Archivio per il 'Servizi segreti e frode medica strutturale'Categoria
17 aprile 2012
Segnalato sul sito di Aldo Giannuli
nei commenti al post “Sentenza di Brescia e giustizia in Italia: ne vogliamo parlare?” del 17 apr 2012
Strage impunita? Tranquilli, ci faranno un bel filmone che in un piacevole dopocena appagherà l’anelito democratico dei più; pure meglio di una sentenza. Non state a guardare il capello.
Per quelli che invece pensano che quando succedono queste cose la campana suona per tutti, e sono disposti a considerare altre versioni oltre a quelle che hanno libero corso, una testimonianza sul servilismo di forze di polizia, magistratura, sinistra e gente comune rispetto ai poteri che allora vollero la bomba e che oggi continuano ad essere serviti in altri crimini:
Giustizia per Piazza Loggia
http://menici60d15.wordpress.com/2012/04/17/giustizia-per-piazza-loggia-lequazione-impossibile/
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Se x+2=3x, quanto vale x? Vale 1. E se x+2=x+3, quanto vale x? Non c’è soluzione. E’ un’equazione impossibile. Lo stesso avviene con la giustizia. Un’azione giudiziaria è come un’equazione nella quale l’incognita x sono le responsabilità penali. Come per quegli oggetti potentissimi che sono le equazioni, si tende a credere che la giustizia sia sempre in grado di dare un risultato significativo; tutto sta nel riuscire a ottenerlo. Ma anche nella giustizia ci sono equazioni impossibili, che per loro natura non possono dare risultato; che corrispondono a situazioni nelle quali la responsabilità, l’incognita, sta su entrambi i membri dell’equazione, a sinistra e a destra del segno uguale, e non ci sono termini aggiuntivi che possano permettere di portarla da un lato solo, lasciando la soluzione dall’altro lato.
L’espressione “strage di Stato” è una di quelle che sono meno coraggiose di quanto sembrano. Nasconde il fatto che lo Stato non ha neppure agito in maniera autonoma, per quanto perversa, ma è stato strumento di poteri sovranazionali, interessati a tenere lo Stato e la nazione in una condizione di subalternità, influenzandone la politica interna. Parimenti il corollario, espresso da Sciascia, “lo Stato non può processare sé stesso” sembra un’affermazione forte, mentre è una descrizione affievolita di una realtà nella quale lo Stato non può processare – e neppure nominare – i mandanti che serve, prima di non poter processare sé stesso come esecutore. Dipingere poi la strage come opera di fascisti, che furono solo la bassa manovalanza, contrapposti ai nobili antifascisti, che con gli angloamericani hanno sempre avuto un rapporto a dir poco ambiguo, è un ulteriore passo verso la mistificazione.
Non da commentatore né tanto meno da esperto di terrorismo, ma da parte lesa e testimone, desidero lasciare memoria della mia esperienza. A Brescia, per chi è nel mirino dei poteri forti, sembra quasi di stare in una dependance della vicina base Nato di Ghedi; con comando USA e personale italiano. Gli stessi poteri esteri che vollero la strage del 1974 oggi comandano a bacchetta, e continuano ad essere serviti nei loro disegni, aggiornati ai tempi, ma sempre eversivi, violenti e antidemocratici, dalle istituzioni, con in testa le forze di polizia e la magistratura. Quelle che dovrebbero essere le parti “non deviate” dello Stato invece di tutelare la legalità, la democrazia, i principii costituzionali, collaborano coi “deviati” per soffocare voci sgradite, e nel compito di rappresentare il dissenso democratico su temi inconfessabili come devianza potenzialmente pericolosa, da reprimere. Le pratiche della liquidazione politica di determinati soggetti e della costruzione di una tensione che giustifichi abusi e reati non si avvalgono più di armi che provocano emorragia acuta, ma proseguono mediante forme di violenza subdola. Poteri esteri serviti dai politici, il postcomunista ora filoUSA e filosionista sindaco Corsini non meno dell’attuale sindaco Paroli, berlusconiano, che ha avuto incarichi presso la Nato. Serviti da quelli che della vendita del Paese hanno da secoli fatto un mestiere, i preti. Serviti dalla sinistra migliorista e da quella “radicale” e dai sindacati, forze per le quali ogni anniversario della strage è il giorno della ricrescita della “verginità antifascista”, da investire 365 giorni all’anno per compiacere anche in maniera inqualificabile le forze che nel 1974 si avvalsero dell’esplosivo.
Serviti da una borghesia di arricchiti che non hanno perso il terrore della fame. Fino alla larga platea di gente comune, che approva istintivamente qualsiasi cosa vada verso il ricevere più soldi, fino ai facchini che non sono molto diversi dalle alte cariche nel vendersi vilmente al più forte. Una gerarchia di caporali, coinvolti in ciò che a gran voce chiedono sia perseguito. Chi commette o favorisce reati commissionati dalle forze che fecero mettere le bombe non troverà colpevoli per le bombe; mentre i processi a salve lunghi quarant’anni, le commemorazioni, le montagne di retorica gli serviranno da alibi; sul terrorismo è nata una florida industria della chiacchiera e dello spettacolo.
A Brescia volendo si potrebbe osservare l’operato di apparati “deviati” e gli aiuti e l’impunità di cui godono non a posteriori, ma “in diretta”, secondo l’espressione di Borsellino sulla mafia. Molti di quelli che si dicono vittime, molti di quelli in prima fila ai funerali o sul palco in piazza, sono in realtà legati direttamente o indirettamente agli apparati che un tempo facevano mettere le bombe, da rapporti che arrivano alla complicità. Sul piano morale, come traditori, sono più in basso dei mandanti che sono senza scrupoli nel curare i loro interessi. Le stragi hanno avuto la complicità trasversale della classe dirigente, che le ha sfruttate; ma sono state anche un chiamare il bluff della popolazione, sul suo dirsi nazionalista, se di destra, votata alla libera e serena convivenza se di centro, o erede dei partigiani se di sinistra, davanti alle sirene del benessere che chi con una mano ha sguinzagliato i bombaroli presentava con l’altra. E’ incredibile cosa è disposta a fare la gente per qualche soldo, come si venda la carica di elettore e di cittadino responsabile per un piatto di lenticchie. Questo fattore, la carota accoppiata alla bastonata, non andrebbe omesso. L’equazione era impossibile fin dall’inizio, e oggi lo è forse più di allora.
Non è vero quanto hanno commentato i PM, che “ormai è una vicenda che va affidata alla storia, più che alla giustizia”: c’è una continuità di comportamenti istituzionali, e anche personali, tra quanto avvenne nel 1974 e quanto è avvenuto dopo e avviene oggi. E’ vero che non è cosa per la giustizia, intesa come la nostra magistratura; è vero che è un caso ormai storico; ma è un caso nel quale la storia si fonde con la politica dei nostri giorni; o meglio con la non-politica dei nostri giorni. Questo Stato, coi suoi poteri e con la mentalità fascistoide radicata nelle masse, è mutatis mutandis un analogo, che dura da decenni, del governo di Vichy. Procedimenti giudiziari e sentenze come questi sono anche un modo dei magistrati per farlo presente e ribadirlo per ciò che attiene all’esercizio della giustizia.
Come dissi in occasione dell’assoluzione di 1° grado (*), una condanna di comodo, che avrebbe dato l’impressione di una giustizia lenta e parziale, ma comunque possibile, sarebbe stato peggio. I magistrati hanno rispettato l’equazione impresentabile che modellizza la realtà, quella che comprende anche le loro connivenze e complicità; non hanno forzato soluzioni false. Ad un’analisi politica l’assoluzione può essere anche letta come una condanna: come un’ammissione di correità per una classe dirigente della quale i magistrati sono parte pregiata; e come un gesto di disprezzo per il popolo, i cui umori mediamente sono molto più vicini di quanto non si dica all’operato collaborazionista dei magistrati, che oggi viene additato con sdegno.
Francesco Pansera
* http://menici60d15.wordpress.com/2010/11/23/brescia-non-solo-bombe/
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Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Bolognesi “Piazza della Loggia: non è mistero, ma segreto” del 19 apr 2012
C’è il segreto di chi copre perché non si veda, ma c’è anche l’omertà di chi si copre gli occhi per poter dire che non ha visto; c’è anche l’omertà e la connivenza delle istituzioni “pulite”, dei quadri intermedi e delle persone comuni, non diversamente dalla mafia al Sud, nel dare appoggio ai poteri che vollero la bomba e oggi spadroneggiano. Le responsabilità non sono state solo in alto, e focali; ma sono state e sono diffuse, distribuite e trasversali, se non universali, comprendendo anche settori insospettabili, e il popolo:
http://menici60d15.wordpress.c…
Giustizia per Piazza Loggia
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@Rama. Io di ricordi così ne ho a dozzine, e non sempre erano gente che si diceva di destra; la mentalità fascistoide, come osservò Gobetti, è nella biografia della nazione. Ricordo, a un incrocio davanti a un’edicola di giornali dove un tempo c’era un tabellone de l’Unità, e dove spesso incrociavo la polizia, una persona parlare della strage subita come di un titolo di merito; un salvacondotto per fare quello che conveniva al suo gruppo. Anche la contabilità dei morti e dei danni causati dal sistema di potere del quale le stragi sono stato un drammatico episodio è diversa e maggiore di quella delle versioni ufficiali; né è chiusa, come si sostiene. Rimane coperta grazie al luridume fascista e al fetido gioco degli ipocriti, che ci ha portato alla condizione attuale.
Pubblicato in: "Regole", Abolizione dell'opposizione reale, Agnotologia, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Basi militari USA in Italia, Borghesia compradora, Brescia, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Cooptazione dei familiari delle vittime, Depistaggi "la guerra è guerra", Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Disordine pilotato, Dittatura a stampo, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Effetti a cascata dell'eversione, Estetizzazione dei problemi politici o etici, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Guerra fredda come alibi, Guerra fredda e deuteragonismo, Il Negativo e il Proibito, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Magistratofilia, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Magistratura ghibellina, Male e mediocrità, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Non-complementarietà, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Perdono per i prepotenti, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Relativismo epistemico, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Rinconciliazione e prosecuzione dell'eversione, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Selezione avversa classe dirigente, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Soccorso al vincitore, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Terrorismo come deuteragonismo, Violenza impunita, Violenza politica tramite la polizia, Violenza senza soggetto | Commenti disabilitati
12 aprile 2012

“Non basta dire che, essendo il cancro maligno, occorre chiamare cancro ogni altra formazione maligna: sarebbe questo un circolo vizioso [...] Si deve determinare [...] l’istologia e la fisiologia dei tumori. […] Purtroppo tutto ciò non è facile”
R. Virchow, 1858
“Il test [del PSA per il cancro alla prostata] vale poco più che fare testa o croce”
R. J. Ablin, co-scopritore del PSA. In: The great prostate mistake. New York times, 10 mar 2010
Il cancro purtroppo esiste, e fa paura. Ma nella nostra società sulla paura del cancro si innesta indisturbato un fenomeno di sciacallaggio. Così come le famiglie dei rapiti sono esposte a richieste di riscatto da parte di falsi rapitori, che vogliono sfruttare il loro stato di debolezza, chi ha il cancro, o teme di poterlo contrarre, deve fronteggiare non uno ma due pericoli: quello della malattia biologica e quello dei suoi simili disposti a sfruttare il suo stato di paura e di ricerca di aiuto. Uno sciacallaggio che può prendere un’ampia varietà di forme, ed è istituzionalizzato, come mostra il caso delle sovradiagnosi di cancro. Ciò vale anche per altre malattie, che l’attuale medicina tende a sfruttare economicamente prima che a curare.
Questo è il primo di una serie di articoli che riportano e commentano, integrandoli con aggiunte personali, i capitoli del libro “Sovradiagnosticati. Fare ammalare le persone nel perseguire la salute” di Welch, Schwartz e Woloshin [1]. La sovradiagnosi è diagnosticare una condizione morbosa attribuendole una gravità che non ha. La condizione falsamente rappresentata come molto più grave o potenzialmente più grave di quanto non sia realmente è in genere, anche se non sempre, reale: la sovradiagnosi è un’esagerazione interpretativa truffaldina; che come si può immaginare è a scopo di lucro. Si traduce in un danno per il paziente provocando ansie e paure, perdite economiche e cure inutili e spesso dannose, fino a configurare forme di lesioni gravissime e di omicidio. Può riguardare moltissime malattie, anche conclamate, ma assume aspetti epidemici nelle diagnosi precoci su soggetti asintomatici o con sintomi lievi o vaghi, eseguite per iniziativa individuale oppure nei programmi pianificati di screening di massa, in particolare di quelli per i tumori; dove vengono diagnosticate malattie, anche molto gravi, non in seguito alla richiesta della singola persona già sofferente per una causa organica da definire, ma su soggetti sani.
Al lettore verrà alla mente il caso della casa di cura S. Rita. Ma lì le diagnosi erano falsificate grossolanamente, per una impostura personale di alcuni medici che, se non sono gli unici a praticare questo genere di medicina, non sono però rappresentativi della categoria. Il problema delle sovradiagnosi è legato al loro essere strutturali, cioè incorporate nella dottrina, e applicate legalmente e con tutti gli onori come routine nella prassi quotidiana, tramite sofisticate manipolazioni e una massiccia propaganda. L’operato di Brega Massone, Pansera Marco e gli altri sta alle sovradiagnosi di massa come un pusher che fa la cresta sulla merce tagliandola eccessivamente sta al traffico internazionale di droga [2]. Come dirò, le forze di polizia e la magistratura non combattono ma favoriscono illeciti come le sovradiagnosi strutturali, che non sono gli illeciti di balordi indisciplinati, ma espressione mainstream della medicina delle multinazionali e dei banchieri.
Il tema in Italia finora fa parte del proibito, di ciò di cui non si deve parlare al grande pubblico [3]. I programmi di screening, spesso appoggiati dallo Stato, in Italia e in altri paesi europei nascondono agli utenti quello che è il loro principale effetto avverso, la sovradiagnosi e il conseguente sovratrattamento. In USA, dove del resto il problema è ancora più grave, invece se ne parla. Su media che fanno opinione come il New York times e Newsweek sono comparsi diversi articoli “eye-opener”. Si sta considerando di avvisare anche formalmente gli utenti, introducendo quella liberatoria chiamata “consenso informato” anche per gli screening, scaricando così sull’utente la responsabilità, ma comunque inducendo almeno i più accorti a considerare di non sottoporsi ad alcuni esami. In USA il tema è stato fatto emergere per vari motivi, il principale dei quali è che in corso una manovra di frenata della spesa sanitaria. Lì, dove il sistema è disegnato per fare aumentare i costi, la spesa sanitaria sta divenendo un problema, e un po’ di marketing negativo mediante qualche spiffero di verità sulle sovradiagnosi, che sono un formidabile moltiplicatore, capace di incrementare capitoli di spesa per decine e centinaia di volte, può aiutare a rallentarne la crescita; senza certo fermare un volano che ha l’inerzia dei convincimenti di tipo religioso sulla medicina, e quella di alcuni trillions di dollari di PIL all’anno (un trillion sono mille miliardi). La spesa sanitaria USA ha raggiunto il 17.3% del PIL nel 2009 e si prevede che sarà del 19.3% nel 2019; se l’esuberanza del suo tasso di crescita, che è oggi intorno al 5% annuo, non verrà placata, la spesa secondo alcuni osservatori raggiungerebbe il 25% nel 2025.
Questo può spiegare perché il Chief medical officer dell’American cancer society, la principale fomentatrice della iatrogenesi in oncologia mediante quelle sovradiagnosi che calpestano il “primum non nocere”, abbia pubblicato un libro gesuiticamente intitolato “How we do harm” “Come nuociamo” [4]. L’autore, Brawley, che mette in epigrafe una poesia di s. Ignazio di Loyola, e nel dilungarsi sulla sua ammirazione per i gesuiti raccontata come a scuola i gesuiti gli abbiano insegnato a chiamare “shit” la shit, fa vedere un pochino dello sterco dell’oncologia, stando attento a non mostrarne troppo; e fa anche, tra tanta retorica, qualche critica tecnica di notevole peso. Appare piuttosto che i gesuiti gli abbiano insegnato a camminare sul filo, per mettersi alla testa della denuncia delle gravi colpe dello stesso sistema che lo annovera tra gli appartenenti all’alto clero. Forse le confessioni involontarie, prima di quelle dei peccati ammessi come a imitazione di sant’Agostino, sono i passi più interessanti del libro. In Italia, che è spesso indietro di 5-15 anni, il clero e i cattolici sono all’avanguardia nella produzione di quel lucroso materiale imbrattato di sangue sul quale oggi in USA si piangono lacrime di coccodrillo, pie o laiche.
Anche se forse questa, in USA ma per ora non da noi, è proprio la volontà di chi comanda, è utile diffondere il concetto di sovradiagnosi, che è tra i fattori maggiori di degenerazione della medicina. Il concetto è necessario sul piano politico: la vicinanza sul piano tecnico col modello USA di medicina, già stretta, sta aumentando, e vi è da noi chi auspica che si vada verso il modello USA di espansione della spesa sanitaria anche sul piano delle scelte politico-economiche [5]. La sovradiagnosi è uno dei modi principali di ottenere questo obiettivo. Purtroppo, anche se non dovrebbe mai, mai, essere così, perché ci si dovrebbe poter fidare della medicina, è necessario sapere del problema anche a livello personale, per meglio tutelare la salute della propria famiglia dai trabocchetti della medicina.
L’argomento oltre che vasto è intricato, derivando dalla commistione di due complessità tra loro eterogenee: la sovradiagnosi istituzionalizzata è il risultato di un impasto di alta tecnologia e pulsioni psicologhe primitive, opportunamente stimolate. Una mistura infernale di scienza sofisticata, ma distorta e manipolata in modo da combinarsi con alta affinità con un oscurantismo sostenuto dalla propaganda, che eccita gli eterni sentimenti e paure primordiali sulla salute. Il libro di Welch et al. consente un approccio relativamente semplificato al tema. L’autore principale, ricercatore al Dartmouth college, ha competenze sia cliniche che epidemiologiche, e ha fatto “a hell of a job” nel contestualizzare la sovradiagnosi nella realtà clinica e nel definirla in termini quantitativi sul piano epidemiologico. Glissa, e a volte è omissivo, sulle conseguenze iatrogene e sulla manipolazione ad hoc della dottrina fisiopatologica; pur descrivendo il movente economico, tende a scusare per quanto può le responsabilità morali dei medici, attribuendole in parte a fiducia in buona fede in ciò che prescrivono (nonostante studi abbiano mostrato che quando si indebolisce il “profit motive”, come la copertura di Medicare, calano come per incanto anche le prescrizioni inappropriate e nocive, emesse in scienza e coscienza, come quelle per il cancro alla prostata [4]). Del resto, considerate oggettivamente, le responsabilità sarebbero al livello di crimini contro l’umanità, e coinvolgerebbero una quantità di intoccabili del mondo economico e politico. Welch è comunque un autore che resta nell’ortodossia ufficiale, affiliato a un’istituzione il cui presidente di recente è stato messo a capo della Banca mondiale. Forse vuole anche evitare di essere sbranato dai colleghi, e di essere censurato dai poteri medici superiori, mostrando loro che anzi si è limitato. Ma in ogni caso il libro, che si sforza, riuscendoci, di rendere chiaro un soggetto un po’ complicato e soprattutto contrario al senso comune, ci offre la possibilità di comprendere un tema fondamentale, proibito in Italia.
Comincio dal considerare il capitolo su quello che è considerato come il caso più netto e chiaro di sovradiagnosi: lo screening per il cancro alla prostata.
La bolla del cancro della prostata
- Lo psichiatra: perché agita le braccia?
- Il paziente: per tenere lontano gli elefanti.
- Lo psichiatra: ma non ci sono elefanti qui.
- Il paziente: appunto, funziona.
Incredibilmente, in sei anni, dal 1986 al 1992, in concomitanza con l’introduzione dello screening per il cancro della prostata con il PSA, il tasso di diagnosi di cancro della prostata in USA è quasi raddoppiato. Il picco è stato preceduto da un aumento, cominciato nel 1975, legato all’esame istologico dei frammenti di prostata da resezione endouretrale per ipeplasia prostatica; ad esso è seguito un certo calo, ma con un tasso sempre superiore del 50% a quello pre-1975.
Il problema del presagire un male futuro per poi affermare di averlo evitato con un proprio intervento, dalle misure contro gli elefanti del paziente della barzelletta alle predizioni di cancro e relative cure alle predizioni e i relativi sortilegi delle fattucchiere, è che genera controfattuali: se non avviene niente l’oncologo o la maga possono dire che la loro azione ha salvato il cliente. Questo sul piano individuale; la singola persona diagnosticata come affetta da tumore difficilmente metterà in dubbio una simile diagnosi; e se anche lo facesse non saprà riconoscere, se non dispone di competenze specialistiche – che in alcuni casi non sono comunque sufficienti a dare una risposta certa – se aveva davvero un cancro. La sovradiagnosi si rivela sul piano epidemiologico, dove, scrive Welch, se il tasso di diagnosi positive per un tipo di cancro nella popolazione aumenta, e se si tratta davvero di cancro, aumenterà con una buona correlazione anche il tasso di mortalità per quel cancro (fig. 1). Invece la mortalità per il cancro alla prostata è rimasta sostanzialmente stabile, con qualche riduzione attribuibile al miglioramento delle terapie; o anche, paradossalmente, agli effetti iatrogeni delle terapie, che fanno morire il paziente per altre cause, cardiovascolari, prima di quando il cancro della prostata, ammesso che ci fosse, lo avrebbe ucciso [4]; mentre l’incidenza di diagnosi è passata da meno di 100 per centomila nel 1975 a circa 150 per centomila nel 2005, con un picco di oltre 225 per centomila nei primi anni Novanta (fig. 2).

Fig. 1 Evidenza epidemiologica di sovradiagnosi secondo Welch.

Fig. 2. USA 1975-2005. L’area scura è data dai cancri della prostata sovradiagnosticati. Welch, cit.
Un fautore dello screening, o anche per il suo campo Wanna Marchi, potrebbero rispondere che se non si vede nulla è perché il danno sarebbe stato maggiore, se non fosse stato sventato appena in tempo, proprio grazie al loro intervento. Ma questa spiegazione “forza la credibilità” commenta Welch. Invece che un fattore – la sovradiagnosi – ne richiede due: autentico incremento nel cancro e miglioramento nelle cure. Inoltre richiede un’ipotesi “eroica”: che l’autentico aumento del carico di cancro, l’introduzione dello screening e il miglioramento delle cure siano avvenuti tutti e tre in perfetta sincronicità. Questa ipotesi tripla è altamente implausibile, mentre come dirò ci sono altri elementi che non lasciano dubbi che si sia trattato di sovradiagnosi.
Se lo screening fosse solo una diagnosi precoce di cancro autentico, il numero totale di individui diagnosticati sarebbe costante, limitandosi ad accumularsi nei primi anni dell’introduzione dello screening. Con lo screening c’è stato invece un incremento nel numero totale dei cancri della prostata, o meglio delle etichette con questa diagnosi, che Welch stima in un extra di due milioni di persone in USA tra il 1975 e il 2005. I tassi di incidenza sono rimasti elevati. Hanno ammesso che vi è stato un enorme problema di sovradiagnosi le stesse istituzioni Usa preposte. Nel 2008, sulla base di studi clinici, la US Preventive Services Task Force ha raccomandato contro lo screening sui sani per il cancro della prostata, ammettendo che il test sul quale si basa, il dosaggio del PSA, risulta in una riduzione della mortalità piccola o nulla ed è associato a danni; l’American cancer society ha ammesso a posteriori che “la ricerca non ha ancora provato che i potenziali benefici dello screening superano i danni del test e del trattamento” invitando a limitare lo screening ai soli pazienti sintomatici e con più di 10 anni di aspettativa di vita.
In Italia, già nel 1996 un documento di consenso sugli screening del CNR e della AIRC affermava che allo stato non era “lecito né etico realizzare lo screening” per il cancro della prostata. Ma al 2011, quando la non eticità e la non liceità sono risultate ancora più chiare, il nostro ministero della salute propone un test annuale del PSA dopo i 50 anni. Da noi il test ematico di screening a volte viene inserito di routine nei comuni esami del sangue, senza chiedere il consenso del paziente, e non informandolo preventivamente dei pesanti rischi del test. Sulle “problematiche” etiche, deontologiche, giuridiche e politiche di queste politiche e prassi, i nostri tanti bioeticisti, così facondi sui media, muti come pesci sono. I dati ISTAT riportano un quasi raddoppio dell’incidenza delle diagnosi di cancro della prostata tra il 1998 e il 2002. La situazione italiana [6] è un’importazione di quella USA. Ma noi non ce ne preoccupiamo, concentrati a osservare e commentare le vicissitudini mondane delle ghiandole sessuali di Berlusconi anziché pensare a salvare le nostre [7].
Una diagnosi di cancro su una persona sana non è uno scherzo. Provoca danni gravi, e lesioni che possono arrivare a essere mortali. L’efficacia delle terapie precoci, che viene data per scontata nella mistica degli screening, dovrebbe invece essere la prima questione scientifica da accertare in questo campo, nota Brawley. Welch concede che alcuni tra i pazienti possano avere beneficiato dello screening per il cancro della prostata, anche se su questo non ci sono dati certi, e le istituzioni accreditate ammettono che i benefici potrebbero essere nulli anche per una fortunata minoranza di pazienti; ma calcola che per ogni paziente che ne ha beneficiato, non si sa in che misura, da trenta a cento sicuramente hanno sofferto le conseguenze di una falsa diagnosi di cancro della prostata: le conseguenze psicologiche e sociali della diagnosi, e le pesanti conseguenze fisiche delle cure. Uno studio di coorte ha mostrato che dopo una diagnosi di cancro della prostata i rischi relativi di suicidio e di attacco cardiaco mortale nel primo anno dopo la diagnosi raddoppiano, con un picco di rispettivamente 8 e 11 volte nella prima settimana dopo la diagnosi. Un giornalista del New York times, scrivendo della sua esperienza personale, ha commentato “ è più difficile scrivere del peso della depressione che del cancro della prostata in sé e delle indegnità fisiche che ne conseguono”.
La biopsia prostatica è dolorosa e comporta un certo rischio di sanguinamento e infezioni gravi. Le terapie in Italia tendono ad essere meno “aggressive” che in USA, ma non troppo. La sovradiagnosi ha portato nella maggior parte dei casi all’asportazione chirurgica della prostata e alla radioterapia. Dalla terapia derivano molto spesso impotenza, incontinenza urinaria, altri penosi disturbi alla defecazione. Se le cose si mettono male, la terapia può causare ulteriori complicanze, come la creazione di fistole tra il retto e la vescica, che porteranno a una colostomia e a una ureterostomia, così che le feci e le urine verranno emesse in sacche mediante tragitti che passano la parete addominale. A ciò si può aggiungere il sovratrattamento: venire curati con terapie più pesanti, pensate per il cancro avanzato [4]; blocco della produzione di ormoni maschili mediante farmaci, se non mediante asportazione chirurgica dei testicoli, con complicanze come fratture ossee, attacchi cardiaci, ictus. I milioni di false diagnosi, in USA e negli altri paesi occidentali, inclusa l’Italia, hanno avuto conseguenze inimmaginabili.
Le sovradiagnosi generano un forte spreco di risorse che poi mancano per interventi più utili ai malati. Distorcono la pratica medica e il mercato; in USA gli screening per il cancro della prostata vengono utilizzati per attrarre pazienti per ammortizzare il costo della chirurgia robotica per il cancro della prostata, che ha macchinari – chiamati “da Vinci” – e spese dell’ordine dei milioni di dollari per singolo centro con vantaggi non più che modesti rispetto alla chirurgia tradizionale. Una conseguenza avversa di questi screening, che viene trascurata, è il loro tendere a soffocare la ricerca di cure migliori. Se il cancro diviene un gigantesco affare diagnosticandolo falsamente con indagini di massa, riuscire a controllarlo nelle sue forme autentiche, che riguardano popolazioni molto più piccole, ridurrebbe i profitti rendendo obsoleti gli screening. Il saggio aforisma “meglio un’oncia di prevenzione che una libbra di cure” è stato stravolto nella fraudocrazia nella quale viviamo; si è visto che non ottenendo una buona oncia di cure si può guadagnare su diverse libbre di falsa prevenzione.
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La prostata è una ghiandola normalmente delle dimensioni di una testa d’aglio, posta alla base della vescica, dove circonda il primo tratto dell’uretra. Contribuisce alla produzione dello sperma. Non è indispensabile alla sopravvivenza. Il cancro della prostata è la seconda causa di morte per cancro tra i maschi in USA, e la terza in Italia. E’ divenuto la neoplasia più frequentemente diagnosticata negli uomini. Il tasso di frequenza è basso fino all’età di 50 anni, per poi crescere fino a raggiungere livelli molto elevati sopra i 75 anni. Metà delle morti avvengono a un’età superiore agli ottanta anni; l’età mediana di morte per questo cancro è attualmente superire all’aspettativa di vita alla nascita. Quindi, il cancro della prostata è annoverato tra i quattro cancri “big killer”, ma causa la morte principalmente in soggetti con bassa aspettativa di vita. La sottopopolazione più esposta alla malattia, quella degli anziani, è anche quella nella quale misure preventive di massa anche se efficaci porterebbero ai minori vantaggi in termini di aspettativa di vita.
Il cancro autentico della prostata si sviluppa più spesso dalle cellule epiteliali dell’organo. Nelle forme aggressive può infiltrare gli organi vicini, la vescica e il retto, e dare metastasi, anche metastasi localizzate alle ossa, particolarmente dolorose. Si considera in genere, come fa anche Welch, che vi siano forme neoplastiche poco aggressive, molto più frequenti, che crescono così lentamente che restano asintomatiche e la persona muore per altre cause. Le sovradiagnosi deriverebbero dal reperire e trattare questi cancri a bassa aggressività. Questa rappresentazione può essere in parte vera, ma è incompleta e fuorviante.
L’assist e il bomber. O l’ubriaco e il paranoico
Vediamo ora i meccanismi che hanno permesso le sovradiagnosi di cancro della prostata; sono molto diversi dalle rozze invenzioni dei chirurghi della S. Rita. Le sovradiagnosi istituzionalizzate di cancro della prostata si basano su un meccanismo a due stadi: c’è un assist, il test del PSA, che passa la palla al bomber, la diagnosi bioptica, che va a segnare. Cominciamo dal bomber. Le sovradiagnosi predittive puntano a fare numero: a diagnosticare come malati il maggior numero possibile di soggetti. Lo fanno, per gli screening oncologici, sfruttando alcune variazioni biologiche comuni, molto più comuni del cancro autentico, che si sviluppano con frequenza elevata in alcuni organi e possono essere fatte passare per cancro. La prostata è tra gli organi che offrono questa opportunità commerciale. Con l’età tende a ingrossarsi, dando luogo a ostruzioni dell’uretra e quindi a difficoltà della minzione. Si tratta dell’iperplasia prosaica benigna, una condizione così comune che c’è chi, a ragione, sostiene che vada considerata come una manifestazione normale, anche se indesiderabile, dell’invecchiamento piuttosto che come una malattia. Oltre, e spesso insieme, a questa iperplasia, si verificano con l’età nell’organo una varietà di modificazioni microscopiche, che al microscopio assomigliano a quelle del cancro conclamato; e pertanto, seguendo e portando al parossismo un antico e anacronistico accademismo, che è una forma della comune fallacia dell’affermazione del conseguente, le si chiama cancro; essenzialmente sulla base del loro aspetto.
Da “se A (cancro autentico) allora B (quadro istologico x)”, si inferisce erroneamente “Se B allora A”, che può essere vero ma non è necessariamente vero. Inferire A da B è possibile, soprattutto su lesioni che hanno dato manifestazioni macroscopiche di sé, ed è estremamente utile quando ciò è possibile; ma non sempre ciò è possibile, soprattutto quando si cerca di farlo su modificazioni minime, precocissime e silenti. In soggetti con cancro conclamato della prostata il tessuto neoplastico avrà al microscopio una certa apparenza x; se ne deduce abusivamente, o sulla base di studi di validazione insufficienti, quando non compiacenti, che se si trovano focolai microscopici di aspetto x, o anche solo riconducibile a x, allora il paziente ha il cancro.
Non era questo che voleva fare Virchow, uno dei fondatori della moderna diagnostica istologica dei tumori, che studiava l’anatomia microscopica dei tumori nelle autopsie di pazienti morti per cancro. Virchow, grande scienziato, e politico progressista che diede un notevole impulso alla difesa della salute pubblica, a quanto scrive (v. epigrafe) sembra avesse intuito il pericolo insito nel nuovo paradigma che andava creando. Sembrerebbe che riguardo a questo concetto preliminare forse aveva maggiore sensibilità lui, che esplorava coi mezzi di allora territori ancora vergini, che i suoi successori di 150 anni dopo, che con tutte le conoscenze accumulate e la tecnologia avanzata, e i danni ai pazienti che sono derivati su larga scala dalla fallacia, non mostrano questa consapevolezza; se non in negativo, per impedire che questo nodo, alla base della loro professione, venga esplicitamente affrontato e risolto. Virchow non poteva immaginare che il paralogismo avrebbe attecchito e si sarebbe ingigantito fino a divenire parte dell’ossatura economica del mondo civile.
Queste modificazioni che sembrano cancro non si comportano come cancro, e nella stragrande maggioranza dei soggetti sono irrilevanti, venendo portate fino alla morte, come una tra la moltitudine di parti che compongono il nostro corpo e delle quali non sappiamo l’esistenza. A meno che non le si vada a cercare e le si proclami “cancro”. La loro frequenza è comparabile a quella della iperplasia prostatica; anzi appare essere anche maggiore di quella dell’iperplasia prostatica nelle classi più giovani: studi su autopsie di soggetti morti per altre cause hanno mostrato che la frequenza cresce con l’età, passando da un 30% tra i 30 e 40 anni fino a superare l’80% tra i 70 e i 79 anni, il gruppo nel quale è relativamente elevata anche l’incidenza di cancro autentico. Il trucco sta nel chiamare cancro e trattare come tali queste modificazioni.
Volendo, in questo modo si potrebbe ottenere un’epidemia di cancro, falsa, tra i ventenni, tra i quali modificazioni che vengono definite come forme neoplastiche iniziali sono state trovate in uno studio nell’8% delle prostate di soggetti morti per incidente. In uno suo studio, Welch ha mostrato che con l’introduzione dello screening col PSA ha moltiplicato per 7 il numero di diagnosi di cancro della prostata nei soggetti sotto 50 anni; il cancro della prostata in questa classe d’età secondo le statistiche è aumentato di sette volte. Dalla dottrina ufficiale e da ciò che viene raccontato al pubblico consegue l’assurdità che esisterebbe una classe di tumori che da un lato insorgono con elevatissima frequenza e per di più in soggetti giovani, ma che dall’altro lato non danno mai segno di sé, fino a che i soggetti non muoiono per altre cause, spesso di vecchiaia. La rappresentazione più semplice e razionale di un tale fenomeno è che questo sottotipo di cancro della prostata non è cancro, per lo meno ai fini pratici, e pertanto non andrebbe chiamato cancro nella clinica.
Queste modificazioni microscopiche e asintomatiche sono multicentriche, cioè si sviluppano contemporaneamente in più zone della ghiandola, come è tipico delle varianti parafisiologiche e delle forme degenerative; il cancro autentico invece, che ha origine monoclonale, derivando da una singola cellula, si sviluppa in un unico nodulo, che solo in un secondo tempo replica sé stesso, quando dà metastasi. La multicentricità, invece di costituire un’ulteriore ragione per rivedere la denominazione e classificazione di questi reperti, è stata sfruttata per la sovradiagnosi. Mentre per gli altri tumori si fa la biopsia mirata ad un nodulo o una massa per verificare al microscopio la sua natura, per il carcinoma occulto della prostata, non essendoci un nodulo sospetto (in un organo che spesso è già bozzoluto per l’iperplasia benigna) si eseguono biopsie multiple campionando l’organo; riuscendo così a pescare una di quelle aree che si prestano a venire etichettate come cancro. Studi hanno mostrato che più biopsie per paziente si prendono, più diagnosi di cancro si fanno. Portando il numero delle biopsie a 32-38 per paziente si è arrivati a ottenere una diagnosi di cancro ogni sette soggetti.
L’assist è dato dal test per il PSA. Nello screening le biopsie sono prescritte sulla base di una positività al test per il PSA, prostate specific antigen. Il PSA è un enzima che liquefà lo sperma dopo l’eiaculazione, per facilitare la motilità degli spermatozoi. Aumenta nel sangue in presenza di cancro autentico della prostata, e quindi si è pensato, anche qui con una classica fallacia dell’affermazione del conseguente, di dosarlo nel sangue considerandolo come un indicatore di possibile presenza di cancro iniziale della prostata. Come indicatore a questo scopo è pessimo: il suo livello ematico può aumentare per patologie non neoplastiche, inclusa la comune iperplasia benigna, e invece rimanere basso in presenza di cancro della prostata. Non è specifico non solo per il cancro, ma neppure per la prostata. E’ ciò che serviva per convogliare verso la biopsia non mirata, della cui affidabilità si è già detto. Così si è deciso, arbitrariamente, che livelli ematici superiori a 4 miliardesimi di grammo per millilitro sono un campanello di allarme (soglia che a volte viene ulteriormente abbassata); tali livelli sono presenti nel 5% della popolazione sopra i 65 anni: il test crea un vastissimo portafoglio clienti. Ci sono imprese commerciali che vantano il PSA come un test col 70% di falsi positivi, ed eseguito 45 milioni di volte all’anno nel mondo. Usare su milioni di persone un test sofisticato ma ubriaco, che è costante nel prendere fischi per fiaschi, per convogliare verso un esame di diagnosi istologica che ha tassi paranoici di positività per cancro, segue evidentemente una logica che non è quella della buona qualità delle cure, per non parlare della logica della scienza o di quella dell’etica.
Così come uno degli scopritori del PSA ha preso le distanze dal suo uso (v. epigrafe), anche Gleason, il patologo che negli anni Sessanta formulò con uno studio di correlazione anatomo-clinica il più usato sistema di gradazione istologica del carcinoma della prostata, in seguito rimaneggiato, propose poi, dopo il silenzioso disastro delle sovradiagnosi, di rinominare “adenosi”, termine che evita connotazioni allarmanti, le forme da lui precedentemente classificate come cancro a bassa e media aggressività. Ma non fu ascoltato; la parola fatidica, quella che in USA chiamano “the C word”, “cancro”, oppure “neoplasia” o almeno “atipico” magari con qualificazioni che permettono di usarle ambiguamente, inoculando la paura del cancro ma potendo negare di averlo fatto, “in situ”, “intraepiteliale”, deve essere presente per fare girare la macchina. E si vuole e si ottiene che venga usata sempre di più, mai di meno. La nosografia e la sua nomenclatura “scientifiche” obbediscono a esigenze di marketing, anche quanto sono opposte agli interessi e diritti dei cittadini su un bene come la salute.
Questa è una ricostruzione ridotta e semplificata della frode. Ci sarebbe molto altro da dire su argomenti come le manipolazioni dottrinali della diagnosi istologica del cancro, i possibili effetti causali di sostanze con azione ormonale, la propaganda mediatica, il ruolo attivo dei truffati nella truffa [8], le complicità istituzionali, la censura e la disinformazione gestite da forze di polizia e magistratura in obbedienza a poteri forti internazionali [9] per favorire l’introduzione e il mantenimento nella colonia italica di queste frodi mediche sanguinarie, che sono allo stesso tempo settori industriali, economici e finanziari strategici [10]. Ma quanto esposto può bastare per farsi un’idea di come, quanto facilmente, e quanto spesso, avviene che con la sovradiagnosi una persona in buona salute venga ridotta a un impotente col pannolone e con sulla testa la spada di Damocle della ricorrenza di un cancro, in realtà fantomatico. E può portare a interrogarsi, al di là del caso del cancro, sul peso dello sciacallaggio nel sistema socioeconomico in cui viviamo; e a chiedersi se tale costume sia maggiormente tipico del volgo, dell’inclita, o se non sia piuttosto un tratto trasversale, che sotto sembianze diverse accomuna tanti, dai medici che praticano questa medicina e i loro complici di altre corporazioni agli strati moralmente infimi della società; da coloro che godono della nomea di benefattori dell’umanità e di paladini della giustizia, a quelli che sono riconosciuti come brutta gente.
http://menici60d15.wordpress.com/
Note
- Welch H G, Schwartz L M, Woloshin S. Overdiagnosis. Making people sick in the pursuit of health. Beacon press, 2011.
- Voler guarire senza essere malati. http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/30/voler-guarire-senza-essere-malati/
- Giancarlo Caselli i NOTAV: il Negativo e il Proibito. http://menici60d15.wordpress.com/2012/02/23/giancarlo-caselli-e-i-no-tav-il-negativo-e-il-proibito/. L’articolo considera tra l’altro l’affermazione di G. Caselli che la magistratura sarebbe intervenuta chirurgicamente su una sanità sana in un caso di tangenti sui pannoloni. Questo è tipico della nostra magistratura, che attacca quelle che ho chiamato frodi di secondo grado, ma rispetta – e protegge – le frodi strutturali di primo grado sulle quali quelle di secondo grado si basano, chiamando “sano” ciò che è marcio; le frodi che hanno portato Brawley [4] a scrivere che “lo screening del cancro della prostata e il trattamento aggressivo forse salvano vite, ma di sicuro fanno vendere [legalmente] pannoloni” commentando la partecipazione di un’industria di pannoloni al finanziamento di un’associazione che propaganda lo screening con pratiche scorrette e disinformative.
- Brawley O W. How we do harm. A doctor breaks ranks about being sick in America. St. Martin’s Press 2011. (L’immagine del caduceo che proietta l’ombra del dollaro è presa dalla copertina).
- La medicina come rimedio ai limiti della crescita economica. http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/15/la-medicina-come-rimedio-ai-limiti-della-crescita-economica/
- Tombesi M. Il PSA avanza, ma il tumore non recede. Occhio clinico, apr 2007.
- Il mediatico e l’extramediatico. Il caso delle ghiandole sessuali maschili. http://menici60d15.wordpress.com/2009/05/13/il-mediatico-e-lextramediatico-il-caso-delle-ghiandole-sessuali-maschili/
- Dittatura a stampo e medicina. http://menici60d15.wordpress.com/2012/01/23/dittatura-a-stampo-e-medicina/
- La corruzione ghibellina di polizia e magistratura. http://menici60d15.wordpress.com/2012/03/24/la-corruzione-ghibellina-di-magistratura-e-polizia/
- D’Andrea S. I settori industriali strategici. Appello al popolo 31 mar 2012.
Pubblicato in: "Prevenzione", Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Avvicinamento clero e scientismo, Biopolitica, Borghesia compradora, Buonismo medico, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Clero e buonismo, Clero e frode medica strutturale, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Danni e pericoli della globalizzazione, Depistaggi eziologici, Difesa del fraudolento mediante l'appello al rigore scientifico, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Diffidenza verso il potere, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dittatura a stampo, Dolo in medicina, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Etica post-moderna, Fallacia delle regole, Falsa coscienza e buona fede degli operatori nella frode medica strutturale, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Iatrogenesi, Il Negativo e il Proibito, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Libertà dalla bugia, Libertà di cura, Magistrati e medicina, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Magistratura ghibellina, Malamisura, Male e mediocrità, Manipolazione delle statistiche sul cancro, Medicalizzazione della vita, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Midcult progressista, Neoalchimia, Omertà scientifica, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Pansera, Partito americano, Paziente come supporto, Perbenismo poujadista, Persecuzione di polizia, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Profezia che si autoavvera, Profezia che si autoavvera in medicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Psichiatria del potere, Responsabilità del pubblico nella frode medica strutturale, Riconoscimento dell'extramediatico, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Selezione opportunistica dei pazienti, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sovradiagnosi, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Standard negativo e falso standard, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Supporto della religione all'oppressione, Teatrino laici cattolici su questioni bioetiche, Tecnologia irrazionale pro business, Tirannia della bugia, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
20 dicembre 2011
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Franco e F. Baraggino “Milano, Cancellieri: “La mafia c’è ma non la sua cultura omertosa” del 19 dic 2011. Censurato.
pubblicato su questo sito il 17 feb 2012 causa boicottaggio Telecom
Che la Lombardia sia estranea alla cultura omertosa è un cliché che fa il paio con la favola dei mafiosi che proteggono le vecchiette. La cultura omertosa non è un’esclusiva della mafia. E’ la mafia ad essere un singolare caso di criminalità che, posta a cavallo tra crimine comune e istituzioni, condivide con queste ultime le condotte machiavelliche proprie del potere; inclusa la cultura dell’omertà. In Lombardia anche a detta di lombardi è radicata una cultura omertosa autoctona, che si avvale della mafia meridionale come diversivo, alibi e minaccia ricattatoria per tutelare meglio i propri affari: oltre alla mafia, in Lombardia c’è una “metamafia” istituzionale
http://menici60d15.wordpress.com/2010/06/08/i-professionisti-della-metamafia/
che mostra di combattere la mafia mentre copre e aiuta altre attività criminose non meno gravi, ma inserite nel circuito legale, come le frodi mediche.
Ilda Boccassini è da elogiare per la sua attività di repressione della mafia, ma è incomprensibile il titolo di “top global thinker” datole da “Foreign policy”. Un premio ai suoi meriti rispetto agli interessi degli USA, e all’ideologia che impongono; compresa questa di proiettare su una mafia che ci si guarda dall’eradicare i crimini e la mafiosità dell’economia legale. Qui a Brescia, dove Cancellieri è stata prefetto, interessi criminali internazionali e indigeni sono liberi di fare i loro comodi come i mafiosi nella Sicilia de “la mafia non esiste” di decenni fa; potendo contare sull’omertà, e sull’intimidazione istituzionale verso chi denuncia. Il riconoscimento a quello che attualmente è il più celebre magistrato lombardo appare essere un incentivo non alla libertà intellettuale, ma all’opposto al conformismo giudiziario e culturale di una magistratura e una polizia asservite ai poteri maggiori, che fiancheggiano forme di crimine istituzionalizzato ancora più forti e importanti della mafia.
Pubblicato in: Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Borghesia compradora, Brescia, Carotismo, Censura e persecuzione del dissenso, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Dal secundum quid al simpliciter, Degrado del tessuto sociale e atomizzazione sociale, Depistaggi "la guerra è guerra", Depotenziamento lotta al crimine, Deuteragonismo nei blogs, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Disordine pilotato, Dittatura a stampo, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Estetizzazione dei problemi politici o etici, Fallacie di generalizzazione e induttive, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Lancio infiltrazioni mafiose al Nord, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Libertà dalla bugia, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Metamafia, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Pericoli dell'antimafia, Persecuzione giudiziaria, Politica e biomedicina, Relativismo epistemico, Riconoscimento dell'extramediatico, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Selezione avversa classe dirigente, Servizi segreti e frode medica strutturale, Sineddoche tendenziosa, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successione Ndrangheta come prima mafia, Tecnica del potere, Terzietà della magistratura, Travaglismo, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
8 dicembre 2011
Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “Il caso Bisignani-P4″ dell’8 dic 2011
Il prof. Giannuli invita a non considerare le nuove Pn, con n>2, come una semplice prosecuzione della P2. E’ vero che ci sono differenze, forse legate a diramazioni: certi segni, come il magistrato che, denunciati meritoriamente i privilegi borbonici e gli abusi dei Consiglieri di Stato, invita a “una collaborazione sincera e duratura tra massoneria [buona] e magistratura” [1] portano a chiedersi se gli scandali giudiziari non riflettano una lotta intestina tra fazioni in lotta, portatrici di interessi e stili diversi. Inoltre, cambiato il periodo storico, occupandosi di affari invece che di “Guerra fredda”, forse le nuove Pn non si occupano più di sbudellamenti. Forse: v. Breivik. Però si occupano più di prima di budella, occupandosi di quel fondamentale settore dell’economia che è la medicina.
Forse è un caso, ma è stata la Corte d’appello di Brescia presieduta da Marra, poi dimessosi per lo scandalo P3, ad appoggiare la campagna sui cellulari che provocano il cancro, riconoscendo il nesso etiologico con una sentenza, la prima del genere in Italia. (Questa di scrivere pagine “acrobatiche“ di medicina – gradite al potere – è una delle attività improprie che distraggono i magistrati dal loro lavoro). La cancerogenesi a pile dei cellulari ha scarsissima plausibilità biologica, ma viene agitata in continuazione; in contraddizione col silenzio su radiazioni elettromagnetiche molto più potenti e che si sa per certo essere cancerogene, come quelle dei raggi X: i presunti e dibattuti pericoli dei telefonini sono noti al pubblico come lo erano gli unguenti degli untori sotto la peste, mentre gli si nasconde quanto gli addetti sanno, e scrivono nelle riviste scientifiche, che una quota non trascurabile e crescente di tumori sta venendo provocata da esami radiologici, spesso non necessari, in particolare le TAC. Ritengo che il cancro da cellulari sia un vero depistaggio etiologico. Peraltro attuato su scala mondiale; i piduisti nostrani di ieri e di oggi appaiono come gli operatori locali di movimenti di portata internazionale.
I nostri comunque fanno la loro figura all’interno di questa orchestra internazionale. Statistiche di questi giorni riportano che l’Italia ha la più alta incidenza al mondo di neoplasie dell’età pediatrica. Immediatamente, insieme all’inquinamento (fattore reale, negato o esagerato a seconda della convenienza) sono stati accusati i cellulari. Le Pn si occupano, insieme ai cugini delle forze di polizia, e agli zii della magistratura, di screditare e mettere a tacere chi indichi altri fattori, di tipo sociologico, e segnatamente criminologico, per questo record [2].
Va bene uno sguardo distaccato sui nuovi fenomeni piduisti; ma, soprattutto con una magistratura al 99% abituata, allora come oggi, a fare il pesce in barile, e a ingraziarsi i poteri forti, quando non è parte diretta della rete piduista, suggerirei ai comuni cittadini di non perdersi in distinguo eccessivamente sottili, e di non vedere con occhio più benevolo queste reti di potere; che mettono silenziosamente a rischio gli organi interni, cioè le budella, più di quando facevano fragorosamente esplodere le bombe o crepitare i mitra.
1. http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/11/massoni-e-legalita/
2. http://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/
§ § §
@Laura. Noi viviamo immersi in un mare di radiazioni elettromagnetiche. La vita sulla Terra si basa sulla radiazione solare. Vedere significa rilevare mediante i fotorecettori della retina le radiazione elettromagnetiche emesse o riflesse dagli oggetti, da tutto ciò che vediamo, nello spettro del visibile (l’informazione è poi trasmettessa al cervello, che la elabora). La luce visibile ha una lunghezza misurabile in decimillesimi di millimetro, e non ci fa venire il cancro. C’è in genere una relazione inversa tra lunghezza d’onda ed energia, e quindi una relazione inversa tra lunghezza d’onda e dannosità. La propaganda mediatica ha invece fatto sì che la relazione tra lunghezza d’onda della radiazione e percezione del danno che essa provoca sia diretta. I cellulari usano “radiazioni” ad alta lunghezza d’onda e quindi a bassa energia, misurabili in decimetri; sono circa un milione di volte più lunghe della radiazione del visibile. I telefonini non sono, come invece ci sembrano, scatolette magiche eccezionalmente potenti: si chiamano “cellulari” perché non sono che delle piccole radiotrasmittenti, capaci di trasmettere in un raggio di qualche chilometro, che necessitano pertanto che il territorio sia coperto da “celle”, ciascuna centrata da un’antenna, che formano la rete attraverso la quale si trasmettono i segnali.
I raggi X, che sono circa diecimila volte più corti della radiazione del visibile, e circa 10 miliardi di volte più corti delle radiazioni dei cellulari, data la loro elevata energia sono capaci di ionizzare, cioè di “scassare” le molecole togliendo loro elettroni, formando così composti nocivi e provocando mutazioni nel DNA. Stime mainstream considerano che in USA il 2-3% dei tumori sia dovuto a radiazioni mediche. Si stima, secondo fonti ortodosse, che una singola TAC in una persona di 25 anni incrementi dello 0.6% il rischio di morire di cancro. Una angiografia coronarica su una donna di 25 anni dà una probabilità su 143 di sviluppare un cancro della mammella o del polmone (D. Johnson, CT Radiation and Cancer Risk.What Healthcare Providers Need to Know, 2011, reperibile su internet). Per dare un’idea, una probabilità simile a quella di spararsi scegliendo, per un singolo giro di roulette russa, tra 24 revolver con tamburo a 6 camere posti su un tavolo, uno solo dei quali contiene una singola pallottola. Si ammette che nella pratica le dosi, e quindi i rischi, siano non di rado maggiori di quanto riportato dai dati ufficiali.
Io non amo i cellulari, che sono utili ma riducono la privacy, e la mia distanza dall’industria della telefonia, che Lei cita, è ancora maggiore di quella che sullo spettro elettromagnetico separa ai raggi X dalle onde radio dei cellulari; ma non bado alle “radiazioni” dei cellulari, che Lei teme; mentre avrei paura a farmi irradiare ripetutamente la testa con le TAC, come Lei fa tranquillamente. Ci sono buone ragioni, delle quali non si parla, come quelle di ordine pedagogico che avanzò lo psicoanalista Carotenuto, per non dare il cellulare ai bambini. In letteratura, sia pure in ritardo, si sta cominciando a cercare di stabilire protocolli per limitare le TAC ai bambini. Invece affermare che “poco importa e poco cambia” tra le “radiazioni” dei cellulari e quelle dei raggi X, cioè tra un gatto e una tigre, mostra su quale genere di convinzioni e quale livello di disinformazione si appoggia la campagna istituzionale che concentra l’attenzione sui presunti danni da cellulare. Si parla sempre di “scientificità”, “rigore”, ma questa è una mistificazione essenzialmente quantitativa, che dalle alte sfere discende fino a fare sostenere degli sproloqui agli zelanti sostenitori di base. Mi chiedo dove sono gli esperti di fisica, ingegneria, biologia, che potrebbero meglio di me spiegare l’equivoco e muovere critiche su questo depistaggio.
§ § §
@Giandavide.
a) A seminare paura indicando falsi colpevoli ci si guadagna in controllo politico, denaro e impunità. Soprattutto sul cancro: si spingono le persone ad accettare il cancro come una fatalità, una quidditas che pervade ogni cosa, e ad entrare nei meccanismi dell’oncologia temendo di averlo. I cellulari cancerogeni sono inoltre parte di una campagna di colpevolizzazione delle vittime che trasferisce le responsabilità dal potere alla gente; dall’inquinamento, quello vero, e dalla iatrogenesi, ai “lifestyles”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/01/30/il-pornografico-e-l’osceno/
Intanto i cellulari continuano a vendersi come il pane, ed è sorto un mercato complementare sulla protezione da elettrosmog.
Il rasoio di Occam è un accorgimento ottimo per le ipotesi filosofiche e per quelle sulla natura (incluse quelle sulla correlazione tra lunghezza d’onda e pericolosità delle radiazioni elettromagnetiche); ma semplificare è controindicato per le trame del potere. Il principio euristico che trovo utile in questi casi è che il potere è più scaltro di noi gente comune.
b) L’elettrosmog della stazione radio Vaticana, sul quale inutilmente ho chiesto ai magistrati e al loro perito dati raccolti rilevanti ma omessi nella perizia, contribuisce alla paranoia sulle onde usate dagli apparecchi radio civili come raggi della morte; e ha le caratteristiche del “fare la pecora”, cioè accollarsi un reato per scagionare altri; o dell’accusarsi di un reato non commesso mentre si nascondono propri reati più gravi e autentici. Pratiche alle quali i preti, che evidentemente non credono nel giudizio divino visto il loro tuffarsi negli orrori del business medico, si prestano, con poco danno e bilancio netto positivo date le loro cointeressenze nel business medico e nella gestione del potere. La manovra riguarda anche la campagna di disinformazione e propaganda sulla leucemia infantile:
http://menici60d15.wordpress.com/2010/06/16/se-voi-foste-lo-scienziato/
Leggendo le due perizie, quella dell’accusa e quella di Veronesi, spiace dover dare ragione a quest’ultimo, che ha gravi responsabilità nella involuzione dell’oncologia in un fattore di crescita economica, e ritenere innocenti, dei reati ascritti, i preti, che sulla tutela dell’infanzia appaiono più vicini a Erode che al Bambinello. Ma sembra vigere il principio di economia dei neuroni, per il quale gli unici complotti e gli unici scandali che esistono sono quelli dei quali anche un cretino sa comprendere lo schema, e che vengono sbattuti in faccia dai media.
c) Nel caos disinformativo, e quello sui cellulari è una pacchia per i falsi progressisti di sinistra, si prospetta anche che i cellulari facciano bene (“Fanno bene al cervello? Non bisogna escludere nulla, neanche un effetto benefico delle onde elettromagnetiche dei cellulari” Repubblica, 28 nov scorso, in un dossier sulla pericolosità dei cellulari sull’onda della trasmissione Report). Sostenere che “non bisogna escludere nulla”, incluso che le onde radio dei cellulari possano addirittura contrastare la perdita di memoria da demenza senile, mostra lo stato pietoso delle facoltà critiche in età anteriore alla senilità in quelli che dovrebbero costituire il nerbo dell’opposizione alle manipolazioni del potere.
Le P2 vecchie e nuove hanno buon gioco in questo campo nel difendere gli interessi del business medico. Non siamo molto cambiati dai primi decenni del secolo scorso. Nel 1909 a Verbicaro, in Calabria, durante un’epidemia di colera, avvenne l’ultimo caso di linciaggio di una persona considerata un untore, un milite della Croce rossa. Negli stessi anni in USA sull’onda dei successi scientifici della fisica si diffondeva la credenza che la radioattività avesse proprietà salutari. Ci fu chi beveva acqua tonica radioattiva per vivere più vigoroso e più a lungo, finendo a volte con la mandibola mangiata dal cancro; e chi si applicava lo “scrotal radioendocrinator”, il cui inventore, che si vantava di essere il maggior bevitore di acqua al radio, morì di carcinoma della vescica. L’aura taumaturgica attorno alle radiazioni spinse ad applicarle ai bambini, che sono quelli nei quali gli effetti cancerogeni sono più pesanti. Ricordo, in un ospedale di Boston dove ho lavorato, la gigantografia di una vecchia foto di un’infermiera che si protegge il volto con una mano mentre con l’altra abbassa la leva del macchinario puntato su un bambino. In quell’ospedale pediatrico, nato come nave ospedale per curare i bambini con l’aria di mare, negli anni Venti si trattava la pertosse con i raggi X. Dagli anni Venti agli anni Cinquanta si sono irradiati con raggi X i bambini per patologie benigne come la tigna del capo, o per non-malattie come le tonsille o il timo ingrossati (Hemplemann et al. “Neoplasms in persons treated with X-rays in infancy: fourth survey in 20 years,” Journal of the National Cancer Institute, 1975: 50, 519-530).
§ § §
@Laura.
Veramente è il concetto che fisicamente tanti piccoli urti non fanno niente e una singola fucilata sì (a parte il fatto che gli effetti delle radiazioni ionizzanti sono cumulativi) che è di immediata comprensione; lo capisce un bambino e lo applicò Einstein per la spiegazione dell’effetto fotoelettrico che diede inizio alla meccanica quantistica e gli valse il Nobel; dovremmo capirlo anche noi che siamo in posizione intermedia tra questi due estremi. Io non sono in missione per conto di Dio contro tutte le diavolerie del potere; tento di occuparmi di quelle che ho trovato, all’inizio con stupore e smarrimento, nel mio campo, la medicina, ed è anche troppo. Dell’abuso delle moderne tecnologie per il controllo, in campo generale e medico, ho parlato [1]. E pure sugli effetti sull’economia, e quindi anche sulle nostre borse, della frode medica strutturale [2]. Qui però stavamo parlando di altro: di come si cincischi sulla cancerogenicità di onde radio a debolissima energia per meglio tacere dei danni di quelle ad alta energia, e di altri fattori cancerogeni; e di come e perché le istituzioni dello Stato e quelle dello Stato parallelo aiutano e proteggono le credenze irrazionali che Lei, e scienziati accreditati, sostengono.
Continuando quanto ho detto a Giandavide sulle concezioni popolari irrazionali sulle onde elettromagnetiche, alla fine del Novecento si è sviluppato l’uso, che dura fino ai nostri giorni, degli screening per prevenire il cancro mediante immagini radiologiche. Cioè di prevenire il cancro esponendo masse di persone sane a cancerogeni. I tecnici, come Irwin Bross, che denunciarono la pericolosità di tale pratica, hanno perso, se non la vita come rischia Lei a quanto dice, il lavoro e la serenità. E’ di 3 giorni fa il più recente studio ortodosso che smentisce i precedenti trionfalismi degli studi “scientifici” sullo screening della mammella, ridimensiona i benefici, evidenzia i danni che comporta e auspica un cambio di trend [3] (mentre da noi si punta ad espanderlo [4,5]); stenta a decollare la proposta, sostenuta da interessi potenti, di sottoporre a TAC i fumatori per prevenire il cancro al polmone. Probabilmente questa resipiscenza sugli screening ha a che fare con quei mutamenti epocali economici e politici considerati dal prof. Giannuli; altre forme di sfruttamento della medicina, diverse, si stanno preparando. Può darsi che in futuro gli storici accomuneranno le bizzarrie che nella prima metà del Novecento vedevano nella radioattività una fonte di salute agli screening mediante esami radiologici di fine secolo e del secolo presente. E che pratiche come il sottoporsi fiduciosamente a ripetute irradiazioni delle mammelle a scopo diagnostico verranno viste come rituali apotropaici, che speculavano, come in una forma religiosa, sul desiderio di salute e sulla paura di morire. Questo scambio di opinioni tra Lei e me potrà mostrare i motivi e i meccanismi del successo di tali operazioni.
1. http://menici60d15.wordpress.com/2010/05/10/privacy-sicurezza-e-panottismo/
2. http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/15/la-medicina-come-rimedio-ai-limiti-della-crescita-economica/
3. E Hitt. UK study finds lack of net benefit for mammography, Medscape, 9 dic 2011
4. http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/teenage-cancer/
5. http://menici60d15.wordpress.com/2011/11/25/lo-sfruttamento-del-bias-da-sovradiagnosi-in-oncologia/
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24 ottobre 2011
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Franco “Cocaina e banane, trovati 25 chili di droga tra i bancali dell’Esselunga” del 24 ott 2011
Strane cose accadono all’Esselunga. Ora i 25 kg di cocaina tra le banane. E dire che la ditta è strettamente sorvegliata dalle forze dell’ordine. Per esempio, dopo aver postato questo:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/07/mafia-padana-e-magistrati/
e questo:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/17/salsa-cilena-allesselunga/
mi ci sono voluti 41 tentativi, nell’arco di un mese (mentre negli stessi giorni, vedo, avveniva il contrabbando di cocaina) per riuscire a compiere le poche centinaia di metri da casa all’Esselunga di via Volta a Brescia senza incrociare almeno un’auto di polizia. Per poi subire il solito comportamento gratuitamente provocatorio all’interno del grande magazzino. Oggi, appena pochi minuti prima di leggere l’articolo de Il Fatto, essendo passato in auto lì vicino, ho goduto della scorta di una Land Rover dalla Polizia provinciale, lo stesso modello di auto e lo stesso corpo di cui riferisco nel primo post, che mi si è messa dietro seguendomi a lungo per poi svoltare per una stradina che porta all’Esselunga.
Quasi sicuramente combinazioni prive di significato; oppure, dato il loro sapore onirico, opera del mago burlone sapientemente descritto da Tornatore nella sua recente apologia cinematografica dell’Esselunga. Oppure forse, attorno a forti realtà imprenditoriali come Esselunga le categorie onesti/criminali/tutori della legalità, presentate dai media e dalle forze di polizia, e sancite – o coonestate – dalla magistratura, e accettate come ovvie e naturali dal pubblico, sono solo parzialmente sovrapponibili a quelle reali; così che i ruoli e le alleanze reali sono talora opposti a quelli apparenti. I magistrati, inclusi quelli che si occupano di mafia, dovrebbero avere presente che vi sono oltre a quelle riconosciute anche forme sommerse di grande criminalità; e la possibilità che, come ho scritto più volte, con l’alibi della lotta alla criminalità si commettano reati non meno gravi.
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@Ecomostro. I fatti oggetto di denuncia si distinguono principalmente in veri o falsi, non in realistici o irrealistici. Io ho i filmati dei passaggi delle auto di polizia. (Né ci vuole molto, con la video sorveglianza, a fare eseguire un passaggio a una pattuglia al bisogno). Contra factum non valet argumentum. Argomento peraltro fallace: possono benissimo esserci fatti veri che suonano irrealistici. Se una denuncia venisse negata a priori perché secondo i gusti di qualcuno, o il sentire comune, non suona realistica, i critici cinematografici potrebbero fare le veci dei PM. Capisco che quanto denuncio possa essere accolto con perplessità. Però conoscere la differenza tra vero e verosimile fa parte del’abc del cittadino consapevole. Negare sicuri un abuso non conoscendo i fatti perché non corrisponde ai canoni Mediaset e Rai di rappresentazione del crimine è invece l’attività preferita dei boccaloni. Il “realistico” spesso non è che un nome rispettabile per “conformismo” e bigotteria. Io ad esempio ho forti dubbi che alla polizia manchi la benzina, visto che non mi riesce di uscire senza incrociarla. E la storia d’Italia è costellata di fatti “irrealistici”, inclusa l’invincibilità della mafia:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/17/italia-150-anni-di-conquiste-fiat/
Un piccolo test. Poniamo che sia stata commessa una strage terroristica nella piazza principale di Brescia, diciamo nel 1974. E diciamo che oggi, ottobre 2011, si attenda l’anno prossimo per un’altra tornata del relativo processo. E’ “realistico” che un processo per un fatto tanto grave si estenda al quinto decennio dalla commissione del reato, diverse epoche storiche e politiche dopo? Per me è un esempio della normale assurdità in cui viviamo. Di sicuro, è lo stesso ambiente dove avvengono i fatti che riporto; dei quali probabilmente dovrei discutere solo con chi non consideri “realistici” i tempi – e gli esiti – dei processi sul terrorismo.
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@ecomostro. Quello che non capisco io è come non ci possano essere eccezioni al “continuo via vai” in quel tratto; a Lei succede di incontrare senza eccezioni un’auto della Polizia ogni 500 metri ? E le capita di essere urtato al supermarket dallo stesso dipendente nello stesso punto per 4 volte consecutive?
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@n di zorro. Per proseguire il tuo “brainstorming”, forse non si sono lasciati scappare un quarto di quintale di coca; potrebbero anche averlo lasciato arrivare. Senza offesa. Le forze di polizia hanno precedenti di tutto rilievo nel doppio gioco sulla droga e nel non farsi scappare affari di droga (Ros di Bergamo); nel provocare e reprimere a fini di controllo politico (secondo gli insegnamenti di Cossiga); e nel pilotare l’eversione (attività sulla quale sono state scritte centinaia di pagine). E da quei professionisti che sono riescono a fare queste cose contemporaneamente senza fatica. Non come te che devi sforzarti per emettere contemporaneamente fesserie e insulti.
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@xenomars. A me pare che la polizia, e i servizi, siano anche troppo amici di Esselunga; e che abbiano una tendenza ad allestire insieme falsi scenari. (E che la Coop sia rivale in affari, ma non avversario ideologico di Esselunga, facendo parte dello stesso sistema).
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@pombo. Non mi seguono, si fanno vedere. Lo stalking Esselunga è cominciato a fine 2006, quando scrissi al comandante della municipale, promosso vicecomandante a Milano, e al difensore civico comunale, un magistrato emerito, commentando sulla circostanza, che è durata per tutto il 2006, per la quale ogni volta che entravo o uscivo da una biblioteca o da una libreria di Brescia incrociavo, senza eccezioni, un auto della polizia municipale, CC, PS, etc. E a volte sia quando entravo che quando uscivo.
Questo è l’esergo della lettera del 2006:
“Questa specie, ora del tutto perduta, era allora floridissima in Lombardia…”
(I Promessi Sposi. Commento sul modo dei bravi di farsi riconoscere dall’abito, dal portamento e dall’esibizione delle armi.)
L’accompagnamento culturale ha smesso di essere al 100%, ed è cominciato quello al supermarket; che è tenace e duraturo. Può darsi che a loro, e mi sa pure a te, siano più congeniali le banane che i libri.
Pubblicato in: "Mele marce", "Mele sane", "Rispetto per le istituzioni", Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Alleanza della sinistra col clero, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Argomento di Corax, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Autisti, Berlusconismo, Biopolitica, Borghesia compradora, Brescia, Campagne istituzionali di discredito, Censura e persecuzione occulte, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Clero e doppio Stato, Clero e violenza, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione della viltà, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Criminalizzazione degli oppositori, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Degrado del tessuto sociale e atomizzazione sociale, Depistaggi "la guerra è guerra", Depotenziamento lotta al crimine, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Discriminazione istituzionale di cittadini, Disordine pilotato, Dittature occulte, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Educazione e incitamento al disprezzo e all'odio, Esposizione dell'ingiustizia come alternativa alla giustizia, False biografie, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forma democratica e sostanza pontificia, Forze di polizia come milizie mercenarie, Grazia e antinomianismo, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istigazione istituzionale al ludibrio, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Lancio infiltrazioni mafiose al Nord, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Leghismo, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Male e mediocrità, Manipolazione, sfruttamento e violenza della grande distribuzione, Metamafia, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Oltraggio mediante il potere istituzionale, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Panottismo, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partecipazione di persone comuni a censura e persecuzione, Partito americano, Patologizzazione degli oppositori, Perbenismo poujadista, Pericoli dell'antimafia, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Prepotere del clero, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, ROS, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Soccorso al vincitore, Subordinazione delle forze di polizia al clero, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successione Ndrangheta come prima mafia, Supporto della religione all'oppressione, Tecnica del potere, Tipi antropologici proibiti, Uso intimidatorio degli autoveicoli, Uso persecutorio della tecnologia per la sicurezza, Victim blaming, Violenza e medicina, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
6 ottobre 2011
Blog Blogghete
Commmento al post di G. Freda “Spacciatori di fuffa” del 6 ott 2011
Dell’influenza degli USA sull’arte tramite la CIA sentii parlare da Enrico Baj ad una conferenza che tenne mi pare nel 1997 in un paese vicino a Brescia. Citò anche lui Peggy Guggenheim. Fece affermazioni sorprendenti su metodi di persuasione del genere “diplomazia delle cannoniere” che furono usati a Venezia. Riporto un passo da “Conversazioni con Enrico Baj” di L. Caprile, 1997 (pag. 54):
“Castelli ha organizzato la mostra al Padiglione americano della Biennale di Venezia nel 1964 assieme al suo amico Alan Solomon, entrambi dei servizi segreti americani. D’altra parte, i servizi segreti americani, qualche anno fa, hanno pienamente ammesso di aver considerato l’arte americana come un fatto d’importanza strategica e per tale considerazione di avere sollecitato l’interesse diretto del governo e della Casa Bianca. Nel caso della Biennale, Castelli e Solomon hanno avuto via libera dal Dipartimento di Stato.[…] improvvisamente si presenta l’accoppiata Castelli-Solomon, cambiano tutti i progetti precedenti e tutto lo spazio viene occupato dalla Pop Art con il conseguente successo dell’immagine americana up to date. […] Pensavamo che la Pop art volesse distruggere il mito della Coca-cola, della Marylin e del fumetto. Eravamo in errore perché lo si voleva solo esaltare.”
Credo che, come per altri aspetti della Guerra fredda, quello della opposizione all’URSS fosse un pretesto. Il movente principale mi pare sia stato quello di costruire un’egemonia culturale nei paesi “alleati”, che favorisse il dominio politico ed economico; creando consenso per le idee politiche capitalistiche, e mercati per i prodotti da consumare. Non si dirà mai abbastanza degli effetti negativi del condizionamento culturale. D’altro lato, occorre considerare che si tratta di informazioni “declassified”, come mostrano anche il libro della Stonor Sanders e la circostanza che la clamorosa rivelazione è arrivata sulle pagine di Repubblica. Sembra uno di quei “limited hang-out” tipici degli anglosassoni.
Questa ingerenza viola l’art. 33 della Costituzione, che dice che “L’arte e la scienza sono libere”. E’ noto il controllo sull’arte, che si può dire abbia ottenuto i suoi effetti già da molti anni; si parla molto meno di quello sulla scienza, attuato mediante i servizi e mediante vie riservate; che invece è più attuale e importante, per le ovvie implicazioni economiche; soprattutto in campo biomedico. Controllando l’arte si può influenzare la cultura generale dei popoli; controllando la ricerca scientifica e tecnologica, si controllano l’industria e il commercio.
I gruppi facenti capo a Rockefeller, citati a proposito del controllo dei servizi sull’arte, sono noti anche per l’influenza determinante che hanno avuto nel plasmare la medicina e la ricerca scientifica biomedica del nostro tempo. Pochi in Italia conoscono il caso della persecuzione di Domenico Marotta, mediata da magistratura e democristiani, e appoggiata da una campagna diffamatoria dell’Unità, due anni dopo l’uccisione di Mattei e alcuni mesi dopo il caso Ippolito. Marotta era un autentico gran commis dello Stato, molto lontano dai soggetti cui siamo ormai abituati. Fu un validissimo direttore dell’Istituto superiore di sanità, del quale è considerato il padre. Infranse il monopolio anglo-americano sulla penicillina, chiamando l’inglese Chain, premio Nobel, a lavorare per noi; un atto che ha evidenti analogie con la ricerca dell’indipendenza energetica per l’Italia di Mattei e Ippolito. Subì l’oltraggio del carcere ottantenne, mentre sui giornali veniva presentato come una “forchetta della scienza”. Marotta era un uomo del passato. I moderni servitori dello Stato hanno reso l’Italia un verde pascolo per le multinazionali farmaceutiche estere. In Italia un bambino su due assume almeno un antibiotico all’anno – molto spesso inutilmente e con effetti nocivi – contro il 14% degli inglesi.
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25 settembre 2011
Blog “Blogghete”
Commento al post “Magistrati alzatevi. Stavolta gli imputati siete voi.” del 24 set 2011
Le perizie ballistiche
Mi fa piacere che il giudice Mori citi il principio euristico del rasoio di Occam: l’ho citato anch’io settimane fa in una lettera al presidente di una Corte d’appello nel denunciare le manipolazioni giudiziarie di una perizia che ha deciso un importante processo. I magistrati ottengono perizie addomesticate non solo per sostenere l’accusa, come dice il giudice Mori, ma anche per favorire colpevoli eccellenti. Perizie che a volte sostengono tesi demenziali e grottesche, ma vengono protette dalle critiche con sistemi massonico-mafiosi.
L’autopsia di Ketha Berardi, la bambina morta nel 1999 in seguito alla contesa tra dibelliani e l’oncologia ortodossa, non mostrò ciò che ci si aspettava, un organismo invaso dal tumore, ma un corpo devastato dalle terapie, con un midollo osseo svuotato; nonostante i media nazionali avessero detto al pubblico che la leucemia aveva addirittura invaso l’addome. I disturbi addominali erano dovuti a una colite neutropenica da chemio, incredibilmente non riconosciuta e mal curata, anello di una catena di equivoci che portò al decesso. Per nascondere ciò, i periti del PM – tra cui i medici legali che lavoravano per lo stesso ospedale e nella stessa università dei responsabili - sostennero che se il cancro non si vedeva è perché era oscurato dal cancro stesso. Come la nebbia di Milano in “Totò Peppino e la malafemmina”: non la si vede perché quando c’è la nebbia non si vede. Qui bisognava proteggere i grandi interessi dell’oncologia ortodossa, e allo stesso tempo la tesi solo apparentemente contraria, la perniciosa “libertà di cura”, che in pratica vuol dire marketing diretto tra industria e pazienti. Andava nascosta la circostanza che la bambina aveva pienamente ragione a fuggire da giudici e CC che su mandato dei medici la braccavano con la siringa in mano; andavano nascosti gli effetti avversi di farmaci lucrosi ma dannosi, come il G-CSF. E andava aiutato lo sviluppo economico di quel pinnacolo di civiltà e scienza che è diventata l’oncologia pediatrica: http://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/ .
Nel caso di Pantani, il perito (un massone) ha attribuito le cause del decesso alla sola cocaina. Non si è parlato del Surmontil, un farmaco trovato nella stanza dove il campione è morto, che appartiene ad una classe, quella degli antidepressivi triciclici, che risulta al primo posto in una graduatoria delle cause di morte per overdose da farmaci negli USA. Il rapporto dose letale / dose efficace di queste medicine è ben peggiore di quello della cocaina, con la quale condividono il meccanismo d’azione generale e con la quale interagiscono in maniera sinergica. Ma nello strano accanimento giudiziario e mediatico contro il fuoriclasse è rimasto costante il messaggio che i farmaci non fanno che bene: l’EPO (un farmaco pericoloso, usato criminalmente anche nella clinica, ma “raccomandato”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/05/16/sperimentazione-animale-uno-spoglio-etico-2/ )
è stato presentato come un farmaco-talismano, che potenzia le normali capacità. Mentre quando si sarebbe dovuto parlare come concausa, forse determinante, di un farmaco che si vende in farmacia, il Surmontil, usato per curare la tossicodipendenza, che come molti farmaci può aggravare ciò che dovrebbe curare, silenzio. Non ha invece avuto problemi di doping, o meglio problemi giudiziari e di immagine per il doping di cui faceva uso l’eroe che ha preso il posto di Pantani, lo statunitense Lance Armstrong. Vittorioso anche sul cancro. Il cancro del testicolo, un’eccezione ai generali insuccessi dell’oncologia che è stata fatta passare per regola.
Nel caso Aldrovandi, la Corte d’appello di Bologna ha confermato sulla parola, senza uno straccio di evidenza, l’interpretazione di un luminare di una fotografia che mostrerebbe un ematoma nella parete del cuore non notato dai periti all’autopsia. Non vedere un ematoma, anzi due, che affiorano dalla parete del cuore all’autopsia mentre si sta cercando la causa di morte è come non vedere un’incudine mentre si setaccia un cumulo di paglia cercando un ago, ma il perito (passato dalla difesa all’accusa per nobili ragioni di coscienza) è stato dipinto dai magistrati come un sapiente: una fonte primaria di conoscenza. Dati sperimentali dimostrano che per ottenere una simile lesione agendo a contatto diretto col cuore occorre una pressione equivalente a una tonnellata e 4 quintali a decimetro quadrato. Bisogna essere Hulk per sviluppare questa forza manualmente, e ottenerla agendo dall’esterno; e anche Silvan, per riuscire a mantenere allo stesso tempo la parete toracica e la colonna vertebrale intatte, che è, per capirsi, come fracassare il regalo in un uovo di Pasqua comprimendo l’uovo ma senza romperlo. Qui i giudici proteggono come al solito i poliziotti, applicando la regola che per mano dei colleghi di Montalbano e del maresciallo Rocca i cittadini innocenti muoiono per incredibili e imprevedibili cause accidentali; non per un pestaggio bestiale. Si è difeso, aumentandolo, anche il fumo attorno all’asfissia da compressione, una causa di morte che non deve apparire in forma piana perché è associata a manovre di contenzione e forme di tortura da parte di polizia e infermieri. Sul piano ideologico, i giudici servono il principio della scienza ad auctoritatem; e della validità dell’imaging e del virtuale in medicina, che ha causato e causerà più morti di una guerra con le sovradiagnosi; oltre a produrre montagne di soldi.
Sembra che nelle perizie mediche giudiziarie sia possibile osservare il peggio del potere giudiziario e del potere medico, che proteggendosi a vicenda ed entrambi coperti dal latinorum tecnico gettano la maschera e si abbandonano a forme orgiastiche di abuso di potere. Purtroppo in Italia i magistrati o sono demonizzati dai malfattori istituzionali che vorrebbero mano libera, oppure vengono dipinti dai lecchini “progressisti” come i Buoni che ci proteggono. I magistrati non scippano le vecchiette, e tranne rare eccezioni non prendono bustarelle. Deve esserci tra loro una quota, non preponderante, che svolge il suo dovere correttamente e in silenzio (e che forse un popolo cialtronesco come il nostro neppure si merita). Ma il cittadino che vuole esercitare il potere di controllo democratico dovrebbe tenere ben presente che non esistono poteri buoni; e che quando sono in gioco gli interessi di poteri forti i magistrati per lo più tendono a ritornare alla posizione naturale, accucciandosi ai piedi del trono; e possono fare imbrogli e partecipare a trame che nei meccanismi e negli effetti non sono diversi da quelli dei Cattivi come la banda Berlusconi o la borghesia mafiosa.
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@sal. Esperimenti hanno mostrato che il cuore suino, che è paragonabile a quello umano, ha uno stress di rottura di 14 kg/cm^2 (Seki S, Iwamoto H. J Trauma, 1998. 45: 1079). In un decimetro quadrato, un’area dell’ordine di grandezza dell’area di compressione esercitata da una o più persone sul dorso di un soggetto prono a terra, ci sono 100 centimetri quadrati. (14 kg/cm^2) x 100 cm^2= 1400 kg = 1 tonnellata e 4 quintali (per ottenere la pressione utile di 14 kg/cm^2 esercitando una compressione su 4 decimetri quadrati occorrono 5 tonnellate e 6 quintali). E’ da notare che tale valore di pressione rientra nel range di pressioni che si sviluppano nei cilindri di un motore di automobile in moto: 10-60 kg/cm^2. Infatti gli ematomi del cuore si osservano in vittime di schiacciamenti del torace, dove hanno agito pesi rilevanti o energie elevate, es. da incidente automobilistico.
Con questo ematoma della parete cardiaca a torace integro ottenuto manualmente il perito e i magistrati hanno in pratica scritto una nuova, inverosimile, pagina di nosografia; non si capisce come mai tale evenienza non si verifichi nelle tante compressioni del torace da manovre rianimatorie, nelle quali può accadere di provocare fratture costali, e dove non c’è la colonna vertebrale di mezzo. Per spiegare i presunti ematomi il perito ha aggiunto alla pressione esterna quella arteriosa; ma questa, considerando una pressione arteriosa di 200 mmHg, equivale a circa 2 etti e 65 grammi per cm^2, un valore trascurabile, oltre 53 volte inferiore al carico di rottura.
Invece di introdurre questa acrobatica teoria dell’ematoma, che poi sarebbe andato a interrompere il fascio di His, sarebbe bastato considerare che la compressione toracica da immobilizzazione su Aldrovandi e lo stato di soffocamento sono stati comprovati da testimonianze, che ci sono segni autoptici di asfissia, e che “Kneeling on the chest or any other form of chest compression during restraint is now accepted as being potentially fatal, and both the police and the prison service in the UK teach their officers of the risks of such pressure.” (Sheperd R. Simpson’s forensic medicine, 2003. Capitolo sulle asfissie).
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Blog “Uguale per tutti”
Commento al post di Grazia Fenza “Il re è nudo … ma anche la magistratura italiana, purtroppo, non è granché vestita! ” del 26 set 2011
Davanti ai crimini del potere tanti magistrati, che dicono di indossare la toga di Falcone e Borsellino, sotto la loro toga portano la zimarra di Azzeccagarbugli:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/25/le-perizie-ballistiche/
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Blog de Il Fatto
Commento al post di Bruno Tinti “Meredith, il verdetto del popolo sovrano” dell’8 ott 2011
Al dr Tinti le discussioni sull’assoluzione della Knox e di Sollecito fanno venire in mente che il popolo ciancia senza capire nulla di diritto, e che i magistrati italiani sono superiori a quelli USA perché motivano le sentenze. Pur condividendo il giudizio sulla gente e sul sistema giudiziario USA, posso testimoniare che quando si tratta di dare impunità o appoggio ai crimini dei poteri forti, a partire da quelli coi quali gli USA mantengono il loro dominio sull’Italia, i magistrati italiani non sono migliori della gente e dei colleghi USA. Si può assistere alla “parallelizzazione” dei gradi di giudizio, che, sequenziali nel tempo, vengono affiancati sul piano spicciolo creando doppie verità; così che gli imputati sono assolti però si lascia intravedere, magari anche dallo stesso giudice che ha smentito il giudizio di colpevolezza del grado precedente, che di fatto sono colpevoli (o al danneggiato viene data ragione formalmente mentre col grado successivo, senza negare il giudizio precedente, si fa in modo che il torto prosegua). Le perizie tecniche, che andrebbero ormai riconosciute come un magnifico mezzo per eludere la logica più elementare e la decenza dietro al paravento del “rigore” e della prosopopea scientifica, possono certificare che gli asini volano:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/25/le-perizie-ballistiche/
o i periti possono divenire degli imbranati fantozziani (v. la perizia genetica della polizia per l’assassinio dell’ispettore Donatoni, in “Mistero di Stato”, di M. Almerighi). E la luce non è mai giusta: o è quella abbagliante dei proiettori dello show mediatico, oppure magistrati e forze di polizia cercano di operare nell’oscurità, senza contraddittorio, con procedure anomale, e di dare meno motivazioni pubbliche possibile, agendo per vie informali e riservate, lasciando meno tracce possibile della loro concezione del diritto e della giustizia rispetto allo zio Sam o altri signori.
Francesco Pansera
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Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Costa “Tutti i giudici di Amanda Knox” del 10 ott 2011
La coppia “calculemus” e “ignorabimus” nell’attività giudiziaria
@Gioele28. Che brutta professione quella del giudice, sul piano intellettuale oltre che umano, se consiste davvero in ciò che tu dici. Credo che la verità, ai fini pratici, etici e giudiziari sia un’entità tangibile e unica *; la cui approssimazione, se non sempre è possibile, non è però neppure così terribilmente irraggiungibile. Viene dipinta come vaporosa soprattutto quando al contrario si è proceduto con l’accetta.
E’ un po’ buffo che parlando dell’attività dei tribunali, che dovrebbero essere il luogo della misura nel giudizio, dall’ottimismo positivista sulle perizie tecniche si passi a dolenti considerazioni sull’inaccessibilità della verità, dove la vita reale sembra un’entità noumenica che le mura dei palazzi di giustizia tengono separata dal lavoro dei magistrati. Dalla hubris scientista, dal “calculemus” leibniziano, ad uno “ignorabimus” che invoca smarrito la trascendenza a giochi fatti.
Credo che sarebbe utile per tutti, meno che per chi è colpevole, che ci fossero linee guida solide sulla prova scientifica nei procedimenti giudiziari; basate su una definizione non ingenua – non ingenua sotto il profilo epistemologico e quello della conoscenza di come va il mondo – del rapporto tra la ricostruzione “naturale” del fatto, considerato come fenomeno causato da azioni umane, e ruolo dell’analisi scientifica nella ricostruzione. L’analisi scientifica porta la ricostruzione ai piani ipogei o iperurani del non osservabile, e può approfittarne per sdoganarsi dalla razionalità e dal controllo di attendibilità; facendo le veci del Dio di cui parla Gioele28; o meglio venendo usata come un traballante deus ex machina che interviene tonante e cigolante per imporre il finale desiderato.
* http://menici60d15.wordpress.com/2009/06/03/contro-il-relativismo-etico-ed-epistemico/
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Avvocato Costa, ringrazio Lei per mostrarmi in cosa consiste il Vostro lavoro.
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Blog di Panorama
Commento all’articolo della redazione “Da Perugia ad Avetrana: la debacle della scientifica” del 14 ott 2011
Può anche esserci un interesse della polizia a fare apparire le sue indagini scientifiche come opera di imbranati fantozziani; cfr. la perizia genetica della Polizia scientifica sulle macchie di sangue nell’assassinio dell’ispettore Donatoni in “Mistero di Stato” di M. Almerighi.
http://menici60d15.wordpress.c…..llistiche/
Pubblicato in: "Mele marce", "Rispetto per le istituzioni", Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Campagne istituzionali di discredito, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Criminalizzazione degli oppositori, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Depistaggi eziologici, Deuteragonismo medico, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Diritto all'informazione, Discriminazione istituzionale di cittadini, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Dolo in medicina, Esposizione dell'ingiustizia come alternativa alla giustizia, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Fallacia delle regole, Falsa coscienza e buona fede degli operatori nella frode medica strutturale, Fiducia nelle istituzioni, Forma democratica e sostanza pontificia, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Iatrogenesi, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Libertà dalla bugia, Libertà di cura, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistrati e medicina, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Malamisura, Medicalizzazione della vita, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Midcult progressista, Morton's fork e doppio legame, Neoalchimia, Omertà scientifica, Opposizione verticale al potere, Pansera, Perizie ballistiche, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Praticità del teorico, Profezia che si autoavvera in medicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scambio tra accuratezza e precisione, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Servilismo degli intellettuali, Servizi segreti e frode medica strutturale, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Successi spuri nella lotta al cancro, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Terzietà della magistratura, Tirannia della bugia, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza gratuita, Violenza impunita, Violenza occulta | Commenti disabilitati
22 settembre 2011
Blog Il Corrosivo di Marco Cedolin
Commento al post “Quali sono i veri poliziotti?” del 22 set 2011
La polizia, che è fatta di Italiani, manifesta davanti a Montecitorio perché è voltagabbana: ha fiutato il vento e si stacca dal signorotto in disgrazia che prima ha aiutato con tutti i mezzi a spadroneggiare; e anzi gli va contro. Il Griso quando Don Rodrigo si ammala prende le distanze e poi lo tradisce accordandosi coi monatti, noterebbe qualcuno. Come fa spesso, Cedolin coglie un punto nodale: I poliziotti sono onesti e benemeriti lavoratori o sgherri del potere? Credo che il dilemma sia insolubile, posto così. Per trovare le coordinate che Cedolin giustamente chiede occorre superare le dicotomie semplici, e ammettere che alcune grandi istituzioni etiche, come la polizia, sono intrinsecamente ibride: hanno una funzione sociale positiva, ma anche una insopprimibile componente oscura. Un miscuglio, nel quale il primo aspetto, al quale ascrivere comportamenti corretti e esempi luminosi, viene sfruttato dal secondo, che si fa scudo dei casi nobili di aderenti all’istituzione che sono stati uccisi, che a volte sono casi di epurazione.
Come la salute, l’ordine quando c’è non si nota. Ci dimentichiamo che se non siamo in un Far West è perché c’è il lavoro delle forze di polizia. Non si può fare a meno di tale servizio pubblico. Questa azione però è carente là dove sarebbe più necessaria, come le aree del Sud dove la mafia è forte; e per i crimini dei colletti bianchi; e solo chi ci è passato in prima persona può sapere quanto possono essere vendute le forze di polizia (soprattutto, posso dire, quando servono i poteri forti, come quelli che hanno commissionato gli omicidi politici); e quali reati possono impunemente commettere, quali abissi di infamia possono raggiungere; con la connivenza e a volte la complicità attiva della magistratura, altra istituzione ibrida.
La polizia dovrebbe difendere i cittadini: in realtà tende ad esercitare una protezione, arbitraria ed ineguale a seconda del cittadino, e che si riserva di ritirare a piacimento, regolandosi sulle convenienze e gli interessi in gioco, analogamente alla protezione mafiosa. Per il cittadino comune, la protezione si paga col pizzo della sottomissione al potere, che ha nei poliziotti i suoi campieri. Bisogna fuggire sia il rifiuto ideologico dell’istituzione, sia la tentazione di porvi cieca fiducia, come la propaganda martellante e la pavidità del cittadino medio spingono a fare:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/14/vogliono-i-poliziotti/
Ma da cittadini repubblicani occorre guardarla con distacco, esercitando il controllo democratico e pretendendo che nei suoi comportamenti si avvicini a ciò che dovrebbe essere, se vuole essere riconosciuta come istituzione, e non come una banda di soggetti descritti nel canto della mala:
“Prima faceva il ladro / e poi la spia / adesso è delegato di polizia”.
Quello dei Notav, in un’Italia piena di finte proteste pilotate dal potere, è un raro caso di lotta popolare genuina, e di risonanza nazionale, contro i soprusi del potere. Quindi sono in gioco non solo le grandi ruberie sull’Alta velocità, ma anche il principio che la gente deve stare buona mentre viene derubata; questo rifiuto di massa ad essere defraudati di beni essenziali è inaccettabile per la tirannia che aleggia dietro alla fictio democratica. Occorre che i resistenti della Val di Susa stiano attenti, perché se da un lato si cercherà di addormentare la protesta, dall’altro si farà di tutto per dipingerla come opera di violenti, esaltati, etc. E i poliziotti, che davanti a terroristi veri non brillerebbero, quando si tratta di bastonare brave persone divengono guerrieri implacabili e audaci.
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Grazie Marco. E’ vero che la polizia è immersa in una rete di relazioni istituzionali, che ne condizionano il comportamento; e come altri poteri dello Stato è subordinata a forze come gli USA, le oligarchie finanziarie, il Vaticano. L’assorbimento, del quale parli, è un fenomeno passivo; ma le forze di polizia brillano anche di luce propria. Andrebbe forse maggiormente riconosciuto il ruolo attivo, silenzioso e sottovalutato, delle forze di polizia nel determinare la politica italiana, al livello intermedio del quale fanno parte. La difesa manu militari degli interessi illeciti del business medico è a mio parere un esempio di questa cogestione attiva. La gente non lo sa, ma la medicina che ha e che avrà
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/15/la-medicina-come-rimedio-ai-limiti-della-crescita-economica/
è una medicina imposta coi questurini e i militari dal budriere bianco; e anche con forme più sofisticate di poliziotto.
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Blog “Conflitti e strategie”
Commento al Post di Gianni Petrosillo “Dateci un taglio” del 23 set 2011
Questa immagine della polizia esasperata che assalta il Palazzo ricorda gli ammutinati della Corazzata Potemkin; e chi ci crede dovrebbe stare a sentire Fantozzi…
Non so quanto sia sincero questo attrito tra La Russa e i poliziotti, che di fatto ha gettato l’amo di una polizia che sta al fianco dei cittadini esasperati dal Palazzo, e non di fronte a difesa del Palazzo con i randelli e con gli uffici riservati; ma anche se lo fosse, non mi sembra quello tra un fascista e onesti lavoratori esasperati …
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/22/istituzioni-ibride/
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17 settembre 2011
Blog de “Il Fatto”
Commento cancellato dalla redazione al post “Il patron di Esselunga Caprotti condannato per il libro “Falce e carrello” di T. Mackinson del 17 set 2011.
Salsa cilena all’Esselunga
Come riporta Thomas Mackinson su Il Fatto, Caprotti è socio e alleato di Rockefeller. Rockefeller è ritenuto da molti una forza determinante nel plasmare la medicina nella sua forma attuale, affaristica e di pochi scrupoli. (Un modello di medicina – che contempla che i farmaci si vendano al supermarket, come nei drugstore USA – abbracciato del resto anche da Coop). Secondo un’ipotesi, l’Unabomber veneto sarebbe un’operazione dei servizi, di provenienza anglosassone, appoggiata come già avvenuto in passato per altre forme di terrorismo dalle istituzioni italiane, volta a giustificare la repressione di chi si oppone in maniera civile a aspetti del liberismo come la medicina secondo Rockefeller:
http://menici60d15.wordpress.com/leopardi-unabomber-e-altri-eversori/
E’ singolare che l’autore dell’ipotesi, oppositore delle degenerazioni della medicina liberista, lamenti un comportamento anomalo di costante e gratuita molestia e provocazione in un punto vendita Esselunga:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/07/mafia-padana-e-magistrati/
Forse potrebbe essere interessante indagare su tale comportamento per comprendere meglio il significato dei muti attentati dell’Unabomber “nostrano”; e la reale posizione della grande distribuzione rispetto alla minaccia Unabomber. Ma la magistratura, con un locale Procuratore della Repubblica che in passato ha indagato a vuoto proprio su Unabomber, non sembra interessata a questa pista: è come assente, e lascia anzi che alle molestie si associ una costante presenza di polizia. In particolare dei Carabinieri; che nella loro rivista, direttore il Comandante generale dell’arma, hanno in passato ospitato (Il Carabiniere, dic 1997) l’italianista statunitense, TJ Harrison, secondo il quale oggi un Leopardi, con le sue critiche, andrebbe considerato come un probabile Unabomber.
Pubblicato in: "Regole", "Fogna", "Mele marce", "Rispetto per le istituzioni", Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Biopolitica, Borghesia compradora, Campagne istituzionali di discredito, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione occulte, Censura su questioni bioetiche, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione della viltà, Criminalizzazione degli oppositori, Crimine dei colletti bianchi, Depistaggi "la guerra è guerra", Depotenziamento lotta al crimine, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Discriminazione istituzionale di cittadini, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dittature occulte, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Educazione e incitamento al disprezzo e all'odio, Esposizione dell'ingiustizia come alternativa alla giustizia, False biografie, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istigazione istituzionale al ludibrio, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Male e mediocrità, Manipolazione, sfruttamento e violenza della grande distribuzione, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Oltraggio mediante il potere istituzionale, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partecipazione di persone comuni a censura e persecuzione, Partito americano, Patologizzazione degli oppositori, Persecuzione di polizia, Principio di Mazzarino, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Servizi segreti e frode medica strutturale, Sinistra deuteragonista, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Tecnica del potere, Tipi antropologici proibiti, Uso intimidatorio degli autoveicoli, Uso persecutorio della tecnologia per la sicurezza, Victim blaming, Violenza e medicina, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
10 settembre 2011
Blog “L’anticomunitarista”
Commento al post “On. Torazzi, Lega Nord: “I magistrati meridionali favoriscono la mafia” del 7 set 2011.
Dall’articolo della Stampa del 10 set 11, citato dall’anonimo lombardo n.65 come “ennesimo episodio” che dimostrerebbe che la sopravvivenza della mafia è dovuta a insufficiente indipendenza dallo Stato. Titolo: “La galleria radioattiva ecco le prove dell’orrore”.Testo: “Senza alcuna pretesa di scientificità…”; “…0,41 millisievert [/ora] non è indice di pericolosità.”; “Resta il dubbio se possa essere un piccolo indizio.”
Tutti sanno di ndrangheta e radiazioni cancerogene, e a parte Cetraro potrebbe esserci del vero. Ma dovrebbero sapere anche che con una TAC si assorbono, ufficialmente, 5-10 millisievert; o anche il doppio o più ancora in realtà; che il rischio di cancro da radiazioni ionizzanti da imaging medico, che la FDA ha classificato tra i cancerogeni, è a vita e si cumula nel tempo; che le stime ufficiali, quelle mostrabili al pubblico, attribuiscono alle radiazioni mediche il 2-3% dei cancri. (D.A. Johnson, CT Radiation and cancer risk, Medscape, 26 apr 2011). Equivalenti a 5000-7500 nuovi casi all’anno in Italia. E che tale esposizione deriva da esami clinici che a volte possono essere molto utili, ma spesso non lo sono affatto, venendo effettuati per fare soldi, avendo indotto il pubblico ad accettarli e pretenderli senza reale giustificazione.
Mafiosi, CC PS etc., magistrati, servizi, leghisti, benpensanti, preti, sindacalisti, politici “di sinistra”, giornalisti, bloggers non si risparmiano per esaltare l’esposizione a radiazioni cancerogene possibilmente causata dagli ndranghetisti; e allo stesso tempo per nascondere l’esposizione certa dovuta al business medico; risultato quest’ultimo che è ottenuto anche con tecniche censorie mafiose. Lo Stato conta poco. A manovrare i mafiosi, e insieme a loro anche tanti antimafiosi, sono poteri ad esso superiori; che ottengono che gli orrori autentici, e se non basta quelli inventati, della mafia, distolgano dagli orrori della criminalità economica istituzionalizzata.
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7 settembre 2011

Blog “L’anticomunitarista”
Commento al post “On. Torazzi, Lega Nord: “I magistrati meridionali favoriscono la mafia” del 7 set 2011. Cancellato dal blog de “Il fatto”, post “Mafia al Nord? Per il deputato leghista
basta avere “magistrati padani”” del 7 set 2011
Ho denunciato le frodi strutturali del business medico, che sta a Brescia e alla Lombardia come la mafia sta a Palermo o Locri. Da anni CC, PS, etc. si fanno vedere immancabilmente ogni volta che vado a fare la spesa all’Esselunga di Brescia, V. Volta. Ho protestato, con l’unico effetto che i magazzinieri e le commesse dell’Esselunga hanno cominciato a urtarmi mentre faccio la spesa. Suppongo che le discussioni derivate da questo mobbing abbiano offerto il pretesto per continuare le molestie di polizia. Oggi 7 set 2011, tornato dalle vacanze, varcata di qualche metro la soglia, da fermo in un ampio spazio, una commessa mi ha dato una buona spallata frontale. Uscito dal supermercato, Polizia provinciale (particolare divertente, seguita da un furgone della ditta “ROS” di Bergamo).
A Brescia il Procuratore della Repubblica, Pace, è della Basilicata. A giudicare dagli abusi e intimidazioni mafiose che i bresciani, o i settentrionali come Caprotti, sono liberi di esercitare a oltranza, devo riconoscere che esistono elementi compatibili con questa tesi dei magistrati meridionali che favoriscono la mafia. Solo, qui si tratta della mafia padana, quella del grande capitale, e degli straccioni che commettono qualsiasi bassezza per un tozzo di pane. Il Procuratore precedente, di Parma, non è stato da meno. Penso che la divisione principale, alla quale guardare senza farsi fuorviare dalle solite carnevalate della Lega, sia tra tipo di malaffare: crimine organizzato vs grande crimine economico istituzionalizzato. La mafia meridionale in parte è combattuta, da qualche magistrato onesto di ogni latitudine. Ma è mantenuta in vita dalle istituzioni, perché fa comodo. Tra i suoi vari ruoli istituzionali c’è quello di fornire un alibi per lasciare indisturbato il grande malaffare delle multinazionali e delle banche, che ruba e uccide non meno della mafia convenzionale.
Francesco Pansera
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22 giugno 2011
Blog della Redazione de il Fatto quotidiano
Replica al commento di Federico Derchi al post “Sclerosi multipla, in Italia la cura c’è, ma non per tutti” del 21 giu 2011
Per chi si trova nello stato di “chronic sorrow” la speranza è un ancora che evita il naufragio del sé; ma ci sono potenti interessi che speculano su questo bisogno, e guastano alla radice la ricerca sulla SM. Leggendo i commenti, vedo che tra alcuni dei malati di SM sta sorgendo una certa consapevolezza di ciò.
La teoria della patogenesi immunologica della SM è da tanti anni alla base delle lucrose “cure”, “innovative” e spesso dannose come quelle che Il Fatto pubblicizza. Mentre veniva lanciato l’interferone per la SM, pubblicai un articolo teorico che espone indizi che contrastano con tale teoria, e che puntano verso un agente causale chimico (Pansera F. Form and cause in multiple sclerosis. Perspectives in biology and medicine 36: 306. 1993). E’ stato come avere rigato con una chiave la fiancata dell’auto del capo dei capi: nella mia esperienza, la debole teoria autoimmune viene difesa con sistemi mafiosi, grazie anche ai ruffiani delle istituzioni italiane. La terapia basata sull’ipotesi della CCSVI, una grottesca trasposizione all’encefalo della stasi venosa delle caviglie delle nonne, mi sembra sia stata messa sul “fast track” perché gioca il ruolo di oppositore di comodo. Non migliore dei dogmi del Golia farmaceutico che sembra fronteggiare, aiuta a far sì che tutto resti come prima; e accresce i profitti.
Non so per certo quale sia la causa della sclerosi multipla, né tanto meno quali possano essere le terapie. Ma ho visto come i trattamenti attuali si basino su una “slothful induction” finalizzata al profitto che viene protetta con mezzi criminali. Mi pare quindi che la scelta di astensione dalle terapie farmacologiche (una scelta che diversi medici praticano per sé stessi e i loro cari anche per altre “cure”, es. gli antitumorali), e di attenzione agli ausili meccanici che “regalano autonomia” sia saggia, cioè razionale e dignitosa; date le circostanze, che sono squallide e vergognose.
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Blog de il Fatto quotidiano
Commento del 28 lug 2011 al post ” Ferrara, nuova cura per la sclerosi multipla. Ma il ministero non concede i fondi” di Marco Zavagli
L’articolo conferma che gli standard deontologici de il Fatto sulle notizie mediche non sono migliori degli standard etici del governo Berlusconi, al quale il giornalista dà la colpa della crudele omissione di cure della sclerosi multipla. Ma il ministro Fazio ha dichiarato interesse e apprezzamento, a mio parere infondati, per l’ipotesi CCSVI. Sembra un gioco tra compari.
La CCSVI è un’idea balzana osteggiata per finta. Vive di propaganda e aiuti istituzionali. Anche il nome “Brave dream” suggerisce un marketing ploy. Il giornalista adduce come prova di efficacia la circostanza che la CCSVI è accettata a scatola chiusa all’estero; dove secondo Il Fatto sarebbero più scientifici, onesti e caritatevoli di noi. In realtà, molte frodi mediche sono di provenienza estera, in particolare anglosassone; e da noi godono dell’aiuto della parte “sana”: centrosinistra, media “progressisti” come il Fatto, e istituzioni insospettabili; che stanno vendendo i malati al grande business internazionale più ancora della parte palesemente corrotta, Berlusconi e c.
La CCSVI appare come una alternativa di comodo alle terapie immunologiche, che secondo il Fatto sarebbero pure colpevolmente trascurate pur essendo “innovative”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/06/22/guai-ai-vinti/
Si tratta di innovazione “schumpeteriana”, cioè volta al profitto: variazioni commerciali sullo stesso presupposto errato. Credo che la nuova terapia-marketing, onirica – ma non esattamente coraggiosa, visto ciò su cui specula – non scalzerà le terapie farmacologiche, non essendo efficace; il suo ruolo è di affiancare le terapie “ortodosse” rappresentando un’aggiunta, anch’essa falsa, che dia sfogo ai sentimenti di malati e familiari per l’inefficacia e la dannosità dei farmaci. Fa pensare all’anatocismo, gli interessi sugli interessi applicati dagli strozzini e dai banchieri. Ostacolerà inoltre l’innovazione scientifica autentica, occupandone il posto.
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Risposta 8 ago 2011
@Marco Nazaro. Lei ha fatto male a perdere tempo a leggermi. Chi ha esperienza annusa subito un ciarlatano.
Al di sotto del cuore occorre un lavoro per vincere la forza di gravità e assicurare il ritorno venoso; mentre al di sopra il ritorno venoso ha la forza di gravità a favore. Il semplice mettersi in piedi dal letto provoca un aumento della pressione venosa alle caviglie di 100 mm Hg, e allo stesso tempo un aumentato deflusso dal circolo cerebrale, dove si può avere ipoperfusione. Ci sono meccanismi specifici per il ritorno venoso dalle gambe. Se falliscono si ha insufficienza venosa. E’ grottesco capovolgere l’emodinamica del “venous pooling” applicandola al distretto sovracardiaco ipotizzando una “insufficienza” in grado di causare danni analoghi a quelli cutanei da vene varicose (Zamboni JRSM, 2006), es. necrosi. L’anatomia delle vene presenta spesso anomalie prive di significato clinico. Il letto venoso è piuttosto elastico quanto a compenso di una stenosi mediante circoli collaterali. Ma se si verifica un’ostruzione significativa del deflusso venoso del cervello le conseguenze sono catastrofiche: è contraddittorio che l’ipotizzata stasi venosa non provochi emorragie e necrosi nel delicato e suscettibile parenchima cerebrale. Soprattutto in clinostatismo. Sarebbe così miracolosamente selettiva da palesarsi invece solo contribuendo, inspiegabilmente, alla patologia della SM.
Potrei continuare, ma neanch’io amo perdere tempo: divido le letture in “bianche e “nere” a seconda che edifichino o avviliscano, e per me è la CCSVI a costituire una lettura nera. Nonostante il mancato reperimento di dati fisiopatologici solidi a conferma di un’idea tanto peregrina, sono già partite, per le ragioni già dette, non solo le sperimentazione cliniche, ma anche la pratica chirurgica; della quale dovrebbero occuparsi forze di polizia e magistratura; il cui potere repressivo scorre però anch’esso capovolto, al servizio delle frodi strutturali del business medico.
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14 aprile 2011
Blog “Blogghete”
Commento al post “I bambini atomici” del 13 apr 2011
Quando avevo circa 27 anni, 1-2 anni dopo Chernobyl, lavoravo saltuariamente nell’ambulatorio della direzione generale dell’ENEL (un appalto sontuoso a un tale, che non ci pagava, se non dopo 6-8 mesi e lunghe insistenze, le 60milalire/giorno pattuite). Fuori a volte c’erano i manifestanti contro il nucleare; e io, che ero non meno candido di quanto Freda dice dei suoi vent’anni, mi meravigliavo di come fossero tollerati, e anzi trattati amichevolmente nonostante le pesanti accuse che gridavano contro l’ENEL e i suoi capi.
Il 10 mag 2009, a Brescia, dopo una conferenza pubblica di uno studioso degli Anni di piombo, nel dibattito – saremo stati non più di una quindicina di spettatori – si è alzato Francesco Gironda, che ha detto di avere lavorato come “addetto stampa” di Gladio. Ha raccontato che dopo Chernobyl gli storni cadevano a mucchi nel suo giardino; e che dovere dello Stato “parallelo” è stato quello di tenere, responsabilmente, nascosta la notizia, che avrebbe provocato il panico. Questo per dire che tali notizie vengono considerate e manipolate (quando non create) dai famosi “servizi”. Che oggi si occupano meno di bombe e più di business, non ultimo il business della medicina.
Come osserva giustamente Freda, la notizia su Chernobyl fu tutt’altro che nascosta. Sono altre le notizie mediche che i colleghi di Gironda fanno in modo non emergano. Fa bene Freda, col suo fiuto, a non bersi le notizie mediche di fonti di parte come Repubblica; ma si tratta di un gioco di specchi complicato. Da un lato le radiazioni possono fare molto male, facilmente e in modo del tutto inapparente (e questa non è che una delle ragioni per opporsi al nucleare); dall’altro la loro grave pericolosità viene sia esagerata a dismisura, sia ferreamente censurata a seconda della convenienza; es. si sollecitano paure agitando fantasmi di radiazioni inesistenti, ma che paradossalmente, spingendo a fare accertamenti per la paura di essersi presi il cancro, tra i danni che provocheranno avranno quello di un aumento di esposizione alle radiazioni “buone”: le radiazioni mediche, che non sono affatto buone. Tutti sanno della “nave dei veleni” radioattiva di Cetraro, una brutta operazione di disinformazione (come scrissi prima che cominciassero le verifiche); ma ci si guarda dall’informare adeguatamente il pubblico sul rischio cancerogeno concreto derivante dal cumulo degli effetti degli esami radiografici o con isotopi radioattivi:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/15/pescatori-di-cancro/
In USA tutti sanno di Three miles Island, ma le cardio TAC “preventive”, che è stato calcolato provocano 75 nuovi casi cancro ogni 50000 soggetti, vengono pubblicizzate da cartelloni con l’immagine di un bambino che dice che per la Festa del papà regalerà al babbo una cardio TAC. L’allarme montante sulla radioattività dal Giappone potrebbe preludere a un nuovo allarme su un aumentato rischio di cancro e sulla necessità di farsi controllare; in particolare per alcuni tumori, come quello alla tiroide. Segnalo anche un altro mio commento, che include considerazioni sul cancro della tiroide, e sulla sua sovradiagnosi:
http://menici60d15.wordpress.com/2010/10/25/opere-e-omissioni-2/
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3 aprile 2011
Blog di Andrea Carancini
Commento del 3 apr 2011 al post “Berlinguer e la strage di Brescia: anche questa volta Vinciguerra non ha parlato a vanvera” del 3 apr 2011. Rimosso senza avviso il 24 apr 2011
Non sono un esperto di strategia della tensione né un appassionato dei Misteri d’Italia, ma penso di essere un testimone. Quanto dice Vinciguerra corrisponde alla mia esperienza personale a Brescia. Da medico, ritengo che oggi i servizi, caduto il pericolo -o lo spauracchio- dell’URSS si occupino maggiormente di temi industriali ed economici, e in particolare di medicina: di proteggere le sue frodi e il suo sviluppo economico da critiche. Questa attività viene svolta a Brescia, sotto direzione USA naturalmente; e quello che mi ha spiazzato è quanto essa possa contare sull’appoggio delle istituzioni dello Stato, polizia, magistratura, amministrazioni (nonché del Vaticano); e anche sulla collaborazione della “sinistra”. All’inizio è stato difficile rendersi conto e accettare che quelle forze della sinistra, quelle stesse persone, che si sono stracciate le vesti, e si sono fatte belle, piangendo la Strage, sono attive e scattanti nel collaborare coi servizi e con altri pezzi di Stato per soddisfare gli attuali voleri criminosi di quegli stessi poteri che nel ’74 vollero la bomba. Capisco come quanto dico possa sembrare folle; è sembrato così anche a me per lungo tempo. Desidero ringraziare coloro che come Vinciguerra e Carancini forniscono informazioni che alleviano la penosa sensazione di irrealtà e smarrimento davanti ai comportamenti in fondo miserabili di coloro che uno considererebbe le forze pulite.
Francesco Pansera
http://menici60d15.wordpress.com/2010/11/21/la-leonessa/
http://menici60d15.wordpress.com/2010/11/23/brescia-non-solo-bombe/
Vinciguerra mi pare nel giusto anche quando parla della strumentalizzazione dei familiari delle vittime:
http://menici60d15.wordpress.com/2009/01/02/la-sindrome-di-peppa-nei-familiari-delle-vittime/
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Blog di Elisabetta Reguitti su Il Fatto
Commento del 23 apr 2011 al post “Adro ha bisogno di un sindaco come Lancini?”
La notizia, comunica indignata la giornalista de Il Fatto Elisabetta Reguitti, è che la CGIL ha denunciato per peculato il sindaco di Adro perché ha usato la carta del Comune per inviare ai cittadini lettere che attaccano la CGIL. Credo che la magistratura bresciana, che non ha risorse per occuparsi dei reati dei maggiorenti bresciani, non si risparmierà su questo fatto gravissimo.
Vivo a Brescia, e conosco purtroppo sia il comportamento della Lega, sia quello della CGIL bresciana, sia quello del prefetto Brassesco Pace. Per me l’immagine per la quale vi è una forte contrapposizione tra loro è una colossale cantonata o un falso gigantesco, indegno di un giornale di punta dei progressisti. Ritengo piuttosto che queste baruffe, come quella sulla pagliacciata dei soli delle Alpi di Adro, siano fumo negli occhi; che nasconde una sostanziale intesa di fondo, prioritaria rispetto alla rivalità per il potere; secondo una consolidata tecnica che ho paragonato al gioco tra “il bianco e l’augusto”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/21/i-magistrati-e-leffetto-bokassa/
Una tecnica che ha a Brescia una scuola di prim’ordine, che ha poco da invidiare alla “falsa politica” dei mafiosi meridionali, e che protegge manovre non meno gravi di quelle della mafia convenzionale; manovre di tenore ben diverso dall’uso illegittimo di qualche foglio di carta intestata del Comune:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/03/la-sinistra-smagnetizzata/
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Blog Barbaranotav
Commento al post “La guerra in Libia non esiste per la marcia Perugia Assisi che parla di lavoro” del 26 set 2011
In genere questi ipocriti di professione quando dovrebbero parlare di problemi interni come la seria difesa dei diritti dei cittadini e del lavoro, parlano invece di questioni internazionali, di massimi sistemi, delle donnine di B. etc.; e quando, marciando per la pace, dovrebbero parlare della guerra d’aggressione in atto a Sud di Lampedusa, e del nostro ruolo di ascari in questa guerra coloniale, allora parlano di questioni interne come il lavoro. Da molti anni la “sinistra” è servizievole, fino alla complicità in operazioni ignobili e gravi reati, con quelle forze straniere che hanno seminato zizzania insanguinando il nostro Paese con le stragi e gli omicidi politici
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/03/la-sinistra-smagnetizzata/
Forze che ora hanno seminato zizzania in uno stato sovrano per poi invaderlo, massacrando innocenti. E che sono il braccio armato di quei poteri che stanno depredando il Paese e che condizionano, menomandola, la vita quotidiana dei cittadini. Grazie a Barbara e agli autori riportati per avere indicato in maniera netta e forte il gesuitismo della “sinistra”. Una sinistra che di radicale ha solo la doppiezza.
Pubblicato in: "Antipolitica", "Mele marce", "Rispetto per le istituzioni", "Socialismo", Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Alleanza della sinistra col clero, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Borghesia compradora, Buonismo, Campagne istituzionali di discredito, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Cattivi maestri, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione occulte, Censura su questioni bioetiche, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Clero e buonismo, Clero e censura, Clero e doppio Stato, Clero e violenza, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Coltivazione della viltà, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Criminalizzazione degli oppositori, Crimine dei colletti bianchi, Depistaggi "la guerra è guerra", Destra, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diritto all'informazione, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Etica della conoscenza e del giudizio, Fagocitosi dell'opposizione, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forma democratica e sostanza pontificia, Gattopardismo, Guerra fredda come alibi, Guerra fredda e deuteragonismo, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzioni ibride, Lancio infiltrazioni mafiose al Nord, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Libertà dalla bugia, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Male e mediocrità, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Metamafia, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Non-complementarietà, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Perdono per i prepotenti, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Prepotere del clero, Relativismo epistemico, Resistenza civile, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Selezione avversa classe dirigente, Servilismo degli intellettuali, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Soccorso al vincitore, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Supporto della religione all'oppressione, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Tirannia della bugia, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza, Violenza impunita, Violenza occulta | Commenti disabilitati
31 marzo 2011
Blog di Andrea Carancini
Commento al post”Giovannino Guareschi, o la patria degli onesti” del 31 mar 2011
“No, niente Appello. Qui non si tratta di riformare una sentenza ma un costume”
Guareschi
Giovannino Guareschi, con la sua penna leggera e acuminata di umorista e galantuomo, è una di quelle figure che danno ristoro e indicano la via “se la canaglia impera”. Il suo caso mostra quanto sia sottovalutato il costume delle nostre classi dirigenti di vendere l’Italia e gli italiani a interessi esteri:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/
E quali sentimenti omicidi possano nutrire i preti e i loro agenti verso la gente che vogliono dominare:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/21/i-preti-sciamani-furbi/
Vorrei accostare a Guareschi Domenico Marotta, già direttore dell’Istituto superiore di sanità; un italiano di valore che stava rendendo grandi servigi all’Italia quando fu messo in galera dai DC e dai magistrati a beneficio dei padroni esteri. Guareschi rifiutò di ricorrere in appello e di chiedere la grazia; Marotta, alto burocrate, rifiutò di presentarsi ai giudici. Di recente c’è stato un altro caso di disconoscimento a proprie spese del potere giudiziario con Parmaliana. Quando impera la canaglia, bisogna difendersi non davanti ai magistrati, ma difendere sé stessi e la società dai magistrati.
Qui tam pro domino rege http://menici60d15.wordpress.com/2010/03/27/qui/
http://menici60d15.wordpress.com/2010/04/30/il-ladro-e-il-viandante/
Pubblicato in: Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Alleanza della sinistra col clero, Appoggio ai dissidenti ingiustamente attaccati, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Borghesia compradora, Campagne istituzionali di discredito, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione occulte, Censurati e perseguitati riconosciuti, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Clero e compradora, Clero e doppio Stato, Clero e violenza, Collusione della magistratura col potere, Continuità tra destra e sinistra, Criminalizzazione degli oppositori, Destra, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Discriminazione istituzionale di cittadini, Disordine pilotato, Educazione e incitamento al disprezzo e all'odio, Etica della conoscenza e del giudizio, False biografie, Fictio democratica, Figure nobili, Forma democratica e sostanza pontificia, Guerra fredda come alibi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Male e mediocrità, Manipolazione ideologica, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Meritocrazia vs. merito, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Neoalchimia, Oltraggio mediante il potere istituzionale, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partito americano, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Prepotere del clero, Principio di Mazzarino, Repubblicanesimo, Riconoscimento dell'extramediatico, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Selezione avversa classe dirigente, Servilismo degli intellettuali, Servizi segreti e frode medica strutturale, Standard negativo e falso standard, Supporto della religione all'oppressione, Tecnica del potere, Tipi antropologici proibiti, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina | Commenti disabilitati
28 marzo 2011
Blog di Strozzateci tutti su “Il Fatto”
Commento al post “A Paralup, la Pompei partigiana”
“La centrale è stata condotta con la cultura del permettere uno stato permanente di allarme invece che ricercare le cause dell’allarme”
Il capo degli ispettori sull’incidente nucleare di Sellafield, UK
La Resistenza come metafora ed esempio dell’impegno civile è un conto; il considerare l’antimafia civile come una “Resistenza permanente”, più che la Lotta di liberazione ricorda i falsi certificati di partigiano a guerra finita.
La Resistenza fu una condizione eccezionale, conseguente alla vergogna del fascismo, con un paese allo sbando e occupato; durò 18 mesi. La mafia l’abbiamo da decenni in una “Repubblica democratica”, e ora ci si accorge che c’è anche al Nord. Lo stato perenne di emergenza, auspicato da Schmitt, il giurista del nazismo e il teorico della strategia della tensione mediante il terrorismo, è indice di uno Stato malato e corrotto. Chiedere allo Stato perché non vuole eradicare la mafia, questo per me sarebbe raccogliere l’eredità di quelli che combatterono davvero.
Come è possibile che un pugno di mafiosi abbia “colonizzato” la superba Lombardia? Pochi giorni fa, a una conferenza di Dalla Chiesa, nel lanciare l’allarme è stato detto che “non si sa” chi ha firmato le delibere che ponevano ndranghetisti a capo di ASL lombarde; interessante anche la notizia che l’università di Brescia negli anni ’90 diede una cattedra a un commercialista legato alla cupola siciliana.
La minaccia mafiosa a tanti al Nord fa comodo: permette di tralasciare e favorire altri reati non meno gravi, come quelli del malaffare autoctono; e di servire, acquisito così il consenso dell’opinione pubblica, interessi di poteri forti; che ormai dispongono sia della mafia sia delle forze antimafia, quasi come il puparo che dispone dei mori e dei paladini:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/25/ndrangheta-e-privatizzazione-della-sanita/
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/25/antimafiosi/
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Blog “Il Fatto”
Commento del 15 apr 2011 al post del 15 apr 2011 “Ndrangheta, strategia della tenzione e prove di infiltrazione nello Stato” di L. Musolino
Vedo che “il Fatto” parla di “strategia della tensione” a proposito della ndrangheta. La locuzione si riferisce alla teoria che vede un disegno dello Stato e dei servizi nel terrorismo degli Anni di piombo; ed è in questo senso che di recente ho parlato di “strategia della tensione” mediante la mafia, in un commento su il Fatto:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/28/antimafia-e-cultura-dellemergenza/
Invece nell’articolo “Ndrangheta, strategia della tensione e prove di infiltrazione dello Stato”, la strategia della tensione diviene semplicemente un attacco della mafia verso lo Stato; che corrisponde a quello che i responsabili della strategia della tensione volevano fare credere del terrorismo. Credo che il rapporto di complicità tra Stato e mafia non dovrebbe essere ignorato, né stravolto manipolando le parole.
Pubblicato in: Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Censura e persecuzione occulte, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Continuità tra destra e sinistra, Depistaggi "la guerra è guerra", Deuteragonismo nei blogs, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Estetizzazione dei problemi politici o etici, Etica della conoscenza e del giudizio, Fagocitosi dell'opposizione, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Funzione censoria del deuteragonismo, Gattopardismo, Generalizzazione corretta, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzioni ibride, Lancio infiltrazioni mafiose al Nord, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Mafia meridionale e mafia fordista, Mafie meridionali e medicina, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Manipolazione ideologica, Metamafia, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Non-complementarietà, Opposizione deuteragonista, Opposizione verticale al potere, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Pericoli dell'antimafia, Questione meridionale, Relativismo epistemico, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Servilismo degli intellettuali, Servizi segreti e frode medica strutturale, Sineddoche tendenziosa, Sinistra deuteragonista, Soccorso al vincitore, Standard negativo e falso standard, Successione Ndrangheta come prima mafia, Terrorismo come deuteragonismo, Tirannia della bugia, Travaglismo | Commenti disabilitati
25 marzo 2011
Blog de “Il Fatto”
Commento al post “Vendola-Formigoni, il primo: “Lombardia regione mafiosa”. L’altro: “E’ un miserabile” del 25 mar 2011
Vendola chiama mafiosa la sanità lombarda e Formigoni gli dà del drogato. Ieri sera 24 mar 11 a una conferenza di Nando Dalla Chiesa un economista dell’università di Brescia ha spiegato che le mafie prosperano sulla spesa pubblica (concetto importate); ma ha aggiunto che il modo per contrastare la ndrangheta in Lombardia è dunque privatizzare la sanità: buona conclusione per assicurazioni, fondi, banche, considerate dai tecnici tra le cause maggiori della cattiva sanità USA.
Sciascia ha scritto del “Potere che mette tutto e tutti insieme, che intesse tutto. Che assimila tutto. Anche l’opposizione, anche la contestazione”. Un modo per ottenere questo è di creare un nemico comune. Es. la ndrangheta, che avrebbe “colonizzato” l’onesta Lombardia con le sue forze, nonostante i decenni di esperienza di lotta alla mafia.
Penso che la mafia debba il suo successo ai poteri forti che la sostengono; e che questi poteri la stiano usando anche come spauracchio per ottenere risultati come la privatizzazione della sanità. Le stesse forze dello Stato che al Sud contrastano la mafia, al Nord la fanno passare, mentre si occupano di fare tacere le voci di critica alla medicina delle multinazionali. Ora, dopo che si sono lasciati scorrazzare 4 gangster, le voci più avvertite chiedono di fare scelte politiche fondamentali non in funzione di ciò che è bene per la salute dei cittadini, ma per sfuggire alla mafia.
La ndrangheta è divenuta quello che i critici cinematografici hanno chiamato, a proposito di pellicole come “Non è un paese per vecchi” , “il male invincibile”. Se vi piace il film, se davvero credete che Formigoni e Vendola, entrambi sostenitori della medicina liberista del prete dei servizi Verzè, siano davvero nemici, buona visione. Il risultato sarà una medicina delle banche; è una medicina che fa paura a chi sa cos’è, ma almeno così probabilmente non è di lupara che moriremo.
http://menici60d15.wordpress.com/
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Commento del 26 mar 2011 allo stesso post, censurato
Denuzzom dice che in Lombardia un malato di cancro ha delle possibilità, in Puglia no. La mortalità per cancro della popolazione generale, standardizzata per età, nel 2005 è stata di 157/100000 per la Lombardia e 136/100000 per la Puglia: in Lombardia risulta muoia di cancro un 15% in più. Altra cosa è la sopravvivenza di chi si è ammalato. Altra cosa ancora è la sopravvivenza reale di chi ha avuto una diagnosi di cancro: la sopravvivenza apparentemente migliore dei malati di cancro in Lombardia è dovuta almeno in parte a un artefatto dovuto a una maggior quota di sovradiagnosi:
http://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/
In soldoni, se si diagnostica il cancro anche a soggetti sani, sembrerà che una percentuale maggiore di malati si salvi; in realtà si è peggiorato lo stato di salute della popolazione, medicalizzando dei sani. Il trattamento medico senza reale necessità è una truffa generalizzata nascosta, tipica della medicina liberista, che ha avuto nel caso della clinica S Rita un’espressione estrema e rozza. D’altro canto in Lombardia in genere gli aspetti organizzativi della sanità, che sono importanti per la condizione psicologica e morale oltre che fisica del malato, non toccano gli sconci che si incontrano spesso al Sud.
In Lombardia è maggiore il rischio di morire per cancro, di venire trattati essendo sani, e di venire sovratrattati da malati. Se si è malati, la qualità della vita legata agli aspetti organizzativi delle cure può essere migliore in Lombardia. La medicina di fatto è business; il livello etico è carente ovunque; l’arretratezza della Puglia, che si sta mettendo in pari, è commerciale:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/09/vincitori-e-vinti-nella-sanita-puglliese/
Dietro alla sceneggiata lumbard/terroni le cose sono diverse, e più brutte, di come sembrano:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/25/ndrangheta-e-privatizzazione-della-sanita/
Pubblicato in: Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Assicurazioni e frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Avvicinamento clero e scientismo, Bioetica, Biopolitica, Borghesia compradora, Buonismo medico, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Clero e buonismo, Clero e censura, Clero e compradora, Clero e deuteragonismo, Clero e doppio Stato, Clero e frode medica strutturale, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Contrasti tra Impero e Baroni per i diritti di sfruttamento sull'Italia, Criminalizzazione degli oppositori, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Danni e pericoli della globalizzazione, Deontologia dei blogs, Depotenziamento lotta al crimine, Deuteragonismo medico, Deuteragonismo nei blogs, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Dolo in medicina, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Fagocitosi dell'opposizione, Falsa coscienza e buona fede degli operatori nella frode medica strutturale, Fictio democratica, Forma democratica e sostanza pontificia, Frode medica strutturale, Funzione censoria del deuteragonismo, Gattopardismo, Generalizzazione corretta, Grazia e antinomianismo, Iatrogenesi, Il Negativo e il Proibito, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzioni ibride, Laicità all'italiana, Lancio infiltrazioni mafiose al Nord, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Libertà dalla bugia, Mafia meridionale e mafia fordista, Mafie meridionali e medicina, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati e medicina, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Malamisura, Manipolazione delle statistiche sul cancro, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Medicina e frode medica strutturale nel Meridione, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Metamafia, Midcult progressista, Morton's fork e doppio legame, Non-complementarietà, Omertà scientifica, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Paziente come supporto, Perbenismo poujadista, Pericoli dell'antimafia, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Prepotere del clero, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Questione meridionale, Responsabilità del pubblico nella frode medica strutturale, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Selezione avversa classe dirigente, Servilismo degli intellettuali, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Standard negativo e falso standard, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Successione Ndrangheta come prima mafia, Supporto della religione all'oppressione, Sussiego della sinistra, Tecnologia irrazionale pro business, Travaglismo, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina | Commenti disabilitati
19 marzo 2011
Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “Ma è un film di Bunuel? ” del 18 mar 2011
Le ballerine e la sala macchine
Giusto:
http://menici60d15.wordpress.com/2009/05/09/i-18-anni-di-noemi-e-la-nascita-della-sanita-integrativa/
Per esempio, è appena uscito un rapporto della “Economist intelligence unit” che, citando dati della Banca mondiale, avvisa che la spesa pubblica per la sanità potrebbe saltare dall’attuale 8 % al 14% del PIL nel 2030. Oltre all’invecchiamento della popolazione, giocheranno un ruolo la crescente [e spesso ingiustificata] costosità delle cure e la aumentata domanda [indotta] di servizi medici. Lo studio prevede e auspica un’accentuazione dell’impostazione commerciale della medicina. Es. un’enfasi ancora maggiore sulla “medicina preventiva”, un ossimoro di fatto che è tra le maggiori cause sia della spirale della spesa sanitaria, sia della spirale iatrogenica. L’EIU prevede inoltre una conseguente privatizzazione della sanità, con razionamento delle risorse pubbliche e spese di tasca propria da parte dell’utente. Considera che tra 20 anni ci possa essere un unico sistema sanitario UE, funzionale al progetto.
