La biocriminologia

5 December 2020

2 dicembre 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccini Covid, Comitato nazionale di Bioetica: “Non escludere obbligatorietà per emergenza, ma indispensabile informazione chiara” “

“Indispensabile informazione chiara”.
 
Informazioni sulla utilità e appropriatezza: Former Pfizer VP: ‘No need for vaccines,’ ‘the pandemic is effectively over’. 23 nov 2020.
 
Informazioni sull’efficacia: Will covid-19 vaccines save lives? Current trials aren’t designed to tell us. 21 ott 2020. P Doshi, BMJ, associate editor.
 
Informazioni sulla sicurezza: stesso editoriale di Doshi, box 1: History shows many examples of serious adverse events from vaccines brought to market in periods of enormous pressure and expectation. …
 
Informazioni su Comitato Nazionale di Bioetica: v. Mattarella, Conte, Speranza, Di Maio, Berlusconi, Salvini, Meloni etc.
 
 
 

La scienza vera, la scienza-procedura, non prevede “consenso”, ma prove. Per “consenso” procede la scienza-istituzione, che non è diversa dalle tante altre consorterie che si disputano un osso. Cresciuta negli anni ’70 per giustificare i lati impresentabili della medicina commerciale, la bioetica sta divenendo strumento di frodi e delitti. Non è affatto “ovvio” che i bioeticisti possano fare come giudici che sentenzino essendo subordinati all’imputato, cui affidano la ricostruzione del fatto. Che possano emettere giudizi astratti su questioni concrete che sono sul tavolo; a volte, come qui, questioni scottanti. Al contrario, uno dei princìpi degli interventi pubblici di una bioetica sana dovrebbe essere di astenersi dal gioco facile e complice del parlare avendo sostituito la realtà con ipotesi di scuola e le brochure di Big Pharma. Ovvero il principio di non pronunciarsi prima di essere certi della solidità delle premesse; dei fatti.

Legga meglio lei la Costituzione: non vi è scritto che si possano emanare leggi o altre disposizioni che ledono la salute e i diritti della cittadinanza. Costituzionalisti e bioeticisti sono usi sbracare nella petizione di principio, dando per scontate le premesse fattuali che vanno dimostrate caso per caso. Adottando i postulati ipocriti della onestà e verità della biomedicina, e trasformando così l’ingrato compito di opporsi al Male in una stanca prestazione mercenaria che lo rafforza.

La “comunità scientifica” e il “consenso” come fonte di scienza non sono parte del metodo scientifico, ma della sua degenerazione. Che uccide pazienti su larga scala: Ending medical reversal, Prasad, Cifu, 2015. L’ho conosciuto da vicino l’ambiente della ricerca. Inclusi quelli come lei, che intervengono petulanti con discorsi penosi e poi fanno gli scocciati quando glielo si mostra, pretendendo, come è proprio di un clero, di essere considerati superiori per appartenenza.

Non mi stupisco quindi di giudizi come quelli di Tomatis sul “discreto numero di ignoranti, profittatori e profanatori della ricerca” (Ribatti: Lorenzo Tomatis. La ricerca medica tra cura e profitto): “seminano zizzania, scavano trabocchetti, distorcono la verità”. O di Jim Watson: ““Nonostante quello che dicono i giornali, e le loro mamme, molti ricercatori sono stupidi”. O di Galilei, che “la comunità scientifica” della quale lei si fregia di far parte la chiamava “La lega del Pippione”. Tipicamente, i ricercatori-massa mentre asserviscono la ricerca all’individualismo egoista del liberismo sono fautori di forme di collettivismo corporativo, essendo incapaci di reggersi intellettualmente da soli sulle proprie gambe (cosa peraltro malvista dal padrone). Occorre piuttosto riconoscere uno sviluppo, uno pseudopodo, della sua “comunità scientifica”: la figura nuova del troll scientifico. Qui in appoggio al prof. d’Avack e compagnia e alle aberrazioni politiche e alle speculazioni di Borsa sui vaccini.

