Il canone italiano

24 May 2019

17 maggio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Omicidio Biagi, pena ridotta di 10 mesi all’ex Br Boccaccini. Il figlio Lorenzo: “Mi fa molta rabbia, prendo atto” “

jav2. ogni tanto pensi anche a quello che ha fatto suo padre… [commento più votato, con 10 like]

@ jav2. Anche nell’omicidio Biagi compaiono complicità di Stato e brigatisti che fanno da ponte coi servizi*. L’omicidio annunciato e lasciato commettere ha educato giuslavoristi e legislatori ad essere diligenti nei compiti di dettato dei poteri forti sulle leggi sul lavoro. Anche grazie ai “lavoratori” che non concepiscono altro che il loro interesse immediato. Non pensando che sia nel loro interesse, che sia indispensabile, tutelare lo Stato e la nazione. Es. impedendo condizionamenti tramite l’assassinio politico, che si tradurranno in danni anche alle condizioni di lavoro, come è avvenuto. Con l’omicidio si è sfruttato, oltre che una classe dirigente che vende il Paese – magistratura non ultima – quello che chiamo ‘il canone italiano’ della gente comune: l’essere aggressivi coi propri pari e connazionali e codardi con il potere. L’attuale stato del lavoro in Italia sotto il tallone liberista mostra l’inefficacia del canone; dello scannarsi tra connazionali e leccare il potere. Chi, invece di scagliarsi contro l’ucciso pensando all’abbonamento allo stadio perso per colpa sua, volesse cominciare, nel suo interesse, ad alzare la testa, può leggere il primo capitolo de ‘Il golpe inglese’, ‘E Churchill ordinò: insabbiare il delitto Matteotti’ (Cereghino e Fasanella, Chiarelettere, 2011) su come gli inglesi armarono con documenti Matteotti contro Mussolini e armarono la mano fascista che l’uccise.

*Dezzani F. Omicidio Marco Biagi: il terrorismo di Stato tra noi. 4 marzo 2015.

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22 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. Manenti “Se a bordo di quel barcone ci fossero stati dei gattini”

@ ildragoalatodira. Se vuole discutere non dovrebbe concludere con “punto e basta”. Vada per fare sparire il concetto di patria; il patriottismo, “l’ultimo rifugio del mascalzone”, può portare a calpestare i doveri verso tutta l’umanità. Ma quello di nazione? L’insieme degli italiani non conta nulla ? O italiano o di Tonga, per lei il legame è lo stesso? Un malinteso patriottismo può fare gravi danni, è vero. Ma mi pare che in Italia ci sia una carenza di spirito repubblicano, e un familismo atavico, deteriore e e contiguo alla mentalità mafioide. Mi pare che ci si preoccupi dei danni da obesità su un soggetto che è denutrito. Inoltre il canone italiano, di badare a sè stessi e alla propria famiglia, fregare il compatriota e arruffianarsi col potente di turno, non funziona più nel mondo attuale. Il cosmopolitismo è l’ultimo rifugio del poveraccio. Absit iniuria. Senza una dimensione autenticamente comunitaria, pacifica e civile ma ben delineata, senza restare uniti come etnia, non solo si perde in dignità, ma si affonda verso gli ultimi posti, come sta avvenendo.

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28 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di Agenzia Vista Alexander Jakhnagiev “Ponte Morandi, un boato sordo e un lungo applauso: il momento dell’esplosione delle pile 10 e 11”

Un “lungo applauso” per la demolizione del relitto di un viadotto autostradale che è crollato per il malgoverno, uccidendo decine di persone, che avevano pagato un pedaggio per passarci sopra. Un applauso davanti a un caso esemplare degli sfaceli causati dall’arricchimento parassitario, a nostre spese e a nostro danno, come quello elargito ai concessionari delle autostrade. L’applauso facile è sintomatico di un’indole codarda e ruffianesca, e di scarso rispetto per sé stessi.

@ Antonella Genova. Credo che la radice di ovazioni per cose come la spettacolare esplosione controllata con la quale si sono abbattuti i reliquati di un fallimento criminale – o del precipitarsi a celebrare come eroi e angeli coloro che, pagati per questo, estraggono persone dalle macerie nello scenario pauroso di paesi sventrati da un terremoto – sia la stessa dalla quale cresce il cinismo miope dei cittadini che porta a ponti e case che crollano. Mentre i non-eventi, come ponti che non crollano e case che nei terremoti non uccidono chi le abita, richiedono cittadini che la solerzia la pratichino nel darsi governanti capaci e onesti – che non sono grandi meriti ma requisiti minimi – più che nello spellarsi le mani per esprimere speciale riconoscimento a chi svolge, facendo il proprio dovere, mesti compiti come lo spazzare via i cocci dopo che il disastro è stato lasciato accadere, i morti sono stati tumulati e il denaro dei cittadini è stato indebitamente intascato.

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7 luglio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mediterranea, il capitano della nave Alex: “Un agente piangeva mentre controllava i documenti. Un altro ci ha ringraziato””

Accettare questo invito grottesco alla lacrimuccia non è solo ingenuità; è anche un segno della debolezza verso le figure di autorità che gli italiani scontano sulla loro pelle. Forse ci saranno poliziotti ipersensibili e dai rubinetti facili; ma in genere in questi casi vale quello che scrisse Celine della borghesia, “impassibile e piagnucolosa”, a seconda della convenienza personale, e quindi anche a seconda di ciò che il copione del potere prescrive. La consolidata ruffianeria delle forze di polizia e della magistratura verso i poteri forti è tra i principali fattori nascosti per i quali l’Italia non è un Paese per onesti. Ruffianeria verso i poteri forti che include la collaborazione ai soprusi abusando del potere istituzionale, e, come in questo caso, partecipazione alle narrative volte a fare passare per uno stato di cose normale o lodevole lo sfruttamento. “Salvarne” uno e sommergere cento persone comuni, italiani e stranieri, nell’impassibilità complice delle quinte colonne.

@ Stendhal. Credo che il tipo umano che oggi serve il potere dando del nazista a chi si oppone all’immigrazione forzosa sia lo stesso, sia il discendente morale di quello che allora serviva il potere nella caccia agli ebrei; che collabora con il più forte, privo di vergogna. Il tipo umano del delatore. “Se tutte le città d’Italia avessero fatto come Sarzana il fascismo non sarebbe passato”: Sandro Pertini. A proposito di forze di polizia, a Sarzana i carabinieri bloccarono i fascisti; oggi gli stipendiati di polizia calano le brache recitando queste farse patetiche. Se Vittorio Emanule III, detto Sciaboletta, avesse firmato il decreto d’assedio non saremmo caduti nel baratro del fascismo. Se avessimo la spina dorsale per esercitare il modesto sforzo occorrente a fermare l’immigrazione forzosa, come fanno altre nazioni, eviteremmo danni futuri. Se non lasciassimo campo libero ai ruffiani, agli intriganti con la tonaca, ai gauleiter, agli sciaboletta ai quali va bene che si affoghino neri per esercitare il ricatto morale per il quale gli unici da soccorrere, gli unici infelici sulla faccia della terra sarebbero i giovanotti con le treccine che hanno pagato il biglietto per il passaggio sui barconi, potremmo vivere meglio noi e fare qualcosa di buono per chi ha davvero bisogno nei paesi svantaggiati.

@ Stendhal. Non è plausibile che masse di persone paghino un lungo viaggio per andare a farsi internare volontariamente in lager allucinanti dai quali poi, se sopravvissuti, tentare di fuggire. Ricorda quel che racconta Woody Allen, di quando faceva telefonate oscene a una donna; e di come le facesse “collect” a carico del destinatario, e la donna le accettasse sempre. Non cito Woody Allen perché sono favorevole alla causa degli ebrei di New York. E Woody Allen non mi piace molto. Però la battuta è buona. Se cito una descrizione della borghesia di Celine, questo le darebbe il diritto di attriburmi sentimenti nazisti e da sterminatore di ebrei? Humani a mi nihil alienum puto. Cerco di riconoscere e prendere il buono tra un mare di paccottiglia e di veleni; anche se la fonte ha idee politiche o finalità lontane dalle mie. Quelli che parlano come lei, applicando le suddivisioni puerili tra martiri, demoni e santi tracciate dalla propaganda, cercano di racimolare una pagnotta, raccogliendo e lanciando qualsiasi spazzatura. Invece di organizzare ronde per il controllo del linguaggio e dei sentimenti altrui vedete di mettere mano a ciò che è racchiuso nei vostri sepolcri imbiancati.

