Un certificato di decenza per le attività antimafia

26 novembre 2018

22 novembre 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post di Tom’s Hardaware “I beni confiscati alle mafie sono online sul nuovo portale “Confiscati Bene 2.0””

Per spiegare l’affiliazione di personaggi di tipo mafioso (caso Montante), Giancarlo Caselli ha paragonato il movimento antimafia a un “fiume impetuoso” che può trascinare anche detriti. A me sembra piuttosto una palude che circonda roccaforti dell’illecito, rendendole ancor più inespugnabili, in certi casi. Come quello di TIM, che tramite la sua fondazione si fa ringraziare per un sito web sui beni confiscati alla mafia ma inflessibile confisca, è il mio caso, 56 euro al mese per una connessione ADSL che quando va bene è a 3 megabit/s. Il tethering con la sim Iliad del mio smartphone, 6 euro al mese per 30 GB, rete 4G, dà al pc di casa una connessione internet molto più veloce.

Se si vuole un’antimafia pulita, la cui immagine non abbia bisogno di essere rattoppata col marinismo dell’ex procuratore di Palermo, non bisogna dimenticare che la correttezza precede l’eroismo. Che l’antimafia non esonera dall’onestà. Se davvero non si vuole che l’antimafia sia un alibi, una sponsorizzazione morale, per parassitismi e ruberie, si deve verificare, e magari certificare, la decenza nelle loro attività dei singoli, delle imprese, delle istituzioni che vogliono esibire il bollino antimafia, prima di ammetterli a far parte del grande maglio d’acqua che tutto travolge.

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Bolletta Tim, arrivata nella buca delle lettere il giorno dopo avere postato il commento.

 

 

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Speed test, domenica 25 novembre 2018 ore 11:06.

 

Componenti Fondazione TIM

Consiglio di amministrazione: Fulvio Conti, presidente. Alberto Mingardi, vicepresidente. Camilla Antonini, Luca Josi, Riccardo Meloni, Francesco Russo, Simona Signoracci, consiglieri.

Comitato scientifico:
Gilberto Corbellini*
Fiorella Kastoris
Luca Enriques
Francesca Pasinelli**

*Filosofo della scienza. Ha preso parte, tra le altre cose, a ciò che ho denunciato come la doppia truffa sulle staminali (Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale).
**Direttore generale di Telethon. Associazione da me descritta come animatrice di frodi sulle malattie genetiche e rare (La questua delle multinazionali).

 

26nov18aLeggeCrimineControUmanitàCausaTelethonNobilissima1

Il Fatto, 26 novembre 2018. Per la giornalista Chiara Daina sarebbe “nobilissima” la causa sostenuta dalla Fondazione Telethon per l’espansione, tramite legge dello Stato, degli screening neonatali per malattie genetiche rare. Io invece ritengo che sia una nefandezza di vasta portata, paragonabile alle leggi razziali e alle loro conseguenze per infamia e per passiva accettazione. Un crimine contro l’umanità che andrebbe bloccato.

Il disegno di base della trappola è esemplificato da un commento di David Hand, già presidente della Royal Statistical Society: “A screening instrument which correctly identifies 99% of the rare class and also correctly identifies 99% of the majority class, when applied to a situation in which the rare class comprises just one in a million of the population, will be incorrect for about 99.99% of those it predicts belong to the rare class.

L’espansione degli screening neonatali per malattie rare, per di più con test che sono lontani dall’avere l’accuratezza considerata da Hand, spesso non ben validati, e soggetti alla tendenza a tararli in modo da avere falsi positivi, trasformerà su scala nazionale bambini sani in malati, falsamente etichettandoli come malati e trattandoli come tali. Non ci sarà in genere neppure il corrispettivo della salvezza dei pochi malati veri, perché viene trasgredito tra i vari criteri che consentono di organizzare screening anche quello della disponibilità di cure di provata efficacia. I farmaci hi-tech in sviluppo ai quali verranno così procurati pazienti di comodo sono noti per avere un rapporto abnorme tra l’efficacia, scarsa o nulla, e i prezzi, milionari. Screenare a tappeto per malattie rare (e a volte non ben definite) è una impostazione in realtà delirante, finalizzata a fare soldi, con mezzi da sociopatici. Il livello di criminalità, di danno alla vita, agli averi, al benessere, il livello di imbarbarimento sociale e politico, il tradimento e la prostituzione dei principi etici e metodologici della medicina e della ricerca scientifica non pongono l’impresa “nobilissima” a un livello migliore di quello degli affari dei meno paludati “imprenditori” rispetto ai quali la dirigenza TIM si pavoneggia mostrandone i beni confiscati sul sito dedicato. Forme diverse dell’orrore. Le bestie della mafia versus i mostri della medicina come mezzo di profitto facile e illimitato. Il solvente nel bambino invece che il bambino nel solvente.

“Imprenditori” farabutti, quelli esibiti dall’antimafia TIM, che si avvalgono di sistemi sleali come il sabotaggio, il dileggio tracotante, il discredito, l’intimidazione.

 

26nov18hPaneUDucosTangheriTelefoniCiondolanti4Brescia, 26 novembre 2018. Operaio dei telefoni che ostruisce il passaggio; uno dei quattro (ditta Valtellina, di Bergamo, partner e fornitore di servizi TIM) ciondolanti mani in mano nell’area davanti al negozio nel quale compro il pane, luogo canonico di stalking e molestie. In genere A2A, che ha per presidente un altro studioso, Valotti, professore alla Bocconi, amico di Mattarella, mi ci fa trovare qualche camioncino della raccolta spazzatura.

 

 

MafiaAntimafiaInLombardia
Il complesso mafia-antimafia in Lombardia

 

AntimafiaEOspedaliPediatriciGli affari del Bene. Antimafia e ospedali pediatrici prosperano insieme.

