Il fuorigioco etico

20 September 2019

14 settembre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Padova, condannati per chemio negata alla figlia: “L’hanno sottratta alle cure che potevano guarirla””

L’etica in fuorigioco

In Scozia il governo disinforma le donne sullo screening mammografico, ignorando le voci di clinici leader che faccia più male che bene (BMJ, Christie, 31 lug 2019). Con la preabilitazione si scarica sui malati di cancro la responsabilità delle cure quando sono sconvolti e impauriti (BMJ, Giles, 14 ago 2019). Le donne andrebbero informate che la terapia ormonale per la menopausa può provocare il cancro della mammella (Mahase, BMJ, 2 set 2019). La chemioprevenzione del cancro della mammella si basa sull’assunto immaginario che sia possibile prevedere il cancro individualmente, e il suo bilancio danni-benefici può essere negativo, incluso il causare cancri (JAMA, Pace, Keating, 3 set 2019). E’ fondata la tesi che la maggior parte dei risultati di ricerca in oncologia siano falsi; i ricercatori non dovrebbero nascondere la metodologia usata (JAMA Oncology, Unger, 5 set 2019).

Sono esempi recenti della disinformazione sul cancro riversata sul pubblico. Che non ha torto a non fidarsi. Ma il caso Bottaro mostra come lo shopping, la “libertà” di “scegliere” – gradita a Big Pharma – sia una falsa soluzione. Se lo Stato e la magistratura facessero in modo che il paziente possa affidarsi ad una medicina onesta, sia stroncando cure pazzoidi come Hamer, sia contrastando le frodi hi-tech, allora una sentenza del genere sarebbe giusta. Così è come dare per valido un gol in fuorigioco, favorendo le frodi di alto bordo, fino a concorrervi forzando il pubblico a soggiacervi.

@ Sbobo. In un oceano di disinformazione tramite i media, lei critica come non scientifico l’articolo critico di un giornalista pubblicato da quegli analfabeti-complottisti del BMJ, la rivista dei medici inglesi. E’ poco serio anche il sostenere che abusi governativi in politica sanitaria non possano essere commentati che dalla “scienza”. Che il bilancio benefici-danni della “prevenzione” per il ca mammella sia molto più basso di quello spacciato al pubblico, e per alcuni negativo, è documentato da articoli scientifici, prese di posizione di società mediche e singoli medici. Nei paesi anglosassoni ora si adotta l’escamotage di coinvolgere il paziente in una “scelta”, prospettandogli i rischi, per salvare prodotti scadenti, iatrogeni e lucrosi. (Ma la medicina ha il compito di fornire nella malattia una guida onesta, utile e umana, non di presentare “scelte gotiche” come tra una minuscola riduzione del rischio di morire di quel cancro, senza riduzione della mortalità globale, e il rischio elevato di essere sovradiagnosticati e divenire da sani malati di terapie oncologiche. Il mostrare, sfruttando sbagli, le sbarre a chi cerca di sottrarsi spinge anche verso la brace della “libera scelta”). In Italia vigono ancora falso grossolano e censura. Non è irrilevante per questa sentenza che il presidente del CSM esterni posizioni simili alle sue, al punto di mandare la figlia Laura a fare da madrina a operazioni di ‘overselling’ (How a charity oversells mammography. BMJ, 2012).

@ Sbobo. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano dei magistrati professionisti di questo suo appoggio all’ortodossia tramite il mendacio (le critiche allo screening mammografico sarebbero “semplici articoli di giornale” che è un danno al pubblico rendere noti; i danni da mettere in bilancio sarebbero solo i cancri provocati dai raggi x) e la teoria che non è lo Stato a dover garantire la veridicità delle indicazioni mediche ma sono i cittadini ad avere “il dovere” di informarsi; ma solo seguendo quello che “la scienza” trasmessa dai media mainstream gli dice; le fonti primarie e le denunce di specialisti e di chi studia il fenomeno non essendo fatti loro. (Contemporaneamente si vuole la”participatory medicine”, che forza scelte tecniche illegittime coinvolgendovi cittadini impreparati). Anzi, in analogia con il suo identificare la scienza con i ricercatori, cosa ne pensa “la giustizia” di interessi di enormi dimensioni che vengono difesi come fa lei. Le sue sono affermazioni grottesche; ma appare in effetti che su diversi temi medici la magistratura applichi i suoi poteri prendendo per oro colato le informazioni tecniche, in realtà propagandistiche, diffuse dietro compenso dai talk show e dalle riviste femminili. Tanto che il potere persuasivo degli interventi giudiziari viene usato a fini di marketing e disinformazione. Non tutto è corrotto, ma nel campo della medicina appare essersi ottenuto un livello di ‘cattura normativa’, dove il crimine si fa legge.

§  §  §

26 settembre 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Amendola “Mascherine e guanti: per l’abbandono previste sanzioni minime. Peccato siano rifiuti pericolosi”

I magistrati ferrovieri

“Nell’era nazista c’era un funzionario delle ferrovie responsabile della programmazione dei convogli per l’Est. Tutto quello che “faceva” era organizzare le partenze dei treni per Varsavia, Lodz, e naturalmente Treblinka, Sobibor, Auschwitz II, etc. La destinazione, egli riteneva, non lo riguardava. Il paragone non è esagerato.”. Tradotto da: E. Loewy. Ethics and Evidence-based medicine: is there a conflict? 2007.

Amendola chiede, non a torto, pene più severe per l’abbandono di guanti e mascherine. Ma non si chiede troppo se gli obblighi da Covid non ledano libertà e salute, e dove conducano.

Giorni fa la PM Moregola, Brescia (sede giudiziaria con tristi precedenti di danni iatrogeni a bambini a favore del business biomedico) ha chiesto il processo per un bambino morto per una complicazione da otite. Non ha torto; ma il suo intervento, correndo sui binari di una curva ROC che massimizza il volume d’affari a danno dei pazienti, portando a un abbassamento delle soglie aumenterà profitti e danni iatrogeni, inclusi cancri al cervello da TAC non necessarie.

I magistrati soddisfano un’etica deontologica e non una utilitaristica? No. Non solo suggestio falsi, ma suppressio veri: chi denuncia i reati del business viene colpito. La storia dell’otite commerciale comprende la persecuzione di ricercatori onesti contrari. Tanto che un editor del JAMA parlò di lysenkismo. I magistrati danno corpo al lynsenkismo pro grandi affari illeciti della biomedicina.

§  §  §

21 aprile 2021

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Pietrobelli “Padova, morì di leucemia per aver rifiutato le cure da minorenne: genitori condannati anche in appello a due anni”

Chesterton scrisse che i ricchi producono aghi giganteschi e cammelli in miniatura. Queste notizie ne sono un esempio. Grazie ai magistrati specializzati nel trovare aghi-ciminiera e cammelli- barboncino si mostra al pubblico un quadro equilibrato, ma in realtà dalle proporzioni reali stravolte : additando un pessimo che fa sembrare al confronto buona, e sacra, la frode dei potenti. Senza il risalto alla ciarlataneria delirante alla Hamer l’oncologia non apparirebbe come la salvezza cui affidarsi a occhi chiusi*. Il santone che ha fatto morire una donna per un melanoma, notizia di ieri, occulta e promuove l’epidemia di false lucrose diagnosi di melanoma, e di conseguenti danni, della medicina ufficiale**.

Le stralunate posizioni di M. Bosè e c. sul “complotto” covid storpiano le evidenze sulle esagerazioni parossistiche e i conseguenti immani danni alla popolazione dell’allarme covid presentate da scienziati di prim’ordine, trattati come scalzacani dagli scalzacani, es. Ioannidis di Stanford o Gupta di Oxford.

La perenne lotta alla mafia di cosca, che ci si guarda dall’eliminare, fa da copertura all’aiuto alla mafia dei grandi affari planetari, nei quali la medicina ha un ruolo preminente e ora, a furia di grossi aghi e piccoli cammelli, arriva ad essere strumento di sopraffazione.

*Prasad VK Malignant. How bad policy and bad evidence harm people with cancer. J Hopkins University Press, 2020.
** The Rapid Rise in Cutaneous Melanoma Diagnoses. NEJM, 7 gen 2021.

@ Sergio Bocchini. La mia posizione sul caso l’ho già espressa su Il Fatto. E’ riportata sul mio sito, titolo “Il fuorigioco etico”. E’ lei che mostra l’insofferenza a qualsiasi posizione che non sia semplice e puerile, buoni/cattivi. La narrazione mediatica, e giudiziaria, diseduca il pubblico facendogli credere che non esistano sfaccettature e complessità (salvo inventarne quando la realtà semplice va manipolata, es. le “varianti” per un virus a RNA, una norma ineliminabile, presentate come metamorfosi da film horror).

Con questo caso mediatico particolare, selezionato per essere difendibile, magistrati, media, pubblico che si arrabbia se la medicina/scienza non è a fumetti, ignorano e rafforzano la grave distorsione generale per la quale, soprattutto in oncologia, quanto fatto al paziente come la cura migliore spesso non è nel suo miglior interesse. Si sacrifica la qualità di vita al profitto, in nome di esilissime e interessate, quando non inventate, risultanze di ricerca. Un tema fondamentale e trascurato, le cui manifestazioni sono tristemente note alle famiglie con morti per cancro. Che nel 2021, mentre si venera l’oncologia, viene definito “ancora ampiamente misterioso” (Quality of life on cancer drugs – still largely a mistery. Medscape, 31 mar 2021. Choices in oncology: factors that influence patients’ treatment preference. Quality of life Research, 1994. 3:175. “You need this drug”, and other things clinicians should stop saying. Lown Institute, 20 set 2020).

@ Sergio Bocchini. I troll a latere sono caratteristici di questo genere di interventi della magistratura.

§  §  §

vedi anche:

L’altra mafia e i bambini: la sentenza di condanna dei Bottaro e il suo contorno mafioso. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella. 18 settembre 2019.

Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico

La santimonia

La necessità di laicità contro l’aggiramento dei limiti e l’inversione dei controlli posti dall’art. 41 della Costituzione

%d bloggers like this: