Anche il CSM interviene su Alfie

28 aprile 2018

“Anche al Consiglio superiore della magistratura si discute del caso del piccolo Alfie. Alla ripresa del plenum è il consigliere togato di Magistratura Indipendente Claudio Galoppi ad aprire una riflessione. «Non è possibile che nell’Europa dei diritti, si possa assistere a una tale inciviltà, violando il diritto alla vita del piccolo Alfie e, per i genitori, il diritto alla scelta delle cure per il loro figlio». Galoppi ha definito quello alla salute e alla cura un «diritto fondamentale» e ha fatto notare che ora Alfie «è un cittadino italiano la cui vita è in pericolo». Di qui l’auspicio che «si attivino tutti gli strumenti di intervento e, qualora non sia garantita la cura, ci sia eventualmente tutela in sede penale». Un intervento a cui si sono associati i consiglieri Lorenzo Pontecorvo (Magistratura Indipendente) e Aldo Morgigni (Autonomia e Indipendenza).

Quello di Alfie è un caso «emblematico del principio costituzionale di tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività – ha osservato il consigliere laico Renato Balduzzi -. Tutti gli ordinamenti degli Stati costituzionali, non soltanto l’Italia, tendono a ispirarsi a questo principio. Ecco dunque le ragioni del nostro sconcerto rispetto a una pervicace volontà che sembra voler difendere più una fredda ragione giuridica, di cui però ci sfuggono i principi che dovrebbero illuminarla».

La decisione di impedire le cure contro la volontà dei genitori «è davvero incomprensibile» ha affermato il togato di Unicost Francesco Cananzi che in un tweet solleva anche l’interrogativo se «l’esistenza di chi è debole e diverso, la sofferenza sia un tabù. È questa l’Europa che vogliamo, quella della perfezione che ispirò le leggi razziali?».” (‘Anche il CSM interviene su Alfie’, Avvenire, Redazione Internet, 26 aprile 2018; grassetto della redazione).

 

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25 aprile 2018

Blog de Il Fatto

Commento al post “Alfie Evans, il giudice “Sta morendo” e il padre minaccia causa a tre medici per omicidio dopo aver chiesto la grazia” poi cambiato in “Alfie Evans, la Corte d’Appello boccia l’ultimo ricorso: “No al trasferimento in Italia””

Giovanni Falcone usava un’espressione comune nel mondo anglosassone: ‘seguire il denaro’, ‘follow the money’. Qui il sacro – un bambino condannato dalla malattia, il dolore dei genitori – mentre occupa tutta la scena sta andando a favore del profano, un profano ben definito, come lo sono i listini di Borsa sui quali si manifesta: il megabusiness – e la megatruffa – delle malattie rare, che ha interesse a che sia stabilito il principio della medicalizzazione a oltranza dei bambini malati senza speranza. In modo da vendere cure di nulla o dubbia utilità a prezzi astronomici. A danno dei malati di ogni età, e dei contribuenti. Ad essere indagata dovrebbe essere l’area di commistione tra etica professata e business praticato, tra le esibite virtù eroiche e lo zoccolo duro dello strozzinaggio senza pietà sulla malattia; cercando, non necessariamente solo in uno dei due schieramenti che si fronteggiano sui media, i registi e gli attori di questa operazione di propaganda mediatica. Ma chi oserebbe indagare sulle parole del successore di Pietro, o anche solo sullo zelo dei successori di Scelba, Taviani e Cossiga al Viminale.

@ Eric Lauder. Non parlavo del singolo caso, né del giudice che lo tratta. Ma della diffusione tramite il caso di questa idea del trattare bambini contro il loro interesse, che confonde la difesa della vita con le cure a oltranza, e che si direbbe demenziale o delirante, se non trovasse una motivazione nel fare soldi illecitamente. Usare i bambini come puntaspilli per arricchirsi vendendo prodotti presentati come magici senza prove adeguate non sta scritto nel Vangelo, nei principi etici laici, né nei codici giuridici; ed è questo il caso che dovrebbe essere discusso.

@ Seggio. La tecnica del “come fosse antani” per rimuovere gravi responsabilità morali e sociali non fa parte delle cose impressionanti che si possono apprendere dai giuristi.

@ Seggio. No, mi limito a indicare frodi mascherate da misericordia in campo biomedico; un argomento che conosco, studiandolo. Ho io un po’ l’impressione che tu sia di quelli per i quali non si può dire “ho visto Tizio ha sparare a bruciapelo a Caio” se non si è un perito balistico, né “ho visto Caio nell’autobus che estraeva il portafogli dalla tasca di Sempronio” se non si è revisore ufficiale dei conti…

@ Seggio. Se non capisci “come si possano sostenere accuse del genere”, invece di farti forte della censura esercitata in appoggio ai pii interventi scendi dal pero e leggi es. “House orphan drug proposal: a windfall for Pharma, false “cure” for patients”. Public citizen, 2015”. Non è più semplice dire “dobbiamo fare vendere ai nostri compari i farmaci a efficacia inventata per le malattie rare, a prezzi a 5 cifre a paziente; quindi tuoniamo come paglietta di provincia che non medicalizzare a oltranza e a loro danno bambini malati senza speranza è “Sparta o Dachau”; quindi andiamo a fare i cavalieri della tavola rotonda in UK, col jet di Stato, mentre ci va bene che da noi i malati comuni agonizzino in barella nei corridoi; quindi spariamo che lo stabilire limiti di legge che evitino cure futili e dannose sarebbe tirannia sui corpi, quando siamo i primi maestri dell’oppressione tramite il controllo del corpo; quindi ci inventiamo un “diritto” dei genitori, sfruttando la loro disperazione, a decidere regali a privati di denaro pubblico per importi complessivi che analisti – complottardi, es. gli anarchici maoisti della Harvard Business Review (aprile 2017) – calcolano essere in grado di prosciugare l’intero sistema sanitario”.

@ Seggio. La mia “onestà intellettuale” non è sottoposta al tuo giudizio. Ti rispondo però, perché il tuo accostamento con l’immigrazione forzosa non è irrilevante, anzi. Si possono applicare proprio categorie simili, come dici. In entrambi i casi si stravolgono principi buoni ed elevati nel loro corrispondente infero. Corruptio optimi pessima. Io sono contro la liberalizzazione dell’eutanasia, che è coerente, e non contraria, alle cure a oltranza, entrambe favorendo il fare soldi. Come scrissi anni fa, sarei favorevole a che una quota del PIL venisse destinata in aiuti seri in loco ai popoli in difficoltà. L’immigrazione forzosa, gli sradicamenti e la cancellazione delle identità, il mescolare umani come biglie, invece è una violenza che non aiuta i popoli, ma globalmente li danneggia. Proprio come questo caso, si avvale di un’aneddotica che stimola il ragionamento egocentrico, e nega l’approccio razionale al quadro complessivo, per cui contano solo quelli sotto i riflettori, quelli dei barconi. Cristo comincia a Sabratha ? Proprio come questo caso usa, con gli annegati, la morte e il dolore come lubrificante per operazioni immorali.

@ Daniele Barni. Credo che la dissonanza derivi dalla concezione errata sulla medicina. La si sta presentando come la fonte che dà la vita; e allora interrompere le cure appare come ergersi a Dio e tagliare il filo della vita. Invece la medicina clinica è un’attività di sostegno, che solo in una minoranza di casi “salva”. Ma che quando è onesta aiuta comunque, fornendo informazioni utili a fare la cosa giusta; che può anche essere quella di non accanirsi. Noi tendiamo a vederla come magia, mentre comprenderla come tecnica è arduo e psicologicamente insoddisfacente. L’equivoco tra medicina come attività razionale di supporto e medicina come potenza magica che dà la vita è stato sfruttato fino a creare un mercato che si misura in trilioni di dollari; e questo caso accentua lo sfruttamento illecito, in forme che se si riesce a staccarsi dalla cultura nella quale siamo immersi appaiono grottesche e cupe.

@ Eric Lauder. Sì, a commento del casus belli io parlo dei moventi della guerra. “Voi” chi? Io sono contro la liberalizzazione dell’eutanasia, imposta dall’affarismo liberista insieme alle cure irrazionali a oltranza. I preti non sono “meglio”, ma sono affini, e fanno affari insieme, supportando posizioni paganeggianti che vedono la medicina come fonte di vita. Qui inventano colpe inesistenti, ma, come ho osservato anni fa, quando c’era da denunciare come in UK ci si sbarazzava degli anziani col Liverpool Care Pathway sono stati zitti. E’ stata creata abilmente, non è la prima volta, la situazione a ‘occhiale’ del gioco della dama: si spinge a scegliere tra due ideologie pompate, entrambe nocive e entrambe funzionali al potere. Il cercare di discernere, di sganciarsi dalla trappola, viene attaccato dai blogger (e represso anche con altri sistemi, francamente criminali). Lo Stato è già fin troppo al servizio di interessi privati; io non vorrei che si accetti l’uso dei genitori come decisori, cioè come marionette di Big Pharma, per fare prescrivere cure da centinaia di migliaia di euro a botta che vanno a vantaggio degli speculatori e a danno dei bambini e degli altri malati.

 

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