cannone per il business biomedico.

1 Welch HG et al. Income and Cancer Overdiagnosis — When Too Much Care Is Harmful. NEJM, jun 8 2017.

2 Welch HG et al. Scrutiny-Dependent Cancer and Self-fulfilling Risk Factors. Ann Intern Med 2018. 168: 143.

3 How much is medical care “worth”? The tricky question of value. Lown Institute, feb 21 2019.

4 Vittici C. Hanno tolto le supposte agli operai ma i ricchi continuano a mettersele. 1997.

@ milhoud. Grazie. Mi occupo di queste cose, cioè del divario tra la nostra necessità di rappresentare le questioni sulla salute in maniera semplice e certa e la complessità, e le manipolazioni, sottostanti.

La ‘generatio aequivoca’ di professori universitari e magistrati

10 settembre 2018

4 settembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Caporale “La nomina di Dino Giarrusso e quella scandalosa ipocrisia”

Tanti accademici sembrano spuntare per generazione spontanea. Che nel caso di diversi professori universitari andrebbe citata col suo antico nome di ‘generatio aequivoca’. Un freno, che nella sua semplicità ricorda il celeberrimo aneddoto della rimozione del manico della pompa nell’epidemia di colera a Soho, Londra, potrebbe essere quello di rendere facilmente verificabili i nomi dei componenti della commissione che ha fatto professore lo studioso. Al titolo di professore dovrebbe essere allegato, es. su un pubblico registro su internet, l’elenco dei colleghi che lo hanno cooptato, e che quindi hanno avuto la responsabilità di assegnargli influenza e credibilità, anche su importanti temi di rilevanza politica, oltre a una fonte sicura di denaro dei contribuenti per il privilegio di studiare e fare ricerca in serenità. Lo stesso dovrebbe essere fatto per le nomine e promozioni dei magistrati; è eccessivo pretendere che siano come la moglie di Cesare, ma per ognuno di loro dovrebbero essere immediatamente disponibili i nomi dei soggetti del CSM dai quali professionalmente sono stati generati.

Il ‘Decoy effect’ e ‘l’Effetto Rasputin’ nelle frodi mediche

28 luglio 2018

23 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Di Fazio “Teramo, l’Asl costretta a pagare migliaia di euro per permettere a un paziente di curarsi col Metodo Di Bella”

Credo sia utile inquadrare gli interventi della magistratura sulle cure alternative richiamandosi alla fallacia cognitiva, nonché tecnica di marketing, detta “Decoy effect’, ‘Effetto esca’ (v. Wikipedia), dove le preferenze del pubblico tra i prodotti A o B, largamente differenti, vengono influenzate a favore del prodotto B introducendo un prodotto C che è simile a B ma ad esso inferiore. Qui si vuole ridurre la richiesta di prodotto A, le cure oncologiche oneste, poco note e ridotte allo stato potenziale, a favore di B, le cure ufficiali e disponibili, pesantemente distorte a fini di lucro da promesse ciarlatanesche*, a danno dei pazienti e dei contribuenti. Allora si introduce C, le cure alternative, rispetto alle quali le cure B, ufficiali, appaiono dominanti, o almeno raffrontabili, invece che fraudolente e ignominiose come lo sono rispetto ad A, cure oneste. Sia riconoscendo le cure alternative, come per l’improbabile cura Di Bella, sia contrastandole, come per la pazzoide cura Hamer, sia facendo entrambe le cose come per Stamina, la magistratura crea un decoy effect, coartando la scelta entro un falso dilemma. Tanto più che l’opzione A viene ulteriormente estromessa da sentine istituzionali con metodi criminali, che l’opzione C fa da sfogo al malcontento, e che la “scelta” tra B e C implica una “libertà di scelta” gradita al business che mette il cittadino e il malato ancor più in balia delle frodi di grandi interessi privati.

*Prasad V et al. Precision oncology…. Lancet, 17 feb 2016.

@ Fausto Noce. Gentile Noce, anni fa vidi in sala settoria gli effetti su una bambina di una lotta tra “dibelliani” e ortodossi; avrebbero dovuto andare in galera entrambi (ma i magistrati, che avevano partecipato alla caccia alla bambina, misero tutto a tacere). Non si misura l’improbabilità, la si valuta a priori. Es. l’immunoterapia, con la sua – errata – metafora bellica, suona plausibile; anche a lei (non a me). E’ stata ripescata dall’ufficialità, vanta qualche risultato, viene presentata come miracolosa, ma mostra anche inefficacia e addirittura peggioramenti e effetti avversi più pesanti rispetto alle già tetre cure tradizionali. Di sicuro, costosissima, fa soldi.

Si misura, quando si vuole davvero farlo e si riesca a farlo, l’efficacia. Che può anche essere relativa e apparente: una cura alternativa, pur inefficace, può apparire migliore di una ufficiale in quanto causa danni minori, e sottrae il paziente a cure pesanti. Al tempo della bambina contesa chiamai ciò “effetto sottrattivo”. Lo si potrebbe chiamare anche “effetto Rasputin”, dal nome del personaggio che irretì la zarina togliendo l’aspirina – allora un “farmaco innovativo” – con la quale la medicina ufficiale curava il figlio, lo zarevich; trattare la sua malattia, l’emofilia, con l’aspirina era come spegnere il fuoco con la benzina. Rasputin ovviamente diceva che la cura erano le sue preghiere. E’ un sistema ancora in uso, anche tra i ciarlatani di basso livello, come alcuni di quelli che “Striscia” sbugiarda per spingere verso la medicina alta.

L’omeopatia pesante

19 giugno 2018

13 giugno 2018

Blog de Il Fatto

 

Commento al post “Ancona, sieropositivo da 11 anni ma aveva rapporti non protetti: arrestato. Ai poliziotti: “Questa malattia non esiste””

@ Segnalatore anonimo. Perché venne dato un farmaco, l’AZT, già scartato per tossicità, che causava gli stessi sintomi ed effetti della sindrome immunodepressiva che avrebbe dovuto curare? Ho una cartella, intitolata “Omeopatia pesante”, con oltre 200 articoli; più un’altra ottantina in una sezione “Omeopatia pesante cancro”. Alcuni degli articoli aggiunti nelle ultime settimane:
 xxx
– Aumento delle emorragie intracerebrali da trattamento dell’ictus con trombolitici (The Case Against Thrombolytic Therapy in Stroke. Medscape 13 aprile 2018).
– Fratture da bifosfonati nei prescritti periodi di sospensione della terapia con bifosfonati per la prevenzione delle fratture da osteoporosi. (Endocrine Pract. 2018; 24:163).
– Emorragie intracraniche in pazienti con fibrillazione atriale da anticoagulanti per la prevenzione dell’ictus. (Stroke.2012;43:1511).
– Aumento di malattie respiratorie, allergiche, infettive dopo rimozione di adenoidi e tonsille nei bambini. (JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 7 giu 2018).
– Articoli vari sulla iperprogressione di tumori solidi, e conseguente riduzione della sopravvivenza, causate da immunoterapia.
 xxx
Non è un quadro con figure a bordi spessi, colori vividi, e personaggi nettamente caratterizzati che parlano per nuvolette; come invece questa storia, a paragone rassicurante, della cattura del delinquente impestatore.
 xxx
@ Segnalatore anonimo. L’acqua di Hahnemann, farmacologicamente innocua, andrebbe contrastata per la pericolosità insita nelle teorie mediche a carattere magico. Andrebbe evitata, per principio, anche la “omeopatia pesante”, il curare o prevenire malattie con cattive applicazioni di risultati scientifici, efficaci nel causare effetti identici o simili a ciò che si afferma di voler curare: prevenzioni oncologiche cancerogene, antiaritmici aritmogeni, antibiotici che provocano gravi infezioni, etc. Una “omeopatia” che è largamente presente nella medicina “allopatica”, ed è un fattore non secondario del suo straordinario successo commerciale.
xxx
§  §  §
xxx
Vedi anche:
xxx
Il salasso ieri e oggi. La sinergia tra malattia e terapia
xxx
Sovradiagnosi III. Parodia e anti-omeostasi nella medicina commerciale

Perdita di salute e regolazione delle morti con la medicina antiaging

12 giugno 2018

6 giugno 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Lombezzi “‘Pulizia etica’, pronti a una riforma sanitaria epocale? Ultrasettantenni toglietevi di torno!”

Il demografo Imhof ha mostrato come per una persona di 80 a Berlino nel 1600 l’aspettativa di vita fosse di 6 anni; nel 1980 è passata a 8 anni, 2 in più. La longevità biologica non è cambiata. E’ aumentata la “longevità ecologica”: molte più persone si avvicinano ai limiti biologici. Ed è aumentata, nota Imhof, la “durata del morire”: che con l’invecchiamento diffuso è divenuta per molti più lunga e dolorosa. L’allarme etico del magistrato è, tipicamente, politically correct: contiene un nucleo di verità, ma finisce per favorire il male che denuncia. E’ vero che la sorte degli anziani è condizionata da fattori di mercato amorali (o criminali); ma la ricerca del profitto ha causato principalmente la medicalizzazione dell’invecchiamento, con crescita esponenziale di interventi eccessivi, spesso inutili e iatrogeni. Medicalizzazione che è divenuta, nota il gerontologo Kaufman, “imperativo morale” culturalmente stabilito. All’occorrenza, quando occorre sfoltire, o va dato il colpo di grazia per aver usato l’anziano come carne da cannone, cioè come pretesto per vendere prodotti medici, si ricorre, sempre più, anche a sistemi di eliminazione, come i protocolli o “le volontà” di fine vita. Ma per ora la paura, o la preoccupazione principale, non dovrebbe essere di venire esclusi da esami diagnostici da fantascienza, pillole toccasana e maghi del bisturi; ma di riceverne troppi e sbagliati, e di non ricevere invece l’assistenza onesta della quale gli anziani necessitano.

@ roberto 3912. U. Veronesi da Fabio Fazio su RAI3 disse che la medicina farà vivere fino a 120 anni. Si disinforma e si inganna il pubblico, e anche per questo quanto riporto è poco noto; ma è riconosciuto in sede scientifica, e non mi risulta sia contestato come non ortodosso:

-Imhof AE. The Implications of Increased Life Expectancy for Family and Social Life. In: Medicine in Society: Historical Essays. Cambridge U Press, 1992.

-Keyfitz N. What difference would it make if cancer were eradicated? An examination of the Tauber paradox. Demography, 1977. 14:411.

-Lohman PHM et al. Choosing the limits of life. Nature, 1992. 357: 185.

-Welch HG et al. Estimating Treatment Benefits for the Elderly: The Effect of Competing Risks. Ann Intern Med 1996. 124: 577.

Nella ricerca scientifica empirica si evita l’espressione “dimostrare” che mi attribuisci. Infatti non l’ho usata. E non si contestano “numeri” (dati) dicendo che se ne avrebbero tanti altri “ben diversi” senza però mostrarli. Puoi per favore fare conoscere a me e ai lettori questi tuoi ‘numeri ben diversi’, e citare gli estremi della tua “bella pluralità di fonti”? Mi pare tu mostri la visceralità e le fantasticherie disordinate che questi temi esistenziali suscitano. E che vengono fatte rendere, in maniera non meno perversa ma più sottile e lucrosa di quella che immagini.

@ roberto 3912. Sarebbe inutile dirti che stai confondendo tra aspettativa alla nascita e in età avanzata. In tv vedo spot sul gioco d’azzardo online che dipingono il potenziale cliente come un imbecille presuntuoso. Spot su snack e bon bon che mostrano che li consumano ragazze sole, frustrate e inacidite. C’è uno spot su un Suv che viene lodato paragonandolo alla concorrenza con le parole che userebbe una persona gretta, arricchita e ignorante. Ho come l’impressione che tu rappresenti lo stesso genere di tecnica di marketing: che le panzane che dici e i modi che usi facciano presa per identificazione su un certo genere di clienti.

@ roberto 3912. Le frodi mediche prosperano per carenza di “anticorpi” culturali. Per la debolezza dei due possibili baluardi: l’opposizione ‘alta’, intellettuale, e quella popolare, derivante dalla conoscenza del mondo.Lo mostra questo scambio: il giudice Settembre, il magistrato delle violenza di Stato alla Diaz, indulge nella descrizione di distopie che spingono a chiedere più medicina. Al suo fianco si trova una voce come la tua, coi tuoi insulti da venditore di Rolex falsi sbugiardato. Spero che i più avveduti si accorgano che chi parla di longevità di 150 anni grazie alla medicina ha gli argomenti e i modi del pataccaro.

 

 

 

Anche il CSM interviene su Alfie

28 aprile 2018

“Anche al Consiglio superiore della magistratura si discute del caso del piccolo Alfie. Alla ripresa del plenum è il consigliere togato di Magistratura Indipendente Claudio Galoppi ad aprire una riflessione. «Non è possibile che nell’Europa dei diritti, si possa assistere a una tale inciviltà, violando il diritto alla vita del piccolo Alfie e, per i genitori, il diritto alla scelta delle cure per il loro figlio». Galoppi ha definito quello alla salute e alla cura un «diritto fondamentale» e ha fatto notare che ora Alfie «è un cittadino italiano la cui vita è in pericolo». Di qui l’auspicio che «si attivino tutti gli strumenti di intervento e, qualora non sia garantita la cura, ci sia eventualmente tutela in sede penale». Un intervento a cui si sono associati i consiglieri Lorenzo Pontecorvo (Magistratura Indipendente) e Aldo Morgigni (Autonomia e Indipendenza).

Quello di Alfie è un caso «emblematico del principio costituzionale di tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività – ha osservato il consigliere laico Renato Balduzzi -. Tutti gli ordinamenti degli Stati costituzionali, non soltanto l’Italia, tendono a ispirarsi a questo principio. Ecco dunque le ragioni del nostro sconcerto rispetto a una pervicace volontà che sembra voler difendere più una fredda ragione giuridica, di cui però ci sfuggono i principi che dovrebbero illuminarla».

La decisione di impedire le cure contro la volontà dei genitori «è davvero incomprensibile» ha affermato il togato di Unicost Francesco Cananzi che in un tweet solleva anche l’interrogativo se «l’esistenza di chi è debole e diverso, la sofferenza sia un tabù. È questa l’Europa che vogliamo, quella della perfezione che ispirò le leggi razziali?».” (‘Anche il CSM interviene su Alfie’, Avvenire, Redazione Internet, 26 aprile 2018; grassetto della redazione).

 

ccc

25 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Alfie Evans, il giudice “Sta morendo” e il padre minaccia causa a tre medici per omicidio dopo aver chiesto la grazia” poi cambiato in “Alfie Evans, la Corte d’Appello boccia l’ultimo ricorso: “No al trasferimento in Italia””

Giovanni Falcone usava un’espressione comune nel mondo anglosassone: ‘seguire il denaro’, ‘follow the money’. Qui il sacro – un bambino condannato dalla malattia, il dolore dei genitori – mentre occupa tutta la scena sta andando a favore del profano, un profano ben definito, come lo sono i listini di Borsa sui quali si manifesta: il megabusiness – e la megatruffa – delle malattie rare, che ha interesse a che sia stabilito il principio della medicalizzazione a oltranza dei bambini malati senza speranza. In modo da vendere cure di nulla o dubbia utilità a prezzi astronomici. A danno dei malati di ogni età, e dei contribuenti. Ad essere indagata dovrebbe essere l’area di commistione tra etica professata e business praticato, tra le esibite virtù eroiche e lo zoccolo duro dello strozzinaggio senza pietà sulla malattia; cercando, non necessariamente solo in uno dei due schieramenti che si fronteggiano sui media, i registi e gli attori di questa operazione di propaganda mediatica. Ma chi oserebbe indagare sulle parole del successore di Pietro, o anche solo sullo zelo dei successori di Scelba, Taviani e Cossiga al Viminale.

@ Eric Lauder. Non parlavo del singolo caso, né del giudice che lo tratta. Ma della diffusione tramite il caso di questa idea del trattare bambini contro il loro interesse, che confonde la difesa della vita con le cure a oltranza, e che si direbbe demenziale o delirante, se non trovasse una motivazione nel fare soldi illecitamente. Usare i bambini come puntaspilli per arricchirsi vendendo prodotti presentati come magici senza prove adeguate non sta scritto nel Vangelo, nei principi etici laici, né nei codici giuridici; ed è questo il caso che dovrebbe essere discusso.

@ Seggio. La tecnica del “come fosse antani” per rimuovere gravi responsabilità morali e sociali non fa parte delle cose impressionanti che si possono apprendere dai giuristi.

@ Seggio. No, mi limito a indicare frodi mascherate da misericordia in campo biomedico; un argomento che conosco, studiandolo. Ho io un po’ l’impressione che tu sia di quelli per i quali non si può dire “ho visto Tizio ha sparare a bruciapelo a Caio” se non si è un perito balistico, né “ho visto Caio nell’autobus che estraeva il portafogli dalla tasca di Sempronio” se non si è revisore ufficiale dei conti…

@ Seggio. Se non capisci “come si possano sostenere accuse del genere”, invece di farti forte della censura esercitata in appoggio ai pii interventi scendi dal pero e leggi es. “House orphan drug proposal: a windfall for Pharma, false “cure” for patients”. Public citizen, 2015”. Non è più semplice dire “dobbiamo fare vendere ai nostri compari i farmaci a efficacia inventata per le malattie rare, a prezzi a 5 cifre a paziente; quindi tuoniamo come paglietta di provincia che non medicalizzare a oltranza e a loro danno bambini malati senza speranza è “Sparta o Dachau”; quindi andiamo a fare i cavalieri della tavola rotonda in UK, col jet di Stato, mentre ci va bene che da noi i malati comuni agonizzino in barella nei corridoi; quindi spariamo che lo stabilire limiti di legge che evitino cure futili e dannose sarebbe tirannia sui corpi, quando siamo i primi maestri dell’oppressione tramite il controllo del corpo; quindi ci inventiamo un “diritto” dei genitori, sfruttando la loro disperazione, a decidere regali a privati di denaro pubblico per importi complessivi che analisti – complottardi, es. gli anarchici maoisti della Harvard Business Review (aprile 2017) – calcolano essere in grado di prosciugare l’intero sistema sanitario”.

@ Seggio. La mia “onestà intellettuale” non è sottoposta al tuo giudizio. Ti rispondo però, perché il tuo accostamento con l’immigrazione forzosa non è irrilevante, anzi. Si possono applicare proprio categorie simili, come dici. In entrambi i casi si stravolgono principi buoni ed elevati nel loro corrispondente infero. Corruptio optimi pessima. Io sono contro la liberalizzazione dell’eutanasia, che è coerente, e non contraria, alle cure a oltranza, entrambe favorendo il fare soldi. Come scrissi anni fa, sarei favorevole a che una quota del PIL venisse destinata in aiuti seri in loco ai popoli in difficoltà. L’immigrazione forzosa, gli sradicamenti e la cancellazione delle identità, il mescolare umani come biglie, invece è una violenza che non aiuta i popoli, ma globalmente li danneggia. Proprio come questo caso, si avvale di un’aneddotica che stimola il ragionamento egocentrico, e nega l’approccio razionale al quadro complessivo, per cui contano solo quelli sotto i riflettori, quelli dei barconi. Cristo comincia a Sabratha ? Proprio come questo caso usa, con gli annegati, la morte e il dolore come lubrificante per operazioni immorali.

@ Daniele Barni. Credo che la dissonanza derivi dalla concezione errata sulla medicina. La si sta presentando come la fonte che dà la vita; e allora interrompere le cure appare come ergersi a Dio e tagliare il filo della vita. Invece la medicina clinica è un’attività di sostegno, che solo in una minoranza di casi “salva”. Ma che quando è onesta aiuta comunque, fornendo informazioni utili a fare la cosa giusta; che può anche essere quella di non accanirsi. Noi tendiamo a vederla come magia, mentre comprenderla come tecnica è arduo e psicologicamente insoddisfacente. L’equivoco tra medicina come attività razionale di supporto e medicina come potenza magica che dà la vita è stato sfruttato fino a creare un mercato che si misura in trilioni di dollari; e questo caso accentua lo sfruttamento illecito, in forme che se si riesce a staccarsi dalla cultura nella quale siamo immersi appaiono grottesche e cupe.

@ Eric Lauder. Sì, a commento del casus belli io parlo dei moventi della guerra. “Voi” chi? Io sono contro la liberalizzazione dell’eutanasia, imposta dall’affarismo liberista insieme alle cure irrazionali a oltranza. I preti non sono “meglio”, ma sono affini, e fanno affari insieme, supportando posizioni paganeggianti che vedono la medicina come fonte di vita. Qui inventano colpe inesistenti, ma, come ho osservato anni fa, quando c’era da denunciare come in UK ci si sbarazzava degli anziani col Liverpool Care Pathway sono stati zitti. E’ stata creata abilmente, non è la prima volta, la situazione a ‘occhiale’ del gioco della dama: si spinge a scegliere tra due ideologie pompate, entrambe nocive e entrambe funzionali al potere. Il cercare di discernere, di sganciarsi dalla trappola, viene attaccato dai blogger (e represso anche con altri sistemi, francamente criminali). Lo Stato è già fin troppo al servizio di interessi privati; io non vorrei che si accetti l’uso dei genitori come decisori, cioè come marionette di Big Pharma, per fare prescrivere cure da centinaia di migliaia di euro a botta che vanno a vantaggio degli speculatori e a danno dei bambini e degli altri malati.

 

csm2

 

ccc

ccc

falcone-c-shobha-2

 

La funzione mafiogena della magistratura e delle forze di polizia e i surrogati civili di giustizia

9 aprile 2018

5 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Cosimo Balsamo, ecco chi era il killer di Brescia: dagli assalti con la banda dei Tir all’ossessione per la confisca dei beni”

Bisogna considerare anche l’ambiente bresciano, che non è innocente. I bresciani sono inclini all’uso criminale della legge. E si procurano una magistratura che li asseconda. 21 anni fa, avendo appena subito uno di questi delitti tramite l’abuso della legge, un conoscente mi disse beffardo che a volte imprenditori del luogo cacciano dipendenti per non pagarli, “ma lo fanno solo con chi sanno di poterlo fare”. Potrebbe darsi che qui siano incorsi in una di quelle leggerezze dovute alla consuetudine: scaricando in ambito giudiziario le loro malefatte sul soggetto sbagliato, un socio di malavita non meno storto di loro. Brescia è il luogo adatto per studiare la funzione mafiogena delle istituzioni: l’essere costretti tramite la legge – soprattutto se onesti ai quali ciò si può fare senza rischi – a non avere altra scelta che accettare senza fine la soperchieria o reagire in maniera illecita; venendo pungolati di continuo. Lo Stato che obbliga a subire o perdersi è uno dei vuoti nel fluviale discorso sulle radici della mafia. Brescia è anche la città adatta per studiare il favoreggiamento del crimine dei colletti bianchi derivante dalle nomine del CSM; e per lo sviluppo di ‘surrogati civili di giustizia’, cioè di tecniche di ‘coping’ per sottrarsi al dilemma mafiogeno difendendosi dalle mascalzonate dei protetti dalla magistratura senza divenire come loro, che credono di avere il monopolio della bestialità, venendo smentiti solo di rado, come forse è accaduto in questo caso.

§. §. §

9 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Giambartolomei “Xenofobia e reati d’odio, la Procura di Torino: priorità ai fascicoli, pool di pm ad hoc e no archiviazione facili”

La parte buona, da accettare senza riserve, del pronunciamento del procuratore Spataro è data dal suo dissuadere dal commettere reati e atti incivili verso gli immigrati. Trascendere, abbandonarsi a scorrettezze (come fanno anche gli immigrati; a volte usati come provocatori e stalker dalla polizia, posso testimoniare) sarebbe un degradarsi. E anche un auto-sconfiggersi, cadendo in una trappola; si può temere che a sostegno dei diktat e degli insulti pro sbarchi compaiano delitti di utili idioti verso gli occupanti, come già accaduto a Macerata. La parte cattiva è l’appoggio politico del magistrato agli sbarchi decisi da chi manovra il traffico, cioè a una violenza contro il popolo, i cui mandanti ultimi appaiono essere gli stessi poteri che ci hanno dato – con la complicità dello Stato – la stagione del terrorismo e la mafia perenne. in Italia il servizio giustizia non funziona e a volte funziona a rovescio; ma la magistratura si sveglia, dispiega una voce chiara e forte e dà “lezioni di civiltà giuridica “ agli altri paesi quando c’è da legare il cavallo dove vuole il padrone a danno del popolo. A Lecco un magistrato ha disposto che gli appartamenti pignorati agli italiani morosi fossero assegnati a richiedenti asilo. Chissà se un giorno gli italiani si accorgeranno da che parte stanno regolarmente i magistrati quando il tallone di ferro dei poteri forti preme sui cittadini.

12 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Giambartolomei “Migranti, il pg di Torino Saluzzo “difende” il procuratore Spataro: “Critiche violente e sguaiate”

“There is a difference between aggressive hate and defensive hate. if you mind your own business and someone punches you in the face you will probably hate them, but it’s different than the hate of the person that punches you.” (Da un commento al filmato “Good morning Starshine” su Youtube). E’ giusto contrastare l’odio; a partire dall’ odio aggressivo, che oggi la situazione catalizza. Questo elemento va estratto e preservato dalle posizioni dei magistrati torinesi. Ma i crimini d’odio dovrebbero comprendere anche l’induzione di odio difensivo. Invece si resta inerti, si difendono e si aiutano pratiche aggressive e illegali, come l’introduzione a forza di masse di stranieri, selezionati con criteri palesemente non umanitari, a danno dei locali; per poi accusare di odio chi sviluppa una reazione ostile di difesa, accomunandolo a chi è pervaso dal nefasto e inescusabile odio aggressivo. Una tecnica che, posso dire, la magistratura, la polizia, i preti e altri attenti esecutori dei voleri dei poteri forti conoscono troppo bene. Qui non sembrano volti a placare gli animi il tono di sufficienza e la dichiarazione di resa all’illegalità, coi barconi liberi di risalire il Po, di chi ha il lavoro di evitare con la legge che i cittadini – se si può ancora usare questa parola – “ad arma veniant”.

@ vstefanoxx. Razzista e seminatore di zizzania è chi pratica forme di violenza etnica come questa dell’immigrazione forzosa, minando le mura della propria città e quelle delle case dei cittadini comuni per innalzare ancora quelle dei potenti. Ormai con la propaganda pro sbarchi il primo sciuscià può darti del razzista impunemente. Accuse bavose di razzismo come la tua avrebbero gli estremi per una querela. La parzialità ostentata della magistratura è un motivo in più per limitarsi a commentare che l’eterno caporale che nel 1922 fece passare gli squadristi della marcia su Roma, e poi i tribunali speciali, i magistrati con la camicia nera sotto la toga e le leggi razziali, oggi fa passare gli scafisti dell’universalismo massonico e della globalizzazione liberista.

@ vstefanoxx. Mi incisto nel bozzolo fetido che mi costruisco e ti faccio pena. Sei tu che sei troppo in alto. Coi tuoi pensieri affilati e nobilissimi, la tua ira generosa, il tuo disinteresse per il denaro e il potere, mostri di essere fatto della stessa sostanza della quale sono fatte le stelle. Idrogeno ed elio, gli elementi coi quali si dà forma ai palloni gonfiati (con tracce di zolfo). I magistrati Saluzzo e Spataro devono sentirsi consolati, moralmente se non olfattivamente, dall’avere te al loro fianco.

§  §  §

5 agosto 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, mamma no-vax contro Roberto Burioni: “So dove vai al mare, spero che affoghi”. Lui: “Squadrismo””

Sono critico delle posizioni, spesso ambigue e ondivaghe, dei 5S sulla medicina. Ma Giulia Grillo va difesa da questa intimidazione di Burioni, di venire “giustamente” “sbranata” dall’opinione pubblica “al primo” morto per morbillo. Così dicendo, Burioni manipola la scienza e la sua crociata sulla salute pubblica, assumendo lo “zelo acritico”* (o meglio l’ideologia ad hoc di chi vuole vendere tanta medicina) che scorrettamente applica i criteri etici per le cure del singolo alle misure di salute sulla popolazione*; e confondendo grossolanamente tra tutela della popolazione e tutela del singolo, tra misure collettive ed esiti individuali; applicando indebitamente la probabilità di malattia e cura sulla popolazione al singolo caso**. Muove quindi al ministro accuse speciose e terroristiche, in un impasto di collettivismo maoista e di individualismo di Wall Street. Spero che non venga insultato o trattato male, permettendogli come qui di passare per l’aggredito (squadraccia composta da 1 persona, una donna; sembra proprio che Burioni abbia problemi con la dicotomia singolo/gruppo; e con il senso della misura che è necessario* nelle questioni di salute pubblica). Lo squadrismo, anche fisico, e anche di Stato, è quello pro pharma.

*Charlton BG. Public health medicine – a different kind of ethics? J R Soc Med 1993. 86:194.

** Feinsten AR, Horwitz RI. Problems in the ‘‘Evidence’’ of ‘‘Evidence-based Medicine’’. Am J Med, 1997. 103: 529.

@ kanaglia. “Dovete dirmi chi sia l’offeso, come si dice: e, secondo la condizione, la qualità e l’umore dell’amico, si vedrà se convenga più di tenerlo a segno con le protezioni, o trovar qualche modo d’attaccarlo noi in criminale, e mettergli una pulce nell’orecchio; perché, vedete, a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente.”

Il trovare il modo di attaccare in criminale l’offeso, o chi si oppone a crimini, viene praticato anche nell’attuale medicina affaristica. Insieme a questo articolo il Fatto ne ha pubblicato uno su sospetti circa la morte in carcere 34 anni fa di uno degli assassini di Tobagi. Giorni prima, tornata annuale sui depistaggi tramite la polizia e la magistratura per l’assassinio di Borsellino. Forse tra 30 anni si dirà delle minacce e di altre violenze, vere e tenute coperte, dello ‘swapping’ di reputazioni, e del ruolo di vari uffici di polizia e giudiziari per imporre le frodi della medicina commerciale.

§  §  §

29 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Marco Vannini, in appello pena ridotta da 14 a 5 anni per Ciontoli. La madre del ragazzo: ‘Uno schifo, vergogna’”

Machiavelli consigliava di non lasciare in vita ma di eliminare coloro ai quali si sono fatti gravi torti; quelli che oggi celebrano la memoria di Emilio Alessandrini presentandosi come suoi colleghi assicurano a chi appartiene alle forze di polizia, o in questo caso ai servizi, la praticabilità, o la convenienza, di tale strategia.

31 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Omicidio Vannini, Trenta: “No reintegro di Ciontoli nelle forze armate”. Bonafede: “Frase giudice inaccettabile, verifiche””

Probabilmente lo stesso apparato che ha protetto lo 007 lo sistemerà in un altro lavoro. Il non farlo rientrare nelle forze armate fa parte dell’operazione di risoluzione dei problemi, per farlo figurare come estraneo alla massa dei suoi colleghi. Mentre chi ha a che fare con le doppie lealtà, o meglio le mezze lealtà, degli ometti che occupano le istituzioni sa che i comportamenti vili di militari, in questo caso l’eliminare la testimonianza di un ragazzo al quale è stato trapassato il torace con un colpo di pistola per motivi futili e abietti, impedendo per ore che sia soccorso, e facendolo così morire della morte lenta dell’emorragia interna, sono la norma. E anche i soggetti complementari, che in associazione truffano senza paura di conseguenze lo stipendio di magistrato proteggendo le peggiori mascalzonate dei vili con la divisa, inducendoli così nella continuazione di attività delinquenziali, non sono affatto un’eccezione.

@ Steffen. A me ricorda tante cose, tra le quali l’esecuzione a freddo di Mara Cagol inginocchiata e ammanettata dai carabinieri con un singolo colpo di pistola del più piccolo calibro (22) sotto l’ascella (Fasanella, Franceschini, Cosa sono le BR; sull’elaborato “trapianto di testa” delle BR con soggetti controllati dai servizi). Non perché creda si sia trattato di un omicidio premeditato; non sappiamo chi e in quali circostante abbia sparato. Ma perché è inverosimile che un agente dei servizi con la pistola non conosca gli effetti di un colpo di arma da guerra nel torace; e per il comportamento che ha tenuto dopo.

La minimizzazione, la teatrale cialtroneria, sono solo l’aspetto prima facie. Nella sostanza si è trattato dell’eliminazione volontaria della vittima, e quindi della sua testimonianza. Omicidio ottenuto respingendo chi offriva cure e la possibilità di salvezza mentendo crassamente su ciò che era successo. Ciò è in linea col profilo di un soggetto integrato in strutture che si occupano professionalmente di violenza, simulazioni, intrighi e che sanno di potere contare sulla lurida tradizione di coperture da parte dei signori con la toga dello Stato.

§  §  §

1 marzo 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mafia, denunciò i boss ma lo Stato impone l’interdittiva alla sua azienda: imprenditore si uccide a Gela”

Dopo Parmaliana un’altra persona che ricorre – in una forma da non imitare – a un surrogato civile di giustizia per difendersi dal complemento istituzionale della mafia. L’Italia è un paese controllato; il sistema mafia-antimafia è uno dei principali sistemi di controllo. La mafia serve da braccio operativo; la lotta alla mafia crea legittimazione e consenso mentre distoglie l’attenzione, lascia indisturbate e giustifica operazioni del mondo perbene che in un paese libero sarebbero contrastate non meno della mafia. Talora partecipandovi; troppi addetti all’antimafia – le prefetture, con la loro tradizione, fanno scuola, da Brescia a Cosenza – sono severi custodi, oltre che praticanti, dei metodi mafiosi del mondo legale. E’ fondamentale per questo sistema non spazzare via la minaccia mafiosa, come avrebbe già fatto un paese libero, e mantenere un tensione antimafia perenne e mai risolutiva; facendo mostra di un rigore fuori luogo che è anche una compensazione per la mollezza verso i poteri che con una mano muovono le istituzioni e con l’altra i mafiosi. Questa morte riflette la natura patologica del complesso mafia-antimafia; la strategia della tensione, la volontà di mantenere uno stato di grave “infiammazione cronica”. Non deve meravigliare che avvenga ciò che si verifica negli stati infiammatori, dove i danni all’organismo provengono anche da quelle che dovrebbero essere le sue difese.

§  §  §

30 marzo 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Silvis “Legittima difesa, non facciamo confusione: ecco cosa dice davvero la nuova legge”

Si sta passando dall’avere dei cittadini Fantozzi, che devono solo subire, a dei cittadini Fantozzi cattivi, che continuino a subire senza fiatare soprusi e ruberie dai poteri forti, ma possano sfogarsi o sognare di sfogarsi sparando ai ladri comuni. Interessante che “sei salvo, secondo la norma, se dimostri di avere sparato […] essendo andato fuori di testa”. Quanto più una persona è fragile e inadatta all’uso delle armi, tanto più è legittimata a sparare. Ricorda un passo di Giorgio Gaber: “Se vi faccio del male non reagite, sono debole di dentro”.

Del resto, anche i metodi di stalking e assassinio morale affidati ai colleghi questori del questore Silvis, e ai loro omologhi con la glassa argentata sul colletto della giacca, complici i signori con la toga dello Stato, sono congegnati in modo da funzionare tanto meglio quanto più sono codardi esecutori e complici. E funzionano piuttosto bene. Anche la viltà viene messa a reddito nel liberismo.

@ StranoMostro. Non andrebbero date armi ai paranoici, né che so ai fifoni frustrati ai quali servono a compensare la ferita psicologica di intime carenze ormonali, magari incompatibili con la loro immagine e i compiti che si sono scelti. In questi ultimi la discrepanza tra ciò che dovrebbero essere e ciò che sono li rende di una aggressività petulante, pervicace e implacabile, che può sfociare in atti inconsulti, come quella di una donna oltraggiata e abbandonata.

Il turbamento è multifattoriale: può dipendere sia dal carattere sia dalle circostanze. Per evitare l’effetto inverso la legge dovrebbe penso considerare la minaccia oggettiva, che può anche essere effettivamente spaventevole e insopportabile, non la percezione riferita da chi ha commesso violenza. Anche per evitare le scuse posticce, i piagnistei post hoc, l’arte, lombardo-veneta quanto meridionale, del “chiagne e fotte“, che tanti, a partire da quelli per i quali le armi bilanciano l’insufficienza gonadica, praticano in grado eroico.

§  §  §

1 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Lombezzi “Legittima difesa, sparò e uccise per difendere la famiglia. Gli ho chiesto cosa pensa della nuova legge”

Ho un video con audio di una violenza privata e aggressione fisica gratuita, con lesioni, su suolo pubblico dove uno degli aggressori specifica di avere avuto istruzioni dai carabinieri su come restare impuniti. Il “grave turbamento” si presta a parzialità e aggiustamenti, e anche alla costruzione di aggressioni volontarie preordinate mascherate da difesa o da scatto d‘ira. Va valutato sulla base delle circostanze oggettive. I giudici non sono professionalmente inetti: sanno che tre rapinatori incappucciati in casa che minacciano di morte sono una causa oggettiva di turbamento. Ma sanno anche che il dissanguamento è parte integrante di un ferimento grave da arma da fuoco, e che lasciarlo avvenire da parte di un militare, evitando i soccorsi e incuranti delle sofferenze della vittima, è omicidio volontario, con l’aggravante della crudeltà. Invece nel caso Vannini, come da prassi essendo il feritore, o chi si è addossato l’omicidio, agente dei servizi, fingono di credere al piagnisteo e al “turbamento”, facendo loro l’impudente versione dell’imputato dopo che questi ha tolto di mezzo la testimonianza della vittima uccidendola. Il “turbamento” può servire da jolly nelle mani di furbastri e di istituzioni colluse. Davanti a chi dice di essere turbato, o esasperato, magari su istruzione dei cc, il giudice onesto guarderà alle circostanze oggettive che supportino o smentiscano le affermazioni.

@ gnaafo. Non preordino aggressioni a casa mia, l’ ho ricevuta preordinata da un condomino entrando nella palazzina dove abito. E’ un classico delle intimidazioni mafiose farti aggredire a casa tua. E probabilmente se avessi reagito la raschiatura di cloaca che ha preordinato la cosa mi avrebbe accusato di rissa, o fatto figurare come aggressore. Quale film ho visto? Non so, “L’Oro di Napoli”, tratto dal libro di Marotta, dove don Ersilio, che “vendeva saggezza” (Eduardo De Filippo) istruisce come tagliare la faccia a qualcuno evitando la giusta pena inventando una provocazione.

@ Riccardo Brogi. Anni fa a una conferenza (Fiera della piccola editoria, Chiari) il relatore, Luciano Lutring, “il solista del mitra”, commentò che ormai dati i sistemi di sicurezza delle banche è più conveniente andare a lavorare che rapinarle. Ma altre forme di malaffare, incluso il raccontare favole per bambini sul mondo semplice dove i ladri stanno da una parte, e forze di polizia, magistrati e banche stanno solo dall’altra, e dove il rimedio alle ruberie e ai soprusi è prendere a revolverate la banda Bassotti, sono più difficili da disincentivare.

@ Riccardo Brogi. Voglio dire che è vero che c’è una educazione a subire, una tendenza alla “learned impotence”, mentre è giusto difendersi – quando si è davvero attaccati; ma che l’incoraggiamento di questa legge è piuttosto a placarsi aggiungendo, spesso con la fantasia, un arma al proprio arsenale per ogni “ombrello” di Altan, e sembra non finiscano mai, che viene sistematicamente e gravemente piazzato da quelli in giacca e cravatta. Più tasse, meno servizi, più controlli, minori tutele, impoverimento, degrado sociale, etc. Un ombrello? Beretta 9 lungo. Secondo ombrello? mitraglietta UZI o Skorpio. Terzo ombrello, ascia vichinga e kriss malese. Quarto ombrello, nastri di mitragliatrice a doppia tracolla, mitragliatrice pesante brandeggiata a mano e stiletto ‘misericordia’ rinascimentale. Etc. Mi pare un po’ fantozziano. Tu che sei per le soluzioni semplici dovresti considerare di non lasciare del tutto sguarnito il lato B, invece di ignorarlo e controbilanciare sul davanti, minacciando pure ammazzatine a chi osi presentarsi alla tua vista ….

@ Riccardo Brogi. Non è che contesti questo. Solo che voi pistoleri quando si parla di sparare scattate a immaginare situazioni ipotetiche che lo giustifichi. Mentre sulle ruberie attuali, in corso, legalizzate e pesanti, fate finta di niente. Immaginate sfracelli mentre permettete immobili che vi sfilino il portafoglio senza troppi riguardi. In USA alle elezioni Regan chiese al contendente Dukakis se nel caso la moglie Kitty fosse stata stuprata e uccisa non avrebbe voluto la condanna a morte del responsabile. Dukakis disse no, e perse. In USA sono armati. In questo momento sto leggendo un rapporto, “Medication Overload: America’s Other Drug Problem” su come gli statunitensi stiano venendo massacrati – lesioni e uccisioni di massa, letteralmente – dal sovraccarico di prescrizioni mediche (e noi non siamo lontani). Lasciare mettere mano alla pistola, o farlo sognare, viene favorito anche perché aiuta il voltare le spalle alla violenza di penna, che ne ammazza e deruba più di quella di spada.

@ Matteo Rossi. Non c’è bisogno di sforzarsi molto. La realtà supera la satira. Oggi i comici, come Crozza, o Ficarra e Picone, fanno analisi più intelligenti dei personaggi politici che prendono in giro. E i furbissimi italiani ansiosi di fucili a pompa e spadoni da lanzechinecco mentre impassibili vengono ripuliti danno spettacolo da soli.

@ Riccardo Brogi. Che vuoi, si ride per non piangere. E’ più probabile che le ossa si rompano in seguito a cadute accidentali da anziano causate da sovraprescrizione di farmaci che per le torture di rapinatori. A me sentire quelli come te che immaginano in continuazione che gli sfondino la porta di casa e li sevizino per farsi dire la combinazione della cassaforte, mentre non fanno caso alle ruberie sistematiche tramite il fisco o alle menomazioni fisiche della medicina commerciale, fa venire in mente un personaggio di Jacovitti, che stava col sedere teso e col portafogli che gli spuntava per tre quarti dalla tasca posteriore come ad offrirlo.

@ Riccardo Brogi. “Benaltrismo” è quando si cerca di distogliere da un problema reale in nome di un altro in realtà minore. Quando si gonfia un problema, come quello della legittima difesa, per nasconderne altri più gravi, e per favorire illeciti, si chiama demagogia, distrazione di massa, ‘echo chamber’, etc. Per chi poi è contento di farsi ingannare, e non vuole sentire altro che il suono cool dello scarrellare, non c’è bisogno di ricorrere a termini ricercati per definirlo. Si può attingere alle parole già usate nella discussione: pistola. Va ad armarti. Ma da una certa età in poi, con le pillole che quelli fiduciosi come te ingollano, non sarà la tua Smith and Wesson a evitarti fratture ossee da predoni spietati.

P.S. chi fece a Dukakis la domanda demagogica sullo stupro della moglie era un presentatore tv, e a beneficiare del discorso demagogico presso gli elettori pistola fu Bush.

§  §  §

29 aprile 2019

Commento al post di L Gaita “Caso Vannini – Fatti, sentenze e pezzi mancanti del processo diventato un caso tv, tra la politica e le polemiche social”

Per una volta che il pubblico reagisce alla parzialità dei magistrati verso gli appartenenti ai servizi, arriva mamma RAI a inventare un “limite di protesta”: possono parlare solo le vittime, da compatire come “disperate e rumorose”. Ci vorrebbe un limite di leccata per la RAI, oggi senza controllo rispetto ai suoi doveri verso il cittadino. Dovremmo stare zitti davanti a una magistratura che con questa sentenza incoraggia gli amici ad adottare la strategia di eliminare testimoni di reati per presentare la sola versione del reo. A proposito di omicidi dei servizi, e dell’agente dei servizi Ciontoli che ne saprebbe meno di un bambino sugli effetti delle armi da fuoco, è noto che il colpo di pistola a distanza ravvicinata alla parete laterale del torace è molto efficace per uccidere, per la molteplicità e gravità degli effetti. Risulta essere stato usato dai CC per l’esecuzione di Mara Cagol, quando i servizi presero il controllo delle BR*; e su un altro brigatista collaboratore della Cagol, Semeria – che sopravvisse – da un gruppo di CC che comprendeva il capitano Delfino **. Ciontoli o chi lo ha guidato ha ritenuto vantaggioso lasciare dissanguare un innocente playing dumb su un genere di lesione proverbiale nel loro ambiente.

*G Fasanella. A. Franceschini. Che cosa sono le BR. Postfazione di R. Priore. BUR, 2004. ** C. Mastelloni. Cuore di Stato. Storie inedite delle BR, i servizi di sicurezza, i protocolli internazionali. Mondadori, 2017.”

@ pietro bognetti. Io invece dubito che uno che è di quell’ambiente pur senza essere un’aquila possa avere commesso un gesto tanto dannoso per sé stesso come sparare in casa propria a una persona per sbadataggine o futili motivi. Anche questa storia del passaggio dallo svagato, come il killer di Pulp fiction che ammazza il negretto (“Pulp” indica i fumettacci dozzinali), al panico del borghese miserabile per la possibile perdita del lavoro che motiverebbe il comportamento omicidiario per omissione che in un paese serio fa sprofondare nel peggior dolo la possibilità di limitare i danni, non dovrebbe essere accettata senza chiedersi se non faccia parte del quadretto. Chi è nei servizi può telefonare a dei “mister Wolf” che sanno come risolvere i problemi, o le idiozie fatte da terzi. Le barzellette sui CC, il commissario di “Indagine su un cittadino …” Volontè, che finge lo stesso sbaglio, “Via del Tempo” invece di “Via del Tempio”, che ha corretto in un suo sottoposto, Via Gradoli che diventa Gradoli paese, sono esempi del vestirsi da fesso come strumento del mestiere; da parte di gente che non è stupida, e dimostra una agghiacciante abilità e prontezza nel costruire versioni di comodo. Soprattutto se sa che chiusa la bocca alla vittima ci saranno magistrati che prenderanno per buono il più inverosimile pulp.