Questa medicina dei banchieri sarà una medicina degli usurai, che inciderà sulla borsa e sulla vita, ma ci si guarda dal dirlo alla gente. E’ tra i fattori principali che concorrono a configurare un sistema socioeconomico che è come una nave da crociera piena di piacevolezze, dove i passeggeri possono, in misura variabile, partecipare ai divertimenti, o almeno guardare gli altri divertirsi, fino a che non divengono combustibile per i potenti motori della nave.
Riguardo alla mafia al Nord, la “conquista” simmetrica (1) servirà tra le altre cose a coprire le masso-mafie del Nord; inclusi i servigi mafiosi che in mafioso silenzio, dietro a sconvolgenti rivelazioni di orge e fieri litigi per alti ideali, le forze sane e la parte produttiva della nazione – politici assortiti, forze di polizia, magistrati, sindacati, lumbard e qualche ndranghetista doc (2) – stanno prestando tutti assieme affinché la profezia e i desideri dell’Economist e dei banchieri si avverino.
1.Italia. 150 anni di conquiste fiat
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/17/italia-150-anni-di-conquiste-fiat/
2.Pescatori di cancro
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/15/pescatori-di-cancro/
3. Vincitori e vinti nella sanitopoli pugliese
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/09/vincitori-e-vinti-nella-sanita-puglliese/
Pubblicato in: "Antipolitica", Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Bioetica, Biopolitica, Borghesia compradora, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione occulte, Censura su questioni bioetiche, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Danni e pericoli della globalizzazione, Depotenziamento lotta al crimine, Destra, Deuteragonismo medico, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Fiducia nelle istituzioni, Frode medica strutturale, Funzione censoria del deuteragonismo, Gattopardismo, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzioni ibride, Lancio infiltrazioni mafiose al Nord, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Mafia meridionale e mafia fordista, Mafie meridionali e medicina, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Metamafia, Misteri d'Italia e USA, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Pericoli dell'antimafia, Relativismo epistemico, Responsabilità e colpe del popolo, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scienza e medicina come nuove religioni, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sineddoche tendenziosa, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Standard negativo e falso standard, Strumentalizzazione della sessualità, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successione Ndrangheta come prima mafia, Tecnologia irrazionale pro business, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Violenza e medicina, Violenza indiretta, Violenza occulta | Commenti disabilitati
15 marzo 2011
Blog Il Fatto
Commento al post della redazione”Nave dei veleni, laDda di Catanzaro chiede l’archiviazione dell’inchiesta” del 15 mar 2011
La magistratura e la separazione dei valori: il caso della “nave dei veleni” (2009)
http://menici60d15.wordpress.com/2009/10/28/la-magistratura-e-la-separazione-dei-valori-il-caso-della-“nave-di-veleni”/
Quando “less is more”. Liste di attesa per le Tac, per i processi, e liste di priorità per il controllo dei cancerogeni in Calabria (2009)
http://menici60d15.wordpress.com/2009/11/18/quando-“less-is-more”/
@ mex silvio. La teratologia di Stato invece sull’inquinamento al Sud esibisce affermazioni con due teste, una vera e una falsa. Questo della nave radioattiva di Cetraro è uno di quei procurati allarmi di prim’ordine, ben congegnati, dannosissimi, e lucrosissimi; che anziché una condanna penale e ignominia fruttano soldi, carriera, fama ai signori delle istituzioni e ai free-lance che li lanciano e che li proteggono. Per il pubblico e i pazienti, ci sarà un’estensione alla Calabria di quella che ho definito la “pesca con le spadare” delle diagnosi di cancro:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/25/anche-gli-psicologi-vogliono-le-spadare/
La pesca dei pesci ne avrà un po’ risentito, ma l’oncologia fiorirà, e l’effetto economico netto sarà altamente positivo.
Pubblicato in: Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Berlusconismo, Bioetica, Bioetica strumentale, Biopolitica, Blogs, Borghesia compradora, Buonismo medico, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Depistaggi "la guerra è guerra", Depistaggi eziologici, Deuteragonismo medico, Dipietrismo, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dolo in medicina, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Fallacie di generalizzazione e induttive, Frode medica strutturale, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Inquinamento, Interventi della magistratura contro frodi mediche, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Libertà dalla bugia, Mafia meridionale e mafia fordista, Mafie meridionali e medicina, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati e medicina, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Manipolazione delle statistiche sul cancro, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Medicina e frode medica strutturale nel Meridione, Midcult progressista, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Paziente come supporto, Pericoli dell'antimafia, Politica e biomedicina, Profezia che si autoavvera, Profezia che si autoavvera in medicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Questione meridionale, Responsabilità del pubblico nella frode medica strutturale, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scienza e medicina come nuove religioni, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Tirannia della bugia, Travaglismo, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina, Violenza indiretta, Violenza occulta | Commenti disabilitati
9 marzo 2011
Blog di David Pierluigi su “il Fatto”. Sez. giustizia e impunità
Commento al post “Sen.Tedesco (Pd): “Sono un perseguitato dai magistrati. Vendola sapeva ciò che facevo”
L’assessore Tedesco rappresenta un vecchio tipo di sfruttamento della mangiatoia sanitaria, che va ridotto a favore di frodi più moderne e asettiche, ben rappresentante dal triangolo Vendola-Verzè-Berlusconi. Il futuro della sanità italiana vedrà, anche al Sud, meno tangenti e più frodi strutturali:
Il PM Nicastro come assessore alla sanità: la non complementarietà tra magistrati e tangentisti
http://menici60d15.wordpress.com/2010/02/27/1322/
http://menici60d15.wordpress.com/2009/08/22/la-magistratura-davanti-alle-frodi-mediche-di-primo-e-secondo-grado/
Per i pazienti, che restano sullo sfondo, si passerà dalla padella alla brace. Il senatore PD fa parte della “banda” perdente, e deve accettare di giocare per un po’ il ruolo di cattivo: i “corleonesi” sono protetti da apparati dello Stato, come furono protetti i corleonesi veri. Non disturbati da volgari questioni di mazzette, traghetteranno la politica nella nuova fulgida era, dove il “succhio” del denaro speso dai cittadini per la sanità deve andare meno a partiti, maneggioni e clientele e più alle grandi imprese.
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Postato il 9 mar 2011 alle 20:46. Scomparso dal post e postato di nuovo il 12 mar 2011.
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3 marzo 2011
Blog di Andrea Carancini
Commento al post “Due italiani seri: ricordo del generale Giorgio Manes e del magistrato Ottorino Pesce” del 3 mar 2011
Mi associo sommessamente al ricordo del generale Manes e del magistrato Pesce. Onore a loro e agli altri Caduti.
http://menici60d15.wordpress.com/2008/06/21/calipari-virtu-militari-e-diritto/
http://menici60d15.wordpress.com/2010/12/21/1744/(L’omertà e la complicità nazionali nelle epurazioni USA)
Quello delle tecniche per provocare o favorire una morte cardiaca prematura è un discorso complesso e delicato; ma sarebbe quanto mai attuale oggi, con una magistratura e un’arma dei CC “bonificati”, e che hanno imparato fin troppo bene la lezione, tanto da avere ormai, ritengo, più meriti come esecutori delle epurazioni che come vittime.
http://menici60d15.wordpress.com/
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3 marzo 2011
Blog di Beppe Grillo
Commento al post “La via del guerriero – Piercamillo Davigo” del 2 mar 2011
“Dovere di un guerriero.. è combattere … Non te ne deve importare niente … se sei dalla parte giusta o dalla parte sbagliata, meno che mai ti deve importare di quali saranno le conseguenze ultime delle tue azioni…”. P. Davigo, citando il Mahabharata.
Anche il prefetto di Brescia, Brassesco Pace, ha raccontato in tv che un politico le ha detto “Lei è un guerriero”. Io invece nel mio idioletto, quando vengo molestato da auto della polizia o sfiorato da auto in borghese, cosa che mi capita ogni giorno, la chiamo “Mezzastriscia”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/04/la-mezzastriscia/
Dalle sale biliardo si è esteso ai manager e ora a chi esercita il potere dello Stato il paragonarsi a un guerriero. I guerrieri si giocano la vita. Haldane, uno scienziato che aveva combattuto nei commando, ha scritto, citando come Davigo la tradizione indù, che il gioco d’azzardo si addice al guerriero perché simboleggia quanto facilmente egli possa giocarsi la vita e perdere. Chi è garantito dallo Stato a volte gioca con la vita degli altri e fa carriera pugnalando alle spalle per conto del Principe; arrivando sano e salvo alla pensione. Atteggiarsi a guerriero, ridicolo a parte, può costituire una razionalizzazione narcisistica di atti e reati che meriterebbero una punizione per codardia, non una medaglia al valore.
Non è degno di chi amministra la giustizia predicare che non importa se si sta dalla parte del torto o della ragione, né quali sono le conseguenze ultime del proprio operato, purché si combatta. Ce ne sono già troppi che appiccicano questa filosofia alle loro gesta. Sono i mercenari che si trovano sempre miracolosamente dalla parte del più forte, a lottare per i fatti propri. I magistrati, anzichè degradarsi a guardiani nella repubblica platonica, e sentirsi “corruschi d’armi ferree”, dovrebbero smettere di fingere di non vedere quali disegni spesso e volentieri servono, e di quali conseguenze deleterie si fanno così responsabili.
Francesco Pansera (menici60d15) 03.03.11 08:55|
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21 febbraio 2011
Blog di Marco Cedolin
Segnalata come commento al post “Il bosco, la ruspa e l’autista” del 19 feb 2011, blog “Il corrosivo”
Pubblicata sul blog Blog “L’aria che tira” il 21 feb 2011
-Erano soldi tuoi ?
-NO.
-E allora li hai rubati ! C’è la parola, perché non la dobbiamo usare.
(Il pazzo al responsabile di un ammanco di cassa in “Ditegli sempre di si” di Eduardo De Filippo)
Marco Cedolin lamenta che il senso delle sue parole non sia stato ben compreso. Cedolin giustamente mostra come al di sopra degli scontri furibondi tra Berlusconi e i suoi oppositori ci sia una comune obbedienza a poteri maggiori. Si lotta per avere il posto di ruspista, che poi eseguirà lo stesso progetto di distruzione del bosco, dice Cedolin. E’ un peccato che un concetto tanto basilare, che con tutti i distinguo possibili è semplice e solido nella sua essenza, non venga compreso dai bloggers, che dovrebbero essere tra i cittadini più svegli.
In parte ciò è dovuto alla subalternità culturale al pensiero unico. Questo sforna slogan, manipola e mistifica il linguaggio a piacimento, e impone capillarmente il suo discorso; chi si oppone è costretto a usare un linguaggio già viziato, che travisa e nasconde. Non si chiamano col loro nome le cose semplici, né tanto meno si dà un nome a quelle più complesse che devono restare in ombra.
Dobbiamo invece avere un nostro linguaggio. A proposito di una delle pietre angolari del sistema, che Cedolin indica ma è invisibile ai più, c’è una parola utile: “compradora”. La “borghesia compradora” era creata nei paesi occupati dai colonialisti ottocenteschi come mediatrice dello sfruttamento. Al di là di pedanterie filologiche, questa parola può essere adottata per indicare la circostanza che la nostra classe dirigente e i “nostri” rappresentanti politici tendono a usare la loro posizione per consentire a forze straniere uno sfruttamento della nazione sotto il profilo politico, economico, culturale, etc . Gli acquirenti principali oggi sono gli USA, UK e Israele. Il motivo geopolitico è affiancato o meglio sovrastato da quello economico: i grandi potentati transnazionali che possiedono il mondo; banche, multinazionali, private equities, etc. Il prezzo è stracciato: interessi enormi venduti spesso per miserabili vantaggi personali.
Si possono sommariamente distinguere 4 aspetti del fenomeno.
1. La borghesia compradora italiana è in parte imposta. Nello stato di sovranità limitata instaurato nel dopoguerra si sono epurate anche con la violenza fisica figure forti che mostravano autonomia, e interesse al destino dell’Italia, come Mattei o Moro, per insediare dei viceré fantoccio oppure ben disposti a compromessi.
2. In parte è un fenomeno volontario. La selezione avversa della classe dirigente ha innescato una corsa dei mediocri per vendersi in modo da avere successo. Ciò è avvenuto non solo in campo politico, economico, industriale – o confindustriale – ma anche nel campo culturale e delle professioni. Dal giornalismo alla scienza. Influenzando in senso positivo o negativo le carriere, i committenti plasmano la classe dirigente nostrana, e con essa i costumi e la politica. Vedi ad esempio “La guerra fredda culturale. La CIA e il mondo delle lettere e delle arti” di F. Stonor Saunders.
3. Il fenomeno è trasversale e ubiquitario, ma ha il suo baricentro in forze che all’apparenza sembrano le più sane, progressiste o ideologicamente lontane dai referenti del doppio Stato: sinistra, magistratura, clero e altre. Da questa mimetizzazione deriva parte della difficoltà nel comprenderlo.
La “sinistra” è specializzata in figure bifronte, che con la faccia rivolta a chi sta in basso impersonano, “narrano”, come dice Vendola, una politica pulita; mentre con l’altra si accordano con quelli che stanno in alto, facendosi fiduciari dei loro interessi. Es. due papabili di alta qualità per la presidenza del consiglio: l’astro nascente Vendola, il “poeta comunista” che fa pensare a Pasolini, ma è tutt’altra cosa, di recente benedetto in un tour USA dai signori del liberismo, e osannato in Italia dalla massa dei disgustati da Berlusconi; e Rosy Bindi, la pseudoAnselmi http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/18/la-pasionaria/ .
E’ difficile pensare che le organizzazioni dei magistrati non vedano nulla, e che i magistrati siano tutti e sempre in buona fede quando favoriscono sostituzioni in senso liberista della classe di governo, es. con Tangentopoli e ora col Mignottagate; mentre allo stesso tempo favoriscono gravi crimini intimamente connessi a grandi interessi, come quelli del business mondiale della medicina.
Il Vaticano ha una tradizione millenaria nello stare a galla spartendosi l’Italia con stranieri, e appare avere inoculato tale costume nella nostra cultura.
Svolgono un ruolo non secondario nella borghesia compradora altre agenzie etiche, come le forze di polizia, i sindacati, gli intellettuali, la burocrazia, etc.
4. La gente è complice e partecipe, con la sua miopia e superficialità, col vendere il voto per un piatto di lenticchie a amministratori infedeli che venderanno anche chi li ha eletti; col non saper reagire in altro modo che seguire stolidamente le mode ribelliste pilotate che la porteranno dalla padella alla brace. Docile come un bue, ma capace di inviperirsi come un toro quando gli si fa notare che il suo ultimo beniamino la sta imbrogliando; che il primo requisito di un candidato politico deve essere che rappresenti gli interessi, leciti, del popolo o almeno di parte di esso, e non gli interessi di poteri superiori, altrimenti votarlo è antidemocratico e poco furbo. E che buona parte dei mali dei quali ci si lamenta derivano dal fatto che l’Italia è un Paese in vendita.
* * *
Blog TNEPD. Commento al post “Dopo i bombardamenti umanitari anche le privatizzazioni umanitarie” del 7 set 2011
La vendita del Paese, cittadini compresi, a poteri sovranazionali da parte delle classi dirigenti non avviene per caso, o per colpa, ma per dolo e premeditazione. Andrebbe riconosciuta come un’entità politica a sé stante; una forma vera e propria di potere, per quanto subalterno, vile e parassitario. E’ un aspetto fondamentale e misconosciuto del sistema di potere italiano, che ha un nome:
v. “C’è la parola:compradora”
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/
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Blog Conflitti e strategie
Commento al post “Gli elementi antinazionali (da sempre)” di Giellegi del 9 set 2011
Credo che finalmente ci si stia rendendo conto di quanto sia centrale il problema delle pratiche compradore delle nostre classi “dirigenti”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/
Pubblicato in: "Politica", "Rispetto per le istituzioni", Agenzie morali parassitarie, Alleanza della sinistra col clero, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Avvicinamento clero e scientismo, Basi militari USA in Italia, Borghesia compradora, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Clero e compradora, Clero e deuteragonismo, Clero e doppio Stato, Clero e violenza, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Danni e pericoli della globalizzazione, Destra, Deuteragonismo nei blogs, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Discriminazione istituzionale di cittadini, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forma democratica e sostanza pontificia, Forze di polizia come milizie mercenarie, Gattopardismo, Guerra fredda come alibi, Guerra fredda e deuteragonismo, Inautenticità della sinistra, Individuazione responsabilità collettiva non distributiva, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati uccisi, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Male e mediocrità, Manipolazione mediatica, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Popolo come istituzione, Prepotere del clero, Questione meridionale, Repubblicanesimo, Resistenza civile, Responsabilità e colpe del popolo, Restituzione documento elettorale, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Selezione avversa classe dirigente, Servilismo degli intellettuali, Servizi segreti e frode medica strutturale, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Soccorso al vincitore, Subordinazione delle forze di polizia al clero, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Supporto della religione all'oppressione, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Terzietà della magistratura, Travaglismo | Commenti disabilitati
13 febbraio 2011
Blog di Bruno Tinti
Commento al post “Consigli legali per B.” dell’11 feb 2011
Non lo so se funzionerebbe, ora. La Storia ha deciso che la crapula berlusconiana abbia fine; e che a questo liberismo alla Trimalcione succeda un periodo di giustizia, pace e prosperità; come ampiamente esposto nei programmi, implacabilmente ripetuti, del comitato di liberazione. E come garantito dai trascorsi dei possibili successori politici.
Anni fa mi colpì che un Procuratore di Brescia, elogiato da Cossiga, definisse “antistoriche” certe posizioni. Mentre coi loro interminabili procedimenti non rispettano il Tempo, quello della vita delle persone, i magistrati ossequiano la Storia, conformando ad essa la loro azione. Non si può dire che a Brescia a Palazzo Zanardelli non abbiano il senso della storia; e anche nel seguito del grafo disegnato dal dr Tinti hanno una notevole aderenza alle esigenze dell’epoca nella quale operano.
Gli atti giudiziari, mentre spesso fingono che il Tempo non esista, prendono il colore del periodo storico. Dopo il ’45, in uno dei peraltro blandi processi ai fascisti un imputato ricordò in aula che chi lo stava giudicando era uso, pochi anni prima, indossare la camicia nera sotto la toga. Nella Lombardia di Formigoni ci sono diversi magistrati vicini a CL, la pia associazione già calunniata come finanziata dalla CIA; vedendo quanto è risparmiata da assurde calunnie la sanità berlusconiana, che è nel mainstream, e nel core business, del corso storico, mi sono chiesto se alcuni magistrati sotto la toga non portino il cilicio.
B. e il berlusconismo andavano rigettati 15 anni fa. La furia dopo l’acquiescenza, l’indignazione che si accoda alle truppe di occupazione, che ha precedenti nei sanguinosi avvicendamenti di signorotti nel Medioevo e nel Rinascimento, negli appesi di P. Loreto o, paragone più appropriato, nelle monetine a Craxi, è più il segno di una irredimibile continuità che di una palingenesi.
http://menici60d15.wordpress.com/
§ § §
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Pipitone “Caso Impastato, dopo trent’anni ritrovata la testimone chiave del delitto” del 20 dic 2011
Questo mostra come l’azione giudiziaria in Italia non rispetti il Tempo ma obbedisca ai tempi. Come serva il periodo storico mentre finge che il tempo cronologico non esista. http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/13/rispetto-della-storia-nellazione-giudiziaria/
30 anni di tempo per ritrovare – a casa sua – la testimone chiave di un omicidio infame e poi famoso. E “ritrovarla” quando fa comodo alimentare l’epopea su Impastato, perché la mafia da argomento tabù è divenuta un argomento popolare e funzionale al potere.
http://menici60d15.wordpress.com/2010/06/08/i-professionisti-della-metamafia/
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4 febbraio 2011
Blog di Beppe Grillo
Post “La caccia al pedone” dell’ 1 feb 2011
A Brescia, in via Bissolati, hanno risolto non rimettendo le strisce pedonali dopo che, 4 mesi fa, hanno riasfaltato l’ultimo tratto della strada. Tanto non servono: le auto e i bus in genere non si fermano, e qualcuno ti punta pure. Sulla via, trafficata nelle ore di punta, si affollano i cantieri della Coop edilizia, di un nuovo centro commerciale, della metropolitana, di una Radioterapia. Milioni e milioni di euro, ma non i quattro soldi per ripristinare le strisce. I passaggi di auto civili e della polizia del Comune si sprecano, ma niente strisce.
Sarebbe lungo discutere i diversi motivi per i quali le strisce non andavano tolte. Uno semplice e importante è che su quel tratto c’è anche un grosso ospedale. Le “Suore ancelle”, orgogliose custodi della opulenta e tecnologica Poliambulanza, trovano a misura d’uomo la cancellazione delle strisce davanti all’ingresso di un ospedale, in un punto dove attraversano pazienti e loro familiari. Una mezza cancellazione: perché a differenza delle altre due strisce, scomparse del tutto, qui è rimasta la striscia, sbiadita, su una sola delle due carreggiate, oltre uno spartitraffico. Uno scherzo da preti.
La mezzastriscia, la striscia sospesa, che ti porta in mezzo alla strada e ti lascia lì, è metafora delle forme abusive e malevole del potere istituzionale, che predica ipocrita e perfido “le regole” per poi negarle a chi le ha seguite. La sorte di tanti cittadini, e pazienti. Simboleggia bene quelle situazioni ibride e insidiose, metà e metà, tra ordine e caos, tra legalità e legge della giungla, forse peggiori dell’assenza totale di leggi, dove crescono bene le larve della mentalità mafiosa.
Copia della presente viene inviata al Prefetto di Brescia Brassesco Pace, all’Assessore comunale al traffico e mobilità Nicola Orto e al Presidente di Brescia trasporti Andrea Gerardi.
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23 gennaio 2011
Blog di Bruno Tinti
Commento all’articolo “Il padrone dello Stato” del 22 gen 2011
La lotta antiberlusconista centrata sulla vulva finirà come è finita per gli operai FIAT che anni fa guardando “Drive in” in tv si sentivano degli arrivati. I culetti di Ruby e di Nicole, oggi in primo piano nella riflessione politica, scompariranno come “le nevi dell’altro anno”; resterà invece ciò da cui hanno distolto. Il dr Tinti va oltre il livello porchereccio, osservando che Berlusconi prima che un mignottaro e un corruttore di minorenni è “un uomo pericoloso, come tutti quelli che commettono reati contro l’economia”.
Il tema dei reati contro l’economia, di ciò che costituisce colpa verso l’economia, è fondamentale; ma è ampiamente trascurato dati alcuni suoi aspetti irriducibilmente equivoci. Es. pochi giorni fa uno studio su un’importante rivista scientifica USA (JNCI) ha previsto che tra 10 anni la spesa per la cura del cancro, già esorbitante, sarà cresciuta di due terzi (83 miliardi di dollari all’anno in più nei soli USA). Una crescita rigogliosa che è una benedizione per l’economia; mentre se il problema cancro sparisse o si riducesse sarebbe un brutto colpo. Nella vittoriosa economia liberista, il cancro è da decenni una materia prima preziosa. Le “riserve di cancro” (RM Kaplan. Disease, diagnoses and dollars, 2009) vanno coltivate e tutelate. Non si contesta formalmente l’art. 499 del C.P. a chi vi attenti. In questi casi “delicati” si esercita l’azione penale seguendo un altro codice; come si è fatto con Falcone, che anche secondo il suo superiore Pizzillo andava fermato per il bene dell’economia.
Berlusconi non danneggia ma protegge gli aspetti criminali del business medico. I suoi pacati “oppositori”, ancor più pronti di lui nel riconoscere ai poteri forti della finanza e dell’economia una signoria sullo Stato, preso il suo posto proseguiranno, accentuandola, l’opera di protezione dei crimini dell’economia legale. Il dio dell’economia verrà saziato sempre più attraverso la malattia e le cure.
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Blog di Domenico Finiguerra – Il Fatto
Commento al post “Un altro agnello ?” del 3 mar 2011
[La sostituzione dell'art. 41 della Costituzione] E’ l’adeguamento della Costituzione formale a quella reale:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/01/23/reati-contro-leconomia/
Pubblicato in: Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Berlusconismo, Biopolitica, Borghesia compradora, Buonismo medico, Campagne istituzionali di discredito, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione del dissenso, Censura e persecuzione occulte, Censura su questioni bioetiche, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Danni e pericoli della globalizzazione, Deuteragonismo medico, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dolo in medicina, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Etica della conoscenza e del giudizio, Etica post-moderna, Fallacia delle regole, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Gattopardismo, Grazia e antinomianismo, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Individuazione responsabilità collettiva non distributiva, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Libertà dalla bugia, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Male e mediocrità, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Morton's fork e doppio legame, Neoalchimia, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Opposizione deuteragonista, Orchestra nera, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Paziente come supporto, Perbenismo poujadista, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Relativismo epistemico, Responsabilità del pubblico nella frode medica strutturale, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scientismo, Scienza e medicina come nuove religioni, Selezione avversa classe dirigente, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Strumentalizzazione della sessualità, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Travaglismo, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
7 dicembre 2010
Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “Comunque vada, Wikileaks lascerà segni molto profondi” del 6 dic 2010
“What does the eight-hundred-pound gorilla do? Anything it wants to”
M Angell, The truth about drug companies.
1. Il prof. Giannuli spiega come lo “scandalo” Wikileaks servirà anche a controllare il Web. Quella futura sarà eventualmente un’accentuazione del controllo, che già esiste in forme non dichiarate; e che dovrebbe continuare in forme oblique, nelle quali la prima censura è negare che vi sia censura. Mentre ricorre di routine alla “character assassination”, e in casi estremi all’omicidio, lo stile censorio anglosassone è diverso da quello della tradizione autoritaria italiana: invece che il segreto assoluto, preferisce che si ventili parzialmente, si sfiati un poco la scatola dei segreti; ma che questi rimangano come voci isolate e sgraziate, “a few squeacky wheels”, frammiste a tanta fuffa, spontanea e artificiale, prodotta da appassionati di complotti e da disinformatori professionali; e disperse nell’armonioso e gradevole dissenso antisistema ufficiale, costruito con cura, che impera sul Web e i cui libri si vendono nei centri commerciali.
2. Colpisce la notizia di Wikileaks che una sede della Glaxo Smith Kline in Italia, specializzata in vaccini, sia stata considerata obiettivo sensibile; non si capisce a leggere gli articoli dei giornali se come azienda italiana spiata dall’intelligence USA (Unità, Repubblica, Radio Tv di San Marino) o, com’è più verosimile, come asset importante degli USA, da proteggere da “terroristi”. (Su questo genere di protezioni contro il terrorismo rivolto alla tecnologia e alla ricerca, e sul fatto che l’Italia non ne sapeva nulla come ha affermato Frattini, cfr. “Leopardi, Unabomber e altri eversori” sul mio sito menici60d15). Ricordo a Brescia un’eminente figura della burocrazia della ricerca biomedica e dell’università auspicare la chiusura dei siti web che denunciavano effetti collaterali del vaccino anti HPV, prodotto anche dalla Glaxo; mentre tali notizie continuano ad apparire su siti anglosassoni (ricordo anche, sulla via del ritorno, la pantera della polizia, intercettazione per me di prammatica quando vado a conferenze pubbliche su argomenti medici sensibili).
3. Va gridato che la Glaxo, multinazionale con base in Gran Bretagna che nel 2009 ha incassato 45 miliardi di dollari, è una delle grandi vittime del web, e si capisce che si voglia proteggere, sia nel mondo reale che nel cyberspazio, questa vitale risorsa etica. Presento una succinta selezione di alcune delle vergognose storie che è possibile raccogliere riguardo alla Glaxo su internet.
a- La Glaxo si è fusa alla Wellcome, azienda collegata a Rockefeller, la forza che ha avuto un peso determinante nel dare forma alla medicina moderna per come la conosciamo. Negli anni ‘30 lo studio legale che curava Wellcome e Rockfeller aveva tra i suoi avvocati Allen Dulles, poi direttore della CIA nella Guerra fredda.
b- Uno dei CEO della Glaxo, Bide, è stato presidente dell’Adam Smith institute, antisocialista. La Glaxo ha potuto contare sull’appoggio del New Labour inglese. Dev’essere vero che i vertici della Glaxo sono su posizioni di destra, perché in Italia Glaxo risulta avere finanziato la fondazione “Italianieuropei” di D’Alema. Forse è per questo che alle riunioni della Fondazione SmithKline, braccio culturale della Glaxo, partecipano esponenti dei DS come l’ex sindaco di Brescia Corsini, che in una di queste occasioni ha dichiarato “L’attenzione alla salute è il paradigma del nostro grado di civiltà”; come dargli torto. La Fondazione SmithKline è il think thank dove si coltivano idee come quella di fare evolvere le antiche forme di trattamento sanitario coatto in forme di persuasione adatte alla società liberale (M Valsecchi, direttore sanitario ASL 20 di Verona: La prevenzione in una società complessa). E forse è anche per questa simpatia dei “compagni” che per il lancio di nuovi vaccini della Glaxo, da molti considerati un caso di globalizzazione della truffa, l’Italia è la vigna dei fregnoni.
c- Alla Glaxo si deve l’AZT per l’AIDS, la malattia politica sostenuta dall’EIA, l’Epidemiological intelligence agency, un servizio segreto del governo USA che si occupa di medicina, anche determinando carriere (cfr. P Duesberg, Il virus inventato). Il farmaco, già scartato per l’attività cancerogena e l’eccessiva tossicità, ha l’interessante caratteristica di causare le lesioni e i sintomi dell’AIDS; la Glaxo stessa avvisava i medici di non confondere gli effetti del farmaco con le manifestazioni della malattia. Ciò spiega perché soggetti asintomatici, cioè che stavano bene, abbiano sviluppato la sintomatologia dell’AIDS una volta cominciato ad assumere l’AZT in seguito alla diagnosi di laboratorio di sieropositività (criticata come inattendibile da dozzine di specialisti). E alla fine siano morti. L’inventore della AZT, Beltz, ha dichiarato di essersi pentito di averla elaborata.
d- La Glaxo è stata accusata di avere nascosto la pericolosità dell’antidiabetico Avandia, anche perseguitando e denigrando il ricercatore J Buse. Il farmaco secondo la “Senate finance committee” USA è stato responsabile di circa 83000 morti per infarto miocardio.
e- Nel 2010 uno studio scientifico USA, esaminati 200 lavori e interventi scientifici, ha evidenziato che il 94% degli esperti che hanno scritto a favore di Avandia avevano legami finanziari con Glaxo.
f- Ha versato 2,5 milioni di dollari per chiudere un processo per frode, in USA, per avere occultato dati sull’inefficacia e gli effetti negativi su bambini e adolescenti del Paxil-Seroxat, un antidepressivo che potendo indurre comportamenti violenti ha causato suicidi e omicidi di familiari.
g- Il Paxil fu approvato dalla FDA mentre negli stessi mesi in USA sembrava fosse in corso un’epidemia della malattia, non identificata fino ad allora, per la quale si prescrive; una delle tante malattie nuove degli ultimi decenni, che secondo molti rientra nel novero delle malattie “corporate backed”, cioè inventate per fare soldi, es. medicalizzando le difficoltà dell’esistenza: il “Disordine da ansietà generalizzato”, a dire il vero già noto in ambito non scientifico come nervosismo, irrequietezza, angst, giramento di balle, etc.; inquadrato nella nosologia poco prima del lancio del farmaco da uno psichiatra della Columbia university, Gorman; che era inoltre a libro paga della Glaxo come consulente. Un altro che aveva lavorato come consulente scientifico per Glaxo è Breckenridge, membro della MHRA, l’ente di controllo dei farmaci UK, che evitò di investigare il caso dei sanguinosi disastri provocati dal farmaco. Non contenta, la Glaxo ha anche truffato Medicaid gonfiando le fatture del Paxil, e per ciò ha dovuto pagare una multa di decine di milioni di dollari.
h- Censurata 14 volte dalla FDA per pubblicità ingannevole di farmaci antiasma. L’FDA ha anche aperto contro la Glaxo procedure per la violazione delle buone pratiche di produzione dei farmaci.
i- Produttrice del vaccino trivalente MMR per morbillo, parotite, rosolia, che può dare gravi reazioni avverse neurologiche. Il vaccino MMR è stato criticato quanto a scientificità delle procedure di sviluppo, utilità, efficacia, dannosità, e reazioni avverse. Sarebbe in grado di provocare l’autismo nei bambini secondo un medico, Wakefield (un’ipotesi dubbia). Wakefield comunque non sbagliava quando osservò che gli studi di sicurezza sul vaccino erano insoddisfacenti. Le vendite del vaccino crollarono, e il ricercatore fu attaccato da una serie di articoli sul Sunday Times, posseduto da un membro del consiglio di amministrazione della Glaxo. Fu in seguito sospeso dalla professione, mentre chi difese la Glaxo fece carriera.
l- Ha pagato come esperti alcuni ricercatori che poi stesero le linee guida dell’OMS per il vaccino contro il virus H1N1. Sospettata di averli corrotti per lucrare su una falsa epidemia. L’OMS impose nel mondo il vaccino, il cui effetto è stato non medico ma economico, producendo profitti per miliardi di dollari. Analoga efficacia per l’antivirale Glaxo contro l’influenza aviaria.
m- In Olanda la multinazionale è stata accusata di comunicare coi giornalisti prima dell’approvazione di un farmaco anti-emicrania; e i giornalisti di fornire alla Glaxo una campagna di propaganda sul farmaco camuffata da informazione. Le tecniche di pubblicità della Glaxo fanno largo uso del direct marketing, il rivolgersi direttamente ai consumatori, a volte sotto le vesti dell’educazione sanitaria, es. sponsorizzando “la settimana dell’emicrania”.
n- Ripetutamente coinvolta in Italia in indagini per comparaggio, che hanno portato al rinvio a giudizio di migliaia di medici, anche illustri, a più riprese, con accuse di truffa ai danni dello Stato, associazione a delinquere, corruzione e falso. Decine di dipendenti della Glaxo Italia sono stati denunciati per associazione a delinquere; ci sono state richieste di interdizione dall’attività della Glaxo. Poi il buon senso ha prevalso e tutto si è dissolto.
o- Accuse di mazzette all’AIFA, l’agenzia del farmaco italiana, per evitare controlli sull’Aulin, ritirato in altri paesi per la sua capacità di provocare gravi lesioni epatiche.
p- Accusata dal Dipartimento di giustizia USA di aver pagato tangenti, oltre che in Italia in molti altri paesi, in alcuni dei quali è finita sotto indagine, es. in Turchia. Ci sono state anche accuse di tangenti a medici in USA. Di recente Glaxo ha avvisato il governo inglese che il nuovo “Bribery act” che come già fa la legislazione USA proibisce di corrompere funzionari esteri, danneggerà i suoi affari, in particolare nel nuovo grande mercato cinese.
q- Le bugie sulle mazzette della Glaxo trovano appoggio nella perfida diceria per la quale nei bilanci delle multinazionali farmaceutiche le spese di amministrazione e marketing, già superiori a quelle per la ricerca, nasconderebbero elargizioni a politici, amministratori, giornalisti, opinion makers, medici e altri addetti, indispensabili per fare girare il business dei farmaci dato il suo carattere fraudolento.
r- Cliente della maggiore multinazionale di pubbliche relazioni, la Burson Marsteller. L’agenzia, che si è occupata anche di curare l’immagine della giunta militare Argentina (sulle vittime degli squadroni della morte commentò “People gets killed everywhere”), è specializzata nella organizzazione di un falso dissenso che sembra partire spontaneamente dal basso e tira acqua al mulino dei potenti committenti (“Astroturf”); es. associazioni di pazienti che invocano un farmaco trattenuto nelle grinfie dei burocrati che non vogliono approvarlo o distribuirlo a spese del SSN perché dicono che non serve. Il dissenso grassroot falso o pilotato è una tecnica che appare rilevante anche per il rovello sulla genuinità dell’affare Wikileaks, e per l’arduo dilemma su chi saranno le vere vittime e chi i veri “villains” delle sue conseguenze future.
4. Queste notizie disponibili su internet mostrano quanto sia sensibile un obiettivo come Glaxo: quanto odio si è accumulato verso la multinazionale che cura i malati, verso questi novelli cavalieri ospedalieri. E’ giusto che la Glaxo si tuteli, a là Allen Dulles, e che in futuro simili calunnie, simili attacchi di cyberterrorismo siano stroncati sul nascere, e non appaiano se non come spazzatura e patologia dell’informazione.
5. E forse Glaxo è ancora più sensibile, coi piedi d’argilla direbbero i malevoli che la criticano, e quindi ancor più bisognosa di protezione. In Italia c’è perfino qualche medico invasato che conosco io (per fortuna messo aumma aumma in condizione di non nuocere da magistrati, poliziotti e altri amici delle multinazionali), che pensa che le cose stanno anche peggio di quanto trapela sui media e su internet; che ci sono elementi per sostenere che anche altri farmaci della Glaxo, es. per l’ulcera peptica, la sclerosi multipla, alcuni oncologici, e il vaccino per la prevenzione del tumore della cervice, sono basati su presupposti scientifici falsi e di comodo, essendo frutto del “corporate take over of science”; e che appare probabile che se si andasse ad esaminare scientificamente uno ad uno tutti i prodotti del catalogo Glaxo ci sarebbe da dare ragione a Roses, alto dirigente della Glaxo, che ha recentemente affermato che “più del 90% dei farmaci non funzionano”. (Roses lo ha detto per poi aggiungere subito che funzionano solo nel 30-50% dei soggetti; un’affermazione a effetto nell’ambito del lancio dell’ultimo grido della ricerca e del marketing farmaceutico, la farmacogenetica per la “tailored medicine”, il farmaco tagliato su misura, “ad personam”).
6. C’è come una buona stella che protegge il gigante Glaxo dalla macchina del fango: perfino gli attacchi sui farmaci per l’AIDS del Presidente sudafricano Mbeki, non un “keyboard warrior” ma un nero che ha speso la vita per la liberazione della sua gente, dipinto dalla stampa mainstream come un paranoico nemico dei bambini malati, sono rientrati. Chissà di quali argomenti si è avvalsa la Provvidenza.
7. Fosse per l’Italia, neppure ci sarebbe bisogno di un giro di vite sul web contro il partito dell’odio e dell’invidia. Il web è piombato sull’Italia come un oggetto fantascientifico proveniente da un altro pianeta; dipendesse da noi, trasformato in carrozzone pubblico al servizio di interessi privati, sarebbe stato imbrigliato da un pezzo; aprire un sito per il semplice cittadino sarebbe più difficile che ottenere il porto d’armi; e la rete non andrebbe molto oltre Radio Maria, i reality, C’è posta per te, le previsioni del tempo, le ricette, il calcio, la pubblicità palese e redazionale, es. i siti di educazione alla salute e sul corretto uso dei farmaci, pluralistiche rappresentanze di partiti e forze sindacali, etc.; l’angolo più estremista, luogo di feroci duelli tra bloggers, nell’ambito di quanto consentito dai moderatori, sarebbe il sito di Fabio Fazio.
8. Inoltre in un Paese tosto come il nostro la Glaxo e le sue sorelle, la loro immagine di benefattori, la loro libertà di ricerca e d’impresa, sono già protette contro questo nuovo terrorismo; potendo contare, per la liquidazione ad nutum di fonti percepite come un minaccia, sui servigi di persone serie e importanti, di corpi armati benemeriti; sui servigi di padroni delle ferriere che si sono improvvisamente scoperti una vocazione per la medicina accademica e vogliono acquisire meriti per entrare nel ramo, di soci italiani di Rockefeller, dei nostri servizi di sicurezza con la loro alta tradizione di indipendenza e abnegazione; tanti nobili signori che davanti a soldi e carriera arricciano il naso schifati, ma lottano a costo della vita per la salute dell’umanità; come quelli della Glaxo, essendo fatti della stessa pasta.
Sito web: menici60d15
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Blog de “Il Fatto”
Commento al post “Caso Pronzato, il botta e risposta tra Marco Travaglio e Massimo D’Alema sul Fatto” del 20 ott 2011
La fondazione Italianieuropei di D’Alema, il post-comunista che è a capo dell’organo di controllo dei servizi, ha preso soldi anche da case farmaceutiche come la Glaxo, che ne sono soci benemeriti. Questo legame sarà meno avvincente e meno politically correct di quelli con le storie di corruzione nazionale; ma dovrebbe essere più interessante, perché non riguarda solo “la questione morale”, ma anche la questione della salute dei cittadini, riguardando il modo col quale i politici controllano come vengono curati; per esempio, dovrebbe essere considerato se ci si volesse soffermare su quanto sta emergendo sui prezzi folli e la scarsa efficacia, per un usare un eufemismo, dei farmaci antitumorali “innovativi”:
par. 3b in http://menici60d15.wordpress.com/2010/12/07/da-quali-minacce-va-protetta-la-glaxo/
Pubblicato in: "Politica", Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Berlusconismo, Bioetica, Bioetica strumentale, Borghesia compradora, Campagne istituzionali di discredito, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione del dissenso, Censura e persecuzione occulte, Censura su questioni bioetiche, Censurati e perseguitati riconosciuti, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Danni e pericoli della globalizzazione, Depistaggi eziologici, Depotenziamento lotta al crimine, Destra, Deuteragonismo medico, Deuteragonismo nei blogs, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dolo in medicina, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Etica della conoscenza e del giudizio, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Forze di polizia come milizie mercenarie, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Funzione censoria del deuteragonismo, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Interventi della magistratura contro frodi mediche, Istituzionalizzazione del crimine, Libertà dalla bugia, Libertà di cura, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati e medicina, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Neoalchimia, Oltraggio mediante il potere istituzionale, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Orchestra nera, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partecipazione di persone comuni a censura e persecuzione, Partito americano, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Principio di Mazzarino, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Resistenza civile, Riconoscimento dell'extramediatico, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Selezione avversa classe dirigente, Servilismo degli intellettuali, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi, Sovratrattamento, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Terzietà della magistratura, Tirannia della bugia, Uso intimidatorio degli autoveicoli, Uso persecutorio della tecnologia per la sicurezza, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
23 novembre 2010
Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “La sentenza di Brescia: lo Stato e le stragi” del 22 nov 2010
“La questione è una città che con la forza del muratore e lo sguardo ampio dell’architetto, sappia costruire fondamenta sociali solide”. (Giornale di Brescia, conclusione del fondo del direttore, 16 nov 10, giorno dell’assoluzione per la Strage)
Ho già commentato sulla sentenza di assoluzione (v. La Leonessa, sul sito menici60d15). Il commento del prof. Giannuli contiene molti aspetti istruttivi e coraggiosi. Avrei volentieri evitato di criticare altri aspetti di quanto scrive una persona delle sue conoscenze e capacità, alla quale si deve gratitudine per la sua opera di studioso, per la luce che ha fatto sull’eversione, e apprezzamento per la sua disponibilità alla discussione coi “quisque de populo”. Ma sull’impunità dell’eversione a Brescia mi considero una “persona informata dei fatti”, o meglio una vittima; e davanti ad alcune analisi mi sento come un tale al quale abbiano sparato, che dice che gli hanno tirato una revolverata, e che si sente rispondere da un ottimo perito balistico che è falso, in quanto è stata usata un’arma semiautomatica, non un revolver.
