I “capitano Peugeot” nell’Italia sottomessa

27 January 2022

26 gennaio 2022

Blog de Il Fatto

Commento al post “Sileri alla giornalista e ai docenti no vax su La7: “Siete contro il green pass però per farvi vedere in tv lo avete. Vi renderemo la vita difficile””

Sileri spinge il gregge verso l’ago citando dati artefatti* e mostrando il bastone. Le minacce ministeriali non sono una sbruffonata, ma il fare balenare pratiche sommerse già attuate contro che è di ostacolo alla availability cascade covid**.

Si dice che la polizia francese sotto Vichy praticasse un collaborazionismo di facciata, restando patriottica. Ce n’è una testimonianza, peraltro dubbia riguardando Allen Dulles, ne “Il Caso Olivetti”, M. Secrest, Rizzoli, 2020. Il capitano Renault del film Casablanca è il modello di questa asserita dissimulazione onesta. Noi abbiamo poteri dello Stato – a partire da quelli preposti alla legalità – con la maschera opposta, che praticano un collaborazionismo subdolo e sordido dietro alla retorica e alla propaganda degli uomini di legge integerrimi e coraggiosi che difendono il Paese. A sentire loro patriottici, sottobanco servono interessi anti-nazionali.

Non sono l’unico a notare l’affinità dell’ambiguità dei poteri dello Stato nostrani con l’ambiguità di Vichy. “L’Italia mi fa sempre pensare alla Casablanca di un vecchio film, un posto dove tutti sono presenti e tutti fanno affari. Però sempre nel nome dell’interesse nazionale.” (A. Mangia, professore di diritto costituzionale).

*Mamone Capria. Considerazioni sul primo anno di una strana campagna vaccinale.
**Confronting the rise of authoritarianism during the COVID-19 pandemic should be a priority for critical geographers and social scientists.

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v. anche:

La terza testa del mostro

C’è la parola: compradora

L’omertà e la complicità nazionali nelle epurazioni USA

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