Voler guarire senza essere malati

30 ottobre 2011

Blog Il Fatto

Commento al post di D. De Felice “In sanità servono controlli sul lato umano” del 30 ott 2011

Le slot machine dovrebbero per legge riportare bene in vista l’aspettativa statistica di vincita; che sarà negativa, ovviamente: “Questa macchina vi farà vincere in media 80 centesimi per euro giocato”. Un indice statistico analogo, e non taroccato, dovrebbe essere consegnato, firmato dal clinico, e registrato per verifiche incrociate sull’esito degli interventi, a chi si sottopone a screening: “Questo screening vi farà guadagnare/perdere mediamente x anni di vita” (o di QALYs). Dati recenti mostrano che l’aspettativa soggettiva del pubblico per lo screening per il cancro del seno è stata gonfiata; e confermano che l’aspettativa reale, statistica, non è escluso sia del genere di quelle delle slot machine:

https://menici60d15.wordpress.com/2011/10/27/la-lotta-ai-contronimi-ideologici-prevenzione/

 https://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/teenage-cancer/

Le sovradiagnosi e gli interventi inutili oncologici sulla mammella sono legali, riveriti, e protetti manu militari, anche dalla magistratura; rientrano in quelle che chiamo “frodi mediche di primo grado”; una frode relativamente meno cruenta di quelle della S. Rita, ma endemica, basata su una forma più sofisticata dello stesso schema, per il quale si antepone alla ricerca del profitto l’utilità delle cure, la veridicità della diagnosi e il “non nocere”:

https://menici60d15.wordpress.com/2009/08/22/la-magistratura-davanti-alle-frodi-mediche-di-primo-e-secondo-grado/

Una frode istituzionalizzata, strutturale, che è come le frodi dei banchieri, come stampare denaro falso con cliché veri:

https://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/

Invece le grossolane frodi della S. Rita sono frodi mediche di secondo grado: sono come banconote false fatte con la fotocopiatrice; come furbizie di bancari o pusher che fanno la cresta; e che vengono puniti per meglio proteggere le frodi di primo grado:

https://menici60d15.wordpress.com/2009/02/26/roba-da-chiodi/

F. Pansera

~~~

Ringrazio il dr De Felice per le sue parole, e per l’opportunità che offre di esporre qualche commento, sperando di giungere così nel confronto a diradare in qualche punto per qualche istante un poco della fitta nebbia sulla medicina.

@precisa. Il discorso riguarda gli screening in generale: es. quello sui tumori della pelle, che ha portato ad un raddoppio delle diagnosi di melanoma in 20 anni con mortalità invariata. Riuscendo così inoltre a farsi dire bravi perché, curando i nevi per melanomi, il melanoma non risulta più quella neoplasia “cattiva” che in realtà è tuttora.

Non è che la gente “lo sopporta”. E’ indotta a credere dalla propaganda che al massimo dovrà sopportare un falso allarme, ed è propensa a sottoporsi a questi riti apotropaici; ma in realtà in una moltitudine di casi verrà classificata e trattata come malata di cancro non essendolo; con tutti i gravi danni che ciò implica; inclusi, oltre ai danni personali, quelli ai conti pubblici. (Se poi è malata veramente, non potrà contare sulla stessa sollecitudine missionaria per la sua salute, ma si troverà sola e alla ventura, soprattutto se non accetta supinamente le cure che sono concepite in funzione di chi le produce e le commercia, e che come tali possono essere anche peggiori del male).

Quindi la denominazione di “truffa” non è eccessiva, tutt’altro; e le si dovrebbe considerare forme particolarmente gravi di frode. Solo, sul piano psicologico si tratta di quelle che l’economista Galbraith ha chiamato “frodi innocenti” nel suo “The economics of innocent fraud”: frodi che sono integrate nell’economia e nel costume, e che tendono a non essere percepite come frodi perfino quando vengono svelate.

~~~

Prima che ai pazienti, bisognerebbe rivolgersi al pubblico generale. Il sottoporsi regolarmente a interventi medici da sani appare rispondere, invece che alla razionalità, a una logica interiore che è il riflesso di moderne angosce esistenziali. Lo si potrebbe chiamare un voler guarire senza essere malati. Andrebbe spiegato e diffuso il concetto che sul piano pratico accettare di frequentare in continuazione l’ospedale, lo studio medico o la farmacia prima di ammalarsi può essere un grave sbaglio. Sia per il rischio iatrogeno; sia perché favorisce un sistema economico-politico di sfruttamento della medicina che poi quando ce ne sarà davvero bisogno non fornirà la migliore assistenza e le migliori terapie possibili, tutt’altro, ma estorcerà ancora maggior denaro.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: