Archivio per il 'Compradora e deuteragonismo'Categoria
17 aprile 2012
Segnalato sul sito di Aldo Giannuli
nei commenti al post “Sentenza di Brescia e giustizia in Italia: ne vogliamo parlare?” del 17 apr 2012
Strage impunita? Tranquilli, ci faranno un bel filmone che in un piacevole dopocena appagherà l’anelito democratico dei più; pure meglio di una sentenza. Non state a guardare il capello.
Per quelli che invece pensano che quando succedono queste cose la campana suona per tutti, e sono disposti a considerare altre versioni oltre a quelle che hanno libero corso, una testimonianza sul servilismo di forze di polizia, magistratura, sinistra e gente comune rispetto ai poteri che allora vollero la bomba e che oggi continuano ad essere serviti in altri crimini:
Giustizia per Piazza Loggia
http://menici60d15.wordpress.com/2012/04/17/giustizia-per-piazza-loggia-lequazione-impossibile/
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Se x+2=3x, quanto vale x? Vale 1. E se x+2=x+3, quanto vale x? Non c’è soluzione. E’ un’equazione impossibile. Lo stesso avviene con la giustizia. Un’azione giudiziaria è come un’equazione nella quale l’incognita x sono le responsabilità penali. Come per quegli oggetti potentissimi che sono le equazioni, si tende a credere che la giustizia sia sempre in grado di dare un risultato significativo; tutto sta nel riuscire a ottenerlo. Ma anche nella giustizia ci sono equazioni impossibili, che per loro natura non possono dare risultato; che corrispondono a situazioni nelle quali la responsabilità, l’incognita, sta su entrambi i membri dell’equazione, a sinistra e a destra del segno uguale, e non ci sono termini aggiuntivi che possano permettere di portarla da un lato solo, lasciando la soluzione dall’altro lato.
L’espressione “strage di Stato” è una di quelle che sono meno coraggiose di quanto sembrano. Nasconde il fatto che lo Stato non ha neppure agito in maniera autonoma, per quanto perversa, ma è stato strumento di poteri sovranazionali, interessati a tenere lo Stato e la nazione in una condizione di subalternità, influenzandone la politica interna. Parimenti il corollario, espresso da Sciascia, “lo Stato non può processare sé stesso” sembra un’affermazione forte, mentre è una descrizione affievolita di una realtà nella quale lo Stato non può processare – e neppure nominare – i mandanti che serve, prima di non poter processare sé stesso come esecutore. Dipingere poi la strage come opera di fascisti, che furono solo la bassa manovalanza, contrapposti ai nobili antifascisti, che con gli angloamericani hanno sempre avuto un rapporto a dir poco ambiguo, è un ulteriore passo verso la mistificazione.
Non da commentatore né tanto meno da esperto di terrorismo, ma da parte lesa e testimone, desidero lasciare memoria della mia esperienza. A Brescia, per chi è nel mirino dei poteri forti, sembra quasi di stare in una dependance della vicina base Nato di Ghedi; con comando USA e personale italiano. Gli stessi poteri esteri che vollero la strage del 1974 oggi comandano a bacchetta, e continuano ad essere serviti nei loro disegni, aggiornati ai tempi, ma sempre eversivi, violenti e antidemocratici, dalle istituzioni, con in testa le forze di polizia e la magistratura. Quelle che dovrebbero essere le parti “non deviate” dello Stato invece di tutelare la legalità, la democrazia, i principii costituzionali, collaborano coi “deviati” per soffocare voci sgradite, e nel compito di rappresentare il dissenso democratico su temi inconfessabili come devianza potenzialmente pericolosa, da reprimere. Le pratiche della liquidazione politica di determinati soggetti e della costruzione di una tensione che giustifichi abusi e reati non si avvalgono più di armi che provocano emorragia acuta, ma proseguono mediante forme di violenza subdola. Poteri esteri serviti dai politici, il postcomunista ora filoUSA e filosionista sindaco Corsini non meno dell’attuale sindaco Paroli, berlusconiano, che ha avuto incarichi presso la Nato. Serviti da quelli che della vendita del Paese hanno da secoli fatto un mestiere, i preti. Serviti dalla sinistra migliorista e da quella “radicale” e dai sindacati, forze per le quali ogni anniversario della strage è il giorno della ricrescita della “verginità antifascista”, da investire 365 giorni all’anno per compiacere anche in maniera inqualificabile le forze che nel 1974 si avvalsero dell’esplosivo.
Serviti da una borghesia di arricchiti che non hanno perso il terrore della fame. Fino alla larga platea di gente comune, che approva istintivamente qualsiasi cosa vada verso il ricevere più soldi, fino ai facchini che non sono molto diversi dalle alte cariche nel vendersi vilmente al più forte. Una gerarchia di caporali, coinvolti in ciò che a gran voce chiedono sia perseguito. Chi commette o favorisce reati commissionati dalle forze che fecero mettere le bombe non troverà colpevoli per le bombe; mentre i processi a salve lunghi quarant’anni, le commemorazioni, le montagne di retorica gli serviranno da alibi; sul terrorismo è nata una florida industria della chiacchiera e dello spettacolo.
A Brescia volendo si potrebbe osservare l’operato di apparati “deviati” e gli aiuti e l’impunità di cui godono non a posteriori, ma “in diretta”, secondo l’espressione di Borsellino sulla mafia. Molti di quelli che si dicono vittime, molti di quelli in prima fila ai funerali o sul palco in piazza, sono in realtà legati direttamente o indirettamente agli apparati che un tempo facevano mettere le bombe, da rapporti che arrivano alla complicità. Sul piano morale, come traditori, sono più in basso dei mandanti che sono senza scrupoli nel curare i loro interessi. Le stragi hanno avuto la complicità trasversale della classe dirigente, che le ha sfruttate; ma sono state anche un chiamare il bluff della popolazione, sul suo dirsi nazionalista, se di destra, votata alla libera e serena convivenza se di centro, o erede dei partigiani se di sinistra, davanti alle sirene del benessere che chi con una mano ha sguinzagliato i bombaroli presentava con l’altra. E’ incredibile cosa è disposta a fare la gente per qualche soldo, come si venda la carica di elettore e di cittadino responsabile per un piatto di lenticchie. Questo fattore, la carota accoppiata alla bastonata, non andrebbe omesso. L’equazione era impossibile fin dall’inizio, e oggi lo è forse più di allora.
Non è vero quanto hanno commentato i PM, che “ormai è una vicenda che va affidata alla storia, più che alla giustizia”: c’è una continuità di comportamenti istituzionali, e anche personali, tra quanto avvenne nel 1974 e quanto è avvenuto dopo e avviene oggi. E’ vero che non è cosa per la giustizia, intesa come la nostra magistratura; è vero che è un caso ormai storico; ma è un caso nel quale la storia si fonde con la politica dei nostri giorni; o meglio con la non-politica dei nostri giorni. Questo Stato, coi suoi poteri e con la mentalità fascistoide radicata nelle masse, è mutatis mutandis un analogo, che dura da decenni, del governo di Vichy. Procedimenti giudiziari e sentenze come questi sono anche un modo dei magistrati per farlo presente e ribadirlo per ciò che attiene all’esercizio della giustizia.
Come dissi in occasione dell’assoluzione di 1° grado (*), una condanna di comodo, che avrebbe dato l’impressione di una giustizia lenta e parziale, ma comunque possibile, sarebbe stato peggio. I magistrati hanno rispettato l’equazione impresentabile che modellizza la realtà, quella che comprende anche le loro connivenze e complicità; non hanno forzato soluzioni false. Ad un’analisi politica l’assoluzione può essere anche letta come una condanna: come un’ammissione di correità per una classe dirigente della quale i magistrati sono parte pregiata; e come un gesto di disprezzo per il popolo, i cui umori mediamente sono molto più vicini di quanto non si dica all’operato collaborazionista dei magistrati, che oggi viene additato con sdegno.
Francesco Pansera
* http://menici60d15.wordpress.com/2010/11/23/brescia-non-solo-bombe/
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Blog de Il Fatto
Commento al post di P. Bolognesi “Piazza della Loggia: non è mistero, ma segreto” del 19 apr 2012
C’è il segreto di chi copre perché non si veda, ma c’è anche l’omertà di chi si copre gli occhi per poter dire che non ha visto; c’è anche l’omertà e la connivenza delle istituzioni “pulite”, dei quadri intermedi e delle persone comuni, non diversamente dalla mafia al Sud, nel dare appoggio ai poteri che vollero la bomba e oggi spadroneggiano. Le responsabilità non sono state solo in alto, e focali; ma sono state e sono diffuse, distribuite e trasversali, se non universali, comprendendo anche settori insospettabili, e il popolo:
http://menici60d15.wordpress.c…
Giustizia per Piazza Loggia
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@Rama. Io di ricordi così ne ho a dozzine, e non sempre erano gente che si diceva di destra; la mentalità fascistoide, come osservò Gobetti, è nella biografia della nazione. Ricordo, a un incrocio davanti a un’edicola di giornali dove un tempo c’era un tabellone de l’Unità, e dove spesso incrociavo la polizia, una persona parlare della strage subita come di un titolo di merito; un salvacondotto per fare quello che conveniva al suo gruppo. Anche la contabilità dei morti e dei danni causati dal sistema di potere del quale le stragi sono stato un drammatico episodio è diversa e maggiore di quella delle versioni ufficiali; né è chiusa, come si sostiene. Rimane coperta grazie al luridume fascista e al fetido gioco degli ipocriti, che ci ha portato alla condizione attuale.
Pubblicato in: "Regole", Abolizione dell'opposizione reale, Agnotologia, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Basi militari USA in Italia, Borghesia compradora, Brescia, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Cooptazione dei familiari delle vittime, Depistaggi "la guerra è guerra", Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Disordine pilotato, Dittatura a stampo, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Effetti a cascata dell'eversione, Estetizzazione dei problemi politici o etici, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Guerra fredda come alibi, Guerra fredda e deuteragonismo, Il Negativo e il Proibito, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Magistratofilia, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Magistratura ghibellina, Male e mediocrità, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Non-complementarietà, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Perdono per i prepotenti, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Relativismo epistemico, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Rinconciliazione e prosecuzione dell'eversione, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Selezione avversa classe dirigente, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Soccorso al vincitore, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Terrorismo come deuteragonismo, Violenza impunita, Violenza politica tramite la polizia, Violenza senza soggetto | Commenti disabilitati
24 marzo 2012
Blog de Il Fatto
Commento al post “La corruzione come l’infiltrazione mafiosa. Così la prefettura potrà sciogliere il Comune” del 24 mar 2012
Credo che questa misura vada vista nell’ambito della guerra che “l’Impero”, cioè i poteri forti sovranazionali, sta facendo ai “Baroni”, cioè i potentati locali, per aumentare la propria quota nella spartizione dello sfruttamento della nazione.
Purtroppo prefetture e uffici giudiziari sono ghibellini: mentre (ora) contrastano i furfanti della corruzione “baronale”, quella delle mazzette, allo stesso tempo favoriscono e aiutano la corruzione “imperiale”, quella di alto livello, che rapina e danneggia i cittadini mediante taglieggiamenti e frodi che vengono istituzionalizzate, divenendo legge scritta, o legge di fatto.
V. “L’Impero e i Baroni” in:
La UE come mostro adescatore: la proibizione agli Stati nazionali di presentare argomenti scientifici
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Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “Compagno Ferrero, come si fa a dire: “Abbiamo piena fiducia nella magistratura…”? ” del 23 mar 2012
Sul Procuratore Caselli e i NOTAV segnalo il post:
http://menici60d15.wordpress.com/2012/02/23/giancarlo-caselli-e-i-no-tav-il-negativo-e-il-proibito/
Credo che la magistratura condivida col Ministero degli interni una inclinazione che per comodità potremmo chiamare “ghibellina”:
“L’Impero e i Baroni” in
http://menici60d15.wordpress.com/2012/03/15/la-ue-come-mostro-adescatore-proibizione-agli-stati-nazionali-di-presentare-argomenti-scientifici/
Le forze progressiste, oltre a combattere i soprusi dei “baroni” (a la Berlusconi), dovrebbero per lo meno riconoscere l’esistenza entro le istituzioni dello Stato di una corruzione “ghibellina” (a la Monti), che combatte la corruzione delle mazzette e dei magheggi, ma nell’ambito di un appoggio alla guerra che l’impero sta facendo ai baroni per soppiantarli come attore principale nello sfruttamento della nazione. Purtroppo la sinistra nostrana è la prima a correre in soccorso dell’“Impero”; e questo può contribuire a spiegare perché Ferrero esprima così tanta fiducia nella magistratura.
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v. anche:
Apoptosi della sinistra e magistratofilia
Nuove P2 e organi interni
I magistrati e gli USA
L’omertà e le complicità nazionali nelle epurazioni USA
La medicina come rimedio ai limiti della crescita economica
Radiotossicità mafiosa e legale
Ndrangheta e privatizzazione della sanità
Massoni e legalità
Rispetto della Storia nell’azione giudiziaria
Reati contro l’economia
I magistrati “business friendly” e la mafia come sineddoche tendenziosa
I professionisti della metamafia
Il PM Nicastro come assessore alla sanità: la non complementarietà tra magistrati e tangentisti
Quando “less is more”
La magistratura e la separazione dei valori: il caso della “Nave dei veleni”
La magistratura davanti alle frodi mediche di primo e secondo grado
Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico
Il mediatico e l’extramediatico. Il caso delle ghiandole sessuali maschili
I 18 anni di Noemi e la nascita della sanità integrativa
La magistratura come cuscinetto
Pubblicato in: Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Borghesia compradora, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Collusione della magistratura col potere, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Contrasti tra Impero e Baroni per i diritti di sfruttamento sull'Italia, Crimine dei colletti bianchi, Dal secundum quid al simpliciter, Danni e pericoli della globalizzazione, Depotenziamento lotta al crimine, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Gattopardismo, Generalizzazione corretta, Il Negativo e il Proibito, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Magistrati, Magistrati e deuteragonismo, Magistratofilia, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Magistratura ghibellina, Manipolazione ideologica, Metamafia, Misteri d'Italia e USA, Non-complementarietà, Partito americano, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Repubblicanesimo, Resistenza civile, Riconoscimento dell'extramediatico, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Selezione avversa classe dirigente, Sineddoche tendenziosa, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Tecnica del potere, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
23 febbraio 2012
Sottoposto a Appello al popolo il 23 feb 2012 e lì pubblicato il 27 feb 2012
“… questi episodi mi ricordano i familiari dei camorristi che circondano le auto delle forze dell’ordine per impedire gli arresti dei loro congiunti” Giancarlo Caselli, 20 feb 2012, sulle contestazioni alla carcerazione dei NO-TAV
Il cardinale Giulio Mazzarino, reggente di Francia, scrisse che se un governante vuole colpire legalmente un soggetto che non ha colpe deve prima fare punire ingiustamente una persona cara al soggetto, più volte, per poi prendere a pretesto le sue crescenti proteste e recriminazioni, i “trascorsi di lingua” così suscitati, per accusarlo e punirlo.
In questi giorni infuria lo scambio di accuse tra i NO-TAV e il Procuratore di Torino Caselli in merito alla carcerazione di attivisti NO-TAV e della conseguente contestazione di Caselli. Caselli sostiene che lo si vuole zittire, e fa intendere di percepire in questi atti l’atmosfera prodromica di un possibile nuovo terrorismo. Sull’altro fronte, viene accusato di servire i poteri forti abusando del potere giudiziario. Credo che questo caso mostri le conseguenze della differenza tra “il Negativo” e “il Proibito” [1].
Andrebbe riconosciuto che lo Stato combatte e reprime due entità diverse: quelle negative e quelle proibite. Le attività proibite non devono apparire sulla scena pubblica; anche e soprattutto se sono positive; come, in questo caso della lotta alla TAV, la lotta ai soprusi degli insaziabili predatori e speculatori istituzionali. Le attività negative sono attività illecite reali, ufficialmente combattute, ma in realtà entro certi limiti permesse, perché svolgono alcuni ruoli inconfessabili funzionali agli arcana imperi; e perché è utile mostrarle al popolo come il Nemico che lo minaccia. Al contrario delle attività proibite, che non devono neppure esistere agli occhi dei cittadini, e la cui repressione deve avvenire il più possibile in forme coperte, alla lotta alle attività negative viene data pubblicità. Ad esempio trafficare in droga è un’attività altamente illegale e del tutto negativa, ma non è davvero proibita: si mostrano i successi dei sequestri, ma il traffico non viene eradicato. La mafia è da noi il massimo della negatività; se ne parla in continuazione in tutte le salse, le librerie e le cineteche hanno settori ad essa dedicati; perché non è proibita, e anzi è stata ed è favorita; la mafia svolge varie funzioni criminali e politiche, e ora, soprattutto nella sua “inarrestabile” espansione al Nord, serve da alibi a classe dirigente, politici, magistratura e forze di polizia per trascurare i reati del crimine istituzionalizzato [2]. Incluse speculazioni e saccheggi come questo della TAV.
Il Proibito positivo va represso e nascosto; non deve apparire. Quando ciò non sia possibile, uno dei modi di reprimere il Proibito positivo è di trasformarlo in Negativo, in un’entità visibile, ma che l’opinione pubblica riconosce come negativa, dando quindi pieno consenso allo Stato nella sua repressione. Per gli oppositori di penna isolati, li si può fare passare per pazzi, irresponsabili, visionari, potenziali criminali. Il terrorismo è stato un altro grande Negativo. Non è un segreto che il terrorismo degli Anni di piombo sia stato favorito e pilotato dallo Stato; che in questo modo ha raccolto consenso mentre, con l’alibi della lotta al terrorismo, evitava di considerare richieste politiche magari a volte discutibili, ma legittime e pacifiche, di progresso sociale. Ex chaos ordo. Oppure si può esaltare un Negativo per nascondere un altro Proibito: non si parla che delle infiltrazioni al Nord della mafia, ormai un’entità non umana ma demoniaca a credere a quanto si dice sulla sua inarrestabilità, e intanto si lascia che la sanità compia la sua evoluzione liberista, che comporta crimini non inferiori a quelli dei mafiosi (a volte in società con la mafia); a volte usando la mafia come spauracchio per favorire gli interessi della privatizzazione della sanità [3]. La mafia viene rappresentata come un Kilimangiaro solitario, non come una tra le vette della catena himalaiana della criminalità e dello sfruttamento nella quale è integrata.
Essendomi occupato di frodi mediche strutturali, come i sistemi per lucrare legalmente sulle malattie falsificando la dottrina, o diagnosticandole falsamente, ho conosciuto personalmente le tecniche che magistrati, forze di polizia e altri galantuomini praticano, e le pagine di infamia che scrivono, per trasformare il Proibito in Negativo, a spese della persona da censurare.
I NO-TAV della Val di Susa sono un caso particolare, un’eccezione nel desolante panorama di inerzia popolare e di movimenti fintamente opposti al potere: non solo hanno toccato un tema autentico e proibito, di elevato valore etico e politico, ma sono stati capaci di renderlo pubblico, e di riscuotere il sostegno o l’approvazione di una larga quota della cittadinanza. Credo che sia in corso un tentativo da parte dello Stato di trasformare la lotta alla TAV, questa inaccettabile comparsa del Proibito sul palcoscenico mediatico, in un Negativo, esecrato dall’opinione pubblica.
Una delle attività delle forze di polizia appare essere quella della provocazione volta a tal fine. Posso testimoniare quanta scienza, quanto innato talento, quanta cura, quante risorse vengono spese in questo che è un vero e proprio compito istituzionale non scritto (nel quale la magistratura appare a volte stare – consapevolmente – a disposizione della polizia, anziché dirigerla). La carcerazione dei NO-TAV appare allora come una provocazione giudiziaria che sfrutta la precedente provocazione di polizia; come un altro gradino di un’escalation volta a convertire il Proibito in Negativo. La polizia non è una banda di teppisti, anche quando si comporta come se lo fosse (diversi di loro senza grande sforzo per immedesimarsi nella parte); e non lascia molto al caso; i gesti di violenza, sfregio, e provocazione in Val di Susa devono essere stati pianificati per innescare una reazione. Che ha portato alla situazione attuale. Anche l’inclusione tra i carcerati di due madri di famiglia incensurate e di una persona con stampella riporta ai sistemi del cardinale Mazzarino di cui in epigrafe. Io li conosco bene.
I NO-TAV della Val di Susa sono gente onesta, decisa e che sa quello che fa, dalla quale c’è da imparare. Se posso permettermi un’opinione, direi loro di stare attenti a non essere sospinti sul piano inclinato del Negativo. Credo non sia affatto un caso che si siano trovati a essere accusati di non rispettare proprio il Procuratore Caselli: Caselli non è uno qualsiasi, ma è tra i viventi forse la massima figura simbolo della lotta al Negativo da parte dello Stato, per la sua attività contro mafia e terrorismo. In questo si è dimostrato persona credibile e di valore, una specie di generale che sta in trincea. Capace di fronteggiare, da uomo di legge, persone che avevano commesso decine di omicidi, o potenti come Contrada e Dell’Utri. Non si può che ringraziarlo e rispettarlo per questo (tenendo presente che la sua carriera non è esente da ombre). Anche se non andrebbe scordato che lo Stato lascia incancrenire Negativi come la mafia e a suo tempo il terrorismo, dipingendoli come invincibili, quando gli fa comodo. Oltre a questo, quello che appare certo su Caselli è che è una persona di elevato spessore, “tosta”, forse fin troppo, che è svilente attaccare con mezzi beceri. Rattrista vederlo oggi come il castigamatti dei NO-TAV; una congiuntura che mi porta a fantasticare che, forse, tra le finalità dell’atto giudiziario c’è anche quella di evitare al movimento guai e accuse molto più gravi.
I rapporti di Caselli, rappresentante di punta della magistratura, col mondo dei poteri forti sono un altro discorso. Ricordo le sue lodi, che mi parvero eccessive, sulla figura di Gianni Agnelli, l’alleato di Kissinger e di Gelli. La lotta verso certe fazioni, Andreotti, il “cardinale reggente” al quale gli USA vollero assestare un colpo, e Berlusconi, che nonostante il suo livello di onestà e sottomissione non è sufficientemente gradito all’alta finanza, non permette di escludere suoi buoni rapporti con altre fazioni. Mi colpirono mesi fa i suoi commenti riguardo all’azione della Procura di Torino su tangenti sulla fornitura di pannoloni e altri illeciti analoghi: “un’operazione chirurgica contro fatti specifici” su un corpo altrimenti sano. Nella sanità c’è tanto di quel marcio che le tangenti sui pannoloni sono poca cosa; lì, volendo operare nell’interesse dei cittadini, ci sarebbe da spalare con la vanga o le ruspe, non da incidere col bisturi del chirurgo; la bassa corruzione, Negativo, si innesta su un forte elemento strutturale, la cui denuncia è Proibito, e sul quale la magistratura appare sorda, cieca, muta e anzi compiacente; un elemento strutturale che può trarre vantaggio dal contrasto al sistema delle tangenti [4,5].
Anche la lotta all’amianto, che Caselli ha citato a sostegno nel suo attacco a chi lo contestava, andrebbe vista in una prospettiva meno romantica. E’ doveroso plaudire alle condanne dei responsabili (per quanto saranno probabilmente simboliche). Ma non va taciuto che l’amianto, oggi entrato a far parte del Negativo, è stato a lungo un tema proibito. Un killer noto da decenni che è stato lasciato agire per decenni, perché allora così conveniva agli interessi economici (complice anche la sinistra in nome della tutela dell’economia e del lavoro). Sembra che oggi sia arrivata l’ora di sfruttarlo non più “a mettere”, come prodotto, ma “a levare” tramite il grande business della bonifica, che beneficerà di questa pubblicità. Prima la vita e poi la borsa. Mentre si lasciano agire altri agenti cancerogeni noti e controllabili, ma il cui abbattimento ostacolerebbe il business; ad esempio, si sta zitti e non si fa nulla sui tanti cancri provocati dalle vagonate di esami radiologici non necessari, eseguiti per ragioni non tecniche ma commerciali.
Togliere le intercettazioni non è proprio come “pretendere che i medici rinuncino alle radiografie, alle TAC, alle risonanze magnetiche”, come ha dichiarato Caselli. D’accordo sull’importanza fondamentale delle intercettazioni; ma i lucrosi esami di imaging con radiazioni ionizzanti stanno facendo nell’omertà generale delle istituzioni quello che è stato lasciato fare all’amianto in passato, e andrebbero urgentemente ricondotti a livelli appropriati. Paragone infelice, che riassume bene l’orientamento della magistratura sul Negativo e sul Proibito. Forse sarà piaciuto ad alcuni molto in alto; gli stessi che si fregano le mani vedendo che l’Italia (dati 2008) è equipaggiata (coi soldi dei contribuenti) con una densità di apparecchi per TAC e risonanze magnetiche tra le più alte in Europa, superiore, e a volte doppia o tripla, rispetto a paesi come Germania, Francia, Inghilterra, Danimarca, Svizzera.
Quindi credo che si dovrebbe evitare di distrarsi, focalizzando la protesta su un’icona sacra come Caselli, non volendo essere trascinati nel Negativo. Diversi commentatori hanno buttato benzina sul fuoco. Oggi meno il NO-TAV si occupa di Caselli, che del resto non ha fatto tutto da solo, meglio è. Dove i provvedimenti giudiziari fossero giusti, questo aiuterà il movimento, depurandolo dai violenti e inducendolo a non seguire derive suicide; va riconosciuto che un movimento come il NO-TAV può attrarre facinorosi, i migliori alleati della reazione che li incoraggerà a fare i loro numeri; che ci possono essere inevitabilmente errori davanti a soprusi e provocazioni continui. Va ricordato che l’avere subito abusi non assolve penalmente dall’averli commessi. E’ illusorio pretendere che non ci si sporcherà lottando contro una bestia, che non si verrà in qualche misura corrotti a propria volta dal Male che si subisce; ma bisogna cercare di limitare questo danno. Anche se suscita qualche perplessità la versione della polizia e di Caselli, che fa sembrare i valsusini più temibili dei Gurkha delle valli nepalesi.
Dove gli interventi giudiziari sono infondati, o eccessivi, o strumentali come autorevolmente sostenuto dal magistrato Pepino, sarebbe meglio limitarsi a mostrare le vittime innocenti che lo Stato mercenario fa nella difesa di interessi illeciti; denunciando le appaiate omissioni sulle violenze, quelle sì autentiche, della polizia; denunciando la manovra di provocazione, il tentativo di criminalizzare il movimento. Senza permettere che l’ingiustizia faccia perdere di vista l’aspetto pregiato, e inaccettabile per il potere, della protesta; il Proibito di una popolazione che difende la sua terra dalla rapacità proterva e distruttrice dei poteri forti. Aspetto che invece deve restare sempre in primo piano.
Non bisogna accettare che un problema eminentemente politico, e vergognoso per i politici, sia trasformato dallo Stato in uno di ordine pubblico o peggio di terrorismo o di attacco allo Stato. A Caselli, che come è lecito interviene spesso nel dibattito pubblico, si può educatamente e fermamente chiedere, in nome dei suoi meriti, cosa fa la magistratura, che vede un disegno organizzato nelle violenze, contro i reati individualmente commessi dalle forze di polizia contro i NO-TAV; e cosa fa la magistratura rispetto al disegno eversivo di provocazione mediante la violenza verso i NO-TAV. E cosa ne pensa lui come commentatore e opinion-maker sui temi della giustizia. Bisognerebbe anche chiedere, non si sa a chi, se è deontologicamente corretto che un Procuratore che ha fatto eseguire carcerazioni (peraltro assai discutibili) nei confronti di esponenti di un movimento politico per presunti reati commessi nell’ambito dell’attività politica, poi non eviti situazioni di contestazione, ma vi risponda, spendendo il suo prestigio di magistrato in espressioni smodate (comportamenti da famiglie di camorristi, responsabili di situazioni gravi e allarmanti dalle conseguenze imprevedibili) che discreditano tale movimento agli occhi dell’opinione pubblica. Ma non è a Caselli, o solo a Caselli, ma a tutta la classe di governo, che va chiesto perché lo sventramento di un territorio viene protetto manu militari contro la fiera opposizione dei suoi abitanti; perché lo Stato fa la guerra a chi vuole salvare la propria casa e la propria famiglia da un atto vandalico titanico, che spacca le montagne e squarcia il fondovalle senza altra utilità che quella di permettere a dei piccoli parassiti di appropriarsi del denaro altrui.
Nella contestazione alla magistratura di Torino c’è una certa ingenuità; ci si indigna perché la magistratura sta dalla parte dei prepotenti. I tanti anni di Negativo politico pernicioso, grottesco e sguaiato con Berlusconi, e il relativo martellante impegno (verbale) per la giustizia quando spadroneggiava il Capo che i saggi italiani si sono dati, impegno di colpo ammansitosi davanti all’imposizione di Monti, sono serviti a fare dimenticare che non esistono poteri buoni; che anche la magistratura storicamente fa comunque parte della corte del potere, e che non è identificabile nel suo complesso con le figure di alcuni suoi rari esponenti (che forse non ci meritavamo) che si sono immolati per la giustizia. Un conto è combattere alcune forme di corruzione, di crimine, quelle negative, deputate a rappresentare il Male; un altro è combatterle tutte, incluse quelle più forti che è proibito considerare. La magistratura, dietro alla lotta al Negativo, alla mafia, a Berlusconi, alla lotta alla corruzione o meglio alla bribery, cioè alla corruzione e concussione mediante denaro, tra funzionari pubblici e imprenditori, o tra funzionari e cittadini, sta aiutando ciò di cui è proibito occuparsi: la corruzione, spesso senza versamento di denaro, tra poteri dello Stato e poteri forti; attuando orientamenti “business friendly”[4-6], dove la corporazione si assicura i propri spazi alleandosi ai poteri più forti, in genere sopranazionali, talora favorendo forme di corruzione che superano la bribery, e portano all’istituzionalizzazione del crimine, come nel caso dell’americanizzazione della sanità e delle speculazioni sulle grandi opere. Tra i suoi meriti, la lotta dei NO-TAV può avere quello di fare aprire gli occhi sulla posizione della magistratura rispetto a pezzi sulla scacchiera che non appaiono nella versione mediatica semplificata “poteri buoni-contro-poteri cattivi”. Il merito di indurre a una visione della magistratura più realistica e matura, in un Paese dove non ci sono solo i personaggi mafiosi da film o le prostitute di Berlusconi, e relativi magistrati eroici o inflessibili, ma anche problemi ordinari, per i quali i tempi dei procedimenti giudiziari non di rado si possono misurare in lustri.
La magistratura inoltre, come la polizia, ha una natura di istituzione ibrida [7]: contemporaneamente svolge un servizio indispensabile – per il quale come istituzione va tutelata – e serve il potere; il caso di Caselli mostra come criticarla fondatamente sia impegnativo e delicato come il gioco dei bastoncini dello Shangai. Stretta tra la necessità di essere credibile e quella di mantenere il suo spazio tra gli altri poteri, la corporazione, che data la sua attività conosce bene la natura umana e la sua debolezza, non persegue né esclusivamente la giustizia, né solo i propri interessi, ma compie scelte politiche, a volte molto complesse; e a volte inique, dove la difesa della giustizia diviene un ostaggio per praticare l’ingiusto; così che c’è il rischio attaccandola di buttare il bambino senza avere eliminato l’acqua sporca. Questo caso mostra anche come l’azione repressiva dello Stato possa indirettamente aiutare il movimento, se ben sfruttata, evitandogli di imboccare strade sbagliate, e mostrando da che parte sta lo Stato, o meglio da che parte sta chi lo occupa, in nome del popolo.
Dobbiamo sostenere i NO-TAV da questo subdolo attacco, col consenso. Si sta avvicinando la dichiarazione dei redditi: perché non fare in modo da poter destinare il quattro per mille ai NO-TAV? Occorre inoltre fare una scelta netta di rifiuto della violenza. Per ragioni se non altro tattiche: si hanno davanti forze molto più forti. Vogliono che il movimento si lanci a testa bassa contro un muro; è la testa che si rompe, diceva Gramsci. Non solo, ma si hanno davanti forze più scaltre di noi, nei loro machiavellismi; forze che vogliono trascinare nel Negativo i NO-TAV, questo Proibito che rischia di divenire incontenibile, che rischia di svegliare un popolo di abulici dalla loro accettazione di soprusi e sfruttamenti, mostrandogli come si può reagire. Senza violenza non vuol dire senza forza: bisogna essere incudine e non martello. Cioè attuare forme di resistenza e di protesta non violente, mettendo in conto che non sarà una gloriosa passeggiata, ma si prenderanno ingiustamente tanti colpi, in senso figurato o anche fisico. Occorre a questo proposito temere le infiltrazioni, e il regalo di “alleati” che sarebbe meglio non avere. Le carcerazioni potrebbero essere l’inizio di una guerra di logoramento e di una campagna di discredito, che sono più pesanti da sopportare di quanto non si creda. Oppure potrebbero essere in programma azioni violente da parte della polizia, con gli arresti, le accuse di violenza e quelle di avere minacciato Caselli che servono a preparare l’opinione pubblica. Non si può escludere che sia da temere qualche atto terroristico partorito come in passato da qualche ufficio affari riservati, con la manovalanza dei soliti cialtroni disgraziati (cosa quest’ultima che sono sicuro Caselli non voglia, e che forse potrebbe voler fare in modo di evitare). Non bisognerebbe perdere mai di vista che si sta combattendo per una causa giusta e nobile, che lo Stato vuole mantenere proibita tentando di trasformarla in qualcosa di negativo, non essendo riuscito stavolta a soffocarla.
Pubblicato anche su http://menici60d15.wordpress.com/
1. Il negativo e il proibito http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/04/il-negativo-e-il-proibito/
2. I professionisti della metamafia http://menici60d15.wordpress.com/2010/06/08/i-professionisti-della-metamafia/
3. Ndrangheta e privatizzazione della sanità http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/25/ndrangheta-e-privatizzazione-della-sanita/
4. La magistratura di fronte alle frodi mediche di primo e secondo grado http://menici60d15.wordpress.com/2009/08/22/la-magistratura-davanti-alle-frodi-mediche-di-primo-e-secondo-grado/
5. Il PM Nicastro come assessore alla sanità: la non complementarietà tra magistrati e tangentisti http://menici60d15.wordpress.com/2010/02/27/1322/
6. I magistrati business friendly e la mafia come sineddoche silenziosa http://menici60d15.wordpress.com/2010/10/16/1593/
7. Le istituzioni ibride http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/22/istituzioni-ibride/
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Blog de Il Fatto
Segnalo il post “Giancarlo Caselli e i NO-TAV: il Negativo e il Proibito”:
http://menici60d15.wordpress.com/2012/02/23/giancarlo-caselli-e-i-no-tav-il-negativo-e-il-proibito/
Segnalazione censurata dai post:
“La pericolosa stupidità dei blitz anti-Caselli” di P. Gomez 21 feb 2012
“No Tav, le minacce non sono libertà di pensiero” di F. Rossi 22 feb 2012
“Il Procuratore Pippo” M. Travaglio 22 feb 2012
“Un odio che sa di muffa” N. Dalla Chiesa, 23 feb 2012
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Blog Il Corrosivo
Commento del 27 feb 2012 al post di M. Cedolin “Che mondo è?”
Onore a Luca Abbà. Quasimodo ha cantato dei giovani crocifissi ai pali del telegrafo durante la Resistenza. Oggi i migliori tornano a salire sulla croce per la nostra ignavia.
Pubblicato in: Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Animalità razionale, Appoggio ai dissidenti ingiustamente attaccati, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Berlusconismo, Borghesia compradora, Campagne istituzionali di discredito, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione del dissenso, Censura su questioni bioetiche, Collusione della magistratura col potere, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Contrasti tra Impero e Baroni per i diritti di sfruttamento sull'Italia, Corruzione della vittima, Criminalizzazione degli oppositori, Crimine dei colletti bianchi, Danni e pericoli della globalizzazione, Depistaggi eziologici, Deuteragonismo medico, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dittature occulte, Dolo in medicina, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Fallacia delle regole, Falsa coscienza e buona fede degli operatori nella frode medica strutturale, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Iatrogenesi, Il Negativo e il Proibito, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Inquinamento, Interventi della magistratura contro frodi mediche, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Lancio infiltrazioni mafiose al Nord, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistrati e deuteragonismo, Magistratofilia, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Magistratura ghibellina, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Metamafia, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Non-complementarietà, Oltraggio mediante il potere istituzionale, Omertà scientifica, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Paziente come supporto, Pericoli dell'antimafia, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Popolo come istituzione, Principio di Mazzarino, Propaganda di malattie, Relativismo epistemico, Repubblicanesimo, Resistenza civile, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sineddoche tendenziosa, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi, Sovratrattamento, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successione Ndrangheta come prima mafia, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Terrorismo come deuteragonismo, Terzietà della magistratura, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza politica tramite la polizia, Violenza senza soggetto | Commenti disabilitati
18 febbraio 2012
Blog di Aldo Giannuli
Commento del 18 feb 2012 al post “Caso Goracci. La risposta di Paolo Ferrero” del 17 feb 2012
L’involuzione della sinistra sta assumendo forme che ricordano l’apoptosi, il fenomeno biologico della cosiddetta “morte cellulare programmata”. (La cui rilevanza nella patogenesi e terapia del cancro è stata a volte trascurata, altre volte sopravvalutata; ma questa è un’altra storia). Sembra infatti che ciò che resta della sinistra ce la stia mettendo tutta, come in obbedienza a un programma, per autodistruggersi, confluendo nel gruppone dei politicanti, disgustando gli elettori e riducendo a brandelli la propria reputazione.
Non sono comunista, e non mi spiace che scompaiano teorie politiche che reputo non giuste, né che vengano svergognate consorterie boriose, vuote, e negli ultimi tempi incredibilmente vendute, che si presentano come portatrici “a prescindere” di concezioni “superiori”. Mi spiace però che con l’affondamento o autoaffondamento di questa sinistra vadano a fondo gli ideali di giustizia sociale ai quali tanti hanno creduto, e che la sinistra per un certo periodo e con alcuni uomini ha credibilmente rappresentato. Il dopo saranno i partiti di plastica all’americana. Una possibilità è nascondere ai sabotatori, o ai liquidatori di questo fallimento, qualche pezzo buono, e con esso costruire idee nuove.
Uno dei concetti da salvare è la diffidenza verso il potere. La diffidenza politica, ”il mezzo di difesa della democrazia che accomuna tutte le persone sensate” secondo Demostene; un grave vizio mentale secondo l’attuale ideologia dell’ottimismo. Oggi, nel capovolgimento generale, vige a sinistra una morbosa magistratofilia. Gli italiani, servi impenitenti, sempre in cerca di un potente al quale affidarsi, ora si aggrappano ai magistrati. I magistrati non possono salvarli, non avendone la forza; e spesso non vogliono affatto farlo, preferendo collaborare con i poteri forti che ci sfruttano, essendo dei cortigiani, dei dignitari di corte portati a servire il Principe per carattere e per convenienza.
A “sinistra” si osanna una magistratura che appare tanto efficace nel contribuire a costruire, con interventi e omissioni, l’Italia desiderata da quei poteri forti dei quali la sinistra autentica dovrebbe essere avversaria, quanto scarsa nell’assicurare al cittadino comune giustizia e legalità. C’è una corruzione senza mazzette, al servizio di poteri superiori, ben rappresentata dall’attuale governo Monti, che la magistratura sostiene. Un esempio: il recente auspicio su Il Fatto da parte di uno stimabile magistrato progressista, Marco Imperato, che anche da noi si legalizzino le lobbies, uno dei peggiori focolai di corruzione della politica nazionale e internazionale. (Lobby al sole anche da noi? 27 gen 2012).
Io non ho fiducia nella magistratura, e credo che il suo peso negativo sui destini della nazione sia sottovalutato. Sulla base di esperienze empiriche, ho sviluppato una consapevolezza di tipo politico che non ci si può affidare ciecamente a nessun potere, né a singoli esponenti validi del potere, ma occorre vigilare perché le istituzioni non degenerino. Credo che dovere del cittadino sia non di combattere a priori l’istituzione magistratura, né di leccare i magistrati, ma di controllarne con attenzione il lavoro e i risultati, sine ira ac studio. Ma a criticare la magistratura in Italia sono rimasti solo i disonesti. Finora mi sono consolato raccogliendo qua e là alcune delle dichiarazioni di fiducia nella magistratura che gli indagati o imputati eccellenti spesso esprimono:
Elogio dei magistrati http://menici60d15.wordpress.com/elogio-dei-magistrati/
Mi rincuora sentire non il solito furfante che pretende un’impunità ancora maggiore, ma una persona rispettabile e altamente competente come il prof. Giannuli dire cose “di sinistra”, o di buon senso, esprimendo riserve sulla magistratura. Su concetti base come questo, che non esistono giganti buoni né poteri buoni, ma che bisogna fronteggiare i giganti e premere per avere buoni governanti e buoni amministratori, concetti semplici da esporre e ardui da digerire, si possono costruire dalle rovine del vecchio forme politiche nuove che diano corpo a quegli ideali perenni che ancora non sono spenti nel cuore di molti.
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@Santi. Non sapevo che “ci sono istituzioni e istituzioni”: mi sembra un’affermazione simile a quella degli “uguali più uguali degli altri” de La fattoria degli animali. (Io invece penso che anche il popolo andrebbe considerato come un’istituzione, e che dovrebbe esercitare informalmente un’attività di controllo tramite la libera formazione dell’opinione pubblica; e poi col voto). Non mi interessa molto il merito del caso in oggetto, sul quale non faccio ipotesi; ma mi pare certo che non ha una robusta spina dorsale un partito che ha bisogno dei magistrati per farsi dire se o quanto suoi importanti dirigenti praticano aberrazioni dell’attività istituzionale come clientelismo, favoritismi, ricatti sessuali e forme di emarginazione dei non graditi, o se e quanto sono vittime di una macchinazione. Questa debolezza vertebrale può spiegare la magistratofilia di alcuni suoi aderenti, pronti a insinuare che contenga i semi di una opposizione violenta la tesi di chi, magari per averlo conosciuto sulla sua pelle, e guardando allo stato dell’amministrazione della giustizia, non ritiene al di sopra di ogni sospetto coloro che occupano l’istituzione più istituzione delle altre.
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@Santi. Di estrazione borghese, io tenderei a fidarmi a priori del potere giudiziario. E’ l’evidenza empirica che mi spinge a serie riserve. Lei continua a lisciare i magistrati attribuendo a chi li critica colpe che non hanno: non penso affatto che la magistratura stia perseguitando Goracci. Non capisco che genere di “compagni” sono quelli che insinuano che la critica alla magistratura può degenerare in violenza. Forse compagni “rafanielli”, rossi fuori e bianchi dentro, come cantavano i 99 Posse? E mi fa cascare le braccia che gli eredi morali dei Soviet non sappiano se uno dei loro maggiori politici fa politica coi sistemi di qualche viscido democristiano oppure no, ma lo debbano sapere dalla magistratura, restando in compunta attesa del responso. Lei consideri il suo mondo, dove per risolvere il problema dell’infedeltà dei governanti rispetto al popolo basterebbe renderli non elettivi; un mondo, a proposito di Goracci, come quello del Turco napoletano, dove il guappo, dopo che Totò gli ha fatto saltare un dente con uno schiaffo, attende per reagire la consulenza del dentista, che gli dirà se il molare è buono o cariato.
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@Santi. Sul simpatico epiteto “rossobruno”, o sulla croce uncinata che sarebbe nell’anima di chi dà noia ai rossi di mestiere:
Come chiamare la sinistra di potere ?
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/03/come-chiamare-la-sinistra-di-potere/
Nella mia ricerca su come chiamare quelli della sinistra che conta, vorrei aggiungere “debenedettini”, data la loro devozione all’editore di Repubblica e agli interessi che rappresenta.
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Blog di Aldo Giannuli
Commento del 20 feb 2012 al post “Caso Goracci:conclusioni e prospettive” del 19 feb 2012
Se Goracci fosse colpevole di ciò di cui è accusato, e lo “attendiamo la magistratura” non fosse che una pietosa manfrina per togliersi d’imbarazzo, si dovrebbe osservare che una delle poche cariche di rilievo raggiunte da Rifondazione è stata ottenuta al costo di praticare la politica convenzionale, cioè sporca.
Le accuse a Goracci possono essere fondate, nel senso che non è inverosimile che un amministratore “compagno” non sia in pratica diverso dagli altri: lo vedo a Brescia, dove la “sinistra” e i sindacati appaiono ansiosi di servire, anche negli aspetti più bassi, quei poteri economici il cui braccio armato nel 1974 ricorse, avvalendosi di qualche mentecatto fascista, all’esplosivo. (Esplosivo le cui tracce vennero subito fatte lavate via dalla piazza dalla polizia, e sulla cui natura, se riconducibile a tritolo o dinamite, i magistrati hanno deliberato di disquisire ulteriormente in questi giorni del 2012, 38 anni dopo, nel processo in corso).
Sembra che non sia rimasto che un modo per fare politica ottenendo risultati; quello marchettaro. Da un lato questo mostra il triste bluff di una sinistra che “parla come Don Chisciotte e agisce come Sancho Panza”. Dall’altro occorre dire che non è tutta “colpa del partito”: la gente vota politici che gli diano di che campare e di che consumare, senza guardare per il sottile; e che per il resto non rompano. I partiti che si dicevano “antropologicamante diversi” sono battuti in partenza nella competizione elettorale dalla mutazione antropologica acutamente percepita nei suoi esordi dal comunista eretico Pasolini.
Quindi la “sinistra” dovrebbe scegliere. O tirare a campare, accettare il posticino riservatole, giocare la parte degli pseudoprogressisti in realtà al servizio del Capitale, degradandosi a comparse, a truffatori ideologici, curando la sua limitata clientela, e ricevere di tanto in tanto schiaffi e pedate che la tengono al suo posto ricordandole i trenta denari iniziali. Oppure recuperare quell’idealità senza la quale non c’è vera politica; offrendo un programma innervato da autentica tensione etica, forse per pochi, ma la cui capacità di parlare all’animo delle persone, per quanto abbrutite dall’ideologia liberista, non va sottovalutata. E che comunque porta almeno a morire politicamente in piedi, anziché nelle più svilenti posizioni.
Pubblicato in: "Politica", "Socialismo", Abolizione dell'opposizione reale, Agenzie morali parassitarie, Alleanza della sinistra col clero, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Borghesia compradora, Coltivazione del conformismo, Coltivazione della viltà, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Degrado del tessuto sociale e atomizzazione sociale, Diffidenza verso il potere, Fagocitosi dell'opposizione, Fiducia nelle istituzioni, Gattopardismo, Inautenticità della sinistra, Magistratofilia, Opposizione deuteragonista, Popolo come istituzione, Repubblicanesimo, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Riguardo della magistratura per la sinistra, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Selezione avversa classe dirigente, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Soccorso al vincitore, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Sussiego della sinistra | Commenti disabilitati
23 gennaio 2012
Blog Appello al popolo
Pubblicato col titolo “Sovranità sanitaria”
Postato su questo sito il 16 feb 2012 causa boicottaggio Telecom
I tempi mostrano come la democrazia possa degenerare in una “dittatura a stampo”: una forma di governo dove da un lato la democrazia politica è di facciata, e gli interessi reali del popolo sono violati, ma d’altro canto il potere conserva un consenso popolare imponendosi il vincolo di adattarsi allo “stampo” degli istinti profondi e degli umori del popolo; conformando ad esso la propria signoria invece di forzarla, e cercando semmai di farlo divenire per quanto possibile complementare al proprio volere tramite la manipolazione ideologica e mediatica. La medicina, alla quale ci si affida come un tempo alla religione, è uno dei campi dove la dittatura a stampo, efficace in sé oltre che adatta al governo dei mercanti, ha potuto maggiormente calzare, plasmare e quindi sfruttare la volontà popolare. In aderenza alle pulsioni e credenze del pubblico in tema di salute, opportunamente stimolate e pilotate, la medicina è stata trasformata in uno dei maggiori settori dell’imprenditoria liberista; un settore parassitario dove la Domanda è facilmente regolata da un’Offerta senza scrupoli, e sul quale si è sovrapposta l’economia fittizia della speculazione finanziaria.
Noti economisti auspicano che la quota sanità del PIL salga al 20%; ciò è ottenibile, ma sarebbe una disgrazia, perché già oggi per far diventare la medicina un motore di crescita economica la si è gravemente inquinata con deviazioni e con pratiche fraudolente; così che non fornisce ciò che potrebbe dare mentre storna risorse e crea danni iatrogeni. Ad esempio, la “prevenzione” oggi non consiste nell’assicurare un ambiente salubre, condizioni di vita equilibrate e cibi genuini, alla luce delle conoscenze biomediche; ma in trattamenti medici di massa ai sani mediante costosi programmi di screening, l’inutilità e la dannosità dei quali sta venendo riconosciuta in diversi casi anche in sedi ufficiali. Si favorisce la cronicizzazione delle malattie, per trasformarle in rendite assicurando il maggior consumo di costose scatolette di farmaci proclamati efficaci, e si lascia alle famiglie la gran parte di carichi sanitari essenziali come le cure odontoiatriche e l’assistenza ai non autosufficienti. E’ anche possibile che, ridotta la democrazia reale al lumicino, i futuri sviluppi, che potrebbero includere una maggiore privatizzazione della sanità, si avvalgano di forme più tradizionali di autoritarismo, per giungere allo “Stato terapeutico” preconizzato da alcuni commentatori. I meccanismi coi quali il potere ottiene ciò sono oscurati da fattori psicologici e tecnici, potenziati dalla propaganda e dalla censura; ma gli effetti negativi sono percepiti da una quota crescente di cittadinanza.
Le forze liberiste nel perseguire lo sfruttamento della medicina si sono poste il problema di geometria istituzionale: “volendo impossessarci del governo della medicina, come massimizzare la sua distanza dai due centri naturali di controllo democratico, lo Stato e il territorio ?”. Lo hanno risolto ottenendo dai politici la sovraordinazione della UE allo Stato e la devoluzione della sanità alle Regioni. La UE considera apertamente la medicina come un settore economico strategico, la cui tutela consente deroghe ai diritti fondamentali; spodesta un governo centrale occupato da politici “cùpidi di servilismo”. Le Regioni, ricettacolo di corrotti, traducono in interventi legislativi e amministrativi gli interessi dei poteri forti della sanità a livello locale. Anche se da solo non è sufficiente, e il servizio pubblico non sempre è superiore all’iniziativa privata, è necessario che sia lo Stato nazionale, al servizio razionale delle necessità e richieste delle realtà locali, a controllare la medicina. Ciò renderà possibile l’intervento più urgente, quello di emancipare i cittadini dalla loro condizione di stampo del potere mediante una corretta informazione; sollecitando in loro il meglio, anziché il peggio come fa la dittatura a stampo; in modo che sappiano ciò che devono pretendere dalla sanità e ciò che non possono chiederle.
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L’inquinamento come capro espiatorio
Grazie Tonguessy. Il post è la copia conforme di una proposta che ho mandato, da esterno, a Stefano D’Andrea per l’atto costitutivo dell’associazione “Sovranità”. E’ quindi succinto, e mette diversa carne al fuoco. In particolare spero che verrà approfondito il concetto della degenerazione della democrazia in “dittatura a stampo”.
La medicina può dare indicazioni fondamentali alla prevenzione: lo studio del mesotelioma e di altre patologie polmonari ha mostrato che occorre evitare di inalare fibre d’amianto. Il tema delle malattie causate dal capitalismo è un tema classico della sinistra, che ha raggiunto il suo apice intorno agli anni Settanta, quando si ascoltavano medici e scienziati di valore come Maccacaro, Tomatis, Lewontin. Poi però il capitalismo è andato avanti: la malattia da epifenomeno del sistema economico è divenuta una sua risorsa, da sfruttare; e da proteggere
http://menici60d15.wordpress.com/2011/01/23/reati-contro-leconomia/
La sinistra invece è andata indietro: non solo non si è sviluppata e diffusa nei militanti l’analisi del nuovo fenomeno, ma i temi classici di sinistra sono stati prostituiti alla propaganda capitalista. Certo che lo smog fa male a bambini e adulti. Ma all’inquinamento vengono addossate anche le responsabilità dolose della medicina, impresentabili, come le sovradiagnosi; e con questi allarmi si innescano meccanismi che possono portare a un peggioramento della situazione, e a un incremento del business:
http://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/
Secondo l’OMS Italia è il paese con maggiore incidenza al mondo di diagnosi di tumore nei bambini. Credo che tale record non sia dovuto tanto a un effetto cancerogeno straordinariamente rapido e potente delle nostre polveri sottili, quanto al ruolo di fattori umani, inclusa la misera abilità nazionale nel cambiare le carte in tavola con un po’ di retorica.
Su sovradiagnosi, sovratrattamenti, iatrogenesi, i pediatri stanno zitti, pur essendo questo un tema che li riguarda direttamente, preferendo puntare l’indice sui tubi di scappamento e le ciminiere. In USA la prevalenza di asma pediatrico è più che raddoppiata in 15 anni, dal 1980 al 1996. Si è poi assestata, sembra, in concomitanza di una variazione nei criteri di definizione nei questionari; ma le visite ambulatoriali – e con esse fatturati, redditi e rendite – hanno continuato a crescere; le visite si sono triplicate nel periodo dal 1989 al 2005. Il trend è comune ai paesi industrializzati.
E’ difficile pensare che lo smog non vi abbia alcun ruolo. Ci sono però altri fattori plausibili – e più facili da controllare che non lo smog – che vengono lasciati in ombra: es. gli allergeni nei prodotti di consumo. E i farmaci: alcuni studi indicano che gli antibiotici nel primo anno di vita, e il paracetamolo, la familiare tachipirina, aumentano nei bambini il rischio di sviluppare l’asma in seguito. Il mercato globale dei farmaci per l’asma ha superato i 15 miliardi di dollari all’anno, e continua a crescere. Gli antiasmatici sono essenzialmente dei sintomatici, i cui effetti iatrogeni impongono spesso altre cure. L’asma è un grosso mercato in crescita; che viene favorito indicando il pericolo di asma ai genitori apprensivi; non c’è invece troppo interesse a fermarlo con strozzature alla fonte, agendo sulle cause evitabili.
Mentre serve da capro espiatorio e da argomento di propaganda per gli aspetti meno presentabili della medicina e del liberismo, l’inquinamento viene a sua volta coperto nelle sue reali responsabilità enfatizzando il ruolo dei “lifestyles”, cioè alla fine dando la colpa alla vittima:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/01/30/il-pornografico-e-l’osceno/
Riguardo all’acuta osservazione di Marx Groucho sui posteri, l’occuparsi di chi verrà dopo mi pare un principio morale prezioso, che contribuisce a dare senso alla vita, e che, volendo sviluppare una religiosità laica, può prendere il posto della Speranza cattolica e della promessa di vita eterna.
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Blog de Il Fatto
Commento al post di V. Giannella “Bambini malati per lo smog: cercasi volontari ” de 25 gen 2011
Complimenti alla Facoltà di medicina dell’Università di Milano, ai suoi clinici, biostatistici, bioeticisti che insegnano agli studenti a fare ricerca in questo modo. Per una critica dell’assunto che sia nel miglior interesse dei bambini e dei genitori focalizzare l’attenzione sull’inquinamento tra i fattori causali dell’asma, v.:
http://www.appelloalpopolo.it/…
(Blog “Appello al popolo”. Post “Sovranità sanitaria”. Commento n. 2.)
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Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Mazzella “L’Europa perde raccolto e salute. Grazie America ” del 16 feb 2012
“Non so più er ghepardo de na vorta”. “Sarà sto buco de l’azoto” (Supercafone, Er piotta, battuta finale).
Su Il Fatto Gian Luca Mazzella si chiede se il record di incidenza di diagnosi di tumori infantili in Italia non sia da attribuire all’inquinamento da eccesso di ozono. E’ prassi attribuire l’aumento di diagnosi di tumori infantili all’inquinamento. Ma ci sono altri fattori antropici, ancor meno confessabili, che non dovrebbero essere nascosti dietro agli allarmi sull’inquinamento:
Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi
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L’inquinamento come capro espiatorio. In: Dittatura a stampo e medicina
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@produttore. Il fatto che l’OMS (la cui credibilità ha ricevuto di recente un duro colpo a seguito della notizia che il suo allarme di pandemia mondiale da virus H1N1 è stato determinato dal pagamento di tangenti da parte delle ditte produttrici di vaccini agli scienziati dell’OMS) includa l’inquinamento tra le varie possibili cause di incremento di diagnosi di tumori infantili non consente di tacere sulle sovradiagnosi di tumore, un’entità ben nota agli addetti – e a chi vuole lucrare sulla medicina – ma tenuta nascosta al pubblico.
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@produttore. “Ripeto, i tumori infantili sono attribuiti proprio all’inquinamento”. L’incremento di diagnosi di tumori infantili è stato giustificato al pubblico attribuendolo all’inquinamento. Si tende a fare passare questa ipotesi per certezza ripetendola, come fa lei; trascurando fattori ancora meno presentabili come le sovradiagnosi.
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Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Mingazzini ” Tumori in saldo ” dell’8 mar 2012
Questa dell’inquinamento dell’aria come Grande causa dell’incremento dei tumori nei bambini e del tasso di morbosità generale è la tesi politically correct, inculcata dai media. Una versione semplicistica che protegge fattori iatrogeni e interessi economici impresentabili:
Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi
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L’inquinamento come capro espiatorio. In: Dittatura a stampo e medicina
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Pubblicato in: Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Bioetica strumentale, Biopolitica, Borghesia compradora, Buonismo medico, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Dal secundum quid al simpliciter, Danni e pericoli della globalizzazione, Depistaggi eziologici, Deuteragonismo medico, Deuteragonismo nei blogs, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dittatura a stampo, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Estetizzazione dei problemi politici o etici, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Etica post-moderna, Falsa coscienza e buona fede degli operatori nella frode medica strutturale, Fictio democratica, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Gattopardismo, Grazia e antinomianismo, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Inquinamento, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, L'uomo e la morte, Libertà dalla bugia, Malamisura, Male e mediocrità, Manipolazione delle statistiche sul cancro, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Midcult progressista, Neoalchimia, Non-complementarietà, Omertà scientifica, Opposizione verticale al potere, Pansera, Paziente come supporto, Politica e biomedicina, Popolo come istituzione, Profezia che si autoavvera in medicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Relativismo epistemico, Religione, Repubblicanesimo, Riconoscimento dell'extramediatico, Sanità lombarda, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Selezione opportunistica dei pazienti, Silenzio osceno, Sineddoche tendenziosa, Sinistra compradora, Sovradiagnosi, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Sussiego della sinistra, Teatrino laici cattolici su questioni bioetiche, Tecnologia irrazionale pro business, Tirannia della bugia, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza gratuita | Commenti disabilitati
20 dicembre 2011
Blog de Il Fatto
Commento al post di L. Franco e F. Baraggino “Milano, Cancellieri: “La mafia c’è ma non la sua cultura omertosa” del 19 dic 2011. Censurato.
pubblicato su questo sito il 17 feb 2012 causa boicottaggio Telecom
Che la Lombardia sia estranea alla cultura omertosa è un cliché che fa il paio con la favola dei mafiosi che proteggono le vecchiette. La cultura omertosa non è un’esclusiva della mafia. E’ la mafia ad essere un singolare caso di criminalità che, posta a cavallo tra crimine comune e istituzioni, condivide con queste ultime le condotte machiavelliche proprie del potere; inclusa la cultura dell’omertà. In Lombardia anche a detta di lombardi è radicata una cultura omertosa autoctona, che si avvale della mafia meridionale come diversivo, alibi e minaccia ricattatoria per tutelare meglio i propri affari: oltre alla mafia, in Lombardia c’è una “metamafia” istituzionale
http://menici60d15.wordpress.com/2010/06/08/i-professionisti-della-metamafia/
che mostra di combattere la mafia mentre copre e aiuta altre attività criminose non meno gravi, ma inserite nel circuito legale, come le frodi mediche.
Ilda Boccassini è da elogiare per la sua attività di repressione della mafia, ma è incomprensibile il titolo di “top global thinker” datole da “Foreign policy”. Un premio ai suoi meriti rispetto agli interessi degli USA, e all’ideologia che impongono; compresa questa di proiettare su una mafia che ci si guarda dall’eradicare i crimini e la mafiosità dell’economia legale. Qui a Brescia, dove Cancellieri è stata prefetto, interessi criminali internazionali e indigeni sono liberi di fare i loro comodi come i mafiosi nella Sicilia de “la mafia non esiste” di decenni fa; potendo contare sull’omertà, e sull’intimidazione istituzionale verso chi denuncia. Il riconoscimento a quello che attualmente è il più celebre magistrato lombardo appare essere un incentivo non alla libertà intellettuale, ma all’opposto al conformismo giudiziario e culturale di una magistratura e una polizia asservite ai poteri maggiori, che fiancheggiano forme di crimine istituzionalizzato ancora più forti e importanti della mafia.
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8 dicembre 2011
Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “Il caso Bisignani-P4″ dell’8 dic 2011
Il prof. Giannuli invita a non considerare le nuove Pn, con n>2, come una semplice prosecuzione della P2. E’ vero che ci sono differenze, forse legate a diramazioni: certi segni, come il magistrato che, denunciati meritoriamente i privilegi borbonici e gli abusi dei Consiglieri di Stato, invita a “una collaborazione sincera e duratura tra massoneria [buona] e magistratura” [1] portano a chiedersi se gli scandali giudiziari non riflettano una lotta intestina tra fazioni in lotta, portatrici di interessi e stili diversi. Inoltre, cambiato il periodo storico, occupandosi di affari invece che di “Guerra fredda”, forse le nuove Pn non si occupano più di sbudellamenti. Forse: v. Breivik. Però si occupano più di prima di budella, occupandosi di quel fondamentale settore dell’economia che è la medicina.
Forse è un caso, ma è stata la Corte d’appello di Brescia presieduta da Marra, poi dimessosi per lo scandalo P3, ad appoggiare la campagna sui cellulari che provocano il cancro, riconoscendo il nesso etiologico con una sentenza, la prima del genere in Italia. (Questa di scrivere pagine “acrobatiche“ di medicina – gradite al potere – è una delle attività improprie che distraggono i magistrati dal loro lavoro). La cancerogenesi a pile dei cellulari ha scarsissima plausibilità biologica, ma viene agitata in continuazione; in contraddizione col silenzio su radiazioni elettromagnetiche molto più potenti e che si sa per certo essere cancerogene, come quelle dei raggi X: i presunti e dibattuti pericoli dei telefonini sono noti al pubblico come lo erano gli unguenti degli untori sotto la peste, mentre gli si nasconde quanto gli addetti sanno, e scrivono nelle riviste scientifiche, che una quota non trascurabile e crescente di tumori sta venendo provocata da esami radiologici, spesso non necessari, in particolare le TAC. Ritengo che il cancro da cellulari sia un vero depistaggio etiologico. Peraltro attuato su scala mondiale; i piduisti nostrani di ieri e di oggi appaiono come gli operatori locali di movimenti di portata internazionale.
I nostri comunque fanno la loro figura all’interno di questa orchestra internazionale. Statistiche di questi giorni riportano che l’Italia ha la più alta incidenza al mondo di neoplasie dell’età pediatrica. Immediatamente, insieme all’inquinamento (fattore reale, negato o esagerato a seconda della convenienza) sono stati accusati i cellulari. Le Pn si occupano, insieme ai cugini delle forze di polizia, e agli zii della magistratura, di screditare e mettere a tacere chi indichi altri fattori, di tipo sociologico, e segnatamente criminologico, per questo record [2].
Va bene uno sguardo distaccato sui nuovi fenomeni piduisti; ma, soprattutto con una magistratura al 99% abituata, allora come oggi, a fare il pesce in barile, e a ingraziarsi i poteri forti, quando non è parte diretta della rete piduista, suggerirei ai comuni cittadini di non perdersi in distinguo eccessivamente sottili, e di non vedere con occhio più benevolo queste reti di potere; che mettono silenziosamente a rischio gli organi interni, cioè le budella, più di quando facevano fragorosamente esplodere le bombe o crepitare i mitra.
1. http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/11/massoni-e-legalita/
2. http://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/
§ § §
@Laura. Noi viviamo immersi in un mare di radiazioni elettromagnetiche. La vita sulla Terra si basa sulla radiazione solare. Vedere significa rilevare mediante i fotorecettori della retina le radiazione elettromagnetiche emesse o riflesse dagli oggetti, da tutto ciò che vediamo, nello spettro del visibile (l’informazione è poi trasmettessa al cervello, che la elabora). La luce visibile ha una lunghezza misurabile in decimillesimi di millimetro, e non ci fa venire il cancro. C’è in genere una relazione inversa tra lunghezza d’onda ed energia, e quindi una relazione inversa tra lunghezza d’onda e dannosità. La propaganda mediatica ha invece fatto sì che la relazione tra lunghezza d’onda della radiazione e percezione del danno che essa provoca sia diretta. I cellulari usano “radiazioni” ad alta lunghezza d’onda e quindi a bassa energia, misurabili in decimetri; sono circa un milione di volte più lunghe della radiazione del visibile. I telefonini non sono, come invece ci sembrano, scatolette magiche eccezionalmente potenti: si chiamano “cellulari” perché non sono che delle piccole radiotrasmittenti, capaci di trasmettere in un raggio di qualche chilometro, che necessitano pertanto che il territorio sia coperto da “celle”, ciascuna centrata da un’antenna, che formano la rete attraverso la quale si trasmettono i segnali.
I raggi X, che sono circa diecimila volte più corti della radiazione del visibile, e circa 10 miliardi di volte più corti delle radiazioni dei cellulari, data la loro elevata energia sono capaci di ionizzare, cioè di “scassare” le molecole togliendo loro elettroni, formando così composti nocivi e provocando mutazioni nel DNA. Stime mainstream considerano che in USA il 2-3% dei tumori sia dovuto a radiazioni mediche. Si stima, secondo fonti ortodosse, che una singola TAC in una persona di 25 anni incrementi dello 0.6% il rischio di morire di cancro. Una angiografia coronarica su una donna di 25 anni dà una probabilità su 143 di sviluppare un cancro della mammella o del polmone (D. Johnson, CT Radiation and Cancer Risk.What Healthcare Providers Need to Know, 2011, reperibile su internet). Per dare un’idea, una probabilità simile a quella di spararsi scegliendo, per un singolo giro di roulette russa, tra 24 revolver con tamburo a 6 camere posti su un tavolo, uno solo dei quali contiene una singola pallottola. Si ammette che nella pratica le dosi, e quindi i rischi, siano non di rado maggiori di quanto riportato dai dati ufficiali.
Io non amo i cellulari, che sono utili ma riducono la privacy, e la mia distanza dall’industria della telefonia, che Lei cita, è ancora maggiore di quella che sullo spettro elettromagnetico separa ai raggi X dalle onde radio dei cellulari; ma non bado alle “radiazioni” dei cellulari, che Lei teme; mentre avrei paura a farmi irradiare ripetutamente la testa con le TAC, come Lei fa tranquillamente. Ci sono buone ragioni, delle quali non si parla, come quelle di ordine pedagogico che avanzò lo psicoanalista Carotenuto, per non dare il cellulare ai bambini. In letteratura, sia pure in ritardo, si sta cominciando a cercare di stabilire protocolli per limitare le TAC ai bambini. Invece affermare che “poco importa e poco cambia” tra le “radiazioni” dei cellulari e quelle dei raggi X, cioè tra un gatto e una tigre, mostra su quale genere di convinzioni e quale livello di disinformazione si appoggia la campagna istituzionale che concentra l’attenzione sui presunti danni da cellulare. Si parla sempre di “scientificità”, “rigore”, ma questa è una mistificazione essenzialmente quantitativa, che dalle alte sfere discende fino a fare sostenere degli sproloqui agli zelanti sostenitori di base. Mi chiedo dove sono gli esperti di fisica, ingegneria, biologia, che potrebbero meglio di me spiegare l’equivoco e muovere critiche su questo depistaggio.
§ § §
@Giandavide.
a) A seminare paura indicando falsi colpevoli ci si guadagna in controllo politico, denaro e impunità. Soprattutto sul cancro: si spingono le persone ad accettare il cancro come una fatalità, una quidditas che pervade ogni cosa, e ad entrare nei meccanismi dell’oncologia temendo di averlo. I cellulari cancerogeni sono inoltre parte di una campagna di colpevolizzazione delle vittime che trasferisce le responsabilità dal potere alla gente; dall’inquinamento, quello vero, e dalla iatrogenesi, ai “lifestyles”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/01/30/il-pornografico-e-l’osceno/
Intanto i cellulari continuano a vendersi come il pane, ed è sorto un mercato complementare sulla protezione da elettrosmog.
Il rasoio di Occam è un accorgimento ottimo per le ipotesi filosofiche e per quelle sulla natura (incluse quelle sulla correlazione tra lunghezza d’onda e pericolosità delle radiazioni elettromagnetiche); ma semplificare è controindicato per le trame del potere. Il principio euristico che trovo utile in questi casi è che il potere è più scaltro di noi gente comune.
b) L’elettrosmog della stazione radio Vaticana, sul quale inutilmente ho chiesto ai magistrati e al loro perito dati raccolti rilevanti ma omessi nella perizia, contribuisce alla paranoia sulle onde usate dagli apparecchi radio civili come raggi della morte; e ha le caratteristiche del “fare la pecora”, cioè accollarsi un reato per scagionare altri; o dell’accusarsi di un reato non commesso mentre si nascondono propri reati più gravi e autentici. Pratiche alle quali i preti, che evidentemente non credono nel giudizio divino visto il loro tuffarsi negli orrori del business medico, si prestano, con poco danno e bilancio netto positivo date le loro cointeressenze nel business medico e nella gestione del potere. La manovra riguarda anche la campagna di disinformazione e propaganda sulla leucemia infantile:
http://menici60d15.wordpress.com/2010/06/16/se-voi-foste-lo-scienziato/
Leggendo le due perizie, quella dell’accusa e quella di Veronesi, spiace dover dare ragione a quest’ultimo, che ha gravi responsabilità nella involuzione dell’oncologia in un fattore di crescita economica, e ritenere innocenti, dei reati ascritti, i preti, che sulla tutela dell’infanzia appaiono più vicini a Erode che al Bambinello. Ma sembra vigere il principio di economia dei neuroni, per il quale gli unici complotti e gli unici scandali che esistono sono quelli dei quali anche un cretino sa comprendere lo schema, e che vengono sbattuti in faccia dai media.
c) Nel caos disinformativo, e quello sui cellulari è una pacchia per i falsi progressisti di sinistra, si prospetta anche che i cellulari facciano bene (“Fanno bene al cervello? Non bisogna escludere nulla, neanche un effetto benefico delle onde elettromagnetiche dei cellulari” Repubblica, 28 nov scorso, in un dossier sulla pericolosità dei cellulari sull’onda della trasmissione Report). Sostenere che “non bisogna escludere nulla”, incluso che le onde radio dei cellulari possano addirittura contrastare la perdita di memoria da demenza senile, mostra lo stato pietoso delle facoltà critiche in età anteriore alla senilità in quelli che dovrebbero costituire il nerbo dell’opposizione alle manipolazioni del potere.
Le P2 vecchie e nuove hanno buon gioco in questo campo nel difendere gli interessi del business medico. Non siamo molto cambiati dai primi decenni del secolo scorso. Nel 1909 a Verbicaro, in Calabria, durante un’epidemia di colera, avvenne l’ultimo caso di linciaggio di una persona considerata un untore, un milite della Croce rossa. Negli stessi anni in USA sull’onda dei successi scientifici della fisica si diffondeva la credenza che la radioattività avesse proprietà salutari. Ci fu chi beveva acqua tonica radioattiva per vivere più vigoroso e più a lungo, finendo a volte con la mandibola mangiata dal cancro; e chi si applicava lo “scrotal radioendocrinator”, il cui inventore, che si vantava di essere il maggior bevitore di acqua al radio, morì di carcinoma della vescica. L’aura taumaturgica attorno alle radiazioni spinse ad applicarle ai bambini, che sono quelli nei quali gli effetti cancerogeni sono più pesanti. Ricordo, in un ospedale di Boston dove ho lavorato, la gigantografia di una vecchia foto di un’infermiera che si protegge il volto con una mano mentre con l’altra abbassa la leva del macchinario puntato su un bambino. In quell’ospedale pediatrico, nato come nave ospedale per curare i bambini con l’aria di mare, negli anni Venti si trattava la pertosse con i raggi X. Dagli anni Venti agli anni Cinquanta si sono irradiati con raggi X i bambini per patologie benigne come la tigna del capo, o per non-malattie come le tonsille o il timo ingrossati (Hemplemann et al. “Neoplasms in persons treated with X-rays in infancy: fourth survey in 20 years,” Journal of the National Cancer Institute, 1975: 50, 519-530).
§ § §
@Laura.
Veramente è il concetto che fisicamente tanti piccoli urti non fanno niente e una singola fucilata sì (a parte il fatto che gli effetti delle radiazioni ionizzanti sono cumulativi) che è di immediata comprensione; lo capisce un bambino e lo applicò Einstein per la spiegazione dell’effetto fotoelettrico che diede inizio alla meccanica quantistica e gli valse il Nobel; dovremmo capirlo anche noi che siamo in posizione intermedia tra questi due estremi. Io non sono in missione per conto di Dio contro tutte le diavolerie del potere; tento di occuparmi di quelle che ho trovato, all’inizio con stupore e smarrimento, nel mio campo, la medicina, ed è anche troppo. Dell’abuso delle moderne tecnologie per il controllo, in campo generale e medico, ho parlato [1]. E pure sugli effetti sull’economia, e quindi anche sulle nostre borse, della frode medica strutturale [2]. Qui però stavamo parlando di altro: di come si cincischi sulla cancerogenicità di onde radio a debolissima energia per meglio tacere dei danni di quelle ad alta energia, e di altri fattori cancerogeni; e di come e perché le istituzioni dello Stato e quelle dello Stato parallelo aiutano e proteggono le credenze irrazionali che Lei, e scienziati accreditati, sostengono.
Continuando quanto ho detto a Giandavide sulle concezioni popolari irrazionali sulle onde elettromagnetiche, alla fine del Novecento si è sviluppato l’uso, che dura fino ai nostri giorni, degli screening per prevenire il cancro mediante immagini radiologiche. Cioè di prevenire il cancro esponendo masse di persone sane a cancerogeni. I tecnici, come Irwin Bross, che denunciarono la pericolosità di tale pratica, hanno perso, se non la vita come rischia Lei a quanto dice, il lavoro e la serenità. E’ di 3 giorni fa il più recente studio ortodosso che smentisce i precedenti trionfalismi degli studi “scientifici” sullo screening della mammella, ridimensiona i benefici, evidenzia i danni che comporta e auspica un cambio di trend [3] (mentre da noi si punta ad espanderlo [4,5]); stenta a decollare la proposta, sostenuta da interessi potenti, di sottoporre a TAC i fumatori per prevenire il cancro al polmone. Probabilmente questa resipiscenza sugli screening ha a che fare con quei mutamenti epocali economici e politici considerati dal prof. Giannuli; altre forme di sfruttamento della medicina, diverse, si stanno preparando. Può darsi che in futuro gli storici accomuneranno le bizzarrie che nella prima metà del Novecento vedevano nella radioattività una fonte di salute agli screening mediante esami radiologici di fine secolo e del secolo presente. E che pratiche come il sottoporsi fiduciosamente a ripetute irradiazioni delle mammelle a scopo diagnostico verranno viste come rituali apotropaici, che speculavano, come in una forma religiosa, sul desiderio di salute e sulla paura di morire. Questo scambio di opinioni tra Lei e me potrà mostrare i motivi e i meccanismi del successo di tali operazioni.
1. http://menici60d15.wordpress.com/2010/05/10/privacy-sicurezza-e-panottismo/
2. http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/15/la-medicina-come-rimedio-ai-limiti-della-crescita-economica/
3. E Hitt. UK study finds lack of net benefit for mammography, Medscape, 9 dic 2011
4. http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/teenage-cancer/
5. http://menici60d15.wordpress.com/2011/11/25/lo-sfruttamento-del-bias-da-sovradiagnosi-in-oncologia/
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22 novembre 2011
Blog de Il Fatto
Commento al post di Francesca Moccia “A nome di chi ancora crede nella sanità” del 22 nov 2011
Francesca Moccia, coordinatrice del “Tribunale per i diritti del malato” chiede al Ministro della salute del governo Monti di difendere la Sanità pubblica; e lamenta che si deve “aspettare fino a 12 mesi per una mammografia”.
Chi pensa che lo screening mammografico salvi dal cancro ha buone ragioni per essere ottimista: questa pratica, la cui propaganda in questi giorni un USA viene criticata nelle sedi più ortodosse, sotto titoli come “Stop ‘selling’ cancer screening”, verrà favorita dal nuovo governo “tecnocratico”, che su questo punto non sarà un castigatore dei costumi ciellino-formigoniani.
Se invece si è disposti a prestare ascolto alla concezione per la quale la sanità – pubblica o privata – dovrebbe curare il cancro, anziché continuare a sfruttarlo con sistemi non esattamente limpidi avendone fatto un settore di punta dell’economia; se non si condivide la visione riportata nel sito del PD, per la quale “la sanità è un fattore di sviluppo per il Paese”, ma si ritiene che la sanità, almeno quella pubblica, debba essere un servizio, che spende le risorse disponibili nel miglior interesse dei pazienti, allora consiglio di leggere “The NHS breast screening programme needs independent review” British medical journal, 25 ott 2011; dove una donna, Susan Bewley, professore universitario di ostetricia, con una storia familiare positiva e multipli fattori di rischio per il cancro alla mammella, spiega i motivi scientifici per i quali ha rifiutato lo screening mammografico che le è stato offerto.
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/teenage-cancer/
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/27/la-lotta-ai-contronimi-ideologici-prevenzione/
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@alexei. Io invece mi sono chiesto perché, con tutti i problemi autentici, l’articolo della dirigente di “Cittadinanzattiva” evidenzi in grassetto “aspettare fino a 12 mesi per una mammografia”. Perché in un paese che pullula di mammografi si diffonde in continuazione la stessa storia che le mammografie sono troppo poche? Perchè non si parla di pinzillacchere come le critiche sulla loro scarsa utilità o dannosità; non si parla dell’inefficacia o dannosità delle costosissime terapie oncologiche; dell’impoverimento cui vanno incontro molti malati di cancro nel tentativo, spesso inutile e controproducente, di guarire? E di come, con la privatizzazione della sanità, il burden cancer, il carico di cancro, non diminuirà, ma il suo incremento sarà una provvidenza per gli investitori, che lo tradurranno in una ulteriore moltiplicazione della spesa? O magari, per prendere un altro argomento citato dal Tribunale, i “10 mesi per una TAC”, perché tribunali dei diritti e giornalisti stanno zitti sugli allarmi lanciati anche dall’ortodossia in merito all’eccessivo uso delle TAC, che esponendo a radiazioni ionizzanti sta contribuendo all’ incremento dei casi di cancro?
Contestare argomenti non graditi come irrilevanti nelle denunce sulla sanità non è solo “un limite”; è favorire una forma di censura, molto usata dai media, e da chi ha interessi personali su temi pubblici, che è la censura per tematizzazione. Per quale si parla ad nauseam di alcuni aspetti, che finiscono per essere identificati con il problema, mentre altri sono tabù, e suonano quindi come non pertinenti. E guarda caso gli argomenti propagandati sono le “carenze” di quei servizi che portano soldi a chi li vende, il fornisce e li sostiene; e gli argomenti proibiti i danni che questa inflazione di servizi a scapito di altri più utili causa ai cittadini.
Del resto, fanno così anche i magistrati veri:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/10/radiotossicita-mafiosa-e-legale/
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@alexei. Di che regione è la ASL che non concede la mammografia preventiva in tempi brevi? Perché, pensi invece c’è chi si lamenta delle sollecitazioni che riceve dalle ASL lombarde per fare la mammografia (v. La criminale medicalizzazione del corpo delle donne. Blog “agorà di cloro”, 13 nov 2011). Immagino che quindi per lei sarebbe del tutto fuori luogo parlare, in tema di problemi della sanità, di quanto bisogna aspettare, data l’allocazione delle risorse distorta a favore degli squali della salute, per avere le comuni cure odontoiatriche in cambio delle tasse pagate. O di quanto si deve sborsare se si ha in famiglia una persona affetta da demenza senile.
Ho l’impressione che lei sia tra coloro che tendono a confondere i problemi della sanità con gli interessi di chi trae guadagno dalla sanità. Credo che sostenere che l’allocazione delle risorse in sanità che obbedisca a criteri etici e razionali anziché speculativi, corporativi o sindacali non c’azzecca coi problemi della sanità sia peggio che un limite; ma è interessante, perché la forma alla medicina la dà il pubblico. Abbia fiducia che col nuovo corso il desiderio di ricevere da sani una periodica dose di radiazioni ed eventualmente un intervento chirurgico inutile o dannoso sarà esaudito (quello di sottrarsi realmente al rischio del cancro credo di no). E la verranno a cercare a casa, come già avviene nelle regioni a sanità civile come la Lombardia; dove infatti nel 2007 i tassi di diagnosi di cancro della mammella standardizzati per età nel 2007 sono risultati 110/100000 contro i miseri 74/100000 della arretrata Calabria. Solo, poi non bisognerebbe fare il piagnisteo quando si hanno problemi di salute seri e si viene lasciati a sbrogliarsela da soli.
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@alexei. “Non fare nessuna distinzione tra tempi di attesa” per i servizi utili, che non vengono forniti – favorendo così i privati – perché le risorse sono sprecate nell’inutile e nel dannoso, e i tempi di attesa per una “diagnostica di massa forse inutile se non addirittura pericolosa” [sue parole]? Immagino che prima di chiedere una summa in 2000 caratteri dello sterminato campo delle frodi mediche strutturali, e dare voti anziché argomentare, dovrebbe chiarirsi un po’ le idee.
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@alexei. Le frodi strutturali in effetti sono il nucleo portante, e trascurato, del malaffare medico. Ma sfortunatamente i ministri queste cose non le ascoltano, anzi: vedi quanto sta emergendo in questi giorni (ma dopo che non è più ministro) sui rapporti d’affari tra l’allora ministro Fazio e il bancarottiere Verzè. Per di più, gli enormi interessi in gioco, che ogni anno spendono cifre astronomiche in marketing e appoggi politici, riescono a lasciare tutto com’è; anche avvalendosi di quelli come lei, che tutto fanno per non chiarire, lanciando attacchi personali a chi denuncia ciò che va taciuto, mentre fingono di denunciare chissà quali scandali.
Pubblicato in: "Prevenzione", Abolizione dell'opposizione reale, Agenzie morali parassitarie, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Bioetica, Bioetica strumentale, Biopolitica, Buonismo medico, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Clero e deuteragonismo, Clero e frode medica strutturale, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Dal secundum quid al simpliciter, Degrado del tessuto sociale e atomizzazione sociale, Depistaggi "la guerra è guerra", Depistaggi eziologici, Deuteragonismo medico, Deuteragonismo nei blogs, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Diffidenza verso il potere, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Dolo in medicina, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Fallacie di generalizzazione e induttive, Falsa coscienza e buona fede degli operatori nella frode medica strutturale, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Funzione censoria del deuteragonismo, Generalizzazione corretta, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Laicità all'italiana, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Libertà dalla bugia, Mafia meridionale e mafia fordista, Mafie meridionali e medicina, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Malamisura, Manipolazione delle statistiche sul cancro, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Midcult progressista, Neoalchimia, Omertà scientifica, Opposizione deuteragonista, Paziente come supporto, Politica e biomedicina, Praticità del teorico, Profezia che si autoavvera in medicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Relativismo epistemico, Riconoscimento dell'extramediatico, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Selezione opportunistica dei pazienti, Silenzio osceno, Sineddoche tendenziosa, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Sussiego della sinistra, Tecnologia irrazionale pro business, Tirannia della bugia, Travaglismo, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta | Commenti disabilitati
22 ottobre 2011
Blog de “Il Fatto”
Commento al post di A. Pisanò “Corte di Giustizia europea, no ai brevetti sugli embrioni umani” del 22 ott 2011
Sono almeno 40 anni che si annuncia la venuta dell’era della produzione di organi e tessuti mediate staminali. Un’idea affascinante; ma il gap tra sogno e risultati pratici resta oceanico, mentre al business occorrono risultati commerciabili. Non importa però che siano reali; trattandosi di medicina, basta dare l’impressione che ci siano. La bioetica, giovane disciplina ancillare al business, serve anche a fornire tale falsa impressione. Il litigio accanito su una carta inscenato tra il mazziere del gioco delle tre carte e il suo compare che si finge uno del pubblico dà agli astanti l’impressione che il gioco sia equo e ci sia per loro una possibilità di vincere. La bioetica assolve spesso lo stesso ruolo: allestendo una diatriba etica, fa sembrare vero l’entimeme dell’esistenza delle cure oggetto di discussione, o della possibilità di ottenerle in tempi brevi. Qui il gioco è quello delle staminali, e mazziere e compare sono i laici e i cattolici. Già 20 anni fa un famoso bioeticista, Kaplan, affrontò il caso, che ancora oggi è prematuro tanto quanto è contorto, di una donna che voleva farsi inseminare artificialmente dal padre, affetto da Alzheimer, per ottenere cellule embrionali con le quali curarlo. Il moralista non si chiese se tale questione non assomigliasse a quelle prove ontologiche che vorrebbero provare l’esistenza di qualcosa, in genere onnipotente, considerandone gli attributi; e se la questione, stante l’impossibilità materiale allo stato di curare l’Alzheimer con le staminali, non appartenesse alla categoria dei sofismi che rispondono in primis a esigenze ideologiche di interesse e di potere.
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/12/i-futures-di-santa-lucia/
http://menici60d15.wordpress.com/2008/01/21/diplomi-di-laurea-bruciati-sul-sagrato-tornano-i-roghi/
I magistrati favoriscono il business delle staminali dando una mano a entrambi gli attori in questa recita, e tenendo a bada i guastafeste.
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@Precisa. Grazie. Andrebbe riconosciuto che la bioetica può avere un fine propagandistico, che segue le leggi del marketing, o delle pubbliche relazioni. Può creare aspettative, e può contribuire a creare un prodotto che è una merce virtuale, fatto solo di aspettative, speranze e false impressioni. Cioè una truffa. Qui siamo a distanze astronomiche dagli impressionanti effetti terapeutici della penicillina sulla polmonite lobare.
Penso che, se davvero si fosse in grado di rigenerare strutture anatomiche con le staminali embrionali, i cattolici, che sono animati da un attaccamento sano, e talora fin troppo viscerale, a questa valle di lacrime, e che hanno avuto un papa che si fece iniettare cellule fetali di agnello nel tentativo di ritardare il redde rationem con Colui del quale era vicario, troverebbero in un lampo buonissime giustificazioni teologiche per usarle.
Dall’altro versante, la sentenza dei giudici della Corte europea toglierà molti “laici” dall’imbarazzo, permettendo di sostenere che se non ci sono stati i risultati promessi è perché, cedendo alle ingerenze clericali, si è penalizzata la ricerca sugli embrioni; dando così nuovo impulso alle interminabili recriminazioni tra “laici” e “cattolici”, la macchina del fumo; fumo che viene poi venduto a peso d’oro.
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Blog “Appello al popolo”
Commento al post “15 ottobre: un punto di vista diverso” del 23 ott 2011
@Stefano. Segnalo un altro caso di falso dilemma impostato e imposto dal potere (con la complicità dei magistrati) partecipando al quale come “sinistra” si ottiene il doppio vantaggio di fare bella figura apparendo come progressisti e di intascare benefici per la manovalanza fornita alle frodi e alla violenza del potere:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/22/la-fallacia-esistenziale-nel-dibattito-bioetico-sulle-staminali/
Pubblicato in: Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Alleanza della sinistra col clero, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Avvicinamento clero e scientismo, Bioetica strumentale, Biopolitica, Borghesia compradora, Buonismo medico, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Clero e censura, Clero e compradora, Clero e deuteragonismo, Clero e frode medica strutturale, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Diffidenza verso il potere, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Dolo in medicina, Etica della conoscenza e del giudizio, Etica post-moderna, Falsa coscienza e buona fede degli operatori nella frode medica strutturale, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Forma democratica e sostanza pontificia, Frode medica strutturale, Funzione censoria del deuteragonismo, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzioni ibride, L'uomo e la morte, Libertà dalla bugia, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati e medicina, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Malamisura, Manipolazione ideologica, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Midcult progressista, Neoalchimia, Omertà scientifica, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Paziente come supporto, Persecuzione giudiziaria, Politica e biomedicina, Profezia che si autoavvera in medicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Relativismo epistemico, Riconoscimento dell'extramediatico, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sofismi, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Supporto della religione all'oppressione, Sussiego della sinistra, Teatrino laici cattolici su questioni bioetiche, Tecnologia irrazionale pro business, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico | Commenti disabilitati
16 ottobre 2011
Due analisi riservate sui Black bloc e su coloro che, tutto al contrario, civilmente manifestano contro le banche con la benedizione di Mario Draghi:

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Blog “Appello al popolo”
Commento al post “15 ottobre: un punto di vista diverso” del 17 ott 2011
Beati i Black bloc, che vengono lasciati liberi di sfasciare tutto senza ombra di poliziotto attorno: a me per riuscire ad andare a comprare il pane all’Esselunga vicino casa senza incrociare auto delle forze di polizia, l’ultima volta ci sono voluti numero quarantuno tentativi, eseguiti in 11 giorni, nell’arco di un mese. Avendo la sorte di essere oggetto di un assillante e ostentato stalking di polizia, con associate provocazioni in borghese per giustificarlo e connivenze della magistratura perché resti impunito, forse vedo i fatti del 15 ottobre sotto una prospettiva un po’ deformata. Sono consapevole che suoni come una delirante calunnia sostenere che storicamente in Italia la violenza politica più cieca e insensata è salvo eccezioni pilotata dal Viminale e da Viale Romania, e dagli annessi servizi, che a tale fine con consumato mestiere infiltrano i gruppi adatti, e sobillano e lasciano liberi di agire i peggiori cialtroni, per poi presentarsi come paladini della legalità, in modo da preservare lo statu quo. Ma, tendendo ormai a vedere polizia dappertutto, aggiungo che ad essere manovrati non sono stati solo i facinorosi: il corteo può essere considerato come composto al 100% da infiltrati. Secondo me, oltre ai Black bloc, ai quali la polizia ha affidato in subappalto delicati compiti politici, anche i manifestanti pacifici sono riconducibili alla polizia: in quanto carabinieri spirituali. Chi, obbedendo agli ordini mediatici, si dichiara “indignato” per ciò che Altan raffigurerebbe come un ombrello piantato nel suo didietro, e rafforza l’espressione del suo sdegno con una educata camminata di gruppo in una bella ottobrata romana, è l’omologo civile dei CC delle barzellette.
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/29/le-ragioni-per-non-votare/
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Il ritorno dei samurai angolo via Labicana
Caro Stefano, a me fa molto piacere avere trovato persone che, da un percorso diverso, sono giunte, in forma più strutturata, ai miei stessi ideali di Giustizia sociale, Sovranità nazionale e Indipendenza. Anche se ammiro e supporto il voler tradurre tali ideali in azione politica concreta, non sono d’accordo nel credere che il popolo possa fare suo, con la necessaria intensità, un tale progetto politico. Lo si vede in questi giorni. Il potere fa fatti; il popolo non fa niente. Non i manifestanti violenti, col fuoco di paglia dei loro capriccetti futili e funzionali all’oppressione. Non gli indignati obbedienti, ai quali vanno bene tutti i politici, e l’attuale sistema, e qualsiasi ideologia, se assicurano il potere d’acquisto per i consumi e il quieto vivere. Forse questi nostri ideali sono un po’ come quelli di certi rivoluzionari risorgimentali, che non piacevano in primis a coloro che i rivoluzionari pensavano di emancipare.
Riguardo all’azione politica, fa molto poco anche quella. Pur nel mio pessimismo, penso che si dovrebbero chiedere le dimissioni del ministro dell’interno, per le sue evidenti responsabilità, se non altro omissive (ma non credo solo omissive), nell’accaduto (e magari organizzare una manifestazione a tale fine). E si dovrebbero chiedere indagini giudiziarie sulle responsabilità delle forze di polizia. O anche in questa (per me del tutto inverosimile) incapacità di controllare e fermare un pugno di ragazzini nel cuore di Roma non si vede nulla di colpevole? Invece tale elementare risposta politica non solo non c’è un 20% che la chiede, ma non c’è nessuno. Se si vuole conquistare il popolo, bisognerebbe mostrargli i valori di pregio che un movimento come il tuo può offrire: la tensione a vedere le cose chiaramente e il retto rispondere. La radicalità della ragione e la sostanzialità dell’azione contro la hubris mediatica.
Trovo deprimente che, dopo le centinaia di morti e i danni alla nazione causati dalla strategia della tensione, la gente comune, e anche chi “should know better”, continuino ad accettare, come per un riflesso automatico, lo stesso schema narrativo di quella che è la solita farsa. Che andrebbe chiamata dei “samurai invincibili”, secondo l’espressione di Tobagi. E alla quale il pubblico partecipa prendendo la parti ora dell’uno ora dell’altro degli attori, con pensosi distinguo ma in maniera prevedibile quanto per una sceneggiata napoletana.
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Stefano, il commento di Buzz che tu approvi mi sembra, per le parti che riesco a capire, un insieme di affermazioni sussiegose, apodittiche e sbagliate. “Partire dagli effetti per dedurne [inferire] una causa”, essendo note alcune premesse, come quella storicamente accertata dell’esistenza dell’eversione di Stato, non è “scientificamente scorretto”: si chiama “abduzione”, operazione che si fa coincidere con la generazione creativa di ipotesi scientifiche che consente il progresso della conoscenza sulle cause dei fenomeni. Ma qui non accorre grande creatività. E d’altro lato, dopo 70 anni di storia della Repubblica, parlare con cipiglio di dietrologia, pigrizia intellettuale, tesi comode, incapacità di apprendere dalla storia, gravi errori metodologici etc contro chi fa notare che esiste la strategia della tensione, richiede capacità e “metodi” che sono lieto di non possedere.
Quanto affermi sull’inizio di un nuovo periodo storico e su ciò che sono stati questi anni mi pare invece molto interessante. Ma non contrasta con quanto dico: il potere può avere anzi un interesse ancora maggiore a intervenire con l’esibizione mediatica di violenza pilotata, per orientare l’opinione pubblica contro possibili forme di violenza spontanea o politicamente organizzata, per spingere verso forme di protesta votate al fallimento, e per favorire leggi e prassi repressive.
Tornando all’epistemologo Buzz, c’è una fallacia gigantesca ed esiziale, che tutti tendiamo a commettere: di accettare l’assunto implicito che il ristretto ventaglio di opzioni che ci viene presentato dal potere e dai media esaurisca le possibilità. Oggi accettando il falso dilemma Indignados o Black bloc. I primi mosci e inconcludenti, gli altri finti e insensati. Se ci si fa dettare dal padrone, che ci mostra due scelte apparentemente opposte, la strategia per uscire dalla subalternità, la vittoria non è proprio assicurata. Lo spettro, sia dell’esistente che del potenziale, è molto più ampio: c’è la violenza che cova di chi è veramente oppresso, e che non si limiterebbe all’innocua Cinecittà dell’altro giorno; c’è la rabbia di chi non sfila a comando ma non ce la fa più e voterebbe qualcuno più serio delle attuali maschere della politica. Ci sono i modi nuovi, inediti da scoprire urgentemente – questa sì è pigrizia, oltre che errore politico madornale – di opporsi efficacemente al potere; senza cadere né nella trappola di chi ti vuole addormentare dandoti ragione a chiacchiere, né in quella che ti incita a fermare un Frecciarossa in corsa a spallate.
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Blog de “Il Fatto”
Commento al post di Travaglio “Prendo le distanze” del 20 ott 2011
Scusi Travaglio, ma qui si stanno prendendo le distanze anche dalla legalità. A proposito della mescolanza di farsa e tragedia in Italia (Pasolini, oggi citato per la sua difesa dei poliziotti, andrebbe citato per “L’Italia è un Paese ridicolo e sinistro. I suoi governanti sono maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue”); perché non chiedere le dimissioni di Maroni, per non avere saputo controllare e fermare un pugno di scemotti che ha guastato una manifestazione politica? E chiedere alla magistratura di indagare su responsabilità, che appaiono palesi, delle forze di polizia, sempre che il tema “poppe e natiche frequentate da B.” le lasci un po’ di spazio? C’era un giornalista, Tobagi, che contestava il dogma dell’invincibilità dei manovali del caos, ma purtroppo l’hanno ammazzato:
Il ritorno dei samurai angolo V. Labicana. In: http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/informazioni-riservate-su-black-bloc-e-indignati/
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Segnalato su:
Blog di A Giannuli
post “La manifestazione di Roma: solito dejavu?” del 15 ott 2011
Comunicato del SIU* n. 1
Colendissimo Signor Lunnai
Due documenti riservati su Black bloc e Indignati, che mi auguro non cadano nelle mani di complottomani e dietrologi:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/informazioni-riservate-su-black-bloc-e-indignati/
Suo fratello in Iside
Clisma 4
Guardia scelta del SIU*
* Scatorchiano Intelligence Unit.
e post ” Ancora su Piazza San Giovanni” del 18 ott 2011:
Riguardo ai consigli di Cossiga nel 2008:
http://menici60d15.wordpress.com/2008/10/29/incudine-e-non-martello/
Blog “L’aria che tira” di M. Cedolin
Post “Dietro il fumo dei lacrimogeni e delle camionette che vanno a fuoco, c’è una società in cancrena” del 21 set 2011:
C’è una fallacia gigantesca ed esiziale, che tutti tendiamo a commettere: accettare l’assunto implicito che il ristretto ventaglio di opzioni che ci viene presentato dal potere e dai media esaurisca le possibilità. Oggi accettando il falso dilemma Indignados o Black bloc. I primi mosci e inconcludenti, gli altri finti e insensati. Se ci si fa dettare dal padrone, che ci mostra due scelte apparentemente opposte, la strategia per uscire dalla subalternità, la vittoria non è proprio assicurata. Lo spettro, sia dell’esistente che del potenziale, è molto più ampio: c’è la violenza che cova di chi è veramente oppresso, e che non si limiterebbe all’innocua Cinecittà dell’altro giorno; c’è la rabbia di chi non sfila a comando ma non ce la fa più e voterebbe qualcuno più serio delle attuali maschere della politica. Ci sono i modi nuovi, inediti da scoprire urgentemente – questa sì è pigrizia, oltre che errore politico madornale – di opporsi efficacemente al potere; senza cadere né nella trappola di chi ti vuole addormentare dandoti ragione a chiacchiere, né in quella che ti incita a fermare un Frecciarossa in corsa a spallate.
In:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/informazioni-riservate-su-black-bloc-e-indignati/
Blog Metilparaben
Post “I garantisti delle leggi speciali” del 20 ott 2011
Gatta ci cova…
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/informazioni-riservate-su-black-bloc-e-indignati/
20 ottobre 2011 17:09
Blog Dietro il sipario
Post “Gli Indignados, strumenti inconsapevoli del Lucis Trust” dell’8 nov 2011
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/informazioni-riservate-su-black-bloc-e-indignati/
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Segnalazioni censurate:
Blog de Il Fatto:
Post di P. Ojetti “La legge Irreale” del 17 ott 2011:
Ecco fatto. Bravi:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/informazioni-riservate-su-black-bloc-e-indignati/
Post di Claudio Fava “Le leggi liberticide non servono” del 18 ott 2011:
I comportamenti liberticidi servono:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/informazioni-riservate-su-black-bloc-e-indignati/
Post della Redazione “Roma, cortei in centro vietati per un mese. Solo “una manifestazione statica” per la Fiom” del 17 ott 2011:
C’è qualcosa che non quadra…
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/16/informazioni-riservate-su-black-bloc-e-indignati/
Pubblicato in: "Mele marce", Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Berlusconismo, Borghesia compradora, Campagne istituzionali di discredito, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Cattivi maestri, Censura e persecuzione del dissenso, Censura e persecuzione occulte, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione della viltà, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Corruzione della vittima, Criminalizzazione degli oppositori, Danni e pericoli della globalizzazione, Degrado del tessuto sociale e atomizzazione sociale, Destra, Deuteragonismo nei blogs, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Dipietrismo, Educazione e incitamento al disprezzo e all'odio, Effetti a cascata dell'eversione, Etica della conoscenza e del giudizio, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Generalizzazione corretta, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Inautenticità della sinistra, Istituzioni ibride, Leghismo, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Manipolazione ideologica, Misteri d'Italia e USA, Non-complementarietà, Opposizione deuteragonista, Opposizione verticale al potere, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Popolo come istituzione, Repubblicanesimo, Resistenza civile, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Terrorismo come deuteragonismo, Travaglismo, Victim blaming, Violenza indiretta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
16 ottobre 2011
Blog de Il Fatto
Commento al post di J. Piromallo “UnderForty: da Napoli contro il tumore al seno” del 14 ott 2011
Su il Fatto la giornalista Piromallo incita la rete perché si estenda lo screening per il cancro della mammella alle donne sotto i 40 anni. Voci autorevoli sostengono che le donne dovrebbero essere informate sul rischio di sovradiagnosi. Le statistiche, quelle mostrate al pubblico dai media compiacenti, mentono. Molte lesioni della mammella classificate istologicamente come cancro sono clinicamente silenti e non necessitano di trattamento. Più aumentano gli screening di massa, che catturano tali lesioni, fino al 46% in uno studio, più aumenta surrettiziamente l’incidenza; e più le cure sembreranno efficaci [1]. Due ricercatrici hanno calcolato che gli effetti degli screening sulla mortalità al netto di queste sovradiagnosi non sono più che minimi [2]. In realtà, più donne sane riceveranno l’etichetta di malate di cancro e i relativi danni fisici, morali, economici.
Ora tocca alle giovani; ma la lotta al cancro non dovrebbe essere affidata a “battaglie per la vita” dei blogger. Dovrebbe essere regolata dallo Stato. I cui occupanti favoriscono campagne mediatiche che alimentano un business miliardario che prospera svuotando seni, e fanno zittire chi dissente. Le forze che si presentano come “progresssiste”, legate alla grande finanza, sono in prima linea in queste campagne pseudoprogressiste.
Questo martellamento tendenzioso farà presa soprattutto sulle giovani che si trovano in una condizione di fragilità; costituzionalmente, o per circostanze di vita (stress, delusioni, solitudine, etc.). Tipico di queste operazioni è l’accostamento del cancro ad argomenti frivoli, come le borsette e i rossetti del link dell’articolo al NY Times sul Breast cancer awareness month.
1.http://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/
2. Cutler, Burki. Overdiagnosis may further diminish mammographic breast cancer benefits minimized by elegant study. Climacteric. Journal of the International Menopause Society, apr 2011
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@Mir2011. Bisognerebbe darsi il coraggio morale di capire, e di spiegare se si comunica tramite i media, che gli esami diagnostici sono come le medicine: gli eventuali vantaggi vanno bilanciati coi possibili danni. Danni possono derivare anche da procedure non invasive: le informazioni generate dall’esame possono innescare una catena di interventi clinici nociva. Così come le medicine non sono caramelle, gli esami di imaging non sono fotografie, e possono essere pericolosi:
Screening could seriously damage your health. British medical journal 1997;314:533.
Pubblicato in: Abolizione dell'opposizione reale, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Biopolitica, Borghesia compradora, Buonismo medico, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Cooptazione dei familiari delle vittime, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Deontologia dei blogs, Depistaggi eziologici, Deuteragonismo medico, Deuteragonismo nei blogs, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Emarginati e deboli come fair game, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Fagocitosi dell'opposizione, Falsa coscienza e buona fede degli operatori nella frode medica strutturale, Fiducia nelle istituzioni, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Generalizzazione corretta, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Libertà dalla bugia, Malamisura, Manipolazione delle statistiche sul cancro, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Midcult progressista, Neoalchimia, Omertà scientifica, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Paziente come supporto, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Profezia che si autoavvera in medicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Riconoscimento dell'extramediatico, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Selezione opportunistica dei pazienti, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Strumentalizzazione della sessualità, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina, Violenza indiretta, Violenza occulta | Commenti disabilitati
8 ottobre 2011
Blog de Il Fatto
Commento al post di Bruno Tinti “Meredith, il verdetto del popolo sovrano” dell’8 ott 2011
Al dr Tinti le discussioni sull’assoluzione della Knox e di Sollecito fanno venire in mente che il popolo ciancia senza capire nulla di diritto, e che i magistrati italiani sono superiori a quelli USA perché motivano le sentenze. Pur condividendo il giudizio sulla gente e sul sistema giudiziario USA, posso testimoniare che quando si tratta di dare impunità o appoggio ai crimini dei poteri forti, a partire da quelli coi quali gli USA mantengono il loro dominio sull’Italia, i magistrati italiani non sono migliori della gente e dei colleghi USA. Si può assistere alla “parallelizzazione” dei gradi di giudizio, che, sequenziali nel tempo, vengono affiancati sul piano spicciolo creando doppie verità; così che gli imputati sono assolti però si lascia intravedere, magari anche dallo stesso giudice che ha smentito il giudizio di colpevolezza del grado precedente, che di fatto sono colpevoli (o al danneggiato viene data ragione formalmente mentre col grado successivo, senza negare il giudizio precedente, si fa in modo che il torto prosegua). Le perizie tecniche, che andrebbero ormai riconosciute come un magnifico mezzo per eludere la logica più elementare e la decenza dietro al paravento del “rigore” e della prosopopea scientifica, possono certificare che gli asini volano:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/25/le-perizie-ballistiche/
o i periti possono divenire degli imbranati fantozziani (v. la perizia genetica della polizia per l’assassinio dell’ispettore Donatoni, in “Mistero di Stato”, di M. Almerighi). E la luce non è mai giusta: o è quella abbagliante dei proiettori dello show mediatico, oppure magistrati e forze di polizia cercano di operare nell’oscurità, senza contraddittorio, con procedure anomale, e di dare meno motivazioni pubbliche possibile, agendo per vie informali e riservate, lasciando meno tracce possibile della loro concezione del diritto e della giustizia rispetto allo zio Sam o altri signori.
Francesco Pansera
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Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Costa “Tutti i giudici di Amanda Knox” del 10 ott 2011
Nella sua intemerata per difendere il suo clan in un caso dove certo il sistema giudiziario non ha brillato, come quello Knox-Sollecito, Costa ha ragione quando dice che a volte il pubblico è una bestia. Il fatto è che i magistrati, in casi dove poteri forti esercitano la loro influenza, non appaiono migliori del volgo, ma una sua espressione ripulita, che nella baraonda ci sguazza:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/10/08/i-magistrati-e-gli-usa/
Anch’io nel mio campo, la medicina, vedo come spesso siano sbagliate, distorte, assurde le pretese del pubblico; ma quelle proposte sfuocate e spesso controproducenti nascono da una percezione intuitiva negativa sulla medicina che non è infondata. Penso che se la medicina fosse onesta e pulita tali proteste mal dirette in gran parte controproducenti rientrerebbero, e tra quelle restanti verrebbero riconosciute e isolate quelle sbagliate.
Che l’avvocato Costa e i magistrati che difende facciano la loro parte per assicurare una giustizia imparziale, equa e efficiente, e vedranno che la gente non tenterà di indossare i loro roboni settecenteschi e i berretti col pon pon. Una giustizia che abbia il carattere della linearità. Per es. se davvero non si vogliono polveroni e cicaleccio, basterebbe, non dico invertire il rapporto capovolto tra effetto e causa, riportandolo alla sua forma naturale, ma almeno accorciare i tempi, attualmente di 3 mesi, tra la sentenza, che è una conclusione, e le motivazioni, che dovrebbero essere le premesse della conclusione stessa. A costo di posticipare la sentenza. Una giustizia che, esposte le conclusioni, ci mette un altro quarto di anno per esporre come ha raggiunto le premesse, e come da esse abbia inferito le conclusioni, mentre fuori il pubblico rumoreggia e straparla, non può dirsi estranea alla caciara, per quando solenni siano le pose che assume.
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La coppia “calculemus” e “ignorabimus” nell’attività giudiziaria
@Gioele28. Che brutta professione quella del giudice, sul piano intellettuale oltre che umano, se consiste davvero in ciò che tu dici. Credo che la verità, ai fini pratici, etici e giudiziari sia un’entità tangibile e unica *; la cui approssimazione, se non sempre è possibile, non è però neppure così terribilmente irraggiungibile. Viene dipinta come vaporosa soprattutto quando al contrario si è proceduto con l’accetta.
E’ un po’ buffo che parlando dell’attività dei tribunali, che dovrebbero essere il luogo della misura nel giudizio, dall’ottimismo positivista sulle perizie tecniche si passi a dolenti considerazioni sull’inaccessibilità della verità, dove la vita reale sembra un’entità noumenica che le mura dei palazzi di giustizia tengono separata dal lavoro dei magistrati. Dalla hubris scientista, dal “calculemus” leibniziano, ad uno “ignorabimus” che invoca smarrito la trascendenza a giochi fatti.
Credo che sarebbe utile per tutti, meno che per chi è colpevole, che ci fossero linee guida solide sulla prova scientifica nei procedimenti giudiziari; basate su una definizione non ingenua – non ingenua sotto il profilo epistemologico e quello della conoscenza di come va il mondo – del rapporto tra la ricostruzione “naturale” del fatto, considerato come fenomeno causato da azioni umane, e ruolo dell’analisi scientifica nella ricostruzione. L’analisi scientifica porta la ricostruzione ai piani ipogei o iperurani del non osservabile, e può approfittarne per sdoganarsi dalla razionalità e dal controllo di attendibilità; facendo le veci del Dio di cui parla Gioele28; o meglio venendo usata come un traballante deus ex machina che interviene tonante e cigolante per imporre il finale desiderato.
* http://menici60d15.wordpress.com/2009/06/03/contro-il-relativismo-etico-ed-epistemico/
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Avvocato Costa, ringrazio Lei per mostrarmi in cosa consiste il Vostro lavoro.
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Blog de Il Fatto
Commento del 27 gen 2012 al post di M. Imperato “Lobby al sole anche da noi?” del 27 gen 2012
postato su questo sito il 5 feb 2012 causa boicottaggio Telecom
Il PM Imperato invita a considerare di introdurre anche da noi il lobbismo, cioè la legalizzazione dei finanziamenti ai politici da parte di gruppi di interesse. Il magistrato invita a guardare al fenomeno senza ipocrisie. Si dovrebbe estendere il suo suggerimento al potere giudiziario: considerando il fenomeno USA dei finanziamenti legali alle campagne elettorali dei magistrati da parte delle multinazionali. Lì è legale comprarsi dei magistrati in questo modo. Ma anche in Italia, così come non è sconosciuto il fenomeno dei soldi passati sottobanco da potenti gruppi di interesse ai politici, esiste la magistratura “business friendly”, che fa carriera essendo compiacente col business:
I magistrati “business friendly” e la mafia come sineddoche tendenziosa
http://menici60d15.wordpress.c…
Reati contro l’economia
http://menici60d15.wordpress.c…
27 gen 11 h 17:10
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Sito de L’Espresso
Commento all’articolo di P. V. Buffa “Così torturavamo i brigatisti” del 5 apr 2012
Sul fatto che i poliziotti, col coraggio dello sciacallo, quando non corrono rischi commettano abusi e i magistrati li coprano, non ho dubbi. Soprattutto se ci sono di mezzo interessi USA. Ciò che è sicuramente vero in questa storia è che polizia e magistratura di nascosto praticano e favoriscono forme abbiette di crimine a favore di interessi USA. Ciò che è sicuramente falso è l’implicazione che lo facciano solo per fini in sé leciti, e solo nei confronti di chi delinque.
Pubblicato in: "Regole", "Mele marce", "Politica", "Rispetto per le istituzioni", Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Argomento di Corax, Artifici della magistratura, Borghesia compradora, Campagne istituzionali di discredito, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione del dissenso, Censura e persecuzione occulte, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione della viltà, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Criminalizzazione degli oppositori, Crimine dei colletti bianchi, Danni e pericoli della globalizzazione, Depistaggi "la guerra è guerra", Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Discriminazione istituzionale di cittadini, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Educazione e incitamento al disprezzo e all'odio, Esposizione dell'ingiustizia come alternativa alla giustizia, Etica della conoscenza e del giudizio, Fallacia delle regole, False biografie, Falso dilemma, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Magistrati e medicina, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Magistratura ghibellina, Male e mediocrità, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Non-complementarietà, Oltraggio mediante il potere istituzionale, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Popolo, Repubblicanesimo, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scambio tra accuratezza e precisione, Sinistra compradora, Standard negativo e falso standard, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Tecnica del potere, Terzietà della magistratura, Travaglismo, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
30 settembre 2011
Blog il Fatto
Commento al post di D. De Felice “Perché curarne di meno pagando di più?” del 29 set 2011
Secondo il dr De Felice ci sono due farmaci oftalmologici concorrenti: il Lucentis della Novartis, a 1700 euro “a fiala”, e l’Avastin della Roche, a 24 euro “a fiala”. Sono equivalenti, ma L’Aifa autorizza solo l’uso del primo. In realtà la Roche/Genentech ha sviluppato e commercializza entrambi i prodotti; ha dato il Lucentis in concessione alla Novartis fuori dagli USA. La molecola del Lucentis è stata ottenuta da quella dell’Avastin. L’Avastin, un antitumorale somministrato per via parenterale, per l’uso oftalmico appare più economico perché essendo iniettato localmente, nel vitreo, ne occorre una dose molto più bassa. Il prezzo a dose elevato del Lucentis è un caso mascherato di discriminazione di prezzo e di value-based pricing, volto a massimizzare i profitti. Studi che dissuadono dall’uso oculistico off label dell’Avastin riportando maggiori rischi sono finanziati dalla Roche, la stessa casa che lo produce e ha fatto carte false per estenderne l’uso (ma non alle patologie oculistiche). Politici e opinionisti stanno reggendo questa commedia, invece di esigere dalla Roche un comportamento commerciale corretto: che sgonfi il prezzo del Lucentis o offra l’Avastin in forma farmaceutica per l’uso oftalmico.
L’Avastin ha avuto appoggi politici e traversie che hanno sollevato scandalo anche tra gli scienziati mainstream: la sua approvazione per il tumore della mammella è stata concessa dalla FDA contro il parere dei suoi stessi esperti; 2 anni dopo è stata ritirata data l’inefficacia. E’ un antitumorale costosissimo che fattura miliardi di euro all’anno. In USA l’uso antitumorale off label, non rimborsato dalle assicurazioni, porta i pazienti a pagare sui 100000 dollari/anno. In generale l’uso off label è un’altra bieca tattica di marketing che danneggia i pazienti; tale trasgressione delle regole, che in alcuni casi è stata sanzionata in USA con multe di miliardi di dollari, non andrebbe fatta passare per qualcosa di positivo.
~~~
Brescia, 14 nov 2011
Dr Enzo Iacopino
Presidente
Ordine nazionale dei giornalisti
Via Parigi 11
00185 Roma
racc a/r online
e
Dr.sa Adriana Bazzi
abazzi@rcs.it
email
Oggetto: grave disinformazione nell’articolo di Adriana Bazzi “Farmaci fuori indicazione quando è giusto rischiare”. Corriere della Sera, 13 nov 2011.
“These are not always a victimless crime that’s just about money. These companies are engaged in actions in which there are times that result in people killing themselves or hurting others.”
Patrick Burns, attivista dei Taxpayers Against Fraud, sulla multa di 235 milioni di dollari pagata nel 2010 dalla Novartis per un caso di off label marketing
L’articolo in oggetto riporta una versione distorta e fuorviante della querelle bevacizumab vs. ranizumab. Vedi:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/30/sulle-regole-per-la-roche/ (allegato)
Invece di svelare la natura artificiosa della questione, l’articolo la “ontologizza”, come se i farmaci, anzi le preparazioni farmaceutiche, fossero un dato di natura immodificabile. Invece di denunciare un basso trucco delle multinazionali farmaceutiche a danno dei pazienti, l’ambiguo gioco delle parti delle agenzie regolatrici, e le conseguenze pericolose e a volte disastrose delle prescrizioni off label, attivamente ricercate per aumentare i profitti; invece di sensibilizzare cittadini e politici perché si faccia cessare un raggiro che pone l’alternativa tra il dover pagare un prezzo truffaldino o esporre i pazienti a un rischio iatrogeno, l’articolo accetta e amplifica la falsa rappresentazione; e ne trae la morale arbitraria e abusiva che l’off label può essere “giusto” anche se è un rischio.
Un sabotaggio terapeutico deliberato, volto alla ricerca amorale della massimizzazione del profitto, viene preso a pretesto per fare apparire accettabili forme ancora più nefaste di deregolamentazione e perseguimento del profitto. Questa posizione calpesta il diritto dei cittadini alla tutela della salute, e il diritto ad una informazione chiara, veritiera e corretta.
Sul sito del Corriere è stato rimosso un mio semplice commento (postato alle h 13:12) all’articolo online, che segnalava la radicale distorsione della versione dei fatti data dal Corriere e denunciava questo cavallo di Troia che invita a guardare con occhio positivo alle prescrizioni off label:
“No, non è andata come dice la giornalista Bazzi. Il bevacizumab (Avastin) e il ranibizumab (Lucentis) provengono dalla stessa casa farmaceutica; la separazione e il caso non erano necessari, ma sono stati costruiti e montati ad arte per generare profitti; con lo spinoff di presentare al pubblico le prescrizioni offlabel, pratica antiscientifica e pericolosa, (per la quale pochi giorni fa la Glaxo ha pagato al governo USA una transazione di 3 miliardi di dollari), come un “giusto rischiare”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/30/sulle-regole-per-la-roche/”
Poche ore dopo, insieme a due commenti, è stata aggiunta la dicitura “Non è possibile inviare commenti a questo articolo”. Questa censura non depone a favore della giornalista e del Corriere, che dovrebbero rendersi conto, insieme agli altri giornalisti e giornali che pure diffondono e occultano notizie come se fossero dipendenti di big pharma, di quanto gravi sono le responsabilità che così si assumono.
Distinti saluti
Dr Francesco Pansera
All.
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28 settembre 2011
Blog de Il Fatto
Commento al post di Stefano Corradino “Giuriamo contro il bavaglio” del 28 set 2011. Censurato
Essendomi laureato in medicina alla Cattolica, non ho prestato il Giuramento di Ippocrate, originariamente rivolto agli dei: i preti vogliono chi si giuri solo sulle loro parole e i loro libri. Del resto, del Giuramento di Ippocrate nei fatti se ne stropicciano quasi tutti, dato ciò che è divenuta la medicina:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/15/la-medicina-come-rimedio-ai-limiti-della-crescita-economica/
I giornalisti poi concorrono attivamente a tale spergiuro:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/12/i-futures-di-santa-lucia/
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/21/i-giornalisti-e-il-mal-di-schiena/
Quindi sono scettico sul giuramento che i giornalisti per bocca di Stefano Corradino propongono in analogia con quello Ippocratico. E’ in realtà limitativo dell’art. 21 della Costituzione, e della libertà di espressione e di informazione, difendendo solo la loro categoria di professionisti deputati all’informazione; composta da un nucleo castale, da una folla di aspiranti alla casta, e da un’esigua minoranza di voci libere e coraggiose che non di rado campano male o non campano (e vengono esibite dagli altri per fare bella figura). I giornalisti protestano poco o nulla sul bavaglio ai bloggers associato al bavaglio ai giornalisti. I bloggers costituiscono una concorrenza, e quel che è peggio una spina nel fianco esponendo ciò che i giornalisti non dicono:
http://menici60d15.wordpress.com/commenti-censurati-da-il-fatto/
Come i magistrati con l’indipendenza della magistratura, al diritto sancito dall’art. 21 i giornalisti associano la facoltà di non ottemperare allo speculare dovere; che è ciò che dovrebbe distinguere i professionisti, ammesso e non concesso che sia lecito avere un albo chiuso di “informatori”. Questi giuramenti etici di ordini professionali ricordano quello dei professori dell’università di Salamanca, che giurano sul libro aperto, simbolo di conoscenza, e sul libro chiuso simbolo di omertà.
* * *
Commento allo stesso post, accettato
No, chi si assume l’onore e l’onere di formare l’opinione pubblica, chi diffonde le notizie che contribuiscono a costruire la realtà sociale, ha oltre al diritto costituzionale di informare anche il dovere etico di informare. Un famoso direttore del New York Times diceva che “In alcune circostanze, il silenzio è una bugia”.
* * *
Blog L’AntiComunitarista
Commento al post “Comunicato sindacale USICWeb - Comunicato Unione Sindacale dei Comunicatori Web – Post a rete unificata #noleggebavaglio” del 28 set 2011
Mi associo alla protesta. Chi scrive sulla rete deve assumersene la responsabilità, ma esistono già le leggi sulla diffamazione e la calunnia. I blog sono un corpo estraneo rispetto alla tradizione culturale autoritaria e chiesastica italiana, e queste norme liberticide sono la manifestazione di una reazione di rigetto che covava già da tempo:
“Fosse per l’Italia, neppure ci sarebbe bisogno di un giro di vite sul web contro il partito dell’odio e dell’invidia. Il web è piombato sull’Italia come un oggetto fantascientifico proveniente da un altro pianeta; dipendesse da noi, trasformato in carrozzone pubblico al servizio di interessi privati, sarebbe stato imbrigliato da un pezzo; aprire un sito per il semplice cittadino sarebbe più difficile che ottenere il porto d’armi; e la rete non andrebbe molto oltre Radio Maria, i reality, C’è posta per te, le previsioni del tempo, le ricette, il calcio, la pubblicità palese e redazionale, es. i siti di educazione alla salute e sul corretto uso dei farmaci, pluralistiche rappresentanze di partiti e forze sindacali, etc.; l’angolo più estremista, luogo di feroci duelli tra bloggers, nell’ambito di quanto consentito dai moderatori, sarebbe il sito di Fabio Fazio.”
(http://menici60d15.wordpress.com/2010/12/07/da-quali-minacce-va-protetta-la-glaxo/)
Forse si sta approfittando del declino di Berlusconi per addossare a lui una volontà censoria che è diffusa. Purtroppo c’è una convergenza di interessi contro i blog; anche da parte di forze che dovrebbero stare a fianco dei blogger nella difesa della libertà di informazione:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/28/giuramenti-deontologici/
Pubblicato in: Abolizione dell'opposizione reale, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Berlusconismo, Cattivi maestri, Censura, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Deontologia dei blogs, Deuteragonismo nei blogs, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Etica della conoscenza e del giudizio, Fagocitosi dell'opposizione, Falsa coscienza e buona fede degli operatori nella frode medica strutturale, Fictio democratica, Frode medica strutturale, Funzione censoria del deuteragonismo, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Libertà dalla bugia, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Midcult progressista, Opposizione deuteragonista, Pansera, Politica e biomedicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Resistenza civile, Resistenza e informatica, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Scienza e medicina come nuove religioni, Selezione avversa classe dirigente, Servilismo degli intellettuali, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Tipi antropologici proibiti, Tirannia della bugia, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina | Commenti disabilitati
22 settembre 2011
Blog Il Corrosivo di Marco Cedolin
Commento al post “Quali sono i veri poliziotti?” del 22 set 2011
La polizia, che è fatta di Italiani, manifesta davanti a Montecitorio perché è voltagabbana: ha fiutato il vento e si stacca dal signorotto in disgrazia che prima ha aiutato con tutti i mezzi a spadroneggiare; e anzi gli va contro. Il Griso quando Don Rodrigo si ammala prende le distanze e poi lo tradisce accordandosi coi monatti, noterebbe qualcuno. Come fa spesso, Cedolin coglie un punto nodale: I poliziotti sono onesti e benemeriti lavoratori o sgherri del potere? Credo che il dilemma sia insolubile, posto così. Per trovare le coordinate che Cedolin giustamente chiede occorre superare le dicotomie semplici, e ammettere che alcune grandi istituzioni etiche, come la polizia, sono intrinsecamente ibride: hanno una funzione sociale positiva, ma anche una insopprimibile componente oscura. Un miscuglio, nel quale il primo aspetto, al quale ascrivere comportamenti corretti e esempi luminosi, viene sfruttato dal secondo, che si fa scudo dei casi nobili di aderenti all’istituzione che sono stati uccisi, che a volte sono casi di epurazione.
Come la salute, l’ordine quando c’è non si nota. Ci dimentichiamo che se non siamo in un Far West è perché c’è il lavoro delle forze di polizia. Non si può fare a meno di tale servizio pubblico. Questa azione però è carente là dove sarebbe più necessaria, come le aree del Sud dove la mafia è forte; e per i crimini dei colletti bianchi; e solo chi ci è passato in prima persona può sapere quanto possono essere vendute le forze di polizia (soprattutto, posso dire, quando servono i poteri forti, come quelli che hanno commissionato gli omicidi politici); e quali reati possono impunemente commettere, quali abissi di infamia possono raggiungere; con la connivenza e a volte la complicità attiva della magistratura, altra istituzione ibrida.
La polizia dovrebbe difendere i cittadini: in realtà tende ad esercitare una protezione, arbitraria ed ineguale a seconda del cittadino, e che si riserva di ritirare a piacimento, regolandosi sulle convenienze e gli interessi in gioco, analogamente alla protezione mafiosa. Per il cittadino comune, la protezione si paga col pizzo della sottomissione al potere, che ha nei poliziotti i suoi campieri. Bisogna fuggire sia il rifiuto ideologico dell’istituzione, sia la tentazione di porvi cieca fiducia, come la propaganda martellante e la pavidità del cittadino medio spingono a fare:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/14/vogliono-i-poliziotti/
Ma da cittadini repubblicani occorre guardarla con distacco, esercitando il controllo democratico e pretendendo che nei suoi comportamenti si avvicini a ciò che dovrebbe essere, se vuole essere riconosciuta come istituzione, e non come una banda di soggetti descritti nel canto della mala:
“Prima faceva il ladro / e poi la spia / adesso è delegato di polizia”.
Quello dei Notav, in un’Italia piena di finte proteste pilotate dal potere, è un raro caso di lotta popolare genuina, e di risonanza nazionale, contro i soprusi del potere. Quindi sono in gioco non solo le grandi ruberie sull’Alta velocità, ma anche il principio che la gente deve stare buona mentre viene derubata; questo rifiuto di massa ad essere defraudati di beni essenziali è inaccettabile per la tirannia che aleggia dietro alla fictio democratica. Occorre che i resistenti della Val di Susa stiano attenti, perché se da un lato si cercherà di addormentare la protesta, dall’altro si farà di tutto per dipingerla come opera di violenti, esaltati, etc. E i poliziotti, che davanti a terroristi veri non brillerebbero, quando si tratta di bastonare brave persone divengono guerrieri implacabili e audaci.
* * *
Grazie Marco. E’ vero che la polizia è immersa in una rete di relazioni istituzionali, che ne condizionano il comportamento; e come altri poteri dello Stato è subordinata a forze come gli USA, le oligarchie finanziarie, il Vaticano. L’assorbimento, del quale parli, è un fenomeno passivo; ma le forze di polizia brillano anche di luce propria. Andrebbe forse maggiormente riconosciuto il ruolo attivo, silenzioso e sottovalutato, delle forze di polizia nel determinare la politica italiana, al livello intermedio del quale fanno parte. La difesa manu militari degli interessi illeciti del business medico è a mio parere un esempio di questa cogestione attiva. La gente non lo sa, ma la medicina che ha e che avrà
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/15/la-medicina-come-rimedio-ai-limiti-della-crescita-economica/
è una medicina imposta coi questurini e i militari dal budriere bianco; e anche con forme più sofisticate di poliziotto.
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Blog “Conflitti e strategie”
Commento al Post di Gianni Petrosillo “Dateci un taglio” del 23 set 2011
Questa immagine della polizia esasperata che assalta il Palazzo ricorda gli ammutinati della Corazzata Potemkin; e chi ci crede dovrebbe stare a sentire Fantozzi…
Non so quanto sia sincero questo attrito tra La Russa e i poliziotti, che di fatto ha gettato l’amo di una polizia che sta al fianco dei cittadini esasperati dal Palazzo, e non di fronte a difesa del Palazzo con i randelli e con gli uffici riservati; ma anche se lo fosse, non mi sembra quello tra un fascista e onesti lavoratori esasperati …
http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/22/istituzioni-ibride/
Pubblicato in: "Regole", "Antipolitica", "Mele marce", "Non si può generalizzare", Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Biopolitica, Borghesia compradora, Campagne istituzionali di discredito, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione del dissenso, Censura e persecuzione occulte, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Clero e violenza, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Coltivazione della viltà, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Criminalizzazione degli oppositori, Crimine dei colletti bianchi, Danni e pericoli della globalizzazione, Depotenziamento lotta al crimine, Destra, Deuteragonismo nei blogs, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Diritto all'informazione, Discriminazione istituzionale di cittadini, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Educazione e incitamento al disprezzo e all'odio, Emarginati e deboli come fair game, Etica della conoscenza e del giudizio, Fallacia della pseudofallacia di generalizzazione, Fallacia delle regole, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forma democratica e sostanza pontificia, Forze di polizia, Forze di polizia come milizie mercenarie, Frode medica strutturale, Funzione censoria del deuteragonismo, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Libertà dalla bugia, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Male e mediocrità, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Metamafia, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Oltraggio mediante il potere istituzionale, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Opposizione verticale al potere, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Patologizzazione degli oppositori, Perbenismo poujadista, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Principio di Mazzarino, Resistenza civile, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Selezione avversa classe dirigente, Servilismo degli intellettuali, Servizi segreti e frode medica strutturale, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Soccorso al vincitore, Sovradiagnosi, Subordinazione delle forze di polizia al clero, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Tipi antropologici proibiti, Tirannia della bugia, Uso persecutorio della tecnologia per la sicurezza, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia, Violenza senza soggetto | Commenti disabilitati
29 aprile 2011
Blog di Daniela Gaudenzi su Il Fatto et al.
Commento al post “Amministrative: bisogna andare a votare” del 29 apr 2011 et al.
Alcuni manuali di marketing della medicina spiegano che non è necessario per un ospedale essere buono in sé: è sufficiente essere il meno peggio nell’area. L’accettazione di un analogo ricatto in politica ci ha portato alla situazione attuale. Credo che il voto vada dato solo a chi dà garanzia di essere un valido rappresentante del popolo; non al più sorridente tra i kapò o al più drammatico tra i clown. Se si individuano come amministratori da scegliere candidati che si reggono sulle proprie gambe, li si voti. Altrimenti ha un pieno significato politico ritirare il voto, restituendo la scheda elettorale. Ciò che a loro importa è avere la legittimazione del voto; per il resto potete votare Grillo, Rauti, chiunque. Penso che il popolo sovrano abbia il dovere di ritirare tale legittimazione a gente palesemente prostituita, che dice che è qualunquista dire “tanto sono tutti uguali” ma si differenzia essenzialmente nella forma di prostituzione e nella clientela. Come è stato detto “Con la m. non si costruisce”. Vinceranno gli altri, i pessimi? E’ meglio avere per caporale un nemico dichiarato (che ha ottenuto il potere con una procedura contestata in massa con l’astensione) che un falso amico. Si sproloquia di rivoluzione armata, e mancano i modesti livelli di testosterone sufficienti a dire “No” l’unica volta che per esigenze di copione viene chiesto il nostro parere. Una raccomandata per restituire la tessera elettorale al Quirinale costa pochi euro. Se votate rappresentanti di qualità scadente che danneggeranno la comunità, o se anche solo li legittimate partecipando alle elezioni, ne diverrete complici, e dovrete essere additati come causa dei problemi che dopo condannerete con elaborati piagnistei:
http://menici60d15.wordpress.com/2007/05/13/no-dal-molin-elezioni-“peselo-paghelo-impichelo”/
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Commento al post di Gianfranco Mascia “Manifestare non basta. Andiamo a votare” del 15 mag 2011. Censurato.
Qualunque cosa fate, sia “muovere il culo” come dice Mascia e andare a votare; oppure non obbedirgli e non andare, non perché pesanti di deretano ma per preservarvelo, il didietro:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/29/le-ragioni-per-non-votare/
http://menici60d15.wordpress.com/2007/05/13/no-dal-molin-elezioni-“peselo-paghelo-impichelo”/
dovete assumervi la responsabilità personale – il merito o la colpa – del futuro politico che ne deriverà.
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Commento al post de Il Fatto ” Umbria, arrestato Orfeo Goracci vicepresidente del consiglio regionale” del 14 feb 2012
@unknow. Andando a votare attualmente non si elegge “chi si vuole”, ma chi vogliono loro. Restituendo la scheda elettorale non si legittimano i governanti, ma si ritira loro una legittimazione popolare che non meritano. Il diritto a criticare i governanti semmai lo perde moralmente chi prima legittima questo teatrino andando a votare e poi mugugna.
Pubblicato in: "Antipolitica", "Mele marce", "Politica", Abolizione dell'opposizione reale, Agenzie morali parassitarie, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Borghesia compradora, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Coltivazione del conformismo, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Destra, Deuteragonismo nei blogs, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Fagocitosi dell'opposizione, Fallacia delle regole, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Generalizzazione corretta, Grazia e antinomianismo, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Individuazione responsabilità collettiva non distributiva, Libertà dalla bugia, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Non-complementarietà, Opposizione deuteragonista, Opposizione verticale al potere, Popolo come istituzione, Resistenza civile, Responsabilità e colpe del popolo, Restituzione documento elettorale, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Selezione avversa classe dirigente, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Standard negativo e falso standard, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere | Commenti disabilitati
21 aprile 2011
Blog di Alessio Liberati su Il Fatto
Commento al post “OK, sono un terrorista. Ma di destra o di sinistra ?” del 18 apr 2011
Salvo eccezioni, dr Liberati, lei e i suoi colleghi non siete “antropologicamente diversi”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/03/antropologicamente-diversi/
Quanto al nuovo adynaton di Berlusconi che i magistrati sono brigatisti, dovreste avere motivi di gratitudine. E’ l’effetto Bokassa, cioè l’adozione di uno standard negativo: Previti è un fine statista, rispetto a Bokassa. Rispetto allo standard rappresentato da Berlusconi, voi siete 20 volte meglio.
E questo permette di dimenticare che rispetto allo standard dettato dalla Costituzione siete in media 20 volte peggio. Sia per quel che riguarda il doppio Stato; penso a quanto il doppio Stato commette oggi, impunemente, e anzi aiutato dai tre poteri dello Stato, es. gli affari del grande capitale sulla biomedicina; sia per l’andamento routinario della amministrazione della giustizia.
B. e voi duellate come Brancaleone con Teofilatto; ma alla fine andrà tutto bene, per entrambi i contendenti. Le conseguenze di ciò che la politica e la magistratura hanno ignorato e protetto in questi anni, penso alla medicina, le sentiranno i cittadini in futuro.
Con questa differenza: B. è un uomo di spettacolo, un istrione; voi magistrati, che dovreste essere abituati a giudicare secondo standard fissi e alti come la Costituzione, dovreste riconoscere e non accettare il gioco degli standard negativi di comodo.
Credo che il terrorismo, e oggi la mafia, siano altri standard negativi che rendono più accettabili le infamie commesse in nome dello Stato. Gli standard negativi sono comodi per il potere; contribuiscono all’allontanamento dallo Stato di diritto.
Davanti a pagliacciate come questa, e alle convergenze che nascondono, apprezzo sempre più Ortega y Gasset: “La barbarie è l’assenza di standard a cui appellarsi”. Un corollario è che una forma sofisticata di barbarie è la loro sostituzione con standard negativi costruiti ad arte.
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Blog di Aldo Giannuli
Commento del 22 apr 2011 al post “Caso Asor Rosa: è peggio ancora di quel che sembrava” del 20 apr 2011
Il bianco e l’augusto
Il prof. Giannuli ha “messo a posto” da par suo l’appello a un golpe di polizia di Asor Rosa e degli altri della “gauche caviar”. Mi chiedo però se avvalersi del suo intervento non sia stato come essere costretti a fare spiegare a Rubbia che non è il sole che gira attorno alla terra.
L’impressione è rafforzata dalla contemporanea uscita di un berlusconiano, Lassini, che ha affisso manifesti sui magistrati che sarebbero brigatisti; e anche lì, alte grida per affermare che non è vero che i magistrati appartengono alla principale banda armata dichiarata che ha impestato l’Italia.
A me pare uno scambio di cortesie, perché con questi standard negativi – la sinistra alla generale De Lorenzo, un premier che sbraita come l’ultimo magliaro – si conferisce alla controparte una credibilità relativa, che fa le veci di un autentico prestigio:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/21/i-magistrati-e-leffetto-bokassa/
Ormai invece che a “destra” e “sinistra” bisogna assistere alle performance di due artisti che si fanno reciprocamente da spalla sull’arena; e si deve scegliere tra “il Bianco” e “l’Augusto”.
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Blog L’anticomunitarista di Gabriele Sensi
Commento del 12 set 2011 al post “On. Torazzi, Lega Nord: “I magistrati meridionali favoriscono la mafia” del 7 set 2011
Le ammuine leghiste
Zac, è la solita sceneggiata. I leghisti, che dovrebbero includere Mario Merola tra i loro intellettuali di riferimento, lanciano affermazioni da avvinazzati, come questa che la colpa della mafia è dei magistrati meridionali; e magistrati e “sinistra” ci imbastiscono un caso per atteggiarsi a senatori romani indignati e nascondere le loro responsabilità reali:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/21/i-magistrati-e-leffetto-bokassa/
Così intanto il servizio giustizia, e la lotta per la legalità, continuano ad andare alla deriva. I compagni di partito dall’attuale ministro dell’Interno inscenano le loro ammuine con quelli come te, non come me (v. Il bianco e l’augusto, stesso post). Non penso sarebbe giusto censurare i commenti che non seguono il canovaccio. Forse si dovrebbero cancellare le ingiurie che sono offensive per categorie di soggetti svantaggiati, come i cerebrolesi. Sono sicuro che Zac ha nella sua faretra tutta una serie di espressioni alternative per esprimere lo stesso acuto argomento; espressioni per le quali non mi offendo, finché implicano che io da un lato, lui e i tanti altri corifei dall’altro, siamo su versanti intellettuali e morali opposti.
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Blog de Il fatto
Commento al post di A Beccaria “Ustica, Giovanardi sui giudici: “Come aver condannato Tortora per droga” del 13 set 2011
Sia l’adulazione della magistratura per una sentenza di risarcimento quando i colpevoli restano come al solito ignoti e impuniti, sia le accuse palesemente infondate di Giovanardi ai magistrati per una sentenza che almeno va nella direzione giusta, favoriscono la favola ufficiale di una magistratura non ambigua, strenua avversaria dei poteri forti responsabili delle stragi di allora e delle operazioni sporche di oggi.
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/21/i-magistrati-e-leffetto-bokassa/
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Blog de Il Fatto
Commento al post di M. Imperato “Le Br in procura e il silenzio al Ministero” del 18 nov 11
Il prestigio relativo
Non ci si è ancora chiesti dei rapporti tra il governo Monti, appena insediato, e la magistratura. A me pare che abbiano in comune quanto meno l’avvalersi dell’effetto Bokassa:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/21/i-magistrati-e-leffetto-bokassa/
Cioè il trarre prestigio dal paragonarsi a standard negativi; e appare che non occorra meno che le pulcinellate berlusconiane, come questa dei magistrati brigatisti, per ottenere un gradiente sufficiente. Come dico nel post linkato, l’assumere standard di comodo mi pare alla radice di quella istituzionalizzazione dell’illegalità che il giudice Imperato dice di voler combattere.
Ma, al tempo della società dello spettacolo, il prestigio relativo può surrogare quello autentico; e pretendere governanti e magistratura che non abbiano bisogno di propaganda comparativa ma brillino di luce propria sembra un voler chiedere il ritorno alla tv in bianco e nero e con due soli canali.
Comunque massima solidarietà ai magistrati per l’ostruzionismo al procedimento per vilipendio alla magistratura denunciato dal giudice Imperato; anche, penso, da parte di altri cittadini che magari non hanno badato a questo immondo oltraggio, ma conoscono bene il significato della locuzione “le lentezze e i silenzi della giustizia”.
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Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “Due parole sul nuovo governo” del 21 nov 2011
21 novembre 2011 alle 08:48
C’è la possibilità che questo governo “Vaticano-Loggia Continua”, che dovrà raccogliere quanto Berlusconi ha seminato, si avvalga di un qualche ritorno del terrorismo? Come standard negativo dal quale trarre credibilità, legittimità e consenso:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/21/i-magistrati-e-leffetto-bokassa/
Pubblicato in: "Rispetto per le istituzioni", Abolizione dell'opposizione reale, Agenzie morali parassitarie, Animalità razionale, Artifici della magistratura, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Berlusconismo, Borghesia compradora, Buonismo, Carotismo, Clero e compradora, Clero e doppio Stato, Clero e violenza, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Criminalizzazione degli oppositori, Crimine dei colletti bianchi, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Educazione e incitamento al disprezzo e all'odio, Estetizzazione dei problemi politici o etici, Etica della conoscenza e del giudizio, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Fiducia nelle istituzioni, Forma democratica e sostanza pontificia, Gattopardismo, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Leghismo, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Non-complementarietà, Opposizione deuteragonista, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Pericoli dell'antimafia, Perversità del crimine istituzionale, Relativismo epistemico, Repubblicanesimo, Resistenza civile, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Riguardo della magistratura per la sinistra, Sineddoche tendenziosa, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Standard negativo e falso standard, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Supporto della religione all'oppressione, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Terrorismo come deuteragonismo, Terzietà della magistratura, Travaglismo | Commenti disabilitati
15 aprile 2011
Blog di Andrea Carancini
Commento del 15 apr 2011 al post “Vittorio Arrigoni ucciso dai salafinti” del 15 apr 2011
Commento del 15 apr 2011 al post della redazione de Il Fatto “Gaza rapito e ucciso Arrigoni. I precedenti”. Censurato da Il Fatto.
I precedenti di Arrigoni
Secondo il Fatto, che è attestato su posizioni filoisraeliane, i precedenti dell’assassinio di Vittorio Arrigoni comprendono i cooperanti e i giornalisti rapiti e liberati in missione, e la bodyguard Fabrizio Quattrocchi; Nicola Calipari non è citato in sé, ma solo nel commento a un altro nome della lista, la Sgrena. Il problema della lista non è tanto la sua eterogeneità, quanto la sua parzialità depistante.
Io penso che ciò che ha avuto un peso determinante nella decisione di fare assassinare Arrigoni sia stato il suo essere una persona di grande valore, forte e capace nell’opporsi a chi comanda e tiranneggia nel mondo. Penso che sia stato mostrato prigioniero e sanguinante, prima di impiccarlo, per deumanizzare la sua figura, che era, ed è oggi più di prima, quella di un Uomo vero.
I “precedenti” sono l’insieme eterogeneo delle centinaia di italiani di valore uccisi dalla caduta del fascismo ad oggi; un’epurazione che, anche quando non sia stata direttamente ordinata dai poteri forti esteri, è andata comunque a loro vantaggio; e che si è avvalsa dell’appoggio costante degli innumerevoli leccascarpe dei tre poteri dello Stato; e dell’indifferenza di una popolazione con un tasso troppo alto di cialtroni.
Da Bonomo e Dalla Chiesa, generali veri, al fricchettone Rostagno. Dallo scaltro capitano d’industria Mattei al generoso extraparlamentare Impastato. Dal comunista La Torre al fascista De Mauro. Dal rigore del timorato Livatino al rigore del maudit Pasolini. Dal curiale Moro, autentico statista, alla ragazza in gamba Ilaria Alpi, autentica giornalista. Da Tobagi, un “tiratore scelto” della penna, a quei pochi funzionari di polizia che erano più acuti e più onesti di tanti “intellettuali”. Dal monarchico Ambrosoli al sindacalista Rossa. Da Calipari, che non ignorava cosa rischiava rappresentando una figura di agente dei servizi troppo indipendente e dinamica, ai tanti che credevano di fare solo il loro dovere.
15 aprile 2011 13:56
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Blog Metilparaben
Commento del 16 apr 2011 al post “C’è chi decanta, e chi fa” del 15 apr 2011
Mi è venuto il mente il caso di un altro Arrigoni, ucciso in circostanze misteriose, per il quale pure c’è chi ha parlato dei servizi israeliani. Una notte del 2005, sulla statale Brescia Verona, sotto il cartello che segna l’entrata a Verona, ci fu una sparatoria. Rimasero uccise 4 persone. I due poliziotti di una Volante; una donna, presentata dai media come prostituta; Andrea Arrigoni, investigatore privato, già bodyguard della Lega [e allontanato perchè sospettato di essere un informatore dei servizi]; stimato in vita per la sua attività sindacale, poi dipinto da morto come pazzo maniaco. Mi interessai al caso perché cerco di seguire tutte le notizie relative ad atti di violenza nei quali è coinvolta la polizia. Allora ipotizzai una provocazione di polizia finita male.
Secondo un post su Indymedia datato 2005, che ho letto nel 2010, la donna sarebbe stata in realtà un’ebrea ucraina, Galina Chafranek, forse agente di qualche servizio. Il post considera la possibilità che siano intervenuti nella sparatoria soggetti terzi; la collega ad un avvicinamento di Arrigoni ad AN, il partito “guidato dall’attuale Ministro degli Esteri Gianfranco Fini, che negli ultimi mesi è giunto ad un acritico (ed a volte entusiasta) sostegno ai circoli giudaici euro-americani e all’entità sionista”. Digitando “Arrigoni” e “Chafranek” si può trovare il post su Google. Mi guardo dal presentare conclusioni, se non quella che sappiamo poco.
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Blog “Blogghete”
Commenti e discussioni nel post “Arrigoni: un altro omicidio mirato di Israele” del 15 apr 2010
A me pare che Il Fatto sia su posizioni filoisraeliane. In modo intelligente, facendo sentire, ma fioca, anche l’altra campana; così del resto ha sempre fatto anche il Corriere della Sera. C’è un modo rozzo e un modo sottile di appoggiare un potere. Quello rozzo sono buoni tutti a vederlo. E’ comodo riconoscere un giornalaccio e storcere la bocca. Riconoscere il modo sottile è più faticoso, ed ingrato perché espone a critiche. Ma è a forza di abboccare trionfanti al teatrino “brutti e cattivi contro pacati e nobili” che l’Italia è ridotta così.
Poche settimane fa il Fatto ha censurato un mio commento di critica in un post che santificava Saviano:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/25/antimafiosi/
Il giorno della notizia dell’assassinio di Arrigoni ha censurato il primo commento di questo post, che criticava il post della redazione del Fatto dove Arrigoni viene accomunato al mercenario Quattrocchi.
La posizione de Il Fatto su Arrigoni mi pare mostri come dei bravi giornalisti possano assecondare l’opinione pubblica progressista che vogliono gestire, per poi riportarla all’ovile. Riporto in ordine cronologico altri post pubblicati su internet finora da il Fatto su Arrigoni. Ho segnato con +, 0, -, il giudizio personale sulla concordanza delle posizioni contenute nell’articolo con posizioni come quelle di questo blog.
[+] Arrigoni, un eroe del nostro tempo (G. Chiesa). Elogio di Arrigoni. Rifiuto della tesi che siano stati i palestinesi.
[0] Vittorio Arrigoni è qui con noi (G. Mascia). Appello a manifestare assieme. Aderiscono gruppi palestinesi, Rifondazione, Italia dei valori, Partito dei comunisti, centri sociali.
[0] Vittorio Arrigoni, umano (A. Puliafito). Nulla sugli assassini. Era soprattutto un giornalista capace e libero.
[-] Il sangue dei pacifisti (S. Cannavò). Arrigoni è stato ucciso dai terroristi [palestinesi].
[-] La sfida salafita ad Hamas (P. Caridi, redazione). Probabilmente sono stati i salafiti, pertanto vanno analizzate a fondo le intenzioni contro Hamas di questo complesso gruppo.
[+] Arrigoni, la sincerità di un antieroe (E. Gazzilli). Elogio di Arrigoni.
[0] In ricordo di un pacifista scomodo (F. Marcelli). Elogio di Arrigoni. Non si sa chi lo ha ucciso. Dovremo aspettare le indagini dei nostri servizi segreti, che sicuramente ce lo diranno.
[0] Cooperante ucciso, sotto il Colosseo il ricordo di Arrigoni (S. Pavone). Arrigoni utopista. I manifestanti, che fanno rivivere la sua utopia, non credono siano stati i salafiti.
[0] Stay human, Vik (S. Alfano). Israele ha responsabilità indirette nell’omicidio di un generoso attivista. Sarà la sua morte a fare aprire gli occhi sull’esistenza di una questione palestinese, che la parlamentare europea sta già affrontando da tempo coi suoi colleghi.
[0] Valori e ideali non hanno nazionalità (FQ Londra). Nulla sugli assassini. Elogio delle scelte di vita di Arrigoni, che l’autore accomuna a quelle dei giovani italiani che, come lui, vanno a lavorare all’estero.
[-] Arrigoni i salafiti ammettono. Rapimento e uccisione sono opera di una cellula impazzita (Redazione). Sono stati i Salafiti, ma ufficialmente si cerca di sminuire le loro responsabilità parlando di schegge impazzite.
[0] Scusa Vittorio (C. Paolin). Scusa Vittorio per P. Battista del Corsera che dice che eri un fanatico colpevole di addossare a Israele tutta la colpa. Tu non eri come il Trota. E Hamas ha chiesto perdono all’Italia per l’omicidio.
[0] Restiamo umani, Vittorio (G. Cavalli). Ho sentito Vittorio pochi giorni fa, per una serata che stavamo organizzando a Milano sulla Freedom Flottilla. Era un apolide. Volontario professionista. Una delle tante briciole di democrazia. Uno di quelli che hanno la loro isola da costruire.
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Gisella, i miei commenti sono spariti dopo essere stati pubblicati: non è questione di hosting. E gli articoli il lettore li deve giudicare dai contenuti, non dalla personalità degli autori, come fai tu che li frequenti. Se è questione di persone, lo è nel senso opposto a quello che dici tu. Il potere in Italia ha questo carattere subalterno; questa natura compradora:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/
I progressisti più degli altri. E purtroppo anche i progressisti professionalmente capaci. Credo che tra le motivazioni dell’eliminazione di persone forti e di valore come Arrigoni vi sia quella di selezionare una classe dirigente serva. Alla rassegna aggiungo questo articolo, che avevo dimenticato:
[-] Il pacifista tirato per la giacchetta (V. Gandus). Chi indica Israele come mandante è rivoltante e indegno quanto quelli che si fanno beffe della sua morte. Non bisogna tirare Arrigoni per la giacchetta, e la famiglia avrebbe dovuto fare passare la salma per Israele.
Questo invece è un commento, che Il Fatto mi ha pubblicato, all’articolo “Arrigoni, martire non per tutti”. L’articolo attribuisce l’uccisione alla parte araba, e contemporaneamente accusa i politici di ipocrisia per non interessarsi di Arrigoni. L’autore, Caserta, è tra i fondatori di Sinistra ecologia e libertà.
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/19/“io-non-m’impiccio-coi-ragazzi”/
Andrebbe notata la voragine tra la costante intorcinata ambiguità di questi giornalisti e il modo piano e schietto col quale Arrigoni parlava davanti ai cannoni israeliani.
* * *
@ Mondart. Non penso di avere capito tutto. Sono giochi complicati, e il Medio oriente è particolarmente complicato. Una volta un libanese mi ha raccontato che gli israeliani arrivati a Beirut andarono ad uccidere non gli arabi estremisti, ma i più moderati, quelli che cercavano il dialogo con loro. Leggo con interesse i tuoi post, ma veramente stavolta non ho capito bene neppure quale disegno tu sostieni ci sarebbe stato. Ci sarebbe un’entità superiore anche a Israele e agli Usa che manovra tutti? Dovresti definirla meglio. In genere il “primo livello”, i grandi poteri economici, finanziari, politici, viene ignorato fingendo che esistano solo beghe italiche locali; vedo che può anche venire scavalcato in nome della ricerca di una livello ancora più alto. Israele, gli USA, le corporations, la grande finanza, etc. mi paiono abbastanza forti da rappresentare il livello superiore di potere. E mi paiono il livello di potere supremo da considerare ai fini pratici. Un potere che viene negato, o trascurato (non su questo blog, almeno nei suoi aspetti riguardanti la politica estera). Ma sentirò volentieri la descrizione di questo potere ancora superiore in nome del quale scuoti la testa. Una specie di potere immateriale, foucaltiano mi pare di capire.
Non ho scritto che Arrigoni è stato ucciso perché “dava fastidio al potere”. Ritengo al contrario che lui e altri, inclusi uomini di potere, siano stati uccisi non solo e forse non tanto per i loro atti, ma per i tipi umani che rappresentavano. Sono lontano dalle scelte di vita di Arrigoni, probabilmente non condiviveva con me tante idee; ma mi ha colpito la lucidità e la pacatezza con la quale ha risposto a Saviano sulla Palestina. (Saviano del quale ho criticato il culto in relazione all’antimafia). E mi ha colpito la credibilità e la coerenza, visto che parlava dalla prima linea.
Ritengo che ci sia da decenni una incessante pressione selettiva –mediante omicidio, fisico o morale- sulla nostra classe dirigente; dai governanti agli intellettuali ai dissidenti, per fare sì che in tutti i campi, dal governo al giornalismo alla magistratura (e ora i blog) non ci siano figure guida forti, ma regni la mediocrità. Ciò non esclude che ci siano altre motivazioni nella catena di omicidi; anzi mi pare probabile; ma credo che questa selezione antropologica sia da annoverare tra i fattori; anche perché mi pare che sia piuttosto sottovalutata dai sopravvissuti. Forse perché, come diceva Napoleone, “sopravvivono le salmerie”.
* * *
@Mondart. E’ interessante quanto dici su eventuali futuri piani di dominio mondiale. Per quello spicchio al quale sono più interessato, la selezione avversa della classe dirigente, penso che si possano distinguere due casi. E’ vero che “se uno è veramente scomodo, sparisce e basta, magari con un attacco cardiaco”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/03/morte-cardiaca-cc-e-magistrati/
Ma può anche esserci, all’opposto, un interesse a praticare quello che voi pubblicitari chiamate “marketing negativo”: educarne 1000 colpendo un caso esemplare; sopprimere in una maniera clamorosa e raccapricciante, che incida sui nuclei psicologici profondi, per marcare negativamente un dato tipo antropologico, rappresentato dalla vittima, in modo che non divenga un modello da imitare e invece divenga un modello negativo; o meglio un modello di comportamento proibito:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/04/il-negativo-e-il-proibito/
* * *
@Mondart. Trovo in generale fondato che vi sia un’omologazione dei fenomeni culturali e che il dissenso venga pilotato. La tesi che Israele sia vittima dell’uccisione di Arrigoni mi pare davvero un tiro troppo lungo. E anche quella che noi e Israele saremmo nella condizione di “alleati” contrapposti agli USA. Israele appare strettamente legato, già fuso in pratica, agli USA; ed entrambi non ci sono amici.
Come mostra la stria di sangue della quale ho parlato nel primo commento. Lo zampino di Israele, oltre che quello degli USA, è emerso negli studi sugli Anni di piombo. La manipolazione da Pensiero unico sulla nostra sinistra, che quando non è venduta è in genere facilmente orientabile, a me pare questa: sono molto più conosciute e più contrastate le ingiustizie di Israele sui Palestinesi che le ingerenze ebraiche in Italia.
Arrigoni aveva scelto di occuparsi di Palestina. Penso che quello che ha fatto scattare il braccio assassino è che, persona di valore, lo stava facendo troppo bene (e forse anche in maniera diversa da ciò che al momento sappiamo). Ma per un Arrigoni ci sono tanti che si pavoneggiano con la kefiah al collo e che allo tesso tempo votano partiti “di sinistra” asserviti alla finanza internazionale ebraica, e si accodano alle speranze di affrancamento dal giogo berlusconiano affidate a un MSI con la kippah, Fini. Questi camperanno cent’anni, dipendesse dal Mossad.
Israele potrebbe essere visto come vittima in un altro senso. A volte mi chiedo perché gli ebrei, coi loro mezzi materiali e culturali, non riescono o non vogliono costruire una pace accettabile per tutti per quel territorio prevalentemente desertico meno esteso della Lombardia. E’ difficile, ma forse non è impossibile, trovare un’architettura di politica internazionale che garantisca la pace; e non ci vorrebbe molto, un po’ di benessere, per mettere le due piccole popolazioni residenti d’accordo su quelle quattro pietre arse dal sole. Dando così pace anche al resto del mondo. Invece gli ebrei accettano che Israele resti un perenne focolaio di guerra, vivendo in un modo angoscioso, che li avvicina a coloro che li hanno perseguitati; come presi in una trappola, politica ed esistenziale. Come condannati da una maledizione divina a non avere mai pace.
Pubblicato in: Abolizione dell'opposizione reale, Agenzie morali parassitarie, Animalità razionale, Appoggio ai dissidenti ingiustamente attaccati, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Borghesia compradora, Buonismo, Coltivazione del conformismo, Coltivazione della viltà, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Destra, Deuteragonismo nei blogs, Discriminazione istituzionale di cittadini, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Ebrei e palestinesi, Etica della conoscenza e del giudizio, Fagocitosi dell'opposizione, Fiducia nelle istituzioni, Figure nobili, Funzione censoria del deuteragonismo, Grazia e antinomianismo, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Male e mediocrità, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Non-complementarietà, Opposizione deuteragonista, Opposizione verticale al potere, Orchestra nera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Perbenismo poujadista, Perversità del crimine istituzionale, Razzismo e persecuzioni contro etnie, Resistenza civile, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Selezione avversa classe dirigente, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Soccorso al vincitore, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Sussiego della sinistra, Terrorismo come deuteragonismo, Tipi antropologici proibiti, Travaglismo, Violenza impunita, Violenza indiretta | Commenti disabilitati
3 aprile 2011
Blog di Andrea Carancini
Commento del 3 apr 2011 al post “Berlinguer e la strage di Brescia: anche questa volta Vinciguerra non ha parlato a vanvera” del 3 apr 2011. Rimosso senza avviso il 24 apr 2011
Non sono un esperto di strategia della tensione né un appassionato dei Misteri d’Italia, ma penso di essere un testimone. Quanto dice Vinciguerra corrisponde alla mia esperienza personale a Brescia. Da medico, ritengo che oggi i servizi, caduto il pericolo -o lo spauracchio- dell’URSS si occupino maggiormente di temi industriali ed economici, e in particolare di medicina: di proteggere le sue frodi e il suo sviluppo economico da critiche. Questa attività viene svolta a Brescia, sotto direzione USA naturalmente; e quello che mi ha spiazzato è quanto essa possa contare sull’appoggio delle istituzioni dello Stato, polizia, magistratura, amministrazioni (nonché del Vaticano); e anche sulla collaborazione della “sinistra”. All’inizio è stato difficile rendersi conto e accettare che quelle forze della sinistra, quelle stesse persone, che si sono stracciate le vesti, e si sono fatte belle, piangendo la Strage, sono attive e scattanti nel collaborare coi servizi e con altri pezzi di Stato per soddisfare gli attuali voleri criminosi di quegli stessi poteri che nel ’74 vollero la bomba. Capisco come quanto dico possa sembrare folle; è sembrato così anche a me per lungo tempo. Desidero ringraziare coloro che come Vinciguerra e Carancini forniscono informazioni che alleviano la penosa sensazione di irrealtà e smarrimento davanti ai comportamenti in fondo miserabili di coloro che uno considererebbe le forze pulite.
Francesco Pansera
http://menici60d15.wordpress.com/2010/11/21/la-leonessa/
http://menici60d15.wordpress.com/2010/11/23/brescia-non-solo-bombe/
Vinciguerra mi pare nel giusto anche quando parla della strumentalizzazione dei familiari delle vittime:
http://menici60d15.wordpress.com/2009/01/02/la-sindrome-di-peppa-nei-familiari-delle-vittime/
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Blog di Elisabetta Reguitti su Il Fatto
Commento del 23 apr 2011 al post “Adro ha bisogno di un sindaco come Lancini?”
La notizia, comunica indignata la giornalista de Il Fatto Elisabetta Reguitti, è che la CGIL ha denunciato per peculato il sindaco di Adro perché ha usato la carta del Comune per inviare ai cittadini lettere che attaccano la CGIL. Credo che la magistratura bresciana, che non ha risorse per occuparsi dei reati dei maggiorenti bresciani, non si risparmierà su questo fatto gravissimo.
Vivo a Brescia, e conosco purtroppo sia il comportamento della Lega, sia quello della CGIL bresciana, sia quello del prefetto Brassesco Pace. Per me l’immagine per la quale vi è una forte contrapposizione tra loro è una colossale cantonata o un falso gigantesco, indegno di un giornale di punta dei progressisti. Ritengo piuttosto che queste baruffe, come quella sulla pagliacciata dei soli delle Alpi di Adro, siano fumo negli occhi; che nasconde una sostanziale intesa di fondo, prioritaria rispetto alla rivalità per il potere; secondo una consolidata tecnica che ho paragonato al gioco tra “il bianco e l’augusto”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/21/i-magistrati-e-leffetto-bokassa/
Una tecnica che ha a Brescia una scuola di prim’ordine, che ha poco da invidiare alla “falsa politica” dei mafiosi meridionali, e che protegge manovre non meno gravi di quelle della mafia convenzionale; manovre di tenore ben diverso dall’uso illegittimo di qualche foglio di carta intestata del Comune:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/03/la-sinistra-smagnetizzata/
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Blog Barbaranotav
Commento al post “La guerra in Libia non esiste per la marcia Perugia Assisi che parla di lavoro” del 26 set 2011
In genere questi ipocriti di professione quando dovrebbero parlare di problemi interni come la seria difesa dei diritti dei cittadini e del lavoro, parlano invece di questioni internazionali, di massimi sistemi, delle donnine di B. etc.; e quando, marciando per la pace, dovrebbero parlare della guerra d’aggressione in atto a Sud di Lampedusa, e del nostro ruolo di ascari in questa guerra coloniale, allora parlano di questioni interne come il lavoro. Da molti anni la “sinistra” è servizievole, fino alla complicità in operazioni ignobili e gravi reati, con quelle forze straniere che hanno seminato zizzania insanguinando il nostro Paese con le stragi e gli omicidi politici
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/03/la-sinistra-smagnetizzata/
Forze che ora hanno seminato zizzania in uno stato sovrano per poi invaderlo, massacrando innocenti. E che sono il braccio armato di quei poteri che stanno depredando il Paese e che condizionano, menomandola, la vita quotidiana dei cittadini. Grazie a Barbara e agli autori riportati per avere indicato in maniera netta e forte il gesuitismo della “sinistra”. Una sinistra che di radicale ha solo la doppiezza.
Pubblicato in: "Antipolitica", "Mele marce", "Rispetto per le istituzioni", "Socialismo", Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Alleanza della sinistra col clero, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Borghesia compradora, Buonismo, Campagne istituzionali di discredito, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Cattivi maestri, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione occulte, Censura su questioni bioetiche, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Clero e buonismo, Clero e censura, Clero e doppio Stato, Clero e violenza, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Coltivazione della viltà, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Criminalizzazione degli oppositori, Crimine dei colletti bianchi, Depistaggi "la guerra è guerra", Destra, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diritto all'informazione, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Etica della conoscenza e del giudizio, Fagocitosi dell'opposizione, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forma democratica e sostanza pontificia, Gattopardismo, Guerra fredda come alibi, Guerra fredda e deuteragonismo, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzioni ibride, Lancio infiltrazioni mafiose al Nord, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Libertà dalla bugia, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Male e mediocrità, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Metamafia, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Non-complementarietà, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Perdono per i prepotenti, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Prepotere del clero, Relativismo epistemico, Resistenza civile, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Selezione avversa classe dirigente, Servilismo degli intellettuali, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Soccorso al vincitore, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Supporto della religione all'oppressione, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Tirannia della bugia, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza, Violenza impunita, Violenza occulta | Commenti disabilitati
28 marzo 2011
Blog Malvino
Commento al post “A Giulià, ma che stai a di’?” del 28 mar 2011
G. Ferrara falsa e distorce tre volte: dicendo che Pasolini non aveva il senso dell’ironia, che i suoi scritti sono ironici, e accostando Vendola a Pasolini.
“La “sinistra” è specializzata in figure bifronte, che con la faccia rivolta a chi sta in basso impersonano, “narrano”, come dice Vendola, una politica pulita; mentre con l’altra si accordano con quelli che stanno in alto, facendosi fiduciari dei loro interessi. Es. due papabili di alta qualità per la presidenza del consiglio: l’astro nascente Vendola, il “poeta comunista” che fa pensare a Pasolini, ma è tutt’altra cosa, di recente benedetto in un tour USA dai signori del liberismo, e osannato in Italia dalla massa dei disgustati da Berlusconi; e Rosy Bindi, la pseudoAnselmi…”
(Da “C’è la parola: compradora” http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/ ).
Pasolini era permeato e trafitto dal tragico che con la sua sensibilità lucida percepiva nel mondo; la sua parola era superiore al livello dell’ironia, il blando anestetico al quale ricorriamo quando parliamo di cose che non fanno ridere. Vendola è artefice di quello stesso mondo denunciato da Pasolini:
Ndrangheta e privatizzazione della sanità http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/25/ndrangheta-e-privatizzazione-della-sanita/
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25 marzo 2011
Blog de “Il Fatto”
Commento al post “Vendola-Formigoni, il primo: “Lombardia regione mafiosa”. L’altro: “E’ un miserabile” del 25 mar 2011
Vendola chiama mafiosa la sanità lombarda e Formigoni gli dà del drogato. Ieri sera 24 mar 11 a una conferenza di Nando Dalla Chiesa un economista dell’università di Brescia ha spiegato che le mafie prosperano sulla spesa pubblica (concetto importate); ma ha aggiunto che il modo per contrastare la ndrangheta in Lombardia è dunque privatizzare la sanità: buona conclusione per assicurazioni, fondi, banche, considerate dai tecnici tra le cause maggiori della cattiva sanità USA.
Sciascia ha scritto del “Potere che mette tutto e tutti insieme, che intesse tutto. Che assimila tutto. Anche l’opposizione, anche la contestazione”. Un modo per ottenere questo è di creare un nemico comune. Es. la ndrangheta, che avrebbe “colonizzato” l’onesta Lombardia con le sue forze, nonostante i decenni di esperienza di lotta alla mafia.
Penso che la mafia debba il suo successo ai poteri forti che la sostengono; e che questi poteri la stiano usando anche come spauracchio per ottenere risultati come la privatizzazione della sanità. Le stesse forze dello Stato che al Sud contrastano la mafia, al Nord la fanno passare, mentre si occupano di fare tacere le voci di critica alla medicina delle multinazionali. Ora, dopo che si sono lasciati scorrazzare 4 gangster, le voci più avvertite chiedono di fare scelte politiche fondamentali non in funzione di ciò che è bene per la salute dei cittadini, ma per sfuggire alla mafia.
La ndrangheta è divenuta quello che i critici cinematografici hanno chiamato, a proposito di pellicole come “Non è un paese per vecchi” , “il male invincibile”. Se vi piace il film, se davvero credete che Formigoni e Vendola, entrambi sostenitori della medicina liberista del prete dei servizi Verzè, siano davvero nemici, buona visione. Il risultato sarà una medicina delle banche; è una medicina che fa paura a chi sa cos’è, ma almeno così probabilmente non è di lupara che moriremo.
http://menici60d15.wordpress.com/
* * *
Commento del 26 mar 2011 allo stesso post, censurato
Denuzzom dice che in Lombardia un malato di cancro ha delle possibilità, in Puglia no. La mortalità per cancro della popolazione generale, standardizzata per età, nel 2005 è stata di 157/100000 per la Lombardia e 136/100000 per la Puglia: in Lombardia risulta muoia di cancro un 15% in più. Altra cosa è la sopravvivenza di chi si è ammalato. Altra cosa ancora è la sopravvivenza reale di chi ha avuto una diagnosi di cancro: la sopravvivenza apparentemente migliore dei malati di cancro in Lombardia è dovuta almeno in parte a un artefatto dovuto a una maggior quota di sovradiagnosi:
http://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/
In soldoni, se si diagnostica il cancro anche a soggetti sani, sembrerà che una percentuale maggiore di malati si salvi; in realtà si è peggiorato lo stato di salute della popolazione, medicalizzando dei sani. Il trattamento medico senza reale necessità è una truffa generalizzata nascosta, tipica della medicina liberista, che ha avuto nel caso della clinica S Rita un’espressione estrema e rozza. D’altro canto in Lombardia in genere gli aspetti organizzativi della sanità, che sono importanti per la condizione psicologica e morale oltre che fisica del malato, non toccano gli sconci che si incontrano spesso al Sud.
In Lombardia è maggiore il rischio di morire per cancro, di venire trattati essendo sani, e di venire sovratrattati da malati. Se si è malati, la qualità della vita legata agli aspetti organizzativi delle cure può essere migliore in Lombardia. La medicina di fatto è business; il livello etico è carente ovunque; l’arretratezza della Puglia, che si sta mettendo in pari, è commerciale:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/09/vincitori-e-vinti-nella-sanita-puglliese/
Dietro alla sceneggiata lumbard/terroni le cose sono diverse, e più brutte, di come sembrano:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/25/ndrangheta-e-privatizzazione-della-sanita/
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25 marzo 2011
Blog de “Il fatto”
Commento al Post “Il nuovo sport nazionale? Attaccare Saviano” di Dino Amenduni del 24 mar 2011.
Cancellato dalla redazione 1 ora dopo essere stato pubblicato
Dr Peter Gomez
Direttore de “Il Fatto”
Egr. Dr Gomez
Il 24 mar 2011 alle 19:13 ho pubblicato sul blog de Il Fatto di Dino Amenduni, il seguente commento, composto solo da due titoli coi link, al post “Il nuovo sport nazionale? Attaccare Saviano”:
I professionisti della metamafia
http://menici60d15.wordpress.com/2010/06/08/i-professionisti-della-metamafia/
Lotta alla mafia nell’anno domini 2010: Saviano e Lea Garofalo
http://menici60d15.wordpress.com/2010/10/23/lotta-alla-mafia-nell’anno-domini-2010-saviano-e-lea-garofalo/
http://menici60d15.wordpress.com/
Il commento, il primo ad essere postato, è stato cancellato dopo pochi minuti, e non c’è stato verso di postarlo di nuovo.
Il primo dei due articoli è un commento alle critiche mosse a Saviano da Dal Lago. L’altro trae spunto dalla diffida del Centro studi Peppino Impastato all’Einaudi per le affermazioni di Saviano su come emerse la verità sull’assassinio di Impastato.
Gradirei mi venisse detto cosa rende inaccettabile il contenuto degli articoli linkati. E’ vero, faccio ciò che Amenduni addita come esecrando: critico Saviano; e la sua posizione di intellettuale “embedded”, e anche i suoi fan; ma in termini non più accesi o meno corretti di quelli che il Fatto usa quotidianamente contro i suoi avversari. Ho criticato la cecità che il culto di Gomorra aiuta quando non lo faceva nessuno:
http://menici60d15.wordpress.com/2007/08/30/commento-all’articolo-«-casalesi-operazione-gomorra-»-di-gianluca-di-feo/
Mentre il post aizza i coristi contro chi critica il Saviano-pensiero, la redazione de il Fatto non permette al lettore di sentire l’altra campana. Credo che, mediante tecniche spregiudicate di costruzione dell’immagine, il potere stia facendo della lotta alla mafia uno strumento di propaganda per ottenere consenso; è interessante che l’articolista sia un professionista del marketing, al servizio di Bersani e Vendola.
Cordiali saluti
Francesco Pansera
* * *
Blog “L’aria che tira”
Commento del 13 apr 2011 al post “Travaglio Sachs e Goldman per tutti” del 13 apr 2011
Grazie per questo articolo. Converge con quanto avevo notato a proposito della degenerazione dell’antimafia, e a proposito di Saviano; che mi pare un personaggio paravento, il cui gigantismo mediatico maschera i servigi che le forze di polizia (ufficiali e non), la magistratura, e l’intellighenzia della sinistra “smagnetizzata” rendono, bene uniti, al primo livello indicato da Paolo Barnard.
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/25/antimafiosi/
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/28/antimafia-e-cultura-dellemergenza/
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/25/ndrangheta-e-privatizzazione-della-sanita/
Pubblicato in: "Antipolitica", Abolizione dell'opposizione reale, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Borghesia compradora, Buonismo, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Cattivi maestri, Censura e persecuzione del dissenso, Coltivazione del conformismo, Coltivazione della viltà, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Controllo dell'arte, Deontologia dei blogs, Depotenziamento lotta al crimine, Deuteragonismo nei blogs, Diritto all'informazione, Discriminazione istituzionale di cittadini, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Educazione e incitamento al disprezzo e all'odio, Estetizzazione dei problemi politici o etici, Etica della conoscenza e del giudizio, Fagocitosi dell'opposizione, False biografie, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia, Funzione censoria del deuteragonismo, Gattopardismo, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Istigazione istituzionale al ludibrio, Istituzioni ibride, Lancio infiltrazioni mafiose al Nord, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Mafia meridionale e mafia fordista, Mafie meridionali e medicina, Male e mediocrità, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Metamafia, Midcult progressista, Morton's fork e doppio legame, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partecipazione di persone comuni a censura e persecuzione, Partito americano, Perbenismo poujadista, Pericoli dell'antimafia, Relativismo epistemico, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Servilismo degli intellettuali, Sineddoche tendenziosa, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Soccorso al vincitore, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successione Ndrangheta come prima mafia, Sussiego della sinistra, Travaglismo | Commenti disabilitati
23 marzo 2011
Blog di Dario Bressanini su “il Fatto”
Commento al blog “Vento, sole o aria fritta? Le energie rinnovabili fuori dal mito” del 22 mar 2011
“Certo quantificare non significa fare scienza”
P. Medawar
I numeri sono indispensabili in un discorso come la politica energetica. O meglio le misure numeriche, alle quali è errato attribuire la sicurezza matematica dei numeri puri (sull’onda dell’ideologia tecnocratica, si tende a confondere tra matematica pura e modellizzazione matematica) Le misure hanno es. il merito si sfatare alcune comode illusioni “verdi”. Ma la pretesa di togliere gli aggettivi, cioè di eliminare la discussione, e di fare parlare solo “i numeri”, oggetti che devono la loro efficacia alla carenza di significato intrinseco, è una forma di retorica. La retorica quantitativa dello scientismo, che nel proteggere interessi di parte – quantificabili in euro e dollari – pratica forme di antiscientificità come questa di dare la voce maggiore a certi numeri, tentando di zittire la critica col potere intimidatorio della matematica.
