Spigolature

 

 

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Bisogna dare ragione ad Aldo Busi: “I preti migliori sono i peggiori”.

(Blog “Dietro il sipario”, post “Supporter culturali della disinformazione criminale globale”, 4 set 2011).

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Affidarsi alla CGIL per salvarsi dagli usurai dell’economia è come bere acqua di mare per dissetarsi.

(Blog vari, 7 set 2011).

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Forse in questa lirica carrellata sulle “fearful symmetries” della Storia culminate nell’11 set 2001 non sarebbe fuori luogo includere fatti come l’incendio del Reichstag e la Moneda in fiamme sotto i bombardamenti …

(Blog “Appello al popolo”, post “Undici settembre: la terribile bellezza è risorta”, 11 set 2011).

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@Valmont888. I debiti e i mutui si pagano. Ma se un amministratore o un politico infedeli, abusando del loro potere, contraggono a mia insaputa un debito a mio nome con uno strozzino col quale si sono messi d’accordo per spartirsi i proventi, non li ascolterò quando mi diranno che devo essere schiavo per pagare il debito.

(Blog de Il Fatto.  Risposta nel post  di L. Lanza “Latouche: Come si esce dalla crisi? Decrescendo” del 7 ott 2011.

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@Buzz. Serietà e umorismo corrono su rette ortogonali tra loro, che formano un diagramma cartesiano; e concordo con te che tu e io apparteniamo a quadranti diversi e probabilmente opposti.

(Blog “Appello al popolo”. Risposta nel post “15 ottobre: un punto di vista diverso del 17 ott 2011)

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Si può essere contro la vivisezione per buone ragioni; ma anche per cattive ragioni. E si può essere a favore per buone o per cattive ragioni:

https://menici60d15.wordpress.com/2011/05/16/sperimentazione-animale-uno-spoglio-etico-2/

COOKIE
10 novembre 2011 alle 02:05

Poche idee ma ben confuse!
Replica
menici60d15
10 novembre 2011 alle 06:31

@COOKIE. Una caratteristica che distingue l’uomo dall’animale è la capacità di argomentare contro gli avversari …

A chi oltre che agli abusi della medicina sugli animali, o prima che a questo tema, è interessato agli abusi della medicina sulle persone, e alla tutela della salute, consiglio il testo di Pietro Croce: “Come si riconosce il bravo medico”, MEB 1994.

(Blog de Il Fatto. Commento al post di V. Brocca “Vivisezione, meglio Bartlett o la Brambilla?” del 9 nov 2011)

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Sugli abusi della medicina verso le donne nel caso del tumore del seno:

https://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/teenage-cancer/

Sulla prevenzione:

https://menici60d15.wordpress.com/2011/10/27/la-lotta-ai-contronimi-ideologici-prevenzione/

“Un laboratorio senza scienza” è un’espressione efficace. Anni fa chiamai la mammella “il regalo di Dio ai chirurghi”:

https://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/

(Blog Agorà di cloro. Commento al post “La criminale medicalizzazione del corpo delle donne” del 13 nov 2011)

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Questo tenere così tanto a ricevere gratuitamente nutrimento e riparo è il segno di un legame di tipo entomologico con lo Stato; lontano dalla fierezza d’animo necessaria a fare il magistrato.

(Blog de il Fatto. Commento al post “Salvo il weekend gratis per i giudici del Tar: “C’è il corso di formazione” ” del 6 apr 2013)

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E’ vero che il male può corrompere anche la vittima, come hanno osservato Manzoni e Primo Levi. D’altra parte, gli italiani sono bravissimi nell’arte di don Abbondio di trovare nella vittima colpe che giustifichino la loro viltà e complicità. E’ stato fatto anche con Moro.

(Blog de il Fatto. Commento al post di L. Casolari “Psicologia, il maltrattato che diviene maltrattante” del 23 nov 2013)

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Una fuga che cade come il cacio sui maccheroni, per lo Stato/mafia, nel quale i cittadini non hanno un diritto alla sicurezza, ma devono avere paura, e chiedere allo Stato “protezione”. E la protezione si paga con la sottomissione e con i soldi.

(Blog de Il Fatto. Commento al post “Genova, serial killer evade dopo permesso. Il carcere: “Non sapevamo fosse omicida” del 18 dic 2013)

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Ricci ha talento. Ma purtroppo è un talento piegato a interessi perversi. Ricci è brillante, ma un programma come Paperissima è sconcio e squallido. Col pretesto di mostrare la valenza comica inattesa di alcuni sbagli, finisce per spingere a ridere meccanicamente delle disavventure altrui: attraverso un prevedibile catalogo quotidiano, interminabile e noioso, di incidenti. Una ripetizione ossessiva che sembra fatta apposta per eccitare i sentimenti più bassi e più stupidi. Incita alla superficialità, alla schadenfreude, a sfogare le proprie frustrazioni accontentandosi di godere dei fallimenti di chi prova a fare qualcosa. A un atteggiamento negativo che corrode quel patto di solidarietà tra simili che sarebbe interesse di tutti mantenere. Educa ad assumere la forma miserabile e miope di individualismo che il potere vuole animi il cittadino comune, e che danneggia lui stesso non meno che il suo prossimo. La gente sghignazza sul divano, comoda e tronfia come lo erano le tricoteuses; e non pensa che verrà anche il suo turno.

(Blog de Il Fatto. Commento al post diM. Pagani “Antonio Ricci: “La tv uccide. Lerner è un rosicone, Gramellini pieno di sé” del 30 marzo 2014)

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“I suoi alpini ghe manda a dire / che non han scarpe per camminar …”

I motivi che portano a guardare con tristezza i soldi delle tasse che se ne vanno per andare a pagare queste spese sono almeno due. Uno è quello dell’acquisto con soldi pubblici di scarpe fichette per i vigili. L’altro è che se si dovesse assegnare il tipo di scarpe in base al tipo di persona, in base alle capacità, competenze, motivazioni e aspirazioni dell’individuo, probabilmente le Hogan, o un loro clone cinese, risulterebbero effettivamente essere il modello più adatto per tanti vigili urbani (v. “scarpe hogan” in Google – images).

(Blog de Il Fatto. Commento al post di M. Di Fazio “Abruzzo, vigili in servizio con le Hogan. “Non fanno venire vesciche” ” del 28 luglio 2014)

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Per farsi un’idea, ci vorrebbe uno specchietto che riporti quanto sono pagati questi lavoratori: busta paga, benefits, trattamento pensionistico, extra, etc. a seconda del grado e della mansione. Poi bisognerebbe comparare questi dati con ciò che fanno.

 (Blog de Il Fatto. Commento al post “Blocco contratti, sindacati forze dell’ordine: “Pronti a sciopero”. Renzi: “No ricatti” ” del 4 setembre 2014)

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Sembra che le varie categorie di lavoratori tanto più bussano a soldi quanto maggiore è il tasso di raccomandati e imboscati al loro interno.

(Blog de Il Fatto. Commento al post “Sciopero trasporti 30 settembre e 1 ottobre a Milano e Roma”)

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Riguardo all’affermazione: “Mattei muore il 27 ottobre 1962 in un incidente aereo, le cui cause sono tutt’oggi circondate da un fitto mistero.“.

“Will signor Mattei have to go?”. Financial Times, 25 ottobre 1962. 2 giorni prima della morte di Mattei.

“[la carica di esplosivo] fu verosimilmente sistemata dietro il cruscotto dell’aereo, a una distanza di circa 10-15 cm dalla mano sinistra di Mattei”. “La programmazione e l’esecuzione dell’attentato furono complesse e comportarono il coinvolgimento di uomini inseriti nello stesso ente petrolifero e negli organi di sicurezza dello Stato con responsabilità non di secondo piano”. Inchiesta del PM Vincenzo Calia, 2003, 41 anni dopo l’omicidio.

(Blog Appello al popolo. Commento al post di A. Riaca “Il prometeico Enrico Mattei.” del 12 ottobre 2014″)

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“Sulla porta un Gattopardo di pietra danzava, benchè una sassata gli avesse stroncato proprio le gambe” (Lampedusa).

(Blog de Il Fatto. Commento al post “Alex Zanardi diventa un “Iron man”. Thriatlon completato in meno di dieci ore” del 13 ottobre 2014)

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Andrebbe riconosciuto che anche mettere al potere degli scarsi è, come la mafia e il terrorismo pilotati, un modo per controllare un Paese. Abbiamo conosciuto gli omicidi di Stato; ora siamo alla cialtroneria di Stato. (Blog de Il Fatto. Commento al post di T. De marchi “Voli di Stato: Renzi e servizi segreti, perché il premier si sposta con gli aerei delle ‘barbe finte’?” dell’8 novembre 2014)

