L’uso del fisco nell’eversione di Stato

 

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18 settembre 2019. Faccia a faccia con un finanziere fermo a checkpoint Feltrinelli, un incrocio luogo standard per molestie di polizia e forze ausiliarie (v. film iniziale in Milizie bresciane), minuti dopo avere rilevato vandalismi sull’auto sotto casa accompagnati da balletti sotto casa di uno spazzino – dipendente dell’amico personale di Mattarella Valotti – che in precedenza mi aveva minacciato di squartarmi. (v. 18 settembre 2019. L’altra mafia e i bambini: la sentenza di condanna dei Bottaro e il suo contorno mafioso. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella ). L’edificio sullo sfondo è una unità psichiatrica. Il vetro del mio specchietto retrovisore, si vede male nella foto, è stato ridotto in tre pezzi da una frattura a V. Come previsto l’incontro ha segnato l’inizio, nella periodizzazione di anni di ininterrotto mobbing fiscale, del blocco più recente, che dura a oggi  29 agosto 2020, giorno della prima pubblicazione di questa pagina.

 

Biderman

Il tema dei rapporti tra fisco e frodi mediche strutturali ha vari aspetti, che necessiterebbero di una disamina metodica. Primo tra tutti, necessario per comprendere l’attuale revival ideologico della medicina “pubblica” (che dovrebbe chiamarsi pseudopubblica), quello della frode e del furto istituzionalizzati tramite le tasse. Un sistema sanitario “pubblico” nel quale le pratiche sono spudoratamente dettate da interessi privati, e vanno a favore di interessi privati, oltre a danneggiare la salute configura una forma mascherata di spoliazione, ordoliberista, dei cittadini. Lo Stato impone le frodi mediche istituzionalizzate e ne diviene gabelliere. Le tasse dei cittadini vanno ad arricchire una medicina privata a terminale pubblico; col potere di imposizione e di esazione dello Stato,  ma diretta da privati; un medicina “pubblica” che a favore di privati eroga prodotti inutili e dannosi, spesso a prezzi stellari (v. Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte).

Un altro aspetto è quello delle agevolazioni fiscali che incentivano schemi fraudolenti, come nel caso delle malattie rare (In: La questua delle multinazionali ). Es. attualmente in USA si è riusciti a fare classificare come malattia rara ciò che contemporaneamente viene presentato come un flagello biblico, la pandemia covid (Policy Implications of the Orphan Drug Designation for Remdesivir to Treat COVID-19. Medscape, 17 agosto 2020).

Un terzo aspetto è l’uso del fisco per colpire chi è di ostacolo alla “farmocrazia” (Rajan KS. Pharmocracy: Value, Politics, and Knowledge in Global Biomedicine. Duke Univ Press, 2017). Comincio qui a riportare gli episodi di boicottaggio e mobbing tramite il fisco che da anni costantemente mi riguardano. Dopo anni di incredulità, ho dovuto riconoscere la natura sistematica del trattamento che ricevo. Riporto reati che rientrano nell’eversione odierna spinto da necessità pratiche di difesa. Non in forma organica, come pure dovrà essere fatto.

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10 giugno 2020. Metamafia e criminalità clericale-massonica in Calabria al tempo del coronavirus

Poco prima che scoppiasse la crisi covid, il 24 febbraio 2020, avevo spedito la lettera “La linea della palma e la linea del mammografo. Dono al Comune di Lamezia di due volumi sulle frodi mediche istituzionalizzate e sul loro carattere mafioso“ al sindaco di Lamezia Mascaro, al procuratore di Lamezia Curcio, al procuratore generale di Brescia Martani, ai magistrati del pool sulla strage alla stazione di Bologna (v. sotto). In risposta all’ultima delle pluriennali ininterrotte molestie tramite il fisco: stavolta una richiesta di pagamento di una imposta associata all’impedirmi di pagarla. Poco prima del lockdown, il 5 marzo 2020, sono partito con la mia compagna per la Calabria, Spezzano della Sila, dove il lockdown ci ha bloccato. Non conosco quindi l’esito della lettera. Ma sembra che la risposta sia quella di sempre: una prosecuzione a oltranza di ciò che denuncio. Lo stalking fiscale infatti continua, aggiungendo nuovi abusi; unito alle immancabili molestie “zozzoniche” (v. I rituali zozzonici della banda Mattarella), che con le mascherine hanno trovato nuovi modi.

Durante la crisi covid il commercialista si è defilato; da un anno, a parziale compenso della sanzione che mi aveva fatto avere per un suo ammesso “errore” (In: La medicina sotto la presidenza Mattarella 16 aprile 2018) compilava la dichiarazione senza l’onorario. Avrebbero dovuto essere 3 anni, ma ha fatto in modo di sganciarsi malamente, lasciandomi ulteriore danno, dopo due. La strana sanzione inflittami per un suo “errore” non l’ha versata, mentre l’Ag. delle entrate mi ha negato, al contrario del 96.6% dei contribuenti, la definizione agevolata da lui richiesta. Così che mi è arrivata un anno e mezzo dopo con una forte maggiorazione; cosa non inattesa, vista la sfilata mafiosa eseguita, come in precedenza, dalla GdF minuti dopo vandalismi e insozzamenti sotto casa di un dipendente di A2A. Il cui presidente è Valotti, amico personale di Mattarella e docente alla Bocconi esperto dei rapporti tra economia e medicina (18 settembre 2019. L’altra mafia e i bambini: la sentenza di condanna dei Bottaro e il suo contorno mafioso. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella). Ho chiamato al telefono questo commercialista, Rambaldini – consulente del tribunale di Brescia – per avere spiegazioni, da ottobre a dicembre 2019, una volta alla settimana, ma non mi ha mai risposto. Alla scadenza del termine per la dichiarazione dei redditi, a dicembre, mi sono rivolto al suo Ordine professionale, a Verona; chiedendo che lo sollecitasse. Il presidente, Mion, dopo avere cercato di sottrarsi, ha sbloccato il boicottaggio, ma ha anche aiutato Rambaldini a fare in modo di prolungare la banale operazione, fino a marzo; con pervicaci giochi delle tre carte tra lui, Rambaldini, e la BNL. Solo a fine marzo 2020, due giorni dopo avere postato un commento sui rapporti tra Mion e il ministro Franceschini, suo patron, sull’impunità giudiziaria che permette questo mobbing, e sull’appoggio delinquenziale alla crisi covid (23 marzo 2020. Commento al post “Coronavirus, Franceschini alle opposizioni: “Non possiamo permetterci polemiche, collaboriamo. C’è totale abnegazione, Conte va ringraziato”. In : Coronavirus), Rambaldini mi ha scritto di avere finalmente completato l’ardua operazione di presentare uno scheletrico modello Unico; e anche di non potermi più assistere avendo smesso di fare attività per singoli privati. A Verona come a Brescia la lotta alla mafia è un’eccellente copertura per lavori mafioidi come questo. Comunque non è bastato; l’onta di un ribelle che pensa di poter non accettare di subire a oltranza, e che addirittura si appella alle regole ufficiali, alla tanto declamata legalità, è rimasta da lavare. Questo spiega come all’atto di ribellione di rivolgersi all’Ordine siano seguite ondate di abusi ogni volta che ho dovuto pagare le imposte. Senza eccezioni.

L’8 giugno siamo andati al CAF Cisl (alla quale la mia compagna è iscritta) di Cosenza, via Misasi. Lì ci è stato detto che mancava un documento per la dichiarazione della mia compagna. L’addetto, naso fuori della mascherina, ha provveduto alla insistita pulizia delle narici con le mani nude prima di porgere la nota di appuntamento. Che ho rifiutato; per evitare non il pericolo del virus ma lo schifo del muco sindacale. Alla CISL di Brescia, legata alla curia, la pulizia nasale di chi compila la dichiarazione è stata la norma da anni. Mi chiedevo cosa sarebbe successo ora con le mascherine e le misure anticontagio, e sono stato accontentato.

Non deve avere migliorato la mia posizione davanti al tribunale degli incappucciati l’avere postato questo:

8 giugno 2020
Blog de Il Fatto
Commento al post “Calabria, non c’è un tribunale attrezzato per il maxi-processo Rinascita-Scott. Gratteri: “Il ministero è stato avvertito un anno e 3 mesi fa”

“Si è insediato il presidente del tribunale di Catanzaro, Rodolfo Palermo. Oggi 8 giugno 2020 un tg calabrese lo mostra mentre dal suo nuovo posto al banco del tribunale, in piedi, con la toga, fa il gesto di baciare la mano al vescovo; vescovo che occupa in questa posa il banco davanti al quale, si legge nella scritta beffarda, tutti i cittadini sarebbero uguali. Il nuovo presidente non giudica improprio dare questo segnale di inizio; che del resto viene mandato in onda non temendo che gli spettatori, inclusi quelli che si spellano le mani per Gratteri, lo notino come anomalo o scorretto. O grottesco. Anzi, forse viene mostrato per educare alla sudditanza. Per me il gesto, la sua diffusione e la sua accettazione sono segno di un humus culturale stagnante e feudale; propizio alla crescita della malapianta mafiosa.

Certi scandali più o meno autentici servono a coprire falde di malaffare più profonde. Scandali-ammuina, che forniscono alla criminalità clericale e massonica, nel cosentino, nel catanzarese e in tutta Italia, una copertura dietro alla quale operare liberamente, coi modi arroganti propri del delinquente paludato che può contare su magistrati ossequiosi, e sulla manovalanza di benemerite istituzioni. La crisi covid è un’occasione d’oro anche per l’altra mafia, quella che si nasconde dietro alle infinite puntate dello spettacolo delle belve mafiose contro i gladiatori antimafia.”

Né tanto meno  mi ha aiutato l’avere postato una serie di critiche sull’operazione Covid (Coronavirus).

Alla CISL ho anche chiesto che compilassero la mia IMU (su immobili improduttivi); mi hanno risposto di pagarla copiando gli F24 del giugno 2019. Così il 10 giugno sono tornato a Cosenza, alla BNL di Corso Mazzini. Nel fare la fila davanti alla BNL, poco distante, non in fila, un ufficiale di PS in divisa, con più file di nastrini di decorazioni, a parlare con un tale, che poi è entrato con passo marziale nella BNL saltando la fila. Quindi suora. Le suore sono comparse altre volte nelle rappresaglie fiscali, come in quella in risposta all’invio alla Corte costituzionale della tessera elettorale con lo scritto “Sacchi di sterco e calze di seta. Restituzione del documento elettorale alla Corte costituzionale invece che Sergio Mattarella per le elezioni politiche del marzo 2018 “ (v. 19 aprile 2018; e 19 maggio 2018, “Gli orologi a carillon del capitalismo mafioso; in La medicina sotto la presidenza Mattarella). Entrato, indossando io la mascherina, un impiegato si è aggirato vistosamente per minuti, unico senza mascherina. Dopo diverso tempo mi chiama, a un banco con la scritta “non operativo”. E’ senza mascherina, anche se separato da un divisorio in plexiglas. A quel punto me la tolgo anch’io. Mi investe urlandomi di mettermi la mascherina. Gli dico che deve metterla anche lui: ne tira fuori una, se la mette, dice che “la porta da 40 giorni” e continua a sbraitare. Rimetto la mascherina, estraggo la body cam e gli scatto una foto. Esce fuori dalla cassa, dice che chiamerà i carabinieri, va dal direttore. Mi ordina col tono più arrogante e dito puntato di sedermi su una sedia da un’altra parte. Vengo messo in attesa dei carabinieri. Un’impiegata mi ordina di spostarmi, altro dito puntato, perché mi passino davanti gli altri clienti; come viene fatto. Dico che mentre aspetto possono comunque servirmi, ma un terzo cassiere rifiuta di farlo. Sembra che i bancari gareggino per un premio a chi pratica più molestie. La consapevolezza del materiale umano e tanti anni di esperienza di mobbing mi fanno restare calmo. I minuti passano; tra l’aspettare i CC e le successive molestie verrò trattenuto in banca senza necessità e contro la mia volontà per circa 40 minuti. I CC annunciati non arrivano, come è già avvenuto in altri mobbing. Mi si mette a fianco il direttore e mi marca stretto – il distanziamento qui non conta. Mi dice di stare dietro alla linea. Lo faccio, ma osservo che l’altra cliente che mi ha scavalcato è ben oltre e nessuno le dice nulla. Il direttore allora va pure da lei. Ho nel frattempo indossato la body cam e la tengo accesa; anche perché l’impiegato designato alla molestia ha una tendenza a fare la faccia feroce e ad avvicinarsi a me con le mani senza necessità. Alla fine l’impiegato mi dà la ricevuta del pagamento IMU, e subito sparisce. Ma dei due F24 che gli ho presentato, con importi diversi, ciascuno in triplice copia, ne ha compilato e versato un solo. Il secondo F24 me lo restituisce in bianco. Lo mostro al direttore. L’impiegato arriva, sostiene che “basta un timbro su uno dei due”. Mi ricordo che a dicembre la sua collega cassiera di Brescia ha partecipato al boicottaggio del pagamento dell’Imu col commercialista Rambaldini (v. 22 gennaio 2020. Il “cicognismo” del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione Giovanni Salvi. In: Milizie bresciane). Così insisto, e alla fine l’impiegato torna alla cassa a completare il secondo pagamento. Ci vuole tempo: dice che non gli riesce per problemi al pc, deve chiamare un altro impiegato. Alla fine mi consegna la seconda quietanza. Nei prossimi mesi o anni saprò, forse, se c’è stato un altro dei soliti giochini di boicottaggio volti a scompigliare tasse già inique. Nell’uscire dico al direttore che si devono vergognare, dato il continuo boicottaggio di BNL nei miei confronti. E che lo dicano ai vertici di Via Veneto, ai quali in precedenza ho già scritto. Fuori dalla banca due ambulanze, in tandem, un altro classico.

Probabilmente alla BNL hanno voluto sia prolungare la catena ininterrotta di boicottaggio e molestie che rendono penosi i tre volte iniqui pagamenti al fisco (in sé, rispetto ai servizi resi dallo Stato; perché relativi a una situazione finanziaria ricattatoria costruita con mascalzonate e reati; e perché ulteriormente gonfiati con “incidenti”, “sviste” etc. di questo genere); sia colpire chi interferisce con operazioni eversive su base medica come questa covid; sia rispondere in maniera adeguata, cioè mafiosa, al mio commento sulla osculatio solenne dell’alto magistrato al primate della chiesa calabrese. L’attività di stalking e mobbing si è accentuata dall’autunno 2019, mesi prima della crisi covid; pensavo che ciò fosse dovuto al precipitare del caso ILVA, che avevo previsto nel denunciarne la manipolazione medica ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato. Ora mi rendo conto degli ulteriori moventi con la svolta, con l’operazione covid, verso lo “Stato terapeutico” (Szaz) e verso la “necropolitica” (Mbembe). Il giorno dopo 11 giugno telefonata di ricognizione della BNL sulla “insoddisfazione per il servizio”. Rispondo che non è un semplice disservizio; che la BNL continua da anni con boicottaggi e mobbing dopo avere commesso nei miei confronti atti più gravi, dei quali scrissi al presidente Abete. Il 16 giugno a Cosenza altra azione di boicottaggio e mobbing in partnership tra istituzioni e privati (v. La partnership tra istituzioni dello Stato e privati nella criminalità ordoliberista: il mascariamento della patente di guida dell’avv. Vittorini e del prefetto di Brescia si incontra a Cosenza con la “procedura Lozano” di Iliad. In: Coronavirus).

L’8 aprile 2013 con la lettera “La partecipazione di BNL-BNP Paribas alla frode delle staminali”, avevo scritto al presidente Abete mostrando come la BNL, dai trascorsi piduisti, stesse commettendo gravi abusi a danno di un medico che criticava la ricerca Telethon, e che stava mostrando come Stamina fosse una truffa pilotata, al servizio di truffe ufficiali, delle quali anche BNL  beneficiava (Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale ). La BNL si occupa da anni, oltre i suoi poteri e oltre la legalità, di definanziarmi togliendomi beni di mia proprietà, di screditarmi e danneggiarmi. Con lo stesso zelo, ma di segno opposto, e le stesse finalità con le quali finanzia e sostiene Telethon. Organizzazione in sé potente e con legami coi maggiori potentati internazionali, è stata aiutata nel danneggiarmi da figure come l’avvocato che avrebbe dovuto difendere i miei interessi, e che mi ha indirizzato dal commercialista Rambaldini. E dal giudice Massimiliana Battagliese, che di recente è stata citata in una puntata di Report sul caso Palamara; per avere ricevuto centinaia di migliaia di euro con la giustificazione del quadro trovato in soffitta. (A proposito di Palamara, e dei rapporti tra borghesia mafiosa, grandi affari dell’industria medica e magistratura, mons. Paglia, il Marcinkus della sanità cattolica – tutt’altro che estranea alla mia vicenda – è sia amico di Palamara, sia  coautore di libri e interventi – sul rapporto tra etica e diritto – con Cantone, già “anticorruzione”, che è stato piazzato a fare l’accusatore di Palamara). Sia i magistrati sia la BNL conoscono bene l’arte di convertire in denaro valori immateriali. Come la bellezza della pittura, o la paura per la propria salute da parte del pubblico. O la reputazione e la sopravvivenza morale di un medico che è di ostacolo alle truffe biomediche di alto livello; quelle che le banche finanziano, pubblicizzano presentandosi come filantropi, e dalle quali traggono profitti. Truffe che con l’operazione Covid diverranno ancor più centrali per l‘economia; e necessiteranno quindi ancor più dei servizi di guardiania e killeraggio a soppressione delle voci di denuncia delle frodi istituzionalizzate.

L’episodio alla BNL di Cosenza ha i tratti classici del mobbing: continuità longitudinale con episodi di BNL precedenti (e successivi, scoprirò ad agosto); continuità trasversale con altri boicottaggi cosentini (16 giugno, v. sopra); tentativo di colpevolizzare la vittima, uno dei principi base del mobbing (probabilmente si sarebbe preferito che fossi restato senza mascherina; o che l’incidente, data la sceneggiata dell’impiegato e degli altri degenerasse).

Appare che una rete di tipo piduista continui con questa forme di provocazione, boicottaggio, mobbing, gaslighting durante la crisi covid (v. Coronavirus). Perseguendo un dolo alternativo: suscitare una reazione, per poi mettersi nella posizione di accusatori, togliendosi così dall’impaccio di responsabilità che pur nell’impunità assicurata dalla magistratura restano gravi e infami. Se non si riesce si può comunque impestarmi, anche creando stress continuo e danno con le tasse; deprimermi col mobbing, attribuirmi comportamenti anomali, rissosi etc. La magistratura consente di praticare questi tentativi a non finire assicurando impunità: è come se fornisse ai responsabili il credito illimitato che consente di giocare d’azzardo secondo il metodo della “martingala”. Del resto, “sanare” la situazione mettendo ciò che resta di chi hanno pugnalato alle spalle sul banco degli imputati fa comodo anche a lei, data la sua ignobile complicità.

Il fatto che sia stata usata – con trucchi meschini, evidentemente coerenti con i tanti nastrini esibiti dall’ufficiale di PS all’entrata – l’imposizione del bavaglio che zaffa le vie respiratorie menomando gli scambi di ossigeno e anidride carbonica tra atmosfera e sangue e allestendo davanti a naso e bocca una colonia di germi da inalare insieme ad aria viziata (Mikovits JA, Hecknlively K. The case against masks. Ten reasons why mask use should be limited) rende più vile e perversa la sceneggiata.

Si può fare questo con magistrati del genere di Palermo, che come suo primo atto in toga sullo scranno di presidente di tribunale bacia la mano al vescovo. Cioè al rappresentante di un clero che si è inoltrato nel business fraudolento della medicina come Macbeth diceva di esserlo nel sangue. E che sta mettendo a reddito la popolazione del Sud con i suoi don Patriciello, don Prisutto, etc. (v. La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide ). Iole Santelli è in stretti rapporti con la magistratura calabrese; rapporti “che emanano una puzza fortissima di massoneria” (Calabria 2019, reggerà il patto tra magistratura (corrotta) e massoneria? Iacchite, 29 dic 2018.). Gratteri ha lodato il neopresidente Palermo come uno dei migliori magistrati. Sembra che i magistrati “perbene” coprano le “mele marce” con i loro atti spettacolari contro il supercrimine, la mafia. Ciò che è assente, da parte dei magistrati perbene e meno perbene, vistosamente anche se il pubblico non lo nota, è l’abbattimento della mafia e la tutela della decenza nei rapporti della vita di tutti i giorni. Per non dire del comune asservimento ai poteri forti, e alla connivenza coi loro crimini.

Come ho scritto nella lettere al sindaco di Lamezia, il futuro sanitario della Calabria e del Sud, affidato alle cure dei CC, appare essere quello di un cambio dell’ordine di beccata. Come nelle zone economicamente più progredite, i cittadini dovranno essere prima carne da cannone per il grande business, e solo secondariamente occasione di arricchimento per i medici e per le “oligarchie”  di provincia. Lo mostra la Santelli, che si è portata avanti, nella manovra sul vaccino influenzale sull’onda del Covid, stabilendone, in una regione la cui sanità ha gravi carenze organizzative, l’obbligatorietà, come se ne avesse l’autorità, da settembre 2020, agli over 65 e al personale sanitario. Obbligatorietà per trattamenti su sani che possono provocare le malattie che dicono prevenire (Coronavirus , 29 giugno 2020). La tutela della legalità a Cosenza è tale che da una parte la Santelli, in obbedienza a ordini dei quali forse neppure comprende la portata negativa, mostra indisturbata il suo zelo verso il potere farmaceutico; dall’altra io ricevo un trattamento continuo di boicottaggio e discredito, avendo denunciato come l’indebitare il Paese secondo condizioni capestro sia disastroso anche sotto lo stesso profilo sanitario che viene portato a giustificazione; un autoaffondamento eseguito anche con manovre incostituzionali su cure obbligatorie di scarsa efficacia e di possibile nocività. Si dà corpo a una nocività iatrogena che viene lasciata senza controllo, sostenendo contro il più elementare buon senso che le misure essendo volte alla tutela della salute non possano essere che benefiche. Si configura una situazione di banalità del male: la via burocratica a una forma di tirannia farmaceutica nella quale i sudditi vengono letteralmente venduti; per il loro corpo, come avviene col bestiame. I magistrati partecipano a questi reati coprendoli, e a loro volta si coprono con la sbandierata lotta alla mafia. La mafia istituzionale, protetta dalla metamafia ( I professionisti della metamafia ) è ben attiva nell’operazione Covid. Qui in Calabria c’è n’è così tanta, di mafia istituzionale e metamafia, che mi sembra quasi di stare a Brescia.

Prefetto di Cosenza: Cinzia Guercio. Sindaco: Mario Occhiuto. Procuratore della Repubblica: Mario Spagnuolo. Questore: Giovanna Petrocca. Comandante provinciale CC: Piero Sutera . Vescovo di Cosenza: Francesco Nolè. Vescovo di Catanzaro: Vincenzo Bertolone. Presidente della BNL: Luigi Abete. Segretario della Cisl di Cosenza: Giuseppe Lavia. Presidente della commissione parlamentare antimafia: Nicola Morra.

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Brescia, 24 febbraio 2020

Al Sindaco di Lamezia Terme Avv. Paolo Mascaro
Via sen. Arturo Perugini 88046 Lamezia Terme

e c/o il Sindaco dr.sa Nadia Aiello

e p.c.

Procuratore della Repubblica Lamezia Terme
Dr. Salvatore Maria Curcio Piazza della Repubblica 88046 Lamezia Terme

Procuratore Generale Brescia
Dr.Marco Martani Via L. Gambara 40 251121 Brescia

Pool dei magistrati sulla Strage di Bologna del 1980 c/o il Procuratore Generale
Dr. Ignazio De Francisci
Piazza dei Tribunali, 4
40124 Bologna

racc r/r online

La linea della palma e la linea del mammografo. Dono al Comune di Lamezia di due volumi sulle frodi mediche istituzionalizzate e sul loro carattere mafioso

11 febbraio 2020 – Blog de Il Fatto – Commento al post di G. Pipitone e G. Trinchella “Strage di Bologna, chiusa l’inchiesta sui mandanti: “Fu organizzata e finanziata dalla P2 di Gelli e dal prefetto D’Amato. Bellini tra gli esecutori. Indagato per depistaggio anche un ex generale del Sisde””

E’ il pipelining giudiziario. Nel 2020 i magistrati individuano i livelli intermedi, “mandanti”, della strage del 1980. Può darsi che nel 2060 riconosceranno le operazioni piduiste che nel 2020 la magistratura lascia indisturbate – e talora aiuta – forte anche del credito che ottiene additando i criminali di 40 anni prima; o meglio le loro tombe. Nel 2100 porterà in tribunale i crimini di Stato su cui aveva chiuso gli occhi nel 2060 mentre svelava i crimini del 2020, etc.

L’8 gennaio 2020, appena tornato a Brescia dalla Calabria, ho ricevuto dal Comune di Lamezia una racc. r/r, dicitura “provvedimento 359507 del 28/11/2019”, che mi invita a pagare, a pena di ulteriori sanzioni, la TASI 2014 (all. 1). Ho presentato la lettera a un CAF di Brescia (CISAL, V. Cremona 173) che ha preparato un F24. All’uscita dal CAF, auto della GdF, come in altri episodi analoghi. Ho presentato l’F24 in banca (BNL, Ag. 2 di V. Crocifissa di Rosa, Brescia) (all.2). Il 4 febbraio la cassiera che aveva ritirato l’F24 mi ha telefonato (telefonata registrata) dicendo che il pagamento era stato respinto per “codici ufficio errati e codici atto errati”. Ho riferito l’accaduto al CAF CISAL, che dopo una settimana di attesa mi ha detto di non potere “passare le giornate” chiamando il Comune di Lamezia, che non rispondeva. Ho provato a chiamarlo io, al numero datomi dal CAF CISAL, e mi è stato risposto, dicendo che dovevo chiamare altri numeri, e rivolgermi a una persona diversa, “Ennio Bianchi“, dalla firmataria della lettera come funzionario responsabile dell’imposta, dr. sa Nadia Aiello. Gli altri numeri però non hanno risposto. Mi sono rivolto al CAF delle ACLI, presentandogli la lettera del Comune e l’F24; mi è stato detto che la compilazione dell’F24 è corretta, e che sono io come contribuente che devo contattare il Comune di Lamezia. Vi chiedo quindi di farmi sapere come posso pagare quanto mi intimate di pagare.

Vi scrivo inoltre per lasciare memoria e fare presenti le circostanze nelle quali ha luogo questa difficoltà burocratica, che mi dicono essere infrequente; le circostanze personali, le circostanze riguardanti l’attuale Consiglio comunale di Lamezia, e il nesso tra le due.

L’uso del fisco nell’eversione di Stato
Per moventi che spiego sotto, sono sottoposto a una forma di proscrizione sociale ed economica da parte dello Stato. Nell’ambito di un più ampio trattamento di discriminazione non solo devo pagare le tasse previste, notoriamente esose, su una situazione precaria costruita dolosamente in modo da boicottarmi e ricattarmi (mentre scrivo le mie entrate sono cadute a circa 5000 euro annui, non sicuri; e gli appartamenti in oggetto, fin da quando li ho ereditati, sono un passivo, fonte di tasse e beghe). Non solo devo pagare queste tasse nella consapevolezza che quanto verso contribuirà a sottrarre denaro dei cittadini a favore delle frodi biomediche che denuncio (1). Devo anche fronteggiare una serie costante di contestazioni infondate, intoppi inspiegabili, omissioni e negligenze, presunti disguidi, presunti errori. E quelli che in psichiatria – e negli studi sul mobbing – si chiamano ”doppi messaggi”, come quest’altra imposizione di pagamento unita al rifiuto di riceverlo e all’impossibilità di comunicare con i responsabili per ricevere istruzioni. Finendo per pagare sanzioni che appaiono come punizioni in risposta a quanto denuncio. Nel dicembre 2019, prima di partire per la Calabria, ho dovuto rivolgermi all’Ordine dei commercialisti di Verona per ottenere che il commercialista, già responsabile di “errori” a mio danno presentasse, in ritardo e senza rilasciarmi le quietanze, la semplice dichiarazione dei redditi e l’IMU. Il commercialista è consulente del tribunale di Brescia (dove settimane prima era stato arrestato il direttore dell’Ag. delle Entrate). Tornato dalla Calabria, ricevo questo. Nella mia esperienza, se protesto e cerco di sottrarmi ad un abuso subito dopo ne ricevo un altro ancora. E’ uno dei tratti che accomunano i costumi della mafia riconosciuta a quelli di chi occupa le istituzioni. Non appare che i responsabili temano di dovere rispondere di atti persecutori, omissione e abuso di atti di ufficio, stalking, mobbing, violenza privata, ricatto, minacce, infedele patrocinio e quant’altro una magistratura degna individuerebbe. Appare invece esserci, all’insegna dell’impunità assicurata da coloro che ricevono uno stipendio per contrastare comportamenti illeciti, o mafiosi, un gioco combinato tra i
consulenti privati e amministrazioni pubbliche, volto a danneggiare. Questo doppio messaggio da Lamezia inaugura il quinto anno di condizione continua di problemi gratuiti col fisco.

La linea della palma e la linea del mammografo a Brescia e a Lamezia
I moventi dei reati di cui sono oggetto corrispondono all’interesse a sopprimere denunce come le mie di frodi mediche istituzionalizzate. Es., a proposito di BNL, che sponsorizza Telethon e ne trae ritorni di immagine, e che compare spesso negli illeciti che determinano la mia vicenda, le frodi di Telethon (2). Oppure la frode in costruzione – basata su una spudorata violazione dei criteri che consentono di impostare screening – della “diagnosi precoce” della demenza senile (3); alla quale sono funzionali filoni di ricerca come quello della “neurogenetica”; che consentono di tenere aperto un centro di neurogenetica a Lamezia.

Tra le mie denunce vi è anche quella dell’estensione al Meridione, tramite una propaganda che gioca sull’esagerazione di allarmi come ILVA (4), Terra dei Fuochi (5), Navi dei veleni (6), accoppiata alla omissione di altri pericoli, iatrogeni, che gli allarmi eccessivi incrementano (7) di pratiche di screening che nei paesi occidentali più avanzati sono contestate come inutili e dannose; e sulla base del bilancio benefici/danni stanno venendo ridotte, o ritirate (screening col PSA per il cancro della prostata). In Francia e in Svizzera organi consultivi hanno chiesto l’abolizione degli screening mammografici. Appare che vengano scaricate al Sud, dipingendole come un progresso, come un congiungersi alle regioni più progredite, pratiche mediche dai benefici scarsi e fortemente iatrogene, fonte di immensi profitti; ormai riconosciute come tali e messe in discussione nelle nazioni dove sono state introdotte da tempo. Il “riscatto economico e sociale” del Sud prende la forma di fornitura di masse di corpi per alimentare le grandi frodi mediche istituzionalizzate.

Appare che la lotta alla mafia perenne, in Calabria, e in zone del Nord come Brescia (8), abbia tra le varie funzioni quella di distogliere da grandi attività illecite del mondo legale; e quella di coprire pratiche mafioidi di Stato, come quelle delle quali sono oggetto da tanti anni, a supporto di tali attività (9). La mafia come alibi e diversivo per grandi interessi illeciti protetti dallo Stato appare avere avuto un peso nell’ascesa al Nord della linea della palma. E anche nella discesa al Sud della linea del mammografo, ovvero l’estensione al Sud degli screening per il cancro della mammella falsamente spacciati come “salvavita”. Mi ha colpito che il Comune di Lamezia si faccia tramite di uno di quei doppi messaggi fiscali – cui la mafia istituzionale che opera liberamente a Brescia mi ha abituato – subito dopo che, reduce da un altro scioglimento per mafia, i componenti del nuovo consiglio nell’insediarsi hanno indossato al completo il fiocco della Komen (10); la potente organizzazione internazionale che propaga il falso sulle mammografie di screening (11).

L’esibizione mi ha fatto venire in mente la poesia di Trilussa del posteggiatore col violino che, scacciato da un locale, riesce a restarvi mettendosi a suonare “Giovinezza”. Credo che simboleggi i cambiamenti epocali per i quali i poteri maggiori spingono in Calabria. E i crimini collegati, devo aggiungere. La promessa degli screening mammografici servì a Margaret Thatcher a vincere le elezioni nel 1987. Venti anni fa in UK un importante chirurgo della mammella lo ricordava nell’auspicare che gli screening mammografici fossero buttati nella discarica (12). I politici, insieme a forze di polizia e magistrati, stanno fornendo il Meridione come discarica degli screening mammografici.

Le frodi biomediche istituzionalizzate godono dei servizi dello Stato. Non solo nella diffusione del falso, ma anche nella soppressione more mafioso delle voci di critica e denuncia, indispensabile quest’ultima ad una “scienza” che ha i piedi di argilla; e indispensabile a inganni inconfessabili, che riguardano la salute e su di essa incidono negativamente. Il mio caso mostra come venga mantenuta, con l’uso criminale del potere dello Stato, l’enorme discrepanza tra le informazioni disponibili nella letteratura scientifica e quanto viene fatto credere al pubblico sugli screening mammografici. Il trattamento di assassinio morale cui lo Stato mi sottopone si è accentuato negli ultimi mesi, con la crisi dell’ILVA e l’affiorare delle complicità istituzionali che avevo descritto nel denunciare manipolazioni dello Stato, con risvolti inconfessabili quanto a tutela della salute (4).

Nel chiedere che mi venga consentito di pagare quanto mi si impone, faccio dono al Comune di Lamezia di due libri: uno sul carattere fraudolento dello screening mammografico, l’altro su come frodi mediche del genere costituiscano una forma di mafia (13). Spediti da Amazon. Il noto autore (50000 citazioni sulle riviste scientifiche) annovera gli screening, come quello del quale i neoeletti del Comune si fregiano, tra le maggiori cause di peggioramento delle condizioni di salute in popolazioni occidentali. Non faccio parte della comunità di Lamezia, ma sono legato alla città dei miei genitori. Le storie della Sambiase degli anni ’40 e ‘50, quando la malattia e la miseria si intrecciavano, hanno avuto parte nella mia scelta di diventare medico. La crescita economica ha dissolto quelle tragedie individuali, ma ha anche creato nuovi mali di larga scala, come quello degli screening scaricati al Sud; sostenuti da apparati di Stato con apparati e metodi che costituiscono una mafia – intoccabile – dietro all’antimafia.

Segnalo inoltre ai magistrati i due libri, rilevanti per la trasformazione gattopardesca in corso dei vecchi obbrobri della sanità e del malaffare al Sud in forme più moderne e sottili ma pure abiette. Sono rilevanti anche per i crimini dell’altra mafia, quella del mondo legale – cui la cronicizzazione della lotta alle cosche e ndrine fa da copertura – alla quale la loro categoria sta fornendo impunità e complicità attiva. I magistrati attribuiscono l’impunità sui grandi crimini che hanno pilotato la storia del Paese ai depistaggi. In questi giorni assistiamo al rimpallo desolante di responsabilità per il depistaggio sulla strage di Via D’Amelio. Connivenze e ruoli attivi della magistratura (14) vengono negati o sottovalutati. Ciò che espongo è un esempio dei crimini che sono ignorati dal pipelining giudiziario mentre ci si occupa dei crimini di 40 anni prima. Il mio caso mostra come mentre sono lasciati impuniti per decenni picchi criminali come le stragi, avvenga che crimini eversivi striscianti siano praticati in maniera continuativa impunemente per decenni.

Distinti saluti

Francesco Pansera

Dr Francesco Pansera
Via Tosetti 30
25124 Brescia

All.

Note

Dove non altrimenti specificato, i titoli si riferiscono a miei articoli postati nel sito ‘menici60d15’.

1 Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte. 2 La questua delle multinazionali.
Un certificato di decenza per le attività antimafia. 3 Demenza senile e demenza morale.
4 ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato.
5 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia abusiva della tiroide.
6 La magistratura e la separazione dei valori: il caso della “nave dei veleni”. Quando “Less is more”.
7 I cancri che non sono cancro. Attenti a Scilla.
La raffinazione della paura.
8 Commento al post “Mafia, in libreria Cosa nostra Spa del magistrato Ardita: “Una grande impresa che incrocia il fatturato con gli interessi dei colletti bianchi”. 6 febbraio 2020. In: Brescia non solo bombe.
9 I professionisti della metamafia.
10 Lamezia, il via al primo consiglio comunale. Il Lametino, 21 dicembre 2019.
11 Woloshin S Schwartz LM Not so stories. How a charity oversells mammography. BMJ, 2012. 345, e5132.
12 M. Baum. Breast screening should be scrapped. The Guardian, 2 ago 2011.
13 Gotzsche P. Mammography screening. Truth, lies and controversy. Radcliffe, 2012. Gotzsche P. Deadly medicines and organized crime. Radcliffe, 2013.
14 I depistaggi a stupro continuato.
La maledizione di Piazza Fontana, G. Salvini, Chiarelettere 2019

§ § §

Brescia, 1 settembre 2020

Procuratore della Repubblica
Salerno
Dr. Giuseppe Borrelli
ricezioneatti.procura.salerno@giustizia.it

Dr. Luigi Abete
Presidente BNL
bnl@pec.bnlmail.it

Dr. Roberto Castagna
Segretario generale UIL Cosenza
cspcosenza@pecert.uil.it

e p.c.
Dr. Dario Franceschini
Ministro per i Beni culturali
mbac-udcm@mailcert.beniculturali.it

Procedure Parmaliana: la lupara bianca amministrativa di versamento di imposte

Il versamento delle mie imposte sul reddito, acconto di luglio, fatto eseguire dal CAF UIL di Cosenza e dallo stesso inviato tramite pagamento telematico dal mio conto corrente BNL, risulta non solo non effettuato, ma scomparso. Per il CAF UIL di Cosenza la banca ha rifiutato il versamento, come è scritto testualmente sulla ricevuta dell’Ag. delle Entrate (all.). Per la BNL, sig.ra Beluffi, non risulterebbe alcuna operazione di versamento e devo rivolgermi alla UIL. Chiedo a entrambe le parti, banca e sindacato, di verificare, riportare alla luce quanto avvenuto al pagamento delle imposte loro affidato, di eseguirlo, e di farmi avere copia degli F24 che contrariamente a quanto mi è stato fatto firmare non ho ricevuto. Riporto la ricostruzione del tormentato iter a oggi 1 settembre 2020, con allegata documentazione. Ritengo opportuno anche lasciare memoria, delineando il contesto nel quale questo ennesimo episodio di mobbing fiscale, il più recente di una serie che dura da molti anni, ha luogo.

Sono infatti abituato a questo genere di blocchi e ingiusti danni sul fisco, che ricevevo da anni senza interruzione. Questo è il quarto pagamento al fisco su quattro ad avere strani problemi dal dicembre 2019. Anche allora la BNL contribuì alla confusione. Per il boicottaggio del mio commercialista dovetti rivolgermi al presidente dell’Ordine dei commercialisti, Mion. Ciò non ha evitato il boicottaggio: pagamenti in ritardo, e dichiarazione dei redditi depositata solo a febbraio, ciò venendomi comunicato dal commercialista a fine marzo, subito dopo un mio post su Franceschini, il patron di Mion (Commento al post de Il Fatto “Coronavirus, Franceschini alle opposizioni: “Non possiamo permetterci polemiche, collaboriamo. C’è totale abnegazione, Conte va ringraziato”. In: mio sito, “Coronavirus” 23 marzo 2020). Il ritardo del commercialista a sua volta è stato giudicato dal CAF UIL di Cosenza motivo per dubitare della veridicità dei documenti presentati e sottopormi a procedura speciale; che ha preceduto questo ulteriore intoppo (v. riepilogo sotto). Sto pensando di intitolare la prossima lettera sull’episodio di mobbing fiscale che sarà successivo a questo “Il ministro dei beni culturali Franceschini e la tutela della cultura mafiosa”; e di svilupparvi la mia teoria, basata sull’esperienza, su come le sorgenti nascoste che alimentano la cultura mafiosa si trovino in luoghi insospettabili.

A febbraio mi è arrivata una cartella da Lamezia Terme, seguita dal rifiuto, come qui, di accettarne il pagamento, comunicatomi da BNL. Ne ho scritto al comune di Lamezia e a tre uffici giudiziari, insieme a commenti sui danni delle “prevenzione” in medicina che gli amministratori calabresi vogliono estendere a questa regione (v. nel mio sito “L’uso del fisco nell’eversione di Stato”). Le reiterazione ostentata e a raffica degli abusi dopo averne scritto a magistrati non rafforza la mia stima nei loro confronti. Gli eventi del Covid solo apparentemente hanno offuscato il tema della lettera: la disinformazione e i trucchi sulla “prevenzione” pre-covid aiutano a capire quelli sulla attuale asserita prevenzione del ritorno di questa epidemia, che tra le sue anomalie ha quella di essere spacciata per permanente. Oltre ad avere meccanismi iatrogeni e di profezia che si autoavvera, gli schemi che sono già rodati per gli screening oncologici. E i cui effetti nocivi sulla salute, mi auguro che le mie parole si perdano, si vedranno in futuro.

A Giugno, alla BNL di Cosenza, un episodio gratuito e meschino volto a insultare e intimidire (v. nel mio sito “L’uso del fisco nell’eversione di Stato”). Negli ultimi tre casi sono coinvolti BNL e notabilato calabrese. Mentre si elargiscono bonus a chi non ne ha bisogno né li merita, si impesta e si fa pagare oltre il già esoso dovuto a un medico critico della gestione per il covid.

Al conflitto tra le mie posizioni e quelle di BNL su Telethon (v. nel mito sito “La questua delle multinazionali”; e “Un certificato di decenza per le attività antimafia”) si è aggiunta la mia critica alla operazione covid (nel mio sito: “Coronavirus”). Telethon ora nella sua propaganda in tv sostiene che le sue ricerche aiutino anche lo sviluppo di cure per il covid. Un’allusione alla tecnologia genetica, non ben testata, dei vaccini a mRNA, che va a incidere sui meccanismi genetici delle cellule ospite di intere popolazioni. Un “vaccino” che non è più un bersaglio inerte col quale stimolare la risposta immune, ma che si mette a comandare alle cellule umane cosa produrre. A parte le critiche sull’utilità e i dubbi sull’efficacia, è descritto un potenziale di gravi effetti avversi; e – dietro alle immagini tv di bambini infelici e genitori in lacrime – enormi ritorni economici, es. dettagliati in un report in vendita al prezzo di 2299 $ cadauno (mRNA Vaccine and Therapeutics Market Size 2020 | Global Industry Report, Analysis, Growth, Trends and Forecast 2020-2025. Marketwatch, 28 maggio 2020).

