L’ ipomafia

23 September 2021

25 agosto 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Mattioni “Crespi e i film antimafia dopo la condanna per concorso esterno. I giudici lo scarcerano: “La pena sarebbe una doppia riabilitazione”. E resta in attesa dopo la richiesta di grazia”

Al di là del caso personale di Crespi, è una conferma della vicinanza funzionale – e probabilmente della convergenza ai livelli dei burattinai sovranazionali che controllano il Paese – tra mafia e antimafia, che contrapposte formano un unico dispositivo di potere. E mostra la volontà dei magistrati di alimentare, culturalmente, il tema della mafia, mentre non li si sente molto su quello che dovrebbe essere l’obiettivo primario, spegnere la mafia eradicandola come fattore criminale di primaria importanza. Nel dispositivo mafia-antimafia la mafia perenne consente l’antimafia perenne, e l’antimafia perenne permette di mantenere, servendo da paravento e da alibi, l’ipomafia, cioè i routinari metodi mafiosi al netto della violenza omicida diretta propri delle istituzioni dello Stato. Che in questi tempi vengono applicati nell’operazione covid, es. introducendo – solo in Italia – il sinallagma ipomafioso “se non riconosci allo Stato un controllo farmacologico sul tuo corpo io Stato ti tolgo il lavoro”. Non si vedono né interventi della magistratura né denunce di cineasti a contrastarli. Mentre all’ipomafia viene affidato il compito di eliminare per via amministrativa figure d’intralcio, così come si è usata in precedenza la violenza mafiosa per epurazioni che sono servite a imprimere al Paese la direzione voluta.

@ Antonio Informatico: La “colpa” di mafia e ipomafia è anche dei magistrati che, in consonanza col Quirinale, fanno gli splendidi sulla mafia e i don Abbondio – o i don Rodrigo – sull’ipomafia. E anche dei cittadini che tollerano e applaudono l’estetizzazione dannunziana di quella che dovrebbe essere una guerra senza quartiere, dove conti l’eliminazione della mafia, senza fronzoli. Diseducati in effetti da B e le sue tv, oltre che dalla storica consuetudine del barocco, dove la ricchezza retorica copre la miseria della sostanza. Consuetudine anche di quelli si atteggiano ad avversari del loro compare B, oltre che della mafia. Della quale coltivano la cultura e praticano la versione civile, ipomafiosa, tra un dopocena antimafia e l’ennesima trovata da cicisbei dell’antimafia.

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18 settembre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Musolino “Nel 2013 la ‘ndrangheta voleva uccidere il figlio di Gratteri investendolo”. Le rivelazioni del pentito alla Dda di Reggio Calabria”

Censurato in blocco dopo una mia risposta a un blogger

Una pensata da mafiosi cretini: avrebbe fatto inferocire Gratteri contro di loro. Inoltre con la Ur-mafia, cioè i poteri sovranazionali che sono i patron del suo patron politico Renzi, il primo cacciatore di malacarne d’Italia va d’accordo. Come verifica a sue spese in Calabria – e nel civile Nord – chi sia inviso a tali poteri, e riceva pertanto le attenzioni ostili degli amici istituzionali di Gratteri. Sono poteri che i vastasi, i massoni e i clericali (categorie non mutualmente esclusive) delle ndrine, logge e congreghe di paese servono anche loro, senza fiatare.

Anzi, ora che è in corso il golpe covid si può prevedere un futuro professionale luminoso per i suoi figli che, ha detto Gratteri in tv, studiano medicina. Non dovranno temere la crociata dei Goffredo di Bugliolo degli Ordini dei medici – popò e camicia coi magistrati – contro i medici che non vogliono né fare la puncitina né fare i piazzisti di Big Pharma. Gratteri si è espresso per un obbligo generale di puncitina.

Se qualcuno dei rari magistrato-magistrato facesse il magistrato contro l’attuale spadroneggiare delle Ur-mafie, dei poteri forti sovranaizonali che hanno imposto di trasformare l’Italia in un ghetto da lebbrosi, allora potrebbe correre dei rischi gravissimi, come è accaduto in passato per le passate operazioni. E, come è accaduto in passato, la falange dei colleghi normali lo renderebbe un bersaglio facendogli un vuoto circolare attorno.

Il commento è stato pubblicato al secondo tentativo. Quando “Wilson3” lo ha commentato e io ho gli risposto, tutti e tre i commenti sono stati tolti. La mia risposta a Wilson3, mai pubblicata da Il Fatto:

Mi sembra fumettistico, i mafiosi “arte e fattura diabolica”, il singolo che solo può salvare l’Italia. Di ndrangheta so poco; mentre conosco l’ipomafia, la mafia del mondo legale e istituzionale che non spara ma pratica con metodi altrimenti mafiosi indisturbata gli affari che quelli come Renzi curano dietro al paravento e all’alibi della lotta alla mafia. Ipomafia i cui interessi in campo biomedico ora emergono col covid. Ricordo Gratteri a una conferenza a Brescia accanto a Pecorelli. Rettore e capo dell’AIFA (dimessosi per magagne), cioè del controllo scientifico di Stato sui farmaci, quando il grande ospedale pubblico che dominava innescò e alimentò – senza tema di galera – la rozza truffa propagandistica Stamina*. E’ stato uno dei portaordini da Washington sui vaccini; gli effetti si vedono oggi, con lo sconquasso del Paese, e del diritto. Bisognerebbe cogliere queste “displasie” poco appariscenti ma reali dietro alle uscite alla Gomorra.

Credo che la mafia dal dopoguerra sia stata virulentata da chi controlla l’Italia, per farne uno strumento di potere. E che tra le sue funzioni ci sia – soprattutto dopo la caduta del Muro e l’avvento del liberismo sfrenato – questa di distrazione e legittimazione; che spiega l’interesse – che dovrebbe portare gli spettatori a interrogarsi – di un Renzi per il campione dell’antimafia; e perché di eradicare la mafia non se ne parla, se non a livello retorico.

* Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale

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(fotoBresciaoggi)

 

Brescia, Unibsdays, 23 maggio 2014, aula magna di Giurisprudenza, ore 18. Contemporaneamente, nell’aula 5 di Giurisprudenza, conferenza ““Dal bancone del laboratorio al letto del paziente oncologico”, lo slogan accattivante e demenziale della “medicina traslazionale” (I trucchi della medicina traslazionale), l’ideologia medica dello sloanismo, del getto continuo – come gli aggiornamenti Microsoft di Windows – di prodotti “innovativi” inefficaci e dannosi, funzionale all’impiego della medicina come comoda fonte di enormi profitti. Gratteri, dopo avere entusiasmato l’uditorio, me compreso, parlando di come combatte la mafia, è stato zitto e sorridente, facendo da testimonial, mentre Pecorelli esponeva il suo progetto “Health and wealth”. Il progetto di fare affari sulla salute; che non può funzionare senza frodi, senza impunità e aiuti istituzionali alle frodi, senza la soppressione delle voci di denuncia. Un progetto che la tradizione ipomafiosa delle nostre istituzioni e classi dirigenti propizia. Uno dei “laboratori” intermedi dai quali è uscita l’operazione covid; inclusa la strage di pazienti a Bergamo e Brescia (Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale). Con la collaborazione della magistratura.

Quattro mesi dopo la conferenza Pecorelli era a Washington, da dove ha portato la consegna di fare dell’Italia la capofila mondiale dell’imposizione dei vaccini. Che è ciò che abbiamo vissuto in questi mesi e stiamo vivendo in questi giorni, e che Gratteri appoggia esprimendosi in tv per l’obbligatorietà. Nonostante che il suo ruolo di PM e la popolarità – che i media allineati alimentano – comportino il non pronunciarsi a favore di ciò che deroga dai principi costituzionali e che da molti viene contestato come un grave abuso.

Alla suggestio falsi si aggiunge la suppressio veri con l’eliminazione di chi si oppone. In particolare di chi si oppone alla medicina iatrogena, e si sarebbe quindi opposto, se non fosse stato fatto fuori, alla gestione “clinica” iatrogena che ha prodotto la strage knock-on in Lombardia orientale. Eliminazione attuata mediante i consumati sistemi obliqui dell’ipomafia, e con metodi nuovi d’importazione come il gaslighting. Tramite “fratelli” e clericali che in nella Presila cosentina, a Lamezia, a Brescia, hanno pochi gradi di separazione dalla mafia di ndrina alla quale invece Gratteri è avverso.

Come minimo pratica forme di ragionamento circolare il magistrato – Gratteri non è il solo – che senza conoscere il merito ma dando per certi i benefici si dice a favore dell’obbligatorietà dell’introduzione nel corpo di tutti cittadini di sostanze ad attività farmacologica non ben nota e dotate comunque di una accertata capacità di ledere, anche gravemente (meglio, introduzione nelle cellule, i nuovi vaccini potendosi definire “intracellulari”). Sostanze per di più sbucate fuori in maniera anomala da una vicenda tumultuosa e opaca, che dovrebbe portare a interrogarsi sulla asserità necessarietà e centralità delle vaccinazioni e sull’asserito loro essere “l’unica via di salvezza”. Una obbligatorietà o un costringere che viola non solo il dettato Costituzionale sulla tutela della salute, ma la stessa ontologia implicita nella Costituzione, sostituita con un modello del mondo psicotico, dove il cittadino non ha salute ma deve riceverla dalla case farmaceutiche tramite lo Stato (L’esproprio della salute da parte della medicina dei banchieri). Dove si definisce il cittadino come un uomo inerme, privo di difese, che necessita dei farmaci come chi non abbia i reni della dialisi. In una finzione che criminalmente la malattia la crea (v. es. Vaccinating people who have had Covid-19: why doesn’t natural immunity count in US? BMJ, 13 set 2021). Ragionamenti di infimo livello, discorsi da richiesta di pizzo, tanto più indegni per chi giudica per professione, che ottengono la circolarità col bulverismo (Il bulverismo giuridico e giudiziario su questioni mediche) e con la fallacia del saltare alla conclusione “selecting on the dependent variable”. Pratiche diffusissime, costanti, tra chi conduce e appoggia la campagna covid, e segno certo di cattivo giudizio, per inadeguatezza morale o intellettuale.

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25 ottobre 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post di   “Foggia, Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico: “La criminalità si combatte con la formazione delle coscienze in tutto il Paese”

Come la mafia mussoliniana serve a mimetizzare l’asservimento della “sinistra” al fascismo dei banchieri, e a meglio praticare il fascismo dei banchieri ergendosi ad autorità morali in quanto “antifascisti”, così la mafia dei tagliagole serve a mimetizzare l’ipomafia istituzionale, cioè culture e pratiche amministrative mafioidi a fini illeciti abusando dei poteri dello Stato; e serve a meglio praticare l’ipomafia istituzionale ergendosi a maestri di legalità in quanto “antimafia”. Il teppismo fascista e i tagliagole organizzati vengono lasciati crescere quanto basta a usarli per declamazioni che ormai suonano come i rintocchi di campane crettate. Ciò spiega perché vergognosamente dopo decenni di lutti e devastazioni in Sicilia, Campania, Calabria, dopo avere immolato i migliori ed essersi vestiti delle loro spoglie, si lascia proliferare un areale della malapianta in Puglia.