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“Ai parapetti stanno appoggiati alcuni tiratori scelti. Hanno fucile a cannocchiale, ed esplorano il settore di fronte. Di quando in quando schiocca un colpo. Udiamo un’esclamazione «In pieno!». «Hai visto che salto?». Il sergente Oellrich si volge tutto fiero, e segna il punto. Nell’elenco dei tiri oggi egli sarà in testa con tre centri regolarmente constatati. «Che ne dici?» domanda Kat. Io chino la testa. «Se continua di questo passo, questa sera avrà un nastrino di più» osserva Kropp. «O diventerà presto sergente maggiore» soggiunge Kat. Ci guardiamo in faccia: «Io non lo farei» dico.”
(Remarque. Niente di nuovo sul fronte occidentale)

“Appunto. Spara tu che sei milanese”
(Monicelli. La Grande guerra. Sordi-Jacovacci a Gassman-Busacca che lo insulta come romano fannullone perché non spara a un austriaco ignaro che sta prendendo il caffè).

 (Blog de Il Fatto. Commento al post di F. Pontiggia “American Sniper, storia di un cecchino chiamato ‘diavolo’” del 20 gennaio 2015).

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9 maggio 2015

Blog de Il Fatto

Commento al post di Eretica “La prostituzione è un lavoro come un altro”

La prostituzione è “un lavoro come un altro” nel senso che il liberismo fa pressione per avvicinare il lavoro convenzionale a forme di prostituzione, dove la persona, messe al bando dignità e libertà, mette in vendita sé stessa. Ciò vale per il lavoro operaio e impiegatizio, e per i quadri. E ancora di più per le professioni liberali e il lavoro dirigenziale nelle pubbliche amministrazioni; soprattutto ai piani alti, dove dietro a una facciata algida si praticano le forme di prostituzione più sfrenate. In effetti nel mondo del lavoro attuale non sono le prostitute di marciapiede, che vendono solo il proprio corpo, quelle maggiormente prostituite. Dopo l’omologazione culturale, appare essere in corso un’omologazione morale tra i vari strati della società. Il comunismo livellava verso il basso sul piano economico, il liberismo livella verso il basso sul piano etico.

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12 giugno 2015

Blog di Aldo Giannuli

Commento al post “La scomparsa di Peppino Casarrubea”

Ha risposto alla violenza e all’inganno con le armi della cultura e della ricerca della verità storica. Ci ha dato sia un esempio di risposta civile e fattiva all’oppressione, sia informazioni preziose sulle forze che coartano la nostra storia nazionale.

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24 ottobre 2015

Blog di Aldo Giannuli

Commento al post “Renzi e la sua riforma dell’università.”

E’ interessante la lista dei 24 generi di università che il prof. Giannuli non vuole. Ne avrei un altro: un’università che sta zitta quando il servizio internet del metaOPAC Azalai Italiano chiude (dal 15 luglio scorso).

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3 dicembre 2015

Blog  de Il Fatto

Commento al post “Mafia, doppio inchino davanti a casa del boss durante processione. Interviene il Questore”

@ Korradino63. Lei abita in un posto x dove c’è gente che sta così bene con sé stessa che non dice dove abita ma sente il bisogno di ripetere che rispetto a loro in Sicilia sono storti.

@ Korradino63. A 1km dall’Austria. E a che altezza sul livello del mare? No, perché per dire che questa Italia sia “l’Impero Romano”, e per tutto il suo discorso, deve esserci qualcosa che non va, e gli effetti dell’ipossia da altitudine potrebbero essere una spiegazione. Poi ci sono i deficit di iodio o di niacina tipici delle vallate alpine ..

@ Korradino63. Grazie. Anche la Sua versione ortodossa, sorretta dai questori e c., validata da Giletti, Fede, Fazio etc. ha dei meriti. E’ un balsamo per l’anima recitarla ogni sera. Nel settimo mistero si contemplano i meridionali che fanno l’inchino ai boss e si prega perché il Bene raggiunga anche loro e trionfi …

@ Korradino63. Grazie ancora per la fiducia, ma temo che potrebbe essere destabilizzante per Lei. Cominci gradualmente, con delicatezza, a mettere in dubbio la sua certezza sull’appartenere alla razza dello Ubermensch …

@ Korradino63. C’è del vero. Ricordo 45 anni fa in Toscana fa abitazioni poverissime, quanto quelle comuni nel Meridione, ma linde. Ho apprezzato l’Alto Adige per il suo ordine, il suo rispetto dell’ambiente, la gentilezza degli esercenti. E c’è del marcio: una popolazione di ceppo germanico, data la sua storia, dovrebbe andarci cauta con quest’ansia di tornare a porsi “uber alles”. Le statistiche dicono che nel 2011 il reddito medio pro capite della provincia di Catania era di 7829€, quello della provincia di Bolzano (largamente pompato tramite lo Stato col denaro degli altri sudditi di quello che Lei chiama “Impero romano”) di 15569€, praticamente il doppio. Ci saranno diversità intrinseche (incluse quelle positive che invece sono più spiccate al Sud) ma è più facile essere virtuosi quando il portafogli è gonfio.