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27 dicembre 2018. Mi arriva una fattura della TIM, per la prima volta via email invece che cartacea. E’ salita a 61,51 euro. Il rapporto tra la qualità della connessione, che è salita sopra i 3 megabits/s, e il costo, dati i prezzi di mercato, viene pienamente confermato essere nell’ambito della frode in commercio. Le caratteristiche di boicottaggio, mobbing e tracotanza sono accentuate. TIM, che ha precedenti quanto a partecipazioni negli affari sporchi di strutture occulte, sta offrendo un servizio d’appoggio a grandi frodi biomediche danneggiando chi le contrasta; tramite la fornitura di un servizio di pubblica utilità come internet. In coda agli articoli scientifici sono spesso riportati i finanziamenti che li hanno resi possibili. Io dovrei riportare in calce alle mie denunce i finanziamenti negativi e gli ostacoli. Mentre a strutture come TIM va riconosciuto il merito di avere contribuito col loro mecenatismo inverso a schemi criminali. Come questo sugli screening neonatali per malattie rare, che si può chiamare

Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocure

Lo schema di base è: in nome della “scienza” a) creare falsi malati alterando i criteri diagnostici, e insieme b) fornire nuove false cure; che “curando” chi non è malato mostreranno “a fantastic illusion of benefit” (J. Lenzer, sul pacchetto test enzimatici-trombolitici per la malattia coronarica*). Inoltre con le sovradiagnosi più pazienti e quindi più profitti. Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocura delle malattie rare congenite è dei più inconsistenti, deleteri e lucrosi. Spingere per screenare, per di più in assenza di cure stabilite, a tappeto per eventi rari, spesso neppure ben definiti, sembra evangelico, ma è sociopatico. Data la bassa incidenza, perfino se i test fossero ad elevata accuratezza (teorema di Bayes), e non lo sono, lo screening creerà falsi malati; cioè mercato e falsi successi alle fake drugs contemporaneamente in sviluppo. C’è il lasciapassare dell’elemento emotivo: si può presentare per compassione una gelida truffa di alto livello sulla carne dei bambini. I farmaci che pretendono di curare condizioni patologiche difficilissime beneficiano della rinuncia concessa per le malattie rare ad accertarne sul serio l’efficacia, di costi e tempi di verifica ridotti, e dell’accettazione politica e culturale di prezzi miliardari, commisurati a null’altro che alla magia promessa. Perfino il governo USA (GAO) ha criticato come degenerata in un business torbido una crociata, quella sulle malattie rare, che permette di mettere a reddito il Bene presentando come santo il patibolare.

*The danger within us. Little, Brown and Company. 2017.

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2 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Walter Ricciardi: “Le dimissioni dall’Iss? Da governo posizioni antiscientifiche””

Posso testimoniare che Ricciardi Cattolica – Cergas Bocconi – Valotti A2A – Mattarella costituiscono una clique integrata entro una estesa rete di potere. Rete che difende frodi biomediche miliardarie anche con sistemi da codice penale tramite le istituzioni dello Stato; rete che costituisce una “Santa” della corruzione: un livello altissimo di malaffare con legami internazionali per difendersi dal quale non vi sono giudici a Berlino; ma solo uffici giudiziari che rilasciano ai galantuomini licenze di delinquere.

@ Tataelga. Ce ne sono troppe. Non so, Stamina nell’ospedale universitario di Brescia (rettore Pecorelli, lo stesso portaordini da Washington sui vaccini) (1). Speculazioni – iatrogene – sulle malattie rare (delle speculazioni di recente se ne è occupato perfino il Government Accounting Office USA) con Telethon; sponsorizzate da Mattarella, e da una rete di grandi imprese come TIM, BNL, Auchan, etc. (2). A proposito di Ricciardi, Cattolica e Gemelli, a proposito di antiscientificità e a proposito di sottrazione di soldi pubblici, l’idea di applicare, calpestando la barriera della necessità dei previsti presupposti scientifici, la frode del pacchetto sovradiagnosi-pseudocure (2) all’Alzheimer, progetto Interceptor Fondazione Lilly – AIFA.

Se vuole una documentazione più circostanziata, dica a Valotti di farmela chiedere dal prossimo dei suoi spazzini che qui a Brescia mi butterà addosso lo sporco della strada, come è frequente costume dell’azienda dei termovalorizzatori diretta da questo professore di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche dell’università Bocconi, il tempio del sapere che vanta Roberto Calvi tra i suoi passati dirigenti, ha dato al Paese Mario Monti e forse gli darà anche un altro dei suoi sodali, Cottarelli.

1 Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale. Sul mio sito.

2 Un certificato di decenza per le attività antimafia. Sul mio sito.

@ Tataelga. L’informazione mediatica sulla medicina in grado di influenzare il pubblico andrebbe riconosciuta costituire atto medico; le Iene è un programma che sarebbe letteralmente da chiudere, almeno per la sua disinformazione perniciosa sulla medicina. Ma quest’altro servizio di mistificazione Mediaset fa comodo alle grandi frodi, incluse quelle ‘bocconiane’ che cito; anche quando può non sembrare; e fa comodo ai loro – buona serata – galoppini, che parlandone male possono darsi un tono, quando sono dei magliari dello stesso livello.

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16 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Cellulari, Tar del Lazio obbliga i ministeri a fare informazione su rischi connessi al loro uso: “Campagna entro 6 mesi””

Suggestio falsi e suppressio veri. Si pompano e si agitano babau che spingono verso l’industria del cancro e si sopprime l’informazione sui pericoli di tale industria, come il rapporto svantaggioso rischi/benefici negli screening di massa. Non vedremo un’ordinanza che obblighi a informare, nell’invitare il pubblico a iniziative come “Race for the cure”, della falsità e della pericolosità per la salute dei messaggi delle campagne pelose della Komen sulla mammografia*. Tra l’altro, quelle sono radiazioni che invece il cancro possono provocarlo davvero. Pierino lavora per il lupo. I politici lavorano come lobbisti per gli affari illeciti del big business biomedico. Mentre i magistrati, come è già avvenuto nel caso Stamina **, dove pure il TAR del Lazio si è distinto, abusano del potere dello Stato lavorando come propagandisti per gli stessi affari illeciti.

*Woloshin S Schwarts LM. How a charity oversells mammography. BMJ, 2012. 345:e5132. **Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale.

Rino: Un boss di Vodafone, Tre, Wind, TIM, Samsung, Huawei, Nokia, Apple non avrebbe potuto rigirarla meglio la frittata.

@ Rino. Subito dopo avere postato, la connessione internet di Tim è caduta. Ora sono connesso con Iliad in tethering. Telecom mi fa pagare 60 euro al mese di adsl per una connessione lentissima, riservandosi la facoltà di tagliarmi del tutto la connessione quando le gira. Non so ancora se il blackout è per un guasto o per ciò che ho postato ieri sul mio sito, sulla codardia, a proposito dei CC, dei magistrati e del loro comune “commander in chief”. Ho lo smartphone, economico, proprio come backup per i boicottaggi di Telecom. Non sono iscritto ai social. Non uso whatsapp. Considero la corsa feticistica agli smartphone una distorsione di rilevanza etnopsichiatrica. Raccolgo articoli sull’uso degli smartphone nelle frodi mediche, e sulle responsabilità delle ditte produttrici di smartphone. Credo che andrebbero maggiormente riconosciuti e discussi i lati negativi della rete. E che una magistratura onesta dovrebbe indagare TIM per il mobbing e boicottaggio nei miei confronti. Invece i “boss” delle compagnie telefoniche spadroneggiano, grazie alla corruzione dei poteri dello Stato. E grazie a quelli come te, che non si sa se per indole o perché pagati, sono sempre pronti a gettare fango su chi non accetta la disinformazione; come offesi che venga messo in dubbio il loro acume per avere composto il disegno, del quale insieme a questi magistrati vanno così fieri, ottenuto unendo lo schema coi puntini numerati fornito da potenti associazioni a delinquere.