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29 ottobre 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Frequente “Buccinasco, flash mob di 40 sindaci: “La mafia non è in tv, noi la incontriamo al mercato”. Il pm: “Olimpiadi e Pnrr, non cadiamo nella trappola””

La mafia scempia il Paese anche in via indiretta. Con un meccanismo che in farmacologia si dice di “inibizione competitiva” le mafie impegnando le risorse preposte al contrasto alla criminalità lasciano libere di agire altre forme di grande criminalità. Penso a quelle del business biomedico – fiorente in Lombardia. Dovrebbe essere un motivo in più per eliminate la mafie; invece non se ne parla. Forse la mafia non è un corpo estraneo, non trae la sovrannaturale capacità di esercitare il Male che le viene attribuita da sulfuree fonti interiori, ma è parte del sistema: è protetta, venendo impiegata come uno degli ingredienti di una miscela di poteri volti allo sfruttamento. Nelle dosi giuste, non solo come “imprenditoria” ma anche come inibitore competitivo a favore di grandi business legali. Che beneficiano di una “disattenzione” del controllo di legalità – mentre in coro con magistrati e polizia raccontano quanto sono tremendi e invincibili i samurai mafiosi – tanto estrema, e a volte attivamente complice, che chi ne è vittima deve constatare di avere a che fare con una forma di mafia che non spara; ma che abusa del potere legale applicandolo impunemente nelle forme criminali subdole e silenziose della vecchia mafia.

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Brescia, 29 novembre 2021
Dr. ssa Elisabetta Melotti
Procuratore della Repubblica
Rimini

prot.procura.rimini@giustiziacert.it

La censura del gatto e la volpe su Antimafia e caso Pantani al tempo del Covid

in Per cosa è morto Pantani. Lo sport e il marketing farmaceutico

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13 gennaio 2022

Commento al post di P. Silvis “La mafia è un’organizzazione eversiva e i suoi sono atti terroristici: ecco perché combatterla /2”

Mi sembra valido l’approccio di considerare la mafia come eversione, e di distinguere per punti i suoi vari effetti e i relativi motivi per eliminarla. Ai 4 punti di Silvis però ne andrebbero aggiunti altri, che tratteggiano la mafia come uno dei conci che reggendosi insieme formano il fetido arco del potere reale. Tolta la mafia, il resto crollerebbe o diverrebbe malfermo.

5: la metamafia, cioè la mafia sulla mafia. La mafia di cosca come spauracchio, alibi, distrazione a favore di forme di grande crimine istituzionalizzato che tolta la violenza diretta sono nella cultura e nei comportamenti non meno mafiose. Grandi interessi che i già colleghi con la divisa blu del questore Silvis, insieme ai colleghi con la divisa nera, grigia, bianca, etc. invece lasciano indisturbati e aiutano. Per non parlare dei magistrati. Basti vedere l’assenza di resistenza e la collaborazione ai diktat dello shock covid che mandano la Costituzione al macero – e con essa il buon futuro del Paese. Di una intensità esclusiva da noi, nel “ventre molle dell’Europa”. La controriforma Cartabia rinfocolando il babau della mafia da cinema favorisce la mafia perbene.

6: sovraordinato al precedente, la mafia come strumento dei poteri sovranazionali che controllano l’Italia, che hanno così sia un esercito di tagliagole e grassatori; sia una giustificazione perché le forze di polizia e la magistratura li servano senza perdere la faccia. Tanto che bisognerebbe parlare di sistema mafia-antimafia.

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15 feb 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Marfella “Si scopre che la camorra assicura un welfare avanzato. E lo stato?”

Veramente che il farmaco sia una “risorsa” lo si vede a occhi chiusi, oggi 15 feb 2022, quando a chi non se ne fa iniettare uno di dubbia utilità e sicurezza viene tolto il lavoro. Alla mafiosa. Ma Marfella si riferisce non ai trilioni di dollari del business farmaceutico, ma umilmente alla piccola lasagna per gli impiegati di concetto della ricerca. Che con sincerità partenopea accosta alle vedette dello spaccio. Non solo il farmaco è pilastro centrale dell’economia; ma ciò è un punto sul quale camorristi, politici, magistrati, preti, etc. sono d’accordo. Così che occupano o sostengono livelli diversi della stessa variabile: lo sfruttamento tramite i farmaci. L’altro giorno hanno arrestato Guttadauro, noto esponente storico di quella mafia che ricorda gli antri siciliani dei ciclopi, i mostri che si cibavano di carne umana. Nulla a che vedere con le frodi della medicina ufficiale; che pure pasteggiano con la carne umana, ma in maniera sofisticata. Lo spauracchio mafioso invece di essere incenerito viene agitato da figure come Saviano: aiuta lo sfruttamento tenendo bassa la media e quindi lo standard dell’integrità. Così che i perbene possono arricchirsi illecitamente usando il farmaco come “risorsa”, e sembrare onesti e meritevoli. E’ una delle funzioni della mafia. La statistica insegna che bisognerebbe usare anche la mediana del tasso di criminalità, oltre che la media aritmetica, raffrontando mafia e legalità. E soprattutto raffrontando mafia e medicina.

@ CarloJr. Nel 2021 i ricavi attesi erano un rispettabile 50 miliardi di dollari per quell’anno per i soli vaccini mRNA. Lo riporta Nature*. Non male per prodotti che vengono fatti assumere tramite i governi, con disinformazione e ricatti. E che pertanto la cui “vendita”, termine improprio trattandosi di inganno tramite paura ed estorsione tramite violenza, quindi, meglio, il cui prelievo fiscale a beneficio di privati, è rinnovabile ed espandibile a piacimento. E la cui base scientifica era stata giudicata, testuale, “s***”, cioè m****, da un premio Nobel, il cui nome viene tenuto coperto, riporta lo stesso articolo di Nature.

Il suo strepito è intonato alla pia glorificazione dei suddetti prodotti contenuta nell’ordinanza 583 del 4 feb 2022 con la quale il Consiglio di Stato ha confermato l’obbligo vaccinale per i sanitari; e così l’epurazione dei medici che non reggono con diagnosi e terapie il gioco mortifero sul covid che continua a produrre e aggrava, dopo due anni di epidemia e di misure draconiane, le pessime statistiche usate per giustificare norme che si servono del degrado morale e materiale come arma per obbligare ai farmaci. Mantenendo così lo stesso circolo vizioso di quando la maggioranza dei medici reiteravano il salasso in risposta al peggioramento delle condizioni del paziente dopo il salasso**.

*The tangled history of mRNA vaccines. Nature, 16 set 2021.
**Il salasso ieri e oggi. La sinergia tra malattia e terapia. Sito menici60d15.