@ Korradino63. Se voi altoatesini tornaste sotto l’Austria si riparerebbe a un’ingiustizia storica nei vostri confronti; e si eliminerebbe una delle tante voci che “chiagnono” mentre “fott… “; che praticano la tattica, che si vuole napoletana, di lamentare orribili maltrattamenti per ottenere vantaggi (cfr. es. “Livini E, Melotti J. Voti, favori e privilegi. Alto Adige, il federalismo è d’oro. Repubblica, 11 feb 2011).

@ Korradino63. Speriamo che un giorno le forze della Storia mollino la loro presa sia sulla Sicilia e tutta l’Italia, sia su quello che oggi è Alto Adige; e che ogni popolo possa vivere libero, in pace e nel reciproco rispetto invece di regredire verso i propri difetti.

@ Korradino63. Il territorio è ancora sotto le leggi dello Stato italiano, che prevedono il bilinguismo (e che non andrebbero accettate solo nelle parti che danno privilegi). Le etnie hanno diritto ad essere chiamate come vogliono, sud-tirolesi nel vostro caso. Un poco le circostanze riducono la salienza di certe richieste; es. quando i bar dell’Alpe di Siusi o della Val Badia (caffè 1.30€) non danno lo scontrino peggio di quelli di Pizzo Calabro (caffè 0.80€) o di Polignano a Mare sento la stessa aria mediterranea.

@ Korradino63. Il Fariseo del Vangelo comunque non evadeva le decime.

@ Korradino63. Buon natale.

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15 gennaio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di O. Lupacchini “Andersen, il suo “re nudo” ci ricorda gli imbroglioni dei giorni nostri”

E. Zerubavel, che si è occupato dei meccanismi sociali di “scotomizzazione” di realtà ingombranti, riporta che la fiaba di Andersen è stata preceduta, 5 secoli prima, da una storia spagnola simile, con una variante. I truffatori spiegarono al re che i vestiti non sarebbero apparsi, sarebbero cioè stati invisibli, a chi fosse di nascita illegittima. Quindi chi avesse detto che il re era nudo si sarebbe qualificato come un bastardo. Lo stesso re doveva temere che il non riconoscere i vestiti avrebbe potuto fargli perdere la legittimazione. Ma alla fine c’e’ un uomo che dice “o io sono cieco o tu, re, sei nudo”. (The elephant in the room. Silence and denial in everyday life. Oxford Univ Press, 2006).

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10 febbraio 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di O. Lupacchini “Libertà, giustizia e merito si trovano solo nell’isola di Utopia”

Nicola Fusco. C’è anche chi ha avuto il coraggio di argomentare che questo stato di cose sia quello ottimale, per la prosperità di una società… avrà sicuramente letto “La favola delle api”…

@ Nicola Fusco. “Queste lucide analisi [di Mandeville, su una asserita dannosità delle virtù civiche] confermano il ruolo sovversivo che George Orwell attribuiva alla ‘common decency’. Spiegano anche perché tutti i poteri del secolo hanno dovuto unirsi in una nuova santa alleanza per liquidarla: la Sinistra e gli stalinisti attraverso l’intervento dello Stato, la Destra e i liberali attraverso il mercato, i fascisti per principio.” (Michea JC. L’insegnamento dell’ignoranza. Metauro, 2004).

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14 settempre 2016

Blog de Il Fatto

Commento al post di P. Gomez “Tiziana Cantone: il caso sul web, il suicidio e le nostre negligenze”

Fonti di opinione come Il Fatto potrebbero bilanciare questo inciampo, e rendere omaggio alla memoria di chi ha trovato nella rete una trappola mortale, con una campagna per fare comprendere ai giovani e alle persone più vulnerabili la necessità di cautela nell’usare i social networks. Spiegando come i social siano una sorta di endoscopio che mostra al mondo l’interno della propria sfera privata. E che perciò nonostante si facciano chiamare “social” in realtà possono bypassare l’interazione sociale, coi suoi ammortizzatori, per connettere direttamente psiche con psiche. Anche la psiche del singolo con quella collettiva. Di come siano quindi una tecnologia che può creare una dimensione comunicativa innaturale, e che può divenire un golem, cioè un servitore dotato di forza bruta che si sottrae al controllo del padrone, fino a rivoltarglisi contro.

 

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