Alcuni contemporaneisti e altri analisti dell’eversione pare non ci tengano a trovare un principio unificante, ciò che in altre scienze viene considerato il più appetibile dei traguardi: es. l’origine microbiologica delle malattie contagiose, la tavola periodica degli elementi chimici, la deriva dei continenti, l’unificazione delle forze fisiche, l’identificazione delle pulsioni di base della psiche. Non che tale principio unificante debba esserci necessariamente (a volte anche per alcuni campi delle scienze “hard” si è concluso – ma dopo averlo cercato – che non esiste). Pare che chi si occupa di storia del terrorismo consideri dilettantesco e antiscientifico ricercare ciò che in altre discipline è il “Santo Graal”.
Prevale la visione “folignocentrica” dell’eversione (dal detto folignate “Foligno è lu centru de lu munnu”), per la quale l’eversione è un fenomeno essenzialmente locale: nazionale, e a volte addirittura provinciale; visione che è uno degli effetti della “tuboscopia”, l’analizzare meticolosamente singoli eventi uno a uno, come guardando con un occhio attraverso uno stretto tubo, orientando il tubo nelle direzioni opportune; e poi mettendo i fatti così selezionati uno accanto all’altro per sostenere una tesi, spesso preordinata; ma senza perseguire una sintesi complessiva, che, assegnate per quanto possibile a tutte e ad ognuna delle tessere disponibili le reali relazioni con le altre, si sforzi di scoprire cosa rappresenta la figura incompleta che emerge dal mosaico; in questo caso, un“pantocratore” terreno. Prassi che, spacciate per rigore, davanti ad alcune generalizzazioni consentono di gridare alla “dietrologia” anche quando si tratta di segreti di Pulcinella.
Ne consegue un’aderenza a un canone, a una regola di bon ton, o forse di sopravvivenza, che impone che l’eversione sia stata un fenomeno endogeno nazionale, dovuto a scontri di inenarrabile complessità tra DC-PCI, neri-rossi, Franza-Spagna, etc., animati da 4 coglioni esaltati che però, all’opposto dei buoni che avrebbero dovuto fermarli, erano incredibilmente abili e fortunati nel fare danno; con l’aiuto, a volte, di alcuni strani figuri delle istituzioni, peraltro sostanzialmente sane. Chi parla di mandanti esteri es. sull’uccisione di Moro è un “pistarolo” (ho assistito a una conferenza, al circolo bresciano “A. Moro”, dove tale tesi, sostenuta da un autorevole esperto e primo cittadino, DS, di Brescia, è stata corretta, non da un anarchico del Ponte della Ghisolfa, ma, sia pure blandamente, dall’allora ministro degli Interni, Pisanu, che ha citato a supporto l’Hyperion). Alcuni concedono che vi sia stato qualche influsso estero; però non si sa, e non è detto fossero solo e sempre gli USA, anzi… e poi neanche i vertici Usa sono monolitici… e così ad infinitum.
Venendo incontro alla storica soggezione del popolo e della classe dirigente italiche verso i forti, alla storica tendenza ad accettare chi sta in alto con la frusta e lottare solo sull’asse orizzontale, tra bande; e producendo un enorme fascio di dati slegato, privo di un principio informatore, difficile da maneggiare, dal quale si può estrarre e nel quale si può tenere nascosto ciò che si vuole, la “tuboscopia” e il “folignocentrismo”, nelle varianti accademica e giornalistica, ipertrofici a scapito della sintesi e del taglio pratico che l’importanza vitale dei temi imporrebbe, sono da contare tra i fattori che hanno favorito l’impunità. Fuciliamo i brigatisti; ora e sempre Resistenza; ma scherza con i fanti e lascia stare i santi. Anche se l’abbondante produzione saggistica e di denuncia ha costituito una qualche barriera, come un muro di libri, contro la strategia delle bombe e degli assassini politici.
Personalmente, estraneo sia ai rossi che ai neri che a qualsiasi fazione, senza competenze professionali specifiche ma avendo dovuto interessarmi obtorto collo all’argomento, credo, grazie all’ampia produzione di storici e analisti, e per esperienza personale in USA e in Italia, che con tutti i distinguo, le pieghe, le eccezioni, i fattori ausiliari, le convergenze d’interessi, le giravolte, i buchi neri, i cerchi concentrici, i burattini senza fili etc. vi sia un principio alla base di tutta l’eversione, di tutta l’eversione che ha contato e che ha fatto ciò che ha voluto; e che questo principio sia l’influenza della politica estera statunitense; a sua volta determinata, prima che dalla geopolitica, dai grandi poteri economici dei quali il governo USA è il braccio operativo. E penso che, oltre a chi ne ha scritto, moltissimi altri sanno, cento volte meglio di me, che il re è nudo.
Il principio unificante dei voleri degli USA può spiegare ad esempio quanto considera il prof. Giannuli, che il terrorismo rosso sia stato perseguito più efficacemente di quello nero, anche oggi che i magistrati non hanno simpatie per la destra; data l’inclinazione diffusa tra politici, magistrati e forze di polizia a compiacere, chi pancia per terra, chi facendo il pesce in barile, il potere vero, e quindi gli americani: il terrorismo nero era più vicino, sul piano ideologico e operativo, non solo ai servizi ma anche ai veri mandanti.
Quello che vorrei testimoniare, anche avendo visto – e sentito – da vicino alcuni dei protagonisti della “battaglia” per la verità sulla Strage, è che a Brescia, più ancora che nel resto del Paese, tali interessi di Stati Uniti e altri paesi influenti vengono serviti, almeno da dopo la caduta del Muro, col maggior zelo; con una partecipazione massiccia unanime e omertosa da fare invidia al più mafioso dei paesini del Sud. Interessi che vengono serviti anche quando consistono in interventi “deviati” volti a modificare, con metodi sporchi, con reati ignobili, l’andamento delle cose nel senso voluto; modifiche che ieri si ottenevano con la guerra a bassa intensità, con inequivocabili bombe in piazza o con clamorosi omicidi politici, e oggi con forme di violenza “a bassissima intensità” e perciò invisibile: oggi si persuade col lento veleno dei media; e si eliminano soggetti scomodi col lento veleno di forme di boicottaggio, discredito e logoramento camuffate da interventi legali, oppure occulte.
Credo che occorra distinguere nettamente tra onda d’urto fisica di una bomba, che dura una frazione di secondo, e onda d’urto politica, che può durare decenni; tra gli attentati e la lunga scia di ripercussioni; queste ultime possono avere effetti paradossi; sembra che chi ha fatto mettere le bombe avesse una profondissima conoscenza dei meccanismi di psicologia sociale che avrebbero messo in moto. Per me la reazione cittadina alla strage a Brescia rappresenta una delle vette dell’arte di rappresentare un’opposizione alta e vibrante dietro alla quale meglio servire i potenti.
A Brescia oggi operazioni eredi di quella stagione di eversione vengono servite, dietro la maschera dell’indignazione per la Strage, da chi ha responsabilità istituzionali ma anche da volontari. Da persone “serie e importanti” come dall’ultimo spalamerda raccomandato. Oggi l’omicidio politico, non solo morale ma fisico, viene compiuto con mezzi più sottili e subdoli, e simulando di aborrire ciò che nascostamente si aiuta. Brescia, addestrata alle doppiezze pretesche, e a suo agio anche con le doppiezze dello spirito protestante, è particolarmente adatta a ciò. Per avere un’idea di quello cui mi sto riferendo, e che non è né piacevole né facile da raccontare e spiegare, si può vedere il mio sito menici60d15; questa assoluzione, secondo la quale sopra la linea d’orizzonte del conosciuto non risulta alcun responsabile neppure per una folla di persone fatte letteralmente a pezzi da una bomba nella piazza principale, dice anche della credibilità di chi ignora tali denunce come opera di un mitomane.
Operazioni oggi aiutate, a Brescia e in Italia, dalla sinistra non meno che dalla destra. Sofri, oggi apertamente filoamericano e filosionista, che il prof. Giannuli cita, mi pare il prototipo della sinistra ambiguità della sinistra.
Così, paradossalmente, dopo la sorpresa ho accolto con sollievo la pur spiacevole notizia che la montagna non ha partorito nemmeno un topolino; sia perché una condanna due o tre fasi storiche dopo l’accaduto sarebbe stata ormai inutile rispetto al quadro sociopolitico; sia perché avrebbe condannato – a pene teoriche – dei manovratori più che i mandanti; ma soprattutto perché l’assoluzione evita di alimentare la doppiezza di istituzioni e società civile sull’eversione; il gesuitismo di laici e cattolici, di fascisti mascherati che danno lezioni di democrazia e di postcomunisti ridotti ad allearsi col delfino di Almirante nel servire poteri esteri che, come ha scritto una volta il prof. Giannuli, non ci sono amici.
La sentenza evita di riconoscere un risultato qualificante ad un sistema falso e corrotto, e con ciò di rafforzarlo. Evita di favorire ulteriormente la pratica dell’occultamento dell’eversione dietro al suo opposto, e di favorire ulteriormente i danni che agli epurandi di 40 anni dopo derivano da tale doppiogiochismo. Lascia uno sfregio che rende meno credibili i languori di “riconciliazione” dei discendenti dei Partigiani, e che risparmia forse all’Italia qualche altro dispiacere. Nello stato in cui siamo, meglio che la memoria della Strage e della reazione ad essa non siano completamente coperte dagli interventi cosmetici, ma resti un’impronta in negativo, come il pilastro scheggiato dall’esplosione a Piazza Loggia.
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21 novembre 2010
“Il Fatto” quotidiano. Blog di Bruno Tinti.
Commento all’articolo “Brescia, giustizia impossibile” del 20 nov 2010
“Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile…” (Pasolini, Io so…).
Dopo l’assoluzione del 2010 per la Strage di Brescia il dr Tinti scrive che “la storia non si fa con le sentenze”; mentre un avvocato di parte civile si è affrettato a commentare, alla “Casa della memoria”, che in uno Stato democratico “la magistratura è l’unico soggetto che ha il compito di stabilire i fatti”. La sentenza ha una sua cupa onestà: non perché rispetti la verità per corrispondenza con la realtà, ma perché rispetta la verità per coerenza. Il paragone del dr Tinti tra il procedimento sulla Strage di Brescia e quello sull’omicidio del presidente Kennedy ha un’involontaria ironia. Pur avendo patologi forensi espertissimi in USA l’autopsia a Kennedy la fecero fare ad anatomopatologi ospedalieri, con scarsa esperienza in ferite d’arma da fuoco. A Brescia ho avuto a che fare, pesantemente, con uno di coloro che eseguirono le autopsie sui cadaveri della strage (neppure lui patologo forense esperto), con inquirenti, tutori della legalità, autorità che sono salite sul palco degli oratori ogni 28 maggio, gente comune che cita la Strage come un merito. Non mi stancherò di testimoniare che dietro la maschera, dietro l’imenoplastica antifascista fornita dalla Strage (Pasolini) a Brescia coralmente si fa quello che si può, e anche quello che non si può, per servire gli USA e i grandi interessi economici; e con essi gli “interventi”, aggiornati ai tempi, di quelle stesse forze che 40 anni fa volevano le bombe e oggi ammazzano senza rumore (v. il sito menici60d15). La sentenza nega una giustizia posticcia, e ha anche il merito di confermare che per i reati di questa matrice, per gli omicidi politici “atlantici”, materiali e morali, di fatto non c’è una giurisdizione; credo che piuttosto le forme di aiuto all’eversione da parte di magistrati siano sottovalutate. Francesco Pansera.
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23 ottobre 2010
Blog Aurora
Commento al post “San Saviano Sisde da Arcore” del 20 ott 2010
Mi ha colpito, mentre lo spazio informativo viene inondato dall’omicidio della quindicenne di Avetrana, la concomitanza delle notizie minori sui lauti cachet per gli interventi in Rai del cantore della lotta alla mafia Saviano e sull’uccisione, avvenuta l’anno scorso, della collaboratrice di giustizia Lea Garofalo, andata incontro alla morte credendo di andare a curare il bene della figlia. Due destini: l’altare catodico e la vasca di acido. Nella lotta dello Stato alla mafia intorno al 2010 i cantori a gettone dell’antimafia hanno la precedenza sui collaboratori dell’antimafia. Un’antimafia di Stato vanitosa e sbadata dove la fanfara è la prima arma.
Posso testimoniare che nel primo decennio del nuovo secolo lo Stato ce l’ha la benzina, gli agenti e le altre risorse per controllare a vista una persona (magari quando si tratta di zittire un cittadino onesto mediante abusi informali, perché dà noia ai crimini dei mammasantissima dell’economia legale). Soprattutto in Lombardia. Lo Stato, 30 anni dopo Impastato, non sa ancora che i mafiosi uccidono chi li danneggia, e lascia che una collaboratrice di giustizia venga sequestrata ed eliminata; contemporaneamente spende cifre esorbitanti per la lotta alla mafia con “il potere della Parola”, cioè con i tromboni, affidando la sensibilizzazione popolare sul problema mafia a fegatacci che non guardano in faccia a nessuno: Fabio Fazio.
Da un lato Saviano, il creativo arcicompensato per la sua opera di riduzione dell’antimafia allo show business, così che secondo lui Impastato ha avuto giustizia grazie a un regista; dall’altro Lea Garofalo, che dava informazioni di prima mano sulla ‘ndrangheta ed è stata lasciata in pasto alle belve, monito per futuri possibili collaboratori. Questa divergenza mostruosa tra l’attenzione dello Stato per Saviano e per Lea Garofalo conferma quanto credo, che la lotta alla mafia coloro che occupano lo Stato non la vogliano vincere, non la vogliano chiudere, in modo da liberare risorse per la lotta ad altri mali, ma vogliano perpetuarla, anche per farne un alibi e un motivo di propaganda; penso che si voglia sfruttare la lotta alla mafia a fini di potere, come ho scritto: il fenomeno Saviano non è che un aspetto di ciò che ho chiamato “metamafia”.
L’omicidio di Lea Garofalo cade a fagiolo, sul piano mediatico: rafforzerà il tema, spinto dai media e dalle fonti accreditate, Saviano per primo, delle metastasi mafiose al Nord, che contribuirà a distrarre il pubblico e la società civile, e se ce ne fosse bisogno gli inquirenti, dagli altri grandi affari cancerosi, autoctoni, padani, es. quelli del business medico. A proposito di cancro, quello biologico, Saviano ha scritto, nel lodare la sua attività con la Mondadori “Come se si dicesse che i libri di oncologia diffondono il cancro”. Sarebbe lungo descrivere come a volte i sacri testi nei quali è depositata la dottrina oncologica facciano esattamente questo, diffondere il cancro; ma non si dovrebbe escludere a priori come delirante la possibilità che la medicina scientifica, in realtà la medicina commerciale, causi ciò che dovrebbe combattere: in USA pochi giorni fa milioni di cittadini hanno letto un articolo intitolato “Quando i farmaci causano i problemi che dovrebbero prevenire”; sul New York times (16 ott 2010), a firma di Gina Kolata, una fonte molto più vicina a Wall Street che agli anarchici, agli antisistema o ad altri fissati.
Uno dei farmaci dei quali parla l’articolo, l’antidiabetico Avandia, secondo fonti ufficiali ha provocato decine di migliaia di ischemie cardiache, uccidendo legalmente migliaia di persone; e ciò è potuto avvenire anche perché esperti indipendenti pagati dall’azienda produttrice, la Glaxo Smith Kline, hanno censurato le informazioni negative sul farmaco, manipolando la peer review (MJ Walker, Conflicts of integrity, 2008), dalla quale derivano i testi di riferimento di medicina. Nella patria dell’imperialismo capitalista la storia è nota; da noi invece gli impegnati che seguono frementi di sdegno i resoconti di come la cronica condizione di ingiustizia sia colpa dei “Cicciotto e’ mezzanotte”, si fanno il segno della croce quando sentono simili blasfemie sulla medicina.
Credo che l’esempio e i concetti lasciati in eredità da combattenti veri come Impastato vadano seguiti e applicati non lasciandosi imporre il nuovo paradigma sulla mafia, ma rendendosi conto di questa evoluzione al tempo del liberismo sfrenato e dell’oppio mediatico: da “La mafia non esiste” ergo “Zitti, scimuniti, e giù la testa” a “La mafia è Il Male” ergo “Le altre forme di grande crimine che vi parassitano non esistono; e Noi le Istituzioni siamo i vostri protettori dal Male, e pertanto dovete obbedirci, onorarci e lasciar fare al manovratore, subendo tutto senza fiatare e anzi mostrando gratitudine”. Anche chi vuole combattere sinceramente la mafia non dovrebbe lasciarsi sedurre dall’anacronismo, con gli allegati vantaggi, per il quale la lotta alla mafia va condotta negli stessi termini dei tempi e dei luoghi di Peppino Impastato.
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16 ottobre 2010
Blog Uguale per tutti
Commento al post “A Reggio deve venire Zù Ntònu” del 19 set 2010
Forse lo Zù Ntònu, il contadino calabrese retto e faticatore descritto dall’avvocato Siciliano, non sarebbe così restìo a battersi per la giustizia se davvero vedesse un gruppo col quale schierarsi: da un lato c’è un esercito di mafiosi, di collusi con la mafia, di appaltatori di business sterminati alla mafia; ma nell’ampio campo non mafioso Zù Ntò non vede una brigata di galatuomini. E nemmeno un reggimento o una compagnia.
A proposito delle forze sane e della fiducia nella giustizia, segnalo l’articolo “Usa, si può comprare il giudice” di Marcello Foa, Il Giornale, 14 ott 2010. In USA la doppiezza della democrazia traspare più chiaramente che in Europa. Col sistema delle lobbies si tende a legalizzare ciò che da noi si fa sottobanco. Lì i magistrati li elegge il popolo, nominalmente; all’atto pratico le multinazionali sono grandi elettori dei magistrati, finanziando legalmente le campagne elettorali di candidati graditi. In futuro le multinazionali potranno comprarsi i magistrati, riferisce l’articolo, grazie a una recente sentenza della Corte suprema che abolisce il tetto dei finanziamenti. Si prevede che il volume della campagna acquisti passerà dai 100 milioni al miliardo di dollari.
Il tema dei rapporti tra magistratura e multinazionali è in genere risparmiato dall’infuocato dibattito nostrano sulla giustizia; nella lotta furibonda che i media ci fanno vedere in continuazione tutti i contendenti stanno attenti a rispettare davanti al pubblico il canone teatrale per il quale il massimo livello di potere equivale a quello oggi impersonato magistralmente da un bravo caratterista come Berlusconi; e Il Male sono le mafie, che sono viste come un Kilimangiaro solitario, anziché una vetta ben integrata nella catena imalaiana delle grandi forze criminali che menomano la vita degli Zù Ntò. Gli altri “8000” essendo dati, tra gli altri, dai business che portano le corporations ad ottenere di poter acquistare magistrati, e a investire negli acquisti. Zù Ntòni, che è un po’ avanti con l’età, statisticamente ha da temere più da qualche sofisticato schema diagnostico-terapeutico nato a Boston o a Basilea e imposto su scala mondiale con le buone e con le cattive, che dal cannemozze del mafioso a cento passi da casa. E forse anche l’omicidio del moroteo dr Fortugno, avvenuto fanno oggi 5 anni, non è solo una questione locale.
Al contrario di Zù Ntòni, che non ha perso del tutto il legame con la visione contadina del mondo spazzata via dall’omologazione, chi si appassiona alla Commedia dell’arte recitata dalla politica, e ai suoi canoni, non si sente sovrastato da poteri senza volto che hanno una consistenza quasi ontologica; ma accetta la finzione secondo la quale viviamo in un Paese sovrano, dove a comandare sono comunque le strutture descritte nella Costituzione; e accetta la sineddoche tendenziosa che identifica tutto il grande crimine con le mafie.
Credo che i rapporti tra magistratura e i potentati economici, nazionali e internazionali, che in buona parte coincidono con le multinazionali, siano rilevanti per la comprensione del cattivo stato di cose attuale, e che le conseguenze di tali rapporti contribuiscano a spingere gli Zù Ntòni a non accordare alle istituzioni il credito che sarebbe necessario. Segnalo anche un mio scritto, che un poco parla dei magistrati, o della magistratura, “business friendly” in Italia: “Leopardi, Unabomber, e altri eversori”; postato il 12 u.s. sul mio sito menici60d15.
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Blog de Il Fatto
Commento del 27 gen 2012 al post di M. Imperato “Lobby al sole anche da noi?” del 27 gen 2012
postato su questo sito il 5 feb 2012 causa boicottaggio Telecom
Il PM Imperato invita a considerare di introdurre anche da noi il lobbismo, cioè la legalizzazione dei finanziamenti ai politici da parte di gruppi di interesse. Il magistrato invita a guardare al fenomeno senza ipocrisie. Si dovrebbe estendere il suo suggerimento al potere giudiziario: considerando il fenomeno USA dei finanziamenti legali alle campagne elettorali dei magistrati da parte delle multinazionali. Lì è legale comprarsi dei magistrati in questo modo. Ma anche in Italia, così come non è sconosciuto il fenomeno dei soldi passati sottobanco da potenti gruppi di interesse ai politici, esiste la magistratura “business friendly”, che fa carriera essendo compiacente col business:
I magistrati “business friendly” e la mafia come sineddoche tendenziosa
Reati contro l’economia
http://menici60d15.wordpress.c…
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Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Liberati “E la responsabilità civile dei politici?” del 13 feb 2012
Non è nell’interesse dei cittadini una magistratura esposta al ricatto dei potenti tramite la responsabilità civile. Occorrono però dei pesi e contrappesi per evitare che i magistrati operino per interessi diversi da quelli della giustizia, come invece di fatto avviene.
Il celibato dei magistrati http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/01/il-celibato-dei-magistrati/
Il giudice Liberati, che nel difendere la sua categoria dallo spauracchio della responsabilità civile cita la “mancata applicazione di norme comunitarie, rispetto alle quali l’Italia si è impegnata aderendo all’Unione Europea”, ricorda quel posteggiatore che, sotto il fascismo, scacciato dagli avventori come importuno, intonò al violino “Giovinezza”. Così nessuno poté dirgli nulla.
In questi giorni due ricercatori, l’inglese Wynne e la norvegese Wickson, hanno paragonato la Commissione europea alla rana pescatrice abissale, quel pesce mostruoso che attira le prede con un’esca luminescente che penzola da un filamento che le protrude dalla testa (The anglerfish deception, EMBO reports, 13 gen 2012). Questo perché la Commissione vorrebbe che in tema di sicurezza degli OGM sia vietato agli stati nazionali avanzare critiche di carattere scientifico, l’unica voce scientifica ammissibile essendo quella degli esperti scelti dalla UE.
Ci si dovrebbe interrogare sul contrasto tra norme sovranazionali e giustizia. E anche sul costume di compiacere la UE, e i poteri economici dei quali è espressione, con misure informali, per acquisire meriti da spendere in sede nazionale. Dovrebbero farlo anche i nostri bravi magistrati, ricordando che cos’è la cosiddetta “difesa di Norimberga”. E anche cos’è l’eccesso di zelo nel favorire gli ordini criminali dei potenti.
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Blog de Il Fatto
Commento del 19 feb 2012 al post di M. Imperato “Mani pulite: vent’anni sembrano pochi” del 18 feb 2012
Credo che i magistrati non combattano la corruzione in sé, ma ne combattano alcune forme favorendone altre. Mentre si oppongono alla bribery dei signorotti locali, favoriscono – e a volte attivamente aiutano – l’istituzionalizzazione della grande corruzione, quella dei poteri forti. E’ un poco come la lotta tra piccoli feudatari e potere centrale, al tempo per esempio di Richelieu:
La magistratura davanti alle frodi mediche di primo e secondo grado
http://menici60d15.wordpress.c…
Il PM Nicastro come assessore alla sanità: la non complementarietà tra magistrati e tangentisti http://menici60d15.wordpress.c…
Questo è confermato da magistrati come il PM Imperato che oggi loda “Mani pulite” e pochi giorni prima ha prospettato in termini positivi la legalizzazione delle lobbies (Lobby al sole anche da noi?, 27 gen 2012), uno dei più nefasti focolai di corruzione e degenerazione della politica interna e internazionale.
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30 aprile 2010
Segnalato il 30 apr 2010 sul blog “Uguale per tutti” come commento al post “Qui tam pro domino rege. Riflessioni sul caso della dr.sa Arcifa” del 27 mar 2010
Prendo spunto dal commento della dr.sa Arcifa per proseguire la riflessione sul mio sito. Ci sono tanti casi possibili, diversi tra loro. Denunciare le scorrettezze e i reati degli uffici delle imposte, che, sia sul piano popolare che su quello ideologico, non sono le burocrazie più apprezzate e benvolute, è uno fra i tanti casi possibili. Come ho scritto altrove, denunciare chi ruba per sé anziché per il Principe può essere visto con favore in ambienti principeschi. Nel 2009 è cominciata la grande frenata sulla spesa sanitaria, e in USA, con la presidenza Obama, si sono messe in discussione, almeno verbalmente, regole che parevano sacre, come quelli sugli screening tumorali (mentre in Italia, se la “linea della palma” si espande verso Nord, la “linea del mammografo” geograficamente procede nel verso opposto); probabilmente non è un caso che nello stesso anno la denuncia di uno dei tanti giochi truffaldini di una potente multinazionale sia stata profumatamente ricompensata, dopo tanti episodi di “whistleblowers” in campo biomedico che se la sono vista brutta. Un caso finora raro: anni fa è stato osservato che le probabilità per un whistleblower di ricevere le ricompense previste dalle leggi USA, anziché la consueta scarica di legnate, sono pari a quelle di una vincita al lotto. E’ di questi giorni la notizia che un altro whistleblower riceverà dal governo USA 45 milioni di dollari; la società denunciata, l’AstraZeneca, ne pagherà 520 al governo USA per marketing di indicazioni improprie di un farmaco antipsicotico, il Seroquel. (AstraZeneca ha comunicato per il primo quarto dell’anno un incremento dell’utile operativo del 10%, a 3.86 miliardi di dollari). L’Attorney general Eric Holder ha detto a proposito che “[tali] atti illegali delle compagnie farmaceutiche possono mettere a rischio la salute del pubblico, corrompere le decisioni mediche, e prelevare miliardi di dollari direttamente dalle tasche dei contribuenti” (che è una sintetica descrizione di ciò che “happens all the time”). Queste notizie di un nuovo corso, oltre a mostrare che quando si parla di marketing farmaceutico si parla di un’attività molto concreta, dagli effetti estremamente concreti, ricordano che gli autori di giuste denunce dovrebbero essere semmai premiati piuttosto che essere puniti.
Il rispetto non delle regole in quanto tali, ma dei princìpi giusti e delle regole che da essi discendono, è praticamente sinonimo di civiltà. E’ quindi bene chiedere giustizia all’autorità preposta. Salvo che le circostanze impongano il contrario. Pochi giorni fa ho scritto all’amministratore del condominio dove abito perché facesse aggiustare finalmente il chiudiporta del portoncino d’ingresso, che rischiava di divenire un casus belli, e sono stato accontentato. Ora l’ordine regna sulla palazzina “Dalia”. Invece non ho a chi rivolgermi per cose molto più gravi. Gli ebrei che durante la Seconda guerra mondiale andarono a protestare presso i comandi tedeschi per i maltrattamenti ricevuti furono danneggiati dal loro senso di giustizia.
La risposta adatta alle rappresaglie per aver ostacolato ruberie dei colletti bianchi o crimini di alto bordo è diversa a seconda delle circostanze. La dr. sa Arcifa fa bene a rivolgersi, per l’ingiustizia subita, al giudice del lavoro, che verosimilmente la farà reintegrare. Diversi autori consigliano, nel caso dei ricercatori, di non fare affidamento su canali ufficiali, magistratura, agenzie di mediazione, etc. (es. Devine T. The whistleblower’s survival guide: courage without martyrdom, 1997. Citato in: Against the tide. A critical review by scientists of how physics and astronomy get done. A cura di Correidora e Perelman, 2008). Devine, che pure consiglia di collaborare, cautamente, con le autorità, scrive: “A public whistleblower should not expect justice”. E c’è di peggio. Qui in Italia c’è stato il caso di Marotta, e quello di Felice Ippolito, entrambi arrestati nel giro di un mese dalla stessa Procura per accuse apparentemente non collegate, nell’ambito di un’operazione che a detta di diversi commentatori soggiogò agli interessi degli Usa la ricerca e l’industria di punta italiane (a partire dalla divisione elettronica dell’Olivetti); l’attacco ebbe effetti irreversibili, e fu condotto proprio da esponenti della magistratura, alcuni come un PM braccio destro di un magistrato dalle frequentazioni poco raccomandabili: “E’ accertato, comunque, che Spagnuolo fosse in stretti rapporti con Sindona, amico di Nixon e finanziatore dell’ala dura degli strateghi della tensione” (G. De Lutiis, Storia dei servizi segreti in Italia. Editori Riuniti, 1991). Qualcuno con fama di magistrato onesto e indipendente, ma evidentemente fortemente soggetto a farsi strumentalizzare dagli intrighi di politici corrotti e a farsi influenzare dalle campagne denigratorie di giornalisti prezzolati, visto l’accanimento che mostrò. Due anni prima era stato assassinato Mattei (fatto dimostrato di recente da un’indagine della magistratura, e rimasto nell’ombra grazie anche alle diagnosi psichiatriche che Montanelli e altri anticomplottologi lanciavano all’indirizzo di chi pensava non si fosse trattato di un incidente). Oggi ci si sta buttando nell’avventura delle centrali nucleari obbedendo agli ordini, così come allora si obbedì impedendo lo sviluppo del nucleare. La nostra classe dirigente non è solo corrotta: è anche compradora, dedita cioè a vendere assets nazionali a poteri egemoni esteri.
Il Procuratore Carmelo Spagnuolo è divenuto l’emblema dei magistrati che rendono le Procure “porti delle nebbie”, dove fatti grandi come navi scompaiono nel nulla. 15 anni dopo il caso Marotta il CSM rimosse Spagnuolo per il suo coinvolgimento in altre operazioni, più note e appariscenti. Marotta fu in seguito riabilitato. Comunque, come avviene in questi casi, che ricordano l’autoassemblaggio di componenti molecolari della cellula, dall’apparente disordine giudiziario nacque uno stabile ordine politico. Quei magistrati erano le persone giuste al posto giusto al momento giusto: il resto della magistratura prese le distanze a giochi fatti, ma non agì affatto, né agisce, come un baluardo; il volere di chi commissionò quel colpo di mano si è compiuto, e continua ad essere servito; l’intesa tra Stato ufficiale e Stato arcano continua a funzionare; e resta rilevante quanto scrisse a proposito nel 1965 l’Espresso: “Tra quaranta o cinquant’anni, uno studioso dei problemi sociali che vorrà accertare le ragioni dell’arretratezza culturale ed economica del nostro paese, individuerà certamente nello stentato sviluppo della ricerca scientifica una delle cause determinanti. Rivangando tra le testimonianze del passato, questo ipotetico studioso riesumerà un curioso processo che … sarà riuscito a scoraggiare e deprimere i ricercatori italiani ed avrà colpito alla radice uno dei fattori fondamentali dello sviluppo economico stesso” (Cit. in: Di Giorgio C. Cervelli export, ed. l’Unità, 2003). Oggi i ricercatori italiani non sono più depressi, ma in campo biomedico sono non di rado tanto obbedienti ai dettati della ricerca internazionale, e degli interessi privati che la dirigono, che ricordano l’allegria di un cagnolino che si alzi sulle sole zampe posteriori. O sulle sole zampe anteriori, in alcuni casi. Altro che cane a sei zampe.
Il ricorso al giudice è un poco come le medicine e gli interventi chirurgici o altre terapie: non dovrebbe essere peggiore del male. Si va sempre più verso la medicalizzazione della vita, per la quale in innumerevoli casi si medicalizzano affezioni banali e comuni problemi personali, e le persone passano la vita, senza reale fondamento, a riempire album di esami diagnostici, sottoporsi ai trattamenti più vari, ingurgitare psicofarmaci a palate, compiere periodici pellegrinaggi verso santuari medici e luminari, etc. ; analogamente, se si incappa in certe situazioni, a forza di legalismo si rischia di andare verso la “giuridificazione” dell’esistenza, vivendo in una serie ininterrotta di procedimenti amministrativi o giudiziari, in una perenne condizione di accusato o di postulante. (E può accadere il caso beffardo che, avendo contrastato la medicalizzazione, si venga colpiti mediante la “giuridificazione”). E’ giusto rivolgersi alla magistratura per avere giustizia, ma non è giusto dover chiedere ai magistrati ad ogni piè sospinto il permesso di vivere, non avendo fatto nulla di illecito, tutt’altro. Se ciò avviene, allora può insorgere, anche se non si è nati cuor di leone, “quella specie di coraggio disperato, con cui la ragione sfida a volte la forza, come per farle sentire che, a qualunque segno arrivi, non arriverà mai a diventar ragione” (Manzoni). E, oltre un certo limite, aiutati dall’arroganza dalla viltà e dalla pochezza di chi pensa di avere il coltello dalla parte del manico, si può decidere che non conta più “uscirne fuori”; che avere giustizia non è avere una sentenza che scagioni o riabiliti, e che al contrario l’unica giustizia possibile davanti a determinate porcate è proprio testimoniare, pagando s’intende; testimoniare affermando la corruzione delle istituzioni che dovrebbero tutelare i diritti.
Tale posizione diviene più chiara se non si pensa alla giustizia come a un mero servizio alla persona, ma si considera anche la dimensione sociale, che è quella che chi si oppone ai delitti del potere in genere ha ben presente. Margaret Thatcher ha detto che la società non esiste, e ai nostri giorni la consapevolezza della sfera pubblica, e della sua importanza, spesso non viene capita, o viene vista come un segno di estremismo e instabilità. La medicina non è puramente individuale, come invece sta sempre più diventando per ragioni di mercato: si parla di “personalizzazione” delle cure – che significa sollecitazione della soggettività del paziente – accampando motivi tecnici; ma le cure, mentre non vanno applicate en masse, come vuole la legge del profitto, ma solo ai pochi che ne necessitano, dovrebbero essere programmate avendo per oggetto la popolazione; non per ragioni etiche o ideologiche, ma per ragioni tecniche. Anche in medicina vale quello che ha scritto il giurista Hans Kelsen: l’unica felicità possibile è quella collettiva, la felicità sociale si chiama giustizia (cit. in Gratteri N. La malapianta, 2010, ultima pagina).
Per fare un esempio generale, senza addentrarsi negli aspetti tecnici, si è visto che in società diseguali, anche se ricche, come quella voluta dalla Thatcher, c’è meno salute che in quelle dove c’è maggiore eguaglianza. Una correlazione che riguarda tutte le fasce sociali, e quindi anche i ricchi, che risultano stare meglio nelle società a minore disuguaglianza. Berlusconi, in veste di santone, e anche guru medici del centrosinistra, annunciano agli allocchi un futuro con un’aspettativa di vita di 120 anni. Che è come dire che siccome col progresso l’altezza media negli ultimi decenni è sensibilmente aumentata, le generazioni future saranno alte due metri e mezzo. Al contrario, in una società individualista, dove si esasperano le disuguaglianze e la giustizia viene compressa, la vita col tempo tende a divenire più breve e brutale, per tutti.
Tornando alla giustizia, anche la richiesta di giustizia non è solo una questione privata dell’offeso; se si chiede giustizia, e ci si accorge che la fonte che dovrebbe erogarla è secca, o emette veleno, allora se si è abbastanza indignati e schifati si può pensare di allargare il problema, dal torto ricevuto al sistema ingiusto che lo ha permesso, generato e alimentato; così che sacrificando il tentativo di salvaguardare gli interessi personali lesi si difende almeno il concetto stesso di giustizia, a favore della società. Si persegue una “metagiustizia”, che è l’opposto dell’atteggiamento pragmatico di certi che, si dice, pur di minimizzare il danno patteggiano anche se non sono colpevoli (mi risulta che questo avvenga anche in ambito tributario).
Ed è anche l’opposto del gioco al ribasso, dell’andare verso lo svilimento della vittima e delle istituzioni praticato da coloro che usano il potere legale come cosa loro. I magistrati dicono che hanno così pochi mezzi che a volte si devono portare da casa la carta igienica, e la carta per le fotocopie la devono fornire gli avvocati; possono darsi delle situazioni così indecenti che la carica di decoro e dignità che ogni procedimento giudiziario dovrebbe avere ce la deve mettere tutta chi è sotto accusa o chiede giustizia, perché i magistrati sono sprovvisti anche di quella.
Trovo impensabile e completamente errato il suicidio, ma capisco la ribellione di Parmaliana. Credo che tra i fattori che sembrano averlo spinto vi sia stato anche l’abito mentale del chimico e del ricercatore di pensare secondo leggi razionali, esteso a temi extrascientifici e personali: un’impostazione che può avere portato a una forma del “suicidio anomico” descritto da Durkheim. Ai tanti italiani “pecore anarchiche” il concetto di trauma da anomia, e quello di reazione all’anomia, devono apparire incomprensibili; e anche coloro che fanno un uso strumentale del potere dello Stato, in particolare di quello di polizia e giudiziario, pur intuendo che hanno in mano una leva vantaggiosa con la quale colpire il soggetto predisposto a percepire l’anomia – col mostrargli che loro non sono la cura ma sono la malattia – non hanno però il senso di quello che stanno facendo, così che facilmente sbagliano le dosi. Quando cade il velo, e si prende atto che la legalità è una oscena foglia di fico, allora il quadro si semplifica. Non occorre più prendere in considerazione gli intricati cavilli dei legulei, che ora appaiono valere quanto gli elaborati arabeschi stampati sulle cotonine dozzinali delle bancarelle del mercato; ma si torna ai princìpi fondamentali; alla massima di Manzoni, sempre nella Colonna Infame: “il ladro non ha il diritto di dar la vita al viandante: ha il dovere di lasciargliela”. Absit iniuria. Comunque, Manzoni parlava proprio dei magistrati.
P.S.: dopo avere scritto questo post, nel controllare e approfondire le notizie storiche che riporto ho appreso (Paoloni G. Il caso Marotta e il caso Ippolito. Scienza e politica nell’Italia degli anni Sessanta. Lettera matematica Pristem, Univ. Bocconi, n.44, 2002) che Marotta, ritenendo di non meritare di essere trattato in quel modo, “…si rifiutò di comparire in aula. Venne giudicato come contumace e rischiò addirittura l’incriminazione per oltraggio alla corte”. Credo degno di nota che ci siano state in tempi diversi almeno tre persone, Domenico Marotta, Adolfo Parmaliana, e si parva licet lo scrivente Francesco Pansera, accomunate dall’occuparsi di scienza; dal praticare forme di impegno civile; dall’essere sgradite ad alcuni poteri; dal ritenersi oggetto di persecuzione giudiziaria; e dal rifiutare a un certo punto, con motivazioni diverse e in forme diverse, di continuare a riconoscere l’istituzione giudiziaria dalla quale dipendeva la loro sopravvivenza morale. Tre borghesi con radici culturali meridionali, studi scientifici, e una frequentazione di ambienti internazionali. (E’ possibile riscontrare almeno le prime tre caratteristiche anche in Giuseppe Taliercio, che rifiutò qualsiasi riconoscimento dei brigatisti che lo avevano sequestrato). Venire a sapere che già in precedenza ci sono state persone degnissime che hanno avuto vicende con sostanziali affinità con la mia, che hanno voltato le spalle alla magistratura che favorendo interessi criminali li perseguitava, persone che, come ho fatto io da tanti anni, hanno risposto allo Stato incaricato di sfregiarli e azzopparli con un disconoscimento e una dichiarazione di sfiducia, è motivo di commossa consolazione, e di rassicurazione. Marotta, come Parmaliana siciliano e chimico, colpito quando era già in pensione, noto e stimato, fu difeso nel dibattito pubblico dai giuristi Galante Garrone e Jemolo. Di fronte aveva il “partito americano” di allora, con politici come Saragat, che non è certo l’unico politico divenuto presidente della Repubblica avendo nel curriculum la partecipazione all’eliminazione di persone che stavano servendo il Paese e per questo motivo erano invise a interessi americani; Spagnolli, vicesegretario amministrativo dell’Università cattolica del Sacro cuore, legato al deputato DC Montini, fratello del più famoso prelato e poi papa bresciano anche lui addentro nei rapporti tenebrosi con gli USA. Interessante anche la figura del senatore DC Messeri. Componente dell’associazione Bilderberg, risulta legato a Frank Coppola e al Pentagono. Era un siciliano vissuto a Chicago e rientrato in Sicilia come uomo di fiducia di Mike Stern, l’agente USA che gestì il bandito Giuliano (Caroli G. Napolibera); e che nel 2006, novantasettenne, si occupava, come mecenate, di manipolazioni della ricerca sul morbo di Alzheimer (Pansera F. Michael Stern e l’etiopatogenesi della demenza senile, 2007). Ma forse in questi casi il sottobosco delle tante mezzefigure, nate per vivere di espedienti, che in ogni tempo colgono in operazioni del genere l’occasione di poter lucrare senza rischio qualche miserabile vantaggio, conta non meno dei nomi come quelli che gli studi, i documentari, le fiction e le forme miste sui “Misteri d’Italia” ci hanno reso familiari.
rev. 2 mag 2010
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27 marzo 2010
Blog “Uguale per tutti”
Commento al post “Licenziata dall’Agenzia delle Entrate per dei commenti scritti sul nostro blog” pubblicato come post il 27 mar 2010

Esprimo solidarietà alla Dr.sa Arcifa per il licenziamento censorio. L’opposizione intellettuale e politica agli abusi e alle sopraffazioni del potere può riguardare situazioni e circostanze molto diverse, e suscitare reazioni altrettanto diverse, a seconda di come si colloca rispetto al gioco degli interessi.
In medicina, ad un estremo sta il caso dei medici che sostenevano il progetto di Allende, medico anch’egli, di ridurre la farmacopea nazionale a poche dozzine di farmaci, e di ridurre i consumi e le importazioni di farmaci. Furono fatti assassinare nel 1973, pochi giorni dopo l’Undici settembre cileno, voluto dagli USA. In Italia si dovrebbe parlare di diversi casi della stessa matrice; es. quello di Domenico Marotta, padre nel dopoguerra dell’Istituto superiore di sanità, fatto mettere in cella ottantenne da PM che poi risultarono legati alla P2 e alla mafia; il Nobel Bovet lo definì “un integerrimo grand commis de l’Etat”. Marotta aveva infranto il monopolio anglo-americano sulla penicillina chiamando il Nobel inglese Ernst Chain a lavorare per l’Italia. Oggi l’ISS è un gran commesso di quegli interessi che Marotta offese (Pansera F. Michael Stern e l’eziopatogenesi della demenza senile, 2007. Relazione a Casarrubea, Dino, Scarlata, Scarpinato, Paci, Tranfaglia).
