Milizie bresciane

17 December 2013

Militi bresciani consegnano le consuete controdeduzioni ad un critico delle staminali mentre esce di casa (4 nov 2013, h 8:49, “checkpoint Feltrinelli”) ccc

16 dicembre 2013

Blog de ll Fatto

Commenti al post “Sorprende e uccide ladro nel Bresciano: arrestato per omicidio”

La caccia al ladruncolo culminata nell’omicidio appare come un incidente nell’ambito di un atteggiamento mentale radicato nella zona, consentito dalle istituzioni e alimentato dai piissimi media locali. Un essersi lasciati prendere la mano, avendo già in testa concezioni malsane; la vampata imprevista di un’esaltazione sorda e costante che in genere è tanto implacabile quanto furtiva e attenta a non esporsi. Dicono il vero i concittadini che nel difendere l’omicida lo descrivono come uno di loro; è stato solo più ingenuo e più stupido. Verrà tutto sistemato, probabilmente, ma i tanti guapparielli bresciani, e chi li incoraggia nel credere di essere “gente con le palle”, gente speciale esentata in certo grado dagli obblighi di civile convivenza, dovrebbero riflettere sull’accaduto. La legalità serve a proteggere anche da sé stessi, se la coscienza non ci arriva.

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@ Andrea Bellucci. Non è un pistolotto, è una testimonianza. Penso che la distanza che separa chi si dice onesto dai “ladri che picchiano, stuprano e uccidono” è insufficiente, se ragiona come lei e si comporta come il derubato bresciano. Non metto in dubbio la liceità della legittima difesa. Però nell’esercitarla bisogna saper distinguere tra chi ruba televisori e scappa e chi “stupra e uccide”. Anche perché a tenere sempre spenta quest’area del cervello finisce che ci si sente giustificati nel fare i ganassa con chiunque non vada a genio; magari con chi la pensa in maniera diversa su certi affari locali che sono più del furto di televisori; ed è quello che succede a Brescia. Così che poi ladri d’appartamento e galantuomini divengono varietà diverse di una stessa specie.

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@ Andrea Bellucci. Mi scusi, ma prima di reagire si dovrebbe comunque guardare la situazione che si ha davanti, e poi regolarsi paragonando offesa e risposta. Ho sentito anche da altri dire cose simili alle sue. E mi è parso che prima ci fosse un impulso ad agire in maniera violenta, e poi si trovasse una giustificazione per farlo; così che i delinquenti considerati sono invariabilmente quelli della specie peggiore: stupratori, tagliagole, etc.. ; che purtroppo esistono, ma non sono l’unico genere. Non dico di fare una “profonda riflessione”, ma non si dovrebbe neppure chiudere gli occhi e sparare. Anche in medicina, considerare sempre il “worst case scenario” non è una sicurezza per il paziente, e può provocargli un danno.

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Oggi scadono la Tares e l’Imu. Sono inique e a volte non si riesce neppure a pagarle per difficoltà burocratiche. Tutti muti e in fila. Viene permessa una immigrazione sconsiderata, che conviene per ragioni di profitto. Bofonchiamenti inconcludenti, carnevalate, e supporto sottobanco. Ci sono troppi furti di topi d’appartamento? Nessuno si sogna di sollecitare le autorità e protestare se necessario. Leggendo i commenti, si vede come ci si esalta però nei sogni di “caccia all’albanese”. Non basta uccidere una persona per dimostrare a sé stessi e agli altri di essere “tosti”. E in certe circostanze, come questa, dove si è inseguito un ladro disarmato, sparare è al contrario segno di viltà.

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24 ottobre 2014. @ Gabriele. Se si spara ai ladri è perché la cultura buonista crea le condizioni di impunità che costringono il cittadini a difendersi da sé, dice lei. C’è del vero nella descrizione che lei dà del cittadino serlese, che politicamente non ha gli attributi per chiedere a chi comanda una giustizia efficiente, ma ci mette poco a convincersi che quindi è “costretto” a sparare ai “rifiuti” della società. Io non sono buonista. Soprattutto coi vigliacchi. Inseguire un ladro disarmato, trovarlo dopo due ore mentre scappa e sparargli non è legittima difesa per la quale non c’è il tempo di pensare. Del resto, a Brescia sono dei mastini quando sanno di potere fare gli spadarotta impunemente; mentre non gli sono bastati 40 anni per trovare i responsabili della bomba in piazza Loggia. Verso i potenti sono anzi dei cagnolini da grembo. Lei dice che “un delinquente dovrebbe perdere ogni diritto”. A me sembra che tanti bresciani abbiano una gran voglia di sentirsi superiori, portatori di diritti esclusivi, ma che davanti ai delinquenti grossi si prostrino e striscino, si mettano al loro servizio e riconoscano loro lo ius vitae et necis. Forse è anche per questo che le milizie bresciane quando c’è un ladruncolo che scappa, o quando viene dato loro l’incarico di impestare qualche persona onesta, si sfogano, mettendoci l’anima.

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19 dicembre 2013

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, sabato ha sparato e ucciso un ladro. Scarcerato Mirko Franzoni”

Non so dire se i giudici abbiano fatto bene o meno. Quel che so è che da quelle parti vige la versione settentrionale di quel laissez-faire che i magistrati siciliani degli anni Cinquanta applicavano alla mafia, alla quale riconoscevano così entro certi limiti un ruolo di regolatore dei conflitti. La chiamo “dottrina Pizzillo”, dal nome del magistrato che disse a Chinnici di fermare Falcone perché stava rovinando l’economia siciliana. A Brescia, in nome della sua natura di distretto produttivo, si lascia fare su comportamenti subdoli di prevaricazione e violenza, adottati anche verso chi non delinque, ma magari è di intralcio a reati. Questa franchigia, diseducando alla correttezza, e facendo credere di avere un diritto a oltrepassare la linea delle regole, può statisticamente finire per sfociare in episodi di violenza franca.

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15 agosto 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, assessore multata e denunciata dal vigile: “Lei non sa chi sono io, maleducato”

A Brescia stanno sviluppando la via giudiziaria alla ricrescita dei tessuti; in particolare, alla ricrescita dell’imene. Gli Spedali Civili si stanno rifacendo una verginità versando un bicchiere d’acqua sul fuoco dell’incendio Stamina che hanno appiccato su scala nazionale: ora non curano più i pazienti che hanno illuso con promesse fraudolente, e si oppongono alle richieste in questo senso con un vigore di intensità pari a quella del precedente lassismo. I vigili di Brescia appaiono con questo episodio come vittime del potere, grazie alle tremende intemperanze della consigliera comunale della giunta Del Bono. Nella mia esperienza, questa fierezza e indipendenza esistono solo in questa velina di dubbia natura. Per chi sia nelle attenzioni delle “istituzioni”, o meglio degli zelanti tirapiedi istituzionali di poteri forti, è al contrario possibile rilevare un parallelo, e rilevare una continuità, tra gli inquietanti comportamenti della polizia municipale di Brescia (18 marzo 2014, 5 mesi fa, il giorno precedente a quello dei soprusi che i vigili avrebbero subito dai politici dai quali dipendono) e gli inquietanti comportamenti, spostatisi da Brescia in Calabria, di calabresi condannati per ndrangheta (anche loro ammanicati con le istituzioni); così che viene da definire le guardie del Comune di Brescia come quel corpo che in alta uniforme porta la prima corona di fiori alla stele dei Caduti il giorno dell’anniversario della strage voluta dai poteri forti.

@ Daltrond. E’ molto chiara la notizia, come in uno spot. Si sta affermando come strumento di persuasione, propaganda e mistificazione lo spot giudiziario. Vedi Stamina. Un nuovo genere, e un’altra joint venture Stato-privati, dove la tutela della legalità viene utilizzata come rivestimento, e permette di meglio delinquere.

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18 agosto 2014

18 marzo 2014, Brescia. Un’ Alfa Romeo della polizia locale mi mostra l’affetto municipale soffocandomi di attenzioni, ancora più calorose del solito, in poche centinaia di metri appena esco a piedi da casa, ronzandomi attorno come un play-maker degli Harlem Globe Trotters: ora sfrecciando veloce, ora sbucando all’improvviso da dietro un angolo; ora facendosi trovare davanti a me, ferma in attesa, come a un regolamento di conti del clan dei marsigliesi. Purtroppo al ritorno scopro che dei vandali, rimasti sconosciuti nonostante i numerosi testimoni, hanno danneggiato l’auto sotto casa, urtandola con un furgone. Per una di quelle meccaniche all’apparenza impossibili così frequenti quando fa la sua comparsa la polizia, l’urto sulla fiancata per contraccolpo ha divelto il tergicristallo posteriore; come se all’effetto del mezzo pesante si fosse aggiunto quello della mano di una persona. Costo della riparazione: 500 euro.

Il giorno successivo, 19 marzo 2014, secondo la notizia diffusa solo diversi mesi dopo dai media nazionali, lo stesso corpo di polizia si sarebbe opposto coraggiosamente alle soverchierie verbali dell’assessore comunale all’educazione (v. sopra). Denunciandola addirittura alla magistratura; e mostrando così di avere un alto senso della legalità, al contrario del sottoscritto, che non ha denunciato il danneggiamento. Né ho denunciato la minaccia, e il tentativo di mettere a tacere chi è testimone di gravi illeciti, che il danneggiamento costituisce, ritenendo che non vi sia tutela della legalità per questi reati. E che vi sia anzi tutela della illegalità.

Sindaco: Emilio Del Bono. Assessore alla sicurezza: Valter Muchetti. Comandante della Polizia locale: Roberto Novelli. Comitato per la sicurezza e la legalità del Comune di Brescia: Roberto Mazzoncini, Giuseppe Porqueddu, Carlo Alberto Romano.

25 giugno 2014, Brescia. Nel partire da casa con l’auto, sentiamo che la marmitta fa rumore, cosa che non faceva fino a quando l’avevamo parcheggiata dopo averla usata la volta precedente. Il tubo di scappamento è abbassato: qualcuno ha rotto i fermi, evidentemente montando con un piede sul tubo di scappamento. Non è per me un danneggiamento inatteso:

a) So per esperienza che dopo azioni vistose, firmate, di “priming”, (v. sopra) quanto commesso verrà reiterato, in forme più “discrete”, fino a divenire routine. Facendolo apparire come dovuto tutt’al più a scorrettezze o illeciti generici (ciò che chiamo “metodo Dell’Osso”, dal nome del magistrato, attualmente Procuratore generale a Brescia, che sostiene che i piduisti sono solo affaristi, e non hanno intenti eversivi).

b) Ferve l’attività giudiziaria sul caso Stamina (vedi). Una ardita attività giudiziaria “bifronte”, con imputati per truffa nominati ausiliari dei giudici affinché proseguano la truffa; con magistrati che legittimano truffe presenti e future ordinando “terapie” da Vanna Marchi, contro il parere dell’establishment medico-scientifico; che sul punto avrebbe ragione, se non volesse a sua volta sfruttare il caso per imporre la versione industriale della stessa truffa, ed essere in futuro legibus solutus nel commetterne altre. Per fare sembrare una cosa seria questo groviglio bene ordinato di buffonate criminali, si stanno inscenando scontri degni dei duelli degli eroi omerici (ottenuto il nobile risultato, quello di far scendere allo Stato, e al Paese, un altro gradino della scala dell’istituzionalizzazione delle frodi mediche, per i contendenti tutto finirà con l’equivalente di una mangiata insieme in qualche trattoria). Occorre al successo della sceneggiata, e al buon nome degli attori, che venga tenuto a bada chi spiega come gli scontri siano una manfrina, e la vicenda una ciarlataneria di Stato, su larga scala, a danno dei cittadini. I galantuomini di Brescia stanno fornendo a questa truffa a favore del business medico un servizio completo: lancio di Stamina, opposizione a Stamina, e soppressione, anche tramite intimidazione, violenza, provocazione e discredito, delle voci che svelano (vedi) il carattere strumentale, illecito e speculativo dell’intera questione e i danni alla salute e agli averi che ne deriveranno per i cittadini.

c) Tra 2 giorni, il 27, ci trasferiremo per la stagione estiva in Calabria, con l’altra auto. Da anni è tradizione che partenze e arrivi vengano sottolineati con manifestazioni di simpatia di questo genere. In questo caso, è necessariamente rinviata al ritorno dalle ferie la riparazione del danno: l’auto resterà a Brescia con la marmitta penzolante per due mesi; come un pegno d’amore. Sono queste sottigliezze che mi danno la sensazione di avere a che fare a Brescia con gente che è intimamente turpe dietro alla facciata di rispettabilità. Del resto, in Calabria i tanti massoni locali, qualche ndranghetista certificato, e le forze di polizia del posto fanno del loro meglio per farmi sentire la stessa aria della civilissima Brescia.

15 agosto 2014, Spezzano. Leggo della notizia dei vigili bresciani che multano e denunciano l’assessore. Il pubblico per lo più applaude la scenetta dei vigili integerrimi che mettono a posto il politico arrogante. Penso che per me con i danneggiamenti all’auto si sta, tra le altre cose, istituendo un sistema di multe, per punirmi quando scrivo su cosa c’è dentro al sepolcro imbiancato delle istituzioni, e indurmi così a tacere o moderarmi.

Spezzano della Sila, 18 agosto 2014

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21 settembre 2014

Blog de Il Fatto

Commento al post di N. Dalla Chiesa “Expo: i ‘ghisa’ di Milano, vere sentinelle antimafia”

Professor Dalla Chiesa, lei è docente di sociologia. Mi permetto di segnalarle, se non lo conosce già, “Lynch S. M. (2007). Introduction to applied Bayesian statistics and estimation for social scientists.” Credo che il ragionamento bayesiano sia quello corretto per comparare, come lei fa “a sentimento”, i vigili urbani virtuosi con quelli disonesti. Quello che conta, secondo il teorema di Bayes, non è la percentuale, che si può supporre anche elevata, di vigili tra la minoranza di coloro che praticano comportamenti encomiabili; ma il rapporto tra questa e la percentuale di vigili tra coloro che militano nel molto più vasto campo dell’indifferenza, del pensare a curare i propri interessi e dell’illegalità istituzionalizzata. Il teorema di Bayes mostra come la presenza di una determinata categoria in percentuali elevate tra gli “eroi” – non inattesa, visto che una persona onesta es. in polizia declinerà questa sua onestà andando a scontrarsi con il crimine – non è indice del valore della categoria, ma è compatibile con un livello di corruzione della categoria maggiore che nella popolazione generale. Nella mia esperienza a Brescia, il rapporto tra le due “likelihood” non è affatto roseo come lei lo dipinge. E la conseguente probabilità a posteriori che, dato un vigile, questi sia contro il malaffare è inferiore alla probabilità a priori data dalla popopazione generale. Tanto che per me i vigili sono “sentinelle”, più che dell’antimafia, di grandi interessi illeciti (v. il mio sito). Interessi che quando occorre non si astengono dall’usare metodi mafiosi, e si avvalgono a questo fine di manovalanza istituzionale. Tra i danni della mafia andrebbe contato anche questo, di distogliere attenzioni e risorse contro altre forme di grande criminalità, e di favorire, fornendo uno standard negativo, valutazioni distorte e falsate sui relativi comportamenti delle istituzioni preposte alla legalità.

Francesco Pansera

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@ Pot. Sacrosanto. Ma non andrebbe neppure trascurato che (teorema di Bayes) la presenza di una determinata categoria in percentuali elevate tra gli “eroi” – non inattesa, visto che una persona onesta es. in polizia declinerà questa sua onestà andando a scontrarsi con il crimine – non è un indice affidabile del valore della categoria: è compatibile con un livello di corruzione della categoria maggiore che nella popolazione generale. E la probabilità a posteriori che, dato es. un vigile, questi sia contro il malaffare può essere inferiore alla probabilità a priori data dalla popolazione generale nonostante che alcuni vigili compiano azioni lodevoli.

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RastrelloGirelli

14 novembre 2014. Aggredito con un rastrello all’entrata a casa, con la motivazione dichiarata che non devo passare per un dato sentiero; pur essendo il sentiero su suolo pubblico, e non dando il passaggio fastidio ad alcuno. Nel biascicare in bresciano la promessa di future bastonature, gli assalitori, i coniugi Perotti, dicono di essere appoggiati dai carabinieri. L’aggressione appare essere stata l’esecuzione a freddo di un copione studiato a tavolino. Come un altro episodio, avvenuto il 17 giugno 2014. Uno dei neri che le suore ancelle della carità mettono a fare i posteggiatori dell’ospedale Poliambulanza di punto in bianco mi urlò minacce mentre passavo davanti all’entrata dell’ospedale, stando dall’altra parte della strada. Ad aggredirmi, poco dopo, nel parco davanti a una delle torri di San Polo, fu un barbone apparentemente ubriaco, est-europeo, che mi ferì all’avambraccio con le sue unghie sporche.

Sindaco: Emilio Del Bono Procuratore Della Repubblica: Tommaso Buonanno Prefetto: Livia Narcisa Brassesco Pace Vescovo: Luciano Monari Comandante provinciale CC: Giuseppe Spina Questore: Carmine Esposito Comandante vigili urbani: Roberto Novelli

L’aggressione gratuita del 14 novembre, che perpetua il perenne clima di intimidazione e provocazione, è avvenuta dopo questi commenti internet:

10 novembre 2014 Blog de Il Fatto. Commento al post di A. Tornago “Brescia, scontro in Procura. Una circolare per bloccare i colloqui tra pm e giornalisti”

Un giornalista d’inchiesta locale, Renato Rovetta, definì Brescia “una delle città più omertose d’Italia”. Brescia è considerata distretto produttivo anche sotto il profilo della legalità: i reati commessi a supporto dell’economia legale appaiono essere oggetto non di particolare attenzione, ma di una particolare franchigia. Inclusi quelli commessi a favore delle truffe dell’economia legale. Per me non è una buona notizia “l’istituzione di uno specifico nucleo della DIA a Brescia”. Non perché io abbia alcunché a che fare con la mafia, ma perché temo che il super-ufficio agirà come alibi e diversivo, andando così a rafforzare la già consolidata tradizione della borghesia mafiosa bresciana di libera commissione di abusi e reati e di uso della ritorsione in risposta alla loro denuncia (Cfr. A. Fusco, “I ragazzi di Cucarasi”. In: “Le rose del ventennio”).

13 novembre 2014. Blog de Il Fatto. Commento al post di M. Portanova “Aldo Moro, Grassi (Pd): “Pieczenik al Viminale per favorire l’omicidio”

Grazie alle singolari autoaccuse statunitensi, rimembranze di poliziotti e interventi tardivi della magistratura, sta tornando di moda considerare i comunisti di allora come vittime del “golpe di Via Fani”. Invece furono tra i congiurati, assicurandosi il favore degli anglosassoni, dei quali sono servi premurosi ormai da tanti anni. Credo che Moro volesse usare il PCI per dare all’Italia un’autonomia politica, progetto osteggiato da anglosassoni e russi. Quelli del PCI lo hanno consegnato ai suoi carnefici una volta avvenuto il sequestro, partecipando all’immonda sceneggiata della “fermezza” accoppiata al “non riuscire” a trovarlo. Ottenendo così dagli anglosassoni un placet i cui effetti sono oggi davanti ai nostri occhi. Moro fu eliminato perché avrebbe portato l’Italia a non essere totalmente soggiogata, a non essere sfruttata e degradata. Gli “atlantically correct” dei DS e della magistratura oggi non sono meno falsi e meno vili nel fare i sicari o i tirapiedi per mantenere lo status quo.

L’aggressione del 17 giugno 2014 è avvenuta il giorno dopo il commento: Blog de Il Fatto Commento al post di S. Marietti “Tav, io sto con Erri De Luca”

@ Carlo Pifferi. Le famiglie legate alla ndrangheta credo siano, per lo Stato, una specie protetta; quanto e più dei camosci e degli stambecchi. Se la loro attività criminale si estinguesse, sarebbe una liberazione per i cittadini ma un guaio per tanti “uomini delle istituzioni”: perché le ndrine forniscono un alibi allo Stato, alle forze di polizia e alla magistratura per fingere di non vedere certi crimini legati agli interessi dei poteri forti, con la scusa che si è impegnati contro questa entità che dicono invincibile; e permettono di commettere parzialità, abusi, omissioni, provocazioni, manipolazioni, reati gravi a favore degli stessi poteri, traendo legittimità e credibilità dalla lotta contro i demoni devoti alla Madonna di Polsi. Mafie e terrorismo favoriscono i crimini di Stato. Sembra che qualcosa di simile stia avvenendo anche in Val di Susa. (Ecco perché penso che i Notav dovrebbero evitare le tentazioni come quelle offerte dalla “persecuzione” di De Luca). Lei, che dice di appartenere ai meglio informati, e senz’altro è dalla parte dei più danarosi e dei più armati, non ha mancato di condire le sue affermazioni, per il resto tanto smodate quanto apodittiche, con la lotta alla ndrangheta. A me pare che la lotta alla mafia sia degenerata al punto che con essa si giustificano le peggiori cose. Dirsi contro la mafia è diventato un comodo camouflage per quelli che sono i meglio informati su come farsi i propri interessi a danno degli altri.

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18 novembre 2014. Nonostante il recente intervento dei CC e l’attenta presenza dei PS…

racc r/r online:

19 novembre 2014

Dr Patrizio Gattari e gli altri giudici della sentenza in oggetto c/o il Presidente del Tribunale di Milano Dr.ssa Livia Pomodoro Via Freguglia 1 20122 Milano

Oggetto: lotta alla mafia bassa e aiuto alla mafia alta in Lombardia nel 2014

Ieri 18 novembre ho postato un commento all’articolo de il Fatto Quotidiano “’Ndrangheta 40 arresti in Lombardia. Ripreso il conferimento della “Santa”, di A. Bartolini. Il commento è stato censurato. Lo riporto qui: “Queste ricorrenti notizie fanno pensare: “la mafia in Lombardia c’è; ma per fortuna c’è anche chi la combatte, e ci protegge.” Io vedo la cosa da un diverso punto di vista. Oggi, stesso giorno della notizia, ho pubblicato sul mio sito un articolo dove mostro che i giudici del tribunale di Milano con una sentenza sulla responsabilità del medico stanno favorendo frodi che danneggiano la salute (“La medicina difensiva come scusa e come illecito”). E oggi, a Brescia, ho ricevuto un altro danneggiamento alla mia auto, che come in precedenza presenta elementi che portano a ritenere che i mandanti siano tra coloro che dovrebbero tutelare la legalità. Quindi io penso che la lotta alla mafia sia un alibi e un diversivo, sotto al quale le istituzioni favoriscono poteri più forti e non meno pericolosi della mafia; anche con sistemi mafiosi o piduisti. Es. i poteri che stanno rendendo sempre più orientata al profitto la sanità, a scapito della tutela della salute. I cittadini vengono distratti e tenuti sottomessi facendogli credere che i poteri criminali che li minacciano siano costituiti soltanto dalla mafia, e che quindi le istituzioni li proteggano. In realtà, gli interessi dei cittadini vengono venduti ai potentati economici, mentre li si rassicura facendoli baloccare con l’ennesima replica del film del rito della puncitina, o facendoli illudere di avere capito tutto sbugiardando Maroni sulla mafia.” L’articolo al quale faccio riferimento “La medicina difensiva come scusa e come illecito”, è sul mio sito http:/menici60d15.wordpress.com/. Ho la modesta speranza che in quanto ho scritto vi siano cose che sarebbero utili ai magistrati nel loro lavoro: avrei preferito segnalare il mio articolo in altro modo. Ma devo riconoscere che in Italia, e inparticolare in Lombardia, di mafie ce ne sono due. Quella delle puncitine e quella dei grandi interessi economici e finanziari che sfruttano il Paese. E forze di polizia e magistrati combattono la mafia bassa anche perché così nascondono come aiutano la mafia alta. Oltre alla relazione tra lotta alla mafia e aiuto al business medico, credo che vi sia una relazione tra posizioni della magistratura come quelle che critico nella vostra sentenza e i reati che vengono liberamente commessi a mio danno (v. il post “Milizie bresciane” sul mio sito). Entrambe le attività favoriscono, tramite i poteri dello Stato, grandi interessi illeciti in medicina. Considero pertanto la magistratura corresponsabile, oltre che della situazione in cui verso, della serrata catena di stalking, molestie, provocazioni, minacce, aggressioni fisiche, danneggiamenti, abusi di potere, mobbing amministrativo, situazioni diffamatorie, etc. che, sulla base di pregresse esperienze, posso prevedere mi attenda in ritorsione all’avere scritto l’articolo.

Distinti saluti

Francesco Pansera

Dr F. Pansera Via Tosetti 30 25124 Brescia

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19 dicembre 2014

FurtoTargaAntFurtoTargaPost

Le ferite dell’aggressione con un’Arma impropria subita un mese prima (v. sopra) sotto casa  non si sono ancora sanate, che arriva un’altra botta: furto delle targhe dell’auto, nella notte tra il 15 e il 16 dic 2014. E’ il quarto danneggiamento dell’auto sotto casa nel solo 2014, e il terzo reato a carattere intimidatorio commesso sotto casa che subisco in un mese. Se le targhe verranno usate per commettere altri reati, sarà la seconda volta che ciò avviene con una mia auto mentre denuncio reati e abusi delle istituzioni. Un atto particolarmente vile, in quanto coinvolge la mia compagna, che è spaventata e depressa da questo susseguirsi di atti aggressivi. Il danneggiamento è avvenuto 3 giorni prima della partenza per le festività natalizie, e ha imposto di aggiungere ai preparativi adempimenti burocratici e materiali per rimediare con targhe provvisorie. Da diversi anni a questa parte devo attendermi “saluti” del genere, prima della partenza da Brescia per la Calabria, e al ritorno dalla Calabria a Brescia.

Nota positiva, l’alacre servizio, consueto in questi casi, di “personal scavenger” di A2A, partecipata del Comune di Brescia, che per tutta la giornata, mentre andavo e venivo dalla Questura (i cui computer erano in panne; quattro ore di attesa per fare la denuncia) mi ha in pratica tallonato, con una ventina di apparizioni di mezzi della nettezza urbana. E’ stata una consolazione l’incrociare, a volte in maniera ravvicinata, ogni pochi metri, come stazioni di una via crucis, altre volte a distanza come un miraggio di pulizia, gli spazzini e i loro cassoni di immondizia sulle strade irrimediabilmente sporche che mi tocca calcare. Una presenza altrettanto valida e rassicurante di quella dei CC, che invece si erano fatti vedere anche loro sul luogo del delitto, cioè sotto casa, ma la mattina prima.

Riporto i commenti su internet e una email che ho inviato pochi giorni prima di subire queste altre attenzioni. Riguardo alle basi fraudolente dello stanziamento del governo di 1 miliardo di euro in denaro pubblico per il costosissimo farmaco per l’epatite C, ho la spiacevole sensazione che un affare truffaldino a 9 zeri sia protetto da poveracci che venderebbero chiunque per cinquanta centesimi.

– 6 e 7 dicembre 2014 – Blog de Il Fatto – Commento al post di G. Valditara “Mafia Capitale e corruzione: che fare?”, censurato. 6 dicembre 2014 – Blog de Il Fatto – Commento al post di M. Portanova “Carminati si è imborghesito. Come la mafia”. In: Corruzione “qui tam” e sfruttamento.

– 12 dicembre 2014 – Email di risposta a una email di F. Roberti, di Bye bye Uncle Sam, del miliardo e mezzo di euro (poi, come prevedevo, ridotto a un miliardo) stanziato dal governo per la cura dell’epatite C col Sofosbuvir: “Forse la situazione evolverà verso cifre meno astronomiche, ma comunque ingiustificate. L’epatite C ha sempre fatto tanti soldi in maniera sorprendentemente facile, fin dall’inizio, quando questa etichetta è stata scoperta, o meglio creata, dalla Chiron Corporation a fine anni ’80. Come sai mi occupo di frodi mediche istituzionalizzate; ho intenzione di scrivere un articolo sull’epatite C. Posso prevedere quali saranno le reazioni; ma avrò contribuito così all’indotto, dato dalla corruzione e dalla censura, a beneficio dei nostri straccioni istituzionali.”

– v. anche scambio di commenti con Paola Porciello, nel suo post su Il Fatto del 13 dicembre 2014 “Stress e depressione: il circolo vizioso tra biologia ed esperienza che ci fa ammalare” sulla responsabilità di chi diffonde notizie a favore del business farmaceutico. In: Giornalismo medico.