Sono necessarie entrambe le cose, le misure e il discorso politico. Come ho scritto (*), i primi numeri dovrebbero riguardare la scelta dei limiti dei kWh/d pro capite di una popolazione (mi fa piacere di avere pensato alla stessa grandezza dell’autore esaltato da Bressanini). Una scelta eminentemente politica. Senza numeri non si sa di cosa si sta parlando. Ma con il “Numeri, non aggettivi” in pratica si permette un modello incompleto, anzi acefalo, che finge che siano assenti gli interessi economici privati e i numeri della speculazione (e gli interessi corporativi degli esperti di numeri a cui il nucleare e la tecnologia danno lavoro); che la politica non sia che un consesso di cialtroni che friggono l’aria, e vanno guidati dagli scienziati. Un modello che può fare passare per oggettivo e scontato l’assioma della crescita illimitata, sul quale gli aggettivi e gli avverbi da usare sono davvero molti.
(*)http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/20/l’obesita-energetica/
* * *
@Giumangi. I politici sono un consesso di venduti, che non si esimono dal ricorrere alla censura di voci tecniche critiche per spianare la strada a progetti “scientifici” che servono a fare soldi a scapito della popolazione. La politica è un’altra cosa, ma se chi legge non capisce cosa voglio dire allora è inutile spiegarlo.
Penso che possiamo convenire che nel dibattito pubblico, nella discussione tra persone comuni, es. nei blog, non si possano tralasciare gli aspetti tecnici. E’ per questo che sto segnalando il libro di Melis; faccio appello ai tecnici perché la critica delle politiche energetiche possa avere una bibliografia divulgativa sugli aspetti tecnici e quantitativi -a partire dal tema della limitazione della produzione di energia, del risparmio e dell’ottimizzazione dell’efficienza- non inferiore a quella del versante favorevole al nucleare e alle altre grandi strutture for profit del grande capitale.
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Blog de Il Fatto
Commento del 12 apr 2012 al post “Homo Sapiens 2.0. La mia esistenza in cifre” di Matteo Bittanti del 12 apr 2011
Pare che tra gli antichi ebrei fosse proibito contare le persone. Ma, anche per gli esseri umani, c’è la quantificazione buona e quella cattiva:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/23/la-retorica-quantitativa/
Pubblicato in: Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Bioetica, Coltivazione dell'ignoranza, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Danni e pericoli della globalizzazione, Destra, Diritto all'informazione, Estetizzazione dei problemi politici o etici, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Etica post-moderna, Fictio democratica, Frodi quantitative, Generalizzazione corretta, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Inquinamento, Libertà dalla bugia, Malamisura, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Midcult progressista, Neoalchimia, Non-complementarietà, Omertà scientifica, Praticità del teorico, Promesse messianiche di successi scientifici, Riconoscimento dell'extramediatico, Scambio tra accuratezza e precisione, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Servilismo degli intellettuali, Sineddoche tendenziosa, Sinistra deuteragonista, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Sussiego della sinistra, Tecnologia irrazionale pro business, Travaglismo, Valore politico del dissenso tecnico | Commenti disabilitati
19 marzo 2011
Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “Ma è un film di Bunuel? ” del 18 mar 2011
Le ballerine e la sala macchine
Giusto:
http://menici60d15.wordpress.com/2009/05/09/i-18-anni-di-noemi-e-la-nascita-della-sanita-integrativa/
Per esempio, è appena uscito un rapporto della “Economist intelligence unit” che, citando dati della Banca mondiale, avvisa che la spesa pubblica per la sanità potrebbe saltare dall’attuale 8 % al 14% del PIL nel 2030. Oltre all’invecchiamento della popolazione, giocheranno un ruolo la crescente [e spesso ingiustificata] costosità delle cure e la aumentata domanda [indotta] di servizi medici. Lo studio prevede e auspica un’accentuazione dell’impostazione commerciale della medicina. Es. un’enfasi ancora maggiore sulla “medicina preventiva”, un ossimoro di fatto che è tra le maggiori cause sia della spirale della spesa sanitaria, sia della spirale iatrogenica. L’EIU prevede inoltre una conseguente privatizzazione della sanità, con razionamento delle risorse pubbliche e spese di tasca propria da parte dell’utente. Considera che tra 20 anni ci possa essere un unico sistema sanitario UE, funzionale al progetto.
Questa medicina dei banchieri sarà una medicina degli usurai, che inciderà sulla borsa e sulla vita, ma ci si guarda dal dirlo alla gente. E’ tra i fattori principali che concorrono a configurare un sistema socioeconomico che è come una nave da crociera piena di piacevolezze, dove i passeggeri possono, in misura variabile, partecipare ai divertimenti, o almeno guardare gli altri divertirsi, fino a che non divengono combustibile per i potenti motori della nave.
Riguardo alla mafia al Nord, la “conquista” simmetrica (1) servirà tra le altre cose a coprire le masso-mafie del Nord; inclusi i servigi mafiosi che in mafioso silenzio, dietro a sconvolgenti rivelazioni di orge e fieri litigi per alti ideali, le forze sane e la parte produttiva della nazione – politici assortiti, forze di polizia, magistrati, sindacati, lumbard e qualche ndranghetista doc (2) – stanno prestando tutti assieme affinché la profezia e i desideri dell’Economist e dei banchieri si avverino.
1.Italia. 150 anni di conquiste fiat
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/17/italia-150-anni-di-conquiste-fiat/
2.Pescatori di cancro
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/15/pescatori-di-cancro/
3. Vincitori e vinti nella sanitopoli pugliese
http://menici60d15.wordpress.com/2011/03/09/vincitori-e-vinti-nella-sanita-puglliese/
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17 marzo 2011
Blog di Giulietto Chiesa su Il Fatto
Commento al post “Viva l’Italia! Nonostante tutto” del 17 mar 2011
“E così una nuova palata di terra venne a cadere sul tumulo della verità”
Il Gattopardo, su Angelica, nel comitato d’onore in occasione delle celebrazioni del cinquantenario dei Mille
La storia d’Italia è fatta di conquiste fiat, nel senso latino della parola: conquiste misteriose, inimmaginabili a priori; sogni o allucinazioni che con un “fiat” divengono realtà. Come fecero i 1000 sbarcati a Marsala a sopraffare un grande esercito? O la conquista vera, dopo le mene inglesi e i soldi ai generali, è stata quella delle decine di migliaia di morti accatastati negli anni successivi dall’esercito piemontese ?
Come è possibile che 150 anni dopo, in occasione delle celebrazioni, secondo l’Antimafia un pugno di ndranghetisti hanno “colonizzato” (sic) i 10 milioni di tetragoni e orgogliosi lombardi, e anzi il Nord? Non sarà che la ndrangheta ha trovato affinità e fratellanze in Lombardia per i suoi lerci affari, e che la mafia meridionale è inoltre un comodo diversivo per coprire mafie autoctone ? Un capro espiatorio per le mafie fordiste, ben integrate nell’economia ufficiale (*), protette e coccolate; inesistenti per il governatore della Banca d’Italia e per don Ciotti, che hanno ripetuto l’allarme dell’Antimafia ?
In mezzo ci sono state altre resistibili ascese: la Marcia su Roma, gli imprendibili o impunibili terroristi, la mafia rintanata nel Sud come un invincibile mostro della mitologia greca.
Viva l’Italia. Che rimanga bella, e sia un giorno non più impestata:
http://menici60d15.wordpress.com/2007/05/16/no-dal-molin-il-tricolore-italiano/
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/
(*)http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/08/ratio-formigoniana/ . v. “mafia fordista” nelle categorie del sito http://menici60d15.wordpress.com/
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15 marzo 2011
Blog Il Fatto
Commento al post della redazione”Nave dei veleni, laDda di Catanzaro chiede l’archiviazione dell’inchiesta” del 15 mar 2011
La magistratura e la separazione dei valori: il caso della “nave dei veleni” (2009)
http://menici60d15.wordpress.com/2009/10/28/la-magistratura-e-la-separazione-dei-valori-il-caso-della-“nave-di-veleni”/
Quando “less is more”. Liste di attesa per le Tac, per i processi, e liste di priorità per il controllo dei cancerogeni in Calabria (2009)
http://menici60d15.wordpress.com/2009/11/18/quando-“less-is-more”/
@ mex silvio. La teratologia di Stato invece sull’inquinamento al Sud esibisce affermazioni con due teste, una vera e una falsa. Questo della nave radioattiva di Cetraro è uno di quei procurati allarmi di prim’ordine, ben congegnati, dannosissimi, e lucrosissimi; che anziché una condanna penale e ignominia fruttano soldi, carriera, fama ai signori delle istituzioni e ai free-lance che li lanciano e che li proteggono. Per il pubblico e i pazienti, ci sarà un’estensione alla Calabria di quella che ho definito la “pesca con le spadare” delle diagnosi di cancro:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/25/anche-gli-psicologi-vogliono-le-spadare/
La pesca dei pesci ne avrà un po’ risentito, ma l’oncologia fiorirà, e l’effetto economico netto sarà altamente positivo.
Pubblicato in: Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Berlusconismo, Bioetica, Bioetica strumentale, Biopolitica, Blogs, Borghesia compradora, Buonismo medico, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Depistaggi "la guerra è guerra", Depistaggi eziologici, Deuteragonismo medico, Dipietrismo, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dolo in medicina, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Fallacie di generalizzazione e induttive, Frode medica strutturale, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Influsso delle oligarchie finanziarie, Inquinamento, Interventi della magistratura contro frodi mediche, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Libertà dalla bugia, Mafia meridionale e mafia fordista, Mafie meridionali e medicina, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati e medicina, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Manipolazione delle statistiche sul cancro, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Medicina e frode medica strutturale nel Meridione, Midcult progressista, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Paziente come supporto, Pericoli dell'antimafia, Politica e biomedicina, Profezia che si autoavvera, Profezia che si autoavvera in medicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Questione meridionale, Responsabilità del pubblico nella frode medica strutturale, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scienza e medicina come nuove religioni, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Tirannia della bugia, Travaglismo, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina, Violenza indiretta, Violenza occulta | Commenti disabilitati
11 marzo 2011
Blog di Alessio Liberati su “Il Fatto”
Commento al post “I massoni e la legalità” del 15 feb 2011
Il magistrato Alessio Liberati, articolista de Il Fatto, ha scoperto sul sito web del “Grande oriente democratico” massoni che ringraziano la magistratura e vogliono essere paladini del bene. Ciò gli è stato confermato dal capo di quella massoneria.
Il dr Liberati si è così convinto che c’è anche una massoneria “buona”; non mi intendo delle varie confessioni massoniche, ma la sua visione del mondo sembrerebbe un po’ alla “Heidi”. E’ vero che lo stesso Cordova, che ha denunciato -inutilmente- i tanti magistrati massoni, ha scritto che bisogna ben distinguere tra massoneria deviata e massoneria in sé. Può cominciare il gioco delle cocuzze: quante “mele marce” nella massoneria ? Il 99%. E perché il 99%? E quante sennò? Il 2%. E perché … etc.
Il dr Liberati augura l’inizio di “una collaborazione sincera e duratura tra massoneria e magistratura”. La collaborazione c’è già, ed è di lunga data. Della tradizionale appartenenza della vecchia guardia della magistratura alla massoneria parla l’inglese Dickie in un libro intitolato “Cosa nostra. Storia della mafia siciliana”.
Per vicende personali, posso testimoniare della collaborazione ai nostri giorni. Si possono ricevere da “esoteristi” velate minacce massoniche di rovina, appoggiate dall’affermazione contestuale che le liste dei massoni vengono depositate presso le Procure della Repubblica; (e che tra gli iscritti ci sono le cariche più alte dello Stato). Vedo che la magistratura, nel procacciarsi i favori della massoneria collaborando ai suoi intrighi, ottiene livelli di criminalità e abiezione irraggiungibili dai delinquenti comuni. Quando ci sono in ballo interessi curati dai “fratelli”, con certi magistrati può essere come finire nelle mani di sequestratori. E il sequestrato non torna a casa se li vede senza cappuccio: cioè col cappuccio massonico.
http://menici60d15.wordpress.com/2010/01/25/semiotica-del-potere-via-craxi-palazzo-di-giustizia-zanardelli-e-le-“sedi-disagiate”/
§ § §
Blog di Alessio Liberati su “Il Fatto”
Commento al post “Massoneria e Opus Dei al Consiglio di Stato? del 6 gen 2011
Provenzano e Cavataio
Che si siano legami tra massoneria e Vaticano non dovrebbe stupire il dr. Liberati; è un dato noto che dovrebbe fare parte del bagaglio di conoscenze e consapevolezza di qualunque magistrato, in un’Italia dove abbiamo avuto la P2 e Andreotti, lo IOR, Calvi e Marcinkus; dove un papa, Montini, addentro al mondo dei servizi, la cui elezione è stato scritto fu decisa nella villa del piduista Ortolani, fece “pochino” per salvare Moro. Dove abbiamo visto il cardinale Pio Laghi amico e consigliere dei piduisti argentini che scaricavano i desaparecidos dagli aerei nel Rio della Plata. I magistrati che non sapessero questo potrebbero informarsi presso Elia Valori, figura molto seguita dai nostri tutori della giustizia.
Sembra che sopra le nostre teste sia in corso un ricambio e un riequilibrio interno al sistema. Il candore di Liberati, e la fonte massonica della notizia sugli intrecci tra massoneria e Opus dei nel Consiglio di Stato, scoop per me sconcertante quanto la rivelazione che Ruby e la Minetti non sono pure e illibate, fa pensare che la lotta tra fazioni massoniche possa essere usata per fare passare l’idea di una massoneria buona che si oppone ad una cattiva; con quest’ultima unica responsabile dei crimini che queste reti di potere, qualunque sia la loro composizione, commettono per mantenere l’Italia sotto un tallone di ferro. Operazione che in verità richiede poco sforzo: con questa propaganda gli innumerevoli ruffiani sanno che ci sono nuovi dòmini dei quali divenire clientes. Per gli altri questi giochi sono paragonabili a quelli tra Provenzano e Cavataio a fine anni Settanta, o tra i “viddani” e la vecchia mafia intorno al 1980
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21 febbraio 2011
Blog di Marco Cedolin
Segnalata come commento al post “Il bosco, la ruspa e l’autista” del 19 feb 2011, blog “Il corrosivo”
Pubblicata sul blog Blog “L’aria che tira” il 21 feb 2011
-Erano soldi tuoi ?
-NO.
-E allora li hai rubati ! C’è la parola, perché non la dobbiamo usare.
(Il pazzo al responsabile di un ammanco di cassa in “Ditegli sempre di si” di Eduardo De Filippo)
Marco Cedolin lamenta che il senso delle sue parole non sia stato ben compreso. Cedolin giustamente mostra come al di sopra degli scontri furibondi tra Berlusconi e i suoi oppositori ci sia una comune obbedienza a poteri maggiori. Si lotta per avere il posto di ruspista, che poi eseguirà lo stesso progetto di distruzione del bosco, dice Cedolin. E’ un peccato che un concetto tanto basilare, che con tutti i distinguo possibili è semplice e solido nella sua essenza, non venga compreso dai bloggers, che dovrebbero essere tra i cittadini più svegli.
In parte ciò è dovuto alla subalternità culturale al pensiero unico. Questo sforna slogan, manipola e mistifica il linguaggio a piacimento, e impone capillarmente il suo discorso; chi si oppone è costretto a usare un linguaggio già viziato, che travisa e nasconde. Non si chiamano col loro nome le cose semplici, né tanto meno si dà un nome a quelle più complesse che devono restare in ombra.
Dobbiamo invece avere un nostro linguaggio. A proposito di una delle pietre angolari del sistema, che Cedolin indica ma è invisibile ai più, c’è una parola utile: “compradora”. La “borghesia compradora” era creata nei paesi occupati dai colonialisti ottocenteschi come mediatrice dello sfruttamento. Al di là di pedanterie filologiche, questa parola può essere adottata per indicare la circostanza che la nostra classe dirigente e i “nostri” rappresentanti politici tendono a usare la loro posizione per consentire a forze straniere uno sfruttamento della nazione sotto il profilo politico, economico, culturale, etc . Gli acquirenti principali oggi sono gli USA, UK e Israele. Il motivo geopolitico è affiancato o meglio sovrastato da quello economico: i grandi potentati transnazionali che possiedono il mondo; banche, multinazionali, private equities, etc. Il prezzo è stracciato: interessi enormi venduti spesso per miserabili vantaggi personali.
Si possono sommariamente distinguere 4 aspetti del fenomeno.
1. La borghesia compradora italiana è in parte imposta. Nello stato di sovranità limitata instaurato nel dopoguerra si sono epurate anche con la violenza fisica figure forti che mostravano autonomia, e interesse al destino dell’Italia, come Mattei o Moro, per insediare dei viceré fantoccio oppure ben disposti a compromessi.
2. In parte è un fenomeno volontario. La selezione avversa della classe dirigente ha innescato una corsa dei mediocri per vendersi in modo da avere successo. Ciò è avvenuto non solo in campo politico, economico, industriale – o confindustriale – ma anche nel campo culturale e delle professioni. Dal giornalismo alla scienza. Influenzando in senso positivo o negativo le carriere, i committenti plasmano la classe dirigente nostrana, e con essa i costumi e la politica. Vedi ad esempio “La guerra fredda culturale. La CIA e il mondo delle lettere e delle arti” di F. Stonor Saunders.
3. Il fenomeno è trasversale e ubiquitario, ma ha il suo baricentro in forze che all’apparenza sembrano le più sane, progressiste o ideologicamente lontane dai referenti del doppio Stato: sinistra, magistratura, clero e altre. Da questa mimetizzazione deriva parte della difficoltà nel comprenderlo.
La “sinistra” è specializzata in figure bifronte, che con la faccia rivolta a chi sta in basso impersonano, “narrano”, come dice Vendola, una politica pulita; mentre con l’altra si accordano con quelli che stanno in alto, facendosi fiduciari dei loro interessi. Es. due papabili di alta qualità per la presidenza del consiglio: l’astro nascente Vendola, il “poeta comunista” che fa pensare a Pasolini, ma è tutt’altra cosa, di recente benedetto in un tour USA dai signori del liberismo, e osannato in Italia dalla massa dei disgustati da Berlusconi; e Rosy Bindi, la pseudoAnselmi http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/18/la-pasionaria/ .
E’ difficile pensare che le organizzazioni dei magistrati non vedano nulla, e che i magistrati siano tutti e sempre in buona fede quando favoriscono sostituzioni in senso liberista della classe di governo, es. con Tangentopoli e ora col Mignottagate; mentre allo stesso tempo favoriscono gravi crimini intimamente connessi a grandi interessi, come quelli del business mondiale della medicina.
Il Vaticano ha una tradizione millenaria nello stare a galla spartendosi l’Italia con stranieri, e appare avere inoculato tale costume nella nostra cultura.
Svolgono un ruolo non secondario nella borghesia compradora altre agenzie etiche, come le forze di polizia, i sindacati, gli intellettuali, la burocrazia, etc.
4. La gente è complice e partecipe, con la sua miopia e superficialità, col vendere il voto per un piatto di lenticchie a amministratori infedeli che venderanno anche chi li ha eletti; col non saper reagire in altro modo che seguire stolidamente le mode ribelliste pilotate che la porteranno dalla padella alla brace. Docile come un bue, ma capace di inviperirsi come un toro quando gli si fa notare che il suo ultimo beniamino la sta imbrogliando; che il primo requisito di un candidato politico deve essere che rappresenti gli interessi, leciti, del popolo o almeno di parte di esso, e non gli interessi di poteri superiori, altrimenti votarlo è antidemocratico e poco furbo. E che buona parte dei mali dei quali ci si lamenta derivano dal fatto che l’Italia è un Paese in vendita.
* * *
Blog TNEPD. Commento al post “Dopo i bombardamenti umanitari anche le privatizzazioni umanitarie” del 7 set 2011
La vendita del Paese, cittadini compresi, a poteri sovranazionali da parte delle classi dirigenti non avviene per caso, o per colpa, ma per dolo e premeditazione. Andrebbe riconosciuta come un’entità politica a sé stante; una forma vera e propria di potere, per quanto subalterno, vile e parassitario. E’ un aspetto fondamentale e misconosciuto del sistema di potere italiano, che ha un nome:
v. “C’è la parola:compradora”
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/
* * *
Blog Conflitti e strategie
Commento al post “Gli elementi antinazionali (da sempre)” di Giellegi del 9 set 2011
Credo che finalmente ci si stia rendendo conto di quanto sia centrale il problema delle pratiche compradore delle nostre classi “dirigenti”:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/21/c’e-la-parola-compradora/
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18 febbraio 2011
Commenti ai post “Il contrario del PD che vorrei”, blog Metilparaben e “Il film horror della sinistra: la bellissima e intelligentissima Bindi premier”, blog Il fazioso, 17 feb 2011
Osservando il suo comportamento come ministro della sanità, es. la protezione arcigna e cieca della chemio per i tumori, una terapia che oggi comincia ad essere criticata perfino nelle sedi ufficiali, ho avuto l’impressione che la Bindi fosse il tipico esempio di “cattolico di sinistra”; quelli che sono di una bravura pretesca nel servire grandi poteri, inclusi gli interessi più neri e trame inconfessabili, mentre recitano il ruolo di “puliti”; in questo caso, di pasionarie integerrime. Ci sono elementi che avvalorano questa opinione. Es:
Bindi, come Vendola che la propone, sembra una cosa ed è tutt’altro. Non rassicura questa affermazione: “Capace … di finti moralismi… alla Rosy Bindi, la quale finge di non sapere che i soldi per le sue campagne elettorali furono Andreotti… e Citaristi a darglieli. Lo sa perché la Bindi fu candidata la prima volte alle europee? Per battere Tina Anselmi, che … Andreotti voleva punire per come aveva gestito la commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2. … fecero avere alla cara Rosy tutti i voti necessari per fare giustizia della giustiziera Anselmi …” (Cossiga, Fotti il potere, 2010). La fonte è dubbia, ma sembra che la Bindi favorisca lo status quo simulando la figura dell’Anselmi, donna tutta di un pezzo, e prendendone il posto; così come Vendola “narra” un appassionato leader “rosso” per ottenere il favore degli ingenui. Il cerone non è solo quello di Silvio.
Ai poteri forti la Bindi, come gli altri “comunisti”, non dispiace, e il teatrino di Berlusconi che fa l’ignorante, o impersona sé stesso, e insulta la Bindi, mi pare un fare da spalla a chi potrebbe dare il cambio al rozzo bauscia con la sceneggiata del ritorno alla civiltà dopo l’era berlusconiana.
@ Sergione1941. Grazie. Istintivamente, trovavo accattivante la figura della Bindi. Ma alcune volte le apparenze ingannano. In una prefazione del 1998 la Bindi sottoscrive la visione statunitense per la quale la bioetica sarebbe “un ponte verso il futuro”. Cioè una retorica di supporto alla crescita della medicina commerciale, che giustifichi abusi e distorsioni là dove non si può censurare. Il futuro del cancro è stato e sarà quello di una crescita di tipo esponenziale della spesa, e dei profitti: (http://menici60d15.wordpress.com/2011/01/23/reati-contro-leconomia/ ). Tale futuro è stato favorito e viene favorito da diversi rispettabili “pontieri”. Tra i quali nella mia esperienza spicca la Bindi. In questi giorni sono usciti un articolo che mostra l’inutilità di una chemio prolungata in alcune diagnosi di tumore della mammella, e un altro che conferma l’esistenza della “chemofog”, il declino cognitivo da chemioterapia. Io non trascurerei il merito. Trascurerei invece le distrazioni dal merito: http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/09/manco-con-gli-occhiali/ . Oltre al sesso e ai rapporti tra i sessi, ci sono altri organi anatomici e altri problemi.
* * *
Blog di Beppe Giulietti su Il Fatto
Commento del 15 apr 2011 al post “Cicchitto si vergogna della P2?” del 15 apr 2011
La pseudoAnselmi
No, io credo che Tina Anselmi sia una figura positiva, e che, come ha detto Cossiga, si voglia accostare alla sua figura quella solo superficialmente simile della Bindi; che è un altra cosa, rispetto alla P2, l’organizzazione segreta che difende quegli interessi che in campo medico hanno trovato ampio ascolto in cattolici di sinistra come la Bindi:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/18/la-pasionaria/
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13 febbraio 2011
Blog di Bruno Tinti
Commento al post “Consigli legali per B.” dell’11 feb 2011
Non lo so se funzionerebbe, ora. La Storia ha deciso che la crapula berlusconiana abbia fine; e che a questo liberismo alla Trimalcione succeda un periodo di giustizia, pace e prosperità; come ampiamente esposto nei programmi, implacabilmente ripetuti, del comitato di liberazione. E come garantito dai trascorsi dei possibili successori politici.
Anni fa mi colpì che un Procuratore di Brescia, elogiato da Cossiga, definisse “antistoriche” certe posizioni. Mentre coi loro interminabili procedimenti non rispettano il Tempo, quello della vita delle persone, i magistrati ossequiano la Storia, conformando ad essa la loro azione. Non si può dire che a Brescia a Palazzo Zanardelli non abbiano il senso della storia; e anche nel seguito del grafo disegnato dal dr Tinti hanno una notevole aderenza alle esigenze dell’epoca nella quale operano.
Gli atti giudiziari, mentre spesso fingono che il Tempo non esista, prendono il colore del periodo storico. Dopo il ’45, in uno dei peraltro blandi processi ai fascisti un imputato ricordò in aula che chi lo stava giudicando era uso, pochi anni prima, indossare la camicia nera sotto la toga. Nella Lombardia di Formigoni ci sono diversi magistrati vicini a CL, la pia associazione già calunniata come finanziata dalla CIA; vedendo quanto è risparmiata da assurde calunnie la sanità berlusconiana, che è nel mainstream, e nel core business, del corso storico, mi sono chiesto se alcuni magistrati sotto la toga non portino il cilicio.
B. e il berlusconismo andavano rigettati 15 anni fa. La furia dopo l’acquiescenza, l’indignazione che si accoda alle truppe di occupazione, che ha precedenti nei sanguinosi avvicendamenti di signorotti nel Medioevo e nel Rinascimento, negli appesi di P. Loreto o, paragone più appropriato, nelle monetine a Craxi, è più il segno di una irredimibile continuità che di una palingenesi.
http://menici60d15.wordpress.com/
§ § §
Blog de Il Fatto
Commento al post di G. Pipitone “Caso Impastato, dopo trent’anni ritrovata la testimone chiave del delitto” del 20 dic 2011
Questo mostra come l’azione giudiziaria in Italia non rispetti il Tempo ma obbedisca ai tempi. Come serva il periodo storico mentre finge che il tempo cronologico non esista. http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/13/rispetto-della-storia-nellazione-giudiziaria/
30 anni di tempo per ritrovare – a casa sua – la testimone chiave di un omicidio infame e poi famoso. E “ritrovarla” quando fa comodo alimentare l’epopea su Impastato, perché la mafia da argomento tabù è divenuta un argomento popolare e funzionale al potere.
http://menici60d15.wordpress.com/2010/06/08/i-professionisti-della-metamafia/
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9 febbraio 2011
Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “Umori nazionali. Non è solo indifferenza” dell’8 feb 2010
L’abulia politica ed etica della gente non è peggiore di quella della classe dirigente che dice di difenderne gli interessi. Formigoni può dire ciò che vuole sull’inquinamento, ma nessun tecnico o politico gli dice nulla (*). Poi si pretende sensibilità e indignazione dalle masse.
“Per di più le connessioni tra i ministeri della Sanità e del Welfare sono sgradevolmente strette: per esempio, la moglie del ministro Sacconi è direttore generale di Federfarma … Infatti il governo Berlusconi ha già manifestato l’inquietante tendenza di permettere a interessi industriali di estendere la loro influenza su agenzie dello Stato” (“Clean hands, please”, Nature 7 ago 09. Nel commentare la partecipazione del Ministero della salute nella truffa ai danni dello Stato del vaccino per il virus A/H1N1).
Federfarma è “la lobby delle 200 aziende farmaceutiche italiane”. “Il suo compito più importante è di negoziare con l’AIFA [che opera sotto la direzione del Ministero della salute] la presenza dei medicinali nel prontuario, l’iter organizzativo, prezzo e rimborso pubblico”. (F. Astone. Il partito dei padroni. Come Confindustria e la casta economica comandano in Italia. Longanesi, 2010).
La notizia non è un segreto, ma, su cento persone, quante sanno e si indignano di questa promiscuità istituzionale, e delle sue conseguenze, e quante sanno di Ruby e le altre? Quali forze, quali voci, li informano e sensibilizzano ? B. è pronubo tra lobby industriali ed ente controllore. I suoi oppositori no ?
Così, dando il buon esempio, da un lato B. e la sua corte stanno insegnando al popolo la meritocrazia sessuale. Più in generale stanno insegnando che, sesso a parte, mettere la propria persona sul mercato è giusto e necessario. E quando ci si è venduti non ci si indigna più sul serio.
Mentre, dall’altro lato, i suoi severi censori al popolo insegnano col loro esempio il dovere civico di vigilare sulla vita privata dei governanti; e a farlo nei limiti della correttezza e del buon gusto, rispettando la sfera più intima e i luoghi più sacri; evitando pettegolezzi su argomenti da Novella 2000 come il controllo sulla spesa pubblica per la sanità, o l’influenza di Confindustria sulle loro vite; sulla salute loro e dei loro figli.
Così la gente certi andirivieni “non li vede più manco con gli occhiali”. Però conserva un fremito, un’eco della perduta innocenza, davanti alle storie di cronaca tristi da piangere che gli presentano i media.
* Ratio formigoniana
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/08/ratio-formigoniana/
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8 febbraio 2011
Blog di Beppe Grillo
Non accettato 7 feb 2011
“Chi sta vicino al fuoco si scalda”
proverbio contadino
Davanti all’allarme inquinamento in Lombardia, e alle incombenti multe UE, Formigoni ha ripetuto al Tg regionale, 5 feb 11, la sua tesi che bisogna considerare “l’inquinamento pro capite” (Clima. Formigoni:”La UE consideri l’inquinamento pro capite. Sito Regione Lombardia. 2009). Dicendo “inquinamento procapite” non si spiega se si sta parlando dei tassi di inquinamento, cioè delle concentrazioni, come si può credere dato che è questo a cui comunemente, e giustamente, ci si riferisce; oppure delle emissioni pro capite, come sembra si tratti; queste sono appropriate non come la misura del livello del rischio locale di malattie dovute all’inquinamento in una data area, ma principalmente per comparare le emissioni di CO2 tra nazioni o aree, ed evidenziare il contributo, molto diverso, di differenti popolazioni – es. statunitensi, cinesi, europei, africani, bolognesi – all’aumento di CO2 nell’atmosfera e agli effetti sul pianeta, in particolare sul clima.
Sia che si tratti delle concentrazioni che dei valori assoluti, come misura del danno da inquinamento l’indice pro capite dà luogo a risultati demenziali. Per rendere l’idea, anche per una camera a gas, dove si muore per intossicazione acuta, si può sostenere che va considerato l’indice di inquinamento pro capite, dato dal rapporto tra quantità di gas immesso, oppure concentrazione di gas nell’aria della camera, e numero di persone che contiene. Più persone si stipano nella camera a gas, meglio stanno, secondo questo indice. Considerando l’inquinamento pro capite, un terrorista che irrorasse con una tonnellata di sostanze tossiche una metropoli farebbe molto meno danno di uno che eseguisse la medesima operazione con la stessa quantità di sostanze tossiche su un’area di pari estensione, ma occupata solo da un paesino con le sue frazioni. Esempi estremi e truculenti; ma non fuori luogo, perché, con modalità diverse, anche di inquinamento si può morire; esempi ai quali portano i ragionamenti di Formigoni, che hanno implicazioni grottesche e macabre.
Come ogni inverno, in Lombardia non piove, non c’è vento e i riscaldamenti vanno. I depositi di polveri sono visibili a occhio nudo: basta guardare le carrozzerie e i vetri delle auto. Mentre la Lombardia gronda polveri, il suo governatore si vanta che in Lombardia la produzione di polveri pro capite è la più bassa d’Europa. Siccome i livelli di inquinamento sono molto elevati, in realtà questo vuol dire, come per l’esempio della camera a gas, che in Lombardia un maggior numero di persone è esposto a livelli dannosi.Il rapporto tra inquinanti e numero di abitanti è inversamente proporzionale alla densità abitativa: più abitanti si affollano in Lombardia, migliore, secondo tale indice, sarà la situazione; ovviamente in realtà la situazione sarà peggiore, perché un numero maggiore di persone saranno esposte agli stessi livelli di inquinanti. Ovvero, all’aumento del denominatore del rapporto emissioni/abitanti, cioè all’aumento del numero di abitanti, corrisponderà sia un peggioramento della realtà, sia un miglioramento, falso, dell’indice che dovrebbe descriverla.
Alla riduzione del numeratore, considerato come dato dalle emissioni totali di inquinanti (misure che sono più facili da manipolare di quelle delle concentrazioni nell’aria), si avrà una riduzione dell’indice; riduzione che però può avere una significatività spuria. Se in una camera a gas si immette meno gas, ma i livelli di gas all’interno restano comunque al di sopra della soglia di letalità, l’indice di inquinamento pro capite della camera si ridurrà; ma non è migliorata la sorte delle persone nella camera; è aumentata l’efficienza della camera a gas. Se, come avviene, a parità di popolazione si riducono le emissioni ma non tanto da fare calare sotto livelli accettabili le concentrazioni, che restano alle stelle, le vanterie di Formigoni sono come i cannoli di Cuffaro.
Invece che dover dipanare le malsane contorsioni della Regione Lombardia sugli indici di inquinamento, sarebbe meglio discutere di risparmio energetico, che può fare abbassare drasticamente le emissioni e quindi le concentrazioni. E quindi migliorare la salute della popolazione. Può decurtare di una bella fetta la bolletta delle imprese, e qui Formigoni sarà d’accordo; e anche la bolletta e le spese di carburante del cittadino, effetto questo che dalla prospettiva dei politici e degli interessi che rappresentano non va molto bene. E può rendere la nazione meno dipendente dall’approvvigionamento esterno di energia. Ma anche questo è un obiettivo che la nostra classe dirigente, compradora, cioè abituata a prosperare vendendo la nazione a interessi stranieri, non vuole. Il risparmio energetico potrebbe essere la risposta al partito delle centrali nucleari.
Il libro “Mr Kilowatt. Alla ricerca dell’energia perduta” di Maurizio Melis, ben scritto, chiaro e approfondito, è illuminante sulle grandi possibilità di risparmio energetico che attenderebbero solo di essere sfruttate. E’ edito da “Anarchia oggi”. No, mi sbaglio: da il Sole 24 ore. Credo che in questo caso la Confindustria offra il buono che si può e si deve prendere dal “sistema”. Poi sta a noi saperlo usare, e chiedere che venga usato, per il nostro progetto e non il loro.
Tornando a Formigoni, sparare una formula non basta per essere scientifici; anzi può essere un ottimo espediente per impapocchiare la gente. La variabile “emissioni di inquinanti” non va confusa con la variabile “concentrazione di inquinanti”. L’efficienza nella riduzione delle emissioni, che l’indice adottato da Formigoni può rappresentare, non va confusa con la riduzione dei livelli di esposizione. Ciò che conta per la salute non sono le emissioni, né tanto meno le emissioni pro capite, ma le esposizioni. Queste ultime dipendono oltre che dalle emissioni da diversi altri fattori, es. dall’orografia e dalla meteorologia, nella Pianura padana particolarmente infelici sotto il profilo del ristagno degli inquinanti nell’aria.
Contano le concentrazioni nell’aria. Si può morire di asfissia anche con la testa dentro un sacchetto di plastica. Come indice del pericolo cui sono esposti i cittadini le emissioni pro capite sono un indice non valido, di comodo e capzioso, adatto a coprire la situazione anziché rivelarla: tanto che in alcune situazioni questo contatore legge al contrario, consentendo di dichiarare miglioramenti dove la situazione peggiora.
Per “inquinamento pro capite” Formigoni dunque non intende il carico di inquinamento che ogni singolo abitante della Lombardia subisce; ma l’inquinamento che ogni singolo abitante immette nell’atmosfera; è come se le emissioni totali derivassero dalla somma di una stessa quota che è prodotta da ogni abitante, e della quale ogni abitante è quindi ugualmente responsabile. E’ vero che le emissioni pro capite hanno in questa fase del capitalismo una correlazione positiva col reddito pro capite, cioè il reddito medio. Pare che con la crisi le emissioni pro capite si stiano riducendo; insieme al reddito pro capite e all’occupazione. Così funziona il modello socioeconomico nel quale viviamo. Ci dicono che non ce n’è uno migliore.
Il rapporto tra l’inquinamento e il numero di abitanti è anche una possibile misura del compromesso tra etica e denaro: è correlato con il rapporto tra immoralità istituzionalizzata e numero di persone che su quella immoralità istituzionalizzata ci mangiano. Sembra che quando ad azioni altamente immorali, come diffondere cancerogeni e altre sostanze nocive, corrispondono vantaggi per un numero sufficientemente elevato di soggetti, allora quei crimini divengano leciti, e vadano protetti, anche con frodi, abusi e violenze; anche da parte dello Stato. E anche i comuni cittadini beneficiari sono d’accordo.
E’ l’ideologia dell’utilitarismo. Che nella sua versione italiana, e padana, può degenerare ulteriormente in “mafia fordista”: una mafia vincente, accettata dal sistema legale, che redistribuisce una quota rilevante dei proventi alla popolazione; a differenza dei mafiosi col bollino di mafioso che egoistacci se li tengono quasi tutti per sé. Una mafia che non ha bisogno di sparare, ma che pratica forme di violenza occulta, nei suoi affari commerciali e nelle misure di repressione contro chi è troppo di ostacolo a tali affari, con l’appoggio dello Stato. Una mafia che a volte si mette in affari con la mafia meridionale, con la quale c’è dietro alla differenze una sostanziale affinità. La ndrangheta in Lombardia è più un gemellaggio che un’invasione di barbari.
L’indice scelto da Formigoni, di provenienza anglosassone, è un indice utilitarista, che si rivolge scaltramente alla cittadinanza: da un lato offrendole di salvare le apparenze e magari di vantarsi pure, chiamando fior di panna la morchia; e dall’altro ricordandole sottilmente che essa è complice nel sistema che gli toglie l’aria pulita. Con questa voglia di controllare l’inquinamento, il futuro economico di oncologia, pneumologia, cardiologia, chirurgia, servizi diagnostici etc. , già tanto beneficato per altre vie da Formigoni, sta in un ventre di vacca.
Formigoni vuole anche considerare come indice di inquinamento il rapporto inquinamento/PIL; un indice della stessa parrocchia dell’inquinamento pro capite. Secondo l’attuale critica al PIL come indice valido della ricchezza, l’inquinamento dovrebbe essere un fattore di riduzione nel calcolo del PIL. Invece nell’indice richiesto da Formigoni è il PIL che è un fattore di riduzione nel calcolo dell’inquinamento. Vespasiano disse “non olet” sollevando una manciata di soldi, e Formigoni dice “non avvelena” facendo lo stesso gesto.
Dagli indici di inquinamento che propugna si vede come Formigoni, piuttosto che come un amministratore che ha a cuore la salute della popolazione che lo ha eletto, si comporta come un capo di una potenza industriale che non deve essere intralciata più di tanto nella ricerca dei dané. Ai lombardi va bene. Nelle parole di Formigoni rintocca la nota funesta di un cinico realismo non si sa quanto cattolico, al quale deve il suo successo politico.
Comunque, magia dei numeri, Formigoni può manomettere indisturbato una misura elementare e fondamentale, che attiene alla salute, e chiedere che ciò divenga legge. Quando gli ostacoli sono troppo grossi per schiacciarli alla ciellina, Formigoni sostiene impettito degli elaborati sofismi. Della reazione della “opposizione” nelle sedi politiche non vale la pena parlare. La Lombardia, incapace di reagire a tanta sfrontatezza, o convinta che sia giustificata perché solo i soldi contano, non sta attraversando uno dei suoi momenti migliori.
* * *
Blog “Blogghete!”
Commento del 9 feb 2011 al post “Mirate alla pancia (Non alla testa)” dell’8 feb 2011
“Mirare alla pancia” può avere anche un altro significato:
“La sua tesi può essere anche giusta, ma è sufficiente alludere al fatto che essa è in contrasto con l’interesse comune […] , che tutti gli uditori troveranno gli argomenti dell’avversario deboli e miserabili anche se sono ottimi, e i nostri giusti e centrati anche se fossero campati in aria; il coro si proclamerà a gran voce in nostro favore e l’avversario dovrà sgombrare il campo umiliato. Anzi, gli uditori per lo più crederanno di avere dato la loro approvazione per puro convincimento. Infatti, ciò che va a nostro danno, appare per lo più assurdo all’intelletto. ‘L’intelletto non è una luce che arde senza olio, ma viene alimentato dalla volontà e dalle passioni’ (Francis Bacon). Questo stratagemma […] di solito viene chiamato ‘argumentum ab utili’.”.
Schopenhauer, L’arte di ottenere ragione, stratagemma n. 35.
Si mira alla pancia sia nel senso di mirare alle emozioni, sia in quello di fare appello alla funzione digestiva. Sembra che in genere oggi, nell’era dell’utilitarismo trionfante, i persuasori mirino alla pancia sia con le potenti sollecitazioni irrazionali mediatiche, sia mediante l’appello alla pappa, in un mix che può spiegare certi successi politici altrimenti poco comprensibili. Come il cane di Pavlov alla fine secerneva succhi gastrici al solo suono della campanella, senza che vi fosse più associato del cibo, ormai si accorda il consenso a certi argomenti “ab utili” anche quando bisognerebbe chiedersi se è davvero nel nostro interesse:
Ratio formigoniana
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/08/ratio-formigoniana/
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Blog di Simone Perotti
Commento del 19 feb 2011 al post “Non basta sganasciare la dirigenza politica” dell’11 feb 2011
Segnalo il commento “Ratio formigoniana” : http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/08/ratio-formigoniana
Mentre lo scrivevo mi venivano in mente le predizioni de “La vita agra”: “E’ aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e procapite, l’occupazione assoluta e relativa, il numero delle auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram …l’età media, la valetudinarietà media, la produttività media …”.
Bianciardi non dovrebbe essere citato alla leggera come antesignano dei sessantottardi, o dell’attuale docile opposizione di massa. Quell’etilista che ha lasciato pensieri autentici, lucidi e accorati come pochi è un esempio raro, alto e toccante, di ribellione endogena e individuale, “in interiore homine” appunto. Fu un’ecccezione e un isolato, molto lontano dalle folle dei tanti eterodiretti o furboni che in fondo lavorano per Capitan Uncino.
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Blog Il Corrosivo
Commento al post “La giostra impazzita” del 15 feb 2011
Sono d’accordo:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/09/manco-con-gli-occhiali/
http://menici60d15.wordpress.com/2011/01/30/il-pornografico-e-l’osceno/
Lei scrive “mancanza di prospettive per noi e per i nostri figli, destinati a vivere in un ambiente devastato, senza aria da respirare e con le corsie dei reparti oncologici infantili sempre più piene”.
L’inquinamento, importante causa di insorgenza dei tumori, viene tollerato per ragioni utilitaristiche:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/08/ratio-formigoniana/
Ma oltre all’inquinamento altre cause, peggiori, contribuiscono all’incremento dell’incidenza dei tumori, a cominciare da quelli infantili:
http://menici60d15.wordpress.com/2008/12/17/sos-cancro-nei-bambini-e-sovradiagnosi/
http://menici60d15.wordpress.com/
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Blog di Mario Agostinelli – Il Fatto
Commento al post “Una centrale al giorno leva il medico di torno” dell’1 mar 2011
Non sarebbe il caso di cominciare a pensare seriamente al risparmio energetico serio?
http://menici60d15.wordpress.com/2011/02/08/ratio-formigoniana/
Pubblicato in: Agnotologia, Alleanza della sinistra col clero, Animalità razionale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Avvicinamento clero e scientismo, Berlusconismo, Biopolitica, Borghesia compradora, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Clero e censura, Clero e frode medica strutturale, Clero e violenza, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Danni e pericoli della globalizzazione, Depistaggi eziologici, Deuteragonismo nei blogs, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Diffidenza verso il potere, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Etica post-moderna, Fagocitosi dell'opposizione, Fallacie di generalizzazione e induttive, Fiducia nelle istituzioni, Figure nobili, Forma democratica e sostanza pontificia, Frodi quantitative, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Individuazione responsabilità collettiva non distributiva, Influsso delle oligarchie finanziarie, Inquinamento, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Libertà dalla bugia, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati e medicina, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Malamisura, Male e mediocrità, Manipolazione ideologica, Manipolazione linguistica, Manipolazione mediatica, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Omertà scientifica, Opposizione deuteragonista, Opposizione verticale al potere, Pansera, Perbenismo poujadista, Persecuzione giudiziaria, Politica e biomedicina, Praticità del teorico, Prepotere del clero, Promesse messianiche di successi scientifici, Relativismo epistemico, Repubblicanesimo, Resistenza civile, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Sanità lombarda, Scambio tra accuratezza e precisione, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Silenzio osceno, Sineddoche tendenziosa, Sinistra deuteragonista, Sofismi, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Supporto della religione all'oppressione, Teatrino laici cattolici su questioni bioetiche, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Terzietà della magistratura, Tirannia della bugia, Travaglismo, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza senza soggetto | Commenti disabilitati
2 febbraio 2011
Blog di Piergiorgio Odifreddi su Repubblica
Commento al post “Grazie Minetti ora sappiamo” del 28 gen 2010
Non accettato 2 feb 2011 ore 9:25
Il prof Odifreddi nota che “le abitudini sessuali del premier hanno purtroppo trasformato gli italiani in un popolo di ossimorici guardoni-puritani”. Sono d’accordo, ma “l’ossimoro” è anche negli scandali, che sono allo stesso tempo roba secondaria e sviante, da guardoni o poco più, oppure gravissimi: a seconda da che li si guardi sotto il profilo, rispettivamente, del “come” politico o del “cosa” politico.
Se vogliamo ordinare una lista, ciò è il “cosa”. I diversi algoritmi di ordinamento possibili sono il “come”. Qui il “come” è come condurre il liberismo: se sobriamente oppure alla maialesca. Limitandosi a combattere le forme più pittoresche e svaccate del liberismo senza metterlo in discussione si fa una bella figura, ma in realtà si perfeziona e si tempra il liberismo, che prevede forme legalizzate di mercificazione della persona. Ed è questa la posizione degli ambigui censori di Berlu, già suoi alleati, e tuttora suoi sodali in altri campi. Il “cosa” è prendere il Rubygate come esempio della mignottificazione generale, fase adolescenziale del liberismo; e contrastare la tendenza storica prendendo lo scandalo a luci rosse come caso particolare delle conseguenze perniciose di un modello sbagliato.
A proposito segnalo il post:
Il pornografico e l’osceno
http://menici60d15.wordpress.com/2011/01/30/il-pornografico-e-l’osceno/
http://menici60d15.wordpress.com/
Pubblicato in: "Antipolitica", Abolizione dell'opposizione reale, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Berlusconismo, Borghesia compradora, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura su questioni bioetiche, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Coltivazione della viltà, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Dal secundum quid al simpliciter, Deontologia dei blogs, Depistaggi eziologici, Deuteragonismo medico, Deuteragonismo nei blogs, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Dolo in medicina, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Etica post-moderna, Fallacie di generalizzazione e induttive, Fictio democratica, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Funzione censoria del deuteragonismo, Gattopardismo, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Laicità all'italiana, Libertà dalla bugia, Malamisura, Manipolazione delle statistiche sul cancro, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Midcult progressista, Neoalchimia, Omertà scientifica, Pansera, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Politica e biomedicina, Riconoscimento dell'extramediatico, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Servilismo degli intellettuali, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Strumentalizzazione della sessualità, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Sussiego della sinistra, Teatrino laici cattolici su questioni bioetiche, Tecnologia irrazionale pro business, Tirannia della bugia, Travaglismo, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina | Commenti disabilitati
23 gennaio 2011
Blog di Bruno Tinti
Commento all’articolo “Il padrone dello Stato” del 22 gen 2011
La lotta antiberlusconista centrata sulla vulva finirà come è finita per gli operai FIAT che anni fa guardando “Drive in” in tv si sentivano degli arrivati. I culetti di Ruby e di Nicole, oggi in primo piano nella riflessione politica, scompariranno come “le nevi dell’altro anno”; resterà invece ciò da cui hanno distolto. Il dr Tinti va oltre il livello porchereccio, osservando che Berlusconi prima che un mignottaro e un corruttore di minorenni è “un uomo pericoloso, come tutti quelli che commettono reati contro l’economia”.
Il tema dei reati contro l’economia, di ciò che costituisce colpa verso l’economia, è fondamentale; ma è ampiamente trascurato dati alcuni suoi aspetti irriducibilmente equivoci. Es. pochi giorni fa uno studio su un’importante rivista scientifica USA (JNCI) ha previsto che tra 10 anni la spesa per la cura del cancro, già esorbitante, sarà cresciuta di due terzi (83 miliardi di dollari all’anno in più nei soli USA). Una crescita rigogliosa che è una benedizione per l’economia; mentre se il problema cancro sparisse o si riducesse sarebbe un brutto colpo. Nella vittoriosa economia liberista, il cancro è da decenni una materia prima preziosa. Le “riserve di cancro” (RM Kaplan. Disease, diagnoses and dollars, 2009) vanno coltivate e tutelate. Non si contesta formalmente l’art. 499 del C.P. a chi vi attenti. In questi casi “delicati” si esercita l’azione penale seguendo un altro codice; come si è fatto con Falcone, che anche secondo il suo superiore Pizzillo andava fermato per il bene dell’economia.
Berlusconi non danneggia ma protegge gli aspetti criminali del business medico. I suoi pacati “oppositori”, ancor più pronti di lui nel riconoscere ai poteri forti della finanza e dell’economia una signoria sullo Stato, preso il suo posto proseguiranno, accentuandola, l’opera di protezione dei crimini dell’economia legale. Il dio dell’economia verrà saziato sempre più attraverso la malattia e le cure.
http://menici60d15.wordpress.com
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Blog di Domenico Finiguerra – Il Fatto
Commento al post “Un altro agnello ?” del 3 mar 2011
[La sostituzione dell'art. 41 della Costituzione] E’ l’adeguamento della Costituzione formale a quella reale:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/01/23/reati-contro-leconomia/
Pubblicato in: Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Berlusconismo, Biopolitica, Borghesia compradora, Buonismo medico, Campagne istituzionali di discredito, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione del dissenso, Censura e persecuzione occulte, Censura su questioni bioetiche, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Danni e pericoli della globalizzazione, Deuteragonismo medico, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dolo in medicina, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Etica della conoscenza e del giudizio, Etica post-moderna, Fallacia delle regole, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Gattopardismo, Grazia e antinomianismo, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Individuazione responsabilità collettiva non distributiva, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Libertà dalla bugia, Mafia meridionale e mafia fordista, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Male e mediocrità, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Morton's fork e doppio legame, Neoalchimia, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Opposizione deuteragonista, Orchestra nera, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partito americano, Paziente come supporto, Perbenismo poujadista, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Relativismo epistemico, Responsabilità del pubblico nella frode medica strutturale, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scientismo, Scienza e medicina come nuove religioni, Selezione avversa classe dirigente, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Strumentalizzazione della sessualità, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Travaglismo, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
21 dicembre 2010
Blog Il Fattto, Aldo Giannuli et al. 21 dic 2010
Un alto magistrato ha affermato di non aver pensato neppure per un momento a cause naturali quando seppe della morte improvvisa del Capitano De Grazia. Che quello di Calipari sia stato un omicidio volontario premeditato lo scrissi il giorno del funerale, e lo ripetei quando l’indagine fu archiviata (v. “Calipari: virtù militari e diritto” sul sito http://menici60d15.wordpress.com/).
Ora Wikileaks rivela che il governo Berlusconi tramò per evitare che la verità, tramite le indagini dei magistrati, venisse a galla. Il PD, anche per bocca dello “zio d’America” Ignazio Marino, ha chiesto indignato a Berlusconi di dare conto. Ciò per me conferma che Wikileaks disinforma, a favore degli USA, imbrogliando ancor più le carte mentre rivela parzialmente il vero. (v.”Da quali minacce va protetta la Glaxo” sul mio sito).
La “rivelazione” infatti implica:
- Che nessuno lo sapesse. E’ dalla Liberazione che vengono eliminati Italiani sgraditi agli USA, e tutti, istituzioni e pubblico, vilmente fanno finta di nulla sui mandanti; i quali possono pure alludere a come andò, per giochi strumentali e a riprova del loro dominio.
- Che la sinistra si opponga alla destra almeno in questo. Moro docet, è altrettanto sottomessa. E oggi forse è perfino più venduta dei piduisti riconosciuti.
- Che le eliminazioni avvengano contro una volontà forte. In realtà, gli epurandi, tipi anomali, vengono venduti. La classe dirigente, a partire dai “colleghi”, è spesso parte attiva nell’eliminazione, e il popolo, a cominciare dagli “impegnati”, è omertoso e offre bassa manovalanza per un tozzo di pane.
- Che la magistratura, “famigerata” secondo Palazzo Margherita, vada frenata altrimenti scopre la verità. Quando si tratta di fare un favore agli USA, magari quando c’è da eliminare qualcuno che non è sufficientemente servo, tanti magistrati, q. b. agli interessi della corporazione, sono sempre pronti all’obbedienza, e ben lieti di farsi depistare.
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Segnalazione sul blog “Uguale per tutti”, post “Di cosa ha bisogno l’ANM” 21 dic 2010
La Procura di Roma ha dichiarato di avere agito correttamente. La vedova Calipari si è detta disgustata; a me ha aiutato l’esperienza anatomopatologica. L’associazione di categoria dei magistrati farebbe cosa buona se finalmente considerasse – esplicitamente – il tema delle persecuzioni di cittadini italiani da parte di poteri forti internazionali, e delle relative complicità istituzionali; stabilendo ciò che la magistratura può fare a riguardo; e soprattutto, ciò che non dovrebbe assolutamente mai fare.
Un campo che può procurare alle caste che detengono i poteri dello Stato forti e facili vantaggi senza rischi; come è proprio di chi ha venduto l’anima al diavolo:
L’omertà e la complicità nazionali nelle epurazioni USA
http://menici60d15.wordpress.com/
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Blog de “il Fatto”, post di Alessio Liberati “Io, giudice, pericolo per la democrazia” 26 dic 2010 e di Bruno Tinti “Vogliamo i colonnelli” del 31 dic 2010
Le dichiarazioni di Wikileaks riguardanti la magistratura mostrano come quando si favorisce un potere forte si mette la propria reputazione nelle sue mani. Penso che l’uscita di Wikileaks su D’Alema/Spogli vs. i giudici nemici dello Stato, subito dopo quella sull’insabbiamento, vergognosissimo per tutti quanti, dell’omicidio Calipari, sia la carota dopo il bastone. I magistrati italiani non sono la pecora nera tra i poteri dello Stato. Ma è falsa anche l’implicazione ovvia che siano al contrario nell’insieme un baluardo della democrazia. I magistrati non sono rossi o neri, ma fanno parte a sé. Non aspirano a incarichi pubblici per rubare come i politici; ma prosperano in un sistema giudiziario scassato e servono il più forte. Non il più forte tra i pupi, ma il puparo. I magistrati pericolosi per il potere, o antipatici agli USA, sono una specie estinta, anche per morte violenta, o in via di estinzione; e comunque non ci meritiamo magistrati eroi, che pure ci sono stati. La massa dei magistrati sono un asset per gli americani e per il partito americano; un asset da proteggere anche fornendogli credenziali, false, di imparzialità, o addirittura di frondismo rispetto ai suddetti poteri. Una favola che attecchisce bene nell’attuale sistema a ruoli scambiati, dove le forze progressiste sono “magistratofile”, seguendo il costume italiano di opporsi alle vessazioni del potere cercando un “potere buono” col quale schierarsi. Io vedo che anche i magistrati, quando si tratta dei desiderata USA, frequentano livelli bui e luridi; livelli dove la democrazia è una barzelletta per i fessi:
L’omertà e la complicità nazionali nelle epurazioni USA http://menici60d15.wordpress.com/2010/12/21/1744/
Calipari: virtù militari e diritto http://menici60d15.wordpress.com/2008/06/21/calipari-virtu-militari-e-diritto/
Da quali minacce va protetta la Glaxo http://menici60d15.wordpress.com/2010/12/07/da-quali-minacce-va-protetta-la-glaxo/
http://menici60d15.wordpress.com/
Pubblicato in: "Rispetto per le istituzioni", Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agnotologia, Artifici della magistratura, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Blogs, Borghesia compradora, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione della viltà, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Cooptazione dei familiari delle vittime, Depistaggi "la guerra è guerra", Destra, Discriminazione istituzionale di cittadini, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Figure nobili, Forze di polizia come milizie mercenarie, Inautenticità della sinistra, Individuazione responsabilità collettiva non distributiva, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati uccisi, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Male e mediocrità, Manipolazione ideologica, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partecipazione di persone comuni a censura e persecuzione, Partito americano, Perizie ballistiche, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Repubblicanesimo, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Selezione avversa classe dirigente, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Soccorso al vincitore, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Tecnica del potere, Terzietà della magistratura, Tipi antropologici proibiti, Travaglismo, Violenza impunita, Violenza senza soggetto | Commenti disabilitati
7 dicembre 2010
Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “Comunque vada, Wikileaks lascerà segni molto profondi” del 6 dic 2010
“What does the eight-hundred-pound gorilla do? Anything it wants to”
M Angell, The truth about drug companies.
1. Il prof. Giannuli spiega come lo “scandalo” Wikileaks servirà anche a controllare il Web. Quella futura sarà eventualmente un’accentuazione del controllo, che già esiste in forme non dichiarate; e che dovrebbe continuare in forme oblique, nelle quali la prima censura è negare che vi sia censura. Mentre ricorre di routine alla “character assassination”, e in casi estremi all’omicidio, lo stile censorio anglosassone è diverso da quello della tradizione autoritaria italiana: invece che il segreto assoluto, preferisce che si ventili parzialmente, si sfiati un poco la scatola dei segreti; ma che questi rimangano come voci isolate e sgraziate, “a few squeacky wheels”, frammiste a tanta fuffa, spontanea e artificiale, prodotta da appassionati di complotti e da disinformatori professionali; e disperse nell’armonioso e gradevole dissenso antisistema ufficiale, costruito con cura, che impera sul Web e i cui libri si vendono nei centri commerciali.