All’altro estremo, in USA c’è una legge che tutela i “whistleblowers” – come vengono chiamati gli autori di questo genere di denunce – che svelano frodi ai danni dello Stato; legge detta anche “Qui tam”, abbreviazione dell’interessante espressione “Qui tam pro domino rege quam pro se ipso in hac parte sequitur”: “Colui che si fa parte in causa sia per il re che per sé stesso”. La legge prevede che denunciando una frode ai danni dello Stato si abbia diritto a una ricompensa. Nel 2009 Kopchinski, un ex informatore farmaceutico della Pfizer, attualmente la maggiore casa farmaceutica al mondo, dopo essere stato licenziato ha ricevuto dallo Stato decine di milioni di dollari per avere denunciato che la ditta promuoveva l’uso “off-label”, cioè al di fuori delle indicazioni per le quali era stato approvato, di un antidolorifico (la legge USA consente prescrizioni off-label ai medici, ma non consente alle case farmaceutiche attività di marketing per indicazioni off-label). La British medical association nel 2009 ha invitato i suoi membri a denunciare irregolarità quanto prima, e ha istituito un servizio di supporto dedicato per i whistle-blowers.
Riguardo alla necessità di procedere per via gerarchica e istituzionale nel denunciare un danno o un pericolo al pubblico, ciò appare la via da seguire se ci si imbatte in problemi di tipo colposo. Va meno bene per le frodi o altri illeciti commessi consapevolmente da superiori, e può essere un suicidio per situazioni che sono profondamente radicate nel sistema, istituzionalizzate e che muovono interessi di grande portata. Il fisico australiano Brian Martin, che ha studiato sul piano accademico la soppressione del dissenso nella ricerca, nei suoi consigli ai ricercatori dissidenti osserva che questi hanno in genere una forte fiducia nelle istituzioni e pertanto una tendenza a usare procedure ufficiali; in base alla casistica che ha raccolto, esprime scetticismo sull’efficacia del rivolgersi ai canali ufficiali, che vede come disegnati dal potere, e in genere ad esso asserviti; inclusa la magistratura. Invita quindi ad essere “wary” dei canali che noi chiamiamo istituzionali.
In uno studio su 35 “whistleblowers” (Lennane KJ. “Whisleblowing”: a health issue. British medical journal, 11 set 1993) tutti i soggetti avevano cominciato sollevando il problema all’interno delle organizzazioni delle quali facevano parte; comportamento che nella quasi totalità dei casi ha portato a subire persecuzioni e pesanti colpi. Lo studio espone i vari trattamenti ai quali si viene sottoposti quando si fanno queste denunce, e i conseguenti danni economici, psicologici, morali e fisici. Considera anche il profilo psicologico dei “suonatori di fischietto”, che tra i vari rischi corrono anche quello di venire patologizzati sul piano psichiatrico. Mentre non sono emerse personalità inusuali, in quasi metà dei casi è risultato un profilo del tipo “sensing, thinking, perceiving” (contro il 12% della popolazione generale). I “whistlebowers” dunque non andrebbero visti a priori né come eroi né come disturbati mentali. La risposta ai dubbi su di loro e sul loro operato andrebbe cercata, come al solito, partendo dal merito delle questioni che sollevano, volontariamente con le loro denunce; o che sollevano involontariamente, con altre iniziative; spesso convinti di stare semplicemente servendo il re, cioè i princìpi del bene comune.
Pubblicato in: "Fogna", "Rispetto per le istituzioni", Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Animalità razionale, Appoggio ai dissidenti ingiustamente attaccati, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Borghesia compradora, Campagne istituzionali di discredito, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione del dissenso, Censura su questioni bioetiche, Censurati e perseguitati riconosciuti, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Continuità tra destra e sinistra, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diritto all'informazione, Discriminazione istituzionale di cittadini, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Effetti a cascata dell'eversione, Etica della conoscenza e del giudizio, Fiducia nelle istituzioni, Guerra fredda, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Libertà dalla bugia, Magistrati e deuteragonismo, Meritocrazia vs. merito, Misteri d'Italia e USA, Orchestra nera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Resistenza civile, Riconoscimento dell'extramediatico, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Scienza ad auctoritatem, Selezione avversa classe dirigente, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Teatrino laici cattolici su questioni bioetiche, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina, Violenza indiretta | Commenti disabilitati
27 febbraio 2010
Segnalato il 27 feb 2010 sul blog “Uguale per tutti” come commento al post “Magistrati in politica: favorevole o contrario?” del 23 feb 2010
“Ho fatto il magistrato, non lo spacciatore di droga”
Il PM Nicastro sulla sua candidatura alle regionali del 2010
“Il popolo non elegge chi lo cura, ma chi lo droga”
N. G. Davila
1. Non so se sia un bene o un male che i magistrati entrino in politica. In generale, i magistrati lasciano la toga seguendo percorsi di diverso tipo. Abbiamo avuto un ex magistrato senatore che è stato implicato nei procedimenti giudiziari sull’eliminazione, con una pistolettata in bocca, di qualcuno che parlava troppo. So di un giudice che si fece monaco, ritirandosi in una abbazia incantata; forse sarebbe stato meglio per noi se si fosse buttato nella mischia parlamentare. Ci sono celebri figure di magistrati divenuti parlamentari, stagionate e recenti, che personalmente ho difficoltà a inquadrare e in alcuni casi sollevano forti perplessità.
2. Osservando da diversi anni il tema del rapporto tra frode medica strutturale e magistratura, ho invece un’opinione netta sulla candidatura alle prossime elezioni regionali del PM di Bari Lorenzo Nicastro nell’Italia dei valori, che oltre che un magistrato in politica è un magistrato in medicina, data la sua “prenotazione” del posto di assessore alla sanità nella giunta Vendola. Mi pare la conferma, che avrei preferito non registrare, del quadro che ho già delineato in questo e altri forum sull’appoggio della magistratura al grande business medico [1-12]. Le dichiarazioni di Nicastro sulla sanità sono deludenti e preoccupanti, e se fossi un elettore pugliese, e se non restituissi ormai da tanti anni il documento elettorale ad ogni tornata, non solo non lo voterei, ma borbotterei, come don Ciccio Tumeo nel Gattopardo, la dichiarazione di voto che espongo qui.
3. In breve [8], in medicina vi sono frodi mediche di primo grado, che ho paragonato alle frodi dei banchieri; sono attuate dal grande business, e consistono in genere nell’alterazione della dottrina ufficiale, in modo da rendere ortodossi e legali interventi medici, spesso inutili o nocivi, volti al profitto invece che all’interesse del paziente (es. [1,13]). Sono quindi frodi non riconoscibili, per il loro carattere tecnico, al quale si sovrappongono i fattori antropologici che portano a conferire fiducia alla medicina, e che rendono pertanto difficile il riconoscimento di queste frodi anche quando vengono denunciate. L’Italia è ai primi posti in Europa per frequenza di interventi di protesi d’anca, per un mercato di un miliardo e trecento milioni di euro, più altri cinquecento milioni di euro per la riabilitazione, e con una crescita del 5% all’anno. Per continuare la crescita, sta venendo lanciata in questi mesi anche in Italia una nuova patologia dell’anca, della quale quei fessi che fondarono l’ortopedia non si erano accorti: il “femoroacetabular impingement”. Veramente i fessi dei tempi passati mettevano in guardia sulla scarsa correlazione tra dolore e lesione anatomica, un principio che qui viene travolto. All’interno del monopolio medico, il mercato delle malattie è libero: c’è libertà d’impresa di inventare malattie sempre nuove, una pratica in crescita. L’entità nosologica non è ben stabilita, ammesso che esista veramente, ma già consente artroscopie, terapie farmacologiche, interventi di protesi, etc. Appare essere l’ennesimo caso di non-malattia basata su difetti anatomici o su semplici varianti anatomiche, che viene inclusa tra le malattie per espandere il mercato tramite lo spauracchio della progressione verso forme gravi: così ora abbiamo gli interventi preventivi anche per l’artrosi. In questo caso il target sono i giovani sportivi, che appaiono soggetti, e anche psicologicamente propensi, a lamentare dolori e a sottoporsi a cure chirurgiche. Basta la comune pubalgia dell’atleta e si parte con un iter che può arrivare alla protesi d’anca, un intervento di chirurgia maggiore. Vi sono poi frodi mediche di secondo grado, che parassitano quelle di primo grado, attuate in genere da parte di piccoli operatori, che ho paragonato a un bancario che storna fondi ad una banca, e quindi ruba oltre che al pubblico anche a coloro che l’hanno fondata. Es. lo scandalo “pro-pro” sotto la giunta Vendola, il comparaggio sulle protesi ortopediche dove il “sinallagma” consisteva nelle prestazioni di prostitute. Le frodi di secondo grado possono restare nascoste e impunite, ma una volta emerse sono facilmente riconoscibili.
4. La mia tesi, derivata da anni di osservazione, è che la magistratura combatte le frodi mediche di secondo grado, invise ai poteri forti dell’industria e della finanza, che a volte sono letteralmente banchieri, e favorisce quelle di primo grado, attuate da quegli stessi poteri. La candidatura del PM Nicastro dopo lo scandalo pro-pro, con lo scandalo ancora nelle mani della Procura di Bari, appare come una conferma. Anche nell’arretrato meridione, dopo una fase di lancio, come ho detto [10], della medicina commerciale e tecnologica ad alto volume, attuata permettendo su di essa frodi di secondo grado, si è pronti ad entrare a regime, nel sistema della frode di primo grado; e la magistratura sta ora bloccando la frode di secondo grado, che pare fosse nota da anni; non solo ma ora fornisce anche l’uomo che è in grado di impedirla anche sul piano amministrativo. Il dr Nicastro, metto la mano sul fuoco, si farebbe tagliare una mano piuttosto che accettare una mazzetta, o farla accettare ad altri. E sostiene nella sua campagna che questo, porre fine alla corruzione, è quello che ci vuole per la sanità. In realtà, il non zanzare soldi o altri benefici è solo un prerequisito minimo per la buona sanità. Non c’è bisogno di dire che l’assenza di frodi di secondo grado è un bene, ma va aggiunto che deve essere accoppiata all’assenza di frodi di primo grado. Se si fermano i bancari infedeli e si lasciano liberi di fare ciò che vogliono i banchieri senza scrupoli, il cittadino non ne beneficia. La sostituzione delle frodi di secondo grado con la frode di primo grado può paradossalmente tradursi in uno svantaggio maggiore per la salute del cittadino, come scrissi anni fa a un PM di Catanzaro oggi parlamentare europeo con l’ex PM Di Pietro. Un esempio di ciò è il caso Poggi Longostrevi, che voleva fregare tutti – anche il sistema al quale era organico, e che gli permetteva di frodare – non eseguendo gli esami inutili o dannosi che faceva prescrivere. Se gli esami fossero stati eseguiti, i pazienti avrebbero sofferto le conseguenze di radiazioni, e dell’entrare in quella spirale di accertamenti, trattamenti e complicanze che è capace di ridurre al lumicino una persona sana e robusta come un cavallo. Il truffatore sarebbe oggi un riverito luminare. Ma Poggi Longostrevi con la sua avidità danneggiava il consumo di prodotti medici, e ha fatto una brutta fine.
5. Nicastro ha detto, nel presentarsi agli elettori, “…il magistrato per 23 anni, è l’armamentario di chi sa che bisogna lavorare con le regole. Di chi sa ciò che non va assolutamente fatto”. Veramente un politico dovrebbe sapere anche cosa si deve fare, e presentarsi con un programma positivo e dettagliato. La deriva securitaria che ha portato a identificare la sicurezza con più polizia ha il suo corrispettivo nel magistrato che è da preferire come amministratore al politico in quanto non ruba e non farebbe rubare. Questa posizione di censore, per un campo come la sanità, sarebbe già pochino; e si vede che le cose da non fare per Nicastro sono le mazzette e affini; che sono solo una parte di una parte delle cose che non si devono assolutamente fare.
6. Sceso in campo, il magistrato ha esordito dicendo, a proposito dell’incarico al quale aspira, “Non parlerei di sanità, ma di salute”. La sostituzione, di uso comune, di “sanità” con “salute” è un portato della ideologia liberista arrivata col vento della globalizzazione, uno slogan degno di Madison Avenue che si è riflesso anche nel cambio di titolo del ministero competente. Come la felicità, la salute è un’aspirazione, e solo in parte è nelle mani degli uomini o degli Stati. La sanità è la tutela della salute, la tutela per quanto possibile, ed è quella che dovrebbe essere l’obiettivo del buon politico. Questo però i cittadini non lo capiscono; loro vogliono “il diritto alla salute”, un’espressione ottusa e disonesta. Quello che si può e si deve pretendere, a una lettura razionale dell’art. 32 della Costituzione, è il diritto alla tutela della salute. Invece, col miraggio dell’elisir di eterna salute, spesso si commettono solenni truffe che pregiudicano la salute. Intorno agli anni 2000, con la riforma Bassanini, il Ministero della Sanità fu abolito, nella stolida e folle indifferenza di tutti, incluse le masse di ipocondriaci. Risorse, in posizione subordinata, come Ministero della Salute sotto Berlusconi. Il cambio di nome del ministero, che passò anch’esso inosservato, mi sembrò il cattivo segno di una mutazione ideologica; che il candidato dalle mani pulite rinnova, forse con un aggravante: come PM sa bene che spesso i truffati con le loro illusioni pretese e velleità giocano un ruolo attivo nei meccanismi fraudolenti dei quali cadono vittima; e pertanto né i magistrati né i politici dovrebbero incoraggiare nei cittadini concezioni irrazionali dettate dalla propaganda. Né tanto meno sfruttare la credulità popolare già sollecitata ad arte da interessi che gli amministratori dovrebbero contrastare.
7. E’ vero che la OMS definì la salute come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto assenza di malattia“; fu nel 1948, quando cominciava la lunga progressione che ha traformato la medicina da servizio in settore di punta dell’economia, fino alla situazione attuale, dove la spesa medica si è ingigantita tanto di poter minare la salute economica delle nazioni. Ricercatori di public health anglosassoni hanno commentato che questa dell’OMS più che la definizione di salute è la definizione di orgasmo. Una definizione insana: implica che se non si é in uno stato perfetto si può trovare il modo di sostenere che non si è in salute. Ciò facilita quanto osservato da studiosi della frode medica strutturale (Moynihan e Cassels): nell’ambito di una strategia direct-to-consumer l’essere malati diviene la condizione di default e la malattia viene messa al centro della vita umana. L’OMS è quella istituzione che quest’anno ha sostenuto il business miliardario dell’influenza A, un caso singolare di truffa medica a cielo aperto; ha chiesto di fare luce anche Maurizio Gasparri. Ormai hanno buttato tanto pastone che pescano quasi senza l’esca, con l’amo nudo.
8. Nicastro ha anche detto (sui media non ha detto moltissimo altro di notevole del suo programma) che ascolterà i cittadini sulla salute: “Deciderò con i cittadini quello che bisogna fare giorno per giorno”. Un curioso viraggio, per un magistrato. Il populismo sanitario è anch’esso un potente strumento delle frodi mediche di primo grado. Ed è anch’esso un pessimo affare per il cittadino. Sta ai diritti in tema di salute come l’audience di RAI e Mediaset stanno alla democrazia. Nella “cupola” che governa la medicina il ceffo peggiore, la fronte bassa, gli occhi vicini, è “la Ggente”; che in genere non sa ciò che è bene per lei in medicina, mentre le martellanti campagne di direct marketing le fanno credere che lo sa e che deve pretenderlo. Da un magistrato mi sarei aspettato uno dei pregi che un magistrato in politica può offrire: che decidesse per il bene pubblico sine spe ac metu. Speriamo che non chieda consiglio alla moglie, che vende farmaci come farmacista. Del resto, se si rivolgesse agli esperti, cosa che probabilmente, da persona ragionevole, farà, riceverebbe la ripetizione di pareri costruiti altrove, pareri apparentemente disinteressati che sono in realtà stati modellati tenendo conto anche dei gusti del pubblico, in base a serissime ricerche di marketing come per qualsiasi importante prodotto commerciale. Mi risulta che la magistratura, che sta veramente fornendo un servizio completo alle multinazionali, si incarichi oltre che del tenere a freno gli “scassapagliare” anche dell’eliminazione senza troppi disturbi delle sparute voci di tecnici che non si propongono di arricchirsi alle spalle del prossimo, e che se non venissero fatti fuori sarebbero in grado di applicare in maniera non del tutto inefficace l’onestà a questioni tecniche importanti, complesse e non riconosciute, producendo informazioni che potrebbero mettere in crisi le frodi di primo grado. Una doppia attività che non ricorda né “i contrabbandieri” né “i magistrati”, i termini della alternativa secondo Nicastro, ma ricorda i campieri al servizio dei latifondisti.
9. Nicastro presenta come emancipazione una sanità subalterna, che non persegue un modello ideale di buona sanità, ma, come sempre nel Meridione, piega la schiena e obbedisce, stavolta orientando le preghiere e le aspirazioni verso la mecca lombarda. Una medicina, quella accennata da Nicastro, confindustriale. Nicastro ha lodato Emma Marcegaglia per le sue esortazioni agli italiani sul tema della legalità. La presidente di Confindustria, che ricordo arringare sprezzante e rabbiosa gli industriali a Brescia contro chi critica gli inceneritori, gli impianti che vuole costruire anche in Puglia; secondo la quale la ricerca è ancella delle imprese. Travaglio ha definito la Confindustria “il più popoloso consesso di corruttori mai visto in natura”. Nel 2008 la SPA dell’oggetto delle lodi del PM anticorruzione ha patteggiato una condanna per una tangente di più di 1 milione di euro; oltre ai “delitti d’autore”, c’è anche una “legalità d’autore” per i PM engagé? Una medicina che va verso la berlusconiana medicina di Verzé, grande amico e guida medico-spirituale di Vendola; un altro benefattore dell’umanità vittima di cattive compagnie, evidentemente, perché anni addietro i colleghi meneghini di Nicastro non lo classificarono dalla parte dei buoni. Una medicina che deve la sua fama di eccellenza anche ai servigi del genere di quelli praticati da un altro personaggio legato a Verzé, Pio Pompa. I magistrati in politica possono finire col ritrovarsi con quelli che Shakespeare chiama gli “strange bedfellows”. Non li preserva da ciò l’affiliarsi alla “sinistra”, il cui ruolo, IDV inclusa, pare essere proprio quello di favorire queste convergenze a giro largo, queste convergenze clandestine all’hotel degli equivoci che si concretizzano dopo che all’inizio le parti sembravano dirette in direzioni opposte.
10. Appare che all’onestà personale e alla sicurezza in sé stesso del candidato non corrisponda una adeguata impostazione culturale in tema di politica sanitaria, né una buona comprensione dei reali problemi della medicina, ma piuttosto ossequiosità per gli interessi forti e un solido conformismo, che ha il suo pezzo forte nell’idea fallace che i problemi della medicina si identifichino con la corruzione e i disservizi; e che siano quindi problemi per i quali ciò che occorre non sono politici consapevoli che sanno quello che si deve fare, ma uomini della legge che facciano il politico-macchinista, prendendo in mano la guida di una locomotiva che è su binari stabiliti. Dal punto di vista del big business, Nicastro appare come l’uomo ideale per commissariare l’ufficio pagamenti sanità della Regione.
11. Da destra attaccano Nicastro perché ha indagato il candidato dell’altra coalizione, Fitto. Si sorvola sul fatto, che a me pare più grave, che il magistrato si aggrega a Vendola, dopo quel che è venuto fuori da parte della Procura della quale fa parte sulla gestione della sanità della giunta Vendola. Il problema è stato risolto da Di Pietro, che con due pennellate ha rappresentato Vendola come un ingenuo, che necessita di un tutore, un magistrato, per evitare di venire raggirato. A me pare che la successione di Tedesco con Nicastro non sarebbe una svolta, ma sia sulla linea degli interessi del grande business sanitario, rappresentando la successione, dritta come una spada, della frode di secondo grado, che ha allestito il business, con quella di primo grado, che deve raccogliere il seminato. L’ANM ha storto un po’ la bocca, il CSM ha dato il via libera; non credo che la candidatura di Nicastro sia una “deviazione” rispetto al resto della categoria, o una cosa davvero sgradita alla corporazione dei magistrati: mi pare perfettamente coerente con una politica di supporto nei confronti del grande business sanitario, e dei suoi illeciti, che la magistratura tiene da anni; non diversamente nella sostanza da quei partiti che si fanno noleggiare da interessi privati per operazioni specifiche; solo, a un livello più alto.
12. Forse il motivo per prendere ufficialmente le distanze, mentre si dà il via libera, è che la vistosa candidatura di Nicastro rischia di mettere un poco troppo in luce il tropismo degli interventi della magistratura rispetto agli interessi dei poteri forti, e quindi i servigi resi a tali poteri. Non so quanta consapevolezza ci sia tra i singoli magistrati del sostanziale asservimento dell’ordine giudiziario al big business medico. Se questa mafia un giorno finirà, allora si dirà di essere stati tutti ingannati, tutti depistati da poteri deviati, che qui hanno fatto capolino, etc. Il caso Puglia potrà mostrare come, consapevoli o meno i singoli, oggettivamente la magistratura abbia ricalcato le difficili volute dei disegni di interessi illeciti; oggettivamente abbia attaccato il cavallo dove voleva il padrone.
13. Il problema della candidatura di Nicastro non è quindi la complementarietà Nicastro-Fitto, inquirente-indagato, trasferitasi sul piano politico. C’è sì un problema di opportunità sul magistrato che dopo avere perseguito il politico corrotto ne prende anche il posto; problema che distrae da una circostanza ben più grave, data dagli elementi di continuità parziale tra tangentisti e magistrati rispetto al grande business. La circostanza che si sfrutti l’indignazione dell’elettorato per scandali che erano una libera uscita, consentiti dagli stessi poteri che ora suonano il rientro nei ranghi, le due fasi antitetiche gestite dalla stessa compagine politica, con la magistratura che regola il traffico. Andrebbe riconosciuto l’esatto opposto di quello che dice Nicastro, e ciò di cui lo si accusa: che vi è in realtà una non-complementarietà tra magistrati e tangentisti, sul piano degli effetti sulla moralità pubblica. Il concetto di non-complementarietà cui mi riferisco proviene dallo studio della frode medica di primo grado. La complementarietà si ha quando costituenti di un sistema sono mutuamente esclusive, o variano in modo mutuamente esclusivo. Si è visto (Reich J.M. et al. Citato in [1]) che, contrariamente a quel che si pensa istintivamente, sopravvivenza e mortalità per tumore possono essere non-complementari: non è detto che al variare dell’una l’altra vari in verso opposto. Alcuni screening tumorali possono portare ad un miglioramento della sopravvivenza (la proporzione di individui vivi 5 anni dopo la diagnosi) e a un peggioramento della mortalità (la proporzione di deceduti per quella patologia nella popolazione generale per anno): sia la sopravvivenza che la mortalità aumentano. Analogamente, perseguire alcuni tipi di disonestà non significa necessariamente promuovere l’onestà, ma può favorire altre forme di disonestà, portando complessivamente ad un peggioramento. E lo stesso può avvenire sostituendo i politici ladri con magistrati personalmente integri. L’effetto può essere una riduzione delle bustarelle, ma anche una riduzione del livello di moralità pubblica e giustizia sociale; ciò se l’azione di contrasto porta a uno spostamento degli illeciti dal secondo al primo grado.
14. Volendo interpretare tutto nei termini asfittici del pollaio della politica, si finisce come i capponi di Renzo. Vi sono interessi diversi e più forti, oltre a quelli della lotta partitica per il potere. Quelli che davanti a noi si contendono le poltrone come in un combattimento tra galli, dietro le quinte competono fianco a fianco come cortigiani della stessa corte per la benevolenza dei poteri superiori. Non è vero che le cose andranno necessariamente meglio seguendo il modello di complementarietà dipinto dal PM Nicastro. “E’ meglio qualche magistrato di più in lista che qualche delinquente in più nelle istituzioni”, come se “magistrato” fosse sinonimo di “onesto”: non è che nella sanità i magistrati siano l’opposto dei delinquenti, anche se sono naturalmente il contrario dei delinquenti. La divisione di maggior rilevanza del mondo reale della medicina è tra delinquenti e “galantuomini”; e la magistratura appare combattere i reati dei delinquenti e proteggere i galantuomini e i loro crimini; proteggendoli dai piccoli e medi delinquenti; e anche dagli onesti che danno fastidio. La non-complementarietà di magistrati e tangentisti sulle frodi biomediche può avere come conseguenza la promozione di programmi di screening che portino alla citata non-complementarietà degli effetti epidemiologici sulla salute della popolazione. In medicina come nell’attività giurisdizionale certe semplificazioni all’apparenza ovvie e indiscutibili permettono al diavolo di rimanere annidato nei dettagli.
15. Ridurre la corruzione della medicina alle tangenti, o ai risvolti boccacceschi del caso Puglia, è altamente fuorviante. L’espressione “medicina e prostitute” al PM Nicastro farà venire in mente le indagini a riguardo della Procura di Bari, sulle marchette nelle frodi di secondo grado; e lo rinsalderà nel compito affidatogli di proteggere da cattive compagnie il candido e sognante Vendola. Non so quanto fossero le tariffe delle escort, ma a me l’espressione fa venire in mente una cifra esigua, una ventina di euro. Ciò perché quando penso a prostituzione e medicina penso a quelle forze istituzionali che prostituendosi, promuovendo il falso e soffocando il dissenso, hanno permesso che in 10 anni, dal 1998 al 2007, in Europa la spesa annuale pro capite per i farmaci oncologici passasse da 4.3 euro a 26.3 euro; secondo uno studio della European federation of pharmaceutical industries and associations (EFPIA). Senza che le cure per il cancro siano diventate nel decennio sei volte migliori; o la situazione del cancro sei volte più leggera, tutt’altro. E’ la cifra di questo differenziale, l’incremento della frazione della tassa sul cancro pertinente alle terapie farmacologiche, un risultato da proteggere e migliorare per gli analisti finanziari, che rappresenta bene le vere marchette della medicina, le marchette a favore delle frodi di primo grado; e l’opera della magistratura italiana non è certo andata nel verso del contrasto a questo mercimonio.
16. La situazione va oltre il caso Puglia. La tensione tra frode di primo e secondo grado in medicina appare essere costitutiva. In Italia, è interesse del big business medico scalzare la frode di secondo grado dalla sua tradizionale egemonia, e spostare l’equilibrio dal secondo grado al primo grado. Una mutazione che include anche lo spostamento della greppia medica dai posti di lavoro ai dividendi degli azionisti. Soprattutto al Sud; al Nord il cambiamento è già in buona parte avvenuto. In USA, dove il primo grado impera, la frode medica di secondo grado ad opera di amministratori, medici, pazienti, etc. , pur essendo contrastata, ha il suo spazio, anche se eccentrico rispetto al cuore del sistema; come mostra il libro “License to steal: how fraud bleeds America’s health system“ (Westwiew Press, 2000) di un docente di Harvard, Sparrow, che non a caso è un ex constable della squadra di polizia antifrode inglese. In USA le frodi di secondo grado servono come capro espiatorio per le truffe di primo grado; e anche come “stecca”, per creare una rete ampia di compartecipazioni, convergenza di interessi e complicità che sorregga le frodi di primo grado. La FBI ha segnalato un aumento di frodi di secondo grado, lucrose e a basso rischio, ai danni della medicina pubblica, Medicare (Medicare fraud. Don’t let it happen to you. Sito web FBI, 03/22/06). In Florida anche gli spacciatori di cocaina si starebbero convertendo dagli stupefacenti a queste frodi (Weaver J. Criminals bilk Medicare of billions each year. AARP Bullettin, 1 nov 2009. Reperibile sul web). Ma, anziché una conferma delle tesi di Nicastro, questa mi pare una conferma delle mie: Nicastro echeggia la versione della polizia USA, che segnala solo le frodi mediche dei malviventi, di secondo grado, e non quelle dei “big shots”, di primo grado.
17. Sarebbe lungo discutere il tema della medicina come droga, e dei medicinali come droga. In Florida nel 2007 i decessi per overdose da medicinali sono stati il triplo dei decessi per droga. Nell’ultimo decennio c’è stato anche in Italia un boom del consumo di psicofarmaci, che possono dare dipendenza; questo è un tema autentico, che attiene al primo grado, che i politici che si occupano di sanità dovrebbero affrontare, invece di pensare solo a come aumentare la spesa pubblica per consumi medici facendo contento il pubblico e qualcun altro. (Questo è inoltre un tema che dovrebbe interessare il lavoro dei magistrati piuttosto direttamente, perché alcune classi di psicofarmaci possono provocare alterazioni psichiche che portano a gesti violenti, verso sé stessi o gli altri; e possono quindi essere una delle cause maggiori dell’aumento di esplosioni inattese di violenza tra le persone comuni). Ci può essere dipendenza dalla medicina, da psicofarmaci, da farmaci con effetti collaterali psicotropi, da placebo, dagli effetti terapeutici o palliativi dei farmaci; a beneficio di quelli che li commerciano, che traggono vantaggio dall’avere un esercito di assuntori cronici, e perciò stati cronici e dipendenza. C’è una non-complementarietà anche tra pusher e chi vende farmaci, e tra trafficanti di droga e assessori alla sanità.
18. La relazione tra le due frodi va oltre la medicina, che pure attualmente è settore di punta dell’economia. Una relazione complessa, che oscilla tra contrapposizione e cooperazione. Questa tensione tra frodi legalizzate e corruzione, tra politici locali che rubano grossolanamente e grandi interessi mondiali che rendono le loro frodi benemerita normalità e legalità, tra vassalli e imperatore, con le sue fluttuazioni, andrebbe riconosciuta come fondamentale. Tangentopoli può essere letta in questi termini [7,8]. La recente riabilitazione di Craxi sembra una orgogliosa chiamata alle armi dei feudatari minori; mentre le precipitose dichiarazioni anticorruzione di Berlusconi di questi giorni appaiono come una misura per ammansire sotto elezioni i signori del primo grado per evitare di finire buttati fuori a pedate come accadde con Tangentopoli.
19. La questione dei magistrati in politica appare allora essere quella di base del rapporto tra magistratura e potere, ciò che un tempo quelli di sinistra chiamavano la questione della “giustizia borghese”. Quanto dico può scandalizzare, oggi che la magistratura appare come un potere “alternativo”, un argine alla corruzione; ma rientra in una sequenza storica che il potere giudiziario sieda ai piedi del trono; ai nostri giorni la giubba è quella delle imprese grandi come Stati, e più potenti degli Stati, che reggono l’impero dei prodotti medici. La questione dei magistrati in politica riguarda forse anche il pericolo del logoramento, e per i più sensibili del burn out; i magistrati hanno a che fare tutto il giorno come il carceriere di una canzone di De Andrè con “quattro infamoni” etc., con il dolore delle vittime o la frustrazione dei danneggiati, l’incomprensione del pubblico, i politici che per non essere ammanettati vorrebbero legargli le mani, le rivalità interne, i loro stessi limiti e peccati. Stanchi della guerra, possono cercare di evadere, in paradiso, come quel magistrato andato in un convento tra dolci colline. O all’inferno in politica, attratti dalla fascinazione della scomparsa del crimine per sublimazione. Il crimine che si converte e si evolve, il crimine che si trasfigura in economia legale e produce ricchezza e pace; il crimine che si fa buono e saggio, che aiuta gli altri e sale sulla cattedra o sul pulpito, il crimine finalmente pulito e forbito; il crimine che si fa istituzione; le tecniche di sfruttamento mortali ma garbate, che rispettano le forme, che danno forma, e che hanno una spessa blindatura morale, come appunto quelle legate alla medicina. Il crimine che non preme furtivo un grilletto ma officiando in piena luce preme lo stantuffo di una siringa.
20. Un magistrato può candidarsi indipendentemente dalla sua professione; oppure può candidarsi per proseguire, oltre i limiti imposti dalla separazione dei poteri e dalle leggi, quello che faceva nella sua professione, e allora bisogna considerare cosa faceva, nella sua professione. O quali erano, sul piano politico ed etico, le linee della sua categoria alle quali si adeguava. La candidatura di un magistrato in politica dovrebbe avere questo valore ideale: il passare a combattere sul piano politico quel genere di ingiustizie che difficilmente possono essere combattute sul piano giurisdizionale. Certo, se quelle stesse ingiustizie sono aiutate sul piano giurisdizionale dalla categoria di provenienza, o dal magistrato stesso, il passaggio del magistrato alla politica suona vicino a quei passaggi tra controllori, controllati, lobbisti, politici etc, che stanno divenendo frequenti anche da noi. I magistrati si occupano sempre più di sanità, e ora scendono in politica su questo tema. Magari ci fosse un magistrato che passasse al Parlamento o ad altri organi elettivi dello Stato e lì facesse sentire la sua voce contro le frodi mediche di primo grado. Una candidatura come quella di Nicastro dà l’impressione che il business medico, stanco dei politici che alla sua tavola si abbuffano senza ritegno, voglia sostituirli, o minacci di sostituirli, con sceriffi che non ruberanno, preverranno i furti, e per il resto eviteranno di ficcare il naso nei loro affari, occupandosi della “medicina che mette al centro il paziente” e banalità del genere. Forse la candidatura Nicastro è un avvalersi della magistratura per lanciare un avvertimento ai politici contro la loro bulimia. La magistratura può essere una provenienza ottima, tra le migliori che si possano sperare per un parlamentare, se l’uomo è davvero indipendente; indipendente non solo col cuore ma anche con la testa. Se non lo è, il suo cambio di ordine di potere sarà più apparente che reale, e il suo ingresso nelle stanze dei bottoni una disgrazia politica come tante altre. Ma un magistrato che sia anche una persona libera, è già tanto se riesce a sopravvivere al suo posto.
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Copia della presente viene inviata firmata con racc. a/r online ai PM della Procura di Bari, c/o il Procuratore capo Laudati. E al Direttore scolastico regionale della Lombardia Giuseppe Colosio, responsabile regionale dell’istituzione dello Stato che sta cercando di intimidirmi e ricattarmi, incurante di commettere reati come il falso e la calunnia, tramite atti di mobbing trasversale ogni volta che denuncio qualcosa su qualche cosca (cfr. La barbarie, la giustizia e la fogna). Invio copia anche al Prefetto di Brescia Narcisa Brassesco Pace, per prevenire, quando tra poche settimane restituirò la tessera elettorale al Quirinale, la convocazione in Prefettura e la lezione sull’importanza di andare a votare. Mi basta già la lezione di legalità, coraggio e nobiltà che state offrendo. E’ evidente che la mia concezione di democrazia è incompatibile con quella delle persone che occupano le istituzioni. E forse sto regredendo anche dall’attaccamento alla Costituzione, verso norme primitive ed elementari, come i detti popolari: ricordo sempre quello per il quale chi si rivale sulle donne annega in uno sputo.
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Blog de Il Fatto
Commento del 19 feb 2012 al post di M. Imperato “Mani pulite: vent’anni sembrano pochi” del 18 feb 2012
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26 gennaio 2010
Blog AldoGiannuli.it
Commento al post “Vendola: ma che strana faccenda!” del 22 gen 2010
Ho già scritto su questo blog e in altri post successivi (v. sito web) su Vendola. Accomunato a Berlusconi tanto dall’amicizia col S. Raffaele che dall’avere una notevole presenza scenica, Vendola mi pare abbia compreso, con intelligenza e fine intuito, come servire gli affari della sanità liberista, che ha il profitto come primo valore; gli affari amorali del big business, di Harvard, non quelli provinciali a base di donnine. Avvalendosi delle sue notevoli doti di affabulatore, riesce a trascinare l’elettorato con sé, nella direzione gradita ai grandi interessi; e a trascinare anche i politici della sinistra, che non vogliono né dire né ascoltare “cose di sinistra”, ma solo trovare un leader che li riporti, a tutti i costi, sulle comode posizioni di potere di un tempo, alle quali sentono intimamente di essere comunque predestinati. Vendola ha “what it takes” per arrivare ai piani più alti della politica nazionale.
Anche a me questa storia dell’iscrizione di Vendola nel registro degli indagati, che risaliva a mesi prima e sbuca fuori a 5 giorni dalle “primarie”, suona strana; ma per ragioni diverse da quelle che il prof. Giannuli espone. Ho conosciuto l’ambiente medico di Harvard, e il suo potere; la tesi che Vendola sarebbe stato perseguitato dai magistrati perché si sarebbe opposto alla manovra di massoni italiani che volevano ostacolare la doverosa nomina di un professore di Harvard all’ospedale di Acquaviva delle Fonti, mi pare esilarante. Dopo tanto parlare del coinvolgimento della sua giunta in un sistema di mazzette e sesso mercenario in cambio dell’esecuzione di interventi chirurgici non necessari, sarebbe stata questa la mazzata per atterrare definitivamente Vendola. La voce, non supportata da alcun documento disponibile, ha naturalmente riabilitato Vendola, estasiando gli elettori delle primarie, che hanno visto in lui un paladino della “meritocrazia” contro i baroni italiani, perseguitato per la sua opera illuminata e moralizzatrice.
Sarebbe inutile spiegare che quando Harvard, strettamente legata al leviatano farmaceutico, vuole veramente qualcosa, i “baroni” italiani obbediscono come bravi picciotti. Soprattutto se, come spesso è il caso, sono massoni. E i magistrati in questi casi, relativi a quel livello di potere internazionale che in Italia si finge di non vedere, in genere si guardano dall’interferire, e a volte danno una mano, anche a reati abbastanza ignobili. La forza della quale Harvard è parte può imporre singoli professori; ma il suo scopo può anche essere diverso: quello di cambiare il sistema e la cultura, in modo da imporre un nuovo tipo di professore, e quindi imporli tutti, senza che ci sia neanche bisogno di chiedere, senza suscitare opposizioni, ma anzi venendo pregati di indicare i nomi. E’ da anni in corso una campagna -Concorsopoli…- per sostituire la corrotta medicina dei baroni e dei politici, sfacciatamente nepotistica e clientelare, medicina della quale Bari è esempio preclaro, con la corrotta medicina delle multinazionali, dove in effetti conta una forma di merito, cioè il merito rispetto ai profitti delle multinazionali. Che può anche essere un merito criminale. A questo scopo oportet ut scandala eveniant, e gli scandali stanno gorgogliando in grosse bolle nel fango degli stagni di tante facoltà di medicina italiane. Credo che lo scandalo all’ospedale di Acquaviva delle Fonti sia inquadrabile entro questa campagna. E’ anche, per Vendola, una di quelle operazioni che consistono nella costruzione di un curriculum di leader antisistema che si batte per il popolo; un’identità di oppositore che gli consentirà di farsi portatore, mediante l’equivoco tra il nuovo e il progresso, di interessi non migliori di quelli che si propone di abbattere.
Il luminare di ritorno dall’estero sta divenendo una icona dell’attuale cultura popolare, e non solo popolare. Un mito che può ingannare crudelmente i pazienti. Associazioni di malati avrebbero detto all’ex assessore Tedesco, secondo quanto egli afferma, che il professore “era l’unico a poter risolvere il problema della SLA in Puglia”. In primo luogo, il professore ha prodotto studi non clinici ma epidemiologici; e mentre i suoi studi ne fanno forse il maggior specialista di nazionalità italiana nel campo della neuroepidemiologia, non è affatto scontato che dovesse necessariamente sbaragliare qualsiasi altro concorrente per un posto di primario ospedaliero di neurologia, che è un’attività che con l’attività dell’epidemiologo ha poco a che fare. Appare pertanto possibile che la magistratura avesse ragioni fondate nell’indagare, in via riservata, le pressioni di Vendola. (Se è così, allora la magistratura dovrebbe chiarire ciò, senza accettare di giocare la parte dei cattivi, e di fare quindi passare il messaggio capovolto che tutto ciò che proviene dalla medicina USA è agito dallo Spirito santo ma purtroppo è avversato dai “poteri forti”; sarebbe interessante sapere se la fuga di notizie proviene da un magistrato, o da qualcuno più vicino alle centrali di disinformazione). In Puglia negarono la cattedra anche a Rubbia, che dovette accontentarsi del posto ad Harvard; ma non si dovrebbe, intimoriti da notizie come questa, passare ad una forma opposta dello stesso provincialismo, e considerare la provenienza da sedi estere prestigiose un atout che rende superflua e irriguardosa la valutazione di merito.
Secondo, nella notizia al pubblico non si presenta il professore come uno scienziato accademico, col suo campo di expertise ultraspecialistico; ma, tipicamente, come un sapiente, che sa tutto e può tutto. Un tempo i maghi venivano dall’Oriente. Se il presunto boicottato sa anche “risolvere il problema della SLA”, cosa che dai titoli delle sue pubblicazioni non risulta egli abbia minimamente affermato, forse è di ritorno da uno dei maestri sciamani del Nord America; oppure sarebbe un caso, raro in questi anni, di Nobel pienamente meritato, e i pugliesi sarebbero degli egoisti a volerlo limitare alla loro regione.
A proposito dei ritorni nelle sedi accademiche vicino casa, ne “L’università dei tre tradimenti” Raffaele Simone li paragonava al “nostos” della letteratura greca, il ritorno dell’eroe dopo peripezie e vicissitudini. E’ un topos ormai familiare al grande pubblico; mentre solo un’esigua minoranza è in grado di valutare caso per caso (e non dalla copertina o dallo share, come vuole l’antiscientifica “scientometrics”) la produzione scientifica, e di comprendere i reali meriti di questi ulissidi, e i reali beneficiari dei loro meriti; né il pubblico, a partire da quelli che si dicono di sinistra, vuole conoscere cosa si portano dietro questi zii d’America; cosa è veramente l’agognata medicina d’oltreoceano, che nella sua esasperata ricerca di profitto non si limita a negare l’assicurazione a decine di milioni di cittadini. La gente applaude coloro che combattono i baroni e i politici nella sanità, illudendosi, come avvenne al tempo di Tangentopoli, che faranno pulizia, e che introducendo il nuovo si darà inizio a un’era di giustizia. Come per Tangentopoli, i baroni e i politici si stanno mettendo d’accordo col nuovo corso, e, cambiato tutto, tutto proseguirà come prima.
Sito web: http://www.menici60d15.wordpress.com
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Blog di Sylos Labini su “Il fatto”
Commento del 26 mar 2011 al post “Ci fidiamo dei Bocconiani ?”.
Censurato
E’ ironico che l’università, centro di produzione della conoscenza, venga avvolta da strati multipli di menzogne. Il caso delle tesi che provengono dalla Bocconi (che ha avuto R. Calvi come vicepresidente) non è unico: è in atto una campagna di discredito dell’università italiana, volta a plasmarla secondo il credo liberista; università peraltro già corrotta e fasciata di bugie per conto suo; e pronta a trovare accordi coi nuovi padroni, almeno per la facoltà di medicina:
Vendola e il nostos del professore
http://menici60d15.wordpress.com/2010/01/26/vendola-e-il-nostos-del-professore/
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18 novembre 2009
Liste di attesa per le Tac, per i processi, e liste di priorità per il controllo dei cancerogeni in Calabria
Segnalato il 18 nov 2009 sul blog “Uguale per tutti” come commento al post “Il precariato delle leggi” del 15 nov 2009
Per dimostrare l’assurdità dell’ultima sparata dei governanti che questa infelice nazione si è data, Felice Lima paragona la legge “tronca processi” sulla prescrizione dopo 2 anni ad una ipotetica eliminazione delle code per le Tac ottenuta facendo decadere i pazienti dalla lista d’attesa se l’esame non è eseguito entro 30 giorni. Il paragone tra le code per le Tac e le code per le sentenze può essere ulteriormente sviluppato.