@ Stendhal. La pietà e la solidarietà false imposte dagli strozzini tramite mezzani sviliscono i loro corrispettivi autentici. Per non parlare di quelli che di mestiere dicono di essere portavoce della divinità, e indossati paramenti di genere insultano coloro che resistono ai loro raggiri come fanno indovini e fattucchiere. La prostituzione di valori etici e religiosi a interessi di potere non è pietà o solidarietà. È santimonia, che già prima di Cristo era riconosciuta come rivoltante: “Fra tutte le specie di ingiustizia la più detestabile e odiosa è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini”. Cicerone.

@ Stendhal. Segua lei il mio consiglio, ceda l’armamentario a qualche emulo di Otelma e bussi al portone del luogo che meglio può accoglierla: la più vicina casa circondariale.

@ Stendhal. Spiace sempre per una persona al gabbio. Comunque la pena deve comprendere anche la riabilitazione; alla quale lei può avvicinarsi considerando questa notizia edificante del 7 luglio 2019, dei poliziotti che scoppiano in lacrime davanti alla flotta delle Ong; e la notizia di ieri, 8 luglio, l’assoluzione definitiva dei CC per l’omicidio di Giuseppe Uva. Rifletta e mediti su di esse, come farebbe per parabole evangeliche, le compari, con la sua intensa spiritualità. Si ponga come astri che guidano il cammino fulgidi esempi come questi del Vero e del Buono – ce ne sono tanti – li assimili, aiutato dalla Fede, e vedrà che si troverà pronto a rioccupare senza dover temere nulla il suo posto nella società dei liberi.

@ Stendhal. La compartimentazione, indispensabile alla vita e ubiquitaria nelle strutture biologiche, è un valore; contrariamente a quanto sostiene chi dice “ponti non muri”, come Bergoglio; o come il presidente dell’associazione USA delle case farmaceutiche, che ha spacciato per un creare “ponti” (Holmer AF. Direct-to-Consumer Prescription Drug Advertising Builds Bridges Between Patients and Physicians. JAMA 1989. 281. 380) l’induzione della domanda di farmaci tramite pubblicità (Hollun MF. Direct-to-Consumer Marketing of Prescription Drugs. Creating Consumer Demand. JAMA, ivi) sostanzialmente fraudolenta. Quindi plaudo alla sua asserita voglia di frapporre una barriera tra quelli come me e quelli come voi. Come commentò Guareschi dopo essere stato fatto cadere in un intrigo vero tramite un intrigo falso, “Se la canaglia impera il posto degli onesti è la galera”. Certo, i ser Ciappelletto e i frate Cipolla possono giocare sulla confusione tra chi è la canaglia e chi l’onesto; Pinocchio, incarcerato perché vittima, sarebbe rimasto in carcere nonostante l’amnistia se non si fosse dichiarato malandrino. Ma la segregazione di due classi antitetiche è già una forma di ordine. Però non sciupi tutto con i suoi rosari; l’importante è che rimaniamo dai lati opposti delle sbarre.

@ Stendhal. La lascio alle “pure gioie ascose” del suo cenobio.

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31 gennaio 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di C. De Martino “Giulio Regeni ucciso da interessi più grandi di lui. In un libro il ricatto di Stato che cela la verità”

In fisica si usa l’analisi dimensionale per verificare se un’equazione è corretta. Metaforicamente, si può eseguire un’analisi simile su questi casi. Il libro appare soddisfare la condizione di trattare grandezze adeguate e congruenti. Va però considerato anche il fattore “schienale”: la nostra classe dirigente ha lo schienale della poltrona al posto della colonna vertebrale. Ciò permette a poteri occidentali di fare su persone e interessi italiani cose come quelle fatte a Regeni. E tramite Regeni: alla provocazione atroce viene fatto avere l’effetto voluto. Ieri sera Le Iene hanno mostrato il caso di Chico Forti, incastrato e incarcerato a vita in USA. Hanno detto che cittadini USA o israeliani non sarebbero mai stati abbandonati così dal loro Stato. Hanno parlato della possibilità di scambiare Forti, falsamente accusato, con gli assassini veri di Cerciello, una soluzione non meno miserabile. Ma ai vertici della categoria che ostenta le gigantografie di Falcone e Borsellino c’è un procuratore generale presso la Cassazione che sostiene che sia dietrologia considerare che l’assassinio di Moro sia opera di altri oltre che gli “imprendibili” BR. E quelli che venerano l’immagine di Salvo D’Acquisto che si squarcia la camicia e offre il petto, quando gli occupanti attuali chiedono la testa di qualcuno calano un altro capo di vestiario e si mettono a disposizione. L’italiano comune poi, pronto ad affrontare il vicino di casa col machete, sui servizi stranieri è più pauroso di don Abbondio.

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27 marzo 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Amendola “Sanzioni per chi non resta a casa, le nuove norme mi sembrano più accettabili e adeguate”

Un detenuto ha diritti e garanzie; tra i quali conoscere le motivazioni che legittimano la detenzione. Mi chiedo se tra tanti magistrati e giuristi si alzi una voce per chiedere che a questa privazione di massa della libertà, che agli effetti diretti sulla libertà personale assomma quelli indiretti, potenzialmente catastrofici, del fermo economico e sociale del Paese, si associ un’adeguata informazione sull’epidemia. Vengono riportate le frequenza assolute, dei contagiati e dei deceduti. Tot morti, tot contagiati. Numeri che impressionano; ma ingannevoli, avvisano gli epidemiologi esperti in queste crisi, perchè: “Numerators (number of cases, … etc.) are never sufficient to meaningfully assess needs, and monitor/evaluate interventions. They must always be compared to the denominator (i.e. the population at risk, or targeted for the intervention). Unless this is done, no conclusions about disease trends, coverage and effectiveness can reliably be drawn.” Nella inondazione di grida, ordini, retorica e chitarronate, non vengono diffusi bollettini con l’andamento di indici relativi come l’incidenza, il case-fatality rate, lo excess mortality rate, la loro comparazione per aree geografiche nazionali e internazionali, per età e con dati storici, etc. Il commento del magistrato è che per ora è sacrosanto mettere agli arresti domiciliari tutti quanti, mentre per le “polemiche” sulle garanzie dei segregati se ne parlerà a condanna eseguita.

@ remo mazzacurati. Diritto-dovere? Veramente i magistrati, i loro pari casta e i loro amici con la divisa fanno in modo che la critica tecnica e politica come la mia su argomenti come questi abbia conseguenze equivalenti a quelle del mancare di rispetto al padrino.

Lavarsi spesso le mani è un’utile misura igienica. Come il non spargere saliva; che nel caso italiano va inteso anche nel senso metaforico di non leccare il potere. Probabilmente quello che chiamo ‘il canone italiano’, l’atteggiamento di arrendevolezza e ruffianeria verso il potere accoppiato ad animosità verso le persone comuni, è tra i fattori che spiegano il nostro primato negativo in questa crisi. Una strategia secolare che nei tempi attuali si dimostra sempre meno vantaggiosa per fasce crescenti di popolazione.

@ letiziafelician. Se si può comunicare lo “spread”; se si può, per ottenere la concessione di muovere passi contati e furtivi per non finire come il conte Ugolino e figli, compilare il bizantino modulo di autocertificazione che prevede di dichiarare la conoscenza di norme che vanno cercate e comprese, ci si può abituare anche a indici da terza media come quelli corretti, che descrivano l’epidemia relativamente alla popolazione. Quanti nuovi ammalati da ricoverare – che è diverso che infettati – per ogni mille abitanti ogni settimana? Quale incremento di decessi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente? E rispetto ai gruppi di età, geografici, di comorbidità ? Qual è l’incidenza cumulativa, il peso della malattia sul Paese (attack rate). C’è una tradizione di selezionare statistiche ad effetto in medicina. Qui i valori assoluti eccitano la drammaticità; è stato mostrato sperimentalmente che numeri semplici facilitano la corretta comprensione delle offerte di screening, e invece in quel caso si ricorre a indici relativi – gonfiati – che spaventano e sviano.

Parlo in generale. Lei, forte della sua vicinanza di vedute col magistrato (e anche, sulla “inutilità” della conoscenza, con incendiatori di biblioteche del passato), resti in casa, non vedendo altro valore in gioco che la salute – e solo quella per il virus; contenta dei bollettini di guerra che Barbara D’Urso e le sue colleghe Rai sciorinano per ore e ore gesticolando e senza disturbarla con formule da astrofisici.