2. Colpisce la notizia di Wikileaks che una sede della Glaxo Smith Kline in Italia, specializzata in vaccini, sia stata considerata obiettivo sensibile; non si capisce a leggere gli articoli dei giornali se come azienda italiana spiata dall’intelligence USA (Unità, Repubblica, Radio Tv di San Marino) o, com’è più verosimile, come asset importante degli USA, da proteggere da “terroristi”. (Su questo genere di protezioni contro il terrorismo rivolto alla tecnologia e alla ricerca, e sul fatto che l’Italia non ne sapeva nulla come ha affermato Frattini, cfr. “Leopardi, Unabomber e altri eversori” sul mio sito menici60d15). Ricordo a Brescia un’eminente figura della burocrazia della ricerca biomedica e dell’università auspicare la chiusura dei siti web che denunciavano effetti collaterali del vaccino anti HPV, prodotto anche dalla Glaxo; mentre tali notizie continuano ad apparire su siti anglosassoni (ricordo anche, sulla via del ritorno, la pantera della polizia, intercettazione per me di prammatica quando vado a conferenze pubbliche su argomenti medici sensibili).
3. Va gridato che la Glaxo, multinazionale con base in Gran Bretagna che nel 2009 ha incassato 45 miliardi di dollari, è una delle grandi vittime del web, e si capisce che si voglia proteggere, sia nel mondo reale che nel cyberspazio, questa vitale risorsa etica. Presento una succinta selezione di alcune delle vergognose storie che è possibile raccogliere riguardo alla Glaxo su internet.
a- La Glaxo si è fusa alla Wellcome, azienda collegata a Rockefeller, la forza che ha avuto un peso determinante nel dare forma alla medicina moderna per come la conosciamo. Negli anni ‘30 lo studio legale che curava Wellcome e Rockfeller aveva tra i suoi avvocati Allen Dulles, poi direttore della CIA nella Guerra fredda.
b- Uno dei CEO della Glaxo, Bide, è stato presidente dell’Adam Smith institute, antisocialista. La Glaxo ha potuto contare sull’appoggio del New Labour inglese. Dev’essere vero che i vertici della Glaxo sono su posizioni di destra, perché in Italia Glaxo risulta avere finanziato la fondazione “Italianieuropei” di D’Alema. Forse è per questo che alle riunioni della Fondazione SmithKline, braccio culturale della Glaxo, partecipano esponenti dei DS come l’ex sindaco di Brescia Corsini, che in una di queste occasioni ha dichiarato “L’attenzione alla salute è il paradigma del nostro grado di civiltà”; come dargli torto. La Fondazione SmithKline è il think thank dove si coltivano idee come quella di fare evolvere le antiche forme di trattamento sanitario coatto in forme di persuasione adatte alla società liberale (M Valsecchi, direttore sanitario ASL 20 di Verona: La prevenzione in una società complessa). E forse è anche per questa simpatia dei “compagni” che per il lancio di nuovi vaccini della Glaxo, da molti considerati un caso di globalizzazione della truffa, l’Italia è la vigna dei fregnoni.
c- Alla Glaxo si deve l’AZT per l’AIDS, la malattia politica sostenuta dall’EIA, l’Epidemiological intelligence agency, un servizio segreto del governo USA che si occupa di medicina, anche determinando carriere (cfr. P Duesberg, Il virus inventato). Il farmaco, già scartato per l’attività cancerogena e l’eccessiva tossicità, ha l’interessante caratteristica di causare le lesioni e i sintomi dell’AIDS; la Glaxo stessa avvisava i medici di non confondere gli effetti del farmaco con le manifestazioni della malattia. Ciò spiega perché soggetti asintomatici, cioè che stavano bene, abbiano sviluppato la sintomatologia dell’AIDS una volta cominciato ad assumere l’AZT in seguito alla diagnosi di laboratorio di sieropositività (criticata come inattendibile da dozzine di specialisti). E alla fine siano morti. L’inventore della AZT, Beltz, ha dichiarato di essersi pentito di averla elaborata.
d- La Glaxo è stata accusata di avere nascosto la pericolosità dell’antidiabetico Avandia, anche perseguitando e denigrando il ricercatore J Buse. Il farmaco secondo la “Senate finance committee” USA è stato responsabile di circa 83000 morti per infarto miocardio.
e- Nel 2010 uno studio scientifico USA, esaminati 200 lavori e interventi scientifici, ha evidenziato che il 94% degli esperti che hanno scritto a favore di Avandia avevano legami finanziari con Glaxo.
f- Ha versato 2,5 milioni di dollari per chiudere un processo per frode, in USA, per avere occultato dati sull’inefficacia e gli effetti negativi su bambini e adolescenti del Paxil-Seroxat, un antidepressivo che potendo indurre comportamenti violenti ha causato suicidi e omicidi di familiari.
g- Il Paxil fu approvato dalla FDA mentre negli stessi mesi in USA sembrava fosse in corso un’epidemia della malattia, non identificata fino ad allora, per la quale si prescrive; una delle tante malattie nuove degli ultimi decenni, che secondo molti rientra nel novero delle malattie “corporate backed”, cioè inventate per fare soldi, es. medicalizzando le difficoltà dell’esistenza: il “Disordine da ansietà generalizzato”, a dire il vero già noto in ambito non scientifico come nervosismo, irrequietezza, angst, giramento di balle, etc.; inquadrato nella nosologia poco prima del lancio del farmaco da uno psichiatra della Columbia university, Gorman; che era inoltre a libro paga della Glaxo come consulente. Un altro che aveva lavorato come consulente scientifico per Glaxo è Breckenridge, membro della MHRA, l’ente di controllo dei farmaci UK, che evitò di investigare il caso dei sanguinosi disastri provocati dal farmaco. Non contenta, la Glaxo ha anche truffato Medicaid gonfiando le fatture del Paxil, e per ciò ha dovuto pagare una multa di decine di milioni di dollari.
h- Censurata 14 volte dalla FDA per pubblicità ingannevole di farmaci antiasma. L’FDA ha anche aperto contro la Glaxo procedure per la violazione delle buone pratiche di produzione dei farmaci.
i- Produttrice del vaccino trivalente MMR per morbillo, parotite, rosolia, che può dare gravi reazioni avverse neurologiche. Il vaccino MMR è stato criticato quanto a scientificità delle procedure di sviluppo, utilità, efficacia, dannosità, e reazioni avverse. Sarebbe in grado di provocare l’autismo nei bambini secondo un medico, Wakefield (un’ipotesi dubbia). Wakefield comunque non sbagliava quando osservò che gli studi di sicurezza sul vaccino erano insoddisfacenti. Le vendite del vaccino crollarono, e il ricercatore fu attaccato da una serie di articoli sul Sunday Times, posseduto da un membro del consiglio di amministrazione della Glaxo. Fu in seguito sospeso dalla professione, mentre chi difese la Glaxo fece carriera.
l- Ha pagato come esperti alcuni ricercatori che poi stesero le linee guida dell’OMS per il vaccino contro il virus H1N1. Sospettata di averli corrotti per lucrare su una falsa epidemia. L’OMS impose nel mondo il vaccino, il cui effetto è stato non medico ma economico, producendo profitti per miliardi di dollari. Analoga efficacia per l’antivirale Glaxo contro l’influenza aviaria.
m- In Olanda la multinazionale è stata accusata di comunicare coi giornalisti prima dell’approvazione di un farmaco anti-emicrania; e i giornalisti di fornire alla Glaxo una campagna di propaganda sul farmaco camuffata da informazione. Le tecniche di pubblicità della Glaxo fanno largo uso del direct marketing, il rivolgersi direttamente ai consumatori, a volte sotto le vesti dell’educazione sanitaria, es. sponsorizzando “la settimana dell’emicrania”.
n- Ripetutamente coinvolta in Italia in indagini per comparaggio, che hanno portato al rinvio a giudizio di migliaia di medici, anche illustri, a più riprese, con accuse di truffa ai danni dello Stato, associazione a delinquere, corruzione e falso. Decine di dipendenti della Glaxo Italia sono stati denunciati per associazione a delinquere; ci sono state richieste di interdizione dall’attività della Glaxo. Poi il buon senso ha prevalso e tutto si è dissolto.
o- Accuse di mazzette all’AIFA, l’agenzia del farmaco italiana, per evitare controlli sull’Aulin, ritirato in altri paesi per la sua capacità di provocare gravi lesioni epatiche.
p- Accusata dal Dipartimento di giustizia USA di aver pagato tangenti, oltre che in Italia in molti altri paesi, in alcuni dei quali è finita sotto indagine, es. in Turchia. Ci sono state anche accuse di tangenti a medici in USA. Di recente Glaxo ha avvisato il governo inglese che il nuovo “Bribery act” che come già fa la legislazione USA proibisce di corrompere funzionari esteri, danneggerà i suoi affari, in particolare nel nuovo grande mercato cinese.
q- Le bugie sulle mazzette della Glaxo trovano appoggio nella perfida diceria per la quale nei bilanci delle multinazionali farmaceutiche le spese di amministrazione e marketing, già superiori a quelle per la ricerca, nasconderebbero elargizioni a politici, amministratori, giornalisti, opinion makers, medici e altri addetti, indispensabili per fare girare il business dei farmaci dato il suo carattere fraudolento.
r- Cliente della maggiore multinazionale di pubbliche relazioni, la Burson Marsteller. L’agenzia, che si è occupata anche di curare l’immagine della giunta militare Argentina (sulle vittime degli squadroni della morte commentò “People gets killed everywhere”), è specializzata nella organizzazione di un falso dissenso che sembra partire spontaneamente dal basso e tira acqua al mulino dei potenti committenti (“Astroturf”); es. associazioni di pazienti che invocano un farmaco trattenuto nelle grinfie dei burocrati che non vogliono approvarlo o distribuirlo a spese del SSN perché dicono che non serve. Il dissenso grassroot falso o pilotato è una tecnica che appare rilevante anche per il rovello sulla genuinità dell’affare Wikileaks, e per l’arduo dilemma su chi saranno le vere vittime e chi i veri “villains” delle sue conseguenze future.
4. Queste notizie disponibili su internet mostrano quanto sia sensibile un obiettivo come Glaxo: quanto odio si è accumulato verso la multinazionale che cura i malati, verso questi novelli cavalieri ospedalieri. E’ giusto che la Glaxo si tuteli, a là Allen Dulles, e che in futuro simili calunnie, simili attacchi di cyberterrorismo siano stroncati sul nascere, e non appaiano se non come spazzatura e patologia dell’informazione.
5. E forse Glaxo è ancora più sensibile, coi piedi d’argilla direbbero i malevoli che la criticano, e quindi ancor più bisognosa di protezione. In Italia c’è perfino qualche medico invasato che conosco io (per fortuna messo aumma aumma in condizione di non nuocere da magistrati, poliziotti e altri amici delle multinazionali), che pensa che le cose stanno anche peggio di quanto trapela sui media e su internet; che ci sono elementi per sostenere che anche altri farmaci della Glaxo, es. per l’ulcera peptica, la sclerosi multipla, alcuni oncologici, e il vaccino per la prevenzione del tumore della cervice, sono basati su presupposti scientifici falsi e di comodo, essendo frutto del “corporate take over of science”; e che appare probabile che se si andasse ad esaminare scientificamente uno ad uno tutti i prodotti del catalogo Glaxo ci sarebbe da dare ragione a Roses, alto dirigente della Glaxo, che ha recentemente affermato che “più del 90% dei farmaci non funzionano”. (Roses lo ha detto per poi aggiungere subito che funzionano solo nel 30-50% dei soggetti; un’affermazione a effetto nell’ambito del lancio dell’ultimo grido della ricerca e del marketing farmaceutico, la farmacogenetica per la “tailored medicine”, il farmaco tagliato su misura, “ad personam”).
6. C’è come una buona stella che protegge il gigante Glaxo dalla macchina del fango: perfino gli attacchi sui farmaci per l’AIDS del Presidente sudafricano Mbeki, non un “keyboard warrior” ma un nero che ha speso la vita per la liberazione della sua gente, dipinto dalla stampa mainstream come un paranoico nemico dei bambini malati, sono rientrati. Chissà di quali argomenti si è avvalsa la Provvidenza.
7. Fosse per l’Italia, neppure ci sarebbe bisogno di un giro di vite sul web contro il partito dell’odio e dell’invidia. Il web è piombato sull’Italia come un oggetto fantascientifico proveniente da un altro pianeta; dipendesse da noi, trasformato in carrozzone pubblico al servizio di interessi privati, sarebbe stato imbrigliato da un pezzo; aprire un sito per il semplice cittadino sarebbe più difficile che ottenere il porto d’armi; e la rete non andrebbe molto oltre Radio Maria, i reality, C’è posta per te, le previsioni del tempo, le ricette, il calcio, la pubblicità palese e redazionale, es. i siti di educazione alla salute e sul corretto uso dei farmaci, pluralistiche rappresentanze di partiti e forze sindacali, etc.; l’angolo più estremista, luogo di feroci duelli tra bloggers, nell’ambito di quanto consentito dai moderatori, sarebbe il sito di Fabio Fazio.
8. Inoltre in un Paese tosto come il nostro la Glaxo e le sue sorelle, la loro immagine di benefattori, la loro libertà di ricerca e d’impresa, sono già protette contro questo nuovo terrorismo; potendo contare, per la liquidazione ad nutum di fonti percepite come un minaccia, sui servigi di persone serie e importanti, di corpi armati benemeriti; sui servigi di padroni delle ferriere che si sono improvvisamente scoperti una vocazione per la medicina accademica e vogliono acquisire meriti per entrare nel ramo, di soci italiani di Rockefeller, dei nostri servizi di sicurezza con la loro alta tradizione di indipendenza e abnegazione; tanti nobili signori che davanti a soldi e carriera arricciano il naso schifati, ma lottano a costo della vita per la salute dell’umanità; come quelli della Glaxo, essendo fatti della stessa pasta.
Sito web: menici60d15
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Blog de “Il Fatto”
Commento al post “Caso Pronzato, il botta e risposta tra Marco Travaglio e Massimo D’Alema sul Fatto” del 20 ott 2011
La fondazione Italianieuropei di D’Alema, il post-comunista che è a capo dell’organo di controllo dei servizi, ha preso soldi anche da case farmaceutiche come la Glaxo, che ne sono soci benemeriti. Questo legame sarà meno avvincente e meno politically correct di quelli con le storie di corruzione nazionale; ma dovrebbe essere più interessante, perché non riguarda solo “la questione morale”, ma anche la questione della salute dei cittadini, riguardando il modo col quale i politici controllano come vengono curati; per esempio, dovrebbe essere considerato se ci si volesse soffermare su quanto sta emergendo sui prezzi folli e la scarsa efficacia, per un usare un eufemismo, dei farmaci antitumorali “innovativi”:
par. 3b in http://menici60d15.wordpress.com/2010/12/07/da-quali-minacce-va-protetta-la-glaxo/
Pubblicato in: "Politica", Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Berlusconismo, Bioetica, Bioetica strumentale, Borghesia compradora, Campagne istituzionali di discredito, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione del dissenso, Censura e persecuzione occulte, Censura su questioni bioetiche, Censurati e perseguitati riconosciuti, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Danni e pericoli della globalizzazione, Depistaggi eziologici, Depotenziamento lotta al crimine, Destra, Deuteragonismo medico, Deuteragonismo nei blogs, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dolo in medicina, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Etica della conoscenza e del giudizio, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Forze di polizia come milizie mercenarie, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Funzione censoria del deuteragonismo, Iatrogenesi, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Influsso delle oligarchie finanziarie, Interventi della magistratura contro frodi mediche, Istituzionalizzazione del crimine, Libertà dalla bugia, Libertà di cura, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati e medicina, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Midcult progressista, Misteri d'Italia e USA, Neoalchimia, Oltraggio mediante il potere istituzionale, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Orchestra nera, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Partecipazione di persone comuni a censura e persecuzione, Partito americano, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Perversità del crimine istituzionale, Politica e biomedicina, Principio di Mazzarino, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Resistenza civile, Riconoscimento dell'extramediatico, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Selezione avversa classe dirigente, Servilismo degli intellettuali, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi, Sovratrattamento, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Tecnica del potere, Tecnologia irrazionale pro business, Terzietà della magistratura, Tirannia della bugia, Uso intimidatorio degli autoveicoli, Uso persecutorio della tecnologia per la sicurezza, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
23 novembre 2010
Blog di Aldo Giannuli
Commento al post “La sentenza di Brescia: lo Stato e le stragi” del 22 nov 2010
“La questione è una città che con la forza del muratore e lo sguardo ampio dell’architetto, sappia costruire fondamenta sociali solide”. (Giornale di Brescia, conclusione del fondo del direttore, 16 nov 10, giorno dell’assoluzione per la Strage)
Ho già commentato sulla sentenza di assoluzione (v. La Leonessa, sul sito menici60d15). Il commento del prof. Giannuli contiene molti aspetti istruttivi e coraggiosi. Avrei volentieri evitato di criticare altri aspetti di quanto scrive una persona delle sue conoscenze e capacità, alla quale si deve gratitudine per la sua opera di studioso, per la luce che ha fatto sull’eversione, e apprezzamento per la sua disponibilità alla discussione coi “quisque de populo”. Ma sull’impunità dell’eversione a Brescia mi considero una “persona informata dei fatti”, o meglio una vittima; e davanti ad alcune analisi mi sento come un tale al quale abbiano sparato, che dice che gli hanno tirato una revolverata, e che si sente rispondere da un ottimo perito balistico che è falso, in quanto è stata usata un’arma semiautomatica, non un revolver.
Alcuni contemporaneisti e altri analisti dell’eversione pare non ci tengano a trovare un principio unificante, ciò che in altre scienze viene considerato il più appetibile dei traguardi: es. l’origine microbiologica delle malattie contagiose, la tavola periodica degli elementi chimici, la deriva dei continenti, l’unificazione delle forze fisiche, l’identificazione delle pulsioni di base della psiche. Non che tale principio unificante debba esserci necessariamente (a volte anche per alcuni campi delle scienze “hard” si è concluso – ma dopo averlo cercato – che non esiste). Pare che chi si occupa di storia del terrorismo consideri dilettantesco e antiscientifico ricercare ciò che in altre discipline è il “Santo Graal”.
Prevale la visione “folignocentrica” dell’eversione (dal detto folignate “Foligno è lu centru de lu munnu”), per la quale l’eversione è un fenomeno essenzialmente locale: nazionale, e a volte addirittura provinciale; visione che è uno degli effetti della “tuboscopia”, l’analizzare meticolosamente singoli eventi uno a uno, come guardando con un occhio attraverso uno stretto tubo, orientando il tubo nelle direzioni opportune; e poi mettendo i fatti così selezionati uno accanto all’altro per sostenere una tesi, spesso preordinata; ma senza perseguire una sintesi complessiva, che, assegnate per quanto possibile a tutte e ad ognuna delle tessere disponibili le reali relazioni con le altre, si sforzi di scoprire cosa rappresenta la figura incompleta che emerge dal mosaico; in questo caso, un“pantocratore” terreno. Prassi che, spacciate per rigore, davanti ad alcune generalizzazioni consentono di gridare alla “dietrologia” anche quando si tratta di segreti di Pulcinella.
Ne consegue un’aderenza a un canone, a una regola di bon ton, o forse di sopravvivenza, che impone che l’eversione sia stata un fenomeno endogeno nazionale, dovuto a scontri di inenarrabile complessità tra DC-PCI, neri-rossi, Franza-Spagna, etc., animati da 4 coglioni esaltati che però, all’opposto dei buoni che avrebbero dovuto fermarli, erano incredibilmente abili e fortunati nel fare danno; con l’aiuto, a volte, di alcuni strani figuri delle istituzioni, peraltro sostanzialmente sane. Chi parla di mandanti esteri es. sull’uccisione di Moro è un “pistarolo” (ho assistito a una conferenza, al circolo bresciano “A. Moro”, dove tale tesi, sostenuta da un autorevole esperto e primo cittadino, DS, di Brescia, è stata corretta, non da un anarchico del Ponte della Ghisolfa, ma, sia pure blandamente, dall’allora ministro degli Interni, Pisanu, che ha citato a supporto l’Hyperion). Alcuni concedono che vi sia stato qualche influsso estero; però non si sa, e non è detto fossero solo e sempre gli USA, anzi… e poi neanche i vertici Usa sono monolitici… e così ad infinitum.
Venendo incontro alla storica soggezione del popolo e della classe dirigente italiche verso i forti, alla storica tendenza ad accettare chi sta in alto con la frusta e lottare solo sull’asse orizzontale, tra bande; e producendo un enorme fascio di dati slegato, privo di un principio informatore, difficile da maneggiare, dal quale si può estrarre e nel quale si può tenere nascosto ciò che si vuole, la “tuboscopia” e il “folignocentrismo”, nelle varianti accademica e giornalistica, ipertrofici a scapito della sintesi e del taglio pratico che l’importanza vitale dei temi imporrebbe, sono da contare tra i fattori che hanno favorito l’impunità. Fuciliamo i brigatisti; ora e sempre Resistenza; ma scherza con i fanti e lascia stare i santi. Anche se l’abbondante produzione saggistica e di denuncia ha costituito una qualche barriera, come un muro di libri, contro la strategia delle bombe e degli assassini politici.
Personalmente, estraneo sia ai rossi che ai neri che a qualsiasi fazione, senza competenze professionali specifiche ma avendo dovuto interessarmi obtorto collo all’argomento, credo, grazie all’ampia produzione di storici e analisti, e per esperienza personale in USA e in Italia, che con tutti i distinguo, le pieghe, le eccezioni, i fattori ausiliari, le convergenze d’interessi, le giravolte, i buchi neri, i cerchi concentrici, i burattini senza fili etc. vi sia un principio alla base di tutta l’eversione, di tutta l’eversione che ha contato e che ha fatto ciò che ha voluto; e che questo principio sia l’influenza della politica estera statunitense; a sua volta determinata, prima che dalla geopolitica, dai grandi poteri economici dei quali il governo USA è il braccio operativo. E penso che, oltre a chi ne ha scritto, moltissimi altri sanno, cento volte meglio di me, che il re è nudo.
Il principio unificante dei voleri degli USA può spiegare ad esempio quanto considera il prof. Giannuli, che il terrorismo rosso sia stato perseguito più efficacemente di quello nero, anche oggi che i magistrati non hanno simpatie per la destra; data l’inclinazione diffusa tra politici, magistrati e forze di polizia a compiacere, chi pancia per terra, chi facendo il pesce in barile, il potere vero, e quindi gli americani: il terrorismo nero era più vicino, sul piano ideologico e operativo, non solo ai servizi ma anche ai veri mandanti.
Quello che vorrei testimoniare, anche avendo visto – e sentito – da vicino alcuni dei protagonisti della “battaglia” per la verità sulla Strage, è che a Brescia, più ancora che nel resto del Paese, tali interessi di Stati Uniti e altri paesi influenti vengono serviti, almeno da dopo la caduta del Muro, col maggior zelo; con una partecipazione massiccia unanime e omertosa da fare invidia al più mafioso dei paesini del Sud. Interessi che vengono serviti anche quando consistono in interventi “deviati” volti a modificare, con metodi sporchi, con reati ignobili, l’andamento delle cose nel senso voluto; modifiche che ieri si ottenevano con la guerra a bassa intensità, con inequivocabili bombe in piazza o con clamorosi omicidi politici, e oggi con forme di violenza “a bassissima intensità” e perciò invisibile: oggi si persuade col lento veleno dei media; e si eliminano soggetti scomodi col lento veleno di forme di boicottaggio, discredito e logoramento camuffate da interventi legali, oppure occulte.
Credo che occorra distinguere nettamente tra onda d’urto fisica di una bomba, che dura una frazione di secondo, e onda d’urto politica, che può durare decenni; tra gli attentati e la lunga scia di ripercussioni; queste ultime possono avere effetti paradossi; sembra che chi ha fatto mettere le bombe avesse una profondissima conoscenza dei meccanismi di psicologia sociale che avrebbero messo in moto. Per me la reazione cittadina alla strage a Brescia rappresenta una delle vette dell’arte di rappresentare un’opposizione alta e vibrante dietro alla quale meglio servire i potenti.
A Brescia oggi operazioni eredi di quella stagione di eversione vengono servite, dietro la maschera dell’indignazione per la Strage, da chi ha responsabilità istituzionali ma anche da volontari. Da persone “serie e importanti” come dall’ultimo spalamerda raccomandato. Oggi l’omicidio politico, non solo morale ma fisico, viene compiuto con mezzi più sottili e subdoli, e simulando di aborrire ciò che nascostamente si aiuta. Brescia, addestrata alle doppiezze pretesche, e a suo agio anche con le doppiezze dello spirito protestante, è particolarmente adatta a ciò. Per avere un’idea di quello cui mi sto riferendo, e che non è né piacevole né facile da raccontare e spiegare, si può vedere il mio sito menici60d15; questa assoluzione, secondo la quale sopra la linea d’orizzonte del conosciuto non risulta alcun responsabile neppure per una folla di persone fatte letteralmente a pezzi da una bomba nella piazza principale, dice anche della credibilità di chi ignora tali denunce come opera di un mitomane.
Operazioni oggi aiutate, a Brescia e in Italia, dalla sinistra non meno che dalla destra. Sofri, oggi apertamente filoamericano e filosionista, che il prof. Giannuli cita, mi pare il prototipo della sinistra ambiguità della sinistra.
Così, paradossalmente, dopo la sorpresa ho accolto con sollievo la pur spiacevole notizia che la montagna non ha partorito nemmeno un topolino; sia perché una condanna due o tre fasi storiche dopo l’accaduto sarebbe stata ormai inutile rispetto al quadro sociopolitico; sia perché avrebbe condannato – a pene teoriche – dei manovratori più che i mandanti; ma soprattutto perché l’assoluzione evita di alimentare la doppiezza di istituzioni e società civile sull’eversione; il gesuitismo di laici e cattolici, di fascisti mascherati che danno lezioni di democrazia e di postcomunisti ridotti ad allearsi col delfino di Almirante nel servire poteri esteri che, come ha scritto una volta il prof. Giannuli, non ci sono amici.
La sentenza evita di riconoscere un risultato qualificante ad un sistema falso e corrotto, e con ciò di rafforzarlo. Evita di favorire ulteriormente la pratica dell’occultamento dell’eversione dietro al suo opposto, e di favorire ulteriormente i danni che agli epurandi di 40 anni dopo derivano da tale doppiogiochismo. Lascia uno sfregio che rende meno credibili i languori di “riconciliazione” dei discendenti dei Partigiani, e che risparmia forse all’Italia qualche altro dispiacere. Nello stato in cui siamo, meglio che la memoria della Strage e della reazione ad essa non siano completamente coperte dagli interventi cosmetici, ma resti un’impronta in negativo, come il pilastro scheggiato dall’esplosione a Piazza Loggia.
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21 novembre 2010
“Il Fatto” quotidiano. Blog di Bruno Tinti.
Commento all’articolo “Brescia, giustizia impossibile” del 20 nov 2010
“Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile…” (Pasolini, Io so…).
Dopo l’assoluzione del 2010 per la Strage di Brescia il dr Tinti scrive che “la storia non si fa con le sentenze”; mentre un avvocato di parte civile si è affrettato a commentare, alla “Casa della memoria”, che in uno Stato democratico “la magistratura è l’unico soggetto che ha il compito di stabilire i fatti”. La sentenza ha una sua cupa onestà: non perché rispetti la verità per corrispondenza con la realtà, ma perché rispetta la verità per coerenza. Il paragone del dr Tinti tra il procedimento sulla Strage di Brescia e quello sull’omicidio del presidente Kennedy ha un’involontaria ironia. Pur avendo patologi forensi espertissimi in USA l’autopsia a Kennedy la fecero fare ad anatomopatologi ospedalieri, con scarsa esperienza in ferite d’arma da fuoco. A Brescia ho avuto a che fare, pesantemente, con uno di coloro che eseguirono le autopsie sui cadaveri della strage (neppure lui patologo forense esperto), con inquirenti, tutori della legalità, autorità che sono salite sul palco degli oratori ogni 28 maggio, gente comune che cita la Strage come un merito. Non mi stancherò di testimoniare che dietro la maschera, dietro l’imenoplastica antifascista fornita dalla Strage (Pasolini) a Brescia coralmente si fa quello che si può, e anche quello che non si può, per servire gli USA e i grandi interessi economici; e con essi gli “interventi”, aggiornati ai tempi, di quelle stesse forze che 40 anni fa volevano le bombe e oggi ammazzano senza rumore (v. il sito menici60d15). La sentenza nega una giustizia posticcia, e ha anche il merito di confermare che per i reati di questa matrice, per gli omicidi politici “atlantici”, materiali e morali, di fatto non c’è una giurisdizione; credo che piuttosto le forme di aiuto all’eversione da parte di magistrati siano sottovalutate. Francesco Pansera.
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14 novembre 2010
Blog di Beppe Grillo
Commento al post “Poliziotti con la carta d’identità” del 13 nov 2010
Intorno al 1970 all’università c’erano spesso manifestazioni e scioperi per il Vietnam. Fui sorpreso, quando andai all’università, di trovare nonostante tali rivolte il potere baronale vivo e virulento. L’occuparsi altruisticamente dei diritti altrui scavalcando le ingiustizie domestiche consente di fare bella figura mentre ci si ingrazia il potere fornendo l’opposizione che vuole. La Sinistra fa un favore alla Destra dando del razzista e dell’imbecille a chiunque critichi l’immigrazione, e relegando così la protesta per i disagi che crea alle voci grevi e incivili della Lega. La Destra fa un favore alla Sinistra non trattando gli extracomunitari con onestà e rispetto, e dandole quindi l’estro di ergersi a paladina di alti princìpi e acquisire così potere. Ma sia Destra che Sinistra che clero sono proni al modello liberista, che vuole lavoratori e consumatori immigrati, e implica sfruttamento sia in Italia che nel Terzo mondo. La polizia sta al gioco. Finora c’è stata più scena ad uso delle telecamere che sangue; speriamo che non si voglia rendere la scena più realistica. Intanto alle porte di Brescia una guardia giurata ha sparato in testa a un ragazzo per una lite automobilistica. Mentre si grida al fascismo battendosi all’ultimo sangue per i dannati della terra, nessun interesse sul caso della guardia privata che ha ritenuto appropriato bucare da parte a parte la scatola cranica di un locale. La società civile è affaccendata in ben altre battaglie. Le guardie giurate, buoni iscritti al sindacato e buoni aiutanti di CC e PS, non sono estranee a forme di repressione antidemocratica che non vedrete su Anno zero. Il pistolero, un altro che ha premuto il grilletto di un un’arma portata legalmente sapendo di stare dalla parte di chi comanda, verrà probabilmente tolto dai guai dalle istituzioni, e la violenza occulta di polizia continuerà più forte di prima.
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Bresciaoggi.it – Commento all’articolo “Gardone, ore d’ansia per il giovane ferito” del 15 nov 2010
Pubblicato in: Abolizione dell'opposizione reale, Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Borghesia compradora, Brescia, Buonismo, Censura e persecuzione occulte, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Clero e buonismo, Clero e compradora, Clero e deuteragonismo, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Danni e pericoli della globalizzazione, Degrado del tessuto sociale e atomizzazione sociale, Destra, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Educazione e incitamento al disprezzo e all'odio, Estetizzazione dei problemi politici o etici, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Forma democratica e sostanza pontificia, Forze di polizia come milizie mercenarie, Funzione censoria del deuteragonismo, Immigrazione e sfruttamento del Sud del mondo, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Leghismo, Libertà dalla bugia, Manipolazione mediatica, Opposizione deuteragonista, Perbenismo poujadista, Persecuzione di polizia, Razzismo e persecuzioni contro etnie, Relativismo epistemico, Repubblicanesimo, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scambio tra carità ed etica, Sinistra deuteragonista, Subordinazione delle forze di polizia al clero, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Sussiego della sinistra, Tecnica del potere, Uso persecutorio della tecnologia per la sicurezza, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
16 ottobre 2010
Blog Uguale per tutti
Commento al post “A Reggio deve venire Zù Ntònu” del 19 set 2010
Forse lo Zù Ntònu, il contadino calabrese retto e faticatore descritto dall’avvocato Siciliano, non sarebbe così restìo a battersi per la giustizia se davvero vedesse un gruppo col quale schierarsi: da un lato c’è un esercito di mafiosi, di collusi con la mafia, di appaltatori di business sterminati alla mafia; ma nell’ampio campo non mafioso Zù Ntò non vede una brigata di galatuomini. E nemmeno un reggimento o una compagnia.
A proposito delle forze sane e della fiducia nella giustizia, segnalo l’articolo “Usa, si può comprare il giudice” di Marcello Foa, Il Giornale, 14 ott 2010. In USA la doppiezza della democrazia traspare più chiaramente che in Europa. Col sistema delle lobbies si tende a legalizzare ciò che da noi si fa sottobanco. Lì i magistrati li elegge il popolo, nominalmente; all’atto pratico le multinazionali sono grandi elettori dei magistrati, finanziando legalmente le campagne elettorali di candidati graditi. In futuro le multinazionali potranno comprarsi i magistrati, riferisce l’articolo, grazie a una recente sentenza della Corte suprema che abolisce il tetto dei finanziamenti. Si prevede che il volume della campagna acquisti passerà dai 100 milioni al miliardo di dollari.
Il tema dei rapporti tra magistratura e multinazionali è in genere risparmiato dall’infuocato dibattito nostrano sulla giustizia; nella lotta furibonda che i media ci fanno vedere in continuazione tutti i contendenti stanno attenti a rispettare davanti al pubblico il canone teatrale per il quale il massimo livello di potere equivale a quello oggi impersonato magistralmente da un bravo caratterista come Berlusconi; e Il Male sono le mafie, che sono viste come un Kilimangiaro solitario, anziché una vetta ben integrata nella catena imalaiana delle grandi forze criminali che menomano la vita degli Zù Ntò. Gli altri “8000” essendo dati, tra gli altri, dai business che portano le corporations ad ottenere di poter acquistare magistrati, e a investire negli acquisti. Zù Ntòni, che è un po’ avanti con l’età, statisticamente ha da temere più da qualche sofisticato schema diagnostico-terapeutico nato a Boston o a Basilea e imposto su scala mondiale con le buone e con le cattive, che dal cannemozze del mafioso a cento passi da casa. E forse anche l’omicidio del moroteo dr Fortugno, avvenuto fanno oggi 5 anni, non è solo una questione locale.
Al contrario di Zù Ntòni, che non ha perso del tutto il legame con la visione contadina del mondo spazzata via dall’omologazione, chi si appassiona alla Commedia dell’arte recitata dalla politica, e ai suoi canoni, non si sente sovrastato da poteri senza volto che hanno una consistenza quasi ontologica; ma accetta la finzione secondo la quale viviamo in un Paese sovrano, dove a comandare sono comunque le strutture descritte nella Costituzione; e accetta la sineddoche tendenziosa che identifica tutto il grande crimine con le mafie.
Credo che i rapporti tra magistratura e i potentati economici, nazionali e internazionali, che in buona parte coincidono con le multinazionali, siano rilevanti per la comprensione del cattivo stato di cose attuale, e che le conseguenze di tali rapporti contribuiscano a spingere gli Zù Ntòni a non accordare alle istituzioni il credito che sarebbe necessario. Segnalo anche un mio scritto, che un poco parla dei magistrati, o della magistratura, “business friendly” in Italia: “Leopardi, Unabomber, e altri eversori”; postato il 12 u.s. sul mio sito menici60d15.
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Blog de Il Fatto
Commento del 27 gen 2012 al post di M. Imperato “Lobby al sole anche da noi?” del 27 gen 2012
postato su questo sito il 5 feb 2012 causa boicottaggio Telecom
Il PM Imperato invita a considerare di introdurre anche da noi il lobbismo, cioè la legalizzazione dei finanziamenti ai politici da parte di gruppi di interesse. Il magistrato invita a guardare al fenomeno senza ipocrisie. Si dovrebbe estendere il suo suggerimento al potere giudiziario: considerando il fenomeno USA dei finanziamenti legali alle campagne elettorali dei magistrati da parte delle multinazionali. Lì è legale comprarsi dei magistrati in questo modo. Ma anche in Italia, così come non è sconosciuto il fenomeno dei soldi passati sottobanco da potenti gruppi di interesse ai politici, esiste la magistratura “business friendly”, che fa carriera essendo compiacente col business:
I magistrati “business friendly” e la mafia come sineddoche tendenziosa
Reati contro l’economia
http://menici60d15.wordpress.c…
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Blog de Il Fatto
Commento al post di A. Liberati “E la responsabilità civile dei politici?” del 13 feb 2012
Non è nell’interesse dei cittadini una magistratura esposta al ricatto dei potenti tramite la responsabilità civile. Occorrono però dei pesi e contrappesi per evitare che i magistrati operino per interessi diversi da quelli della giustizia, come invece di fatto avviene.
Il celibato dei magistrati http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/01/il-celibato-dei-magistrati/
Il giudice Liberati, che nel difendere la sua categoria dallo spauracchio della responsabilità civile cita la “mancata applicazione di norme comunitarie, rispetto alle quali l’Italia si è impegnata aderendo all’Unione Europea”, ricorda quel posteggiatore che, sotto il fascismo, scacciato dagli avventori come importuno, intonò al violino “Giovinezza”. Così nessuno poté dirgli nulla.
In questi giorni due ricercatori, l’inglese Wynne e la norvegese Wickson, hanno paragonato la Commissione europea alla rana pescatrice abissale, quel pesce mostruoso che attira le prede con un’esca luminescente che penzola da un filamento che le protrude dalla testa (The anglerfish deception, EMBO reports, 13 gen 2012). Questo perché la Commissione vorrebbe che in tema di sicurezza degli OGM sia vietato agli stati nazionali avanzare critiche di carattere scientifico, l’unica voce scientifica ammissibile essendo quella degli esperti scelti dalla UE.
Ci si dovrebbe interrogare sul contrasto tra norme sovranazionali e giustizia. E anche sul costume di compiacere la UE, e i poteri economici dei quali è espressione, con misure informali, per acquisire meriti da spendere in sede nazionale. Dovrebbero farlo anche i nostri bravi magistrati, ricordando che cos’è la cosiddetta “difesa di Norimberga”. E anche cos’è l’eccesso di zelo nel favorire gli ordini criminali dei potenti.
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Blog de Il Fatto
Commento del 19 feb 2012 al post di M. Imperato “Mani pulite: vent’anni sembrano pochi” del 18 feb 2012
Credo che i magistrati non combattano la corruzione in sé, ma ne combattano alcune forme favorendone altre. Mentre si oppongono alla bribery dei signorotti locali, favoriscono – e a volte attivamente aiutano – l’istituzionalizzazione della grande corruzione, quella dei poteri forti. E’ un poco come la lotta tra piccoli feudatari e potere centrale, al tempo per esempio di Richelieu:
La magistratura davanti alle frodi mediche di primo e secondo grado
http://menici60d15.wordpress.c…
Il PM Nicastro come assessore alla sanità: la non complementarietà tra magistrati e tangentisti http://menici60d15.wordpress.c…
Questo è confermato da magistrati come il PM Imperato che oggi loda “Mani pulite” e pochi giorni prima ha prospettato in termini positivi la legalizzazione delle lobbies (Lobby al sole anche da noi?, 27 gen 2012), uno dei più nefasti focolai di corruzione e degenerazione della politica interna e internazionale.
Pubblicato in: "Antipolitica", Abolizione dell'opposizione reale, Anemizzazione del Sud, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Basi militari USA in Italia, Borghesia compradora, Campagne istituzionali di discredito, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Cattivi maestri, Censura e persecuzione occulte, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Contrasti tra Impero e Baroni per i diritti di sfruttamento sull'Italia, Controllo dell'arte, Corruzione della vittima, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Degrado del tessuto sociale e atomizzazione sociale, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diffidenza verso il potere, Discriminazione istituzionale di cittadini, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Doppio Stato polizie segrete e associazioni di tipo massonico odierni, Educazione e incitamento al disprezzo e all'odio, Effetti a cascata dell'eversione, Estetizzazione dei problemi politici o etici, Etica della conoscenza e del giudizio, Fallacie di generalizzazione e induttive, Falsa analogia, False biografie, Fictio democratica, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Frode medica strutturale, Iatrogenesi, Il Negativo e il Proibito, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Individuazione responsabilità collettiva non distributiva, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istigazione istituzionale al ludibrio, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Mafia meridionale e mafia fordista, Mafie meridionali e medicina, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati e medicina, Magistratofilia, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Magistratura ghibellina, Male e mediocrità, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicina e frode medica strutturale nel Meridione, Metamafia, Misteri d'America, Misteri d'Italia e USA, Morton's fork e doppio legame, Neoalchimia, Non-complementarietà, Oltraggio mediante il potere istituzionale, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partito americano, Pericoli dell'antimafia, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Politica e biomedicina, Principio di Mazzarino, Questione meridionale, Resistenza civile, Responsabilità del pubblico nella frode medica strutturale, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento dell'extramediatico, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Scientismo, Scienza e medicina come nuove religioni, Selezione avversa classe dirigente, Servizi segreti e frode medica strutturale, Sineddoche tendenziosa, Sinistra deuteragonista, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successione Ndrangheta come prima mafia, Terzietà della magistratura, Tipi antropologici proibiti, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Victim blaming, Violenza e medicina, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
16 giugno 2010
Segnalato il 16 giu 2010 sul blog “Uguale per tutti” come commento al post “Riformare (ma seriamente) la Costituzione” del 10 giu 2010
Arriva l’estate, tempo di giochi e buonumore sotto l’ombrellone. Achille presenta sul blog la nuova Costituzione, composta da un solo articolo: “Il Presidente del Consiglio fa quello che cazzo gli pare”. Una blogger ha commentato che andrà a finire proprio così. Personalmente, ritengo che tra i primi responsabili vi siano gli elettori, che hanno permesso la “resistibile ascesa” di un modesto prepotente, votandolo, o votando la sinistra “gellista” (nel senso di Gelli Licio, non di Giustizia e Libertà). Siccome si scherza, avanzo un’altra proposta per la modifica della Costituzione: guardare alla Costituzione della effimera Repubblica romana del 1849, e adottarne l’art. 20, che prevede che il popolo elegga i suoi rappresentanti con voto pubblico. Non so valutare la portata degli effetti negativi della non segretezza del voto, che certamente vi sono, e saranno anche gravi. Ma il voto pubblico potrebbe servire da correttivo al degrado dell’elettorato, che oggi appare allo sbando, essendo deresponsabilizzato, rincitrullito, gasato dalla propaganda e incapace di tutelare i suoi interessi. Aristotele sosteneva che il popolo è anche lui una magistratura. Anche il famoso discorso di Pericle sulla democrazia ad Atene considera il popolo come una magistratura che ha delle responsabilità nella cura dello Stato; un discorso che a leggerlo viene da piangere, per il divario tra il fresco profumo di ciò che descrive e la nostra puzzolente condizione attuale. Col voto pubblico finirebbero molti piagnistei di furbi e sciocchi, e tanta gente non potrà che protestare con sé stessa davanti allo specchio, se non comincia a fare un uso meno dissennato del voto. Si potrebbe forse rendere facoltativa la pubblicità certificata del voto. Dichiarare quali forze si sono votate potrebbe divenire una prassi volontaria per coloro che comunicano al pubblico opinioni e critiche politiche (personalmente dal 2000 a tutte le elezioni restituisco il documento elettorale, con racc. a/r ; prima, alle politiche votavo, horresco referens, DC; poi PRI; poi scheda nulla; alle locali votavo candidati di centrosinistra, e me ne sono pentito). In USA, quando si cita un parlamentare si aggiunge al nome una “D” o una “R” per indicare se è democratico o repubblicano; si potrebbe almeno dire di quale partito sono i parlamentari non di primo piano quando li si cita, cosa che invece molti giornali evitano accuratamente; quale partito nominalmente, perché nella grande maggioranza dei casi si sa già che l’iscrizione vera è al Partito dei c. propri.
Sempre pour parler, per ingannare il tempo, propongo un quesito simile al “Se voi foste il giudice” della Settimana enigmistica. Però, in campo scientifico: “Se voi foste lo scienziato”. Poniamo che siate il direttore di un centro di ricerca e veniate incaricati di trovare una spiegazione per un altro di quei cluster di leucemia infantile che periodicamente vengono rilevati. Niente paura, potete farlo anche voi, visto che si incoraggia la gente affinché ogni “quisque de populo” dica la sua (meno alcuni, come vedremo): il quotidiano Il Giorno ha raccolto e pubblicato le ponderate opinioni del titolare di una cartoleria in merito alla patogenesi di un caso identico a quello che consideriamo qui (Leucemia a scuola il quartiere vuole la verità. Preoccupazione, ma senza psicosi. 11 giu 2010). E comunque, fare il direttore è più facile che fare il ricercatore … Immaginiamo allora che in una scuola si sia verificato un cluster di leucemia: quattro bambini, tre scolari e la sorellina di un altro scolaro, hanno avuto una diagnosi di leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cavallo delle ferie natalizie, tra il 14 dic e il 22 gen. Nello stesso periodo ci sono stati altri tre casi di leucemia infantile nella metropoli dove è la scuola, Milano (ma, data la possibilità che tali cluster a volte siano degli artefatti statistici, per non sapere né leggere né scrivere scegliamo una forma semplificata del problema, circoscrivendolo ai quattro casi della scuola, che più facilmente e più nettamente possono mostrare o smentire l’individuazione di un fattore causale comune). Troppi casi nella popolazione composta dai bambini che frequentano la scuola e dai loro fratelli rispetto all’incidenza della malattia nella popolazione generale. Un vostro giovane collaboratore, Gianni, formula, dopo mesi di studio, un’ipotesi: i bambini che si sono ammalati avevano in comune una predisposizione genetica alla leucemia, che l’influenza H1N1 ha slatentizzato. Considerando solamente l’aspetto logico, vi sembra una buona ipotesi? Cosa rispondereste al collaboratore ?
Altri quiz per i più interessati. C’è un vostro secondo ricercatore, Lorenzo, che commenta che l’ipotesi di Gianni così formulata dei due fattori, genetico e infettivo, assomiglia all’illusione cognitiva descritta da Tversky e Kahneman per la quale si tende erroneamente a credere che la probabilità di eventi congiunti che confermino nostri pregiudizi sia maggiore di quella degli eventi considerati isolatamente. Lorenzo aggiunge che l’ipotesi di Gianni appare come il classico caso nel quale per salvare le premesse si falsifica la conclusione; che è del tutto azzardato ipotizzare che un’infezione slatentizzi una neoplasia; che il campo delle relazioni causali tra virus e tumori umani è stato fortemente criticato quanto a solidità scientifica, e per la presenza di conflitti d’interesse e di condizionamenti politici; che sono astronomici i numeri per calcolare la probabilità che i casi dei bambini predisposti nei quali avrebbe avuto luogo la slatentizzazione, tra i tanti esposti alla pandemia, si siano casualmente concentrati nella scuola; e che se l’ipotesi – che intanto è apparsa sui giornali come l’unica al momento considerata – venisse corroborata dall’improbabile reperimento di una condizione di anomalie genetiche oncogene preesistenti comune ai quattro bambini si configurerebbe, caso non raro nell’odierna biomedicina commerciale, un “paradosso di Gettier” piuttosto sospetto. Cosa rispondereste all’irriverente ricercatore ?
Poniamo che si presenti un terzo ricercatore, un indipendente di passaggio, un “cultore della materia”, Mario, che vi facesse osservare che il cluster di leucemia infantile nella scuola non è stato solo un cluster, ma anche un cluster anomalo: con una distribuzione temporale e una distribuzione spaziale entrambe estremamente ristrette, e che riguarda un numero di soggetti basso relativamente alla popolazione potenzialmente esposta alle stesse cause. Un attacco repentino e simultaneo, che è apparso e si è spento velocemente tra quattro mura o poco più. Un fenomeno anomalo in quanto il cancro è una patologia a sviluppo biologico lento, della durata di anni, e qui si hanno soggetti in giovane età; quando il cancro è causato, come in genere avviene nei clusters, da una esposizione a cancerogeni ambientali, in genere gli incrementi di incidenza si distribuiscono con una dispersione non trascurabile nel tempo e nello spazio. Per la simultaneità e la ridotta estensione temporale, il cluster assomiglia a quelli dovuti a una causa infettiva, mentre sembra difficilissimo che possano averlo generato agenti cancerogeni; ma assomiglia a un cluster di tipo tumorale più di quanto non assomigli a un cluster infettivo per il basso numero di soggetti colpiti. La forte circoscrizione spaziale è possibile, ma atipica, rispetto a entrambi i generi di cluster. Appare quindi come un cluster particolare, che si potrebbe definire “cluster puntiforme”: netto e marcato, molto piccolo, di durata molto breve.
Mario aggiunge che esistono degli elementi semplici, noti ma gravemente trascurati e travisati, che consentono di costruire una spiegazione teorica coerente di questo genere di cluster di leucemia infantile, senza introdurre fattori ipotetici non ancora individuati, e inoltre dando conto delle sue peculiari caratteristiche di cluster puntiforme: a) la capacità di un contagio virale di provocare reazioni linfoblastomatose non neoplastiche, che mimano biologicamente il quadro diagnostico della LLA; capacità che forse si incontra con la predisposizione di alcuni soggetti, diffusa nella popolazione, a tali reazioni non neoplastiche; b) la tendenza storica, sempre crescente, della medicina a espandere le diagnosi di cancro, classificando o riclassificando il maggior numero possibile di varietà di proliferazione come più maligne di quanto non siano biologicamente; tendenza che nel caso della LLA ha assunto la forma della non volontà e dell’incapacità di discriminare, non sulla base di convenzioni o evidenze indirette, ma rigorosamente, su basi scientifiche indiscutibili, tra leucemia linfoblastica e reazioni linfoblastomatose non neoplastiche (un tema che, in un’agenda di ricerca seria e onesta sulla LLA infantile, avrebbe dovuto essere al primo posto nei trascorsi decenni di ricerca, anziché venire proscritto); c) fenomeni di suggestione e contagio psicologico innescati e propagati su genitori, bambini, e medici, dagli allarmi mediatici che vengono lanciati sui tumori infantili da alcuni anni (es. i recenti “SOS”, supportati da interventi della magistratura, sul rischio di contrarre la leucemia infantile per cause ambientali, come “l’elettrosmog” dei trasmettitori di Radio vaticana di S. Maria in Galeria; e sul rischio di contrarla a scuola, come il caso delle antenne di Monte Mario). Questi sono tre fattori che potrebbero interagire fino a dare luogo alla rilevazione di cluster puntiformi di diagnosi di leucemia linfoblastica, rilevazione dovuta in realtà a un insieme combinato di bias. Le cure chemioterapiche, coi loro effetti di obliterazione del quadro biologico e di mimesi del quadro clinico fisserebbero poi l’errore (Pansera F. Relazione tecnica sull’omicidio doloso di Ketha Berardi, 2001. p. 15. consegnata al PM Mastelloni della Procura di Venezia in seguito a convocazione dei CC di Brescia, mediante il luogotenente Carrozza, il 26 set 2007).
Che ne fareste dell’ipotesi di Mario, tenendo conto che Mario ha un problema, ed è egli stesso un problema. Già in precedenza su altre malattie ha avuto ripetutamente uscite simili; per esempio, tanti anni fa scrisse un articolo dove mostrava che alcune caratteristiche morfologiche depongono contro una causa immunologica per la sclerosi multipla; senza volerlo, lo pubblicò proprio mentre veniva approvato, avendo superato “severissimi” requisiti, un nuovo farmaco, l’interferone, che invece si basa sulla teoria immunologica (la pubblicazione dell’articolo fu ritardata, così che comparve negli indici bibliografici appena dopo il trial clinico sul quale si basò l’approvazione dell’interferone per la sclerosi multipla). In questi giorni, 3 giu 2010, il British medical journal pubblica un articolo, “Multiple sclerosis risk sharing scheme: a costly failure”, sul danno derivato dai salti mortali amministrativi che sono stati fatti in Inghilterra per pagare le multinazionali acquistando l’interferone, e un altro farmaco pure basato sulla teoria immunologia della sclerosi multipla, nonostante un’analisi dell’ente di valutazione dei farmaci britannico, il NICE, avesse mostrato nel 2001 che il loro rapporto costo/efficacia non ne giustificava l’uso.
(Nel “risk sharing” lo Stato riduce i pagamenti se il farmaco si dimostra inefficace; da un lato ci si chiede su quali basi scientifiche è stato allora introdotto un farmaco se si ammette che può darsi che non funzioni; ma ai pazienti e il pubblico queste domande non piacciono, e, facendo leva sulle loro umane ansie e paure, si può presentare il contratto come un pragmatico sistema di controllo. L’introduzione dell’interferone fu supportata anche da comitati di pazienti, così come ora alcuni comitati di genitori stanno involontariamente contribuendo al business dei tumori infantili contro l’interesse dei bambini. Quello che è accaduto in UK è che i pazienti andavano male, ma la commissione esaminatrice giudicava che era prematuro ridurre i pagamenti. E’ un escamotage per sbolognare farmaci che sono lucrosi ma che è particolarmente oltraggioso fare approvare come validi; assomiglia un po’ al “contratto con gli Italiani“ di Berlusconi. In Italia finora non c’è stato bisogno di simili moine per dare alle multinazionali farmaceutiche quello che è delle multinazionali farmaceutiche, ma di recente il risk sharing, che ha conseguito questi brillanti risultati altrove, è stato introdotto anche da noi, dall’AIFA, per il lapatinib, un farmaco di ultima generazione contro il cancro avanzato della mammella; il prezzo, ora è calato, 1800 euro a scatola; il NICE ha bocciato il lapatanib, e ha bocciato anche il risk sharing sul farmaco).
Se le multinazionali vengono favorite a tutti i costi, chi è loro d’intralcio riceve un trattamento opposto. Mario autofinanziava le sue ricerche col lavoro di assistente ospedaliero, non chiedeva né soldi né riconoscimenti né altro; riteneva che la discussione sulle tesi che avanzava andasse limitata – come per tutte le ipotesi mediche non dimostrate, incluse quelle più titolate – all’ambito degli addetti ai lavori nelle sedi deputate. Per questo, sempre secondo quanto dice lui, è stato segnato come un inetto, un disturbato, e cacciato dal lavoro, facendolo controllare da istituzioni dello Stato prostituite, che lo hanno trattato come un soggetto da tenere sotto stretta sorveglianza, ostacolandolo e screditandolo nelle maniere più basse, punendolo come un topo di Skinner ogni volta che apre bocca e dice qualcosa di sgradito agli interessi criminali del business medico. Un sistema che funziona: ora, se non fosse pestato a dovere e screditato chiederebbe di avere più dati sul cluster di LLA, e cercherebbe di meglio definire la sua ipotesi, e di pubblicarla. Considerereste l’ipotesi di Mario insieme alle altre, verificandola, approfondendola e testandola? Oppure fareste finta di nulla, ignorando l’outsider, o giudicandolo inattendibile una volta informati della sua pessima reputazione ? Oppure vi sembra appropriato, a voi del gregge di Pericle, dare un giro di vite alle misure di contenimento di Mario ?
Vi sembra la cosa giusta da fare, dopo che il caso del cluster nella scuola è stato reso noto dai media, dichiarare che non ci sono risposte certe, imporre la censura sulle risultanze degli studi su ciò che è avvenuto nella scuola, in modo da impedire analisi come quella che potrebbe condurre Mario, e contemporaneamente dare fiato alle trombe e diffondere sui media l’ipotesi di Gianni, nonostante le critiche di Lorenzo, e nonostante che secondo l’ipotesi di Mario ciò potrebbe essere causa attiva, oltre che causa per omissione, della diffusione di quello che si dice di voler impedire, e quindi causa di danni alla salute di altri bambini ? E vi sembra corretto, mentre affermate che non si sa cosa sia accaduto nella scuola, sfruttare il caso della scuola per diffondere l’allarme mediante ipotesi tanto apocalittiche quanto lontane dall’essere sufficientemente provate su un effetto mutageno dell’inquinamento sulle cellule germinali dei genitori come causa di un ineluttabile aumento dei tumori infantili ? (Questo è ciò che è accaduto nella realtà).
“Sì, è tutto sotto controllo; non sappiamo bene cosa sia successo; certo, sembra proprio che a causa di questo maledetto inquinamento una quota di bambini sia predestinata a sviluppare il cancro, ma non alimentiamo psicosi collettive”: si sta allarmando o tranquillizzando? Si può anche allarmare fingendo di voler smorzare i toni e tranquillizzare: è una figura di pensiero che viene attualmente annoverata, col nome di “amblisia” (che originariamente si riferiva al preparare a una cattiva notizia nel dramma greco), tra quelle che si impiegano per ottenere un effetto comico.