Le Tac sono un’industria che ha avuto una crescita esplosiva negli ultimi anni. Studi ufficiali USA stimano che un terzo delle Tac siano inutili sul piano diagnostico. Un noto articolo sul New England journal of medicine (cit. in La magistratura e la separazione dei valori: il caso della “Nave dei veleni”) afferma che in USA i cancri attribuibili alle Tac hanno raggiunto lo 1,5-2% del totale. Esperti italiani hanno ripetuto preoccupazioni simili. Le Tac in USA mostrano come una medicina veloce ed efficiente sul piano commerciale, che fa contenti investitori e clienti, può portare alla prescrizione della vita sana o della vita tout court.
La pericolosità delle Tac facili non viene resa nota al pubblico; non si parla di eliminare le Tac inutili, ottenendo così una riduzione dei tumori e delle code, e liberando risorse economiche per cure più utili alla popolazione. Tutti invece sanno del cancro proveniente dalle navi affondate dalla ndrangheta; e le forze “progressiste” sono le più interventiste in questa apertura del nuovo fronte, quello della “guerra sottomarina” al cancro. Sul cancro che si prende dietro l’angolo, andando dal bonario medico di famiglia a farsi scrivere l’impegnativa di una Tac “per sicurezza”, omertà da tutti i pulpiti. La maschera da sub è anche un buon paraocchi. In questi giorni il Procuratore nazionale antimafia Grasso ha detto che non bisogna più partire dai relitti ma dall’inquinamento e risalire alla fonte. E’ giusto, ma se davvero si vogliono identificare e definire gli agenti dell’incremento delle diagnosi di tumori bisogna considerare oltre alle cause ambientali anche le cause mediche, come la massa di Tac non necessarie, e le sovradiagnosi, che sono cause accertate, che incidono fortemente. Ma per lo Stato e per il suo acerrimo nemico l’antistato, questo tasto è tabù.
Le rivelazioni di navi dei veleni al largo di Cetraro e Maratea, operazioni di intossicazione dell’informazione in grande stile, mostrano che oltre alle “ecomafie” ci sono le “infomafie”. Che forse sono ancora peggiori. Le smentite di questi giorni, con le relative accuse di voler occultare la verità (dopo averla portata alla luce ?) confermano che “la smentita è un falso ripetuto due volte”. Le navi affondate e i depositi abusivi di rifiuti tossici sono un tema reale e serio, ma dai contorni non definiti; che diventa una farsa quando tecnici, inquirenti, politici e media stravolgono l’ordine delle priorità e lo gonfiano a dismisura, fino a fargli oscurare le altre cause antropiche, concrete e certe, di incremento del carico di cancro, prendendone il posto; una farsa tragica, per la sua capacità, nella veste mediatica e politica che gli si è fatta assumere, di spingere la popolazione verso quei fattori di rischio oncogeno certi che vengono ignorati, e censurati da poteri rispetto ai quali la ndrangheta è subalterna. Sono entrati in azione i professionisti – e il codazzo di improvvisatori – dell’arte di servire interessi criminali del potere con proteste “contro il Palazzo” che sono in realtà sobillate dal Palazzo stesso, in quanto strumentali ai suoi interessi. A coloro che sono in buona fede, e che non sono succubi della foga che proviene dal pensiero delle tante ingiustizie subite dalla Calabria (spesso con la complicità di calabresi), si può presentare un paragone tra le navi affondate e il bandito Giuliano. Era senza dubbio un esaltato assassino; ma gli storici hanno svelato che quel giorno a Portella, a sua insaputa, oltre a lui c’erano altri due gruppi di fuoco, mafiosi ed ex marò, che fecero i maggiori danni; gruppi anch’essi controllati da quel grumo appena formatosi, che non si è più sciolto, composto da servizi USA, Vaticano, Viminale, Carabinieri, politici assortiti e compagnia; i pupari che incastrarono Giuliano, addossando a lui, come era assolutamente verosimile a prima vista, tutta la responsabilità, e che orientarono con la strage il consenso a proprio favore. Si potrebbero fare altri esempi di questa “tattica di Portella”. Uno schema tattico che conviene avere presente, essendo più frequente di quanto non si pensi; e che oggi, vinta la Guerra fredda, gli operatori del settore applicano a grandi interessi dell’industria e della finanza, come la medicina e l’igiene pubblica. L’identificazione narrativa tra ndrangheta e cancro, tra ndrangheta e nemici della salute, tradisce il supporto poliziesco, e piduista, al business medico e ai suoi crimini. In futuro forse vedremo una speculare identificazione mediatica e ideologica tra medici, questurini, carabinieri e scienziati.
Se la questione è la salute delle popolazioni, prima di guardare alle cartine delle navi affondate bisognerebbe guardare ad altre mappe e ad altri dati. Di quanto è aumentata l’esposizione alle radiazioni mediche in Italia e in Calabria negli anni? Quale è stato e sarà il peso dell’introduzione tuttora in corso dei programmi di screening oncologico nell’aumento di incidenza dei tumori in Italia e in Calabria? In USA si stanno ponendo domande come queste. Lì fanno mea culpa per la spesa pubblica (Medicare) pagata a prestazione per esami di imaging medico, che dal 2000 al 2006 è raddoppiata, raggiungendo i 14 miliardi di dollari, un incremento sostenuto principalmente da esami avanzati e costosi, come la Tac e la medicina nucleare; esami che fanno aumentare i tumori. Si ammette che si tratta di “overutilization”: molti di questi esami sono totalmente inutili, e beneficiano non il paziente ma chi li commercia. Esami eseguiti sotto l’azione della disinformazione e della paura disseminate ad arte. C’è dunque una situazione aberrante, nella quale una sorgente di radiazioni ionizzanti, un fattore cancerogeno riconosciuto, è anche un enorme fattore di profitto, sostenuto da tecniche di marketing e promozione del prodotto; questo dovrebbe spaventare non meno delle navi in fondo al mare. L’articolo citato conclude stimando che in USA ogni anno 20 milioni di adulti e “crucially” oltre un milione di bambini sono irradiati senza necessità, a dosi in grado di provocare il cancro. Prima di spingere le masse verso la sala raggi lanciando allarmi, bisogna chiedersi cosa si sta facendo: se non si stanno propagando notizie false o tendenziose, praticando la banalità del cancro in cambio di qualche miserabile ricompensa.
A settembre, mentre sulla costa calabra, immemori del gorgo che attende chi fugge ciecamente da Scilla, si gridava al mostro marino Cunsky a poche miglia da Cetraro, in USA l’ortodossia medica dubitava dei suoi stessi dogmi: la più potente rivista medica di categoria, per la quale fino a ieri ciò che loro chiamano prevenzione, ovvero la diagnosi precoce, era la via regia contro il cancro, o meglio la via sacra, da difendere con la spada da qualsiasi critica, ha parlato di “ripensare” i programmi di screening per mammella e prostata, che stanno avendo risultati controproducenti: “screening may be increasing the burden of low-risk cancers without significantly reducing the burden of more aggressively growing cancers and therefore not resulting in the anticipated reduction in cancer mortality.” (Kaplan JG. Rethinking breast and prostate screening. Jama, 2009;302(15):1685-1692). (La frase diviene più chiara e lineare sapendo che “low-risk cancers” è un eufemismo per indicare formazioni che sono classificate come cancro, ma che clinicamente in genere non si comportano come cancro, e restano silenti; ovvero, sono “cancri” che se non vengono cercati e scoperti è come non averli; i “more aggressively growing cancers” sono i cancri veri).
Questi sono fattori che aumentano l’incidenza di cancro sotto il nostro naso, e che sono spesso appoggiati, nascosti e protetti grazie ai servigi di quei tribuni della plebe, ex comunisti, ex missini, dipietristi, Udc, etc. che ora si stracciano le vesti perché si trascurerebbero le navi affondate; di quei politici e funzionari dello Stato che così stanno conducendo a capofitto, col vibrante incitamento dei vescovi e parroci, anche la Calabria nella situazione i cui effetti nefasti vengono ora riconosciuti in Usa. Il battage sulle cause di cancro ambientali, quelle vere, ma meglio ancora quelle presunte, o false, o hollywoodiane, sta non solo coprendo ma sta anche potenziando le cause iatrogene (v. Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi). Purtroppo il male non proviene solo dagli ndranghetisti e da luoghi tenebrosi, ma anche da fonti insospettabili e rassicuranti.
Tornando alle liste d’attesa, non viene ricordato a sufficienza che una coda quanto più è lunga tanto più genera scarsità, e quindi tanto più aumenta il valore unitario del bene. In un paese evoluto l’ingolfamento stabile non è un accidente, e non è solo una franchigia per chi si dà da fare; è anche uno strumento ben definito, efficace anche se un po’ antiquato, per ottenere ingiustamente potere, e ricchezza; per costringere i cittadini comuni nel ruolo di sudditi; di supplicanti. Condizione della quale i molli italiani si accorgono solo quando hanno necessità urgente dell’attenzione del giudice, o del radiologo. Come per il ruolo della ndrangheta nel rischio di cancro, le pirotecniche trovate di Berlusconi si sovrappongono ai quieti interessi di potere e corporativi, dominanti da decenni, che pure non vogliono un sistema sano.
Considerando il paragone tra code per le Tac e per le sentenze, una medicina che facesse meno Tac, facesse solo quelle necessarie, non solo eliminerebbe le code, ma sarebbe una medicina migliore: molto più rapida, molto più sicura, con maggiore offerta di servizi utili a parità di spesa. Per sospette lesioni della caviglia, del piede e del ginocchio sono disponibili le “regole di Ottawa”, volte a ridurre le radiografie inutili. Ma il concetto di miglioramento tramite protocolli di limitazione è estraneo alla attuale concezione culturale “eroica”, o infantile, o neonatale, della medicina nell’opinione pubblica. Né è popolare tra gli operatori: “stai praticando medicina difensiva o è una scusa per guadagnare di più?” conclude un recente articolo medico sui costi e i danni di quella che chiama “medicina massimalista”. Sospetto che anche per rendere “l’amministrazione della giustizia” degna di questo complemento di specificazione basterebbero norme procedurali, non costose, volte a ridurre l’afflusso, la lunghezza e la tortuosità del “tubo giudiziario”. Norme che avrebbero il difetto di non essere spettacolari, e di poter essere strumentalmente attaccate come lesive della nostra altissima tradizione di garanzie giuridiche; oltre al difetto di rompere le uova nel paniere a gruppi forti. Concordo con altri bloggers: una giustizia a tempo è un assurdo, ma lo è anche una giustizia senza tempo. Questa è una occasione perché magistrati e politici perbene indichino i provvedimenti concreti “a levare”, quindi attuabili senza spese e in tempi brevi, per finire l’indecenza; e li ripetano ad nauseam, prendendo esempio da Berlusconi.
* * *
Blog “Blogghete”
Commento dell’1 apr 2011 al post “Fukushima è già tra noi” del 31 mar 2011
Vi diverte? A me no: penso che ci sia già troppo caos informativo sui rischi di cancro da radiazioni; es. i rischi da “elettrosmog” sono inventati o sopravvalutati per depistare dai rischi reali come quelli da radiazioni mediche, e da agenti chimici nei prodotti di consumo e inquinanti. Converrebbe stare attenti, perché a volte gli scherzi sulla radioattività che viene da lontano coprono gli scherzi della radioattività che si prende per appuntamento:
http://menici60d15.wordpress.com/2009/11/18/quando-“less-is-more”/
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28 ottobre 2009
Segnalato il 28 ott 2009 sul blog “Uguale per tutti” come commento al post del 23 ott 2009 “Cari colleghi dove eravate?” di Gabriella Nuzzi
“Innanzitutto occorrerebbe che la magistratura non si sentisse in dovere di dire la verità, e che lasci questo ruolo alla politica” (Mino Martinazzoli, Giornale di Brescia, 21 dic 2004).
Mi spiace dirglielo, dr.sa Nuzzi, ma lei ha un serio problema come professionista del diritto. Lei scrive (in “Cari colleghi, dove eravate?”) “La ricerca della verità accomuna Giustizia e Informazione.” (Per sua fortuna aggiunge “ma non è una lucina debole e fioca, che si accende e si spegne all’intermittenza della ipocrisia e della convenienza politica. E’ un faro immenso, luminosissimo…”). Lei non conosce o non accetta il principio della separazione dei valori. La Giustizia e la Verità sono entità separate e distinte. Le persone come Lei, o come me, che pensano che Giustizia, Conoscenza e Informazione siano legate, siano strettamente connesse, siano parte di un fascio di valori che non può essere smembrato, e forse nomi diversi dati alla stessa cosa vista da diverse angolature, sono prive di quella concezione equilibrata che nelle attività intellettuali conferisce professionalità e responsabilità, ed è quindi il prerequisito per il successo.
La separazione tra Giustizia e Verità configura un riduzionismo duplice: ideologico, che permette di parlare di giustizia mentre si calpesta la verità, e materiale, che consente di alterare la rappresentazione di fatti. Nel mio campo, la medicina, vige un rigido riduzionismo materiale, che dà luogo a ibridi lussureggianti quando si unisce al riduzionismo ideologico giudiziario (v. Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico). In campo medico-legale i due riduzionismi vanno a nozze; di recente, nel caso Aldrovandi, periti e magistrati hanno distinto tra meccanismo di morte cardiaco e meccanismo di morte respiratorio. Il cuore e i polmoni sono separati e distinti nel caso dei bovini sul bancone del macellaio. Sono organi che sul piano fisiopatologico sono fortemente interconnessi, tanto che è possibile e a volte obbligatorio considerarli un unico blocco; ma così si è potuto saltare a piè pari gli effetti della bastonatura e della compressione toracica sul complesso cuore-polmoni, per andare a inserire il solito ingegnoso meccanismo alla “Wile Coyote” che spiega un crimine operato da persone in divisa come un atto di legittima difesa finito male per aver calcato la mano e per una sfortunata, incredibile, casualità.
In questi giorni è in prima pagina la vicenda della “Nave dei veleni”, sollevata dalle Procure di Paola e Catanzaro. Da una parte, meglio tardi che mai: si doveva intervenire molti anni prima su questa infamia e questo sfregio alla Calabria delle navi affondate al largo delle sue coste, che forse ha attinenza anche con l’omicidio di Ilaria Alpi. Ma l’azione giudiziaria non è solo tardiva; è anche prematura, nel senso che si parla e si grida sui veleni prima e non dopo avere accertato il contenuto della nave. Osservando da anni la manipolazione delle notizie di interesse medico, per me questo tirare fuori ciò che si è tenuto per tanti anni nei cassetti, e tirarlo frettolosamente fuori “half-baked”, proprio mentre è in corso una campagna mediatica su cancro e Meridione (v. infra) suona come un campanello d’allarme; insieme alla presenza di politici come Loiero, Pecorella, Minniti, Veltroni, a soffiare sul fuoco; e alla assidua copertura di giornali come Libero, che dovrebbe rappresentare i “cattivi”, assieme ovviamente a Manifesto e Unità, che invece sarebbero dalla parte dei “buoni”. La magistratura sta facendo finalmente Giustizia e Verità sul caso? Giustizia forse si. Verità no. E gli effetti complessivi saranno negativi: l’azione delle Procure di Paola e Catanzaro sarà un fattore di incremento delle diagnosi di cancro in Calabria.
Infatti, viene ignorato che in Calabria sono in gioco non una ma almeno tre noxae patogene in grado di fare aumentare gli indici epidemiologici del cancro. L’inquinamento focale, dovuto a una concentrazione di cancerogeni in aree ristrette, (esempi da manuale sono il cloruro di vinile monomero e l’amianto), è solo una delle noxae. Tali focolai seguiranno dinamiche dipendenti dalla distanza e dalla dose, fattori che, in genere, ne limiteranno l’effetto, anche se gli inquinanti dovessero diffondersi, es. tramite la catena alimentare. La Calabria, terra politicamente debole, è effettivamente a rischio di divenire una pattumiera di veleni, se non lo è già, e tale noxa va contrastata con la massima energia. Diverso è l’inquinamento diffuso, es. quello dell’aria nella Pianura padana, o quello legato agli alimenti industriali, che è a intensità più bassa di quello focale ma ha effetti di massa. Bisogna contrastare ovviamente anche questo inquinamento, guardando es. agli inceneritori, intorno ai quali girano molto denaro e potenti interessi.
La terza noxa, importantissima e trascurata, o meglio censurata, è quella che gli esperti di comunicazione chiamerebbero “memetica”. E’ una noxa che ha caratteristiche singolari. Cresce col crescere degli allarmi, fondati o falsi, sul rischio di cancro, e i suoi effetti sono rapidi, a differenza dei cancerogeni materiali. Come ho già esposto, agitare le notizie di rischio di cancro porta a un incremento di diagnosi spurie di cancro tramite specifici meccanismi di persuasione e inganno, in operazioni tipiche delle grandi agenzie di pubbliche relazioni che forniscono consulenza alle multinazionali (v. Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi). Questa noxa non segue leggi fisiche e biologiche, ma le leggi della disinformazione e della propaganda: da Rocca Imperiale a Melito Porto Salvo, tutti i calabresi vi saranno esposti. E’ una noxa immateriale, che non vuol dire inesistente o fumosa. Voi magistrati sapete bene che la penna o la parola ne ammazzano più della spada. Questa estate, uno studio sul Journal of the National cancer institute (Mulcahy N. Prostate Cancer Overdiagnosis in the United States: The Dimensions Revealed. Medscape medical news, 1 set 2009) ha riconosciuto che in USA ci sono stati negli ultimi 30 anni circa un milione di uomini ai quali è stato sovradiagnosticato il cancro della prostata, la diagnosi di tumore più frequente negli uomini (v. Il mediatico e l’extramediatico: il caso delle ghiandole sessuali maschili). Una massa di sovradiagnosi che ha riguardato anche pazienti relativamente giovani, sottostimata, e sovrimposta su statistiche che erano già inflazionate da falsi positivi, precisano gli autori. Almeno un milione di uomini che non avevano un vero cancro alla prostata, e che sono stati castrati e messi nella condizione di malato di cancro per fare soldi. Perfino la potente American cancer society, uno dei colpevoli del disastro, la cui auri fames l’ha portata in passato ad essere indagata e condannata dai magistrati statunitensi, ora denuncia che si è esagerato con le diagnosi di cancro della prostata. Mentre in USA, nelle roccaforti del business oncologico, si tirano i freni a un sistema che toglie la borsa e la vita e che sta divenendo insostenibile anche per lo stesso capitalismo laissez faire, la Calabria e il Meridione sono nel mirino di manovre volte a estendere a queste terre di frontiera dell’Occidente il business della medicina commerciale, e in particolare dell’oncologia commerciale.
Solo quest’anno, il 2009, ci sono stati, oltre al bombardamento giornalistico e a quello dei politici sulla sanità-inferno del Sud che deve diventare come la virtuosa sanità del Nord, interventi di istituzioni autorevoli e credibili. L’Airtum ha rassicurato: l’aumento di incidenza e di mortalità dei tumori è dovuto all’invecchiamento della popolazione; che è un poco come dire che la elevata frequenza di casi di pedofilia da turismo sessuale in certi paesi del terzo mondo è dovuta alla bassa età media di quelle popolazioni. Il quoziente generico di mortalità per cancro è una media ponderata dei quozienti per età, e come tale non è un artefatto, ma ha anch’esso rilevanza per descrivere il carico di cancro sulla popolazione. L’Associazione italiana registri tumori rileva inoltre che la minor incidenza di cancro nel Meridione va scomparendo, e attribuisce ciò “all’acquisizione di stili di vita urbanizzati” e “perdita dei benefici derivanti dall’alimentazione di tipo mediterraneo”. Una spiegazione apodittica, che ripete il catechismo ufficiale: il cancro, rectius una diagnosi di cancro, uno se la becca a causa dei propri peccati, come il mangiare male; non per i cancerogeni naturali, né, per l’amor di Dio, per cause umane esogene, molto più intense ormai di quelle naturali: l’inquinamento ambientale, l’esposizione a sostanze chimiche o a radiazioni ionizzanti, l’adulterazione degli alimenti, o la sovradiagnosi. Non una parola sugli screening, e sulla lievitazione di diagnosi di cancro che notoriamente comportano.
Di tale aumento parla invece il Libro bianco 2009 dell’Istituto di igiene dell’Università cattolica (Salute, le donne italiane stanno bene ma aumenta il divario fra il Nord e il Sud. Adnkronos salute, 16 set 2009). Premesso, con riferimento al carcinoma della mammella (che commercialmente e statisticamente è l’omologo femminile dal carcinoma della prostata) che “il gap tra Nord e Sud e’ ancora molto ampio – ha spiegato Walter Ricciardi, ordinario di Igiene e medicina preventiva all’universita’ Cattolica di Roma e autore del Libro Bianco – solo riguardo ai tumori si e’ avuto un miglioramento: piu’ screening, piu’ diagnosi, ma anche piu’ guarigioni. le donne del Nord, costantemente ‘bombardate’ da programmi di prevenzione, sanno cosa e’ giusto mangiare e quali sono gli stili di vita sani e le cose da fare per prevenire le malattie. Al Sud non e’ cosi’”, l’autore spiega che l’aumento di incidenza di cancro al Sud in seguito a screening, che porterà al pareggio dell’incidenza tra Nord e Sud, c’è, ma è da leggere anche in positivo, perché è dovuto allo svelamento di casi nascosti. Questa è una di quelle stupefacenti affermazioni, come il commento di Martinazzoli in epigrafe, che intimidiscono: provenendo da fonte autorevole, si ha paura di sembrare sempliciotti, poco intelligenti, a non riconoscerle come un acuto paradosso e rispondere: ma che sta dicendo. L’affermazione che vi sia un elemento positivo nell’aumento del livello di incidenza di cancro per screening è un paralogismo tutt’altro che onesto: gli epidemiologi hanno osservato che se il caso fosse questo, l’aumento di incidenza sarebbe un picco temporaneo. Non dovrebbe essere prevedibile che negli anni crescerà fino ad allinearsi alle altre regioni. Nei fatti quando l’incidenza di cancro aumenta in seguito a screening, per decenni rimane sostenuta, e anzi continua a crescere, fino a raggiungere livelli epidemici, come se i cancri miracolosamente spuntassero per il fatto di essere cercati; contro la biologia, ma come è caratteristico di un prodotto commerciale di successo. Andrebbe al contrario riconosciuto che alla capacità biologica del cancro di metastatizzare l’uomo ha aggiunto la capacità di moltiplicarsi tramite una sorta di disseminazione memetica.
Poi c’è stato il caso protesi-prostitute a Bari (v. La magistratura davanti alle frodi mediche di primo e secondo grado; Servizi segreti nella Sanitopoli barese? ). Gli aspetti relativi alla salute pubblica sono stati tralasciati; non si è quasi parlato dell’inutilità e dannosità degli interventi. In USA ignorare questa verità sarebbe stato un poco più complicato: è apparso un articolo del New York times sulla chirurgia vertebrale e le forniture di chiodi e protesi (The spine as a profit center, 30 dic 2006), che dice che “The evidence of wide spread corrupt practices is truly staggering.” Da noi invece per quel poco che si è parlato di questo aspetto, sottraendo attenzione alle mignotte, si sono diffuse notizie tendenziose: Santoro ad Anno Zero ha affermato che in Puglia la spesa per le protesi è aumentata dal 2001 ad oggi del 243%, contro il 55% dell’Italia; facendo credere che sia la Puglia la pecora nera, e che il Meridione dovrebbe prendere a modello il Nord. In realtà, per ciò che conta maggiormente per la salute pubblica in questo caso di corruzione, l’appropriatezza degli interventi di impianto di protesi, il Nord non può dare lezioni, ma dovrebbe essere lui il primo a essere messo nel gabbione degli imputati. Dai dati (Manno V, Masciocchi M, Torre M. Epidemiologia degli interventi di chirurgia protesica ortopedica in Italia. 2009. Rapporto Istituto superiore di sanità 09/22) si può ricavare, considerando 9,5 milioni di abitanti per la Lombardia e 4 milioni per la Puglia, che per l’intervento più frequente, quello di impianto di protesi d’anca, nel 2001 in Puglia il tasso di interventi in rapporto alla popolazione, per regione di appartenenza dell’ospedale, era circa il 50% di quello della Lombardia, e che nel 2005 questo tasso era salito al 57%. Lo stesso tasso per regione di appartenenza del paziente era per la Puglia il 62% di quello della Lombardia nel 2001, ed è salito al 73% nel 2005. Al Sud, con tutta la corruzione, non si fanno più interventi che al Nord, ma meno. Il tasso di incremento degli interventi nello stesso periodo è stato più elevato in Puglia che in Lombardia: 29% in Puglia vs il 13% della Lombardia per regione di appartenenza dell’ospedale; 27% in Puglia vs. 8,6% in Lombardia per regione di appartenenza del paziente. Anche qui, tassi di tipo commerciale, stabili e anzi fortemente crescenti. La Puglia sta rincorrendo il treno lombardo, che ormai è lanciato a velocità alle quali è sempre più difficile continuare ad accelerare. In Puglia, alla fase di lancio della medicina commerciale, nella quale si sono permesse le forme più voraci e paesane di corruzione, subentrerà l’austera frode medica di primo grado, nella quale i prezzi unitari si abbasseranno, e che per la popolazione sarà addirittura peggiore, con tassi di interventi impropri ancora più elevati. In questi giorni Verzè ha offerto a Vendola, il responsabile politico del puttanaio barese, la presidenza del San Raffaele del Mediterraneo, clone del San Raffaele di Milano, tempio della medicina vergine, della medicina come sacerdozio secondo il patron di Pio Pompa. Nessuna contraddizione, una semplice riconversione stilistica dell’adescamento: dalle escort locali al circuito “bene” della medicina scientifica internazionale; che è ancor meno soggetto a rossori; dalle donnine con le giarrettiere per i primari alla seduzione delle masse mediante i parafernalia dei laboratori. Viene presentata come moralizzazione quella che è una modernizzazione della frode. Anche in medicina c’è ormai un divorzio, una voragine, tra “Scienza” e Verità.
Mentre impazzava lo scandalo di Bari, il Censis, considerando la soddisfazione dei pazienti come una componente valida di un indice di qualità della sanità, ha concluso che per offerta di sanità l’Emilia-Romagna, dove i programmi di screening oncologico sono all’avanguardia, è la prima, e la Calabria è l’ultima. Accostando a questo risultato quello per il quale secondo il Censis anche la salute della popolazione è peggiore al Sud. Anche se spesso non hanno una buona assistenza sanitaria, i calabresi (che a tavola mangiano prodotti locali migliori di quelli che in altre regioni si comprano nei supermercati) hanno la più bassa incidenza e mortalità per tumore; sono gli indici più importanti secondo l’epidemiologia, e a pensarci anche secondo il buon senso; gli epidemiologi onesti, che non ripetono la favola dei trionfi sul cancro, assegnano loro l’importanza dovuta; mentre nell’attuale vulgata si tratta di una quisquilia, che viene trascurata nelle analisi, e celata nelle informazioni al pubblico facendo anzi credere il contrario. Se ne parla solo per predire che questa indecenza, che è sputtanante per la fiaba dei meriti soteriologici della medicina “d’eccellenza”, e che deve indispettire alcuni italiani di razza superiore come se fosse un’altra manifestazione dell’infingardaggine e del parassitismo meridionali, è sul punto di finire.
Ora è arrivata un’altra voce attendibile e autorevole, la magistratura col bastimento carico di cancro. Sui media, nella politica, nella “società civile”, i furbi cavalcano l’onda formata dall’azione giudiziaria; e la popolazione si è mobilitata, senza sapere che protestando per una delle tante ingiustizie subite dalla Calabria verrà fottuta dall’altra parte, con una diversa, nuova, ingiustizia. Non ci sono santi, il cancro in Calabria deve crescere.
I servizi, che si sono occupati di traffico di rifiuti, si occupano anche di biomedicina. Siamo un Paese dove il covo di Via Gradoli, in un appartamento che era sotto il controllo dei servizi, non viene scoperto quando sarebbe stato utile alla democrazia scoprirlo, ma viene fatto scoprire, volutamente, in seguito, dagli stessi che lo avevano utilizzato. Eppure non abbiamo imparato nulla; qualsiasi minimo ragionamento che non accetti senza fiatare quello che ci raccontano, che consideri che vi possa essere una tattica dietro certe rivelazioni anomale, viene graniticamente respinto; e seguiamo irremovibili come “Jugale” l’iperrealtà mediatica che ci viene ammanita. Non abbiamo visto forse le immagini delle telecamere subacquee? Non credere alla tv oggi è come non credere in Dio nel Medioevo.
Ammettiamo che la nave affondata al largo di Cetraro sia effettivamente carica, come è possibile, di scorie radioattive o di potenti cancerogeni chimici. Ammettiamo che tali agenti possano superare la barriera costituita dai 500 m di profondità e dalla distanza dalla costa. Anche in questo caso, limitare l’attenzione alla sola noxa focale favorirà la noxa memetica. Le persone si spaventeranno e entreranno nei programmi di screening di massa o cercheranno controlli individuali. La magistratura avrà così contribuito ad instaurare una spirale tossica: il pericolo della noxa focale favorirà la noxa memetica. L’incidenza dei tumori aumenterà per sovradiagnosi. Ciò a sua volta comporterà un cambiamento culturale che porterà a prendere atto dell’aumento di incidenza dei tumori, e quindi ad accettare come un dato di fatto gli eventuali effetti reali di noxae materiali focali e diffuse. La Calabria diverrà moderna, con indici epidemiologici sul cancro rispettabili, e magari brillanti. Non dovrà più temere gli insulti di Venditti.
Forse con l’avvento del nuovo alcune delle storiche sconcezze della sua sanità passeranno; ma ciò solo se anche in Calabria, finalmente, ci si metterà a produrre cancro su scala industriale, facendo decollare la moderna economia oncologica, e ci si metterà così in pari con le altre regioni. Geograficamente al centro del nuovo grande mercato mediterraneo, grazie all’industria medica, che è l’industria della paura e del dolore, forse un domani la Calabria non sarà più “in the middle of nowhere”. Dato l’aumento di incidenza del cancro da sovradiagnosi e da inquinamento, e l’importanza che l’oncologia acquisirà nella vita sociale, il nuovo stato di equilibrio, a tasso di tumori non più relativamente basso ma elevato, apparirà dopo qualche tempo naturale, completando la spirale. Le azioni giudiziarie sulla nave dei veleni e gli altri più probabili siti inquinati saranno servite, limitando il quadro, sia da innesco, sia da capro espiatorio non innocente, per una situazione più vasta e complessa, che verrà quindi aiutata. Condotta in questi termini, l’offensiva giudiziaria sui veleni in Calabria favorirà gli interessi dell’alta finanza in campo biomedico; che non sono molto distanti da quegli interessi responsabili della discarica abusiva delle scorie, e dell’inquinamento da crescita economica.
I magistrati si occupano di Bene e Male, pensa la gente. Non so cosa pensino i magistrati a riguardo, ma, se per loro la verità conta qualcosa, dovrebbero sapere e avere ben presente che in medicina, e soprattutto nella medicina attuale, spesso, soprattutto in quei casi giudiziari che vengono ripresi e amplificati e talora distorti dai media, invece che tra il Bene e il Male i magistrati dovrebbero discriminare tra “competing risks”: tra mali in competizione. Dove alcuni dei rischi, dei mali, sono di natura antropica, e a volte sono deliberati, fraudolenti e criminali. E, perseguendo soltanto quello che prima facie appare come Il Male contrapposto al Bene, in realtà si favorisce un male più grave e più subdolo.
Mostra ciò anche un caso simile, minore, che pure riguarda la disinformazione e gli effetti cancerogeni delle radiazioni, avvenuto a Bologna, dove ai primi di settembre del 2009 la Procura ha indagato per omicidio colposo 4 medici di diversa specializzazione che non hanno diagnosticato un tumore cerebrale a una bambina che accusava cefalea. “Sarebbe bastata una Tac” hanno ripetuto i media, es. il TG5. La cefalea essenziale nei bambini è decine di migliaia di volte più frequente di quella provocata dai tumori cerebrali. La Tac può provocare tumori cerebrali (Brenner DJ, Hall EJ. Computed tomography – An increasing source of radiation exposure. N Engl J Med, 2007. 357:2277-2284). L’effetto della notizia sarà quello di una maggior offerta e una maggior domanda di Tac nei bambini con cefalea. Così oltre al rischio di falsi positivi, e alle carenze nell’assistenza medica che deriveranno da allocazione irrazionale delle risorse, aumenterà l’incidenza reale dei tumori cerebrali, e di altri tumori. Il prof. Picano, direttore del Centro di fisiologia clinica del CNR, osservando che i tessuti dei bambini sono particolarmente sensibili agli effetti cancerogeni delle radiazioni, raccomanda: “I pediatri dovrebbero fare molta più attenzione del normale” nel prescrivere esami radiologici e in particolare Tac. Pochi giorni dopo la notizia dell’indagine, e della relativa propaganda alle Tac cerebrali ai bambini, il Lancet (Barclay L. Validated rules may predict children at very low risk for brain injury after head trauma. 22 set 2009) ha pubblicato uno studio dove si premette che ”CT [computed tomography] imaging of head-injured children has risks of radiation-induced malignancy” e si cerca pertanto il modo di limitare l’uso della Tac sui bambini con trauma cerebrale.
Ma nella nostra cultura i familiari esami radiologici vengono sottovalutati – anche dai medici, mostrano alcuni studi - come fonte di quelle radiazioni ionizzanti che sono in grado, con elevata probabilità, di causare tumori. Per tutta la penisola si invocano a gran voce “Cchiù Tac ppì ttutti”, anche se gli stessi radiologi ormai dicono, nei loro congressi, che se ne fanno troppe (salvo ai pochi pazienti che ne trarrebbero davvero utilità). La nave seppellita sott’acqua dalla ‘ndrangheta, o i telefonini, quelle sì che sono cose che di certo fanno venire il cancro. Non viene detto, ma lo si nasconde, alla faccia delle discettazioni dei giuristi e dei giudici sul consenso informato e del nugolo di fini bioeticisti ardenti guardiani della autodeterminazione del paziente: è un fattore di rischio per cancro, soprattutto in età premenopausale, oltre che sicura fonte di una valanga di sovradiagnosi (il 33% secondo il National cancer institute) anche la mammografia periodica di screening; alla quale le donne calabresi si sottoporranno in massa dopo l’attuale tambureggiamento mediatico sul rischio di cancro (ma non ci sono indagini e cortei su questo; il ricercatore che negli anni Settanta svelò il pericolo, calcolando che le mammografie ne uccidevano il doppio di quante ne salvavano, Irwin Bross del Roswell Park di Buffalo, ebbe la carriera stroncata).
I magistrati di Bologna inquisiscono i medici del caso in oggetto per un errore diagnostico gravissimo, nel quale col senno di poi appare evidente che una consulenza neurologica per eventuale diagnosi di sede e una risonanza magnetica si sarebbero dovute richiedere; un errore che appare essere la conseguenza, la nemesi, del riduzionismo diagnostico dei vari specialisti. Fanno bene, e fanno Giustizia. Ma non fanno Verità, valore dal quale i diritti costituzionali e il bene pubblico restano dipendenti non meno che dalla Giustizia; e anzi contribuiscono a propagandare il falso, e così a diffondere il danno ingiusto alla cittadinanza a vantaggio di interessi privati.
La separazione tra Giustizia e Verità è strategica per le fortune della casta giudiziaria. Con questo assioma si può produrre giustizia senza verità. Si può produrre una giustizia che non è un faro, ma è una lanterna magica che proietta le storie desiderate. Si può partecipare al gioco del potere senza apparire compromessi; anzi apparendo difensori degli interessi della cittadinanza. Si possono ad esempio servire gli interessi del grande business medico, quello delle multinazionali, ben più potente di Berlusconi, assicurando così alla corporazione un’alleanza che le copre le spalle. Del resto, fior di giuristi invocano il “diritto mite” il “diritto che deve fare un passo indietro” quando si tratta della Verità in biomedicina. Se la Verità è separata e distinta dalla Giustizia, allora è possibile non solo ignorarla, ma c’è anche modo di riuscire a combatterla lasciando intatta la Giustizia. Vale quindi la pena di salvaguardare la giustizia da commistioni improprie con la verità, a tutti i costi. Anche con qualche strappo, mediante abusi nei quali non c’è ombra né di giustizia né di verità, ma solo cavilli dozzinali e violenza di Stato. Se si riconoscono alcune informazioni, addio al gioco della giustizia con la testiera, la giustizia coi paraocchi e il morso. Pertanto certe informazioni sulla medicina i magistrati non solo non le scoprono e non le raccolgono, non solo quando le hanno davanti non le esaminano e le ignorano come se non esistessero, ma le censurano attivamente. Centinaia di km a Nord di Cetraro, nelle curie romane, e più a Nord, dove i boss locali non sono pittoreschi ndranghetisti ma pensosi intellettuali prestati alla politica, o padani che faticano e producono, una mafia vincente e compiuta, che veste la toga dello Stato e la divisa dello Stato, si occupa di sopprimere verità scomode, che modificherebbero le verità parziali come quelle alle quali i magistrati di Paola e Catanzaro porgono invece grande ascolto. I pentiti, i non pentiti, magistrati, forze di polizia, politici, amministratori pubblici, dita diverse della stessa mano. Questa necessità forte di stabilire come principio irrinunciabile la separazione dei valori forse può spiegare anche la punizione interna alla magistratura dei magistrati di Salerno, assurda agli occhi del pubblico laico, e davvero inusuale.
Copia della presente viene inviata alle Procure di Paola e Bologna, alla DDA di Catanzaro, e ai sindaci di Cetraro e Paola.
* * *
Adesione all’appello alla Procura generale presso la suprema Corte di Cassazione ed alla Sezione disciplinare del CSM comparso su “Uguale per tutti il 29 ott 2009
30 ott 2009
Aderisco all’appello di “Uguale per tutti” affinché gli organi disciplinari della magistratura conformino la loro azione ai principi regolatori della giurisdizione nel ricorrere a misure cautelari. Non bisogna abusare del potere che si esercita per conto dello Stato, come dicevo avantieri su questo blog a proposito della “Nave dei veleni”, che ieri si è rivelata un decoy presentato dal pentito, probabilmente pilotato da qualche “manina”; e come ho ripetuto ieri mattina all’equipaggio della volante (GdF 197AZ) che mi sono trovato ferma davanti poco dopo l’uscita da casa, in un quartiere di periferia, e che, ricomparso a 3 km di cammino, nel centro di Brescia, dopo altri due passaggi mi ha chiesto i documenti (mentre leggevo un interessante articolo sulla “sindrome di Struldbrugg”, cioè i rischi di una eccessiva medicalizzazione dell’anziano; gli Struldbruggs sono gli anziani decrepiti ma immortali dei Viaggi di Gulliver). Altrimenti poi può divenire difficile distinguere i pentiti e i non pentiti dalle guardie e dai magistrati.
Tanto le azioni disciplinari strumentali che le intimidazioni di polizia appaiono seguire anziché la Costituzione il precetto del cardinale Mazzarino, riportato da Nando Dalla Chiesa nei suoi libri: l’arte del trasformare la vittima in colpevole, del trasformare chi accusa in soggetto da sorvegliare e punire. Più in generale, l’arte dello scambio dei ruoli.
Francesco Pansera
Via Tosetti 30 Brescia
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22 agosto 2009
Blog AldoGiannuli.it
Commento al post “Tangentopoli e i suoi eredi” del 17 ago 2009
Ringrazio il prof. Giannuli per la risposta sul suo blog, “Tangentopoli e i suoi eredi“, che credo sia d’avanguardia tra le posizioni degli storici accreditati; pur avendo un carattere preliminare, e limitandosi al quadro nazionale, fornisce dati di fatto preziosi, e condanna entrambe le versioni dei due partiti, degli inquisiti e degli inquisitori, che si limitano a scoprire a vicenda gli altarini della controparte. Spero che ci illumini ancora su Tangentopoli: sull’effetto finestra, cioè la sua breve durata; sui rapporti tra Tangentopoli e le stragi di quegli stessi anni; sul colpo di grazia, a 100 anni dalla fondazione, al partito che doveva incarnare quella che un tempo fu la nobile idea socialista, dalla quale si era progressivamente estraniato, fino a divenire una cosa altra e mostruosa, come sotto l’effetto di una pluridecennale “Quaresima dei Visconti” ideologica.
Sempre a proposito del significato della Sanitopoli barese e dell’affermazione di Vendola su un ruolo dei servizi, vorrei presentare il concetto di grado delle frodi mediche (F. Pansera. La contabilità delle frodi mediche di secondo grado. Lettera alla Procura della Corte dei Conti della Calabria e a L. De Magistris, 11 lug 2006), che mi permetto di segnalare anche agli storici, e a coloro che si interessano di politica, che vogliano cominciare a ragionare e a scavare su quanto accaduto 17 anni fa con Tangentopoli.
In estrema sintesi. Frodi mediche di grado zero: corrispondono alla natura magica di quella antichissima pratica antropologica che è la medicina. Consistono nella stimolazione a fini di lucro e di potere di credenze irrazionali costitutive, come tali fisiologiche. Una specie di abuso della credulità antropologica. Es. la credenza che la medicina possa dare, di cura in cura, di riparazione in riparazione, l’eterna giovinezza o l’immortalità; che la chirurgia ortopedica possa, oltre la sua reale utilità, fare tornare a saltare come un grillo un anziano. Questa forma di frode viene combattuta come superstizione oscurantista dai poteri della medicina ufficiale, forti dei reali successi della medicina scientifica, solo nella misura in cui può dare luogo a medicine alternative a quella ufficiale; ma il sacro fuoco dell’irrazionale viene tenuto vivo nella sua versione scientista in un modo che più che le vestali ricorda un fuochista con la pala al focolaio della locomotiva. Nell’ambito di questo sforzo per sfruttare le immense potenzialità economiche della frode medica di grado zero, da alcuni anni è in corso una confluenza tra medicina ufficiale, formalmente razionale, e magia medica, che è stata ribattezzata “medicina complementare”.
Come altre credenze consolatorie di tipo magico-religioso, questa frode è spesso gradita al frodato, soddisfacendo necessità psicologiche ed esistenziali basilari; ed è quindi spesso difesa dal frodato, che con essa difende i gradi superiori di frode medica. E’ il robusto plinto sul quale poggiano le frodi di grado superiore, delle quali ci occupiamo qui. Nel caso in esame, si può vedere all’opera la frode di grado zero in un soggetto che racconti che sta facendo il giro degli ortopedici per dei dolori alla schiena, osservandone l’espressione del volto e le altre reazioni dopo che gli si dica che nella grande maggioranza dei casi si tratta di dolori non specifici, non legati a una patologia organica ben definita; che non beneficiano realmente delle terapie chirurgiche (v. infra); aggiungendo che secondo studi recentissimi in questi casi l’effetto analgesico delle tante forme di terapie è solo leggermente più efficace del placebo (L.A.C. Machado et al. Analgesic Effects of Treatments for Non-specific Low Back Pain: A Meta-analysis of Placebo-controlled Randomized Trias. Rheumatology, 2009;48(5):520-527), spesso al costo di affetti avversi che possono essere pesanti; che sulla rivista della potente e conservatrice American medical association è apparso uno studio che, non riuscendo a evidenziare un vantaggio delle terapie chirurgiche per l’ernia del disco rispetto ai trattamenti non chirurgici (addebitando, con lodevole spirito autocritico, l’insuccesso a una insufficienza metodologica) ammette obtorto collo che “any improvements seen with surgery may include some degree of ‘placebo effect’ “ (J. N . Weinstein et al. Surgical vs Nonoperative Treatment for Lumbar Disk Herniation. The Spine Patient Outcomes Research Trial (SPORT): A Randomized Trial. JAMA 2006; 296(20): 2441-2450).