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28 novembre 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Trinchella “Covid, la variante Omicron spaventa il mondo. “Fra 7-10 giorni sapremo se è diabolica, aspettiamo i dati. Colpisce la rapidità con cui starebbe sostituendo Delta””

“Diabolica”. Lo scienziato con alle spalle il carabiniere prospetta una “variante diabolica”. Sul valore biologico delle varianti, la prof. Gupta, di Oxford, che le paragona a un cambio d’abito: CG Mini-lectures: variants. How scared should we be of variants ? Gupta ricorda Walter Tobagi che scrisse dei terroristi “Non sono samurai invincibili”: spiegando che una variante può, a volte, essere lievemente più virulenta, ma è estremamente improbabile una trasformazione in Superman o Batman. Spiega che comunque un vaccino, che funzioni, e, di sicuro, la censurata immunità naturale, proteggono anche dalle varianti. Gupta non predice il ritorno vittorioso di Lucifero sulla Terra, ma l’evoluzione in malattia stagionale non diversamente dagli altri coronavirus, con picchi nella stagione fredda.

Sull’attribuire al demonio ciò che è frutto di umana disonestà, corruzione e cialtroneria, c’è il nostro Manzoni: ”gl’Amplissimi Senatori quali Stelle fisse, e gl’altri Spettabili Magistrati qual’erranti Pianeti spandino la luce per ogni doue, venendo così a formare un nobilissimo Cielo, altra causale trouar non si può del vederlo tramutato in inferno d’atti tenebrosi, malvaggità e sevitie che dagl’huomini temerarij si vanno moltiplicando, se non se arte e fattura diabolica, attesoché l’humana malitia per sé sola bastar non dourebbe a resistere a tanti Heroi, che con occhij d’Argo e braccj di Briareo, si vanno trafficando per li pubblici emolumenti.”.

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3 dicembre 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post “Vaccino ai bambini, la presidente dei pediatri: “Sperimentazione limitata? Negli Usa dosi a più di 3 milioni di under 12, no a controindicazioni””

Un discorso, della capo della corporazione dei pediatri, in contrasto col parere motivato di esperti titolati e le decisioni di autorità mediche di stati avanzati. Un esempio di medicina push, medicina volta a indurre sani – qui minori tramite i genitori – a sottoporsi a trattamenti in realtà non necessari e pericolosi. In sintonia con la ricca panoplia alle spalle di confezioni di farmaci, bene orientate a favore di telecamera.

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Brescia, 29 novembre 2021
Dr. ssa Elisabetta Melotti
Procuratore della Repubblica
Rimini

prot.procura.rimini@giustiziacert.it

La censura del gatto e la volpe su Antimafia e caso Pantani al tempo del Covid

in Per cosa è morto Pantani. Lo sport e il marketing farmaceutico

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2 dicembre 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Bellelli “Un vaccino non è un siero: facciamo chiarezza”

Da bambino, anni ’60, a Siena vedevo nei prati della Sclavo, che produceva vaccini e siero “antivipera”, i cavalli che pascolavano, col rettangolo di pelo rasato nelle zone di estrazione per il siero. (Si diceva che la Sclavo pagasse a ogni primavera giornalisti per articoli sui morsi delle vipere). Questo preparato è molto diverso da tutto il resto, oltre che dai sieri. (Dato il suo meccanismo di azione si potrebbe chiamare “vaccino intracellulare”, perché non si limita a fare da bersaglio ma entra nel citoplasma e lì si mette a dare ordini). Non corrisponde appieno al concetto di vaccino; la cui definizione è stata pertanto adattata, indebolendola. Non frena validamente la trasmissione del virus, come invece fa l’immunità naturale alla quale lo si è sostituito; non fornisce quella parte della risposta immune che in natura termina le epidemie. Ciò spiegherebbe perché con tassi di vaccinazione altissimi, e misure severissime, staremmo entrando nel terzo anno di emergenza epidemica. Paradossalmente quanto a carenza di effetto sulla collettività è più vicino ai sieri. Bisognerebbe guardare alla trave di questa strana fondamentale difettosità. E chiamare i preparati con un nome che non la nasconda. “Vaccini parziali”, analogamente ai “partial mirrors” della fisica. O “vaccini a pizzo”, perché come il pizzo al mafioso ridurrebbero – dietro esazioni periodiche e ravvicinate – guai al singolo ma lasciando altrimenti libero il grassatore di scorrazzare.