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8 gennaio 2015. Ore 9:29. Il furgone della spazzatura di A2A targato CE 984 JM, procedendo su un marciapiede come se fosse in autostrada, mi sfiora, mentre sulla strada passa un’auto dei vigili urbani. Pagata la bolletta presso la direzione generale di A2A di Via Lamarmora, all’uscita, mentre attraverso le strisce pedonali, il radiotaxi targato EK 555 GV, n.17, mi punta come se la strada fosse libera, e devo correre per scansarmi. Arrivato a casa, trovo che qualcuno ha asportato il tergicristallo posteriore dall’auto. Ultimo commento pubblicato: ‘Sputtanarsi per screditare’ (In: ‘Corruzione “qui tam” e sfruttamento’), sull’inclusione dei vigili urbani e delle altre forze di polizia nel blocco sociale che esercita lo sfruttamento; censurato da Il Fatto e dal sito di Aldo Giannuli.

Sui media appare la notizia che è stata finalmente istituita a Brescia una sezione della Direzione Distrettuale Antimafia; che impiegherà circa 30 persone.

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1 marzo 2015. Trovo la fiancata dx dell’auto danneggiata da rigature multiple che vanno dalle luci posteriori allo specchietto retrovisore.

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Era da un po’ che non accadeva. La pausa è seguita alla raccomandata inviata il 14 gennaio scorso al comandante provinciale dei CC Spina e all’assessore alla sicurezza Muchetti, su come durante l’aggressione del 14 nov 2014 scorso gli aggressori abbiano specificato di avere ricevuto istruzioni in merito dai CC (registrato). E su come il 13 gen 2014 chi lo aveva affermato mi abbia inviato una raccomandata dove sostiene che il terreno demaniale sul quale se passo a loro dire posso aspettarmi altre bastonate sia stato loro assegnato dal Comune, con facoltà di impedire il transito; Comune già implicato in altri episodi intimidatori sotto casa. Ho chiesto al colonnello e all’assessore di conoscere se posso passare su quel suolo pubblico o no, ma non ho avuto risposta. La tregua è finita scaduti i 90 giorni utili perché sporgessi querela per lesioni. Il 23 febbraio 2015 ho ricevuto, alla presenza “casuale” di chi mi ha aggredito, che non incontravo da dicembre, una notifica giudiziaria della Corte d’appello di Brescia di una delibera dell’Ordine dei medici, presidente Di Stefano, che a oggi non ho ancora ritirato.

Ho risposto a questa procedura tipicamente andreottiana di un Ordine professionale che comunica con un suo iscritto tramite la magistratura con una lettera alla presidente della Corte d’appello Campanato (v. 1 mar 2015 in “Nuove P2 e organi interni“). Nei giorni precedenti a questo danneggiamento avevo inoltre postato commenti su come la corruzione a favore dei grandi interessi sulla ricerca biomedica sia sorretta dalle istituzioni (v. i commenti del 25 febbraio 2015 all’articolo “Corruzione, anche per Nature l’Italia agli ultimi posti” in “Corruzione “qui tam” e sfruttamento”); e su come si stia confermando che Stamina è una truffa di Stato, resa possibile e mantenuta anche da chi ha finto di combatterla (v. i commenti del 26 e 27 feb 2015 all’articolo “Caso Stamina: quando il giusto batte il potere” in “Appunti sulle frodi metodologiche e concettuali sulle staminali”). Nella lettera a Campanato avevo scritto che non appare “esserci una distanza umana enorme tra i cialtroni di strada che devo fronteggiare e le alte istituzioni” che fanno la loro parte da dietro la scrivania.

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12 marzo 15. Alle 14:30 trovo rigata anche l’altra fiancata dell’auto.

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Mi aspettavo che sarebbe accaduto ieri, dati gli incontri ravvicinati con macchine spazzatrici di A2A e i balletti della i polizia municipale; che comunque non sono mancati neanche oggi. In mattinata avevo postato le mie idee sull’antimafia al Nord:

“12 marzo 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post “‘Ndrangheta, Libera: “Delrio non ha capito e ha sottovalutato i cutresi”

Delrio non è fanciullesco, come Libera ha interesse a dipingerlo. Né a Cutro, 10 000 abitanti, Satana ha creato lo sbocco diretto di un camino dall’inferno, il cui fumo renderebbe i cutresi demoni irresistibili. Delrio rappresenta chi ha interesse a impiantare e coltivare la delinquenza mafiosa al Nord. La mafia è l’appendice gangsteristica di un sistema che è tutto pervaso di mafiosità, a partire dalle istituzioni dello Stato, incluse magistratura e forze di polizia, e dai gruppi come il partito di Delrio, il PD. Una criminalità dal volto feroce fa comodo, e va quindi entro certi limiti favorita: la mafia di cosca, con la sua alta intensità criminale, fa sembrare pulita la massa del malaffare istituzionale, minore per intensità criminale ma cumulativamente non meno grave. Con una presenza mafiosa sul territorio, mentre si combattono santisti e picciotti si può meglio praticare la corruzione a favore di grandi interessi; anche con metodi paramafiosi. La presenza mafiosa rende la curva della distribuzione di frequenza dei livelli di illegalità al Nord “right skewed”, asimmetrica a destra: alza la media della illegalità che i cittadini possono attendersi dalla società e quindi dalle istituzioni e dalla politica. La paura della mafia favorisce la sottovalutazione del danno e del pericolo costituiti dal crimine istituzionale e dal connesso crimine dei poteri forti; è questa la vera sottovalutazione, ottenuta con abilità diabolica.”

I giornali riportano che la morte di Pantani è ora attribuita dalla perizia disposta dalla magistratura anche agli psicofarmaci, oltre che alla cocaina; è quanto avevo scritto, spiegandolo estesamente, agli inquirenti 11 anni fa, nella racc. r/r del 3 giugno 2004 al GIP Mussoni e al PM Gengarelli (v. Per cosa è morto Pantani. Lo sport e il marketing farmaceutico). Oggi perquisizioni dei ROS per la strage di P. Loggia del 1974. Mi pare ci sia un caratteristico “pipeline giudiziario”, che ritarda l’accertamento della verità per poi ripescarlo molti anni dopo, a giochi fatti, in modo da non occuparsi di attività “delicate” attuali; o in alcuni casi di occuparsene, ma all’incontrario…

Per il presente, appare delinearsi una strategia a tenaglia: sulla strada, davanti a casa, intimidazioni e provocazioni. I danneggiamenti e le violenze fisiche alla bisogna sarà possibile attribuirli, sdegnati, a teppisti, automobilisti sbadati, extracomunitari, civili cittadini da me portati a raptus, etc. Contemporaneamente, mobbing tramite atti ufficiali: l’Ordine dei medici mi ha sanzionato, dopo 18 mesi di “istruttoria”, su input di CC e prefettura, per avere denunciato le molestie su strada e il relativo ruolo della polizia; (e poco dopo avere scritto delle minacce di reiterazione di aggressioni fisiche accompagnante dall’affermazione di essere spalleggiati dai CC); il proc. Buonanno era a conoscenza di questo anomalo procedimento disciplinare, nel quale, riporta la delibera, l’Ordine si è avvalso anche di una perizia psichiatrica sui miei scritti; senza però comunicarmene il contenuto e l’esito. Ne ho chiesto copia al pres. Dell’Ordine Di Stefano, agli altri 11 medici che all’unanimità hanno approvato il procedimento e la delibera, al proc. Buonanno, all’estensore della perizia, tale prof. Luigi Croce, e al pres. della federazione degli Ordini dei medici, Bianco, che è senatore (PD) e siede in quella commissione sanità che tra i responsabili di ciò da me descritto come la truffa di Stato Stamina. Se continuo a non stare zitto, potrei essere dichiarato malato di mente. Se è solo una minaccia, che ha per messaggero gli uffici giudiziari di Brescia, forse sarebbe stata più appropriata la consulenza di un carrozziere, su quanto mi costerà questo non volere cedere alle intimidazioni e denunciare reati. Spero non la consulenza di un traumatologo.

D’ora in poi questi danneggiamenti, violenze e provocazioni mafiosamente “firmati”, associati a persecuzioni tramite abusi di potere, e associati a mie critiche e denunce sull’establishment e i suoi affari, li chiamerò “pennisi”. Questo è l’ottavo pennisi in dodici mesi, se non ne ho dimenticato qualcuno (v. sopra). Dal nome del magistrato, Roberto Pennisi, che da pochi mesi dirige la Direzione distrettuale antimafia di Brescia, tenuta a battesimo mentre ha luogo questo trattamento nei confronti di un medico che intralcia sia grandi affari illeciti, sia la corruzione istituzionale di supporto. Una DDA nata sotto i migliori auspici. Il PM Pennisi è persona degnissima, presumo; ma è anche il rappresentante di un’antimafia più buona a descrivere la mafia come una potenza infera che a debellarla; e di un’antimafia che funziona ottimamente come paravento morale per operazioni paramafiose istituzionali come questa, mentre è assente, o tiene gli occhi chiusi, come contrasto e deterrente a quell’humus istituzionale corrotto che spiega la facilità con la quale la mafia ha attecchito al Nord.

Stasera conferenza antimafia alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Brescia; domani 13 marzo a Milano, nel celebrare la giornata europea delle staminali il magistrato Amedeo Santosuosso terrà una relazione intitolata “Il diritto alla salute non può andare contro la scienza”. Credo che il mio caso mostri che “il diritto alla salute non può andare contro la scienza”. Nel senso che mostra cosa succede a chi, fedele al principio etico che corrisponde al diritto costituzionale alla tutela della salute, va contro ciò che Santosuosso e i magistrati che rappresenta chiamano, nel curarne gli interessi criminali e promuoverne l’ideologia distorta, “scienza”.

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30 marzo 2015. Si conferma come il supplemento di stalking e mobbing, che include i “pennisi” sotto casa qui riportati, sia una specie di “strategia della tensione” volta ad alzare il livello dello “scontro” e a facilitare così la mia descrizione come pazzo inattendibile. Ricevo oggi 30 marzo 2015 la perizia dello psichiatra Luigi Croce disposta dall’Ordine dei medici di Brescia (Di Stefano) su di me; insieme ad una sanzione disciplinare. La contestazione è di avere scritto a CC e altre istituzioni lettere di denuncia sul mobbing ricevuto. La perizia è stata eseguita su queste lettere, e anche sulle stesse lettere di difesa che ho inviato all’Ordine in risposta alla contestazione; lettere che hanno incluso l’osservazione che chi ha richiesto la perizia, il presidente Di Stefano, ha dato il via libera a alla truffa Stamina come componente del comitato etico degli Spedali civili di Brescia mentre io scrivevo che era una incredibile truffa. Le conclusioni:  “Disturbi dello spettro schizofrenico e altri disturbi psicotici (298.8 al DSM 5, F28 all’ICD10)”. Mi viene reso noto oggi, ma è da otto mesi che sarei stato etichettato così; la perizia e la sanzione, su richiesta dei CC (Turchi, Spina) e della Prefettura (Brassesco Pace, Verrusio),  di concerto con la Procura (Buonanno) e il Ministero della sanità (Lorenzin), sarebbero del luglio 2014, ma sarebbero state trattenute fino al marzo 2015. In pratica le istituzioni – e i singoli – che ho descritto come responsabili di Stamina come truffa di Stato, appena salvato Vannoni mi rispondono dandomi del pazzo da DSM, il manuale diagnostico USA dei disturbi psichiatrici. Lo Stato garantisce così la protezione da critiche e denunce alle fragili basi delle frodi biomediche che appoggerà in futuro, come sta appoggiando quella delle staminali. Che la spiegazione di quanto affermo sia da cercarsi nella schizofrenia si evince secondo questi signori dai miei scritti. Riporto brani dell’analisi dei testi delle mie lettere fatta dallo psichiatra Croce, direttore sanitario dell’ANFFAS di Brescia, medico del Consorzio Sir di Milano, direttore scientifico del centro per l’autismo Domino di Milano; e alcuni miei commenti postati poco prima di ricevere questo esempio di “decoro e dignità della professione”, ciò che invece io non avrei rispettato, meritando quindi oltre che la perizia psichiatrica positiva per schizofrenia una sanzione. Sanzione che va sotto il nome di “Avvertimento”.

Sembra essere di fronte al deragliamento dissociativo e all’insalata di parole delle psicosi schizofreniche.” (Luigi Croce)

18 marzo 2015 Blog de Il Fatto Commento al post di A. Gianbartolomei “Stamina, Davide Vannoni patteggia condanna a un anno e dieci mesi”

Parlare di “trionfo della scienza” perché finalmente si sono fermati soggetti “in divisa da ladro”, e gli è pure stato dato un paterno scappellotto, è come dare una cattedra di fisica per chiara fama a chi risponde “ma va la’ ” a quelli che credono che si possano piegare i cucchiai col pensiero. La corrotta ricerca biomedica ha bisogno di essere definita a contrario, non per i propri comportamenti e meriti, ma facendola apparire come baluardo all’oscurantismo; questo connubio teatrale, dopo tanto torpore, di “giustizia e scienza” appare piuttosto essere la manifestazione di una sotterranea intesa tra magistratura e grande business biomedico. Del resto lo Stato occupato dai corrotti si giova dall’essere definito non per la sua aderenza alla Costituzione, ma come l’opposto del terrorismo e della mafia; che quindi quando occorre aiuta sottobanco. Analogamente, prima di fare la faccia severa lo Stato ha permesso per molti anni a una volgare truffa di spacciare le sue assurdità ai malati e ai familiari. E – cosa perfino peggiore, ma che viene taciuta – di impiantare così nel pubblico aspettative false ma sentite sulla cura delle malattie; di rendere “regnant social expectations” (Callahan) le promesse irrazionali della scienza ufficiale sulle staminali; a vantaggio di quegli affari illeciti, troppo grandi e sofisticati per essere semplicemente definiti ciarlataneria, che i nostri magistrati, candidi come colombe, identificano con la “scienza”.

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Probabili falsi ricordi e rappresentazioni deliranti ex novo di fatti e accadimenti senza significato specifico di ordine casuale, sul vissuto, la percezione e le convinzioni di F.P”. (Luigi Croce)

19 marzo 2015 Blog de Il Fatto Commento al post di A. Tornago “Brescia, rettore assume ex segretaria Gelmini. Indaga Corte dei Conti”

Pecorelli, ginecologo, è sia il rettore dell’università della quale gli Spedali civili di Brescia sono il policlinico, sia il presidente dell’Aifa. Cioè comanda sia nell’ospedale pubblico che ha accolto i magliari di Stamina, sia nell’agenzia statale che dovrebbe assicurare la “scientificità” dei farmaci. Non è strano? Solo se si bevono le veline mediatiche: Stamina fa sembrare scientifiche le terapie ufficiali, e aiuta la pretesa di una farmacologia al di sopra della legge, e che si fa legge. Il trasformare la “health” in “wealth” necessita di questi “stunt” di marketing, e di certi pupari. E anche di amici nelle istituzioni. Nella primavera del 2014 ho assistito a una scena agghiacciante. All’università di Brescia Nicola Gratteri ha prima, parlando di come combatte gli ndranghetisti, trascinato l’uditorio; me compreso, che ho antenati delle sue parti e trovo affinità perfino fisionomiche, oltre che culturali, con Gratteri; e poi è stato zitto e sorridente, facendo da testimonial, mentre Pecorelli esponeva il progetto “Health and wealth”. Un progetto che vuole fare affari sulla salute; che non può funzionare senza frodi, senza impunità e aiuti istituzionali alle frodi, senza la soppressione delle voci di denuncia; nella migliore tradizione paramafiosa delle nostre istituzioni e classi dirigenti. Altro che assistere alla puncitina.

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Sospettosità pervasiva, collegata all’aura persecutoria sempre presente e all’indebolimento della capacità critica e di giudizio.” (Luigi Croce)

26 marzo 2015 Blog de Il Fatto Commento al post “Corruzione, Orlando: “Chi lo fa tradisce Paese”. M5S: “Grasso ritiri firma da ddl” “

Come osservato anche da specialisti (D.F. Thompson, Two concepts of corruption) di corruzione ce ne sono due tipi. Una è quella che mette in vendita il potere istituzionale per ottenere un vantaggio individuale, es. intascando mazzette. L’altra fa dell’istituzione uno strumento dei poteri forti, es. facendo in modo che le tasse servano a redistribuire legalmente la ricchezza dai più poveri ai più ricchi; o che amministrazioni pubbliche, incluse quelle che dovrebbero tutelare la legalità, servano da strumento per modellare la vita politica e sociale a favore degli affari illeciti dei poteri forti. Quando si parla di corruzione si considera, come fa questo ministro di grazia e giustizia, solo un tipo, la corruzione individuale, quella delle mazzette, più evidente concettualmente, ma meno dannosa rispetto alla corruzione che istituzionalizza il crimine. Quest’ultima costituisce un autentico alto tradimento e ha effetti molto più gravi. Ma viene tenuta nascosta, anche atteggiandosi a nemici delle corruzione individuale, quella che derubando il popolo toglie parte del bottino ai poteri forti. Lo sdegno verso la corruzione “qui tam” , la corruzione “per il re”, da parte di alcuni che ricoprono cariche istituzionali servendo i poteri forti ricorda il disprezzo e l’ostilità dei mafiosi verso i topi d’appartamento.

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Deteriorarsi della critica e della razionalità in un clima crescente di destabilizzazione emotiva e affettiva.” (Luigi Croce)

26 marzo 2015 Blog de Il Fatto Commento al post di A. Capitano “Corruzione, un male tutto italiano. Non solo nel libro di Cantone”

Ci sono due tipi di corruzione (es. DF Thompson, Two concepts of corruption). Raffaele Cantone ne considera solo uno: la corruzione individuale, delle mazzette. Del secondo tipo, la corruzione istituzionale, le persone perbene non parlano; nonostante gli intrecci tra le due. In effetti è “con la precisione di un orologiaio” che mentre dipinge in modo così vivido la ben nota figura del ladro che intasca tangenti, finge che non esista la corruzione che fa delle istituzioni uno strumento dei poteri forti; che legalizza prelievi illeciti dalle tasche dei cittadini di diversi ordini di grandezza maggiori. La corruzione che sta togliendo al paese democrazia, e che trasferisce ricchezza dal basso verso l’alto; che ha interesse a ridimensionare la corruzione dei forchettoni per avere più spazio per esercitare il proprio, di sfruttamento, che è anche più pesante; e che trae quindi un doppio vantaggio dall’addossare ai concorrenti della corruzione individuale gli effetti delle sue spoliazioni. La corruzione di chi serve le ruberie “del re”, ottenendo un posto a corte; corruzione alla quale la casta di Cantone, i magistrati, composta anche di persone che magari preferirebbero farsi tagliare una mano anziché usarla per accettare una volgare bustarella, sta dando un valido contributo. Di “tutto italiano” c’è forse la furbizia di presentare la corruzione individuale come l’unica, ed esaltarla, in modo da favorire la corruzione istituzionale, quella che cede lo Stato ai poteri forti.

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L’intuizione delirante sembra esprimersi compitamente sotto forma di delirio esplicito” (Luigi Croce)

29 marzo 2015 Blog de Il Fatto Commento al post di L. Musolino “Reggio Calabria, uomo spara davanti a teatro del convegno Md con Orlando”

La presenza congiunta a un convegno di una corrente della magistratura del Guardasigilli Orlando Andrea e di uno spostato che arriva e senza ragione spara a me dà l’impressione di una intimidazione, verso quei magistrati che fossero ancora recalcitranti ad accettare che le leggi reali alle quali si devono sottomettere sono diverse da quelle scritte. Gli amici dei magistrati, CC e Viminale, sono, nella mia esperienza, bravini nel “fare accadere” fatti a doppia chiave di lettura, una per il pubblico, l’altra per il destinatario del messaggio; attingendo al campionario umano del quale dispongono in ragione della parte legale delle loro attività. Oggi, al tempo del “colpo di Stato di banche e governi” (G. Pasquino) chi si esponga a difendere i principi racchiusi nella Costituzione può attendersi incidenti, e episodi di violenza e provocazione, apparentemente senza senso; ma in realtà mirati; e provenienti da dove chi vorrebbe credere nel principio di legalità meno se lo aspetterebbe.

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Penso di subire, con questa perizia a coronamento del mobbing extra, una forma grave di quella corruzione a favore dei poteri forti che viene studiata come “corruzione istituzionale”, distinguendola dalla “corruzione individuale”. (Io la chiamo corruzione “qui tam” cioè corruzione “a favore del re”). E’ interessante che tale forma di corruzione sia stata identificata da alcuni studiando le frodi mediche strutturali (1,2): lo stesso percorso a ritroso che ho fatto io nel giungere a conclusioni simili. Gli autori che studiano questa forma di corruzione, che è meno meno evidente di quella delle mazzette, considerano che si possono avere forme miste. Il comportamento che ricevo è indiscernibile da quello di chi sia a libro paga delle multinazionali farmaceutiche; e se un numero n di loro non fosse pagato ciò non costituirebbe un’attenuante, perché la corruzione istituzionale è comunque più grave di quella individuale. Resta il dubbio della proporzione delle due forme di corruzione nel mio caso. Sarà la grave patologia psichiatrica dalla quale sarei affetto, se i componenti del “mob”, del “branco” che è arrivato a questo punto; carabinieri, medici, magistrati, prefetti, ministri, periti, universitari, etc. , nella mia povera mente sconvolta paiono sussumersi in un’unica figura. Quella di un ibrido tra una puttana e un mafioso.

[1] Light DW. Lexchin J Darrow JJ. Institutional corruption of pharmaceuticals and the myth of safe and effective drugs. Journal of law, medicine and ethics. June 1, 2013. [2] Light DW. Strengthening the Theory of institutional corruptions: broadening, clarifying, and measuring. Edmond J. Safra Working Paper, No. 2. 20 march 2013.

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21 aprile  2015. Ricevo indietro, rispedita al mittente, la raccomandata del 5 marzo 2015 al presidente della Federazione degli Ordini dei medici sen. Amedeo Bianco (PD), sulla perizia psichiatrica sui miei scritti indotta dai CC e preparata dall’Ordine dei medici di Brescia. L’avevo spedita a:

Sen. Dr. Amedeo Bianco Senato – XII Commissione Igiene e sanità Piazza Madama 00186 Roma

Sulla busta, chiusa, è stampigliato:

CARABINIERI

SOTTOPOSTO

A CONTROLLO

A oggi risulta essere stata ricevuta solo la copia che ho inviato all’Ordine di Brescia, mentre non ho avuto la ricevuta della copia per Il procuratore Buonanno. Pochi giorni fa ho postato questo:

17 aprile 2015 Blog de il Fatto Commento al post di M. Bella “Sindone: quando la storia può essere rigorosa quanto la scienza”

@ Gianni Monroe. Affidare la custodia del pollaio alle volpi in termine tecnico si chiama “cattura normativa” (una delle finalità di quella tragedia e farsa del caso Stamina). @ Gianni Monroe. Lei dà come entità primitive l’indifferenza dei valori morali, che non sarebbero che mere convenzioni sociali, e allo stesso tempo la “bellezza” della “comunità scientifica”, che ci proteggerebbe dalle frodi. La frode c’entra perché con questa “business ontology” così svergolata uno dei principali attori della frodi biomediche strutturali, l’establishment scientifico, viene posto in una posizione privilegiata di controllore delle frodi stesse. Così es. basta fare in modo, con la compiacenza e la partecipazione delle istituzioni dello Stato, che a Stamina, una banale frode che normalmente sarebbe durata 30 minuti, il tempo dell’arrivo del maresciallo dei CC, vengano invece fatte assumere dimensioni giganti, per poter presentare per contrasto una comunità scientifica corrotta come il baluardo contro la ciarlataneria; con magistrati come Guariniello e Santosuosso che come lei commentano inneggiando alla “scienza” quando dovrebbero controllarne gli abusi, coonestando una cattura normativa che è anche “deep capture” (Hanson e Yosifon), cioè cattura culturale. Invece per me non c’è bisogno della filosofia per assumere che la medicina non deve nuocere al paziente a favore di chi la vende. E occorre prendere tristemente atto (v. Gotzsche, cit.) che la ricerca scientifica ai nostri giorni non è la cura, ma è parte della patogenesi. La volontà di rappresentare posizioni, interessi, e rapporti di forza senza infingimenti è già un orientarsi verso la soluzione.

Nell‘articolo “La paranza delle staminali. Il palpabile e il tangibile”, inedito,  scritto circa un anno fa, descrivo quello che mi pare il ruolo di controllo dei CC – collaboratori istituzionali dell’AIFA – in queste truffe dello Stato, Stato del quale il senatore Bianco è rappresentante, oltre che essere rappresentante degli interessi corporativi dei medici:

Nelle paranze delle truffe di strada sono presenti anche gorilla, come servizio d’ordine ed esattori. Nel gergo dei truffatori USA, lo “Heavy “ si incarica inoltre di allontanare e dissuadere chi metta sull’avviso il “mug”, il pollo. Un altro nome dell’addetto è “Freddy” che sarebbe l’abbreviazione di “Fourteen weeks Freddy”, dove le 14 settimane sono la degenza prevista dopo un suo trattamento [Lovell S. How to cheat at everything. A con man reveals the secrets of the esoteric trade of cheating, scams and hustles. L & L Publishing, 2003 ]. In una truffa di alto livello come è quella delle staminali, sono le istituzioni dello Stato che si assumono, oltre che la funzione di “shill”, di spalla, anche quella di Freddy, screditando, emarginando e intimidendo il guastafeste. A partire dalle istituzioni alle quali è deputata la tutela della legalità. Non ci sono soltanto i Nuclei Anti Sofisticazioni; appaiono esserci anche dei nuclei pro sofisticazioni. La cultura mafiosa, ben radicata nei poteri dello Stato, viene in aiuto.”

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14 maggio 2015. Nono “pennisi”. Due giorni fa ho postato un commento sull’assoluzione di Scajola e De Gennaro riguardo all’omicidio Biagi:

Blog de Il Fatto – Commento al post “Marco Biagi, prescritti De Gennaro e Scajola. ‘Si confrontino con loro coscienze’

Credo che sarebbe più dignitoso e utile se si riconoscesse apertamente che la magistratura non ha la possibilità – né in generale ha la voglia – di perseguire i crimini commessi dai circoli di potere superiori. Fino a quando si tratta di mafiosi che bruciano i santini e sciolgono le vittime nell’acido, o di mangioni filmati mentre intascano la busta coi contanti, e fino a quando si tratta di dipingere mafiosi e mangioni come dei Satana in persona, ai quali i magistrati si oppongono come strenui difensori dei cittadini, è un conto. Ma quando si tratta del Satana vero, coi suoi tirapiedi istituzionali (o mafiosi), dei crimini politici che da decenni servono a tenere soggiogato il Paese, i magistrati molto spesso guardano altrove o si limitano a fingere di interessarsi. O peggio, a volte attuano comportamenti che appaiono consonanti con la volontà dei mandanti, contribuendo a isolare la vittima prima dell’esecuzione e lasciandosi facilmente “depistare”.

Oggi la mia compagna al ritorno dal lavoro mi dice che stamattina ha trovato una rigatura sulla portiera destra dell’auto.

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Nella stessa mattinata avevo letto un articolo [1] che mostra in modo chiaro come i proclami di questi stessi giorni del ministro Lorenzin sulle mammografie che salvano vite in massa [2] siano un inganno: lo screening mammografico non incide al punto di ridurre la mortalità totale delle donne che vi si sottomettono (che comunque va valutata con trial clinici, non con studi ecologici); sta venendo criticato in USA e UK, in sedi ortodosse [3,4], ammettendo i forti limiti di efficacia e i gravi danni, finora sottaciuti, che provoca; (mentre è in preparazione il passaggio a un nuovo corso per il business biomedico nel settore [5]). In Italia la questione è stata tradotta mettendo in scena una sapiente sceneggiata, con Grillo che è abrasivo senza necessità, e passa così per estremista o “pericoloso disinformatore”, mentre in realtà annacqua le critiche che sono ormai considerate nel dibattito internazionale. La Lorenzin non è da meno, recitando la parte dell’indignata e propagando, dalla poltrona di responsabile della salute dei cittadini, notizie false e ingannevoli sul rapporto danni/benefici, in realtà assai poco brillante, di questo screening. E’ intervenuto anche Renzi, poco dopo avere riformato in pejus la legge a torto a attribuita a Biagi, a cantare da par suo le lodi sperticate di quel “qualifed failure” che sono gli screening. Del resto, non dovrebbe sorprendere che faccia propaganda a un genere di medicina che si affianca al lavoro e alle tasse nel dare corpo a forme mascherate di sfruttamento.

Non conosco i retroscena dell’omicidio Biagi, persona rispettabile e a quanto si sa non invisa al potere; ma mi pare improbabile che sia stata casuale la complementarietà tra la apparentemente ottusa baldanza degli assassini, che si preannunciano, e l’apparentemente ottusa noncuranza di chi avrebbe dovuto fermarli. C’è chi sostiene che vi sia anche qui lo zampino dell’orchestra nera internazionale: con i capi delle BR dipendenti di un’industria bellica USA e in possesso del nullaosta NOS dei servizi segreti italiani [6]. Appare inoltre che l’omicidio Biagi, come altri, sia “caduto a proposito”, ricoprendo con la sacralità di una vittima del terrorismo la regressione liberista delle leggi sul lavoro.

Forse tra le finalità dell’omicidio Biagi; tra le finalità della atroce e squallida vicenda che corrisponde al genere letterario del “realismo perverso” reso celebre da Kafka, con le richieste di aiuto inascoltate e le manifestazioni di disprezzo gratuite e ostentate da parte delle istituzioni [7], vi è stata anche quella di lanciare una minaccia agli intellettuali, agli studiosi: se vogliamo, possiamo colpire a piacimento. Sbagli a credere alle chiacchiere sulla libertà di pensiero e di espressione. Sbagli a pensare che il tuo rango e il tuo ruolo sociale ti diano la benché minima protezione. Sei uno scriba alla corte di un re barbaro. Possiamo farti annunciare dagli idioti che usiamo come inconsapevoli esecutori che verrai ucciso. E la tua fine sarà ineluttabile. La tua vita sarà nelle mani di uomini delle istituzioni che usano la tracotanza per coprire la loro viltà. Non ti servirà chiamare aiuto rivolgendoti alla polizia: ti rideranno in faccia, dipingendoti come un “rompicoglioni” a caccia di vantaggi personali. Non rispetteremo nemmeno il tuo cadavere, ma lo esporremo come capro espiatorio, attribuendo a te i nostri misfatti, che tu invece hai tentato di contenere.

E gli studiosi e gli intellettuali sono addomesticati, con questo e con mille altri mezzi, così che ad esempio oggi il ministro della sanità può rinverdire falsità ormai smascherate, avendo per spalla un istrione; preparando allo stesso tempo il terreno per le frodi future.  Non si è alzata una voce seria e onesta, tra i vari esperti accreditati, a diradare il polverone, chiarendo ai cittadini come stanno le cose sulla mammografia. A spiegare come sia il tipico caso di trattamento “non dominante”, dove a livello di popolazione a benefici incerti e limitati si associano danni, anche mortali, netti e corposi. A spiegare come abbia il carattere di una scommessa rischiosa, di un investimento speculativo, dove raramente si può vincere, ma non è raro che invece si perda, e dove si può perdere tutto. Di come abbia moltiplicato di molte volte il carico di malattia con i falsi positivi, le diagnosi false. Non sono stati citati gli specialisti internazionali che si sono espressi contro questo screening; non è stato riferito del dibattito in corso sulla necessità di informare adeguatamente le persone dei rischi e dei danni che corrono sottoponendosi a screening. Mentre in altri paesi ci si interroga sullo stato di degrado nel quale sono cadute la medicina e la ricerca, da noi la questione è stata ridotta al bisticcio sgangherato tra un arruffone che cerca l’effetto teatrale e una informatrice farmaceutica, o una promotrice finanziaria che, messa a fare il ministro, ripete una spudorata lezioncina con voce sicura ma senza sapere di cosa parla. Abbiamo così lo Stato che tradisce i cittadini, inducendoli a fare carne da cannone per il business biomedico; grazie anche agli apparati che si occupano di mantenere su di una rotta deviata il corso della vita del Paese, comodamente all’opera anche al tempo del ministro Alfano, del prefetto Pansa, del generale Del Sette e dell’attuale magistratura.

[1] Saquib N et al. Does screening for disease save lives in asymptomatic adults? Systematic review of meta-analyses and randomized trials. International Journal of Epidemiology, 2015.  1-14. doi: 10.1093/ije/dyu140.

[2] “Le sue dichiarazioni [di Grillo] sono un concentrato di pericolosissima disinformazione – ha aggiunto -. Sull’oncologia tutti i dati, e l’evidenza scientifica, ci dicono che l’arma più efficace, talvolta l’unica, per sconfiggere il cancro è la prevenzione. Tra questi il tumore alla mammella, che le donne possono sconfigge proprio grazie alle mammografie e ai controlli da protocollo. Questo è uno dei casi in cui i dati parlano in modo chiaro, tanto che la mortalità delle donne per tumore al seno è nettamente più bassa in quelle zone dove i piani di screening e le mammografie coinvolgono una percentuale maggiore di donne”. Repubblica, 9 maggio 2015.

[3] Gotzsche P.C. Screening: a seductive paradigm that has generally failed us. International Journal of Epidemiology, 2015.  1-14.doi: 10.1093/ije/dyu267.

[4] Barratt A. Overdiagnosis in mammography screening: a 45 year journey from shadowy idea to acknowledged reality. BMJ, 2015;350:h867 doi: 10.1136/bmj.h867.

[5] Topol E J. Time to end routine mammography. Medscape, 6 mag 2015.

[6] F. Dezzani. Omicidio Marco Biagi: il terrorismo di Stato è tra noi. 6 marzo 2015. Reperibile su Internet.

[7] Lupacchini O. Il ritorno delle Brigate Rosse. Una sanguinosa illusione. Koinè, 2005.

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17 ottobre 2015, sabato. Le strade di Brescia diventano più strette e trafficate da mezzi pubblici: per 3 volte in un breve percorso, incontri ravvicinatri con bus di Brescia mobilità. Due mi vengono incontro sfrecciando a pochi centimetri in punti dove la carreggiata è ristretta, l’altro entra in una rotonda non rispettando la precedenza e avvicinandosi col muso alla fiancata dell’auto. In due casi i bus sono stati preceduti pochi secondi prima da mezzi della PS; il ricordo dell’altro è stato suscitato al ritorno da una volante della GdF a pochi metri dal luogo dove all’andata c’è stata la prima acrobazia della giornata. Entrando a casa, un condomino, sottufficiale di aviazione nella vicina base NATO, nel redarguirmi mi dice “Stia attento”. Secondo lui, che mi trovo regolarmente davanti all’entrata e all’uscita anche più volte al giorno, sarei io a molestarlo, perché lo filmo quando gli incontri diventano frequenti al punto che nell’uscire di casa o rientrare posso prevedere che lo troverò. La moglie, che pulisce le scale, è sbadata: spesso passa stracci e spruzza spray su gradini e ringhiere quando si trova sulle scale più in alto rispetto a me, così che il liquido mi va addosso; un paio di volte o più ha lasciato l’ascensore aperto all’ultimo piano quando dovevo salire.
La sera prima avevo postato questo:

16 ottobre 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post “Mercedes Vito, Papa Francesco benedice il primo esemplare prodotto in Argentina”

 
Nel suo libro “The shock doctrine” (2008) Naomi Klein riporta che la Mercedes-Benz Argentina è stata accusata di avere segnalato negli anni ’70 alla giunta militare nome e indirizzo di 16 sindacalisti di un suo impianto. I 16 finirono tra i desaparecidos. 14 di loro non sono mai più tornati. La fonte citata nel libro è l’articolo: Sergio Correa, “Los desaparecidos de Mercedes-Benz” BBC Mundo, November 5, 2002.

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25 gennaio 2016. Tornano i pennisi: nuovi graffi sui vecchi.

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Seguiti in giornata da un campionario di altre provocazioni per strada, nell’ambito di un crescendo che dura da tempo. Il casus belli potrebbero essere i miei recenti commenti su affari loschi delle istituzioni bresciane (1), a giudicare dagli ostentati e insistiti incontri nei giorni precedenti con la polizia locale del sindaco Del Bono  e dell’assessore alla sicurezza Muchetti, e data la precedente associazione tra guardie comunali, danneggiamenti all’auto e aggressioni fisiche. Da segnalare anche l’attenzione manifestata 5 giorni prima dal nuovo prefetto Valenti – che appare un degno successore di Tronca, Cancellieri, Brassesco Pace – alle esigenze di sicurezza della vicina Poliambulanza, roccaforte dell’industria medica cattolica:

Le ragioni principali vanno probabilmente ricercate nella volontà di mantenere un livello di “strategia della tensione”, dati  le mie recenti segnalazioni di operazioni di manipolazione a danno della salute dei cittadini (manipolazioni protette; senza le quali un doppione ospedaliero come la Poliambulanza non solo non prospererebbe; ma non potrebbe neppure esistere); e in particolare sulla fondamentale partecipazione della magistratura. Es. l’osservazione che i magistrati, indottrinando le scolaresche su tesi sull’inquinamento non adeguatamente fondate scientificamente e sistematicamente distorte a favore del profitto, non tutelano la salute pubblica, ma all’opposto spingono con la loro credibilità e autorevolezza i minori e i futuri cittadini verso le frodi del business biomedico; business che in questo modo aiutano anche contribuendo a istituzionalizzarne i crimini, che sono sofisticati omologhi di quelli della “S. Rita” (2). I boicottaggi sistematici, lo stalking, i pennisi, la ricerca martellante di una reazione per mascherare la mafiosità istituzionale, eseguiti con tracotanza da parte di chi non ne avrebbe il coraggio se non fosse sicuro di potere contare sull’impunità giudiziaria, sono l’altra faccia della medaglia di questi “slanci” coi quali i magistrati allo stesso tempo vincono il favore del pubblico e servono il potere nei suoi aspetti più cupi e sordidi.

1 In: Brescia non solo bombe
2 In: Nuove P2 e organi interniIlva. Dal cancro nascosto al cancro inventato ; Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi

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13 febbraio 2016

ccc
Telethon. La manipolazione dello sperabile e la squadra pro-truffa

Undicesimo pennisi. Torna l’accoppiamento tra teppismo amministrativo-giudiziario e teppismo di strada. Il 10 febbraio 2016 il presidente dell’ordine Di Stefano mi comunica con racc ar che il provvedimento disciplinare nei miei confronti, emesso nel luglio 2014, “è divenuto esecutivo”. Il giorno dopo, l’11, rispondo a lui e al presidente della Corte d’appello f.f. Fischetti con racc ar online che il procedimento, la sanzione e l’inclusa diagnosi psichiatrica configurano reati, volti a favorire le truffe che denuncio e a impedire ulteriori denunce. Oggi sabato 13, alle 14:30 scopro un nuovo graffio sulla Clio:  ora anche il parafango anteriore dx ha il suo. Non l’avevo notato tre ore prima nel rientro a casa, preceduto dal passaggio di un’auto della PS.

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Una “ulteriore denuncia” avrebbe dovuto essere sull’epatite C, quel Burj Khalifa delle frodi biomediche strutturali, al quale lo Stato sta collaborando. La comunicazione giudiziaria della Corte d’appello, arrivata in concomitanza con un grave lutto familiare, ha fermato il progetto, che avrebbe richiesto mesi di preparazione. La ripresa del teppismo avviene mentre inizio un altro progetto, più piccolo. Nel dicembre 2015 ho fatto notare su un blog che Telethon nel chiedere donazioni al pubblico per la ricerca sulle terapie geniche si è attribuito il merito di avere raddoppiato la speranza di vita degli affetti da distrofia muscolare; mentre i progressi sono dovuti a cure sintomatiche convenzionali ben meno sofisticate, come la ventilazione tramite tracheostomia; e gli esperti riportano piuttosto finora un fallimento delle terapie geniche, che vorrebbero correggere in radice il difetto della distrofia (1).

Nel film “Squadra antitruffa” (1977) il maresciallo Giraldi (Thomas Milian) smaschera “Er Fibbia” (Leo Gullotta) che faceva credere che il motore della sua auto andasse ad acqua grazie ad alcune pasticche giapponesi “a idrogeno ionizzato” (reperibile su Youtube). L’acqua che Er Fibbia mostrava di immettere al posto della benzina finiva in un serbatoio morto, e l’auto andava regolarmente a benzina. Telethon in questo caso ha fatto una cosa simile. Chiede contributi al pubblico per la ricerca su fantastiche terapie hi-tech millantando meriti che invece vanno a affinamenti di terapie tradizionali, che prolungano ma non domano una malattia che resta crudele.

Ma non si tratta solo di questo. La ricerca biomedica, insegna Medawar, essendo “un affare immensamente pratico” è “l’arte del solubile”. Cioè “di rendere resolubile un problema, individuando il modo di affrontarlo, in altre parole i suoi punti vulnerabili”. Es. se il problema sono le gambe amputate, la ricerca dovrà orientarsi verso le soluzioni attualmente possibili, che sono quelle di ideare le migliori protesi. Ma è avvenuto uno slittamento, o meglio uno smottamento. Oggi la ricerca biomedica, mimando la finanza, e in alcuni casi divenendone letteralmente un’estensione, è divenuta “promissoria” e tende a produrre “futures”, promesse commerciabili di futuri risultati (2); mentre si trascura di ottimizzare la cura possibile dei malati  (3). La ricerca biomedica è così divenuta, da arte razionale del solubile, una manipolazione dello “sperabile”. Si fa credere al pubblico di poter sperare nei risultati ideali: si vende la promessa di fare ricrescere la gamba. Telethon, una gigantesca operazione di ricerca marketing-driven, è un caso esemplare; e ha bisogno di trucchi come questo per alimentare le promesse. Riuscendo così a incidere sulla cultura, sulle aspettative del pubblico, nell’ambito di una propaganda generale. In questi stessi giorni il Comune di Brescia e la Fondazione ASM hanno iniziato un ciclo di conferenze sulla scienza – considerata esplicitamente come fonte di produzione di ricchezza – che ha per sottotitolo “Innovare è realizzare l’improbabile”. Ottenere l’improbabile è improbabile, e ottenere l’impossibile è impossibile; ma c’è una varietà di trucchi abbastanza semplici, per chi ne ha i mezzi, per simulare successi. E’ come diffondere tramite fonti autorevoli la credenza che l’auto ad acqua è possibile, per speculare sulla promessa. Anziché spiegarne il carattere fantascientifico sulla base delle conoscenze già acquisite.

Peggio ancora, così si ottiene la cattura normativa. Telethon si è convertita al lancio dei farmaci per le malattie rare, che sono divenuti un leit-motiv. Una strategia dell’industria farmaceutica che è un escamotage per introdurre e quindi vendere lucrosissime terapie, anche su malattie non rare, eludendo i previsti controlli di efficacia e sicurezza, che sono ridotti per le malattie rare (4,5). Una deregulation che si basa anche su questi asseriti successi, su questa costruzione di attendibilità e reputazione scientifica. E’ come se, riconosciuta la genialità e l’importanza dell’auto ad acqua data la sbalorditiva e inoppugnabile dimostrazione data da Er Fibbia con un tubo per innaffiare e alcune pasticche rosse, si esentassero gli inventori e i rivenditori dal fare esaminare da tecnici competenti il funzionamento dell’auto, la chimica delle pasticche, e le altre future meraviglie.

Ho chiesto per email al direttore generale di Telethon Pasinelli e all’ufficio stampa dell’UILDM di indicarmi i risultati scientifici che permetterebbero loro di vantare un raddoppio dell’aspettativa di vita degli affetti da distrofia muscolare. Venti giorni dopo, e quattro ore dopo avere ripetuto la richiesta ai rispettivi probiviri per racc. online, la dr.sa Pasinelli mi ha risposto. Non presentando alcun dato su progressi terapeutici ottenuti con terapia genica, ma dilungandosi sul sostegno di Telethon alla ricerca di altri sulle terapie convenzionali per la distrofia muscolare. E’ come se Er Fibbia dicesse che non c’è truffa perché lui ha finanziato studi altrui sul miglioramento del rendimento del motore a benzina e diesel.

Dieci giorni dopo la risposta sono riapparsi i vandalismi (v. sopra). Sarà una coincidenza casuale, ma la continua pressione di violenze nei miei confronti non lo è. Se Telethon può sparare tranquillamente sui principali media bufale del livello dell’auto ad acqua – ma più difficili da scoprire, e dalle conseguenze molto più gravi – è anche perché ci sono apparati che si occupano, con metodi teppistici, di nascondere e zittire critiche e denunce. E’ come se chi facesse osservare che un motore ad acqua è un oggetto impossibile venisse trattato, da una “squadra pro-truffa” in modo da isolarlo come un pericoloso deviante, un bugiardo, un disturbato da controllare.

Le cose sono ovviamente più articolate e complesse degli elementi satirici che ho usato per illustrare i concetti. Es. Telethon, oltre a questo inganno crasso, da anni presenta, con la sua propaganda tambureggiante, come i primi passi di un futuro radioso i pochi topolini partoriti, che sono eccezioni sporadiche e di limitata rilevanza, e che, come i mancati risultati per la distrofia, segnano invece i ristrettissimi confini dell’approccio genico, che imporrebbero di cercare altrove il solubile e di far riporre altrove le speranze. Ma la sostanza è davvero illecita e grottesca; come ho scritto al presidente Di Stefano e al presidente Fischetti a proposito del trattamento che mi viene riservato dalle istituzioni.

ccc

1. 22 dicembre 2015. Blog de Il Fatto. Commento  al post “Telethon 2015, record per la ricerca sulle malattie genetiche: raccolti 31,5 milioni”. In: La questua delle multinazionali .
2. Cooper M. Life as surplus. Biotechnology and capitalism in the neoliberal era. University of Washington Press, 2008.
3. Callahan D, Nuland S. The Quagmire. The New Republic, 9 giugno 2011, 16.
4. Drugs for rare diseases: mixed assessment in Europe. Prescrire International, 2007. 16: 36.
5. “Adaptive licensing” or “adaptive pathways”: Deregulation under the guise of earlier access. Brussels, 16 October 2015, Joint briefing paper. http://www.prescrire.org

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8 marzo 2016

Dodicesimo pennisi. Nel luglio del 2011 a Cosenza i CC cominciarono a urtarmi ripetutamente mentre passeggiavo. Scrissi una lettera di protesta, e come è norma gli urti dei poliziotti si moltiplicarono. Mi urtò il comandate dei vigili di Spezzano della Sila. Lo ricordo a un comizio appoggiato all’auto blu di Marco Minniti, gestore dei servizi; il politico calabrese che ha trovato l’America qui servendo gli USA. Mi urtarono ripetutamente le vigili donna di Spezzano, tanto che mi chiesi se non si volessero fidanzare con me. A Cosenza un poliziotto mi mise una mano sulla spalla senza ragione, in un negozio di ferramenta; minuti dopo trovai sulla bauliera dell’auto un ampio graffio. Oggi a Brescia a quel graffio se ne è aggiunto un altro, per tutta la larghezza della bauliera e oltre, sul paraurti. Probabilmente in modo che me ne ricordi ogni volta che la apro

Il 5 marzo avevo postato questo:

Blog de Il Fatto
Commento al post di F. Marcelli “Lavoro, la salute dei poliziotti va tutelata”

“deve essere riconosciuto il loro diritto a rifiutarsi a prestare servizi in violazione della legge, a tutela non solo della loro salute e sicurezza ma anche della democrazia, della libertà e della vita di tutti i cittadini.”. Secondo il giurista Marcelli ai poliziotti verrebbe negato il diritto di rifiutarsi di prestare servizi in violazione della legge e a danno della democrazia, della libertà e della vita dei cittadini. Io pensavo che avessero non il diritto, ma il dovere di non eseguire gli ordini di commettere illegalità. Ritengo comunque che se uno è un uomo il diritto naturale di non commettere atti immorali lo ha comunque, e lo deve esercitare comunque.

Il 7 marzo c’è stata una parata per me di PS CC e PM, che è proseguita l’8, dopo il danneggiamento. Ma ho commesso altri peccati. Welch (1) avvisa di essere cauti nel mettere in dubbio la chirurgia vertebrale di routine: tramite pressioni lobbistiche una piccola agenzia federale, la AHCPR, fu messa a fondi azzerati, fatta quasi chiudere, e ridimensionata quando presentò studi che mostravano l’inutilità e la dannosità di questa classica fetta dell’ortopedia. Io non solo l’ho fatto, ma ho mostrato come si spingano i lavoratori verso questo business, nell’ambito di un movimento che vede impegnate le istituzioni a fornire cittadini come materia prima all’industria medica (2).

Ho anche osservato che i magistrati negli anni di piombo evitarono di indagare perché Adriana Faranda avesse indirizzo e numero telefonico di Marcinkus e Felix Morlion, e oggi la invitano a parlare alla scuola dei magistrati (3). La mollezza dei magistrati sulle trame atlantiche è un altro argomento tabù.

Suona vagamente ricattatorio da parte dei poliziotti chiedere ulteriori privilegi sostenendo di soffrire e di ammalarsi perché obbligati, a loro dire, a delinquere. Forse vogliono un aumento per i loro servigi extraistituzionali. Es. nel mio caso i poliziotti interpretano, senza eccessivo sforzo, il ruolo dei vigliacchi e dei bulli. Distogliendo così dalla mafia medica, che chiude le bocche di chi si oppone alle frodi legalizzate, e dalle collusioni della magistratura nei “delitti di servaggio”, i delitti commessi servilmente nell’interesse dei poteri forti.

1 Welch HG. Less medicine, more health. 7 assumptions that drive too much health care. Beacon Press, 2015.
2 Commento al post “La coppa dell’assenteista” 27 febbraio 2016. In:  ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato
3 Commento al post “Commento al post “Adriana Faranda a corso di formazione per magistrati. Che protestano: “Assurdo” “. 2 febbraio 2016. In:  Corruzione “Qui tam” e sfruttamento

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20 marzo 2016

Tredicesimo pennisi. Il camion di un privato effettua lo sgombro di un appartamento – per conto del sottufficiale dell’aeronautica della base NATO – facendo il comodo suo. Si incunea nello spazio tra le mie due auto, urtandole e spingendole, e i facchini poggiano lo spigolo del portello sul cofano.

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Il camion porta ancora le insegne di Poste italiane sopra al parabrezza.

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E’ arrivato questo invece della ricevuta di ritorno della racc di 40 giorni prima al presidente f.f. della Corte d’appello Fischetti, in risposta alla lettera del presidente dell’Ordine dei medici Di Stefano. Un anno fa non è mai arrivata la ricevuta della racc. al procuratore della repubblica. Entrambe parte dello stesso carteggio sul procedimento disciplinare servito per emettere su di me una diagnosi di infermità mentale, che Poste Italiane ha innescato, e alimentato con molestie e boicottaggi spesso a carattere derisorio.

Gli uffici giudiziari di Brescia, che inviano per comunicazione giudiziaria una diagnosi dolosamente falsa di schizofrenia a chi si oppone a quegli stessi affari illeciti sulla salute che favoriscono con le loro omissioni e i loro interventi, non assicurano la ricevuta dell’avvenuta consegna della posta loro inviata.

In occasione dell’apertura dell’anno giudiziario il presidente Fischetti ha ripetuto il tema della carenza di organico come causa dell’insufficiente fornitura del servizio giustizia (1). Curiosamente, nel 2011 la corte presieduta da Fischetti nel mandare assolti gli imputati della strage di Piazza Loggia del 1974 scrisse che i risultati della ricostruzione del fatto “appaiono potenzialmente schizofrenici”. Credo che per i delitti di servaggio, i delitti commessi con la partecipazione delle istituzioni in obbedienza ai poteri forti, l’inefficacia dei magistrati non sia riducibile a una questione quantitativa.

1    Semiotica del potere: Via Craxi, Palazzo di giustizia Zanardelli e le “sedi disagiate”.

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2 aprile 2016. Fiancata sinistra:

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Quattordicesimo pennisi. Preannunciato da pantomime di spazzini di A2A, condomini, autisti di Brescia Mobilità, postini, leccate di cani. Ma soprattutto atteso per quello che avevo scritto, e data la lettera del presidente dell’Ordine; che 2 giorni fa si è esibito in veste di bioeticista; insieme all’assessore alla sanità del Comune. Ho postato una critica della confessione, e dell’uso che ne fa il clero (1). Alle gente i preti non parlano che di perdono, a favore degli offensori; in realtà nessuno meglio di loro riconosce il valore deterrente della punizione: che applicano more mafioso verso chi svela le loro imposture. Ho anche segnalato come i pareri scientifici dell’EFSA provengano da una fonte – UE – i cui dirigenti hanno ammesso di dirottare la scienza a favore delle multinazionali, dalle quali sono pagati (2).

Si sta chiudendo il caso Pantani con quello che appare come un altro scambio di favori tra istituzioni e mafia: e l’ho fatto notare (3). Del fantomatico complotto camorrista non se ne occuperanno i magistrati, dopo aver lanciato il sasso; ma se ne occupa la commissione parlamentare antimafia, che ha convocato i magistrati che hanno lanciato il sasso e retratto la mano. Feynman, il grande fisico, spiegava come sia buon senso non verificare un’idea usando gli stessi dati che l’hanno suggerita (4). Sarei curioso di sapere quanti investigatori giudiziari adottano questa regola; non certamente Rosy Bindi, che ha dichiarato che la commissione che presiede farà le sue valutazioni su quanto congetturato dai magistrati; su un “qui lo dico e qui lo archivio“. La Bindi era ministro della sanità quando venni fatto licenziare dal SSN; e come tanti antimafia, e tanti mafiosi, è un dito della mano i cui diversi tendini sono mossi dai muscoli ben coordinati dello stesso avambraccio …

Ma cos’è qualche graffio. C’è ben altro a cui pensare. A Brescia, dopo la strage di Bruxelles, sono arrivate da pochi giorni le “teste di cuoio” dei CC; e il Procuratore generale Dell’Osso – lo stesso che indottrina i minori sull’incombenza del pericolo cancro (v. sopra) – su consiglio dell’intelligence ha preso a girare armato di pistola, perché in Libia sarebbe malvisto, ci fanno sapere i giornali. Oggi pomeriggio è stata fatta brillare una valigetta sospetta. Tra immigrazione forzosa e terrorismo islamico, sembra che si voglia “israelizzare” l’Europa (5); un’altra osservazione che deve avermi fatto guadagnare punti.

Oggi, 2 apr 2016, sul Boston Globe si sostiene, commentando i fatti di Bruxelles, che il terrorismo è come il cancro, e che quindi va combattuto con sistemi simili a quelli dell’oncologia, cioè con interventi mirati e una “risposta immune” (6). Il terrorismo e il cancro sono comparabili in quanto si ha interesse, da parte di potentati economici imparentati ed embricati, a mantenere e sfruttare entrambi. I magistrati, i CC e gli altri poliziotti si occupano sia di mantenere la paura del terrorismo; sia del connesso mantenimento e protezione di grandi affari illeciti come il business del cancro; collaborando alla propaganda del falso, e fornendo la repressione tramite il discredito e la persecuzione di voci critiche. Lavorando per un’oncologia commerciale che ne ammazza più del terrorismo false flag.

Magistrati e poliziotti sono determinanti nel costruire la realtà sociale voluta dal liberismo; voluta dalle forze che governano il terrorismo e incamerano enormi profitti sul cancro. Le forze che ci proteggono dal terrorismo come ci curano dal cancro. Un fumetto scadente come la carta sulla quale è stampato, dove i terroristi sono il male inestinguibile e chi ci comanda i buoni che ci proteggono; dove i farmaci rendono campioni e il potere criminale onnipotente è la mafia; dove la lotta al cancro è un modello da prendere ad esempio, non un “qualified failure” pilotato per lucro; e dove chi critica tutto questo non è che un disturbato mentale, da ignorare, se non per tenerne sotto controllo le mattane.