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26 febbraio 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post di M.L Iannuzzo, S. Gandini, E. Dragagna, G. Ripamonti “Covid: ai sanitari non vaccinati non basta la guarigione. Perché questa discriminazione?”

In UK la minaccia di vaccino obbligatorio per i medici è stata ritirata dal governo dopo l’opposizione di parte dei professionisti, che l’hanno descritta come “unethical, immoral, discriminatory, ineffective” 1, “lunacy, tyrannical, conter-productive, a totally perverse and amoral bastardisation of science” 2 etc.

Da noi senza una seria opposizione, con gli Ordini e i sindacati i primi a spingere per l’obbligo, la “Junta” è andata oltre, arrivando con questo obbligo di vaccino ai guariti allo hazing, il rituale di ammissione a gruppi chiusi basato sul degrado e l’abuso 3. Sottoporsi a una tale regola implica il calpestare la razionalità scientifica e il non nocere anche verso sé stessi. E accettare l’ideologia psicopatica che la salute la dà la medicina, il corpo essendo altrimenti inerme 4. Non è solo discriminazione: è un criterio di selezione perversa di soggetti moralmente e intellettualmente adatti a condurre sulla popolazione le aberrazioni del covid e della medicina come strumento di profitto e di dominio.

I triti resoconti della “puncitina” sono un pezzo forte della retorica che serve a giustificare la permanenza della mafia di cosca; che giustifica l’ipomafia di Stato, che ora istituzionalizza un rito da affiliazione criminale.

1 Open letter to House of Lords on NHS Vaccine Mandate. Hart 3 gen 2022.
2 Reverse Ferret on Vaccine Mandates. Hart 9 feb 2022.
3 Hazing. Wikipedia.
4 L’esproprio della salute da parte della medicina dei banchieri.

@ Free as a bird. Due titoli de Il Fatto online di oggi: “Anziani in RSA, il grido di dolore dei parenti chiusi fuori da 2 anni: “sono diventati dei lager. Si muore anche di solitudine”. “Anziani in RSA, ennesima modifica per costringere a riaprire dopo due anni. E il comitato parenti lancia lo sciopero delle rette”. Un altro aspetto delle misure orwelliane messe in atto in Italia, su basi posticce e grottesche (come le pezze d’appoggio per l’obbligo vaccinale su coloro che quando c’era la scienza rientravano nella classe “recovered” del modello SIR). Un altro aspetto della disumanità, follia e degrado che le misure spandono; e delle reazioni che suscitano, che vi fanno ghignare.

“La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”. Parafrasando Falcone, le epidemie sono un fenomeno naturale, che comincia, evolve e si esaurisce (grazie agli immuni ab initio e ai recovered, che nel vostro covid con la maschera del joker non esistono o sono marginali). Sono le epidemie finte, gonfiate, le epidemie fenomeno umano, le epidemie disegnate da chi manovra la mafia e condotte da chi è imbevuto di cultura mafiosa, che non sono congruenti con la curva naturale e vengono fatte proseguire a piacimento.

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1 marzo 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post “Carceri, il giudice scelto per guidare il Dap scrive a Cartabia: “Mie frasi equivocate”. Maria Falcone: “Attenuare 41bis? Segnale pericoloso””

La mafia è una istituzione prevista dalla costituzione non scritta: uno standard negativo e un alibi che fa sembrare lecito e lascia indisturbato il grande malaffare legalizzato. Aiuta a mantenerla l’enfasi sul culto dei martiri. Che andrebbero ricordati e onorati non con gare di poesia e recitazione ma con resoconti quantitativi che mostrino quanto ci si è avvicinati all’eliminazione della mafia, l’unica “terapia” valida. Il magistrato scelto dalla custode della costituzione Cartabia addita la scarsa sostanza dietro ai riti antimafia; ma lo fa pro misure che ravvivano il benchmark mafioso, non per rendere effettiva la guerra.

Del resto, per appoggiare i gravi abusi anticostituzionali, anti-diritto, antidemocratici, anti-etici delle “misure” covid i magistrati stanno tradendo il loro dovere primo di preservare la natura induttiva del loro lavoro; di basare cioè azioni e sentenze sul serio accertamento dei fatti. Trasformano il loro compito in deduzione, povera e servile dietro al pomposo latinorum. E a volte pure zoppicante. Con omissioni e interventi che sono deformi quanto ciò che invece dovrebbero raddrizzare. Proprio come i loro sodali scienziati, medici, giornalisti; accomunati dalla degenerazione nel deduttivo, nell’astratto, nello scolastico, nel teologico, di professioni in primis empiriche e induttive. Il ritorno alla tradizione di favorire il babau mafioso fa comodo anche a molti che ne denunciano la contraddittorietà rispetto alla retorica antimafia.

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5 marzo 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post di L. Musolino “‘Ndrangheta, arrestato Campisi: era latitante da 2 anni. Il broker della droga era nascosto a Roma. A casa una parrucca e molti libri”

“Oh what a tangled web we weave, when first we practice to deceive” W. Scott.

E’ l’epigrafe di un articolo che spiega i trucchi contabili sulla mortalità dei vaccinati e non vaccinati*. Falsi bilanci criminali che non temono la GdF e le DDA; che stanno dalla parte di Klaus Davi, che strilla in tv istigando ad addossare ai non vaccinati la colpa di una epidemia ottenuta con manipolazioni del genere.

La mafia viene interpretata secondo categorie fumettistiche. Come fa comodo al potere**. Dovrebbe piuttosto essere analizzata con strumenti concettuali che vadano oltre il livello Gomorra. Es. quelli alla base degli structural equations models***. Sotto questo aspetto le letture del mafioso sulla criminalità massonica e sul pasionario dell’antimafia Davi sono del tutto pertinenti alla sua attività criminale. Riguardando variabili latenti, e anche confounders, ovvero poteri che agiscono causalmente sia sulla mafia sia sulle istituzioni antimafia. Come può sperimentare a sue spese, da Lamezia a Brescia, chi sia inviso alle forze, latenti, ma non troppo, che impongono sia la mafia perenne, e quindi l’antimafia perenne; sia questa novità nella storia umana e questa mafiosizzazione della biomedicina, le epidemie rovinose a sorgente stazionaria.