@ Renato S. Qui di asinino c’è il calcio della favola di Fedro. 

@ Kenny Craig. Ma nessun altro è così “parziale” da indurre una risposta immune così abnorme che sarebbe una cannonata sulle manifestazioni cliniche e una fetecchia sulla trasmissione del virus, e quindi sulla permanenza di questa inedita epidemia dalla forza stazionaria, che non cala nel tempo… Messi i puntini lessicali sulle i, sarebbe ora di volgere l’attenzione, cercare spiegazioni e discutere su queste anomalie, così strane e selettive da mimare il comportamento umano di chi volesse massimizzare controllo e profitti. 

@ Hetzer2. “Vaccino è un vaccino”. Perbacco che definizione rigorosa. Siete voi che siete rimasti, e lasciate il popolo, al nominalismo magico, l’onomaturgia, dove l’efficacia viene dalla parola. Alla medicina talismano, dal valore simbolico, indipendentemente dal suo contenuto e dagli effetti. 

@ MaschingannaD. Un vaccino “che stimola in maniera attiva il sistema immunitario nel generare una risposta contro un determinato antigene/patogeno” spegne l’epidemia agendo sulla trasmissione. Un siero è fatto per curare, non per spegnere un’epidemia, e non la spegne. Neppure questo vaccino la spegne; basta leggere i titoli dei giornali di oggi 4 dic 2021 che gridano a nuovi lockdown e commentano sulle nuove strette, dopo 20 mesi di emergenza e 98 milioni di inoculi. Ergo non è un vaccino in senso pieno. Per di più non induce una buona memoria immunologica, e va ripetuto di frequente. Come per i sieri. Un vaccino leaky, e con tanti troppi buchi. Non dovreste continuare a menare il can per l’aia facendo la lezioncina sulla differenza radicale di composizione e meccanismo di azione tra siero e vaccino a mrna per coprire l’impresentabile somiglianza di effetti tra loro. Capisco che menare il can per l’aia, nascondere ciò che va svelato, è ciò in cui siete indiscutibilmente competenti. Vi atteggiate a scienziati e tacciate gli altri di incompetenza, ma è un comportamento da venditore di ritrovati prodigiosi alla fiera di paese. 

@ Sobchak. Non so se “ll concetto di vaccino storicamente si è sempre ampliato“. Forse lei si riferisce ai fallimentari “vaccini” per malattie non infettive, a partire da quelli per il cancro, cui ora si vuole dare impulso sull’onda dello straordinario successo di questi prodotti. In questo caso comunque il concetto di vaccino lo si è ristretto, a buco nero. Mentre si pretende di fermare un’epidemia con la vaccinazione, si usano vaccini che non fermano la trasmissione epidemica, l’azione con la quale le epidemie si esauriscono.

Vedo che lei corregge quanto dico ripetendo quanto dico: “E non e’ vero che questo tipo di vaccini “non si limita a fare da bersaglio ma entra nel citoplasma e lì si mette a dare ordini”, perché quello a mRNA non funzionano da bersagli, ma entrano, appunto, nelle cellule e i bersagli li fanno generare.”. Un’altra peculiarità di questi vaccini è che necessitano di booster di troll che rispondano a chi osserva che il re è in mutande che il concetto di veste regale si è storicamente evoluto, che non è vero che è in mutande ma invece è in mutande, etc. Come in chimica, si può titolare il livello di manipolazione con la quantità di trollaggio impiegata per neutralizzare le critiche. Per ora siete in cinque ad applicarvi a rispondermi con “argomenti” di questo livello.

@ Sobchak. Con il suo nuovo carico di scarabocchi senza senso su quanto ho scritto il rapporto tra il numero complessivo di caratteri dei commenti dei cinque lo attaccano e quello del mio commento è di 3363/1470, cioè 2.29 a 1. Se non altro sembra che le mie “sciocchezze” siano “immunogene”. Più del vaccino moscio che difendete con questi mezzi. 

@ Sobchak. Il merito è che lei e c. siete gli odierni successori di quei giornalisti che al tempo del lancio del siero antiofidico dello Sclavo dipingevano le nostre campagne come percorse da cobra e crotali. 

@ Sobchak. Il raffreddore e le ILI stagionali sono “malattie per cui neanche un’infezione precedente risulta protettiva”. Però non sono un flagello di Dio, anche se provocano periodici picchi di morbilità, e di mortalità tra i fragili. Una infezione che 1) non immunizza 2) è altamente contagiosa 3) è letale, dovrebbe sterminare l’intera popolazione mondiale. Ma non se ne ricordano di epidemie con tutte e tre le caratteristiche; appare essere una chimera, un ircocervo. Ottenuto incollando tra loro pezzi incompatibili. Chi sostiene, insieme a una scarica di altre contraddizioni e assurdità, di avere trovato un vaccino che evita l’estinzione della razza umana riducendo ad una malattia affrontabile un armageddon che non trova riscontro nella storia delle epidemie, e lo trova invece nei film apocalittici, sta facendo come quello che catturata una viperetta vuole la medaglia ed essere acclamato dittatore sostenendo di avere eliminato un boa costrittore lungo cento metri. 

@ Sobchak. Non bisogna inventarsi pericoli assurdi, anche taroccando le statistiche, per avere il pretesto di imporre cose assurde.

@ Sobchak. Le manipolazione delle statistiche sono continue e incessanti. Es. “Why do they hide what happens in the first two weeks afeter vaccination” Hart 1 dic 2021. Si attribuisce al covid ciò che non è dovuto, e si nasconde ciò che le” misure” causano. Sì, spero che un giorno venga detto chi e come è morto a causa di grandi criminali aiutati da una torma di “petty criminals” che come è già avvenuto nella storia si sono trovati a servire crimini molto più grandi di loro.

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5 dicembre 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post di E. Battista “L’enorme sfida al cancro dei vaccini a Rna messaggero, l’oncologo: “È probabile che diventino una nuova arma in più””

I vaccini mrna per il covid sono strani vaccini difettivi. Ricordano il pizzo alla mafia: eviterebbero guai a chi si piega a dare il braccio ogni tot mesi, ma non abbattono l’epidemia, lasciando altrimenti il virus malnato libero di scorrazzare. (Le epidemie gravi terminano per riduzione della trasmissione del microorganismo da acquisita risposta immune collettiva; la promessa, rimangiata, era che i vaccini avrebbero ottenuto questo effetto, dopo averli anteposti all’immunità naturale, ripudiata come rozza e barbara). Il fatto che si siano mostrati incapaci di abbattere la trasmissione di entità del tutto estranee come il virus scoraggia dal pensare che siano capaci di fermare le cellule tumorali, che devono il loro funesto successo di crescita dentro l’organismo all’essere sufficientemente simili alle cellule normali, dalle cui linee deviando sono derivate. Ma ciò che conta è l’alone sacro che hanno acquisito, da estendere ai loro omologhi anticancro; che tutto lascia pensare saranno al solito più lucrosi per chi li vende che risolutivi per il malato di cancro. Vedi “D. Epstein, ProPublica Feb 2017. When Evidence Says No, But Doctors Say Yes. Years after research contradicts common practices, patients continue to demand them and doctors continue to deliver. The result is an epidemic of unnecessary and unhelpful treatment.” sulle manipolazioni scientifiche e di marketing per immettere il “vaccino” contro il cancro alla prostata Provenge.