§  §  §

4 maggio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Caso Vannini, il ministro Trenta ad Accordi&Disaccordi: “Chiunque sa parli, sarà tutelato dal ministero””

“Chi sa parli”. La solita grillata che serve i soprusi del potere mentre finge di stare dalla parte del popolo. Qui parlano già i fatti. Res ipsa loquitur. La ministra della guerra non lo sa che il dissanguamento è parte integrante di una coltellata o di un colpo di pistola? Quando si è colpiti non sempre si cade fulminati come si vede al cinema. Si può morire lentamente, per dissanguamento. Lasciare dissanguare il ferito integra l’atto volontario di uccidere. Se si lascia dissanguare, in modo da impedirgli di parlare, chi è stato colpito accidentalmente o per futili motivi diventa omicidio calcolato. In forensic pathology si distingue tra cause of death, qui ferita da arma da fuoco, e manner of death, le circostanze e responsabilità, qui omicidio volontario per omissione di soccorso; che ha causato il mechanism of death, dissanguamento. In genere la cause of death è conseguente alla manner of death. Qui invece la manner of death è stata una deliberazione successiva alla cause of death. Un’inversione e partizione che magistrati degni dipanerebbero senza eccessivo sforzo; mentre si finge la consecutio comune, e si nega la lampante manner of death dolosa con penosi distinguo impropri e mancati distinguo; che sono anch’essi alla fine parte del dispositivo omicidiario, se confermano la previsione dell’agente dei servizi che uccidendo, lasciandolo morire, chi è già stato vittima di un gesto inconsulto otterrà l’occultamento di responsabilità e una sostanziale impunità.

@ Il figlio del grigio. Ha ragione nell’indicare questo fattore, spesso trascurato: l’amministrazione della giustizia come arma dell’ingiustizia. Per lei “si chiama sistema globale della giustizia”. Per me il suo nome è “criminalità giudiziaria”. Un’entità che gli italiani, tanto litigiosi tra loro quanto ossequiosi verso il potere, stentano a riconoscere. Comunque non va trascurato che lo stravolgimento della funzione giustizia, il ridurre in burla il “Tra il forte e il debole, tra il ricco e il povero, tra il padrone e il servitore è la libertà che opprime, è la legge che affranca“ (Rousseau e Lacordaire, citato da don Milani) guasta la vita di tutti, anche del prepotente. Lo vedo nel mio campo, la medicina, dove la criminalità e il suo appoggio da parte di quelli che truffano lo stipendio che ricevono per assicurare legalità e giustizia si ritorce sugli esecutori; si sentono degli arrivati, dei signorotti medievali, e magari ripetono tronfi in privato quanto lei scrive, quando sono anche loro poveri diavoli, tirapiedi che finiscono, con i familiari che credono così di proteggere, nelle stesse trappole per le quali lavorano.

§  §  §

8 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Hutter “Trapani, i migranti assolti per legittima difesa fanno storia. E l’accordo con la Libia non vale più”

Andrebbe riconosciuto che tra le attività che i magistrati di fatto esercitano vi è quella di favorire la commissione di delitti da parte di alcune categorie quando ciò sia funzionale ai grandi interessi che i magistrati servono. L’alternativa, in ogni caso funesta, appare essere tra una magistratura esplicitamente subordinata al potere politico e una magistratura libera di mettersi sul mercato.

§  §  §

3 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Gaita “Storie Maledette, Antonio Ciontoli in lacrime davanti a Franca Leosini: “Quanto vale la vita di Marco Vannini? L’ergastolo””

La giornalista RAI si è già prodotta nel “dito birichino” quando c’era di mezzo la protetta di Killary Clinton. Un occhiolino raggelante e squallido all’autore di una violenza sessuale esitata in omicidio. Un victim smearing porno per una ragazza uccisa verosimilmente in uno stupro di gruppo finalizzato allo sfregio; per avere mostrato davanti al sopruso coraggio e dignità, a differenza di coloro che avrebbero dovuto renderle giustizia. Ora per i servizi della Marina militare la tv di Stato dà voce per ore in prima serata al responsabile di un omicidio volontario attuato per chiudere la bocca alla vittima di un delitto meno grave, un ferimento commesso con la stessa vuota tracotanza – da figli di papà – della pugnalata a Meredith. Ciontoli quella notte si è comportato come chi abbia convenienza a saltare nel vuoto sapendo che sotto c’è la rete di sicurezza. E la rete c’è: i giudici si sono fatti dettare la ricostruzione, buffonesca, dall’imputato e i suoi compari. Di rincalzo madame Leosini. Leziosaggini, violini, denigrazione degli assenti, pianto greco, tirate d’orecchie a infiocchettare ciò che è laido. Ninnoli, merletti e scarpe infangate. Il mondo dei lieti calici, dove per andare avanti si fa e ci si lascia fare di tutto. La Knox è tornata in Italia a tenere lezione su come si deve amministrare la giustizia. La magistratura che minaccia di un giro a Perugia la madre di Vannini si fa prendere per il ganascino da quelli ai quali si è piegata a Perugia.

§  §  §

8 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Caso Uva, Cassazione conferma assoluzione di poliziotti e carabinieri. Famigliari: “Ricorso a Corte europea””

Sentenze come questa e come quelle a favore di Ciontoli incoraggiano appartenenti ai corpi armati dello Stato a chiudere la bocca tramite l’eliminazione fisica a coloro verso i quali sono stati commessi gravi abusi. Con ricostruzioni false e irragionevoli che ripetono e certificano versioni difensive false e irragionevoli la magistratura non solo lava il fango con altro fango; ma incoraggia i suoi protetti a lavarsi dal sangue con altro sangue.

 

§  §  §

Vedi anche:

Criminalità mafiosa vs. strutture sociali mafiose. Perché gli uffici giudiziari non dovrebbero esporre le gigantografie di Falcone e Borsellino. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella.

Parmaliana ha inciampato?

Il fuorigioco etico

L’altra mafia e i bambini: la sentenza di condanna dei Bottaro e il suo contorno mafioso. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella 18 settembre 2019.

 

Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte

8 aprile 2018

2 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate: “Ecco come lo Stato usa le tasse””

La ripartizione delle entrate non svela l’uso interno e il merito delle varie voci. Es. si sta spalmando sulla massa dei contribuenti la spesa per farmaci a 6 cifre a paziente inutili e dannosi, lasciando scoperti servizi utili ai malati. La “difesa del SSN” cela la volontà ordoliberista di prelievi forzosi mediante le tasse a favore di privati, nominalmente per finanziare la tutela della salute, ma a danno della salute. Anche in USA ora si propone di usare la copertura ideologica della medicina sociale (es. A. Chandra, Harvard School of Government, ‘Losing Genetic Lottery, but Winning at Cure’) per quelle che sono frodi mediche da miliardi di euro.

Per di più l’Ag. delle entrate usa pesanti cartelle, infondate in maniera teatrale, derisoria e tracotante, per intimidire e ricattare chi sveli le frodi dell’industria medica; con tanto di sfoggio della GdF. Si dovrebbero piuttosto pubblicare introiti e benefici dei dirigenti dell’agenzia, degli ufficiali della GdF e altre polizie, dei signori che si guadagnano lo stipendio di magistrato permettendo questi reati, dei medici, dei politici e degli altri dipendenti pubblici che compongono questa associazione finalizzata al taglieggiamento occulto dei cittadini tramite il fisco. Una associazione che rivaleggia con la mafia come zavorra criminale per il Paese, ma è ancor meno visibile, imboscandosi nello Stato. Questa “trasparenza” sulla destinazione delle tasse è uno dei suoi mimetismi etici, foriero di ulteriori predazioni.

@ elegantissimo. Grazie. Ma il diagnosticare una patologia grave non significa che sia meglio abbattere il paziente. A me il pagare le tasse, avendone in cambio servizi collettivi, pare un’idea ragionevole; e perfino auspicabile. E’ la sua degenerazione ladronesca che non lo è. Io diffido dei progetti di soluzione di tipo ideologico (incluso quello dell’ideologia liberista dominante). Credo che il sistema potrebbe funzionare, se non fosse in mano a gente di basso livello morale e umano. Piuttosto che sognare la rivoluzione o affidarsi al pifferaio di turno il cittadino dovrebbe badare, con la stessa intensa cura con la quale bada agli averi e al benessere della propria famiglia, a darsi rappresentanti politici capaci e forti che curino la cosa pubblica, burocrati ‘weberiani’, magistrati che non truffino lo stipendio, forze di polizia che non siano l’eterna figura dello sbirro, l’ambigua forma ibrida tra la guardia e il ladro.

@ elegantissimo. Mi riferivo anche a quello che Paolo Ferrero chiama in un suo libro “La truffa del debito pubblico”; ma mi sento in grado di parlare solo di un aspetto che conosco meglio, che resta in ombra, e invece ha rilevanza per i nostri organi interni (e anche per quelli superficiali): la parte medica delle gabelle mascherate e legalizzate che ci chiede “l’Europa” (o chi muove i fili del simulacro che si fa chiamare Europa). Credo anch’io che i popoli, rettamente governati da loro rappresentanti, dovrebbero essere liberi di decidere da soli la loro economia. Mentre i politici, i media e il relativo codazzo stanno dando a “sovranità” un’accezione negativa e spregiativa.

@ elegantissimo. Grazie per la ricca bibliografia. La terrò presente. Non è questione di essere oltranzisti. Oltranzisti, anche quando si presentano con modi pacati e contegnosi, sono quelli che fanno queste cose. E’ ottimo approfondire; un medico e matematico, DM Eddy, osservò negli anni ’90 che quella del nascondere quanto al cittadino gli viene fatto indebitamente pagare per la sanità è una “high art” che “fa apparire i riciclatori della BCCI dei dilettanti”. Ma, dati i comportamenti e le facce che si hanno di fronte, non bisogna perdere di vista quel che dice il personaggio di una celebre vignetta di Altan: “I ladri sono ladri”.

@ elegantissimo. Che non si può ingannare tutti per sempre lo disse Lincoln (a H. Ford è attribuito “Quanto vedo un’Alfa Romeo mi tolgo il cappello”). Penso qualche volta alla frase di Lincoln, e alla fine che fece. Con tanti soldi, e con i mezzi del potere – come quelli forniti dal ministero dell’economia (Padoan) e da quello degli interni (Minniti) – in campi particolari come la medicina, antica pratica magica con una parte tecnica reale dove i confini tra inganno e prestazione onesta possono essere tenui, si possono perpetuare le frodi abbastanza a lungo da vivere ricchi e impuniti per molte generazioni. Anche Falcone diceva, giustamente, che la mafia, fatto umano, avrà una fine. “Tutto questo non dovrebbe poter durare; però durerà, sempre; il sempre umano, beninteso, un secolo, due secoli…; e dopo sarà diverso, ma peggiore.” (Il Gattopardo).

@ elegantissimo. Più che a un governo occulto di poche persone preferisco pensare a forze economiche impersonali. Che poi danno luogo a formazioni di vario tipo; tra le quali non va trascurata la più terrificante di tutte: la “loggia della pagnotta” i cui adepti – io ne conosco tanti – per un tozzo di pane fanno qualsiasi cosa.

§  §  §

9 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. Troilo “Vaccini, obbligo o autocertificazione? Ho chiesto ai colleghi dell’Associazione Coscioni”

Il prof. De Luca minaccia il pagamento di spese e danni per conseguente malattia o contagio, e il rinvio a giudizio d’ufficio per omicidio in caso di morte, per chi non fa vaccinare i figli. Se si possono punire per esiti probabilistici – a dubbia causalità – i singoli che rifiutano l’immissione in sani di cocktail farmacologici a effetti non del tutto noti, si dovrebbero a maggior ragione punire anche i danni probabilistici dell’offerta medica su malati. Es. le cure ‘innovative’ sul cancro risultano dai documenti ufficiali frenare la progressione della malattia in una minoranza di casi (molto meno di quanto si fa credere), ma viene nascosto che aggravano la condizione in molti casi*. Nei casi di peggioramento da terapia il paziente, o meglio gli eredi, e il contribuente, che finanzia queste costosissime cure “a enigma di Sfinge”, dovrebbero essere risarciti dagli oncologi e dalle case farmaceutiche.

*Niraula S et al. The Price We Pay for Progress: A Meta-Analysis of Harms of Newly Approved Anticancer Drugs. J Clin Oncol 2012. 30:3012.

§  §  §

10 agosto 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di IRPI “Droga, la battaglia navale del Mediterraneo: ecco le rotte dei trafficanti. “In mare barche officina e l’ombra delle mafie””

sfracellone: Onore alla Guardia di Finanza!

@ sfracellone. Fare uno spicchio del proprio dovere non dovrebbe essere un titolo di merito. D’Annunzio insegnò ai fascisti come confezionare chiacchiere e scenografie in sostituzione della realtà; e il bel gesto, l’azione eclatante, al posto della solidità. I risultati si videro con la II guerra mondiale, con lo “spezzeremo le reni alla Grecia”, “8 milioni di baionette ben affilate” etc. . Oggi il dannunzianesimo è al servizio della corruzione istituzionalizzata. Paghiamo tasse altissime con servizi pubblici scadenti per finanziare strozzini internazionali, tangentisti nostrani, clero ed evasori. La GdF fa come ne “La bolla di componenda” di Camilleri: blocca 1, a favore di telecamera, e fa passare in silenzio 99. Nella mia esperienza, si presta a rappresaglie e intimidazioni verso chi si oppone alle frodi di alto bordo che consentono le ruberie tramite il prelievo fiscale; è un braccio armato dell’ordoliberismo. Però quello che conta è la “battaglia navale” con arrembaggi alla Salgari contro il traffico di droga (che prosegue ‘as usual’). Oggi su Il Fatto si annuncia un “ciclone autunnale” economico e si invita a vendere i titoli di Stato; è un messaggio grave sia se fondato, sia se lanciato a scopo di turbativa. La battaglia, o meglio la scorreria indisturbata, ha luogo dentro le nostre tasche. Ma c’è sempre chi è pronto ad applaudire le “beffe di Buccari” in modo da ignorare le Caporetto.

@ sfracellone. Anch’io a volte sono d’accordo coi tuoi commenti. Nella canzone “Li turchi alla marina” gli indifesi che fuggono dicono “onore del mare” alle galere maltesi affondate in difesa. Qui non si potrebbe, per chi si entusiasma agli avvincenti filmati della rivincita sugli antichi pirati, apprezzare l’operato limitatamente al caso, senza glorificare – “Onore alla GdF!” – le guardie perché danno la caccia ai ladri, mentre non sempre aderiscono ai propri doveri, o fanno l’esatto contrario? Il plauso “incondizionato” alla GdF ne legittima altre attività non onorevoli. Dovere del cittadino è, dopo avere fatto la propria parte, sostenere le istituzioni; ma vigilando su di esse, non portandole a spalla in processione come santi patroni.

C’è lo spirito samaritano a banda stretta: in vigore solo nel Mediterraneo, per i giovanotti che si allontanano dalla costa su appositi gommoni. Non per le sterminate moltitudini di diseredati che si lasciano alle spalle sulla terraferma di ogni continente, né per i milioni di italiani poveri che vedono l’immigrazione aggiungersi alle loro difficoltà. C’è l’antimafia a banda stretta, che combatte – guardandosi dal vincere e chiudere la guerra – le mafie di cosca, ma aiuta le sovrastanti mafie dei poteri forti, ed è severa custode dei diffusi costumi micromafiosi del mondo legale. Si vede che c’è anche l’onore a banda stretta; che però a me non sembra una categoria degli onesti, almeno non degli onesti non fessi.

§  §  §

9 dicembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. De Vogli “Sanità pubblica, presto in Italia potremmo non averla più”

Si può convenire che quella pubblica sia la forma più civile di assistenza medica; ma solo come applicazione della premessa che l’assistenza medica non è una merce ma un bene comune. Nel mondo attuale la medicina è invece un mezzo di ricerca del profitto, eccellente, perché facilmente manipolabile. Nella medicina liberista, plasmata e dettata dal business, la sanità è pubblica nominalmente, ma è in realtà il terminale pubblico di una sanità privata, for profit e largamente fraudolenta. Una sanità ordoliberista, che sfrutta il potere dello Sato, a cominciare dal prelievo fiscale, per garantire profitti, spesso e volentieri illeciti, a privati. Ciò spiega come in USA si auspichi di usare la copertura ideologica della medicina sociale (es. A. Chandra, Harvard School of Government, ‘Losing Genetic Lottery, but Winning at Cure’); l’apparente conversione al socialismo dei noti filantropi del FMI; e la difesa fervida del SSN dei piazzisti nostrani di Big Pharma. Le montagne di soldi delle tasse assicurano la remunerazione di prodotti costosissimi presentati come portentosi ma di valore scarso, nullo o negativo, es antitumorali e malattie rare; e programmi che suonano sociali ma sono irrazionali e dannosi, e creano artificialmente falsi malati, come tanti screening. A scapito dell’assicurare assistenza utile, nel rispetto e nella dignità, a chi malato lo è davvero; e obbligando il contribuente a pagare di tasca sua per l’essenziale che viene lasciato scoperto.

§  §  §

15 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento la post di L. Voce “Giacomo Leopardi, un medico rivela le cause della morte. C’è solo una cosa che può uccidere un poeta”

Il dr. Sganzerla ha il merito di confutare la diagnosi di “depressione psicotica”. Ma la diagnosi reumatologica presenta particolari problemi concettuali (1), che sono aggravati, anche nel caso della spondilite anchilosante, dalle pressioni commerciali per produrre sovradiagnosi e sovratrattamenti, tramite forzature (2). Ciò nei pazienti vivi, con anamnesi, esame fisico, test di laboratorio, osservazione clinica. Una diagnosi su scritti non è in linea col dolente realismo leopardiano.

Tra gli addentellati della vita e l’opera di Leopardi con la medicina ce ne sono almeno due pertinenti la frode medica. L’espressione “superbe fole” ne La ginestra andrebbe applicata a ricerche biomediche che, sofisticate ed esoteriche, richiedono competenze specialistiche approfondite, es. di biologia molecolare o di statistica, per essere valutate; ma che presentano falsi volti a creare profitti; la loro scienza “superba” serve a nascondere e intimidire. Inoltre, Leopardi è stato paragonato a Unabomber da un italianista USA (3). Con l’implicazione che chi non si inchina all’ottimismo tecnologico, fosse pure un Leopardi, è un potenziale terrorista.

1 Aggarwal RA et al. Distinctions between diagnostic and classification criteria? Arthritis Care Res, 2015. 67: 891.

2 Landewè RBM. Overdiagnosis and overtreatment in rheumatology: a little caution is in order. Ann Rheum Dis, 2018. 0:1.

3 Leopardi, Unabomber e altri eversori. Sito menici60d15.

@ otro otra vez. Il nucleo di successi della medicina non autorizza la pratica sconfinata delle frodi. Né autorizza la loro copertura col berciare sguaiato. Il suo sbraitare mostra ciò che avviene: la parte reale della medicina viene usata come lasciapassare morale per le frodi. Ma è un uso fraudolento del buono l’esibirlo per giustificare il doloso. La carenza di cure oggi è una conseguenza della medicina fraudolenta, orientata al profitto. La scarsità di cure mediche è ineliminabile nei sistemi a SSN fino a quando verrà permesso a soggetti come lei di atteggiarsi a santone intoccabile e di stimolare all’infinito la domanda di cure. La sollecitazione della parte irrazionale della medicina crea una situazione aberrante dove le liste di attesa sono strutturali, ineliminabili, come in un ecosistema, servendo da limitatore (1). Senza questa inflazione non ci sarebbe nelle società avanzate carenza di risorse di cura; con lo sfruttamento della medicina per la crescita economica illimitata la scarsità ci sarà sempre. Una scarsità artificiale, che, come lei mostra, viene usata da chi la causa per pretendere ulteriore immunità. Non mi secchi ancora coi suoi strilli, perché il numero della salvatrice di vite indignata con me non funziona.

1 Smethurst DP et al. Self-regulation in hospital waiting lists. J R Soc Med 2002. 95: 287.

@ otro otra vez. Sono stato resident in USA per 4 anni: conosco dall’interno le aberrazioni della medicina privata. Lei però continua ad essere superficiale; come in altri campi sensibili anche in medicina le cose non sono come sembrano “a sentimento”. Il SSN è valido quando è realmente pubblico: anche nelle premesse, nel considerare la medicina un bene comune, non una merce. Nell’applicare una medicina che sia stata vagliata affinché sia nell’esclusivo interesse del paziente. Invece, come è oggi, un SSN terminale pubblico di una medicina dettata dal privato sarà un potenziamento della medicina commerciale; che avrà lo Stato al suo servizio. Ciò che si chiama ordoliberismo. Questo spiega perché negli USA ora si prema per il ‘single payer’ obbligatorio (e insieme si deregolamenta; dando mano libera al privato); perché siano per il “pubblico” il Fondo monetario, e tanti baroni nostrani che sono legati a doppio filo alle case farmaceutiche. E’ contrastando le frodi strutturali imposte da smisurati interessi privati, quelle che le pasionarie come lei del SSN non vedono, che si lavora per la medicina come bene pubblico.

@ otro otra vez. E’ un dato di fatto che la salute, una condizione fisica (e mentale, secondo l’OMS; la cui definizione di salute come condizione di benessere totale è stato osservato essere piuttosto quella dell’orgasmo) non è una merce. Le cure mediche possono essere merce; sono un servizio che va adeguatamente retribuito. Lo si può retribuire come bene di interesse pubblico, e tutelare il pubblico dalle frodi che tendono a infestarlo; oppure se ne può fare strumento di profitto, formidabile date le corde profonde che tocca, togliendo di mezzo i limiti posti dall’art 41 della Costituzione al business. Fare credere che la salute sia una merce che si può acquistare (un’idea che è stata fatta risalire storicamente a banchieri e usurai) è il primo passo per la medicina liberista, che fa della medicina un possente produttore di ricchezza; anche danno della salute che dice di vendere (è più facile e quindi più vantaggioso vendere speranza che trovare cure realmente efficaci; e la iatrogenesi è un moltiplicatore di cure e quindi di profitti), e dei beni dei cittadini (es. la financial toxicity delle pesanti e poco efficaci cure oncologiche). E’ sintomatico che il ministero della sanità abbia assunto il titolo onirico di ministero della salute col nuovo corso liberista. E che tanti che si presentano come paladini del servizio pubblico lo facciano adottando le categorie, gli errori categoriali e i marketing stunt del business privato e delle sue frodi.

§  §  §

27 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. Daina “Sperimentazioni cliniche, online il portale di biologi e divulgatori che colma il vuoto informativo sui test in corso”

Tra i danni dell’applicazione ingenua della scienza alla medicina, e tra gli sfaceli della distorsione della scienza come strumento di marketing, c’è la manipolazione nota come ‘therapeutic misconception’: fondendo le figure del medico e dello scienziato si fa rinascere quella del mago; e si fa credere che le terapie sperimentali siano quanto di meglio il paziente può ricevere. Ma la sperimentazione non ha come fine il miglior interesse dei soggetti su cui testa ipotesi; e che si risolva in un maggior danno rispetto a misure conservative rientra nella norma. In USA, denunciano bioeticisti, gli ospedali sfruttano l’equivoco lasciando intendere ai malati che venendo arruolati in un trial clinico ne ricaveranno benefici. G. Annas scompone questo inganno in tre ‘doublespeaks’: la sperimentazione è trattamento; i ricercatori sono curanti; i soggetti sono pazienti. Fare passare la ricerca per cura permette di vendere farmaci inefficaci a 100000 euro a fiala. Il medico del Bambin Gesù che, riporta l’articolo, inganna chi è alla ricerca disperata di una via d’uscita dalla malattia facendogli credere che “soprattutto per le malattie incurabili eventuali effetti avversi sono superati dai benefici attesi” spingendolo così a partecipare a sperimentazioni, non dovrebbe avere difficoltà a trovare un confessore nell’ospedale vaticano; ma purtroppo oggi è Pietro che si associa a Simon Mago, e ne assume i trucchi.

 

@ Marco. Il controllo sulla medicina tramite lo Stato – uno Stato democratico, che rappresenti i cittadini – mi pare l’unica via d’uscita. Il che equivarrebbe a una colossale “purga” delle attuali pratiche mediche. Così ridimensionata e corretta, l’assistenza medica potrebbe anche sfruttare la spinta al lavoro del privato, nell’esecuzione di pratiche che siano imbrigliate dallo Stato nei limiti della validità e correttezza. Ma i tempi vanno nella direzione opposta, con una medicina dettata dal privato e con lo Stato al suo servizio che se ne fa esecutore, protettore e esattore.

§  §  §

Vedi anche:

La necessità di laicità contro l’aggiramento dei limiti e l’inversione dei controlli posti dall’art. 41 della Costituzione

La medicina come rimedio ai limiti della crescita economica

La piaga del sessantottismo

9 dicembre 2017

2 dicembre 2017

Blog de il Fatto

Commento al post di G. Amendola “Ilva, in una lotta tra inquinati non ci possono essere vincitori”

Dall’alto del monte Olimpo, il Magistrato osserva con compassione i mortali che si dibattono intrappolati nelle pene della condizione umana. Ma è solo una “lotta tra inquinati”, secondo la narrazione costruita dai magistrati? Non sono in gioco anche altri fattori, primari e più forti, dati da grandi interessi economici? I magistrati intervengono imperiosamente a fermare l’Ilva dal 2012, quando è in corso la deindustrializzazione del Paese. Non erano con gli altri responsabili della “vergogna nazionale” nei decenni precedenti? Così come allora si “tenevano gli occhi ben chiusi” su questa esternalità negativa dell’industrializzazione, le conseguenze dell’esposizione a sostanze nocive, oggi si è omertosi e complici sul nuovo corso e i suoi danni: la medicalizzazione, che invece della bugia del silenzio si giova della bugia dell’esagerazione, degli allarmi smodati sul rischio di cancro e altre malattie. I laminatoi vengono sostituiti dai mammografi. Sul nastro trasportatore non più billette, ma corpi. I magistrati non stanno contrastando questa conversione industriale, ma aiutano la suggestio falsi che la sostiene; e, posso testimoniare, anche la suppressio veri. Trovandosi a lavorare per il potere insieme a forze piduiste.

@ Traurig. La casta mafiosa e corrotta, i sindacalaidi, gli amici della parrocchietta e capitani coraggiosi che rubano i risparmi di pensionati e famiglie sono in un elenco del quale fa parte anche la tua categoria, che a mio parere è da accostare per gravità alla mafia e al terrorismo come strumento nefasto di potere a danno del Paese: i sessantottisti, che servono chi sta ancora più su del generone italico con temi pseudoprogressisti. E tutti insieme andate avanti a spese degli onesti. Nel loro servilismo, nella loro vigliaccheria, nel loro torpore mentale, i sessantottisti si sentono insultati da discorsi che non ricalchino la dottrina preconfezionata; e quindi legittimati a rispondere con l’insulto, ritenendosi inoltre superiori al dovere di argomentare. Un aspetto di questa piaga, il sessantottismo, in questi anni è la magistratofilia: la “Magistratura” sarebbe esente da errori, pavidità, compromessi col potere, corruzione. Il caso ILVA ha affinità con Tangentopoli, dove pure lo svegliarsi al momento giusto della magistratura, e qualche colloquio con diplomatici USA a quanto si riporta, ha orientato il Paese verso la china desiderata. Per i progressisti dei miei stivali la magistratura, che da che mondo è mondo è strumento del potere, farebbe eccezione: sarebbe una forza “buona”, come loro, a priori. Dimmi chi ti loda e ti dirò chi sei. Sulle marmotte non dico nulla essendo contrario a discutere con chi riporta casi aneddotici personali.

@ Traurig. Sì, il sessantottismo, strumento delle “distruzioni creative” del liberismo, per me è uno dei grandi mali del Paese, misconosciuto (autori di riferimento: Orwell, Lasch, Michea, Pasolini). Ed è, data la portata dei suoi effetti negativi, e data la natura burattinesca, cioè manovrata dall’alto coi fili, accostabile a mafia e terrorismo. E’ una forma speciale del diffusissimo tipo italiano, il vassallo. Che si trova un potere da servire per fare il signorotto sui suoi pari. Nel sessantottismo più o meno consapevolmente si seve il potere indossando panni “antisistema”, e così in più si fa bella figura, passando per coraggiosi combattenti. Basti vedere lei, che prima si scaglia contro di me, e poi “mi ricorda” che siamo occupati e c’è la VI flotta. Che crede di essere a posto misurandosi col peggio. La “LEGALITA’”, ad indossarla come in un vorticoso spettacolo di trasformismo, alternandola a fasi di immobilità da iguana al sole, sono le “forze vive” come la sua. C’è anche la legalità delle bande di criminali (Platone). E’ un valore derivato: dipende dai principi sui quali si basa. Es. se sviluppa i principi di libertà e decenza, che dovrebbero portare a fare meno gli Zampanò contro un connazionale senza padrini che esprime tesi non allineate, e ad essere meno Gelsomina, meno passivi, meno filosofici, meno gattopardeschi, verso i poteri occupanti dei quali si è così solerti nell’indovinare e servire le volontà. Una forma di intuito della quale sono ben provvisti anche i magistrati.

§  §  §

2 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Eleonora Bottaro rifiutò la chemio e morì di leucemia: genitori prosciolti dall’accusa di omicidio colposo”

Il Commissioner della FDA Gottlieb ha appena dichiarato che la FDA favorirà l’approvazione accelerata di antitumorali, rendendo sufficienti i famigerati “surrogate endpoints”; e gli studi a braccio singolo, che come validazione sono un riportarsi a prima di Galilei. Alla faccia del “metodo scientifico”, che i bigotti dello scientismo portano in processione come la statua del santo locale.

Le bottigliette di “Yacult” sono pubblicizzate con lo slogan “scienza non magia” aggiungendo “una bevanda mistica, dal gusto misterioso”. Un piccolo segno di come il business stia obbligando la scienza a ricongiungersi nell’immaginario – e di fatto – alla magia che la partorì secoli addietro. La scienza come magia più potente delle altre. Il pubblico può scegliere tra la magia tradizionale dei deliri alla Hamer e quella hi-tech delle frodi di alto bordo della deregulation di Gottlieb. I Ponzio Pilato permettono al popolo, lavandosene le mani, di scegliere tra Barabba e Giuda Iscariota. Quello che non si può avere è una medicina da cristiani, onesta, e quindi affidabile, che eviterebbe sia il rifiuto delle cure, sia la fede mal riposta in farmaci “scienza non magia”; sia le illusioni e le trappole a volte mortali della “libertà di cura”, la tipica “sessantottata” che sembra antisistema e invece è ciò che il business vuole.

§  §  §

18 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Amendola “Verdi alleati del Pd? Non basta una lista a far diventare ambientalista Renzi”

E se non ci fosse da stupirsi? E se i Verdi e il PD non fossero che rami diversi della stessa famiglia politica, funzionali sotto mentite spoglie a disegni di larga scala del potere, e che non hanno quindi difficoltà ad allearsi nel servaggio, e nella mistificazione a favore del primato del profitto? Se l’ecologismo politico fosse un’ideologia per rendere più forte l’assoggettamento e lo sfruttamento, come osservò il marxista Paccino (L’imbroglio ecologico, 1972)?. Se fosse un antiumanesmo, come sostiene il clericale Larcher (Il volto oscuro dell’ecologia, 2004)?. Se fosse un elaborato giro retorico che finisce per difendere le feroci leggi del mercato, le leggi della predazione animalesca e spietata, come scrive il teologo luterano Turke? (Violenza e tabù, 1991). E se l’ecologismo come programma etico fosse la permutazione perversa di una gerarchia di giusti valori, come ha scritto Piero Chiara (che era massone): “La prima delle battaglie ecologiche deve riguardare l’animale uomo. Il resto, come la difesa […] dell’ambiente naturale [..] verrà da sé e si troverà salvo se sarà salvo l’uomo con le sue peculiarità, con l’unicità della sua faccia e della sua coscienza”.

§  §  §

17 gennaio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “DJ Fabo, Pm: “Assolvete Cappato, nessun ruolo esecutivo. Dignità è poter essere uomo e autodeterminarsi”

Le affermazioni della PM Siciliano sul caso particolare di DJ Fabo sono moralmente rispettabili. Il problema è quanto non considera nella sua perorazione generale, sui media, del diritto al suicidio assistito. Il magistrato presta l’autorevolezza del suo ruolo ai cantori della morte a richiesta nel farne soltanto una questione di diritti umani. Dove la malattia, a volte di concerto con le cure, si accanisce, e crea “l’uomo incrodato”, crea una situazione di agonia cronica, l’interruzione attiva delle residue funzioni vitali può costituire l’unico rimedio, l’unica difesa della dignità umana, e della stessa salute intesa in senso lato. Ma l’eutanasia risponde anche all’interesse di sopprimere persone e pazienti in base a criteri economici. E addirittura in base a incentivi finanziari. Come mostra il caso del Liverpool Care Pathway in UK. “Sparatevi Breda” scrisse M. Marchesi. Un magistrato, a contatto professionale con la miseria umana, e quindi anche con l’arte di spacciare per aiuto il sopruso, non dovrebbe nell’appoggiarlo pubblicamente ignorare l’ambivalenza e il possibile uso perverso di un nuovo principio etico. I magistrati seguono il flusso culturale imposto dal business e gradito al popolo, che al pretesco celebrare il digrignare di denti per il dolore sostituisce l’occultamento della condizione umana, fornendo sia lo schermo delle false promesse di immortalità da cure miracolose, spesso fonte di sofferenze non necessarie, sia quello dell’abbattimento zootecnico.

@ Pot. Non so molto della genealogia culturale del suicidio e della soppressione dei malati, ma mi pare che, mentre storicamente è antica, precristiana, la concezione della liceità – non il “diritto”, termine ormai degradato – del suicidarsi, dell’uccidersi da sé, sia piuttosto nuova l’idea del comprendere tra le cure mediche il farsi dare la morte, come evenienza di routine, e alla fine come servizio fatturabile. “Cantori della morte a richiesta”, perché chi si profonde in questa battaglia “di civiltà” a mio parere usa toni trionfalistici ed esibisce una sicumera giustificabili da una causa migliore di quella del legalizzare ed espandere ciò che finora è stata una estrema, mesta, ratio. Forse lo scarso entusiasmo del quale mi accusa deriva dalla consapevolezza delle pressioni economiche, antiumanistiche, di cui ho detto, verso questo bel progresso, e dal vedere ogni giorno come la medicina calpesti la dignità dei malati nello stesso taciuto perseguimento del profitto con cure non necessarie*; nell’indifferenza o nella complicità di quelli che si accalorano per portare l’efficienza del suicidio agli stessi alti livelli generali di civiltà della nostra società. E nella foga, sbadatamente, aprendo la strada all’omicidio mascherato.

*Mandrola J. In defense of less-is-more. Medscape, 9 gen 2018.

@ pappacci. Sono temi pesanti; mi pare che lei abbia un’acuta reazione di difesa. Il libero arbitrio? Basta un buchino nella dentina, o una pietruzza in un uretere, per spazzare via questo elaborato capitolo dei trattati di filosofia. Per non parlare di quando le metastasi rosicchiano incessantemente le ossa o una malattia neurologica trasforma il corpo in un manichino. La responsabilità dell’assistenza, che può includere il convenire di usare come terapia l’interruzione delle funzioni vitali, non può essere scaricata sull’assistito immaginandolo come una sorta di superuomo padrone di sé stesso. Il mondo reale, con le terapie truffa vendute col ricatto della speranza, c’entra eccome. Lo sa quanti casi ci sono di “nessuna possibilità di miglioramento”? La campana non suona solo per i casi rari, come DJ Fabo, selezionati, ritagliati per sostenere la tesi che è bene rilasciare una liberatoria per farsi sopprimere, ma per quelli quotidiani. Per un Welby, un DJ Fabo, ci sono es. tanti malati terminali che vengono curati con la chemio, inutilmente e a loro danno*. Si potrà dare loro comodamente il colpo di grazia, togliendoseli dai piedi dopo averli usati come supporti per cure aberranti, facendolo passare per una scelta del paziente, alla quale si è acconsentito per alti motivi. Proseguendo con l’applicare le espressioni in malafede* della medicina commerciale.

*Mulcahy N. Palliative Chemotherapy Is ‘Disingenuous Term,’ Says Critic. Medscape, 5 marzo 2018.

@ RiccardoAlasia. E’ questo il bello del sessantottismo, cioè del supportare tesi che sembrano progressiste e invece sono al servizio delle forze di sfruttamento: permette di sembrare eroici mentre si serve. Permette ai mosci di atteggiarsi a forti. Ai fifoni di fare gli spadarotta. E di sfogarsi assestando il calcio dell’asino. Vada a sgambare in attesa del nuovo input dei radicali. O dei magistrati come la Siciliano, che ha eccitato animi come il suo sollevando il pathos della corazzata Potemkin: quello dello strumento di dominazione che passa invece a difendere i deboli. Ma a ben vedere, invece che all’immagine dei cannoni della corazzata dello zar che i marinai puntano sui cosacchi dello zar che stanno massacrando donne e bambini sulla scalinata di Odessa, la situazione è più simile a quella del voltafaccia al processo di Otello Celletti ne “Il vigile”. Non perda tempo con me, e galoppi a soccorrere qualche altro vincitore.

@ RiccardoAlasia. Ciò su cui lei salta a piè pari, con l’aiuto di qualche battito d’ala, è un cumulo di monnezza. Quando ha finito di fare chicchirichì dal suo pulpito, cerchi, invece di occuparsi della mia ventilazione, di abbassare di qualche torr la pressione dei gas dei quali è gonfio.

@ RiccardoAlasia. Alla buon ora. Un addetto di una partecipata presieduta da un cattedratico con esperienze oxoniensi ha già provveduto al consueto spernacchiamento. Certo che in Lombardia i magistrati possono contare sull’appoggio della parte più vibrante della società civile.

@ Pot. Ci sono due medicine. La medicina-servizio fa il miglior interesse del paziente. Non crea situazioni trappola che inducono a chiedere la morte. Quando queste si presentino spontaneamente si trova in effetti davanti al dilemma di quando si possono recidere i brandelli che tenendo attaccata la persona alla sopravvivenza biologica le causano sofferenze atroci. La medicina-business massimizza il profitto, facendo danni pur di vendere prodotti e servizi, e può essere lei la causa delle situazioni che spingono a chiedere la morte. Nelle sue mani, l’omicidio consensuale è un’arma in più; può sia favorire trattamenti inutili che provocano gravi sofferenze sia essere applicato con criteri zootecnici.

Oggi regna la medicina orientata al profitto. Il suo quadretto è uno spot di questa medicina: morire facendosi uccidere è una cosa naturale e accettata da tutti, per fortuna fornita dai medici, che sono umani e sensibili, ma ostacolata da norme inspiegabili e strane sul non uccidere, e dagli affetti da una patologia fobica, che, non curati, agitano i fantasmi di abusi, causando danni terribili ai normali.

La medicina commerciale trae il suo potere dalla nostra tendenza a considerare e immaginare, come meccanismo di difesa, solo gli aspetti positivi e nobili dell’intervento medico. La reale emancipazione proverrà dal divenire capaci di guardare anche i lingotti d’oro sanguinosi che oggi sono sull’altro piatto della bilancia.

@ RiccardoAlasia. Meno di 24 ore, e il gas si è già riformato. Mi spiace, non posso fare più nulla per lei.

@ RiccardoAlasia. In effetti a intrattenermi con lei comincio a sentire il disagio che si prova stando al bordo del vacuo più del necessario. La vertigine sonnolenta data dal piatto, da ciò che non ha profondità.

§  §  §

15 febbraio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Marco Cappato, la Consulta depenalizzi l’aiuto al suicidio per motivi umanitari”

Abele. Il suicidio tramite terzi allontana lo spettro del fare la fine della vittima del racconto di Poe “Il barile di Amontillado”. Magistrati e politici illuminati e coraggiosi stanno conducendo una battaglia di civiltà.

Caino. E’ arrivato l’ordine: legalizzare l’eliminazione di persone in base a criteri economici. Media, radicali e magistrati, sensibili ai voleri atlantisti, si sono messi all’opera. Si mostrano casi particolari come questo di dj Fabo dove la soppressione delle restanti funzioni vitali è eticamente difendibile e una deroga, rigidamente circoscritta, ridurrebbe lo sconcio di sofferenze prolungate. Si tace sul vero obiettivo, la massa di vecchietti e malati gravi di ogni età – inclusi sani resi malati dalla medicina – da sfruttare per vendere cure fraudolente inefficaci o nocive e poi buttare come limoni spremuti. In USA ora si criticano le speculazioni commerciali ($3000) sul PAD, physician assisted dying. Da noi si ignorano rozzamente gli interessi e le condizioni che costituiscono l’imbuto che conduce a “scegliere liberamente” il suicidio sostituendolo con un fantoccio, lo “Homo juridicus” padrone delle sue scelte. L’immagine implicita di questi festeggiamenti per la morte facile è quella di Casper del viandante solitario che osserva dall’alto della cima il mare di nebbia. Per molti l’immagine appropriata sarà quella di un insetto che finito nella corolla a imbuto di una pianta carnivora si dissolve al suo fondo, poco importa come.

 @ Dada Cinnok. Sì, siamo figli di Caino. Riconoscerlo può aiutarci a limitare e superare la nostra natura; e a non abboccare a tante predicazioni di amore, bontà, santità, incluse quelle in salsa “laica”, come questo brillante diritto-dovere di aiutare gli altri ad andare a morire ammazzati. In modo da raggiungere e mantenere una convivenza civile, dove non vigano sotto cosmesi etiche, ideologiche e giuridiche le leggi di Caino. Una società basata sulla decenza, che è il minimo accettabile, e salvo casi fortunati anche il massimo cui si può ragionevolmente puntare.

@ Angle. I figli del fratello che ha prevalso assassinando il fratello e ha così diffuso la sua progenie non sono tutti uguali; allora bisogna anche considerare come è distribuita nelle varie componenti della popolazione la loro diversità. Dato lo stratagemma di presentarsi come discendenti dello zio si dovrebbero inoltre comparare due distribuzioni di frequenza, quella apparente e quella reale.

@ Angle. Ah, lei intende in senso letterale. Dio, il Dio il cui nome ricorre spesso nei discorsi dei suoi portavoce, e Satana, se posso usare i vostri termini, hanno in comune questa narrazione della lotta tra bene e male, tra good guy/bad guy, angeli e demoni, santi e scellerati. Quanti fascismi ho visto dietro all’antifascismo, quanto piduismo, la mafia di Stato, dietro all’antimafia, quanta “eversione dall’alto” (cit.) dietro all’antiterrorismo, empietà contro l’Uomo dietro a parole di fede in Dio. Quanta propaganda pro frodi mediche dietro all’antidoping, barbarie di ritorno dietro a battaglie di civiltà come questa del suicidio a domanda, frodi tecniche dietro alla lotta alle ciarlatanerie delle cure alternative. Così, sarà Dio, sarà Satana, quando sento proclamare applicazioni del binarismo bene/male mi chiedo se provengono da quella minoranza di brave persone o dal solito lupo che s’è mangiato la nonna, ne indossa la cuffia e aspetta Cappuccetto Rosso.

@ Angle. L’expertise dei preti sul mondo terreno è straordinaria. E’ stolto credere, come si dice spesso, che, siccome li sostiene la Chiesa, allora si tratta per forza di principi retrogradi e dannosi. D’altra parte, ci si può trovare su posizioni convergenti per motivazioni e finalità diverse. Es. il rispetto della dignità umana vs. il potere che deriva dallo stare in piedi davanti a chi è messo in ginocchio dalla sofferenza. Inoltre il clero è immerso nel business biomedico, per nulla santo, al quale questo liberalizzare – e privatizzare – le cesoie di Atropo è funzionale.

Si fa presto a dire di essere parte di una istituzione Santa. Da bambini, quando dicevamo cosa volevamo diventare da grandi, c’era sempre il più furbo che diceva, invece che il pilota di caccia o il dottore, “il miliardario”. Ma il miliardario non è un mestiere o professione, è un risultato eccezionale. Analogamente questo attribuirsi a priori una “Santità” pare una furbata per bambini. E ancor più col distinguo tra contenitore soprannaturale e contenuto umano. Poi si può credere di essere qualsiasi cosa, e indossare i paramenti più sfarzosi o le vesti più dimesse; ma per me se si vuole essere riconosciuti come interlocutori certo non santi ma credibili, qualunque abito si indossi e intenzione si professi bisogna dimostrare una robusta decenza, cioè il non scendere sotto il livello che comporta il rispetto sostanziale degli altri.

@ Angle. Non dubito che, come per altri gruppi criticati e criticabili – comunisti, fascisti, massoni, pregiudicati etc. – tra i cattolici e nel clero vi siano singoli individui di valore. Anche perché alcuni penso di averli conosciuti, di persona o tramite gli scritti. Ma lei trasfigura una realtà prosaica. Del resto è questa la vostra arte, di operare anagrammi e sciarade sulla realtà per ricomporla in un significato diverso, talora opposto.