*Public Health Scotland and the misinterpretation of data. Hart, 4 mar 2022.
**I professionisti della metamafia. – L’ipomafia. Sito menici60d15.
***Gli structural equations model per lo studio dei Misteri d’Italia. Sito menici60d15.

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11 marzo 2022
Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Bella “Green pass, perché è difficile sostenere che sia ancora uno strumento adeguato”

CENSURATO

Per quanto tardivo e annacquato, un discorso che in regno cecorum suona ragionevole e coraggioso, echeggiando timidamente quanto nel resto del mondo è stato già riconosciuto e tradotto senza storie in revoca delle misure, ancorché blande. Ma comunque un discorso ingannevole: i politici sono bifronte, e le due facce sono diverse tra loro. Questa del 5S Bella è la faccia verso il gregge. Quella verso il potere, che è quella che conta, è la faccia con le gote marcate del 5S Sileri, rappresentativa del partito che gabbati gli elettori mantiene e stira verso l’infinito le imposizioni orwelliane della medicina dei banchieri. Imposizioni lesive della salute e distruttive per la società e l’economia.

Di concerto con l’accademico pontificio Ricciardi, la faccia vera di Bergoglio. Una faccia espressiva, cinematografica; da domenicano che nella sala delle torture con malcelato piacere ordina al boia un giro di corda in più. Avrebbe potuto recitare ne “Il nome della rosa”, oltre che come fece ne “L’ultimo guappo”.

E con una magistratura che permette e favorisce la riscrittura in termini mafiosi della Costituzione, con l’obbedienza al ricatto mafioso come dovere e obbligo del cittadino; avendo verso il potere la faccia del suo già portavoce degli interessi di categoria Palamara. Mentre mostra al volgo una faccia severa incorniciata tra quelle di eroi antimafia coi quali ha poco a che fare.

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12 marzo 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Limiti “Stragismo e golpismo non si incontrarono mai, ma diedero forza al progetto eversivo della P2”

“La storia di una sconfitta”. E’ vero. Eversione, e mafia, sono standard negativi, che fanno sembrare “mediazione” un abbassare il livello di civiltà. Centrato l’esempio di Mussolini che sguinzaglia a tale fine gli squadristi. Ho commentato qui un mese fa, su un singolare post di un autore anticamorra che perorava una cagnotta per i lavoratori del business farmaceutico, che per valutare lo stato di legalità e democrazia bisogna resistere alla tendenza intuitiva di limitarsi all’equivalente concettuale della media aritmetica, ma bisogna considerare anche la mediana. Il Male può essere pesato o contato. La media aritmetica pesa e trova il baricentro. Le stragi, i golpe, i fiumi di sangue, pesano molto. Se ci si limita a pesarli, come vuole chi li orchestra, la soglia della legalità viene abbassata. Pilotando bombe, assassini di migliori, rumore di sciabole si è ottenuto lo scadimento dello standard: oggi, nella tempesta, accettiamo come timonieri figure minuscole e infedeli.

In statistica per evitare indici falsati dal peso dei valori estremi si usa la mediana: non si pesa ma si conta, disponendo i valori in ordine crescente e prendendo come indice il valore a metà. Le bombe, i tagliagole, non devono distrarre dagli sciami di piccoli e medi disonesti e traffichini che operano impunemente, protetti proprio dagli alibi ben costruiti dei misteri d’Italia e della sempreverde mafia: questa “ipomafia” attua il tradimento del Paese prefigurato da golpisti ed eversori.

@ Stokasto. Quanto riporto sull’uso della mediana in statistica è pacifico. In genere l’esempio che viene fatto nei libri di testo è col reddito. Se su 100 persone una guadagna 10 milioni all’anno e le altre 99 guadagnano 25000, un reddito di 124750, la media aritmetica, non rappresenta efficacemente la popolazione. Mafiosi, killer piduisti, etc, sono i “milionari” del crimine, che spostano verso il basso il livello socialmente accettabile di criminalità; ma l’effetto cumulativo degli affari formalmente legittimi, e resi così presentabili, di una classe dirigente che tra una commemorazione e l’altra ci vende non è meno pesante. Quelli colti con le mani nel sacco gridano “invece di occuparsi dei mafiosi…”; mentre Borsellino spiegava come non basta la fedina penale pulita per essere un politico pulito.

Vista la sua giaculatoria su Gauss penso che non sia solo la mia prosa a non essere immediata per lei. Che appare contagiato dal calculemus, l’automation bias. L’illusione, favorevole alle frodi, che la scienza sia una questione di applicazione di algoritmi. E che esenti quindi dal pensare*. Una degenerazione, un rifugiarsi, nel momento deduttivo, praticata anche dai professionisti della giustizia, i magistrati, es. per giustificare le leggi liberticide, nocive e sadiche basandosi sulla premessa a priori della tutela della salute, invece di esaminarne la fondatezza.

*Gigerenzer, Marewski. Surrogate Science: The Idol of a Universal Method for Scientific Inference.2015.

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6 febbraio 2021

Blog de il Fatto

Commento al post di M. Del Corno ” “La tirannia del merito”, nel libro di Michael Sandel tutti gli inganni e i pericoli della meritocrazia”

Il merito è il criterio valido quando comprende le doti morali oltre alla competenza e alle capacità. La meritocrazia è l’ideologia per la quale il comandare, il privilegio, l’arricchimento, sono meritati per definizione. Occorre distinguere nettamente tra merito e meritocrazia*. Altrimenti si può benissimo avere contemporaneamente meritocrazia e soppressione del merito vero. Lo mostra il pendolo della politica che ci passa sibilando davanti oscillando tra i due nuovi poli: demagoghi e tecnocrati. Tecnocrati ultra-competenti, ultra-competenti anche nel confezionare cravatte e applicarcele. Demagoghi di vario genere, rozzi, mediocri, a volte incapaci totali, figure appaganti per i mediocri e i presuntuosi, ma anche loro obbedienti ai burattinai. Con nel mezzo figure di politici tradizionali che, poco rassicuranti, e a volte agghiaccianti, sono i generatori del moto pendolare.