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3 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. La Cara “Beta Talassemia, il primo paziente: “La terapia genica mi ha cambiato la vita. La fiaba che ti raccontano da bambino”

Un esempio di come la ricerca del profitto produca una medicina deviante rispetto agli interessi del pubblico. Uno dei reali successi della ricerca biomedica è l’avere identificato le cause genetiche delle talassemie, e avere prodotto informazione che rende possibile la prevenzione: è possibile indentificare gli eterozigoti, avvertirli che se concepiscono tra loro avranno un 25% di probabilità di figlio malato a gravidanza; si può fare diagnosi in utero sul concepito, e abortire. Ma mentre si fa passare come salvavita la “prevenzione” del cancro con screening, inefficiente e iatrogena; mentre chi non porge senza fiatare i suoi figli a qualunque prevenzione vaccinale viene classificato come terrapiattista, oltre a subire forme di coercizione; mentre si stanno lanciando screening neonatali a tappeto, contro i criteri previsti, che produrranno falsi malati e così falsi successi per il business lucrosissimo delle malattie rare, non ci si concentra su questa prevenzione, efficace, relativamente semplice e cost-effective, che ha dimostrato di abbattere l’incidenza della malattia. Un testo USA di genetica, l’Hartwell, porta Ferrara come caso esemplare di prevenzione della talassemia. Qui si dà invece spazio al curare più che al prevenire, con hype di marketing per una tecnica sofisticata di dubbia efficacia, e pesante; e che, costosissima, compromette l’impiego razionale delle risorse disponibili per le cure mediche a favore dei guadagni facili e miliardari delle biotecnologie.

Valter Fiore: la talassemia si trasmette per modalità autosomica recessiva, quindi, secondo la sua “etica” visione della medicina, bisognerebbe dire a due ragazzi, innamorati e ahimè per loro, portatori sani, che non devono fare figli pena il condannarli a trasfusioni a vita per non darla vinta al “profitto di una medicina deviante rispetto agli interessi del pubblico”. Un certo Josef M. applaudirebbe.

@ Valter Fiore. Diverse opzioni vengono prospettate alle coppie di portatori eterozigoti: astenersi dall’avere figli, correre il rischio del 25% a gravidanza di avere un figlio malato grave e del 50% di procreare un portatore, l’adozione, il test prenatale con eventuale aborto, il ricorso alle donazione di sperma o di ovuli e altre tecniche di riproduzione assistita. La ricerca può aggirare i pericoli che sa indentificare nel concepimento fisiologico; al quale molte coppie affette accettano di rinunciare senza sentirsi spinte a ciò da nazisti in camice. Andrebbe aggiunto l’avviso di guardarsi dai propagandisti del business biomedico, che parlano di “etica di Mengele” per spingere a produrre figli gravemente malati che facciano da carne da cannone per un business che dà garanzie di qualità e serietà delle “cure” non superiori a quelle delle tecniche di propaganda ingannevoli e dei trolls incontinenti che gli sono indispensabili.

Valter Fiore: lei vorrebbe subordinare il progresso medico-scientifico alla paranoide pseudo etica della lotta “al profitto”, di cui lei sarebbe sommo sacerdote e giudice: se non è questa un’idelogia nazistoide e cialtrona …davvero non saprei come qualificarla.

@ Valter Fiore. Comincio ad avere l’impressione che quelli come lei che estraggono la reductio ad hitlerum con la stessa prontezza con la quale Goering cercava la pistola appena sentiva la parola cultura siano della stessa partita. La ricerca del profitto in medicina è dannosa per i malati. Lo ha sostenuto ad esempio Arrow, in un’analisi economica delle cure mediche. Era un Nobel in economia, con cattedra a Stanford, non esattamente un luogo ostile alla ricerca del profitto e alla subordinazione della ricerca scientifica al profitto. Non un “paranoide sacerdote della pseudoetica” predicante “un’ideologia nazistoide e cialtrona”. Era però anche una persona e uno studioso intelligente e col rispetto di sé stesso, non uno dei tanti magliari venditori di fumo. Il primato del “progresso medico-scientifico” – cioè delle frodi che lei serve – sull’etica, quello è semmai “pseudoetica paranoide”. Ma non vorrei che si scambiassero le parti; ci siamo altre volte scambiate le valutazioni personali, che devono essere un punto fermo. Ognuno al suo posto. Per lei io sono un malato di mente, e per me lei è un volgare troll in appoggio a furfanterie di potenti. Questo sillogismo disgiuntivo, o sono pazzo io o è un miserabile lei, e i tanti come lei, per me va bene.

@ Valter Fiore. Il capitalismo è un’invenzione relativamente recente (Polanyi, La grande trasformazione). Il liberismo sfrenato è recentissimo. Non è vero che senza profitto le attività umane non si muoverebbero, e che indicando i mali della ricerca del profitto si boccerebbe l’intera storia dell’umanità; che non è riducibile a una massa di puttane. Il profitto è un booster; può elevare e può portare a sbattere. Gli ascensori sono una cosa buona. E avere nel palazzo dove si abita due ascensori, tre ascensori quando ne basta uno? Con la medicina è possibile farne acquistare cinque di ascensori, e anche guasti o che precipitano. Che in medicina la ricerca del profitto provochi gravi distorsioni, date le particolarità del rapporto offerta-domanda, è generalmente riconosciuto, anche da economisti conservatori (da noi Ricossa, che saggiamente scrisse che il medico andrebbe pagato e ringraziato proprio per il fatto di non prescriverci nulla). Non equilibrata è questa visione spasmodica per la quale un sistema economico di successo non può divenire dannoso quando supera i suoi limiti; per la quale non c’è salvezza al di fuori della ricerca del profitto, e per la quale qualsiasi campo deve essere messo a reddito. E’ fuori di testa pensare alla medicina come a un servizio, che va adeguatamente remunerato ma deve essere strettamente controllato e tenuto fuori dalla corsa alla crescita economica e all’arricchimento? O è fuori di testa il vendersi pure la salute per stare al passo col “progresso”?