Frodi mediche di primo grado: le più importanti, le più gravi e le meno conosciute; sofisticate manipolazioni dottrinali, spesso ottenute contraffacendo la ricerca scientifica, che permettono di massimizzare i profitti del business medico nella pratica clinica, in maniera formalmente legale. Si basano sulla frode di grado zero, e sono strutturali: intrinseche alla pratica medica. Si deve ad esse la trasformazione della medicina in una megaindustria. Provocano sovradiagnosi, sovratrattamento, iatrogenicità, su grande scala, ma in forma controllata. Ferocemente protette dai poteri forti della medicina. Es. le sovradiagnosi sistematiche, che attribuiscono un mal di schiena aspecifico a una protrusione di un disco intervertebrale, normale in soggetti anziani, ma ribattezzato ernia del disco; che sono favorite dalla dottrina, latitante o debole nel definire e delimitare scientificamente i nessi tra ernia del disco, sintomatologia e sua evoluzione nel tempo.
La medicina del mal di schiena mostra una tattica consueta con la quale le frodi di primo grado perseguono la sovradiagnosi e il conseguente sovratrattamento: dottrina e basi scientifiche approssimative e rudimentali, accoppiate a tecniche diagnostiche ad alta tecnologia sensibilissime e quindi prone al cosiddetto errore di tipo I, il falso positivo. Così se uno ha il mal di schiena si rivolgerà a una medicina che non ha le idee ben chiare sulla patogenesi del mal di schiena; ma che lo sottoporrà a esami sofisticati e costosi, come la risonanza magnetica nucleare, che spesso vedono anche quello che non c’è o che non è rilevante, e lo incanalano così dal chirurgo. La risonanza magnetica è risultata positiva per segni di alterazioni discali nell’85% di soggetti asintomatici; positiva per protrusione discale nel 65% dei soggetti asintomatici. Gli ortopedici onesti sanno che in una marea di casi certi esami radiologici di grido sarebbe meglio non farli, o buttarli via.
Oppure l’estensione nella dottrina e nella pratica dei criteri di applicabilità delle protesi ortopediche (anca, ginocchio, etc.). Gli ortopedici coscienziosi selezionano attentamente i pazienti per i quali questi interventi hanno effettivamente un bilancio vantaggioso; ma l’industria multinazionale delle protesi esercita una pressione in senso contrario, volendo farle applicare al maggior numero possibile di pazienti; influendo sulla dottrina, cioè le pubblicazioni scientifiche, e sulla percezione del pubblico, tramite i media; e sui professionisti, che tranne encomiabili eccezioni oppongono a queste pressioni remore e resistenze pari a quelle della D’Addario.
Caso raro, per i presidi di osteosintesi c’è anche un esempio di contrasto istituzionale alle relative frodi mediche di primo grado (S. Brownlee. Overtreated: why to much medicine is making us sicker and poorer. Bloomsbury, 2007). Nel 1985 il Congresso USA istituì l’Agency for the health care policy and research, AHCPR. L’agenzia, basandosi sulla reale evidenza scientifica, raccomandò, per la cura del mal di schiena, di sostituire l’intervento di fusione spinale (che usa materiale come quello commercializzato da Tarantini a Bari) con terapie non chirurgiche. L’intervento di fusione vertebrale non è troppo ben visto neanche all’interno della medicina ortodossa, che da anni tende ad allontanarsi dell’invasività, soprattutto per gli interventi chirurgici più futili. Ma cominciò una guerra contro l’agenzia, coi chirurghi ortopedici come truppe, e con la partecipazione di una ditta produttrice delle placche e viti per fusione spinale, la Sofamor Danek. Risultato: all’agenzia furono tagliati i fondi (dopo aver progettato di chiuderla), cambiato il nome, e tolto il potere di incidere con le sue raccomandazioni sui rimborsi di Medicare e Medicaid. La sua opera di controllo rimase lettera morta. Invece di sparire, tra il 1990 e il 2001 il business delle fusioni spinali in USA ha potuto crescere del 220%; del 127% tra il 1997 e il 2004. Un mercato di miliardi di euro. Chiodi e placche per fusione spinale arrivano a costare in USA 16000$ a intervento: la Sofamor ha trovato la pietra filosofale per trasformare i metalli in oro. Come tante sue sorelle. Il Nobel comunque l’hanno dato agli inventori della risonanza magnetica. Non c’è invece alcuna seria evidenza scientifica che tale pratica sia utile al paziente Ci sono dati che suggeriscono che dopo l’intervento di fusione lombare i pazienti stanno peggio.
E’ interessante notare che in USA, fonte di questi mali, ogni tanto c’è qualche pezzo deviato delle istituzioni che osa opporsi seriamente alla frode di primo grado, la frode strutturale, se non altro identificandola e mostrandola al pubblico. Questo non avviene da noi, o almeno non riguarda Sanitopoli. Ciò che invece è ben noto da noi, sopratutto con Sanitopoli, sono le frodi mediche di secondo grado, che sono quelle che vengono perseguite e appaiono sui media; sono frodi piuttosto semplici, artigianali, a volte rozze. Sembra che perseguendole si sia raggiunto il cuore di tenebra della medicina; ma sono in realtà frodi derivate; frodi sulle frodi di primo grado. In genere vanno a vantaggio degli operatori degli ultimi settori della filiera produttiva; di chi siede alla cassa o allo sportello, per così dire, e non sono viste di buon occhio dai poteri forti della medicina, perché spesso non solo stornano profitti dal loro business, ma lo danneggiano.
Per esempio, il chirurgo della S. Rita di Milano, che per pochi miserabili euro impianta su un paziente un chiodo ortopedico riciclato, non sterile; riducendo i consumi a vantaggio di interessi di bottega; e riducendo gli standard qualitativi degli interventi, mettendo così a rischio la falsa reputazione di eccellenza di una pratica ortopedica di trattamenti inutili che in Lombardia ha raggiunto, legalmente, livelli di esasperazione tali che la Regione stessa ora deve frenarla; pur essendo stata la Regione con Formigoni ad aprire le chiuse del consumismo medico liberista. Oppure il comparaggio, denunciato dai NAS dei CC, dei sanitari del Careggi di Firenze, che succhiavano il costo di viaggetti a Cuba, e anche cash, dai profitti su protesi, placche e viti che applicavano in conformità alle prassi ufficiali. O la maga cartomante, che spilla migliaia di euro a chi è insoddisfatto delle cure ortodosse per il mal di schiena; lo fa stare meglio sospendendo le terapie inefficaci, e quindi i loro effetti avversi, e gli evita un intervento chirurgico inutile; propinando al loro posto un altro placebo, ma alla buona: pozioni, riti, o altro misterioso rimedio; correndo però il rischio di incorrere nella severa censura di una delle poche voci di giornalismo “watchdog” rimaste in circolazione: Striscia la notizia.
O come a Bari. Il business dei materiali per chirurgia quando necessario può avvalersi oculatamente di corruzione dei politici e di gadgets sessuali ai primari; ma qui lo si è trasformato nella locanda dell’allegra mutanda, in un magna magna sregolato, col quale si sta maltrattando la gallina dalle uova d’oro. Gran parte del denaro che ora va in tangenti intascate dagli smodati forchettoni locali può essere trasferito al grande business: rimettendo ordine, facendo lavorare principalmente la frode di primo grado, come si fa negli ospedali privati e pubblici delle civili regioni del Nord e in parte del Centro; limitando la frode di secondo grado all’indispensabile, all’ungere un poco gli ingranaggi, con percentuali ragionevoli.
Ma cosa si sono messi in testa i baresi coinvolti? Che l’ambaradan che a livello mondiale spinge il business delle protesi ortopediche e dei materiali per osteosintesi; i fraterni rapporti coi governi, da Washington al Pirellone, i migliori esperti, ricerche, pubblicazioni, convegni, corsi, articoli giornalistici, programmi divulgativi, etc.; tutto questo le multinazionali l’abbiano allestito per farli sollazzare? Ah, dove sono andati i tempi del rigore calvinista; quelli del vecchio senatore Agnelli, che, si dice, informatosi della parcella rinunciò a una ballerina, trovando esoso il prezzo; solo per principio, essendo già ricchissimo.
I responsabili della Sanitopoli barese saranno pure puttanieri della medicina, ma coi loro comportamenti non sono dei corpi estranei rispetto alla società attuale, o alla classe dirigente. La gente, mentre “soffre e gode” dello scandalo, non sembra interessata a saperne di più sulla reale utilità e appropriatezza degli interventi di chirurgia ortopedica in Puglia; se la sua colonna lombare o teste femorali e acetaboli sono a rischio di venire permutate con una marchetta. Né i magistrati sembrano approfondire molto il tema; dopo averlo sfiorato, veleggiano verso acque più sicure: Berlusconi, mazzette, donnine, etc. Né gli intellettuali engagé, alla ricerca di una nuova identità, vedono alcuna “contraddizione del capitalismo” sulla salute dei cittadini; alcun tema etico sul quale dire qualcosa “di sinistra”, davanti ai singolari criteri di intervento per chirurgia ortopedica maggiore; interventi che arricchiscono i chirurghi, ma danno anche lo stipendio ai portantini. Anche qui, Berlusconi, le mazzette, le donnine, etc. Non si parla di etica della pratica medica quotidiana. In un sistema senza regole, “esistono solo le eccezioni”, come il caso di Eluana Englaro, dove ci si può indignare contro il potere senza rischi, anzi servendo il potere.
Le frodi di secondo grado sono legate ad iniziative di individui o piccoli gruppi, e quindi avvengono più spesso, ma non esclusivamente, nell’ambito della medicina “privata” (privata nei profitti, essendo finanziata largamente da denaro pubblico). Ma anche il primario di un ospedale pubblico può fare comparaggio. Dato il loro carattere istituzionale, le frodi di primo grado non solo sono possibili nell’ambito della medicina pubblica, ma trovano in essa un ambiente adatto: la migliore reputazione del pubblico e un livello di conflitto d’interessi oggettivamente più basso, che conferiscono credibilità. In realtà, la medicina è ormai solo privata, nel senso che come pratica viene decisa da grandi interessi privati, che hanno in mano la ricerca, gli esperti e le leve politiche. Il controllo dello Stato sulla medicina “scientifica” ricorda le truppe Greche alle Termopili; ma solo nel rapporto di forze e nella posta in gioco. Nel malaffare medico, le escort sono l’ultima ruota del carro. La cosiddetta medicina pubblica è oggi una medicina privata con al termine della filiera operatori, e ufficiali pagatori, pubblici; che applicheranno criteri tecnici dettati da interessi privati, sia in buona fede, sia in cattiva fede, sia metà e metà, sotto la spinta di incentivi e punizioni. Parallelamente, le posizioni progressiste “di sinistra” sulla medicina costituiscono anche una elegante copertura per le evoluzioni tecnocratiche della medicina liberista.
Il mal di schiena è uno dei campi più ubertosi della medicina commerciale, ed è arrivato a un punto tale di sfruttamento che perfino la medicina ufficiale parla, in questo periodo di contenimento della spesa, della necessità di “fare un passo indietro” (R. A. Deyo et al. Overtreating Chronic Back Pain: Time to Back Off? J Am Board Fam Med. 2009;22(1):62-68). I grandi interessi vogliono che campi come questo siano tenuti ben coltivati, liberi sia da critiche, controlli e divieti, sia dalle erbacce infestanti delle frodi di secondo grado; e stanno ottenendo tutto ciò che vogliono. Vogliono che i magistrati e gli altri poteri dello Stato servano il grande capitale come ortolani, che estirpano la gramigna, e come campieri, che tengono lontano i ficcanaso, sistemando quelli più fastidiosi.
Poniamo che un ente regolatore dello Stato e un magistrato fossero usciti pazzi e, senza altri fini che il loro dovere, avessero indagato e fatto ricerche sulla diagnostica, i farmaci, la chirurgia nel comune mal di schiena; per verificare se, a parte le mazzette, siano presenti frodi di primo grado; es. se applicando la dottrina ufficiale e le comuni pratiche cliniche sull’ernia del disco si commettono reati e abusi a danno della salute e delle tasche dei cittadini (cfr. G. Cinotti. Il decorso naturale della malattia: ciò che il medico non può ignorare. Il caso emblematico delle patologie muscoloscheletriche. In: Filosofia della medicina. ManifestoLibri, 2001; S. Brownlee, cit. 135-139). E’ improbabile che avrebbero fatto carriera o acquistato prestigio come i magistrati di Sanitopoli e Tangentopoli; si sarebbero messi contro interessi economici forti e spietati, ma non avrebbero ricevuto la tutela del CSM di Mancino; o l’appoggio del Parlamento, che su questioni che interessano il grande business medico è ancora più bipartisan del solito.
Avrebbero ricevuto riconoscimenti come quelli toccati in USA alla ex AHCPR, o in Italia a magistrati che recentemente si sono avvicinati ad altri tratti della linea del proibito; o magari, se avessero persistito nell’errore, costituendo un cattivo esempio, e fossero stati quindi percepiti come un pericolo, avrebbero avuto il privilegio di riscontri empirici alle “fantomatiche entità” previste da sofisticate teorie come quelle di Bobbio o F. De Felice o Giannuli sull’esistenza di “governi invisibili”.
La Spectre si interessa di lombaggine? I servizi si interessano di potere e di soldi. Le frodi mediche di primo grado hanno i piedi d’argilla, e sono pertanto tutto-o-niente: generano facilmente miliardi, e sono invincibili, ma solo se i loro talloni sono protetti. Altrimenti rendono poco più di quello che incassano le fattucchiere incastrate dagli inviati di Striscia coi carabinieri al seguito. Data la frode antropologica, di grado zero, basta poco a proteggere queste fondamenta argillose. Campagne mediatiche per plasmare un’opinione pubblica già predisposta; soppressione di dati, di analisi e notizie scomode; eliminazione di qualche rompiscatole che le produce, screditandolo e rendendogli la vita impossibile. E poi, dopo la necessità di difendere la frode di primo grado dagli onesti, quella di difenderla dai colleghi, con le loro frodi competitrici, o le loro frodi parassite di secondo grado: colpire i piccoli truffatori indipendenti, punire i “pusher” della medicina che fanno la cresta, selezionare i partiti e i politici più adatti, etc..
Un altro compito molto importante è di fornire appoggio alle operazioni di espansione e crescita del business; crescite brillantissime per prodotti che neppure avrebbero dovuto essere immessi nel mercato con quelle indicazioni, come le fusioni spinali o innumerevoli altri prodotti biomedici; e che invece non solo sono legali, ma sono “prodotti etici”. Giochi da ragazzi, per i servizi, che hanno fatto ben altro. Tanto che a volte forse hanno la mano pesante.
Personalmente, ritengo che il ruolo dei servizi nell’industria medica sia comunque subalterno alle forze economiche che hanno ideato la frode medica di primo grado; e cerco di parlare di questo argomento, rilevante ma per sua natura sfuggente e scivoloso, il meno possibile; anche perché evocare i servizi, mentre distrae dall’essenza del problema, non solo provoca comprensibili dubbi nei prudenti, ma stimola anche le accuse strumentali di dietrologia dei lecchini di professione, e peggio di tutto espone allo stolido scetticismo degli stupidi. “The back pain “market” is a humming, economic machine that produces millions in revenues annually”. (G. Waddell. The back pain revolution. Introd. Churchill Livingstone 2004. 2 ed); “Chronic low back pain market an attractive commercial opportunity for drug developers because of large drug-treated population” (Pharmalicensing.com, 2006): questo mi pare lo snodo centrale. In USA le cure mediche per il mal di schiena fatturano qualcosa come 40 miliardi di dollari all’anno. Pare che sia la spesa medica annuale procapite più alta dopo quella per la cardiopatia ischemica. Secondo l’agenzia di marketing farmaceutico WWMR, il solo mercato degli analgesici per il mal di schiena raggiungerà i 23 miliardi di dollari nel 2018, contro i 5 miliardi di dollari per i dolori da cancro.
Ma per cogliere questo facile frutto è indispensabile aggiungere ad una macchina già molto complessa un’ulteriore componente: un servizio di protezione della frode. Se si ha chiara la colossale deformazione dell’attuale medicina, la presenza di apparati ideologici e repressivi che la proteggono appare come una necessità strutturale. Altrimenti si postula un Principe che rimarrebbe sul trono pur avendo solo “della volpe”, senza “avere del leone”. Una presenza la cui individuazione peraltro non è figlia, in termini kantiani, di una conoscenza a priori, ma a posteriori; ed è suggerita anche da analisi di altri autori; e da numerosi indizi, ai quali l’affermazione di Vendola, nell’ambito di quanto qui esposto, va ad aggiungersi. Il ruolo di forze non ufficiali appare come uno degli aspetti costitutivi di un fenomeno più vasto e più grave. D’altra parte, dove si può sostenere tranquillamente che il successo del rapimento e dell’eliminazione di Moro è stato tutta farina delle Brigate rosse, o il successo della Mafia è tutta cosa dei mafiosi, non si vede quale ascolto possa avere l’introduzione di “deliranti tesi complottiste” sull’irresistibile ascesa di quella che ai contemporanei appare non come un crimine, ma come una delle più utili alte e nobili attività umane; e che solo tra molto tempo forse porterà a ripetere la domanda fatale: “come è potuto accadere?”.
Inoltre, i servizi “deviati” costituiscono solo una parte del Doppio Stato. Le frodi mediche di primo grado sono un altro di quei campi dove le azioni di magistrati carabinieri e poliziotti arrivano a volte ad essere “opus diaboli”; e dove i risultati della magistratura e quelli della “gemella corporazione di polizia” (Giannuli) favoriscono sistematicamente gli “arcana imperi”. La magistratura non corre i rischi che derivano dal pestare i piedi al grande business medico; anzi la sua azione appare conforme alle esigenze di tale business. E’ noto che le lobbies farmaceutiche influenzano addirittura l’elezione del presidente USA; da questo lato la magistratura italiana appare avere acquisito meriti presso i grandi elettori della politica mondiale. La magistratura tende a perseguire le frodi mediche di secondo grado, spesso clamorose, ma accessorie rispetto al nucleo fraudolento della medicina, che può esserne danneggiato; e tende a favorire, con una combinazione di propaganda, persecuzioni e insabbiamenti, quelle di primo grado, silenziose, complesse e contrarie al senso comune sulla medicina, ma strutturali, e indispensabili ai grandi poteri industriali e finanziari
In Italia, terra dove si vuole che l’ora di religione faccia media e comunque il buonismo è materia curricolare, quando si veste il camice bianco del soccorritore degli infermi la tentazione di “zanzare” qualcosa di tutto quel ben di Dio è irresistibile; e pertanto le frodi mediche di secondo grado sono molto comuni; e siccome è abbastanza semplice ottenere risultati giudiziari scoprendo queste magagne di amministratori, medici e altri “zanza”, la magistratura può facilmente caricarsi a piacimento di procedimenti di questo tipo; apparendo così ligia al dovere mentre trascura, e attivamente aiuta, le frodi di primo grado; che sono ardue e ingrate da combattere sotto tutti i punti di vista. E inoltre ufficialmente neppure esistono.
Avrei preferito ricevere dall’analisi dei numerosi specialisti su Tangentopoli un supporto da un campo non medico a queste mie constatazioni; forse è ancora presto; tanto che invece posso offrire loro un termine di paragone con Tangentopoli, trasferendo il concetto di grado delle frodi oltre il settore biomedico (una generalizzazione che ha ovviamente dei limiti). Anche in Tangentopoli si sono contrastate le tangenti, un costo per le imprese, ma non si è messo in discussione il sistema che le tangenti parassitano. Non sempre le tangenti sono su progetti realmente degni. Un’opera pubblica inutile e dannosa, es. il Ponte sullo stretto, corrisponde a una frode di primo grado. Tangenti sull’opera pubblica inutile e dannosa, o l’impiego di materiali scadenti nella costruzione dell‘opera pubblica inutile e dannosa ma legale, a frodi di secondo grado. Una differenza è che nel settore medico le frodi di primo grado godono di vita autonoma, o di maggiore autonomia (data la frode di grado zero); in un settore come le opere pubbliche, a volte le frodi di primo grado sono architettate allo scopo di potervi impiantare frodi di secondo grado.
Anche con Tangentopoli si è privilegiato il contrasto alle frodi di secondo grado; a quel genere di ruberie che parassita le frodi di primo grado. Apprendo da Giannuli un elemento che in effetti combacia con quanto esposto qui: in Tangentopoli si è perseguito più il corrotto che il corruttore, “andando a parlare contro i corrotti a casa dei corruttori”: in Confindustria. Strana cosa, commenta sornione Giannuli. Ma gli iscritti a Confindustria hanno estremamente chiaro che nella pratica c’è un enorme divario tra la frode di primo grado “secca”, che arricchisce la sola impresa, senza rischi, e le frodi di secondo grado, che a volte sono obbligate se si vuole beneficiare delle frodi di primo grado, ma impongono di gonfiare i costi e spartire con altri, e provocano una serie di impicci.
E’ da notare che rientra negli illeciti di secondo grado anche il pizzo mafioso su attività che siano legali ma non limpide. L’industria medica rappresenta il modello esemplare agognato dagli imprenditori. Tanto è duro il mercato della produzione e vendita di bulloni e affini, altrettanto è paradisiaca la situazione per chi produce e vende ferramenta ortopedica. Dalla sua posizione vantaggiosa, l’industria medica non solo può creare facilmente profitti elevatissimi; ma, raggiunte posizioni egemoni, può anche riuscire a controllare meglio delle altre i parassiti.
Coloro che trovassero cervellotica la distinzione tra i due gradi di frode potrebbero considerare l’aforisma di Brecht: “Che cos’è rapinare una banca a paragone del fondare una banca?”; ed elaborarlo. La distinzione tra il praticare tassi usurai o piazzare titoli spazzatura dopo avere fondato un’attività in sé utile come un istituto di credito, e il derubarlo dall’interno alterando i conti come fanno certi ragionieri disonesti. I reati del banchiere versus i reati del bancario. Oggi che la medicina è in mano all’industria medica, i medici e gli amministratori pubblici sono sempre più i bancari della medicina. Tangentopoli, e Sanitopoli, potrebbero essere viste avendo presente la diversa attitudine culturale e giuridica sugli oscuri imbrogli tecnici delle banche e su chi vorrebbe vivere alle spalle delle banche.
Da questo punto di vista, più che verso la “legalità”, intesa come aderenza alla giustizia, Tangentopoli sembrerebbe essere stata un ulteriore passo verso la “legalizzazione” di attività di arricchimento discutibili o francamente illecite. Sanitopoli appare perfezionare, con risolutezza ancora maggiore, lo stesso obiettivo, già largamente raggiunto nel peculiare settore biomedico: quello dell’istituzionalizzazione del crimine, del crimine che si fa normalità rispettabile e autorevole. Come per Sanitopoli, forse Tangentopoli appartiene alla storia del progresso dello sfruttamento e dell’ingiustizia non meno che a quella della lotta all’ingiustizia.
La Sanitopoli barese ha un altro effetto, non meno importante di quello antiparassitario, sul sostegno alle frodi mediche di primo grado: contribuisce alla campagna di penetrazione della medicina “sabauda” nella medicina “borbonica”. Anche su questo ci sarebbero qualche spiegazione e qualche evidenza da presentare. Sui media a seguito delle esternazioni di Vendola al PM è apparsa immediatamente anche un’altra notizia, accavallata al “carico da undici” di Vendola sui servizi deviati, che appare più interessante del commento di Bertinotti riportato da Giannuli. Le agenzie hanno riportato un comunicato stampa del Censis secondo il quale, sulla base di un sondaggio di opinione e di un modello statistico in possesso del Censis, lo stato di salute della popolazione sarebbe peggiore al Sud che al Nord, e anche l’offerta di salute; tanto da fare commentare al volo al ministro Sacconi che la sanità del Sud deve adeguarsi al modello settentrionale. Mentre Vendola tirava in ballo i servizi, e, come Proust, sentiva un antico odore, quello di quando il nemico ufficiale dei servizi erano i comunisti, sui media usciva la notizia che secondo il Censis la regione con la miglior offerta sanitaria è la rossa Emilia Romagna. Come forse si può già intuire avendo letto fin qui, le cose sono più complicate, e più sporche, della oleografia manichea che il Censis spaccia per analisi scientifica.
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Blog de Il Fatto
Commento del 19 feb 2012 al post di M. Imperato “Mani pulite: vent’anni sembrano pochi” del 18 feb 2012
Credo che i magistrati non combattano la corruzione in sé, ma ne combattano alcune forme favorendone altre. Mentre si oppongono alla bribery dei signorotti locali, favoriscono – e a volte attivamente aiutano – l’istituzionalizzazione della grande corruzione, quella dei poteri forti. E’ un poco come la lotta tra piccoli feudatari e potere centrale, al tempo per esempio di Richelieu:
La magistratura davanti alle frodi mediche di primo e secondo grado
http://menici60d15.wordpress.c…
Il PM Nicastro come assessore alla sanità: la non complementarietà tra magistrati e tangentisti http://menici60d15.wordpress.c…
Questo è confermato da magistrati come il PM Imperato che oggi loda “Mani pulite” e pochi giorni prima ha prospettato in termini positivi la legalizzazione delle lobbies (Lobby al sole anche da noi?, 27 gen 2012), uno dei più nefasti focolai di corruzione e degenerazione della politica interna e internazionale.
Pubblicato in: "Socialismo", Abolizione dell'opposizione reale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Argomento di Corax, Bioetica strumentale, Borghesia compradora, Buonismo, Buonismo medico, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione del dissenso, Censura e persecuzione occulte, Censura su questioni bioetiche, Clero e buonismo, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Contrasti tra Impero e Baroni per i diritti di sfruttamento sull'Italia, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Degrado del tessuto sociale e atomizzazione sociale, Depistaggi eziologici, Destra, Deuteragonismo medico, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dolo in medicina, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Frode medica strutturale, Funzione censoria del deuteragonismo, Gattopardismo, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Interventi della magistratura contro frodi mediche, Istituzionalizzazione del crimine, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Mafia meridionale e mafia fordista, Mafie meridionali e medicina, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati e medicina, Magistratofilia, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Magistratura ghibellina, Malamisura, Manipolazione ideologica, Medicalizzazione della vita, Medicina e frode medica strutturale nel Meridione, Misteri d'Italia e USA, Neoalchimia, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Paziente come supporto, Pericoli dell'antimafia, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Politica e biomedicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Questione meridionale, Relativismo epistemico, Responsabilità del pubblico nella frode medica strutturale, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Servizi segreti e frode medica strutturale, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi, Sovratrattamento, Strumentalizzazione della sessualità, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Violenza e medicina, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
16 agosto 2009
Blog AldoGiannuli.it
Commento al post “La lettera aperta di Niki Vendola” del 10 ago 2009
Non penso che Vendola stia dando i numeri quando dice “Contro di me i servizi deviati una manina mi sta massacrando”; “Sento un antico odore che è quello della presenza dei servizi deviati, indirizzati o mirati”: è possibile, ritengo, soddisfare l’onere probatorio ricordato dal prof. Giannuli, producendo elementi che giustifichino l’ipotesi che i servizi – o meglio, gli interessi dei quali i servizi sono strumento – abbiano a che fare con la sanitopoli barese. Anche se non credo che sia Vendola l’obiettivo primario della loro azione. Non so se sia possibile costruire tale caso considerando, come fa il prof. Giannuli nell’articolo sul suo blog del 10 ago 2009, solo la lotta partitica; ma è possibile costruire il caso prendendo in considerazione elementi tecnici specifici della medicina e del mercato medico. Sarebbe però una fatica inutile, e dannosa, se non si trovano persone capaci, imparziali e interessate ad ascoltare. Gli italiani del resto non sono curiosi di sapere come vengono decise le cure mediche che ricevono; sono saziati dagli aspetti della sanitopoli barese relativi a sesso, droga e lotta tra fazioni.
Oltre all’analisi tecnica, un altro modo per verificare l’ipotesi di un ruolo del servizi è chiedere spiegazioni su tali gravi affermazioni direttamente al Presidente eletto della regione Puglia, che fino a prova contraria non è un mitomane, ma un navigato politico di livello nazionale, progressista, già esponente di punta della Commissione antimafia. Vendola condivide idee, progetti e opere sulla medicina con Verzè, il prete che ha introdotto Pio Pompa nei servizi: “oggi con il presidente Vendola abbiamo deciso di procedere su questa strada” (Verzè a proposito dell’erigendo San Raffaele del Mediterraneo a Taranto). Lungi da me la pretesa di comprendere gli intrighi della lotta partitica in Italia; in particolare, la pretesa di capire da che parte stanno i politici e gli intellettuali “di sinistra”; ma non c’è nulla che faccia pensare che una persona del calibro di Vendola, che ha mostrato di essere organica al sistema di potere integrato ai servizi, e che non ha ricevuto contestazioni dalla magistratura, sia “alla canna del gas”; mentre appare più probabile che, sollevando appena appena il coperchio di una pentola della quale, come altri, conosce il contenuto, abbia voluto lanciare un messaggio.
Forse Vendola ha lanciato un avvertimento, perché non gli causino troppo danno politico; forse, seguendo la tradizione del PCI di rivendicare una superiorità morale mentre si fanno accordi sottobanco col potere, vuole preservare l’immagine di una sua personale onestà rispetto a quel poco che è emerso sul governo della medicina andato a puttane.
Forse è anche tempo di non tenere più ermeticamente coperta la nozione che i servizi “deviati” giocano un ruolo in quel settore chiave dell’economia che è il business biomedico: può darsi che sia divenuto ormai preferibile lasciarla filtrare, in forma debole, per poi smentirla come dietrologia o come una falsa accusa strumentale. In questo modo, secondo la nota tecnica di disinformazione detta “inoculation”, si “immunizzerà” il pubblico contro forme più consistenti di denuncia di un’azione degli interessi forti, e quindi dei servizi, intorno alla medicina. Esistono già da anni, soprattutto nei paesi anglosassoni, campagne di “complottismo medico”, e non sarà difficile mescolare il grano al loglio.
Comunque, se anche la diceria dei servizi che si occupano di medicina attecchirà, nella forma vaga ed apodittica nella quale Vendola l’ha voluta presentare, o è stato costretto a presentarla, non sarà uno svantaggio per i poteri occulti; una delle funzioni dei servizi appare essere quella di accollarsi l’intero carico di infamia di certe operazioni, oltre all’abbondante quota che legittimamente spetta loro. Le avvincenti storie criminali degli “007” distolgono l’attenzione dai grigi interessi economici dei quali tali polizie sono il braccio operativo. I servizi, con il loro solido curriculum di lavori sporchi, hanno anche una funzione di protezione d’immagine per il Doppio Stato, al quale all’occorrenza fanno da parafulmine morale, addossandosi tutte le colpe; il Doppio Stato inteso come processo interno (Giannuli), e a volte intrinseco, alle istituzioni “perbene”; quelle istituzioni che suonerebbe spropositato o empio accusare, ripetendo quanto ha scritto Vendola al PM, di complicità con coloro che “costruiscono scientificamente la morte” di persone scomode.
C’ è anche una terza strada per tentare di avvalorare o “falsificare” l’ipotesi dell’influenza dei servizi nella Sanitopoli barese. La storia insegna che gli scandali come questo di Sanitopoli potrebbero fare parte della categoria di casi nei quali paradossalmente la repressione di un male porta ad un male peggiore. Nel paese del Gattopardo, scandali e rivoluzioni hanno spesso un andamento bifasico: ad una speranza di miglioramento segue la constatazione che le cose, anche se vanno diversamente, non vanno meglio di prima, tutt’altro. Il movimento che all’inizio sembrava una freccia di libertà scoccata nel cielo, a posteriori si rivela obbedire alle leggi del moto ciclico della circolazione delle elites. L’avvicendamento tra i vari predatori della savana evocato dal principe Salina; la manifestazione della necessità per i ceti parassitari di cambiare tutto, adattandosi al nuovo corso storico, affinché i loro pasti restino come prima.
Tale effetto paradosso, della lotta al male che si traduce in un altro male a volte peggiore, un fenomeno generale che si riscontra nei campi più diversi, spesso è sostenuto da meccanismi selettivi, che possono avere due forme: un meccanismo di selezione di tipo darwiniano, interno a una data specie; oppure una selezione tra specie diverse, conseguente all’alterazione dell’equilibrio ecologico entro il quale le specie competono per le risorse. In oncologia, la chemio- e radio- terapia possono ottenere una drammatica ma temporanea riduzione di volume di neoplasie maligne; secondo alcuni, la susseguente ricrescita del tumore in forme più aggressive – oltre che refrattarie alla terapia – è almeno in parte causata dalle terapie stesse mediante meccanismi di selezione clonale. I pesticidi possono peggiorare le infestazioni mediante entrambi i meccanismi: selezione genetica intraspecifica di soggetti resistenti, ed eliminazione dei predatori naturali delle specie infestanti.
In politica, Tangentopoli eliminando i ladri democristiani e socialisti ha aperto la strada a politicanti di un nuovo tipo, ma dalle mani non meno luride. Piercamillo Davigo ha parlato di un effetto evoluzionistico di Tangentopoli: la pressione selettiva dei predatori (i magistrati, secondo Davigo) sulle prede ha eliminato, tra i tangentisti, quelli “più lenti”, cioè meno abili; e ne ha così migliorato la specie. Ma gli entusiasti di Mani pulite non parlano volentieri del secondo effetto selettivo, quello ecologico, relativo alla competizione interspecifica, per il quale rimossa una specie di malfattori politici si è favorita la proliferazione di una specie diversa, ma non meno virulenta, di malfattori politici. Con il loro avvento, l’intero “ecosistema” politico è mutato, tanto che si parla di “Seconda Repubblica”. Vi è un’eterogenesi dei fini dell’azione giudiziaria che favorisce sistematicamente interessi illeciti di poteri forti; dovrebbe essere meglio studiata, soprattutto in campo biomedico (cfr. Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico).
Pertanto, una terza via è di aspettare, e vedere cosa accadrà in futuro alla sanità nel Meridione. Vediamo cosa accadrà quando la sanità meridionale sarà stata “raffaelizzata”, secondo l’espressione usata nel giugno 2008 dal compagno di strada Verzè a proposito del San Raffaele di Taranto (mentre tesseva il panegirico di Francesco De Lorenzo, indicandolo come modello cristiano di medico). Vediamo se ci sarà una reale emancipazione dai mali storici della sanità meridionale, o se questi assumeranno solo forme più moderne e adeguate ai tempi; quale verso avrà l’andamento dello stato di salute delle popolazioni meridionali, e quale sarà stata l’influenza della sanità. Si potrebbero raccogliere i tassi per fasce d’età del consumo tra i meridionali di protesi ortopediche, per volume e per costo, nell’ultimo decennio, e registrare e analizzare le loro variazioni in futuro. Servizi o non servizi, ad un’opera moralizzatrice dovrebbero corrispondere buoni frutti; se invece i risultati saranno cattivi, allora si potrà dire che forse c’era davvero lo zampino di entità malefiche.
Questo metodo prospettico, l’attendere che con gli anni la cronaca diventi storia e poi contare i morti, è connesso a un quarto metodo, più rapido e pratico, non risolutivo ma non trascurabile dato il valore etico e politico della questione: il metodo retrospettivo del valutare analogie con casi pregressi; dei quali non c’è scarsità. Un metodo che necessita dell’opera degli studiosi di storia contemporanea. L’analogia da sola non permette inferenze forti, ma permette di valutare la plausibilità di un’ipotesi; può corroborare o indebolire le tesi ottenute per altre vie; in questo caso permette anche di evitare l’ostacolo, e i trabocchetti, degli aspetti tecnici della medicina e del business della medicina, che è necessario conoscere dovendo occuparsi di frodi mediche.
Vorrei pertanto chiedere al prof. Giannuli il suo autorevole parere su Tangentopoli. Alcuni sostengono che Mani pulite non sia stato il fenomeno spontaneo che è sembrato agli italiani, ma che sia stata sostenuta da una qualche forma di eterodirezione volta a modificare gli assetti politici del Paese; che si sia trattato essenzialmente della manifestazione locale dell’ondata liberista della globalizzazione, seguita alla caduta del Muro. Le stesse forze occidentali che hanno voluto i 40 anni di regime democristiano avrebbero deciso che era “time to pull the plug”. La magistratura è stata causa prima o causa intermedia dell’azione giudiziaria di Tangentopoli? Vi sono stati nella genesi di Tangentopoli interessi di poteri forti, anche sopranazionali? Vi è stata nel corso di Tangentopoli un’influenza di tali poteri forti? Se sì, i servizi sono rimasti inattivi o hanno mediato tale influenza?
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31 maggio 2009
Blog “Uguale per tutti”
Commento al post “Il relativismo etico fa ‘spudorata’ la politica” del 31 mag 09
Comunicato con link
Lo scandalismo sessuale dei politici educa il pubblico al relativismo etico, e ancora di più alla dabbenaggine, per gli elettori che standolo a sentire accettano di cedere il voto, che può determinare il destino della loro famiglia, in cambio dell’equivalente di un giornaletto da barbiere. Berlusconi è sospettato di avere avuto a che fare con le stragi che segnarono l’inizio della seconda Repubblica; davanti a ciò, e a tante altre accuse, le storielle di veline mi sembrano un “anticlimax”, per non usare altre espressioni. Meno male che non ho figlie, che sentirebbero queste lezioni sull’andare avanti nella vita “per vaginam”; mi consola anche il non aver contribuito a eleggere questa classe politica.
Anch’io credo che il relativismo etico sia dannoso; antropologicamente, politicamente e anche sul piano esistenziale personale. Non credo però che il clero sia davvero contrario al relativismo. Scarpinato parla di un relativismo etico occulto della Chiesa, per il quale “Dio parla per bocca di preti che frequentano senza problemi i salotti della borghesia corrotta e di quella mafiosa o le stanze del potere dei dittatori, e che riducono Dio a guardiano dei comportamenti da tenersi in camera da letto”. Il vescovo Coletti (CEI), praticando quanto meno il relativismo culturale, ha affermato che “anche l’occhio vuole la sua parte”, pur condannando la bellezza come unico o decisivo criterio per la scelta di candidati. Credo che se interrogata una velina darebbe una risposta simile. Chi tiene conto della bellezza nella scelta dei legislatori non è che pecchi di relativismo; si è bevuto il cervello. In Parlamento sarebbe bellissimo avere qualche donna come Rosa Luxemburg, ricordata per il coraggio, l’intelligenza e il carattere (che la rendevano affascinante nonostante fosse malaticcia, scrisse Trotsky); e per una definizione di libertà, che è la migliore che conosco:
“La libertà solo per i seguaci del governo, solo per i membri di un partito – per numerosi che possano essere – non è libertà. La libertà è sempre unicamente la libertà di chi la pensa diversamente. Non per fanatismo di “giustizia”, ma perché tutto ciò che di educativo, salutare e purificatore deriva dalla libertà politica, dipende da questa condizione, e perde ogni efficacia quando “libertà” si fa privilegio.”
La definizione è riportata da alcuni come “La libertà è la libertà dell’altro”. Mozzafiato. Diamo alla mente quello che è della mente, e al sesso quello che è del sesso.
Mi sembra inoltre che il clero aggiri la condanna del relativismo praticando un relativismo epistemico occulto, per il quale si rappresenta e a volte si altera materialmente la realtà in modo che l’applicazione di principi etici fissi esiti in conclusioni preordinate. E’ come avere giudici rigorosissimi che però valutano le risultanze di inchieste condotte da inquirenti criminali; che manipolano l’inchiesta e la stessa realtà. Le riforme che depotenziano gli strumenti di accertamento dei reati e mettono le indagini in mani sicure appaiono ispirate dal relativismo epistemico, che è più adatto alle istituzioni, consentendo loro di salvare l’immagine di depositarie di valori stabili e di imparzialità.
In questi giorni è uscito un libro, “Una mano lava l’altra”; mi correggo, “Siamo tutti sulla stessa barca”, di Martini e Verzè. Il primo è un autorevole esponente del cattolicesimo progressista. Il secondo ha un lungo curriculum etico, che comprende la presentazione di Pio Pompa al Sismi (Lui e Cristo). Fare finta di ignorare la rete di interessi della quale don Verzè è parte non secondaria è uno spudorato relativismo epistemico. Di recente ho sentito, ad una presentazione del libro di Stefania Limiti “L’anello della Repubblica”, che il servizio allestito da Pompa potrebbe essere la prosecuzione delle attività dell’Anello, che ebbe un ruolo primario nei “Misteri d’Italia” degli scorsi decenni. Entrambe le strutture si sono occupate di disinformare, calunniare, distruggere. L’Anello viene fuori solo oggi. Ci vorrà molto tempo, forse altrettanti decenni, prima che affiori il ruolo di servizi come quello di Pompa negli affari della biomedicina come quelli di Verzè. Ma già adesso ci si dovrebbe interrogare su quest’altra designazione “caligolare”, dove un personaggio come don Verzè impartisce lezioni di etica, a due voci con l’arcivescovo emerito di Milano, esponente del cattolicesimo illuminato. Abbiamo un maestro di morale, don Verzè, che è il padrino di un professionista della falsificazione della realtà, e dell’adeguamento della realtà al falso mediante la violenza. Un’accoppiata che rappresenta icasticamente il relativismo epistemico.
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11 giugno 2007
www. annozero.rai.it
non reperibile
“Il 15 maggio 2003 (tre mesi dopo il rapimento) gli americani comunicano agli 007 italiani che «Abu Omar si troverebbe al Cairo interrogato dai Servizi egiziani ». Sei giorni dopo affermano che «è agli arresti in Egitto interrogato in località segreta». Nonostante questo Pollari ha sempre ripetuto che «il Sismi non ha alcuna notizia circa la scomparsa di Abu Omar». Tra le carte c’è anche una lettera con la quale Pio Pompa invita Don Verzè a intervenire affinché «l’amico N» ottenga la nomina «dopodiché noi Raffelliani saremo in grado di gestire con una rete riservata, progetti di interesse per il San Raffaele». Secondo alcune interpretazioni «l’amico N» sarebbe lo stesso Pollari, all’epoca vicedirettore del Cesis. Con una nota il San Raffaele ha dichiarato di essere “estraneo a ogni trama, intrighi e affari oscuri”. (Corriere della Sera 18 nov 2006). “Alle 3 del pomeriggio Pollari e’ gia’ in Procura e mette a verbale: ‘L’interrogazione mi fu data da tale Pio Pompa (…), attualmente consulente del Sismi, la cui collaborazione e’ classificata segreta. Pompa mi era stato presentato nella tarda primavera o nell’estate del 2001 da don Luigi Verzè, con cui Pompa collaborava e con cui forse collabora”.” (Espresso 17 nov 2006).
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