Questi indovinelli sono interessanti anche per i giuristi, ai quali del resto a volte piace scambiare i ruoli con la corporazione cugina dei medici; si possono elencare diversi motivi di interesse. Del caso del cluster di leucemie nella scuola Cuoco Sassi si occupa la Procura di Milano, che ha formulato un’ipotesi di lesioni colpose. I giuristi citano Giolitti: le leggi si applicano coi nemici e si interpretano con gli amici. E’ bene che sappiano che anche in ambito scientifico valgono i due pesi: Tomatis ha osservato che gli standard di prova richiesti per il nesso causale tra agenti cancerogeni ambientali o occupazionali e cancro umano (nesso che quando stabilito ostacolerebbe i profitti dei grandi interessi) sono molto più severi di quelli coi quali si attribuisce il cancro allo stile di vita personale (che discolpano l’industria, e favoriscono il business del cancro spingendo le persone a fare accertamenti). In certi casi, si arriva alla divinizzazione di ipotesi di comodo gracili e deformi, mentre ipotesi alternative non gradite non solo non vengono verificate, ma divengono desaparecidos. E’ stato detto che il metodo di prova scientifico discende storicamente dal metodo di prova giuridico; e, contrariamente a quel che si può credere, i giuristi applicano nel lavoro giornaliero la logica più dei ricercatori biomedici (che infatti trarrebbero vantaggio dallo studio dei princìpi della prova giuridica). Le fallacie (e le frodi) cognitive sono pure d’interesse per i giuristi (Bona C. Sentenze imperfette. Gli errori cognitivi nei giudizi civili. Il Mulino, 2010). La medicina è un settore di primaria importanza dell’economia, della politica, della vita civile, dell’etica. Mi pare che l’influenza da H1N1 una parentela con il rigoglioso sbocciare del business della leucemia infantile di sicuro ce l’abbia; una parentela da manette: di recente è stato rivelato che la dichiarazione della pandemia, che ha fruttato fatturati di miliardi di dollari alle case farmaceutiche, è stata favorita da “kickbacks” (tangenti) agli esperti della OMS. La Costituzione, fino a quando non verrà ridotta alla versione di Achille, a favore di Berlusconi, sancisce anche la libertà della ricerca scientifica. Ma il comma è già di fatto cassato, e sostituito da un altro che stabilisce a riguardo l’applicazione del citato art. 1 di Achille, a favore non del brianzolo liftato e con la bandana, ma del potere senza volto dei grandi interessi consumistici che Pasolini preveggente indicava come il nuovo vero fascismo. Del resto, il magistrato Renzo Lombardi l’aveva già scritto con una perifrasi, e parlando seriamente: il potere, incluso in alcuni casi quello incarnato dai magistrati, “fa quello che gli pare, se gli pare e quando gli pare”.
Sempre per rilassarsi, un anno fa (4 giu 2009) su questo blog un commentatore proponeva come “passatempo per l’estate” di occuparsi della mia identità “così enigmatica e sfuggente”. Presentava a riguardo anche degli anagrammi. C’è un modo interessante di svolgere questo gioco: procurarsi il libro “La fiera della sanità” di Daniela Minerva, BUR, 2009; leggerlo, in modo da avere una buona panoramica sugli scandali noti della sanità italiana. Scorrere quindi l’indice analitico, cercando di individuare i cognomi identici di due medici che non sono parenti, ma sono accomunati dall’essere stati messi entrambi in carcere per bruttissimi reati. Il mio cognome è lo stesso, e anche la professione. E anch’io, come i due soggetti citati nel libro, rappresento una visione “estrema” della sanità non desiderata dal potere. Per esempio, una visione rigidamente contraria a provocare, per fare soldi o acquisire prestigio e potere, lesioni che possono essere mortali a bambini, trattandoli senza necessità con pesanti terapie oncologiche giocando sulla circostanza che la medicina è stata sciatta e sbadata, volutamente, nel definire sul piano dottrinale la leucemia linfoblastica del bambino (e in certi casi essendo i singoli clinici molto sciatti e peggio che negligenti nella diagnosi). Una visione della sanità che oltre ad essere contraria alla corruzione descritta nel libro è contraria anche ad un genere di corruzione strutturale della medicina che nel libro è solo accennata (v. La magistratura davanti alle frodi mediche di primo e secondo grado). Fatto curioso, anche io sostengo di essere stato privato dallo Stato della libertà personale, come i due omonimi.
Curiosamente, lo Stato ha in pratica tolto dalla circolazione tre medici omonimi tutti e tre rappresentanti di forme di medicina devianti rispetto al business della medicina; un business che vuole essere una forma di sfruttamento istituzionalizzata, né onesta, dietro la maschera, né identificabile in forme tradizionali di crimine - alle quali peraltro può all’occorrenza appoggiarsi – come la crassa violenza mafiosa o le truffe grossolane. Dei tre medici, due sono stati eliminati dalla vita pubblica ufficialmente, perché si sono macchiati di gravi reati, e il terzo è stato epurato e messo agli arresti senza dichiararlo, perché può essere controproducente, oltre che essere illegale, la censura aperta delle sue posizioni. Posizioni come la tesi che oggi è antiscientifico e disonesto negare o trascurare la pesante influenza dell’Offerta di medicina – che è guidata da un interesse amorale a ottimizzare il profitto – sulle definizioni e sui criteri di diagnosi delle malattie, prima ancora che sulle terapie; o la tesi che è in corso una campagna di marketing per lanciare le malattie pediatriche e in particolare le neoplasie pediatriche; campagna che favorisce le sovradiagnosi di tumore su bambini (v. Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi; Mistero leucemia), con i banali orrori che ne conseguono. Una campagna che fa diffondere presso il grande pubblico da rinomati esperti spiegazioni ad hoc sulle cause dell’asserito incremento, presente e futuro, dei tumori in età pediatrica; che assicura a queste pezze d’appoggio teoriche, non importa quanto speculative, contorte, contraddittorie e pericolose, un monopolio, col sistema del racket: con la persecuzione subdola e implacabile di chi potrebbe contestarle sul piano tecnico avanzando temi, ipotesi, argomenti e critiche.
Le spiegazioni alternative e critiche devono essere represse sul piano scientifico, e non devono esistere nel dibattito politico e nello spettacolo che si propina al pubblico. “C’è la possibilità … che le nostre conoscenze nel campo sono ancora troppo limitate per sapere in che direzione guardare” ha dichiarato l’epidemiologo che ha condotto l’indagine sul cluster della Cuoco Sassi. Quando ci si trova in questa condizione, di non sapere in che direzione guardare, propria dell’inizio di qualsiasi campo di ricerca (e non si dovrebbe essere ancora al “caro babbo” sulla LLA infantile, dopo tanti anni e così tanti soldi spesi in ricerca oncologica), si dovrebbe indagare “ a 360° ” prima di imboccare una o più direzioni. Ma in realtà si vuole che l’angolo visuale delle indagini resti sempre il più ristretto possibile, un sottile spicchio orientato in modo che si ottengano i risultati e i non-risultati che sono più vantaggiosi per l’Offerta, anziché per il pubblico e i pazienti. Il “bavaglio” non è solo quello delle intercettazioni, e non è applicato solo da Berlusconi.
Negli Anni di piombo ci sono stati alcuni magistrati e poliziotti che non abboccavano ai depistaggi, né facevano finta di abboccare per quieto vivere o perché collusi, e indagavano fuori dall’angolazione consentita; ed è accaduto che a questi inquirenti i pupi del terrorismo o della mafia gli abbiano sparato, o i superiori li abbiano messi sotto procedimento disciplinare. (E c’è stato qualche magistrato che ha ritenuto opportuno scriverle sotto pseudonimo, certe osservazioni sull’eversione). La campagna di marketing sui tumori pediatrici, che potrebbe essere chiamata “Operazione Erode”, è un esempio delle forme che l’eversione dall’alto assume al tempo della globalizzazione; un’eversione dall’alto che gode – non è la prima volta – della cooperazione della magistratura e delle forze di polizia, che hanno aiutato la campagna spendendo il loro prestigio a favore della diffusione del falso, dando credibilità coi loro interventi alle notizie e agli “scandali” adatti alla propaganda, e chiudendo nei cassetti le notizie e gli scandali che occorre tenere celati. E fermando un medico scomodo con lo stesso zelo, ma in silenzio, col quale hanno messo fragorosamente in galera l’omonimo medico mafioso e l’omonimo chirurgo della S. Rita; come se la legalità non fosse demarcata da una soglia ma da una finestra, una forchetta, con un limite superiore oltre che un limite inferiore, e il compito di magistrati e poliziotti fosse quello di mantenere l’andamento delle cose entro questi due limiti, sia reprimendo l’illegalità che può danneggiare l’ordine desiderato dai grandi interessi, sia stroncando forme di impegno e di onestà che possono danneggiare gli stessi interessi.
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27 febbraio 2010
Commento all’articolo “Mistero leucemia” di Carra e Condorelli su l’Espresso del 25 feb 2010
Il caso del cluster di leucemie nei bambini a Milano nel gen 2010 apparirebbe meno misterioso se la ricerca, la dottrina e la propaganda da un lato, per favorire le sovradiagnosi, non avessero rimosso il tema delle reazioni linfoblastomatose da cause infettive (Diagnosis in pediatric haematology. Smith H. 1996); e dall’altro non agitassero paure e false piste etiologiche per giustificare e promuovere il business dei tumori infantili (SOS cancro nei bambini e sovradiagnosi. 2008. In www.menici60d15.wordpress.com).
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27 febbraio 2010
Segnalato il 27 feb 2010 sul blog “Uguale per tutti” come commento al post “Magistrati in politica: favorevole o contrario?” del 23 feb 2010
“Ho fatto il magistrato, non lo spacciatore di droga”
Il PM Nicastro sulla sua candidatura alle regionali del 2010
“Il popolo non elegge chi lo cura, ma chi lo droga”
N. G. Davila
1. Non so se sia un bene o un male che i magistrati entrino in politica. In generale, i magistrati lasciano la toga seguendo percorsi di diverso tipo. Abbiamo avuto un ex magistrato senatore che è stato implicato nei procedimenti giudiziari sull’eliminazione, con una pistolettata in bocca, di qualcuno che parlava troppo. So di un giudice che si fece monaco, ritirandosi in una abbazia incantata; forse sarebbe stato meglio per noi se si fosse buttato nella mischia parlamentare. Ci sono celebri figure di magistrati divenuti parlamentari, stagionate e recenti, che personalmente ho difficoltà a inquadrare e in alcuni casi sollevano forti perplessità.
2. Osservando da diversi anni il tema del rapporto tra frode medica strutturale e magistratura, ho invece un’opinione netta sulla candidatura alle prossime elezioni regionali del PM di Bari Lorenzo Nicastro nell’Italia dei valori, che oltre che un magistrato in politica è un magistrato in medicina, data la sua “prenotazione” del posto di assessore alla sanità nella giunta Vendola. Mi pare la conferma, che avrei preferito non registrare, del quadro che ho già delineato in questo e altri forum sull’appoggio della magistratura al grande business medico [1-12]. Le dichiarazioni di Nicastro sulla sanità sono deludenti e preoccupanti, e se fossi un elettore pugliese, e se non restituissi ormai da tanti anni il documento elettorale ad ogni tornata, non solo non lo voterei, ma borbotterei, come don Ciccio Tumeo nel Gattopardo, la dichiarazione di voto che espongo qui.
3. In breve [8], in medicina vi sono frodi mediche di primo grado, che ho paragonato alle frodi dei banchieri; sono attuate dal grande business, e consistono in genere nell’alterazione della dottrina ufficiale, in modo da rendere ortodossi e legali interventi medici, spesso inutili o nocivi, volti al profitto invece che all’interesse del paziente (es. [1,13]). Sono quindi frodi non riconoscibili, per il loro carattere tecnico, al quale si sovrappongono i fattori antropologici che portano a conferire fiducia alla medicina, e che rendono pertanto difficile il riconoscimento di queste frodi anche quando vengono denunciate. L’Italia è ai primi posti in Europa per frequenza di interventi di protesi d’anca, per un mercato di un miliardo e trecento milioni di euro, più altri cinquecento milioni di euro per la riabilitazione, e con una crescita del 5% all’anno. Per continuare la crescita, sta venendo lanciata in questi mesi anche in Italia una nuova patologia dell’anca, della quale quei fessi che fondarono l’ortopedia non si erano accorti: il “femoroacetabular impingement”. Veramente i fessi dei tempi passati mettevano in guardia sulla scarsa correlazione tra dolore e lesione anatomica, un principio che qui viene travolto. All’interno del monopolio medico, il mercato delle malattie è libero: c’è libertà d’impresa di inventare malattie sempre nuove, una pratica in crescita. L’entità nosologica non è ben stabilita, ammesso che esista veramente, ma già consente artroscopie, terapie farmacologiche, interventi di protesi, etc. Appare essere l’ennesimo caso di non-malattia basata su difetti anatomici o su semplici varianti anatomiche, che viene inclusa tra le malattie per espandere il mercato tramite lo spauracchio della progressione verso forme gravi: così ora abbiamo gli interventi preventivi anche per l’artrosi. In questo caso il target sono i giovani sportivi, che appaiono soggetti, e anche psicologicamente propensi, a lamentare dolori e a sottoporsi a cure chirurgiche. Basta la comune pubalgia dell’atleta e si parte con un iter che può arrivare alla protesi d’anca, un intervento di chirurgia maggiore. Vi sono poi frodi mediche di secondo grado, che parassitano quelle di primo grado, attuate in genere da parte di piccoli operatori, che ho paragonato a un bancario che storna fondi ad una banca, e quindi ruba oltre che al pubblico anche a coloro che l’hanno fondata. Es. lo scandalo “pro-pro” sotto la giunta Vendola, il comparaggio sulle protesi ortopediche dove il “sinallagma” consisteva nelle prestazioni di prostitute. Le frodi di secondo grado possono restare nascoste e impunite, ma una volta emerse sono facilmente riconoscibili.
4. La mia tesi, derivata da anni di osservazione, è che la magistratura combatte le frodi mediche di secondo grado, invise ai poteri forti dell’industria e della finanza, che a volte sono letteralmente banchieri, e favorisce quelle di primo grado, attuate da quegli stessi poteri. La candidatura del PM Nicastro dopo lo scandalo pro-pro, con lo scandalo ancora nelle mani della Procura di Bari, appare come una conferma. Anche nell’arretrato meridione, dopo una fase di lancio, come ho detto [10], della medicina commerciale e tecnologica ad alto volume, attuata permettendo su di essa frodi di secondo grado, si è pronti ad entrare a regime, nel sistema della frode di primo grado; e la magistratura sta ora bloccando la frode di secondo grado, che pare fosse nota da anni; non solo ma ora fornisce anche l’uomo che è in grado di impedirla anche sul piano amministrativo. Il dr Nicastro, metto la mano sul fuoco, si farebbe tagliare una mano piuttosto che accettare una mazzetta, o farla accettare ad altri. E sostiene nella sua campagna che questo, porre fine alla corruzione, è quello che ci vuole per la sanità. In realtà, il non zanzare soldi o altri benefici è solo un prerequisito minimo per la buona sanità. Non c’è bisogno di dire che l’assenza di frodi di secondo grado è un bene, ma va aggiunto che deve essere accoppiata all’assenza di frodi di primo grado. Se si fermano i bancari infedeli e si lasciano liberi di fare ciò che vogliono i banchieri senza scrupoli, il cittadino non ne beneficia. La sostituzione delle frodi di secondo grado con la frode di primo grado può paradossalmente tradursi in uno svantaggio maggiore per la salute del cittadino, come scrissi anni fa a un PM di Catanzaro oggi parlamentare europeo con l’ex PM Di Pietro. Un esempio di ciò è il caso Poggi Longostrevi, che voleva fregare tutti – anche il sistema al quale era organico, e che gli permetteva di frodare – non eseguendo gli esami inutili o dannosi che faceva prescrivere. Se gli esami fossero stati eseguiti, i pazienti avrebbero sofferto le conseguenze di radiazioni, e dell’entrare in quella spirale di accertamenti, trattamenti e complicanze che è capace di ridurre al lumicino una persona sana e robusta come un cavallo. Il truffatore sarebbe oggi un riverito luminare. Ma Poggi Longostrevi con la sua avidità danneggiava il consumo di prodotti medici, e ha fatto una brutta fine.
5. Nicastro ha detto, nel presentarsi agli elettori, “…il magistrato per 23 anni, è l’armamentario di chi sa che bisogna lavorare con le regole. Di chi sa ciò che non va assolutamente fatto”. Veramente un politico dovrebbe sapere anche cosa si deve fare, e presentarsi con un programma positivo e dettagliato. La deriva securitaria che ha portato a identificare la sicurezza con più polizia ha il suo corrispettivo nel magistrato che è da preferire come amministratore al politico in quanto non ruba e non farebbe rubare. Questa posizione di censore, per un campo come la sanità, sarebbe già pochino; e si vede che le cose da non fare per Nicastro sono le mazzette e affini; che sono solo una parte di una parte delle cose che non si devono assolutamente fare.
6. Sceso in campo, il magistrato ha esordito dicendo, a proposito dell’incarico al quale aspira, “Non parlerei di sanità, ma di salute”. La sostituzione, di uso comune, di “sanità” con “salute” è un portato della ideologia liberista arrivata col vento della globalizzazione, uno slogan degno di Madison Avenue che si è riflesso anche nel cambio di titolo del ministero competente. Come la felicità, la salute è un’aspirazione, e solo in parte è nelle mani degli uomini o degli Stati. La sanità è la tutela della salute, la tutela per quanto possibile, ed è quella che dovrebbe essere l’obiettivo del buon politico. Questo però i cittadini non lo capiscono; loro vogliono “il diritto alla salute”, un’espressione ottusa e disonesta. Quello che si può e si deve pretendere, a una lettura razionale dell’art. 32 della Costituzione, è il diritto alla tutela della salute. Invece, col miraggio dell’elisir di eterna salute, spesso si commettono solenni truffe che pregiudicano la salute. Intorno agli anni 2000, con la riforma Bassanini, il Ministero della Sanità fu abolito, nella stolida e folle indifferenza di tutti, incluse le masse di ipocondriaci. Risorse, in posizione subordinata, come Ministero della Salute sotto Berlusconi. Il cambio di nome del ministero, che passò anch’esso inosservato, mi sembrò il cattivo segno di una mutazione ideologica; che il candidato dalle mani pulite rinnova, forse con un aggravante: come PM sa bene che spesso i truffati con le loro illusioni pretese e velleità giocano un ruolo attivo nei meccanismi fraudolenti dei quali cadono vittima; e pertanto né i magistrati né i politici dovrebbero incoraggiare nei cittadini concezioni irrazionali dettate dalla propaganda. Né tanto meno sfruttare la credulità popolare già sollecitata ad arte da interessi che gli amministratori dovrebbero contrastare.
7. E’ vero che la OMS definì la salute come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto assenza di malattia“; fu nel 1948, quando cominciava la lunga progressione che ha traformato la medicina da servizio in settore di punta dell’economia, fino alla situazione attuale, dove la spesa medica si è ingigantita tanto di poter minare la salute economica delle nazioni. Ricercatori di public health anglosassoni hanno commentato che questa dell’OMS più che la definizione di salute è la definizione di orgasmo. Una definizione insana: implica che se non si é in uno stato perfetto si può trovare il modo di sostenere che non si è in salute. Ciò facilita quanto osservato da studiosi della frode medica strutturale (Moynihan e Cassels): nell’ambito di una strategia direct-to-consumer l’essere malati diviene la condizione di default e la malattia viene messa al centro della vita umana. L’OMS è quella istituzione che quest’anno ha sostenuto il business miliardario dell’influenza A, un caso singolare di truffa medica a cielo aperto; ha chiesto di fare luce anche Maurizio Gasparri. Ormai hanno buttato tanto pastone che pescano quasi senza l’esca, con l’amo nudo.
8. Nicastro ha anche detto (sui media non ha detto moltissimo altro di notevole del suo programma) che ascolterà i cittadini sulla salute: “Deciderò con i cittadini quello che bisogna fare giorno per giorno”. Un curioso viraggio, per un magistrato. Il populismo sanitario è anch’esso un potente strumento delle frodi mediche di primo grado. Ed è anch’esso un pessimo affare per il cittadino. Sta ai diritti in tema di salute come l’audience di RAI e Mediaset stanno alla democrazia. Nella “cupola” che governa la medicina il ceffo peggiore, la fronte bassa, gli occhi vicini, è “la Ggente”; che in genere non sa ciò che è bene per lei in medicina, mentre le martellanti campagne di direct marketing le fanno credere che lo sa e che deve pretenderlo. Da un magistrato mi sarei aspettato uno dei pregi che un magistrato in politica può offrire: che decidesse per il bene pubblico sine spe ac metu. Speriamo che non chieda consiglio alla moglie, che vende farmaci come farmacista. Del resto, se si rivolgesse agli esperti, cosa che probabilmente, da persona ragionevole, farà, riceverebbe la ripetizione di pareri costruiti altrove, pareri apparentemente disinteressati che sono in realtà stati modellati tenendo conto anche dei gusti del pubblico, in base a serissime ricerche di marketing come per qualsiasi importante prodotto commerciale. Mi risulta che la magistratura, che sta veramente fornendo un servizio completo alle multinazionali, si incarichi oltre che del tenere a freno gli “scassapagliare” anche dell’eliminazione senza troppi disturbi delle sparute voci di tecnici che non si propongono di arricchirsi alle spalle del prossimo, e che se non venissero fatti fuori sarebbero in grado di applicare in maniera non del tutto inefficace l’onestà a questioni tecniche importanti, complesse e non riconosciute, producendo informazioni che potrebbero mettere in crisi le frodi di primo grado. Una doppia attività che non ricorda né “i contrabbandieri” né “i magistrati”, i termini della alternativa secondo Nicastro, ma ricorda i campieri al servizio dei latifondisti.
9. Nicastro presenta come emancipazione una sanità subalterna, che non persegue un modello ideale di buona sanità, ma, come sempre nel Meridione, piega la schiena e obbedisce, stavolta orientando le preghiere e le aspirazioni verso la mecca lombarda. Una medicina, quella accennata da Nicastro, confindustriale. Nicastro ha lodato Emma Marcegaglia per le sue esortazioni agli italiani sul tema della legalità. La presidente di Confindustria, che ricordo arringare sprezzante e rabbiosa gli industriali a Brescia contro chi critica gli inceneritori, gli impianti che vuole costruire anche in Puglia; secondo la quale la ricerca è ancella delle imprese. Travaglio ha definito la Confindustria “il più popoloso consesso di corruttori mai visto in natura”. Nel 2008 la SPA dell’oggetto delle lodi del PM anticorruzione ha patteggiato una condanna per una tangente di più di 1 milione di euro; oltre ai “delitti d’autore”, c’è anche una “legalità d’autore” per i PM engagé? Una medicina che va verso la berlusconiana medicina di Verzé, grande amico e guida medico-spirituale di Vendola; un altro benefattore dell’umanità vittima di cattive compagnie, evidentemente, perché anni addietro i colleghi meneghini di Nicastro non lo classificarono dalla parte dei buoni. Una medicina che deve la sua fama di eccellenza anche ai servigi del genere di quelli praticati da un altro personaggio legato a Verzé, Pio Pompa. I magistrati in politica possono finire col ritrovarsi con quelli che Shakespeare chiama gli “strange bedfellows”. Non li preserva da ciò l’affiliarsi alla “sinistra”, il cui ruolo, IDV inclusa, pare essere proprio quello di favorire queste convergenze a giro largo, queste convergenze clandestine all’hotel degli equivoci che si concretizzano dopo che all’inizio le parti sembravano dirette in direzioni opposte.
10. Appare che all’onestà personale e alla sicurezza in sé stesso del candidato non corrisponda una adeguata impostazione culturale in tema di politica sanitaria, né una buona comprensione dei reali problemi della medicina, ma piuttosto ossequiosità per gli interessi forti e un solido conformismo, che ha il suo pezzo forte nell’idea fallace che i problemi della medicina si identifichino con la corruzione e i disservizi; e che siano quindi problemi per i quali ciò che occorre non sono politici consapevoli che sanno quello che si deve fare, ma uomini della legge che facciano il politico-macchinista, prendendo in mano la guida di una locomotiva che è su binari stabiliti. Dal punto di vista del big business, Nicastro appare come l’uomo ideale per commissariare l’ufficio pagamenti sanità della Regione.
11. Da destra attaccano Nicastro perché ha indagato il candidato dell’altra coalizione, Fitto. Si sorvola sul fatto, che a me pare più grave, che il magistrato si aggrega a Vendola, dopo quel che è venuto fuori da parte della Procura della quale fa parte sulla gestione della sanità della giunta Vendola. Il problema è stato risolto da Di Pietro, che con due pennellate ha rappresentato Vendola come un ingenuo, che necessita di un tutore, un magistrato, per evitare di venire raggirato. A me pare che la successione di Tedesco con Nicastro non sarebbe una svolta, ma sia sulla linea degli interessi del grande business sanitario, rappresentando la successione, dritta come una spada, della frode di secondo grado, che ha allestito il business, con quella di primo grado, che deve raccogliere il seminato. L’ANM ha storto un po’ la bocca, il CSM ha dato il via libera; non credo che la candidatura di Nicastro sia una “deviazione” rispetto al resto della categoria, o una cosa davvero sgradita alla corporazione dei magistrati: mi pare perfettamente coerente con una politica di supporto nei confronti del grande business sanitario, e dei suoi illeciti, che la magistratura tiene da anni; non diversamente nella sostanza da quei partiti che si fanno noleggiare da interessi privati per operazioni specifiche; solo, a un livello più alto.
12. Forse il motivo per prendere ufficialmente le distanze, mentre si dà il via libera, è che la vistosa candidatura di Nicastro rischia di mettere un poco troppo in luce il tropismo degli interventi della magistratura rispetto agli interessi dei poteri forti, e quindi i servigi resi a tali poteri. Non so quanta consapevolezza ci sia tra i singoli magistrati del sostanziale asservimento dell’ordine giudiziario al big business medico. Se questa mafia un giorno finirà, allora si dirà di essere stati tutti ingannati, tutti depistati da poteri deviati, che qui hanno fatto capolino, etc. Il caso Puglia potrà mostrare come, consapevoli o meno i singoli, oggettivamente la magistratura abbia ricalcato le difficili volute dei disegni di interessi illeciti; oggettivamente abbia attaccato il cavallo dove voleva il padrone.
13. Il problema della candidatura di Nicastro non è quindi la complementarietà Nicastro-Fitto, inquirente-indagato, trasferitasi sul piano politico. C’è sì un problema di opportunità sul magistrato che dopo avere perseguito il politico corrotto ne prende anche il posto; problema che distrae da una circostanza ben più grave, data dagli elementi di continuità parziale tra tangentisti e magistrati rispetto al grande business. La circostanza che si sfrutti l’indignazione dell’elettorato per scandali che erano una libera uscita, consentiti dagli stessi poteri che ora suonano il rientro nei ranghi, le due fasi antitetiche gestite dalla stessa compagine politica, con la magistratura che regola il traffico. Andrebbe riconosciuto l’esatto opposto di quello che dice Nicastro, e ciò di cui lo si accusa: che vi è in realtà una non-complementarietà tra magistrati e tangentisti, sul piano degli effetti sulla moralità pubblica. Il concetto di non-complementarietà cui mi riferisco proviene dallo studio della frode medica di primo grado. La complementarietà si ha quando costituenti di un sistema sono mutuamente esclusive, o variano in modo mutuamente esclusivo. Si è visto (Reich J.M. et al. Citato in [1]) che, contrariamente a quel che si pensa istintivamente, sopravvivenza e mortalità per tumore possono essere non-complementari: non è detto che al variare dell’una l’altra vari in verso opposto. Alcuni screening tumorali possono portare ad un miglioramento della sopravvivenza (la proporzione di individui vivi 5 anni dopo la diagnosi) e a un peggioramento della mortalità (la proporzione di deceduti per quella patologia nella popolazione generale per anno): sia la sopravvivenza che la mortalità aumentano. Analogamente, perseguire alcuni tipi di disonestà non significa necessariamente promuovere l’onestà, ma può favorire altre forme di disonestà, portando complessivamente ad un peggioramento. E lo stesso può avvenire sostituendo i politici ladri con magistrati personalmente integri. L’effetto può essere una riduzione delle bustarelle, ma anche una riduzione del livello di moralità pubblica e giustizia sociale; ciò se l’azione di contrasto porta a uno spostamento degli illeciti dal secondo al primo grado.
14. Volendo interpretare tutto nei termini asfittici del pollaio della politica, si finisce come i capponi di Renzo. Vi sono interessi diversi e più forti, oltre a quelli della lotta partitica per il potere. Quelli che davanti a noi si contendono le poltrone come in un combattimento tra galli, dietro le quinte competono fianco a fianco come cortigiani della stessa corte per la benevolenza dei poteri superiori. Non è vero che le cose andranno necessariamente meglio seguendo il modello di complementarietà dipinto dal PM Nicastro. “E’ meglio qualche magistrato di più in lista che qualche delinquente in più nelle istituzioni”, come se “magistrato” fosse sinonimo di “onesto”: non è che nella sanità i magistrati siano l’opposto dei delinquenti, anche se sono naturalmente il contrario dei delinquenti. La divisione di maggior rilevanza del mondo reale della medicina è tra delinquenti e “galantuomini”; e la magistratura appare combattere i reati dei delinquenti e proteggere i galantuomini e i loro crimini; proteggendoli dai piccoli e medi delinquenti; e anche dagli onesti che danno fastidio. La non-complementarietà di magistrati e tangentisti sulle frodi biomediche può avere come conseguenza la promozione di programmi di screening che portino alla citata non-complementarietà degli effetti epidemiologici sulla salute della popolazione. In medicina come nell’attività giurisdizionale certe semplificazioni all’apparenza ovvie e indiscutibili permettono al diavolo di rimanere annidato nei dettagli.
15. Ridurre la corruzione della medicina alle tangenti, o ai risvolti boccacceschi del caso Puglia, è altamente fuorviante. L’espressione “medicina e prostitute” al PM Nicastro farà venire in mente le indagini a riguardo della Procura di Bari, sulle marchette nelle frodi di secondo grado; e lo rinsalderà nel compito affidatogli di proteggere da cattive compagnie il candido e sognante Vendola. Non so quanto fossero le tariffe delle escort, ma a me l’espressione fa venire in mente una cifra esigua, una ventina di euro. Ciò perché quando penso a prostituzione e medicina penso a quelle forze istituzionali che prostituendosi, promuovendo il falso e soffocando il dissenso, hanno permesso che in 10 anni, dal 1998 al 2007, in Europa la spesa annuale pro capite per i farmaci oncologici passasse da 4.3 euro a 26.3 euro; secondo uno studio della European federation of pharmaceutical industries and associations (EFPIA). Senza che le cure per il cancro siano diventate nel decennio sei volte migliori; o la situazione del cancro sei volte più leggera, tutt’altro. E’ la cifra di questo differenziale, l’incremento della frazione della tassa sul cancro pertinente alle terapie farmacologiche, un risultato da proteggere e migliorare per gli analisti finanziari, che rappresenta bene le vere marchette della medicina, le marchette a favore delle frodi di primo grado; e l’opera della magistratura italiana non è certo andata nel verso del contrasto a questo mercimonio.
16. La situazione va oltre il caso Puglia. La tensione tra frode di primo e secondo grado in medicina appare essere costitutiva. In Italia, è interesse del big business medico scalzare la frode di secondo grado dalla sua tradizionale egemonia, e spostare l’equilibrio dal secondo grado al primo grado. Una mutazione che include anche lo spostamento della greppia medica dai posti di lavoro ai dividendi degli azionisti. Soprattutto al Sud; al Nord il cambiamento è già in buona parte avvenuto. In USA, dove il primo grado impera, la frode medica di secondo grado ad opera di amministratori, medici, pazienti, etc. , pur essendo contrastata, ha il suo spazio, anche se eccentrico rispetto al cuore del sistema; come mostra il libro “License to steal: how fraud bleeds America’s health system“ (Westwiew Press, 2000) di un docente di Harvard, Sparrow, che non a caso è un ex constable della squadra di polizia antifrode inglese. In USA le frodi di secondo grado servono come capro espiatorio per le truffe di primo grado; e anche come “stecca”, per creare una rete ampia di compartecipazioni, convergenza di interessi e complicità che sorregga le frodi di primo grado. La FBI ha segnalato un aumento di frodi di secondo grado, lucrose e a basso rischio, ai danni della medicina pubblica, Medicare (Medicare fraud. Don’t let it happen to you. Sito web FBI, 03/22/06). In Florida anche gli spacciatori di cocaina si starebbero convertendo dagli stupefacenti a queste frodi (Weaver J. Criminals bilk Medicare of billions each year. AARP Bullettin, 1 nov 2009. Reperibile sul web). Ma, anziché una conferma delle tesi di Nicastro, questa mi pare una conferma delle mie: Nicastro echeggia la versione della polizia USA, che segnala solo le frodi mediche dei malviventi, di secondo grado, e non quelle dei “big shots”, di primo grado.
17. Sarebbe lungo discutere il tema della medicina come droga, e dei medicinali come droga. In Florida nel 2007 i decessi per overdose da medicinali sono stati il triplo dei decessi per droga. Nell’ultimo decennio c’è stato anche in Italia un boom del consumo di psicofarmaci, che possono dare dipendenza; questo è un tema autentico, che attiene al primo grado, che i politici che si occupano di sanità dovrebbero affrontare, invece di pensare solo a come aumentare la spesa pubblica per consumi medici facendo contento il pubblico e qualcun altro. (Questo è inoltre un tema che dovrebbe interessare il lavoro dei magistrati piuttosto direttamente, perché alcune classi di psicofarmaci possono provocare alterazioni psichiche che portano a gesti violenti, verso sé stessi o gli altri; e possono quindi essere una delle cause maggiori dell’aumento di esplosioni inattese di violenza tra le persone comuni). Ci può essere dipendenza dalla medicina, da psicofarmaci, da farmaci con effetti collaterali psicotropi, da placebo, dagli effetti terapeutici o palliativi dei farmaci; a beneficio di quelli che li commerciano, che traggono vantaggio dall’avere un esercito di assuntori cronici, e perciò stati cronici e dipendenza. C’è una non-complementarietà anche tra pusher e chi vende farmaci, e tra trafficanti di droga e assessori alla sanità.
18. La relazione tra le due frodi va oltre la medicina, che pure attualmente è settore di punta dell’economia. Una relazione complessa, che oscilla tra contrapposizione e cooperazione. Questa tensione tra frodi legalizzate e corruzione, tra politici locali che rubano grossolanamente e grandi interessi mondiali che rendono le loro frodi benemerita normalità e legalità, tra vassalli e imperatore, con le sue fluttuazioni, andrebbe riconosciuta come fondamentale. Tangentopoli può essere letta in questi termini [7,8]. La recente riabilitazione di Craxi sembra una orgogliosa chiamata alle armi dei feudatari minori; mentre le precipitose dichiarazioni anticorruzione di Berlusconi di questi giorni appaiono come una misura per ammansire sotto elezioni i signori del primo grado per evitare di finire buttati fuori a pedate come accadde con Tangentopoli.
19. La questione dei magistrati in politica appare allora essere quella di base del rapporto tra magistratura e potere, ciò che un tempo quelli di sinistra chiamavano la questione della “giustizia borghese”. Quanto dico può scandalizzare, oggi che la magistratura appare come un potere “alternativo”, un argine alla corruzione; ma rientra in una sequenza storica che il potere giudiziario sieda ai piedi del trono; ai nostri giorni la giubba è quella delle imprese grandi come Stati, e più potenti degli Stati, che reggono l’impero dei prodotti medici. La questione dei magistrati in politica riguarda forse anche il pericolo del logoramento, e per i più sensibili del burn out; i magistrati hanno a che fare tutto il giorno come il carceriere di una canzone di De Andrè con “quattro infamoni” etc., con il dolore delle vittime o la frustrazione dei danneggiati, l’incomprensione del pubblico, i politici che per non essere ammanettati vorrebbero legargli le mani, le rivalità interne, i loro stessi limiti e peccati. Stanchi della guerra, possono cercare di evadere, in paradiso, come quel magistrato andato in un convento tra dolci colline. O all’inferno in politica, attratti dalla fascinazione della scomparsa del crimine per sublimazione. Il crimine che si converte e si evolve, il crimine che si trasfigura in economia legale e produce ricchezza e pace; il crimine che si fa buono e saggio, che aiuta gli altri e sale sulla cattedra o sul pulpito, il crimine finalmente pulito e forbito; il crimine che si fa istituzione; le tecniche di sfruttamento mortali ma garbate, che rispettano le forme, che danno forma, e che hanno una spessa blindatura morale, come appunto quelle legate alla medicina. Il crimine che non preme furtivo un grilletto ma officiando in piena luce preme lo stantuffo di una siringa.
20. Un magistrato può candidarsi indipendentemente dalla sua professione; oppure può candidarsi per proseguire, oltre i limiti imposti dalla separazione dei poteri e dalle leggi, quello che faceva nella sua professione, e allora bisogna considerare cosa faceva, nella sua professione. O quali erano, sul piano politico ed etico, le linee della sua categoria alle quali si adeguava. La candidatura di un magistrato in politica dovrebbe avere questo valore ideale: il passare a combattere sul piano politico quel genere di ingiustizie che difficilmente possono essere combattute sul piano giurisdizionale. Certo, se quelle stesse ingiustizie sono aiutate sul piano giurisdizionale dalla categoria di provenienza, o dal magistrato stesso, il passaggio del magistrato alla politica suona vicino a quei passaggi tra controllori, controllati, lobbisti, politici etc, che stanno divenendo frequenti anche da noi. I magistrati si occupano sempre più di sanità, e ora scendono in politica su questo tema. Magari ci fosse un magistrato che passasse al Parlamento o ad altri organi elettivi dello Stato e lì facesse sentire la sua voce contro le frodi mediche di primo grado. Una candidatura come quella di Nicastro dà l’impressione che il business medico, stanco dei politici che alla sua tavola si abbuffano senza ritegno, voglia sostituirli, o minacci di sostituirli, con sceriffi che non ruberanno, preverranno i furti, e per il resto eviteranno di ficcare il naso nei loro affari, occupandosi della “medicina che mette al centro il paziente” e banalità del genere. Forse la candidatura Nicastro è un avvalersi della magistratura per lanciare un avvertimento ai politici contro la loro bulimia. La magistratura può essere una provenienza ottima, tra le migliori che si possano sperare per un parlamentare, se l’uomo è davvero indipendente; indipendente non solo col cuore ma anche con la testa. Se non lo è, il suo cambio di ordine di potere sarà più apparente che reale, e il suo ingresso nelle stanze dei bottoni una disgrazia politica come tante altre. Ma un magistrato che sia anche una persona libera, è già tanto se riesce a sopravvivere al suo posto.
Articoli citati
- Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi
- Roba da chiodi
- Questionario immaginario ai magistrati sul testamento biologico
- La magistratura come cuscinetto
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- Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico
- Servizi segreti nella Sanitopoli barese ?
- La magistratura davanti alle frodi mediche di primo e secondo grado
- Indipendenza della magistratura e pneumatici
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- Quando “less is more”. Liste di attesa per le Tac, per i processi, e liste di priorità per il controllo dei cancerogeni in Calabria
- Vendola e il nostos del professore
- Il mediatico e l’extramediatico. Il caso delle ghiandole sessuali maschili
Copia della presente viene inviata firmata con racc. a/r online ai PM della Procura di Bari, c/o il Procuratore capo Laudati. E al Direttore scolastico regionale della Lombardia Giuseppe Colosio, responsabile regionale dell’istituzione dello Stato che sta cercando di intimidirmi e ricattarmi, incurante di commettere reati come il falso e la calunnia, tramite atti di mobbing trasversale ogni volta che denuncio qualcosa su qualche cosca (cfr. La barbarie, la giustizia e la fogna). Invio copia anche al Prefetto di Brescia Narcisa Brassesco Pace, per prevenire, quando tra poche settimane restituirò la tessera elettorale al Quirinale, la convocazione in Prefettura e la lezione sull’importanza di andare a votare. Mi basta già la lezione di legalità, coraggio e nobiltà che state offrendo. E’ evidente che la mia concezione di democrazia è incompatibile con quella delle persone che occupano le istituzioni. E forse sto regredendo anche dall’attaccamento alla Costituzione, verso norme primitive ed elementari, come i detti popolari: ricordo sempre quello per il quale chi si rivale sulle donne annega in uno sputo.
§ § §
Blog de Il Fatto
Commento del 19 feb 2012 al post di M. Imperato “Mani pulite: vent’anni sembrano pochi” del 18 feb 2012
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26 gennaio 2010
Blog AldoGiannuli.it
Commento al post “Vendola: ma che strana faccenda!” del 22 gen 2010
Ho già scritto su questo blog e in altri post successivi (v. sito web) su Vendola. Accomunato a Berlusconi tanto dall’amicizia col S. Raffaele che dall’avere una notevole presenza scenica, Vendola mi pare abbia compreso, con intelligenza e fine intuito, come servire gli affari della sanità liberista, che ha il profitto come primo valore; gli affari amorali del big business, di Harvard, non quelli provinciali a base di donnine. Avvalendosi delle sue notevoli doti di affabulatore, riesce a trascinare l’elettorato con sé, nella direzione gradita ai grandi interessi; e a trascinare anche i politici della sinistra, che non vogliono né dire né ascoltare “cose di sinistra”, ma solo trovare un leader che li riporti, a tutti i costi, sulle comode posizioni di potere di un tempo, alle quali sentono intimamente di essere comunque predestinati. Vendola ha “what it takes” per arrivare ai piani più alti della politica nazionale.
Anche a me questa storia dell’iscrizione di Vendola nel registro degli indagati, che risaliva a mesi prima e sbuca fuori a 5 giorni dalle “primarie”, suona strana; ma per ragioni diverse da quelle che il prof. Giannuli espone. Ho conosciuto l’ambiente medico di Harvard, e il suo potere; la tesi che Vendola sarebbe stato perseguitato dai magistrati perché si sarebbe opposto alla manovra di massoni italiani che volevano ostacolare la doverosa nomina di un professore di Harvard all’ospedale di Acquaviva delle Fonti, mi pare esilarante. Dopo tanto parlare del coinvolgimento della sua giunta in un sistema di mazzette e sesso mercenario in cambio dell’esecuzione di interventi chirurgici non necessari, sarebbe stata questa la mazzata per atterrare definitivamente Vendola. La voce, non supportata da alcun documento disponibile, ha naturalmente riabilitato Vendola, estasiando gli elettori delle primarie, che hanno visto in lui un paladino della “meritocrazia” contro i baroni italiani, perseguitato per la sua opera illuminata e moralizzatrice.
Sarebbe inutile spiegare che quando Harvard, strettamente legata al leviatano farmaceutico, vuole veramente qualcosa, i “baroni” italiani obbediscono come bravi picciotti. Soprattutto se, come spesso è il caso, sono massoni. E i magistrati in questi casi, relativi a quel livello di potere internazionale che in Italia si finge di non vedere, in genere si guardano dall’interferire, e a volte danno una mano, anche a reati abbastanza ignobili. La forza della quale Harvard è parte può imporre singoli professori; ma il suo scopo può anche essere diverso: quello di cambiare il sistema e la cultura, in modo da imporre un nuovo tipo di professore, e quindi imporli tutti, senza che ci sia neanche bisogno di chiedere, senza suscitare opposizioni, ma anzi venendo pregati di indicare i nomi. E’ da anni in corso una campagna -Concorsopoli…- per sostituire la corrotta medicina dei baroni e dei politici, sfacciatamente nepotistica e clientelare, medicina della quale Bari è esempio preclaro, con la corrotta medicina delle multinazionali, dove in effetti conta una forma di merito, cioè il merito rispetto ai profitti delle multinazionali. Che può anche essere un merito criminale. A questo scopo oportet ut scandala eveniant, e gli scandali stanno gorgogliando in grosse bolle nel fango degli stagni di tante facoltà di medicina italiane. Credo che lo scandalo all’ospedale di Acquaviva delle Fonti sia inquadrabile entro questa campagna. E’ anche, per Vendola, una di quelle operazioni che consistono nella costruzione di un curriculum di leader antisistema che si batte per il popolo; un’identità di oppositore che gli consentirà di farsi portatore, mediante l’equivoco tra il nuovo e il progresso, di interessi non migliori di quelli che si propone di abbattere.
Il luminare di ritorno dall’estero sta divenendo una icona dell’attuale cultura popolare, e non solo popolare. Un mito che può ingannare crudelmente i pazienti. Associazioni di malati avrebbero detto all’ex assessore Tedesco, secondo quanto egli afferma, che il professore “era l’unico a poter risolvere il problema della SLA in Puglia”. In primo luogo, il professore ha prodotto studi non clinici ma epidemiologici; e mentre i suoi studi ne fanno forse il maggior specialista di nazionalità italiana nel campo della neuroepidemiologia, non è affatto scontato che dovesse necessariamente sbaragliare qualsiasi altro concorrente per un posto di primario ospedaliero di neurologia, che è un’attività che con l’attività dell’epidemiologo ha poco a che fare. Appare pertanto possibile che la magistratura avesse ragioni fondate nell’indagare, in via riservata, le pressioni di Vendola. (Se è così, allora la magistratura dovrebbe chiarire ciò, senza accettare di giocare la parte dei cattivi, e di fare quindi passare il messaggio capovolto che tutto ciò che proviene dalla medicina USA è agito dallo Spirito santo ma purtroppo è avversato dai “poteri forti”; sarebbe interessante sapere se la fuga di notizie proviene da un magistrato, o da qualcuno più vicino alle centrali di disinformazione). In Puglia negarono la cattedra anche a Rubbia, che dovette accontentarsi del posto ad Harvard; ma non si dovrebbe, intimoriti da notizie come questa, passare ad una forma opposta dello stesso provincialismo, e considerare la provenienza da sedi estere prestigiose un atout che rende superflua e irriguardosa la valutazione di merito.
Secondo, nella notizia al pubblico non si presenta il professore come uno scienziato accademico, col suo campo di expertise ultraspecialistico; ma, tipicamente, come un sapiente, che sa tutto e può tutto. Un tempo i maghi venivano dall’Oriente. Se il presunto boicottato sa anche “risolvere il problema della SLA”, cosa che dai titoli delle sue pubblicazioni non risulta egli abbia minimamente affermato, forse è di ritorno da uno dei maestri sciamani del Nord America; oppure sarebbe un caso, raro in questi anni, di Nobel pienamente meritato, e i pugliesi sarebbero degli egoisti a volerlo limitare alla loro regione.
A proposito dei ritorni nelle sedi accademiche vicino casa, ne “L’università dei tre tradimenti” Raffaele Simone li paragonava al “nostos” della letteratura greca, il ritorno dell’eroe dopo peripezie e vicissitudini. E’ un topos ormai familiare al grande pubblico; mentre solo un’esigua minoranza è in grado di valutare caso per caso (e non dalla copertina o dallo share, come vuole l’antiscientifica “scientometrics”) la produzione scientifica, e di comprendere i reali meriti di questi ulissidi, e i reali beneficiari dei loro meriti; né il pubblico, a partire da quelli che si dicono di sinistra, vuole conoscere cosa si portano dietro questi zii d’America; cosa è veramente l’agognata medicina d’oltreoceano, che nella sua esasperata ricerca di profitto non si limita a negare l’assicurazione a decine di milioni di cittadini. La gente applaude coloro che combattono i baroni e i politici nella sanità, illudendosi, come avvenne al tempo di Tangentopoli, che faranno pulizia, e che introducendo il nuovo si darà inizio a un’era di giustizia. Come per Tangentopoli, i baroni e i politici si stanno mettendo d’accordo col nuovo corso, e, cambiato tutto, tutto proseguirà come prima.
Sito web: http://www.menici60d15.wordpress.com
* * *
Blog di Sylos Labini su “Il fatto”
Commento del 26 mar 2011 al post “Ci fidiamo dei Bocconiani ?”.
Censurato
E’ ironico che l’università, centro di produzione della conoscenza, venga avvolta da strati multipli di menzogne. Il caso delle tesi che provengono dalla Bocconi (che ha avuto R. Calvi come vicepresidente) non è unico: è in atto una campagna di discredito dell’università italiana, volta a plasmarla secondo il credo liberista; università peraltro già corrotta e fasciata di bugie per conto suo; e pronta a trovare accordi coi nuovi padroni, almeno per la facoltà di medicina:
Vendola e il nostos del professore
http://menici60d15.wordpress.com/2010/01/26/vendola-e-il-nostos-del-professore/
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25 gennaio 2010
Segnalato il 25 gen 2010 sul blog “Uguale per tutti” come commento al post del 18 gen 2010 “Craxi al netto delle tangenti” di Marco Travaglio
“…ebbi ed avrei sempre il più scrupoloso rispetto per l’indipendenza della magistratura…”
(Giuseppe Zanardelli. In: R. Chiarini, Zanardelli grande bresciano, grande italiano, 2004)
“Se un magistrato, un pretore, un sottoprefetto, un impiegato pubblico – non solo lui personalmente, ma anche genericamente il suo entourage – osa appoggiare il candidato dell’opposizione, cala su di lui la scure del prefetto. Questa è la regola dell’Italia liberale, che vale anche per Brescia. Laddove poi non arriva la mano del prefetto, arriva l’influenza di qualche notabile.”
“Certo, i dipendenti pubblici devono stare attenti a come si muovono. Incombe sulla loro testa il pericolo della sostituzione o del trasferimento, che al tempo equivale di fatto all’esilio”.
(R. Chiarini, cit., a proposito dell’influenza politica e del clientelismo di Zanardelli su Brescia)
Nel racconto “La banca di Monate” Piero Chiara mostra come certe severe lapidi celebrano in realtà autori di imbrogli e rapine, e sono quindi un nascosto sberleffo ai posteri, scolpito nel marmo. Anche nella città dove abito i politici, a destra e a sinistra, hanno preso a parlare di intitolare una via a Craxi. Nello stesso periodo, l’ANM ha organizzato visite ai palazzi di giustizia, per mostrare al pubblico in che condizioni i magistrati sono costretti ad operare. Ha anche prodotto un documento contro i trasferimenti d’ufficio; lo hanno distribuito insieme ad altro materiale il 21 gennaio 2010 due cortesi magistrati, che hanno dato un’utile infarinata a un gruppetto di visitatori, conducendoli per il nuovo palazzo di giustizia di Brescia, mostrando e spiegando alcune delle disfunzioni, grandi e piccole, che paiono fatte apposta per fare inceppare il sistema. Per esempio, il palazzo, colossale, è ancora privo di cartellonistica interna; entrato nell’atrio, al cittadino verrebbe da invocare Minosse, che almeno smistava i dannati con la coda: è un continuo aggirarsi di persone che chiedono “mi sa dire dov’è…”. Intanto si sta provvedendo ai segnali esterni: la tv locale ha riportato che tra pochi giorni, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il palazzo verrà intitolato a un personaggio storico, il bresciano Giuseppe Zanardelli, presidente del consiglio, ministro della giustizia, patriota e insigne giurista, che diede all’Italia unita il suo primo codice penale. Un codice penale giudicato positivamente dagli storici del diritto.
Zanardelli fu anche componente, e primo “venerabile” secondo Cossiga (F. Pinotti. Fratelli d’Italia, BUR 2007), della loggia Propaganda 2; quella originaria, ottocentesca, che si eclissò dopo il coinvolgimento nello scandalo della Banca romana. Decenni dopo, una loggia con lo stesso nome, e lo stesso criterio di radunare “la crema” della classe dirigente, sarebbe risorta con Gelli. I progetti sulla amministrazione della giustizia in Italia affidati a quest’ultima loggia si stanno concretizzando, col determinante contributo del presidente del consiglio attuale, Berlusconi, anche lui nella Propaganda 2. Non era lontano dalla P2 neppure il premier che aiutò Berlusconi nella sua ascesa, Craxi; appare che la colpa per la quale i poteri superiori disposero, nell’ambito di un’operazione più vasta, il suo castigo sia stata l’insubordinazione (un errore che i suoi seguaci, arroganti come lui ma sempre servili verso i più forti, non commettono). Una loggia, la P2 nuova, che non ha temuto, e non teme vorrei dire, gli uffici giudiziari bresciani. Attualmente a palazzo Zanardelli si sta celebrando il processo per la strage del 1974; chissà se tra altri 35 anni vi si tratteranno gli affari che occuparono la P2 ai nostri giorni.
Sono promiscuità, ed esibizioni di promiscuità, che ricorrono, ripetendo la loro stessa nota sardonica. Nel 1999, nell’aula magna del tribunale di Milano, il rappresentate del Comune che commemorò Ambrosoli, davanti alla vedova, era De Carolis, della P2. Ricordo che un anno, alle celebrazioni per la strage, in piazza Loggia era stato posto un cartellone con la storia della strategia della tensione, che comprendeva l’elenco noto degli iscritti alla P2, e pochi metri più su, nel salone Vanvitelliano della Loggia, sede del Comune, c’era un personaggio riportato nell’elenco, Gustavo Selva, che era stato invitato a parlare della strage. Non ricordo se il sindaco fosse Martinazzoli, l’altro Guardasigilli bresciano, o Corsini, già componente della Commissione stragi. Se davvero Craxi avrà la sua via, e la massoneria il suo palazzo di giustizia, non ci sarà da meravigliarsi. Sono gesti pienamente nella tradizione del potere.
Mi auguro che, per celebrare la figura carismatica di una masnada di forchettoni, nella targa non scriveranno “socialista” sotto il nome di Craxi. Il socialismo, evoluzione politica di ideali umanitari eterni, era una componente indispensabile alla democrazia, come contrappeso agli “spiriti animali”, o animaleschi; e per questo è stato tolto di mezzo; stravolgendolo prima nel suo opposto, come per annullarne anche il ricordo. Era tutt’altra cosa rispetto al craxismo, il socialismo vecchia maniera, nel quale risuonava il Vangelo; troppo, per i gusti dei preti, che furono e sono antisocialisti più di quanto i vecchi socialisti furono anticlericali. Lo stesso Zanardelli era diverso dal suo successore Gelli, anche se non quanto un altro illustre massone di allora, Garibaldi. Ma le antiche figure di padri fondatori si possono usare per legittimare il corso attuale, come consigliano i manuali di marketing. Craxi, che forse si vedeva come un puro alla testa di una compagnia di razziatori, volle lanciare il culto di Garibaldi. Travaglio riporta che Craxi teneva a diffondere una sua fotografia con a fianco Nenni; che invece gli aveva scritto di andarsene.
Queste intestazioni, che anche quando sono difendibili restano ambigue come è spesso ambiguo il messaggio delle istituzioni, celebrano in primo luogo la proteiforme continuità del potere. Hanno comunque una utilità semiotica: se si è informati, possono venire lette come segnali di pericolo. Imboccare una strada intitolata a Craxi, dove porterà? La statua di un “33” della vecchia P2 davanti a un falansterio giudiziario può mettere sull’avviso il cittadino inerme. Tanto più se sullo stesso palazzo di giustizia pende già un’altra più inquietante ambiguità semiotica, e non solo semiotica: è ufficialmente “sede disagiata”. Questa denominazione fa ricordare il saggio sarcasmo di “Tre dita” Coppola su come forme sottili di sabotaggio dell’organizzazione degli uffici giudiziari siano la mafia (G. Falcone, M. Padovani. Cose di cosa nostra, Rizzoli 1991). Coppola rispose, a un incauto magistrato che gli chiedeva cosa è la mafia, che la mafia è fare in modo di mettere nel posto di Procuratore capo un PM cretino; ma è vero in generale che se si indeboliscono con semplici disposizioni normative i ranghi degli uffici giudiziari, anche senza capi inadeguati, si ottengono guasti mafiosi, più gravi e meno rumorosi che mettendo le bombe.
Il distretto giudiziario di Brescia, ci hanno spiegato i magistrati dell’ANM, è gravemente carente di magistrati, pur coprendo un’area “a elevata industrializzazione, con rapporti commerciali intensi”. Secondo quanto detto dai magistrati, la copertura attualmente è circa l’80% di quella prevista. Il bacino d’utenza è di 2.800.000 persone. Brescia ha il 5° tribunale d’Italia per utenti. E’ una zona ricca, fittamente stipata, nel cuore geografico ed economico del sistema produttivo nazionale. Eppure, (questo, nell’aula nuova di zecca, i magistrati dell’ANM non lo hanno detto), come Barcellona Pozzo di Gotto o Locri, come altre sedi più piccole al Nord, Brescia è stata classificata nientedimeno che “sede disagiata” (dal ministro Alfano). Nel mutismo della locale società civile. Mi pare di capire che attualmente le sedi vengono dichiarate disagiate quando i magistrati, secondo una loro insindacabile decisione, non ci vogliono andare, e i posti rimangono pertanto vacanti in proporzione rilevante rispetto all’organico previsto. A Brescia, e ora a palazzo Zanardelli, i magistrati non ci vogliono andare.
In medicina, problemi del genere vengono risolti col tirocinio specialistico, che può durare da tre a sette anni a seconda della specialità: si affiancano ai professionisti esperti dei giovani, che mentre “tirano la carretta” sotto supervisione, imparano e crescono professionalmente, assumendo gradualmente responsabilità maggiori. In USA gli staff medici delle sedi di scuola di specializzazione sono strutturalmente composti di un’ampia quota di “residents”, regolarmente pagati, con “rotations” nelle varie branche della specializzazione, senza i quali i reparti si fermerebbero. Il sistema, che ha una natura privatistica, non è esente da rischi e storture, e l’attività del magistrato non è assimilabile a quella del medico, ma se lo scambio di esperienza e lavoro tra esperto e apprendista è equo, il tirocinio può produrre elevati vantaggi per tutte le parti. Forse si potrebbe studiare di adattare il sistema agli uditori giudiziari, distribuendoli e ruotandoli su tutto il territorio nazionale, tenendo conto che anche la funzione requirente necessita di tirocinio. In USA ci sono i “law clerk”, neolaureati in giurisprudenza scelti tra i migliori, che aiutano il giudice, e che poi a volte divengono giudici.
L’espressione “sede giudiziaria disagiata” è già dubbia in sé. Per le sedi oggettivamente difficili, come quelle dei territori poveri del Meridione dove è incancrenita la mafia, c’è da commentare che gli uffici giudiziari non sono semplici burocrazie come il Catasto, e non dovrebbero essere chiamati “disagiati” dove più servono; è come se i pastori chiamassero disagiata l’attività di recupero della centesima pecorella, quella per la quale il buon pastore lascia le altre 99; o i soldati chiamassero sede disagiata la prima linea; come se i medici preferissero – incredibilmente – curare le affezioni lievi anziché i malati gravi. Non è serio che mentre si celebra ininterrottamente l’epopea della lotta alla mafia, poi tanto si fa che alla fine i posti di magistrato in zone mafiose restano scoperti. Si opera così quando si finge di voler risolvere un problema, ma in realtà si vuole lasciarlo aperto, e bene in vista. Chi ci governa ha un forte bisogno di strumenti di distrazione e di alibi, e la mafia è, tra le altre cose, anche un eccellente generatore di distrazione e di alibi, es. per trascurare il corretto andamento della ordinaria amministrazione del Paese. Sono sicuro che non mancherebbe tra i tanti magistrati una manciata di giovani, e meno giovani, disposti ad andare spontaneamente per un buon numero di anni in trincea a colmare gli organici nelle zone calde; anche senza incentivi economici, purché provvisti dallo Stato dell’equivalente di “armi e munizioni”, e non troppo penalizzati. In tutte le professioni ci sono persone che quel lavoro “pagherebbero per farlo”. E che infatti a volte pagano. Rinunciare a coloro che, purché messi in condizioni di operare, si offrirebbero volontari per compiti che tanti schivano, e magari intervenire per scoraggiarli, o per fermarli, è uno degli aspetti più squallidi del tradimento consumato dalle istituzioni.