1. 28 marzo 2016. Blog de Il Fatto. Commento al post di F.A. Grana “Chiesa, effetto Bergoglio anche sulle confessioni”. In :  Il Primo Stato
2. 30 marzo 2012 Blog de Il Fatto Commento al post di T. Colluto “Xylella, studio Efsa: “E’ la causa del disseccamento degli olivi del Salento”. In:  La UE come mostro adescatore: proibizione agli Stati nazionali di presentare argomenti scientifici
3. 14 marzo 2016. Blog de Il Fatto. Commento al post di A. Tundo “Marco Pantani, detenuto intercettato: “La camorra gli fece perdere il Giro d’Italia ’99” “. In:  Per cosa è morto Pantani. Lo sport e il marketing farmaceutico
4. Feynman RP. Six easy pieces. Basic books, 2011.
5. 27 marzo 2016. Blog de Il Fatto. Commento al post di L. Napoleoni “Terrorismo, Israele può insegnarci come proteggere gli obiettivi sensibili”. In:  Immigrati. La pietà coi numeri e altre forme minori di pietà
6. Westphal C. Treating terrorism like cancer. The Boston Globe. 2 apr 2016.

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31 maggio 2016

Blog de il Fatto

Commento al post di G. Pipitone “Palermo, distrutto giardino di casa della giornalista Dina Lauricella di Servizio Pubblico”

Posso testimoniare che a volte quelle che si direbbero essere alcune tra le innumerevoli “teste di c.” si accaniscono gratuitamente con atti di vandalismo e di violenza fisica proprio su chi dà fastidio a certi poteri; e di come quando abbiano un volto davanti al rischio di una denuncia vantino impunità citando l’appoggio e la consulenza di insospettabili uffici istituzionali. Le si potrebbe chiamare intimidazioni a basso SNR, a basso rapporto segnale-rumore. Quindi poco distinguibili dai comuni vandalismi e gesti inconsulti delle teste di c. volgari. Comunque stiano le cose, solidarietà alla coautrice di un libro importante, “Dalla parte sbagliata”, che toglie al lettore comune le credenze semplici e ingenue sui rapporti tra la mafia e le istituzioni deputate alla tutela della legalità.

1 giugno 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di D. Lauricella “Palermo: le minacce non esistono, è solo Curtigghiu”

Già Manzoni nota come “l’iniquo che è forte” possa mescolare alla minaccia il dubbio; e certi apparati che coltivano queste arti hanno fatto progressi da allora. Non ci sono solo i teppisti, e le torme di portatori di mafiosità, quelli che non figurerebbero bene lungo la scala ordinale dell’umanità di don Mariano Arena; né c’è solo la mafia, come disse l’arcivescovo di Catania sull’assassinio di Borsellino e della scorta. Uno strumento per ridurre l’ambiguità è dato dal teorema di Bayes, che mostra come non vi sia alcuna contraddizione tra queste due proposizioni, e come non si debba confondere tra le due: a) dati dei danneggiamenti, la probabilità che siano tentativi di condizionamento di poteri forti è estremamente bassa; b) data una persona invisa a poteri forti, è considerevole la probabilità che i danneggiamenti che subisce siano tentativi di condizionamento di quei poteri forti. Il teorema mostra anche che la probabilità varia con il contesto, con altri eventuali fatti. E implica anche che più si chiariscono questi casi, più facile sarà giudicarne di futuri e più difficili saranno altri eventuali giochi di specchi. A patto di accertare la verità, tutta e sola; altrimenti finisce come con le indagini per Borsellino.

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25 giugno 2016. Parafango anteriore destro. Quindicesimo pennisi, dopo una pausa di due mesi (interrotta dall’episodio di qualcuno che ha urinato davanti alla porta della mia cantina, segnalatomi dalla moglie del sottufficiale della base NATO).

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Ultimo commento postato: sull’opposto statuto socioeconomico dei falsi positivi e falsi negativi nelle diagnosi di cancro, e su come “Magistrati, CC, preti, opinionisti, pronti sui falsi negativi, si sottomettono all’ideologia che vuole i falsi positivi sistematici come parte dell’economia legale, da proteggere e aiutare a crescere.” [1].

Ieri la figura che occupa il posto di ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha affermato che l’AIFA deve divenire sempre più simile alla FDA statunitense. L’FDA ha già da diversi anni una cattiva fama: corruzione, pressioni politiche, dipendenza dei controllori dai controllati, indebolimento dei criteri di approvazione dei farmaci, casi di migliaia di decessi da farmaci immessi frettolosamente per favorire interessi speculativi. Light, un accademico che studia la corruzione a favore dell’industria farmaceutica, nel descrivere i danni che la FDA provoca ai pazienti ha commentato che la gente crede che la FDA sia un “cane da guardia” a tutela della salute, mentre è un “cane da grembo” dell’industria [2].

Mentre Lorenzin la prende a modello, leggi USA vogliono abbattere i compiti sostanziali di tutela della salute della FDA, lasciandole un ruolo di facciata, di falsa rassicurazione, che la renderà del tutto funzionale all’immissione di farmaci non adeguatamente testati, piuttosto che di ostacolo. Il National Center for Health Research ha mandato ai senatori USA la petizione “Don’t gut the FDA”, “Non distruggete la FDA” con una grafica che mostra come se ne voglia fare un “McDrugs” un McDonald dell’approvazione dei farmaci; e il commento “Fast drugs can be more dangerous than fast food”. “Fast drugs” sta per approvazione veloce; veloce a scapito della valutazione di efficacia e sicurezza.

McDrug

Per questo servizio di “drive thru drug approval”, dove si tratta di apporre un timbro ai costosissimi farmaci che l’industria, forte del ricatto che oggi può esercitare sui malati, sforna a piacimento, l’AIFA è già veloce, essendo risultata per il 2014 seconda in Europa solo alla Gran Bretagna per la brevità dei tempi medi di approvazione.

La ripresa delle graffiature, associata ad altre molestie, coincide con il cambio di direzione della Digos di Brescia, l’ufficio che nominalmente i delitti politici dovrebbe contrastarli. Il vecchio dirigente è stato richiesto dal precedente Questore Esposito, che è andato a Bari. Nel lasciare Brescia Esposito ha lodato i bresciani per la loro particolare collaborazione con le istituzioni. Penso che gli addetti della questura, del comando provinciale CC, della prefettura, degli uffici giudiziari, del Comune, possano contare sulla collaborazione dei bresciani anche per i comportamenti – corrotti; eversivi; miserabili; mafiosi; mafiogeni – coi quali in campo medico stanno appoggiando la sostituzione delle regole costituzionali con gli standard de facto della medicina McDrugs; la medicina degli usurai e dei peggiori truffatori.

1. 18 giugno 2016. Blog de Il Fatto. Commento al post “Caserta, morta a 3 anni. Arrestati falsa pediatra e marito: “Non diagnosticarono tumore””. In: ILVA. Dal cancro nascosto al cancro inventato

2. Light DW. Serious Risks And Few New Benefits From FDA-Approved Drugs. Health affairs blog. 6 luglio 2015.

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10 luglio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post “Fermo, Duomo gremito per funerale di Emmanuel. Kyenge: “C’è chi usa razzismo per raccogliere voti” “

Negli anni ’70 propaganda e media spinsero dei mentecatti al terrorismo, e un numero maggiore di persone ad appoggiarli. Col risultato finale di rafforzare chi tirava i fili. Il Viminale pilotava la tensione. Oggi chi gestisce l’immigrazione forzosa la sta dipingendo come una lotta del bene contro il male, e episodi di violenza contro gli immigrati gli fanno gioco.

Il fatto di sangue ha per me un che di già visto. L’ucciso, che non si è moderato nella reazione all’insulto, ha trovato sottomano un palo segnaletico “compiacente” per colpire Mancini; i cui comportamenti erano prevedibili, essendo noto come un tipo stupido, manesco, che tirava arachidi agli africani. Mi ha fatto ricordare una prepotenza sfociata in aggressione, entrambe gratuite, subite sotto casa nel 2014; che appaiono avere avuto una studiata regia istituzionale, non troppo nascosta. Per oltre un mese ho portato sull’avambraccio i segni dei denti di un rastrello. Non sono un ultrà ma un medico che denuncia frodi mediche e relative complicità istituzionali. Non ho accettato la rissa e ho solo chiamato il 113.

Un ulteriore motivo per mantenere la calma e la civiltà nell’opporsi all’ immigrazione forzosa è che non si può escludere che sottoposti di Alfano “vanno per micchi” favorendo incidenti, dai quali statisticamente può scappare il morto; potendo contare su magistrati che “siedono accanto” (Davigo) a quei corrotti che invece che mazzette intascano i benefici derivanti dallo svendere il Paese.

14 luglio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di O. Lupacchini “Omicidio Emmanuel, attenzione a chi dice di avere già in tasca la verità”

Con che faccia commentare Lupacchini, che qui riguardo alla dinamica di una rissa mette in mezzo San Tommaso, Boris Vian, Tucidide, Epitteto, senza uno straccio di citazione. Gli effetti della “deterritorializzazione” (Deleuze e Guattari) imposta dalla globalizzazione, per la quale gli individui divengono come atomi di un gas, e la posizione di ognuno su questa terra – cioè l’ambiente dove nasce, cresce e vive – viene eliminata come variabile culturale e morale. O Roland Barthes, l’incompatibilità nel mondo contemporaneo tra significato ed esperienza. Qui i significati che si possono dare alla notizia sono intrisi di soggettività, propaganda e manipolazione. Un motivo in più per definire l’esperienza, “i fatti”, di questo caso che si è voluto rendere eclatante. E’ in effetti singolare esprimere giudizi categorici senza conoscere; ma lo è anche l’imporre di assistere come ad un film da applaudire o fischiare (due reazioni che forse si vogliono entrambe sollevare), senza dare gli elementi reali; né accettare spunti. Dovrebbe essere dovere precipuo dei magistrati fornire al più presto possibile una ricostruzione completa, fedele e veritiera degli eventi che hanno portato alla morte dell’immigrato che era sotto la direzione spirituale e l’ala protettiva dei preti. Pardon, dell’immigrato nigeriano. In modo che i cittadini possano formulare il giudizio politico sul caso mediatico senza impigliarsi in quello sulle responsabilità penali.

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vedi: 29 giugno 2017. Et in pulverem reverteris. I bresciani e i mandanti della strage del 1974. In: La medicina sotto la presidenza Mattarella

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20 luglio 2017

Blog de  Il Fatto

Commento al post del 19 luglio 2017 “G8 Genova, Gabrielli: “Se fossi stato De Gennaro mi sarei dimesso per il bene della Polizia. Bolzaneto? Fu tortura” “

Un’affermazione interessante (anche se bisognerebbe discutere come mai i pestaggi ci sarebbero comunque stati). Qualche riserva. La frase è un periodo ipotetico dell’irrealtà. I comportamenti delle forze di polizia dati gli ordini di chi la comanda* descrivibili all’indicativo sono diversi, cioè sono gli stessi di sempre e anche peggio, posso testimoniare. La melliflua retorica rogeriana, ben esemplificata dai discorsi che gli spin doctor scrivono per Renzi, accoppiata a politiche aggressive e sprezzanti, è la cifra di questo esecutivo. Infine, Gabrielli ha preso le parti delle vittime delle sevizie a freddo il 19 luglio, giorno della commemorazione della strage di Via D’Amelio, la giornata delle lacrime di coccodrillo istituzionali, che servono a meglio servire ciò che a parole si esecra.

*Fracassi F. G8 Gate. A voce alta, 2011.

20 giugno 2017. Uscita dalla filiale Toyota di Brescia, dopo la sostituzione (532€) del parabrezza spaccato in Calabria (v. I professionisti della metamafia, 15 aprile 2017 ).

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Il monopolio corrompe i lavoratori

ccc
10 novembre 2017, h 16:30. Puntata di autobus, guidato da una giovane donna. Distinta dalle tante altre molestie di autobus in quanto appare ripetere, nello stesso luogo, quella che dà l’incipit a questo post, “Milizie bresciane”. Chi l’ha organizzata ed eseguita sapeva che la scena sarebbe stata filmata. Forse uno dei tanti episodi di dolo alternativo, dove si fa in modo che la vittima o impara a subire passivamente violenze gratuite, che verrebbero comunque lasciate impunite da chi copre le spalle, o accumula una tensione che al ripetersi senza fine delle molestie lo porterà prima o poi a reagire. L’incidente così provocato permetterà, potendo contare sulle stesse complicità istituzionali che consentono lo stalking, di cambiare la carte in tavola, accusando chi è vittima di essere lui l’aggressore. Come per altre epurazioni di Stato, appare che le istituzioni si stiano dando da fare per proteggere gli esecutori da condanne morali o giudiziarie; qui possibilmente trapiantando la responsabilità dai tirapiedi alla loro vittima. Un gesto del genere non era inatteso per altri motivi.

a) oggi è sciopero degli autobus, e l’articolato protocollo da anni applicato nei miei confronti a Brescia prescrive che durante scioperi dei trasporti pubblici io riceva qualche molestia supplementare dagli autisti, come a ricordarmi che per me non c’è tregua.

b) è una fase di effervescenza. Ho pubblicato i passaggi delle spazzatrici delle puntate di auto davanti alla Poliambulanza in seguito ai miei commenti sulla presidenza di Sergio Mattarella (1). Subito dopo, l’8 novembre 2017, in obbedienza alla regola ferrea dello stalking di Stato, che qualsiasi legittima reazione della vittima va rintuzzata rincarando la dose degli abusi, c’è stato un carosello di autobus spernacchianti, insieme ad addetti alle soffianti della cooperativa “Pinocchio”. Sempre davanti alla Poliambulanza. Un addetto mi ha marcato stretto con la soffiante in azione. Gli ho detto di spegnarla e farmi passare, e per tutta risposta me l’ha puntata sugli stinchi, sparandomi una soffiata a bruciapelo, lanciandomi così addosso delle foglie, una delle quali si è impigliata in una scarpa. Un gesto premeditato, e organizzato da gente del mestiere in modo da evitare, facendo avvicinare l’addetto a pochi centimetri da me mentre in basso manovrava la soffiante, la ripresa della soffiante che mi sparava foglie sulle gambe. La dinamica ha somiglianze con la bastonatura sotto casa dove gli aggressori hanno detto, come mostra la registrazione, di essersi prima consultati coi CC (v. sopra). E dove poi sono stati avallati, nel più tracotante costume mafioso, dal Comune di Brescia, che dopo l’aggressione ha permesso loro di cintare il suolo pubblico sul quale mi proibivano di passare. L’attuale questore di Brescia, Ciarambino, quando era nella Digos fu coinvolto in un’indagine su minacce massoniche di medici a medici (2). Non si può dire che destinandolo a Brescia dopo averlo promosso questore lo abbiano esiliato in un ambiente dove si sentirà estraneo e inutile.

c) Il giorno prima ho pubblicato questo:

9 novembre 2017

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Ciccarello “Mafia, si studia di più nelle Università del Nord. “Al Centro c’è minore percezione” “

La gigantografia di Falcone e Borsellino è un ottimo paravento per attività criminali del mondo legale. Es. in ambito universitario le frodi a danno dei pazienti e del contribuente derivanti dalla fusione tra industria e ricerca accademica in campo biomedico. Non stupisce che l’allestimento dei paraventi antimafia sia più praticato al Nord, dove è più diffuso il white collar crime. Così si vedono università settentrionali, che in passato hanno dato una cattedra a un soggetto definito da Giuseppe Di Lello “una sorta di consigliere della famiglia dei corleonesi”, sbandierare la lotta alla mafia mentre praticano il malaffare e lo proteggono con metodi sostanzialmente mafiosi; godendo della complicità di altre istituzioni, anch’esse munite di una bella gigantografia della famosa immagine dei due magistrati ai quali invece l’impegno antimafia non portò vantaggi ma costò la vita.

@ Luca. I nostri politici non sono così terribili e onnipotenti; prendono ordini da poteri sovranazionali; quando non vengono ignorati e scavalcati come figuranti di poco conto. Credo che la mafia sia una componente strutturale dell’assetto di dominio dell’Italia. E che lo sia anche la lotta alla mafia. Forse i fini dell’uccisione dei due eccezionali magistrati hanno incluso anche l’insorgere dell’antimafia come attività stabile e come potere di tipo sacrale, che conferisce intoccabilità. Dove è scritto che dobbiamo essere in guerra perenne con la mafia? I mafiosi sono “samurai invincibili”? La mafia, questa spina velenosa, questo cappio al collo della nazione, andrebbe stroncata, anche a costo di misure estreme, e archiviata. Cronicizzando la mafia si favoriscono i crimini dell’economia legale che si nascondono dietro ai “crest” della lotta alla mafia, oltre a consentire la permanenza di una manovalanza criminale che è stata usata a fini eversivi. Lo studio scientifico della mafia che non fosse l’aggiunta di un altro cesto di pagnottelle accademiche – e lo studio anch’esso serio della corruzione istituzionale, quella che legifera e governa a favore dei poteri forti – dovrebbero considerare la gravità di dichiarazioni come questa della Bindi, che la “mafiologia” divenga “un elemento strutturale nella formazione di base e specialistica delle università italiane”.

d) dopo i commenti su Bindi e sui “professionisti della metamafia” il ministero dell’interno ha visitato il mio sito:MinIntpng

Avendo scritto di politici che fanno carriera essendo esecutori di inconfessabili direttive estere, può darsi che al ministro Minniti siano fischiate le orecchie. Le visite al mio sito del Viminale, e del comando generale dei CC, hanno accompagnato 2 anni fa le molestie e minacce con mezzi pubblici, i vandalismi sotto casa, le aggressioni fisiche gratuite e preordinate, la sanzione disciplinare disciplinare con diagnosi psichiatrica dell’ordine dei medici di Brescia emessa in risposta a denunce di abusi e inviatami dalla corte d’appello di Brescia; e le tante altre azioni miserabili e criminali commesse nei miei confronti per coprire e aiutare le ruberie e gli omicidi delle frodi mediche istituzionalizzate.

Oggi su La7 un esperto di politica di trasporti, Marco Ponti, nel discutere col sindacalista Cremaschi di questo sciopero degli autisti ha citato Lenin: “Il monopolio corrompe anche una parte dei lavoratori”. Una parte non piccola, si può aggiungere, a 100 anni dalla rivoluzione guidata da Lenin, che pensava di dare tutto il potere ai consigli dei lavoratori. Le molestie con bus non sono attribuibili a una sparuta minoranza. Anche i lavoratori, gli autisti, protetti dalla retorica del tranviere onesto che si guadagna il pane al volante, sono corrotti. E vili. Corrotti e vili come i dirigenti e politici di Brescia Mobilità e SIA e del Comune di Brescia che danno loro queste direttive o le permettono. Sono vili e corrotti quanto i sindacalisti che gli consentono di ottenere la benevolenza dei “padroni” con sistemi da lumpen-proletariato, senza essere in condizioni di indigenza. E sono codardi e corrotti quanto quelli che truffano uno stipendio statale avendo assunto l’incarico di assicurare sicurezza e legalità, mentre organizzano o permettono queste operazioni, avendo alle spalle della scrivania una collezione di crest e magari la foto di Falcone e Borsellino.

Sinergie tra industria medica e industria dei rifiuti: le suppressio veri e suggestio falsi dei magistrati e la proiezione del sudiciume. In: La medicina sotto la presidenza MattarellaPensiero lento e pensiero veloce alla Poliambulanza. Ibid.

2 Veleni e massoneria. Due medici a processo. Il Fatto Quotidiano, 4 maggio 2011.

ccc
Commenti su Il Fatto nei giorni precedenti:

Un altro caso di marketing giudiziario di frodi mediche . “Hiv, condannato a 24 anni per lesioni aggravate Talluto: ha contagiato 32 donne. Pm avevano chiesto ergastolo” 27 ottobre 2017. In: Nuove P2 e organi interni

Alleanze tra tra massocomunisti e il papa globalista. “Papa Francesco, gli estimatori ‘impensabili’ del Pontefice” 5 novembre 2017. In: Il Primo Stato

Consigli ai genitori sui rastrellamenti di bambini per l’oncologia. “Tumori, il numero dei bimbi che si ammalano sale anche a causa dell’inquinamento” 6 novembre 2017. In: Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi

La distinzione tra asino e ladro riguardo alle cure imposte, e i pericoli della “libertà di cura”. “Vaccini e bufale sul web, Burioni: “Per un medico non ha senso discutere con chi ha la terza media” 8 novembre 2017. In: La libertà di cura libertà che opprime

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Brescia, 15 novembre 2017

Studio De Nard
Amministrazione condominio Dalia
Via S. Morcelli 2
25123 Brescia

racc. a/r online

Oggi ho trovato un chewing-gum masticato nella mia cassetta delle lettere. Una cosa tanto più disgustosa considerando che chi si prende il disturbo di organizzare e fare eseguire questi gesti pratica la “osculatio ani” ai potenti, col dare il suo contributo ad un’attività massiccia di stalking nei miei confronti, di matrice istituzionale, che non è di semplice molestia e ingiuria, ma crea danni e illegalità che andrebbero perseguiti come gravi. Io chiamo questi signori “CC”, che sta per “codardi e corrotti”.

Distinti saluti

Francesco Pansera

GommaCassettaLettere15Nov17

Pubblicato nei giorni precedenti:

L’efficienza non è sempre una virtù; e Amazon non suona sempre due volte … Commento al post de il Fatto “Farmaci a domicilio, da tempo ne parlo. Ora Amazon è passato all’azione“. In: I nemici vicini

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La pars construens

ccc

20 novembre 2017

Blog de il Fatto

Commento al post di V. Agnoletto “Agenzia europea del farmaco, peccato averla persa. Ma cosa volevamo farci?”

A premere per l’assegnazione a Milano c’è stato Scaccabarozzi, capo di Farmindustria. Che controlli possono essere quelli che il controllato agogna? Alla vigilia del voto Telettutto, emittente bresciana, ha mostrato una conferenza sull’inquinamento dove Marfella ha detto che la mortalità infantile per cancro in Italia è la più alta del mondo. Da noi un inquinamento eccezionale e particolare fa strage di bambini? I dati non lo dicono. Ad essere relativamente elevata in Italia è l’incidenza di tumori infantili, per la quale si dovrebbe pensare alle sovradiagnosi; favorite, a vantaggio del business oncologico, da allarmi a effetto. Che andrebbero indagati dalla magistratura. Ma il procuratore di Brescia Buonanno e l’aggiunto Raimondi erano accanto a Marfella. La magistratura coonesta discorsi ingannevoli e sgangherati, vestendo di autorevolezza la suggestio falsi a favore della medicina commercializzata. E concorre anche alla suppressio veri, posso testimoniare. Quando l’Italsider creava ricchezza per i tarantini, chi parlava, giustamente, del pericolo cancro era guardato come un importuno fuori dal mondo. Oggi si è passati ad allarmi gonfiati ad arte che favoriscono la sostituzione dell’industria tradizionale con quella medica, dove la materia prima sono le persone. L’EMA vidima una produzione di ricchezza truffaldina e cannibale, e averla in Italia, dove il meglio, la magistratura, è questo, non avrebbe dovuto essere motivo di esultanza.
 ccc
@ mansal. Credo di rappresentare l’ala estrema della critica a Stamina, truffa buffonesca pilotata dallo Stato per fare sembrare per contrasto valide le promesse alla Vanna Marchi sulla rigenerazione di tessuti con staminali “ufficiali” (un altro “job” dove hanno brillato Brescia e i magistrati). Le consiglierei il libro di un medico e ricercatore danese, Gotzsche, “Deadly medicines and organized crime”, su quanto è mafiosa (parole sue) l’approvazione dei farmaci nell’intero mondo occidentale; anche in Danimarca, paese civilissimo paragonabile all’Olanda. Ma non credo che lei voglia sentire parlare dell’universalità del malaffare farmaceutico. Un recente articolo su come l’EMA approvi antitumorali costosissimi senza evidenza valida che migliorino la sopravvivenza e la qualità di vita, e i commenti su come l’EMA sia un sistema di controllo “broken”, riguarda l’EMA sul Tamigi (Prasad V. Do cancer drugs improve survival or quality of life? You don’t need to know, according to our broken regulatory system. BMJ, 26 ott 2017). Comunque, oltre un certo limite la smodatezza nell’approfittare diventa controproducente, e l’eccessiva efficienza in questo senso della nostra classe dirigente potrebbe avere sconsigliato di trasferire nella terra dei famelici lombardi la delicata funzione di immissione di farmaci tarocchi per oltre 300 milioni di europei.
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7 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Brescia, bimba di 4 anni muore di otite: “Era stata respinta da due ospedali” “

Il messaggio è tonante: dietro alla comune otite c’è un mostro che può uccidere il bambino; l’otite media quindi esige work-up diagnostico e terapia aggressivi. Non viene detto che i mostri sono due, e disposti a tenaglia. Oltre a Scilla, le rare complicazioni di una patologia quasi sempre benigna, c’è Cariddi, gli effetti iatrogeni degli esami e delle terapie. Gli antibiotici hanno scarsa efficacia sulle otiti, e possono fare aumentare le ricorrenze. Il dubbio qui seminato di un ascesso cerebellare trascurato porta alla TAC, che soprattutto nei bambini può causare cancro del cervello e leucemia*, con una probabilità come minimo paragonabile a quella delle complicazioni gravi nelle otiti. La buona medicina pilota il bambino nello specchio di mare, non così stretto, tra i due mostri. Quella cattiva fa rotta a casaccio. La medicina commerciale grida a Scilla per spingere il bambino verso Cariddi, sulla cui presenza tace. Questa vaga e anomala scare story viene da Brescia, città dove i magistrati vanno troppo d’accordo coi medici, e coinvolge la Poliambulanza, ospedale di suore fortemente orientato alla medicina commerciale; tra gli amplificatori, un parroco e la ministra Lorenzin. C’è di che raccomandare ai genitori doppia cautela, data la disseminazione di messaggi parziali, distorti, ingannevoli e pericolosi.

*The use of computed tomography in pediatrics and the associated radiation exposure and estimated cancer risk. JAMA Pediatr 10 giu 2013.

Zaccanella9apr18

9 aprile 2018, ore 15:02. Un’inquilina sente il bisogno di spazzare le scale condominiali sovrastanti l’atrio proprio mentre entro con la spesa. Succede sempre; anche dopo che a mie lettere di protesta all’amministratore le pulizie sono state affidate a una ditta esterna. Una catena di molestie incessante e asfissiante. Entrato in casa, su RAI 1 una presentatrice, un avvocato e un attore commentano il caso della bambina a Brescia, stigmatizzando il non dare gli antibiotici e non fare la TAC ai bambini con l’otite. Citano a sostegno Ricciardi, direttore dell’ISS. Sostengono che i genitori dovrebbero a loro giudizio chedere la TAC all’ospedale, e che se la chiedono i medici commettono un abuso passibile di procedimento giudiziario negandola. Sono queste informazioni perniciose al pubblico, questo sobillare, il vero delitto, di gran lunga il principale e il più grave, se non l’unico.

L’inquilina lavora come inserviente nella vicina Poliambulanza (v. sopra). E’ una figura repellente; ma, col suo modo di acquisire meriti buttando sporcizia dall’alto addosso a un medico quando rientra con la spesa nell’edificio dove abita, è una gran signora paragonata ai magistrati, medici, preti, prefetti, sindaci e assessori, ufficiali dei CC, funzionari di polizia, etc. che i meriti li acquisiscono accoppiando a operazioni come questa della criminale diseducazione del pubblico, e dell’intimidazione dei medici sull’otite, la relativa repressione nei miei confronti. Mi chiedo se la ricompensa l’avranno subito, o dopo che verrà registrato l’incremento che stanno così producendo del consumo di antibiotici per otite, e quindi l’incremento di casi di otite, di complicanze, e di lucrosi cancri del cervello e del midollo osseo in bambini. Oppure metà subito e metà a risultato ottenuto.

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13 giugno 2018. Trovo in cantina in bella vista le due foto, del procuratore Buonanno e del prefetto Vardè, che un anno fa avevo agganciato al lucchetto della porta. Da quanto la moglie del sottufficiale dell’aviazione della base NATO mi aveva avvisato che qualcuno aveva urinato davanti alla porta della cantina, dove tengo provviste alimentari, inclusi bidoni di olio, ho trovato le cose all’interno mosse. Es. il coperchio del campanello della bicicletta svitato e poggiato su uno scaffale. Quando ho visto smossi i bidoni dell’olio, ho messo le foto. Era anche allora giugno, prima della partenza per la Calabria. Le due foto furono strappate via e asportate; e quelle che mi sono state fatte ritrovare, introducendosi nella cantina, sui barattoli della conserva dei pomodori, devono essere le stesse, portando i segni dello strappo. Un mese fa, rinvenuti i segni di altre visite, avevo sostituito il minuscolo lucchetto con uno grande, di marca. Non è servito; sottovalutavo la professionalità dei visitatori. La finestrella che dà un minimo di luce alla cantina è stata parzialmente ostruita dall’esterno da oggetti messi dall’aviere. Riaggancio le due foto dei due tutori della legalità al lucchetto, dopo un anno, e torno su a leggere un interessante intervento di Scarpinato sul carattere contingente e caduco, di “breve parentesi storica”, dello Stato di diritto.