@ Angle. Non si dovrebbe citare Dio, usandolo come un “jolly”, per ciò che è spiegabile in termini terreni. Cappato lavora per il liberismo. E quelli che calano “Dio” in continuazione? Lei dice che loro sono doppiamente contrari. A me pare siano contrari a metà. La regolazione delle morti è imposta dall’economia liberista, e il clero sa che chi si mette dalla parte del più forte campa 2000 anni. Serve al business biomedico, alla medicina dei guadagni di Borsa stratosferici, che ha resuscitato sotto il manto dello scienziato forme di magia naturale e promesse di salvezza ancora più arcaiche della novella cristiana. Un business stregonesco tinto di sangue col quale anche il clero si arricchisce. Per di più, la gente, mentre crede che pozioni e gizmo tecnologici la manterranno sempre in forma, si affretta ad accettare che si tiri la spina alla prima prospettiva di soffrire. Così i preti si limitano a un “lip service”. Peccato, perché c’è un clericalismo che specula sul dolore, ma c’è anche una filosofia cristiana che potrebbe dare un contributo positivo, educando a una visione di vita più sobria e forte; a non credere né alle promesse di immortalità terrena, né alle paure e minacce di tormenti degli imbonitori. Potrebbe indirizzare molti sulla strada per affrontare, senza sfuggire – né pretendere di risolverla – la condizione umana.

§  §  §

26 febbraio 2018

Blog de Il Fatto

Commento la post “Biotestamento, Saviano con la compagna di Dj Fabo: “Pretendere dalla politica la possibilità di scegliere””

J. Kane*, medico, sostiene che in USA l’epidemia di morti per overdose di oppiacei copra un’epidemia di suicidi da disperazione. Lì il business, in nome della lotta al dolore, e aiutandosi con le mazzette, sta facendo soldi stimolando i suicidi. Il caso di dj Fabo è l’eccezione umanitaria scelta apposta; una estetizzazione mediatica, con tanto di sequel con la fidanzata, che copre lo sfoltimento della popolazione di malati comuni in base a criteri economici. Saviano, il cantore dei camorristi come samurai invincibili, mostra sia il Male Assoluto, sia la luce vindice della ragione e della civiltà. Il politically correct funziona così. Fifa blu da un lato, l’equivalente culturale e politico del junk food dall’altro. Ascoltatelo Saviano. Anche perché con l’incremento di cure oncologiche vere per diagnosi tarocche di cancro da sovradiagnosi che ci sarà con gli allarmi suoi, quelli del 31enne senza titoli candidato premier, quelli del circo al completo degli altri politici e degli opinionisti accreditati, e dei poteri dello Stato a partire da quelli che sarebbero la parte di cui fidarsi, firmare la liberatoria per farsi abbattere quando ridotti a un rottame ingombrante, e non più redditizio per le lucrose frodi mediche alle quali si è fornito il proprio corpo, sarà in effetti l’unica cosa che si potrà pretendere. * There’s no easy way out of the opioid epidemic. Feb 2018.

§  §  §

21 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Musolino “‘Ndrangheta, scoperti a Vibo Valentia i “giardini segreti” della cosca Mancuso: sequestrate 26mila piante di marijuana”

La droga e la mafia sono casi della differenza tra il negativo e il proibito. Come la mafia, la droga è nella cultura dominante il negativo, stigmatizzato e formalmente avversato; ma non è davvero proibita, cioè espulsa dal sistema, nonostante la repressione dia lavoro a tanti. Ora viene in parte sdoganata dalla posizione negativa. E’ in corso una liberalizzazione della cannabis nel mondo occidentale. A parte la dannosità degli effetti farmacologici per sé stessi e per gli altri, le conseguenze sul piano sociale e politico saranno di degrado, con sudditi fumati invece che cittadini ben svegli e partecipi. Nei casi di negativo non proibito, strumenti di controllo e oppressione, lo Stato favorisce con una mano ciò che con l’altra combatte. Una doppiezza palpabile in Calabria, ma ugualmente presente in forme diverse in regioni che godono di migliore fama, che permette tante giocolerie. Anche a danno di ciò che al contrario è nominalmente positivo ma di fatto proibito, come la denuncia del crimine nelle sue forme istituzionalizzate.

@ SoloBol. La cannabis può essere una pozione per fare stare al loro posto i sudditi più leggera dell’alcol. Ma appartiene alla stessa famiglia, quella della cultura dell’uso di sostanze psicotrope come aiuto esistenziale; uso che è anche una catena. E’ una cultura individualista di fuga e dipendenza. C’è chi nasce facilmente sviabile e pilotabile, e in effetti non c’è molto bisogno di stordirlo con la droga: sono decenni, dal ’68, che vedo gente che fa disastri facendo docilmente ciò che vuole il potere, quando il potere presenta i suoi indirizzi come atti alternativi, libertari, critici, disobbedienti, radicali, antisistema etc. Ai giovani consiglio di leggere “La cultura del narcisismo” di Lasch e gli scritti di JC Michea sulla “alienazione progressista” del liberismo, autori dalle posizioni piuttosto lontane da quelle degli “uomini d’ordine”, prima di accogliere l’invito di Lucignolo a salire sulla diligenza per il Paese dei balocchi. Certi Lucignolo sono a libro paga di Mangiafuoco.

@ SoloBol. Ti meravigli che prima sia stata rigidamente proibita e poi venga esasperatamente promossa? Scusa per gli autori “difficili” (parlavo a chi deve ancora scegliere, non a te), ma il Gattopardo lo hai sentito nominare? In USA c’è un medico, Gupta, che da proibizionista ora è passato di botto a sostenere con manipolazioni grossolane l’uso della marijuana come cura alla – criminale – epidemia di oppiacei. Quello che non mi va bene sono i toni salvifici e i falsi (la cannabis può dare forte dipendenza) intonati a comando del potere. In campo medico sta venendo descritta come l’acqua di Lourdes; senza dati validi. Non mi va bene la cultura della droga; l’affondarsi nel proprio divano e lasciare fare alla chimica dei recettori. Questa retorica piagnucolosa e bambinesca per la quale una crisi psicotica da cannabis non conta perché ci sono quelle da alcolismo. Per la quale se a venirti addosso con l’auto è un accannato, eh, ma gli incidenti causati da ubriachi… Quanto a logica, della quale ti vanti, non ho voluto infierire pensando che fossi sotto l’effetto della tua erbetta. Mi dici che non fumi da 3 settimane. Penso a che numeri devi fare quando sei carico, allora. Le tue sparate, da ubriaco al quale si minaccia di togliere bottiglia e bicchiere, mostrano gli effetti sociali e politici deleteri degli stati mentali alterati per uso “ricreativo” in soggetti che già da sobri non sono mentalmente ben saldi sulle gambe.

@ SoloBol. L’assunzione di droghe non influisce sulla guida, dici. Hai avuto un’illuminazione in una delle tue immersioni nel divano? L’uso da imbecilli di una sostanza che rende ancora più imbecilli dovrebbe dipendere esclusivamente dall’intelligenza del soggetto; dì la verità: peyote? Per gli etilisti il vino se è buono non fa mai male, per i pistoleri una pistola è solo uno strumento, dipende da come lo si usa. Quale “conforto”? Puoi intossicarti come ti pare. Ma non dovresti fare il piazzista del nuovo business: la tua negazione di pericolosità intrinseca verso gli altri dell’espansione dell’uso di sostanze psicotrope è un misto di disonestà e immaturità. L’insistenza su una tua personale superiorità è rivelatrice e patetica. Prova a smettere di prendere il tuo ombelico come centro del mondo, prova a smettere di ragionare in termini di “io qui”, “io là”. Ma perché dovresti farlo? Sei un esempio, intellettualmente e moralmente, di c. (cittadino) adatto al nuovo corso. Stai dalla parte giusta. Ciao, ma torno a chiedermi quali concetti emetterai con le canne se ragioni così anche senza.

@ SoloBol. Addio. Torna a innaffiare.

§  §  §

27 agosto 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Nave Diciotti, il presidente dell’Aifa Stefano Vella: “Mio governo ha negato cure, dovevo dimettermi””

Vella è un grand commis di quella medicina industriale che, obbedendo a logiche di profitto, sovratratta quando non ce n’è bisogno e trascura chi è malato davvero*. Molti interventi medici proposti assiduamente non sono necessari, e sono dannosi; mentre quando si avrebbe bisogno di assistenza e cure mediche si deve bussare col cappello in mano per ricevere trattamenti spesso inadeguati. Le omesse cure della medicina commerciale non scuotono Vella; che inoltre commette sul piano medico lo stesso errore etico del confondere tra individuo e popolazione. Curare i singoli è cosa diversa dal tutelare la salute della popolazione; come aiutare i derelitti del mondo è molto diverso dall’esasperare il caso, microscopico rispetto al totale, selezionato dai media per ragioni politiche. Si potrebbe chiamarlo l’errore della gattara, che stravede per i suoi micini e ignora il resto del mondo. Speriamo che chi gli succederà sia invece adeguato a compiti di sanità pubblica.

Tra i vari moventi del plateale sbocco di indignazione probabilmente c’è anche l’aiuto all’espansione del business medico con l’immissione degli immigrati nel pool di pazienti. Lo stracciarsi le vesti per gli imbarcati oltre alla violenza nei nostri confronti dell’immigrazione forzosa copre anche la violenza nei confronti degli stranieri della medicalizzazione distorta e a fini di lucro.

*McCartney M. The patient paradox. Why sexed up medicine is bad for your health. Pinter Martin 2012.

@ Danilo Fiore. E’ come dire che Peppino Impastato lavorava per Totò Riina, siccome attaccava Badalamenti del quale Riina era nemico.

@ Danilo Fiore.Le sue sgangherate associazioni mentali proseguono la sparata di Vella sulle asserite mancate cure mediche agli stranieri della Diciotti. Non sappiamo come avrebbe commentato Impastato (ma sappiamo da che parte stanno, sempre, le varie bande e cordate più o meno mafiose e le torme di quaquaraquà mafioidi). Di sicuro non in termini di poltrone come fa lei. Spirito libero, non è scontato che avrebbe mangiato la polpetta, per tanti così appetitosa, del sessantottismo: servire i disegni eversivi del potere passando per combattenti antisistema. Negli anni ‘70 qualcuno fece carriera con le radio libere; ricordo un insopportabile Rutelli. Qualche altro vi perse la vita. Impastato parlava di sua iniziativa e contro le consegne del potere di ciò che aveva davanti, che vedeva e poteva toccare, ed è stato ucciso per questo. Voi, arrivato dall’alto l’input con la confezione di slogan già pronti, galoppate liberi nel campo dell’onirico; servite il potere con proclami, come questo squallidotto di Vella, che hanno la coerenza meramente logica associata a infondatezza e a implausibilità umana tipica dei sogni; e volete pure la medaglia.

 

§  §  §

7 ottobre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. Farina “Vivere a Milano senza lavorare è uno scandalo. E io, modestamente, lo sono”

@ Ricky Farina. Ciao Ricky. Restare umani costa più fatica, e fa sudare di più, che restare bestie. Ho dei bei ricordi, ormai lontani, dell’Azzurro Scipioni, la sala cinematografica di Agosti. Anche per questo, il ’68 e in generale il sessantottismo mi sembrano come quei grandi scivoli gonfiabili, o quei parchi divertimenti, dove i bambini e anche i grandi hanno la sensazione di essersi liberati dalle catene della società, mentre gli incassi del biglietto fanno aumentare il titolo in Borsa.

§  §  §

9 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Trinchella “Eluana Englaro, “così in Cassazione stabilimmo che la dignità è il diritto dei diritti. Poi la fase oscura della politica””

Nell’attuale medicina commerciale la longevità ha sostituito la salute, così che si imbottiscono i pazienti di cure futili, aggressive e dolorose vendendo la speranza falsa di prolungare a oltranza la vita. La maggior parte delle spese mediche è in media consumata nell’ultimo anno di vita. Ciò ha prodotto la necessità economica contrastante di troncare a piacimento le cure. N. Wade, l’autore di ‘Betrayers of truth – fraud and deceit in science’, commentò una delle tante promesse commerciali di immortalità, quella della Geron sulla telomerasi, citando le Parche. Agli affari occorre anche Atropo. Qui i magistrati si svegliano, ricordandosi della dignità “diritto dei diritti”, e generalizzando da un caso particolare e mediatico. In medicina e nel diritto il rigore astratto, il rigore “scientifico” è mancanza di rigore: in queste discipline applicate occorre ciò che è stato definito ‘rigore pratico’, che tiene conto di tutti i fattori, inclusi quelli umani, storici, economici. Volendo davvero preservare la dignità bisognerebbe intervenire per ridurre sovradiagnosi, sovratrattamenti e medicalizzazione della morte; invece di limitarsi a fornire un meccanismo di smaltimento dei corpi sui quali ci si è accaniti per fare soldi. Ma in Italia a tanti, dai terroristi agli alti magistrati, piace la “doppia medaglia”; che si ottiene contribuendo a quelle parti dell’architettura ideologica voluta dal potere che fanno apparire come idealisti disinteressati che combattono per dei principi.

§  §  §

25 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Taranto, marcia in ricordo di bimbi morti. Arcelor: “Con voi, bandiere a mezz’asta”. Rabbia in Rete: “Ridicoli, spegnete tutto”

Un aperto patrocinio ad un’altra delle tradizionali marce contro il potere volute dal potere. “Al momento di marciare / molti non sanno / che alla loro testa marcia il nemico./ La voce che li comanda / è la voce del loro nemico.” (B. Brecht). I cittadini che ieri obbedienti non vedevano l’inquinamento e che oggi vedono obbedienti solo l’inquinamento, e obbedienti lo elevano a peste nera, stanno marciando obbedienti coi loro figli in bocca ai lupi del business dell’industria dell’oncologia, che è libera di perseguire il profitto a danno loro come lo era ieri quella dell’acciaio. Marciano per la riconversione, necessaria per il potere finanziario, dalle troppe siviere da centinaia di tonnellate alle fiale da centomila euro spacciate per miracolose. I gattopardi, che non rischiano conseguenze serie, eccitano e incanalano la “protesta”; e con essa la paura, che spinge la gente verso le tagliole della medicina industriale. Un’industria che genera profitti superiori a quelli dell’industria dell’acciaio; e non teme crisi da sovrapproduzione, creando più condizioni di malato di cancro che guarigioni autentiche. Questa marcia coi paraocchi favorisce ciò che si crede di combattere, il profitto dei pochi a danno della salute e del benessere dei tanti.

§  §  §

4 marzo 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gentilini “Se i tumori dei poveri sono più aggressivi di quelli dei ricchi”

Uno stato di povertà porta a peggiore salute. Ma nel liberismo paradossalmente i ricchi, consumatori dei rituali della “prevenzione” con screening, risultano più affetti da tumori, da sovradiagnosi (1); non essendo veri cancri danno luogo a “guarigioni” spurie (2); facendo sembrare al confronto più aggressivi i cancri dei poveri, che sono in maggior proporzione cancri veri; come quelli del Sud, dove si fanno meno screening (“Il tumore, al Sud, è “più maligno”” si intitola un pamphlet del 1997). Il neoliberismo fa chiedere agli svantaggiati non tutela della salute tramite migliori condizioni socioeconomiche, come sarebbe giusto; ma più cure, facendo credere che sia la spesa medica a dare la salute (3), e incoraggiando vittimismi e fantasie (4). Seguendo i pifferai del politically correct i poveri perderanno l’involontario vantaggio, già notato da Illich, di essere “risparmiati dagli aspetti più sinistri della medicina iatrogena”, e verranno riportati al loro posto come carne da cannone per il business biomedico.

1 Welch HG et al. Income and Cancer Overdiagnosis — When Too Much Care Is Harmful. NEJM, jun 8 2017.

2 Welch HG et al. Scrutiny-Dependent Cancer and Self-fulfilling Risk Factors. Ann Intern Med 2018. 168: 143.

3 How much is medical care “worth”? The tricky question of value. Lown Institute, feb 21 2019.

4 Vittici C. Hanno tolto le supposte agli operai ma i ricchi continuano a mettersele. 1997.

@ milhoud. Grazie. Mi occupo di queste cose, cioè del divario tra la nostra necessità di rappresentare le questioni sulla salute in maniera semplice e certa e la complessità, e le manipolazioni, sottostanti.

§  §  §

14 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Greta Thunberg in Italia: incontrerà Papa Francesco. “La crisi climatica non va in vacanza. Neanche noi””

Con l’ecoliberismo si può dare la veste nobile dell’austerità all’impoverimento dovuto allo sfruttamento. Si può usare il tema ambientale come leva politica, si possono aumentare i profitti, es. spingendo o obbligando a cambiare auto o spingendo a varcare da sani le porte dei reparti di oncologia con la paura del cancro. Si può dare sfogo al malcontento per il sistema economico liberista, evitando che venga messo seriamente in discussione. Che la predicatrice della nuova religione sia una bambina, e che vada d’accordo col papa, il capo dei professionisti dell’infantilizzazione delle masse a favore del potere, con la UE di Strasburgo, con Maria Elisabetta Alberti Casellati, indica quale genere di “protesta contro il sistema” quelli che comandano stanno stimolando. Chi non è d’accordo sulla necessità di contrastare il degrado ambientale? Ma il primo inquinamento è quello dei temi etici, usati come passepartout per introdursi nelle coscienze, controllarle, e continuare ad abbuffarsi e insozzare a danno del pianeta e della maggioranza dei suoi abitanti.

@ sianpain. Con l’ecoliberismo si può dare la veste nobile dell’austerità all’impoverimento dovuto allo sfruttamento. Si può usare il tema ambientale come leva politica, si possono aumentare i profitti, es. spingendo o obbligando a cambiare auto o spingendo a varcare da sani le porte dei reparti di oncologia con la paura del cancro. Si può dare sfogo al malcontento per il sistema economico liberista, evitando che venga messo seriamente in discussione. Che la predicatrice della nuova religione sia una bambina, e che vada d’accordo col papa, il capo dei professionisti dell’infantilizzazione delle masse a favore del potere, con la UE di Strasburgo, con Maria Elisabetta Alberti Casellati, indica quale genere di “protesta contro il sistema” quelli che comandano stanno stimolando. Chi non è d’accordo sulla necessità di contrastare il degrado ambientale? Ma il primo inquinamento è quello dei temi etici, usati come passepartout per introdursi nelle coscienze, controllarle, e continuare ad abbuffarsi e insozzare a danno del pianeta e della maggioranza dei suoi abitanti.

@ area 51. Sapesse quanto sono stufo io di vedere dei vecchi criminali che manovrano dei giovani smidollati.

 

I nemici vicini

16 novembre 2017

People can often become ethically confused because of a particular problem inherent in human dealings, namely, that any virtue has a bad cousin, a failing that closely resembles the virtue and can be mistaken for it — what in Tibetan Buddhism is called the near enemy. For example, the near enemy of equanimity is apathy; the near enemy of compassion is a patronizing pity; the near enemy of love is possessive attachment; and so on. (Ruddick L. The Near Enemy of the Humanities Is Professionalism. The Chronicle of Higher Education, 23 novembre 2001)

ccc

10 novembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “Farmaci a domicilio, da tempo ne parlo. Ora Amazon è passato all’azione”

Farmaci “one click”. In medicina l’inefficienza, es. ritardi burocratici, può creare ai malati inferni nascosti. Ma l’efficienza non è un valore in sé. Su ciò viene citato Kant, per il quale un mascalzone è ancora più pericoloso e abominevole se è efficiente (Is efficiency a vice? Am Phil Quart, 2015. 42). ”L’efficienza, la sola, pura efficienza, nella sanità può essere perfino dannosa. Lo è, per esempio, quando si mette al servizio dell’inappropriatezza. Che significa essere efficienti in servizi che non hanno alcuna giustificazione? In operazioni che non si dovrebbero fare? In interventi che rappresentano soltanto uno spreco di risorse? In farmaci che non curano? In screening in popolazioni a bassissima diffusione della malattia? In cesarei che debordano da ogni criterio, standard e giustificazione? In reparti e specialità ospedaliere per i quali non c’è più una reale richiesta?” (R. Volpi, L’amara medicina).

Nell’industria medica liberista la redditizia efficienza nel settore vendite e marketing è intrecciata a un’inefficienza di prodotto sommamente redditizia. Es. gli effetti avversi dei nuovi, inefficaci e costosissimi farmaci oncologici stanno creando intere sottospecialità di cardiologia e reumatologia. Comunque, il libro “Selection bias and covariate imbalances in randomized clinical trials”, su manipolazioni tecniche che permettono il lucroso commercio di farmaci inefficaci e dannosi, comprato da Amazon il 15 settembre, lo sto ancora aspettando.

Il disprezzo per il fenotipo

1 novembre 2017

26 ottobre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. D’Alessio “Prevenzione tumori, i marcatori oncologici possono fare la differenza”

La differenza in peggio. L’articolo induce a credere che i test diano un risultato corretto di positività per tumore nel 95% dei casi. In Italia vengono diagnosticati circa 370000 nuovi casi di tumore all’anno, su una popolazione di circa 60 milioni di persone. Consideriamo, seguendo la giornalista-scrittrice, che si effettui un test con marcatori su 10 milioni di soggetti, con un tasso di falsi positivi del 5%. I casi attesi di nuovi tumori saranno circa 61700. Consideriamo, irrealisticamente, che i test abbiano sensibilità del 100%, cioè non si facciano mai scappare un tumore. Per il teorema di Bayes, il valore predittivo positivo del test sarà 100*(61700/(61700+ (9938300*0.05))= 11. L’11%. In circa 9 casi su 10 la persona con il mano il foglio che gli dice che ha il cancro sarà invece non affetta. Questo esempio schematico mostra il genere di calcolo corretto quando vengono proposti test di screening “salvifici” per “prevenire” malattie. Non bisogna confondere – neanche sui media – la sensibilità e specificità di un test con la sua capacità di dare informazioni corrette, che è ciò che conta e che non dipende solo dalle sue caratteristiche intrinseche, come si crede, ma anche da quelle della popolazione. Perfino se un test diagnostico avesse buone performance in sé – e i markers tumorali spesso non le hanno – quando lo si applichi a una vasta popolazione generale, composta prevalentemente da non affetti, diverrà esso stesso una minaccia alla salute.

@ otra vez. Scusi, ma volendo fare chiarezza lei dovrebbe dire che si “perdono” malati veri coi falsi negativi, che possono essere frequenti (v. PSA), e si guadagnano tanti malati finti, etichettando sani come malati. Non che in entrambi i casi si “perdono” sfortunati; come per dei soccorritori che non riescono a salvare tutti. L’articolo dà per assunto che i biomarkers siano una cosa vantaggiosa per la “prevenzione” del cancro, e lo proclama fin dal titolo. Poi fa riferimento ad una necessità di limitare gli eccessi. E’ tipico, quando nel disegno di base ci sono grossi vizi, che vanno a favore di interessi commerciali e danno del pubblico, non parlare chiaro, essere ambigui, fare discorsi doppi, confusi e suggestivi; si promuove il prodotto omettendone il vizio di impostazione, presentandolo come indiscutibilmente valido ma da regolare. Quelli che sono fattori di danno costitutivi e gravi vengono taciuti; e derubricati a errori eliminabili, e sotto controllo. Oggi su un articolo del Fatto online si discute di come la legge contro la tortura sia un pro forma. Un esempio medico di questo “spin” è dato da un recente articolo sulle “implicazioni etiche” dell’approvazione dello Spinraza, il farmaco milionario che ha goduto dell’appoggio di Checco Zalone: King NMP, Bishop CE. New treatments for serious conditions: ethical implications. Gene Therapy, 2017. 24: 534.

§  §  §

27 ottobre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Hiv, condannato a 24 anni per lesioni aggravate Talluto: ha contagiato 32 donne. Pm avevano chiesto ergastolo”

Lo Stato, mentre distorce il modello effetto gregge per obbligare a far vaccinare i propri figli, stabilisce tramite sentenza che una persona abbia potuto – deliberatamente – infettarne decine con un virus il cui tasso di trasmissione è stimato nell’ordine di 1 per ogni 500 rapporti sessuali. Perfino le organizzazioni che si occupano di AIDS, come UNAIDS e HIVMA, avvisano delle infondatezze e dei pericoli della criminalizzazione della sindrome, esponendone i danni sanitari, giuridici e culturali*. Anche se nei gradi successivi si nasconderà la mano riformando la sentenza, resterà il danno peggiore: la propaganda, tramite l’azione giudiziaria, al concetto che la malattia non è un fenotipo ma un dato di laboratorio. I magistrati stanno applicando il prestigio della loro funzione a questa concezione perniciosa, e la stanno estendendo alla giustizia penale; anche la prova di colpevolezza diviene un dato di laboratorio. Basta impapocchiare qualche test “scientifico”, a volte da parte della stessa ditta che poi vende le cure, e il foglietto stampato dal macchinario con sopra scritto “positivo” diviene evidenza inoppugnabile per dichiarare una persona affetta da grave malattia. O colpevole di terribili delitti. E quindi drenare miliardi di euro dei contribuenti vendendo farmaci, e fare dell’amministrazione della giustizia un pugnale del potere.

* Criminalisation of HIV Non-Disclosure, Exposure and Transmission: Background and Current Landscape. UNAIDS, feb 2012.

@ evron. Fenotipo è ciò che appare macroscopicamente. I piselli rugosi di Mendel, una setticemia. (Non è, né “i libri” dicono questo, “l’insieme delle caratteristiche scritte nel genoma”). Il termine proviene dalla genetica, ed è un’abbreviazione appropriata per “manifestazioni cliniche direttamente osservabili”. Anche perché molti dei test che si stanno sostituendo alla sua valutazione clinica sono genetici. Es. un caso, con risvolti legali, dove è stata diagnosticata una patologia, definita da un’alterazione dell’elettrocardiogramma, sulla base di un sofisticato test genetico. Mentre sarebbe bastato fare un banale ECG per vedere che l’alterazione non c’era*. A definire la malattia come risultato di laboratorio succede che tanti, spaventati e disinformati, e spinti da disonesti, corrotti e animosi imbecilli seguano il consiglio di un vecchio slogan per la propaganda dell’Epatite C: “Si ti senti bene, fai le analisi del sangue. I sintomi dell’epatite C sono molti diffusi: aspetto sano, appetito normale, assenza di dolore”. Tu che sei persona istruita e dotata di elasticità mentale, si vede da cosa scrivi, converrai sull’opportunità di usare un termine sintetico, appunto “fenotipo”, del resto già usato in questo senso, da contrapporre alle diagnosi di malattia oracolari, basate su test di laboratorio.

*Ackerman JP et al. The Promise and Peril of Precision Medicine: Phenotyping Still Matters Most. Mayo Clin Proc. 2016. 91: 1606.

@ ErPanza78. Lei parla di significato preciso delle parole e intanto altera le mie parole. In ambito tecnico e scientifico le parole sono etichette di concetti. Le etichette devono essere utili e pratiche. Non è peccato modificarne il significato se ciò è utile e pratico. Es. ampliandolo. (Ma non alterandolo, come invece si fa con espressioni “mouthful” come “precision medicine”). Sono i concetti che devono essere aderenti alla realtà. Es. il concetto che secondo le conoscenze ufficiali non è possibile infettare a raffica con l’HIV decine di persone tramite rapporti sessuali. Il concetto, pernicioso, che una condizione morbosa è definita dalla positività a un test. Ignorare i concetti, e i loro gravi vizi, e concentrarsi pedantemente sulle parole, deriva dalla concezione essenzialista di malattia, che “has no place in science” (Scadding JG.Essentialism and nominalism in medicine: logic of diagnosis in disease terminology).

@ Evron. La tua è la versione che critico come corrotta, nell’indebolimento e stravolgimento della logica e dei presupposti epistemologici, nella ricerca, nella pratica clinica e nelle operazioni di censura, disinformazione e marketing tramite i poteri dello Stato. Se il termine non ti piace, come è comprensibile data l’importanza artificiosamente attribuita al genotipo, dalla medicina commerciale, sostituiscilo con “fenomenologico”, “clinico”, “osservabile” etc. Ma credo che sia il concetto che non piace, della differenza tra il materiale e l’astratto, e del relativo abuso.

@ Evron. Probabilità di infettare di 1/500 per rapporto. Elevandola a 1 su 50 per partner, la probabilità di infettarne 30 su 30, che è il messaggio che viene dato, è (1/50)^30, cioè 1 su un numero di 51 cifre che comincia per 9. Una probabilità circa 1.5 milioni di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi più bassa di quella di vincere il primo premio al Superenalotto. Gli ospedali e gli uffici giudiziari non sembrano curarsi neppure della plausibilità – al di fuori del mondo dei fumetti – di un impestatore eccezionalmente virulento e allo stesso tempo asintomatico. Il buon senso che “se ne sta nascosto per paura del senso comune” della peste del Manzoni; e anche l’ipocrisia borghese di “Palla di sego” di Maupassant.

@ Evron. No, sono grottesche le conseguenze quantitative della storia improbabile che presentate al pubblico. Ma è meglio lasciare il freddo mondo dei numeri e guardare all’aspetto umano. Una storia di degrado morale e abbrutimento, di gente senza creanza, senza vergogna, senza rispetto per sé stessi. E non sto parlando dell’imputato e delle sedicenti vittime…

@ Evron. Nella mitologia borghese descritta nei racconti di Maupassant, nella visione ipocrita che divide in “perbene” e “gentaglia”, è presente, in un racconto, anche la figura dell’untrice che contagia volontariamente di sifilide i suoi amanti tedeschi. Se la biologia dell’AIDS fosse quella della medicina ufficiale e dei tribunali come questo, data la – incoraggiata – promiscuità sessuale in tutti gli strati della società mezza Italia sarebbe un lazzaretto. La probabilità cumulativa per un tasso di trasmissione di 1/500 che su 1500 rapporti tra 25 e 35 diano luogo a infezione è di 1 su cinquecentomila miliardi. Ergastolo, o 24 anni, per un reato impossibile. Un messaggio al pubblico sulla malattia come risultato di laboratorio che aiuterà i peggiori furfanti ad arricchirsi depredando l’erario e causerà danni veri di massa alla salute.

Gli autori del capolavoro riceveranno probabilmente riconoscimenti e onorificenze. Non è il caso di prendersela per i miei commenti, che sono come un peto in un mulino. Le ”infette”, riporta l’articolo, alla lettura della sentenza hanno detto piangendo “giustizia è fatta”. Ma tu mi correggi severamente: è sbagliato dire che si ritengono vittime. Mi ricordi il Malato Immaginario con Sordi. Al suo capezzale il vecchio medico porta il giovane figlio neolaureato (Cristian De Sica); che dice sussiegoso: “Il paziente stupisce e il medico…”. “Lo guarisce” – fa Sordi. “No, lo cura”. Sordi, rivolto al padre: “Certo che il figliolo ne dà di soddisfazioni”.

@ Evron. Nei miei esempi oltre a considerare gli elementi della notizia data dai media ho usato i valori da lei citati. Inclusi 1500 rapporti, che non è ragionevole pensare corrispondano a un pari numero di relazioni sentimentali: non dovrebbe attribuirmi premesse che non ho usato. 10 rapporti a relazione, e anche con altre ragazze, lei ora dice. La probabilità di infezione a ragazza sarà: (1/500)*10= 1/50. Consideriamo che, dotato di prodigiose capacità seduttive e di un appetito insaziabile, abbia avuto 300 differenti partner, 10 rapporti a partner. La probabilità cumulativa di infettarne tra 25 e 35 è di circa 3 su un miliardo. Vuole in più decuplicare il tasso di infezione? Anche in questo quadro caricaturale, in questo delirio osceno, la probabilità è meno di 1 su 10000. La storia che lei si affanna a difendere è sballata; anche sotto altri profili tecnici. Per me è in questo e nella sua provenienza, non da un forum di leggende metropolitane ma da un procedimento giudiziario, che risiede il suo carattere sinistro. E’ ulteriormente inquietante che la notizia del processo sia uscita in concomitanza con la giornata dell’AIDS*. E che quest’anno la sentenza di condanna sia stata emessa mentre alla European AIDS Conference a Milano venivano presentate le nuove linee guida per il trattamento. E’ lei che ha cominciato; se vuole smettere di rimestare mi fa un piacere. *Pennetta E. AIDS: annunci da marketing e la strana storia dell’untore della capitale. Critica scientifica, 19 dic 2015.

@ Togasso. Grazie. In effetti la scienza e la razionalità applicate dai magistrati qui appaiono essere quelle della “Osteria numero venti …”. E pensare che la distribuzione di Poisson comparve per la prima volta in un libro di legge… (Ho usato la binomiale cumulativa). L’occasione fa l’uomo ladro, e in numerosi casi i magistrati appaiono non astenersi dal cogliere, agendo “in nome del popolo”, diverse situazioni alla “Barabba o Cristo” offerte dall’attuale medicina: dove si può essere corrotti senza rischi, assecondando allo stesso tempo gli umori della piazza e i disegni dei dominatori. Al tempo di Barabba e Gesù i dominatori erano i Romani, oggi sono la finanza e il business biomedico.

§  §  §

6 novembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gentilini “Tumori, il numero dei bimbi che si ammalano sale anche a causa dell’inquinamento”

Secondo F. Ramella (Ist. B. Leoni), su il Fatto cartaceo di oggi, lo smog, in diminuzione, è una falsa emergenza. In “Updates in slow medicine” di oggi si citano i rischi degli studi diagnostici -concetto misconosciuto ma fondamentale per la tutela della salute- nel riportare un articolo del NEJM sui reperti incidentali nella popolazione generale di bambini di età 8-12 da risonanze magnetiche cerebrali. In 1 caso ogni 500 bambini l’esame ha prodotto una diagnosi di tumore cerebrale. Asintomatico, cioè “a sorpresa”: i cosiddetti “incidentalomi”. Che sono etichettati – e trattati – come cancro, ma spesso sono formazioni che non si comportano come cancro. Ovvero, possono fare sì che a un bambino si pratichi un’apertura nella scatola cranica e si tolga una porzione di cervello senza reale necessità.

Mentre il futuro di vita dei giovani viene trascurato, o calpestato, c’è tramite i media questa premura incessante di avvertire i genitori che i loro figli potrebbero avere il cancro; evenienza rara a quell’età. I genitori più accorti, che conoscano il mondo e non sentano il bisogno di recitare la parte della “mater dolorosa”, dovrebbero considerare anche un’altra insidia. L’oncologia liberista ha fame di piccoli pazienti, lucrosissimi; e la combinazione dell’esaltazione del rischio tumore con l’omissione del pericolo concreto e grave di sovradiagnosi da esami così indotti dà luogo a una sorta di scivolo, che alimenta una macchina che più bambini ingoia più ne attirerà.

§  §  §

25 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “I gemelli rapinatori protetti dal loro Dna: “È troppo simile, difficile distinguerli. Dobbiamo assolverli””

I gemelli identici sono discriminabili dalle impronte digitali (1,2). L’articolo non considera i polpastrelli coi loro dermatoglifi, saltando dal taglio dei capelli e i tatuaggi al DNA. Ciò è in linea con l’attuale ideologia medica, nella sua svalutazione del fenotipo (3) ed esaltazione della biologia molecolare. Ideologia che i magistrati e le forze di polizia – che sui media appaiono più cattolici del papa (4,5) nel culto monoteistico del DNA – abbracciano spesso, con un trasporto eccessivo, apparentemente incuranti dei suoi risvolti affaristici, opachi e fraudolenti.

1 Srishari SN et al. Discriminability of fingerprints of twins. Journal of Forensic Identification, 2008. 58: 109.

2 Xunqiang et al. Fingerprint Recognition with Identical Twin Fingerprints. Plos One, 2012. 7: e35704.

3 Il disprezzo per il fenotipo. Sito menici60d15.

4 Cale CM. Forensic DNA evidence is not infallible. Nature, 2015. 526: 611.

5 Ackerman JP et al. The Promise and Peril of Precision Medicine: Phenotyping Still Matters Most. Mayo Clin Proc, 2016. 91: 1606.

@ Mario Ambrosini. Che i guanti siano una barriera insormontabile all’identificazione lo pensano i malviventi nel loro “false sense of protection” (1); ed esperti nostrani di indagini giudiziarie scientifiche, ai quali in risposta al loro sarcasmo sulla imbattibilità dei guanti andrebbe consigliato di rivolgersi a esperti di indagini giudiziarie scientifiche (1). Ed anche a esperti di indagini giudiziarie generali, che magari non sanno niente di loci ipervariabili e microsatelliti, e sono ignoranti sull’attuale dogma che il DNA sia l’unico marker identificativo, e di come siano gradite e ricompensate le storie persuasive (2) che aiutano il business – e le sue frodi – presentando il DNA come ‘verità cosmica’ (3); ma come tanti loro colleghi non considerano l’uso di guanti una fortezza inespugnabile davanti alla quale guardare con sufficienza chi non getta immediatamente la spugna; e si muovono, capaci di ottenere campioni di impronte digitali o altri semplici marker fenotipici collegati all’autore del crimine col lavoro investigativo, invece di mostrarsi delusi e cogitabondi come il pensatore di Rodin sullo sgabello del laboratorio.

1 Glove prints. Wikipedia, 26 gennaio 2019.

2 Rothenberg KH The drama of DNA: Narrative genomics. 2014 Oxford University Press.

3 Roof J. The poetics of DNA. 2007 Univ of Minnesota Press.

La medicina sotto la presidenza Mattarella

24 ottobre 2017

13 febbraio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post “Catania, non c’è posto nei tre ospedali cittadini: neonata muore in ambulanza”

Il nuovo presidente della Repubblica, Mattarella, esprime “incredulità”. Incredulità per cosa? Se è, come viene presentato e come è possibile, un caso di “malasanità”, un democristiano siciliano dovrebbe essere l’ultimo a non sapere come sia male organizzata la sanità, siciliana e non, e degli effetti che ne conseguono. Se non lo è, e la bambina era in ogni caso destinata a morire, il presidente non dovrebbe vestire i panni del gran sacerdote e carpire un prestigio illegittimo ribadendo nel pubblico la falsa credenza, necessaria a grandi affari del business medico non meno lerci di quelli locali che causano la malasanità, che i luoghi della medicina sono comunque salvifici. Nel primo caso anziché stupire potrebbe esercitare una suasion perché si legiferi in modo che i parti avvengano nelle condizioni più razionali rispetto agli interessi di madre e bambino, invece che agli interessi di investitori, personale e politici. Nel secondo, potrebbe leggere i libri del bioeticista D. Callahan, molto apprezzato (a parole, non certo seguito nei fatti) dai cattolici, sui limiti della medicina e la finitezza della medicina; e comportarsi di conseguenza, dando buoni insegnamenti al popolo, anziché alimentare credenze parareligiose sulla medicina che vanno a vantaggio di chi specula sulla malattia ma finiscono col ledere il diritto alla tutela della salute. Se poi facesse entrambe le cose, saremmo noi a doverci stupire.

*  *  *

@ masceglilotu. A parte che ancora non si sa cosa è davvero successo, è fuorviante anche farlo passare per un caso eccezionale o particolarmente orribile. Sapesse cosa succede di continuo negli ospedali, e cosa si vede in sala settoria (anche nei posti più titolati). Gli errori medici stanno al terzo posto come causa di morte in alcune statistiche. Io non credo che il presidente Mattarella sia uno sprovveduto, e non abbia il polso della realtà.

@ masceglilotu. Io ho visto macellare qualche bambina in ospedali prestigiosi, e come tutto sia stato insabbiato, dietro al clamore mediatico. Sterili e pericolosi sono l’esaltazione della notizia a scapito del fatto, e la celebrazione del “monismo tecnologico” a danno dei valori morali tradizionali. Da un giurista, già giudice costituzionale, che ha gravi responsabilità istituzionali, avrei preferito non sentirlo. Avrei preferito anche una sua minore sintonia con quelli come te, che accorrono lesti in soccorso alla più alta carica dello Stato, e accusano di durezza di cuore chi non versa la lacrimuccia autoassolutoria davanti al caso mediatico.

*  *  *

18 marzo 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Gianbartolomei “Stamina, Davide Vannoni patteggia condanna a un anno e dieci mesi”

Parlare di “trionfo della scienza” perché finalmente si sono fermati soggetti “in divisa da ladro”, e gli è pure stato dato un paterno scappellotto, è come dare una cattedra di fisica per chiara fama a chi risponde “ma va la’ ” a quelli che credono che si possano piegare i cucchiai col pensiero. La corrotta ricerca biomedica ha bisogno di essere definita a contrario, non per i propri comportamenti e meriti, ma facendola apparire come baluardo all’oscurantismo; questo connubio teatrale, dopo tanto torpore, di “giustizia e scienza” appare piuttosto essere la manifestazione di una sotterranea intesa tra magistratura e grande business biomedico. Del resto lo Stato occupato dai corrotti si giova dall’essere definito non per la sua aderenza alla Costituzione, ma come l’opposto del terrorismo e della mafia; che quindi quando occorre aiuta sottobanco. Analogamente, prima di fare la faccia severa lo Stato ha permesso per molti anni a una volgare truffa di spacciare le sue assurdità ai malati e ai familiari. E – cosa perfino peggiore, ma che viene taciuta – di impiantare così nel pubblico aspettative false ma sentite sulla cura delle malattie; di rendere “regnant social expectations” (Callahan) le promesse irrazionali della scienza ufficiale sulle staminali; a vantaggio di quegli affari illeciti, troppo grandi e sofisticati per essere semplicemente definiti ciarlataneria, che i nostri magistrati, candidi come colombe, identificano con la “scienza”.

*  *  *

@ Andrea. Quelle che chiami “logiche di mercato”, che secondo te dobbiamo accettare chinando il capo, consentono alle aziende di vendere a prezzi gonfiati ed esorbitanti farmaci così benefici che a volte i medici li rifiutano per sé stessi anche se affetti da malattie mortali. Le “logiche di mercato”, mentre propongono prodotti nuovi che chiamano “innovativi” possono bloccare l’innovazione autentica, che non necessariamente coincide col loro interesse. E’ un sistema “fuori controllo sociale”, percorso da scandali che appaiono essere la punta dell’iceberg (Mintzberg H. Patent nonsense: evidence tells of an industry out of social control. CMAJ. Ago 2006). Il tuo modello “o San Francesco o Paperon de Paperoni” è dicotomico quando le possibilità intermedie sono infinite: tra la “beneficenza” e il 42% del margine di profitto ottenuto dalla Pfizer l’anno scorso, con un fatturato di circa 52 mld di dollari, c’è un vastissimo spazio per il controllo democratico su interessi privati, in modo da assicurare onestà e decenza.

@ Andrea. Sei tu che dici “liberismo o barbarie”. Sui costi di sviluppo dei farmaci che giustificherebbero l’attuale assetto, l’articolo che cito sopra riporta le conclusioni di un’analisi di Business Week: “Prices are higher than needed to cover R&D costs and risks”; “the price set for drugs has little to do with its development cost. The producers charge what the market will bear”. Né può essere dato per scontato che una medicina sempre più costosa sia vantaggiosa per i pazienti; puntare come si sta facendo sulla “innovazione” (peraltro spesso marginale o falsa) comporta danni che derivano dal togliere fondi ad altre forme di assistenza (Nuland, Callahan, The Quagmire). Non viene detto che l’industria farmaceutica spende più in marketing che in ricerca (Gucciardi. 90% of Big Pharma Spent More on Marketing than Research in 2013 Alone. Global Research, feb 11, 2015). “Marketing” che spesso consiste nella corruzione sistematica di medici, politici e funzionari pubblici. Sono stati condotti studi per rispondere alla domanda “si tratta di poche pecore nere e il resto si salva”? La conclusione è stata che “the whole basket is rotten” (Gotzsche PC Deadly medicines and organised crime. How big pharma has corrupted healthcare. Radcliffe, 2013). Esiste oggi una questione criminologica della biomedicina ufficiale che non è onesto trascurare sul piano scientifico, politico e giudiziario.

@ Andrea. Veramente scrivi di peggio: “il liberismo o il nulla”. Tu ricalchi le posizioni dell’industria farmaceutica anche in questo: nello “ontologizzare” le sue condotte illecite.“There in no alternative” è una frase della Thatcher; “Business ontology” è stata chiamata (Fisher). Già Max Weber diceva: “L’odierno ordinamento capitalistico è un enorme cosmo, in cui il singolo viene immesso nascendo, e che è a lui dato, per lo meno in quanto singolo, come un ambiente praticamente non mutabile, nel quale è costretto a vivere”. Chi presenta sistemi di sfruttamento enormi, truffaldini e sanguinosi propri di questo periodo storico come la volta celeste sopra di noi, allo stesso tempo ci promette l’emancipazione dalla condizione mortale tramite la medicina. Io al contrario penso che si possa e si debba contrastare i mali causati dall’uomo per avidità e desiderio di potere, come questa forma di crimine organizzato, prima di tentare di imporre sulla Natura l’artificialità senza limiti che ci piacerebbe. Anche per questo ammiro la figura di Falcone, che davanti a un altro totem presentato come una deità invincibile, la mafia, diceva che è un fatto umano e che avrà una fine.

*  *  *

“Corvo: ???

Sicuro di star bene?”

@ Corvo. Sì. Sicuro di essere una persona onesta?

*  *  *

29 maggio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. D’Ospina “#Vorreiprendereiltreno, bimbo affetto da malattia rara fermato sulle scale del binario: “Troppo lento” “

Le orphan drugs hanno trovato tanti papà; che moralmente sono di incerti natali. Uno studio del 2012 della Thomson Reuters mostra che la cura delle malattie rare può genere profitti non inferiori a quelli da malattie comuni, per un valore di mercato dell’ordine delle centinaia di miliardi di dollari. Le malattie rare sono una nuova miniera per il business farmaceutico. E’ un settore in crescita esplosiva.

