La truffa delle due grazie

21 July 2019

Ludovico XI re di Francia, trovandosi vecchio e ammalato ma poco disposto a morire, fece ordinare preghiere per la sua salute a tutti i preti. San Francesco di Paola che lo assisteva, Interrogato da lui se i preti avevano eseguito il comando, gli rispose che a tutti gli altari i sacri ministri domandavano a Dio la salute del suo corpo e quella della sua anima. «Male» disse il re «perché quando si vuole una grazia non se ne debbono chiedere due.» (Piero Chiara)

 

14 luglio 2019

Blog de il Fatto

Commento al post di G. Scacciavillani “Donne e tumori, il rapporto speciale tra le pazienti e il senologo futura quota azzurra in un mondo rosa”

Quando si è malati o si teme di esserlo si hanno due problemi: biologico e umano. E’ sbagliato ridurre la malattia a una delle due dimensioni. E’ dannoso anche cedere alla tentazione di riunirle, sotto la direzione del medico, spinti da messaggi come questo articolo. Non credo che l’emotività femminile oscuri la comprensione della differenza biologica tra mammella, ghiandola sudoripara modificata, e polmone; le dinamiche emotive, complesse, vengono sollecitate e sfruttate da un marketing spietato. Es. si gioca sulle incertezze sull’attrattività sessuale. In USA per vendere estrogeni per la menopausa si è ricorsi a slogan come “Quando le donne sopravvivono alle loro ovaie”. Oggi si aggiungono forme più suadenti. Invece di informare sul rischio di essere trattate senza avere un cancro, di subire trattamenti pesanti nell’interesse di chi li vende, si batte sugli aspetti umani per diffondere indicazioni tecniche ingannevoli *. Il problema umano non è meno importante di quello biologico; ma l’unione dei due espone a divenire preda di frodi tecniche. Conviene cercare di curare entrambi, ma tenendoli separati. Altrimenti si diventa vittime del “culto del cancro della mammella” un intruglio pacchiano che “trasforma le donne in polli per le multinazionali” come ha compreso la femminista Ehrenreich, biologa e paziente **.

* How a charity oversells mammography. BMJ, 2012. 345:e5132.
** Welcome to Cancerland. A mammogram leads to a cult of pink kitsch. Harper’s 2001. 303:43.

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26 novembre 2019

Blog de Il Fatto

Commento al post “Alzheimer, scoperta molecola capace di bloccare la malattia. I ricercatori: “Ringiovanisce il cervello””

Si tratterebbe di sbloccare e stimolare la neurogenesi adulta, una nuova discussa entità. E’ già difficilissimo ottenere di comandare adeguatamente le staminali in generale; qui forse è impossibile*: “Neurogenesisis is precisely what we want to induce in cases of brain damage. If it isn’t there to begin with, how might you induce it?” (Alvarez- Builla). I risultati sono stati ottenuti su topi, un modello la cui validità è particolarmente scarsa per la demenza senile**. E non è ancora confermato siano stati ottenuti. Scorrendo la notizia, data ieri anche al TG1, sembra di assistere, dal punto di vista del merito tecnico, a un giocoliere che impila sul naso uno sopra l’altro in equilibrio diversi piccoli oggetti. Appare molto più semplice inquadrare questa promessa di futuri elisir di giovinezza cerebrale nello spin tecnico e nello hype mediatico dell’allestimento in corso da parte di grandi interessi di pacchetti fraudolenti sovradiagnosi-pseudocure per l’Alzheimer. Operazione che devierà verso gli investitori fiumi di denaro pubblico che sarebbero meglio andati all’assistenza alla non autosufficienza degli anziani affetti. Un’operazione solida nel suo genere, godendo, la promessa di “ringiovanire il cervello”, sia del favore del pubblico sia dell’appoggio di istituzioni corrotte e di giornalisti compiacenti.

* Human hippocampal neurogenesis drops sharply in children to undetectable levels in adults. Nature, 2018. 555: 377.
**When mice misled. Science 22 nov 2013.

@ Roberto Casagrande. A dire il vero per ragioni di spazio, e seguendo il consiglio di J. Swift di non perdersi a confutare tutti i punti di bugie che siano troppo estese, ho omesso di riportare altre premesse teoriche infondate, criticate e improbabili che il lavoro celebrato disinvoltamente dà per scontate. Lei ora vi aggiunge un “wish bias”. Ha le sue ragioni, perché la medicina può essere usata in due modi: come pratica magica per dare conforto morale, oppure come tecnologia razionale. L’essere rassicurati sulla malattia, il lasciare una fiammella di speranza, non è meno importante dei rimedi materiali. Ma se si permette che le due funzioni siano unite, che i prodotti magici indossino una maschera “scientifica” – e siano quindi speranze quotate in borsa, con movimenti di denaro che si misurano in miliardi di euro – non si ottiene né la possibile salute del corpo, né la preziosa consolazione dell’anima; né si assicura quella dignità della persona che dovrebbe essere una priorità, soprattutto per gli affetti da condizioni come la demenza senile. La scienza vera ha forti limiti, che andrebbero riconosciuti. Può comunque dare molto; ma al costo di rinunciare a facili sogni.

Vedi anche: 28 novembre 2019. Le frodi cumulative e la sera a Varazze. In: I rituali zozzonici della banda Mattarella

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21 aprile 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di M. Barberis “Giorgio Agamben non demorde e fa ‘una domanda’ sul virus. Io ho una risposta”

Agamben, uno dei pochi chierici che nella rotta restano al loro posto a trasmettere coordinate morali, nota l’opportunismo dei preti. Oggi è Pietro che chiede a Simon Mago di associarsi ai suoi affari; scacciando la scienza vera, anch’essa una bussola preziosa nelle tempeste. Inoltre ai preti fa gioco una disfatta sociale: la gente in una condizione di confusione, bisogno, sottomissione.

Agamben addita anche il silenzio – cortigiano e vile – dei giuristi su questo rimuovere la Costituzione. Come in un cambio di fondale a teatro; con una regia, basata, mostrano dati scientifici, su uno ‘stampede’ irrazionale (es.*).

Denuncia la scissione tra corpo e spirito. Questa però può essere utile. Il re di Francia, morente, manda a dire a Francesco di Paola di pregare per la sua guarigione. Francesco gli fa rispondere che sta pregando per la salvezza del suo corpo e della sua anima. Male, dice il re, perché quando si vuole una grazia non bisogna chiederne due. Rispetto alla malattia noi abbiano due problemi, entrambi importanti; che è bene tenere separati, perché oggi l’illusione è che la medicina ci guarisca anche dalla morte e da ogni altro problema esistenziale. Le riconosciamo così un’onnipotenza che permette le peggiori frodi. Alla medicina, e solo ad essa, vanno chieste solo le cure – oneste, possibili – del corpo malato. La pace esistenziale nel tragitto della vita dobbiamo cercarla altrove.

*Roussel et al. SARS-CoV-2: fear versus data. Int J Antimicrobial Agents.

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Vedi anche:

I rintocchi funebri del marketing medico

 

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