@ letiziafelician. Parola d’onore, non è mia intenzione insegnarle nulla. Accetto la sofferenza del risponderle solo per esporre il mio pensiero. Se lei non cerca di zittirmi per avere detto che a limitazioni drastiche della libertà personale da parte del governo deve corrispondere un’informazione tecnicamente adeguata, che permetta di verificare l’effettiva necessità, gliene sarò grato. Altrimenti continui pure col suo numero da aspirante caposala che vuole compiacere il primario. Conosco bene il genere del lecchino scarso che sentendosi le spalle coperte “si incazza”, scimmiottando la self-righteousness dei suoi boriosi superiori, e portando il proprio acume a sostegno delle manipolazioni ufficiali. I dati da rilasciare dovrebbero essere quantitativi; come la variazione del rapporto tra mortalità rilevata ed attesa. Ma contano anche quelli qualitativi, e lei sta dando un saggio del livello cognitivo e morale e degli atteggiamenti che serpeggiano tra chi gestisce l’attuale epidemia e le sue misure liberticide.

@ letiziafelician. Più che un confronto, una infestazione. Spiacevole per l’infestante, dice. Sente di avere la missione di impestarmi? Ritiene che sarà di beneficio ai suoi affari? Vuole sfogarsi? Mi spiace per la situazione che riferisce della sua non definita attività commerciale; non giustifica però il suo atteggiamento; il caso che descrive e le sue posizioni sono interessanti come esempio dell’atteggiamento da non tenere, autolesionista per chi voglia lavorare onestamente. Forse anche la dissonanza cognitiva gioca nell’accettazione supina delle versioni ufficiali.

(Da qui non parlo di lei o a lei, Letizia).

Situazioni eccezionali possono giustificare misure eccezionali; come la sospensione di diritti fondamentali e il fermo di una nazione. Ma non consentono mai la sospensione del raziocinio, della cautela, della fermezza, dei princìpi costituzionali. Non possono mai esserne il pretesto. Le due sospensioni non vanno mai confuse. Anzi le virtù civiche vanno qui applicate in maggior grado. ‘Grace under pressure’. Anche per la verifica di garanzia, della reale sussistenza di circostanze che impongano misure autodistruttive. Invece di abbandonarsi alle impressioni inoculate dai media e all’ipse dixit.

Andrebbero sviluppati e stabiliti criteri di legge oggettivi, in questi casi soglie di grandezze epidemiologiche il più possibile ‘foolproof’ , per il controllo di legalità e democrazia quando si instauri uno stato di eccezione dalle gravi conseguenze sul popolo, o lo si prolunghi.

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24 giugno 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Ercolani “Montanelli: imperfetta è la statua, l’imbrattatore e un’umanità bisognosa di piedistalli”

La vernice è quella del potere, che Montanelli serviva; col ’68 si fece spazio all’individualismo e all’edonismo; ora si usano i bacchettoni a comando per imporre la dittatura del politically correct. Una vernice che aggiunge un altro strato alle ambiguità di una figura complessa. Testimone del secolo, la sua scrittura era essenziale e precisa come la lama del più temibile spadaccino. Sostenitore di poteri che manovravano chi gli sparò. Virtuoso dell’arte del conformismo controcorrente (“Troppo facile, Indro/ scriver Controcorrente / traendo dal cilindro /quel che pensa la gente.” G. Calcagno ). Nei suoi scritti ha sputato sulla tomba di Moro e messo in manicomio chi sosteneva che Mattei fosse stato ucciso; ha invitato a votare DC come se vivere nel tanfo sia inevitabile. Ma intuì la degenerazione della Seconda Repubblica e ci avvisò. Già fascista. Ma meno fascista dentro di tanti altri. Esibì la bruttura del mondo raccontando del sesso tra lui soldato invasore e una bambina. Sarebbe stato meglio ricordarlo senza statua. Del resto Sordi, al quale qui è paragonato, grande attore, ha sì spiegato l’italiano mediocre; ma lo ha anche scusato, abbellito e fatto accettare. Guareschi lo definì “la diffamazione vivente dell’italiano”. Di tipi “sordiani” ne abbiamo troppi; abbiamo capito; Sordi è l’ultimo da mettere su un piedistallo per additarlo ai bambini. Due uomini da rispettare e apprezzare per ciò che hanno dato; senza venerarli, dato quanto hanno tolto.

@ tiepolo veneziano111. 1500 caratteri. Mi colpì anche il modo col quale faceva a pezzi Giordano Bruno. Ho conservato un ritaglio: “E si creò un campione del libero pensiero”. Corsera, 26 nov 1996. Una omelia da domenicano contro il peccato più grave: non chinare il capo all’autorità; non essere come i personaggi di Sordi. Bisognerebbe però allora citare anche la sua meritoria, anche se a detta degli esperti con non pochi errori, divulgazione della storia d’Italia. Poi c’è “Addio Wanda”, brillante nella forma, squallidotto nell’apologia della prostituzione; con “ragazze che muoiono sulle spiagge, vergini sì ma da una parte sola”. L’ho omesso anche perché gli aizzerebbe contro le erinni femministe, che lo punirebbero oltre le sue colpe. Il pamphlet mostra una volontà di “epater” che forse può spiegare il suo racconto della dodicenne africana. Montanelli era essenzialmente un giornalista, un ibrido ben riuscito tra un intellettuale e un guitto, che affascinava anche i lettori come me che ne riconoscevano bugie e manipolazioni. Forse l’errore è pretendere che un giornalista sia anche un eroe e un parresiasta – questo bisogna essere per scrivere certe verità in Italia – come pure ce ne sono stati.

@ tiepolo veneziano111. Eh sì. Da bambino negli anni ’60, guardando i buoi accosciati nelle stalle del senese, mi colpiva il contrasto tra la bellezza maestosa del bianco immacolato dell’ampio manto e le larghe macchie di letame che lo insozzavano. E’ spesso così anche per gli uomini di valore. Poi ci sono bovi nei quali la quota del letame è il 100% o subtotale …

@ tiepolo veneziano111. E’ proprio vero. Io lo dico sempre che il problema è che c’è una insufficiente distanza morale, una troppo simile visione del mondo e del modo di starci, tra chi spala il letame e un procuratore generale. Forse in Italia lo abbiamo scordato, cosa sia una classe dirigente degna. E le canonizzazioni di Montanelli e Sordi contribuiscono a tenerci nell’oblio.

Per restare nel campo dei grandi ruminanti domestici, questo caso appartiene alle situazioni che chiamo “a corna di vacca maremmana”; nelle quali si fronteggiano solo i due corni estremi, e la vera vittima sono le virtù medie. Così che gli sproloqui dei politically correct e dei neocon occupano la scena, e la misura e la decenza ne stanno ai margini, e sembrano loro posizioni strambe e oltranziste. Ambo i corni naturalmente sono attaccati a testoni e a corpaccioni che tirano il carro dello stesso vincitore.

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31 luglio 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Barabino “Ponte Morandi, “non c’è nulla da celebrare”. I vigili del fuoco scrivono ai parenti delle vittime che non parteciperanno all’inaugurazione”

Un richiamo alla serietà. Se gli italiani smettessero di applaudire a comando farebbero un passo avanti verso una vita libera e dignitosa.

FRANCO: Applaudire a comando ? Fammi qualche esempio pratico al di fuori di questo articolo , perche’ qui gli applausi vengono spontanei e basta . 

@ FRANCO. Commento all’art. de Il Fatto del 28 giu 2019 “Ponte Morandi, un boato sordo e un lungo applauso: il momento dell’esplosione delle pile 10 e 11”: “Un “lungo applauso” per la demolizione del relitto di un viadotto autostradale che è crollato per il malgoverno, uccidendo decine di persone, che avevano pagato un pedaggio per passarci sopra. Un applauso davanti a un caso esemplare degli sfaceli causati dall’arricchimento parassitario, a nostre spese e a nostro danno, come quello elargito ai concessionari delle autostrade. L’applauso facile è sintomatico di un’indole codarda e ruffianesca, e di scarso rispetto per sé stessi.”

La folla che il 10 giugno 1940 sotto il balcone applaude Mussolini per una entrata in guerra proditoria e che non si era neppure in grado di sostenere. La folla che il 4 giugno 1944 applaude gli alleati che entrano a Roma. Una guerra iniqua e stupida che ci ha fatto passare dall’essere sotto dittatura ad essere colonia; dall’applaudire un despota all’applaudire i colonizzatori. La folla che applaude il discorso della vedova dell’agente Schifani, funerali strage di Capaci, “Io vi perdono”; battendo le mani a quello sfogo di una donna sconvolta, probabilmente imbeccata dai preti, si è dato corso al fiume di retorica magniloquente, autocelebrativa e autoassolutoria che ha favorito impunità e mantenimento della mafia, prendendo il posto della sua demolizione senza applausi e senza chiacchiere.