Conferma ciò il marketing d’appoggio sui media. L’uso di malati per propagandare operazioni commerciali con la presentazione di storie ad effetto dovrebbe essere contrastato; soprattutto se, come in questo caso, si utilizzano minori. Il business delle malattie rare sfrutterà queste storie toccanti per ottenere denaro pubblico a prescindere dalla reale validità dei nuovi prodotti, e per massimizzare alcuni dei numerosi vantaggi delle malattie rare: i ridotti costi, tempi e requisiti per l’approvazione alla messa in commercio. Le lacrime versate sugli spot si tradurranno in lacrime nella vita reale, dovute alla diversione delle risorse per le cure, di malattie rare e comuni, da ciò che è più utile verso ciò che è più remunerativo.

Poliziotti e magistrati dovrebbero interessarsi, per dovere istituzionale, a queste manipolazioni dell’opinione pubblica; ma tengono molto all’amicizia dei grandi interessi finanziari e industriali sulla medicina, e nonché contrastarle preferiscono partecipare alle varie campagne di propaganda, interpretando sé stessi.

*  *  *

@ Tano Loktar Scala.Se una cosa ti rimane incomprensibile nonostante sia stata sottoposta alla tua analisi logica, le possibilità secondo te sono due: o chi la dice è un genio o è “uno dei soliti che girano su internet e non necessitano di spiegazioni”. Applichi il rasoio di Occam, dici. Uno come te, che ha portato a compimento con successo la lettura di un intero articolo de Il Fatto Quotidiano (per di più di Elisa D’Ospina) è un ferratissimo intellettuale che non ha bisogno di informarsi ulteriormente. Non può che ricorrere alla logica deduttiva. A dire il vero non dovresti scartare a priori la possibilità molto parsimoniosa che il problema risieda in te… sta attento a non tagliarti.

Due articoli recenti per chi invece di volesse approfondire il tema della natura speculativa dell’interesse per le malattie rare:

Are orphan drugs too successful? Ttopstart, 16 gen 2015.

e quello dell’uso delle narrazioni ad effetto per vendere prodotti medici:

Patient anecdotes in NY-Presbyterian hospital ads mask mediocre quality ratings. Health News Review, 27 mag 2015.

@ Noodles. Le malattie rare sono un problema di bambini inspiegabilmente maltrattati da poliziotti brutali degni di un romanzo di Dickens o di Hugo; poliziotti carogna che addirittura impediscono a un bambino disabile – per una malattia mitocondriale – di prendere il treno per andare a curarsi. Chi pensa invece che la prima cosa da sapere per il cittadino comune sulle malattie rare è che su di esse si appuntano enormi interessi speculativi; e che tali interessi ricorrono sistematicamente ai ricatti morali su casi umani per spillare soldi, a danno dei pazienti, è un “complottaro”. Almeno secondo noodles, uno dei tanti concorrenti al premio “piccoli Renzi crescono”.

PS. se vuoi proprio parlare di complotti e Polfer, si potrebbe ricordare di quando il capo della Polfer era Umberto D’Amato, legato alla CIA, e scoppiavano le bombe sui treni. Ma sono fantasie complottare “meglio della fantascienza” …

@ Jericho Kilmister. Non mi rivolgo a te, né a quelli come te che credono alla genuinità di questa notizia giornalistica o dicono di crederci. Ma a quelli che possono comprendere come vengono danneggiati da queste manfrine e dagli zelanti guardiani del sacro verbo mediatico come te.

@ Gian TT. Leggendo es. l’articolo che ho citato “Are orphan drugs too successful?” si può rilevare come il presupposto che presenti “per queste malattie al momento nessuno investe” è grossolana disinformazione, essendo oggi vero l’opposto. Il fare propaganda per le operazioni dell’industria medica falsa il processo di introduzione di nuovi farmaci, che vengono sviluppati e poi approvati avendo come base “a priori” un consenso pubblico costruito coi metodi delle agenzie di PR. Es. il sollecitare il pathos sui bambini malati favorirà l’ulteriore abbassamento delle soglie delle prove di efficacia, e la pratica del “premium price”, l’uso di prezzi esorbitanti come prova dell’efficacia; a danno dei malati. Non so come si possa pronunciare come fai tu la parola “ricerca” mentre si sostiene che “a fin di bene” è lecito manipolare il pubblico. Se si trattasse solo di soldi, si potrebbe equiparare ciò all’aggiotaggio, che è già un reato. Ma qui si incide inoltre pesantemente sulla tutela della salute, impiegando le risorse (denaro dei cittadini) in ciò che conviene all’industria e alla finanza; negando cure utili e introducendone altre che chi vi guadagna non solo non ha convenienza siano efficaci, ma non ha neppure convenienza che siano almeno prive di effetti collaterali. La dimensione criminale di tali manovre, che godono della complicità e della connivenza dei poteri dello Stato, non andrebbe sottovalutata.

@ Stefano.Che fine umorista che sei. Mi fai la parodia anche di questo, tratto da una pagina del documento di analisi “No al Nuovo ordine mondiale” del collettivo anarchico “Bakunin vive”:

“Big Pharma è diventato un global business nell’era dei farmaci blockbuster, quelli che tutti noi conosciamo e utilizziamo. Malgrado il marketing … la creazione di valore per gli azionisti è stata recentemente scarsa o addirittura nulla. La linea potrebbe essere, come consigliano alcune società di consulenza aziendale, di imitare le piccole aziende del farmaco di eccellenza: mirare alla massima customer satisfaction, semplice in regimi di prezzi amministrati o garantiti dai sistemi di rimborso farmacologico pubblico, e puntare ai settori che il blockbuster ha sempre trascurato: le malattie rare e metaboliche …
Ma giocare facile è una tentazione irresistibile: se la ricerca e sviluppo è costosa e non permette questa nuova ingenua religione del «creare valore per gli azionisti», c’è sempre la via d’uscita del marketing aggressivo e più o meno occulto… Tuttavia, sul piano di quelle che potremmo definire le PSYOP (Psychological operations) di Big Pharma, occorre farsi alcune domande essenziali…”

Ah no scusa, è da una pagina di Giancarlo Elia Valori. (Geopolitica della salute. Marsilio, 2014). Ma fa lo stesso. Facciamoci altre due risate.

@ noodles. C’è il costume di screditare certe segnalazioni di illeciti commessi a favore dei poteri forti dipingendole come “assurde” o frutto di “complottismo”; questa tattica è particolarmente facile in medicina, dove dati i complicati rapporti tra dimensione tecnica e dimensione umana è facile scambiare – agli occhi del pubblico- tra Bene e Male. La partecipazione della polizia di Stato a manipolazioni a danno della salute e dell’erario non è poi una “notiziola”. (Né queste lealtà deviate sono una novità, o sono inconcepibili, v. i citati trascorsi degli uffici al Viminale della Polfer). La reale natura commerciale, e i risvolti negativi sulla tutela della salute, dell’interesse mediatico per le malattie rare e metaboliche, che vengono taciute al pubblico dandogli invece questi spot, non sono poi una notiziola. Del resto, perché ti scaldi tanto per un commento semi-invisibile a una “notiziola”? Quanto al premio, non accetto regalie dalle multinazionali; che poverine hanno già da mantenere la folla di affamati di ogni genere e grado della quale anche tu fai parte.

@ noodles. Questo episodio non è un attentato dinamitardo: non è grave in sé, ma andrebbe indagato e approfondito in quanto sintomatico di rapporti corrotti tra Stato, business farmaceutico e informazione. D’altra parte, tra il prestarsi a uno spot per delle grandi truffe sulla salute e il fare passare un tipo con una valigetta, sapendo che in entrambi i casi se ne avranno vantaggi e non si verrà puniti, non c’è poi una così grande differenza; anche sul piano degli effetti negativi sulla cittadinanza.

Bacini anche a te Noodle; ma mi pare tu esprima la paura che se si lascia che si tiri una maglia poi continuando a tirare si può fare un gomitolo di tutto il maglione. Chi è infedele nel poco lo è anche nel molto; chi è un bugiardo è anche un ladro. Questi detti sono spesso veritieri; e le volpi del business medico hanno grandi code di paglia da proteggere dal fuoco. Così ci sono degli addetti che hanno la funzione di “defensores virginitatis”, e scattano a rinserrare la falla non appena vengono messe in dubbio le finalità di certi accorati lamenti dell’apparato di sfruttamento della malattia su casi di malati che soffrono; e vengono allo stesso tempo posti interrogativi sulla reale professione di certe figure della ricerca medica; che non portano proprio il cilicio (comunque il cilicio lo porta la Binetti, anche lei entusiasta sostenitrice dell’operazione malattie rare).

*  *  *

11 luglio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “Sanità: History Health è ‘una bella rivoluzione’. Lombardia Informatica lo conferma”

Sarebbe lungo spiegare al pubblico come nel liberismo i database medici, con tutti i giurin giurello che non vi si guarderà dentro, portino ad una pseudo-oggettività che maschera l’arbitrio, e quindi ad una crescita delle cure volte al profitto anziché all’interesse del paziente, e lo espongano a danni iatrogeni e patrimoniali. C’è un indizio:

“Ma uno dei punti su cui concentrarsi, per il futuro della medicina UE, è la «raccolta personalizzata» dei dati clinici del paziente con cui va stabilito un dialogo continuo, che porterà a una forma iniziale di singularized medicine e a una migliore corrispondenza, rebus sic stantibus, delle attuali terapie alle necessità dei malati. Occorrerà finanziare questa «grande trasformazione»: è il problema primario per i governi oggi, e non solo per il sistema pubblico, ma anche per i privati, che devono investire capitali ingenti in nuovi sistemi sanitari dei quali non si conosce l’obsolescenza e il tasso di usura e di ammortamento.”

L’autore è G. E. Valori, in ”Geopolitica della salute” (Marsilio, 2014), un libro che suona come una specie di “Piano di rinascita” dell’industria medica. Il cittadino accorto, non affetto dall’isterismo di massa sulle annunciate prossime meraviglie della medicina, può considerare da non tecnico che convenga essere diffidenti sulle reali finalità, e quindi vantaggiosità per la sua famiglia, di costose trasformazioni gradite alla UE; a Valori; e ai non ascetici burocrati della sanità formigoniana.

@ Flipper. Pagheremo noi, con le tasse. Il bilancio finanziario dell’operazione, che genererà ulteriori consumi medici e ridurrà i costi di sviluppo, sarà positivo; i profitti di chi vende prodotti medici aumenteranno. La “socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti” di Federico Caffè.

@ Flipper. Sì, siamo oltre i termini vessatori identificati da Caffè, ben addentro il territorio dell’indecenza paradossale. Un esperto, Erin Fox, a proposito delle tecniche speculative di aumenti ingiustificati dei prezzi di alcuni farmaci per fattori 6x e 3x ha parlato di “highway robbery”. Un’espressione anglosassone che unisce l’immagine dei banditi di strada dei tempi passati a quella di chi oggi approfitta senza scrupoli dello stato di necessità dell’acquirente; es. vende, in USA, una bottiglia d’acqua a 20 dollari perché è l’unica rivendita sulla strada nel range di 100 miglia. E’ interessante che a riportare il commento sia stato il Wall Street Journal (26 aprile 2015). Che non racconta l’intera storia: come, anche secondo fonti ortodosse, molti di questi prodotti costosissimi non siano utili per il paziente, e siano a volte dannosi, a prescindere dal prezzo *. Oggi per il cittadino le spese mediche, indirette o dirette, stanno diventando come un indebitarsi per pagare il cappio col quale si verrà strangolati.

* Light D. et al. Few benefits from new drugs and many serious, costly risks. Chemical Industry Digest, Feb 2014.

*   *  *

2 settembre 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Appiani “Donazioni di sangue, se non l’avete mai fatto pensateci”

A un primo sguardo “non c’è nulla di più nobile” (Appiano) della donazione gratuita e volontaria di sangue. Non solo permette di curare pazienti; rafforza quei legami comunitari che prevengono i conflitti sociali, secondo il classico lavoro di Titmuss. Ma bisogna distinguere, purtroppo, tra gesto cooperativo e gesto altruistico. Nel commentare Titmuss, D. Reisman (Trade in health. Edward Elgar, 2014) osserva che i donatori diventano “stakeholders”. Soci di un’impresa comune. Un legame che impone obblighi a tutte le parti: “Gli stakeholders non eseguono chirurgia non necessaria” commenta Reisman. Né trasfusioni non necessarie. Gli effetti positivi pratici e morali della donazione presuppongono un sistema basato sugli stessi valori che spingono al dono, quindi alla reciprocità. Donazioni gratuite che alimentano un sistema medico mercificato, che ha bisogno, oltre che del sangue realmente necessario, che a volte letteralmente salva vite, di altro sangue per speculare sulla malattia, con trattamenti che non sono nell’interesse del paziente e a volte lo danneggiano, non sono più una cooperazione; dove ognuno, chi dona il sangue, chi lo raccoglie e chi lo utilizza, rinuncia a massimizzare il proprio vantaggio personale ma fa la sua parte, dando vita a un organismo sociale. Restano altruistiche; ma all’interno di un sistema individualista, che contagia anche le donazioni, rendendole merce, che viene pagata al donatore e ai volontari in gratificazione e reputazione.

*  *  *

17 ottobre 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, “ministero valuta sanzioni per medici che li sconsigliano”. Poi la retromarcia: “Percorsi di concertazione”. Parzialmente censurato da Il Fatto

C’è un grande divario tra l’analisi scientifica delle vaccinazioni, es. la reale natura della teoria della memoria immunologica sulla quale si basano [1]; o i dati su una menomata capacità delle madri vaccinate di trasmettere anticorpi protettivi ai figli, che sono così resi più vulnerabili [2]; o su come la vaccinazione antinfluenzale possa ridurre la risposta immunitaria a susseguenti esposizioni [3,4]; e le grevi intimidazioni del ministro dell’industria medica Beatrice Lorenzin, che agita il manganello e subito lo nasconde dietro la schiena.

1 Zinkermagel RM et al. Protective ‘immunity’ by pre-existent neutralizing antibody titers and preactivated T cells but not by so-called ‘immunological memory’. Immnol Rev 2006. 211: 310.
2 Papania M et al. Increased susceptibility to measles in infants in the United States. Pediatrics 1999. 104: e59.
3 Skowronski, D. M., et al. 2010. Association between the 2008-09 seasonal influenza vaccine and pandemic H1N1 illness during spring-summer 2009: four observational studies from Canada. PLoS Med. 7:e1000258.
4 Choi et al. Reduced Antibody Responses to the Pandemic (H1N1) 2009 Vaccine after Recent Seasonal Influenza Vaccination. Clinical and Vaccine Immunology, 2011. 18: 1519.

*  *  *

@ Gianluigi Loi. La sua risposta conferma le intenzioni illecite del governo, sostenendo che si possa sanzionare pesantemente un giudizio medico in scienza e coscienza, e ponendo come condizione per la non sanzionabilità la qualità scientifica (giudicata da chi ?) dell’evidenza a supporto delle critiche. (Aggiungo alla mia collezione di contraddizioni della medicina questa, per la quale la ricerca “buona” si valuta dalla copertina, cioè dagli indici bibliometrici; mentre quella scomoda si valuta nel merito, e per vedere se la sua presentazione a sostegno di una tesi non debba essere motivo di sanzione). La teoria che il medico debba basarsi esclusivamente sulla “evidenza” cioè sulle pubblicazioni, è riconosciuta come fallace e interessata. Ci sono ampie evidenze che l’evidenza è pilotata, esaltandoi risultati desiderati e sopprimendo quelli imbarazzanti, dall’industria. Editoriali sulle maggiori riviste discutono dei problemi di publication bias e non riproducibilità di tanta ricerca, e si pongono il quesito di come arginare questa degenerazione della scienza. Infine, posso testimoniare che proprio chi porta evidenze scientifiche può essere oggetto di rappresaglie inqualificabili, con atti e argomenti da fare arrossire qualunque funzionario onesto, tramite l’Ordine dei medici, i Carabinieri, e con la connivenza di quelli che dicono di essere colleghi di Falcone e Borsellino. Il principio seguito di fatto da chi occupa le istituzioni è il “superior stabat lupus”.

@ Gianluigi Loi. Furia francese e ritirata spagnola. Non vi si può accusare di essere degli integralisti fanatici; solo degli implacabili opportunisti.

@ Gianluigi Loi. Io non ho difficoltà a parlare anche con chi non ha buoni argomenti, e non capisce molto. Parlo perfino con quelli che oltre a ciò intervengono su temi riguardati soprusi e reati inzuppandoci il pane per raccattare un po’ di minestra.

@ Gianluigi Loi. Lei invece ha la logica e le doti morali adatte al governo a favore del quale semina sciocchezze e insulti. Un buon esemplare di Renzi-boy, o Lorenzin-boy.

@ Uva63. Può indicarmi le prove che il vaccino sia stato causa sufficiente, così lei lo rappresenta, della scomparsa del vaiolo? E gli argomenti per i quali un simile successo renderebbe lecito proibire la comunicazione al pubblico della valutazione critica degli altri vaccini, e il commettere atti persecutori illegali, a fini di censura, sul tema della salute, da parte del governo?

@ Uva63. Va bene, ma se le avanza tempo dal lavoro a maglia, le segnalo il pensiero di uno dei maggiori guru della spiritualità vegana, che ha scritto nella rivista “Guarire con gli aromi” che “la continua riduzione in incidenza e mortalità non sono stati direttamente collegati, nel tempo, all’immunizzazione”. Ah no, è stato un direttore generale dell’OMS (H Mahler. A demystification of medical technology. Lancet 1 november 1975). Come non detto, mi scuso, non volevo distoglierla, continui con i ferri.

@ Uva63. Dico “ferro” e le scatta l’antitetanica. Il tetano si sviluppa da quelle ferite infettate col batterio che permettono condizioni anaerobie. Che qualsiasi ferita da ferro arrugginito possa causare il tetano appartiene al folclore diffuso per vendere di più. Torni al suo lavoro sul sofà. Non c’è bisogno che mi informi che la sedentarietà aumenta il rischio cardiovascolare e che lei fa esercizio fisico e tiene sotto controllo il colesterolo con le statine.

@ Uva63. Le segnalo che si vogliono immettere sul mercato farmaci “nootropi” che potenzierebbero le facoltà intellettive anche nei sani. Non funzioneranno, ma approfitti. Male che vada, contatti i produttori, sono sicuramente in cerca di piazzisti.

@ Mattia Tedesco. Non basta agli epidemiologi, perché la causa della riduzione, avvenuta in concomitanza di un generale miglioramento delle condizioni di vita, e una generale riduzione della malattie infettive, può essere un’altra. O più cause possono avere concorso. Sul piano biologico, le malattie infettive non dipendono solo dall’agente infettivo, ma anche dall’ambiente e dallo stato dell’ospite. Sul piano logico, non è che all’introduzione di A segue B allora A è necessariamente causa di B. Non c’è bisogno di grandi competenze e capacità per capire come si possa giocare sulla successione temporale: “Mi fecero abile / e la guerra finì” (Buscaglione F, L’uomo dal whisky facile. Cetra, 1957).

@ Mattia Tedesco. Quanto ti ho detto non è oggetto di discussione in ambito scientifico. E’ la tua che è la versione “pulp” della scienza, errata per quanto diffusa. Se si volesse davvero fare chiarezza, dimostrare onestà di intenti, e dare ai cittadini il modo di giudicare, il ministero addetto, le associazioni di pediatri, e altri gruppi che vogliono imporre i vaccini minacciando sanzioni, o annunciando lutti e epidemie causate dalla disobbedienza ai loro voleri, dovrebbero pubblicare le loro tesi in forma scritta, non senza corredare ognuna delle singole affermazioni con le quali compongono i loro modelli, i loro allarmi e i loro ordini, dei dati e degli studi sulle quali le basano; anziché sguinzagliare chi come te diffonde idee sgangherate e crea una disinformazione che non è neutra rispetto al diritto alla tutela della salute.

@ Mattia Tedesco. Non basta “essere puliti” per evitare le malattie, e l’igiene pubblica non si riduce certo all’uso del sapone; anche se aiuta. In un blog di medici inglese mesi fa si è discusso dell’ossessione per l’igiene personale. Si esagera anche in questo. In USA amministratori delegati di ospedali vorrebbero sanzionare i medici che a loro dire non si lavano abbastanza spesso le mani. Appare che siano in corso varie campagne intimidatorie, come questa della Lorenzin che prende a pretesto i vaccini, per fare dei medici esecutori sempre più docili (ma ricompensati) dei voleri del business.

Tornando a te, ci sono varie misure preventive. In uno Stato sano, una delle misure sarebbe l’identificazione e il controllo delle motivazioni e di eventuali mandanti degli agitatori come te, che non si capisce se “ci sono o ci fanno” nel lavorare assiduamente per la disinformazione e la iatrogenesi.

@ Mattia Tedesco. Il mago Otelma è un dilettante rispetto all’associazione che servi come galoppino.

Eliminato da Il Fatto. @ Mattia Tedesco. Davvero lo fai gratis? De gustibus. Tra i “ciarlatani” che ho citato c’è un premio Nobel per l’immunologia. Devo convenire che tu, smanioso fan della Lorenzin, non hai niente a che fare con lui, nè con gli altri ricercatori che cito.

@ Mattia Tedesco. Citate così spesso Otelma perché avete necessità di vincere facile: Otelma, grottesco personaggio televisivo, si presta a fare sembrare seri e onesti per contrasto quelli che lo trattano con derisione e disprezzo. A proposito di ruoli, è degno di nota che sia la Lorenzin in questa operazione di intimidazione; sia i tuoi “medici di fama internazionale a favore dei vaccini” – e anche i massoni – godano nel blog del sostegno di un commentatore del tuo genere; che ricorda quella persona che nelle bande delle truffe di strada ha il compito di screditare e fare allontanare chi metta sull’avviso i polli, berciando calunnie e insulti. In USA nel gergo dei truffatori di strada viene detto il “Freddy”.

@ Mattia Tedesco. “Da bravo paranoico” vedo che voi di area massonica avete la diagnosi psichiatrica facile. Come Ferracuti, piduista, su Aldo Moro.

@ Mattia Tedesco. E infatti non ti ho detto che sei massone. Spero tu non mi voglia rispondere “di area massonica lo dici a tua sorella”. Cossiga, che si affidava ai piduisti come Ferracuti, ha sempre negato di esserlo; anche ai magistrati che inspiegabilmente, forse anche loro “bravi paranoici”, ritenevano appropriato chiederglielo. Conosco un tale che come te dice di non essere massone ma loda la massoneria, è appassionato di esoterismo, e per un periodo non perdeva occasione di parlarmene; conservo copia di un modulo di iscrizione al Grande Oriente d’Italia che non so perché mi diede da esaminare. Non credo che sia segno di paranoia chiamare “di area massonica” certe figure e ambienti che praticano questo dico e non dico; che non è segno di limpidezza. Anche il tuo commento su di me nel post sui vaccini di De Grazia, dove auspichi “la selezione naturale” per eliminare interventi come i miei, ha un certo sapore massonico: i massoni fanno sinistre allusioni alla morte di chi è loro d’ostacolo.

@ Mattia Tedesco. Il punto è quindi se si conosce o meno l’organizzazione. Una volta, in una pizzeria di Brookline, quartiere bene di Boston, mi fu risposto in maniera simile. Dal proprietario, un italo-americano, che portava al collo una piastrina d’oro a forma di Sicilia con un diamante in corrispondenza di Palermo. “Purtroppo in Sicilia c’è la mafia” gli dissi, nel chiacchierare dopo i complimenti per la pizza. “E la mafia è una rovina” aggiunsi. Silenzio. Ripetei il commento. Allora rispose: “Dipende. Se la conosci, è una cosa. Se non ti conoscono possono esserci problemi”.

@ Mattia Tedesco. Diciamo che sei o non sei di area massonica come lo era o non lo era Cossiga, che come te negava. Non credo che i massoni siano satanisti o celebrino riti cruenti. Nel film di Monicelli, il liquido misterioso che Sordi deve bere come prova per l’ammissione nella loggia “è Petrus” gli sussurra l’amico. Non ho preclusioni verso la massoneria in quanto tale. Possono vantare personaggi celebri, compresi alcuni che sono tra i miei preferiti (ma anche legami con la mafia). I massoni non si capisce quale funzione positiva svolgano per la società quando non sono intenti a curare i propri interessi personali; mentre i “fratelli” fanno capolino in manovre e intrighi di ogni livello. Credo che operino una selezione avversa della classe dirigente, emarginando molti dei migliori; e istituendo un sistema gerarchico ombra contrario alla democrazia. Il darwinismo sociale, che traspone l’animalità all’uomo, è un altro tema che ho sentito da altri estimatori della massoneria. Ma questa selezione non è darwiniana, come dici tu preconizzando la mia morte anticipata, ma è fatta dall’uomo, ed è antisociale; dal comune posto di lavoro fino alla P2, che obbedendo a livelli sovranazionali ha concorso all’eliminazione fisica di italiani di valore che erano preziosi per la nazione.

@ Mattia Tedesco. Il concetto di “massomafia” con gli elementi che hanno portato alla sua definizione [*] mostra come sia riduttiva la tua versione di poche pecore nere che vengono cacciate (?) da una massoneria sana.

*Guarino M. Poteri segreti e criminalità. L’intreccio inconfessabile tra ‘ndrangheta, massoneria e apparati dello Stato. Dedalo, 2004.

@ Mattia Tedesco. A me sembra invece che ad essere esagerata sia la distanza tra la P2 e il resto della massoneria. Vedo che è fondato quanto ha detto il Procuratore Agostino Cordova, che conosce l’argomento: “Il piduismo ha permeato di sé buona parte della massoneria italiana, come se tante piccole P2 fossero germinate ovunque, nelle principali città”.

@ Mattia Tedesco. Il troll è spesso una varietà digitale del “Freddy”. Il troll-Freddy spesso è a protezione di partnership perverse tra governo e interessi privati. Citi la frase di Goya sul sonno della ragione, per chiamare me mostruoso figlio dell’Ignoranza e te stesso Difensore della Ragione. E che difensore. Sulla vaccinazione come causa della scomparsa del vaiolo esibisci il post hoc ergo propter hoc come se fosse un merito. Sostieni non solo che chi afferma non ha l’onere della prova, ma che è un “fuffaro” chi non dimostra il contrario. Non presenti nessuna pubblicazione scientifica, e accusi chi lo fa di non portare evidenze. Cerchi di trascinare la discussione nella piazzata.

La sensibilità di Goya lo portò poi a dipingere orrori conseguenza del sonno della ragione, quelli dell’invasione napoleonica, che derivavano dalla rapida degenerazione degli ideali illuministici. Appare che anche la Ragione finisca, come altri nobili ideali, col generare mostri – e mostriciattoli – specie oggi, quando “con l’economia di mercato l’oscuro orizzonte del mito viene rischiarato dal sole della ragione calcolatrice, sotto i cui gelidi raggi germoglia il seme della nuova barbarie (soprattutto del fascismo)” (Horkheimer e Adorno, Dialettica dell’illuminismo).

@ Mattia Tedesco. La ragione in ambito scientifico dice che non si può fermarsi alla filosofia razionalista, come quella di Spinoza, ma occorre verificare le ipotesi con l’esperimento o con validi dati empirici: “Nullius in verba” (Orazio, motto della Royal Society); soprattutto prima dell’applicazione clinica. Occorrono studi validi anche per gli interventi di sanità pubblica, come ha sottolineato un direttore dell’OMS (commentando inoltre che la riduzione storica in incidenza e mortalità non è stata direttamente dovuta alle immunizzazioni) (Mahler H. Demystification of Medical Technology. Lancet, 1 nov 1975). Prima hai affermato che la prova è che dopo il vaccino il vaiolo è scomparso. Non è una “prova” accettabile. Mi dai gli estremi delle pubblicazioni coi dati che dimostrano, dici ora, che “è certo” che la scomparsa del vaiolo sia dovuta al vaccino? E i dati che ti permettono l’inferenza che siccome avrebbero funzionato per alcune malattie, allora i vaccini sono da considerare “a fortiori ratione” (?) indiscutibilmente vantaggiosi? Ma non credo che sia la verità scientifica ciò che vai cercando. Nel post di De Grazia, per avere io citato dati e interviste di esperti di indiscussa credibilità su come la scarsa efficacia del vaccino influenzale sia coperta dalle fonti ufficiali con dati falsi gonfiati hai commentato “non ci arriva, speriamo nella selezione naturale”; venendo giustamente descritto come violento, presuntuoso e inquietante da un terzo blogger.

@ Mattia Tedesco. Ti ho chiesto i dati a riprova, non un libro celebrativo. Ricapitolando, le interpretazioni ufficiali sono oro colato, anche in assenza di dati risolutivi. Quelle che, analizzando i dati, negano il trionfalismo sul vaccino per il vaiolo, e riportano una storia tutt’altro che brillante e onorevole (esempio: Dissolving Illusions. Disease, Vaccines, and the Forgotten History. Humphries S, Bystrianyk R), sono inesistenti o fuffa per complottisti malati di mente. Per gli elementi sulla dannosità dei vaccini v. ad esempio gli articoli che ho citato nel primo intervento. Sempre che la loro lettura non ti porti ad aggravare la tua prognosi infausta sulla mia sopravvivenza: avendo segnalato uno studio del più accreditato centro di meta-analisi che dimostra che le percentuali di guarigione per il vaccino antinfluenzale delle comunicazioni ufficiali sono maggiorate di 20 volte rispetto ai modestissimi dati reali, tu sei intervenuto con la tua teoria, che definisci scientifica e darwinista, per la quale essendo inguaribilmente inferiore non merito di vivere o procreare, ma è da augurare che io sia eliminato dalla selezione naturale; critticato da un altro blogger, confermi che la mia probabilità di morire è maggiore della tua; ammetti che pure tu un giorno morirai, “ma senza incidenti particolari”.

@ Mattia Tedesco. Registro le mistificazioni – e ora le misure coercitive e censorie – a favore dei vaccini, ma non sono da annoverare tra gli “antivaccino”. Critico anche loro, che spesso non sono scientifici: es. in passato qui su Il Fatto, la decisione della magistratura di dare credito alla voce che i vaccini provocherebbero l’autismo.

L’unicità del successo di un programma di 50 anni fa, l’eradicazione del vaiolo, è spiegabile con le associate misure di quarantena (Leicester method), particolarmente efficaci date le caratteristiche biologiche della malattia. Non giustificherebbe comunque l’elevazione a sacra panacea di prodotti che mostrano problemi di efficacia e sicurezza. Dimmi pure che morirò anzitempo, essendo indegno di vivere e di avere una progenie, come hai già fatto per avere io riportato un’analisi Cochrane che oggi smentisce le falsità propagandistiche della “scienza” ufficiale sull’efficacia del vaccino antinfluenzale.

Prendendo spunto dal tuo chiamarmi paranoico, penso che si possa interpretare quest’altra nuova campagna di vendita per i vaccini, dai più accentuati toni terroristici e autoritari, e con annessa caccia alla streghe, in termini etnopsichiatrici: un classico del marketing, l’induzione di un “delirio di onnipotenza dell’immaginario narcisistico della società attuale” (Gnasso S Iabichino P. Existential marketing, Hoepli, 2014) . Un effetto del marketing che spiega il fenomeno storico della comparsa di sedicenti difensori della Scienza del tuo stampo.

@ Mattia Tedesco. Se la vaccinazione fu “determinante” per l’eradicazione, come mai mezzo secolo dopo, nonostante successivi enormi sviluppi dei vaccini e delle relative campagne vaccinali, si è rimasti a un solo caso registrato di eradicazione tramite vaccinazione, quello dove si è potuto associare la vaccinazione ad altre misure, low-tech, che le caratteristiche biologiche della specifica malattia rendono praticabili e particolarmente efficaci. (Non sto chiedendo la tua risposta). Riflettendoci, la storia del vaccino per il vaiolo, con i suoi precedenti insuccessi ed effetti iatrogeni e con l’unicità del successo del programma di eradicazione globale del vaiolo degli anni ’60, può essere interpretata come evidenza della “fede privilegiata” e dell’eccessivo credito assegnati in generale agli interventi medici a scapito dell’importanza di più semplici misure di sanità pubblica non mediche.

Per il resto, continui una concione che mostra segni evidenti di distacco dalla realtà fattuale. Tra l’altro mi dici “guarda cosa mostra un’altra analisi” e mi mostri un raro (e benemerito) caso di articolo dove gli autori concludono che “these result [i loro] are therefore inconclusive” e affermano la necessità di non trarre conclusioni da surrogate endpoints. Che sono un’altra disgrazia della medicina commerciale e della subordinazione dei politici ai suoi interessi (Mulcahy, N. Approved But Not Proven: What’s Up With FDA, Cancer Drugs? Medscape, oct 22, 2015). Penso che abbiamo parlato abbastanza.

@ Mattia Tedesco. Il caso del vaiolo, l’unica malattia infettiva eradicata e dichiarata eradicata, rimane unico, anche per la relativa facilità con la quale l’eradicazione è stata raggiunta, in un’era che non aveva i mezzi di oggi.

A me pare che tu applichi, con consumata disinvoltura, la tecnica, molto usata nel marketing medico, dello “storytelling”, che è l’eufemismo corrente per le bugie del contastorie che introducono quelle dell’imbonitore. Es. la peste non è stata, come sostieni, eradicata; tantomeno dai vaccini. Il focolaio più recente, mesi fa, con 40 morti, è stato in Madagascar; che, riporta l’OMS, è una delle aree dove la peste è endemica. L’OMS riporta anche che i vaccini contro la peste, in passato molto usati, non sono risultati efficaci, e ne consiglia un uso limitato a casi particolari. La peste si contiene con misure di igiene pubblica e personale.

@ Mattia Tedesco. 13 falsità in meno di 6 righe. Se ti si mostra la sfacciata falsità di una tua singola affermazione, rispondi rilanciando con una secchiata di nuove bugie. Nella tecnica di vendita alla quale collabori occorre che i contastorie inducano nel pubblico la “trance narrativa”, cioè lo immergano totalmente nel falso, prima che gli imbonitori comincino il loro numero sul prodotto.

Replica a Mattia Tedesco non pubblicata per chiusura dei commenti da parte de Il Fatto.  Grazie per riconoscermi il demerito che quanto scrivo, costruito sui lavori e le idee altrui, comprende una componente originale. “ll buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune”: anche per questo ammiro Manzoni, che, prima non di internet, dei link e di Pubmed, ma prima delle scoperte di Pasteur capì con la ragione l’assurda follia collettiva della caccia agli untori e ne illustrò gli effetti mostruosi. Lo stesso tipo umano che nel ‘600 eccitava la folla additando gli untori, oggi, incurante di internet e Pubmed, per guadagnarsi i favori di ricchi e potenti racconta la fiaba di marketing che sarebbe stato il vaccino a liberarci dalla peste.
E’ il tuo mentire per la gola, il negare in flagranza, il presagire la morte a chi contesta le invenzioni che proclami con tono che non ammette repliche, l’insultare, la tua arrogaza, a costituire una forma di evidenza, la principale, non scientifica ma morale, del valore del tuo racconto sugli straordinari trascorsi dei vaccini, propedeutico alle vendite dei prodotti attuali*. Né il tuo name-dropping di entità potenti interessate, come il governo USA *, è evidenza di nulla riguardo a ciò che racconti, se non del tuo affaccendarsi a favore di grandi interessi e fartene scudo.

ccc
*Brownlee S Lenzer J. Does vaccine matter? The Atlantic, november 2009.

*  *  *

10 ottobre 2015

Blog de il Fatto

Commento al post di S. Di Grazia “Vaccini, perché i genitori hanno paura?”

Di Grazia invita a “scoprire quante bugie vi hanno detto fino ad oggi”. Ma le balle non le raccontano soltanto i ciarlatani che vogliono vendere cure alternative. Pochi giorni fa A. Cassels, ricercatore sulla politica dei farmaci della University of Victoria, Canada, ha proposto: “E’ la stagione dell’influenza, immunizziamoci contro l’infezione annuale delle esagerazioni sulla riduzione del rischio”. I vaccini antinfluenzali hanno “un effetto molto modesto nel ridurre i sintomi di influenza” (Demicheli V. et al. Vaccines to prevent influenza in healthy adults. Cochrane Collaboration, 13 marzo 2014). Il vaccino – ad un’analisi ottimistica, che si basa su dati in buona parte controllati dall’industria – ridurrebbe i casi dello 1-3%. I media invece riportano al pubblico percentuali molto più elevate, imbeccati da fonti scientifiche autorevoli, come il CDC di Atlanta, che ha affermato che la riduzione è del 60%, una percentuale “inspiegabile, di pura propaganda o sparata per incompetenza” secondo Tom Jefferson, della Cochrane Collaboration.

@ Zia Bettina. Mi perdoni, ma il tema del mio intervento, simile a quello dell’articolo, è sulle motivazioni che spingono le persone, e quindi anche i genitori, alla diffidenza sui vaccini. E’ vero che queste possono essere irrazionali, o influenzate da informazioni errate; ma possono anche essere dovute alla sensazione che la pressione per i vaccini non sia così disinteressata e veritiera; e questa sensazione non è infondata.

@ Zia Bettina. La scorrettezza dell’informazione ufficiale sui vaccini non è solo “una sensazione”; è una sensazione che trova riscontri nella realtà, come mostrano gli studi e i commenti di esperti accreditati. E’ vero che non si può fare di ogni erba un fascio (e sui vaccini per l’infanzia ci sono riserve specifiche, che dovrebbero spingere gli entusiasti alla cautela, non inferiori); ma è anche vero che non si devono mettere compartimenti dove c’è un’unitarietà. Il vaccino antinfluenzale è diverso da quelli per l’infanzia sul piano biologico; ma non sul piano del marketing. La campagna per i vaccini per i bambini è partita con la “Flu season”. Pochi giorni prima delle minacce della Lorenzin di sanzioni per i medici che sconsigliano la vaccinazione ai genitori, il virologo Pregliasco ha auspicato le stesse sanzioni parlando della vaccinazione antinfluenzale. (Caridi B. Influenza e vaccini, parla l’esperto: “Bene sanzioni per chi li sconsiglia”. Meteoweb, 30 settembre 2015).

*  *  *

1 gennaio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. Daina “Calabria, chiuso centro di medicina solidale: manca autorizzazione ma sono state curate 30mila persone gratis”

Nessuno che metta in dubbio la buona novella natalizia di una struttura sanitaria che in Italia lavori gratis in maniera continuativa per motivazioni filantropiche? Chi assicura la copertura economica? Il concetto di investimento è forse alieno all’attuale medicina? Allora il caino (come direbbe anche Cetto La Qualunque) lo faccio io. Le cure gratis di massa sono come il moto perpetuo: non esistono. Questo centro dell’Associazione degli epatologi calabresi si focalizza su malattie epatiche corporate-backed, come l’epatite C, che appaiono ritagliate apposta per fare profitti (a spese dei contribuenti, e a scapito di prestazioni sanitarie più razionali). L’epatite C sta facendo utili stratosferici, di tipo speculativo. Il centro va probabilmente visto come una testa di ponte da parte del grande business per espandere il mercato alla sanità calabrese, ancora centrata sul modello democristiano. E’ stato fatto chiudere forse per una collisione, che può avere diverse varianti, non esclusive tra loro, tra questa nuova forma di corruzione pro multinazionali e quella vecchia di tipo clientelare. Il vecchio feudalesimo si fa sentire perché vuole gestire in proprio, con le sue strutture, il nuovo business dei farmaci costosissimi; o vuole addivenire a un accordo spartitorio; o l’accordo c’è già, e vuole creare un caso e quindi propaganda e consenso, e poi sull’onda dell’indignazione istituzionalizzare il centro; o semplicemente vuole sollecitare la propria fetta di lasagna.

*  *  *

10 gennaio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gentilini “Presidente Mattarella, vogliamo un’ Italia ‘sostenibile e responsabile’

L’ecologismo o è “a monte”, integrato nel modello socioeconomico, che deve condizionare nel senso di una ecologia umana autentica, o è subordinato ad esso. Nel liberismo che tutto divora l’ecologismo “sostenibile” è un ecologismo roboante ma addomesticato, che parla a comando, giustificando sia autoritarismi; sia gli affari dell’economia dell’inquinamento, questa “finestra rotta” di Bastiat: es. con le bonifiche, e come spauracchio per spingere le masse verso l’industria medica, mai sazia di pazienti, lanciando allarmi parziali e esagerati, con un’evidenza “scientifica” di appoggio alla grancassa mediatica insufficiente e fortemente viziata. Non rassicurano le parole di Mattarella nel suo primo discorso di fine anno sulla necessità, data la “concretezza e centralità del problema” di superare divergenze per “collaborare” sull’ambiente, quando l’argomento appare oggetto di gravi omissioni e distorsioni a favore di interessi particolari che contrastano con i diritti del cittadino dettati dalla Costituzione. Si parla di “genocidio” della Terra dei Fuochi. Ma “a giudicare per induzione, e senza la necessaria cognizione dei fatti, si fa alle volte gran torto anche ai birbanti” (Manzoni). E si fa un favore ad altri birbanti, perché la diffusione di queste narrazioni semplicistiche su draghi sterminatori è in grado di innescare effetti nocebo, che tramite il meccanismo circolare paura-medicalizzazione-sovradiagnosi-paura stanno facendo sì che la profezia si autoavveri.

@ Nokia. Per “ecologismo umano a monte” intendo il fissare a priori al modello socioeconomico dei limiti che consentano una convivenza il più possibile armoniosa tra Uomo e Natura; il decidere quanto abbiamo bisogno di togliere alla Natura per condurre in maniera serena e degna quel tratto di esistenza che ci viene concesso, senza danneggiarla a nostro stesso danno e senza spremerla oltre in un’illusoria ricerca del superamento della nostra condizione umana. Non è all’insegna della “purezza” come il nazismo – o i vagheggimenti tipo New Age – ma della misura. Se ha parentele politiche, queste sono con l’antiutilitarismo e il repubblicanesimo. “Si chiama nazionalsocialismo” nei bollori dei propagandisti del liberismo: l’ideologia che da un lato si sente in guerra con la natura, dall’altro specula sulle scarsità e le paure che crea con l’imbrattarla e il distruggerla. E’ il liberismo che con lo “healthism” tende a un’ecologismo stralunato e opportunista, con connotazioni fasciste: v. P. Skrabanek. The death of human medicine and the rise of coercive healthism.

@ Nokia. E’ arrivato il Grande Fratello (di Orwell, non di Berlusconi): questo suo convogliare posizioni politiche e autori sgraditi sotto etichette così negative è il newspeak di “1984”. Mi può indicare qualche autore valido, uno dei buoni maestri che guidano voi della sorveglianza antinazista? O anche l’idea di confrontare posizioni diverse è da SS?

@ Nokia. Dunque lei è un discepolo del Presidente degli USA. L’idea di dare del nazista a chi dissente promana dal pensiero di Obama? Stalin chiedeva “quante divisioni ha il papa”. Ora abbiamo una presunta guida spirituale che come commander in chief del più potente esercito del mondo di divisioni ne ha a disposizione a non finire; e non le lascia inoperose. Un nuovo “imperatore filosofo”? O una “filosofia delle cannoniere”?

*  *  *

29 gennaio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Calabria, Mattarella: “Sconfiggere la ‘ndrangheta è dovere del governo. Creare lavoro priorità per la tenuta del Paese”

Si diceva che, quando Fanfani venne in visita in Calabria, si spostassero coi camion le stesse vacche di stalla in stalla, per mostrargli aziende agricole pronte ed efficienti. E non è da credere che Fanfani fosse ignaro di come stavano le cose. Anche la lotta alla ndrangheta è un “villaggio Potemkin”. Se sei nel mirino dei poteri dello Stato neppure le olive del tuo piccolo appezzamento nel lametino ti fanno raccogliere. Niente scuotitrice, niente potatori, anche se avevi già concordato la prestazione. Se si volesse davvero combattere la ndrangheta, invece dell’incessante esibizione di fondali teatrali bisognerebbe fare una “root-cause analysis”; che porterebbe alle istituzioni dello Stato che si fanno belle con la lotta alla mafia mentre, pagate da noi, servono grandi interessi non migliori della mafia; né estranei ad essa.

Se avesse parlato della pesante influenza negativa delle massonerie in Calabria; di come abbiano corrotto le istituzioni, avrebbe fatto qualcosa di sostanziale sia contro la ndrangheta che contro le ingiustizie in campo lavorativo, smascherando e delegittimando un potere occulto che sdoppia lo Stato. Ma è improbabile che Sergio “la neve è bianca” Mattarella esca dal seminato; soprattutto su questo argomento …

*  *  *

4 marzo 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Meningite, in Toscana campagna di vaccinazione. Ministero della Salute: “Prudenza, ma non è un’epidemia””

Sandro Nardini: Per chi volesse capire il probabile motivo dell’aumento (?) dei casi in Toscana.
http://www.unifi.it/not-2043-r…

@ Sandro Nardini. Sarebbe doveroso verificare e approfondire.

