Gli structural equations model per lo studio dei Misteri d’Italia

25 February 2020

22 febbraio 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di G. Chiesa “Tutti gridano al gombloddo!!! Ma quando ce l’avevate sotto gli occhi non l’avete visto”

Uno strumento adatto allo studio e alla dimostrazione dei complotti, e alla loro confutazione, può essere dato dai SEM, “structural equations model”, usati nelle scienze sociali. Pongono esplicitamente dei modelli composti da ‘variabili latenti’, variamente connesse, e ‘variabili osservabili’. Le variabili latenti, plausibili sulla base delle conoscenze empiriche, non sono osservabili direttamente, ma sono misurabili – o valutabili – attraverso le variabili osservabili che determinano. Si distingue tra variabili latenti esogene (es. la NATO) ed endogene (es. il Viminale).

Difficilmente avremo la registrazione di un ambasciatore che dice “ammazzatemi il tale”. Mentre è plausibile, sulla base delle risultanze storiche, la variabile latente di interventi di poteri stranieri per controllare l’Italia. Da valutare attraverso le variabili osservabili che esprime, come l’innaturale mix tra servizi e terroristi e servizi e mafia, la “invincibilità” dei pupazzi rossi e neri e della criminalità mafiosa, le surreali impunità giudiziarie, v. il desolante spettacolo di questi giorni sul depistaggio per Via d’Amelio o il recente libro del giudice Salvini su Piazza Fontana. Esiste un corpus di studi notevole sui misteri d’Italia, che potrebbe essere analizzato – da studiosi onesti – con i SEM o strumenti analoghi; se la selezione avversa della classe intellettuale e dei magistrati, che sta dando i frutti voluti, ancora lo permette.

 

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