FRANCO: E va be’ , ma mica tutte le volte che sono successi fatti eclatanti ci sono stati solo applausi a comando . Tu citi la vedova Schifani , ma dimentichi i fischi , le urla e le minacce ai politici entrati in quella stessa chiesa prima di lei , cosi’ come gia’ successo ai funerali di Dalla Chiesa . Ti citerei pure una visita di Berlusconi in cui uno degli addetti di servizio si rifiuto’ di stringergli la mano dicendogli di avere idee opposte alle sue . Poi , sul 1940 e sull’ ingenuita’ dgli italiani sotto Mussolini stendiamo un velo pietoso perche’ era proprio un’ altra epoca e un altro popolo….

@ FRANCO. Alla piaggeria verso i potenti si associa un’aggressività verso i propri pari. Della quale stai dando prova con la tua polemica insistita a difesa dell’applauso verso le istituzioni. Questa accoppiata, squisiti e untuosi con l’autorità, spigolosi e agguerriti con le persone comuni, è l’antico “canone italiano”: la tendenza a emergere accattivandosi i favori di qualche potente da un lato e fregando il prossimo dall’altro. Una concezione feudale, dove si spera ingraziandosi il signore o signorotto di salire qualche gradino e di rifarsi su chi sta sotto. Non ha mai funzionato molto bene. E ora le circostanze mostrano come sia inadeguata ai tempi. Per i quali servirebbe una mentalità repubblicana, dove si è cittadini, si rispetta tutti, ma si guarda al potere e alle sue celebrazioni con diffidenza, e non si compete per i favori del principe ma si collabora tra pari perché faccia i nostri e non i suoi interessi.

FRANCO: Guarda , visto che mi pare che tu ti sia scaldato : la piaggeria verso i potenti non e’ mai stata mio costume e personalmente non l’ ho mai adottata neppure sul posto di lavoro , tant’e’ vero che sono rimasto impiegato da 38 anni e me ne vanto pure ….penso sia del tutto inutile fare polemica con chi condivide solo una tastiera e un articolo ma non sa neppure chi sia , dove vive e cosa fa , non ti pare ? 

@ FRANCO. Sei tu che sei venuto a commentare il mio commento, non viceversa. Ho risposto alle tue critiche perché mi ha dato modo di illustrare meglio il mio punto di vista. Cosa utile, e lecita, anche se non piacevolissima dato quanto mi hai scritto. Ho evitato di scrivere tante cose, sulle tue personali posizioni sugli applausi “spontanei” al ripristino di un tratto di viadotto autostradale lasciato crollare per carenza di controlli; agli applausi per la deregulation delle grandi opere che così si fa passare, come meritoriamente evidenziano i pompieri; e sugli sporchi trucchetti retorici che prendono il posto della autentica guerra alla mafia (es. l’altro giorno il Guardasigilli Bonafede ha potuto dire, come se fosse una cosa buona, che le indicazioni di 40 anni fa di Chinnici contro la mafia sono ancora attualissime). Devo però aggiungere che confermi la mia tesi della natura caporalesca di certi slanci verso il potere pretendendo nel tuo piccolo a tuo vantaggio di stabilire senso di marcia e intensità della comunicazione; come è tipico, dagli alamari più alti ai galloni più modesti, di quella che Foucault ha chiamato la microfisica del potere.

FRANCO: I miei sospetti erano fondati , non hai capito proprio niente . I miei applausi sono per i 75 pompieri che hanno scritto la lettera ai parenti delle vittime del crollo , non certo alle autorita’ che andranno a fare una inaugurazione inutile e ipocrita , e mi sembrava anche parecchio chiaro dal modo con cui ho risposto ad altri forumisti . Mi sembri un tantino agitato , rilassati . Il lecchinaggio delle alte sfere abita altrove , non a casa mia . 

@ FRANCO. Ho capito, credo. Dato quello che aggiungi ora, e rileggendo quanto hai scritto a me prima, volevi dire che a parte questo caso dove non c’è da applaudire, e dove però bisogna applaudire chi dissuade dall’applaudire, in altre occasioni bisogna applaudire, perché pochi trascurabili casi di applausi male orientati non contano. E’ raro trovare tanto discernimento insieme a tanta tempra in una sola persona. Come ho potuto confonderti per il compagnuccio della parrocchietta. Starei pensando di regalarti un putipù o un triccheballacche per scusarmi, e perché le tue ragionate e esemplari acclamazioni acquistino ancor maggior vigore.

FRANCO: Tu non sei molto normale .

@ FRANCO. Tu sei un normale suonatore di vuvuzela, come ce ne sono tanti. E la cui numerosità spiega come sia possibile per chi comanda ottenere consenso riempiendo il calendario di celebrazioni istituzionali che si basano su uccisioni e sciagure di cui le istituzioni sono corresponsabili. Cerimonie dove i celebranti dovrebbero piuttosto ricevere fischi.

FRANCO: Due sono le cose : o non sei normale o hai deciso di sfottere scientificamente qualcuno , nel caso specifico me , su questo articolo . Un giorno spiegherai perche’ secondo te , senza avermi mai visto ne’ conosciuto , io sarei ” un suonatore di vuvuzela la cui rumorosita’ spiega come sia possibile per chi comanda ottenere consenso ” . Te la canti e te la suoni da solo , evidentemente . Chiudo qui una volta per tutte , rispondi pure quello che ti pare se ti basta per sentirti vivo !

@ FRANCO. Sarebbe bene che un giorno spiegaste la sequenza regolare condotta dai commentatori che quando scrivo dei delitti di potentati vari intervengono con attacchi personali, continuano per giorni e concludono che sono un disturbato mentale, che sono io che li sto importunando e mi comunicano – scaricando altri insulti – che pertanto non vogliono più parlarmi e che non mi ascolteranno.

Un’altra sequenza regolare, questa importante: 1 morti di Stato – 2 commemorazioni istituzionali autocelebrative – 3 impunità – 4 reiterazione del malaffare e dei tradimenti del punto 1. I punti 2, 3 e 4 in genere si sovrappongono in vario grado. Questi continui riti appaiono avere una funzione strutturale, in una ordinata complementarietà con le tragedie che li permettono e con il male che sotto la loro copertura viene proseguito.

La celebrazione di Stato su infamia di Stato è parte di un pacchetto: dai falsi pentiti alla strumentalizzazione dei parenti delle vittime. A iter giudiziari dove si gioca a perdere, v. quanto scrive il giudice Salvini ne “La maledizione di Piazza Fontana”, 2019. Il libro ha sulla copertina l’immagine dei corazzieri in alta uniforme che nella caligine, con lo sfondo del duomo di Milano, portano una imponente corona funebre. Oggi il pacchetto comprende anche il trollaggio; come questo tuo mentre si è tenuta la sfilata istituzionale – ricca di poesia – sul ripristino di un grosso cavalcavia lasciato crollare; e sui relativi giri di soldi passati e futuri.

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12 agosto 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post “Sant’Anna di Stazzema, Mattarella ricorda l’eccidio di 76 anni fa: “Non ignorare rigurgiti di intolleranza, odio razziale e fanatismo”

Chi è alla guida del Paese non perde occasione per accostare gli orrori del nazismo alla resistenza democratica all’ideologia che spaccia come aiuto umanitario al Terzo Mondo l’immissione forzosa di giovani stranieri a fini economici e di potere. Non viene mai posto il paragone più calzante tra l’attuale acquiescenza servile e sconsiderata alla dissoluzione dei confini e delle identità locali imposta dal globalismo e l’acquiescenza servile e miope che permise il fascismo, le discriminazioni razziali, un’entrata in una guerra due volte sciagurata – come guerra di aggressione essendo militarmente impreparati – e le conseguenze tragiche e degradanti che ne seguirono.

Scuotivento: Il suo problema non è che ha studiato alla scuola della vita ed all’università della strada.
È che l’hanno bocciata pure lì

@ Scuotivento. Censurato. Siete così moralmente compromessi che dovreste stare più attenti anche nell’insultare. E’ un tasto falso quello dei bocciati e promossi – un tema tragicamente serio per il destino della nazione, che non dovrebbe stare su certe bocche – parlando di Mattarella, visto l’impressionante andamento del grafico con in ascissa l’aderenza al potere, e in ordinata le fortune, dei tre politici Mattarella.

Fender 1957: Mi sembra che chi ha causato le guerre fossero e si definissero nazionalisti, non globalisti.
Ripassi più preparato.

Califano V: Lei é un pó confuso. C’é qualche cosa di vero e fondato in ció che dice per esempio che il globalismo con la sua ideologia neoliberal-finanziaria distrugge risorse, disgrega comunitá (alcune) crea sfruttamento e rende il cittadino consumatore, ecc. Quello che sbaglia é il punto delle guerre basate sulla dissoluzione dei conflitti perché al contrario nel XX secolo furono proprio i nazionalismi, nazisti, fascisti o semplicemente tali a causare conflitti bellici. NOn la dissoluizone dei confini quindi ! anzi proprio i fascisti e nazionalisti di ogni paese occuparono e crearono colonie dappertutto (etiopia, libia, algeria, rep Congo, vari paesi arabi, ecc. solo come esempio). Quindi i cosidetti paesi moderni sfruttarono e occuparono altri paesi! Il razzismo fu un sottoprodotto culturale del sistema di sfrutatmento nazionalistico! Altro che dissoluzione dei confini! dissoluzione dei confini altrui voleva dire!! Quindi riassumendo e al netto della sua analisi parzialmente errata dovrebbe capire CHI SONO i veri nemici da combattere e le assicuro che non é chi guida il paese….ci pensi un pó

@ Califano V: Mi sembra che sia più lei a fare come il Sordi tenente di “Tutti a casa” che interpreta l’8 settembre dicendo “I tedeschi si sono alleati con gli americani e ci sparano addosso”. Veda la mia risposta a Ninja77 sulla priorità della distinzione tra asservimento e contrasto al potere di un dato periodo storico rispetto a quella fascismo/antifascismo (e sulle gratificazioni biologiche che spingono alcuni a difendere il potere – qualunque esso sia – con argomenti risibili)

Alex 57: Boh???

@ Alex 57: Gerarca fascista, con voce tonante: Ne sarete voi degni?
Sordi: E nun lo so.
(dal film Polvere di stelle).

Ninja 77: Il paragone più calzante infatti è fra il lepenismo e i patrioti da pianerottolo, degnamente rappresentati dall’eroico Capitan Panchina.

Sono loro gli eredi del Ventennio, e non sono nemmeno troppo preoccupati di nasconderlo.

@ Ninja 77: E’ rassicurante confinare “gli eredi del ventennio” ai soggetti come Borghezio e affini. E’ gratificante, a livello di stimolazione dei recettori cerebrali del piacere secondo alcuni studi, ritenersi dalla parte giusta a priori. Ma il discrimine prima che tra fascisti e no è tra chi serve il potere del momento e chi non lo serve (e Salvini che le interessa così tanto non è così differente dagli altri attori della scena politica). Diversi di coloro che in sintonia col potere attuale combattono a loro dire discriminazioni e infamie passate e odierne sono gli eredi morali dei delatori di allora; facendo lo stesso sudicio genere di lavoro per i potenti di oggi. Il liberismo offre di queste posizioni etiche a “sandwich” come questa sull’immigrazione, dove si gode contemporaneamente due volte, servendo il potere e atteggiandosi a nobile protettore degli oppressi.

Ninja 77: Ottimo tentativo di girare la frittata.

Ma gli attentati FASCISTI del dopoguerra, da Bologna a Piazza della Loggia a Piazza Fontana, ci insegnano che la violenza viene usata anche ai fini EVERSIVI, quindi diametralmente opposti al potere costituito.

Ai nostalgici di Mussolini quindi non resta che rosicare due volte: primo perchè sono stati sconfitti dalla Storia, e secondo perchè sono indissolublilmente legati a questi episodi marchiati con l’infamia.

@ Ninja 77: La lotta a parole al fascismo è uno dei modi per coprire il servilismo verso il potere; vizio in radice che accomuna le opposte fazioni. Milioni di italiani da fascisti divennero antifascisti, portando Churchill a ipotizzare un avvenuto raddoppio della popolazione italiana con la fine della guerra. I fascisti pochi anni dopo lo sbarco in Sicilia si misero al servizio degli USA, e a Portella della Ginestra prima di sparare su connazionali inermi gridarono “hurrah” al posto di “eja eja”. Gli antifascisti condannano la manovalanza fascista delle stragi e si mettono a disposizione – anche per epurazioni odierne – dei mandanti atlantici. Con la stessa imperturbabile spocchia con la quale sono passati da Marx a Friedman. Napolitano dal GUF è passato alla condanna della rivoluzione ungherese pro Mosca e ai legami coi servizi anglosassoni e con Kissinger mentre questi si liberavano di Moro. C’è una comicità, imbrattata di sangue, nei politici italiani, osservò Pasolini.

Ninja 77: E QUINDI??
A massacrare centinaia di civili inermi 76 anni fa furono I VIGLIACCHI NAZIFASCISTI.
Il resto delle chiacchiere se le porta il vento del 12 agosto.

Ninja 77: “La lotta a parole” del fascismo…
Il giorno della peggior strage di innocenti ad opera dei segugi di Mussolini…
SENZA VERGOGNA.

@ Ninja 77: Non erano “segugi” di Mussolini. Erano vigliacchi, buoni per i massacri di civili. I tedeschi dovettero ritirare reparti di camicie nere dalla linea del fronte contro gli Alleati per la loro inettitudine militare. Non è che, tolta l’aria calda della quale siete gonfi, siate molto meglio voi, che vi aggrappate a standard negativi, qui il fascismo di 80 anni fa, per non rispondere del vostro attuale tradimento dei valori costituzionali positivi. E’ disgustoso come speculate sui morti di allora per meglio vendervi ai tiranni di oggi.

Ninja 77:  “Voi” chi??
A chi ti rivolgi, nello specifico??
E pensi che il solo fatto che oggi (come da sempre) ci sia un potere istituzionalizzato possa far passare in sordina I MASSACRI degli assassini fascisti?

Infine: sai perchè hai la possibilità di esprimere i tuoi tronfi giudizi a tuttosocial?
Perchè, nonostante tutto, sei in democrazia.
E se non ti piace: biglietto di sola andata per dove vuoi tu.
Vai bello, vai.

@ Ninja 77: Censurato. Non dire parolacce: “democrazia” in bocca tua è un’oscenità. Quanto ha scritto Lampedusa sulle votazioni per l’annessione vale anche per il passaggio dalla repressione fascista a quella attuale. “Sei mesi fa si udiva la dura voce dispotica che diceva: Fai come dico io, o saranno botte. Adesso si aveva di già l’impressione che la minaccia venisse sostituita dalle parole molli dell’usuraio: Ma se hai firmato tu stesso”. “I miei tronfi giudizi” su internet, tanto più quando non vengono censurati, mi costano puntualmente rappresaglie mafioidi nel mondo reale, nella democrazia alle melanzane degli altezzosi lacchè come voi. Ritorsioni che mi ricordano come voi siate gli eredi morali di quelli che erano fascisti sotto il fascismo, e sono partitocratici nell’attuale partitocrazia (meglio, nella morente partitocrazia: la farsa pseudodemocratica sta degenerando ulteriormente, sfociando in un rapporto di lavoro dipendente dei politici con chi comanda davvero; e lo stipendio lo paghiamo noi). Come disse Gobetti il fascismo è nella biografia della nazione. Come mostra un film di Totò, il caporale cambia veste ma è sempre lo stesso sotto i vari regimi. E i tuoi toni da caporale “antifascista” lo confermano. Capisco che abbiate la necessità psicologica di fare la voce grossa dati i continui piegamenti e le innumerevoli lustrate di scarpe coi quali andate avanti; comunque sei tu che mi vieni appresso importunandomi, vai via tu.

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1 settembre 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Casolari “Le mascherine per alcuni sono un’imposizione, per altri un male minore. Ma il problema è l’onnipotenza”

@ Quiet Man. A sbattere la testa contro il muro è la testa che si rompe, diceva Gramsci. Che venne messo nelle quattro mura di una cella dai fascisti per le sue analisi. Sì, non è buona politica caricare il muro come un ariete. “Come è buono lei !” risponde Fantozzi alle vessazioni del capoufficio; e ne aggiunge spontaneamente altre. Anche il sottomettersi al potere, accettare a scatola chiusa quanto racconta, ringraziarlo mentre ti soffoca, essere più tirannici del tiranno, spacciare la codardia per strategia, non è una strategia efficace. Il guaio degli italiani è che sono dei Fantozzi col potere e dei Cesare Borgia coi loro pari.

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10 novembre 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post ” “Mio figlio non mette la mascherina in classe”. A Belluno papà si rifiuta di rispettare l’obbligo, la preside chiama la polizia” “

@ Davide Chiossone. “Adesso riesco benissimo a capire come arrivammo a subirci il ventennio senza nemmeno accorgersene… “. Gli italiani, diffidenti e scaltri coi propri pari, si fanno fare di tutto dal potere che fa la faccia feroce. Ansaldo, grande giornalista, come tanti poco coraggioso, però non ingenuo, consigliò di mostrare a Mussolini che voleva entrare in guerra la differenza di spessore tra l’elenco telefonico di New York e quello di Roma. Ma la gente a Piazza Venezia osannò una guerra di aggressione fatta con gli scarponi di cartone e i carri armati di latta, che prima di essere iniqua era un fare i ganassa contro nazioni imperialiste essendo gracili.

I giuristi potrebbero considerare anche il merito delle imposizioni. La più recente media mobile su 7 giorni, del 9 novembre 2020, segna 5 decessi al giorno per la Svezia con adulti e bambini senza mascherina e 385 decessi al giorno per l’Italia con adulti e bambini con la mascherina. Scelte – basate su un modello delle epidemie autentico, non su una sua fumettistica caricatura che scambia bene e male – che in Svezia hanno portato in pochi mesi a una situazione sociale ed economica quasi normali, inclusa la tutela del bene attuale e futuro dei propri figli, in Italia e altrove sono state rese, tramite il potere dello Stato e la propaganda martellante, atti di ribellione irresponsabili, illeciti e odiosi: mentre – soprattutto in Italia – col prolungamento dell’emergenza si va verso una situazione pesantissima.

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14 dicembre 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post “Giulio Regeni, dopo Augias anche Cofferati, Melandri e Castellina restituiscono la Legion d’Onore: “Calpestati diritti universali”

In un racconto di Maupassant un tale, senza meriti ma ossessionato dal desiderio di avere la Legion d’onore, chiede alla moglie di parlarne a un deputato, egli stesso decorato. Che tempo dopo gli fa avere un incarico che lo porta in giro per la Francia. Una sera torna a casa, non annunciato, e trova un soprabito non suo con il nastrino della Legion d’onore. La moglie, pallida e tremante, alle sue richieste di spiegazione gli dice che l’onorificenza gli è stata fatta avere dal deputato, e che doveva essere una sorpresa; infatti in una tasca del soprabito c’è anche il biglietto da visita del deputato; per il quale il marito prova gratitudine e riconoscenza. Una settimana dopo arriva il conferimento ufficiale. Il cornuto era di quelli che credono alle medagliette e sono pronti ad accettare l’apparenza per la realtà. Come gli italiani che non si chiedono i meriti per i quali i francesi, nostri rivali, hanno premiato tanti politici nostrani, non si chiedono le finalità di politica internazionale della plateale atrocità su Regeni. E scattano ad applaudire la retorica, che spinge per la “diplomazia della sedia vuota”, mentre dovrebbero ricordare il “fronte della fermezza” col quale i politici collaborarono all’omicidio di Moro, a danno dell’Italia.
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27 dicembre 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di F. Carraro “Vaccino Covid, l’imposizione non è improbabile: la ragione riguarda gli indennizzi”

(commenti completi in Coronavirus).

CENSURATO DOPO LA MIA RISPOSTA, INSIEME CON ESSA. Mago Zurlì: Dice bene: abituato a leggere. Ma da leggere a capire la differenza è grande quasi quanto il vuoto della sua scatola cranica.

CENSURATO. @ Mago Zurlì. Lei illustra un aspetto trascurato e importante della crisi di democrazia che accompagna, o meglio anima, l’operazione covid. Un aspetto che dovrebbe essere considerato da giuristi e politologi onesti. Ciò che chiamo “lazzaronismo”, in analogia ai lazzaroni, la plebaglia manovrata da Ruffo di Calabria e i Borboni per la repressione della rivoluzione del 1799. Cioè la saldatura tra i poteri dominanti, che hanno voluto questo sovvertimento, e la massa di straccioni esistenziali, che fa il lavoro sporco. La vostra alta frequenza, una predominanza secondo alcuni, è tra i fattori causali reali della particolare virulenza in Italia di questa epidemia costruita; come fattore permissivo e come fattore favorente.

CENSURATO. @ alberto.irrera.Tu sei il prototipo dell’italiano pessimo. Del resto, abbiamo alti giudici che legittimano obbligatorietà di vaccini con tautologie da bambini, “è per la salute, quindi sì”, invece che sulla base di dati solidi. Prendendo per fondamento, loro che si occupano dei fondamenti delle leggi, definizioni di malattie, epidemie, e relativi vaccini, pseudo-operative: in realtà grottescamente stipulative. Giudici per i quali la forma, l’uso di una legge, conferirebbe il potere dell’imperatore secondo la famosa poesia di Cecco Angiolieri.

Sei pessimo, peggio che scemo, perché alla soggezione pecoresca verso il potere aggiungi l’aggressività becera verso chi si oppone a ciò che servi a tuo danno. Lo hai mostrato con questo tuo show a difesa delle favole ufficiali sul covid, e ora ripeti diligente un altro capitolo del catechismo: la vittoria della civiltà, Biden, Zingaretti (!) etc. contro le tenebre, Trump, Salvini e c. Ubriaco di chiacchere, inutile farti osservare che si sono semplicemente invertiti i ruoli. Prima la falsa opposizione la faceva la spocchiosa sinistra; ora la politica viene fatta gestire a personale che si presenta come progressista e la falsa opposizione la fanno figure e gruppi riconducibili alla destra buzzurra. Mentre sono proibite sia valide istanze socialiste sia valide istanze conservatrici. Accidenti al meglio, dicono a Siena.

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6 gennaio 2021

Blog de il Fatto

Commento al post “Maria Fida Moro aderisce alla raccolta firme di Fratelli d’Italia contro Conte. “Cancellati i diritti inviolabili dell’uomo, gente terrorizzata””

Parole antifasciste che portano acqua a un partito postfascista; contro una “sinistra” che serve il fascismo liberista. Un inviluppo che è simbolo dell’avvenuto scambio di ruoli tra destra e sinistra: ora politiche di destra nera vengono fatte condurre alla falsa sinistra, e la falsa opposizione per tenere buono lo scontento la fa la destra populista. Maria Fida Moro appare avere una vulnerabilità alle influenze esterne, e quindi ad essere strumentalizzata.

L’appello della figlia di Moro sembra provenire da un’altra epoca, di quando gli ideali del dopoguerra non erano ancora del tutto spenti. Il suo valore è nel cambiamento in interiore homine che può produrre: il recupero della percezione corretta della realtà, alterata dalla paura indotta dalle mistificazioni della propaganda, nella quota di italiani che non hanno l’animo di quei cagnolini che, ringhiosi con gli estranei, al fischio del padrone gli portano in bocca il guinzaglio col quale verranno legati. La maledizione che Aldo Moro rivolse ai colleghi di partito, ”il mio sangue ricadrà su di voi”, si sta compiendo per larga parte del popolo, per il vizio della povera gente di credere e obbedire al più forte, e combattere per lui attaccando chi gli resiste, nell’illusione di fare così il proprio interesse.

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7 novembre 2021

Blog de Il Fatto

Commenti al post “Riace, padre Zanotelli invita tutti a sostenere Mimmo Lucano: “Comunità ferita. Ma andiamo avanti contro tendenza neofascista che fa paura””

Zanotelli difende due condizioni di deroga al settimo comandamento, “Non rubare”, che pur non essendo scritte sono fondamentali, per il comportamento del clero e per la sua influenza culturale. 1) Rubare essendo protetti da potenti, e in coerenza coi loro disegni. 2) Rubare sotto una copertura pseudoetica.

Rubare sul business dei travasi forzosi di etnie soddisfa entrambi i requisiti. Se ben condotti da mani esperte i furti di questo genere portano ai ladri un triplice vantaggio: il bottino, passare per santi e acquisire meriti presso i potenti che così si servono, e quindi potere. A ciò corrisponde un triplice danno: oltre all’impoverimento dei derubati, la selezione avversa delle figure leader e l’affossamento del Paese in una condizione di asservimento e sfruttamento.

E’ logico che venga difesa con veemenza la sua impunità. In primis dal clero, per il quale è una professione; e anche perché la prospettiva di arricchirsi, acquisire prestigio e divenire signorotti in quando vassalli, senza rischi, è fortemente attraente per tanti. Mentre i magistrati, attaccati da più parti, ricordano che potrebbero ritirare l’ampia franchigia di impunità al costume ubiquitario dell’uso criminoso dell’etica; alla santimonia che in questo caso vende i popoli e si arricchisce con la loro tratta.

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11 dicembre 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post “Il monologo di Crozza: “Covid? La terza dose va a ruba. Ormai nel presepe c’è il pastore che controlla il green pass””

Crozza e i suoi autori sono tra quei comici e vignettisti di notevole bravura, ma che neppure conosceremmo se non fossero allineati. Il dileggio e l’istigazione codardi e accaniti verso una minoranza che in Italia è più minoranza che altrove, con l’adulazione implicita per i “Cchiù Cina pi’ tutti” ai quali così si fa credere di essere persone illuminate, coraggiose e responsabili, o almeno che sanno fare il proprio interesse, appartengono alla satira cortigiana che affossa gli italiani nei loro difetti e indica loro la strada verso la rovina:

“Il Becco Giallo […] pubblicò una vignetta nella quale si vedevano il futuro Duce e il futuro Re dei Re a colloquio. Ras Tafari, chinandosi all’orecchio di Mussolini gli diceva: «A me potete dirlo: ve lo siete mangiato». [di Matteotti].
L’umorismo, o meglio il cinismo della battuta, vale un trattato sul gusto e la mentalità dell’italiano medio di allora e di sempre”. (P. Chiara).

