La polarizzazione a ferro di cavallo

11 febbraio 2020

9 febbraio 2020

Blog de Il Fatto

Commento al post di A. Tundo “Mafia foggiana, parte il comitato in Antimafia: “Persi 25 anni, adesso bisogna indagare su flussi finanziari e pubblica amministrazione””

Marco Pellegrini, senatore 5S, combatte i mafiosi. Il fratello Raul Pellegrini, avvocato, è il legale degli stessi mafiosi; “Sfido chiunque a trovare qualcosa di non fatto o non detto a causa del suo lavoro” dice Marco. Il problema è un altro: che mafia e antimafia non sono solo poli opposti. Come per la barra di una calamita piegata nell’usuale forma a ferro di cavallo, i due poli opposti hanno effetto nella stessa direzione. Quella di fornire alibi e diversivi per l’appoggio dello Stato al grande malaffare e ai suoi crimini. Il malaffare che rende l’Italia, paese prospero, un paese sfruttato. Come se i duellanti sulla scena – qui due fratelli…- lavorassero a beneficio dello stesso impresario.

La polarizzazione a ferro di cavallo è uno degli strumenti del potere. Un altro esempio è dato dalla guerra tra zeloti pro-vaccini e talebani antivaccinisti. I secondi ignorano il beneficio netto di alcuni vaccini, i primi l’inefficacia e i danni preponderanti di altri vaccini. Ma entrambi portano acqua al business: i “siringatori” con la paura, l’intimidazione, la cultura farmaco-centrica, iatrogene; i no-vax con la dottrina ultraliberista della “libertà di cura”, causa di immensi profitti, e di stragi, da frodi.

Invece di fare gli spettatori e applaudire i cow boy contro i banditi, dovremmo fare i cittadini e indignarci per questo “scoprire” nuovi fronti mafia-antimafia; e chiedere non nuove puntate, ma che la mafia venga eliminata.

@ Alieno Cosmo. Oltre alla leggi, la volontà politica. Dice un proverbio inglese: la prima volta che mi inganni, shame on you; la seconda volta che mi inganni, shame on me. Dovrebbe valere anche per lo Stato: come è possibile che dopo decenni di antimafia a colazione, pranzo e cena ci si accorga oggi di “nuove” mafie, avendo “perso 25 anni”? Shame. E dovrebbe valere anche per i cittadini, che continuano a bersi la favola dei mafiosi dalle capacità criminali sovrannaturali. La presenza della mafia serve al potere, per ottenere consenso e per distrarre dalle attività criminali dei poteri forti, che lo Stato favorisce. L’antimafia ufficiale è parte del politically correct, e ha i suoi dogmi che è eretico mettere in dubbio. A me il filmato della povera vedova Schifani che, poche decine di ore dopo la strage, col prete con la pianeta che le regge il microfono dice di perdonare gli assassini ha provocato un brivido di sfiducia e ribellione, anche superiore a quello della scena da trincea di Capaci; la percezione di una regia malvagia nemica della stabilità e della giusta misura che pilota i buoni sentimenti delle persone comuni, e mantiene con la mafia una strategia della tensione perenne, animata da figure estreme.

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