13giu18FotoInCantina

Nell’uscire dalla cantina da una porta che dà sull’esterno fa capolino l’aviere, una presenza costante in queste situazioni. Ieri e oggi ho pubblicato questo:

Blog de Il Fatto – Commento al post di V. Ulivieri: Inquinamento, nei pressi dei siti contaminati eccesso di mortalità tra 4 e 5%. Tumori, +9% tra i più giovani.

” “Forme di cancro con una connessione forte da cause ambientali”. E’ vero; e ci sono altri fattori ambientali oltre a quelli propagandati. Per esempio, oltre alla correlazione tra “melanomi e contaminazione da PCB” c’è il fattore ambientale della censura dei media sulle sovradiagnosi di melanoma*. C’è il fattore ambientale delle sovradiagnosi di melanoma trasformate in una “perpetual income machine”, nelle parole del dermatologo D. Elpern. Macchina sfornasoldi potenziata da questi allarmi e studi imprecisi con conclusioni distorte e abusive sul rapporto di causalità. E c’è il fattore ambientale di soggetti con la divisa e la toga che si guadagnano lo stipendio dello Stato occupandosi sia di aiutare l’allarme che spinge persone sane nella “income machine”, dove vengono trasformate in malati di cancro, sia di zittire more mafioso chi guasterebbe la nobile attività. *Lomangino K. Yes, melanoma can be overdiagnosed, but news stories like these don’t discuss it”. Health News Review, 4 giugno 2018.

ccc
@ Pot. Anche confrontando epoche diverse si può ingannare; creando sovrastime del rischio anche del 100%, es: Des Spence. Bad medicine: atrial fibrillation. BMJ, 2013. 347: f4910. Le comparazioni tra periodi storici diversi sono anzi un classico delle manipolazioni. Al contrario confrontando aree diverse usando gli stessi metodi… si possono pure mandare messaggi falsi, ingannevoli e dannosi per la salute pubblica: Wainer H. New York’s cancer maps: What we don’t know won’t hurt us, it’s what we do know that ain’t. In: Medical illuminations. Oxford U Press, 2014. Sulla natura non ambientale ma socioeconomica e commerciale delle variazioni regionali nelle statistiche mediche c’è il classico lavoro di Wennberg, il Dartmouth Atlas.

ccc
Come per i bilanci aziendali, e per altre attività umane, nella ricerca biomedica non ci sono barriere metodologiche ai modi di ingannare quando c’è la volontà di farlo, o ci sono forti pressioni che spingono in quel senso; si creano piuttosto metodologie ad hoc, incluse affermazioni piuttosto strane sulla validità di questo o quel metodo.”

Deve probabilmente essere arrivata ai destinatari la lettera di accompagnamento delle restituzione della scheda elettorale per le elezioni comunali del 10 giugno 2018:

Brescia, 8 giugno 2018

Dr. Federico Cafiero De Raho
Procuratore nazionale antimafia
Direzione nazionale antimafia
Via Giulia 52
00186 Roma
racc. r/r

p/c Magistrati dell’ANM di Brescia
c/o il Presidente di sezione ANM
Dr. Guido Taramelli
Via L. Gambara 40
25121 Brescia
racc. r/r online

La mafia dietro antimafia: il “Parco dell’antimafia bresciana”. Restituzione della scheda elettorale elezioni comunali Brescia 10 giugno 2018.

… quando ti scontri e vedi il mondo, capisci che oltre a un certo punto non si può andare. Fare il Masaniello non serve. Perché poi ti etichettano come un pazzo – è successo a molti – e quello che vuoi comunicare non viene più preso sul serio.”
Nicola Gratteri

Dal 2000 ad ogni votazione restituisco la scheda elettorale. Dal 2018 non la restituisco alla Presidenza della Repubblica, con motivazioni (1) alle quali è risposto con misure di un genere che è l’oggetto della presente restituzione della scheda elettorale per le elezioni comunali a Brescia del 2018 alla Procura nazionale antimafia.

Ciò che chiamo “Parco dell’antimafia bresciana” è uno squallido rettangolo di suolo pubblico di pochi metri quadri che costeggia la ciclabile di Via Dario Morelli all’altezza della palazzina ” Dalia” di Via Tosetti 30, Brescia, dove abito, e separato da essa da uno spiazzo sterrato. Attualmente è sbarrato da una rete metallica, e vi sono stati piantati vegetali, inclusa una palma nana. Era un anonimo breve tratto di terreno che attraversavo per rientrare a casa, fino al 14 novembre 2014, quando l’inquilino che abita di fronte al “parco” mi ha intimato di fermarmi, e di passare da qualche altra parte. Sono passato comunque, e la persona mi ha aggredito a colpi di rastrello, che teneva pronto in mano, bestemmiando e minacciando di “accopparmi”. I rebbi del rastrello hanno causato, attraverso i vestiti, escoriazioni a stampo sull’avambraccio col quale ho cercato di ripararmi dai colpi (2). La moglie ha aggiunto che si erano consultati coi Carabinieri, che li avevano istruiti su come restare impuniti, e che la prossima volta sarebbe stata lei a picchiarmi.

L’aggressione, incluso il riferimento ai CC, è filmata, con audio; l’aggressore ha agito sapendo che sarebbe stato registrato. Aveva già tentato di impedirmi il passaggio mesi prima, cominciando il 27 giugno, pochi minuti prima della mia partenza per la stagione estiva. Allora l’area pubblica era un rettangolino di terra incolta, verde in primavera, brullo d’inverno, indistinguibile dal resto. Dopo il ritorno, il 25 settembre, gli avevo scritto una lettera (all.), quando il passaggio era divenuto una discarica di ramaglie, di rifiuti della spazzatura, e anche di escrementi, che la donna che mi ha poi minacciato di ulteriori aggressioni citando a sostegno i CC mi aveva detto mettere apposta; a volte facendosi trovare mentre svuotava la pattumiera sul tratto di suolo pubblico che lei, e le Istituzioni, hanno deciso mi sia interdetto. Non aveva l’aspetto pseudo curato, per quanto ridicolo, che ha oggi, ma quello di una discarica abusiva. La trasformazione è avvenuta dopo che il 14 gennaio 2015 ho scritto dell’accaduto chiedendo spiegazioni al comandate provinciale dei Carabinieri Spina, e all’assessore alle “politiche della sicurezza e dell’arredo urbano” Muchetti (all.). Due giorni prima, il 12 gennaio 2015, avevo ricevuto una lettera racc a/r degli aggressori, data del timbro postale 8 gen 2015, senza data e scritta a mano, ma evidentemente dettata, dove si faceva mostra di rispondere alla mia del 25 settembre, informandomi che il Comune li aveva autorizzati a “mantenere e curare” quel verde pubblico (all.) e intimandomi di non attraversarlo. Ovvero, mi veniva comunicato che l’area pubblica sarebbe stata assegnata a privati, 2 mesi dopo avermi aggredito per esserci passato e 4 mesi dopo che avevo sollevato per iscritto la questione. Non c’era nessun segno né informazione che l’area fosse stata data in concessione ai condomini. Non si può credere che ciò fosse vero o in buona fede: chi è disposto a un’aggressione per futili motivi, ed è stato – a che titolo? – dai CC, perché non dice semplicemente “all’invasore” che l’area gli è stata concessa? Dopo avere citato l’aggressione dei condomini in una lettera (3) all’amministratore dello stabile (lettera sul costume di altri inquilini di spazzare i gradini delle rampe o passare stracci umidi quando passo sotto, in particolare quando rientro a casa con le buste della spesa), nel piazzale che separa la casa dal parco sono stati aggiunti dei new jersey di plastica, come a formare una sorta di parcheggio privato, in modo da dare una parvenza di finalità alla chiusura del luogo dell’aggressione.

L’aggressione appare essere stata costruita ad arte, da esperti registi; come i danneggiamenti continui alle auto sotto casa che l’hanno preceduta e seguita (2); e come la sanzione disciplinare, con allegata diagnosi commissionata dall’Ordine dei medici di Brescia a uno psichiatra, Luigi Croce, per il quale sarei affetto da gravi malattie psichiatriche. L’ho ricevuta il 23 febbraio 2015; ha costituito la risposta alla mia denuncia e richiesta di spiegazioni ai responsabili locali dei CC, della Polizia municipale e dell’arredo urbano. E’ singolare che, quando nell’aprile del 2014 avevo trovato lo sportello dell’auto parcheggiata sotto casa sfondato (500€ di danno) dopo una delle solite comparsate della Polizia municipale di Muchetti (2) – episodio che segnò l’inizio di una serie di danneggiamenti sotto casa poi proseguiti nell’aggressione e nella comunicazione della Corte d’appello di Brescia – il futuro aggressore mi avesse avvicinato dicendomi spontaneamente di avere visto un furgone di una ditta di pulizie colpire la mia auto; pista che non approdò a nulla.

La sanzione disciplinare contenente una dettagliata descrizione di un mio stato psichico gravemente patologico mi è stata notificata dalla Corte di appello di Brescia. La diagnosi è stata desunta dai miei scritti (2). Secondo questa associazione di soggetti che occupano cariche istituzionali a Brescia, io, che scrivo di frodi biomediche, sono diagnosticabile come pazzo all’analisi di ciò che scrivo. Soggetti che in alcuni casi, come il presidente dell’Ordine che ha sorretto Stamina, e i magistrati che l’hanno lasciata innescare qui a Brescia dove è nata, sono implicati negli affari delittuosi che denuncio. Il procedimento disciplinare era stato iniziato il 20 agosto 2013, su input dei carabinieri, ai quali il 21 marzo 2013 avevo scritto lamentando la loro partecipazione nello stalking a mio danno. E input della Prefettura (quando lavoravo agli Spedali Civili di Brescia qualcuno mi disse che il mobbing a mio danno era diretto dalla Prefettura). Per i CC, ero “aduso a mandare lettere dal contenuto inquietante, a varie autorità, la cui scelta sfugge a qualsiasi logica”. La presidente della Corte d’appello di Brescia, dr.ssa Campanato, oggi deceduta, alla quale è stata intitolata un’aula del palazzo di giustizia già intitolato a uno dei padri della P2 storica, a mia segnalazione (4) rispose che “la Corte d’appello non ha alcun coinvolgimento con le vicende in questione”. Io invece credo che senza la chiave di volta della magistratura che garantisce impunità, il trattamento piduista, cioè di mafia di Stato, del quale sono oggetto, non sarebbe possibile. Credo che gli stessi fattori che avevano appena portato la Corte d’appello di Brescia a continuare a tenere fuori dal carcere dopo 40 anni anche i pochi manovali considerati della strage atlantista – e piduista – del 1974 l’abbiano portata a partecipare ad un’operazione di eversione tramite lo Stato dei nostri giorni (5). L’avere permesso agli aggressori di rinchiudere del tutto e mantenere come cosa loro il terreno demaniale usato a pretesto per prendermi a colpi di rastrello, istruendoli e guidandoli in tale senso, costituisce una continuazione della violenza. Trame in sedicesimo come questa possono aiutare a comprendere quelle grandi, sulle quali si sostiene dopo decenni di non sapere come siano andate le cose.

Occorre un’indole autenticamente perversa, sociopatica, per impedire un diritto naturale, quello di camminare liberamente e di attraversare spazi pubblici. Mi riferisco a chi disegna queste forme di guerra psicologica; non ai loro esecutori, medici dell’Ordine, psichiatri, CC, Comune, magistrati, soggetti privati; modesti aiutanti del boia che forse neppure si rendono conto della gravità di quello che fanno. Il rapporto fortemente sbilanciato tra peso lieve del singolo gesto abusivo, come responsabilità di chi lo commette, e peso grave dell’effetto cumulativo del trattamento sulla vittima, come danno, è una delle caratteristiche fondanti di queste forme di stalking sistematico; che possono così essere attuate tanto meglio quanto più è vile e ignorante la manovalanza.

Ho già vissuto situazioni dove privati commettono nei miei riguardi abusi gratuiti in maniera smaccata, alla luce del sole; sapendo che poi le autorità pubbliche, a cominciare da quelli che fanno i magistrati, aggiusteranno tutto, fino ad rovesciare le colpe sulla vittima. E’ perturbante questo esibire i poteri dello Stato come poteri delinquenziali, come quelli di una soldataglia mercenaria che può fare quel che vuole. La legge come cabala dalla quale si può creare dal nulla ciò che si vuole. E sarebbe terrificante, se non sapessi quali ometti danno vita a queste farse criminali; è in un certo senso un aiuto, un pungolo morale che ricevo da parte dello Stato, in particolare dalla magistratura, nel proseguire la condizione di dissidente nella quale mi sono trovato, il vedere “istituzioni” che si prostituiscono così.

Forse l’obiettivo primario, viste le tante altre provocazioni concomitanti, era quello di innescare una rissa, per poi accusarmene (non ho reagito, e ho chiamato il 112). Magari, vista la falsa diagnosi psichiatrica che a mia insaputa l’Ordine e i CC stavano allestendo, di descrivermi come non solo pazzo, ma pazzo violento. Quindi da contenere. Alternativamente, di tenermi in una condizione di mobbing e di stalking di strada. Ogni volta che rientro a casa da quella via, da anni devo fare il giro largo attorno a questa strisciolina di suolo pubblico sulla quale mi è stato interdetto passare, con una violenza fisica da ubriachi che è stata coonestata e resa permanente da Comune di Brescia e CC.

L’aggressione e la “enclosure of commons” sotto casa sono avvenute nell’ambito di una campagna di discredito finalizzata a neutralizzare le mie denunce sulle frodi mediche. Sarei affetto da gravi patologie psicotiche. Se c’è una patologia psichica, voglio rispondere restituendo la scheda elettorale, è la “straccioneria esistenziale”, o “sindrome di Steve Jobs” (6) di coloro che interiormente sono in uno stato di irredimibile indigenza, che li porta a ritenersi autorizzati a commettere azioni abiette, come chi disperato non veda altra via che quella delle azioni miserabili per non morire di fame.

Non potendo rivolgermi alle corrotte autorità che dovrebbero impedire l’illegalità, e invece la generano, mi sono consolato chiamando il posto “Parco dell’antimafia bresciana”. Perché rappresenta bene una condizione generale: il comportamento mafioso e tracotante di chi occupa le istituzioni, dietro al paravento della tutela della legalità; e in particolare del paravento della lotta alla mafia (7). La prassi mafiosa dell’ impossessarsi della cosa pubblica in maniera illecita e violenta e a fini illeciti e criminali. A Brescia era stata da poche settimane istituita una direzione antimafia. Voluta dal procuratore generale Dell’Osso, un magistrato che ha precedenti quanto a mimetizzazione del crimine di Stato: giudicò la P2 un’associazione non eversiva. Credo che l’antimafia serva da alibi alle operazioni di quello che è stato chiamato “capitalismo mafioso”.

L’episodio non è che uno tra i tanti; i segni sanguinolenti sul braccio dei colpi di rastrello sono stati poca cosa rispetto al danno fisico irreversibile da stalking e mobbing incessanti. La formalizzazione amministrativa di un attacco vile è poca cosa rispetto a esiziali abusi di potere di varie amministrazioni dello Stato nei mei confronti. Il valore simbolico e il carattere statico, questa specie di colonna infame davanti casa – dove l’infamia non è la mia – porta a rispondere lasciando una testimonianza.

A Brescia, dove l’industria medica è fiorente, ci si è presi carico della distruzione di un medico che riconosce, non accetta e denuncia le truffe dell’attuale medicina. Distruzione attuata con gli strumenti dello Stato, in particolare le forze di polizia e la burocrazia, potendo contare sulla collusione dei magistrati; i quali del resto sono parte attiva nelle frodi che denuncio (8).

Esempi di questo movente sono il caso Stamina, innescato a Brescia, nell’istituzione dove era rettore Pecorelli, legato al circuito internazionale del business biomedico. Il suo viaggio a Washington del settembre 2014, a prendere ordini insieme al ministro dalla salute Lorenzin, è una pietra miliare, un po’ come nel campo dell’eversione la riunione al Parco dei Principi del 1965. La foto su internet che lo mostra accanto al giudizioso (v. epigrafe) procuratore Gratteri, a una conferenza sulla mafia a Brescia, è un altro simbolo di ciò che avviene dietro agli slanci dell’antimafia (9). Nel caso Stamina (10) i magistrati hanno fornito un servizio completo di “ontologia giudiziaria”, di creazione di una realtà sociale – falsa e perniciosa per il popolo – tramite l’azione giudiziaria: a) propaganda delle staminali e delle terapie “libere”, cioè della libertà di truffa, mediante la diffusione di speranza su una terapia grossolanamente ciarlatanesca. b) lancio delle frodi ufficiali, smentendo dopo anni di appoggio Stamina e usandola come standard di paragone negativo. c) eliminazione di una voce che guastava il gioco, consentendo bastonature, stalking, mobbing istituzionale, e facendosi latori di diagnosi di psicosi. In tutti e tre i momenti avrebbero dovuto fare l’opposto, se avessero rispettato i loro doveri.

Un altro esempio è la Terra dei Fuochi campana, e le altre sparse per l’Italia, dove prima si è lasciato degradare il territorio e poi si sono lanciati allarmi molto oltre il vero su implausibili effetti lampo cancerogeni catastrofici, tipo “peste nera”; per estendere la vendita di interventi oncologici inutili e dannosi che altrove sono in fase di ritiro o contenimento (11). Qui l’antimafia è direttamente coinvolta.

Nell’attuale democrazia italiana, le “istituzioni “ hanno fatto in modo che chi ha mostrato il significato criminale a danno del popolo dell’operazione Stamina debba scrivere lettere come questa; chi ha partecipato all’operazione, l’avvocato e professore di diritto Giuseppe Conte, che ha difenso il finanziamento pubblico di Stamina, la più volgare delle truffe, e si è distinto nel promuovere attivamente, sfruttando il caso, e nel teorizzare sul piano giuridico, la demagogica e antipopolare ‘libertà di cura’ richiesta dal grande business per liberalizzare le loro truffe, viene catapultato a fare il capo del governo, con l’etichetta di “difensore del popolo”. L’arma dei Carabinieri, che davanti a notizie di reato ha seguito la “logica” di organizzare bastonature sotto casa, sanzioni disciplinari e pesanti diagnosi psichiatriche per il denunciante, ovvero per chi potrebbe guastare operazioni che spingono la popolazione verso i reparti di oncologia con gli allarmi cancro da “Terre dei Fuochi” e simili, piazza nel governo il generale Costa, espressione di uno Stato bravo a proseguire in forme diverse il crimine dei camorristi, lanciando allarmi apocalittici a posteriori sugli effetti del crimine che ha prima favorito. Proseguendo la triste consuetudine che accompagna la Repubblica dalla sua nascita, coloro che occupano le istituzioni si mostrano “adusi” ad orientare con violenze e altri mezzi illeciti il corso della nazione lungo le direzioni indicate da poteri e interessi sovranazionali, a danno del popolo; in una forma di corruzione, la corruzione istituzionale (12), più grave della bribery, l’accettare mazzette; che invece viene spacciata per l’unica forma di corruzione, favorendo così quella istituzionale.

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Un esempio che nei mesi scorsi ha avuto una vistosa manifestazione mediatica, col caso di Alfie Evans, ed è in fieri col pronto sostegno della magistratura (13), è il rivestimento con argomenti etici e giuridici della megatruffa delle cure per malattie rare (14). L’efficienza di sfruttamento, di ottenimento di profitti e potere, è ottenuta aumentando l’inefficienza medica sui pazienti. L’efficienza economica illecita e l’inefficienza medica e scientifica illecite sono congiunte e rese presentabili con argomenti pseudoevangelici, pseudoumanitari e pseudogiuridici. La truffa ideologica, e le sue implementazioni fraudolente concrete, si reggono su una serie di equivoci che necessitano di essere protetti da censura. Che lo Stato, efficientemente, fornisce. E’ una truffa nella quale si sta profondendo il clero, la forza ambigua che Cafiero De Raho si è sentito di dovere ringraziare nell’insediarsi come il Procuratore nazionale antimafia, mentre chiedeva chiarezza ai cittadini (15); nonostante che la Chiesa non solo abbia storici legami con la mafia, e con gli apparati che la proteggono e usano, ma sia tra i fattori causali della mafia, e dei costumi italici mafiosi, sotto molteplici profili e a più livelli; essendo allo stesso tempo beneficiaria dell’antimafia come alibi, diversivo e paravento. Ed essendo fiduciaria, dai tempi di Portella, dei poteri che deviano lo sviluppo della nazione con epurazioni e disinformazione.

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Indirizzare la restituzione della scheda elettorale all’Antimafia può sembrare bizzarro, o particolarmente bizzarro. Ma ha le sue ragioni. Oltre al coinvolgimento diretto di chi è pagato anche per combattere la mafia, e si presenta come l’antimafia, c’è una presenza di contesto dell’antimafia, che permette al diritto positivo di calpestare lo jus gentium, invece di aggiungersi ad esso. Di indebolire la legalità anziché aumentarla. Di stroncare i minuscoli tentativi individuali di lotta per la legalità; tentativi di difesa della decenza, nel mio lessico. Questa antimafia è una luna piena che si fa beffa della lucciola, come nella poesia di Trilussa, e le è nemica. Che si fa grande non per meriti propri, ma per la tenebrosa potenza di ciò che contrasta (quello che chiamo la fallacia iperbolica (16)). Mentre aiuta altre forme di crimine a farsi legge.

In una città dove si volesse davvero combattere la mafia sarebbe impensabile che si permettano – o si organizzino col supporto dello Stato – sia atti individuali di ‘petty’ mafia, sia operazioni eversive; e che le prime siano al servizio delle seconde. Nel buon governo, i magistrati esercitano una azione deterrente sul crimine, per lo meno su quello istituzionale. Nel cattivo governo, esercitano una funzione mafiogena: proteggono ed eccitano chi delinque, incoraggiandolo alla sopraffazione, e scoraggiano la vittima, ponendola a dover scegliere tra due vie: se chinare il capo accettando di riconoscere e subire un potere mafioso, oppure ribellarsi alle violenze, in assenza di fatto di legalità positiva; a uscire quindi dalla legge, accettando di partecipare al gioco della violenza. Uno Stato delinquente genera e riproduce il suo stesso genere di delinquenza. Nel mio caso, accoppiando abusi, boicottaggi, violenze, danni economici, isolamento sociale, sfregi morali di ogni tipo alla ostentazione di illegalità istituzionale, mi si mette di fronte allo scegliere tra la “learned impotence” e il reagire in una condizione di assenza di legalità; in modo da reprimere la denuncia di frodi biomediche o con l’avvilimento diretto o con le misure giustificate per un ribelle da contenere e punire. Trasformare il dissenso tecnico e politico in devianza credo sia uno degli attuali compiti delle strutture che negli anni ’70 si occupavano di omicidi politici e stragi. Il cercare di trasformare, con mezzi illegali e miserabili, la critica, la libertà di ricerca, la denuncia di truffe sulla salute e della loro protezione e promozione da parte dello Stato, in un caso di devianza da controllo di polizia, è un comportamento imperdonabile. La prosecuzione ai nostri giorni degli omicidi politici, e dell’eccitare e pilotare l’estremismo, negli anni ’70. Un comportamento non meno grave e nefasto di quelli della mafia cinematografica che non vi stancate di esibire, e che vi guardate dall’eradicare.

Mi trovo quindi a dover cercare una terza via, che chiamo dei “surrogati civili della giustizia”, per contenere i danni e i pericoli questi operazioni. Così scrivo a voi, facendo testimonianza su reati gravi e vili che hanno la regia dello Stato. E’ bene che resti traccia delle attuali attività a favore del doppio Stato da parte di quelli che salgono sul palco a condannare quelle passate. Di come venga sorretto il business biomedico oggi; in quella che potrebbe essere detta, parafrasando il noto eufemismo, la “trattativa Stato-Big Pharma”.

La mia vicenda mostra anche qualcosa sulla mafia. Uno degli spettacoli più deprimenti è sentire quelli che ripetono per la milionesima volta la storia di “Osso, Mastrosso e Carcagnosso” con l’aria di avere individuato il nucleo profondo delle cause sociologiche della mafia. Se si volesse davvero comprendere il fenomeno mafioso, la sua genesi e riproduzione, e perché viene tenuto in vita, sarebbe utile studiare quello che fanno a Brescia le autorità del retrobottega degli uffici dove esibiscono Falcone e Borsellino come insegna. La lotta alla mafia come paravento; la funzione mafiogena di chi dovrebbe combatterla; il postulato, esso stesso mafioso, che i custodi che ci difendono dalla mafia sono liberi da custodia, che hanno una licenza di delinquere, estendibile a chiunque li aiuti. In fondo l’antimafia è un organo costituzionale; come il suo complementare la mafia fa parte della costituzione non scritta, con compiti di copertura delle operazioni di soggezione a poteri maggiori e di copertura del capitalismo mafioso. Attività delle quali il mio caso rappresenta un saggio. Chi controlla l’Italia può avvalersi di apparati di epurazione che comprendono sia mafiosi, sia stipendiati dell’antimafia.

Francesco Pansera

1 Sacchi di sterco e calze di seta. Restituzione del documento elettorale alla Corte costituzionale invece che a Sergio Mattarella per le elezioni politiche del marzo 2018.
2 In: Milizie bresciane. Sito menici60d15
3 racc r/r a Studio DeNard, 5 aprile 2017.
4 racc r/r a Presidente Corte d’appello di Brescia Campanato, 24 febbraio 2015.
5 Nel dicembre del 1993 il Corriere della Sera riportò una dichiarazione di Cossiga per la quale la Procura di Roma era d’accordo nel fare internare Moro come affetto da disturbo mentale in caso di una sua liberazione. La magistratura negò sdegnata : “Ippolito: roba da psichiatri stalinisti”. Corsera, 1 dic 1993. La fonte non è in sé affidabile, ma credo che il mio caso deponga a favore di una partecipazione della magistratura nell’eversione, del resto riconosciuta dal vicepresidente dell’ultima commissione parlamentare su Moro, Gero Grassi, che cita “pezzi della magistratura italiana” accanto a forze dell’ordine e P2 tra i responsabili; e che sia evidenza della plausibilità delle accuse di Cossiga sulla collusione della magistratura nella patologizzazione psichiatrica di Moro.
6 Il capo della Apple invitava allo “stay hungry”, “restare sempre affamati”.
7 I professionisti della metamafia. Sito menici60d15
8 Nuove P2 e organi interni. Sito menici60d15
9 il mobbing, lo stalking, gli illeciti istituzionali vari nei miei confronti nella Calabria dove la ndrangheta è tenuta al “giusto” livello da Gratteri, e da dirigenti di polizia come il generale dei CC Lusi, passato dalla lotta alla ndrangheta a dirigere i NAS, saranno oggetto di futura trattazione.
10 Stamina come esca per le frodi della medicina ufficiale. Sito menici60d15
11 La post-camorra. Dai tagliagole alla chirurgia ingiustificata della tiroide. Sito menici60d15. Ilva. Dal cancro nascosto al cancro inventato. Ivi.
12 Light DW. Lexchin J Darrow JJ. Institutional corruption of pharmaceuticals and the myth of safe and effective drugs. Journal of law, medicine and ethics. June 1, 2013.
13 Anche il CSM interviene su Alfie. Sito menici6015
14 La questua delle multinazionali. Sito menici60d15
15 Musolino L. De Raho nuovo procuratore nazionale antimafia: “Cambiamento? Quando la gente assumerà una posizione chiara”. Il Fatto, 4 dic 2017.
16 Commento al post di M. Portanuova ““La mafia dopo le stragi”? E’ ritornata borghese. In un libro gli scenari del dopo Riina” “ In: I professionisti della metamafia, cit.

Allegati:
– Scheda elettorale n. 150325178.
– Copia racc r/r a Muchetti e Spina del 14 gennaio 2015, con allegati
– Tabella riassuntiva restituzione scheda elettorale

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16 gennaio 2019. Altri new jersey sono stati aggiunti sul suolo pubblico davanti all’area del “Parco dell’antimafia bresciana” (v. sopra, giugno 2018).