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17 dicembre 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post “Recita di Natale a porte chiuse “per rispetto ai genitori No Green Pass esclusi”. Il sindaco di Rivalta: “Surreale” “

Il concetto di “uguaglianza”, ingannevolmente semplice, è spesso applicato in maniera capziosa, per creare ingiustizie e seminare discordia. Mentre viene calpestato quando lo si dovrebbe rispettare. Solidarietà alla dirigente che evita insegnamenti perversi ai bambini, non essendosi intruppata; non avendo smarrito l’interpretazione corretta, quella della diversità e responsabilità individuali e della pari dignità umana. La versione sobria, in tempi dove si torna ad ubriacare le masse e tornano i vecchi cartelli “Vietato l’ingresso ai… “.

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31 marzo 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Testa “Finisce lo stato di emergenza per il Covid: spero sia l’occasione per chiarire un noioso equivoco”

Sì, si dice che il nome dell’Ovra sia stato scelto, a la D’Annunzio, per il suono inquietante*. Ma ciò non toglie che l’attività di quella polizia fu davvero infame e sanguinosa. Quindi il paragone con l’espressione “stato di emergenza” funziona al contrario, rappresentando il terreno di mediocrità e cialtroneria sul quale possono crescere le peggiori piante. Non abbiamo avuto la Gestapo che di notte strappa dalle loro case i soggetti da eliminare. Ma una bassa marea eccezionale, un ritirarsi dalla civiltà, un regresso psicologico e morale, che ha lasciato scoperto il fango di fondo. Il medesimo fenomeno che storicamente ha reso possibili i peggiori orrori**. L’esigua minoranza di giganti del male non potrebbe agire senza l’appoggio di una torma di deboli, presuntuosi e ruffiani. Come quelli che invece di opporsi al male, o almeno astenersi da esso, lo adulano e lo servono per miserabili ambizioni di carriera, non soddisfacibili altrimenti. Ai tempi dell’OVRA il regime pagava artisti e intellettuali per averne consenso e opera di propaganda; con assegni mensili che andavano dalle 1000 alle 3000 lire. Vi fu chi commentò che i poeti si classificano in millelirici, duemilalirici e tremilalirici.

*Franzinelli M. I tentacoli dell’Ovra. Agenti, collaboratori e vittime della polizia politica fascista. p. 103-4.
**Haque S. et al. Why did so many German doctors join the Nazi Party early? International Journal of Law and Psychiatry, 2012. 35: 473.

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21 aprile 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Ferrero “L’Anpi ha completamente ragione: la Resistenza italiana non si può paragonare a quella ucraina”

Non sono paragonabili, ma sono entrambe figlie di posizioni false e autolesioniste. Gli italiani accettarono il fascismo che violento e cialtrone mosse guerra contro nazioni bellicose essendo impreparato e accodandosi alla follia nazista. Dopo l’8 settembre si pose a molti il dilemma dello scambiare nemico e aggregarsi sottomessi al vincitore. Gli ucraini hanno accettato lo zelenskismo, il fare da stato fantoccio suicida. Per il piacere degli USA si sono prestati a rendersi una minaccia per una nazione molto più forte, fino a farsi attaccare. Ora hanno il dilemma di difendere la propria terra essendosela prima venduta e combattendo una guerra altrui in casa propria e con la certezza di sconfitta.

L’ANPI ha evitato la vergogna di unirsi allo zelenskismo nostrano. Ma dovremmo riflettere sulle conseguenze tragiche, per noi nel ‘43, per gli ucraini oggi, di accettare per viltà, ruffianeria, indifferenza, corruzione, le posizioni “furbe” in realtà false e dannose, dei capi. Ieri il fascismo, oggi lo zelenskismo. Non esistono poteri buoni; invece di servire gli uni o gli altri, e invece di bersi la retorica fascio-clericale, trombona e ignorante, che si traduce nell’eseguire l’ordine di “reagire” evirandoci economicamente, dovremmo riconoscere come primo dovere quello della nostra salvezza e sicurezza nello scontro tra i potenti litiganti. E solo dopo esserci messi al sicuro lavorare – ma seriamente – per la pace degli altri, anche a costo di sacrifici.

@ Matteo Sivestrini. “Adesso sta a vedere che il cretino sono io” (De Curtis). Mi rifaccia questa sparata il 9 maggio, quando commemoreranno Aldo Moro, uno di quelli eliminati – tramite gli immancabili traditori e idioti – da chi vuole farci vivere “in un modo aperto e libero”. Con politici come lui PdC o PdR, invece dei campioni attuali, non faremmo la guerra di liberazione tagliandoceli.

@ Matteo Sivestrini. Martinazzoli, abile affabulatore, parlò di “inattualità” di Moro. Forse vivo mentalmente in un mondo inattuale, dove “libertà” non significa piegarsi al potente di turno e servirlo (oggi gli USA; domani chissà) e per il resto cercare di fregare i propri pari. Lei vive nel fumetto con sangue vero delle versioni ufficiali, dove le BR erano “samurai invincibili”. Aldo Moro era un DC, uno scaltro curiale portato al compromesso. Ma non era lontano dall’utopia borghese di una società equilibrata, inattuale e invisa al liberismo non meno del libro dei sogni dei comunisti. Moro, tanto di cappello, era il contrario dei buffoni che a parole sono dei Che Guevara e poi a stipendio ottenuto fanno gli sciuscià. Teneva all’Italia come entità autonoma e libera, e questo ha segnato la sua eliminazione esemplare. Tramite le BR, sciagurati ometti anti-italiani, proprio come la sciagurata masnada per la quale lei interviene, che oggi pratica quello che chiamo il “caetanismo”, l’aberrazione che può degenerare nello zelenskismo. Es. l’influenza del Centro Studi americani di Via Caetani – è davanti al muro esterno della sede del Centro che fu parcheggiata la Renault 4 – nell’orientare, tolti di mezzo gli “inattuali” e promossi gli yes-men, le nuove politiche sanitarie, senza precedenti, senza legalità, senza razionalità e iatrogene. Uniche per l’Italia, una forma di barbarie hi-tech che giusto un bravo scolaretto come lei può vedere come “occidentali”.

@ Ground 01. A me non fanno paura i mostri come Goebbels, che sono rari. A me fanno paura le masse che facilmente li seguono. Es. Why did so many German doctors join the Nazi Party early. International Journal of Law and Psychiatry, 2012. Uno storico tedesco, Kellerhoff, sostiene che la forza principale che ha portato all’Olocausto è stata la peer pressure. Le greggi di pecore, quelle sono sempre attive, cioè pronte a obbedire.

@ Snorri. Legga meglio che c’è. E legga meglio anche sulle cause; a meno di non fare come quegli attaccabrighe che grossi e minacciosi mettono il loro naso a 1 cm dal tuo e ti dicono “ti ho toccato? Che vuoi, se mi tocchi ti meno”. Una variante è che a provocare è uno piccolo, con dietro uno grosso che aspetta di accorrere in soccorso. Veda un po’ di trovare anche qualcosa sul ruolo di paciere degli anglo-americani, che smentirebbe definitivamente le calunnie che li dipingono come guerrafondai. Anche se Il Fatto di oggi riporta del generale Bertolini, già dei parà, ambiente che un poco ho conosciuto da civile e che non mi è parso spiccasse per bolscevismo, irenismo e amletismo, “gli USA tengono in ostaggio la pace”; “se il negoziato non c’è perché gli USA non lo vogliono, la guerra va avanti chissà quanto. E questa è una cosa spaventosa”.

@ Matteo Sivestrini. Le ho lette tutte, e non vi ho trovato nulla sugli USA che trattengano la loro “bald eagle”. Fu detto che la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla ai generali. C’è da chiedersi se una cosa seria come l’informazione va lasciata a giornalisti e commentatori, perché per l’Ucraina alcuni nostri generali si stanno mostrando, nel dare punti di vista e informazioni, più seri e ponderati di tanti uomini di penna, che invece ricordano la poesia di Trilussa “L’eroe ar caffè”, 1916.

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23 maggio 2022

Blog de il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Giovanni Falcone, tutto quello che non torna sulla strage di Capaci 30 anni dopo. L’esplosivo, i buchi neri e i mandanti esterni (mai trovati)”

“Capaci è una strage che sembra compiuta da ingegneri”. O progettata da un corpo di genieri. La “teoria del doppio cantiere” è interessante anche come schema generale. Una ricostruzione di Portella della Ginestra vede quella strage eseguita da un secondo gruppo di fuoco, armato dagli USA, che sparò all’insaputa di Giuliano. Lo stesso sistema del doppio tiratore è stato descritto per Kennedy a Dallas. (Ci sono ipotesi, discusse, di doppia bomba anche per altre stragi). Joe Bonanno (Joe Bananas) faceva sparire i corpi degli uccisi nel doppio fondo di bare di morti “normali”.

Il sistema della quinta teatrale che nasconde il reale che imita, del coprire e mimetizzare sangue e fango dietro a uno scenario vistoso di sangue e fango, vale anche per le commemorazioni; autocelebrazioni tanto pompose quanto omertose sui mandanti sovranazionali. Il “performative activism” facondo nell’attribuire tutto ad una onnipotente mafia – che fornì la manovalanza e anche la “patsy” – e al più a suoi nebulosi referenti romani – i quadri intermedi – ma afasico sui poteri forti che controllano l’Italia; l’impossessarsi della sacralità, il presentarsi come affini agli uccisi, costituiscono per torme di politici, magistrati, forze di polizia, opinionisti un catafalco dietro al quale praticare l’asservimento ai mandanti sovranazionali – oggi come allora. La sonorità inconcludente delle celebrazioni facilita il tradimento istituzionale, costituendo quindi una prosecuzione dell’eversione.

24 maggio 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post ““Andreotti è vicino ai mafiosi”: il rapporto Usa nove mesi prima dell’avviso di garanzia”

Un rapporto – o un attestato – USA su Andreotti vicino ai mafiosi e 9 mesi dopo avviso di garanzia. Il console USA a Milano Semler, lo stesso che osserva con tono innocente che per uccidere il rappresentante in Sicilia del più potente e ammanicato politico italiano ci devono essere state protezioni ancora più alte, incontra Antonio Di Pietro e 4 mesi dopo comincia Mani Pulite. Stragi e Mani Pulite insieme spazzano via la Prima repubblica; corrotta; e, statalista, in contrasto col liberismo successivo alla Caduta del muro. Plasmano una Seconda repubblica più adeguata. E non meno corrotta. Silenzio invece di diplomatici USA e nella sostanza inazione dei magistrati italiani sui rapporti di Andreotti con fatti accaduti prima della Caduta del muro, come le uccisioni di Ambrosoli, Moro, Dalla Chiesa.

In un celebre esperimento di neurofisiologia Benjamin Libet mostrò che il cervello invia l’ordine di eseguire un movimento una frazione di secondo prima della decisione cosciente. Secondo l’interpretazione dell’esperimento quando noi pensiamo di decidere di muovere un dito, e diamo l’ordine alla mano, l’ordine è in realtà già partito. La coscienza sarebbe un replicatore piuttosto che il vero decisore. Forse, su reati che riguardano il controllo del Paese da parte di poteri forti, anche per i nostri magistrati prima delle loro azioni coscienti – incluso il trattenersi – l’impulso è già partito, per vie che rendono un’illusione il libero arbitrio.

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13 giugno 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Coralzzoli “La mascherina non sarà obbligatoria durante gli esami di maturità: la decisione del governo”

@ lorenzo64. Non avete solo “rispettato” imposizioni abusive, nocive per la salute e lo sviluppo, e degradanti, a danno vostro e dei minori a voi affidati. Le avete accettate senza fiatare, fatte vostre e propagandate. Chi comanda ha approfittato del “ventre molle” che costituite; insistendo con le misure, esclusive di mafiolandia per estensione e pesantezza, in ambito scolastico. La maggioranza degli insegnanti si è dimostrata scarsa di testa, di cuore e di carattere, insegnando agli studenti la viltà camuffata da legalità. La Nuremberg defense, “obbedivo agli ordini”. Il buttare nello scarico decine di secoli di insegnamenti sul non subire supinamente le leggi. Dall’Antigone di Sofocle, a San Tommaso (sul tiranno “absque titulo” e il tiranno “quoad esercitium”), alla Resistenza, al dibattito in merito dei padri costituenti (v. Resistite fortes in fide, G. Dossetti e il diritto di resistenza). Il coprire viltà e servilismo recitando la commediola penosa degli indignati contro l’illegalità, quando dell’illegalità sostanziale siete partecipi, per donabbondismo, accollandovi con questo vostro zelo responsabilità gravissime (es. Drawing parallels between Covid-19 restrictions & domestic abuse. Hart, 11 marzo 2011).

@ Lorenzo64. L’articolo che cito discute tra l’altro di come gli abusi sui bambini in nome del covid siano espressioni di narcisismo. Lei conferma ciò, mostrando che nella scuola ci sono – come molti osservano da anni – soggetti con una concezione grandiosa di sé, che nell’obbedire ciecamente a ordini aberranti credono di avere la scienza infusa, in virtù del titolo di insegnante. E se cominciaste a studiare prima di “parlare“, cioè di mettervi in cattedra e sputare – nonostante la mascherina – slogan e insulti? “Nocive per la salute e lo sviluppo”. La copiosa letteratura a riguardo, decine di articoli, sarebbe troppo gravosa. Oltre al già citato articolo leggere almeno “Masks back in school –at what cost? The cruel ritual continues in spite of no robust evidence”. Hart, 8 gennaio 2022. E’ una rassegna a cura di medici, accademici e ricercatori che esamina: Are there any benefits? – What are the potential physical harms ? – What of the educational impact ? – Psychological impact. Infatti in UK e nel resto del mondo civile hanno limitato i danni, e l’obbligo di mascherina a scuola o non è stato mai introdotto o è stato tolto da mesi. Senza le conseguenze apocalittiche predicate nel contado italico, tutt’altro.

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13 giugno 2022

Blog de Il Fatto

Commenot al post “Covid, Ciccozzi: “Sta arrivando ondata Omicron 5 e contagi saliranno ancora tra 2-3 settimane. Usiamo mascherine sui mezzi pubblici””

In UK il 6 maggio 2022 la UK Medical Freedom Alliance, costituita da medici, scienziati e avvocati con una lettera aperta ha chiesto ai vertici del loro servizio sanitario nazionale di rendere le mascherine opzionali per il personale medico, i pazienti e i visitatori, gli unici per i quali lì vi è ancora un obbligo: v. “Face mask requirements in healthcare facilities – Call for an exit strategy”. La lettera argomenta, citando decine di lavori, sull’assenza di studi e valutazioni d’impatto adeguati a sostenere l’obbligo e sul “first do not harm”.

Da noi arrivano inviti a prolungare ancora obblighi di mascherina per la popolazione generale. Stavolta la voce – un non sequitur appiccicato per dare una parvenza di giustificazione – arriva dal Campus biomedico di Roma, dell’Opus Dei. Sia la pressione per continuare a obbligare – solo da noi – a tenere in pubblico la faccia irriconoscibile e le vie aree ostruite da una pezza umida di fibre sintetiche che fa inalare di tutto; sia l’introduzione della giornalista di Cusano Italia, “questa troppa libertà di non portare le mascherine [sic]”, fanno venire in mente l’affinità tra il fondatore dell’Opus Dei, Escrivà de Balaguer, e il capo del fascismo spagnolo Francisco Franco, al quale nel 1968 Escrivà chiese il titolo di marchese, ottenendolo.

@ Bambalina. In Svizzera Gugliemo Tell accettò di tirare con la balestra a una mela sulla testa del figlio. Gli italiani, applicando la regola ferrea che comunque ci si piega a chi comanda (cercando di ottenerne la benevolenza, per poi rifarsi sui propri pari), coi vaccini ai minori hanno accettato di tirare a un chicco d’uva sulla testa dei propri figli pur di compiacere il tiranno. (Reports of child deaths in the VAERS (US Vaccine Adverse Event Reporting System) – All of the risk, none of the benefit. Gruppo Hart, 17 mar 2022).

@ Fausto Noce. Stimatissimo, a me stringe il cuore vedere quello che consenzienti i genitori sta venendo fatto alla salute non solo fisica dei bambini (Reflections of a Child Psychologist on the Pandemic Response, 2 years on. Gruppo Hart, 13 mag 2022). Ci sono studi che mostrano che censo ed educazione elevati non rendono necessariamente più refrattari alle frodi biomediche. Fa una certa impressione vedere popoli civili e “tosti”, come quelli anglosassoni, cascarci come noi italiani. Anche se noi di più, prima e più a lungo. I canadesi poi hanno vertici politici e vertici medici comparabili ai nostri: es. Bridle BW. “Fiction Disguised as Science to Promote Hatred” 25 apr 2022.

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Vedi anche:

Mandanti, esecutori e catalizzatori

Il fascismo mussoliniano, il fascismo dei banchieri e il fascismo pecorone

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