Il titolo di “sede disagiata” stride con un tono diverso nel caso di Brescia; dove forse alligna un greve timore esistenziale che porta ad accumulare ricchezza senza trovare mai pace; ma, proprio per questo, la città è fin troppo integrata nel sistema socioeconomico in vigore. Sarebbe interessante sapere perché i magistrati non vogliono andare nemmeno a Brescia. La città attira tanti a lavorare per lei; quello del magistrato è tra i pochi generi di lavoro sui quali esercita una forza repulsiva. Quali che siano le ragioni, non si può credere che il problema, che si trascina da tanti anni, sia “irredimibile”. Lasciare costantemente sguarnito un distretto come quello di Brescia e insistere nel sottolineare che manca personale, fino a chiamarlo “sede disagiata”, potrebbe corrispondere alla costituzione di un alibi, che addossa alla scarsità di risorse umane l’assenza di azione giudiziaria efficace sulle segrete magagne della città. Brescia non può dire di essere abbandonata dallo Stato, che interpella imperiosamente, e che la privilegia. Per esempio, nella mia esperienza è impossibile muoversi senza incrociare mezzi della polizia. Qualche ora dopo la visita guidata in tribunale sono andato a fare la spesa, e in poche centinaia di metri ne ho contati sei. La volta precedente per lo stesso tratto ne erano passati altri sei. Non mancano mai; sembra di stare in una città occupata dalla polizia. La proverbiale efficienza della terra di Zanardelli giunta agli uffici giudiziari si ferma e arretra; o forse assume in quei luoghi le forme paradossali che Coppola diceva essere addirittura l’essenza della mafia.
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Blog di Paolo Franceschetti
Commento del 9 feb 2011 al post “Introduzione allo studio del simbolismo” del 23 dic 2010
”Penetrano e sfuggono”
Bisogna ringraziare chi come Paolo Franceschetti fornisce elementi per comprendere il mondo oscuro del potere reale. Personalmente sono curioso e onnivoro, ma la simbologia dei poteri occulti è uno di quegli argomenti dai quali sarei felicissimo di stare lontano. Se non si è degli specialisti, è facile cominciare a vedere simboli dappertutto, e scivolare nell’irrazionale e nel non falsificabile così come, da millenni, si scivola dalla matematica e dalla fisica alla numerologia. Non avendo avuto la fortuna di poter ignorare i temi dei quali questo argomento è parte, vorrei segnalare un fatto che mi pare sia portatore di uno spiacevole valore simbolico, abbastanza trasparente. La recente intitolazione a Giuseppe Zanardelli del Palagiustizia di Brescia:
Semiotica del potere: Via Craxi, Palazzo di giustizia Zanardelli e le “sedi disagiate”
http://menici60d15.wordpress.com/2010/01/25/semiotica-del-potere-via-craxi-palazzo-di-giustizia-zanardelli-e-le-“sedi-disagiate”/
Il fondatore della P2 storica sta seduto, in bronzo, con le gambe accavallate, all’ingresso del Palazzo di giustizia. La statua è stata posta, nel 2010, mentre nel palazzo era in corso il processo sulla Strage di Brescia del 1974, nella quale è implicata la P2. Il processo si è risolto con un’assoluzione; e a Brescia i rapporti tra poteri legali e poteri paralleli, dietro a tante lacrime di coccodrillo sulla Strage, sono tali da portarmi a considerare ciò come il male minore:
La Leonessa
http://menici60d15.wordpress.com/2010/11/21/la-leonessa/
Brescia non solo bombe
http://menici60d15.wordpress.com/2010/11/23/brescia-non-solo-bombe/
Mentre Zanardelli, gran maestro, e maestro di diritto, e dell’arte di abusare del diritto, prendeva posto sullo scranno di nume tutelare là dove si amministra la giustizia in nome del popolo, presidente della Corte d’appello era Alfonso Marra, poi dimessosi per lo scandalo della cosiddetta “P3”.
Zanardelli fu un capo massone mangiapreti, mentre la P2 di Gelli appare come una casa comune per massoni e cattolici. La città di papa Montini, non estraneo agli ambienti dei servizi, e a quanto si dice non lontano dalla P2, sembra essa stessa un luogo simbolo della storica conciliazione tra i due poteri; e ogni tanto vi appaiono questi accostamenti stridenti. Ricordo una conferenza del cardinale Pio Laghi, amico e consigliere dei piduisti argentini al tempo delle loro atrocità, ad un circolo culturale di Castenedolo intitolato alla memoria di Aldo Moro.
Per la simbologia del potere, allo stesso tempo arrogante e ambigua, vale quanto detto da Manzoni: “Le parole dell’iniquo che è forte penetrano e sfuggono…”. La simbologia occulta è un terreno infido e scivoloso, e probabilmente è così volutamente, come parte della sua stessa natura. Ma il tema dei rapporti della magistratura con massoneria e servizi è molto concreto, e fortemente sottovalutato.
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18 novembre 2009
Liste di attesa per le Tac, per i processi, e liste di priorità per il controllo dei cancerogeni in Calabria
Segnalato il 18 nov 2009 sul blog “Uguale per tutti” come commento al post “Il precariato delle leggi” del 15 nov 2009
Per dimostrare l’assurdità dell’ultima sparata dei governanti che questa infelice nazione si è data, Felice Lima paragona la legge “tronca processi” sulla prescrizione dopo 2 anni ad una ipotetica eliminazione delle code per le Tac ottenuta facendo decadere i pazienti dalla lista d’attesa se l’esame non è eseguito entro 30 giorni. Il paragone tra le code per le Tac e le code per le sentenze può essere ulteriormente sviluppato.
Le Tac sono un’industria che ha avuto una crescita esplosiva negli ultimi anni. Studi ufficiali USA stimano che un terzo delle Tac siano inutili sul piano diagnostico. Un noto articolo sul New England journal of medicine (cit. in La magistratura e la separazione dei valori: il caso della “Nave dei veleni”) afferma che in USA i cancri attribuibili alle Tac hanno raggiunto lo 1,5-2% del totale. Esperti italiani hanno ripetuto preoccupazioni simili. Le Tac in USA mostrano come una medicina veloce ed efficiente sul piano commerciale, che fa contenti investitori e clienti, può portare alla prescrizione della vita sana o della vita tout court.
La pericolosità delle Tac facili non viene resa nota al pubblico; non si parla di eliminare le Tac inutili, ottenendo così una riduzione dei tumori e delle code, e liberando risorse economiche per cure più utili alla popolazione. Tutti invece sanno del cancro proveniente dalle navi affondate dalla ndrangheta; e le forze “progressiste” sono le più interventiste in questa apertura del nuovo fronte, quello della “guerra sottomarina” al cancro. Sul cancro che si prende dietro l’angolo, andando dal bonario medico di famiglia a farsi scrivere l’impegnativa di una Tac “per sicurezza”, omertà da tutti i pulpiti. La maschera da sub è anche un buon paraocchi. In questi giorni il Procuratore nazionale antimafia Grasso ha detto che non bisogna più partire dai relitti ma dall’inquinamento e risalire alla fonte. E’ giusto, ma se davvero si vogliono identificare e definire gli agenti dell’incremento delle diagnosi di tumori bisogna considerare oltre alle cause ambientali anche le cause mediche, come la massa di Tac non necessarie, e le sovradiagnosi, che sono cause accertate, che incidono fortemente. Ma per lo Stato e per il suo acerrimo nemico l’antistato, questo tasto è tabù.
Le rivelazioni di navi dei veleni al largo di Cetraro e Maratea, operazioni di intossicazione dell’informazione in grande stile, mostrano che oltre alle “ecomafie” ci sono le “infomafie”. Che forse sono ancora peggiori. Le smentite di questi giorni, con le relative accuse di voler occultare la verità (dopo averla portata alla luce ?) confermano che “la smentita è un falso ripetuto due volte”. Le navi affondate e i depositi abusivi di rifiuti tossici sono un tema reale e serio, ma dai contorni non definiti; che diventa una farsa quando tecnici, inquirenti, politici e media stravolgono l’ordine delle priorità e lo gonfiano a dismisura, fino a fargli oscurare le altre cause antropiche, concrete e certe, di incremento del carico di cancro, prendendone il posto; una farsa tragica, per la sua capacità, nella veste mediatica e politica che gli si è fatta assumere, di spingere la popolazione verso quei fattori di rischio oncogeno certi che vengono ignorati, e censurati da poteri rispetto ai quali la ndrangheta è subalterna. Sono entrati in azione i professionisti – e il codazzo di improvvisatori – dell’arte di servire interessi criminali del potere con proteste “contro il Palazzo” che sono in realtà sobillate dal Palazzo stesso, in quanto strumentali ai suoi interessi. A coloro che sono in buona fede, e che non sono succubi della foga che proviene dal pensiero delle tante ingiustizie subite dalla Calabria (spesso con la complicità di calabresi), si può presentare un paragone tra le navi affondate e il bandito Giuliano. Era senza dubbio un esaltato assassino; ma gli storici hanno svelato che quel giorno a Portella, a sua insaputa, oltre a lui c’erano altri due gruppi di fuoco, mafiosi ed ex marò, che fecero i maggiori danni; gruppi anch’essi controllati da quel grumo appena formatosi, che non si è più sciolto, composto da servizi USA, Vaticano, Viminale, Carabinieri, politici assortiti e compagnia; i pupari che incastrarono Giuliano, addossando a lui, come era assolutamente verosimile a prima vista, tutta la responsabilità, e che orientarono con la strage il consenso a proprio favore. Si potrebbero fare altri esempi di questa “tattica di Portella”. Uno schema tattico che conviene avere presente, essendo più frequente di quanto non si pensi; e che oggi, vinta la Guerra fredda, gli operatori del settore applicano a grandi interessi dell’industria e della finanza, come la medicina e l’igiene pubblica. L’identificazione narrativa tra ndrangheta e cancro, tra ndrangheta e nemici della salute, tradisce il supporto poliziesco, e piduista, al business medico e ai suoi crimini. In futuro forse vedremo una speculare identificazione mediatica e ideologica tra medici, questurini, carabinieri e scienziati.
Se la questione è la salute delle popolazioni, prima di guardare alle cartine delle navi affondate bisognerebbe guardare ad altre mappe e ad altri dati. Di quanto è aumentata l’esposizione alle radiazioni mediche in Italia e in Calabria negli anni? Quale è stato e sarà il peso dell’introduzione tuttora in corso dei programmi di screening oncologico nell’aumento di incidenza dei tumori in Italia e in Calabria? In USA si stanno ponendo domande come queste. Lì fanno mea culpa per la spesa pubblica (Medicare) pagata a prestazione per esami di imaging medico, che dal 2000 al 2006 è raddoppiata, raggiungendo i 14 miliardi di dollari, un incremento sostenuto principalmente da esami avanzati e costosi, come la Tac e la medicina nucleare; esami che fanno aumentare i tumori. Si ammette che si tratta di “overutilization”: molti di questi esami sono totalmente inutili, e beneficiano non il paziente ma chi li commercia. Esami eseguiti sotto l’azione della disinformazione e della paura disseminate ad arte. C’è dunque una situazione aberrante, nella quale una sorgente di radiazioni ionizzanti, un fattore cancerogeno riconosciuto, è anche un enorme fattore di profitto, sostenuto da tecniche di marketing e promozione del prodotto; questo dovrebbe spaventare non meno delle navi in fondo al mare. L’articolo citato conclude stimando che in USA ogni anno 20 milioni di adulti e “crucially” oltre un milione di bambini sono irradiati senza necessità, a dosi in grado di provocare il cancro. Prima di spingere le masse verso la sala raggi lanciando allarmi, bisogna chiedersi cosa si sta facendo: se non si stanno propagando notizie false o tendenziose, praticando la banalità del cancro in cambio di qualche miserabile ricompensa.
A settembre, mentre sulla costa calabra, immemori del gorgo che attende chi fugge ciecamente da Scilla, si gridava al mostro marino Cunsky a poche miglia da Cetraro, in USA l’ortodossia medica dubitava dei suoi stessi dogmi: la più potente rivista medica di categoria, per la quale fino a ieri ciò che loro chiamano prevenzione, ovvero la diagnosi precoce, era la via regia contro il cancro, o meglio la via sacra, da difendere con la spada da qualsiasi critica, ha parlato di “ripensare” i programmi di screening per mammella e prostata, che stanno avendo risultati controproducenti: “screening may be increasing the burden of low-risk cancers without significantly reducing the burden of more aggressively growing cancers and therefore not resulting in the anticipated reduction in cancer mortality.” (Kaplan JG. Rethinking breast and prostate screening. Jama, 2009;302(15):1685-1692). (La frase diviene più chiara e lineare sapendo che “low-risk cancers” è un eufemismo per indicare formazioni che sono classificate come cancro, ma che clinicamente in genere non si comportano come cancro, e restano silenti; ovvero, sono “cancri” che se non vengono cercati e scoperti è come non averli; i “more aggressively growing cancers” sono i cancri veri).
Questi sono fattori che aumentano l’incidenza di cancro sotto il nostro naso, e che sono spesso appoggiati, nascosti e protetti grazie ai servigi di quei tribuni della plebe, ex comunisti, ex missini, dipietristi, Udc, etc. che ora si stracciano le vesti perché si trascurerebbero le navi affondate; di quei politici e funzionari dello Stato che così stanno conducendo a capofitto, col vibrante incitamento dei vescovi e parroci, anche la Calabria nella situazione i cui effetti nefasti vengono ora riconosciuti in Usa. Il battage sulle cause di cancro ambientali, quelle vere, ma meglio ancora quelle presunte, o false, o hollywoodiane, sta non solo coprendo ma sta anche potenziando le cause iatrogene (v. Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi). Purtroppo il male non proviene solo dagli ndranghetisti e da luoghi tenebrosi, ma anche da fonti insospettabili e rassicuranti.
Tornando alle liste d’attesa, non viene ricordato a sufficienza che una coda quanto più è lunga tanto più genera scarsità, e quindi tanto più aumenta il valore unitario del bene. In un paese evoluto l’ingolfamento stabile non è un accidente, e non è solo una franchigia per chi si dà da fare; è anche uno strumento ben definito, efficace anche se un po’ antiquato, per ottenere ingiustamente potere, e ricchezza; per costringere i cittadini comuni nel ruolo di sudditi; di supplicanti. Condizione della quale i molli italiani si accorgono solo quando hanno necessità urgente dell’attenzione del giudice, o del radiologo. Come per il ruolo della ndrangheta nel rischio di cancro, le pirotecniche trovate di Berlusconi si sovrappongono ai quieti interessi di potere e corporativi, dominanti da decenni, che pure non vogliono un sistema sano.
Considerando il paragone tra code per le Tac e per le sentenze, una medicina che facesse meno Tac, facesse solo quelle necessarie, non solo eliminerebbe le code, ma sarebbe una medicina migliore: molto più rapida, molto più sicura, con maggiore offerta di servizi utili a parità di spesa. Per sospette lesioni della caviglia, del piede e del ginocchio sono disponibili le “regole di Ottawa”, volte a ridurre le radiografie inutili. Ma il concetto di miglioramento tramite protocolli di limitazione è estraneo alla attuale concezione culturale “eroica”, o infantile, o neonatale, della medicina nell’opinione pubblica. Né è popolare tra gli operatori: “stai praticando medicina difensiva o è una scusa per guadagnare di più?” conclude un recente articolo medico sui costi e i danni di quella che chiama “medicina massimalista”. Sospetto che anche per rendere “l’amministrazione della giustizia” degna di questo complemento di specificazione basterebbero norme procedurali, non costose, volte a ridurre l’afflusso, la lunghezza e la tortuosità del “tubo giudiziario”. Norme che avrebbero il difetto di non essere spettacolari, e di poter essere strumentalmente attaccate come lesive della nostra altissima tradizione di garanzie giuridiche; oltre al difetto di rompere le uova nel paniere a gruppi forti. Concordo con altri bloggers: una giustizia a tempo è un assurdo, ma lo è anche una giustizia senza tempo. Questa è una occasione perché magistrati e politici perbene indichino i provvedimenti concreti “a levare”, quindi attuabili senza spese e in tempi brevi, per finire l’indecenza; e li ripetano ad nauseam, prendendo esempio da Berlusconi.
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Blog “Blogghete”
Commento dell’1 apr 2011 al post “Fukushima è già tra noi” del 31 mar 2011
Vi diverte? A me no: penso che ci sia già troppo caos informativo sui rischi di cancro da radiazioni; es. i rischi da “elettrosmog” sono inventati o sopravvalutati per depistare dai rischi reali come quelli da radiazioni mediche, e da agenti chimici nei prodotti di consumo e inquinanti. Converrebbe stare attenti, perché a volte gli scherzi sulla radioattività che viene da lontano coprono gli scherzi della radioattività che si prende per appuntamento:
http://menici60d15.wordpress.com/2009/11/18/quando-“less-is-more”/
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28 ottobre 2009
Segnalato il 28 ott 2009 sul blog “Uguale per tutti” come commento al post del 23 ott 2009 “Cari colleghi dove eravate?” di Gabriella Nuzzi
“Innanzitutto occorrerebbe che la magistratura non si sentisse in dovere di dire la verità, e che lasci questo ruolo alla politica” (Mino Martinazzoli, Giornale di Brescia, 21 dic 2004).
Mi spiace dirglielo, dr.sa Nuzzi, ma lei ha un serio problema come professionista del diritto. Lei scrive (in “Cari colleghi, dove eravate?”) “La ricerca della verità accomuna Giustizia e Informazione.” (Per sua fortuna aggiunge “ma non è una lucina debole e fioca, che si accende e si spegne all’intermittenza della ipocrisia e della convenienza politica. E’ un faro immenso, luminosissimo…”). Lei non conosce o non accetta il principio della separazione dei valori. La Giustizia e la Verità sono entità separate e distinte. Le persone come Lei, o come me, che pensano che Giustizia, Conoscenza e Informazione siano legate, siano strettamente connesse, siano parte di un fascio di valori che non può essere smembrato, e forse nomi diversi dati alla stessa cosa vista da diverse angolature, sono prive di quella concezione equilibrata che nelle attività intellettuali conferisce professionalità e responsabilità, ed è quindi il prerequisito per il successo.
La separazione tra Giustizia e Verità configura un riduzionismo duplice: ideologico, che permette di parlare di giustizia mentre si calpesta la verità, e materiale, che consente di alterare la rappresentazione di fatti. Nel mio campo, la medicina, vige un rigido riduzionismo materiale, che dà luogo a ibridi lussureggianti quando si unisce al riduzionismo ideologico giudiziario (v. Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale: il caso del testamento biologico). In campo medico-legale i due riduzionismi vanno a nozze; di recente, nel caso Aldrovandi, periti e magistrati hanno distinto tra meccanismo di morte cardiaco e meccanismo di morte respiratorio. Il cuore e i polmoni sono separati e distinti nel caso dei bovini sul bancone del macellaio. Sono organi che sul piano fisiopatologico sono fortemente interconnessi, tanto che è possibile e a volte obbligatorio considerarli un unico blocco; ma così si è potuto saltare a piè pari gli effetti della bastonatura e della compressione toracica sul complesso cuore-polmoni, per andare a inserire il solito ingegnoso meccanismo alla “Wile Coyote” che spiega un crimine operato da persone in divisa come un atto di legittima difesa finito male per aver calcato la mano e per una sfortunata, incredibile, casualità.
In questi giorni è in prima pagina la vicenda della “Nave dei veleni”, sollevata dalle Procure di Paola e Catanzaro. Da una parte, meglio tardi che mai: si doveva intervenire molti anni prima su questa infamia e questo sfregio alla Calabria delle navi affondate al largo delle sue coste, che forse ha attinenza anche con l’omicidio di Ilaria Alpi. Ma l’azione giudiziaria non è solo tardiva; è anche prematura, nel senso che si parla e si grida sui veleni prima e non dopo avere accertato il contenuto della nave. Osservando da anni la manipolazione delle notizie di interesse medico, per me questo tirare fuori ciò che si è tenuto per tanti anni nei cassetti, e tirarlo frettolosamente fuori “half-baked”, proprio mentre è in corso una campagna mediatica su cancro e Meridione (v. infra) suona come un campanello d’allarme; insieme alla presenza di politici come Loiero, Pecorella, Minniti, Veltroni, a soffiare sul fuoco; e alla assidua copertura di giornali come Libero, che dovrebbe rappresentare i “cattivi”, assieme ovviamente a Manifesto e Unità, che invece sarebbero dalla parte dei “buoni”. La magistratura sta facendo finalmente Giustizia e Verità sul caso? Giustizia forse si. Verità no. E gli effetti complessivi saranno negativi: l’azione delle Procure di Paola e Catanzaro sarà un fattore di incremento delle diagnosi di cancro in Calabria.
Infatti, viene ignorato che in Calabria sono in gioco non una ma almeno tre noxae patogene in grado di fare aumentare gli indici epidemiologici del cancro. L’inquinamento focale, dovuto a una concentrazione di cancerogeni in aree ristrette, (esempi da manuale sono il cloruro di vinile monomero e l’amianto), è solo una delle noxae. Tali focolai seguiranno dinamiche dipendenti dalla distanza e dalla dose, fattori che, in genere, ne limiteranno l’effetto, anche se gli inquinanti dovessero diffondersi, es. tramite la catena alimentare. La Calabria, terra politicamente debole, è effettivamente a rischio di divenire una pattumiera di veleni, se non lo è già, e tale noxa va contrastata con la massima energia. Diverso è l’inquinamento diffuso, es. quello dell’aria nella Pianura padana, o quello legato agli alimenti industriali, che è a intensità più bassa di quello focale ma ha effetti di massa. Bisogna contrastare ovviamente anche questo inquinamento, guardando es. agli inceneritori, intorno ai quali girano molto denaro e potenti interessi.
La terza noxa, importantissima e trascurata, o meglio censurata, è quella che gli esperti di comunicazione chiamerebbero “memetica”. E’ una noxa che ha caratteristiche singolari. Cresce col crescere degli allarmi, fondati o falsi, sul rischio di cancro, e i suoi effetti sono rapidi, a differenza dei cancerogeni materiali. Come ho già esposto, agitare le notizie di rischio di cancro porta a un incremento di diagnosi spurie di cancro tramite specifici meccanismi di persuasione e inganno, in operazioni tipiche delle grandi agenzie di pubbliche relazioni che forniscono consulenza alle multinazionali (v. Sos cancro nei bambini e sovradiagnosi). Questa noxa non segue leggi fisiche e biologiche, ma le leggi della disinformazione e della propaganda: da Rocca Imperiale a Melito Porto Salvo, tutti i calabresi vi saranno esposti. E’ una noxa immateriale, che non vuol dire inesistente o fumosa. Voi magistrati sapete bene che la penna o la parola ne ammazzano più della spada. Questa estate, uno studio sul Journal of the National cancer institute (Mulcahy N. Prostate Cancer Overdiagnosis in the United States: The Dimensions Revealed. Medscape medical news, 1 set 2009) ha riconosciuto che in USA ci sono stati negli ultimi 30 anni circa un milione di uomini ai quali è stato sovradiagnosticato il cancro della prostata, la diagnosi di tumore più frequente negli uomini (v. Il mediatico e l’extramediatico: il caso delle ghiandole sessuali maschili). Una massa di sovradiagnosi che ha riguardato anche pazienti relativamente giovani, sottostimata, e sovrimposta su statistiche che erano già inflazionate da falsi positivi, precisano gli autori. Almeno un milione di uomini che non avevano un vero cancro alla prostata, e che sono stati castrati e messi nella condizione di malato di cancro per fare soldi. Perfino la potente American cancer society, uno dei colpevoli del disastro, la cui auri fames l’ha portata in passato ad essere indagata e condannata dai magistrati statunitensi, ora denuncia che si è esagerato con le diagnosi di cancro della prostata. Mentre in USA, nelle roccaforti del business oncologico, si tirano i freni a un sistema che toglie la borsa e la vita e che sta divenendo insostenibile anche per lo stesso capitalismo laissez faire, la Calabria e il Meridione sono nel mirino di manovre volte a estendere a queste terre di frontiera dell’Occidente il business della medicina commerciale, e in particolare dell’oncologia commerciale.
Solo quest’anno, il 2009, ci sono stati, oltre al bombardamento giornalistico e a quello dei politici sulla sanità-inferno del Sud che deve diventare come la virtuosa sanità del Nord, interventi di istituzioni autorevoli e credibili. L’Airtum ha rassicurato: l’aumento di incidenza e di mortalità dei tumori è dovuto all’invecchiamento della popolazione; che è un poco come dire che la elevata frequenza di casi di pedofilia da turismo sessuale in certi paesi del terzo mondo è dovuta alla bassa età media di quelle popolazioni. Il quoziente generico di mortalità per cancro è una media ponderata dei quozienti per età, e come tale non è un artefatto, ma ha anch’esso rilevanza per descrivere il carico di cancro sulla popolazione. L’Associazione italiana registri tumori rileva inoltre che la minor incidenza di cancro nel Meridione va scomparendo, e attribuisce ciò “all’acquisizione di stili di vita urbanizzati” e “perdita dei benefici derivanti dall’alimentazione di tipo mediterraneo”. Una spiegazione apodittica, che ripete il catechismo ufficiale: il cancro, rectius una diagnosi di cancro, uno se la becca a causa dei propri peccati, come il mangiare male; non per i cancerogeni naturali, né, per l’amor di Dio, per cause umane esogene, molto più intense ormai di quelle naturali: l’inquinamento ambientale, l’esposizione a sostanze chimiche o a radiazioni ionizzanti, l’adulterazione degli alimenti, o la sovradiagnosi. Non una parola sugli screening, e sulla lievitazione di diagnosi di cancro che notoriamente comportano.
Di tale aumento parla invece il Libro bianco 2009 dell’Istituto di igiene dell’Università cattolica (Salute, le donne italiane stanno bene ma aumenta il divario fra il Nord e il Sud. Adnkronos salute, 16 set 2009). Premesso, con riferimento al carcinoma della mammella (che commercialmente e statisticamente è l’omologo femminile dal carcinoma della prostata) che “il gap tra Nord e Sud e’ ancora molto ampio – ha spiegato Walter Ricciardi, ordinario di Igiene e medicina preventiva all’universita’ Cattolica di Roma e autore del Libro Bianco – solo riguardo ai tumori si e’ avuto un miglioramento: piu’ screening, piu’ diagnosi, ma anche piu’ guarigioni. le donne del Nord, costantemente ‘bombardate’ da programmi di prevenzione, sanno cosa e’ giusto mangiare e quali sono gli stili di vita sani e le cose da fare per prevenire le malattie. Al Sud non e’ cosi’”, l’autore spiega che l’aumento di incidenza di cancro al Sud in seguito a screening, che porterà al pareggio dell’incidenza tra Nord e Sud, c’è, ma è da leggere anche in positivo, perché è dovuto allo svelamento di casi nascosti. Questa è una di quelle stupefacenti affermazioni, come il commento di Martinazzoli in epigrafe, che intimidiscono: provenendo da fonte autorevole, si ha paura di sembrare sempliciotti, poco intelligenti, a non riconoscerle come un acuto paradosso e rispondere: ma che sta dicendo. L’affermazione che vi sia un elemento positivo nell’aumento del livello di incidenza di cancro per screening è un paralogismo tutt’altro che onesto: gli epidemiologi hanno osservato che se il caso fosse questo, l’aumento di incidenza sarebbe un picco temporaneo. Non dovrebbe essere prevedibile che negli anni crescerà fino ad allinearsi alle altre regioni. Nei fatti quando l’incidenza di cancro aumenta in seguito a screening, per decenni rimane sostenuta, e anzi continua a crescere, fino a raggiungere livelli epidemici, come se i cancri miracolosamente spuntassero per il fatto di essere cercati; contro la biologia, ma come è caratteristico di un prodotto commerciale di successo. Andrebbe al contrario riconosciuto che alla capacità biologica del cancro di metastatizzare l’uomo ha aggiunto la capacità di moltiplicarsi tramite una sorta di disseminazione memetica.
Poi c’è stato il caso protesi-prostitute a Bari (v. La magistratura davanti alle frodi mediche di primo e secondo grado; Servizi segreti nella Sanitopoli barese? ). Gli aspetti relativi alla salute pubblica sono stati tralasciati; non si è quasi parlato dell’inutilità e dannosità degli interventi. In USA ignorare questa verità sarebbe stato un poco più complicato: è apparso un articolo del New York times sulla chirurgia vertebrale e le forniture di chiodi e protesi (The spine as a profit center, 30 dic 2006), che dice che “The evidence of wide spread corrupt practices is truly staggering.” Da noi invece per quel poco che si è parlato di questo aspetto, sottraendo attenzione alle mignotte, si sono diffuse notizie tendenziose: Santoro ad Anno Zero ha affermato che in Puglia la spesa per le protesi è aumentata dal 2001 ad oggi del 243%, contro il 55% dell’Italia; facendo credere che sia la Puglia la pecora nera, e che il Meridione dovrebbe prendere a modello il Nord. In realtà, per ciò che conta maggiormente per la salute pubblica in questo caso di corruzione, l’appropriatezza degli interventi di impianto di protesi, il Nord non può dare lezioni, ma dovrebbe essere lui il primo a essere messo nel gabbione degli imputati. Dai dati (Manno V, Masciocchi M, Torre M. Epidemiologia degli interventi di chirurgia protesica ortopedica in Italia. 2009. Rapporto Istituto superiore di sanità 09/22) si può ricavare, considerando 9,5 milioni di abitanti per la Lombardia e 4 milioni per la Puglia, che per l’intervento più frequente, quello di impianto di protesi d’anca, nel 2001 in Puglia il tasso di interventi in rapporto alla popolazione, per regione di appartenenza dell’ospedale, era circa il 50% di quello della Lombardia, e che nel 2005 questo tasso era salito al 57%. Lo stesso tasso per regione di appartenenza del paziente era per la Puglia il 62% di quello della Lombardia nel 2001, ed è salito al 73% nel 2005. Al Sud, con tutta la corruzione, non si fanno più interventi che al Nord, ma meno. Il tasso di incremento degli interventi nello stesso periodo è stato più elevato in Puglia che in Lombardia: 29% in Puglia vs il 13% della Lombardia per regione di appartenenza dell’ospedale; 27% in Puglia vs. 8,6% in Lombardia per regione di appartenenza del paziente. Anche qui, tassi di tipo commerciale, stabili e anzi fortemente crescenti. La Puglia sta rincorrendo il treno lombardo, che ormai è lanciato a velocità alle quali è sempre più difficile continuare ad accelerare. In Puglia, alla fase di lancio della medicina commerciale, nella quale si sono permesse le forme più voraci e paesane di corruzione, subentrerà l’austera frode medica di primo grado, nella quale i prezzi unitari si abbasseranno, e che per la popolazione sarà addirittura peggiore, con tassi di interventi impropri ancora più elevati. In questi giorni Verzè ha offerto a Vendola, il responsabile politico del puttanaio barese, la presidenza del San Raffaele del Mediterraneo, clone del San Raffaele di Milano, tempio della medicina vergine, della medicina come sacerdozio secondo il patron di Pio Pompa. Nessuna contraddizione, una semplice riconversione stilistica dell’adescamento: dalle escort locali al circuito “bene” della medicina scientifica internazionale; che è ancor meno soggetto a rossori; dalle donnine con le giarrettiere per i primari alla seduzione delle masse mediante i parafernalia dei laboratori. Viene presentata come moralizzazione quella che è una modernizzazione della frode. Anche in medicina c’è ormai un divorzio, una voragine, tra “Scienza” e Verità.
Mentre impazzava lo scandalo di Bari, il Censis, considerando la soddisfazione dei pazienti come una componente valida di un indice di qualità della sanità, ha concluso che per offerta di sanità l’Emilia-Romagna, dove i programmi di screening oncologico sono all’avanguardia, è la prima, e la Calabria è l’ultima. Accostando a questo risultato quello per il quale secondo il Censis anche la salute della popolazione è peggiore al Sud. Anche se spesso non hanno una buona assistenza sanitaria, i calabresi (che a tavola mangiano prodotti locali migliori di quelli che in altre regioni si comprano nei supermercati) hanno la più bassa incidenza e mortalità per tumore; sono gli indici più importanti secondo l’epidemiologia, e a pensarci anche secondo il buon senso; gli epidemiologi onesti, che non ripetono la favola dei trionfi sul cancro, assegnano loro l’importanza dovuta; mentre nell’attuale vulgata si tratta di una quisquilia, che viene trascurata nelle analisi, e celata nelle informazioni al pubblico facendo anzi credere il contrario. Se ne parla solo per predire che questa indecenza, che è sputtanante per la fiaba dei meriti soteriologici della medicina “d’eccellenza”, e che deve indispettire alcuni italiani di razza superiore come se fosse un’altra manifestazione dell’infingardaggine e del parassitismo meridionali, è sul punto di finire.
Ora è arrivata un’altra voce attendibile e autorevole, la magistratura col bastimento carico di cancro. Sui media, nella politica, nella “società civile”, i furbi cavalcano l’onda formata dall’azione giudiziaria; e la popolazione si è mobilitata, senza sapere che protestando per una delle tante ingiustizie subite dalla Calabria verrà fottuta dall’altra parte, con una diversa, nuova, ingiustizia. Non ci sono santi, il cancro in Calabria deve crescere.
I servizi, che si sono occupati di traffico di rifiuti, si occupano anche di biomedicina. Siamo un Paese dove il covo di Via Gradoli, in un appartamento che era sotto il controllo dei servizi, non viene scoperto quando sarebbe stato utile alla democrazia scoprirlo, ma viene fatto scoprire, volutamente, in seguito, dagli stessi che lo avevano utilizzato. Eppure non abbiamo imparato nulla; qualsiasi minimo ragionamento che non accetti senza fiatare quello che ci raccontano, che consideri che vi possa essere una tattica dietro certe rivelazioni anomale, viene graniticamente respinto; e seguiamo irremovibili come “Jugale” l’iperrealtà mediatica che ci viene ammanita. Non abbiamo visto forse le immagini delle telecamere subacquee? Non credere alla tv oggi è come non credere in Dio nel Medioevo.
Ammettiamo che la nave affondata al largo di Cetraro sia effettivamente carica, come è possibile, di scorie radioattive o di potenti cancerogeni chimici. Ammettiamo che tali agenti possano superare la barriera costituita dai 500 m di profondità e dalla distanza dalla costa. Anche in questo caso, limitare l’attenzione alla sola noxa focale favorirà la noxa memetica. Le persone si spaventeranno e entreranno nei programmi di screening di massa o cercheranno controlli individuali. La magistratura avrà così contribuito ad instaurare una spirale tossica: il pericolo della noxa focale favorirà la noxa memetica. L’incidenza dei tumori aumenterà per sovradiagnosi. Ciò a sua volta comporterà un cambiamento culturale che porterà a prendere atto dell’aumento di incidenza dei tumori, e quindi ad accettare come un dato di fatto gli eventuali effetti reali di noxae materiali focali e diffuse. La Calabria diverrà moderna, con indici epidemiologici sul cancro rispettabili, e magari brillanti. Non dovrà più temere gli insulti di Venditti.
Forse con l’avvento del nuovo alcune delle storiche sconcezze della sua sanità passeranno; ma ciò solo se anche in Calabria, finalmente, ci si metterà a produrre cancro su scala industriale, facendo decollare la moderna economia oncologica, e ci si metterà così in pari con le altre regioni. Geograficamente al centro del nuovo grande mercato mediterraneo, grazie all’industria medica, che è l’industria della paura e del dolore, forse un domani la Calabria non sarà più “in the middle of nowhere”. Dato l’aumento di incidenza del cancro da sovradiagnosi e da inquinamento, e l’importanza che l’oncologia acquisirà nella vita sociale, il nuovo stato di equilibrio, a tasso di tumori non più relativamente basso ma elevato, apparirà dopo qualche tempo naturale, completando la spirale. Le azioni giudiziarie sulla nave dei veleni e gli altri più probabili siti inquinati saranno servite, limitando il quadro, sia da innesco, sia da capro espiatorio non innocente, per una situazione più vasta e complessa, che verrà quindi aiutata. Condotta in questi termini, l’offensiva giudiziaria sui veleni in Calabria favorirà gli interessi dell’alta finanza in campo biomedico; che non sono molto distanti da quegli interessi responsabili della discarica abusiva delle scorie, e dell’inquinamento da crescita economica.
I magistrati si occupano di Bene e Male, pensa la gente. Non so cosa pensino i magistrati a riguardo, ma, se per loro la verità conta qualcosa, dovrebbero sapere e avere ben presente che in medicina, e soprattutto nella medicina attuale, spesso, soprattutto in quei casi giudiziari che vengono ripresi e amplificati e talora distorti dai media, invece che tra il Bene e il Male i magistrati dovrebbero discriminare tra “competing risks”: tra mali in competizione. Dove alcuni dei rischi, dei mali, sono di natura antropica, e a volte sono deliberati, fraudolenti e criminali. E, perseguendo soltanto quello che prima facie appare come Il Male contrapposto al Bene, in realtà si favorisce un male più grave e più subdolo.
Mostra ciò anche un caso simile, minore, che pure riguarda la disinformazione e gli effetti cancerogeni delle radiazioni, avvenuto a Bologna, dove ai primi di settembre del 2009 la Procura ha indagato per omicidio colposo 4 medici di diversa specializzazione che non hanno diagnosticato un tumore cerebrale a una bambina che accusava cefalea. “Sarebbe bastata una Tac” hanno ripetuto i media, es. il TG5. La cefalea essenziale nei bambini è decine di migliaia di volte più frequente di quella provocata dai tumori cerebrali. La Tac può provocare tumori cerebrali (Brenner DJ, Hall EJ. Computed tomography – An increasing source of radiation exposure. N Engl J Med, 2007. 357:2277-2284). L’effetto della notizia sarà quello di una maggior offerta e una maggior domanda di Tac nei bambini con cefalea. Così oltre al rischio di falsi positivi, e alle carenze nell’assistenza medica che deriveranno da allocazione irrazionale delle risorse, aumenterà l’incidenza reale dei tumori cerebrali, e di altri tumori. Il prof. Picano, direttore del Centro di fisiologia clinica del CNR, osservando che i tessuti dei bambini sono particolarmente sensibili agli effetti cancerogeni delle radiazioni, raccomanda: “I pediatri dovrebbero fare molta più attenzione del normale” nel prescrivere esami radiologici e in particolare Tac. Pochi giorni dopo la notizia dell’indagine, e della relativa propaganda alle Tac cerebrali ai bambini, il Lancet (Barclay L. Validated rules may predict children at very low risk for brain injury after head trauma. 22 set 2009) ha pubblicato uno studio dove si premette che ”CT [computed tomography] imaging of head-injured children has risks of radiation-induced malignancy” e si cerca pertanto il modo di limitare l’uso della Tac sui bambini con trauma cerebrale.
Ma nella nostra cultura i familiari esami radiologici vengono sottovalutati – anche dai medici, mostrano alcuni studi - come fonte di quelle radiazioni ionizzanti che sono in grado, con elevata probabilità, di causare tumori. Per tutta la penisola si invocano a gran voce “Cchiù Tac ppì ttutti”, anche se gli stessi radiologi ormai dicono, nei loro congressi, che se ne fanno troppe (salvo ai pochi pazienti che ne trarrebbero davvero utilità). La nave seppellita sott’acqua dalla ‘ndrangheta, o i telefonini, quelle sì che sono cose che di certo fanno venire il cancro. Non viene detto, ma lo si nasconde, alla faccia delle discettazioni dei giuristi e dei giudici sul consenso informato e del nugolo di fini bioeticisti ardenti guardiani della autodeterminazione del paziente: è un fattore di rischio per cancro, soprattutto in età premenopausale, oltre che sicura fonte di una valanga di sovradiagnosi (il 33% secondo il National cancer institute) anche la mammografia periodica di screening; alla quale le donne calabresi si sottoporranno in massa dopo l’attuale tambureggiamento mediatico sul rischio di cancro (ma non ci sono indagini e cortei su questo; il ricercatore che negli anni Settanta svelò il pericolo, calcolando che le mammografie ne uccidevano il doppio di quante ne salvavano, Irwin Bross del Roswell Park di Buffalo, ebbe la carriera stroncata).
I magistrati di Bologna inquisiscono i medici del caso in oggetto per un errore diagnostico gravissimo, nel quale col senno di poi appare evidente che una consulenza neurologica per eventuale diagnosi di sede e una risonanza magnetica si sarebbero dovute richiedere; un errore che appare essere la conseguenza, la nemesi, del riduzionismo diagnostico dei vari specialisti. Fanno bene, e fanno Giustizia. Ma non fanno Verità, valore dal quale i diritti costituzionali e il bene pubblico restano dipendenti non meno che dalla Giustizia; e anzi contribuiscono a propagandare il falso, e così a diffondere il danno ingiusto alla cittadinanza a vantaggio di interessi privati.
La separazione tra Giustizia e Verità è strategica per le fortune della casta giudiziaria. Con questo assioma si può produrre giustizia senza verità. Si può produrre una giustizia che non è un faro, ma è una lanterna magica che proietta le storie desiderate. Si può partecipare al gioco del potere senza apparire compromessi; anzi apparendo difensori degli interessi della cittadinanza. Si possono ad esempio servire gli interessi del grande business medico, quello delle multinazionali, ben più potente di Berlusconi, assicurando così alla corporazione un’alleanza che le copre le spalle. Del resto, fior di giuristi invocano il “diritto mite” il “diritto che deve fare un passo indietro” quando si tratta della Verità in biomedicina. Se la Verità è separata e distinta dalla Giustizia, allora è possibile non solo ignorarla, ma c’è anche modo di riuscire a combatterla lasciando intatta la Giustizia. Vale quindi la pena di salvaguardare la giustizia da commistioni improprie con la verità, a tutti i costi. Anche con qualche strappo, mediante abusi nei quali non c’è ombra né di giustizia né di verità, ma solo cavilli dozzinali e violenza di Stato. Se si riconoscono alcune informazioni, addio al gioco della giustizia con la testiera, la giustizia coi paraocchi e il morso. Pertanto certe informazioni sulla medicina i magistrati non solo non le scoprono e non le raccolgono, non solo quando le hanno davanti non le esaminano e le ignorano come se non esistessero, ma le censurano attivamente. Centinaia di km a Nord di Cetraro, nelle curie romane, e più a Nord, dove i boss locali non sono pittoreschi ndranghetisti ma pensosi intellettuali prestati alla politica, o padani che faticano e producono, una mafia vincente e compiuta, che veste la toga dello Stato e la divisa dello Stato, si occupa di sopprimere verità scomode, che modificherebbero le verità parziali come quelle alle quali i magistrati di Paola e Catanzaro porgono invece grande ascolto. I pentiti, i non pentiti, magistrati, forze di polizia, politici, amministratori pubblici, dita diverse della stessa mano. Questa necessità forte di stabilire come principio irrinunciabile la separazione dei valori forse può spiegare anche la punizione interna alla magistratura dei magistrati di Salerno, assurda agli occhi del pubblico laico, e davvero inusuale.
Copia della presente viene inviata alle Procure di Paola e Bologna, alla DDA di Catanzaro, e ai sindaci di Cetraro e Paola.
* * *
Adesione all’appello alla Procura generale presso la suprema Corte di Cassazione ed alla Sezione disciplinare del CSM comparso su “Uguale per tutti il 29 ott 2009
30 ott 2009
Aderisco all’appello di “Uguale per tutti” affinché gli organi disciplinari della magistratura conformino la loro azione ai principi regolatori della giurisdizione nel ricorrere a misure cautelari. Non bisogna abusare del potere che si esercita per conto dello Stato, come dicevo avantieri su questo blog a proposito della “Nave dei veleni”, che ieri si è rivelata un decoy presentato dal pentito, probabilmente pilotato da qualche “manina”; e come ho ripetuto ieri mattina all’equipaggio della volante (GdF 197AZ) che mi sono trovato ferma davanti poco dopo l’uscita da casa, in un quartiere di periferia, e che, ricomparso a 3 km di cammino, nel centro di Brescia, dopo altri due passaggi mi ha chiesto i documenti (mentre leggevo un interessante articolo sulla “sindrome di Struldbrugg”, cioè i rischi di una eccessiva medicalizzazione dell’anziano; gli Struldbruggs sono gli anziani decrepiti ma immortali dei Viaggi di Gulliver). Altrimenti poi può divenire difficile distinguere i pentiti e i non pentiti dalle guardie e dai magistrati.
Tanto le azioni disciplinari strumentali che le intimidazioni di polizia appaiono seguire anziché la Costituzione il precetto del cardinale Mazzarino, riportato da Nando Dalla Chiesa nei suoi libri: l’arte del trasformare la vittima in colpevole, del trasformare chi accusa in soggetto da sorvegliare e punire. Più in generale, l’arte dello scambio dei ruoli.
Francesco Pansera
Via Tosetti 30 Brescia
Pubblicato in: Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Associazioni a delinquere di stampo mafioso autoctone padane, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Avvicinamento clero e scientismo, Bioetica strumentale, Biopolitica, Campagne istituzionali di discredito, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione del dissenso, Censura su questioni bioetiche, Classe dirigente bresciana e doppio Stato, Clero e compradora, Clero e doppio Stato, Clero e frode medica strutturale, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Dal secundum quid al simpliciter, Depistaggi eziologici, Deuteragonismo medico, Difesa istituzioni repubblicane dagli occupanti, Diritto all'informazione, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dolo in medicina, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Fallacie di generalizzazione e induttive, False biografie, Fiducia nelle istituzioni, Forze di polizia come milizie mercenarie, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Funzione censoria del deuteragonismo, Gattopardismo, Iatrogenesi, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Individuazione responsabilità collettiva non distributiva, Influsso delle oligarchie finanziarie, Inquinamento, Interventi della magistratura contro frodi mediche, Istituzionalizzazione del crimine, Laicità all'italiana, Legami mafie meridionali-mafie padane autoctone, Libertà di cura, Mafia meridionale e mafia fordista, Mafie meridionali e medicina, Magistrati e deuteragonismo, Magistrati e medicina, Malamisura, Male e mediocrità, Manipolazione delle statistiche sul cancro, Manipolazione ideologica, Manipolazione mediatica, Medicalizzazione della vita, Medicina e frode medica strutturale nel Meridione, Metamafia, Midcult progressista, Morton's fork e doppio legame, Neoalchimia, Oltraggio mediante il potere istituzionale, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Opposizione deuteragonista, Pansera, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Passaggio da medicina dei baroni a medicina delle multinazionali, Pericoli dell'antimafia, Persecuzione di polizia, Perversità del crimine istituzionale, Praticità del teorico, Principio di Mazzarino, Profezia che si autoavvera in medicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Propaganda di malattie, Questione meridionale, Relativismo epistemico, Responsabilità del pubblico nella frode medica strutturale, Riconoscimento dell'extramediatico, Riguardo della magistratura per la sinistra, Ruolo della magistratura nel doppio Stato, Sanità lombarda, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Scambio tra accuratezza e precisione, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Servizi segreti e frode medica strutturale, Silenzio osceno, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi, Sovradiagnosi di cancro, Sovratrattamento, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Successi spuri nella lotta al cancro, Successione Ndrangheta come prima mafia, Uso persecutorio della tecnologia per la sicurezza, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Victim blaming, Violenza, Violenza e medicina, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
24 giugno 2009
Lettera ai magistrati del 24 giu 2009
Segnalata sul blog “Uguale per tutti” come commento al post “Contro il relativismo etico ed epistemico” del 4 giu 2009
in appendice:
L’azione giudiziaria non euclidea
Lettera racc online al PM Del Grosso del 9 set 2009
Il clero sembrerebbe aver trascurato l’insegnamento di Gesù ai suoi discepoli di essere “prudenti come serpenti”, se a contrastare i propugnatori del testamento biologico manda “Militia Christi”, un gruppo cattolico inquietante fin dal nome, che ha decorato il suo sito internet con immagini di santi armati da capo a piedi; come se non fosse storicamente provato che quando le religioni cingono la spada gli esiti sono sciagurati. Per alcune sue affermazioni sul caso Welby, pochi giorni fa questo gruppo è stato condannato in sede civile dal Tribunale di Roma a pagare 20.000 euro all’Associazione per la Liberta’ della ricerca scientifica Luca Coscioni dell’associazione la Rosa nel pugno, e altrettanti al dottor Mario Riccio, per diffamazione. Per altre affermazioni sul caso Welby il Tribunale di Monza, sez. di Desio, ha condannato in sede penale i giornalisti Belpietro e Lorenzetto per diffamazione a danno del dr. Riccio. Il loro quotidiano, “il Giornale”, berlusconiano, sta alla borghesia conservatrice illuminata – ammesso che tale favolosa entità esista – come la “milizia di Cristo” sta al messaggio evangelico. I parlamentari Binetti e Volontè, dai quali la vedova Welby riferisce di avere ricevuto accuse velenose, si sono sottratti alle loro responsabilità ammantandosi dell’immunità parlamentare. La sinistra progressista ha esultato per questa condanna; si è plaudito la vittoria contro “una portentosa opera di disinformazione e manipolazione della verita’ a danno, anzitutto, dei cittadini che vengono ritenuti ‘popolo bue’ al quale dare a credere qualsiasi ciarpame pur di evitare che si formi una coscienza collettiva, basata sulla conoscenza, su temi quali il fine vita. E cosi’ l’opera volta a ristabilire la verità…” (Marco Cappato e on. Maurizio Turco, PD).
Presumo che la sentenza sia in sé equilibrata, corretta e ineccepibile; ma non si può dire altrettanto degli effetti politici e sociali della sentenza, anche come parte delle posizioni generali della magistratura in tema di testamento biologico. Credo, per ragioni già esposte, che il clero non è così contrario al testamento biologico come fa mostra di essere; e che questa vittoria giudiziaria sia un altro episodio del teatrino laici-cattolici su questioni bioetiche; con la partecipazione, non neutrale sul piano politico, della magistratura. La sentenza, rimbalzando sui media, non diminuirà ma aumenterà, come intendo dimostrare qui, la disinformazione e l’oscurantismo a danno del pubblico; proprio come detto da Cappato e Turco; anzi peggio, perché si formerà nel popolo una coscienza collettiva, ma distorta e contraria ai propri interessi.
Se da un lato c’è “Militia Christi” dall’altro sta la “morte opportuna”, espressione usata dal dr. Riccio per dare il titolo al suo libro su Welby: le posizioni del dr. Riccio, destinate a prevalere, alle quali questa condanna fornisce ulteriore credibilità e autorevolezza, non sono meno estremiste, e a mio parere non sono meno dannose, di quelle dei suoi bellicosi diffamatori cattolici. Ho avuto modo di constatarlo l’11 giu 09, ascoltando una conferenza sul testamento biologico tenuta dal dr. Riccio nella città dove abito, mentre il Presidente del locale Ordine dei notai autenticava gratuitamente le firme del testamento biologico. Nel suo intervento – che ho registrato – il dr. Riccio, accanto ad alcune osservazioni condivisibili, e ad altre interessanti, ha fatto diverse affermazioni a carattere medico per me sorprendenti. Ne riporto solo alcune.
“I casi Welby ed Englaro non sono eccezionali o unici, come vengono presentati; provocatoriamente sosterrò che di casi come Welby e Englaro ce ne sono 16.000 all’anno, circa una quarantina al giorno. Sono casi ordinari”. Infatti, spiega il dr. Riccio, “un quinto dei 150.000 ricoverati all’anno nelle terapie intensive muoino; di questi 30.000, 16.000 cioè il 62% [52%] muoiono per una decisione clinica: muoino perché la terapia viene limitata, ridotta, sospesa o non iniziata. Esattamente i casi Welby ed Englaro”.
E’ vero che Welby ed Englaro non sono casi eccezionali, né unici; ma non sono neppure casi ordinari. Si tratta di casi particolari, che riguardano poche migliaia di persone all’anno. La loro caratteristica specifica principale è lo stato di cronicità stabile in quella che ho definito come una “agonia statica”: che si può protrarre per molti anni. E’ capzioso paragonarli alle situazioni che si creano nelle terapie intensive, alle quali il dr. Riccio fa riferimento, dove giunge la massa dei casi che non sono né cronici né stabili, ma al contrario sono casi di persone che sono entrate da poche ore in una fase acuta grave che spesso porta inevitabilmente al decesso: es. un infarto miocardico esteso, politraumatizzati gravi da incidenti automobilistici, il precipitare di una malattia cronica come un’insufficienza respiratoria (per questo vengono chiamate anche “Critical care units”; l’opposto delle lungodegenze, che riguardano casi come quelli di Welby ed Englaro). Sono situazioni nelle quali, quando non c’è più nulla da fare, i rianimatori non insistono con interventi futili, che non andrebbero né nell’interesse del singolo paziente né, dati gli effetti sull’allocazione delle risorse, nell’interesse della comunità. Tali decisioni vengono prese insieme ai parenti. Ma anche qui esistono casi dubbi e problematici, sui quali non si dovrebbe essere tranchant in sede dottrinale.
Il dr. Riccio ha il merito di ricordare un altro contesto dei decessi medicalizzati, che non è il più comune, ma certo è importante, quello delle unità di terapia intensiva; ma è una forzatura ideologica equiparare Welby ed Englaro ai comuni casi di interruzione delle cure in terapia intensiva. Al contrario, sarebbe basilare riconoscere che le diverse condizioni cliniche portano a traiettorie di fine vita diverse (Chen J, et al. Terminal trajectories of functional decline in the long-term care setting. J Gerontology, 2007. 62A: 531-536. Al-Qurainy R, Collis E, Feuer D. Dying in an acute hospital setting: the challenges and solutions. Int J Clin Pract, 2009. 63: 508-515.); e che i problemi tecnici ed etici relativi a ciascun tipo di traiettoria non possono essere accorpati fingendo che le sottostanti condizioni e prospettive biologiche siano tra loro equivalenti. Traspare una volontà di usare i casi clinici di Welby ed Englaro come paradigmi per il problema di fine vita, per unificare le varie situazioni entro un’unica supercategoria; in modo da giustificare, come ho già detto in altri post e come esporrò qui, interventi analoghi su situazioni croniche superficialmente simili, sostanzialmente diverse, centinaia di volte più comuni e quindi molto più rilevanti economicamente.
“L’eutanasia è considerata unicamente un atto volontario, diretto, col quale viene iniettata una sostanza atta a interrompere rapidamente l’attività cardiaca o respiratoria. Non esiste un’eutanasia indiretta o passiva come qualcuno sostiene”.
E’ come dire che non ci sono colpe o responsabilità per gli atti omissivi, se chi li subisce esprime o avrebbe espresso la volontà di subirli. Una riclassificazione arbitraria, che porta a ricordare che il testamento biologico (“living will”) è stato introdotto negli anni ’60 da un’associazione che si chiamava “Euthanasia society of America”, e che in seguito reputò opportuno ribattezzarsi “Society for the right to die”. Questo mostra sia le radici ideologiche del movimento pro testamento biologico, sia l’attenzione che pone nell’evitare denominazioni allarmanti.
Un linguista ha distinto tra parole “purr” e parole “snarl” (parole “fusa” e parole “ringhio”). Qui i “laici” stanno attenti ad adottare termini “fusa”, mentre i cattolici, con tutta la loro ricca tavolozza di sfumature sembra lo facciano apposta a usare parole, e posizioni, “ringhio”. La causa per diffamazione appare rientrare in questa singolare traslazione, dove i cattolici, mentre non presentano le buone ragioni contro il testamento biologico, risultano cattivissimi, e i “laici” moderati; una traslazione che fa apparire agli occhi dell’opinione pubblica come “civile” e auspicabile il testamento biologico, in particolare la richiesta di interrompere acqua e cibo; e come fanatica e codina qualsiasi critica a questi atti.
“La morte naturale è un concetto privo di significato”. “La morte naturale non esiste. La morte naturale è un concetto del medico di fine Ottocento, che vedeva morire il suo paziente, non sapeva perché moriva, e quindi trovava un modo per nascondere la sua incolpevole ignoranza”. “Noi oggi tutti moriamo con una diagnosi e una terapia; la morte naturale è rimasta nel gergo giudiziario, nelle indagini sulle persone trovate morte”. “Welby non è morto di morte naturale, e neanche la signora che ha rifiutato l’amputazione del piede in cancrena diabetica”.
I magistrati vogliono sapere se un individuo è morto per cause naturali, e la domanda è pienamente sensata sul piano biologico. La patologia, con o senza diagnosi, è un’entità naturale. La morte è un fatto naturale: la longevità è un parametro fisiologico di specie, che obbedisce a stretti vincoli allometrici, es. quelli con la frequenza cardiaca. Gli esseri della nostra specie, nonostante ciò che si sente dire in tv, non possono arrivare a vivere 120 anni col miglioramento dello stato di salute della popolazione, come non possono arrivare ad essere alti due metri e mezzo col crescere dell’altezza media col benessere. Il dr. Riccio potrebbe chiamare a sostegno delle sue tesi il premio Nobel Montagnier, che portando il ragionamento alle sue logiche conclusioni ha sostenuto che “l’immortalità [tramite l’intervento medico] è un’ipotesi da prendere in considerazione” (F. Pierantozzi. L’immortalità. Colloquio con Luc Montagnier. Allegato al n. 48 di Liberal, 1999).
Il dr. Riccio confonde la “causa della morte”, ciò che causa i meccanismi fisiopatologici che portano alla morte, che può essere un fenomeno naturale, come un cancro, o può essere “antropica”, come una ferita da arma da fuoco, con la “manner of death”, ciò che ha provocato la causa della morte, che può essere naturale come una malattia, oppure dovuta all’uomo, come un omicidio, es. sparare a una persona o somministrarle senza valido motivo terapie cancerogene, o un suicidio. Per Welby ed Englaro la manner of death corrisponde sì ad una scelta umana, ponderata e permessa dai magistrati, di ritiro delle cure; ma che ha lasciato libera di agire una manner of death naturale, dovuta alla sottostante condizione patologica; che nelle sue forme specifiche è stata la causa di morte, pure di tipo naturale.
“Io ho una familiarità per malattie cardiache; se non controllo i fattori di rischio (soprappeso, vita sedentaria, alcool, colesterolo) e dovesse arrivarmi prematuramente una morte per danno cardiaco quella non sarebbe una morte naturale; naturale fino a un certo punto, sarebbe la conseguenza di un comportamento mio e sapevo benissimo a cosa andavo incontro”.