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I primi furono messi dopo che scrissi all’amministratore del condominio dell’aggressione subita per essere passato di lì. Questi sono stati messi dopo che ho postato l’aggiornamento del gennaio 2019 a I rituali zozzonici della banda Mattarella; e che ho postato questo su Il Fatto:

’10 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Sofia “Legittima difesa, De Raho: “Sicurezza spetta a forze dell’ordine”. Cantone: “In molti casi basta legge attuale””

Alle ultime elezioni comunali, nel giugno 2018, la scheda elettorale l’ho restituita a Cafiero de Raho, nella sua qualità di capo dell’antimafia, descrivendo un caso, costruito dai gloriosi CC, per bastonare qualcuno – inviso ad affari sporchi in medicina che CC e magistratura invece favoriscono – sotto casa sua; col pretesto che passava contro il volere di un condomino su una striscia di terra abbandonata. Terreno che è suolo demaniale; giustificando poi la violenza – comunque immotivata – facendo spuntare, ma solo dopo il fatto, una concessione comunale su quel suolo. La nuova legge estenderà a furbastri comuni i metodi depravati dei mafiosi e i metodi depravati della mafia istituzionale che si nasconde dietro all’antimafia. Guardando quando rientro a casa il luogo del reato impunito e favorito, e della permanenza della sua giustificazione, e conoscendo la corruzione istituzionale della peggiore specie, sulla salute, che la violenza gratuita e premeditata ha servito e serve, mi viene da pensare che ciò che della legge Salvini sulla legittima difesa non piace a magistrati e polizia sia la perdita di esclusività del delinquere impunemente, piuttosto che l’apertura a gravi abusi e l’incoraggiamento culturale a concezioni di convivenza primitive e vili che già tagliano le gambe alla vita civile e politica.’

De Raho e Cantone sono espressione di quell’occupazione clericale dello Stato maestra nel condannare con la bocca ciò che sta praticando con le mani (1,2). Finora ho potuto parcheggiare nello spiazzo ora segnato da new jersey recanti le scritte “P” e “no P”, quando non c’era posto altrove. Cosa devo fare quando non trovo parcheggio lungo i marciapiedi? Continuare a parcheggiare in questa nuova enclosure di suolo pubblico, rischiando altre violenze e danneggiamenti, come quelle già appoggiate dal Comune, dai CC e quant’altri, oppure andare a cercare parcheggio lontano da casa?

A chi chiedere spiegazioni su queste barriere? A chi le ha messe, che mi ha promesso ulteriori bastonature affermando di essere stato istruito dai CC su come restare impunito? Alla polizia municipale di Brescia, con le sue comparsate associate allo sfondamento della portiera e altri atti del genere (v. sopra)? Alla PS, con un questore che è già apparso sui media per minacce massoniche a medici? L’ultima volta che ho chiesto per iscritto spiegazioni sull’area, al Comune e ai CC, la risposta è stata un provvedimento disciplinare dell’Ordine dei medici, corredata di diagnosi di gravi disturbi psichiatrici. Trasmessi tramite la Corte d’appello di Brescia, la cui presidente Campanato, interpellata, mi rispose che loro non c’entravano. E’ da poco uscito “Il quarto uomo del delitto Moro”, di Sergio Flamigni, che mostra come quando arrivano ordini di epurazione i magistrati – insieme ai CC – anche nei casi della massima gravità diano il loro contributo di viltà, operando non dalla parte della vittima e della nazione ma da quella dei mandanti e degli esecutori.

Appare trattarsi, dato il contesto, di segnaletica mafiosa a favore della corruzione pro business biomedico. La tipica risposta a voce bassa, ma tracotante e beffarda, volta a riaffermare il diritto all’illegalità e a farlo accettare logorando. Intanto il comandante provinciale dei CC, Magrini, è stato promosso a capo dei Corazzieri. In sostituzione di un altro ufficiale dei carabinieri coinvolto in un’altra pagina eroica dei CC, l’omicidio Cucchi. Un avvicendamento tra affini. Magrini si aggiunge alla lista dei personaggi che nel loro curriculum hanno l’essersi occupati della mia eliminazione e hanno fatto carriera. I corazzieri che paghiamo per la scorta a colui che dovrebbe essere il nostro “comandante in capo” sono forniti da carabinieri che vanno avanti provvedendo al pressing mafioso contro uno dei pochi che si oppone senza compromessi, svelando le manipolazioni tecniche, ai crimini del business biomedico voluti da grandi investitori internazionali. Ai quali il presidente appare rispondere molto più che a ciò a cui dovrebbe rispondere sulla carta. La scena di questo presidente della repubblica coi suoi corazzieri a cavallo mi fa venire in mente la statua equestre di Bartolomeo Colleoni. Il condottiero triorchide, il cui stemma esibiva tre paia di testicoli. Mi viene anche in mente la differenza tra paura, un sentimento naturale, col quale si deve convivere volendo fare il proprio dovere essendo osteggiati da miserabili come quelli coi quali ho a che fare, e codardia, la scelta cosciente, a priori, di essere vili per campare tranquilli. Il vantaggio per i superiori di Mattarella e dei CC di darsi dei tirapiedi che hanno fatto la scelta di base della codardia è che questi per sfogarsi del loro essersi degradati saranno implacabili nei loro compiti. Vorrà dire che considererò che sotto casa al “Parco dell’antimafia bresciana” è stato aggiunto “Piazzale Colleoni”.

verrocchio andrea del, equestrian statue of colleoni, 1481-1495, campo di santi giovanni e paolo, venice

1 I professionisti della metamafia
2 Corruzione “qui tam” e sfruttamento

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24 gennaio 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post: “Giorno memoria, Mattarella: “Negare diverso porta a immani tragedie. Italiani combattano odio e rifiutino indifferenza”

Il non accettare di subire l’immigrazione forzosa porta al nazismo; è vero come è vero che “Il lavoro rende liberi”. E’ capzioso attribuire la resistenza alla violenza dell’immigrazione forzosa ad un rifiuto della diversità del genere di quello che portò ai deliri nazisti e alle immani sciagure che ne seguirono. Il problema oggi da noi non risiede nella diversità prima facie degli immigrati che ci vengono imposti: il problema è in ciò che ci accomuna data la natura umana. Dietro a usi e costumi diversi siamo uguali; e non è un complimento. “La maggior parte degli indiani, come del resto la maggior parte degli inglesi, è una merda”. Da una lettera del 1922 di E. M. Forster, l’autore di Camera con vista e di Passaggio in India, a un amico indiano. Il commento agro di Forster, noto per la sua vis polemica contro l’ipocrisia, è stato citato da S. Leys (1) per sintetizzare l’opinione di G. Orwell, sincero socialista e filantropo autentico, sulla mescolanza di colonizzatori e colonizzati in Birmania.

1 Orwell o l’orrore della politica. 2007.

@ Minutemen. Tutti possono dire una fesseria. Ma non una serie a catena come fai tu. Se si è capo dello Stato poi c’è un dovere di decoro e temperanza negli argomenti nel rivolgersi al popolo che si dovrebbe rappresentare.

DrugoLebowsky: “gli immigrati che ci vengono imposti”. se internet funzionasse come dico io, una santa manina avrebbe gia’ cancellato il tuo account.

@ DrugoLebowsky. Bannarmi perchè dico che gli immigrati ci vengono imposti commentando un discorso di Mattarella che accosta l’opposizione all’immigrazione al genocidio nazista e predica l’amore universale. Sì, ma bannando la repressione appare chiara. Meglio “sante manine” alla notabile siciliano. Torno adesso dal centro di Brescia, dove ho avuto un incontro ravvicinato, a baciare, con due agenti di PM del sindaco PD, e poco dopo ho ricevuto un assordante scorreggione da un bus (BV178DY) di Brescia Mobilità (presidente prof. Scarpa, Università di Brescia) che si è fermato davanti a me fuori percorso davanti alla biblioteca Queriniana, dove ero diretto. Ha depositato il messaggio ed è ripartito. C’era un controllore da caricare, anche lui fuori percorso, proprio lì e in quel momento. Poi una comparsata dei CC, e prima un paio degli spazzini di A2A di Valotti (un altro professore, questo della Bocconi) amico di famiglia, probabilmente “fraterno”, di Mattarella; non manca mai di farsi parte diligente quando scrivo su Mattarella, anche se dopo che ho documentato le spazzatrici che mi cospargono di polvere della strada sembrerebbe essersi moderato nei modi materiali di accettazione del “diverso”. Siamo come nella Sicilia colta e tollerante di Federico II, perbacco, mica a Dachau o nella Castellammare del Golfo del dopoguerra.

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DrugoLebowsky: sostieni la tesi complottista della sostituzione etnica. in un paese civile dovresti essere in ceppi e senza connessione internet.

Va bene, accetto le mie colpe e sono pronto a una pubblica autocritica. E anche a un supplemento di pena, per avere aggiunto che questo caricaturizzare, per il quale l’opposizione all’immigrazione forzosa diviene l’uovo del serpente dei massacri nazisti, e il mescolare come biglie masse di persone di etnie diverse diviene “sostituzione etnica”, non evoca un’immagine di serietà e onestà. A proposito di facili costumi, oso sperare che qualche tua congiunta, o qualche congiunta dei campieri che a Brescia tutelano come si deve le alte parole di don Sergio Mattarella, farà l’opera buona, di misericordia corporale, del visitare i carcerati, venendomi a consolare quando avrete ottenuto il paese civile per il quale vi state tanto impegnando a colpi di mazza e mi avrete messo ai ceppi.

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4 settembre 2019. Specchietto retrovisore fratturato. Vedi ‘L’arte della codardia. Per un registro delle pratiche e dei messaggi mafiosi’ in: I rituali zozzonici della banda Mattarella settembre 2019.

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18 settembre 2019. Batteria scaricata accendendo le luci. Vedi ‘L’altra mafia e i bambini: la sentenza di condanna dei Bottaro e il suo contorno mafioso’. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella 18 settembre 2019.

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30 settembre 2019. Radiatore bucato. Vedi ‘La vecchiaia e le sue carogne’ in I rituali zozzonici della banda Mattarella 30 settembre 2019.

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Vedi : 13 novembre 2019. L’endiadi di Colajanni. In I rituali zozzonici della banda Mattarella

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Vedi: 28 novembre 2019. Le frodi cumulative e la sera a Varazze. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella

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Brescia, 9 gennaio 2020

Studio De Nard
Amministrazione condominio Dalia
Via S. Morcelli 4
25123 Brescia

racc. a/r online

La responsabilità dell’amministratore di condomino De Nard negli atti persecutori commessi nel condominio Dalia ai danni del dr Pansera

All’alba del 6 gennaio 2020, dopo una notte di viaggio, nel rientrare dalla Calabria per le festività, abbiamo trovato le due serrature della porta di casa e quella della cassetta delle lettere bloccate: qualcuno le ha ostruite inserendovi gomma da masticare.

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Riporto il testo della racc. studio DeNard del 17 nov 2017:

“Oggi ho trovato un chewing-gum masticato nella mia cassetta delle lettere. Una cosa tanto più disgustosa considerando che chi si prende il disturbo di organizzare e fare eseguire questi gesti pratica la “osculatio ani” ai potenti, col dare il suo contributo ad un’attività massiccia di stalking nei miei confronti, di matrice istituzionale, che non è di semplice molestia e ingiuria, ma crea danni e illegalità che andrebbero perseguiti come gravi. Io chiamo questi signori “CC”, che sta per “codardi e corrotti”.”

La matrice per me è la stessa, legata a quanto scrivo su internet, anche a proposito di CC e prefetti. Per farvi capire di cosa parlo, e per lasciare memoria di quanto accade, riporto due miei post dei giorni precedenti:

2 gennaio 2020
Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Marfella “Terra dei fuochi, per ricevere più tutele sarebbe stato meglio essere semplici ‘pummarole’”

Il rapporto, già in sé difficile, tra medicina e scienza è in crisi. La ricerca del guadagno riduce la ricerca biomedica a un rituale che fornisce credibilità e le carte necessarie a frodi che fruttano miliardi; e ora i ricercatori inquadrati mentre ostendono tuonanti al volgo il librone de “La Scienza” buttano via i già deboli vincoli scientifici che intralciano le frodi. Frodi protette dalla censura. Vedi es. la conversione commerciale della Cochrane e l’espulsione di uno dei suoi fondatori, reo di avere criticato la cattiva qualità e svelato l’uso comune della frode dei lavori scientifici in base ai quali – e anche pagando i medici – si moltiplicano i pazienti e si fanno loro assumere composti costosissimi spesso inefficaci e nocivi (‘Evidence-Based Medicine’ and the Expulsion of Peter Gøtzsche. Medscape, 30 dic 2019).

ccc
“Usi pubblicar tacendo e tacendo morir”: da noi la devianza istituzionale assume le forme di Pulcinella protetto dai camorristi-poliziotti del prefetto Liborio Romano. Senza l’opera meritoria dei Nuclei Pro Sofisticazione che si occupano di mettere la mordacchia agli scellerati che addirittura criticano Marfella, sarebbe più difficile per simili farseschi simulacri di scienza essere accolti e onorati alle Camere, dove sulla poltrona del PdC siede lo studioso accademico G. Conte, già difensore di Stamina. La “rinascita” del Sud come fornitore di corpi per l’industria medica deve molto anche all’Arma.

3 gennaio 2020
Blog de Il Fatto
Commento al post “Cosenza, l’imprenditrice che ha fatto arrestare la prefetta: “Per me è stato fondamentale l’appello di Gratteri ai calabresi onesti” “

A Cosenza ora c’è il faraonico ponte di Calatrava; ma le strade, anche in centro, sono piene di buche e orlate da cumuli di spazzatura non raccolta. L’accoppiata di indecenza e splendore, diffusa in tutta Italia, è vivida al Sud. Anche in questo caso: nessuno prima ha osservato che fosse incongruo mandare in terra di ndrangheta un prefetto, Galeone, affiliato all’Ordine del Santo Sepolcro; quello col quale il funzionario di polizia Bruno Contrada teneva i suoi rapporti con la mafia; quello di Gelli e Marcinkus; citato nel recente libro “Gotha” sulla “massondrangheta”. A dire il vero io l’ho scritto, questa estate, su un foglio esposto nell’auto vandalizzata vicino Cosenza. Vandalismi che durano da anni, e infatti sono proseguiti e proseguono a Brescia, tra boicottaggi e mobbing di ogni genere. A me questa storia suona strana, oltre che per lo sfondapiedi al prefetto da una persona vicina al mondo delle mangiatoie prefettizie, perché vedo che lo Stato tramite le persone che lo rappresentano, a partire da quelle dirette dai prefetti, commette crimini non meno miserabili della “scarpetta” da 700 euro – ma più gravi – verso chi si oppone a quel malaffare di alto bordo del quale il prudente Gratteri ha spiegato che è meglio non occuparsi. Contro il male, la decenza costante e vigile è più efficace del bel gesto occasionale che delizia e illude il pubblico.”

ccc
Nei giorni precedenti avevo postato altri commenti sul concetto che la lotta alla mafia bassa funge da alibi e diversivo per la collaborazione istituzionale con la mafia alta, quella ai cui affari illeciti io sono di intralcio (In ‘I professionisti della metamafia’, nel mio sito).

Appare esservi una accentuazione degli atti persecutori. L’8 novembre 2019 sono stati posti dei cartelli, anonimi nonostante parlino in prima persona, che invitano ad accompagnare le porte; sul portone e sul cancello esterno (questo poi rimosso dopo alcuni giorni). Vi ho già scritto sul vostro cartello analogo (racc. 25 gen 2019), sottolineando il carattere pretestuoso e volto a molestare, invitandovi a riparare le porte e offrendomi di contribuire pur essendo in affitto. Stavolta ho ottemperato, perdendo 5-10 secondi a porta per entrare e uscire di casa, nella speranza di limitare le altre molestie. Ma non è servito. Il 17 dicembre ho trovato un nuovo graffio, fresco, aggiunto alla portiera della vecchia Clio, già ferma per vandalismo e abbondantemente graffiata. Sull’altra auto, una Yaris, il 19 novembre sono stati posti frammenti di un bidone della spazzatura fracassato, dopo avere staccato lo specchietto retrovisore esterno (quello della Clio era stato rotto a settembre). La vicina della porta accanto, figlia di un maresciallo della base USA di Ghedi, pone trappole per scarafaggi sul pianerottolo; ha continuato a lasciarci sacchi di spazzatura e oggetti non decorosi come scarpe. Gli addetti della Pulisystem, che arrivano a orario non prevedibile, passano stracci e spazzolone quando passo sulle scale sottostanti. Acquisto dagli USA e da Amazon dei libri, che vengono lasciati sulla cassetta delle lettere. Non li trovo più da settembre. Una quindicina di volumi sono mancanti. La signora del primo piano che nel prendermi a colpi di rastrello col marito ha specificato, davanti alla telecamera, di avere ricevuto istruzioni dai CC su come restare impunita, ha cominciato a trovarsi a entrare nel portone mentre trasporto buste con alimenti. Non tiene al guinzaglio il suo cane, che mette il muso nelle mie buste della spesa. A proposito di impunità e della sua ostentazione è degno di nota che questa recrudescenza del mobbing condominiale, che accompagna la recrudescenza di altre forme di mobbing, avvenga in concomitanza con l’insediamento del nuovo Procuratore, Francesco Prete.

Invito l’amministratore di condominio a fare presente agli abitanti del condominio Dalia che con questi atti si commettono reati che vanno al di là di dispetti condominiali. Inoltre ripeto allo studio De Nard l’invito di sanare le situazione porte. Ripeto la disponibilità a partecipare alla spesa. E’ mobbing pretendere di sostituirmi al dispositivo meccanico mentre ricevo una serie di danneggiamenti, furti, molestie, ingiurie, violenze. I cartelli, permessi dalla mancata riparazione delle porte, appaiono parte di un bombardamento di molestie volto a provocare un incidente o sfinire. Non è credibile che un banale cancelletto non possa funzionare normalmente. Il portone di casa è della stessa fattura di quello della porta delle scale della cantina, anch’esso chiuso a molla ma silenzioso. Esistono senza dubbio portoni silenziosi.

Idem per la porta dell’ascensore del piano terra, stavolta esclusa dalla richiesta di fare per tre volte l’uomo-porta nell’entrare e uscire di casa; dopo che ho fatto osservare allo studio DeNard che le porte degli ascensori rientrano negli obblighi di efficienza e sicurezza degli ascensori. Ho registrato con un fonometro il rumore della porta dell’ascensore al piano terra quando viene chiusa dalla molla. Le letture hanno raggiunto in un caso i 99 decibel. La porta al piano dove abito, il terzo, identica fattura, ha una rumorosità normale, con valori registrati inferiori a quelli del rumore dell’apertura della serratura della porta di casa. (Che riempita di chewing gum è perfettamente silenziosa, anche se bloccata; così che le porte sulle quali penare per entrare e uscire di casa sono diventate quattro). Proprio non è possibile adeguare la piccola porta dell’ascensore al piano terra a quelle degli altri piani? Evitando così oltre al rumore fastidioso anche usura precoce e rischio malfunzionamento da mancata manutenzione?

Se lo studio DeNard proseguirà nelle sue omissioni, lo considererò come conferma della presenza di mandanti influenti che evidentemente offrono agli esecutori una forma di ricompensa e di protezione che rendono conveniente questa continuazione di atti gratuiti passibili di denunce e condanne penali. Considererò inoltre lo studio DeNard partecipe di questa attività di atti persecutori e di altri reati a mio danno.

Distinti saluti
Francesco Pansera

Dr. Francesco Pansera
Via Tosetti 30
25124 Brescia

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22 gennaio 2020. Il “cicognismo” del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione Giovanni Salvi

Ieri ho postato questi due commenti sul blog de Il Fatto:

“Lamorgese: “Violenza sul diverso è inaccettabile nel 2020. La politica renda l’Italia più inclusiva”

La biblioteca Lamorgense

Agli ostacoli che si frappongono, nella mia attività di denuncia sugli inganni della medicina, alla raccolta (autofinanziata) di bibliografia, si è aggiunto, dall’autunno 2019, quello della mancata consegna di testi anglosassoni usati acquistati online. Da settembre 14 libri non mi sono mai stati consegnati. Un postino di Poste italiane ha suonato al campanello per dirmi che la colpa sarebbe dei corrieri privati, che sistematicamente butterebbero i libri a me indirizzati a casaccio in altri edifici. Dove ne ha trovato uno. La scomparsa in massa mi ha costretto a interrompere gli acquisti. Sto tentando di ottenere da Better World e Amazon di fare in modo che sia io a ritirarli in una sede del corriere o in un punto di ritiro. Ho già avuto un diniego per un libro venduto su Amazon; sembra difficile ottenere questa semplice misura. Sto pensando di mettere sul mio sito un elenco dei libri desaparecidos; e di intitolarlo “La biblioteca Lamorgense”. Proposito rafforzato dalle alte e nobili parole del prefetto-ministro contro la discriminazione. Immagino da che parte sarebbe stata 90 anni fa, al tempo in cui in Germania si facevano roghi di libri e in Italia si mandavano le squadracce a correggere chi scriveva pagine sgradite. Anche se mi resta il pensiero molesto che questa sparizione a tappeto sia un altro dei lavoretti né alti né nobili ai quali il Viminale, prolungando la sua vecchia tradizione di lavoretti, non è estraneo.

Accuse a Gratteri, il ministro Bonafede e il Pg della Cassazione chiedono il trasferimento di Otello Lupacchini dopo le critiche in diretta tv

G. Salvi, un protagonista delle inchieste sul terrorismo, è tra i magistrati che affermano che l’eliminazione di Moro sia tutta farina delle BR*. Non stupisce che difenda il dogma della sacralità dell’antimafia. Con esso difende il sistema mafia-antimafia, dove il Male proviene tutto dalla mafia mentre lo Stato è il Bene. La mafia dal basso ai fini pratici è come la quinta colonna di un sistema di sfruttamento dall’alto, che distrae così da sé stesso; e che lo Stato aiuta a nostro danno mentre ci si presenta come protettore dalla mafia che si guarda dall’eradicare. Critiche all’antimafia, magari la richiesta, che suona inaudita e irragionevole, di farla finita almeno con le mafie di Limbadi e degli altri paesi sotto i diecimila abitanti eliminandole, rischiano di fare emergere il tertium quid: i poteri forti che beneficiano da questo romanzo criminale della mafia invincibile e degli eroi indomiti. Lo stesso tertium quid, negato da Salvi, che si servì delle BR ‘samurai invincibili’ – a proposito dei rischi per chi non sta al canovaccio – per uccidere uno statista che attentava all’assetto di asservimento e sfruttamento. E che gli italiani non hanno voglia di considerare, preferendo la saga perenne di banditi e sceriffi con la quale li si tiene sottomessi, e chiamando traditore chi li obbligherebbe a dover chiedere coraggio a sé stessi, invece di sentirsi coraggiosi applaudendo quello vero o presunto altrui.

*Moro, la dietrologia non muore mai. Il Manifesto, 9 mag 2003.”

Poche ore dopo, verso le 18, il postino ha suonato e mi ha avvisato di avere lasciato un pacco. Sono due dei libri in oggetto, i più recenti (il secondo e il terzo ad arrivare di 4 libri ordinati l’8 dicembre 2019). La biblioteca Lamorgense si riduce a 12 volumi.

Il giorno dopo riparazione caldaia guasta. L’idraulico Marongiu, che dal 6 ottobre ho chiamato mensilmente senza riuscire a farlo venire per la revisione, stavolta dopo due giorni dalla richiesta viene, verifica, e dice che bisogna rivolgersi all’assistenza Junker di Fogazzi. Che esegue “ripristino pressione vaso di espansione caricato troppo e pulitura valvola di sicurezza”. Durata intervento, riportata sullo scontrino, 29 minuti: da ore 11:06 a 11:35. Nessun pezzo sostituito. Costo 100 euro. Uscito, molestie varie. All’edicola compro “Il Fatto”, per l’ articolo “Telefonini, la nostra salute è in pericolo” che glorifica la sentenza, o meglio la medicina fatta scrivere da magistrati – invece che da corrotti del mestiere – che ho appena criticato (in Nuove P2 e organi interni, gennaio 2020), ma differenziandomi dalle critiche degli scientisti; un po’ come chi in una guerra tra due bande per chi debba condurre un certo traffico si intrometta dicendo che il traffico è illecito. Nel voltarmi dall‘edicola invece che vedere sfilare l’usuale auto della PS o dei CC, sfila un’auto di vigilanza privata. Al rientro sotto casa gas in retromarcia di un camioncino della DHL. Nel pomeriggio, 17:25, avviso della DHL per altra persona (“Tarantino”) appiccicato sulle riviste scolastiche di Anna, per la prima volta appoggiate esternamente sulla cassetta delle lettere – dove vengono posati, spesso senza avviso i libri che ora scompaiono – invece di essere inserite nella cassetta. Passeggiata attorno alla Poliambulanza. Sfoggio di Valotti-mobile (mezzi della spazzatura di A2A) che arrivano insieme a me sia davanti al centro di ricerca sulle staminali, “Viale degli altri fratelli di Mattarella” sia davanti alla statua di don Pilzoni, con accompagnamento di Audi SW. Al rientro, 17:53, la cassetta delle lettere ora contiene posta. Ma non si apre: di nuovo chewing-gum all’interno. Riesco forzando la chiave ad aprirla. C’è una lettera della BNL; la banca mi fa sapere che ho maturato 4 centesimi di interessi in un anno. La BNL ha da poco partecipato al boicottaggio del commercialista Erik Rambaldini – consulente del Tribunale di Brescia – con l’omessa dichiarazione dei redditi (ho dovuto scrivere all’0rdine dei commercialisti di Verona, presidente Mion, per fargliela presentare, in ritardo; mentre Rambaldini non mi ha mandato le quietanze nè nessun avviso di averla eseguita, la BNL l’ha fatta figurare come non pagata, aumentando la caciara). Il quarto messaggio postale insieme alle riviste di Anna tenute fuori esposte ai rischi delle consegne dei corrieri, al chewing-gum nella serratura e alle monetine della banca a tradizione piduista è costituito da una penna di uccello dentro la cassetta delle lettere.

Credo che delle circostanze generali, nazionali, che permettono il mio assassino morale di Stato, con simili sfoggi di insistita meschinità, faccia parte quella, rivelatrice, di avere un Procuratore generale presso la Cassazione, Giovanni Salvi, che nega, o occulta, l’azione di qualsiasi altra forza oltre agli sciancati delle BR nell’eliminazione di Moro. Il precedente Procuratore generale a Brescia, Dell’Osso, aveva in sentenza sostenuto che la P2 non avrebbe finalità eversive. Lo chiamo “cicognismo”. Uno studio statistico mostrò una forte correlazione positiva in città del Nord Europa tra numero di nidi di cicogna e nascite di bambini. Ma la spiegazione causale deve considerare un tertium quid, una lurking variable, come la crescita socioeconomica che favorisce sia la nidificazione che le nascite. Il cicognismo nega il tertium quid e ne denigra la ricerca quando è evidente e comprovato; praticando qualsiasi contorcimento (Il tolemaicismo politico) pur di sostenere le semplici e puerili versioni ufficiali. Si tratti di omicidi atlantici; della mafia; o dell’assassinio morale di soggetti scomodi da fare figurare come una autoesclusione dovuta a problemi mentali dei soggetti stessi. Accomuna il grosso, dai magistrati che fanno carriera al pubblico appassionato di lotta alla mafia.

23 marzo 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post “Coronavirus, Franceschini alle opposizioni: “Non possiamo permetterci polemiche, collaboriamo. C’è totale abnegazione, Conte va ringraziato

“Un mezzo sigaro e una croce di cavaliere non si negano a nessuno”, così pare dicesse Vittorio Emanuele II; vale di questi tempi per il titolo di eroe. Siamo all’eroismo di massa, di categoria. Mussolini non avrebbe potuto sperare di meglio. Si rischia la svalutazione; come per le onorificenze, bisogna introdurre gradi. Eroe semplice, eroe scelto, supereroe. Ma anche supereroe è inflazionato. Iper-eroe? Trans-eroe ? Eroe totale, ricalcando Fantozzi. Un esempio di ultra-eroe è fornito da uno scagnozzo di Franceschini che, posso dire, chiamato in causa si è adoperato, in concorso con altri, per il Coronavirus prima che l‘epidemia insorgesse, nel dicembre 2019. Casi di viaggi a ritroso nel tempo per spianare la strada al Bene fermando il Male sono descritti, essendo comparsi nei fumetti dal 1958*: la Legion of Super-heroes di Lightining Lad, Cosmic Boy e Saturn Girl.

Un domani gli storici dovrebbero occuparsi delle circostanze e degli episodi che hanno preceduto il flagello. Dalla Brexit, a oscure vigliaccate istituzionali. Di queste ultime dovrebbero occuparsene anche le Procure locali, ma sarebbe vano. Un PM straeroico (e quanti ce ne sono …) nulla potrebbe contro le bolle di alegalità che chi ha ricevuto la Forza emette a piacimento.

*Kakalios J. The physics of superheroes. Gotham books, 2005. (Trad. italiana Einaudi, 2005)

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30 gennaio 2020. L’antimafia isomerica ovvero l’antimafia dalle quattro guance

La mattina del 30 gennaio 2020 ho postato questo:

“@ unicuique suum tribuere. Lei si appassiona a ciò che è stomachevole per antonomasia. Forse in effetti considerare il nauseabondo invece di escluderlo in certi casi è un modo di andare al cuore del problema. Mi occupo di frodi mediche istituzionalizzate – nelle quali il clero si è tuffato – e quotidianamente vedo cose che mi fanno rimpiangere quando in anatomia patologica prima di descriverli e campionarli svuotavo del loro contenuto fecale i segmenti di colon provenienti dalle sale operatorie. Certi, i più insospettabili, hanno proprio un pezzo di sterco secco al posto del cuore.”

Rispondendo a un tale, con per nickname il motto dell’Osservatore Romano, che mi ha risposto parlando di un Dio che farebbe mangiare la merda e faceva massacrzaare chi si prendeva gioco dei suoi profeti. Avevo scritto che la chiesa è ridotta ad indorare su commissione con alti principi le porcherie del potere (“In Il Primo Stato 25 gennaio 2020).

Uscito, accoppiata spazzatrici di Valotti: a Viale degli altri Fratelli di Mattarella, davanti al centro di ricerca sulle staminali delle suore Ancelle, e mentre entro a casa, un’accoppiata già vista giorni fa. Stavolta a Viale altri Fratelli ero in anticipo rispetto alla spazzatrice. Ma mi ha fermato una donna, che mi ha chiesto di indicarle come arrivare alla “più antica pasticceria di Brescia” che secondo lei doveva essere lì. Le ho risposto che probabilmente è in centro, distante chilometri, non in periferia, nè vicino all’ospedale, dove non c’è alcun esercizio commerciale. Così la spazzatrice è arrivata, e la donna mi ha salutato.

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Sotto casa, la spazzatrice è stata preceduta da un balletto di un furgone della ristorazione e di un portiere con scopa e pattumiera in mezzo alla strada. Il pomeriggio sotto casa guscio dello specchietto retrovisore sparito

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In precedenza è stato staccato il vetro dello specchietto, e spaccato il vetro dello specchietto dell’altra auto; sempre col contorno degli spazzini del prof. Valotti (In I rituali zozzonici della banda Mattarella 4 settembre 2019 e 13 novembre 2019). In questi giorni ho scritto anche altre cose. Che abbiamo un presidente della commissione parlamentare antimafia, Morra, in ottimi rapporto con la paramassoneria vaticana del Santo Sepolcro, storicamente luogo di contatto tra istituzioni e la mafia (In I professionisti della metamafia 8 gennaio 2020, 23 gennaio 2020). Morra, 5S, che ho incontrato questa estate (In I rituali zozzonici della banda Mattarella 4 settembre 2019) ha poi detto di non avere votato il candidato alle regionali dei 5S per evitare “ambiguità”. In precedenza ha difeso il Santo Sepolcro e il Rotary contro i suoi colleghi di partito. Dai tempi di Mazzoncini (Pubblicare la lista dei magistrati di CL) ho identificato la figura dello “isomerico”, del portatore di isomeria facio-podalica. Di chi, in termini semplici, ha quattro guance: come dice Franco Franchi in un film, dove si lamenta che dopo una lunga pedalata in bicicletta gli fanno male “le guance di dietro”. E di isomerici ce ne sono tanti. Oltre a Morra e le sue “ambiguità”. Nei giorni precedenti ho scritto anche contro chi predica contro la corruzione delle mazzette e pratica la corruzione istituzionale prostituendo l’ufficio che esercita ai grandi interessi illeciti (In Corruzione ‘qui tam’ e sfruttamento). Di quelli che corrono in soccorso agli ebrei ora che sono potenti e praticano discriminazioni, censure e persecuzioni, e dei presidenti della Repubblica antiitaliani che favoriscono l’incremento in Italia di pratiche mediche dannose che altrove si vuole ridurre (La biblioteca Lamorgense). Di vertici della magistratura che sostengono che sia dietrologia considerare che l’assassino di Moro non sia solo farina delle BR (In I professionisti della metamafia 21 gennaio 2020). E sono bifronte, o meglio isomerici, quelli che si fanno belli con l’antimafia e praticano la mafia verso quelli come me; sia nelle condotte persecutorie sia nell’eseguire crimini commissionati dagli stessi committenti, che possono disporre sia della mafia che dell’antimafia.

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13 aprile 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Salvato “Mantova, 43enne ucciso: arrestati due vicini di casa. I carabinieri: “La vittima da tempo aveva un comportamento ossessivo e vessatorio”

Pubblicato al secondo tentativo il giorno successivo

I CC non hanno nulla da dire sulla circostanza che i vessati siano andati ad uccidere il loro persecutore in casa sua? E sul precedente rivolgersi, o sul mancato rivolgersi, dei vessati divenuti omicidi a polizia e magistratura ? E sulle misure o mancate misure delle autorità per il noto comportamento dell’ucciso ? Non penso nulla di particolare di questa notiza di cronaca nera.Ma mi colpisce il taglio col quale il delitto viene riportato dai CC, e dal giornale, perché, in una provincia limitrofa, ho già visto e sentito cose strane su molestatori e molestati in condomìni; inclusa l’affermazione (registrata) da parte di aggressori di avere ricevuto istruzioni dai CC su come restare impuniti, provocare e usare violenza gratuita, e passare per molestati (ho scritto di questo schema mafioso-istituzionale – tra gli altri – a un importante magistrato antimafia).

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23 giugno 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pipitone e  G. Trinchella “Tangenti metro Milano, il dirigente incastrato dal trojan: “Sto facendo la prostituta. Sono passato per Tangentopoli, lezioni non mi bastavano”. Le carte: “Interventi abusivi in tutte le gare degli ultimi 2 anni””

CENSURATO

Il giorno dell’inaugurazione della metro di Brescia, 2013, sceso dal vagone mi arrivò uno spintone gratuito, da un vigilante. Nei mesi e negli anni successivi, una serie di urti da “addetti alla sicurezza”. Allora ho cominciato a filmarli dopo che mi urtavano. Col risultato che mi hanno strappato di mano la camera; e che due addetti sono usciti con me dalla metropolitana e mi hanno seguito fino sotto casa. Gli urti sono cessati, ma succedono cose come un addetto che estrae un cacciavite, mi sfila davanti col cacciavite puntato e va a inserirlo tra le due guarnizioni di gomma combacianti delle porte della fermata. O mi viene controllato il biglietto mentre sto per scendere, così che devo scendere alla fermata successiva e tornare indietro a piedi.

Il 22 ott 2015 andai a Milano, cosa che faccio circa una volta all’anno, e in uno spazio aperto della linea M5 mi arrivò di spalle l’urto di un addetto. Rimasi incerto sul significato dell’urto “in trasferta”; ora un altro nome si aggiunge alla lista di arrestati o sputtanati delle istituzioni associate alle innumerevoli “coincidenze” moleste. Nella rete di potere lombarda non scarseggiano le prostitute. E neppure i sensali di prostitute low cost che invece di mantenere la legalità gestiscono o consentono lo stalking e il gaslighting verso chi denuncia modi miserabili e illeciti di fare danè nella sanità lombarda.

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31 agosto 2020. Ritorno a Brescia dalla Calabria dopo 6 mesi, per il lockdown. Quest’anno il passaggio di consegne tra mafia istituzionale calabrese ( L’uso del fisco nell’eversione di Stato) e bresciana è consistito in due gomme sgonfie, o forse bucate, della Clio già oggetto di vandalismo ( v. sopra e *). Inoltre, cosa singolare, l’auto è stata spostata di una decina di metri, in una posizione più fastidiosa per terzi di dove l’avevo parcheggiata. Al foglio messo l’anno scorso sull’antimafia dei cavalieri del Santo Sepolcro commilitoni di Marcinkus, Gelli e Cassina (4 settembre 2019 in *) ho aggiunto questo:

“31 agosto 2020
A Brescia la brillante gestione della operazione Covid (giunta Del Bono, prefetto Attilio Visconti) include il broken window effect (degrado da vandalismo e da istigazione al vandalismo) nei confronti di un medico dissidente. Il vandalismo è descritto nelle tecniche di character assassination; l’incoraggiarlo, a Brescia in Via Tosetti anche proteggendolo assicurando impunità, dando istruzioni, e premiandolo, costituisce un esempio di instaurazione di mobbing che si autoalimenta. Di aggressione di branco pilotata, in un tempo nel quale si gioca sul conformismo di gregge, che viene esaltato, e sull’immunità di gregge, demonizzata salvo glorificarla se si tratta di vendere vaccini. Un merito accessorio – poca cosa rispetto ai record epidemiologici coi quali è trascinato il resto del Paese e si è assurti alla ribalta mondiale – per il titolo di “capitale italiana della cultura” per il 2023. E anche per quello non ufficiale di capitale della cultura mafiosa.”

Dopo avere messo il foglio sono state aggiunte nuove rigature e il tergicristallo posteriore è stato strappato.

* I rituali zozzonici della banda Mattarella

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8 ottobre 2020
Gli influencer dell’antimafia

L’8 ottobre 2020 si sono presentati sotto casa due vigili motociclisti, senza mascherina, con un carro attrezzi. C’erano lavori stradali da fare per Telecom, come avevano annunciato cartelli, e la nostra vecchia Clio, resa inutilizzabile dai vandalismi, sarebbe stata multata e rimossa a mie spese. Le ruote sgonfiate in nostra assenza dai soliti ignoti hanno impedito di spostarla a mano. Il carro attrezzi ha rifiutato di spostarla, a pagamento. Ho ottenuto di rottamarla, tramite la stessa ditta del carro attrezzi. Rinunciando così agli sconti su un eventuale acquisto di un’altra auto. La cosa appare costruita ad arte per togliere di mezzo l’auto vandalizzata e i due scritti che vi avevo esposto in seguito ai più recenti vandalismi (L’arte della codardia. Per un registro delle pratiche e dei messaggi mafiosi e piduisti. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella , Settembre 2019. L’antimafia isomerica ovvero l’antimafia dalle quattro guance. V. sopra 30 gennaio 2020. 31 agosto 2020 v. sopra).

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1) Il corpo dei vigili di Brescia è lo stesso che ha dato inizio – i 500 euro di portiera sfondata – ai segnali mafiosi associati alla serie dei vandalismi sull’auto, culminati nell’aggressione sotto casa su istruzioni dei carabinieri e a quel puro esempio di criminalità eversiva istituzionale, di omicidio morale – preparatorio dell’attuale golpe covid – dato dalla lettera spedita dalla Corte d’Appello, scritta dall’Ordine dei medici su richiesta dei carabinieri (v. 18 agosto 2014 e seguenti. V. sopra). 2) il cartello di divieto di sosta, “lavori per conto di Telecom” è stato piazzato proprio davanti alla mia auto mentre i lavori, di asfaltatura, non hanno riguardato il tratto di strada dove era l’auto, lì spostata e bloccata da ignoti (v. sopra). TIM aveva fatto eseguire scavi nella via l’anno prima, 2019, per posare la fibra, che è in attività nella palazzina dove abito da allora, ma TIM me l’ha negata (la concederà a dicembre 2020, proseguendo dispetti e mobbing, con interruzioni della linea e bollette ulteriormente gonfiate: 64.75 euro la prima, contro i 44.9 pattuiti col contratto telefonico). 3) l’immancabile zozzeria derisoria a vergine di Sculacciabuchi: a un certo punto ho dovuto passare il mio cellulare all’addetto al carro attrezzi della ditta convenzionata col Comune, perché parlasse coi suoi capi, e l’addetto non si è tolto i pesanti guanti sudici coi quali lavorava sui copertoni e attrezzi coperti di morchia. Nell’ufficio della ditta, passata delle dita con le quali si maneggiano i documenti sulla mascherina umida prima di consegnarmeli. 4) TIM non ha interrotto ma ha proseguito il suo boicottaggio della linea internet e il mobbing; ai quali si è aggiunta Iliad, che ha minacciato di tagliarmi il servizio, a prosieguo tardivo del mobbing e boicottaggio cosentino dell’estate, basato sulla patente mascariata more massonico dall’ACI di Brescia, di concerto con la prefettura. V. Facce annerite e facce di sterco. Tariffe basse e affari miserabili della ILIAD di Benedetto Levi. Lettera a Iliad e al nuovo questore di Brescia. In: Mandanti, esecutori e catalizzatori , 22 ottobre 2020.

Così si è tutelata l’immagine, tra gli altri, di Morra, citato nei fogli che avevo esposto in seguito ai vandalismi e col quale ho avuto cattive esperienze (digitare “Morra” nella casella search del sito). A novembre Morra si è prodotto in uno show, col quale ha acquisito notorietà, accusando i calabresi di avere votato una persona “gravemente malata”. Ho scritto questi commenti:

20 novembre 2020
Blog de Il Fatto
Commento al post “Calabria, Morra: “Noto a tutti che Santelli era gravemente malata, cittadini responsabili delle proprie scelte”. Il centrodestra: “Si dimetta””

Avevo denunciato la Santelli per l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale quando lavori scientifici evidenziano un suo ruolo favorente del covid. In precedenza avevo scritto a magistrati e amministratori calabresi su come mentre sale la linea della palma scende quella del mammografo, essendo in corso una transizione dalla sanità delle ruberie a quella delle grandi frodi delle multinazionali. Il riscontro è stato un accentuarsi delle rappresaglie massoniche, in Calabria e a Brescia. La Santelli è morta all’improvviso, di emorragia interna, si è detto. Non appariva in fase terminale. Parce sepulto, è morta mentre in Calabria si va verso l’aumento surrettizio delle diagnosi di cancro della mammella, anche sulle fasce più giovani; con antitumorali dai prezzi usurai che possono provocare morte cardiaca improvvisa. In Lombardia orientale, dove si sentono arrivati e superiori, per una medicina ad alto tasso di iatrogenicità, hanno contribuito con la vita al record mondiale di morti che ha innescato l’operazione covid. Picco con una componente oscura, ma del quale viene nascosta la componente iatrogena. “Il diavolo ci gira tutti attorno al mignolo” (Il Gattopardo); votanti ed eletti, di qualsiasi colore. Inclusi i DS, i primi traditori; o quel bluff dei 5S, conniventi sulla sanità delle ruberie in Calabria (M. Scura, Calabria malata) e ora pro frodi di Big Pharma. Con Morra l’antimafioso in fraterni rapporti coi Cavalieri del S. Sepolcro, quelli di Gelli, Marcinkus, Contrada, etc.

25 novembre 2020
Blog de Il Fatto
Commento al post “Gratteri su La7: “Morra? Non avrebbe dovuto dire quelle frasi su Santelli. Ma lo conosco, è impegnato nella lotta alla mafia e al malaffare””

Se uno non è in contatto diretto con la mafia o le bustarelle allora è onesto? Gratteri dà qui un esempio di standard negativo, quello che ha fatto la fortuna dei 5S, che si sono presentati – a parole – come sani rispetto a una classe politica che hanno mostrato per ciò che è, coi toni roboanti e vuoti che ora Morra rilancia; un’esca della quale stiamo sperimentando l’amo. Lo standard negativo inoltre contribuisce a spiegare la permanenza delle mafie, come vantaggiosa per il resto della criminalità, affaristica, politica e giudiziaria, che se ne serve come distrazione e termine di paragone rispetto al quale sembrare legittima e sopportabile.

Nella mia esperienza in Calabria sia la Santelli, sia Morra e sia altri lodati da Gratteri fanno parte del mondo che prospera servendo i poteri forti economici e geopolitici. Poteri forti che andrebbero riconosciuti come una delle vette della catena montuosa del Male, insieme alla mafia, che a me pare subalterna ad essi, e che invece viene dipinta come un Kilimangiaro che si innalza solitario. Gratteri nell’assegnare i suoi bollini di garanzia – che, posso testimoniare, favoriscono malaffare di alto bordo e annessi reati – dovrebbe motivarli, non in termini negativi cioè in base alla circostanza che i bollinati non parlano con tagliagole, grassatori e passa-mazzette, né in base al suo occhio esperto, né a orecchio, ma nei termini positivi dell’applicazione concreta, fattiva e coerente dei princìpi della Costituzione e dell’etica.

Al primo commento è immediatamente seguita la risposta zozzonica di altri devoti al Santo Sepolcro (20 novembre 2020, In: I rituali zozzonici della banda Mattarella).

Nella querelle mediatica su Morra non si è detto ciò che avevo riportato sui fogli esposti sul cruscotto in seguito ai vandalismi metodici, e ora fatto sparire coi lavori Telecom: che in un paese serio Morra è impresentabile come presidente della Commissione antimafia dati i suoi fraterni rapporti coi Cavalieri del Santo Sepolcro ; e che non è quindi così lontano dall’opposizione del piduista Berlusconi che ne ha chiesto le dimissioni.

Ora col disastro covid servono più di prima i mutandoni coprivergogne antimafia: scaricare le responsabilità sui mafiosi, il grande alibi sia per il tradimento delle classi dirigenti sia per la vigliaccheria degli italiani. Infatti si sta parlando di mafia e covid. La fetta della mafia servirà a coprire il resto della torta. E ad aiutare a mangiarlo. Naturalmente di eliminare la mafia individuata come tale non se ne parla.

Morra mostra un ulteriore sviluppo di questa antimafia di copertura: l’influencer antimafia. Che si fa un nome senza fare nulla di concreto per eliminare la mafia, ma creando scalpore per una frasetta, un gossip, che diviene oggetto di bisticcio coi compari. Proprio come si creano “casi” con strilli e piazzate nelle trasmissioni trash del Grande Fratello, Barbara D’Urso, etc. Ma dietro a questa novità restano i vecchi collaudati sistemi mafioidi, che accomunano i fratelli bresciani e calabresi.

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9 dicembre 2021

Omologhi mafia-ipomafia: l’Angolo di Del Bono.

in appendice: Le banalità tossiche di Carofiglio.


Il modus operandi ipomafioso, cioè il comportamento di istituzioni corrotte che è mafioso al netto della violenza fisica diretta ( L’ ipomafia ) ha appunto degli omologhi in campo mafioso. Un esempio è dato dalla rappresaglia di Lucky Luciano dopo essere stato schiaffeggiato, secondo il film di Francesco Rosi (1972). Le ricostruzioni storiche sull’episodio sono contrastanti, e non c’è documentazione che le cose siano andate come ce le mostra la pellicola. E’ riportata da alcune fonti la testa rotta del camorrista responsabile. Per altri lo schiaffeggiatore fu fatto uccidere da Badalamenti  diversi anni dopo. Vi è anche chi racconta come Lucky Luciano si sia astenuto dal vendicarsi (G. Fusco, Gli indesiderabili). Ma la versione cinematografica, con ogni probabilità attinta dalla generale realtà mafiosa, rappresenta bene un modus operandi, quell’intimidazione sanguinaria che si dice essere il cuore della mafia, che ha un omologo “bloodless” nell’ipomafia istituzionale.

Nel film lo schiaffeggiatore non viene toccato, ma al suo boss che gli siede accanto in auto, il mandante del gesto, viene fracassata la scatola cranica. Al gregario viene solo fatto segno di stare zitto. D’ora in avanti i suoi pensieri e l’atteggiamento quando incontrerà Luciano non saranno di spavalderia, ma di paura.

Venendo a me, il 9 dicembre 2021 alle 8 del mattino sono uscito con la mia compagna per andare in farmacia per il tampone, obbligatorio per il suo lavoro di insegnante, e abbiamo trovato l’auto sotto casa vandalizzata. Un colpo al paraurti, con coinvolgimento del parafango, senza neppure la scusa dello spazio ristretto.

Ho pensato tre cose. Per prima alla stagione dei vandalismi all’auto ripetuti per mesi nel 2015, esitata nell’operazione ipomafiosa congiunta di arma dei carabinieri, comune di Brescia, ordine dei medici e uffici giudiziari (v. sopra, Milizie bresciane). Un’operazione definibile come disperata, per quanto è stata forzata, vile e furfantesca; allora incomprensibile anche per i bassi standard etici delle istituzioni coinvolte, è oggi spiegabile come una delle tante epurazioni “di Stato” su commissione; in questo caso propedeutica all’operazione covid ( L’ ipomafia ). Sei anni dopo oltre ai boicottaggi e agli abusi che mi hanno lasciato con un pesante reddito negativo ( L’uso del fisco nell’eversione di Stato ), le provocazioni, forse alla ricerca di una reazione alla quale attaccarsi per ripetere la porcata di sei anni prima si stanno moltiplicando. E proseguono affannose dopo il vandalismo del 9 dicembre. Vi è anche in questo una omologia mafia-ipomafia. Così come i mafiosi hanno dovuto eseguire omicidi politici che hanno portato a conseguenze che avrebbero preferito evitare, magistrati, polizie, politici e altri tirapiedi devono commettere un assassinio morale, con abusi diversi da quelli dagli affari di cui si occupano abitualmente; con atti e omissioni, eterodiretti, gravi, miserabili e smodati, che li esporrebbero a disonore e infamia se venissero a galla nella loro vera natura.

Il secondo pensiero è andato a cosa avevo postato nei giorni e settimane precedenti. In linea con quello che posto di solito. Il 29 novembre 2021, in seguito a una censura su Il Fatto, avevo mandato alla Procura di Rimini una PEC sulla riapertura delle indagini per Pantani (In: Per cosa è morto Pantani. Lo sport e il marketing farmaceutico ). Dove parlo anche delle sentenze fatte scrivere sotto dettatura dai mandanti atlantici; e di come le indagini a Bergamo del bresciano Chiappani appaiano prendere la stessa piega ( Lo knock-on dell’operazione covid in Lombardia orientale ). Ho anche detto della complementarietà mafia-antimafia. E ho invitato a cercare “Morra” e “Cavalieri del Santo sepolcro” nel mio sito. Le azioni ipomafiose che ho ricevuto in Calabria e a Brescia in connessione a questi nomi hanno avuto anche i servigi della polizia municipale, in particolare quella di Brescia; in relazione ai vandalismo all’auto, che è stata perfino spostata di posto a questo fine (30 gennaio 2020. L’antimafia isomerica ovvero l’antimafia dalle quattro guance. 8 ottobre 2020. Gli influencer dell’antimafia. In Milizie bresciane, sopra). La polizia municipale non ha mancato di farsi vedere minuti dopo questo nuovo vandalismo, come è avvenuto in passato dopo lo sfondamento della portiera e di un finestrino da parte di ignoti dell’auto parcheggiata nello stesso punto (18 agosto 2014. In Milizie bresciane, sopra). Allora fecero la smargiassata di fermarmisi in auto davanti, io ero a piedi, e sfilare a passo d’uomo. Stavolta sono solo passati minuti dopo, mentre attendevo fuori della farmacia per il tampone senza il quale la mia compagna non può lavorare. I tamponi forzosi in farmacia sono divenuti una nuova occasione di prove di ardimento.

Il 2 dicembre 2021 avevo scritto del legerdemain sull’obbligo vaccinale del Consiglio di Stato:

“Blog de Il Fatto
Commento al post “Obbligo vaccinale, Consiglio di Stato respinge il ricorso di un medico: “La salute collettiva prevale su dubbi scientificamente infondati””

La risposta immune che un vaccino in teoria suscita ha due effetti separati: da un lato nell’individuo il contrasto alla malattia; dall’altro sulla popolazione lo spegnimento delle epidemie limitando la trasmissione della malattia – non della positività a test, ora promossa a “caso” e “contagio”. Le epidemie vere terminano per deficit di trasmissione data la risposta immune cumulativa. E’ a questa seconda funzione che può essere attribuito alla vaccinazione un valore per la collettività. Ma questi inoculi sono privi di tale capacità, come dice la versione ufficiale; che, contro ogni plausibilità storica e biologica, vuole che l’epidemia impazzi dopo 20 mesi, per giustificare l’incrudelirsi delle pastoie. Per trovare un barlume di giustificazione sul piano collettivo si usa quella del sovraccarico del sistema sanitario. Nonostante la popolazione nazionale si sia come rimpicciolita di dieci volte dati i tassi di vaccinazione; e più ancora dato che le categorie realmente suscettibili hanno tassi di vaccinazione subtotali.

In nome della salute collettiva si sta costringendo, col ricatto sul lavoro, ad assumere sostanze ad asserita azione preventiva individuale, non prive di gravi rischi, che si ammette non essere efficaci come vaccini sul piano della salute collettiva. Per dare veste legale a un simile legerdemain bisogna essere privi di diverse caratteristiche ed averne altre; in una combinazione che uno si aspetta in figure molto diverse da quella del magistrato.”

E, in risposta agli insulti di un troll intervenuto con puri insulti a sostegno di Frattini, della cooperazione tra terrorismo e magistratura sotto le direttive di puppetmaster della NATO. L’ omologia tra i servigi che presta la mafia e quelli che presta l’ipomafia:

“@ Fabrizio Fabrizi. “Nella persona che non ha credito, l’abitudine a ben ragionare, a non accontentarsi delle vane apparenze, è una colpa. Poiché ogni buon ragionamento offende” Stendhal. Intanto dopo i magistrati USA anche una commissione della Camera dei Lord UK si è espressa contro la vaccinazione obbligatoria del personale medico*. Tu ripeti il commento maligno che si usa in Calabria: “s’anu jungiutu”, si sono uniti, a significare che due sono sulle stesse posizioni essendo della stessa pasta. Il similia cum similibus vale anche per il Consiglio di Stato, che ha tra i suoi meriti quello di avere selezionato, e di continuare a selezionare, medici secondo criteri diciamo internazionali. Togliendo credito agli indegni. Affidando le operazioni a valorosi come il suo Frattini, già curatore dei nostri interessi come ministro degli esteri: “Riecco Frattini, “fattorino” Nato”. Il Fatto, 6 ott 2012. I fattorini di vario tipo** di cui la NATO dispone “jungiuti” permettono di esercitare il controllo sul Paese, anche selezionando la classe dirigente appropriata.

*Evidence is insufficient to back mandatory NHS staff vaccination, says House of Lords committee. BMJ, 3 dic 2021.
**Willan P. Puppetmasters. The political use of terrorism in Italy. 2002.”

Il troll mi aveva poi inseguito coi suoi insulti in un altro post dove ho scritto del vaccino hi-tech dall’attività che sarebbe simile a quella degli anacronistici sieri, e della fusione con le frodi dell’oncologia:

“5 dicembre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post di E. Battista “L’enorme sfida al cancro dei vaccini a Rna messaggero, l’oncologo: “È probabile che diventino una nuova arma in più””

I vaccini mrna per il covid sono strani vaccini difettivi. Ricordano il pizzo alla mafia: eviterebbero guai a chi si piega a dare il braccio ogni tot mesi, ma non abbattono l’epidemia, lasciando altrimenti il virus malnato libero di scorrazzare. (Le epidemie gravi terminano per riduzione della trasmissione del microorganismo da acquisita risposta immune collettiva; la promessa, rimangiata, era che i vaccini avrebbero ottenuto questo effetto, dopo averli anteposti all’immunità naturale, ripudiata come rozza e barbara). Il fatto che si siano mostrati incapaci di abbattere la trasmissione di entità del tutto estranee come il virus scoraggia dal pensare che siano capaci di fermare le cellule tumorali, che devono il loro funesto successo di crescita dentro l’organismo all’essere sufficientemente simili alle cellule normali, dalle cui linee deviando sono derivate. Ma ciò che conta è l’alone sacro che hanno acquisito, da estendere ai loro omologhi anticancro; che tutto lascia pensare saranno al solito più lucrosi per chi li vende che risolutivi per il malato di cancro. Vedi “D. Epstein, ProPublica Feb 2017. When Evidence Says No, But Doctors Say Yes. Years after research contradicts common practices, patients continue to demand them and doctors continue to deliver. The result is an epidemic of unnecessary and unhelpful treatment.” sulle manipolazioni scientifiche e di marketing per immettere il “vaccino” contro il cancro alla prostata Provenge.