§  §  §

1 giugno 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Sanità Campania, come i ‘medici ammalati’ la riformerebbero”

La medicina, antica pratica antropologica, irrazionale – che ha acquisito in tempi recenti una parte reale e utile, razionale – prevede l’autoinganno del guaritore. Un chirurgo, I. Harris, ha illustrato come i medici partecipino alle illusioni (che a volte sono frodi) che vendono ai pazienti, rafforzandole col loro crederci (1). Melazzini, a capo dell’AIFA, serve fedelmente gli interessi dell’industria farmaceutica; la sua malattia serve più che altro a conferirgli credibilità e intoccabilità. Nella buona medicina il malato, il sofferente, regna ma non governa. Mentre chi decide amministra ma non regna. Oggi invece si fa “governare” il paziente, o meglio glielo si fa credere, strumentalizzandolo per forzare approvazioni non dovute di farmaci, allentamento dei controlli, allestimento di strutture inutili e dannose; mentre lo si spodesta, e si mette sul trono il profitto. Le scelte di politica sanitaria dovrebbero essere tenute separate dal parere tecnico dei collegi medici, che non dovrebbero avere ruoli politici né esercitare pressioni (2). Molti medici, malati e non, possono dare suggerimenti preziosi; ma la figura romantica del medico-malato che governa la sanità consente di aggirare una corretta distribuzione e separazione dei poteri.

1 Surgery the ultimate placebo. A surgeon cuts through the evidence. NewSouth Publishing, 2016.
2 Ewart RM. Primum Non Nocere and the Quality of Evidence:Rethinking the Ethics of Screening. JABFP, 2000. 13: 188.

§  §  §

21 luglio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Gaita “Vaccini, “in Italia obblighi e costi a macchia di leopardo. Serve piano unico nazionale o il sistema non è credibile” “

Censurato**

Il Nordic Cochrane Group ha fatto reclamo all’Agenzia europea del farmaco per il modo di gestire – o di insabbiare – le segnalazioni di medici di effetti avversi da vaccino HPV. La dr.sa Brinth ha scritto di medici che le confidano di non riportare gli effetti avversi impauriti dalla campagna contro gli “antivaccinisti”*. Da noi mentre l’Ordine promette sanzioni ai medici che non vaccinano, la regione Toscana regala ai medici 400-600 euro del contribuente per ogni persona che vaccinano contro il meningococco (un’epidemia che si è sviluppata con l’introduzione di un nuovo test diagnostico). Già i medici non sono in media granitici nel rinunciare a vantaggi personali per rispettare il dovere etico e contrattuale di servire l’interesse alla salute del paziente. Ora per di più si sta allestendo un sistema di premi e punizioni che ricorda i sistemi di bassa lega usati da alcune ditte per aumentare il rendimento dei loro piazzisti. Lorenzin, Chersevani, Ricciardi, Bonaccini etc. dovrebbero dichiarare i report scientifici e i pareri scritti di esperti sui quali basano il loro voler obbligare popolazioni di sani ad assumere medicinali, in deroga alla Costituzione. Se non lo fanno glieli dovrebbe chiedere la magistratura, visto che tali imposizioni, e minacce volte a costringere, se non adeguatamente fondate possono configurare vari reati.

*Chusteka Z. Complaint Filed Over EMA’s Handling of HPV Vaccine Safety Issues. Medscape, 5 lug 2016.

** I commenti di lettori pubblicati da Il Fatto su questo post e quello del giono precedente “Vaccini, Ordine dei medici: “Sanzioni disciplinari fino alla radiazione per chi li sconsiglia” assommano a oltre 3800.
§  §  §

19 agosto 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Meeting Cl, Mattarella all’inaugurazione: “Spostamenti migratori non si risolvono con un cartello che vieta l’ingresso”

Andrebbe piuttosto rivalutato il valore delle giuste separazioni. Es. un Presidente della Repubblica non dovrebbe esortare a spalancare le frontiere a masse senza arte né parte in cerca di fortuna; e dovrebbe astenersi dal varcare la soglia del gran convegno di un forte gruppo di interesse come CL. La sua partecipazione è anche un insulto – modesto – ai cittadini che sono vittime dell’affarismo spregiudicato di questa specie di massoneria clericale; ed è un endorsement che rafforza le mura e allarga il fossato di un castello di signorotti, dei quali favorirà aggressività e convinzione di impunità. Ho l’impressione che Sergio Mattarella sia più affine al padre che al fratello Piersanti nel definire liberi pascoli e muraglie invalicabili.

@ Mauro. C’è da sperare che gli italiani comprendano in interiore homine che sarebbe nel loro personale e urgente interesse avere governanti validi e che li rappresentino. Il confronto tra il catalogo attuale – nessuno escluso – e i tempi che ci attendono dovrebbe fargli venire brividi di paura, se non di sdegno; e spingerli a drizzare la schiena, piuttosto che impetrare il Soffio divino.

§  §  §

24 ottobre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, Mattarella: “Le affermazioni di chi li critica sono sconsiderate e prive di fondamento””

Gli antitumorali “innovativi” sono spesso molto costosi, poco efficaci, tossici e provvisti di scarsa validazione scientifica; vengono approvati con procedura “semplificata”, e si evita di monitorarli una volta ottenute rendite miliardarie con la loro immissione sul mercato *. Prassi che medici portano a esempio delle “gravi involuzioni” (Mattarella) in corso nella biomedicina; “gravi involuzioni” che singolarmente il Capo dello Stato denuncia se riducono il giro d’affari e al tempo stesso, nello stesso discorso, supporta se lo aumentano. La priorità data all’acquisto statale di questi prodotti, apprezzata da Mattarella come scelta “sociale”, porterà a una riduzione dell’accessibilità alle cure, e della qualità di vita e dignità dei malati, da farmaci poco utili, tossici e da spreco di ingenti risorse; non ad un aumento come lui dice. Oggi sulla versione cartacea de Il Fatto si riporta che Mattarella ha lasciato trapelare che voterà Sì al referendum costituzionale. I due endorsement, per l’involuzione costituzionale e per le speculazioni farmaceutiche sul cancro, sono tra loro coerenti.

*Kim C, Prasad V. Cancer Drugs Approved on the Basis of a Surrogate End Point and Subsequent Overall Survival: An Analysis of 5 Years of US Food and Drug Administration Approvals. JAMA Internal Medicine, 19 ott 2015. Mailankody S, Prasad V. Five Years of Cancer Drug Approvals: Innovation, Efficacy, and Costs. JAMA Oncology, 2015. 1: 4. 539.

§  §  §

23 novembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Patitucci “Meningite in Toscana, eccessi di casi di meningococco C. Rezza (Iss): “Ceppo particolarmente virulento””

C’è una letteratura sulle cause commerciali di variazioni geografiche di incidenza. L’ISS la ignora, insieme alla circostanza che l’incremento di diagnosi di meningite in Toscana è associato all’introduzione di un test diagnostico sviluppato al Meyer di Firenze. Il nuovo test usa un metodo, la PCR, che è noto causare falsi positivi. Ha già provocato incrementi spuri di incidenza di malattie infettive da sovradiagnosi (malaria, m. di Lyme, colite da c. difficile). Prima che di epidemia, il rischio per la salute pubblica appare essere quello che, secondo un collaudato “business model”, che ha già causato tragici effetti, la definizione di malattia venga alterata, identificandola abusivamente con la positività di test di laboratorio a basso valore predittivo positivo, che provocano sovradiagnosi; mentre allo stesso tempo si stimolano paure eccessive. Ciò permette di vendere cure inutili o dannose, a scapito dell’assistenza utile. Mattarella dal Quirinale esclude che possano esservi critiche fondate e responsabili ai vaccini; il presidente dell’ISS Ricciardi può invitare pubblicamente i magistrati a fare da braccio secolare a questa sua “scienza”, rivolgendosi alla stessa Procura che 50 anni fa fu, a danno della nazione, il sicario morale di un presidente dell’ISS come Marotta. Le frodi istituzionali sulla salute, come i test diagnostici che creano le “epidemie” che dicono di contrastare, sono intoccabili anche quando non sono coperte che da un velo sottile.

@ Marco (quello senza avatar). L’incremento dei morti, e i conseguenti allarmi mediatici su un’epidemia, sono qui legati a circostanze poco limpide e molto sospette sulle quali istituzioni all’altezza dei loro poteri e doveri indagherebbero, in un Paese onesto. Andrebbe considerato come un ulteriore indizio che le versioni ufficiali siano appoggiate sul web da squadrette di soggetti pronti a tirare fuori il “complottismo” e a dileggiare chi non scambia, come fanno non molto lucidamente loro, la diagnosi di morte per la diagnosi della causa di morte; rammaricandosi che i manicomi siano stati chiusi. (Secondo un’interpretazione di quelle che danno un lavoro ai troll, furono chiusi, assecondando, ma solo nella pars destruens, il sincero radicale di sinistra Basaglia in Italia, e negli stessi anni dal liberista Reagan in USA, per creare un più ampio mercato agli psicofarmaci, che sono spesso inutili e dannosi).

@ Marco (quello senza avatar). Sì, non c’è nessuna epidemia, e probabilmente nessuna reale rilevante variazione nell’epidemiologia della meningite. Invece, date al pubblico l’impressione, manipolando ad arte esami e notizie, che la pestilenza sia dietro l’angolo; per supportare prediche e obblighi a sempre nuove vaccinazioni. Peccato che “al vostro paese” non ci siano un giudice, una guardia e una gattabuia. Un recente lavoro * mostra che in Europa il carico di malattia da 6 infezioni associate alle cure mediche è maggiore di quello delle altre 32 malattie trasmissibili. Le malattie infettive oggi sono diventate largamente un problema iatrogeno. Ma gli zelanti Savonarola della peste incombente su questo stanno muti.

*Cassini A et al. Burden of Six Healthcare-Associated Infections on European Population Health: Estimating Incidence-Based Disability-Adjusted Life Years through a Population Prevalence-Based Modelling Study. PLOS medicine, 18 ott 2016.

@ Marco (quello senza avatar). Una versione semplificata del lavoro è sul New Scientist: “The first ever study of hospital-acquired infections in European hospitals has found that the combined health impact of these infections is twice that of the combined burden of 32 infections caught outside hospitals, including flu, HIV and tuberculosis.” (18 ott 2016). La licenza di mistificare a piacimento chi te l’ha data? Se distorci ciò che è scritto nero su bianco, accusando gli altri di non capire, si può immaginare cosa fai sulla epidemia-non-epidemia di meningite. Certo è un bello spettacolo per un cittadino vedere la presidenza della Repubblica, l’ISS, Il Meyer di Firenze, la crema della medicina, affiancati da venditori come te.

§  §  §

21 dicembre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Roma, anche l’Anac contro Marra: “Conflitto d’interessi sul fratello. E la Raggi doveva esonerarlo dalle decisioni””

C’è un problema di “epistemic reliance”, “fiducia epistemica”. Noi sentiamo Grillo, sentiamo i 5S, denunciare il malaffare; ci si allarga il cuore e crediamo che i 5S siano tutt’altra cosa dal sistema che condannano con voce tonante. Il grosso, grossissimo guaio è che c’è un problema nascosto di fiducia epistemica mal riposta anche sull’ANAC, che ha un progetto sinergico con AIFA per il “fast track”, l’approvazione abbreviata dei nuovi farmaci. Una forma di corruzione istituzionalizzata non meno dannosa per i cittadini della corruzione con mazzette dei palazzinari romani. Un watchdog dei diritti dei cittadini competente, incisivo e non ambiguo (come purtroppo non sono i 5S), il National Center for Health Research, ha parlato di “McDrugs”, e di come “fast drugs can be more dangerous than fast food”. Ma il renziano Cantone – magistrato – invece di avvisare dei danni e dei pericoli del fast track, riportati anche da studiosi della corruzione*, collabora al programma obamiano di deregolamentazione dei farmaci, ponendo così l’anticorruzione al servizio della corruzione legalizzata.

*Light DW et al. Institutional corruption and the pharmaceutical industry. Journal of Law, Medicine and Ethics. Fall 2013.

23 dicembre 2016. Fonte: quotidianosanità.it. “Da Ministero e Anac arriva Fast Track per sperimentazioni più veloci e sicure”. Scaricato il 19 dic 2016. A quattro giorni di distanza, la notizia non risulta essere riportata da altre fonti internet. Può darsi che l’articolo riporti erroneamente “ANAC” invece di “AIFA” nel comunicare nel titolo e nel testo che “è nato il fast track, un progetto sinergico di ANAC e Ministero della salute”. L’eventuale errore non è a oggi corretto. Anac collabora alla realizzazione dei progetti di AIFA e Min. Salute, come riferisce anche l’articolo. Non risulta abbia sollevato obiezioni sul fast track, esponendone la natura corrutiva, o i rischi di corruzione. L’articolo prende spunto dalla IX Conferenza Nazionale sui Dispositivi medici. La conferenza ha tenuto a battesimo il fast track italiano. Il sito della conferenza non riporta la presenza di Anac. Riporta la compresenza e la convergenza di controllati e controllori, incluso il comandante dei NAS.

§  §  §

10 gennaio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Terapia genica, Luigi Naldini: “Così l’esistenza di molti bambini è cambiata in meglio”

Il “gerrymandering” che enfatizza le malattie rare – citate da Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno – permette dietro all’immagine sacra del bambino malato manovre speculative dello stesso livello di quelle dei salvataggi bancari a spese dei cittadini (e della stessa radice; non sorprende che sia sostenuto dalle banche); ma più gravi, dato il loro impatto negativo sulla salute. Permette infatti approvazioni con controlli ridotti, e di vendere quindi farmaci dall’efficacia terapeutica nulla o dubbia (ma non privi di effetti avversi) applicando il “premium pricing”. Coartando il concetto di malattia rara tende ad estendersi alle malattie comuni, con sotterfugi come il “salami slicing”, aggirando così i controlli e i limiti anche per la massa dei pazienti. Elementi fondamentali dello schema sono la definizione di malattia e di nuovi sottogruppi tramite biomarker e la “diagnosi precoce”, che inevitabilmente porteranno a sovradiagnosi (che permettono di presentare “risultati” terapeutici). La politica e l’informazione invece di fermarsi ai buoni sentimenti da talk show dovrebbero considerare che il combinato di attenzione sproporzionata, propaganda, manipolazione della nosologia e deregolamentazione non porti a un “cambiamento dell’esistenza di molti bambini” – e anche di molti adulti – in peggio, con un bilancio complessivo negativo per la collettività.

Herder M. What is the purpose of the Orphan Drug Act? PLoS Med, 2017. 14; e1002191. E citazioni.

§  §  §

13 gennaio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Ministro Lorenzin dopo la firma dei nuovi Lea: “Vaccini gratis e senza ticket” “

Gratis? “Molte persone non lo vedono ma alla fine tutti i costi sono pagati dalle persone comuni. Quando vedi i pazienti nel tuo studio sai che non pagheranno la particolare prestazione che stai per erogare. Ma puoi essere certo che alla fine in qualche modo pagheranno il costo. Abbiamo portato il laundering [riciclaggio] dei costi della sanità ad un’arte elevata, che fa sembrare le banche off-shore dei dilettanti. Ma puoi essere certo che dopo che il riciclaggio è completato, i costi saranno ancora là, e li pagheranno le persone comuni” (*,ridotto).

Questi non sono regali; se non alle case farmaceutiche di denaro pubblico. Saranno pagati da noi con le imposte e tasse; e con le spese private che si sarà a costretti a sostenere per l’assistenza medica realmente necessaria e lasciata scoperta.

*Eddy DM Medicine, money and mathematics. Am Coll Surg Bull, 1992. 77: 36.

@ Snoopix. Non è la “sanità universale”. E’ la sanità delle multinazionali attraverso il potere dello Stato. Che ottimizza non la salute, ma il profitto, succhiando denaro ai cittadini mediante informazioni ingannevoli, sovradiagnosi e cure futili, e a volte dannose, ma comode e lucrose per il business, e trascurando interventi necessari, non sviluppando trattamenti e lasciando il cittadino senza guida e senza aiuto in situazioni critiche.

@ Bruccio. Questo è il modello americano. Es. “With faster drug approvals taxpayers could be left to foot the bill” STATplus, 13 gen 17 (USA). Sei tu che sembri avere difficoltà a distinguere tra servizio sanitario utile pagato con le tasse e uso del prelievo fiscale con la copertura della sanità pubblica per trasferire denaro dei cittadini al business.

@ Bruccio. Quindi non si può criticare o denunciare come corrotto nessun appalto per lavori pubblici se non si è ingegneri specializzati in quel genere di opera? Sono un medico e mi occupo di frodi mediche strutturali. In genere, come qui, cito degli autori a supporto di quanto dico. Puoi indicarmi tu quale immunologo, vaccinologo, dipendente dell’industria farmaceutica sulla base di quali studi e di quali competenze sosterrebbe che una spesa pubblica importante non possa essere che benefica, indiscutibile e priva di conflitti di interesse se supportata dal parere di “scienziati”? Puoi indicarmi es. l’evidenza scientifica pubblicata che giustificherebbe l’allocazione preferenziale di denaro pubblico per la vaccinazione di adolescenti maschi contro l’HPV ? Che giustifichi il porre tale vaccinazione sotto il titolo di “assistenza essenziale”? Io credo che, più che essere io a rispondere nel “tribunale della scienza” nel quale fai il pubblico ministero, in un Paese sano ciò andrebbe spiegato alla magistratura nell’ambito di un’indagine. Condivido l’opinione di diversi scienziati che in medicina la scienza sia stata insozzata facendone uno strumento di frode, e che mettendola al servizio dei soldi facili sia stata fatta divenire un fattore di malattia.

§  §  §

27 gennaio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Giorno della Memoria, Auschwitz raccontata dai 18enni: “Quei muri sono come quelli che si vogliono alzare oggi””

E’ vero, come notò anche Benedetto Croce, che c’è una continuità tra le falsità del fascismo e quelle della Repubblica, a parole opposta al fascismo. A un magistrato che nel dopoguerra presiedeva la corte del processo ai fascisti della banda Koch un imputato ricordò che durante il Ventennio il giudice usava portare la camicia nera sotto la toga. I caporali che servono gli ebrei oggi che gli ebrei sono potenti e da oppressi sono divenuti oppressori, che ci vendono ai poteri forti, che spacciano gli attacchi etnocidi al proprio popolo per atti di civiltà, sono i discendenti morali dei caporali che tradirono i nostri concittadini ebrei quando questi erano in una condizione di debolezza.

§  §  §

4 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Autismo, tumori e disabilità: quanto influisce l’inquinamento sulla nostra salute?

Ricordo il dr. Marfella, che dice di essere schierato dalla parte dei cittadini, a fianco al Procuratore generale di Brescia a una conferenza dove si lanciavano allarmi sui danni alla salute da inquinamento nel bresciano, accomunandolo alla Terra dei Fuochi. Platea di studenti, cioè di minori, scelta a mio parere imprudente, per non dire censurabile*. Marfella accosta l’inquinamento anche alla ”epidemia” di autismo; schierandosi a fianco all’ufficialità, incluso Mattarella, in un’operazione di creazione di malattia per via culturale. La bufala dell’epidemia di autismo da vaccini serve da standard negativo per fare sembrare scientifiche le manipolazioni sull’autismo dell’ufficialità; come Stamina al confronto fa sembrare credibili le promesse fantasiose dell’ufficialità sulla rigenerazione del tessuto nervoso. La chemio, fallimentare, viene valutata paragonandola alla follia del metodo Hamer. Su questo sito M. Mirabella, che ha gravi responsabilità per forme di deleteria pubblicità direct-to-consumer mascherate da divulgazione, sembra un difensore dell’onestà scientifica, essendo mostrato a sbeffeggiare una “raeliana”. Il dibattito è coartato a magia bassa contro magia alta. Per un esempio di terza campana, v. autismo in “Primo non curare chi è normale. Contro l’invenzione delle malattie”, Boringhieri. L’autore dopo avere diretto la nosografia psichiatrica ufficiale ne è divenuto un critico.

*La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide.

ccc

v. anche:

I tamburi della paura

La questua delle multinazionali

§  §  §

19 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Report e vaccino Hpv, Mentana: “Anche i campioni sbagliano. Tanti avvelenatori di pozzi non aspettavano altro” “

In Giappone il governo si è espresso contro il vaccino HPV, e ha sospeso l’appoggio, adducendo riserve sulla sicurezza, facendo quasi azzerare i tassi di vaccinazione delle bambine. La misericordia impone di mandare ai superstiziosi ignoranti di Tokio Mentana e la Lorenzin a insegnare loro il rispetto per la scienza e come si tutela la salute dei cittadini.

La decisione di Tokio non prova in sé che il vaccino sia dannoso; ma mostra che le cautele sono ragionevoli, o doverose per chi ha responsabilità di politica sanitaria. Prima che della sua sicurezza, si dovrebbe dire “nullius in verba” sulla sua efficacia: Mentana, ma anche i giornalisti di Report, dovrebbero indicare i lavori scientifici che provano adeguatamente – adeguatamente – l’efficacia del vaccino nel prevenire il tumore del collo dell’utero. Gli esperti e i rappresentanti delle istituzioni che tuonano contro chi ha osato dubitare della parola degli Scienziati nella foga si sono scordati di presentarli. A voler fare il giornalista, bisognerebbe controllare se il livello di evidenza consenta effettivamente di gridare all’oscurantismo; o se, dati i grandi interessi, e conoscendo i nostri polli politici, non si tratti di un bluff, di una manfrina da imbonitori. Ma immagino che già questa richiesta sia segno di mancanza di fede, di ateismo o di eresia, e giustifichi l’iscrizione d’ufficio nell’elenco degli appartenenti alla setta degli “anti-vax”.

@wittrue. Il caso giapponese mostra che lì, nella patria della tecnologia, e dove certo non si è pregiudizialmente contrari al business farmaceutico, si sa distinguere tra politica sanitaria, che richiede un bilancio rischi benefici con garanzie sulla sicurezza, e ideologia scientista, per la quale i ricercatori (e chi li manovra) dettano la politica sanitaria; così che sempre più si stanno immettendo farmaci poco testati quanto a efficacia e sicurezza, usando la popolazione come cavie. Il lavoro che lei cita, una review di ricercatori dell’ISS e della casa farmaceutica che vende il vaccino anticancro, non mostra più di quel che affermano gli autori: “le vaccinazioni 4HPV hanno il potenziale di ridurre le verruche genitali”. Non mostra affatto una capacità del vaccino di prevenire il cancro del collo dell’utero; infatti evita di dirlo. Le verruche genitali (comuni) sono una cosa, il cancro mortale della cervice (raro) un’altra (per quanto si cerchi di confonderle assieme). Il non causa pro causa, la pretesa di trasformare i risultati di un lavoro in surrogate endpoint in sede di interpretazione, il conflitto d’interesse, per il quale il controllando conduce le verifiche insieme al controllore, costituiscono piuttosto un esempio delle storture sulle quali si basa la pretesa di imporre a masse di ragazze sane inoculazioni i cui risultati finali non sono noti; allocando fondi pubblici destinati alla sanità a prodotti che prima di essere “scienza” sono commercio e finanza.

@wittrue. Veramente la mia risposta è nel merito; e mostra che il merito non lo sta presentando chi dovrebbe, cioè chi afferma e vuole ordinare di sottoporsi al trattamento medico; cioè quelli della sua parte. Prendo atto che per lei il lavoro compilativo, su tipologie di studi che un testo di epidemiologia definisce “of lesser design”, scritto da dipendenti della ditta produttrice con gli amici dell’ISS, che conclude che il vaccino sembra prevenire le creste di gallo, è la prova che previene il cancro. E che lei questo lo chiama sapere. Mi scusi, ma dovendo “scegliere” mi danno più fiducia i giapponesi; e i diversi rispettabili ricercatori che hanno espresso critiche. Oltre alle evidenze scientifiche, anche la qualità e la buona fede delle argomentazioni addotte dovrebbero entrare nella valutazione politica (e in alcuni casi giudiziaria) di questo e altri diktat medici.

@ Conenna. E’ vero. La sanità non è solo questione di denaro, ma anche di valori, da tenere al riparo dagli interessi. E di razionalità, da proteggere dalle nostre paure e fantasie. Illich scrisse che a volte i più poveri sono risparmiati dagli effetti più sinistri della medicina iatrogena. Quando ero resident in USA, dove lussuosi ospedali sorgono a fianco a quartieri degradati con tassi di mortalità neonatale elevata, controllando la storia clinica dei pazienti vedevo che a volte il loro aver potuto acquistare costose assicurazioni li aveva esposti al danno iatrogeno più di quanto non li avesse protetti dalla malattia.

@vferrari. L’affermazione che cito di Illich è stata ritenuta degna di essere pubblicata sul Lancet, che ospitò l’articolo che la contiene. Il tema etico dell’allocazione delle risorse a seconda dell’aspettativa di vita per gli affetti da insufficienza renale cronica è stato discusso nelle sedi più titolate, che non lo hanno trovato da esaltati. I danni al singolo individuo dell’illusione individualistica che sia vantaggioso pensare solo in termini di cura del singolo sono pure stati considerati da bioeticisti, e dovranno esserlo sempre più, dato il corso liberista e il relativo marketing.

Certo, per voi che siete una fucina di alta scienza, infaticabili nel tenere sempre gonfi i mantici coi quali forgiate grossi doni all’umanità, Illich non è che “il più grande rompi…”, da scartare con disprezzo. In voi l’auspicata fusione tra le due culture si compie: siete tanto scienziati quanto intellettuali.

@vferrari. La salute collettiva non è ottimizzata considerandola la sommatoria delle cure ai singoli. Es. se, pensando in termini individuali, si assegnano reni per i trapianti ad anziani, con una ridotta aspettativa di vita, a scapito dei giovani, parte dei QALY che sarebbe possibile aggiungere alla popolazione andranno persi; così che in media il singolo individuo ci perderà. Problema etico, che è stato affrontato anche sul piano scientifico dai centri di matching; e che ne sta generando altri *.

La scienza, quella vera, è una tra le grandi imprese umane; mi spiace che mentre se ne erge a difensore non la conosca, a giudicare da come ne parla. Quelli come lei ne fanno un feticcio da adorare per ottenerne superiorità; un simulacro che in campo medico viene manovrato da astuti sacerdoti che gli fanno dire ciò che vogliono. Chi sostiene che la scienza non è corruttibile, elevandola così da attività umana a entità metafisica, non sa in cosa consista; o finge. Si crede razionale, ma è in realtà un praticante, interessato o ancor peggio sincero, di un culto che uno scienziato, Feynman, ha chiamato “cargo cult science”. Lo scientista è così ad uno stadio più arretrato e pericoloso rispetto al nondum matura sulla scienza di Croce. Dall’idealismo in effetti ha poco da imparare, quanto ad arte del sofisma, camaleontismo e spocchia. (Croce però aveva l’erudizione).

*Kaufman SR. Fairness and the Tyranny of Potential in Kidney Transplantation. Current Anthropology, 2013. 54. 856.

§  §  §

30 maggio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Processo Stamina, quattro condanne a due anni per il filone bresciano”

Nel 1947 a Partinico fu assaltata una sezione del PCI. Due militanti furono uccisi, uno rispose al fuoco ferendo G. Ofria, mafioso locale, braccio destro di un massone latifondista. La polizia fece passare Ofria, sicario, per una delle vittime. Tra gli uccisi vi era il padre di Giuseppe Casarrubea, che, divenuto storico, ha commentato: “La cosa incredibile non è, tuttavia, solo l’equivoca attività d’indagine degli inquirenti, quanto il fatto che i giudici sia a Viterbo, sia a Roma, non svolsero nessun approfondimento autonomo, e si appiattirono acriticamente sui rapporti di polizia. Anzi fecero di peggio. Non solo rimossero il problema dei mandanti ma concessero le attenuanti ai correi della strage”*.

Nel processo per quel remoto fatto di sangue nella Sicilia di Bernardo Mattarella ci sono state manipolazioni, influenze esterne, circostanze storiche e conseguenze per il Paese che si possono comparare con l’odierno fare figurare Reg. Lombardia, Min. della Salute e AIFA tra le vittime; con l’assoluzione dalle accuse appropriate, truffa e associazione a delinquere; e con l’appiattimento sui voleri della “money-driven medicine” nell’elevare acqua sporca a “farmaco imperfetto”, una falsità madornale che serve lo schema fraudolento del quale Stamina è solo una componente**; schema che chiarisce movente principale e mandanti dell’imbroglio, che sono stati rimossi.

*Casarrubea G. “Fra’ diavolo” e il governo nero.
**Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale.

§  §  §

9 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mafia, la Cassazione assolve Mori e Obinu per la mancata cattura di Provenzano: respinto ricorso della procura”

I mafiosi sono criminalità “on steroids”, direbbero in USA. Il doping è dato dalla protezione dello Stato. Quando lo Stato virulenta il crimine, quando i pusher sono i CC, si creano cortocircuiti esiziali. Per una ferrea convenzione, la mafia è l’unico caso dove a mezza bocca si ammette che lo Stato favorisce la grande criminalità. Ma è un parafulmine. Giorni fa Mattarella ha firmato il decreto sulla caterva di vaccinazioni coatte. Sarà contenta la Glaxo. “GlaxoSmithKline (GSK) is one of the most criminal drug companies in the world (3). It has committed numerous offences that fulfil the criteria for organized crime under US law”. (PC Gotzsche. Deadly psichiatry and organized denial. People’s press, 2015. Un’esposizione competente e dettagliata delle mostruose falsificazioni della ricerca commesse dalla Glaxo, e delle associate complicità istituzionali, per fare assumere in nome della “scienza”, anche a minori, psicofarmaci inefficaci e dai gravi effetti collaterali, inclusi suicidio e omicidio).

Posso testimoniare che quello della criminalità medica è un altro settore dove i discendenti morali di Salvo D’Acquisto, con la copertura dei colleghi di Falcone e Borsellino, non sono la cura ma sono causa, insufficiente ma necessaria, non meno dei giustamente vituperati politici. Fino a far divenire lo Stato braccio del crimine.

@ Stefaso B. Pure a Ilardo lo hanno vaccinato… E comunque basta con questo cercare sempre di patologizzare il prossimo per vendere rimedi hi-tech, costosissimi e tarocchi. Per esempio contro la fame esistenziale, che porta a sentirsi giustificati nel commettere qualsiasi bassezza come se fosse per la sopravvivenza, inutile cercare vaccini. Si dovrebbe cominciare sperimentando misure semplici, come il fare consumare, fino all’ultima briciola, pasti sontuosi, abbondanti e nutrienti almeno tre volte al giorno, per convincere gli affetti che non stanno morendo di fame. Sancita la scientificità, per chi rifiuti di sottoporsi alla profilassi alimentare, o rifiuti di praticarla integralmente, dagli antipasti alla scarpetta finale, si potrebbe ricorrere, per il suo bene e per il superiore interesse della comunità, a sanzioni del tipo di quelle che faranno vendere vaccini alla limpidissima Glaxo firmate da Mattarella. Posa la siringa, è l’ora della pappa.

§  §  §

12 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, Piero Angela: “Fidatevi dei medici e della scienza. La velocità della luce non si decide ad alzata di mano”

Angela ci istruisce su come la teoria della relatività abbia tra le sue sbalorditive conseguenze anche quella di rendere appropriato e lecito il togliere la patria potestà a chi non sottopone i figli alla vaccinazione contro la varicella. A proposto di scelte di politica sanitaria, fisica e rigore scientifico, la Lorenzin insieme ai vaccini ha inserito nella assistenza essenziale (LEA ) anche la protonterapia, nonostante gli studi clinici impongano di scartarla (1-4). La protonterapia è stata definita “uno degli esempi più sfrontati” della “unione tra la medicina e Wall Street” (5), superando le altre terapie solo per il “wildly extravagant cost” (3), in grado di prosciugare i fondi per l’assistenza utile. E’ stato anche osservato che rende necessario un flusso di sovradiagnosi di cancro (6).

E’ vero che c’è nel pubblico una mai sopita tendenza ad affidarsi alla magia; ma il decano dei divulgatori spinge, insieme ad altri, perché sia soddisfatta da una concezione magica della scienza, che riponga fiducia a priori negli “scienziati”. Per rifarsi la bocca si può leggere “Cargo cult science”, di uno scienziato vero, Feynman, sull’uso magico e fraudolento che può essere fatto tanto delle pseudoscienze che della scienza.

@ Bruccio. Tu sei il “reviewer” di riviste scientifiche che mi ha spiegato che la pernacchia è la risposta adatta alle critiche sulla politica vaccinale. Ti ho già detto cosa penso dei tuoi modi vastasi e dei tuoi atteggiamenti da gallo ncopp’ a munnezza, che rendono impossibile il dialogo. Quanto riporto non è un mistero. Chi fosse interessato può ricevere fonti bibliografiche sugli interessi economici che spingono perché sia favorita la protonterapia, e sui danni che ne derivano ai pazienti, chiedendole per email: ***.

A proposito di fonti, e di fiducia. In un post sui vaccini de Il Fatto del 21 luglio 2016, che ebbe oltre 3800 commenti, fu censurato il mio commento dove dicevo che erano stati riportati all’estero casi di intimidazione di medici sulle segnalazioni di reazioni avverse al vaccino HPV, e che da noi i medici che non vaccinano sono sanzionati, mentre quelli che vaccinano ricevono un extra di denaro pubblico. Sostenevo anche che se lo Stato obbliga non singoli malati, ma intere popolazioni di sani ad assumere medicinali, dovrebbe indicare i report scientifici e rendere pubblici i pareri scritti di esperti sui quali basa la deroga al diritto a non essere sottoposti a trattamenti obbligatori. Bisognerebbe chiedere tali fonti a chi manda Piero Angela a dire “fidatevi” e i troll a spernacchiare. E chiedere anche le motivazioni, con le fonti, per la protonterapia nei LEA.

@ Bruccio. Come tante altre situazioni impresentabili in medicina, sono in effetti “note e risapute”, come dici, agli addetti, che sono omertosi o rimuovono; e vengono nascoste al pubblico, anche tramite i troll, che la discussione comunitaria la disturbano e la guastano. Trascrivo tutti i miei commenti nel mio sito, menici60d15. Trascriverò anche questi, nelle raccolte “I tamburi della paura” e “La medicina sotto la presidenza Mattarella”; e aggiungerò una nota bibliografica.

@ Bruccio. Suvvia, un po’ di pazienza. Qualche assaggino:

“This is a high-stakes game. Without prostate cancers to treat, proton beam centers will fail.” (Ablin, scopritore del PSA, sui motivi che spingono a sovradignosticare i cancri della prostata). (6)

Global Proton Therapy Market potential is more than US$ 50 Billion in 2016. (Nasdaq). (7)

“some overseas clinics providing proton beam therapy heavily market their services to parents who are understandably desperate to get treatment for their children” (NHS Choices). (8)

“nothing so big and so useless has ever been discovered in medicine. It’s hard to believe we should be paying handsomely for technology whose benefit is unproven.” (A. Chandra, direttore, Health Policy Research dell’ Harvard’s Kennedy School of Government, 2017). (9)

(Bibliografia aggiunta)

1 Mulcahy. Finally, RCT Results for Proton Therapy in Cancer. Medscape, June 21, 2016.

2 U. S. News & World Report story on proton beam radiation left out the evidence. Health News Review, Jun 23, 2016..

3 Raeburn P. Wise buy? Proton Beam Therapy. It helps only a few, and at a wildly extravagant cost. Medpage, May 19, 2017.

4 Rosenthal E. An American sickness. How healthcare became big business and how you can take it back. Penguin Press, 2017.

5 Big Pharma: Pushing the Edge of the Envelope. Wall’s Street’s drive for profits is hiking drug prices, says Carolin Poplin, MD, JD. Medpage, May 23, 2016.

6 Ablin, RJ. The great prostate hoax. How big medicine hijacked the PSA test and caused a public health disaster. Palgrace MacMillan, 2014.

7 Global $50 Billiojn Proton Therapy Market & Forecast 2010-2021 – Patients Treated at Proton Therapy Centers, Reimbursement Policies. Nasdaq GlobeNewswire, May 29, 2017.

8 Smith J. Ashya King: This story isn’t quite what it seems. The Indepedent, Sept 6, 2014.

9 Blau M. A taxpayer gamble on medical tourism: Louisiana subsidizes proton therapy to boost its economy. Stat, Jun 2, 2017.

Vedi anche:

EDott. Stop al centro protonico, costa troppo. 20 ott 2011.

Nelson R. Proton Therapy ‘Sells Hope’: No Clear Benefit for Patients. Medscape, Jun 20, 2013.

Nelson R. Insurers Nix Payment for Prostate Cancer Proton Therapy. Medscape Aug 30, 2013.

Overuse 101. Sito del Lown Institute di Boston.

§  §  §

25 giugno 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Agosti “Strage di piazza della Loggia, lettera agli innocenti”

Dopo mezzo secolo suonate l’adunata per andare a cercare i mandanti della strage. Vivo a Brescia, che quando sono in gioco interessi USA sembra una dependance della vicina base NATO-USA. Vengono in mente quei baroni scozzesi di “Braveheart” che chiamavano a raccolta contro gli occupanti inglesi e sottobanco si erano venduti ad essi. A2A, la partecipata del Comune, che ogni volta che su Il Fatto commento gli interventi di Mattarella manda puntualmente le macchine spazzatrici a sfilarmi accanto sollevando lerciume mentre cammino, chiede la nomina a senatore a vita di Manlio Milani. Anche Mattarella, da decenni uomo di fiducia “su cui puntare” come presidente secondo un ambasciatore USA in Italia (La Stampa, 20 giu 2017), necessita di alibi per la sua fedeltà atlantica. Così, col machiavellismo e le capacità recitative che nella nostra classe dirigente occupano il posto di doti più pregiate, verranno prolungate la sacralità e la pompa che rivestono scelte di campo non molto eroiche.

29 giugno 2017

Et in pulverem reverteris. I bresciani e i mandanti della strage del 1974

Commenti nei quali cito Mattarella sul blog de Il Fatto e gli associati fenomeni di nettezza urbana, gennaio-giugno 2017.

10 gennaio 2017.Commento al post di R. La Cara “Terapia genica, Luigi Naldini: “Così l’esistenza di molti bambini è cambiata in meglio” (In:La medicina sotto la presidenza Mattarella). 12 gennaio 2017, 9:34. Vengo impolverato da una macchina spazzatrice che, svoltato l’angolo dove è l’entrata del centro di ricerche sulle staminali “Eugenia Menni” e scuola infermieri Università Cattolica annessi all’ospedale Poliambulanza delle Suore Ancelle, mi passa accanto sulla pista ciclabile mentre cammino sul marciapiede. Vedi : Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale sugli aspetti tenuti coperti del ruolo primario di Brescia nella frode Stamina, con i legami con gli USA e le relative complicità e impunità.

9 maggio 2017. Commento al post “Migranti, Mattarella: “Solidarietà frenata da intolleranza e discriminazioni prima che da preoccupazioni per la sicurezza””. (In: Immigrati. La pietà coi numeri e altre forme minori di pietà). 10 maggio 17, 8:39. Come il 12 gennaio, con passaggio spazzatrice da Sud a Nord invece che da Nord a Sud. Impolverato da spazzatrice che mi passa accanto sulla pista ciclabile quando svoltato l’angolo cammino sul marciapiede davanti al centro di ricerche sulle staminali “Eugenia Menni” e scuola infermieri Università Cattolica, annessi all’ospedale Poliambulanza delle Suore Ancelle.

30 maggio 2017. Commento al post “Processo Stamina, quattro condanne a due anni per il filone bresciano” (In: La medicina sotto la presidenza Mattarella) 31 maggio 17. Spazzatrice all’entrata del parchetto di via Carso di fronte al centro vaccinazioni della ASL. Luogo dove vado a leggere, tra innumerevoli e costanti molestie. La spazzatrice mi passa vicino mentre entro nel parco, 8:31, ed è ancora lì al lavoro quando esco dal parco, 40 minuti dopo, ore 9:08.

9 giugno 2017. Commento al post “Mafia, la Cassazione assolve Mori e Obinu per la mancata cattura di Provenzano: respinto ricorso della procura”. In: I professionisti della metamafia. Incontro ravvicinato poche ore dopo, 9:55, con camioncino portarifiuti targato FB596CB sulle strisce dell’incrocio, su viale Duca degli Abruzzi altezza via Carso, che chiamo “checkpoint Calipari” (l’ho così soprannominato, ai tempi di quando lasciarono uccidere Calipari, perché sede di costanti prodezze di auto di polizia e mezzi pubblici; e perché allora era segnato dalla bandiera italiana esposta a bordo strada sul recinto dei tavolini di un bar).

13 giugno 2017. Commento al post “Vaccini, Piero Angela: “Fidatevi dei medici e della scienza. La velocità della luce non si decide ad alzata di mano”“. In: I tamburi della paura. 14 giugno 2017. 8.09 spazzatrice sotto casa. 9:26 spazzatrice accanto, entrata ospedale Poliambulanza delle Suore Ancelle.

25 giugno 2017. Commento al post di S. Agosti “Strage di piazza della Loggia, lettera agli innocenti”. In: Brescia non solo bombe. Sulla sentenza del 2017 di condanna per la strage del 1974. Dove riferisco dei passaggi delle spazzatrici. 28 giugno, 9:11, autobotte per spurgo pozzi neri al lavoro davanti al già citato centro di ricerca sulle cellule staminali “Eugenia Menni”. Preceduto il 26 da porcherie generiche A2A. La stessa autobotte due ore dopo, 11:20, romba sotto casa aspirando materiale dalla fogna pubblica attraverso l’apertura di una griglia sulla strada. Per la prima volta in 19 anni che io ricordi.

Dall’inizio del 2017 al 28 giugno, nell’ambito di un’intensa attività a  mio danno di stalking, provocazione e minaccia di diversa provenienza, non ho incontrato spazzatrici altro che in questi episodi, che ho filmato.

Componenti della Fondazione ASM, che propone la nomina a senatore a vita di Manlio Milani: Roberto Cammarata, presidente. Marina Rossi, vicepresidente. Federico Bani, Sergio Faini, Silvia Quilleri, Luigi Riccardi, Valentina Stefani, consiglieri. Delegato A2A Giovanni Valotti.

Dirigenza A2A, che gestisce la nettezza urbana a Brescia: Presidente Giovanni Valotti. Vicepresidente Alessandra Perazzelli. Amministratore delegato Luca Valerio Camerano. Membri CdA: Giovanni Comboni, Enrico Corali, Luigi De Paoli, Alessandro Fracassi, Maria Chiara Franceschetti, Gaudiana Giusti, Dina Ravera, Norberto Rosini.

Sindaco del Comune di Brescia, azionista di riferimento di A2A: Emilio Del Bono.

Prefetti di Brescia nel periodo: Valerio Valenti, Annunziato Vardè.

Procuratore della Repubblica: Tommaso Buonanno.

Segretari provinciali CGIL, CISL e UIL, parti civili al processo sulla strage e rappresentanti dei lavoratori della nettezza urbana: Damiano Galletti, Francesco Diomaiuta, Mario Ballo.

Presidente Fondazione Poliambulanza: Enrico Broli. (Consulente del Tribunale di Brescia. Consigliere fondazione “Civiltà Bresciana”).

Direttrice centro di ricerca sulle staminali “Madre Eugenia Menni”: Ornella Parolini.

Rettore Università Cattolica (membro paritario della Fondazione Poliambulanza): Franco Anelli.

Superiora generale Suore Ancelle della Carità (membro paritario della Fondazione Poliambulanza): Gabriella Tettamanzi.

Vescovo di Brescia (membro paritario della Fondazione Poliambulanza): Luciano Monari.

La “scorta presidenziale” è solo una forma nuova delle tecniche di stalking iniziate a Brescia nel 1999, e consolidate negli anni, volte a neutralizzare la mia denuncia di frodi mediche istituzionalizzate con un continuum di atti che, in un dolo alternativo, zittiscono rendendo la vita quotidiana impossibile, intimidendo, oltraggiando, facendo arrivare puntuali ritorsioni, e/o provocano reazioni che permetteranno di screditare come devianza le denunce. Una tecnica non distante nei fini dall’epurazione per via indiretta di figure scomode ai poteri forti e dalla creazione del terrorismo politico negli anni di piombo, che utilizza una miriade di atti che presi singolarmente appaiono privi di significato o minimi. Potendo così più facilmente avvalersi delle complicità dei locali, ognuno dei quali contribuisce per una quota ridotta – ridotta materialmente, non moralmente – a ciò che ammonta a un omicidio politico. Riporto i filmati di alcuni episodi degli anni precedenti con spazzatrici. Le idropulitrici a mano, i soffiatori per foglie (anche senza foglie), gli spazzini con ramazza, i camion della spazzatura maleodoranti, sono altre sezioni del capitolo ASM-A2A.

Spazzolatura in corsa, tornando a casa, della fiancata dell’auto da spazzatrice contromano nel tratto a senso unico della strada dove abito, via Tosetti. 10 maggio 2011, 17:07.

Una delle cacce delle spazzatrici durante la passeggiata abituale a San Polo. Presso sede Anfass, 7 marzo 2012, 15:38.

Spazzatrice sotto casa che sporca invece di pulire. La Yaris grigia sulla quale butta polvere è la mia. Via Tosetti, 29 maggio 2012, 16:49.

§  §  §

10 ottobre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mattarella: “La toga non è un abito di scena. Il magistrato non sia guidato da opinioni personali” ”

Mattarella: “La toga non è un abito di scena. Il magistrato non sia guidato da opinioni personali”

B. Pascal (1623-652): “I nostri magistrati hanno ben compreso questo mistero. Le loro toghe rosse, i loro ermellini, di cui si ammantano come gatti impellicciati, i palazzi dove giudicano, i fiordalisi, tutto questo apparato augusto era molto necessario; e se i medici non avessero palandrane e pantofole, e se i dottori non avessero berrette a quattro punte e vesti quattro volte più ampie del dovuto, mai avrebbero ingannato la gente, che è incapace di resistere a uno sfoggio così autentico. Se possedessero la vera giustizia e se i medici avessero la vera arte di guarire, non saprebbero che farne delle berrette a quattro punte; la maestà delle loro scienze sarebbe di per se stessa assai rispettabile. Ma non avendo che scienze immaginarie, necessita che ricorrano a tali vani strumenti che colpiscono l’immaginazione con la quale hanno a che fare; e con questa, di fatto, si attirano il rispetto.”

Si dovrebbe ricordare ai giovani magistrati anche il dovere di resistere ai poteri forti; la differenza tra la toga dello Stato e la veste gallonata di chi serve multinazionali e banche. Ma per nominare l’indipendenza dei magistrati rispetto al trono, e la necessità di non recitare la parte del giudice scritta da chi opprime, anziché predicare l’indipendenza dalla sola piazza e la “messa tra parentesi” dell’uomo dentro l’abito curiale, ci sarebbe voluto uno dei politici e magistrati del ramo estinto, quelli che furono scartati, a volte con le pallottole.

§  §  §

Sinergie tra industria medica e industria dei rifiuti: le suppressio veri e suggestio falsi dei magistrati e la proiezione del sudiciume

Sono tornato a commentare su Mattarella, e sulla corruzione istituzionale dei magistrati, (1) e puntuale il giorno seguente, 11 ottobre, è tornata, dopo che non la vedevo dal commento precedente, la spazzatrice A2A lungo l’ospedale Poliambulanza. Stavolta è apparsa in lontananza, venendomi incontro molto lentamente. Dopo 2 minuti e mezzo mi ha incrociato presso l’entrata Pronto Soccorso.

SpazzMarcata1

SpazzPS

ContattoSpazz

Contatto2

SpazzPassata1

SpazzPassata2.png
Stavolta non ha sollevato la polvere cospargendomi, come ha fatto le volte precedenti. Pochi giorni prima, il 7 ottobre, 2 giorni dopo che avevo scritto dei rapporti tra massoni e spazzini (2), un camion e un ape della raccolta spazzatura di A2A si sono esibiti in un carosello. Uscito di casa, in 12 minuti di passeggiata sono passati e ripassati sei volte; puntandomi, fermandosi appaiati bloccando la strada, facendo inversioni multiple, sfiorandomi. Ma dovevano essere stati lavati, essendo come nuovi, diversi dai comuni camion della spazzatura. Il giorno prima, il 6, sullo stesso percorso un passaggio inquietante, leggibile come un messaggio di morte.

Il quarto dei sei passaggi dei mezzi di A2A in poche centinaia di metri dopo che avevo commentato su internet dei rapporti tra massoni, spazzini e concorsi universitari (2):

Il quinto passaggio:

La fetenzia è invece aumentata nelle situazioni non facilmente tracciabili. Zaffate maleodoranti dai camion rifiuti A2A sporchi lanciati oltre i limiti di velocità. 40 giorni sui 40 di permanenza in Calabria con feci di cane sulle soglie di entrambe le porte di casa, la principale e quella su una via interna, unico tra i vicini e con gli spazzini del comune che al solito hanno cura di lasciarla dov’è. All’aggiunta alle feci di copie di un ritaglio sulla sponsorizzazione del prefetto di Cosenza e di altre autorità locali di manovre, spacciate per filantropia e includenti lo sfruttamento dei carcerati, a favore della frode dello screening col PSA, è seguita, dopo episodi di minacce, una riduzione, ma non sparizione, delle deiezioni canine. Nei supermarket fanno le pulizie del pavimento mentre compro frutta e verdura. Con secchi di acqua lurida abbandonati in corrispondenza del banco dal quale ho preso la merce le volte precedenti. La moglie del maresciallo della base NATO continua a spazzarmi sulla testa e sbattere zerbini dal pianerottolo superiore mentre salgo le scale.

I magistrati si guadagnano lo stipendio permettendo che l’alternativa per me sia tra l’essere dichiarato paranoico o accettare passivamente tecniche di degrado simili a quelle che Gramsci ricevette dai suoi compagni di partito in carcere.

Il giorno prima della spazzatrice quirinalizia i media hanno riportato che il procuratore aggiunto di Brescia Sandro Raimondi ha testimoniato davanti alla commissione parlamentare sulle attività illeciti connesse al traffico di rifiuti che “Brescia è la nuova Terra dei Fuochi” (3). In effetti anche a Brescia opera la raffineria giudiziaria che separa, distillandole, le due componenti: il contrasto all’inquinamento e l’allarme per la salute. L’inquinamento illecito dovrebbe essere prevenuto, stroncandolo sul nascere, e represso energicamente, come fattore di degrado e come reato di pericolo. L’allarme non dovrebbe essere eccessivo, al di là dei fatti e con l’invenzione di meccanismi di cancerogenesi lampo e indipendenti da livello e natura dell’esposizione; né con scenari apocalittici. Rispettando il dovere di informare correttamente si eviterebbe l’effetto di spinta del pubblico verso il corrotto sistema di creazione e cattura di pazienti per l’industria; e l’alimentazione del circolo vizioso paura-sovradiagnosi-incremento di incidenza (4).

Una volta separate, le due componenti vengono trattate in maniera opposta. Opposta tra loro e opposta a ciò che dovrebbe essere. Il contrasto reale all’inquinamento è fiacco; nessuna prevenzione, tanto bau bau ma sostanziale impunità. Mentre l’allarme sugli effetti cancerogeni sulla popolazione viene gonfiato a dismisura, in modo da favorire il business delle bonifiche e quello dell’industria medica. Magistrati a giornalisti fanno da battitori, spingendo la selvaggina nelle fauci dell’industria medica (4) e stendendo un tappeto rosso al business delle bonifiche. L’omissione di variabile nel modello, la variabile degli effetti perversi degli allarmi esagerati e falsi, non è colposa: il contrasto efficiente e implacabile è quello verso chi svela lo schema. A2A, riporta la stampa, sarebbe indagata. Ma guardie e ladri si trovano d’accordo nel colpire e screditare chi mette a rischio il falso modello, generatore di profitti, che insieme rappresentano.

Pochi giorni prima uno studio ha mostrato che l’EMA approva antitumorali, costosissimi, privi di prove valide di efficacia (5). Una truffa dalle dimensioni finanziarie ed etiche astronomiche. Per la candidatura di Milano a nuova sede dell’EMA, un sistema regolatore definito “broken” (6), parola che significa sia guasto, sia fallito, sia domato, addomesticato, in pratica un sistema di controllo sulla medicina corrotto, la Lombardia può offrire, a protezione delle frodi farmaceutiche, una solida rete di criminalità istituzionale. Una rete dedicata e di comprovata esperienza.

La comparazione con la “Terra dei Fuochi” è pienamente giustificata. Per ragioni diverse da quelle ufficiali. Dovrebbe anzi essere sviluppata. Non stupirebbe se i dati mostrassero che la quantità assoluta di inquinamento da discariche fosse superiore che al Sud, in un’area industrializzata e di pochi scrupoli come il bresciano. Al Sud e al Nord l’allarme continuato sulle terre che bruciano sta producendo falsi pazienti per false cure; sta producendo carne da cannone per le frodi omicide avallate dall’EMA che si consumano all’interno della Poliambulanza e in tanti altri ospedali. E i cancri falsi rendono più di quelli veri, perché il paziente sopravvive, e quindi gli si possono applicare più cure, vantandosi al contempo di averlo salvato. I borsaioli, e i mafiosi della puncitina esibiti per coprire questi affari, sono poveri dilettanti al confronto. Il sistema mafia-antimafia opera in Lombardia e in Campania, e c’è coordinazione tra i due. Il livello di lerciume bresciano non è inferiore a quello del casertano o della Calabria. E’ solo più paludato e protetto.

1. Blog de il Fatto. Commento al post “Mattarella: “La toga non è un abito di scena. Il magistrato non sia guidato da opinioni personali” ” . In: La medicina sotto la presidenza Mattarella 10 ottobre 2017.

2. Blog de Il Fatto. Commento al post di E. Rosso “Concorsi truccati, ‘si premiano i burocrati e non gli intellettuali’. Firmato Piero Villaggio”. In: Brescia non solo bombe 3 ottobre 2017.

3. Petenzi W et al. Il procuratore Raimondi choc: “Brescia  la nuova Terra dei Fuochi”. Corriere della Sera 10 ott 2017.

4. ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato. La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

5. Nelson R. Most New Cancer Drugs Don’t Improve Survival or QoL. Medscape, 5 ott 2017. Davis C et al. Availability of evidence of benefits on overall survival and quality of life of cancer drugs approved by European Medicines Agency: retrospective cohort study of drug approvals 2009-13. BMJ, 2017. 5 Ott 2017.

6. Prasad V. Do cancer drugs improve survival or quality of life? BMJ, 5 ott 2017.

7. La questua delle multinazionali

SecchioSimply

Supermercato Simply (sponsor di Telethon (7)) Via S. Zeno, Brescia. Banco delle susine, 4 ottobre 2017, ore 15:57.

§  §  §

23 ottobre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccinazioni, Mattarella: “Non possiamo accettare che credenze anti-scientifiche ostacolino azioni preventive””

Non possiamo permettere che credenze antiscientifiche soffochino la buona medicina. Si sottovaluta quanto le frodi della medicina ufficiale si basino su credenze irrazionali; non meno della ciarlataneria tradizionale alle quali vengono paragonate per farle sembrare oneste. Es. di come le “azioni preventive” per il cancro portino a false diagnosi e a miglioramenti falsi, tanto da essere più dannose che utili, sfruttando bias insidiosi che sfuggono agli stessi addetti* (anche perché rendono soldi agli addetti).

O di come molti antitumorali approvati dall’EMA non abbiano evidenza di efficacia, a parte il costo esorbitante**. La credenza che la scienza sofisticata che li genera non possa essere che onesta è protetta in Italia da una rete di criminalità istituzionale che ha diverse affinità con quella della Sicilia di Bernardo Mattarella. E che è quanto di meglio i governanti possono offrire per la candidatura a nuova sede dell’EMA.

Idolatrando la scienza, mentre dopo decenni di trionfalismi la sopravvivenza per il cancro del polmone non è aumentata abbiamo permesso lo sviluppo di un’oncologia che genera profitti usurai curando falsi cancri con falsi farmaci. Tra le credenze irrazionali perniciose va contata quella che accetta grandi truffe se sono avallate da alte cariche.

*Is Earlier Diagnosis Really Better? The Misleading Effects of Lead Time and Length Biases. AJR, 1990. 155: 625. ** Most New Cancer Drugs Don’t Improve Survival or QoL. Medscape, 5 ott 2017.

@ bobovitz. Si parlava della difesa dei cittadini da credenze antiscientifiche in medicina secondo il capo dello Stato, Mattarella; e, dal terzo paragrafo, di cancro: “Parlando poi della ricerca contro il cancro Mattarella ha ricordato…”. Sei tu che stai confondendo tra il “claim” ritagliato ad hoc per la campagna pubblicitaria del singolo prodotto, ciò che usano i piazzisti, e i princìpi, che hanno valenza generale e sono ciò di cui dovrebbero parlare i presidenti della Repubblica.

@ Più che antiscientifica, direi fraudolenta. Quale “scienziato” te lo ha detto che sostanze pericolose si possono immettere – sistematicamente – in commercio come farmaci sulla base di “risultati sperati”? Purtroppo questo delirio diviene regola data la prostituzione di chi occupa le istituzioni. I farmaci antitumorali che Milano agogna di timbrare come validi, con un costo medio annuo a paziente superiore ai 100000 euro, che non allungano la vita e a volte ne peggiorano la qualità, hanno dato i risultati sperati: il risultato di intascare facilmente e impunemente montagne di denaro vendendo speranza a chi è disperato. La scientificità dell’oncologia si trova nel marketing, nelle tecniche di management e finanziarie, nella metodologia per gabbare il prossimo. Non nella biologia molecolare, epidemiologia, etc. Un esempio tra i tanti: la recente ammissione della non affidabilità degli attuali test di significatività statistica. Un articolo tra tanti, ieri, 23 ottobre 2017: “So Much Care It Hurts: Unneeded Treatment Only Adds to Patients’ Ills”, Medscape. Su come la condizione di malato di cancro viene aggravata da sovratrattamenti. La crisi etica della ricerca e della pratica biomedica è negata solo da sprovveduti e disonesti. Per apprezzare quanto essa sia profonda bisogna conoscere dall’interno l’aspetto tecnico. Ma anche gli arroganti avvocati e claqueur della “scientificità” – leggi “sacralità” – dell’oncologia danno l’idea di una brutta combriccola.

Pensiero lento e pensiero veloce alla Poliambulanza

Nuovo commento alle esternazioni di Mattarella (1). Il giorno dopo, il 24 ottobre 2017, mentre sto passando dalla Poliambulanza esce un’auto. Il guidatore invece di guardare davanti e sulla strada guarda a lato e in alto, come “ a rimirar stormi di uccelli neri”. Così mi viene addosso, e inchioda a pochi centimetri da me. Un classico. Questa estate, il 28 luglio, subito dopo avere messo l’articolo sul prefetto di Cosenza Tomao accanto ai depositi fisso di feci davanti alle porte di casa (v.sopra) mi è piombata addosso, poco dopo essere uscito di casa, una Golf (targa OG002TJ), che ha inchiodato all’ultimo. Dentro c’erano due pompieri in divisa. Giustificazione per avere sterzato improvvisamente puntandomi: volevano evitare l’autobus di linea, che a passo d’uomo stava ripartendo, in salita, dalla fermata.

Ho detto al guidatore della Poliambulanza che deve guardare avanti. Mi ha risposto che sono io che “devo stare attento”. La ripetizione incessante di questi episodi ha una certa valenza intimidatoria, derisoria e di provocazione; ma la sua efficacia principale è quella di stalking, del costringere appunto a non potere passeggiare liberamente, pensando, ma a dovere stare sempre allerta. Spiega il Nobel Kahneman: “It is normally easy and actually quite pleasant to walk and think at the same time, but at the extremes these activities appear to compete for the limited resources of System 2.” […] “The often-used phrase “pay attention” is apt: you dispose of a limited budget of attention that you can allocate to activities, and if you try to go beyond your budget, you will fail. […] You could not compute the product of 17 × 24 while making a left turn into dense traffic, and you certainly should not try. (Da: “Thinking, fast and slow”, 2011).

Per Kahneman vi sono due sistemi di pensiero, che tendono ad escludersi mutualmente. Il Sistema 1 è veloce, istintivo ed emotivo. Il Sistema 2 è lento e logico. Molti giudizi errati, molte fallacie cognitive provengono dal sistema 1. La Poliambulanza produce lucrose credenze del sistema 1 e sopprime la critica del sistema 2. All’interno, nell’angolo dove per me c’è la polvere sollevata dalle spazzatrici del Comune, il centro di ricerca “Suor Eugenia Menni” pesta l’acqua nel mortaio della rigenerazione degli organi con “staminali”. Un concetto che suona semplice e accattivante al pubblico (sistema 1) ma è improbabile sul piano biologico (2) (sistema 2). Una favola ammaliante per vendere acqua di Lourdes; potenziata dalla truffa Stamina, un altro servizio sporco di Brescia ai poteri forti (2). L’ospedale è tenuto dalle “Suore Ancelle” ed è legato all’università Cattolica. Dopo avere avversato la scienza quando era mezzo di emancipazione umana, ora che la scienza è divenuta strumento di irrazionalità, inganno e sfruttamento, il clero è diventato scientista. Potendo portare in dote il suo plurisecolare know-how manipolatorio. Inclusa l’arte di scambiare di credibilità disonesti e onesti. Nella sua opera di propaganda del falso e di soppressione della critica la Poliambulanza può contare sullo Stato rappresentato da Mattarella. La sua ricercatrice sulle staminali, Ornella Parolini, quest’anno è stata premiata dalla Camera dei deputati. Il critico che sta fuori, già ridotto a una figura marginale e negativa, deve invece impiegare le sue capacità mentali al non farsi investire dalle auto; grazie alla logistica e alla impunità fornita dalla dinastia di galantuomini e gentildonne che a Brescia si “guadagnano” lo stipendio che ricevono per tutelare la legalità permettendo che sia tolto a una persona un diritto tanto basilare quanto quello di potere camminare liberamente.

Prefetto: Annunziato Vardè.
Sindaco: Emilio del Bono.
Procuratore della Repubblica: Tommaso Buonanno.

1 Blog de Il Fatto. Commento al post “Vaccinazioni, Mattarella: “Non possiamo accettare che credenze anti-scientifiche ostacolino azioni preventive””. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella 10 ottobre 2017.

2 Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale

§  §  §

21 novembre 2017

Blog de il Fatto

Commento al post “Ema, il direttore Guido Rasi: “Milano molto preparata ma Amsterdam era preferita dai dipendenti” “

Converrebbe, per la propria salute, avere presente che l’assegnazione della nuova sede riguarda interessi, ambienti, equilibri, dispute e personaggi di varia nazionalità piuttosto lontani dal caso di Lise Meitner che superò Enrico Fermi correggendone l’interpretazione degli esperimenti. “As an example, the EMA’s director, Guido Rasi, has brought in a number of people from the drug company Sigma Tau that include Stefano Marino, his head of legal affairs. Rasi has worked with this company for many years and apparently owns several patents together with the company (15).” Commento sulla segretezza e altri atti contro il pubblico interesse e sui conflitti di interesse nell’EMA. Da: Complaint to the European Medicines Agency (EMA) over maladministration at the EMA. Cochrane Nordic, 26 maggio 2016. (La Sigma Tau è stata fondata e diretta da Cavazza, presidente di Farmindustria, che disse di avere pagato De Lorenzo, Donat Cattin, Poggiolini per avere l’approvazione di farmaci).

@ MatFis. Era una litote, un eufemismo e un’ironia. Il prendere letteralmente le figure retoriche non è buon segno. Ho voluto evitare di fare il paragone pesante della competizione tra “Cobra” Cavataio e “i viddani”; ma non si possono evitare i pedanti e simili. Ora invece di parlare delle reali finalità dell’EMA, degli effetti negativi sui malati* e dell’incontro tra le note pratiche illecite italiane e le note pratiche illecite internazionali sull’approvazione dei farmaci lei si può dilungare sulle guerre di mafia.

*Davis C et al. Availability of evidence of benefits on overall survival and quality of life of cancer drugs approved by European Medicines Agency: retrospective cohort study of drug approvals 2009-13. BMJ, 2017. 359:j4530. Conclusions: This systematic evaluation of oncology approvals by the EMA in 2009-13 shows that most drugs entered the market without evidence of benefit on survival or quality of life. At a minimum of 3.3 years after market entry, there was still no conclusive evidence that these drugs either extended or improved life for most cancer indications. When there were survival gains over existing treatment options or placebo, they were often marginal.

Censurato. @ MatFis. Ha ragione. Non posso che arrendermi. Cedo davanti alla minaccia credibile di ricevere un’altra scarica di anagoge brematurata. Mormoro sommessamente che la prova per sfinimento viene usata anche nel malaffare farmaceutico.

§  §  §

28 novembre 2017

Blog de il Fatto

Commento al post “Grande Fratello Vip, il ministro Lorenzin: “Malgioglio testimonial per campagna sul melanoma””

Il melanoma vero, tumore molto aggressivo, non è “dovuto ai nei”. Malgioglio parla del melanoma commerciale, un falso tumore ottenuto disinformando, e sfruttando con campagne di marketing le paure degli ipocondriaci che possono essere sensibili a figure come la sua. La conseguenza della disinformazione e propaganda su nei e melanoma è stata una epidemia di diagnosi di melanoma, senza miglioramenti nella mortalità. Si muore come prima, per il melanoma vero, e si sono moltiplicati i malati, trasformando in malati di cancro persone sane, per fare soldi. Uno studio sulle infermiere americane ha mostrato che con la storia che il melanoma “si combatte con la prevenzione” (Lorenzin) il rapporto diagnosi di melanoma-in-situ/diagnosi di melanoma invasivo è aumentato di 12 volte in 30 anni, e oggi si è invertito. E’ invertito anche il profilo epidemiologico per età. Se con la “prevenzione” si intercettassero lesioni pre-maligne, ci si dovrebbe aspettare che questi cancri “presi in tempo” vengano diagnosticati in persone più giovani di quelle alle quali viene diagnosticato il melanoma invasivo. Invece dallo studio si è visto che le diagnosi di lesione in situ erano su soggetti più anziani di quelli con il melanoma invasivo. E’ invertito anche il ruolo del ministro della “salute”, che invece di tutelare la salute fa ingannare e inganna i cittadini a danno della salute.

@ enzolabarbera 1938@libero.it. Il discorso sulla “prevenzione” dei tumori tramite screening e monitoraggio, che riguarda frequenze di casi in una popolazione, è diverso da quello sui casi singoli. Né tanto meno si possono discutere casi singoli su un blog. Ma quello che riferisci non è affatto in contraddizione con quanto scrivo, né col sistema commerciale del quale la “prevenzione” del melanoma è uno degli aspetti.

@ otra vez. Lo dicono in molti che c’è un’epidemia di sovradiagnosi di melanoma. Es., dopo averlo mostrato in uno studio, Welsh, che riporta anche il parere di un dermatologo onesto all’obiezione che l’escissione “prudenziale”- in realtà, estrema – abbia conseguenze lievi: “He pointed out that sometimes the surgery is more major, particularly on the face, and involves skin grafts and flaps. And he reminded me that the subsequent surveillance, looking for a second melanoma in patients who have already had one, makes some patients extremely anxious.”. Inoltre studi mostrano che la diagnosi dello spettro diagnostico tra displasia moderata e invasività precoce non è né riproducibile né accurata. Dalle fisime alla Malgioglio si può finire a ricevere senza motivo terapie pesanti; e costose. Si riporta che sovratrattamenti da comparaggio sono “rife” (comuni, diffusi). La libertà di sottrazione di denaro pubblico istituita con diagnosi di comodo non toglie soli “100 euro”. Ignorare e tacere i danni della sovradiagnosi è una pratica non onesta. “Complottista”, nel gergo della mala “alta”, è la qualifica per chi denunci gli affari dei “ricchi che rubano” (Travaglio). Sostenere che chi argomenta critiche alla dottrina ufficiale mette a rischio la salute dei pazienti – un argomento non scientifico ma religioso per il Nobel Mullis – è tentare di ricattare minacciando di calunniare. Tra i doveri della medicina c’è quello del contrastare la costante tendenza a interventi non validi.

@ otra vez. Creano una frana e la chiamano roccia. E vi costruiscono sopra: si stanno sviluppando test genetici per “predire” le metastasi da melanoma, e quindi “prevenirle” trattando le già dubbie “lesioni” precoci con la pesante immunoterapia (Gerami). In altri paesi si rendono noti inefficacia e danni degli screening. In Italia il pubblico non ne deve essere informato, ma deve essere bombardato, anche tramite lo Stato, da messaggi falsi. Possono parlare di cancro i Malgioglio, che raggiungono il genere di persone vulnerabili ai messaggi dei personaggi da rotocalco; e le corporazioni professionali, che decidono in flagrante conflitto di interesse cosa il pubblico deve sapere. Al contrario penso che la medicina debba non essere propagandata, come avviene, tramite ditte di PR; che il pubblico non vada ingannato “per il suo bene” fingendo di “educarlo”; né facendogli credere che – caveat emptor – può decidere da sé. La medicina dovrebbe essere un rimedio, o un sostegno, sicuro, per chi è davvero malato, non una macchina per creare falsi malati e renderli malati veri. Una “comunità scientifica” che ricorre a mezzi miserabili e criminali per reprimere il dissenso interno si qualifica come associazione dedita a schemi truffaldini che aumentano il carico di malattia. Il ministero dovrebbe controllare l’andamento corretto della medicina, invece di farsi dettare il disciplinare del vino dal bettoliere; e invece di occuparsi del marketing di frodi mediche istituzionalizzate.

§  §  §

8 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Lorenzin se la fa e se la ride, irresistibile col giornalista: “Secondo voi la Nutella è di destra o di sinistra? E il bombolone?”

Il giornalista sembra uno che chieda a un partecipante ad un’ammucchiata quanto conta il sentimento nel sesso. Invece di agitare il moribondo cliché “destra/sinistra” che serve a fare scambiare per delle divise militari le livree gallonate indossate dai politici, avrebbe potuto chiedere del progetto sull’Alzheimer supportato dal ministero occupato dalla Lorenzin: le risorse per gli anziani affetti da demenza senile, per gli anziani che usciti di casa non trovano la strada del ritorno, che non riconoscono i familiari e perdono le feci, tolte all’assistenza e alle famiglie e regalate al business biomedico con un progetto di “prevenzione” basato su fantascientifici biomarker e farmaci che non solo non esistono, ma il cui ottenimento è implausibile, le “speranze” smentite da decenni di ricerca vana, anche perché male impostata, come sta riconoscendo perfino la ricerca ufficiale. L’hanno chiamato, notare quello che in tecnica pubblicitaria è detto “naming”, progetto “Interceptor”. Uno schema Ponzi, una frode di Stato sulla salute, a favore di privati. Altro che “riformismo” e “è di centrodestra o di centrosinistra?”.

§  §  §

7 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, bimba di 4 anni muore di otite: “Era stata respinta da due ospedali” “

Il messaggio è tonante: dietro alla comune otite c’è un mostro che può uccidere il bambino; l’otite media quindi esige work-up diagnostico e terapia aggressivi. Non viene detto che i mostri sono due, e disposti a tenaglia. Oltre a Scilla, le rare complicazioni di una patologia quasi sempre benigna, c’è Cariddi, gli effetti iatrogeni degli esami e delle terapie. Gli antibiotici hanno scarsa efficacia sulle otiti, e possono fare aumentare le ricorrenze. Il dubbio qui seminato di un ascesso cerebellare trascurato porta alla TAC, che soprattutto nei bambini può causare cancro del cervello e leucemia*, con una probabilità come minimo paragonabile a quella delle complicazioni gravi nelle otiti. La buona medicina pilota il bambino nello specchio di mare, non così stretto, tra i due mostri. Quella cattiva fa rotta a casaccio. La medicina commerciale grida a Scilla per spingere il bambino verso Cariddi, sulla cui presenza tace. Questa vaga e anomala scare story viene da Brescia, città dove i magistrati vanno troppo d’accordo coi medici, e coinvolge la Poliambulanza, ospedale di suore fortemente orientato alla medicina commerciale; tra gli amplificatori, un parroco e la ministra Lorenzin. C’è di che raccomandare ai genitori doppia cautela, data la disseminazione di messaggi parziali, distorti, ingannevoli e pericolosi.

*The use of computed tomography in pediatrics and the associated radiation exposure and estimated cancer risk. JAMA Pediatr 10 giu 2013.

Zaccanella9apr18

9 aprile 2018, ore 15:02. Un’inquilina sente il bisogno di spazzare le scale condominiali sovrastanti l’atrio proprio mentre entro con la spesa. Succede sempre; anche dopo che a mie lettere di protesta all’amministratore le pulizie sono state affidate a una ditta esterna. Una catena di molestie incessante e asfissiante. Entrato in casa, su RAI 1 una presentatrice, un avvocato e un attore commentano il caso della bambina a Brescia, stigmatizzando il non dare gli antibiotici e non fare la TAC ai bambini con l’otite. Citano a sostegno Ricciardi, direttore dell’ISS. Sostengono che i genitori dovrebbero a loro giudizio chedere la TAC all’ospedale, e che se la chiedono i medici commettono un abuso passibile di procedimento giudiziario negandola. Sono queste informazioni perniciose al pubblico, questo sobillare, il vero delitto, di gran lunga il principale e il più grave, se non l’unico.

L’inquilina lavora come inserviente nella vicina Poliambulanza (v. sopra). E’ una figura repellente; ma, col suo modo di acquisire meriti buttando sporcizia dall’alto addosso a un medico quando rientra con la spesa nell’edificio dove abita, è una gran signora paragonata ai magistrati, medici, preti, prefetti, sindaci e assessori, ufficiali dei CC, funzionari di polizia, etc. che i meriti li acquisiscono accoppiando a operazioni come questa della criminale diseducazione del pubblico, e dell’intimidazione dei medici sull’otite, la relativa repressione nei miei confronti. Mi chiedo se la ricompensa l’avranno subito, o dopo che verrà registrato l’incremento che stanno così producendo del consumo di antibiotici per otite, e quindi l’incremento di casi di otite, di complicanze, e di lucrosi cancri del cervello e del midollo osseo in bambini. Oppure metà subito e metà a risultato ottenuto.

§  §  §

16 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mattarella ricorda Ruffilli ucciso dalle Br: “Suoi insegnamenti? Pluralismo, riforme e capacità di adeguarsi ai mutamenti””

Giorgio Galli, consulente della commissione stragi, ha scritto che l’assassinio di Ruffilli presumibilmente fu un messaggio a De Mita e Gava: “E non si tratta di ammonirli a non intraprendere chissà quale improbabile cambiamento nel sistema politico, che non hanno nessuna intenzione di avviare: si tratta di fargli capire che non debbono modificare in nulla i rapporti tra quel sistema politico e i protagonisti della trattativa per Cirillo; camorra e servizi segreti debbono conservare le prerogative acquisite, in quella e in altre occasioni.” (Piombo Rosso, 2004).

Di persone che, vivendo in saloni dorati, o sedendo su comodi scranni, indossando la divisa, la toga, fasce tricolori etc. , si accalcano per adeguarsi ai voleri dei poteri forti ce ne sono già anche troppe; nel mondo attuale il compito di chi occupa le istituzioni dovrebbe piuttosto essere quello di custodire i punti fermi, gli standard, venendo meno i quali, osservò Ortega Y Gasset, si scivola nella barbarie.

19 aprile 2018

Il 17 aprile 2018, un’ora dopo la pubblicazione del commento su Mattarella e Ruffilli, spazzatrice, non in funzione, all’entrata del negozio dove compro alimenti; insieme a una Panda della ASL. Di fronte all’Esselunga della Volta. Nel 2007 scrissi a Gratteri che le Gazzelle e Pantere delle quali in tv lamentava la carenza in Calabria poteva ottenerle da Brescia, dove venivano usate per fare la comparsa ogni volta che andavo a fare la spesa nell’Esselunga. (Anni dopo, Caprotti mise un ex vicecomandante dell’arma dei CC, Gualdi, nel cda); il risultato fu la moltiplicazione dei mezzi di varie polizie quando andavo a fare la spesa e l’aggiunta di plateali spintonamenti di commesse e magazzinieri entrato in Esselunga.

17apr181013Spazzatrice&ASLlombardiaEsselungaPreNegozioAlimentari

Entrato nel negozio di alimentari, commessa in funzione, con una scopa: mi spazza davanti ai piedi, poi posa la ramazza, mi serve il pane che chiedo e pesa i pomodori. All’uscita “Falcon” (1) cioè Audi e CC davanti alla chiesa della parrocchia “SS. Pietro e Paolo” quando ci passo davanti.

17apr181016ScopapiediAssaporito

17apr181018ScopatricePesaMieiAlimenti.JPG

Il giorno dopo, 18 aprile, 9:30 circa, spazzatrice in azione, stavolta non sulla pista ciclabile, davanti al pronto soccorso della Poliambulanza. Il conducente ghigna e ride. E’ associata a un’auto dei CC, che poi fatta un’inversione a U ritorna, ed entra nel pronto soccorso, incrociandosi con un’ambulanza che mi si pianta davanti. Che una spazzatrice debba ostacolare il traffico intorno a un ospedale, incluso l’ingresso del pronto soccorso, in piena mattinata, mostra il tipico uso clericale del “sacro”, dell’intoccabile, come scudo a scopi abietti, qui per usarlo come luogo di gogna. 100 metri più giù, al capolinea, invece della solita pernacchia del bus sfreccia auto della ditta “Wash Dog”.

18apr180944ERCCEspazzatrice

18apr180944ERCCEspazzatriceB

18apr180945CC180ERCrossAmbuA

18apr180945CC180ERCrossAmbuB

E’ il primo commento su Mattarella dopo che, alle elezioni politiche del 4 marzo, ho inviato la scheda elettorale anziché alla presidenza della repubblica come faccio dal 2000, alla Corte costituzionale, dato questo costume di fare seguire passaggi di spazzatrici ai miei commenti su Mattarella (2). Due ore dopo avere spedito il plico tramite le Poste, la stessa Poste Italiane, che omette di farmi avere le ric. di ritorno se scrivo a qualche Procura, e ha avuto parte non secondaria nelle trame ai miei danni di CC e Ordine dei medici, fa suonare al campanello: “Pansera ti lascio un pacchettino”. E’ un libro, che non ho mai chiesto e non conoscevo: “Managing radical change” di JH Want. All’interno, nel titolo della sezione dedicata alla medicina, il motto massonico e dei servizi “Creating order out of chaos”. Nel pomeriggio ricevo un “Elia Valori”; così chiamo, dal nome del supermassone già presidente di Autostrade, le frequenti molestie tramite i caselli dell’autostrada. Al casello in uscita di Seriate la sbarra non si alza: non avrei versato 20 centesimi su 3.20 euro. Dico al citofono che li ho versati. L’addetto mi dice di spingere con la mano nella vaschetta. La macchina mi concede che ho versato 3.10, ed emette un ticket per omesso pagamento di 10 centesimi, che diverrà una multa della Stradale, è scritto, se non lo pago. Al ritorno, casello Brescia centro, esce in sincronia con me una pattuglia della Stradale, che mi scorta, fermandosi quando la palazzina dove abito è in vista. A capo della Stradale Minniti ha messo uno degli eroi del G8 (3).

Il 7 marzo mi chiama al citofono un corriere – altro mezzo di molestie – e quando scendo davanti al cancello passa in sincronia perfetta una spazzatrice; in azione nonostante piova da giorni. Passerà sotto casa delle sperduta stradina di periferia diverse volte nei prossimi giorni, arrivando da una strada sterrata, piena di pozzanghere, non segnata sullo stradario. Le spazzatrici “extra Mattarella” che da anni non c’erano, tornano e diventano ossessive. Il 4 aprile incontro “al bacio” con spazzatrice al lavoro sotto la pioggia davanti alla Poliambulanza, statua di don Pilzoni. Minuti dopo, grosso camion spazzatrice fermo davanti al bancomat BNL (banca che è un’altra componente della rete piduista che si occupa della mia epurazione) parte quando arrivo, e mi ripassa davanti minuti dopo, avendo fatto un inversione a U, quando esco dalla banca, dopo che il Bancomat, per la terza volta consecutiva, non mi ha versato i soldi, avendo smesso di funzionare proprio quando, fatta la fila, è arrivato il mio turno.

Un’altra minaccia pecuniaria c’era stata il 19 marzo. Nella cassetta delle lettere una notifica, da ritirare al Comune – Piazza Loggia – di una cartella dell’Ag. delle entrate per 4300 euro. Poco prima di entrare in casa e trovarla, sfilata di una pattuglia della GdF. GdF ne vedo di rado; la precedente era stata il 7 febbraio. Un’altra la incrocerò il 12 aprile, lungo la Pusterla, di ritorno dal CAF CISL dove la mia compagna aveva fatto compilare il 730. Oltre alla GdF, il 19 marzo molestie ostentate e grevi della polizia municipale, e degli altri attori usuali. La cartella riguarda l’Unico 2014, per il quale l’Agenzia nell’ottobre 2017 mi aveva scritto che la dichiarazione era stata controllata ed era regolare; dopo avermi tenuto in sospeso per 18 mesi con una contestazione infondata, e avermi costretto a versarle centinaia di euro extra non dovuti, e non recuperati dal commercialista. E dopo che alla fine avevo scritto della “pedagogia mafiosa” dell’Agenzia al commercialista. Il commercialista mi dice che la cartella che riapre le contestazioni sulla stessa dichiarazione è dovuta ad un altro errore interno dell’Agenzia. Dice che risolverà in pochi giorni, ma a oggi, dopo un mese, non l’ha fatto; analogamente a quanto è avvenuto con la contestazione abusiva precedente.

L’Ag. delle entrate e la Gdf stanno facendo un servizio completo (4). Così protetta, la laboriosità di questa città può esprimersi al meglio (5). Dando i risultati prefissati (6), benedetti dai preti come frutto della Provvidenza e del duro lavoro che li vede in prima linea.

Il British Medical Journal riporta di procedure disciplinari ingiuste nei confronti di medici del sistema sanitario UK (7). Il NHS sta venendo trasformato dai politici nel braccio operativo del business medico e delle sue frodi; necessita quindi di quella che l’articolo del BMJ chiama “culture of fear in healthcare” . Ciò nella nazione considerata la culla della democrazia moderna. Figuriamoci cosa può succedere in un posto di ruffiani e mafiosicchi come questo.

GDF19marzo18

19 marzo 2018, un minuto prima di trovare nella cassetta delle lettere l’avviso della cartella dell’Ag. delle entrate a funzione pedagogica.

ColRussoTeletuttoMafiaBresciano17apr18

“La mafia nel bresciano” Servizio di Teletutto, 16 aprile 2018.

1 Commento al video messaggio “Tremolada: “Nella Pasqua scaturisce la speranza. Il vescovo Pierantonio augura una buona Pasqua ai bresciani”. Youtube 1 aprile 2018. In: Brescia non solo bombe
2 ‘Sacchi di sterco e calze di seta. Restituzione del documento elettorale alla Corte costituzionale invece che a Sergio Mattarella per le elezioni politiche del marzo 2018’. Lettera racc. a componenti Corte costituzionale. 2 marzo 2018.
3 Blog de Il Fatto. Commento al post di M. Portanuova ““La mafia dopo le stragi”? E’ ritornata borghese. In un libro gli scenari del dopo Riina” “ 31 marzo 2018. In: I professionisti della metamafia
4 Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte
5 Blog de Il Fatto. Commento al post “Brescia, bimba di 4 anni muore di otite: “Era stata respinta da due ospedali” “7 aprile 2018. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella, v. sopra.
6 Cuppini L. In quali casi l’otite può avere conseguenze fatali? Corsera, 6 aprile 2018. Trebeschi M. Bimba morta, al pronto soccorso è psicosi per i piccoli con l’otite. Corsera, 10 aprile 2018.
7 Dyer C. Hospital doctors face unfair disciplinary procedures, says defence organization. BMJ, 6 aprile 2018.

§  §  §

22 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di T. Mackison “Quirinale, con 765 dipendenti doppia la Casa Bianca. Funzionari del Colle prendono più dei consiglieri di Trump”

Chi opera per il bene della nazione andrebbe ben ricompensato. Senza però ubriacarlo di soldi; come invece avviene per il pletorico personale dei sacri palazzi, il cui vero datore di lavoro non è il popolo, che paga stipendi sontuosi per attività che vanno spesso a suo danno. Oggi 21 aprile, “Giornata della salute della donna”, Mattarella ha auspicato più “prevenzione”; cioè l’estensione degli screening, pratiche che nelle nazioni più ricche e progredite si vuole ridurre, dato che non abbassano la mortalità globale e aumentano il carico di malattia, e sottraggono fondi per l’assistenza medica utile; arricchendo privati. Un intervento del Quirinale contro il popolo e i valori costituzionali interno alla ‘trattativa Stato-Big Pharma’, nella quale nessun magistrato ficca il naso, se non per favorirla.

§  §  §

19 maggio 2018

Gli orologi a carillon del capitalismo mafioso

OrologioCarillonVenezia

Primavera 2016. La mia dichiarazione dei redditi non viene presentata in tempo dal commercialista: a poche ore dalla scadenza gli è pervenuta una contestazione dal’Ag. delle entrate sulla dichiarazione sull’Unico da lui compilato nel 2014; una cosa così leggera non ha ritenuto di avvisarmi dell’omessa dichiarazione, darmi copia della contestazione, spiegarmi di che si tratta. Lo contatto; mi dice che risolverà in qualche giorno. Il contenzioso, che mi obbliga a pagamenti oltre il dovuto, che non saranno restituiti, prosegue invece fino all’autunno del 2017, quando l’Ag. mi scrive che hanno verificato e la dichiarazione contestata era regolare.

ChiusuraControlloUnico2014

Nel marzo del 2018 c’è una intensificazione delle attività di stalking e mobbing istituzionali, in particolare da CC, PS e Comune di Brescia; che mi attendevo, per esperienza, come risposta alla mia lettera di accompagnamento alla restituzione alla Corte costituzionale della scheda elettorale per le politiche del 4 marzo 2018 (v. sopra). Il 19 marzo 2018, introdotta nei minuti precedenti da una raffica di molestie e villanie dei vari soggetti che si occupano di questo, e dall’apparizione, invece rara, della GdF (v. sopra), ricevo una notifica che mi impone di pagare altre 4133 euro di imposte, sanzioni e interessi sulla stessa dichiarazione. Niente motivazioni. La richiesta parte dallo stesso ufficio che l’ha dichiarata corretta dopo avere trascinato una contestazione di sapore pretestuoso per un anno e mezzo. Anche al commercialista a quanto sembra cinque stagioni non sono bastate per dirimere e risolvere.

Cartella19Marzo2018

Avviso il giorno stesso il commercialista, che mi risponde che è “un errore di allineamento tra gli uffici di Brescia e Venezia”, e che lui lo risolverà in pochi giorni. Nonostante le sollecitazioni, e il comunicargli il fumus persecutionis, con allegata la segnalazione dei moventi, i 60 giorni di tempo vengono lasciati scorrere, fino a quando il 14 maggio compare di nuovo un’auto della GDF; anzi stavolta due insieme, una prima e una dopo l’attraversamento dell’incrocio deputato a questi incontri (1).

14mag18E0910calipar2GDF1

14mag18E0910calipari2GDF2

Nel pomeriggio il commercialista mi chiama al telefono e mi dice che si è trattato di un suo errore, e bisogna pagare. E un professionista esperto e serio: basti pensare che è consulente del tribunale di Brescia. E’ la prima volta che gli succede, mi dice; gli rispondo che quelli che dal punto di vista dei numerosi soggetti terzi convolti in situazioni anomale a mio danno sono casi unici – li chiamo col termine filologico “hapax” – sono invece per me che li subisco un evento comune. Si offre di rimborsarmi la quota costituita dalla sanzione. Non sono in grado di seguire, tanto meno sulla base delle informazioni scarne e generiche che ho, il garbuglio creato sulla elementare dichiarazione delle imposte relativa alla mia semplice e incerta condizione economica (stravolta e semidistrutta, tramite le istituzioni, in modo da massimizzare vulnerabilità a molestie e ricatti; il mio reddito annuo è più basso e più precario della media locale). Ma è evidente, dato il doppio messaggio e la apparente negligenza cronica e invincibile da parte dell’Ag. delle Entrate nei mei confronti, che questo salasso a goccia lenta dovrebbe essere il risultato di errori multipli e congiunti del commercialista e dei dipendenti del ministro Padoan. In una composizione così ordinata che ricorda due ruote dentate che si ingranano. Le ruote del movimento di un orologio a carillon, vista la puntuale comparsa delle pattuglie della Gdf.

A proposito delle attenzioni della GdF verso chi attenta alle Entrate, in particolare alle entrate gigantesche e indebite di multinazionali farmaceutiche e alta finanza tramite il prelievo fiscale (2), quando ho incrociato le due auto della GdF stavo andando a pagare un’altra tassa, il bollo dell’auto. In banca, la Banca Intesa di G. Bazoli, il cassiere mi detto che non potevo pagarlo perché i dati “sono incongruenti rispetto all’archivio tributario”. Gentilissimo, ha ruotato il suo monitor per farmelo leggere. Mi ha detto di rivolgermi all’ACI. Ho tentato di evitarlo, pagando col Bancoposta online da casa. Ma anche lì è apparsa la scritta “BAB677. Dati assenti o insufficienti. Rivolgiti ad una delegazione ACI”. Così ho dovuto pagare il bollo all’ACI, dove mi hanno concesso di pagare la tassa e la commissione, rimuovendo il blocco, che mi hanno detto essere dovuto a un disguido nell’aggiornamento del database. Volevo evitare l’ACI di Brescia perché nel 2016 nel rinnovarmi la patente di guida mi ha dato una patente dove la mia faccia è cancellata. Nonostante avessi portato foto chiare, fatte da chi di mestiere scatta foto per carte d’identità accanto all’anagrafe, il volto è stato sostituito da una silhouette nerastra, irriconoscibile. Io la chiamo “patente massonica”, non nel senso di tessera di affiliazione, ma di sfregio di stampo massonico.

PatenteNera

Chiesi all’addetto ACI quanto è frequente che l’ACI consegni patenti dopo avere alterato la foto, così da non permettere di riconoscere i tratti somatici del titolare. Mi rispose che per lui era la prima volta. Un altro hapax. Scrissi al Prefetto, Valenti, e al presidente dell’ACI Brescia, Vittorini, chiedendo mi fosse scambiata la patente alterata con una patente normale, conforme alle foto che avevo consegnato all’ACI. Ma mi è stato solo offerto per telefono di eseguire la pratica per duplicato da patente smarrita, che avrebbe comportato la trasmissione della pratica ad uffici romani, e mi avrebbe lasciato senza patente per due mesi; e senza garanzie di altri problemi, che so per esperienza avere carattere subentrante, una volta cominciati. Come confermato da quanto avvenuto oggi, a distanza di tempo, in un mirabile carillon a orologeria. Il dirigente della Motorizzazione civile di Brescia ha svicolato, scrivendomi in risposta di avere verificato che l’ACI stava già “rinnovando” la patente; che era falso. Ho ritenuto sconsigliabile appellarmi al ministro dei trasporti, l’endocrinologo Graziano “Cutro” Del Rio. Così ho ancora la patente massonica, che il cordialissimo l’impiegato di Banca Intesa mi ha chiesto di mostragli, non essendogli bastata la tessera sanitaria come documento di identificazione.