Per me ci sono notevoli punti in comune tra le due campagne (nel mio sito: “Il gap potenza-conoscenza”), che si basano sullo stesso genere di rapporto insano tra affettività e razionalità (in preparazione). Sono contrario a quel genere di medicina che le banche favoriscono, data la sua natura speculativa, che sta portando a legami sempre più stretti tra finanza e medicina, come testimoniato dal recente affidamento a Monti di “riformare” la sanità europea da parte dell’OMS (v. nel mio sito “La generosità del governo Monti verso le multinazionali”). Una medicina dei banchieri che dato il suo ampio ricorso alla frode necessita dell’eliminazione della voci di denuncia.

La UIL, insieme a CGIL e CISL, sta sostenendo una campagna di vaccinazione antiinfluenzale in nome della lotta al Covid. Io ho denunciato alla magistratura – Procura di Salerno – l’ordinanza della presidente della regione Calabria Santelli che rende obbligatoria tale vaccinazione per alcuni gruppi (v. 29 giugno 2020 in “Coronavirus”). Mostrando come si vogliano obbligare fasce di popolazione – le più vulnerabili – a sottoporsi a un trattamento medico preventivo per il quale esistono evidenze che favorisca ciò che secondo chi lo propugna o impone dovrebbe indirettamente prevenire; oltre a numerose critiche di esperti sulla sua scarsa utilità e dannosità intrinseca. (Stanno circolando anche versioni fake di quanto denuncio, per le quali il vaccino antinfluenzale conterrebbe il virus del covid; un ductus subtilis che accresce la disinformazione).

Sono abituato anche a quelle forme particolari di archiviazione o di respingimento di denunce – su pratiche mediche commerciali che provocano morti, lesioni, frodi allo Stato e ai privati – che alla connivenza istituzionale aggiungono il bersagliare il denunciante con rappresaglie a fine di intimidazione, discredito, logoramento. Tramite abusi, omissioni, boicottaggi, provocazioni, mobbing, gaslighting. Il cui carattere continuativo e incessante configura autentiche forme di violenza fisica. Che rafforzano la mia convinzione che non solo come è stato detto la forza della mafia si trovi al di fuori della mafia, ma anche la sua origine, il nucleo culturale che la genera, siano esterni alle note forme mafiose, cosche, ndrine; e che in una società dove una qualità mafiosa dei rapporti sia tutelata dalle istituzioni la criminalità assuma forme mafiose di conseguenza. Forme criminali che, sui generis, costituiscono l’estremo, bestiale ma derivato rispetto alla sorgente, dello spettro di un costume accettato e alimentato; e che vengono esibite come uniche per occultare le sezioni centrali dello spettro, quelle funzionali agli affari illeciti del cosiddetto mondo civile.

Distinti saluti

Francesco Pansera

Sito: menici60d15.

Riassunto episodio CAF UIL-BNL estate 2020 all’1 settembre. Con 9 allegati.

Il 21 luglio 2020, trovandomi a Spezzano della Sila (Cs) mi sono recato con la mia compagna presso il CAF Uil di Cosenza, Piazza Impastato, tel. 0984 825128, dove ho chiesto all’addetta, signora Maria, di preparare il modello Unico per la dichiarazione dei redditi. La sera dello stesso giorno la signora mi ha telefonato, dicendomi che c’era un problema con la dichiarazione dell’anno precedente, della quale le avevo lasciato copia; mi invitava a tornare di persona al CAF per spiegarmelo, * rifiutando di dirmi di cosa si trattasse per telefono. Tornati a Cosenza il 22 luglio, la signora ha spiegato che gli F24 di dicembre 2019 e la ricevuta di accoglimento della dichiarazione dei redditi 2019 tramessimi dal mio commercialista (all.1), non davano sufficienti garanzie di veridicità, e che dovevo fornire prova di avere pagato le imposte per quel periodo. *Le ho detto di avere subito, dopo una lunga catena di incredibili errori, ammessi e di concerto con errori dell’Ag. delle Entrata, catena durata anni, un boicottaggio franco dal mio commercialista, dr. Rambaldini (consulente del tribunale di Brescia), e di avere dovuto appellarmi al presidente l’Ordine dei commercialisti di Verona, dr. Mion, perché il dr. Rambaldini assolvesse i suoi doveri. *L’intervento dell’Ordine non ha evitato, e anzi ha catalizzato, ulteriori ritardi nella dichiarazione e penali. I documenti in mio possesso sono stati prodotti dal dr. Rambaldini *solo dopo avere fatto intervenire l’Ordine; a me, che pure non ho competenze specifiche, sembravano sufficienti. *Ora parrebbe che l’Ordine non abbia evitato il rilascio di documentazione non adeguata. Ho commentato che “la mafia non è solo quella che mostra Gratteri” e ho aggiunto che avendo osato chiedere legalità all’Ordine professionale nel dicembre 2019, dai mesi successivi ho ricevuto un aggravamento dei “disguidi” che da anni compaiono nel pagamento delle tasse, gratuiti e costanti (e ai quali la BNL non è affatto estranea; le pregresse responsabilità di BNL nei miei confronti sono troppo gravi per poter essere riportate qui; e appaiono essere in recrudescenza, in concorso con altri, in occasione della crisi covid). Ho presentato alla sig.ra Maria copia dell’estratto conto BNL dal quale si evince che le tasse erano state versate (all. 2) ma non è bastato: mi ha detto che dovevo ottenere dalla BNL una ricevuta dell’avvenuto pagamento. Tornato a Spezzano, *dopo 58 minuti al centralino clienti della BNL e varie indicazioni errate, mi sono stati dati due numeri di cellulare dell’ag. di V. Crocifissa di Rosa, Brescia, dove ho il conto: quello del sig. Vallelunga e quello della sig.ra Beluffi. Ho chiamato il sig. Vallelunga, che la sera del giorno successivo, 23 luglio, mi ha mandato per email la ricevuta (all. 3). Il 24 luglio siamo tornati a Cosenza e ho consegnato la ricevuta. *Che però mi è stata restituita. Mi è stata fatta invece compilare un’autodichiarazione (all. 4), *che evidentemente si è ritenuto di non farmi compilare dall’inizio. Il modello Unico è stato preparato, e ho pagato la consulenza e l’invio telematico dell’imposta tramite IBAN (all.5). Siamo stati fatti accomodare in sala d’attesa per ricevere l’F24. Dopo un poco la signora Maria è venuta e ha detto che non era possibile darmelo subito. Si è fatta dare la mia email e ha detto che me lo avrebbe inviato al più presto: “sarà mia cura” le sue parole. *Ma, nonostante io abbia firmato di avere ricevuto l’F24, non l’ho ad oggi, 6 agosto, 2020, ricevuto.

Sono rimasto in attesa. *Il 3 agosto 2020 la sig.ra Beluffi, con la quale non avevo avuto alcun contatto, mi ha mandato una email (all.6) che ha aggiunto perplessità, non comprendendone io il senso, e dato che quanto chiesto al sig. Vallelunga mi era stato inviato e la questione sembrava risolta. L’email dice di non avere documentazione e aggiunge che le quietanze delle deleghe F24 sono nel cassetto fiscale del cliente. Mi sono comunque procurato lo SPID, e sono entrato nel sito dell’Ag. delle Entrate, cassetto fiscale, dove non ho trovato tasse pagate. Così il 5 agosto ho chiamato il Caf Uil, ricordando l’impegno a inviarmi l’F24. Mi è stato risposto che la sig. Maria era assente, ma avrebbero riferito. Dopo pochi minuti è arrivata una email del Caf che dice che il versamento telematico è stato rifiutato. E’ allegata copia della ricevuta Ag. delle Entrate Entratel, datata 4 agosto 2020, che riporta che *la banca ha rifiutato il versamento senza specificare il motivo. (all.7). Mi ha anche chiamato una signora del Caf, dicendo che avevo chiamato a un numero sbagliato, e che lei, pur chiamandosi anche lei Maria, non aveva nulla a che fare con l’invio della email del pagamento respinto. *Continuo a non avere ricevuto l’F24. Ho chiamato quindi il sig. Vallelunga della BNL di Brescia, per avere spiegazioni sul pagamento respinto. Mi ha risposto una sig.ra Alice, che ha detto che avrebbe riferito alla sig.ra Beluffi, il sig. Vallelunga essendo in vacanza. Il giorno stesso la sig. ra Beluffi mi ha inviato un email (all. 8), alla quale ho risposto col presente resoconto aggiornato al, chiedendole cortesemente di farmi sapere come mai il pagamento telematico non sia andato a buon fine, e risulti essere stato rifiutato dalla banca. La risposta della sig.ra Beluffi (all. 9) * invece che chiarire la situazione la ingarbuglia ulteriormente, il pagamento respinto diventando uno scomparso da “Chi l’ha visto” che la banca non avrebbe gli strumenti di identificare senza una particolare collaborazione di terzi che ho già illustrato essere carente nelle sue forme normali. Il 12 agosto mi ha telefonato il sig. Vallelunga della BNL, per informarsi su cosa stessi facendo a proposito. Ha confermato che alla BNL non risulta nulla, e mi ha suggerito di lasciare passare Ferragosto e rivolgermi alla UIL, tornando ancora alla sede del CAF. Ho fatto presente che la UIL ha prodotto una ricevuta dell’Ag. delle Entrate dove è scritto che la banca ha rifiutato il pagamento, e gli ho chiesto che la BNL contattasse UIL, ma ha rifiutato. L’1 settembre ho quindi scritto per PEC a BNL e CAF Uil (v. sopra), allegando il presente resoconto.

UILcosenzaEsitoVersamentoRifiutato

§  §  §

Brescia, 18 settembre 2020

Dr. Roberto Castagna
Segretario generale UIL Cosenza
cspcosenza@pecert.uil.it

CAFUIL Cosenza
Piazza Giuseppe Impastato
cafuil.cs0@pec.cafuil.it

Procedure Parmaliana: la lupara bianca amministrativa di versamento di imposte

Il 17 settembre 2020, oltre 40 giorni dopo averle mostrato la ricevuta della Agenzia delle Entrate che mi avete inviato il 5 luglio (All. 1) e averle chiesto perché il pagamento telematico delle imposte risulta rifiutato, la BNL mi ha risposto che sulla ricevuta risulta il codice di una banca diversa, presso la quale io non ho un conto. Non mi è stato detto di quale banca si tratta.

Vi chiedo cortesemente:

1.di rendermi noto il codice Iban che avete usato per il pagamento telematico delle mie imposte.
2 di inviarmi copia della documentazione dalla quale lo avete trascritto.
3 di inviarmi finalmente gli F24, aggiornati al ritardo, in modo da permettermi di provvedere per conto mio all’effettuazione dei pagamenti.

Allego anche copia di un articolo de Il Fatto del 17 settembre2020, sugli effetti pro-covid del vaccino antinfluenzale che la presidente Santelli vuole obbligatorio e la cui somministrazione la triplice sindacale caldeggia.

Distinti saluti

Francesco Pansera

§ § §

I conti di Ambrosoli e quelli di Rambaldini

Il 17 settembre 2020 mi ha telefonato la BNL, sig. Vallelunga, dicendomi che il codice banca sulla ricevuta dell’Ag. delle entrate (v. sopra) non è quello della BNL. E che deve essere stato inserito un IBAN di un diverso conto corrente. L’ho riferito al CAF UIL di Cosenza, che mi detto di avere usato l’IBAN riportato sugli F24 che ho presentato. Rambaldini ha pagato, con mesi di ritardo, col mio IBAN, ma ha apposto un IBAN diverso sugli F24 che mi ha inviato in “anteprima” per la mia approvazione. Senza mai consegnarmi quelli definitivi. Ma non c’è stato solo Rambaldini. Il CAF UIL non ha verificato, nonostante la pantomima sulla dubbia affidabilità dei documenti prodotti dal commercialista veronese, ed è rimasto zitto e inerte anche dopo la lettera inviata al segretario regionale (v. sopra). L’Ag. delle entrate, con la sua anagrafe tributaria che le fa vedere che Tizio vuole pagare le tasse con il conto di Caio, non ha detto nulla; come la banca di Caio, che ha solo respinto il pagamento restando altrimenti muta. La BNL nonostante mie pressanti richieste e la lettera ad Abete (v. sopra) ci ha messo 40 giorni ad accorgersi che il pagamento era stato digitato col codice di una banca diversa.

Io avrei “avallato” l’errore trappola di Rambaldini, secondo il termine usato al telefono dall’addetto UIL, non accorgendomi, come apparentemente non si sono accorti loro anche dopo il rifiuto del versamento e per settimane dopo le mie sollecitazioni nei loro confronti, che l’IBAN era fasullo. Il trabocchetto sarebbe stato comunque difficile da individuare (per me , non per chi si occupa per professione di queste carte, come CAF, BNL, Ag. Entrate). Ho pensato come Ambrosoli, che scrisse alla moglie che non lo avrebbero ucciso perché si sarebbe capito chi fossero i mandanti (o come Mattei, che deve avere creduto che la presenza del giornalista USA sul suo aereo lo tutelava). Ho pensato che Rambaldini, che interrompeva il suo boicottaggio perché gli aveva detto di farlo il presidente dell’Ordine dei commercialisti Mion – pupillo di Dario Franceschini – al quale mi ero rivolto, riferendo abusi che dovrebbero portare a un provvedimento disciplinare; che mi si è presentato come consulente del tribunale di Brescia (presidente attuale Vittorio Masia) tanto che una volta mi disse di incontrarci davanti agli uffici giudiziari, non avrebbe ulteriormente praticato ulteriori ostruzionismi e boicottaggi; come invece ha fatto, accentuando in maniera beffarda il loro carattere volontario. Ma Ambrosoli, e Mattei, che erano degli isolati, ragionavano con una testa diversa da quella dei Sindona, Andreotti, Aricò, e della nutrita compagnia di ometti che si occupano di me.

§ § §

Il ministro dei Beni culturali Franceschini e la tutela della cultura mafiosa

“Questa gliela facciamo pagare […] Lo dobbiamo ammazzare. […] Saprà con chi ha a che fare. […] passerà gli anni suoi a difendersi». G. Chiaravalloti, già Procuratore generale in Calabria

“Giudici a lezione con le banche sul reato di usura. […] Sarebbe come invitare i magistrati a lezione antimafia nelle ville di Totò Riina o Bernardo Provenzano». (V. Imperatore. Io so e ho le prove. Confessioni di un ex manager bancario, 2014,)

Alla mia richiesta al presidente dell’Ordine dei commercialisti di Verona Alberto Mion di fare in modo che il suo iscritto Rambaldini seguisse un comportamento corretto è seguita sì una interruzione dell’ostruzionismo a uccel di bosco di Rambaldini, ma anche una scarica ulteriore di mobbing e danni sulla dichiarazione dei redditi, tra Verona, Brescia, Lamezia e Cosenza. I boicottaggi di Rambaldini sono continuati, e hanno assunto un tono beffardo. Es. il 16 dicembre Rambaldini in seguito alla mia segnalazione finalmente mi risponde:

“On 12/16/19 12:31 PM, erik rambaldini wrote:
Buon giorno dott. Pansera,

nessun aggiornamento rispetto a quanto già trasmesso.
Accludo i modelli F24 per la dichiarazione dei redditi allegata e che spedirò, salvo Sue osservazioni.
In scadenza oggi vi è:
imu tot. Xxxx e irpef di Euro xxxx per un totale di euro xxxx,xx.
Mi faccia sapere se posso inserire i pagamenti per oggi sul conto già utilizzato.
Resto in attesa.
Erik Rambaldini

Il giorno lun 16 dic 2019 alle ore 12:41 menici60d15 <menici60d15@gmail.com> ha scritto:
Buongiorno dr. Rambaldini
Inserisca i pagamenti, grazie.
Mi faccia sapere per favore di eventuali altri adempimenti.
Francesco Pansera

On 2/28/20 5:17 PM, erik rambaldini wrote:
Buon pomeriggio dott. Pansera,

posso chiederLe se posso inviare la dichiarazione dei redditi che avevo accluso? Non ho ricevuto Sue comunicazioni.
Ringrazio
Erik rambaldini [sic]

Il giorno ven 28 feb 2020 alle ore 19:00 menici60d15 <menici60d15@gmail.com> ha scritto:
Buona sera dr Rambaldini

Ma certo, invii la dichiarazione. Come si legge sotto, con la sua email del 16 dic 2019 lei mi ha detto che l’avrebbe spedita “salvo” mie osservazioni. Io non le ho comunicato alcuna osservazione, pensando che quindi avrebbe presentato la dichiarazione. (Cosa che avevo cercato di sollecitarle invano da mesi, essendo riuscito ad avere una sua risposta solo rivolgendomi all’Ordine professionale). Ho solo risposto affermativamente alla sua richiesta di permesso di inserire i pagamenti. Può cortesemente dirmi perché non ha applicato lo “opt out” da lei stabilito, e ora, oltre due mesi dopo, lo trasforma in un “opt in” (peraltro, date le circostanze, contrario allo “id quod plerumque accidit”) ? Le chiedo inoltre cortesemente di rendermi nota la mia posizione – a dichiarazione finalmente presentata – rispetto a dichiarazione dei redditi, IMU, eventuali sanzioni da ritardo, e altre eventuali sorprese.

Grazie

25 marz 2020 dopo avere postato il commento sul patron di Mion Franceschini (Commento al post de Il Fatto “Coronavirus, Franceschini alle opposizioni: “Non possiamo permetterci polemiche, collaboriamo. C’è totale abnegazione, Conte va ringraziato”. In: mio sito, ” Coronavirus ” 23 marzo 2020):

Buon giorno Dottor Pansera,

spero che l’emergenza sanitaria passi quanto prima.
Allego la dichiarazione fiscale inviata con la ricevuta di pagamento.
Il termine per l’invio della dichiarazione era fissato al prossimo 2/3/2020, tenuto conto della scadenza già differita per DL. 34/2019 dal 30/9/2019 al 2/12/2019 con termine finale per la presentazione al 2/3/2020.
Per la Sua posizione fiscale, invitandoLa a rileggere le precedenti mail, Lei sta pagando imposte locali, legga IMU e TARI (acconto e saldo), che mi risultano versate e le imposte sui redditi (saldo e acconto), derivanti dagli affitti.
Le allego inoltre un articolo sulle stesse scadenze relative alla “nuova” Imu.
Mi permetto chiederLe di rivolgersi a un altro professionista o Centro di assistenza fiscale, in quanto a seguito di una ristrutturazione di studio e per il particolare periodo di emergenza ho scelto di non occuparmi delle persone fisiche.
Cordialità.

Erik Rambaldini”

I motivi per i quali si è ritenuto vantaggioso praticare di tali comportamenti sono da ricercare nel trattamento generale che ricevo. Che appare seguire le regole di un manuale di mobbing sistematico. Questo è il capitolo del mobbing sulla dichiarazione dei redditi. La reiterazione e l’aggravamento in seguito al mio rivolgermi all’istituzione deputata al controllo di legalità fa parte dei principi generali, che comprendono quello che ad ogni richiesta di giustizia verso istituzioni bisogna rispondere con una rappresaglia che moltiplichi per 2 o per 4 il danno e l’offesa.

Il movente più importante è la soppressione nell’operazione Covid delle voci scomode che evidenziano che l’epidemia è la parafrasi virologica, sgangherata sul piano scientifico, criminale nella sua parte reale, gigantesca su quello della propaganda, di una operazione politica decisa dall’alto.

Un terzo fattore è la tradizionale tutela della cultura mafiosa. Le epurazioni si possono affidare alla mafia di cosca, o all’altra mafia, quella istituzionale. La cultura mafiosa delle burocrazie e dei poteri dello Stato, della quale magistrati e politici come Franceschini sono i severi custodi. Cultura che cribadisce contro chi osi ribellarsi a soprusi e vessazioni chiedendo legalità che la legge che conta è la sua, non quella scritta. Rivolgersi allo Stato ufficiale contro l’ingiustizia è come denunciare i taglieggiamenti di una cosca; lìimpudente deve essere punito, aumentandogli il pizzo.

L’episodio, insieme ad altri, mostra anche l’evoluzione della cultura mafiosa, insieme a quella politica, dal lupesco al murino, cioè verso l’uso di trucchetti miserabili tipici della cultura manageriale. Essendomi stato concesso, con un supplemento per il “ravvedimento”, di pagare l’Irpef, ho postato questo, censurato da Il Fatto.

Commento al post “la guida al referendum di Marco Travaglio. 18 settembre 2020

“Per orientarsi su questo referendum è utile la lettura del libro del collaboratore de Il Fatto Vincenzo Imperatore, “Io so e ho le prove”. Nello svelare gli imbrogli del nuovo corso delle banche descrive anche l’ascesa di un nuovo tipo umano: il manager. Che, privo di scrupoli, criminale per mediocrità piuttosto che per spessore escogita e applica qualsiasi miserabile trucco per ingannare il cliente a vantaggio di chi lo ricompenserà per questo. Mi appresto a scrivere a un ministro in carica sulla rappresaglia mafiosa di un suo protetto, messa in atto, godendo di estese complicità, per avere osato chiedere legalità. Il libro di Imperatore è stato un eye-opener: non è solo cultura mafiosa. La mafiosità della borghesia parassitaria si sta fondendo con quella manageriale. Stessa sociopatia, modi diversi. Meno esibizione di violenza, più machiavellismi.

La mutazione antropologica del potere e dei suoi quadri non riguarda solo le banche, ma l’intera società e la politica. Questo referendum introduce il nuovo corso ponendo una falsa alternativa tra la vecchia cultura mafioide del politico-capobastone locale e quella manageriale del politico-weasel, poco radicato nel territorio, che persegue gli obiettivi imposti dell’alto recitando i copioni predisposti dal marketing; con uno zelo mercenario, una determinazione murina che porterà a rimpiangere quella lupesca dei vecchi farabutti.”

Si dice che la mafia si sarebbe “inabissata”. La mafia istituzionale si è adattata ai tempi, fondendosi con la meticolosa disonestà manageriale e adottandone gli strumenti. Un doppio cambiamento: da un lato la cultura mafiosa, così ammodernata, si pone al servizio di interessi delle maggiori dimensioni. Dall’altro si mimetizza adottando le tecniche del management, microscopiche ma pervasive e asfissianti. Una mafia che, fermo restando il suo nucleo sociopatico, da lupesca assume tratti murini. Evocando, piuttosto che l’immagine di uno squalo o di un cetaceo carnivoro che torna nell’abisso, quella più aderente di un branco di cani affamati che diviene una torma di topi che si intrufola senza tregua, alla ricerca di tutto ciò che gli riesce di rosicchiare.

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Brescia, 28 settembre 2020

Sig. A Onida
Direzione Generale
Gestione Reclami
reclami@pec.bnlmail.com

Rif. Fascicolo 2020-1-14100

Gentile signor Onida

Il comportamento di BNL è diverso da come lei lo rappresenta nella sua email pec del 25 set 2020. Come mostro nel post “L’uso del fisco nell’eversione di Stato”, nel mio sito menici60d15, la BNL da anni sta praticando nei miei confronti forme di danneggiamento ingiusto e mobbing. Particolarmente disonorevoli, perché oltre a danneggiare la mia persona vanno a favorire le frodi in campo medico che denuncio.

Avevo pensato di non risponderle, per avere una pausa e prendere fiato prima del prossimo abuso. Mi ha richiamato al mio destino la scoperta sul conto online che insieme alla sua lettera e alla concessione di pagare le imposte, con due mesi di ritardo rispetto a quando ho chiesto di farlo e con una conseguente penale allo Stato, è arrivato uno storno verso ignoti di 373,30 euro. Attaccato, con la stessa data contabile del 24 set 2020, al pagamento dell’IRPEF; privo di causale ABI e con descrizione “Impegno generico” (all.).

Vi chiedo quindi cortesemente di farmi sapere a chi avete dato la somma tolta dal mio conto e a quale titolo. E come mai non me ne avete dato comunicazione, e l’avete registrata in modo da non fare sapere nulla al correntista; se non, casualmente, che una quota del suo denaro depositato nella banca è stata data ad altri.

Per lasciare memoria delle circostanze nelle quali vengo messo di continuo di fronte a questi indovinelli maligni, e per compensare quest’ultima delle sensazioni di sconcerto e sconforto provocate dalle cattive sorprese che senza sosta la BNL mi procura, allego anche un mio commento internet di ieri alle parole del governatore della Banca d’Italia Visco, su medicina e banche in questi tempi.

Distinti saluti

Francesco Pansera

27 settembre 2020
Blog de Il Fatto
Commento al post “Mes, Visco: “Dal punto di vista economico solo vantaggi. Unico problema può essere lo stigma legato a cattivo uso o cattiva comunicazione”

Ci sono cose da non accettare neanche regalate. Es. dosi di droga, che causeranno dipendenza. Capire come la droga omaggio sia in realtà un terribile amo è facile. Altre volte invece l’esca è così appetitosa che riconoscerne la vera natura cozza contro convinzioni profonde. In questi giorni si offrono esami “gratis” per la prevenzione del cancro della mammella. Lo scorso 23 giugno sul JAMA ricercatori australiani, Burton e Stevenson, hanno raccomandato di sospendere l’offerta di questi programmi, salutati come benemeriti, mostrando che il rapporto tra danni da sovradiagnosi e morti per cancro evitate è di 15 a 1.

Il MES “tutti in medicine” è un regalo da rifiutare perché porterà a una medicina for profit che riempie di soldi chi la vende e chi vi scommette in Borsa, ma produce malattia e impoverisce il pubblico. Fare della tecnologia medica un motore di crescita è sì ottimo sul piano economico, perché i rimedi contro le malattie, veri o falsi, si vendono come il pane e a peso d’oro. Ma è una scelta amorale e disperata sul piano etico, perché spinge alla frode e alla iatrogenesi, e premia entrambe facendole divenire moltiplicatori di profitto. Per avere una medicina onesta, limitata ma solida, occorre rinunciare a farne una cornucopia che genera denaro a non finire; e limitarsi a un servizio, dove la spesa è solo quella utile e benefica, ed è messa in pareggio con la remunerazione, in maniera equa ed oculata. La medicina regalo dei banchieri è una polpetta avvelenata.

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Alla scadenza dei 30 giorni, il 26 ottobre 2020, ho ricevuto una telefonata dalla locale agenzia della BNL. Mi è stato detto che il prelievo era un accantonamento per il mobbing fiscale di 9 mesi prima, quello in associazione col comune di Lamezia (v. sopra, 10 giugno 2020), e che è stato cancellato. Minuti dopo è seguita la PEC:

26 ottobre 2020

replica al reclamo del 28 settembre 2020

Gentile signor Pansera,

rispondiamo al suo reclamo del 28 settembre scorso, con il quale lamenta la presenza dell’impegno generico di € 373,30 sul conto corrente Bnl n. 335, a lei intestato.
Esperite le verifiche del caso, apprendiamo della conversazione telefonica intercorsa con il personale della sua agenzia che le ha prontamente spiegato l’accaduto ed ha provveduto alla cancellazione del suddetto impegno.
Rimaniamo a disposizione per eventuali, ulteriori informazioni e inviamo cordiali saluti.

BNL S.p.A. – Gruppo BNP Paribas
Gestione Reclami
A.Onida

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Tasse da ricco e entrate da nullatenente

L’11 novembre 2020 sono andato al CAF delle Acli di Brescia, Via Spalti San Marco, per farmi compilare il saldo dell’IMU. (Mi ero rivolto ai Cobas, che mi hanno risposto di non avere un CAF, e di servirsi di quello delle ACLI). Lì mi è stato detto che l’indicazione della CISL di Cosenza, quella accompagnata dallo scaccolamento dell’addetto all’uscita, di pagare l’acconto di giugno copiando quello dell’anno precedente (v. sopra, 10 giugno 2020. Metamafia e criminalità clericale-massonica in Calabria al tempo del coronavirus) era errata. Non solo: non avrei dovuto pagare l’acconto TASI, errore che la filiale BNL di Cosenza, durante il mobbing e il sequestro, (v. sopra, 10 giugno 2020, ib.) ha assecondato. Lo Stato, che mi manda una cartella esattoriale e mi impedisce di pagarla (v. sopra), non mi impedisce di versargli un’imposta che è stata abolita. Al prezzo di 20 euro a Comune posso chiedere un rimborso. Ho chiesto di farlo per Roma. Mi è stato detto che per questo mi contatteranno le ACLI. Hanno preso il mio numero di telefono. Non solo: mi hanno detto che copiando la dichiarazione del commercialista Rambaldini ho copiato una dichiarazione grossolanamente errata (l’appartamento di Roma sarebbe stato considerato “bottega artigiana”). Quindi mi hanno fatto pagare un cospicuo extra, con ravvedimento. E dovrò pagare cifre esorbitanti in futuro, molto più di quanto costa l’affitto del bilocale dove vivo a Brescia. Le impiegate mi hanno chiesto se non si trattasse di una villa, mostrandosi incredule davanti alla cifra che loro risultava per l’usufrutto del 49% di un appartamento a Via Tevere 20, Roma, interno 7. Sono andate a chiedere a un supervisore, e sono tornate dicendo che confermava. L’Agenzia delle Entrate ha stracaricato di tasse la fonte di reddito che finora mi è stata lasciata. Sfitta dal gennaio 2020, essendo stata lasciata senza neppure comunicarmelo dalla sorosiana ActionAid.

Già ora pago di tasse all’incirca quanto spendo per vivere. Non solo: l’Ag. delle entrate potrà secondo le Acli chiedermi altri soldi ancora dato l’ennesimo boicottaggio (v. sopra) del commercialista Rambaldini, l’infedele consulente del tribunale di Brescia che a quanto mi dicono le ACLI  ha aggiunto un’altra manipolazione alle tante; posto che le ACLI si limitino a fare da sponda. La condizione ferrea per la quale non solo devo pagare tasse inique su una situazione economica iniqua, ma ne devo pagare ancora di più di quanto previsto sulla carta, viene mantenuta e aggravata mentre si affonda economicamente il Paese. Si sta usando un sistema analogo a quello classico dei vecchi parassiti della sanità calabrese: lì – lo Stato lo permette – non si pagano le fatture ai privati in modo di pagarle con interessi di mora elevati, qui si altera senza tregua in mille modi (v. sopra) dichiarazioni semplici e sempre uguali perché poi l’Ag. delle Entrate vi ricarichi sanzioni. A condurre la persecuzione sono gli stessi che combattono, a parole, l’antiquato sistema medico mafioso calabrese (Calabria Malata. Sanità, l’altra ndrangheta” di M. Scura). Ma che di fatto lavorano e commettono reati a favore della mafia medica internazionale (v. sopra, “Deadly medicines and organized crime”, il libro di Gotzsche che ho mandato al Comune di Lamezia 3 o 4 mobbing fiscali fa).

L’aspetto positivo di questo sviluppo del togliermi il lavoro, togliermi le entrate e ritagliarmi in maniera fraudolenta una eredità dannosa, e strutturata in modo da non potersene liberare senza cadere in altri danni ingiusti e mobbing, è che non dovrò presentare la dichiarazione dei redditi, essendo lontano dal raggiungere il minimo. Quello negativo è che data la forma a cappio di usuraio che le manine con la tonaca e con la toga hanno dato alla mia situazione economica dovrò comunque pagare tasse elevate; che andranno a finanziare anche le frodi che denuncio ( Le frodi mediche istituzionalizzate come tasse occulte ) e gli stipendi della criminalità istituzionale che le proteggono occupandosi di me. A sottolineare la minaccia e il ricatto di restare senza denaro ci sarà inoltre la spada di Damocle allestita da Rambaldini delle possibilità di ulteriori cartelle e multe generata facendomi pagare “solo” tot-1 volte il giusto invece che tot volte.

Alle ACLI solito trattamento a “vergini di Sculacciabuchi”: mascherina, doppio controllo della temperatura e zozzerie. L’impiegata esordisce abbassandosi la mascherina e soffiandosi il naso. Poi prosegue parcheggiando a ripetizione sulla piastra di Petri che porta in faccia le dita con le quali mi passa le carte e maneggia la mia carta di credito. Il clero, il maggior proprietario immobiliare in Italia, del quale come gli altri italiani pago l’IMU, ha interesse a colpire chi denuncia le frodi biomediche, questa forma religiosa adatta ai tempi, con la quale intasca soldi insanguinati ( Quando è Pietro che si associa a Simon Mago ). A maggior ragione ora che sostiene quella del covid ( Coronavirus  ).

L’associazione tasse e fluidi corporei è per me una costante. Anni fa all’Ag. delle Entrate, dove andai per chiedere informaizioni, l’addetto, un certo Santarsiero, si umettava in continuazione sulla lingua il dito nello sfogliare quanto gli stavo mostrando. Alla Cisl di Brescia, in armonia con quella di Cosenza (v. sopra)  la pulizia nasale dell’addetto è da tanti anni parte integrante della dichiarazione dei redditi della mia compagna.

La mia definizione di ottobre (v. sotto) delle mascherine come piastre di Petri l’ho trovata tempo dopo in una lettera di un anestesiologo sul British Medical Journal (Danish mask study: camparing apples and oranges. 23 dic 2020): “the outer surface, being kept moist and warm by the breath, is simply a Petri dish of the virus. Yet nobody is being told that touching the front of the mask after its use means that you are touching a biologically active surface”. Nella tragica farsa covid le “biologically active surfaces” sono sfruttate per aggiornare ai tempi gli immutabili rituali zozzonici (v. 9 ottobre 2020. Raffinatezza intellettuale e profondità culturale della Brescia di Emilio Del Bono e della TIM di Salvatore Rossi. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella). Così che la zozzeria e l’offesa sono aumentate invece che diminuite.

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Uscito dal CAF dopo il salasso, caroselli della polizia municipale. Da 20 anni quando torno a casa a piedi dal centro, passate le mura venete che delimitano la città vecchia, Via Spalti San Marco, immancabilmente ricevo un incontro al bacio con un’auto della polizia, il più delle volte della polizia municipale, su quella via o la parallela successiva Via Diaz. Non di rado una doppietta, su entrambe le vie. Da qualche anno questo particolare stalking si è affievolito. Stavolta “la gabella” è stata ripetuta.

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Cento metri più giù una vigilessa ferma di spalle, all’imbocco di un passaggio stretto. Seguita pochi secondi dopo da uno straccio che da una finestra mi viene scosso sulla testa con perfetta sincronia, dal quale non posso allontanarmi perchè sono in una strettoia.

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Queste vigliaccate da quattro soldi i vigili me le fanno da oltre venti anni, ma sembrava fossero in pausa nell’ultimo paio di anni. Una vigilessa, su un carro attrezzi, ha partecipato anche allo spettacolino preliminare alla “multa”, cioè alla rappresaglia fiscale mista, Rambaldini-Agenzia delle Entrate, dopo che, data la prassi del “fratello” di Mattarella Valotti di farmi schizzare il lerciume della strada dalle macchine spazzatrici di A2A ogni volta che criticavo Mattarella, scrissi di costituzionalisti sacchi di sterco in calze di seta ai costituzionalisti della Consulta nel restituire il documento elettorale (v. 19 marzo 2018, in: La medicina sotto la presidenza Mattarella). Di recente i vigili di Brescia con un escamotage, e aggiungendo il dileggio al danno, hanno fatto sparire la Clio vandalizzata, al cui interno avevo esposto scritti sulle fratellanze tra la mafia istituzionale bresciana e quella calabrese (v.  Gli influencer dell’antimafia. In: Milizie bresciane, 8 ottobre 2020).

La tappetata, il tappeto scosso sopra la testa (scuoterlo sulla pubblica via mi pare violi anche qualche regolamento, di quelli da vigili urbani) è divenuta più frequente ora che occorre concentrare le molestie per strada, date le limitazioni alla mobilità. Devo aspettarmela uscendo di casa. Es. il 5 e 6 gennaio 2021, lockdown zona rossa, limitare l’uscita giornaliera ai pochi secondi dell’arrivare al cassonetto e buttare la spazzatura non mi ha salvato da due ben sincronizzate tappetate sulla testa, una per uscita, dal palazzo di fronte. Sono uscito di nuovo il 9, e altra tappetata, associata ad automobile che mi distrae sfiorandomi mentre la tappetatrice si retrae (seguita, dopo la fila sul marciapiede, dalle immancabili mani sulla mascherina dell’impiegata delle Poste; mascherina del resto poi calata a scoprire naso e bocca come una mutanda dall’elastico sfiancato; la volta precedente l’impiegata era senza mascherina, mani direttamente su naso e bocca).

C’è una accentuazione del mobbing mafioide bresciano in questi mesi. Occorre facilitare l’addomesticata magistratura di Brescia, che collude con frodi mediche omicide, occultandone le reali responsabilità e favorendole, come le ho già visto fare per l’omicidio di Ketha Berardi e per Stamina. Stavolta per qualcosa di ancora più grande e grave, di molte volte, e quindi più facile: l’occultamento della preponderante componente iatrogena tra le cause dei decessi che in Lombardia orientale hanno costituito lo knock-on dell’operazione (v. Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale ), in millimetrico allineamento con la folle volontà dolosa che innerva l’operazione covid, cioè il ricercare e fare l’opposto di ciò che tutela la salute come se si fosse impazziti. L’operazione mondiale che colpisce in maniera particolare le persone comuni in Italia, e permette di acquisire ulteriori meriti alla sua classe dirigente compradora. E dove i fondamenti democratici del diritto, quelli sui quali dovrebbe poggiare la legittimità dei magistrati, vengono travolti e distrutti in nome della salute (Thompson S, Ip EC. Covid-19 emergency measures and the impeding authoritarian pandemic. Journal of Law and the Biosciences, 2020). Come testimone di crimini che vanno insabbiati mantenendoli dietro al loro mascheramento di cartapesta, e come oppositore della medicina ancora più corrotta che il covid introduce, ricevo un incremento delle dosi di boicottaggio, mobbing, stalking e minacce. In tanti altri modi; incluso il fisco, un contrappasso adeguato per chi denuncia come il MES sia un doppio cappio, sanitario oltre che economico, e come  con l’ordoliberismoe  la scientocrazia le frodi mediche strutturali usino le imposte per succhiare denaro.

Il 25 novembre 2020 sono andato a pagare le tasse, all’agenzia BNL di via Crocifissa di Rosa. L’agenzia si trova di fronte al cancello di un parco. Sono entrato dalla parte opposta, dove è la fermata della metro. All’uscita dal parco il cancello ha inquadrato oltre all’agenzia della BNL un’auto della PM che gli è sfilata davanti.

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Incidentalmente la foto mostra un’altra forma di molestia; un gaslighting, ovvero molestia che suonando inverosimile fa passare per matto chi la riferisca. Anche quando era permesso ho dovuto smettere di andare a leggere nei parchi di Brescia – peraltro per lo più poveri di alberi e abbondanti di pavimentazione e asfalto – per le molestie sistematiche, come quella di fare defecare i cani davanti alla panchina dove sto leggendo, anche quando è l’unica nel raggio di cinquanta metri, o rottweiler che si aggirano senza guinzaglio e mi annusano quando passeggio per riflettere su ciò che ho letto. C’è inoltre la molestia gaslighting che prevede che non debba mai passare l’entrata nel parco e l’uscita dal parco da solo; anche se è semideserto, come in questo caso. Al ritorno dal pagamento in BNL, un’altra serie di molestie e provocazioni, che appartengono a un altro filone, che non mancherà occasione di illustrare.

Lo stesso giorno delle tasse compilate dal Caf ACLI,  11 novembre 2020, è apparsa la notizia di un protocollo di intesa tra la Procura di Brescia e la Provincia per la catalogazione degli atti sulla strage del 1974. “L’obiettivo è quello di fare luce sulle vicende legate alla strage del 28 maggio 1974” (Giornale di Brescia). L’obiettivo è di nascondere, con la strage dei tempi della tv in bianco e nero, la prostituzione della dirigenza e della magistratura bresciane agli stessi poteri internazionali che vollero quella strage servendone gli attuali crimini eversivi, che per quanto mi riguarda sono in campo biomedico.

Lo stesso giorno è apparsa anche la notizia che nel famedio del cimitero cittadino verrà tumulato Mario Zorzi, il fondatore del reparto di Anatomia patologica. Reparto che appena divenuto universitario, sdoppiandosi, si è occupato di attrarre e assassinare moralmente, su mandato, un medico di ritorno dagli USA, che non voleva avere a che fare con l’università conoscendone la corruzione (fatto il concorso per ospedaliero, sono stato posto contro la mia volontà nel servizio universitario dei due servizi di anatomia patologica degli Spedali Civili), e non chiedeva altro che di lavorare onestamente, mentre studiava e pubblicava da solo su riviste internazionali idee sulle malattie, senza altrimenti propagandarle; una attività di ricerca autonoma, per la quale non chiedeva né finanziamenti né riconoscimenti; ma, libera e in contrasto con le grandi frodi istituzionali, doppiamente inaccettabile per il business biomedico. Che ha dato ai suoi lacchè italiani l’ordine di eliminare l’importuno. Nell’ambito della stessa selezione avversa della quale sono noti i casi di omicidi fisici eccellenti, che ha prodotto questa magistratura e queste forze di polizia; e il genere di medici e ricercatori che oggi spadroneggiano. Toghe, divise e camici che stanno lavorando assieme nell’operazione covid. L’epurazione che elimina i Chinnici e i Falcone e fa andare avanti i magistrati che praticano la dottrina Pizzillo, quella della protezione del grande crimine come protezione dell’economia, ha agito anche in campo medico e scientifico, in forme silenziose; e ora sta dando i suoi frutti.

Con questo delitto la neonata medicina accademica bresciana ha mosso i suoi primi passi. Gli onori funebri all’illustre concittadino coprono quella che chiamo la straccioneria esistenziale: Brescia è adatta a queste cose, data la condizione mentale locale di sentirsi autorizzati a qualsiasi infamia e bassezza, come se si fosse in una condizione di irredimibile miseria materiale, che giustifica il crimine e l’abiezione, per quanto arricchiti.

Il giorno prima, 10 novembre 2020, quando ho prenotato la consulenza al CAF, la mia compagna, insegnante di scuola materna, ha portato a casa, essendole stati per la prima volta consegnati, pacchetti di mascherine da indossare obbligatoriamente. Della ditta FAB, di Paderno Franciacorta, Via delle Guardie 1, a pochi chilometri da Brescia. Non sono più quelle a due strati distribuite fino a quel giorno, ma un modello extrastrong a quattro strati, che sacrifica la respirazione, e facilita quindi lo sviluppo di disturbi, anche respiratori, in nome della filtrazione. Un esempio della monodimensionalità, del considerare solo un fattore (peraltro fittizio) in nome di un “bene” superiore, cancellando come non esistenti i fattori negativi, proprio dell’intera operazione covid. L’accanirsi su un aspetto particolare è parte della descrizione della personalità sociopatica, cioè del criminale innato; come chi detta l’operazione covid, e come i suoi tirapiedi.