@ Valter Fiore. No, i progetti di ricerca li facciamo dettare come avviene dall’industria; es la Purdue, la casa farmaceutica attualmente sotto inchiesta in Massachussetts per il suo marketing ingannevole sull’Oxycontin col quale ha guadagnato miliardi e ha fatto – letteralmente – una strage; e che ora vuole espandersi nel trattamento della dipendenza da oppiacei che lei stessa ha causato. A proposito di marketing ingannevole, capisco che lei, animato dalla mistica del profitto, pensi subito ai verdi pascoli delle commissioni burocratiche; ma invece di fare sforzare Toninelli, e i suoi omologhi col camice da scienziato e altrettanto entusiasti, applichiamo l’efficienza capitalistica ponendo criteri standard valutabili semplicemente sbarrando caselle: a) lo studio di questo articolo non va presentato come viene fatto come prova di efficacia, essendo uno studio di fase I-II. Classe di studi nota per essere distorta e usata indebitamente a fini di propaganda. b) il presentare come evidenza un caso personale, e in termini emotivi, ciò che agli altri viene addebitato con una smorfia di disprezzo come aneddotica, è pure scorretto e alimenta l’analfabetismo scientifico del quale sareste acerrimi nemici; c) ciò soprattutto in una patologia come la talassemia che può avere vari gradi di severità; non si devono mandare messaggi ingannevoli ai pazienti per vendere la pelle dell’orso. Bocciato, e senza gettoni di commissione, mi spiace.

Andrea Bellelli: Ma una volta che uno la talassemia ce l’ha curarlo è molto importante, non le pare?

@ Andrea Bellelli. Sicuro. Ma non è logico né onesto fare coincidere, come si fa qui, il rilevante problema di salute pubblica talassemia – uno dei pochi per i quali esiste davvero la via della prevenzione – col problema, che si può e si deve porre come un caso marginale in subordine, di trattare chi finisca comunque malato di talassemia. La ricerca è l’arte del solubile, diceva Medawar. Del raggiungibile. Il detto proviene dalla politica, e infatti la politica sanitaria è ancora di più arte del possibile, nell’allocazione degli sforzi della ricerca e nell’impiego di risorse secondo il vantaggio alla salute dei cittadini, invece che l’investire e il trascurare stati patologici in funzione del profitto.

donatella savasta fiore: “si può fare diagnosi in utero sul concepito, e abortire”. questa sì che è una bella conquista della medicina… stile Mengele. 

@ donatella savasta fiore. Non ritengo l’aborto “una conquista di civiltà”, alla Emma Bonino (difensore sorosiano dei diritti umani, che il papa attuale ha lodato come una “grande d’Italia”; i due pulpiti, il laico e il cattolico, hanno posizioni convergenti anche sul fare soldi con la medicina). E’ vero che l’abortire un feto che si sa affetto da grave malattia e il concepire mettendo in conto tale eventualità sono forme di eugenetica; che come tali non dovrebbero andare esenti da un esame etico. Ma chi non solo vuole obbligare gli altri a subire il dolore annunciato del dare al mondo un figlio destinato alla sofferenza, ma alimenta di quella sofferenza il business di cure mediche che dietro allo hype mediatico sono così spesso evitabili, dubbie, falsamente efficaci, generatrici di altre condizioni morbose e così di altre rendite, non pratica anche lui una forma di selezione su umani? Causa di fatto la prevalenza del più ipocrita e spietato, del più ladro e cinico. E tra le due, quella che sottrae dolore e disordine e quella che li genera per cibarsene, la più vicina alla figura del medico sadico nazista al quale pensate così spesso è la vostra.

@ donatella savasta fiore. Il nazismo, anzi Mengele, il peggio del nazismo, l’ha sollevato lei, paragonandolo all’opzione aborto in caso di grave malattia congenita. Ho risposto che tra l’evitare la nascita di un bambino gravemente malato tramite un aborto e lo sfruttare bambini malati e fare in modo da incrementare questa fonte di reddito, la posizione più vicina al nazismo è la seconda. Ma lei insiste col riportare nel dettaglio i massacri nazisti. a) Ricorrere al nazismo, tentando così di intimidire, è indice di mancanza di argomentazioni pertinenti e valide, e di slealtà. b) La fascinazione morbosa per i crimini efferati del nazismo, questo pensarci sempre e proiettarli su chi è di ostacolo a loschi affari, dice qualcosa sulle pulsioni profonde che vi animano. c) Il clero sta partecipando allo sfruttamento dei bambini tramite la medicina, e questo mostrarsi “rigorosi” è un modo per nascondere dietro a simboli sacri programmi criminali che implicano un profondo disprezzo per l’umanità. Volete impressionare e zittire dando del nazista, ma in chi sa cosa praticate suscitate altre forme di repulsione: “Fra tutte le specie di ingiustizia la più detestabile e odiosa è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini” (Cicerone).

indel: Nessuno mette in secondo piano la prevenzione. Smettila con questi ridicoli complottismi.

@ indel: Smettete voi di dare assurde priorità ai prodotti medici da ingrasso anziché alla medicina utile.

Non censurato. indel: Ma quali prodotti medici di ingrasso? Quali? Non sai manco di cosa si tratta. Ma chi sei tu per dire cos’è utile o no? Ma fai un favore al mondo e smetti di parlare di cose che non capisci

Mia risposta censurata @ indel. E’ appena uscito un articolo del Lown Institute, ‘The moral price we pay for “innovation” ‘ che permette di capire a chi non lo sapesse cosa intendo per medicina da ingrasso. Un paragrafo:

“The pharma sector … is a bubble fed by astronomical, obscene profits. It’s not the innovative ideas, though there are many of those, nor the ‘best and the brightest’ young scientists, though they can be dazzling in their smarts, that are making the biotech sector boom. It’s the recent access to cheap capital and even cheaper hype. And predatory pricing.”.

Dopo avere riportato esempi di ‘overpricing’ e ‘hype posing as innovation’, (promesse sfrontate di cura del cancro, farmaci anticancro approvati che non funzionano, continue richieste di abbassamento di standard già corrivi, oltre il 50% delle start-ups altamente lodate che non presentano evidenza valida per supportare le loro “innovazioni”) conclude che

“our willingness to turn a blind eye to the profiteering of local biotech is a moral failing, for which “history will not judge us kindly.”