L’avv. Vittorini, rotariano, già socio di Martinazzoli, difensore dei familiari delle vittime della strage del 1974 (di cui parlo nella lettera alla Corte Costituzionale), coinvolto in intrighi “non proprio edificanti” (3), non è un timido. Nel 2017 è intervenuto nel processo sull’omicidio di Lidia Macchi, partecipando alla levata di scudi ciellina a difesa dell’imputato; sostenendo di conoscere l’autore della lettera-confessione, ma di non potere rivelarne il nome. I magistrati non gli hanno creduto. In campo medico, la magistratura, almeno quella che come lui elegge a inno il “Flauto magico” di Mozart, sta dalla sua stessa parte, nell’uso selvaggio del diritto per creare dal nulla realtà di comodo, fasulle e perverse; usando alti principi giuridici ed etici per operazioni speculative turpi (4), e reprimendo le voci di denuncia.

Il messaggio appare essere quello di rappresaglia e intimidazione. Una esibizione guappa del loro potere di fare, disfare e rifare, colpendomi quando e come vogliono. E’ anche una provocazione finalizzata al discredito, perché chi ha architettato questo imbroglio potendo contare sulla protezione di una magistratura pavida e corrotta avrebbe buon gioco nel pescare dalla caciara e dipingere una mia protesta come evidenza di insofferenza alla legge e ribellione ai doveri del cittadino; o come le false percezioni di un disturbato. E’ anche uno di quegli episodi che a intervalli tengono alta, dandole impulso, la condizione di sfiducia e allarme nella quale si vuole io rimanga.

Da anni sostengo che la mafia e la lotta alla mafia siano anche un alibi e una copertura (5). La mafia di cosca appare essere parte integrante di un sistema più ampio, che nasconde col suo ingombro. La sua enfatizzazione permette di occultare il peso determinante delle burocrazie dello Stato in quello che è stato definito “capitalismo mafioso” (6). Oltre a collaborarvi, e a ricevere appoggio esterno, la mafia fornisce un appoggio esterno alle reti di tipo massonico del mondo legale e istituzionale, a partire da quelle clericali, come quelle che si occupano di me, costituendo, grazie alla lotta più gridata che effettiva alla mafia, uno standard negativo, che favorisce la mimetizzazione e accettazione delle reti mafioidi dei notabili e delle istituzioni. Operazioni illecite, a favore di grandi interessi illeciti di dimensioni pecuniarie maggiori di diversi ordini di grandezza a quelle di cui si legge sui giornali, sono condotte, spesso con modalità mafiose, alle spalle della lotta perenne ai mafiosi.

GdFspalleMag18

1 “Checkpoint Calipari”, su Viale Duca degli Abruzzi. Lo chiamo così perché luogo di puntuali incontri con auto di forze di polizia, dai tempi dell’abbandono di Nicola Calipari alla punizione USA per non essere stato servo come i suoi colleghi; e perché per anni vi ha sventolato, a filo strada, una bandiera italiana, attaccata al recinto di un bar.

2 Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte

3 Martini D. Mille Miglia, assist di Franceschini salva Aci Brescia. Che ha ceduto il marchio a Chopard con contratto segreto. Il Fatto, 27 Gen 2016.

4 Anche il CSM interviene su Alfie

5 I professionisti della metamafia

6 Badiale M. Bontempelli M. Un saggio su fascismo e antifascismo. Reperibile su internet.

§  §  §

20 giugno 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Giornata mondiale rifugiato, Mattarella: ‘Italia contribuisce a dovere accoglienza. Ue unita gestisca l’emergenza’ “

Questo spalancare le porte ai più bramosi è il contrario del soccorrere oppressi, profughi e perseguitati. L’esortare a subire un grave sopruso presentandolo come un dovere richiama la peggiore Sicilia, e la peggiore Italia.

27giu18spazzatriceCalipari

27 giugno 2018. Ieri ho trascitto sul mio sito il commento di cui sopra su Mattarella. Ore 8:45. Spazzatrice A2A sgattaiola a checkpoint Calipari.

27giu18FrisoApespazzPostCalipari1

27giu18FrisoApespazzPostCalipari2

27giu18FrisoApespazzPostCalipari3

Due minuti dopo, poco oltre checkpoint Calipari, furgoncino nettezza urbana A2A mi punta sterzando senza necessità e mi sfiora.

imagessimbolo-disabili.jpg

27giu18pulminoCasaIndustriaPostFrisoApespazz

I due simboli sul pulmino trasporto disabili di “Casaindustria” passato pochi secondi dopo il furgoncino, mentre prendevo nota.

CottarelliQuirinale.jpg

Carlo Cottarelli, sodale del presidente di A2A prof. Giovanni Valotti, che è ordinario alla Bocconi. Entrambi già consulenti dello Stato sui nuovi compiti delle amministrazioni pubbliche. Cottarelli è emissario del FMI. Sul ruolo del FMI nel condizionare l’ltalia v. es. Di Cesare I. ‘Sulle recenti richieste all’Italia da parte del FMI’ Appello al popolo, 1 aprile 2018. Sul condizionamento del FMI della medicina come settore economico, e sul suo ruolo propulsore dell’emigrazione dall’Africa, v. es. Stefanini A. ‘Salute e mercato’ Editrice missionaria, 1997. Cottarelli, incaricato da Mattarella di formare il governo, ha tenuto a fare sapere che si è preparato per l’alto compito mettendo “due libri in valigia”. Dati questi sistemi di tutela della medicina fraudolenta neoliberista, tramite l’uso postribolare di amministrazioni pubbliche e partnership col privato più fetide degli automezzi del prof. Valotti, sospetto che in realtà si trattasse di due numeri della rivista ‘Quattroruote’.

§  §  §

25 luglio 2018

Commento al post

MattarellaAntirazzista

“Abbiamo la lode degli stranieri e talvolta noi di autoflagelliamo, invece. No, il nostro popolo non è superiore agli altri popoli, ma non è neppure inferiore agli altri popoli.“ Pertini, messaggio di fine anno 1981. Mi sembrarono parole virili, conformi all’alta carica, allora; e ancor più oggi, rispetto a questo non perdere occasione per insinuare che sia razzismo non accettare supinamente di subire quelle che – duole ripetere le espressioni di Salvini – sono spesso forme di parassitismo obbligato. Le leggi razziali non furono la formalizzazione di un perverso sentimento popolare di odio. Non siamo terra di pogrom, per fortuna. La colpa, pure grave, degli italiani fu di acconsentire a un’infamia in obbedienza al potere. Lo stesso vizio che oggi, mutati i poteri e capovolti i loro ordini, porta a tutti i livelli, dal galoppino in cerca di sistemazione a chi in questo modo viene posto a occupare le più alte cariche, al victim blaming delle accuse di razzismo.

@ Orso in piedi. (risposta a un commento apparso dopo l’aspersione della torta, v. sotto).

Se è per questo siamo anche il paese dove la chiesa fino al 1830 teneva una cerimonia in Campidoglio con calcio nel sedere agli ebrei. E dove ora che gli ebrei sono potenti si fa a gara, preti per primi e politici appresso, a ostendere loro il deretano. O ad accorrere in loro soccorso, come fai tu. Siamo il paese dove il clero insegna l’ignoranza. Nelle sue diramazioni, come la partigianeria, quella che esibisci con vanto, non concependo che le proprie posizioni possano convergere, con motivazioni diverse, con quelle – non necessariamente sincere – di una parte politica nella quale non ci si riconosce e che non è amica. Siamo il paese dove le persone, tenute a bagno sia nell’arretratezza morale sia nel senso di colpa, vengono flagellate e esortate ad autoflagellarsi, come fanno i preti e come fa il democristiano Mattarella, perché accettino ingiustizie e degrado a espiazione dei peccati. Soprattutto di quelli immaginari, e di quelli del clero e della classe dirigente addossati alla gente comune, v. trattamento storico ebrei; meno per quelli veri, e ancor meno se utili alla classe parassitaria.

Maestri pasticcieri

TortaCiuaua

26 luglio 2018. Ieri, immediatamente dopo il commento su Mattarella, è comparsa, dopo 26 giorni a Spezzano della Sila, la Panda della polizia Comunale, e oggi mi tafana di continuo, ovunque vada. Compro una torta per l’onomastico della mia compagna nella migliore pasticceria di Spezzano, un locale con preziosi intarsi di legno sul pavimento e ai tavolini. La commessa la posa sul banco. Uno dei proprietari passa uno straccio sul banco, arriva alla torta, che è ancora da incartare, solleva lo straccio dei pochi centimetri necessari a sormontarla, la scavalca a raso con il panno bagnato e sporco, riappoggia lo straccio e prosegue la pulizia sul resto del banco. A osservare la scena un noto guappetto attaccabrighe locale, che è arrivato davanti alla pasticceria in perfetto sincronismo con me e mi scippa il parcheggio tagliandomi la strada col suo grosso SUV (uno di quelli coreani, che costano quanto un’utilitaria). E’ venuto a fare colazione, senza pagare. Si muove velocemente da una parte all’altra del locale, incluso il laboratorio. Ordina con voce stentorea la scelta dei pasticcini, dopo avere oltrepassato il banco e essersi messo sulla pedana dell’esercente. Sembra una scena di un film del mafioso che riscuote il pizzo e mostra agli avventori che il locale è sotto la sua protezione. All’uscita bacio di una Panda dei CC forestali.

L’episodio è conforme col principio piduista per il quale se critico Mattarella devo ricevere qualche forma fisica di sporcizia (v. precedenti in La medicina sotto la presidenza Mattarella). Col principio mafioso che se mostro il marcio delle istituzioni, es. dicendo della doppiezza mafia-antimafia (v. commento del 21 luglio in I professionisti della metamafia), devo ricevere una dose supplementare di ciò che denuncio. E col principio della stessa natura degli altri due che se svelo le frodi mediche e le loro complicità istituzionali (Il ‘Decoy effect’ e ‘l’Effetto Rasputin’ nelle frodi mediche) deve arrivare certa la rappresaglia.

E’ possibile che il pasticciere calabrese abbia ricevuto istruzioni, perché questa tipologia dell’esercente che sente il bisogno improrogabile di passare uno straccio umidiccio proprio mentre serve il cliente, coinvolgendolo fisicamente nello sporco, la ricordo bene per averla già ricevuta a Brescia in un diverso genere di negozio. Il binomio CC-pasticceria ha dei precedenti. L’estate dell’anno prima, nell’agosto 2017, nell’altra rinomata pasticceria del posto, a Casole Bruzio. All’entrata bacio di auto pattuglia CC rosso-blu. Dentro cocktail, con il proprietario di una gentilezza esagerata. All’uscita bacio della stessa auto pattuglia dei CC. Meno di un’ora dopo, singola scarica di dissenteria con le caratteristiche degli effetti di un lassativo. Il generale Lusi era appena passato da comandante regionale dei CC per la Calabria a capo dei NAS, che sulla carta combatterebbero le sofisticazioni alimentari.

Ha un precedente personale anche la collaborazione CC-mafiosi in Calabria: quando ricevetti una email da un condannato per ndrangheta, mai visto, che aveva commentato sui miei interventi in un sito di un magistrato, “Uguale per tutti”. L’email, beffarda, mostrava di sapere, non potendo normalmente saperlo, dove mi trovavo e cosa facevo, raccolta degli olivi a Lamezia (v. email di Bartolo Iamonte del 29 ott 2013, in La convergenza di mafia e antimafia. Pizzo mafioso e pizzo di Stato). Lo stesso giorno, le consuete molestie stradali dei CC.

Non credo che gli amanti della cannabis (commento del 21 luglio. In La piaga del sessantottismo) abbiano davvero da temere dall’apparato di repressione giudiziaria; a partire dai CC, che non mi sembrano cambiati dai tempi della loro obbedienza ai superiori USA con l’operazione Bluemoon. Difendono il loro bisinisse della coltivazione della mafia con l’antimafia e della lotta al traffico di droga alla “Bolla di componenda”, ma dietro a questo paravento sono i primi a collaborare con ordini criminali superiori. I tipi umani che facevano i delatori degli ebrei sotto l’occupazione nazista oggi si danno alla protezione delle grandi frodi mediche. Le pratiche di continuo contatto con l’immondo vorrebbero umiliare, ma aumentano il senso di schifo per il materiale umano. Quanto alle varie ritorsioni e intimidazioni, rispetto a ciò che stanno facendo quelli coi vari galloni istituzionali il balordo col SUV low-cost giganteggia come una limpida figura di galantuomo.

Prefetto: Galeone
Comandante provinciale CC: Sutera
Procuratore: Spagnuolo
Dda: Gratteri
Sindaco: Monaco
Vescovo: Nolè

§  §  §

4 agosto 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post ““Attacchi troll” contro Mattarella, la procura di Roma aprirà un fascicolo: indagherà l’antiterrorismo”

Magari si scrollassero di dosso almeno uno dei contendenti per i quali l’Italia è campo di battaglia e terra da spartirsi. Ma il carattere è questo, da Carlo VIII al dopo Yalta e a oggi, di servire sia Franza che Spagna. Credo, per esperienza personale, che la levata di scudi per Mattarella sia un po’ come Gladio: la scusa delle orde cosacche per facilitare alle teste di legno volute dai cow-boy di servire anche come tirapiedi per il controllo dei locali. Commettendo tramite i poteri dello Stato abusi, tradimenti e reati, che la magistratura con la sua azione a ‘diavoletto di Maxwell’ lascia passare, quando non vi collabora attivamente. Quelli che si mettono al servizio di qualunque potenza straniera sono persone che valgono poco, e che fanno la scelta di vita consona alla loro natura vile. Con la difesa limitata al non si sa quanto reale pericolo Putin, molti di loro invece di riconoscersi come dei miserabili che vendono il loro Paese potranno dire di essere patrioti.

§  §  §

27 agosto 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Nave Diciotti, il presidente dell’Aifa Stefano Vella: “Mio governo ha negato cure, dovevo dimettermi””

Vella è un grand commis di quella medicina industriale che, obbedendo a logiche di profitto, sovratratta quando non ce n’è bisogno e trascura chi è malato davvero*. Molti interventi medici proposti assiduamente non sono necessari, e sono dannosi; mentre quando si avrebbe bisogno di assistenza e cure mediche si deve bussare col cappello in mano per ricevere trattamenti spesso inadeguati. Le omesse cure della medicina commerciale non scuotono Vella; che inoltre commette sul piano medico lo stesso errore etico del confondere tra individuo e popolazione. Curare i singoli è cosa diversa dal tutelare la salute della popolazione; come aiutare i derelitti del mondo è molto diverso dall’esasperare il caso, microscopico rispetto al totale, selezionato dai media per ragioni politiche. Si potrebbe chiamarlo l’errore della gattara, che stravede per i suoi micini e ignora il resto del mondo. Speriamo che chi gli succederà sia invece adeguato a compiti di sanità pubblica.

Tra i vari moventi del plateale sbocco di indignazione probabilmente c’è anche l’aiuto all’espansione del business medico con l’immissione degli immigrati nel pool di pazienti. Lo stracciarsi le vesti per gli imbarcati oltre alla violenza nei nostri confronti dell’immigrazione forzosa copre anche la violenza nei confronti degli stranieri della medicalizzazione distorta e a fini di lucro.

*McCartney M. The patient paradox. Why sexed up medicine is bad for your health. Pinter Martin 2012.

@ Danilo Fiore. E’ come dire che Peppino Impastato lavorava per Totò Riina, siccome attaccava Badalamenti del quale Riina era nemico.

@ Danilo Fiore.Le sue sgangherate associazioni mentali proseguono la sparata di Vella sulle asserite mancate cure mediche agli stranieri della Diciotti. Non sappiamo come avrebbe commentato Impastato (ma sappiamo da che parte stanno, sempre, le varie bande e cordate più o meno mafiose e le torme di quaquaraquà mafioidi). Di sicuro non in termini di poltrone come fa lei. Spirito libero, non è scontato che avrebbe mangiato la polpetta, per tanti così appetitosa, del sessantottismo: servire i disegni eversivi del potere passando per combattenti antisistema. Negli anni ‘70 qualcuno fece carriera con le radio libere; ricordo un insopportabile Rutelli. Qualche altro vi perse la vita. Impastato parlava di sua iniziativa e contro le consegne del potere di ciò che aveva davanti, che vedeva e poteva toccare, ed è stato ucciso per questo. Voi, arrivato dall’alto l’input con la confezione di slogan già pronti, galoppate liberi nel campo dell’onirico; servite il potere con proclami, come questo squallidotto di Vella, che hanno la coerenza meramente logica associata a infondatezza e a implausibilità umana tipica dei sogni; e volete pure la medaglia.

§  §  §

Vedi anche:

I rituali zozzonici della banda Mattarella

Un certificato di decenza per le attività antimafia

La necessità di laicità contro l’aggiramento dei limiti e l’inversione dei controlli posti dall’art. 41 della Costituzione

La polarizzazione gesuitica

La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide

I tamburi della paura

La medicina difensiva come scusa e come illecito

Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale

Preghiere esaudite. Le cure compassionevoli nella medicina usuraia

22 luglio 2017

scialuppa_n_6_portsideNaufragio della Costa Concordia. Gli effetti dell’ammainare una lancia di salvataggio con procedura accelerata per salvare vite più in fretta.

ccc
Si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte. (Santa Teresa d’Avila)

ccc
Just as consent is no justification for the torture, is no justification for improper research. […] Medicine, however, is currently faced with the ideology of marketplace, which puts profit-making as its highest priority. […] Research must always be identified as research and its purpose (to gain generalizable knowledge) always spelled out and differentiated from medical treatment designed only to benefit the patient. Patients should always continue to be patients, even if they also volunteer to serve as research subjects. […] Researchers who feel subjects have “nothing to lose” by participating should be disqualified from doing research on them because they are not able to protect the dignity and welfare of their prospective research subjects with this attitude. […] To help expose the new market ideology of experimentation, the researcher should be required to disclose any and all financial incentives. (GJ Annas. Questing for grails: duplicity, betrayal and self-deception in postmodern medical research. Journal of Contemporary Health Law and Policy, 1996. 12: 297)

ccc
Regulation: Sell help not hope. (P. Bianco, D. Sipp. Nature, 2014. 510: 336)

ccc
The vote came after a daylong session punctuated by emotional pleas from dozens of parents and their children, some of whom appeared in wheelchairs, to describe how the Sarepta drug, called eteplirsen, made a substantial difference in clinical trials. (E. Silverman. FDA votes against Sarepta’s drug for Duchenne muscular dystrophy. Stat, 25 aprile 2016)

ccc
Dr. Ellis Unger, acting director of the FDA’s Office of Drug Evaluation, wrote over the summer that Sarepta’s drug is “essentially a scientifically elegant placebo.” Approving it, he said, would “send the signal that political pressure and even intimidation – not science – guides FDA decisions. (D. Garde. Stat, 19 settembre 2016)

ccc
Sarepta’s stock closed near a record high Tuesday, up nearly 14 percent to $55.73 a day after the Food and Drug Administration issued its surprise approval of the company’s experimental drug for Duchenne muscular dystrophy. (R. Weisman. Reborn with its Duchenne drug, Sarepta sees its stock soar 14%. The Boston Globe, 20 settembre 2016)

ccc
Sarepta is charging about $300,000, on a net annual basis, for its drug, although the cost could rise, depending upon the weight of the patient. (M. Conroy. Anthem declines to cover Sarepta drug for Duchenne, citing doubts over data. Pharmalot, 7 ottobre 2017)

ccc
… such outcomes can be misleading in very small, poorly controlled, or unblinded studies that do not account for the placebo effect. Similarly, the voices of patients advocates should be made known, but many such groups are financially supported by drug manufacturers to help advance their goals (8). Even in the absence of such support, popular opinion can be shaped by uncritical enthusiasm by patients and their families, or by unbalanced reports from the manufacturer. (A. Kessekheim, J. Avorn. Approving a problematic muscular dystrophy drug. Implications for FDA policy. JAMA, published online October 24 2016)

ccc
…for given health problems, the most promising lines of research are often neglected because they are not profitable enough. […] Private investors are mainly interested in health research that contributes to the development of products that can be sold with a large profit margin. (J De Winter. The distorted research agenda in the health sciences … Philosophy of science, 2008. 75: 123)

ccc
If your hernia operation gets cancelled in the UK, the US health system is probably to blame. (Buying pricey drugs harms more UK lives than it saves. New Scientist, 19 febbraio 2015)

§  §  §

3 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, Papa Francesco: “Rispettare il desiderio dei genitori”. La Cei: “Gemelli e Bambin Gesù pronte ad accoglierlo” “

Come distinguere tra accanimento terapeutico e difesa della vita? E’ un dilemma serio, che cela un terzo elemento piuttosto basso: l’appello al rigore etico, alla compassione, ai sentimenti, alla speranza, per vendere cure costosissime ma inefficaci. Le malattie rare, per le quali sono previsti criteri di approvazione particolarmente lassi e incentivi economici per i produttori, costituiscono uno stratagemma per vendere farmaci di non provata efficacia a prezzi stratosferici. L’escamotage si può estendere, come già mostrano alcuni casi, anche ai farmaci per malattie comuni, che possono essere rese “rare”, es. con lo splitting nosografico tramite i biomarker della cosiddetta “medicina di precisione”. I bambini sofferenti servono da grimaldello emotivo; anche a costo di danneggiare i malati, dato che si trascurano sia l’assistenza possibile, per destinare fondi ai “superfarmaci”, sia la ricerca autentica, che richiede molto tempo, al contrario delle operazioni speculative a breve termine di lancio di lucrosi falsi miracoli. Sono le malattie rare, il loro status etico che va privilegiato per poter vendere acqua di Lourdes a 300000 €/anno per singolo bambino (il caso dell’etplirsen per la distrofia di Duchenne), il vero soggetto di questo caso di etica propagandistica. Il clero recita la sua parte nella disputa opponendosi ai laici che mostrano al pubblico di voler “scartare” i bambini difettosi; ma i due sono compari.

§  §  §

4 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, anche Trump con i genitori: “Se possiamo aiutarlo, come Regno Unito e Papa Francesco, saremmo felici di farlo” “

Trump interviene su un caso estero senza speranza, come il marito che picchia la moglie e fa il galante fuori dati i problemi domestici USA di assistenza sanitaria. Bergoglio, che potrebbe mostrare come l’antropologia cristiana offra qualcosa di utile in questi casi con l’accettazione della condizione umana e della morte, spinge a una sorta di delirio di onnipotenza terapeutica. La contraddizione si risolve se si considera che i casi pietosi, gli appelli etici, le pose altruistiche, sono parte integrante e necessaria, sono pietra angolare, dello schema del business delle malattie rare, volto a fare profitti con farmaci non efficaci. La plausibilità biologica e le evidenze di efficacia sono sostituite dal mostrare bambini malati e strimpellare chitarronate, vedi Telethon. “It’s the money, stupid”: la pietà, alti principi, sottili distinguo bioetici, sono come le lacrime e le accalorate discussioni tra gli spot nei programmi di Barbara D’Urso.

§  §  §

6 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Patitucci “Charlie Gard, cos’è la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale e perché non c’è cura”

Nella medicina commerciale il terreno viene preparato col marketing, che è un fattore fondamentale nella comprensione di tante notizie mediche. Es. l’operazione mediatico-giudiziaria Stamina. La figura del bambino condannato e quella dei genitori disperati che vogliono cure sono un elemento costitutivo del pacchetto delle malattie rare, dove i farmaci, costosissimi, non hanno altrimenti la forza di reggersi sulle proprie gambe, cioè su una reale efficacia. Questo appare il motivo per il quale il clero, che partecipa al business della medicina e in questo papato fa il team player in grandi operazioni di marketing, dice di voler muovere mari e monti per un singolo caso. Mentre non parla degli abusi di eutanasia di massa che si sono verificati proprio in Inghilterra, tuona per cure mediche a oltranza su di un bambino già ridotto a un preparato di laboratorio. La presa di posizione ricorda una manifestazione della distrofia di Duchenne, un’altra malattia rara: la pseudoipertrofia, dove i polpacci assumono un aspetto atletico, erculeo, ma le fibre muscolari sono atrofiche e l’ingrossamento è dovuto a tessuto sostitutivo fibroadiposo. Nella pseudoipertrofia etica la muscolosità ostentata nasconde sfaceli morali, che aggravano le tristi storie che vengono sventolate per fare soldi.

§  §  §

7 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, la madre: “Una chance su dieci di salvarlo”. Columbia University: “Disponibile farmaco sperimentale” “

I tentativi terapeutici irrazionali, senza basi oneste di plausibilità e scavalcando i controlli appropriati, non sono un “tentare non nuoce”. La compassione viene suscitata ad arte nel pubblico per il più cinico dei calcoli: l’ondata emotiva serve da vettore per l’introduzione di farmaci inefficaci e costosissimi, come mostrano casi precedenti. esibire bambini morenti, sostenere che la scelta di cure improbabili spetterebbe ai genitori, è nel protocollo di marketing per vendere prodotti fasulli per malattie rare. Un regalo di denaro pubblico agli investitori, che si traduce in scoperture dell’assistenza agli altri malati; un allontanarsi di cure efficaci per i bambini affetti, difficilmente ottenibili, ma di sicuro non ottenibili se non con una sperimentazione seria. Un appalto simoniaco del magistero religioso, che viene distorto a fini di marketing culturale, per iniettare l’idea fanatica del farmaco come speranza comunque lecita. L’idea che favorisce l’immissione crescente di farmaci non ben testati, con i pazienti come cavie. Smuove gli animi la mamma che chiede che si faccia comunque un tentativo. Meglio rileggere il passo della madre che nei Promessi Sposi resiste al turpe monatto che vuole toglierle dalle braccia Cecilia, la figlioletta morta; e poi, asciugate eventuali lacrime, considerare che invece questa è una triste farsa, funzionale a truffe di alto livello e di dimensioni colossali.

§  §  §

8 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, ospedale chiede nuova udienza ad Alta Corte dopo offerte trattamenti sperimentali: “Giusto tentare” “

Con questo voltafaccia da copione i medici inglesi staccano la spina che non deve mai essere staccata, quella della tutela della dignità e del benessere del paziente; e mettono quel che resta del bambino nella gabbia dei porcellini d’India per un trattamento senza capo né coda. Ciò per favorire la deregulation dei farmaci, che permetta di vendere qualsiasi intruglio appiccicando alla bottiglietta l’etichetta “scientifico”, e facendo credere che diventarne cavia è una fortuna che giustifica prezzi a sei cifre.

§  §  §

8 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, ospedale chiede nuova udienza. Genitori: “Soddisfatti, ora può avere la sua chance” “

Un uso magico della “scienza” in medicina, a danno del bambino e degli altri malati e a favore dei profitti della City e del Vaticano. Il piccolo Charlie ha già catalizzato un miracolo: ha riportato gli inglesi, altezzosi verso i “papisti”, a credenze che, avvolte in paludamenti alti, sono quelle senza tempo descritte da De Martino in “Sud e magia”. Lord e baronetti si uniscono ai cardinali sotto l’unico vero Dio: i soldi.

§  §  §

19 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Charlie Gard, la Camera Usa approva un emendamento per concedergli la cittadinanza. Ora il testo passa in Aula”

“With all due respect, this committee and this Congress jump when the drug industry says “jump”; it rushes to pass legislation when the drug industry wants it to pass legislation”. (Representative Sherrod Brown, D-Ohio). Ora deve passare il principio che si possono introdurre farmaci non adeguatamente verificati col semplice pretesto delle motivazioni “compassionevoli”. Non importa se le cure utili non vengono assicurate, se la “financial toxicity” delle cure porta al fallimento anche famiglie che possono permettersi l’assicurazione sanitaria. Se ci si accanisce sui morenti pur di inscenare “sperimentazioni” . Né se l’introduzione di prodotti “innovativi”, inefficaci e costosissimi, toglie cure utili alla popolazione: “If your hernia operation gets cancelled in the UK, the US health system is probably to blame.” (Buying pricey drugs harms more UK lives than it saves. New Scientist, 19 febbraio 2015). In USA si sta introducendo allo scopo la legge “Right to try”. Scimmiottata in Italia dai ragionamenti giuridici coi quali la nostra magistratura ha partorito un grottesco “diritto alla speranza” quando bisognava dare il via libera a Stamina. Per non parlare dell’ansia che pervade le nostre autorità sanitarie di liberare anche in campo medico gli spiriti animali del capitalismo, e che pervade quelli che si sono nominati nostre guide spirituali sostenendo di essere umili portavoce della Parola di Dio.

 *  *  *

29 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. A. Grana “Il volto caritatevole del Bambin Gesù di Roma è quello del piccolo Charlie”

Nel 2012 in Inghilterra alcuni medici denunciarono che il Liverpool Care Pathway, un protocollo per il trattamento di fine vita accreditato come “best practice”, che porta a morte in media in 29 ore, veniva applicato anche a malati anziani curabili, come mezzo di eutanasia di massa per liberare posti letto e ridurre la spesa sanitaria. Gli ospedali ricevevano incentivi economici per raggiungere elevati livelli di applicazione del protocollo; alcuni hanno incassato mezzo milione di sterline. Su questo il clero, che a chiacchiere difende la vita, è stato omertoso. Ma non c’è contraddizione col caso Charlie Gard (i cui genitori sono stati assistiti da un avvocato pro-eutanasia) se si considera che ciò che il clero vuole è esercitare un controllo sul vivere e sul morire. Pretesa che combacia con un criterio liberista essenzialmente zootecnico: si abbattono i capi che non rendono; o al contrario li si ingozza di medicine, come le oche con le zampe inchiodate per il foie gras, quando è questa la convenienza. Charlie Gard è servito per una spietata propaganda pro cure “compassionevoli” e quindi a controlli ridotti, cioè costosissime e inefficaci, per le malattie rare. Un’operazione fraudolenta colossale, che vede l’Italia, come per i vaccini, in prima fila.

Del resto, la chiesa ha combattuto la scienza quando questa contribuiva all’emancipazione materiale e morale dell’umanità. Se ne fa alfiere oggi, quando viene prostituita a strumento fraudolento di profitto.

§  §  §

10 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Sla, la storia di Dario Del Fabro: “Questo sarà il mio ultimo Natale. Un giudice mi ha negato le cure sperimentali””

E’ nell’interesse dei malati che cure e sperimentazione siano tenute il più possibile separate e distinte. Nella cura si bada solo al vantaggio per il malato, e quindi non lo si usa come cavia. Nella sperimentazione si punta alla solidità dei risultati, anche, entro certi limiti, a scapito del soggetto, che entrando in una sperimentazione accetta di sacrificarsi per la collettività. In viscide forme ibride cura-ricerca le ditte “prod [pungolano] desperate patients”* a chiedere loro prodotti, in genere costosissimi, che non hanno i numeri per dimostrarsi efficaci in una sperimentazione adeguata, facendo intravedere la possibilità di miracolo e predicando il diritto a tentarlo. L’avidità imprenditoriale fa leva sulla sofferenza per scippare, con la scusa della “compassione”, l’approvazione di farmaci non validi. Così facendo le ditte possono arricchirsi illecitamente e alla svelta. A danno dei malati; quelli che usano al momento come pedine; quelli che riceveranno, a caro prezzo, cure che non funzionano; gli affetti da altre malattie, che vedranno le risorse pubbliche per l’assistenza medica tolte per finanziare le frodi; e i malati futuri, perché così si abbattono le possibilità – già tenui nel caso di patologie gravi come quella della SLA – di ottenere a lungo termine cure valide tramite una ricerca scientifica onesta.

*What’s driving the massive social media campaign for Genervon’s ALS drug? Fiercebiotech, 14 gen 2016.

@ naitsaB. Nel caso in questione la sostituzione dell’evidenza scientifica con l’aizzare i blogger è stata così estrema (v. citaz.) che il caso dovrebbe essere esaminato sotto il profilo della frode, e i magistrati delle 6 sentenze che gli hanno dato il via libera, e i giornalisti che parlano di “medicina di ultima generazione” appaiono censurabili.

Ci troviamo tutti nella condizione di degrado verso la morte; ma normalmente per alcuni decenni il calo è così lento che non ce ne accorgiamo. Negli sfortunati affetti da malattie come la SLA – e nei tanti che hanno una malattia grave comune, es. un cancro avanzato – la discesa verso la morte, accelerata, viene percepita di continuo; e questo è uno dei fattori che le rende crudeli. Ma non ci sono salvati. E’ illusorio, è un meccanismo di difesa chiedere “per chi suona la campana”.

Prega tu di non finire, quando verrà il tuo turno, nelle grinfie di chi usa i malati gravi come scudo umano, perché alle sofferenze della malattia ti verranno aggiunte quelle dello sciacallaggio.

§  §  §

23 maggio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Ruccia “5s-Lega, Travaglio: “Conte? Chiarisca suo curriculum. Vedo molti cani da riporto trasformarsi in cani da guardia””

Ieri 22 maggio 2018 il Congresso USA ha approvato la legge “Right to try” voluta da Trump, contro il parere – fondato, anche se sua volta non disinteressato – delle società scientifiche; variante del “diritto alla libertà di cura” del quale Giuseppe Conte è paladino. Il “diritto a tentare”, è stato osservato, “esporrà pazienti vulnerabili al rischio di seri danni, incluso il morire prima e in maniera più dolorosa” (M.A. Carome, Public Citizen). Frenerà anche la ricerca di cure efficaci, sviluppate con criteri scientifici, o meno antiscientifici, a danno dei futuri pazienti. Mentre favorirà indebitamente il business. Il cambio di vocazione evidenziato da Travaglio è reciprocante: è vero che i cani da riporto ora fanno i cani da guardia. Ma quelli che si presentano come cani da guardia rivelano inquietanti congruenze con i soliti Melampo, il cane da guardia che nel libro di Collodi era d’accordo con le faine.

@ flamenco. L’angoscia per familiari malati la conosciamo tutti. Anche la pulsione a tentarle tutte è un pensiero domestico, familiare a tutti noi. Oggi però, nel terzo millennio, le conoscenze acquisite mostrano che legalizzando i tentativi disperati si crea una situazione che chiamo di “efficienze divergenti”: diminuisce l’efficienza delle cure e del trovare cure più efficaci, e aumenta l’efficienza economica, il profitto. Un affossare sempre più nella condizione di ‘vinti’ i malati, e incamerare sempre più soldi dall’altro lato. La via relativamente più efficace, e quindi la più etica, è quella razionale, anti-istintiva, non quella emotiva, che viene sollecitata ad arte e infiorettata da speculatori senza cuore.

Il problema oggi è se i governanti rappresentano il popolo o il potere. Si può fare a meno di valutare la buona fede di un candidato alla guida del paese. Lasciando ciò al frate confessore. Al cittadino è sufficiente il fenomeno, cioè l’aderenza di fatto del candidato a potenti ideologismi (appoggiati anche con mezzi criminali, posso dire) a vantaggio del potere e a danno del popolo.

Il “diritto a tentare”, argomento che fu di Berlusconi, è un pessimo affare anche in campo politico. Come in medicina, dovrebbe piuttosto vigere lo “aviation model”. Le cure e il governo del Paese dovrebbero avere garanzie tendenti a quelle che si hanno salendo su un aereo che non cadrà, e non essere esperimenti sulla pelle della popolazione.

@ elpolloloco91. Legga meglio, ho scritto che è paladino della libertà di cura. Come è chiaro dall’averla portata ad argomento nel perorare un’istanza che andava a favore di un “diritto” a che i contribuenti finanzino le truffe mediche più volgari. Dall’essersi speso nella creazione di strutture di sostegno e propaganda a favore di questo “diritto”. E dal fatto che, cattedratico, ha portato argomentazioni giuridiche a sostegno; assai deludenti. Come del resto tanti magistrati, ha ritagliato un facile caso iperuranio ignorando incredibilmente di stare ricalcando un argomento capzioso, a favore di colossali interessi illeciti del mondo terreno della malattia e dell’economia; di stare cucendo una veste giuridica, perché abbiano forza di legge, su slogan probabilmente usciti dalle grandi agenzie di public relation.

 

§  §  §

v. anche:

Quando è Pietro che si associa a Simon Mago

La questua delle multinazionali

 

La santimonia

 

 

 

La libertà di cura libertà che opprime

12 luglio 2017

Tra il forte e il debole, tra il ricco e il povero, tra il padrone e il servitore è la libertà che opprime, è la legge che affranca“.

Rousseau e Lacordaire. Citato da don Milani.

ccc

9 luglio 2017

Blog de il Fatto

Commento al post “Vaccini obbligatori, la marea arancione dei 10mila a Pesaro contro il decreto Lorenzin: “Free-vax, liberi di decidere”

Bene, ma chi ha preparato la padella ha allestito anche la brace. La libertà di scelta è dannosa per il paziente, ed è gradita al business, non meno delle cure obbligatorie. La “libertà di cura”, la “scelta”, sono un caposaldo ideologico della medicina liberista; del “pensiero unico” medico voluto delle stesse “multinazionali” (Fusaro, San Raffaele) che hanno ottenuto a loro vantaggio le vaccinazioni obbligatorie (Burioni, San Raffaele). La “libera scelta” porta alla medicina come bene di consumo, al marketing diretto, alla deregolamentazione; che hanno provocato e provocano disastri medici, come mostra il caso USA. Occorre chiedere – dandosi governanti onesti e capaci – che lo Stato controlli la medicina in modo che il cittadino possa affidarsi ad essa senza diffidenza, oggi giustificata; chiedere che lo Stato le impedisca di vendere cure non necessarie diffondendo false informazioni, mentre oggi è complice; chiedere che le indicazioni e gli interventi medici coincidano, come oggi non avviene, col miglior interesse del paziente. Occorre esigere che alla medicina non venga consentito barare; e non la libertà del cittadino di decidere a suo giudizio se giocare e con quale croupier.

§  §  §

17 maggio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post “Epatite C: pm indaga sui fondi non ricevuti dalle Regioni per pagare farmaco”

@ Elisabetta Picchietti. Un conto è esigere dallo Stato la miglior tutela possibile della salute, un altro è accettare che questa richiesta venga orientata a favore degli interessi dell’industria e della finanza. IL PPI (patient and public involvement) è una strategia per la commercializzazione e la privatizzazione della medicina – dettata da istituzioni come l’OCSE, la Banca Mondiale, la UE – che contrariamente alle apparenze va contro gli interessi dei pazienti e del pubblico (Tritter J et al. Globalization, markets and healthcare policy. Routhledge, 2009.)

§  §  §

24 luglio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di Cittadinanzattiva “Strage di Piazza della Loggia, l’impegno dei cittadini alla lunga paga”

Certe battaglie sono sfruttate dal potere come coperture per il loro opposto. A Brescia forse più che altrove il pestare l’acqua nel mortaio sulla strage impunita – che resta sostanzialmente tale dopo questa sentenza – ha facilitato il servire i poteri occulti che la vollero. Non stupisce che a zampillare lacrime di commozione e ad inneggiare allo “impegno dei cittadini” nella mesta occasione del parto di questo modesto risultato dopo 494 mesi di gestazione, a dire che una simile sentenza mostrerebbe il “potere dei cittadini di cambiare le cose” (“a fianco delle Istituzioni che sono fatte di persone che, in grande maggioranza, conducono la nostra stessa lotta per un Paese migliore e più giusto”) sia Cittadinanzattiva. La “medicina partecipativa” propugnata da Cittadinanzattiva, nella quale i cittadini avrebbero voce, è uno degli strumenti impiegati dal grande business biomedico per ridisegnare il paziente come consumatore (1), rendendolo in realtà ancor più passivo e menomato nei diritti. A me questa retorica celebrativa pare invece un’altra manciata del sale dell’ipocrisia sulle ferite delle coltellate che i volontari “impegnati” e le persone delle istituzioni così spesso fanno assestare alla Nazione nel consegnarla a interessi esterni.

1 Tritter et al. Globalisation, Markets and Healthcare Policy. Redrawing the patient as consumer. Routledge, 2010.

@ Cittadinazattiva Onlus. Lieto di avervi informato su cosa fate. A favore di quella che a Brescia è stata ufficialmente battezzata “Health and wealth”, la medicina che genera ricchezza, da autorità con le quali collaborate. Quanto esposto da Tritter et al., che mi auguro leggerete per intero (Routledge è la casa editrice) si applica senza perdita di generalità anche al caso italiano, e al vostro. C’è una certa letteratura a riguardo di ciò che è stato descritto come un deleterio “pas de deux” tra paziente e medico. Già nel 700 scriveva un medico anonimo: “Non è ella una reale pazzia il lagnarsi che la Donnicciuola, lo Speziale, il Barbiere, il volgo tutto si presuppone di poter con giustizia operare, e ragionare delle cose attinenti alla Medicina? Questo volgo opera, e parla da Medico non per altra ragione, se non perché i Medici operano e ragionano da volgo”.

La medicina, e la politica sanitaria, non sono “deleghe”. Sono funzioni altamente tecniche. Il cittadino non può improvvisarsi internista, statistico, biologo molecolare, etc. mentre può facilmente, data la fortissima asimmetria informativa, essere convinto a prendere posizioni su questi temi a vantaggio di chi conduce la medicina, e a suo danno. Il suo unico dovere, sulla cui trasgressione gioca questa sorta di coinvolgimento della vittima nella truffa, è di eleggere politici competenti e onesti. Farsi coinvolgere in responsabilità di governo oltre che un pessimo affare per salute e portafogli è anche una degenerazione della democrazia.

@ Keynez. Rimedio subito. Il bicarbonato che cura il cancro, o Stamina, introdotta nel SSN dal policlinico universitario il cui rettore, presidente dall’AIFA, collabora con Cittadinanzattiva, sono un termine di paragone indispensabile per far brillare la stella dell’attuale scienza medica ufficiale. Il marketing funziona così. Si chiama “decoy effect”. Cittadino, hai intenzione di partecipare anche tu attivamente alle discussioni sulla “governance” della medicina? Sembri portato.

§  §  §

13 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Lanaro “Vaccini, Lorenzin: “Solo una piccola parte della popolazione pensa che facciano male”. Senatrici M5s la contestano in Aula”

La truffa Stamina, che la Lorenzin dipinge come l’antiscienza debellata dalla scienza della quale è paladina, ha potuto avvampare perché gli ha aperto le porte l’ospedale universitario di Brescia. L’allora rettore dell’Università di Brescia, il ginecologo Pecorelli, è lo stesso che nel 2014 è andato in USA a prendere ordini per l’operazione vaccini. Che un rettore, e presidente dell’AIFA, permetta l’introduzione di una truffa di basso conio nell’ospedale pubblico del quale è il dominus è impensabile. Come se dei carabinieri pilotassero il terrorismo.

Stamina ha dato credibilità alla corrotta scienza medica ufficiale; il terrorismo servì a stabilizzare le storture del sistema di potere. Oggi da commenti su questo blog si apprende che la rivista di intelligence Theorema ha come presidente del comitato scientifico il gen. dei CC Mario Mori e il reduce delle BR Valerio Morucci come collaboratore. Fu il telefonista che indicò dove avevano lasciato il cadavere di Moro.

Lo Stato dovrebbe dare indicazioni mediche corrette. Invece fa dei cittadini carne per l’industria medica, e li induce per reazione alla pericolosa illusione, utile al business anche più delle cure forzose, che siano capaci di scegliere tra le offerte della medicina. Un valido motivo per opporsi alle iniezioni obbligatorie è l’inaffidabilità di quelli che occupano le istituzioni, che appaiono recitare copioni scritti altrove, come i loro predecessori all’epoca del terrorismo.

@ Manuel Fantoni. Grazie. Oggi viviamo in un mondo complesso. Non dobbiamo più zappare per vivere, ma dobbiamo vangare studiando per andare oltre il superficiale, dove spesso non solo la versione ufficiale, ma anche l’opposizione consentita sono confezionate a favore di grandi interessi.

§  §  §

23 luglio 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, corteo a Milano per la libertà vaccinale. Migliaia in marcia: “No al decreto” “

L’industria medica si avvale di esperti che, legati all’industria, espandano le indicazioni dei suoi prodotti, gonfiando il pericolo di malattia e trascurando i potenziali danni iatrogeni *. I farmaci resi obbligatori da governanti manovrati sono un modo secondario per ottenere l’aumento del fatturato. La persuasione con la propaganda mediatica, della quale la “libertà di cura” è il presupposto ideologico, è la strada maestra. Chiedendo libertà di cura si preme verso un consumismo medico mille volte più redditizio per gli investitori e più pericoloso per il pubblico delle attuali intimidazioni sui vaccini. E’ probabile che tale reazione faccia parte degli effetti previsti e desiderati degli atteggiamenti tracotanti dei “Vaccinator”. Ciò che conviene avere non è il diritto di poter fare shopping medico di testa propria in un mercato di venditori liberi di frodare, ma una medicina onesta e affidabile, libera da distorsioni e truffe, che dia indicazioni e pratichi interventi nell’esclusivo interesse della salute del cittadino.

*Moynihan RN et al. Expanding Disease Definitions in Guidelines and Expert Panel Ties to Industry: A Cross-sectional Study of Common Conditions in the United States. Plos Medicine, 2013. 10: e1001500.