Fabrizio Fabrizi: Eccolo! E’ arrivato il vaccinologo promosso oncologo con la IV media!

@ Fabrizio Fabrizi. Quando uscivo alla chiusura, 11 di notte, dalla Countway, la biblioteca medica di Harvard, a volte davanti al Brigham and Women’s o al Dana-Farber incrociavo dei vigilantes che trattenevano al guinzaglio coppie di rottweiler scattanti. Mi sembravano stonati in un centro medico. Anche i suoi insulti beceri a guardia degli annunci dell’Istituto tumori e del suo direttore scientifico Apolone mi sembrano più in linea con grandi interessi dentati e bramosi che con i valori dichiarati.

Fabrizio Fabrizi: Invii le sue deduzioni alla BioNTech e accluda il suo IBAN. Per merito suo risparmieranno milioni di dollari in una ricerca senza futuro. Magari per gratitudine potrebbero girargliene un paio di milioni.

@ Fabrizio Fabrizi. La preferivo prima, quando ha argomentato dicendo “vaccinologo promosso oncologo con la IV media”. Ora dissemina il falso, fingendo di ignorare l’effetto Davigo. Piercamillo Davigo, beniamino di questo giornale, spiega come tecnicamente delinquere convenga. Anche in oncologia, dove mentre produrre cure efficaci è difficilissimo, produrne di tarocche e immetterle in commercio è tecnicamente facile, ed è ciò che avviene: VK Prasad. Malignant: how bad policy and bad evidence harm people with cancer. Hopkins Univ Press, 2020. Ma non ci sono dei Davigo e dei Fatto quotidiano a contrastare ciò. Anzi. Perché mai affaristi che sanno bene cosa stanno facendo dovrebbero rinunciare a impapocchiare senza rischio le solite fiale miracolose che daranno profitti stratosferici? Quando di midwit che agognano di recitare la parte del genio filantropo, e di Cetto La Qualunque pronti a sputare contro chi indica la frode, se ne trovano a palate senza neppure cercarli.”

Il giorno prima del vandalismo, l’8 dicembre 2021, avevo postato questo:

“Blog de Il Fatto
Commento al post di D. Pretini “Mattarella alla Prima della Scala, standing ovation e 6 minuti di applausi per il Capo dello Stato: il pubblico grida “bis”. Il video”

“Mi sono inoltrato nel sangue fino a tal punto che, se non dovessi spingermi oltre a guado, il tornare indietro mi sarebbe tanto pericoloso quanto l’andare avanti”. (Macbeth, III, 4, Shakespeare).”

Le rappresaglie alle critiche a Mattarella ( I rituali zozzonici della banda Mattarella, La medicina sotto la presidenza Mattarella) sembravano avere preso forma più lieve. Le macchine spazzatrici arrivano regolari dopo che ho postato, ma ora si limitano a passare sotto casa mentre dalla finestra le guardo. Ma forse la reazione ha solo preso una forma più indiretta, meno individuabile. Il 26 ottobre avevo postato questo:

“26 ottobre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post “Vaccini, Mattarella: “Non possono prevalere le teorie antiscientifiche di pochi violenti. Da noi la campagna ha più successo che altrove””

Su quanto vasta sia l’adesione libera e convinta vantata da un presidente che istiga ad un maccartismo pro inoculi lo si può desumere dalla maggioranza assoluta raggiunta in silenzio dall’astensione elettorale durante i “successi” della coercizione che condiziona il lavoro ad una cessione della sovranità sul proprio corpo. Una violenza, giustificata con una “scienza” zombie, attuata dagli individui ai quali Mattarella ha consegnato il governo del Paese.

@ downwind. In effetti non si può affermare con sicurezza che l’astensione della maggioranza dei votanti sia stata dovuta solo a questo calpestare i diritti e i principi di base da parte di chi dovrebbe difenderli. Anche perché ci sono altri motivi per ritirare la fiducia ai politici; come la mancanza di rappresentanza democratica, con premier calati dall’alto da forze predatrici e un Parlamento la cui composizione non riflette neppure le pur ingenue idee politiche della massa, dopo la truffa dei 5S. A ciò si somma la situazione generale. Ci sono nei fatti più motivi per sfiduciare i politici. La varie componenti dello scontento possono essere pesate da studi analitici. Ma il risultato globale è un disincanto prevedibile. Non sono pochi coloro che percepiscono una deriva che chiamo “fraudocratica”, dove i governanti truffano e sfruttano i cittadini. Queste tristi affermazioni di Mattarella confermano come il marketing abbia assunto le vesti e i poteri dello Stato. Così che non votare diventa un istintivo non firmare a proprio danno: “le parole molli dell’usuraio: Ma se hai firmato tu stesso. Non lo vedi? tutto chiaro. Devi fare come diciamo noi, perché, guarda la cambiale: la tua volontà è uguale alla mia.” (Il Gattopardo, sul voto truccato per l’annessione).”

Il giorno dopo, il 27 ottobre 2021, all’uscita di casa triplice tappetata sulla testa, invece che singola come di routine, da alcune di quelle che chiamo “le prefettonze”. Due dal condominio di fronte, abitato da soggetti dediti questa pratica igienica, che nel loro caso include lo scuotere dalla finestra piumini per la polvere mentre passo e tenere esposti sul davanzale scopini di cesso; e la terza ad “A”, l’incrocio a pochi metri che non posso passare senza che non passi in contemporanea un’auto o compaia altra presenza umana.

E’ incredibile quanto si usi nella civilissima Brescia scuotere dalla finestra sui passanti porcherie varie. Un continuo sbatacchiare la propria sporcizia addosso agli altri, o almeno addosso a me. Del resto lo fanno anche davanti ai vigili, quelli che sarebbero preposti al decoro urbano (11 novembre 2020. In L’uso del fisco nell’eversione di Stato ). La guardia istituzionale di Mattarella a Brescia, i mezzi della spazzatura della A2A di Mazzoncini jr. e di Del Bono per ora continua a tenere sospesa la risposta dell’inondarmi direttamente di sporcizia per strada con le macchine spazzatrici o, prima che girassi con la telecamera, con singoli operatori a piedi ( I rituali zozzonici della banda Mattarella , La medicina sotto la presidenza Mattarella). Comunque minuti dopo quest’ultimo vandalismo hanno fatto la loro comparsa davanti alla farmacia; dopo la polizia municipale, che spesso li accompagna in operazioni interforze. Come a ricordare le precedenti varie visite sotto casa di spazzini di A2A-Comune di Brescia con i vandalismi all’auto associati, e incluse aspersioni di polvere della strada (4 settembre 2019 e 18 settembre 2019 in I rituali zozzonici della banda Mattarella; 23 marzo 2020 in Milizie bresicane, sopra. La viltà dei “luna piena” 17 febbraio 2021 I rituali zozzonici della banda Mattarella, e passim).

Mi aveva colpito, giorni prima della triplice tappetata, il 13 ottobre, nella trasmissione “Chi l’ha visto”, il fratello di uno scomparso, probabilmente ucciso, Parco Verde, Caivano, che ha detto che i delinquenti responsabili sono “montati”. Un’altra omologia tra mafia e ipomafia. Il picciotto omicida del quartiere degradato è arrogante anche se il suo spessore è modesto, perché sa che c’è il capobastone a proteggerlo; il bresciano pasciuto che partecipa ad una character assassination, perché sa che non deve temere la magistratura mentre commette di questi atti illeciti e vili. Mentre postavo il commento sull’ipomafia e Mattarella c’è stata a Brescia una retata di ndranghetisti condotta da Procura e GdF. Usura, accompagnata dall’intimidazione mafiosa. Per me la mafia, la porzione della quale si parla in continuazione, è un fumetto con sangue vero, che tra le sue funzioni ha quella di coprire l’ipomafia istituzionale. Ora il sangue è diminuito, ma restano gli aspetti fumettistici. Buste di denaro nascoste nella tazza del cesso. Il Procuratore Prete ha spiegato che il capobanda era un alto grado: un cosiddetto “medaglione”. Dietro al fumetto, i medaglioni istituzionali oltre a praticare loro stessi l’ipomafia aizzano comportamenti ipomafiosi in cittadini “perbene” rendendoli così viziati e montati nel praticare atti illeciti e miserabili. L’attività “ut ad arma veniant” di magistratura e forze di polizia. Piuttosto che di Osso, Mastrosso e Carcagnosso, bisognerebbe parlare del ruolo di notabili, magistrati e polizie nella genesi culturale della mentalità mafiosa ( La funzione mafiogena della magistratura e delle forze di polizia e i surrogati civili di giustizia). I vandalismi ripetuti, descritti tra le pratiche codificate di character assassination, hanno anche l’effetto di stigma ipomafioso; di marchio che incoraggia astanti miserabili quanto chi li comanda a dare il loro contributo.

Lo stesso 8 dicembre 2021 ho postato anche questo.

“Blog de il Fatto
Commento al post “Giornata internazionale contro la Corruzione, Libera lancia una campagna per monitorare la trasparenza nelle università italiane”

Il mostro ha tre teste. Libera, come tanti, è specializzata nel descrivere due delle teste del mostro, mafia e corruzione; per nascondere la terza testa, il tradimento. Cioè l’asservimento collaborazionista della classe dirigente, e del clero, ai poteri che tengono l’Italia sottomessa. Fatta salva una quota di sani, che fanno da alibi, l’università è permeata di corruzione quanto un savoiardo nel latte. Si sa. Meno evidente, ma non meno grave, è che allo stesso tempo pratica il tradimento, rivestendo a comando di panni aulici, pseudoscientifici, i nefasti ideologismi dei poteri forti, invece di criticarli, sbugiardarli e conservare il culto della verità disinteressata. Lo sta facendo bassamente sul covid. Libera addita l’ovvio, come il mercato paesano dei concorsi. Uno sconcio mercato delle vacche, absit iniuria sui celebri favoritismi verso le amanti. Ma non parla della Trahison des clercs, alla quale, con Ciotti fedele esecutore di Bergoglio, partecipa, insieme ai pediatri vaticani del Bambin Gesù che gridano contro scienza e Vangelo che “I bambini sono un serbatoio di virus” per farli inoculare. O con Ricciardi, uomo di Bergoglio, accademico pontificio. Ordinario alla Cattolica, premendo per punizioni ricatti e obblighi a oltranza per gli inoculi, ricorda lo spirito antidemocratico e il virulento antisemitismo del fondatore Agostino Gemelli quando i poteri cui fornire prestazioni intellettuali mercenarie erano quelli del fascismo mussoliniano.“

Aprendo sul tema una raccolta di commenti ( La terza testa del mostro ). Rischioso perché oltre a mostrare la cartapesta dell’antimafia tira in ballo la doppiezza del clero, e in materia di mafia. Preti che sono il miglior controesempio alle loro esortazioni a perdonare i lupi, essendo di rigore mafioso nelle inesorabili rappresaglie contro gli agnelli ( Sfumature di nero. I preti e i mafiosi ). Tutto l’onorato consorzio di interessi – ci sono stati riferimenti ad altri poteri di massima scala – può avere ritenuto che occorreva tornare a dare un altro colpetto di avvertimento.

Davanti al paraurti e la fiancata ammaccati il terzo pensiero è stato un disvelamento. Qui, come in altri casi simili, mi ci è voluto del tempo per capire. Col covid le uscite fuori casa si sono ridotte. In genere 20 minuti d’aria, più le uscite per incombenze varie. Le molestie si sono quindi concentrate sotto casa. Es. la violenza privata di Poste italiane (Del Fante) del 16 febbraio 2021 (In Censura postale delle notizie di reato ). Il vandalismo del 9 dicembre ha reso esplicito ciò che percepivo da oltre un mese senza rendermene conto: stavo parcheggiando, costretto dalla mancanza di altri posti, molto spesso in quello stesso punto. L’Angolo di Del Bono. Un angolo utilizzato per vandalismi all’auto già anni prima (18 agosto 2014. In Milizie bresciane, sopra). Quando scarico la spesa dall’auto si presta a farmi inondare di gas di scarico con automezzi che arrivano e fanno inversione proprio in quel momento a quell’incrocio.

Quindici giorni prima di quest’ultimo vandalismo , tornati a casa dopo le 20 per il tampone, ho parcheggiato sulle strisce, per la prima volta, non essendoci spazio sufficiente. La mattina dopo, il 25 novembre, multa del Comune di Brescia (60.9€; pagata il giorno stesso). L’ora segnata è 9:33. Il giorno prima avevo commentato sulla “epidemia ircocervo” (digitare “ircocervo” nella casella “cerca” del sito).

Beffardamente su quelle strisce non posso passare al rientro a casa, perché mi arrivano a volte silenziose di spalle auto che mi sfiorano. Le strisce pedonali, tramite guidatori intenti nella telefonata al cellulare, autisti di mezzi pubblici che vanno di corsa, o di macchinoni blu, sono un altro locus per le molestie. I vigili urbani, che lasciano che quando aspetto davanti alla farmacia per il tampone, dall’altro lato della strada, sostino con auto a motore acceso per decine di minuti, fino a produrre una chiazza sull’asfalto in corrispondenza del tubo di scarico, inondando a parte me la piccola folla di clienti e di obbligati al tampone (“una puzza tremenda”, ha detto l’11 dicembre 2021 una signora – che peraltro aveva fatto una cosa simile mentre caricavo in auto la mia spesa – ad una guidatrice di Audi SW, che l’ha ignorata ed è rimasta ad ammorbare), sono straordinariamente solerti per la tutela dei pedoni in una strada a basso scorrimento, semideserta.

Certi dell’impunità loro garantita da istituzioni corrotte, le mie denunce di illeciti e crimini in campo medico devono suonare più che altro come  sgarri da punire. Come per lo schiaffeggiatore di Lucky Luciano, basta ora farmi parcheggiare nell’Angolo di Del Bono per evocare un senso di incertezza e di punizione incombente. La tecnica, è quella, di molti altri casi, di un priming iniziale forte che permette un gaslighting successivo. Es. giorni dopo, il 14 dicembre, appena uscito di casa sono arrivato davanti all’Angolo di Del Bono in sincrono con una persona che è entrata nella sua macchina che aveva parcheggiato senza problemi su quelle stesse strisce; il giorno prima avevo postato questo:

“13 dicembre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post “Strage di piazza Fontana, Mattarella: “Processi hanno lasciato verità non pienamente svelate. Ma emerge la matrice eversiva neofascista””

La matrice eversiva fu atlantica. La sua manovalanza neofascista emerse già al tempo delle calunnie del questore Guida. Che, ho sentito a una conferenza dalla figlia di Pinelli, era stato addetto al confino quando era nella polizia fascista. E’ vero che c’è dai tempi del fascismo di cento anni fa un filo ininterrotto delle infamie; sia nero, rosso, bianco o altro il colore che assume nei vari tratti. Vige il “tolemaicismo” sui misteri d’Italia, cioè il mettere al centro delle ricostruzioni fattori interni, torturando fatti e logica. I post fascisti reggono il gioco ai “glaxocomunisti”, che si rifanno una verginità gridando alle camice nere, mentre servilmente evitano così la visione corretta, “l’eliocentrismo” nel quale l’ltalia è un satellite di poteri esteri, che ne determinano il corso, con i vari mezzi del potere; es. usando cialtroni rossi o neri come pedine. Questa mistificazione, dettata dai mandanti, è anch’essa una prosecuzione in altre forme di quegli anni che si dicono passati; e che invece servirono tra le altre cose a sostituire una classe politica, quella dei Moro, dei Mattei, dei La Torre, che manteneva il senso degli interessi nazionali con una i cui componenti gareggiano nel fare i tirapiedi ai poteri che ordinarono le bombe nell’Italia prospera di allora e che oggi ordinano gli inoculi dietro ricatto del fascismo dei banchieri, nell’Italia tornata terra di conquista.”

e il giorno precedente questo:

12 dicembre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post “Piazza Fontana, il Senato twitta la relazione degli ex Msi che rilancia la pista anarchica. Fratoianni: “Oltraggio, fu attentato fascista””

Fu, come si dice, una “strage di Stato”. Ma si dovrebbe dire “strage di Stato commissionata”. Meglio, “strage di Stato commissionata e lasciata impunita”*. Meglio ancora, “strage di Stato commissionata, lasciata impunita e con perenne copertura istituzionale dei mandanti con attribuzione di tutte le responsabilità agli esecutori”. Gli italiani avrebbero da guadagnare, soprattutto oggi, per ciò che attiene al loro futuro, dal superare il timore reverenziale e riconoscere sia il ruolo dei pupari stranieri**, sia – non meno deleteria – la viltà dei burattini istituzionali; invece di accettare, facendosene partecipi, il solito teatrino depistante e autoassolutorio fasci-compagni.

*Salvini G. La maledizione di Piazza Fontana. 2019.
** Willan P. Puppetmasters. The political use of terrorism in Italy. 2002.”

RIcostruendo l’episodio mi accorgo che all’Angolo di Del Bono da quando sono stato costretto a parcheggiarvi in prevalenza è comparsa parcheggiata fissa un’auto di un istituto di vigilanza privato, presente sullo sfondo nelle foto (cliccando sulle foto le si ingrandisce).

24 ore dopo la botta all’auto, il mattino seguente, 10 dic 2021, la mia compagna ha trovato al tergicristallo una busta anonima con due pezzi da 50 euro. (Un terzo della somma che il carrozziere, che ha già riparato altri vandalismi, mi ha chiesto, quando mi sono recato da lui il 9 stesso, dopo il tampone: 300€; pensiamo di rivolgerci a carrozzieri in Calabria, dove il costo dovrebbe essere più contenuto). Un altro pezzo di cinema, quello de Il Padrino dove Sonny Corleone butta dei dollari ai fotografi ai quali ha spaccato le macchine fotografiche.

Con l’Angolo di Del Bono la toponomastica ipomafiosa si arricchisce. Il nuovo locus è adiacente al Parco dell’antimafia bresciana (cercare la voce nel sito). Andando a Nord, si arriva a poche decine di metri a Pian Dall’Osso (slargo, davanti a un ospedale, risultante dall’avere portato a zero per ampio tratto l’alzata dei marciapiedi, così che mezzi e pedoni non sono separati; usato per puntate di auto a me pedone; allestito qualche anno fa, al tempo di Pierluigi Dall’Osso, procuratore generale a Brescia, che qui ha istituito un distretto antimafia; in precedenza Dall’Osso aveva giudicato la P2 una semplice organizzazione affaristica priva di finalità eversive; un’applicazione della tecnica, che subisco, del negare il dolo grave confondendolo con fatti ordinari; come si può fare con questi vandalismi e col resto). Andando oltre, lungo la Poliambulanza e il suo centro ricerca sulle staminali, c’è Viale degli altri fratelli di Mattarella (cercare la voce nel sito). A Sud dell’Angolo di Del Bono si trovano, oltre all’adiacente Parco dell’antimafia bresciana, la Strip di Visconti, e passato il centro vaccinale nell’area dove prima si allestivano i circhi e dove c’è stato il vandalismo finito come attentato sui media, il Boulevard Gratteri (cercare la voce nel sito). Ma l’intera città, stazione per operazioni come questa del covid, per me è un monumento al livello fogna, suo, della magistratura e delle forze di polizia. Il livello che Martinazzoli da sindaco predicava di non praticare, esortando a non avvalersi del fatto che “le città si possono conquistare anche passando per le fogne”. Gli scagnozzi di questo tribuno della sinistra DC erano i più zelanti esecutori di mobbing a mio danno agli Spedali Civili.

I bravi ragazzi di Brescia:
Procuratore della Repubblica: Francesco Prete.
Sindaco: Emilio del Bono.
Prefetto: Attilio Visconti.
Comandate provinciale CC: Gabriele Iemma
Questore: Giovanni Signer.
Comandante polizia municipale: Roberto Novelli.
Vescovo: Pierantonio Tremolada.

Il capo della Procura di Bergamo che indaga sulla strage covid del 2020 mentre dato quanto denuncio in proposito sono oggetto di libero boicottaggio, minacce e discredito, è Antonio Chiappani. Viene da Brescia.

Appendice. Le banalità tossiche di Carofiglio.

Il giorno del ritrovamento del vandalismo ho postato questo commento, che il Fatto ha censurato:

“9 dicembre 2021
Blog de Il Fatto
Commento al post “I non vax in tv esprimono sciocchezze in libertà che producono effetti tossici sulla società”

CENSURATO

“Mettereste voi a confronto un grande oncologo con un auto-improvvisato terapeuta che dice che il cancro al colon o al pancreas si cura con la tisana di ortica ?”. No, anche perché i ciarlatani aiutano a vendere farmaci ufficiali truffa*. Sarebbe utile sentire gli oncologi di Carofiglio a confronto es. con P. Gotzsche o V. Prasad sullo sfruttamento commerciale del cancro. Già ottenuto per il ca del colon, in sviluppo per il temibile ca del pancreas.

Nella logica rozza dell’operazione covid abbondano i falsi dilemmi: inoculo o arresti domiciliari, inoculo o niente stipendio. Questo ex PM assurto a intellettuale pone un falso dilemma tra un oncologo e un ciarlatano. Che sarebbe come quello tra C. Carnevale, il fine giurista ammazzasentenze, e un paglietta disonesto orecchiante del diritto. E’ anche l’argomento di don Abbondio per non fare il proprio dovere: “se non sapete le cose, abbiate pazienza, e rimettetevi a chi le sa”. Il già magistrato aggiorna a questi tempi cupi la distinzione gesuitica tra truffatore e mago vero castigata da Pascal 4 secoli fa**. E non aumenta prestigio e credibilità sentire questa redistribuzione della libertà di espressione dove una ex toga dello Stato che si sgola nel correre in soccorso al vincitore la vuole tolta a chi dissente.

*La medicina alternativa non olet. Sito menici60d15.
** La polarizzazione gesuitica. Sito menici60d15.”

Carofiglio, il più noto tra i magistrati scrittori ( I magistrati scrittori ) concentra nelle sue intemerate pubbliche il peggio. E’ il prototipo di uno dei Nuovi Mostri: Il midwit (Weaponising Midwits in the COVID-19 War on Civil Society. The neo-ciceronian times. 27 feb 2021). L’aggressività del mediocre bramoso di vedersi riconosciute capacità eccezionali che non ha. Lo sfruttamento sciacallesco di situazioni abnormi alle quali un intellettuale impegnato vero si opporrebbe. L’aizzare i cittadini gli uni contro gli altri da parte di uno che come magistrato avrebbe dovuto evitare che ad arma veniant (come detto sopra, un’altra pratica dell’ipomafia). Già magistrato, non vede nel fare strame della Costituzione altro che l’occasione per soddisfare la sua vanità. Per ergersi a maestro deve farsi aiutare con la censura delle critiche. Servile e arrogante, mostra la presunzione di un diritto che non c’è. Quello alla compliance, cioè a conformarsi, dilatando la credulità a dismisura, alla versione del potere da parte di chi, magistrati e intellettuali, ha tra i suoi compiti e abilità, che dovrebbero essere di controllo a tutela della società, quello di dubitare, sospettare e approfondire davanti a critiche e denunce che evidenziano macroscopiche anomalie. Pronti a vedere come un delinquente chi è troppo onesto rispetto ai loro standard, qui sostituiscono la diffidenza – il mezzo di difesa della democrazia che accomuna tutte le persone sensate secondo Demostene – con un candido fervore.

E’ interessante che nello stesso post a sostegno di Carofiglio sia intervenuto con cinque interventi “Syrantex”, un utente che in precedenza mi ha attaccato, arrivando in uno scambio con me a condire una approfondita perorazione della massoneria di insulti e allusioni tali che ho dovuto rispondergli:

“ “Un passo che le piacerà”. E’ un passo interessante: per me il modo di trattare l’informazione è rivelatore della buona o cattiva fede. La censura delle indagini sui massoni giocando sulla polisemia della parola “notizia” è circolare all’assurdo. Che insieme lei citi Marrapodi, finito impiccato in circostanze non chiare dopo avere dato il via alle indagini denunciando i legami massoneria-magistratura e massoneria-ndrangheta, non mi piace; ma non mi spaventa. Oltre un certo livello prevale il disgusto per la cialtroneria.” (4 maggio 2021 Blog de Il Fatto. Commento al post di S. Limiti “Massoneria e politica, siamo alle solite: la vita pubblica va protetta dai gruppi privati”. In Massoni e legalità).”

“Syrantex” non è stato censurato. Sono stato censurato io quando gli ho risposto contestando nel merito la versione ufficiale sul covid (30 maggio 2021. Blog de Il Fatto. Commento al post “In Belgio è caccia a Jürgen Conings, il tiratore scelto idolo delle destre no vax che minaccia il virologo più famoso del Paese”. In Massoni e legalità).

Carofiglio sfoggia una desolante povertà di argomenti; non solo dozzinali, ma, questi sì, tossici e mefitici. Giorni prima era nella trasmissione “Quante storie”, RAI3, l’invereconda passerella di fichetti che sbarcano il lunario e appagano le loro ambizioni cucinando in varie salse il politically correct precotto passato dall’alto. Lì, sbracciandosi per l’inverosimile versione ufficiale del covid, Carofiglio ha lodato l’uso delle metafore. Ce ne sono anche di dannose, ha ammesso in altre sedi: il criterio per distinguere tra le due è dato dal suo vaglio. Nell’imbonire gli spettatori sul covid non ha parlato del potere distruttivo delle metafore ufficiali, bugie puerili, sulle quali si regge la disinformazione sul covid. Il virus come un insetto che infesta, e il contatto con esso come malattia; il sistema immunitario come un esercito che ci difende, e allo stesso tempo la sua asserita insufficienza, per la prima volta nella storia, a proteggerci dall’estinzione; la manipolazione genica, da quella dei vaccini a mRNA, e di Telethon ( La questua delle multinazionali , Un certificato di decenza per le attività antimafia ) come analoga alla modifica deterministica di un codice informatico. Le epidemie – che in natura si esauriscono – come una guerra della quale non si può prevedere la fine, e che quindi può essere prorogata a convenienza. E’ emblematico che la bresciana che da ministro della pubblica istruzione parlò del traforo Ginevra-Gran Sasso, per quegli oggetti elusivi, postulati decenni prima di essere scoperti, e che trapassano senza problemi l’intero globo che sono i neutrini, oggi da ministro del governo Draghi esorti a non essere antiscientifici e obbedire alla scienza, facendosi imbavagliare, recludere e siringare.

La conoscenza superiore consiste proprio nel superamento della metafore “we live by” (Lakoff): nel costruire modelli mentali che non hanno un corrispettivo nella ristretta porzione di mondo materiale che abitiamo. Nel vedere e maneggiare oggetti astratti non paragonabili ad alcunché dell’esperienza sensibile, però non fantastici ma reali, che infatti agiscono nel mondo fisico – o in quello sociale – e lo determinano. La malattia, l’organismo e la sua risposta alla malattia sono per chi le conosce e le studia professionalmente oggetti diversi da quelli semplici, naive e distorti dalle bugie ufficiali, che incoraggiano le metafore seduttive ma false concepite dalla persona comune. E’ così per la conoscenza scientifica, e credo lo sia mutatis mutandis in altri campi di studio, inclusi gli studi giuridici. Per il giurista di livello i rapporti tra le persone, il diritto, la legge, devono avere forma diversa che per il cittadino comune. Forse anche la poesia, la letteratura, quelle buone, consistono nel costruire e mostrare oggetti di questa stessa classe: inediti, astratti, ma rilevanti per la realtà umana, essendo nascostamente presenti e attivi in essa. Carofiglio appare non avere sviluppato una simile abilità mentale in utroque, diritto e scrittura. Ricorda piuttosto la figura immortale, che spiega bene le posizioni imbelli e complici della magistratura odierna, data dai magistrati della colonna infame, e dal podestà che mangia insieme ad altri notabili alla tavola di don Rodrigo:

A sinistra, e a un altro lato della tavola, stava, con gran rispetto, temperato però d’una certa sicurezza, e d’una certa saccenteria, il signor podestà, quel medesimo a cui, in teoria, sarebbe toccato a far giustizia a Renzo Tramaglino, e a far star a dovere don Rodrigo, come s’è visto sopra.

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