Fabrizio Fabrizi: Eccolo! E’ arrivato il vaccinologo promosso oncologo con la IV media!

@ Fabrizio Fabrizi. Quando uscivo alla chiusura, 11 di notte, dalla Countway, la biblioteca medica di Harvard, a volte davanti al Brigham and Women’s o al Dana-Farber incrociavo dei vigilantes che trattenevano al guinzaglio coppie di rottweiler scattanti. Mi sembravano stonati in un centro medico. Anche i suoi insulti beceri a guardia degli annunci dell’Istituto tumori e del suo direttore scientifico Apolone mi sembrano più in linea con grandi interessi dentati e bramosi che con i valori dichiarati. 

Fabrizio Fabrizi: Invii le sue deduzioni alla BioNTech e accluda il suo IBAN. Per merito suo risparmieranno milioni di dollari in una ricerca senza futuro. Magari per gratitudine potrebbero girargliene un paio di milioni.

@ Fabrizio Fabrizi. La preferivo prima, quando ha argomentato dicendo “vaccinologo promosso oncologo con la IV media”. Ora dissemina il falso, fingendo di ignorare l’effetto Davigo. Piercamillo Davigo, beniamino di questo giornale, spiega come tecnicamente delinquere convenga. Anche in oncologia, dove mentre produrre cure efficaci è difficilissimo, produrne di tarocche e immetterle in commercio è tecnicamente facile, ed è ciò che avviene: VK Prasad. Malignant: how bad policy and bad evidence harm people with cancer. Hopkins Univ Press, 2020. Ma non ci sono dei Davigo e dei Fatto quotidiano a contrastare ciò. Anzi. Perché mai affaristi che sanno bene cosa stanno facendo dovrebbero rinunciare a impapocchiare senza rischio le solite fiale miracolose che daranno profitti stratosferici? Quando di midwit che agognano di recitare la parte del genio filantropo, e di Cetto La Qualunque pronti a sputare contro chi indica la frode, se ne trovano a palate senza neppure cercarli.

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8 dicembre 2021

Blog de il Fatto

Commento al post “Giornata internazionale contro la Corruzione, Libera lancia una campagna per monitorare la trasparenza nelle università italiane”

Il mostro ha tre teste. Libera, come tanti, è specializzata nel descrivere due delle teste del mostro, mafia e corruzione; per nascondere la terza testa, il tradimento. Cioè l’asservimento collaborazionista della classe dirigente, e del clero, ai poteri che tengono l’Italia sottomessa. Fatta salva una quota di sani, che fanno da alibi, l’università è permeata di corruzione quanto un savoiardo nel latte. Si sa. Meno evidente, ma non meno grave, è che allo stesso tempo pratica il tradimento, rivestendo a comando di panni aulici, pseudoscientifici, i nefasti ideologismi dei poteri forti, invece di criticarli, sbugiardarli e conservare il culto della verità disinteressata. Lo sta facendo bassamente sul covid. Libera addita l’ovvio, come il mercato paesano dei concorsi. Uno sconcio mercato delle vacche, absit iniuria sui celebri favoritismi verso le amanti. Ma non parla della Trahison des clercs, alla quale, con Ciotti fedele esecutore di Bergoglio, partecipa, insieme ai pediatri vaticani del Bambin Gesù che gridano contro scienza e Vangelo che “I bambini sono un serbatoio di virus” per farli inoculare. O con Ricciardi, uomo di Bergoglio, accademico pontificio. Ordinario alla Cattolica, premendo per punizioni ricatti e obblighi a oltranza per gli inoculi, ricorda lo spirito antidemocratico e il virulento antisemitismo del fondatore Agostino Gemelli quando i poteri cui fornire prestazioni intellettuali mercenarie erano quelli del fascismo mussoliniano.

 

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