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Sindaco: Emilio del Bono. Prefetto: Attilio Visconti. Vescovo: Pierantonio Tremolada. Dirigente Ufficio scolastico provinciale di Brescia: Giuseppe Alfredo Bonelli. Comandante Polizia municipale: Roberto Novelli. Presidente Provinciale ACLI: Pierangelo Milesi. Procuratore della Repubblica: Francesco Prete. Presidente Tribunale di Brescia: Vittorio Masia. Procuratore generale: Guido Rispoli.

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L’11 gennaio 2021 ho ricevuto un avviso di raccomandata. Il Comune di Lamezia mi ingiunge di pagare l’imposta che ho inutilmente chiesto che mi venisse dato modo di pagare un anno prima, rivolgendomi anche alla magistratura (v, sopra 24 febbraio 2020, La linea della palma e la linea del mammografo. Dono al Comune di Lamezia di due volumi sulle frodi mediche istituzionalizzate e sul loro carattere mafioso). La mia richiesta, fatta presente alla magistratura, di avere istruzioni su come pagare è stata ignorata: si è atteso un anno, ed è stata aggiunta una ulteriore sanzione.  Appare essere stata detratta la quota non dovuta che la CISL Cosenza e la BNL a Cosenza mi hanno fatto pagare con l’inganno (v. sopra). Del resto, avevo già detto alle ACLI quando nel novembre 2020 si offrirono recuperare la Tasi non dovuta, di limitarsi a quella di Roma: ma la ACLI hanno fatto in modo di creare dalla molestia una ulteriore occasione di molestia danno (v. sotto). Il sindaco e il procuratore sono gli stessi della molestia dell’anno prima, che ora viene aggravata. Si è aperto a Lamezia il maxi-processo Rinascita-Scott, vanto della magistratura calabrese ( v. 30 gennaio 2021 e 21 marzo 2021 in I professionisti della metamafia).

Stavolta è stato allegato il modo di pagare la sanzione. Che non è stato indolore. La consegna della raccomandata da parte di Poste italiane è stata mafioide: avviso di raccomandata mentre ero a casa, un libro consegnato il giorno dopo “nudo”, senza busta e indirizzo, asciugone nella cassetta delle lettere il giorno successivo alla risposta ufficiale delle Poste sul loro comportamento: v. 21 gennaio 2021 in Censura postale delle notizie di reato.

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Il 21 gennaio 2021, lo stesso giorno dell’asciugone nella cassetta delle lettere, mi chiamano le Acli. Per iniziare la pratica per il rimborso della Tasi non dovuta a Roma. Sono passati 70 giorni da quando eravamo rimasti che avrebbero preparato il reclamo. Appare che si mantengano le pratiche pendenti, anche quelle minime, per usarle come occasione di molestia all’occorrenza, concatenandole con altre molestie. Due giorni prima avevo scritto via email all’Ordine dei giornalisti della Lombardia e al Centro studi Livatino sulla censura di un mio commento allo spot del papa per il vaccino Pfizer (Sfumature di nero. I preti e i mafiosi ). Il 22 gennaio alle ACLI si è ripetuta la scena di novembre. Le esibizioni ravvicinate dei mezzi e degli spazzini della A2A di Mazzoncini jr sono state troppo numerose per riportarle. Addetta ACLI con la solita ginnastica delle dita sulla mascherina che toglie e mette mentre maneggia le carte che mi porgerà. All’uscita delle ACLI, flash della PS coi lampeggianti mentre una tizia senza mascherina mi sbuffa in faccia fumo di sigaretta. Gabella alle mura venete di un convoglio CC e macchina spazzatrice di Mazzoncini jr. Il convoglio CC-spazzatrice si è ripresentato minuti dopo, nel senso di marcia opposto, con la spazzatrice in azione; nello stesso punto dove un’altra esibizione dei CC insieme a un postino (sempre Poste Italiane) che urinava in pubblico, diede inizio all’operazione eversiva congiunta CC – Ordine dei medici – Corte d’appello di Brescia (Milizie bresciane ). Il quel punto il marciapiedi è costeggiato da un muretto: non c’è modo di allontanarsi dagli schizzi di sporco sollevati dalla spazzatrice, in genere riservati a quando scrivo critiche su Mattarella ( I rituali zozzonici della banda Mattarella , La medicina sotto la presidenza Mattarella ). I CC, che appaiono poco adatti a combattimenti di guerra in campo aperto, esibiscono puntigliosi queste tecniche militari nella guerra contro quelli che contrastano il crimine e l’asservimento del Paese. (La triplice associazione di tasse, CC e spazzatrici si è presentata anche durante il mobbing fiscale alla UIL di Cosenza nell’estate 2020, vedi sopra: un furgone bianco con targa CC mi ha scortato più volte da Spezzano a Cosenza, andando al CAF UIL, e le macchine spazzatrici sono apparse in sincrono all’entrata e all’uscita dal CAF UIL). A check point Calipari, come per firma, sgassata di una Panda della associazione Mamrè, accoglienza agli extracomunitari. Fondata da don Pierino Ferrari, prete deceduto nel 2011, che prima che in quello dell’accoglienza (Immigrati. La pietà coi numeri e altre forme minori di pietà) mise le mani in pasta in un altro business perverso e fintamente evangelico, quello dell’oncologia (Quando è Pietro che si associa a Simon Mago), ben più puzzolente di una sgassata.

Il 21 gennaio segna anche l’insediamento di Biden alla presidenza degli USA. C’è anche da due giorni un nuovo comandante generale dei CC, Teo Luzi. Che ha poi affermato di considerare Greta Thunberg una maestra dalla quale imparare, che indicherebbe ai CC la loro nuova missione. A me pare che il capo di questa forza armata che controlla il Paese abbracci, fingendo di credere alle storielle infantili, il sistema che consente di mettersi al servizio di interessi illeciti della massima scala, sottraendosi al proprio dovere e anzi tradendo il proprio mandato, fino a praticare attività da regime. Con la giustificazione delle due grandi narrazioni pseudoscientifiche attuali, le due ganasce della tenaglia della paura, il global warming dell’ecologismo elitista e la peste del 2020; o meglio la peste cominciata nel 2020. Come per la religione convenzionale che questi nuovi culti soppiantano, il professarsi credente conferisce potere, licenza e arbitrio. Anche il prefetto di Brescia, Visconti, si professa fervente ecologista. Lo stalking con pattuglie miste CC-spazzini mostra il vero volto di questo empito verso un pianeta pulito, e il suo autentico livello etico. Il capo dei NAS, che stanno così valorosamente contribuendo allo sforzo bellico dell’operazione covid, è Paolo Carra.

Non è finita. Il pomeriggio dello stesso giorno 21, un venerdì, le Acli mi hanno richiamato, dicendo che si erano sbagliate, e che dovevo tornare da loro per firmare; la sera stessa.

Ho atteso la mattina del lunedì 25, per lasciare abbassare la tensione che avevano creato, per avere la luce del giorno e il passaggio del coprifuoco da zona rossa ad arancione, e sono andato. Stavolta ero più preparato. La gabella delle mura venete è stata condotta da una vigilanza privata, due auto CC, e un addetto alle multe. Impiegato ACLI col naso fuori della mascherina, che irrora l’esterno che la bocca umidifica e riscalda. Un vero apparato per le culture batteriche. Lo chiamo “la pezza di Visconti”: il prefetto Visconti ha indossato così la mascherina in una apparizione alla tv locale, Teletutto. Tuona contro le persone che abuserebbero delle libertà loro temporaneamente concesse; e cura anche questi aspetti dell’operazione covid. Nell’operazione covid si esalta la controversa trasmissione “airborne”, l’equivalente della teoria miasmatica. La modalità di trasmissione per contatto, tra quelle classiche, vale per giustificare gel e sanificazioni; non vale quando c’è da impestare con quella sudicia schifezza che viene creata obbligando alla mascherina, schifezza potenziata dalla mascherina alla pezza di Visconti. Arrivato il mio turno l’impiegato ha sollevato la mascherina coprendo anche il naso e non l’ha più toccata davanti a me.  Solo, presi i fogli che poi mi avrebbe porto è andato via dalla stanza e tornato per tre volte. Quali altre immonde pratiche può avere mai praticato fuori dalla vista? Boh. All’uscita, dove tre giorni prima ho ricevuto lo sbuffo di fumo in faccia mentre passava coi lampeggianti la PS, stavolta un cuoco, con la bustina in testa ma senza mascherina emette un rumoroso sospiro verso di me in sincronia al mio passargli davanti. Sbucando da una porta a lato, senza uscirne. Le Acli hanno anche un ristorante nello stesso edificio del CAF. Il cuoco sospiroso è fuori campo della telecamera.

Gli atti fatti in modo da non venire documentati sono volti ad accrescere la frustrazione e provocare reazioni; l’ho imparato negli anni, così sono pronto quando poco dopo passa una pattuglia CC nello stesso punto dove due volte prima alle ACLI c’era stato lo straccio scosso sopra la testa da una finestra con la vigilessa che faceva la guardia (v. sopra, 11 novembre 2020). E’ nel sottopasso sotto di me; potrebbe essere un invito a sputargli sul tettuccio. Un gesto che cambierebbe le carte in tavola, complici i loro amici magistrati. Per quasi due anni, 2013-2015, gli uItimi anni di vita di mia madre, con le cose messe in modo che non potessi vederla, tra mobbing, stalking e porcate di ogni genere, ogni giornata lavorativa e senza pioggia a Brescia sono andato a sputare sulla statua di Zanardelli, fondatore della P2 storica, posta all’ingresso del palazzo di giustizia di Brescia a lui intitolato; bene in vista nell’andirivieni dell’umanità eterogenea che entra e esce da quel palazzo – altezzosi addetti, vittime, delinquenti – nessuno mi ha mai detto niente. Forse i CC della “tributaria” contavano di ottenere una reazione simile. Invece penso all’esperienza che devono avere accumulato i CC per tutte le volte che hanno ricevuto sputi; a quanti di questi erano meritati; e quanti indotti per i loro intrighi. Affiggo al muretto dove la volta prima ho ricevuto il lancio dello sporco della strada dalla spazzatrice A2A scortata dai CC un foglio che avevo preparato e mi ero portato dietro in previsione delle ulteriori esibizioni di questi militari. Una foto di Salvo D’Acquisto tra altri CC con un commento. I CC, al servizio dei preti, hanno mutuato da loro l’uso ipocrita e antifrastico dell’ immaginetta. Livatino santo per meglio proseguire le pratiche clericali mafiose. Il culto di D’Acquisto mentre si pratica un collaborazionismo vile. Dopo l’affissione, a check point Calipari tandem Trasporto sangue-CC. Questa è la “scorta” per i medici del mio genere nell’operazione covid.

Prefetto: Attilio Visconti. Comandante provinciale CC: Gabriele Iemma. Procuratore: Francesco Prete. Presidente Acli: Martino Troncatti (vice presidente nazionale).

§  §  §

Aprile 2021. Ricevo due lettere, entrambe datate 24 marzo 2021. Una, di un avvocato, mi comunica che l’affittuario del magazzino di Lamezia, 215€ al mese, mi verserà l’affitto non pagato e i sei mesi di preavviso per la disdetta. L’affittuario, titolare di una ditta di pompe funebri e di un servizio ambulanze, con una telefonata nel dicembre 2020 aveva ripetuto quanto fatto dalla sorosiana ActionAid 12 mesi prima: recedere dall’affitto e interrompere i pagamenti senza il minimo preavviso (ActionAid non me lo aveva neppure comunicato direttamente, dicendolo solo a mio fratello). Rifiutando la mia richiesta di comunicarmelo per raccomandata, come previsto anche dal contratto. L’imprenditore di Lamezia, la terra dei miei genitori, ha portato così a zero il mio reddito annuale. Ha tenuto a farmi sapere che il recesso è stato dovuto a una sua espansione, avendo acquistato altri immobili nei mesi precedenti; che quindi era previsto con largo anticipo, e che non avrebbe avuto difficoltà a darmi il preavviso. Gli avevo fatto presente come il suo comportamento oltre che illegittimo andasse ad aggiungersi a un trattamento di costante, gratuita, ostentata illegalità volto a favorire grandi interessi illeciti (non ha nemmeno pagato, come previsto dal contratto, le imposte di registro dell’affitto, da dividere al 50%, che ho dovuto pagare io per intero insieme alle sanzioni). Interessi illeciti dello stesso campo, nel caso delle sue ambulanze, dal quale trae profitto (v. Le pubbliche virtù delle ambulanze e il postulato di sacralità delle pratiche mediche stabilite e 3 gennaio 2021 in I professionisti della metamafia ). Ha detto che non gli importava, e che se gli avessi mosso di quelle accuse “ci avrebbe messo un legale”. Ho proseguito a commentare sui blog, come faccio da anni, su come la sbandierata lotta alla ndrangheta copra l’impunità e l’aiuto ad altre forme di grande crimine, espressione dei poteri forti; che si avvantaggiano della impronta culturale mafiosa ubiquitaria nelle istituzioni. Un assetto al quale sono sottoposto, che ho chiamato di “gomorrismo ordoliberista” (4 marzo 2021 I professionisti della metamafia ).

La seconda lettera, ricevuta pochi giorno dopo, è stata una cartella di Aequa Roma, che mi impone di versarle una quota non pagata dell’IMU 2015. Oltre alla stessa data, l’importo è simile: l’avvocato dell’affittuario di comunica che mi verranno versati 1013 euro e l’Aequa Roma me ne richiede 1060. I 4868 euro che l’infedele Rambaldini mi ha fatto pagare per l’IMU 2015 non sono sufficienti. Per l’usufrutto su un centinaio di metri quadri dell’appartamento in Via Tevere – sfitto dal dicembre 2019 – l’IMU 2015 è di 5667 euro, mi dice ora Aequa Roma. Devo darle altri 800 euro più sanzioni e interessi, totale 1060 euro. Nessuna risposta sulla richiesta di rimborso per quanto fattomi pagare in eccesso nel 2020. Si avvera quanto predettomi dalle ACLI, con la sottolineatura per strada dell’arma dei Carabinieri, sulle altre manomissioni di Rambaldini (400-500 euro a parcella per una dichiarazione di un reddito, allora, sui 30000 euro lordi); e si prosegue quell’uso continuo della rappresaglia come risposta alle richieste di legalità, che ho già ricevuto, sempre tramite errori di Rambaldini, quest’anno, e negli anni precedenti. Es. in occasione della restituzione nel 2018 della scheda elettorale alla Corte costituzionale (v. 19 aprile 2018; e 19 maggio 2018, “Gli orologi a carillon del capitalismo mafioso; in La medicina sotto la presidenza Mattarella). Corte che sto criticando sui blog per la sua scattante collaborazione alla rottura degli argini costituzionali (La fraudocrazia ) in occasione del covid. Apprendo in questi giorni che la ciellina Cartabia, attuale ministro di giustizia, pugno di ferro coi bambini da vaccinare obbligatoriamente quando era alla Corte, piuma con i mafiosi (Paura e democrazia ), ha legami con la rete di Soros. Si dice, sull’onda dell’affare loggia Ungheria, che di magistrati legati a Soros ce ne siano diversi.

Pago (dovendo pertanto nel farlo subire ulteriori atti di molestia da BNL e CC, v. 28 aprile 2021 in Sfumature di nero. I preti e i mafiosi) e invio questa:

Brescia, 30 maggio 2021

Dr. Diego De Iorio
Direttore generale
Aequa Roma
aequaroma@pec.aequaroma.it

Dr. Vittorio Masia
Presidente
Tribunale di Brescia
prot.tribunale.brescia@giustiziacert.it

Dr. ssa Angela Barbaglio
Procuratore della Repubblica
Verona
prot.procura.verona@giustiziacert.it

L’uso del fisco nell’eversione di Stato: richiesta di accertamento

“Se ci fosse stato qualche respiratore in più”. Antonio Chiappani, Procuratore di Bergamo. Trasmissione Quarto grado, 19 aprile 2021.

“This method [ventilators] is actually doing more harm than good. The ARDS the whole world is seeing may be nothing more than lung injury caused by ventilator. […] I believe we are treating the wrong disease and I fear that this misguided treatment will lead to a tremendous amount of harm to a great number of people in a very short time.” Kyle-Sidell C. From NYC ICU: Does Covid-19 Really Cause ARDS??!! YouTube. 31 March 2020. Accessed at http://www.youtube.com/watch?v=k9GYTc53r2o&feature=youtu.be on 15 March 2021. Citato in Ann Intern Med 4 mag 2021**.

Ho ricevuto da Aequa Roma un “avviso di accertamento esecutivo in rettifica” n. 116816, per 1060 euro, che ho pagato. La mancanza che mi viene attribuita, ammesso che sussista, è comunque dovuta a un errore del commercialista, dr. Rambaldini. Si inquadra in un continuo trattamento persecutorio tramite il fisco (vedi *, dove sono riportate anche alcune delle circostanze di quest’ultimo episodio). Il dr. Rambaldini, consulente del tribunale di Brescia, di questi errori ne ha seminati da anni in continuazione nelle mie dichiarazioni dei redditi. Ha continuato a farlo anche dopo che ho chiesto l’intervento dell’Ordine dei commercialisti di Verona*. Mi è stato anticipato (CAF Acli, vedi *) che negli anni riceverò altre cartelle e sanzioni, il commercialista avendo minato con errori vari le precedenti dichiarazioni. Invito pertanto Aequa Roma a effettuare verifiche, e a comunicarmi senza ritardo altre cartelle di pagamento per gli altri anni.

Non è una richiesta di giustizia ed equità, alle quali ho rinunciato da molti anni, messo da chi avrebbe dovuto assicurarle in una condizione della quale sarebbe lungo riportare le iniquità e la consumata viziosità. Ho ristretto i miei obiettivi alla sopravvivenza, materiale e morale, e alla testimonianza. (Senza accettare i ricatti sulla prima perché rinunci alla seconda). E’ per sopravvivenza che vi chiedo di non continuare ad aggiungere mobbing fiscale a ingiustizia fiscale, e di comunicarmi le altre “tasse sull’onestà” da parte di un sistema marcio, corrotto a favore dei grandi affari illeciti della medicina come sulle cartelle delle tasse gonfiate e stra-gonfiate ad arte. Cioè chiedo di verificare e comunicarmi gli altri errori del dr. Rambaldini e le relative sanzioni, invece di centellinarli negli anni, aggravandone le sanzioni, per consegnarmeli a orologeria. I danni da stalking e mobbing sono ancora peggiori delle ristrettezze finanziarie nelle quali vengo tenuto e della rovina finanziaria che mi viene prospettata per intimidirmi. Cerco così inoltre di fare deporre il taser fiscale col quale i gabellotti di guardia ai crimini biomedici che denuncio mi colpiscono in puntuale rappresaglia*.

Se poi i magistrati invece di assicurare impunità come sempre fanno, acquisendo così meriti verso la criminalità alta, cominciassero a considerare parte dei loro doveri lavorativi fare in modo che io non sia sistematicamente mobbizzato a oltranza nel pagare le tasse, né con imbrogli di carte né con lo stalking fisico *, tanto meglio. (Sarebbe già un progresso se non lasciassero compiere la solita rappresaglia per avere chiesto di interrompere l’incremento di illegalità).

Venendo alla testimonianza, per trasformare in qualcosa di positivo la libera e sfrenata commissione di abusi e reati, mostro il ruolo del fisco, della magistratura e di altre amministrazioni dello Stato nella preparazione e nella conduzione dell’operazione Covid. Nella giurisdizione di Verona si è potuto praticare impunemente questa forma di sistema Montante. Per il quale se per avere un minimo di legalità e limitare i danni da infedele patrocinio ci si rivolge alla fine a un Ordine professionale, che la legalità dovrebbe tutelarla (diretto da una persona legata all’attuale ministro dei Beni culturali Franceschini) si riceve un incremento beffardo di illegalità dannosa e opprimente. A tutela della cultura mafiosa, un bene culturale da tutelare in maniera ferrea nella concezione della vita pubblica di larga parte della classe dirigente. Vedi “I conti di Ambrosoli e quelli di Rambaldini” in*.

Il dr. Rambaldini si è presentato come consulente del tribunale di Brescia. Questa sua credenziale non ha impedito lo sfruttamento del moral hazard per praticare il pugnalamento alle spalle del patrocinato. Al contrario, la garanzia è servita da mimetizzazione per un trattamento infedele che aiuta i magistrati in questo loro favorire i crimini che denuncio. Fino all’inversione totale tra le persone degne e i reprobi. E allo scambio tra bianco e nero, tra il vero e il falso, tra denuncia e crimine. Come mostra l’affermazione del dr. Chiappani in epigrafe, coerente con la costruzione di un depistaggio e impunità “ipercompensativi” per la strage covid in Lombardia orientale: operando una sostituzione per la quale le armi del delitto, come l’overtreatment con respiratori, o i disegni dell’OMS, “piano pandemico”, divengono doveri mancati ** . Una magistratura che nega i fattori iatrogeni e li definisce insufficienti, assolvendoli e premendo per il loro aggravamento; dando così impulso alla continuazione materiale e ideologica dei gravissimi fatti su cui indaga. Come quei medici che spiegavano l’esito infausto col non avere salassato a sufficienza il malato, quando lo avevano dissanguato; e raccomandavano di salassare di più in futuro.

L’affermazione in tv del dr. Chiappani mostra come le Procure siano contagiate, o si lascino contagiare, dal morbo della concezione delirante che sta venendo stabilita col covid per la quale l’uomo sarebbe inerme rispetto alla malattia; non avendo egli altre difese che quelle che gli concede la medicina. Una concezione che non è solo falsa, che non solo favorisce il business medico e le sue frodi, ma occulta e favorisce i danni iatrogeni da medicina. E che ora è estesa a una ondata epidemica, che non solo è stata elevata a catastrofe, ma è stata trasformata in un incendio magico, infernale, che non si esaurisce, al contrario di quel che è sempre accaduto nella storia delle epidemie; e che può essere spento solo dalla medicina, cosa mai avvenuta nella storia (con l’eccezione dell’eradicazione del vaiolo 50 anni fa).

Una delle fonti principe dell’ideologia, o del delirio, dell’uomo inerme di fronte a una sorgente fissa di sterminio, che solo la medicina può salvare, è Neil Ferguson, dell’Imperial College. Da dove si vanta di provenire il consulente della Procura di Bergamo, Crisanti, che ha affermato di parlare “dall’alto della mia docenza all’Imperial College”. Il modello catastrofista dell’Imperial College si è rivelato sia falso sia malfatto. Una delle passate molteplici consulenze al governo sballate di Ferguson è stata analizzata e portata a modello. A modello di come non si modellizza e di come con cattivi modelli epidemiologici si causino disastri (Use and abuse of mathematical models: an illustration from the 2001 foot and mouth disease epidemic in the United Kingdom. Rev. Sci. Tech. Off. Int. Epiz. 2006). Questa è la genealogia, sul versante scientifico, delle posizioni del Procuratore Chiappani.

L’ipermedicalizzazione della Lombardia orientale, col suo carico di iatrogenesi, e di atti iatrogeni perversi come il lanciare infetti – non necessariamente di Sars-CoV-2 – nelle RSA, e l’applicare nelle RSA in nome del covid condotte da giardiniere che vuole che le fragili piantine che gli sono affidate secchino, costituiscono risposte generali immediate a quello che dovrebbe essere distinto come il primo quesito, comprendere cosa è materialmente avvenuto di particolare sul piano biologico rispetto al resto del mondo a Bergamo e Brescia.

Per poi poter affrontare il secondo quesito, le responsabilità umane. Se invece i danni alla salute non possono essere causati che da insufficiente medicina le due questioni vengono unite in un unico falso, pernicioso perché non solo lascia impuniti i reati ma rafforza e prosegue gli illeciti che dovrebbe fermare; che è quello che sta succedendo anche con la manfrina Zambon-Guerra.

E’ un po’ come il caso di cronaca nera di Bruno Lorandi a Nuvolera (Bs). Sospettato di avere strangolato il figlio e assolto, ha poi strangolato la moglie. Qui abbiamo zone densamente medicalizzate, che praticano una medicina commerciale del grande business biomedico, grondante iatrogenesi culturalmente e nella pratica; zone quindi le più adatte a fornire un moltiplicatore iatrogeno, cioè l’innesco dell’incendio, lo knock-on dell’operazione covid, a livello mondiale, con un inspiegato picco eccezionale. Una malattia diversa, da incubo, da quella che poi si è visto diffondersi al resto d’Italia e del mondo. E’ stato detto (Castelli, Univ Brescia) che il Civile di Brescia era probabilmente l’ospedale con più casi di covid al mondo. Dopo questo servigio, la medicina bresciana ha guidato la seconda ondata in Italia. Una ondata test-driven, dove pure sono stati messi in atto espedienti di costruzione (PCR-Based Covid Testing Has Failed. Lockdown Skeptics, 20 nov 2020). Ora sta “sperimentando” (Poliambulanza) test rapidi su bambini, che non serviranno che a prolungare surrettiziamente la rappresentazione dell’epidemia a danno dei bambini (Welcome to “Zero Covid”. 13 mag 2021, HART). I magistrati dovrebbero almeno smettere di attribuire l’accaduto a una insufficienza di misure mediche. Altrimenti bisogna riconoscere che anche loro fanno in modo che il vero “epicentro” dell’epidemia, l’epicentro morale, sia nel varesotto, a Viggiù, il paesino dove i pompieri della canzone caricavano gli estintori con la benzina.

Nell’operazione covid la psicologica comportamentale è stata weaponized, “trasformata in arma” dal governo a danno della popolazione. (La “scienza” non è stata obbedita, ma asservita: si è deciso cosa fare, sul piano politico ed economico, e si è ordinato ai ventriloqui col camice bianco di farlo dire – senza riguardo per il vero – al simulacro della scienza, facendo mostra di obbedirle). Le manipolazioni psicologiche e cognitive della massima intensità ed estremamente sofisticate (A state of fear. How the UK government weaponized fear during the covid-19 pandemic. Dodsworth L. 2021; l’autrice spiega che l’Italia ha servito da “template”) costituiscono la cornice entro la quale i fatti e le percezioni della strage del 2020 in Lombardia andrebbero inquadrati. Prima ancora della imprescindibile dimensione biologica. In Italia, come in UK, si sono weaponized, trasformati in arma, anche vari strumenti di potere. Forze di polizia alla Bruno Contrada, magistrati alla Tinebra, o della consistenza di Scarantino (o alla Palamara; o come quelli dei quali si vocifera in merito alla ad oggi fantomatica loggia Ungheria). Amministrazioni da affiliati alla P2 e alle sue componenti chiesastiche. Tra i servigi istituzionali pro-covid che hanno luogo a Brescia andrebbe contato quello del boicottaggio e discredito implacabili, more mafioso, di un medico testimone, che da molti anni la iatrogenesi istituzionalizzata, la iatrogenesi che deriva dalla ricerca di potere e profitto l’ha rifiutata, la studia e la denuncia.

La mia proscrizione tramite i poteri dello Stato, della quale il mobbing fiscale è solo un aspetto, mostra come le omissioni e i comportamenti della magistratura e di altre amministrazioni siano tra i fattori preliminari e attuali che hanno portato l’Italia ad avere il record negativo in Lombardia orientale, e alle disastrose conseguenze politiche, sanitarie, sociali, economiche innescate a cascata. Mostra gli effetti dei “forchettoni” tenuti in permanenza sui freni della legalità nel passato e nel presente, e di quanto fatto di peggio, nel campo della frode biomedica istituzionalizzata, da quelli che ricevono uno stipendio per attuare equità e giustizia.

Distinti saluti

Francesco Pansera

Dr F. Pansera
Via Tosetti 30
25124 Brescia

*L’uso del fisco nell’eversione di Stato. Sito menici60d15.
**The Urge to Build More Intensive Care Unit Beds and Ventilators: Intuitive but Errant. Medscape, 7 maggio 2020. – Understanding irresponsible use of intensive care unit resources in the USA. Lancet, 7 luglio 2019. – Outcomes among patients discharged from busy intensive care units. Ann Intern Med. 2013;159:447. – The Reign of the Ventilator: Acute Respiratory Distress Syndrome, COVID-19, and Technological Imperatives in Intensive Care. Ann Intern Med 4 mag 2021. – Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale. Sito menici60d15.

 

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