Opere e omissioni

25 ottobre 2010

Blog Uguale per tutti

Commento al post “Il diritto costituzionale alla verità” del 24 ott 2010

 

E’ noto che la verità viene denegata con le omissioni più ancora che con gli atti positivi come una legge che conferisca immunità formale. I politici possono essere favoriti di fatto dai magistrati: ad esempio venendo tenuti fuori da un processo per strage che si trascina da decenni, e che riduce la giustizia a rincorrere i pesci piccoli.

La tv non dice tutto nella full immersion sulla povera Sarah Scazzi. Inventa e straparla su fatti e motivazioni, educando il pubblico a sragionare e a diffondere la calunnia; e tace sulle sue stesse responsabilità, sul suo seminare spazzatura, sull’influenza che possono avere sulle ragazzine di un paesino trasmissioni come Uomini e donne, X factor, Grande Fratello etc, che dipingono la vita come una lotta, frivola e senza quartiere, per il successo mondano.

Non è del tutto vero che nessuno si sogna di fare approvare una legge che dica che i chirurghi non possono essere processati perché non hanno tempo. C’è una tendenza ad assicurare una immunità ai medici in nome di interessi superiori. Il ministro Fazio ha detto che intende fare depenalizzare, per il bene dei cittadini, la colpa medica. In USA, Bush ha voluto ridurre le responsabilità giuridiche delle multinazionali farmaceutiche; lì, dove l’industria della malpractice parassita, in una catena alimentare, quella della medicina fraudolenta, attualmente si chiedono “Health courts” separate per i medici. In Italia, posso testimoniare, si va per vie informali, favorendo chi va protetto e ostacolando chi denuncia. E facendo anche di peggio. Si salvano così la forma e le apparenze, e si ottiene gratitudine: “Dieci anni fa i magistrati erano ferocemente critici nei nostri confronti; mentre oggi li troviamo profondamente consci del fatto che siamo una classe “perseguitata”, spesso per soli motivi economici. E riconosciamo che anche la stessa classe politica, al di là della facile demagogia, cerca oggi di cambiare le leggi per permetterci di lavorare meglio” Rocco Bellantone, segretario della Società italiana di chirurgia, esperto di chirurgia mini-invasiva della tiroide, 2009.

Anche l’immagine dei chirurghi che quando non sono dal giudice salvano vite trascura alcuni elementi. Per esempio, in Italia ogni anno si eseguono circa 40000 interventi alla tiroide. L’indicazione all’intervento, principalmente oncologica, appare gonfiata ad arte rispetto alla reale biologia degli ingrossamenti non neoplastici, delle neoformazioni benigne e delle forme aggressive di cancro della tiroide. La sovradiagnosi a fini di lucro può spiegare come è avvenuto che l’incidenza di diagnosi di cancro della tiroide in USA sia aumentata di 2.4 volte dal 1973 al 2002. Il cancro alla tiroide è tra quelli che autorevoli epidemiologi come Bailar ritengono siano sovratrattati. Un recente lavoro mostra che nei soggetti ai quali è stato diagnosticato un carcinoma papillare, la variante morfologica diagnosticata nell’80% dei casi, confinato alla tiroide, non ci sono differenze di sopravvivenza a lungo termine sia che venga asportata la tiroide sia che i soggetti non siano trattati (Arch Otolaryngol Head Neck 2010;136, 440-44). La differenza è che l’intervento può dare complicanze, e senza tiroide si vive peggio, ma intervenendo aumentano nelle tasche dei chirurghi i motivi per i quali alcuni li invidiano, e per i quali si dicono perseguitati.

Segnalo il mio commento “Lotta alla mafia nell’anno domini 2010: Saviano e Lea Garofalo“ sull’omessa protezione a Lea Garofalo. Ieri sera a “Caternoster” ho visto un cabarettista che, avendo denunciato che c’è la “mafia al Nord”, ha la scorta. Se servisse, rinuncerei alla sorveglianza di polizia, “assegnata”, vedo, per la profonda consapevolezza delle persecuzioni alle quali sono soggette certe classi. Temo che la “mafia al Nord” permetterà alle Istituzioni di nascondere e aiutare ancora di più la “mafia del Nord”; speriamo che il suo lancio non contempli altri omicidi.

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