La teppaglia come te, che conosco bene, della quale si avvale la Telethon nostrana con le sue grandi imprese finanziatrici, rappresenta bene la versione italiana di un’attività malata, di un crimine di rilevanza storica che sarebbe fare un favore al mondo fermare.

Risposta eliminata con la mia. Cleofe e York. Stai affermando che è la gentaglia nostrana a sostenere la fondazione Telethon? Sei da segnalare.

Mia risposta censurata. I tuoi tentativi di intimidazione, dato il trattamento che ricevo, e conoscendo il livello umano di chi si occupa di me, mi fanno ridere. Sono già segnalato, alla gentaglia che truffa lo stipendio dello Stato appoggiando Telethon sopprimendo il dissenso; e appoggiando le grandi aziende che si fanno belle finanziandola, finanziando così una versione usuraia e fraudolenta della medicina; in linea evidentemente col loro core business. Mentre in un Paese sano la magistratura dovrebbe indagare i mobbers, stalkers e trolls che liberamente si affollano a protezione di un’operazione di marketing ideologico che fa più danni di forme riconosciute di crimine organizzato.

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21 febbraio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Famularo “Neoliberismo: un vero nemico o un’arma di distrazione di massa?”

Mingardi è affiliato al Cato Institute; come J. Pinera, ministro del lavoro e della sicurezza sociale di Pinochet. L’istituto USA è emanazione della scuola di Milton Friedman, il teorico dietro ai massacri cileni. Come l’istituto Bruno Leoni, si tratta di think-tanks che “spread a patina of academese and expertise over the views of their sponsors.” (cit.). Mingardi ha scritto “Il quid hayekiano e thatcheriano di Caprotti, fascio di energia lombarda”. Quando protestai per lettera per lo stalking di polizia che ricevevo nell’andare a fare la spesa all’Esselunga, allo stalking si aggiunsero urti e spintoni dei magazzinieri e cassiere di Caprotti. Lo stalking in quella zona è tuttora pesante; dato il fascio di viltà e corruzione a Brescia. Mingardi è vicedirettore della fondazione TIM. TIM si fa bella finanziando ricerche biomediche funzionali a speculazioni, delle quali descrivo aspetti fraudolenti e conseguente aumento del lucroso burden of disease; mentre finanzia negativamente e boicotta il dissenso, facendomi pagare più del doppio per una ADSL che va a meno della metà. Filantropia usuraia. ‘

La libertà è la libertà degli altri’ (Luxemburg). La dottrina neoliberista è la patina of academese della cleptocrazia (G. Sapelli), del saccheggio distruttivo (P. Bevilacqua). In campo biomedico, posso testimoniare, della mafia compiuta, dove la cupola delle grandi aziende usa mezzi mafiosi, complici i lacchè dello Stato, per proteggere “la libertà” di frode e saccheggio.

lorenzomagni1979: molto volentieri, anche perché è evidente che non lo sappiate, il neo-liberismo infatti pur basandosi sulla concorrenza, sul mercato e sulle libertà individuali pensa che, in fase di redistribuzione, l’intervento dello stato sia necessario per risanare le diseguaglianze. Per cui, massima libertà di intraprendere ma controllo sulla redistribuzione, non come succede ad es. in Italia, in cui con questo governo si vuole un controllo sulla produzione, Pastori sardi, Alitalia ecc. ecc. es. di Paesi neoliberali, Svizzera, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Danimarca, Svezia ecc. ecc. cioè i Paesi dove si vive meglio al mondo. Es. di Paesi non neoliberisti, Italia, Francia, Russia, Turchia, Venezuela.

@ lorenzomagni1979. Oggi Formigoni è entrato in carcere. Chi esulta, chi depreca. Io penso a come sia stato lasciato libero di agire per un ventennio. Da un mio scritto, “Ratio formigoniana”, del 7 feb 2011, respinto dal blog di Beppe Grillo e riportato sul mio sito, una definizione di “mafia fordista” che ha un evidente isomorfismo con la sua definizione di neoliberismo:

“E’ l’ideologia dell’utilitarismo. Che nella sua versione italiana, e padana, può degenerare ulteriormente in “mafia fordista”: una mafia vincente, accettata dal sistema legale, che redistribuisce una quota rilevante dei proventi alla popolazione; a differenza dei mafiosi col bollino di mafioso che egoistacci se li tengono quasi tutti per sé. Una mafia che non ha bisogno di sparare, ma che pratica forme di violenza occulta, nei suoi affari commerciali e nelle misure di repressione contro chi è troppo di ostacolo a tali affari, con l’appoggio dello Stato. Una mafia che a volte si mette in affari con la mafia meridionale, con la quale c’è dietro alle differenze una sostanziale affinità. La ndrangheta in Lombardia è più un gemellaggio che un’invasione di barbari.”

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11 aprile 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Terapia genica, otto bimbi con sindrome di Wiskott-Aldrich curati dai ricercatori del san Raffaele: “In buone condizioni” “

Nella biomedicina onesta le applicazioni cliniche poggiano su una base scientifica solida e stabile; questo è un esempio di biomedicina top-heavy, a piramide che poggia sulla punta. E’ un’analisi interim, cioè provvisoria, dalla quale è scorretto e ingannevole trarre, come viene fatto, conclusioni cliniche e diffonderle al pubblico (Woloshin et al). Analisi che esce nell’aprile 2019 sulla situazione provvisoria all’aprile 2016, per di più su uno studio preliminare (fase I/II), non-randomizzato e open label, piccolo, che considera endpoint surrogati o intermedi per una patologia a quadro clinico variabile. Risultati moderati, friabili e sospetti, con la non esclusa possibilità di indurre leucemie in una patologia che rende suscettibili all’insorgenza di tumori, e che è molto rara, con meno di 1 nuovi casi/anno attesi in Italia, sono sovraccaricati come importanti traguardi. Nell’editoriale di accompagnamento sul Lancet si parla di estendere questa terapia non adeguatamente testata alle “forme più lievi”, saltando indebitamente al vero obiettivo, i pacchetti sovradiagnosi-pseudocure, che rendano le malattie rare più “comuni”, e falsamente curabili. Per poter spacciare per farmaci miracolosi le fiale dai prezzi milionari sulle quali puntano i banchieri che finanziano questa medicina presentata come filantropica; le cui gigantesche speculazioni non reggerebbero sui loro piedi d‘argilla senza la complicità dei media e degli apparati dello Stato.

28 aprile 2019

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Commento al post di R. La Cara “Sindrome di Wiskott-Aldrich, così Jacob dagli Usa e Arseniy dalla Russia hanno trovato cura in Italia”

La foto dell’articolo mostra 26 persone di Milano, per lo più in camice, che si occupano di una malattia che colpisce in media meno di un bambino all’anno in Italia. Con risultati limitati e dubbi a leggere le pur compiacenti riviste scientifiche, ma celebrati, inventando nella comunicazione mediatica risultanze scientifiche che invece sono assenti, come trionfi. Questa inversione delle proporzioni, dove sono più i dottori che i malati, e dove risultati incerti e ritagliati vengono portati al pubblico cucinati come scienza solida, fa pensare, anche dati i prezzi stratosferici che queste dubbie cure pretendono, a un successo dell’arte del fare passare il cammello per la cruna dell’ago. Ed è solo l’inizio, perché questo battage sugli asseriti successi dell’ospedale di don Verzè, e della improbabile strategia genetica contro le malattie supportata tramite Telethon da banche e grandi imprese non estranee agli ambienti della speculazione finanziaria e della relativa diffusione di notizie ingannevoli, porterà a una moltiplicazione dei pani e dei pesci per chi, dal portantino al luminare al broker, campa o prospera sul vendere medicina: giustificando un aumento di persone etichettate come malato, tramite la sovradiagnosi, sotto l’etichetta di “diagnosi precoce”, che già fa balenare, indebitamente, sul Lancet l’editoriale di accompagnamento all’articolo qui presentato come un abbraccio mondiale ai bambini che soffrono.

Alla pubblicazione del commento è seguito un incontro ravvicinato in strada con un operaio della ditta Valtellina (TIM) che mi si è parato davanti impugnando un paio di forbici chiuse. Riportato in: I rituali zozzonici della banda Mattarella sez. 2 maggio 2019. Il commento è scomparso da internet, avendo cominciato Il Fatto negli stessi giorni a cancellare tutti i commenti dei lettori dopo avere chiuso i post.

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17 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di R. la Cara “Sma, per la prima volta diagnosi precoce: “Si potranno trattare subito i bambini”

Questo screening sta venendo introdotto in USA e altrove, mentre lo UK National Screening Committee lo ha respinto, resistendo alle pressioni. Le voci di esperti che mettono in guardia dai rischi non vengono riportate. Il passaggio dal trattare una malattia al trattare un risultato di laboratorio tende a causare sovradiagnosi e sovratrattamenti. Tanto più nella SMA, dove manifestazioni cliniche di gravità e insorgenza largamente variabile, da fatale ad asintomatico, non sono strettamente correlate al genotipo rilevabile. Non andrebbe taciuto neppure che questo aspetto negativo è una caratteristica positiva sul piano commerciale, creando medicalizzazione e falsa efficacia. Il prezzo di un recentissimo farmaco per la SMA, approvato “in corsa”, oltre 2 milioni di dollari a paziente, record mondiale, è stato giudicato di natura speculativa. Appare essere all’opera una tendenza generale a conformare la definizione e la diagnosi delle malattie ai famaci, o meglio agli interessi sui farmaci. Compreso il precipitarsi a spostare il campo di applicazione delle “orphan drugs” per le malattie rare alla più vasta popolazione di “presintomatici” cioè asintomatici; che può facilmente ingrandirsi da sola, o essere allungata con poco sforzo; con falsi positivi e forme meno gravi o lievi o silenti, che verranno fatti passare per successi terapeutici; favorendo l’ottenimento di pacchetti sovradiagnosi-pseudocure e la creazione di pool di pazienti ad essi conformi.

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Il pacchetto sovradiagnosi-pseudocure e la terza fogna

Lo schema sovradiagnosi-pseudocure è un caso di quella criminalità di alto livello che le istituzioni non contrastano ma aiutano, favorendone i delitti; e proteggendoli da chi come me li mette a rischio riconoscendoli e descrivendoli. Tale attività di supporto è espressione dell’asservimento delle istituzioni e di privati agli interessi illeciti dei poteri forti. Una forma di corruzione verso l’alto, non pagata con mazzette ma con feudi e agiatezza, le ricompense che vanno ai vassalli e ai maggiordomi. La chiamo “la terza fogna”: l’enfasi sulle altre due fogne, mafia e corruzione, serve a coprire questa, che è sovraordinata rispetto alle altre.

Avendo indicato, come ho già fatto in precedenza, un caso di pacchetto sovradiagnosi-pseudocure, per di più curato dalla facoltà di medicina dell’Università cattolica, collegata a Telethon, e conoscendo l’inesorabilità delle ritorsioni quando ci sono di mezzo i preti e i loro affari sporchi, non mi sono stupito quando il giorno dopo, 18 giugno 2019, all’Auchan di Roncadelle alla cassa il consueto gesto sordido è stato più veemente del solito. L’Auchan è un’altra delle grandi aziende che appoggiano Telethon. Telethon ora si è orientata a questi pacchetti sovradiagnosi-pseudocure nel lucroso settore delle malattie rare. Come le altre aziende, Auchan mentre trae prestigio e profitto dal cause-related marketing pratica anche il furto di utilità (1) nel rapporto cliente/venditore, a favore di grandi frodi sulla salute, con attività di stalking verso un cliente che denuncia le frodi. Il cassiere ha attuato una approfondita pulizia delle narici, usando anche il pollice, e verificando visivamente ciò che aveva estratto.

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Quello che rende diversi questi atti da eventi casuali sono gli episodi di ostentazione sovraimposti su una catena incessante: devo aspettamerli quando vado a fare la spesa. La volta precedente, all’Auchan di via San Zeno, panini presi e messi in busta senza guanti. La volta prima ancora, la cassiera nel lamentarsi della “cervicale” ha affondato nel cavo ascellare la mano con la quale ha poi maneggiato il cibo che ho comprato.

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La presenza costante di mezzi della nettezza urbana A2A all’entrata o all’uscita quando vado a fare la spesa è una variante: la chiamo “Cottarelli”, dal nome del comune amico di Mattarella e del presidente di A2A Valotti (1). Questo contatto con lo schifoso è poca cosa rispetto al lerciume che vedo praticare in nome della medicina. Ogni giorno leggo cose che mi fanno rimpiangere quando svuotavo del loro contenuto i segmenti di colon provenienti dalla sale operatorie.

La polizia e la magistratura non esistono, come negli allucinati film di Gomorra, se non per organizzare lo stalking e il mobbing e per dargli una gabbia di sicurezza: se li denuncio ciò conferma, secondo loro, che sono un disturbato mentale, come mi hanno fatto scrivere dai miserabili furfanti dell’Ordine dei medici di Brescia (2). Che si occupano, in combutta con CC e magistratura locale, dell’epurazione di un medico di ostacolo agli affari della terza fogna; con sistemi non da “albergo romano” come lamenta il procuratore di Milano Greco (v. sotto) ma da loggia trapanese. La strategia è quella di trascinare comunque la questione lontano dal dibattito civile e razionale, verso l’estremo, lo scomposto, il contrario al senso comune, l’abnorme, il confuso; e il mobbing e lo stalking continui e impuniti mantengono questo stato. Eseguendo compiti del genere i comandanti provinciali dei CC che passano per Brescia si guadagnano la greca di generale, i questurini scalano l’organigramma del Viminale, i prefetti diventano ministri. Così si guadagnano lo stipendio i signori con la toga che hanno intitolato il palazzo di giustizia al fondatore della P2 storica, Zanardelli, mentre mandavano assolti i manovali della strage piduista di 40 a anni prima. La terza fogna.

Il 19 giugno 2019 il procuratore di Milano Greco ha espresso “sconcerto” per i fatti del CSM. Ha detto che il mondo che vive “negli alberghi e nelle retrovie delle burocrazie romane” non apparterrebbe ai “magistrati del Nord”. A parte il fatto che i magistrati del Nord partecipano degli affari dei colleghi che hanno mandato a Roma, come scrissi a colui che i magistrati aveva eletto a capo del loro sindacato, Palamara (3), se c’è una differenza è piuttosto nella composizione del mix di generi di corruzione. Quella settentrionale è una mafia “fordista” che non usa armi ed esplosivi e adotta una maggiore ridistribuzione dei proventi (4). In Lombardia è florida la terza fogna sulla medicina. Magistrati e forze di polizia ne sono un pilastro. Greco è un esperto in criminalità economica. Le frodi come questa sulle malattie rare hanno una natura finanziaria, che sfrutta la fiducia e la franchigia della medicina. Sono le operazioni finanziarie illecite peggiori, per volume e perché immerse nel sangue dei sani e dei malati che ingannano per speculare.

Un analista afferma che sarebbe in corso un attacco alle toghe “che sono sempre state l’arma più preziosa di Washington” da parte degli stessi USA. Questo potrebbe spiegare anche il concomitante invito in Italia di Amanda Knox. Alla scelleratezza del delitto, alla scelleratezza del mandarlo impunito manipolando indagini e procedimento giudiziario, si aggiunge questa terza avvilente scelleratezza dell’assassino che torna sul luogo del delitto per dare lezione di legalità; invitato da qualcuno dei tanti che rimediano pane e companatico facendo le quinte colonne. Un fatto squallido che può spiegare gli assetti psicologici alla base dell’insistenza sul mettermi a contatto con spazzatura, polvere e detriti raccolti dagli spazzini, acqua sudicia, muco e altre secrezioni, nell’eseguire il mandato del mio assassinio morale. Con la Knox i cowboys urinano in faccia al sistema giudiziario italiano che li ha serviti tradendo. Il trattamento al quale sono contro la mia volontà sottoposto è anche un compenso psicologico alle umiliazioni alle quali gli esecutori si sottomettono volontariamente e si sono già sottomessi chissà quante volte.

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Il dirigente di Auchan Francesco Alfieri viene premiato per Telethon sulla tv pubblica. Alfieri ha risposto alle lodi che il primo grazie deve andare alle “hostess di cassa” della Auchan (Youtube, Auchan per Telethon).

Prefetto: Visconti. Procuratore (reggente): Nocerino. Sindaco di Brescia: Del Bono. Sindaco di Roncadelle: Spada.

1 I rituali zozzonici della banda Mattarella La medicina sotto la presidenza Mattarella
2 Milizie bresciane
3 Pubblicare la lista dei magistrati di CL
4 Mafia fordista e neoliberismo

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28 giugno 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Terrorismo, arrestato foreign fighter italo-marocchino nato a Brescia: aveva combattuto con Al Qaeda e Isis”

Il “sistema Montante”, la mafia che fa i suoi affari in silenzio nascosta nella dirigenza di un’antimafia roboante, è un caso particolare di una strategia più generale e diffusa. (A Brescia è stata data una cattedra universitaria a un componente del sistema Montante, un consigliere della mafia corleonese). La strategia, che non funzionerebbe senza i servizi e reti di stampo piduista a sorreggerla (v. ‘Il padrino dell’antimafia’, A. Bolzoni), è praticata anche col terrorismo: la lotta all’eversione terroristica copre i servigi all’eversione dall’alto. Mafia e terrorismo, spesso pilotati, sono anche degli alibi. Le forze di polizia e magistratura che insieme ai servizi nostrani – la cui fedeltà al Paese è proverbiale – e a rimorchio dell’intelligence USA – altra garanzia che si opera per il nostro bene – ci mostrano come ci proteggano da fanatici orientali, dietro le quinte non contrastano ma favoriscono o aiutano attivamente danni e sfruttamento provenienti dai poteri forti occidentali; es. il degrado derivante dai trasferimenti, imposti dagli stessi che seminano guerre, di masse di “foreign scroungers” da paesi in pace; o le frodi legalizzate, talora omicide, con le quali le multinazionali farmaceutiche ottengono fatturati maggiori del PIL di intere nazioni del Terzo mondo; e con i profitti colossali un potere che gli permette di disporre delle molli istituzioni italiane come la loro milizia e le loro kangaroo court.

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4 luglio 2019. Su TIM vedi ‘La mafia e il crimine di Stato post-moderni’. 30 giugno 2019. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella

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10 luglio 2019

 

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “Frodare la scienza (e i cittadini) non è reato?””

Sarebbe utile intendere la scienza come “l’ufficio tecnico” dell’umanità. Il liberismo tende a colonizzare per metterli a reddito strumenti e valori, e non esita a distorcere la scienza a fini di profitto: come garante di frodi; e nuova religione le cui pronunce è empio o folle mettere in discussione, come nota anche Gomez. La scienza andrebbe liberata e protetta dall’appropriazione da parte del business. Oltre che dalle frodi materiali da quelle ideologiche, più sottili, a volte aiutate e propagandate dagli stessi che additano casi inequivocabili come questo dei photoshop dell’oncologia milanese. Un esempio: la ricerca biomedica, all’opposto di ciò che avviene, dovrebbe essere subordinata all’etica ma incapsulata. Subordinata: va controllata per tenerla orientata sulle ovvie finalità morali, non sul fare soldi. Incapsulata: considerandola solo in sé stessa, per evitare che si spaccino per validi prodotti sulla parola, invocando l’etica mentre la si tradisce, mostrando “poster child”: bambini in sedia a rotelle accanto a ricercatori dallo sguardo intenso, etc. Dichiarare valido un farmaco con gli spot emotivi di Telethon – o AIRC, o IEO – è come descrivere l’efferatezza del delitto per desumerne la colpevolezza dell’imputato. Ma truffe sulla salute intessute in larghe fette di economia possono contare sul Viminale di Alfano, oggi a capo del policlinico di don Verzè, e sul Viminale di Amato, Maroni o Salvini come Alfieri e Nuvoletta potevano contare sul Viminale di Gava.

@ Fausto Noce. Grazie, sempre gentile. Il problema maggiore non è “frodare la scienza”, una sorta di oltraggio alla divinità, ma il frodare tramite la scienza, che è un’attività umana alta e preziosa, ma permeabile agli inganni. I risultati di ricerca truccati col photoshop* sono un eye-opener. Sono un cubetto di un iceberg di manipolazioni che vengono trasferite nella clinica; dove sono rese legali, e obbligatorie con le “linee guida” ** e la relativa legislazione. Restando nel campo delle prove visive, l’imaging, tarato ad hoc verso la sensibilità a scapito della specificità, ha un ruolo fondamentale nelle sovradiagnosi; nell’etichettare come malati persone sane o che hanno una differente patologia. Es. anche nella diagnosi di sclerosi multipla**. Ancora di più coi nuovi criteri***, alla cui stesura ha partecipato anche il San Raffaele. Distorsioni pro business sulla pelle dei pazienti che restano coperte e blindate: rese legge, e alla cui protezione provvedono, con sistemi da campieri, i PS e i CC di Alfano, ora a capo del San Raffaele e tutta la holding San Donato, e dei suoi predecessori e successori, con altri integerrimi occupanti dei palazzi di giustizia.

*What’s in a picture? The temptation of image manipulation. J Cell Biol 2004. 166: 11. ** Expanding Disease Definitions in Guidelines and Expert Panel Ties to Industry. Plos medicine 2013.10, e1001500. ***’Burning Debate’ on McDonald Diagnostic Criteria in MS. Medscape, 12 ott 2018.

@ spaceexplorer. La “sequestration thesis” prevede, in versioni diverse, che la verifica sperimentale della validità dei farmaci sviluppati dall’industria sia affidata allo Stato *. Sarebbe necessario, perché attualmente con la fictio per la quale l’immissione di un farmaco da parte di un’impresa gigante quotata in Borsa sarebbe una questione primariamente scientifica la procedura, è stato notato, è quella di un tribunale dove le indagini e l’accusa le fa l’imputato. Ma non sarebbe sufficiente, perché statale non è sinonimo di onesto; si può aggirare e corrompere anche il controllo statale, che per di più può mancare della risolutezza del privato. Soprattutto in un campo intriso di pulsioni irrazionali e di soldi facili come la medicina. E in un Paese come l’Italia, con una tradizione di santimonia; e di guardie che lavorano per i ladri, quando i ladri sono potenti. Il prerequisito, e segno di una volontà sincera di riforma, è quello di scrostare l’ideologia parareligosa che riveste la medicina e la scienza in funzione del profitto senza freni.

*Lexchin J Those Who Have the Gold Make the Evidence: How the Pharmaceutical Industry Biases the Outcomes of Clinical Trials of Medications. Sci Eng Ethics 2012. 18: 247.

@ bobovitz. La medicina consente di sfruttare il ruolo di agente morale salvifico a fini di profitto, ed è sempre più orientata a ciò. Dovrebbe essere desacralizzata, e ristrutturata in modo da prevenire le frodi (v. sotto la “sequestration thesis”). La sola repressione di tipo giudiziario delle “mele marce” sarebbe cosmesi. Chi dovrebbe esercitarla, poi? Probiviri? I ritoccatori sono ai vertici della ricerca italiana e ammanicati internazionalmente. I magistrati, che hanno promosso Stamina e poi mandato assolti i suoi medici? Le forze di polizia, che, posso testimoniare, sul business biomedico sono prone ai poteri forti e complici come lo furono al tempo delle stragi e degli omicidi politici? L’anticorruzione? Cantone, il magistrato che ne è a capo, ha pubblicato un libro con monsignor Paglia, che cura gli interessi del clero in campo medico. Interessi che prosperano su manipolazioni pari e peggiori di questa del fotoritocco. Nel libro i due raccontano che loro sono moralmente superiori: il patrocinatore di ciò che dovrebbe essere controllato e chi dovrebbe controllare a braccetto nella posizione di supremi, inappellabili custodi del Bene. Sono appena uscite le intercettazioni di discorsi di segno opposto tra Paglia e Palamara. Andrebbe riconosciuto, laicamente, che le agenzie morali sono esposte a divenire un nido che dà protezione e strumenti per meglio delinquere. Il caso Montante è paradigmatico e non isolato.

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11 luglio 2019, Auchan di Via San Polo. Alla cassa automatica le pesche richiedono un controllo. La cassiera arriva e affonda la mano destra in un cestino della spazzatura. Con quella mano solleva le albicocche, che sono già passate, e le riappoggia. Le pesche da verificare le maneggia con la sinistra.

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Il commento su magistratura, polizia, Cantone e Paglia è in risposta a “bobovitz”, un blogger che interviene sulle mie critiche e denunce in maniera arrogante e con insulti, ma stavolta si è limitato a chiosare che non bisogna buttare il bambino con l’acqua sporca, ovvero dire “che TUTTA la ricerca di Telethon, Airc e IEO sono fuffa”. Credo che la ricerca di questi gruppi sia orientata al profitto e che ciò contempli la truffa. Truffe che possono contare sulla protezione di un rete che comprende le grandi aziende che impestano me, che indico le truffe, con boicottaggi e molestie mentre sponsorizzano Telethon: BNL; TIM; Poste Italiane; Auchan. La rete delinquenziale comprende soggetti con la divisa e la toga dello Stato. Le grandi truffe mediche possono inoltre contare sui sommi sacerdoti dell’ipocrisia. Tutti noi ci scaviamo una buchetta di ipocrisia nella quale accucciare e mettere al riparo la coscienza; ma l’ipocrisia dei potenti che si presentano come la bocca di Dio, dell’etica e della legalità ricorda il pozzo di San Patrizio di Orvieto per quanto è grande, profonda e strutturata.

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Vedi anche:

La questua delle multinazionali

Quando è Pietro che si associa a Simon Mago

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