*Choosy, marchesini e figli di. La differenza tra meritocrazia e merito. (2012).

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24 marzo 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post “Donna minaccia Don Patriciello all’incontro antimafia: “Misura le parole e non succede nulla”. Conte lo difende: “Grave, chi la manda?”

Il clero storicamente condivide e sostiene la visione mafiosa dell’omertà come valore: della collaborazione con la giustizia come infamia*. Ora con la ciellina Cartabia piazzata al ministero della giustizia nel governo Draghi-Mattarella – i cui diktat, unici in Europa, hanno più di un sentore della concezione feudale e gerarchica della società propria della mafia – tale sistema morale perverso riceve una forma di riconoscimento e di premio. Favorendo la mafia si aiutano anche i grandi imbrogli e le ruberie del mondo perbene, ai quali la mafia fa da contrappeso, col risultato di una stabilità che è patologica. Con una mano, tenuta sotto il banco, il clero (di concerto con politici come Conte) manovra a favore dei benefici che la presenza mafiosa dà agli sfruttamenti di massima scala, dei quali mafia e clero sono partecipi; con l’altra, bene esposta, prende i benefici di immagine e materiali dati dall’antimafia.

I preti leader dell’antimafia Patriciello e Ciotti possono usare il microfono che tengono sempre in mano per dirci chiaramente cosa pensano della controriforma della Cartabia sui mafiosi? Il pubblico con la spilletta dell’antimafia e dall’applauso pronto può chiederglielo, invece di gustarsi il brivido di questi happening mafia-antimafia? Glielo avrebbero già dovuto chiedere, come dovere professionale, giornalisti e opinionisti che trattano di mafia.

*I collaboratori di giustizia, infami e anticristiani. E passim, in: Sales I. I preti e i mafiosi, Rubbettino, 2016.

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18 aprile 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post “Ergastolo ostativo, l’Antimafia: “Escludere i benefici per i detenuti al 41-bis e prevedere requisiti più stringenti per i reati di mafia””

Invece di un “no” chiaro e forte, l’antimafia di palazzo San Macuto collabora alla sostituzione delle porte a battente delle celle con porte girevoli. Estendendola, dietro a distinzioni di bandiera e bizantinismi. Facendo con le mani l’opposto di ciò che dice con la bocca; l’abilità nella quale i 5S non sono inferiori agli altri gruppi ma eccellono.

Questo gioco dell’oca sulla sbandierata lotta al Male è un cattivo segno. Non solo per l’effetto diretto di favorire la vitalità, l’operatività e l’omertà e affievolire la deterrenza. Ma anche in quanto il crimine convenzionale fa da lubrificante, da alibi, da distrazione e alla bisogna da agente al crimine dei poteri forti, che sono in ebollizione. E’ sotto questo aspetto che non sorprende che l’antimafia dei Morra e dei Grasso si mostri in linea con lo storico ruolo di questa commissione (O. Barrese. I complici. Gli anni dell’antimafia. 1973).

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10 maggio 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post “Ergastolo ostativo, la parola torna alla Consulta a un anno dalla sentenza. Il Parlamento non ha approvato una nuova legge”

I mafiosi non sono in sé “samurai invincibili”. Ma scaltri e sanguinari delinquenti di paese. Sarebbe quindi giusto che non ricevessero un trattamento carcerario che ha tratti di crudeltà. Sono però resi entità sovrannaturali, l’“arte e fattura diabolica” del Manzoni, in quanto protetti e virulentati dai poteri maggiori (per me è questa la definizione di mafia: criminalità protetta e virulentata dal potere; definizione che includerebbe tanti “perbene”). E in quanto usati come assoluto negativo; che crea l’assoluto speculare della lotta alla mafia, l’alibi dietro al quale praticare e favorire forme presentabili di criminalità del potere.

Non c’è democrazia senza laicità. Cioè senza il rifiuto di riconoscere valore non in base al merito ma a priori, in ossequio alla collocazione in difesa di qualche assoluto. Il divenire indiscutibili in quanto si dice di parlare e agire in nome di Dio; o oggi della “Scienza”. O della lotta al Satana mafioso. C’è una infestazione di assoluti che conferiscono sacralità mentre si fa strame della Costituzione. E’ in nome della Difesa da quinte colonne di poteri esterni, e Difesa della laicità, con l’eliminazione di pretesti per creare assoluti che ledono la democrazia, che si giustifica l’ergastolo ostativo e il rendere onerosa l’omertà. Invece si coltiva la mafia come assoluto e ci si ricorda che è “un fatto umano” solo quando si tratta di perpetuarne e ravvivarne la funzione simbolica di Moloch, non meno nefasta delle sue violenze materiali.

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23 maggio 2022

Blog de il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Giovanni Falcone, tutto quello che non torna sulla strage di Capaci 30 anni dopo. L’esplosivo, i buchi neri e i mandanti esterni (mai trovati)”

“Capaci è una strage che sembra compiuta da ingegneri”. O progettata da un corpo di genieri. La “teoria del doppio cantiere” è interessante anche come schema generale. Una ricostruzione di Portella della Ginestra vede quella strage eseguita da un secondo gruppo di fuoco, armato dagli USA, che sparò all’insaputa di Giuliano. Lo stesso sistema del doppio tiratore è stato descritto per Kennedy a Dallas. (Ci sono ipotesi, discusse, di doppia bomba anche per altre stragi). Joe Bonanno (Joe Bananas) faceva sparire i corpi degli uccisi nel doppio fondo di bare di morti “normali”.