§  §  §

8 Novembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Sarcinelli “Vaccini e bufale sul web, Burioni: “Per un medico non ha senso discutere con chi ha la terza media” “

In un vecchio film Paolo Villaggio, ragioniere, è tormentato dal principale, un bauscia che esordisce sempre chiedendogli “chi è il più cretino tra me e lei?”. Il tenore de “La congiura dei somari” è simile. Non è solo questione di competenze (né tantomeno di fantomatici saperi sapienziali); ma anche di interessi e di onestà. Villaggio-ragioniere avrebbe dovuto rispondere “chi è più ladro tra me e lei?”. Invece in questo caso non bisogna cadere nella provocazione di chi dà dell’asino presuntuoso e intruppato, perché non va mai dimenticato che in effetti su argomenti medici le competenze tecniche, non sufficienti da sole, sono necessarie; e perché chi ha preparato la padella delle iniezioni obbligatorie ha interesse a spingere i recalcitranti nella brace della “libertà di scelta”, una fiaba ideologica che, data la delicatezza psicologica e la complessità tecnica dei temi medici, e dati i miliardi investiti in disinformazione e propaganda, va a favore del business e a danno della salute ancora di più delle cure imposte. La soluzione è darsi governanti adeguati e onesti, che controllino il business invece di servirlo; e che diano direttive affidabili avvalendosi di consulenti “a doppia forza”, sia competenti sia onesti.

§  §  §

2 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post “Eleonora Bottaro rifiutò la chemio e morì di leucemia: genitori prosciolti dall’accusa di omicidio colposo”

Il Commissioner della FDA Gottlieb ha appena dichiarato che la FDA favorirà l’approvazione accelerata di antitumorali, rendendo sufficienti i famigerati “surrogate endpoints”; e gli studi a braccio singolo, che come validazione sono un riportarsi a prima di Galilei. Alla faccia del “metodo scientifico”, che i bigotti dello scientismo portano in processione come la statua del santo locale.

Le bottigliette di “Yacult” sono pubblicizzate con lo slogan “scienza non magia” aggiungendo “una bevanda mistica, dal gusto misterioso”. Un piccolo segno di come il business stia obbligando la scienza a ricongiungersi nell’immaginario – e di fatto – alla magia che la partorì secoli addietro. La scienza come magia più potente delle altre. Il pubblico può scegliere tra la magia tradizionale dei deliri alla Hamer e quella hi-tech delle frodi di alto bordo della deregulation di Gottlieb. I Ponzio Pilato permettono al popolo, lavandosene le mani, di scegliere tra Barabba e Giuda Iscariota. Quello che non si può avere è una medicina da cristiani, onesta, e quindi affidabile, che eviterebbe sia il rifiuto delle cure, sia la fede mal riposta in farmaci “scienza non magia”; sia le illusioni e le trappole a volte mortali della “libertà di cura”, la tipica “sessantottata” che sembra antisistema e invece è ciò che il business vuole.

§  §  §

4 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ambrosi “Cancro al seno, parlano 200 donne malate: “Non siamo fighe, siamo rottami. Chiediamo una miglior qualità della vita (e una comunicazione giusta)””

In Francia una commissione, che ha compreso cittadini, nominata dal ministero della sanità, ha chiesto l’abolizione o la riduzione dello screening per il cancro della mammella e uno stop alla disinformazione e propaganda (Barratt A et al. Reform of the National Screening Mammography Program in France. JAMA, 30 ott 2017). In Italia si cerca all’opposto di espandere il business. Anche con l’estetizzazione della pesante e dolorosa esperienza del cancro. La presidente dell’Associazione Italiana Oncologia, Stefania Gori, ha lodato la Toffa. Per una voce di donna, con diagnosi di cancro della mammella, che denuncia queste tecniche di vendita avvilenti e disoneste: Ehrenreich B. Smile or die. How positive thinking fooled America & the world. Granta, 2010.

Rivolgersi a Bergoglio come avvocato è finire in ore leonis, perché il clero promuove il business del cancro, al quale partecipa. Ma gli italiani, diceva Montanelli, “vogliono fare la rivoluzione coi carabinieri”. E infatti anche la scelta dello “antisistema” M5S, che ha appena vinto le elezioni, del generale dei CC della Terra dei fuochi al ministero dell’ambiente va nel verso del favorire il business del cancro insieme agli spot della Mediaset di Berlusconi su come è fico avere il cancro e alle bugie sul cancro del governo Renzi (v. La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide).

@ kowalski 0007. L’addossare la decisione medica alla paziente è un ripiego per mantenere il business contro l’evidenza. Un esempio delle diverse voci che le donne dovrebbero freddamente valutare: “we computed an overall percentage change using the annual percentage change derived from a linear regression of the log transformed age adjusted rates. Analysis of changes in temporal trends was done by joinpoint regression. “. Da: Autier P et al. Effectiveness of and overdiagnosis from mammography screening in the Netherlands: population based study. BMJ 2017;359:j5224. (CONCLUSIONS: The Dutch mammography screening programme seems to have little impact on the burden of advanced breast cancers, which suggests a marginal effect on breast cancer mortality. About half of screen detected breast cancers would represent overdiagnosis).

Inoltre alle donne viene data “false information about breast cancer screening” (cit. JAMA): “Concerns about the risks to women led two of the most prominent organizations that offer recommendations on screening to advise doctors to discuss them — rather than automatically suggest screening — with patients in their 40s. But the results of a survey being reported today in the journal JAMA Internal Medicine suggests that many of these women might never get a chance to weigh the pros and cons.” Aschwanden C. Some Doctors Are Giving Mammogram Advice That Could Hurt Women. Medscape 10 apr 2017.

@ kowalski 0007. Dovere della medicina è ridurre l’incertezza sulla malattia. Interesse del business è aumentarla. Il medico è pagato per dare indicazioni chiare nel miglior interesse del paziente. Quello tra medico e paziente dovrebbe essere un rapporto del genere detto “agente-principale”. Oggi l’agente, il medico, viene istruito da chi gli dà in franchising il business biomedico a trasferire la responsabilità delle scelte al principale, il paziente, per vendergli prodotti che non dovrebbe vendere. Ci vuole poco a spingere il paziente, facendo mostra di lasciare a lui la decisione. Vedi es.: Patel JJ The things we say. JAMA, 23 Gen 2018. Nabozny MJ et al Constructing High-Stakes Surgical Decisions: It’s Better to Die Trying. Ann Surg 2016, 263: 64. Pecananc KE et al “It’s big surgery”: preoperative expressions of risk, responsibility and commitment to treatment after high-risk operations. Ann Surg 2014, 259:458.

Il pubblico non dovrebbe accettare il caveat emptor, mascherato da “alleanza terapeutica”, “libertà di cura”, “shared decision”, “medicina partecipativa” e altri discorsi caramellosi che ricordano il verso “puoi parlarci dei tuoi problemi / dei tuoi guai” de “Il gatto e la volpe” di Bennato. I personaggi che promettevano a Pinocchio di trasformare 5 zecchini in 2000 in un giorno; precisando “noi non lavoriamo per il vile interesse: lavoriamo unicamente per arricchire gli altri”.

§  §  §

15 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post ” “Basta faticare sui libri, su Fb un like vale come un esame!”, Burioni e Cattelan lanciano la campagna per la laurea social” “

Burioni o Grillo? Nessuno dei due. La gente non dovrebbe accettare né il pericolo che Burioni denuncia, dell’affidarsi a quello che viene diffuso sui social, dove il giusto si mescola allo sballato e alla manipolazione a piacimento dall’alto. Né l’inganno che Burioni sostiene, per il quale chi è competente (o chi ha una laurea …) non può essere un corrotto; il mondo è pieno di competenti prostituiti al potere, diceva Pareto (e un paio di celebri Nobel per la medicina hanno osservato che gli stupidi non sono affatto rari neanche tra gli istruiti e tra gli scienziati). Si dovrebbe piuttosto esigere che lo Stato si avvalga di persone sia capaci sia oneste; in modo che il cittadino non sia costretto a cercare di barcamenarsi nella giungla di internet o a sottomettersi al “magistero” di una raffazzonata e sospetta nuova casta sacerdotale. Ma questa semplice terza possibilità – in realtà la prima – è bandita dal dibattito pubblico. Lo Stato, che, occupato da indegni, invece di proteggere e garantire il cittadino fa il campiere del grande business biomedico e delle sue frodi, la ostacola; anche attivamente, tramite “Nuclei pro sofisticazione”; mentre lascia che la gente si accapigli per i due modi di farsi ingannare.

§  §  §

22 maggio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Giuseppe Conte e il caso Stamina: nel 2013 fu legale della bimba che i genitori volevano curare con i metodi di Vannoni”

Stamina è stata una operazione di marketing, e una farsa criminale, gestita dallo Stato a favore dei poteri forti. Si è inscenato uno scontro tra due modi diversi, ma non mutualmente esclusivi, e anzi complementari, di lucrare sulla medicina a danno della salute e dei beni dei cittadini. Va contro la salute la parte in commedia del protagonista , di chi come Conte spinge per la “libertà di cura”, tipico ideologismo liberista che sembra progressista ed è un bidone; corrispondendo di fatto alla “libertà di truffa” (questo carattere ‘bifronte’ è ricercato dalle forze che servono il potere fingendo di stare dalla parte della gente). Va contro la salute anche la parte dell’antagonista; di chi, come la papabile alla presidenza del consiglio Cattaneo*, ha usato una truffa livello Vanna Marchi come standard negativo per propagandare e dare credibilità alle promesse “scientifiche” ufficiali, sofisticate ma anch’esse ciarlatanesche, sull’asserita individuazione del giacimento aurifero della rigenerazione di parti di organi solidi tramite staminali. E’ contro la salute anche il ruolo dei macchinisti di Stato che dietro le quinte hanno alimentato e retto il gioco per anni; e si sono occupati inoltre di reprimere le voci che lo avrebbero messo a rischio, con sistemi da codice penale che troverebbero l’approvazione dei mafiosi che dicono di combattere.

Vedi: Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale.

*Gastaldi G. Il Fatto, 7 mag 2018.

@ luigiboschin. Li conosco i fatti. E Iacona, che una volta ha parlato di “apertura di prateria per noi giornalisti” in campo biomedico, non è una fonte molto attendibile. Semmai tu dovresti spegnare la tv e leggere materiale di prima mano; anche sulle gravi responsabilità dei giornalisti nelle frodi mediche; su come le notizie giornalistiche false o distorte costituiscano atto medico e provochino danni alla salute su scala collettiva; e sui “conflitti di interesse” tra verità e multinazionali generose e riconoscenti che corrispondono ai grassi e verdi pascoli di Iacona.

@ luigiboschin. La tua figliola non ha “i FATTI”, come scrivi, e neppure ha i fatti; anche se ha lavorato da giornalista insieme a un PM. Questa collaborazione conferma piuttosto quanto denuncio. Una giornalista non dovrebbe “lavorare insieme a un PM” come scrivi; ma di fatto è successo questo, nell’ambito di un’operazione di marketing di Stato che ha diffuso false concezioni a favore di business illeciti. E dove Iacona e coll. hanno fatto la loro parte. A danno del pubblico; mentre ne hanno beneficato in diversi, inclusi magistrati e giornalisti; che in effetti lavorano insieme, in questi casi. Una sociologa della scienza, Jasanoff, ha osservato come la propaganda medica tragga credibilità dagli interventi giudiziari. Quello che dici di non capire sul lavoro di tua figlia è il genere di concetti definito da Maynard Keynes: “è difficile fare capire una cosa a qualcuno il cui stipendio dipende dal non capirlo”. A non capire certe cose ci si guadagna; fino ad arrivare a Palazzo Chigi. Mentre a non farsi i fatti propri si hanno seri guai. In USA c’è un dibattito sui conflitti di interesse dei giornalisti biomedici (c’è anche chi parla di “checkbook science”). Es. “Real harm to real people from shoddy PR news releases” Health News Review, 19 gen 2016. Da noi c’è chi sostiene l’incomprensibilità del concetto mentre vanta una collaborazione col celebre Guariniello.

@ luigiboschin. Tu vai all’insediamento del presidente degli USA. Ah no, quello era Gelli, con Carter. Tu vai a cena da Donald Trump. Holy canasta. I’m impressed. Interessanti i legami multipli di tua figlia giornalista, con Guariniello, Iacona, e l’entourage di Trump. I soldi del canone RAI obbligatorio sono spesi bene. Le compagnie farmaceutiche uccidono impunemente; “are getting away with murder”. Sono le parole del tuo amico Trump, Che però si è subito dimostrato ottimo amico di quelli che chiama assassini, mettendoli in posti di governo importanti e legiferando a loro favore. Credo che sia la stessa tecnica dei “populisti” (in realtà, demagoghi) nostrani; e quindi la partecipazione alla farsa criminale Stamina fa curriculum. Buona fortuna a voi che “la vita la viviamo in diretta” (ma attenti agli effetti omicidiari della medicina che servite).

§  §  §

23 maggio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Ruccia “5s-Lega, Travaglio: “Conte? Chiarisca suo curriculum. Vedo molti cani da riporto trasformarsi in cani da guardia””

Ieri 22 maggio 2018 il Congresso USA ha approvato la legge “Right to try” voluta da Trump, contro il parere – fondato, anche se sua volta non disinteressato – delle società scientifiche; variante del “diritto alla libertà di cura” del quale Giuseppe Conte è paladino. Il “diritto a tentare”, è stato osservato, “esporrà pazienti vulnerabili al rischio di seri danni, incluso il morire prima e in maniera più dolorosa” (M.A. Carome, Public Citizen). Frenerà anche la ricerca di cure efficaci, sviluppate con criteri scientifici, o meno antiscientifici, a danno dei futuri pazienti. Mentre favorirà indebitamente il business. Il cambio di vocazione evidenziato da Travaglio è reciprocante: è vero che i cani da riporto ora fanno i cani da guardia. Ma quelli che si presentano come cani da guardia rivelano inquietanti congruenze con i soliti Melampo, il cane da guardia che nel libro di Collodi era d’accordo con le faine.

@ flamenco. L’angoscia per familiari malati la conosciamo tutti. Anche la pulsione a tentarle tutte è un pensiero domestico, familiare a tutti noi. Oggi però, nel terzo millennio, le conoscenze acquisite mostrano che legalizzando i tentativi disperati si crea una situazione che chiamo di “efficienze divergenti”: diminuisce l’efficienza delle cure e del trovare cure più efficaci, e aumenta l’efficienza economica, il profitto. Un affossare sempre più nella condizione di ‘vinti’ i malati, e incamerare sempre più soldi dall’altro lato. La via relativamente più efficace, e quindi la più etica, è quella razionale, anti-istintiva, non quella emotiva, che viene sollecitata ad arte e infiorettata da speculatori senza cuore.

Il problema oggi è se i governanti rappresentano il popolo o il potere. Si può fare a meno di valutare la buona fede di un candidato alla guida del paese. Lasciando ciò al frate confessore. Al cittadino è sufficiente il fenomeno, cioè l’aderenza di fatto del candidato a potenti ideologismi (appoggiati anche con mezzi criminali, posso dire) a vantaggio del potere e a danno del popolo.

Il “diritto a tentare”, argomento che fu di Berlusconi, è un pessimo affare anche in campo politico. Come in medicina, dovrebbe piuttosto vigere lo “aviation model”. Le cure e il governo del Paese dovrebbero avere garanzie tendenti a quelle che si hanno salendo su un aereo che non cadrà, e non essere esperimenti sulla pelle della popolazione.

@ elpolloloco91. Legga meglio, ho scritto che è paladino della libertà di cura. Come è chiaro dall’averla portata ad argomento nel perorare un’istanza che andava a favore di un “diritto” a che i contribuenti finanzino le truffe mediche più volgari. Dall’essersi speso nella creazione di strutture di sostegno e propaganda a favore di questo “diritto”. E dal fatto che, cattedratico, ha portato argomentazioni giuridiche a sostegno; assai deludenti. Come del resto tanti magistrati, ha ritagliato un facile caso iperuranio ignorando incredibilmente di stare ricalcando un argomento capzioso, a favore di colossali interessi illeciti del mondo terreno della malattia e dell’economia; di stare cucendo una veste giuridica, perché abbiano forza di legge, su slogan probabilmente usciti dalle grandi agenzie di public relation.

§  §  §

13 luglio 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini, attivista no vax condannata per procurato allarme: ha diffuso informazioni errate”

Ben fatto. Chi si credeva di essere, la ministra Lorenzin, che ha inventato una strage di bambini per morbillo in UK? O la magistratura italiana, che per fare un esempio tra i molti ha lavorato come la più rampante agenzia di marketing creando nel pubblico aspettative ciarlatanesche sulla possibilità di cure magiche con le staminali, tramite Stamina, prima criminalmente permessa per anni e poi, quando la credenza ha attecchito, sostituita con il prodotto da vendere, la magia “buona” delle staminali ufficiali. Alla “No vax” troppo attiva è andata bene. Per due motivi: a) la sua battaglia è anch’essa gradita al business perché, forse lei non lo sa (qualcuno che dirige i No-vax lo sa, comunque), diffonde la concezione della libertà di scelta individuale delle cure, ciò che il business vuole, a danno dei malati. b) ha mosso una critica falsa, dando credibilità alle frodi ufficiali. Se avesse chiesto non la libertà di scegliere da chi farsi imbrogliare, ma una medicina ufficiale onesta della quale fidarsi e alla quale affidarsi, con la garanzia dello Stato; e se avesse svelato qualcuna delle innumerevoli magagne vere, allora sarebbero stati guai seri. In silenzio, non 400, ma migliaia di euro; per intrecci continuativi di attenzioni e “sviste” dell’Agenzia delle entrate; e per il carrozziere, date le controdeduzioni espresse spaccando parabrezza e sfondando portiere; e ben di peggio. I Nuclei Pro Sofisticazioni non scherzano.

@ PierFrancesco Delsignore. Oggi in medicina spesso chi ti mette in padella allestisce anche la brace. Bisognerebbe rifiutare di dibattersi tra le due, e chiedere un trattamento corretto; questa possibilità terza viene duramente repressa.

§  §  §

v. anche:

Il ‘Decoy effect’ e ‘l’Effetto Rasputin’ nelle frodi mediche

 

La polarizzazione gesuitica

7 aprile 2017

Dalle Lettere Provinciali di Blaise Pascal (testo ridotto):
 
Ottava lettera. Massime corrotte dei casuisti relative ai giudici, gli usurai, il contratto Mohatra, i bancarottieri, le restituzioni, ecc. Diverse stranezze dei medesimi casuisti. Parigi, 28 maggio 1656.

Rimasi interdetto da questa decisione fantastica; e mentre ne consideravo le conseguenze perniciose, il padre mi preparava un’altra questione:

«Un uomo che si occupa di divinazione è obbligato a restituire il denaro che ha guadagnato in questa professione?  Sentite dunque come Sanchez risolve questa questione. Egli distingue “se questo indovino non si è servito che dell’astrologia e degli altri mezzi naturali o se ha usata l’arte diabolica”. Credete che debba restituire nel caso che si sia servito dell’intermediario dei demoni? Non ci capite niente; è tutto il contrario. Ecco la risoluzione di Sanchez, nello stesso punto: “Se quell’indovino non si è data la pena e la fatica di sapere, per mezzo del diavolo, ciò che non si poteva sapere altrimenti, si nullam operam apposuit ut arte diaboli id sciret, bisogna che restituisca; ma se se ne è presa la pena, non vi è affatto obbligato”».

«Ma perché, padre?»

«Non lo capite? – rispose: – perché con l’arte del diavolo si può indovinare, mentre l’astrologia è un mezzo falso».

«Ma, padre, se il diavolo non risponde la verità, poiché non è più veritiero dell’astrologia, bisognerà allora che, per la stessa ragíone, l’indovino restituisca?»

«Non sempre, – rispose: – Distinguo, dice Sanchez a questo proposito: “perché se l’indovino è ignorante nell’arte diabolica, si sit artis diabolicae ignarus, è obbligato a restituire: ma se è un mago abile, e ha fatto tutto ciò che stava in lui per sapere la verità, non vi è obbligato; perché allora la diligenza di un tale mago può essere valutata in denaro: diligentia a mago apposita est pretio aestimabilis”».

«E’ proprio una cosa di buon senso, padre, – gli dissi: – infatti ecco il modo di impegnare i maghi a rendersi sapienti ed esperti nella loro arte, con la speranza di guadagnare dei denari legittimamente, secondo le vostre massime, servendo fedelmente il pubblico».

§  §  §

4 aprile 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Autismo, tumori e disabilità: quanto influisce l’inquinamento sulla nostra salute?”

Ricordo il dr. Marfella, che dice di essere schierato dalla parte dei cittadini, a fianco al Procuratore generale di Brescia a una conferenza dove si lanciavano allarmi sui danni alla salute da inquinamento nel bresciano, accomunandolo alla Terra dei Fuochi. Platea di studenti, cioè di minori, scelta a mio parere imprudente, per non dire censurabile*. Marfella accosta l’inquinamento anche alla ”epidemia” di autismo; schierandosi a fianco all’ufficialità, incluso Mattarella, in un’operazione di creazione di malattia per via culturale. La bufala dell’epidemia di autismo da vaccini serve da standard negativo per fare sembrare scienza le manipolazioni sull’autismo dell’ufficialità; come Stamina al confronto fa sembrare credibili le promesse fantasiose dell’ufficialità sulla rigenerazione del tessuto nervoso. La chemio, fallimentare, viene valutata paragonandola alla follia del metodo Hamer. Su questo sito M. Mirabella, che ha gravi responsabilità per forme di deleteria pubblicità direct-to-consumer mascherate da divulgazione, sembra un difensore dell’onestà scientifica, essendo mostrato a sbeffeggiare una “raeliana”. Il dibattito è coartato a magia bassa contro magia alta. Per un esempio di terza campana, v. autismo in “Primo non curare chi è normale. Contro l’invenzione delle malattie”, Boringhieri. L’autore dopo avere diretto la nosografia psichiatrica ufficiale ne è divenuto un critico.

*La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide.

§  §  §

31 dicembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Stamina, morta la piccola Sofia. Storia della bambina “farfalla” che i genitori hanno voluto curare con metodo Vannoni”

L’industria farmaceutica, vista la crisi delle scoperte reali e il calo dei profitti, si sta in parte convertendo da volume based a value based. Dal venderne tanti al venderne pochi ma costosissimi. Le malattie rare sono la miniera del value based: consentono “facilitazioni”, cioè abbassamento delle prove di efficacia e aumento dei prezzi. Plausibilità, razionalità ed etica sono sostituite, col marketing, v. Telethon, dall’emotività. Stamina, ciarlataneria pura, è servita da standard negativo per far sembrare valida la scienza ufficiale, sofisticata ma gracile e obbediente al business. E per introdurre l’idea delirante che le improbabili cure di patologie complesse siano prodotti da attendersi. Osservando che la cura Telethon per una malattia genetica, come è quella di Sofia, Strimvelis, costa 665000$, in USA ci si chiede se queste cure non manderanno in bancarotta il sistema sanitario. Considerando l’esiguità delle prove scientifiche presentate e i prezzi astronomici, esperti hanno proposto per lo Strimvelis e simili un rimborso se non funzionassero. Ma è un altro trabocchetto. Si stanno lanciando gli screening neonatali, che chiuderanno il cerchio della frode creando, con la scusa della diagnosi precoce, falsi pazienti e quindi falsi successi; e maggior volume. Stamina è stata una truffa piccola in appoggio, complice lo Stato, alla truffa grande; come un compare del Grande Mago che inscena il mago “rivale” scarso per fare sembrare credibile e potente la pozione del Grande Mago.

@ Valter Fiore. Purtroppo in molti casi la descrizione del prodotto farmaceutico in termini commerciali è più semplice, lineare e coerente di quella in termini del vantaggio al paziente. Le ricordo che siamo nell’era dei pacchetti malattia-cure: la malattia viene definita e la diagnostica stabilita nell’ambito dello sviluppo dei servizi e trattamenti da vendere. Es. epatite C, o tutto il settore delle sovradiagnosi, dal PSA all’angiografia TAC per l’embolia polmonare. O le “malattie” nuove (Appleby J. Ads, Not Research, Create Some Pharma Best-Sellers. Medscape, 16 maggio 2017). C’è un sondaggio che chiede ai medici “Which comes first: drug or disease? Marketing and medicine” (Medpage, 5 dic 2016).

Andrebbe affermata la capziosità della pratica dell’attribuirsi valore in base a standard negativi. In questi giorni una “sinistra” che serve l’assolutismo globalista tenta di “rifarsi una verginità” tuonando contro il fascismo dei fez e gagliardetti. Già Pasolini nel ‘75 diceva che era per questo che i fascisti non venivano liquidati. L’antimafia, limitata alla cancrena dei mafiosi da film, è un paravento per la malattia sistemica di base, la diffusa cultura mafioide. Stamina è stata introdotta nel SSN dall’ospedale dove era rettore il presidente dell’AIFA. La validità scientifica per prodotti clinici corre su una scala logaritmica: si può essere allo stesso tempo 100 volte più scientifici di Stamina e 10 volte meno scientifici del minimo dovuto.

§  §  §

15 marzo 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post ” “Basta faticare sui libri, su Fb un like vale come un esame!”, Burioni e Cattelan lanciano la campagna per la laurea social” “

Burioni o Grillo? Nessuno dei due. La gente non dovrebbe accettare né il pericolo che Burioni denuncia, dell’affidarsi a quello che viene diffuso sui social, dove il giusto si mescola allo sballato e alla manipolazione a piacimento dall’alto. Né l’inganno che Burioni sostiene, per il quale chi è competente (o chi ha una laurea …) non può essere un corrotto; il mondo è pieno di competenti prostituiti al potere, diceva Pareto (e un paio di celebri Nobel per la medicina hanno osservato che gli stupidi non sono affatto rari neanche tra gli istruiti e tra gli scienziati). Si dovrebbe piuttosto esigere che lo Stato si avvalga di persone sia capaci sia oneste; in modo che il cittadino non sia costretto a cercare di barcamenarsi nella giungla di internet o a sottomettersi al “magistero” di una raffazzonata e sospetta nuova casta sacerdotale. Ma questa semplice terza possibilità – in realtà la prima – è bandita dal dibattito pubblico. Lo Stato, che, occupato da indegni, invece di proteggere e garantire il cittadino fa il campiere del grande business biomedico e delle sue frodi, la ostacola; anche attivamente, tramite “Nuclei pro sofisticazione”; mentre lascia che la gente si accapigli per i due modi di farsi ingannare.

§  §  §

3 ottobre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Caporale “Si chiama Panzironi il nuovo santone televisivo”

Panzironi riporta correttamente alcuni importanti meccanismi fisiologici; e su questa avvincente e convincente descrizione impianta teorie e prassi terapeutiche arbitrarie. E’ una tecnica che è usata anche dalla medicina ufficiale. Caniggia, illustre clinico, ha scritto delle “impostazioni teoretiche complesse e macchinose che avevano su di noi giovani esercitato il fascino delle cose false” nei vecchi testi universitari. Nel loro “Principles of conservative prescribing” Shiff et al (Arch Intern Med, 2011. 171: 1433) raccomandano ai clinici “Do not be seduced by elegant molecular pharmacology or drug physiology”. Occorre riconoscere questa tecnica, sia nella ciarlataneria “asimoviana”, che cita concetti di scienze di base validi, sia nella medina ufficiale, es. quella dei programmi di Mirabella. In entrambi i casi, a livelli diversi, prima si fanno stimolanti richiami di nozioni di anatomia e fisiopatologia, e poi su questa base salda si sviluppano argomenti teorici, falsi o fallaci, che garantiscono come efficace il ritrovato da propagandare. Manzoni osserva che c’è un parlare che è “come que’ ragni, che attaccano i capi del filo a qualcosa di solido e poi lavoran per aria”. Occorre anche ricordare che la validità della medicina va valutata rispetto allo standard positivo della migliore medicina possibile nella realtà; non rispetto allo standard negativo costituito dai ciarlatani di basso livello, espediente del business biomedico che è un fattore del loro dilagare.

§  §  §

18 novembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. Daina “Tumori, il portale contro le bufale: in sei mesi oltre 50mila richieste di consigli”

Tonante davanti alle assurdità e agli imbrogli di bassa lega, la lotta alle bufale dell’AIOM diventa molle, fino a vaporizzarsi, col crescere della vantaggiosità per la categoria dell’ingannevolezza delle notizie.

Le cure del cancro con clisteri di caffè, il bicarbonato, e le altre tristi ridicolaggini sul cancro andrebbero spazzate via da una corretta informazione. (Ma fanno comodo, come standard negativo rispetto al quale apparire seri e affidabili; e per alimentare nel pubblico l’irrazionalità nella quale l’affarismo medico prospera).

Una notizia non dimostrata, implausibile e pompata dai media come il cancro da cellulari non andrebbe classificata come “parzialmente vera”. Sia sul piano della correttezza epistemologica della quale ci si è eletti sacerdoti; sia sul piano della moralità medica della quale ci si è nominati guardiani, perché la notizia si aggiunge alla continua “scare campaign” che spinge verso l’oncologia e le sue sovradiagnosi.

Andrebbero inoltre riportate anche le notizie false o ingannevoli che sono prodotte dall’ufficialità; es. gli occultamenti, tramite espressioni arbitrarie e ambigue, degli effetti avversi delle terapie oncologiche, presenti già nei report dei trial clinici, cioè nelle fonti primarie della sempre evocata ma poco rispettata “scienza” (Gyawali B et al. Reporting harms more transparently in trials of cancer drugs. BMJ, 2018. 363:k4383).

§  §  §

26 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di Andrea Aparo Von Flue “Terrapiattisti, perché c’è chi si ostina a credere che la terra sia piatta. Nonostante l’evidenza”

Almeno in biomedicina, il perché è piuttosto nella volontà di creare uno standard negativo, un frame of reference di comodo che nasconda il degrado della scienza dato il suo asservimento al business. Paragonare la ricerca attuale a una bizzarra eccentricità permette di fare apparire i ragionamenti e gli studi sballati for profit come rigorosi e disinteressati. Chiamo questa tattica retorica “polarizzazione gesuitica”: Pascal nella 8° lettera provinciale riporta come un gesuita sostenesse che la divinazione è valida e va pagata se ottenuta sollecitando il demonio; mentre è una truffa se è ottenuta con l’astrologia. Analogamente la scienza ufficiale copre le sue imposture paragonandosi a ciò che è al fondo della scala. Invece che compiacersi in confronti, grotteschi quanto ciò rispetto al quale si fa la ruota del pavone, sarebbe meglio riflettere es. su “Rein in the 4 horsemen of irreproducibility” (Nature 25 apr 2019, Bishop), su come sia facile fare passare per scientifici risultati falsi. O su un articolo citato dalla ricercatrice, “Towards reduction in publication bias”, Newcombe, BMJ, 12 set 1987, su come “la scienza” biomedica quotata in borsa e decantata sui media, che dà dell’uomo delle caverne a chi non la accetta come di pari livello intellettuale e attendibilità di quella di Newton o Fermi, sia impostata in maniera da premiare la metodologia fasulla e i risultati tarocchi. A danno dei malati e a vantaggio di chi fa soldi spacciando truffe per scienza.

Gianni Prete. Caro amico… Fontana fa prima i tagli e poi li intitola oppure prima li intitola e poi fa i tagli? 

@ Gianni Prete. Non lo so. Può provare a indagare come si regolava Burri coi suoi cretti. La celebre teoria della falsificabilità di Popper andrebbe applicata anche all’arte. Vedi l’episodio alla Biennale di Venezia delle “vacanze intelligenti” di Sordi, con la moglie scambiata per un’opera d’arte. Le vie della creatività sono misteriose. Ricordo, a una mostra di Giorgio Morandi, la teoria di una mia conoscente pugliese, ragazza molto sveglia. All’ennesimo quadro con bicchieri, bottiglie, barattoli di ovomaltina, si fermò e commentò col marcato accento della sua regione: ”non godeva”. Per favore mi faccia sapere di Fontana, se risolve l’interessante e originale quesito che ha formulato.

§  §  §

29 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Beppe Grillo annuncia: “Ho deciso di partecipare al convegno dei terrapiattisti perché sono cervelli che non fuggono” cambiato dopo il commento in “Beppe Grillo annuncia partecipazione al convegno dei terrapiattisti, l’organizzatore Favari: “Per me il M5s è influenzato dalla Cia”

Per fare sembrare decenti i parlamentari democristiani e socialisti, e anche altri, giovò il confronto con l’onorevole Staller; Cicciolina, che per soldi faceva in pubblico sesso torrido, e ne parlava in maniera monocorde, fatta eleggere in parlamento da quell’altro falso antisistema e anticonformista dei poveri, Pannella. Analogamente, per lanciare lo scientismo come ideologia del potere, e per fare sentire intelligenti i fresconi che scambiano la scienza corrotta, e la sua nefasta pretesa di porsi come fonte suprema di verità e di morale, per la scienza onesta e disinteressata, il social marketing ha dovuto abbassare la rappresentazione dell’oscurantismo rispetto al quale “scegliere” “La Scienza” al livello di macchiette uscite da “Quelli della notte” e “Indietro tutta”.

§  §  §

7 maggio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Bellelli “La Terra è piatta?”

Non sono il solo* né il primo** a dire, come ho già scritto su questo blog, che il terrapiattismo è uno strawman per fare affermare l’ideologia scientista. Per lanciare la scienza, quella corrotta non quella vera, come bocca della verità del potere. Medawar aveva un test per la capacità di ragionamento scientifico. “Le figure allungate di El Greco dipendevano da un astigmatismo del pittore”. Chi non ha una immediata percezione intuitiva dell’assurdità dell’ipotesi è secondo Medawar, scienziato autentico, “irrimediabilmente sciocco”. Non il terrapiattismo, ma il considerarlo, fornisce un test complementare. Se è vero che la scienza consiste anche nell’abilità di selezionare i quesiti corretti, chi accetta che i vasti e profondi problemi del rapporto tra scienza e pubblico, scienza e potere, scienza e etica debbano includere, e mettere in primo piano, la carnevalata del terrapiattismo, non è adatto, intellettualmente o moralmente, a discuterne, anche se ha un Ph.D. in fisica o una cattedra di sociologia. Il terrapiattismo mostra a quali livelli è disposto a scendere il marketing ideologico per adulare i fessi che vuole ingannare; quale “vieni avanti cretino” deve usare per fare sentire al confronto Uomini dei Lumi i boccaloni da ammaestrare. Il suo interesse dovrebbe risiedere nello studio della cialtroneria come leva del potere.

*Pennetta E. La vera storia della Terra piatta. 4 mag 2019.

**Russell JB. Inventing the Flat Earth. 160 pagine. 1997.

@ Teschio. Voi così pretendete che le affermazioni scientifiche e le loro conseguenze politiche siano accettate o respinte a scatola chiusa a seconda della provenienza; se dai crociati o dagli infedeli. Il suo rattoppo non è migliore del buco: è un argomento circolare dire che la critica A alle proprie tesi B è una sciocchezza perché A è come l’argomento C, che è così fondato e razionale che il sostenerlo convintamente – non per goliardia o in quanto pagato per recitare il bruto dagli occhi vicini e la fronte sfuggente che lei descrive – ha portato a un ricovero coatto al Santa Maria della Pietà, il manicomio di Roma (Paneroni, nel 1938). E’ come se io le dicessi che lei è come Margite (del quale Omero scrive “Costui gli dei non lo fecero né zappatore, né aratore né sapiente in qualche altra cosa”): le darei dell’incapace totale senza dimostrarlo, tramite un rimando che dà l’impressione di un argomentare intellettuale. Sarebbe solo un insultare paludato; ciò che fate voi. La ricerca è divenuta un’occupazione come un’altra, e la gilda della ricerca commerciale, la “comunità scientifica”, è fortemente stratificata; fanno tristezza i tanti peones della base che si atteggiano a Salviati che spiega i massimi sistemi a Simplicio ripetendo questi fantozziani confronti dettati dai tromboni del vertice. Avendo disdegnato di giocare senza grilli le proprie carte puntando a una posizione legittima in campo agricolo.

@ Teschio. I ricercatori li ho visti anche dall’interno, oltre che dall’esterno che è dato da ciò che presentano al pubblico e resta il dato principale. Conoscendo la stoffa umana media non mi sorprende che la massa si abbassi a sostituire la solidità scientifica e il dibattito con la censura, con campagne di marketing che chiamano “PROVE” ciò che a volte è invenzione e caso clinico chi critica; aggravando il riconosciuto degrado della ricerca scientifica a strumento del business e ora anche della politica. A chi crede a lei che difende la categoria “dall’interno”, non vedendo asservimento, e scambiando per scienza le affermazioni “condivise” dalla fantomatica “comunità” “scientifica”, consiglio di leggere “Visto dall’interno”, scritto da Tomatis, scienziato di valore, che da direttore dello IARC fu estromesso fino a vedersi proibito l’accesso alla biblioteca, quando i suoi risultati sui cancerogeni non furono più tollerati dall’industria. La “comunità scientifica” della quale lei è orgoglioso esponente, che ora tuona contro immaginari antigalileiani, stette zitta, “prona atque ventri oboedentia”. Bisognerebbe riflettere su come una “comunità” selezionata con l’ostracismo, (e col preferire i “less aggressive”, quel che sentivo affermare e vedevo praticare in ospedali accademici USA) e che ora ricorre a campagne mediatiche di psichiatrizzazione del dissenso come questa, “condivida” al suo interno quelli che sono i desiderata del potere.

@ Simonep. Mi spiace, ma lei risulta positivo al ‘Paneroni test’ che ho appena presentato … (G. Paneroni (1871-1950) era un fissato che girava l’Italia predicando le sue elaborate teorie astronomiche, che includevano che la Terra sia “ferma e piana”. Dava del cretino a Galilei, creando imbarazzo e allegre gazzarre anche nelle aule universitarie. Una figura candida, che suscita simpatia, al contrario delle attuali comparse più o meno prezzolate, e che fa riflettere. Montanelli propose di dedicargli una statua. Il suo slogan “La Terra non gira, o bestie”, andrebbe rivalutato; non nella parte astronomica ma in quella sulla sociologia della conoscenza, data la facilità con la quale la gente si lascia infinocchiare, dai sacerdoti con la tonaca ieri, da quelli col camice oggi).

@ aldomanuzio. I movimenti pro famiglia dei putt.ieri e la estumulazione del fascismo mussoliniano sono altri esempi di spaventapasseri per stabilizzare il mainstream. Che strani scienziati, che giudicano non sul merito ma sulla persona; e per associazione; e appiccicando associazioni. Oggi bisogna essere atei più volte; sulla religione tradizionale, sui culti nuovi e sullo scientismo. Ai preti siete vicini voi, il nuovo clero scientista; sia perché anche voi studiate come fare soldi sfruttando la credulità popolare e costruendovi un’autorevolezza posticcia. Sia perché i preti si stanno associando al business della vostra magia scientista, più adatta ai tempi, e le cui imposture spaziano dall’eludere la scienza vera nel provare l’efficacia dei farmaci in nome della compassione, “cristiana” o “laica”, al “provare” ciò che chiamate scienza con questi sistemi da magliari, denigrando chi metta in dubbio le vostre patacche accomunandolo ai deliri di Paneroni.

@ aldomanuzio. Sì, io su temi di biomedicina cerco di guardare al merito dei problemi – inclusi gli enormi interessi economici – non di valutare in base alla provenienza e alla presunta ortodossia degli autori. Dare del delirante all’interlocutore in nome della difesa della scienza sta all’atteggiamento scientifico come quello che bestemmiava il santo x nel gridare Viva il santo y sta alla religiosità. Un editoriale del 3 mag 2019 sul JAMA (Catenacci EDV et al. Keeping checkpoint inhibitors in check), pur difendendo le nuove immunoterapie in oncologia, molto pesanti e molto costose, ne ammette alcuni dei limiti e parla di “wave of hysteria” a loro favore. Tu sei uno dei tanti animatori di queste continue ole di “scienza” strillata.

@ aldomanuzio. La citazione del riconoscimento dell’isteria pro “scienza” è in risposta alla vostra pratica, figlia delle stesse tendenze alla falsificazione che esercitate nella ricerca, a emettere le più pesanti diagnosi psichiatriche – delirio, terrapiattismo, etc. – quando vedete messi a rischio la pappa e il mantello di mago che la mamma vi ha fatto con una coperta. Sarà bene precisare che pur molto lontani dalla brillantezza intellettuale che si richiede a uno scienziato, non vi si può attribuire la insufficiente capacità di intendere e volere che potrebbe evitare o ridurre le pene detentive che spettano a chi si macchia di truffe in campo medico.

@ aldomanuzio. Ciao, appartenente alla comunità scientifica.

§  §  §

11 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Omeopatia, ricercatori italiani scoprono dati falsati: rivista di Nature ritira l’articolo che ne sosteneva l’efficacia”

L’empirismo della EBM, imposto per favorire cure infondate, fa sì che Nature consideri studi basati sulle premesse assurde dell’omeopatia. Inoltre le cure di tipo magico fatturano. E fanno sembrare seria al confronto una biomedicina che tradisce ogni giorno principi scientifici ed etica nel suo asservimento al business.

L’avere svelato che non è vero che l’acqua cura il dolore neuropatico dimostrerebbe che il “metodo scientifico” autocorregge le frodi, del resto “saltuarie”. ‘The grandees of the scientific establishment regularly proclaim that scientific fraud is vanishingly rare … Their claims about science are unscientific’ (Freeland, The great betrayal). ‘The way the PSA test has been misused for more than three decades amounts to the most damaging false positive …. How could we reiterate a medical blunder for 30 years?’ (Ablin, The great prostate hoax). ‘In the absence of replication efforts, one is left with … unchallenged fallacies. In several fields of investigation … perpetuated and unchallenged fallacies may comprise the majority of the circulating evidence.’ (Ioannidis, Why Science Is Not Necessarily Self-Correcting. 2012).

La molecola difesa dalla superstizione è il gabapentin: miliardi di dollari razziati usando mazzette e marketing fraudolento, e rovinando pazienti. E’ questo il “metodo scientifico” che per il politically correct è una divinità che ci protegge, da venerare sottomettendosi ai suoi sacerdoti.

@vtmaster. La bellezza del metodo scientifico – quello vero – risiede nella sua capacità di correggere errori metodologici, logici, fattuali. Ma perfino quando è genuino il rigore scientifico non è sufficiente in medicina: occorre ciò che è stato chiamato ‘rigore pratico’. Data la differenza tra animali di laboratorio e umani da curare.

Inoltre il metodo scientifico presuppone onestà per funzionare. Non è fatto per contrastare le frodi; non è a prova di frodi, ma è permeabile ad esse; e diviene strumento, nascondiglio e fattore di cronicizzazione delle frodi – come mostrano innumerevoli casi – quando in maniera né scientifica né onesta certi personaggi che si presentano come dotati della necessaria competenza, e della indispensabile onestà, lo travestono da garante di un’attività, la medicina degli analisti finanziari, delle mazzette, dei mille sistemi per taroccare i trial, che sta al “metodo scientifico” come Marcinkus e il suo IOR stavano al Vangelo.

@vtmaster. Ha dimenticato che i ladri sono ladri. Lei è come il ciambellano, o qualche altra figura di corte, che quando non può più negare che i vestiti nuovi dell’imperatore che si spertica a lodare non ci sono risponde “bella scoperta”. Dato che è lapalissiano, ora lei dice, che il prezioso metodo scientifico “non è immune alle frodi” – ed è un re nudo la circostanza storica che venga stravolto in una copertura per frodare in maniera continuativa – sarebbe bene che non fosse affidato a soggetti come lei, o come chi le commissiona queste prestazioni di trollaggio. Comunque la scienza non è “l’unico metodo che possa considerarsi affidabile nello sviluppo di qualsiasi cammino di conoscenza”. Per esempio per studiare i frequenti casi come il suo, di palloni gonfiati ad aria calda predicatori del Sacro Metodo, non basta applicare la teoria cinetica dei gas.

 

@vtmaster. fautori del dogmatismo della ciarlataneria tradizionale fungono da falso standard per i fautori del dogmatismo della ciarlataneria scientista, secondo un schema truffaldino già descritto da Blaise Pascal – figura scientifica, intellettuale e umana che è una boccata d’aria fresca dovendo trattare con quelli come lei – nell’ottava delle sue ‘Lettere provinciali’ (vedi ‘La polarizzazione gesuitica’ nel mio sito).

@ Tiziano Caleffi. Io ho scritto qui che, come dico da anni, l’omeopatia è una truffa di basso livello; consentita perché oltre a rendere in sé fa da lubrificante e da compare alle sofisticate truffe della medicina ufficiale. La sua presenza aiuta le frodi della medicina ufficiale anche quando occorre buttarla in caciara, come dimostri.

@vtmaster. Sopravviverò al dolore della sua mancata visita. E se se ne vuole andare, visto che dice di non avere tempo da perdere con me, non mi offenderò. Io a mia volta le rispondo non perché ritenga utile o opportuno, né tantomeno gradevole, il dialogo con lei, ma per lasciare scritta qualche riflessione e offrire spunti a lettori terzi interessati. E anche per umana solidarietà, cioè in modo da non farle mancare il cestino per la comparsata; ma non può pretendere che mi dilunghi. Diversi autori hanno scritto sulla necessità di riformare la medicina e la ricerca biomedica, proponendo un insieme di soluzioni. Potrei citare testi, esporre punti di vista. Ma lei che chiede curioso quale bizzarra stranezza sarebbe mai l’alternativa alla disonestà mi fa venire in mente la barzelletta di Grillo sull’autista di bus che sentito il clac dell’obliteratrice del biglietto sobbalza allarmato chiedendo cosa è stato (non sono grillino…). Occorrerebbe ripartire dalle basi, sul perché non si prende la roba degli altri, non si fa del male agli altri bambini, non si dicono le bugie etc.

@vtmaster. Young NS et al Why current publication practices may distort science. PLoS Medicine, 2008. 5: 1418. Marshall M et al. Rethinking medicine. BMJ, 2018. 363: k4967. Questi sono due esempi tra i tanti di critiche e proposte di riforme. Ma non li discuterò con lei, che ha un problema di accumulo di gas, come