Il sistema della quinta teatrale che nasconde il reale che imita, del coprire e mimetizzare sangue e fango dietro a uno scenario vistoso di sangue e fango, vale anche per le commemorazioni; autocelebrazioni tanto pompose quanto omertose sui mandanti sovranazionali. Il “performative activism” facondo nell’attribuire tutto ad una onnipotente mafia – che fornì la manovalanza e anche la “patsy” – e al più a suoi nebulosi referenti romani – i quadri intermedi – ma afasico sui poteri forti che controllano l’Italia; l’impossessarsi della sacralità, il presentarsi come affini agli uccisi, costituiscono per torme di politici, magistrati, forze di polizia, opinionisti un catafalco dietro al quale praticare l’asservimento ai mandanti sovranazionali – oggi come allora. La sonorità inconcludente delle celebrazioni facilita il tradimento istituzionale, costituendo quindi una prosecuzione dell’eversione.

24 maggio 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post ““Andreotti è vicino ai mafiosi”: il rapporto Usa nove mesi prima dell’avviso di garanzia”

Un rapporto – o un attestato – USA su Andreotti vicino ai mafiosi e 9 mesi dopo avviso di garanzia. Il console USA a Milano Semler, lo stesso che osserva con tono innocente che per uccidere il rappresentante in Sicilia del più potente e ammanicato politico italiano ci devono essere state protezioni ancora più alte, incontra Antonio Di Pietro e 4 mesi dopo comincia Mani Pulite. Stragi e Mani Pulite insieme spazzano via la Prima repubblica; corrotta; e, statalista, in contrasto col liberismo successivo alla Caduta del muro. Plasmano una Seconda repubblica più adeguata. E non meno corrotta. Silenzio invece di diplomatici USA e nella sostanza inazione dei magistrati italiani sui rapporti di Andreotti con fatti accaduti prima della Caduta del muro, come le uccisioni di Ambrosoli, Moro, Dalla Chiesa.

In un celebre esperimento di neurofisiologia Benjamin Libet mostrò che il cervello invia l’ordine di eseguire un movimento una frazione di secondo prima della decisione cosciente. Secondo l’interpretazione dell’esperimento quando noi pensiamo di decidere di muovere un dito, e diamo l’ordine alla mano, l’ordine è in realtà già partito. La coscienza sarebbe un replicatore piuttosto che il vero decisore. Forse, su reati che riguardano il controllo del Paese da parte di poteri forti, anche per i nostri magistrati prima delle loro azioni coscienti – incluso il trattenersi – l’impulso è già partito, per vie che rendono un’illusione il libero arbitrio.

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7 giugno 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Gadda “Sanità, è utopico non lasciare alle aziende la verifica di efficacia ed effetti avversi dei prodotti”

La necessità di un controllo statale sui prodotti biomedici è stata descritta nel 1963 dal Nobel per l’economia Arrow*. Le ragioni sono ovvie**. Editor di importanti riviste biomediche contrastano esplicitamente il chiamare lo Stato che fa lo Stato “utopico”, “irrealistico”, e propugnano la “Sequestration thesis”, cioè che il controllo di efficacia e sicurezza sui farmaci passi del tutto allo Stato***.

Ma il controllo statale sulla medicina è tanto corrotto da raggiungere il “paradosso di Fellini”. “Se un ladro ha la faccia da ladro in fondo è onesto” dice un suo personaggio: eliminando del tutto la fictio dei controlli statali la situazione sarebbe più genuina e lineare. Ciò avrebbe però effetti occupazionali negativi, tipo “legge Merlin”, sulla burocrazia che vi campa e prospera.

Si potrebbe estendere la deregulation, e fare eseguire il controllo di legalità sui reati penali agli imputati stessi. Un poco già avviene, e avverrà ancor più con la riforma Cartabia. Ma la montagna di m. della mafia, che diverrà così più alta, serve appunto a questo, a giustificare la mano libera che viene lasciata alla montagna di m. che nasconde, quella della mafia che non ha la faccia da mafia; e che con carabinieri e magistrati va a braccetto.

*Uncertainty and the Welfare Economics of Medical Care.
**Lexchin J. Those Who Have the Gold Make the Evidence: How the Pharmaceutical Industry Biases the Outcomes of Clinical Trials of Medications. 2012.
***Can we tame the monster? BMJ, 2006.

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14 giugno 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Elezioni Palermo, c’è un libro che il nuovo sindaco Roberto Lagalla dovrebbe leggere”

Sui “flirt” e le promiscuità tra mondo bene e cosche c’è anche la raccolta “Criminalità dei potenti e metodo mafioso” (2009). Prefazione dello stesso Lagalla, come rettore dell’Università di Palermo. Il libro ha contributi di ottimi magistrati: Caselli, Del Bene, Di Matteo, Gozzo, Ingroia, Lo Forte, Messineo, Paci, Pepino, Scarpinato. E di attivisti e studiosi di primo piano, tra i quali Ciotti, Dalla Chiesa, Dino, Ruggiero. Comprende una sezione intitolata “La sanità siciliana: una radiografia dall’interno”. Lagalla, già a capo della sanità siciliana, è radiologo.

In attesa che l’intellighenzia e gli addetti affrontino e sviluppino il tema dei legami tra mafia e antimafia – a mio parere, il tema di come entrambe siano, pur contrapposte e largamente inconsapevoli, integrate e subalterne sotto lo stesso dispositivo di controllo del Paese – e il tema della necessità di un più netto clivaggio tra le due, ci si può consolare con Lampedusa:

“Ma era poi la verità questa? In nessun luogo quanto in Sicilia la verità ha vita breve: il fatto è avvenuto da cinque minuti e di già il suo nocciolo genuino è scomparso, camuffato, abbellito, sfigurato, oppresso, annientato dalla fantasia e dagli interessi: il pudore, la paura, la generosità, il malanimo, l’opportunismo, la carità, tutte le passioni, le buone quanto le cattive, si precipitano sul fatto e lo fanno a brani; in breve è scomparso.”

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15 giugno 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post “Obbligo mascherina su mezzi pubblici, autista Atac: “Senza controlli è un problema. Temiamo aggressioni da parte di chi non vuole indossarla””

Salvo ovviamente lasciarsi uno spiraglio per voltare faccia alla bisogna, gli autisti invece di opporsi, o prendere le distanze, o limitarsi a pensare a guidare, chiedono più sbirri per sostenere un sopruso privo di altro fondamento* che la volontà di umiliare e degradare – a scapito della salute.

In Italia la cultura mafiosa, che nel settore della criminalità assume le forme delle cosche e delle ndrine, è diffusa, e prolifera nelle istituzioni e nella mentalità di tanti. Questa esclusiva di mafiolandia, le mascherine obbligatorie a oltranza sui mezzi, è un atto di prevaricazione da barone siciliano. Gli autisti offrono la loro disponibilità a fare i campieri. Disponibilità per molti derivante dall’essere clientes di chi gli ha fatto avere il posto raccomandandoli.

*Face Mask Requirements in Healthcare Facilities Call for an Exit Strategy. UK Medical Freedom Alliance. 6 mag 2022.

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20 giugno 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post “Stragi del ’92, la pg di Palermo: “Sentenze ci dicono che ci sono piste da esplorare. Mancano dei pezzi sui concorrenti esterni””

All’indistinta tassonomia dei responsabili delle stragi ora si aggiunge la categoria dei “concorrenti esterni”. Un concetto trascurato ma fondamentale, un convitato di pietra – un segreto di Pulcinella, se il tema non fosse tragicamente solenne – dovrebbe essere quello di “motore primo”. Così si riferisce agli USA anche V. Bevins, nel libro “The Jakarta method. Washington’s anticommunist crusade and the mass murder program that shaped our world “, 2020, che mostra come gli USA abbiano messo il mondo a ferro e fuoco per imporre il loro dominio. L’azione del motore primo anche nella violenza eversiva italiana trova riscontro in innumerevoli ricostruzioni. Es. nel recente “Dietro tutte le trame” di G. Tamburino (che cita il libro di Bevins). Si potrebbe organizzare uno schema di responsabilità a tre livelli: A) motore primo, le amministrazioni USA e atlantiche coi loro emissari. B) quadri intermedi, cioè servizi e politici nazionali. C) esecutori, che hanno anche funzione di parafulmine, addossandosi tutto o quasi.

Ma un altro concetto necessario è quello di Primo Levi di “zona grigia” (I sommersi e i salvati), come sa chi sperimenta come magistratura e le forze polizia, pur aristoteliche in quanto scolastiche, siano reticenti e ambigue su questo motore primo, e anche sui motori secondi, che favoriscono nei loro disegni attuali mentre stirano all’infinito i procedimenti sulle operazioni passate; attribuendo invece agli esecutori “arte e fattura diabolica” (Manzoni).

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6 luglio 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post di S. Bauducco “Milano, in centinaia alla manifestazione di solidarietà a Gratteri: “Impariamo dagli errori del passato, non isoliamo i magistrati”

CENSURATI

Ho anch’io l’impressione di una replica, o di un booster, di quanto messo in atto 30 anni fa. Volto a ottenere la ripetizione delle stesse risposte errate. Più o meno pilotate dagli stessi mandanti. Il non avere stroncato le mafie – con la giovane donna appena resa vedova condotta dal prete al microfono a parlare di perdono davanti alle bare; e la creazione di un dualismo stabile mafia-antimafia che lascia libera di agire l’ipomafia, la mafia di Stato e dei grandi attori mondiali che non spara ma parassita il Paese. L’attentato annunciato viene fuori, proprio come allora, mentre all’Italia vengono fatti scendere altri livelli ancora sulle scale della democrazia, prosperità e civiltà.

“La mafia è una montagna di m. usata anche per coprire la montagna di m. dei poteri forti. E’ il grande alibi e diversivo per magistrati, polizia, politici, che servono i puppetmaster che la controllano. La lotta perenne alla mafia è il meccanismo di difesa, negazione, spostamento, idealizzazione che consente anche ai cittadini comuni di continuare ad essere vigliacchi, ciechi e muti riguardo alla valanga di m. che subiscono dai poteri forti: considerando solo la montagna mafiosa e facendo i tifosi dal divano, senza rischio. […] E la notizia viene dagli ambienti dei servizi, che sono sia i canali dei poteri interessati a mantenere il grande paravento mafia-antimafia; sia i canali tramite i quali in passato è stata conferita alla mafia l’onnipotenza materiale stragista che si finge sia endogena. Così il rischio reale forse c’è per Gratteri; tanto più che ci sono precedenti di persone interne al sistema fatte uccidere per cinici disegni; ma deriverebbe non da un reale strapotere mafioso da fumetto ma da una volontà dei poteri forti di rinnovare la narrazione “mafiosi onnipotenti-eroi solitari”. Per rinfocolare la battaglia di diversione con la quale permettere all’esercito dei tengo famiglia di praticare a tutti i livelli servilismo, acquiescenza o piena complicità con i poteri forti.” (Da “Il sistema Zanardelli: l’ipomafia a Lamezia al tempo delle notizie di progetti di attentati a Gratteri”. In preparazione).

 

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Vedi anche:

Omologhi mafia-ipomafia: l’Angolo di Del Bono. In: Milizie bresciane, 9 dicembre 2021

Il coraggio dei Carabinieri e la loro attività di repressione dell’onestà

L’infinitizzazione del Bene e del Male

I professionisti della metamafia

La terza testa del mostro

Il sinallagma ipomafioso e la giustizia a cricchetto nell’operazione Shylock

Mafia fordista e neoliberismo

Un certificato di decenza per le attività antimafia

La convergenza di mafia e antimafia. Pizzo mafioso e pizzo di Stato

La mafia e l’antimafia favoriscono la soggezione dell’Italia a poteri extra-nazionali ?

La mafia murina

Mafia padana e magistrati

Antimafia e cultura dell’emergenza

Lotta alla mafia nell’anno domini 2010: Saviano e Lea Garofalo

I magistrati “business friendly” e la mafia come sineddoche tendenziosa

Definizioni calde e definizioni fredde della mafia

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