Il dr. Riccio confonde anche, seguendo un equivoco che è stato impressso nell’opinione pubblica, i fattori di rischio, che sono entità epidemiologiche a carattere meramente associativo, con i “lifestyle factors”, a carattere causale, che a volte coincidono coi fattori di rischio, che a volte non sono sufficientemente provati, e che spesso hanno la funzione, in quella religione gnostica che è la medicina attuale, di “peccati”. Il principale fattore di rischio per il cancro è l’età; ma non è che se un anziano sviluppa un cancro è colpa sua. Fattori come il fumo, il sovrappeso e la vita sedentaria sono effettivamente fattori di rischio e lifestyle factors per la cardiopatia ischemica; conviene ridurli, ma ci sono stati casi clamorosi di maratoneti magri morti d’infarto. Un livello ematico elevato di colesterolo è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (sopravvalutato; è un fattore di rischio forte solo per un piccolo sottogruppo), ma l’efficacia preventiva delle misure farmacologiche di massa per abbassarne il livello è a dir poco dubbia; solo, questa idea che con una pillolina si può continuare ad abbuffarsi e campare cento anni piace, e su di essa si è creato un business delle dimensioni di uno Stato, un Eldorado, per l’industria farmaceutica. In USA nel 2008, anno di vacche magre per l’industria farmaceutica, col tasso di crescita più basso mai registrato dal 1961, le statine, citate dal dr. Riccio tra i fattori che consentono di giudicare sorpassato il concetto di morte naturale, sono scese al secondo posto nella scala dei prodotti più venduti per fatturato annuo (al primo posto sono passati gli antipsicotici): dai 16.4 miliardi di dollari del 2007 a 14.5 miliardi di dollari. Il fatturato per le statine è così sceso dal 94° al 111° posto rispetto alla lista del 2008 dei PIL annui nazionali; continuando comunque a precedere Senegal, Albania, e un’altra sessantina di paesi.
Il dr. Riccio si presenta come laico, e condanna la vecchia medicina “ippocratica”. Ma propugna una medicina ancora peggiore, la medicina delle multinazionali dove la salute e la longevità te le dà la medicina, e se ti ammali o muori è colpa tua che non le obbedisci: una medicina non “paternalistica” ma “padreternalistica”. “Militia Christi” vuole, si legge nel suo sito, il “riconoscimento della Regalità Sociale di Cristo”; il dr. Riccio va verso una forma moderna, ma anch’essa totalizzante e teocratica, di medicina; una medicina che, come Dio, ti lascia la libertà di cadere nel peccato; ma solo seguendo la sua volontà ti salverai. E’ singolare sentir dire dagli stessi che propugnano la libertà di cura che l’osservanza dei precetti del medico dà la salvezza, addirittura emancipando dallo stato di natura, mentre la morte è causata dall’inosservanza dei precetti medici. Alla faccia della laicità.
Con la sentenza si dipingono come campioni della “difesa della libertà di ricerca” i sostenitori del neoliberismo USA come i radicali, e la magistratura, che in materia di violazione del primo comma dell’articolo 33 della Costituzione ha acquisito meriti presso le multinazionali, ma ha così scritto pagine di vergogna. E’ un autoritratto ribaldo, che capovolge la realtà. L’attuale business medico non può funzionare senza censura, e ha l’abilità di invocare per sé la libertà di ricerca mentre la fa togliere a chi gli è d’ostacolo, mediante i poteri dello Stato; anche con metodi violenti, che stravolgono la figura di chi deve essere messo a tacere fino a farlo apparire come un deviante o un delinquente. Questo scambio di ruoli tra persecutore e perseguitato, oggi di moda tra i potenti, mi ricorda un poco la fine di Fantozzi quando bussa alla porta del Paradiso. Ma le affermazioni come quelle del dr. Riccio su morte, natura e medicina suonano vicine a quelle di un’altra chiusura di film satirico; quella del “dr. Tersilli”, che citando un “prof. Stroganoff” sostiene che “La vecchiaia e la bruttezza sono malattie dalle quali si può e si deve guarire”.
“Al medico non spetta valutare qual è una vita dignitosa per il paziente; o comunque non si può fare valere tale giudizio per il paziente”. “Abbiamo rianimato un killer mafioso, che poi ha ucciso ancora”. “Il rapporto fiduciario medico-paziente è una favola, salvo casi di amicizia personale”.
Al medico non spetta certo giudicare se una persona deve vivere o morire in base alle sue qualità morali, ed è sinistro sentire considerare tale ipotesi, sia pure per poi scartarla. Ma al medico curante dovrebbe spettare di formulare una valutazione su quali sono e saranno le condizioni biologiche del paziente rispetto alle aspirazioni a una vita dignitosa; nell’esclusivo interesse del paziente, rispetto al quale egli è non è né semplice prestatore d’opera né figura genitoriale o divina né amico, ma agente, che come tale ha degli obblighi. La professione medica esiste in quanto le persone ritengono di non poter fare da sole sui problemi di salute; il paziente (termine deprecato, ma che ritengo preferibile a “cliente”) non va lasciato solo, sotto il peso talora schiacciante della sua condizione, a decidere della sua sopravvivenza, proprio nei casi nei quali avrebbe maggior bisogno di un sostegno tecnico e morale; un sostegno impermeabile all’influenza di quelli che sono gli interessi dell’agente. E d’altra parte il paziente non può essere accontentato, in nome di una astratta posizione avalutativa, se chiede di essere ucciso in base a una sua personale e soggettiva opinione, indotto dalla disperazione o dalla propaganda; o costretto dai trattamenti che ha ricevuto.
“L’accanimento terapeutico è un concetto inutile e pericoloso. E’ un termine che vi posso assicurare non troverete in nessun testo internazionale; è un ossimoro italiano non ben definito e indefinibile: il limite è personale”.
Concordo con quanto osserva il dr. Riccio a sostegno di questa sua tesi, che nel caso Welby era inappropriato parlare di accanimento terapeutico a proposito del respiratore che lo teneva in vita, come invece ha fatto la ministra Turco. Ma l’accanimento terapeutico non solo esiste, come si può verificare nei quotidiani problemi che pone; non solo è un concetto indispensabile per discutere i problemi di fine vita: ma si riferisce a un problema imprescindibile per l’analisi dell’intera medicina odierna: quello del sovratrattamento. Nella letteratura internazionale non si usa la nostra espressiva locuzione letteraria, ma si parla semplicemente di “overtreatment” o, soprattutto per i problemi di fine vita, di “overzealous treatment”. Ciò che non si trova comunemente nella letteratura medica internazionale è l’affermazione che il limite tra cure e sovratrattamento sia solo un problema personale. Il dr. Riccio considera come unico termine lecito la “futilità” cioè l’inutilità del trattamento; che è un caso particolare di sovratrattamento, che anche l’Offerta medica trova conveniente evitare, ma limitatamente al fine vita. Si tratta infatti di un’eccezione alla regola; per l’Offerta medica la regola è sovratrattare. Ci sono sovratrattamenti che non sono semplicemente futili o “overzealous”: sono sovratrattamenti fraudolenti, ingiustificati e dannosi, ma applicati in quanto economicamente redditizi. Per esempio, il lucroso sovratrattamento di massa di lesioni sovradiagnosticate come cancro, responsabile di crescite esplosive nelle statistiche d’incidenza dei tumori.
Il giorno stesso della conferenza del dr. Riccio avevo ricevuto per posta il libro “Overtreated” di Brownlee. Prima mi erano arrivati “”Overdosed America” di Abramson, e “Worried sick. A prescription for health in overtreated America” di Hadler. Sono libri “mainstream” e di buon successo, scritti da seri professionisti (che descrivono anche parte delle manipolazioni che hanno permesso di costruire un Eldorado con le statine). Mentre il dr. Riccio diceva che l’accanimento terapeutico non lo si deve neppure nominare, e lo scelto uditorio annuiva, pensavo che il sovratrattamento, attualmente molto discusso in Usa, almeno tra la parte più avvertita della popolazione, per i progressisti della provincia italiana invece non esiste, è uno dei nostri soliti svolazzi retorici. In realtà, c’è un mostruoso problema di sovratrattamento nella medicina attuale, dovuto al perseguimento del profitto; ma non si può dire; a sinistra, dove partiti sindacati e intellettuali organici sono al servizio di detto business, non meno che a destra.
Non si devono accostare le parole “accanimento” e “terapia” perché, dovendo spaventare il pubblico sulla possibilità di essere sovratrattati a fine vita, bisogna però stornare il sospetto che questo avvenga anche prima, che avvenga di continuo. Non bisogna cioè fare capire che il paziente, mentre gli viene fatto credere che è lui che decide, viene sovratrattato finché ciò è redditizio; e che quando diviene un peso, quando non è più un supporto valido per l’applicazione delle tante costose terapie, occorre toglierselo dai piedi, anche sottotrattandolo. Così abbiamo un medico che combatte il sovratrattamento negando che esso esista. Altro che “ossimoro”.
Stefano Rodotà, nella prefazione del libro di Riccio “Una morte opportuna” scrive “Riccio ci dà una lezione di moralità professionale”. L’impressione che ho tratto ascoltandolo è che il dr. Riccio non sia un maestro, né di moralità né tanto meno un maestro intellettuale, ma una persona pratica e grintosa, una specie di “rugbista” della discussione, inserito nel gruppo pro testamento accanto a teorici come Flores D’Arcais e Rodotà per la sua capacità di travolgere apoditticamente i concetti che sono d’impaccio.
La sentenza pro Riccio è un altro passettino verso l’orientamento desiderato. Aggrava lo stato di manipolazione culturale sul fine vita, e aggrava così il conseguente danno al pubblico, sia diretto per ciò che avverrà nei reparti di degenza, sia per il conseguente imbarbarimento della mentalità, e anche per l’imbarbarimento del diritto. La magistratura può sostenere, fondatamente ci mancherebbe altro, che lei ha solo giudicato sulla diffamazione, e che certo non può e non deve prendere parte alla contesa. Queste posizioni ricordano ciò che avviene nella ricerca biomedica, dove sostenendo il “riduzionismo” cioè la necessità metodologica (che in realtà è solo una strategia euristica) di occuparsi soltanto di aspetti parziali e ben definiti, poi, col mosaico dei dati così “rigorosamente” ottenuti, e quindi non contestabili, si costruisce un quadro complessivo preordinato, con vantaggi di carriera o finanziari “olistici” per gli scienziati “riduzionisti”. Un esempio è dato dai “trial” clinici, che hanno fortissime limitazioni di validità esterna, cioè di applicabilità al mondo reale, oltre ad una lunghissima lista di concreti pericoli di vizi e fattori confondenti: una volta che la loro “sentenza” (“trial” in inglese vuol dire anche processo giudiziario) giunge sui media diviene indiscutibile; e acquista valore generale, ben al di là di quei limiti che lo studio si era posto in nome del rigore (e che gli hanno permesso di ottenere il risultato che la retrostante industria farmaceutica desiderava).
Come altre categorie, anche i magistrati di fatto fanno politica quando la loro azione riguarda temi politicamente rilevanti. E questo non è un male, anzi; è un bene che i magistrati mettano il più possibile le loro conoscenze e competenze al servizio del Paese; non solo nell’azione giudiziaria, ma anche come autorevole opinione, fra le altre, fuori dalle aule. Fare politica non significa sostituirsi al Parlamento o all’esecutivo. Può significare interessarsi, nell’ambito delle proprie competenze, o come cittadini, del bene pubblico; la parola “politica” però è un contronimo, perché può significare anche difendere gli interessi di una parte, legittimamente o illegittimamente, a scapito del bene pubblico.
Se, come nel caso del testamento biologico, i magistrati, emettendo sentenze (o omettendo sentenze o altre azioni giudiziarie) sono determinanti per il formarsi di quella opinione pubblica e per la costruzione culturale di quella realtà sociale che condizioneranno le leggi e le prassi, e fanno così politica; allora avrebbero il dovere non istituzionale, ma deontologico, di spiegare con commenti, con dichiarazioni informali, la differenza – o la concordanza – tra il loro ristretto operato giurisdizionale e le conseguenze pratiche e le implicazioni ideologiche, molto più ampie, del loro operato.
In questo come in altri casi i magistrati stanno operando in un modo, “riduzionista”, che guarda caso cristallizza il dibattito esattamente nei termini desiderati dalle parti forti; ma non intervengono per chiarire sui media, con visibilità pari a quella delle sentenze, il senso del loro operato istituzionale rispetto al contesto sociale e politico, come invece fanno spesso, giustamente, su altri temi che pure riguardano le leggi e la vita civile, tramite pronunciamenti del CSM, del loro sindacato di categoria l’ANM o di gruppi di studio di magistrati o di singoli magistrati.
Dovrebbero invece farlo, tanto più quando, come in questo caso, la loro azione si avvicina effettivamente a quella di supplenza degli altri poteri dello Stato: c’è stato un conflitto formale di competenze, e Flores d’Arcais loda la magistratura che ci salva dai politici sul testamento biologico. Ai magistrati e ai progressisti questo ruolo para-legislativo non dispiace. A me pare che, almeno in campo biomedico, si cada dalla padella alla brace. Vedo che su questi grandi temi i magistrati più che contrastare i maneggi dei politici gareggiano con loro nel fare ciò che è gradito ai poteri forti (poteri forti veri, come le multinazionali farmaceutiche); facendo così politica nel senso di curare gli interessi del proprio gruppo.
Ciò appare vero ancor più quando, sempre in base a rigorosi criteri “riduzionistici”, ma in realtà abusando del loro potere, i magistrati accoppiano all’amplificazione delle campane che i grandi interessi vogliono siano sentite l’eliminazione delle campane scomode; in questo caso quelle che potrebbero disturbare l’opera dei pupi tra le medievali milizie di Cristo e i kantiani come il dr. Riccio.
Col riduzionismo giudiziario la magistratura di fatto sta fornendo, da anni, un servizio completo, propaganda e censura, a manovre di poteri forti volte a fini illeciti in campo biomedico. E nessuno può dirle niente; anzi fa pure bella figura. Questa è una forma di alto bordo di quel “professionismo delle carte a posto” che è già stato imputato alla magistratura in altre tristi occasioni. In questa e in altre tematiche biomediche i poteri forti sono debitori alla magistratura di un pacchetto completo: propaganda e soffocamento del dissenso.
Così, mentre si celebra la vittoria della luce della ragione contro le tenebre clericali, le questioni sostanziali restano nell’ombra. Non si dice che la maggior parte di queste scelte riguarderà i pazienti anziani affetti da demenza senile, la cui traiettoria di fine vita è particolarmente lenta (ed è quindi mimata da quelle, mediaticamente più presentabili, di Welby ed Eluana). Non si parla della concreta possibilità, offerta dall’interruzione di idratazione e alimentazione, di forme di decesso pilotate. Questi pazienti col progredire della demenza possono arrivare a ridurre o perdere la capacità di nutrirsi da soli, per riduzione delle capacità cognitive, depressione, isolamento, povertà, problemi di dentatura, cibo inadatto, o, solo nei casi più gravi, per un danno organico reale, es. la paralisi pseudobulbare, che provochi autentica disfagia. Tale deficit viene comunque enfatizzato, per esempio ignorando che nell’anziano le richieste metaboliche si riducono, cioè mangia fisiologicamente di meno, tanto da mimare la denutrizione, potendo raggiungere fisiologicamente indici di massa corporea molto bassi (Hoffer L J. Tube feeding in advanced dementia: the metabolic perspective. BMJ, 2006. 333: 1214-1215).
La saldatura di queste manipolazioni tecniche con quella culturale rivolta al pubblico e alla classe dirigente, per la quale l’interruzione di cibo e acqua è una civile misura che va nell’interesse del paziente, consente di confondere facilmente causa ed effetto tra le condizioni dovute alla demenza e la riduzione dell’assistenza o l’abbandono clinico. Si ha interesse a trascurare le cause di denutrizione trattabili e a sovradiagnosticare le difficoltà di alimentazione come manifestazione di danno irreversibile, aprendo così la strada a soluzioni economicamente razionali: l’idratazione e alimentazione artificiale (che può essere sia indegna, sia più dannosa che utile) o meglio ancora l’interruzione prematura dell’alimentazione e dell’idratazione (che può essere un barbaro omicidio). Imboccarli è “labor intensive and therefore expensive” (Chernoff R. Tube feeding patients with dementia. Nutrition in clinical practice, 2006. 21: 142-146); un sondino è una soluzione più economica e più comoda (così come lo è il ben noto catetere vescicale); l’interruzione definitiva di cibo e acqua resta la soluzione migliore, sul piano commerciale.
Il Froedtert Hospital, un ospedale del Wisconsin, ha pubblicato su internet le direttive ai medici del suo comitato etico (Non-oral hydration and feeding in advanced dementia or at the end of life – Guidelines for physician staff), per le quali (pag. 4) l’alternativa all’alimentazione artificiale è o imboccare l’anziano o interrompere definitivamente l’alimentazione e l’idratazione, cioè lasciarlo morire di fame e di sete. Dunque, secondo questo documento è possibile che l’alimentazione artificiale venga iniziata prima che ce ne sia effettiva necessità, e che l’interruzione definitiva di cibo e acqua sia un’alternativa all’imboccare il paziente. Sembra un assurdo, ma è buon senso manageriale; i bioeticisti di Milwaukee, la città di “Happy days”, hanno il merito di dimostrare, avendolo messo per iscritto come linea guida bioetiche, ciò che avviene o può avvenire, e avverrà, nella realtà: l’alimentazione artificiale viene considerata non come l’ultimo – discutibile – stadio di una sequenza fissa di cure, ma come una tra le possibili alternative, che comprendono un’assistenza infermieristica costosa oppure il lasciarli morire di fame e sete. Studi statunitensi mostrano che i pazienti economicamente svantaggiati sono quelli che ricevono più frequentemente sia l’alimentazione tramite il sondino nasogastrico, sia la sospensione dell’assistenza conformemente a volontà sottoscritte in precedenza; a volte sottoscritte in quanto condizione per ricevere le cure.
Queste realtà, più terra terra rispetto agli strabilianti riordinamenti teorici del Dr. Riccio, in un dibattito civile e democratico dovrebbero essere in primo piano; invece non sono “in hoc mundo”, non essendo né negli acta giudiziari seguiti tramite i media da milioni di spettatori, né nei pronunciamenti delle varie forze che stanno introducendo il testamento biologico. Sono protette da un’omertà trasversale, che sposta l’attenzione dal cuore del problema alla sua periferia. Mentre si bisticcia su Sagunto, è Roma che viene espugnata. Credo quindi che le parti che festeggiano la vittoria della causa per diffamazione; le controparti; e anche la magistratura, tutti quanti, abbiano responsabilità collettive non distributive moralmente più gravi, anche se diverse, di quelle delle accuse lanciate dai querelati per le quali i magistrati di Roma e Monza hanno giudicato esservi stata diffamazione.
Dubito però che, se anche si trovassero elementi per querelarmi, verrò querelato. Un conto è intentare una causa che rafforza il falso che il potere vuole propagandare, un altro è farla dovendo considerare posizioni, e responsabilità, che è vantaggioso per entrambi i contendenti ufficiali, e per la “parte terza“, la magistratura, continuare a ignorare ufficialmente come inesistenti o marginali. Né tanto meno verrò lasciato stare, senza ricevere sanzioni per quanto scrivo. Per le voci come la mia i poteri dello Stato – tutori della legalità in prima linea – ricorrono a sistemi diversi: quelli mafioso-massonici di intimidazione, boicottaggio materiale, calunnia, discredito, guerra psicologica, etc.; potendo contare sulla Milizia della Pagnotta, che è la compagnia più antica, numerosa, fervente e pugnace tra quelle che si aggirano per l’Italia.
* * *
Copia della presente viene inviata, firmata, con racc a/r online ai magistrati che hanno condotto questi procedimenti, c/o i Presidenti dei Tribunali di Roma e Monza. E anche, idealmente, agli equipaggi delle auto di CC, PS e affini, che non mancano mai di accompagnarmi vistosamente nei miei spostamenti. Pochi giorni fa l’equipaggio di una gazzella dei CC mi ha spiegato che come cittadino dovrei essere contento di questo controllo del territorio così assiduo. Io veramente preferirei potere qualche volta andare a fare la spesa senza “la scorta”, e che i crimini di alto bordo in campo medico non godessero di appoggi e coperture istituzionali. Si vede che i Carabinieri hanno anche loro un’idea “riduzionista” della sicurezza; organica all’idea “riduzionista” della giustizia dei loro partner i magistrati, insieme ai quali stanno assicurando giustizia e sicurezza agli Eldorado della medicina meglio dei migliori contractors.
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L’azione giudiziaria non euclidea
Ho appreso dai media che la Procura di Lecco, avendo impiegato sufficienti risorse in estese indagini su un gran numero di siti web, ha potuto rinviare a giudizio ben 30 persone per diffamazione nei confronti del padre di Eluana Englaro (per avere usato espressioni come “omicida”). A mio parere questa è una scelta di allocazione delle risorse che va a vantaggio dei magistrati anziché dei cittadini. A questo proposito segnalo il commento “Il riduzionismo giudiziario nella frode medica strutturale; il caso del testamento biologico” http://menici60d15.wordpress.com/ che ho inviato per lettera a giudici di Roma e Monza che hanno già emesso condanne su casi analoghi. Sul sito sono presenti altri commenti su magistrati e testamento biologico, e magistrati e biomedicina.
Vorrei ribadire un aspetto di quanto indico nel commento: nella pratica clinica, su pazienti che sono diventati “un peso”, le due procedure, il ritiro di cibo e acqua e l’alimentazione e idratazione artificiali, non sono così lontane e così contrapposte come si dice. Quanto già avviene in paesi più “avanzati” mostra che sono anzi pratiche piuttosto vicine e associate, che spesso vengono considerate sullo stesso piano, e adottate in sequenza, soprattutto su pazienti socialmente deboli.
Entrambe le procedure possono facilmente andare contro l’interesse del paziente ad avere buone cure; e contro il suo diritto alla vita e alla dignità. Appare probabile che in futuro anche in Italia in tanti casi non verrà applicata o l’una o l’altra, ma entrambe, ed entrambe prematuramente; a volte anche sullo stesso paziente: prima un po’ di alimentazione artificiale e poi, col peggiorare del quadro clinico, il ritiro di cibo e acqua. Il taglio di acqua e cibo resta la soluzione più semplice sul piano meramente manageriale, ma il sondino nasogastrico, che tra l’altro permette di fatturare ulteriore tecnologia medica, potrà avere una funzione preliminare: servirà a incanalare, sul piano etico e biologico, il paziente verso la misura risolutiva della morte per inedia. Oppure si può fare in modo di lasciar morire prematuramente il paziente, ritirando l’assistenza adeguata, col sondino nasogastrico inserito che serve da alibi. Pratiche del genere riguarderanno specialmente la massa crescente di persone che moriranno per demenza senile. Ciò avverrà anche grazie al movimento di opinione creato col caso giudiziario Englaro e simili; movimento ben più solido e duraturo delle posizioni dichiarate dell’attuale governo PDL.
Come mostro nel commento, anche sul piano degli interessi le due procedure, che alleggeriscono costi e fatica nella gestione dei pazienti, stanno dalla stessa parte; la contrapposizione principale è fra il loro “lancio” congiunto da un lato e i reali interessi e diritti dei cittadini – che nessuna forza sta tutelando adeguatamente – dall’altro. Non è detto che la vita debba essere prolungata a tutti i costi; tanto meno in base a norme o ordini dello Stato; ma la dignità umana, questa non può essere mai interrotta: mentre con l’attuale farsa intorno alla povera Eluana non viene tutelato da nessuno degli attori il diritto del cittadino a non divenire un preparato biologico trattato secondo convenienze economico-politiche; il diritto a non subire gravi patimenti fisici perchè fa comodo ad altri.
E’ un po’ come quando i piazzisti spostano l’attenzione dall’opportunità dell’acquisto a quali prodotti scegliere. Alle due procedure corrisponde, con i berci tra laici e cattolici, una furibonda “lite” tra compari, inscenata con comparse inconsapevoli, volta a fare passare quello che in realtà è un pacchetto di interventi che, contenendo entrambe le procedure, permetterà di pilotare il fine vita secondo interessi industriali ed economici in conflitto con quelli dei pazienti.
Qui però non si è davanti alla commedia di due poveracci, come Gassman e Carotenuto davanti al giudice in “I soliti ignoti”; è una recita di alto affare, e la magistratura vi partecipa. La magistratura non si sta risparmiando in questa rappresentazione, ed è pertanto moralmente coinvolta; coinvolta in un’operazione di portata storica per la quale parlare semplicemente di omicidio è riduttivo. La magistratura sta avendo un ruolo determinante nel fare apparire al pubblico come poli opposti quelle che sono due entità complementari sottese dagli stessi interessi.
La disputa tra “crociati” e “volterriani” occupa l’intero spazio visivo. La magistratura non vede altro, e così neanche il pubblico vede altro; così si abitua a valutare la questione nei ristretti termini voluti dal potere. Come in tanti altri casi di interventi giudiziari su questioni biomediche. Una emianopsia culturale non in buona fede: che si regge non solo sull’ignoranza, ma sulla mistificazione, e anche sull’azione repressiva di diverse istituzioni, inclusa la stessa magistratura; inclusi corpi armati dello Stato, che costringono in una gabbia di minacciose molestie chi potrebbe attentare ad essa.
Sulle questioni biomediche, azioni della magistratura “non euclidee” come questa sono comuni. Mostrano come si può essere formalmente impeccabili e al tempo stesso manipolativi. Ricordano la geometria proiettiva e le altre geometrie primitive, che comprendono la geometria euclidea come caso particolare, ma consentono di distorcere fino a stravolgerla la rappresentazione della realtà fisica, rilassando la conservazione delle invarianze per alcune proprietà e relazioni, es. tra gli angoli o tra le lunghezze. Osservando l’operato della magistratura in campo biomedico, capisco bene chi ha parlato di “anamorfosi dello Stato di diritto” (S. Palidda) a proposito di altri abusi delle istituzioni. L’anamorfosi fa parte della geometria proiettiva.
Posto che, tralasciando le scoperte della fisica moderna, ai fini pratici si può dire che sul piano umano viviamo in un mondo euclideo, in una società “euclidea”, credo che vi sia un obbligo della magistratura, deontologico e forse costituzionale, ad essere “euclidea” nei suoi atti: ad agire cercando di mappare, e quindi rappresentare, la realtà il più fedelmente possibile, ovvero conservando tutte le relazioni illecite che la compongono. Ciò specialmente quando viene chiamata ad intervenire su alcune nuove realtà sociali che vengono costruite con l’atto di rappresentarle.
Invece in casi come questo la magistratura limita l’invarianza a quelle relazioni che il potere ha interesse vengano perseguite; contribuendo allo stesso tempo nella rappresentazione pubblica all’alterazione delle relazioni illecite che il potere vuole restino nascoste.
Pubblicato in: "Regole", "Politica", Adeguamento della realtà al falso con la violenza, Agenzie morali parassitarie, Agnotologia, Alleanza terapeutica, Animalità razionale, Appoggio della magistratura alla frode medica strutturale, Artifici della magistratura, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Avvicinamento clero e scientismo, Bioetica strumentale, Biopolitica, Buonismo medico, Campagne istituzionali di discredito, Carotismo, Censura del dissenso tecnico, Censura e persecuzione occulte, Censura su questioni bioetiche, Clero e buonismo, Clero e deuteragonismo, Clero e frode medica strutturale, Clero e violenza, Collusione della magistratura col potere, Coltivazione del conformismo, Coltivazione dell'ignoranza, Complesso biomedico-mediatico, Compradora e deuteragonismo, Conflitto d'interessi in medicina, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Crimine dei colletti bianchi, Crimine universitario, Dal secundum quid al simpliciter, Degrado del tessuto sociale e atomizzazione sociale, Depistaggi eziologici, Destra, Deuteragonismo medico, Difesa diritti fondamentali pre-costituzionali, Diritto all'informazione, Discriminazione pazienti anziani, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Dolo in medicina, Emarginati e deboli come fair game, Etica del quantitativo, Etica della conoscenza e del giudizio, Etica post-moderna, Eutanasia, Falsa coscienza e buona fede degli operatori nella frode medica strutturale, Falsi perseguitati e dissenso di comodo, Falso dilemma, Forze di polizia come milizie mercenarie, Frode medica strutturale, Frodi quantitative, Funzione censoria del deuteragonismo, Generalizzazione corretta, Iatrogenesi, Immunità giudiziaria delle forze di polizia, Inadeguatezza del popolo a giudicare problemi complessi, Inautenticità della sinistra, Indebolimento metodologia scientifica, Individuazione responsabilità collettiva non distributiva, Influsso delle oligarchie finanziarie, Istituzionalizzazione del crimine, Istituzioni ibride, L'uomo e la morte, Laicità all'italiana, Libertà di cura, Magistrati e deuteragonismo, Magistratura business friendly e dottrina Pizzillo, Manipolazione ideologica, Medicalizzazione della vita, Mediocrità etica e intellettuale tra gli scienziati, Midcult progressista, Morton's fork e doppio legame, Omertà scientifica, Onore virtù militari e senso del diritto delle forze di polizia, Pansera, Paziente come supporto, Persecuzione di polizia, Persecuzione giudiziaria, Politica e biomedicina, Praticità del teorico, Principio di Mazzarino, Profezia che si autoavvera in medicina, Promesse messianiche di successi scientifici, Relativismo epistemico, Relativismo etico, Responsabilità del pubblico nella frode medica strutturale, Riconoscimento dell'extramediatico, Riguardo della magistratura per la sinistra, Scambio tra carità ed etica, Scientismo, Scienza ad auctoritatem, Scienza e medicina come nuove religioni, Selezione opportunistica dei pazienti, Silenzio osceno, Sineddoche tendenziosa, Sinistra deuteragonista, Sovradiagnosi, Sovratrattamento, Subordinazione sinistra a oligarchie finanziarie, Teatrino laici cattolici su questioni bioetiche, Tecnologia irrazionale pro business, Terzietà della magistratura, Testamento biologico, Uso intimidatorio degli autoveicoli, Uso persecutorio della tecnologia per la sicurezza, Uso retorico dell'ideologia progressista a favore di interessi reazionari in biomedicina, Valore politico del dissenso tecnico, Violenza e medicina, Violenza impunita, Violenza indiretta, Violenza occulta, Violenza politica tramite la polizia | Commenti disabilitati
19 maggio 2009
Blog “Uguale per tutti”
Commento al post “Elio e le storie tese” del 10 mag 2009
Apprezzo anch’io la chiacchierata con Silvio Liotta. A proposito di rigore logico e di semantica; può gentilmente spiegarmi se con l’espressione “questioni di tipo speculativo” [sul cancro] intende “argomenti astratti” o “manovre volte alla ricerca di profitto”?
In attesa della risposta, cerco di precisare meglio cosa intendo per deuteragonismo; un argomento in cerca di autori; un’entità che, qualunque nome si voglia darle, resta negletta. Vedo il deuteragonismo principalmente come un atteggiamento culturale e dello spirito, che origina dalle nostre storiche debolezze culturali; dall’anima gregaria, che è gregaria anche nell’opporsi. Atteggiamento potenziato dalle tecniche di manipolazione dell’opinione pubblica.
Beppe Grillo, per mostrare che l’Italia è il paese dei furbi, ha raccontato che una volta è salito sull’autobus e ha timbrato il biglietto: “tlictlac”. “Il guidatore si è girato di scatto e ha detto: cos’è questo rumore?”. Può darsi che un dissenso non deuteragonista ci faccia un effetto simile, avendo noi interiorizzato una specie di avversione estetica per il dissenso non irreggimentato.
C’è il deuteragonimo dei politici, frutto di una scelta e falso; una recita, nella quale a volta ci si scambiano le parti. C’è anche il deuteragonismo inconsapevole, indotto ma sincero, dei cittadini che vorrebbero che le cose andassero meglio. Naturalmente i due si influenzano a vicenda. Purtroppo il deuteragonismo dal basso è non meno efficace di quello dall’alto nel servire gli interessi del potere, ripetendone gli slogan e facendo da argine ad altre forme di dissenso, non controllabili. Nel mio campo, la medicina, vedo che i progressisti adottano, e propagandano con successo, posizioni apparentemente critiche che in realtà favoriscono gli interessi del potere; sono responsabilità gravi, anche se quasi sempre involontarie, dovute a superficialità, nel caso della protesta popolare; e invece maggiormente consapevoli per chi si pone a capo della protesta popolare, per chi opera come consulente o intellettuale, o siede sui banchi del Parlamento.
Vi è quindi un deuteragonismo degli elettori e uno degli eletti. Un deteragonismo “di lotta” (gladiatorio a parole e in certi gesti ma pacioccone nella sostanza), che è quello che mi interessa di più; e uno “di governo” (che tecnicamente è nella notoriamente compiacente opposizione parlamentare), sul quale sembra si appunti maggiormente la Sua attenzione. Come esempio di deuteragonismo di governo, si può considerare la degenerazione ideologica del socialismo umanitario in campo medico. Tutti sappiamo cosa è accaduto nel nostro paese ai nobili ideali socialisti: “Da Nenni e compagni a Craxi e compagnia” dice il titolo di un libro di Enzo Biagi. Prima del fascismo c’era tra i medici una cospicua componente che aderiva al socialismo umanitario, con una rappresentanza non trascurabile in Parlamento; oggi, al tempo della medicina reaganiana, e dopo il craxismo, medici socialisti come quelli sono impensabili in Parlamento; anche i parlamentari medici che non sono nel centrodestra non si occupano dell’emancipazione dall’ingiustizia, ma aiutano, di sponda, le grandi manovre speculative della medicina; impiegando strumentalmente la retorica di sinistra, come cerco di mostrare nel già citato post sugli “Sos” sui tumori pediatrici, e nella discussione sul testamento biologico (Questionario immaginario ai magistrati sul testamento biologico; Eudamonismo laico e eudamonismo cattolico sul testamento biologico; in preparazione).
Lei parte dal deuteragonismo istituzionale; è vero che sul piano partitico può avvenire che i due deuteragonismi si alleino: che forme di dissenso apparentemente sganciato dal potere vengano tollerate e incoraggiate, anche se sgradite, purché deuteragoniste; equiparate a “correnti”, ricevono visibilità, e raccolgono il malcontento per poter ricondurre all’ovile, il giorno delle elezioni, le pecorelle smarrite, o disgustate. Io, lontano dagli ambienti politici, guardo maggiormente alla dimensione culturale e psicologica del deuteragonismo; alla sua diffusione capillare tra il pubblico e gli intellettuali, e ai conseguenti effetti sul dissenso “grassroot”, nato con Internet; alle “pratiche discorsive” imposte dal potere, che proibiscono alcune forme di dissenso, magari le più semplici e immediate, e ne promuovono altre, più contorte ma funzionali al potere.
Il fattore da Lei evidenziato, la “democrazia bloccata”, deve aver giocato un ruolo importante, nella sostituzione dell’opposizione autentica con forme di deuteragonismo, nell’abituare gli italiani alla “learned impotence” in politica, e a fare loro concepire quindi come unica opposizione possibile quella che costituisce una rispettabile attività ausiliaria del potere. Un condizionamento culturale che si è avvalso anche dell’omicidio esemplare di voci non deuteragoniste. I condizionamenti post-Yalta agivano però su un terreno predisposto; infatti, con qualche aiuto, hanno attecchito bene, e finita la Guerra fredda questa volontà di rivendicare ciò che il padrone vuole si rivendichi ha continuato a crescere nella nostra cultura politica.
Il fattore umano resta il singolo fattore più importante, che precede la posizione nella società o nelle istituzioni e nello schieramento politico: uno statista di quei tempi che aveva tratti di autonomia e indipendenza, nella sua condizione, mi pare fosse il curiale Aldo Moro, il principe dei democristiani; mentre figure come Toni Negri o Adriano Sofri mi paiono oppositori che hanno educato ad un pernicioso deuteragonismo. Yalta e il contrasto al comunismo hanno inciso fortemente, ma sono stati anche un alibi di dimensioni epocali. E sono tuttora utili come giustificazioni.
Moro, che voleva pubblicare su un settimanale un articolo nel quale richiamava al rispetto dell’indipendenza nazionale, con riferimento all’indipendenza dagli USA, e ha compiuto scelte politiche che andavano in questa direzione, è stato tolto di scena. Oggi viene celebrato come una vittima di altri tempi, portatore di una politica troppo compromessa; e “inattuale” (Martinazzoli); infatti non ha lasciato una scuola politica. Dell’eccessiva dipendenza politica e culturale dagli USA oggi parlano solo frange assenti dal dibattito mainstream, o vecchi signori nostalgici in odore di demenza senile.
Sofri e Negri sono invece tuttora à la page tra i dissidenti “duri e puri”; la conoscenza delle loro gravi responsabilità e delle pesanti condanne giudiziarie non ha interrotto la fiducia per loro come intellettuali. Ai giorni nostri queste due icone della lotta al capitalismo, ex promotori del terrorismo, pubblicano su case editrici come, rispettivamente, la University of Chicago Press, o la Harvard University Press; e continuano a diffondere i loro insegnamenti e a venire ascoltati da coloro che dicono di volersi opporre al sistema. Una caratteristica che contraddistingue i deuteragonisti professionisti è la loro galleggiabilità.
Pubblicato in: "Antipolitica", "Non si può generalizzare", Abolizione dell'opposizione reale, Avversione della sinistra deuteragonista per l'opposizione autentica, Borghesia compradora, Carattere nazionale e radici storiche del malcostume, Cattivi maestri, Compradora e deuteragonismo, Continuità tra destra e sinistra, Continuità tra destra e sinistra in campo sanitario, Destra, Deuteragonismo medico, Deuteragonismo nei blogs, Disinformazione e soppressione informazione biomedica al pubblico, Disordine pilotato, Fictio democratica, Funzione censoria del deuteragonismo, Gattopardismo, Guerra fredda come alibi, Guerra fredda e deuteragonismo, Libertà dalla bugia, Manipolazione ideologica, Midcult progressista, Opposizione deuteragonista, Partecipazione della Sinistra deuteragonista al doppio Stato, Resistenza civile, Responsabilità e colpe del popolo, Riconoscimento delle divisioni e divisione come valore, Scambio ruoli progressisti e conservatori, Selezione avversa classe dirigente, Sinistra compradora, Sinistra deuteragonista, Sussiego della sinistra, Teatrino laici cattolici su questioni bioetiche, Terrorismo come deuteragonismo, Tipi antropologici proibiti | Commenti disabilitati
11 maggio 2009
Blog “Uguale per tutti”
Commento al post “Elio e le storie tese” del 10 mag 2009
Gentile dr Lima, quanto Lei scrive critica ciò che avevo scritto nel Suo blog il giorno prima sullo stesso argomento, sotto un altro post (I 18 anni di Noemi e la sanità integrativa): mi permetta di dissentire amichevolmente, e poi di andare oltre a quanto da Lei affermato, e, senza più alcun riferimento a Lei, trattare il tema, che mi pare davvero fondamentale, da un punto di vista generale.
Non condivido neppure le posizioni di Mauro C., che nel congratularsi con Lei per le Sue posizioni, contrappone il Suo dubbio alla certezza degli imbecilli. Ammiratore di Cartesio, il filosofo del dubbio metodico e, non meno importante, della molteplicità del reale, a Mauro C. dico che col dubbio bisogna convivere, ma in certi casi, per esempio per le notizie scandalose e anomale di Novella 2000, è più equilibrato che il dubbio assuma la forma di un ragionevole scetticismo. L’appello al dubbio unito all’accusa di dogmatismo (o di imbecillità) è tipico degli ufologi.
Se anche, come Lei sostiene, la relazione di Berlusconi con Noemi e il suo annunciato divorzio non fossero vicende private, credo che ciò nonostante sarebbe preferibile astenersi dal discuterle.
Non credo che un politico esperto come Bill Clinton non abbia preso precauzioni per prevenire la possibilità che una ragazzina potesse ricattarlo; ma se dopo avere scalato la massima cima della politica mondiale avesse commesso tale errore da principiante, e se la ragazzina fosse stata tanto matta da tentare realmente di ricattarlo, un’agenzia apposita che protegge i presidenti USA, il “Secret Service” (non è la CIA), avrebbe provveduto a disinnescare il problema. Se il presidente degli Stati Uniti avesse dovuto fronteggiare un ipotetico ricatto di un’amante, a lui e alla nazione non sarebbe accaduto proprio nulla; così come non è accaduto nulla quando Clinton ha detto che gli USA non c’entrano con la strage di Ustica. Roma locuta. A J.F. Kennedy dovettero sparare; non lo estromisero rivelando il suo maniacale “womanizing”, o facendolo cadere in qualche scandalo sessuale.
Parimenti, non credo che quanto Lei ipotizza sia verosimile: che la famiglia di un usciere sia in grado di ricattare uno degli uomini più ricchi, un piduista, presidente del consiglio, di pochi scrupoli, etc. La famiglia Letizia sembra piuttosto al totale servizio di Berlusconi, come tanti.
Quello che a me pare del tutto anomalo è che la notizia del fattaccio provenga dai media del colpevole, dalla famiglia del colpevole, dalle esibizioni del colpevole. Questa singolare situazione, nella quale la fonte e i responsabili dello scandalo coincidono, o sono vicini, è frequente; nonostante ciò, o forse per questo, i commentatori non sembra ci facciano molto caso; e non vedono analogie con le attricette che protestano perché fotografate in effusioni dopo che il fotografo l’hanno chiamato loro. Capisco il dubbio sistematico, che non deve mai essere azzerato; ma “certa evidenza circostanziale è molto forte, come quando trovi una trota nel latte” (Thoureau; si riferiva alla pratica dei lattai di annacquare il latte).
Occorre proteggere le minori da Berlusconi ? Fino a quando una fonte degna di ascolto, come la magistratura, non ci documentasse ciò, resto dell’idea che sia svantaggioso accettare di scendere in questo gioco di specchi con un fregoli come Berlusconi, quando gli si possono muovere contestazioni più fondate e sostanziose. Non si può essere ignari e fiduciosi come bambini su temi come la sanità integrativa e amletici su “Verissimo”.
E’ vero che l’argomento avrebbe risvolti politici degni di attenzione, es. la nostra immagine internazionale; ma allora il tema dovrebbe essere “Perché ci facciamo sputtanare all’estero da questo istrione ?”; invece così si continua a permettere che Berlusconi detti gli argomenti da contestargli. Mentre c’è solo l’imbarazzo della scelta per contestargli altre cose, politicamente molto più rilevanti.
Credo che questa sia stata un’occasione perduta. Al tempo della serie del presidente manager, operaio, intellettuale, buon padre di famiglia, capobanda, etc. a Roma c’era un grande manifesto con Berlusconi e la scritta “Per un presidente contadino”. Qualcuno con la bomboletta di vernice aveva aggiunto “Allora va a zappà la terra”. Cosa sarebbe accaduto alla credibilità di Berlusconi se la reazione all’agghiacciante rivelazione di Berlusconi-vecchio-satiro, degna del miglior Beautiful, fosse stata uno sbadiglio; seguito da una discussione a occhi aperti su cosa sta facendo per la crisi economica, l’occupazione, i giovani, la giustizia, l’equità sociale, la sanità, l’ambiente, i servizi al cittadino.
Penso che quanto avvenuto sia espressione di un problema endemico, che chiamo di “deuteragonismo”. E penso che questo sia un problema cruciale, pari a quello della DC, del craxismo, e oggi del berlusconismo; ma non riconosciuto, o largamente sottovalutato. Col deuteragonismo anziché fare un’opposizione vera, un’opposizione antagonista, che sceglie lei cosa contestare e come, si fa da secondo a chi è al potere, accettando di ribattere, in termini prevedibili, ai temi che vengono scelti da chi comanda; e di trascurare i temi che devono restare fuori dal dibattito, e quindi devono sembrare inesistenti.
Il deuteragonista fa l’opposizione che il potere vuole che si faccia; assicura così la fictio democratica; fa da spalla, da contraltare, per dialoghi che devono avere una conclusione predefinita; e allo stesso tempo è parte integrante di quella forma di controllo detta “agenda setting”. Ha inoltre l’importante funzione di inibire forme di opposizione non gradite, prendendone il posto e combattendole, come dirò.
Invece di correre platealmente in soccorso al vincitore, si può fargli l’opposizione che lui desidera, per ottenerne la benevolenza e ricompense. Penso che la posizione del deuteragonista sia per molti una vocazione, connaturata a tratti caratteriali, e a tratti culturali nazionali, che viene abbracciata con convinzione e sincerità. Guardando a certi casi, come quello dell’attuale opposizione dei DS, penso che per molti sia anche un mestiere. Comodo, ben retribuito e di un certo prestigio.
Antagonista non vuol dire estremista, e deuteragonista non vuol dire blando. Antagonista può voler dire: “abbiamo capito, Berlusconi ci tiene a far sapere che alla sua età va ancora a donne; mah; cosa vuol fare sulla sanità integrativa ?”. D’altro canto, il terrorismo, che ha fatto così comodo al potere, potrebbe essere guardato anche come una forma di deuteragonismo, inconsapevole (ma non sempre). Forse Pasolini si riferiva a ciò quando scrisse “essi credono di spezzare il cerchio e non fanno altro che rinsaldarlo”. Il magistrato Giovanni Tamburino ha scritto, considerando il ruolo dei servizi nel terrorismo, una pagina illuminate su questa tecnica del potere, che “A livello di maggior sofisticazione costruisce la propria opposizione” (In: G. De Lutiis, Il golpe di Via Fani, 2007. Pag 19). Solgenitsin, reduce dal gulag, ha scritto che il regime sovietico favoriva critiche su fatti circoscritti, purché non venisse messo in dubbio il sistema.
Certamente non tutte, ma alcune delle numerose “persecuzioni” o minacce ufficiali, tanto clamorose ed esagerate quanto senza conseguenze, sembrano fatte per creare dei curricola credibili di dissidente per il lancio di deuteragonisti di riferimento. Mentre per chi dev’essere veramente censurato si cerca di lasciare meno tracce possibile. Così ci sono dei “censurati” che tengono banco, mentre altre persone scompaiono dalla loro attività apparentemente senza motivo, senza grandi disturbi. Forze di polizia e magistrati che si occupano di queste manipolazioni a volte operano come dei truccatori, che dipingono sul viso di coloro che devono avere le credenziali di perseguitato i segni delle percosse; per quelli che vanno zittiti davvero ma non si deve sapere, sono come sbirri che picchiano coi sacchetti di sabbia.
E’ una forma cronicizzata e irredimibile di subalternità l’opporsi a chi comanda nei termini da lui dettati. Mettersi contro in maniera autonoma e netta, impermeabile ai condizionamenti del potere, facendo il punto della nostra posizione non sull’avversario, ma rispetto ai problemi reali sul tappeto e ai princìpi fermi nei quali crediamo, non è ciò che sappiamo fare meglio. Forse per questo sia il potere, sia i sudditi, fanno presto a tacciare di eversione, di terrorismo, di anarchia o almeno di eccessivo spirito libertario o eccentricità chi non si attiene al canovaccio del dissenso scritto dal potere.
Eppure una delle regole base dell’autodifesa è di non farsi dettare la difesa dall’assalitore: se ti afferra alla gola, consigliano i manuali, non cercare di togliergli le mani, come viene istintivo fare, ma colpirlo a nostra volta nella maniera più dolorosa in qualche parte del suo corpo per fargli mollare la presa.
In questo modo invece l’opposizione acconsente a comportarsi come il protagonista prevede si comporterà; il potere può così ad esempio sollevare ad arte degli scandali, volendo ottenere una certa modifica nell’opinione pubblica. Come le vergognose manovre sui clandestini (Animalità razionale): credo che per gli immigrati alla fine tutto andrà come vuole il Vaticano, al quale entrambi i contendenti fanno riferimento. Né più, né meno. Mi pare che questa tecnica, di suscitare una convinzione sostenendo la tesi contraria in forme rozze e deboli, fosse chiamata “ductus subtilis” dagli antichi rètori.
Un’altra tecnica di convincimento consiste nel partire alto per poi fingere di fare concessioni. Va bene, non candido una fila di ballerine. Hai vinto. Ti candido una squadra di anonimi yes men forchettoni. O la variante “bad cop, good cop”: non votate quel maiale; votate noi, (che gli abbiamo “portato l’acqua con le orecchie” (Guzzanti)); e vi daremo un berlusconismo serio, e con lo sconto.
Si ha l’impressione che di scandalo in scandalo, di meraviglia in meraviglia, di angoscia in angoscia, si trovi il modo di non parlare mai delle questioni di routine che riguardano i cittadini comuni e la loro vita quotidiana, o di parlarne il meno possibile, come di un argomento tra i tanti. I temi discussi, inclusi i temi del dissenso, ormai formano un reality continuo, tanto accattivante quanto vuoto. Richiamare alla realtà è sconveniente come per uno spettatore irrompere sul palcoscenico durante la recita.
L’opposizione parlamentare è arrivata al punto di necessitare di storie squallide come questa di Berlusconi e la diciottenne per darsi un tono. Il centrosinistra non solo pratica il deuteragonismo, come è suo diritto, ma è nemico acerrimo di coloro che sono su posizioni magari “artigianali”, ma comunque antagoniste, ovvero di opposizione genuina, senza inciuci, senza contropartite sottobanco.
L’opposizione antagonista mostra, per comparazione involontaria, o per denuncia diretta, la non autenticità del deuteragonismo del centrosinistra; inclusa in molti casi la non autenticità personale. Viene così contrastata dal centrosinistra, che dovrebbe essere un alleato, non meno che dal centrodestra. Ed è odiata più dal centrosinistra, per il quale potrebbe essere motivo di imbarazzo o di vergogna anche personali, che dai poteri reazionari, che sanno di poterla schiacciare, e coi quali il contrasto è aperto e dichiarato. In questo modo il centrosinistra va a costituire una cintura protettiva per il centrodestra, che è un compito primario del deuteragonismo. Sembra che ciò risalga ad un’antica tradizione, anche se sta prendendo forme caricaturali negli ultimi anni.
Il risultato è che l’opposizione in Italia è libera di scorrere, ma incanalata in argini di calcestruzzo. Il convento passa periodicamente dei temi, dei disegnini da colorare, ma guai a variazioni o a proposte alternative. Basta deviare di poco, basta voltare la testa davanti al pastone quotidiano, che subito i pennini del sensibilissimo sismografo di qualche professionista del dissenso rilevano il tremito di un presuntuoso, un imbecille, che si permette di criticare la velina del regime su quale infamia il regime stesso ha commesso questa settimana. Su certi blog si può ottenere di farlo bannare; su altri, gli si può fare la guerra. Il disturbatore viene sistemato, e l’opposizione, così depurata, prosegue il suo corso serena, con il vigore tipico delle popolazioni “inbred”, quelle dove gli incroci avvengono ripetutamente all’interno dello stesso ceppo.
Contemporaneamente allo scandalo su Berlusconi ordinato da Berlusconi, e al libro bianco sulla sanità integrativa, c’è stata in questi giorni la stretta di mano tra Licia Pinelli e Gemma Calabresi. Anche a me questo incontro è parso bello, sul piano umano. Si dovrebbe però avere il coraggio di parlare anche di cose come la lista degli 800 che firmarono contro Calabresi, esempio storico delle terribili insidie del dissenso conformista. Questo argomento invece è di cattivo gusto, è da astiosi; espone quei meccanismi strutturali che permettono che, mentre le parti si riconciliano per fatti di 40 anni fa, commettano insieme azioni impresentabili proprie del “doppio Stato”, delle quali si parlerà forse tra 40 anni. La lista è stata rimossa dalla memoria; ed è anche difficile trovarla. Su internet ho trovato solo una lista parziale. In quella lista c’erano pecoroni, opportunisti e cattivi maestri, ma anche persone oneste, e maestri autentici come Bobbio e Pasolini. Mi sono chiesto se non avrei firmato anch’io, e torno su questa domanda ogni volta che si parla di Pinelli e Calabresi. E’ un esercizio che mi permetto di consigliare a tutti i commentatori.
Il potere non è solo più forte di noi; io credo che, nella sua perfidia, sia più furbo, di me e di molti altri. Se non possiamo impedirgli direttamente di fare ciò che vuole, possiamo però rifiutare di pensare come lui vuole che pensiamo. E questa libertà, se l’abbiamo raggiunta, non ce la dovremmo fare togliere. Né dal Berlusconi di turno, né dai suoi volenterosi oppositori certificati.
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19 gennaio 2008
Forum www.marcotravaglio.it
Post del 19 gen 2008
sito chiuso
Lo scritto che segue era stato postato su “Altravicenza” il 19 dicembre 2007. Essendoci difficoltà nel forum registrato dei No Dal Molin (spam, azzeramenti, pop-up sul link), cerco asilo qui, negli stessi giorni in cui rimbombano le grida per la censura antidemocratica che il Papa sta subendo per finta, e che chi comanda in Italia applica silenziosamente per davvero. Il post sostiene che vi è un uso strumentale e ipocrita dell’opposizione alla pena di morte da parte dei politici, e considera una singolare affermazione del catechismo ufficiale della Chiesa cattolica a riguardo dell’omicidio (Catechismo della chiesa cattolica. Compendio, Libreria editrice vaticana, 2005. Introduzione di Joseph Card. Ratzinger. n. 470. Che cosa proibisce il quinto Comandamento ?).
No Dal Molin – Contro la pena di morte o contro l’omicidio ?
Inviato: Mer dic 19, 2007 5:08 pm
C’è contraddizione tra il sì alle guerre degli USA, il sì alle loro basi militari, e la richiesta di moratoria della pena di morte? C’è contraddizione tra l’andare a bombardare civili nella regione europea della Bosnia, mentre l’ONU sta a guardare, e l’esortare i paesi del mondo ad abolire la pena di morte nei loro ordinamenti? Qual è il fattore comune che sottende le due posizioni? L’arte del possibile, che è l’essenza della politica? O il meccanismo psicologico della scissione tipico delle personalità narcisistiche, una caratteriopatia frequente tra i potenti ? Ci sono elementi che indicano che non c’è contraddizione, ma costanza di comportamento, tra il Napolitano e il D’Alema yes men a Washington sulla base militare USA la settimana scorsa, e quelli che oggi vengono celebrati come apostoli della non violenza.
L’astensione dalla pena di morte è spesso accompagnata da vistose contraddizioni. Un grande pacifista, oltre che grande scrittore, Tolstoj, racconta (in “Hadji Murat”) della pena che lo zar doveva infliggere ad uno studente di medicina che in una crisi di nervi aveva aggredito con una penna un suo professore, producendogli ferite lievi. Per sua sfortuna lo studente era un cattolico proveniente dalla Polonia, l’equivalente, per lo zar, di uno “Stato canaglia”. Lo zar scrive che lo studente meriterebbe la pena di morte, che in Russia “grazie a Dio” non c’ è. E aggiunge che non sarà lui ad introdurla. Decreta che lo si faccia correre per 12 volte tra due file di 1000 soldati armati di verghe. Lo zar Nicola, spiega Tolstoj, sapeva che quella pena significava una morte non solo certa e dolorosa, ma anche eccessivamente crudele. “Ma gli piaceva essere implacabilmente crudele, e gli piaceva anche pensare che non c’ era pena capitale in Russia”.
Contro la pretesa di uccidere legalmente si sono esercitate forme di ipocrisia più sottili. Un libro famoso, “Sorvegliare e punire” di Foucault, descrive la strana parabola discendente del controllo tramite la forza. Nei secoli si è passati dallo “splendore dei supplizi”, che erano spettacoli pubblici, offerti come divertimenti, a forme di controllo sempre più discrete, sottili ed efficaci, fino all’attuale “biopolitica”: il controllo della persona tramite il controllo sul corpo. Pena e controllore devono diventare invisibili, affinché il potere permei la società in forme impalpabili e impersonali. Secondo Foucault, le spinte a ridurre la pena di morte per ragioni umanitarie sono quindi state accolte strumentalmente, per affinare il controllo. Cesare Beccaria, uno dei primi teorici della umanizzazione delle pene, proponeva di sostituire la pena di morte con la schiavitù perpetua, scrive Foucault. Questo non è un gran progresso, a meno che non si ritenga che vivere in ginocchio fino alla morte sia un grande progresso rispetto al morire prematuramente; ma l’evoluzione del potere nel mondo occidentale sta andando verso la razionalità illuminista del nonno di Alessandro Manzoni. Oggi in effetti nella nostra società il potere mira al controllo delle anime, coi media e gli altri strumenti di persuasione; al controllo dei corpi, al controllo economico e tecnologico, etc. Non più attimi di terrore, ma un ergastolo senza sbarre. E ci sono molti modi incruenti di sopprimere gli indesiderati.
Il potere non sta diventando “piu’ buono”, ma solo piu’ accorto nel dosare la violenza. La sua contrarietà alla pena di morte non solo è strumentale; è anche parziale. No al boia, ma sì agli stermini della guerra, che creano un numero di vittime maggiore di molti ordini di grandezza a quello delle esecuzioni. Le azioni formalmente legali che, sulla base di qualche ridicola scusa pseudogiuridica com’è avvenuto in Iraq, partiranno da Vicenza e daranno la morte senza processo a moltitudini di civili, non toccano le corde umanitarie dei nostri politici. Primi della classe nel seguire Bush nelle sue guerre, e primi della classe nell’indicare agli altri la via dei diritti umani. Con la differenza che le bombe di Bush sono concrete e vengono usate, mentre quella dell’ ONU è una dichiarazione di principio. Un altro ovvio squilibrio è che le condanne a morte sono forme esecrabili di punizione di responsabili di reati, mentre le uccisioni di civili sono massacri di innocenti. Le esecuzioni capitali non cesseranno, e se si ridurranno sarà a causa del processo storico descritto da Foucault, di sostituzione del boia con lo schiavista di Beccaria, in ossequio alle necessità del capitalismo. Nel regno delle vetrine scintillanti, delle promesse di benessere e sicurezza, la violenza ufficializzata può allontanare alcuni clienti. Si preferisce sostituirla con forme subdole, riservando le sue forme classiche e orripilanti a paesi lontani. E’ probabile che la tendenza ideologica descritta da Foucault si estenderà ulteriormente con l’avanzare della globalizzazione. Forse riguarderà anche la terra dove la violenza è una specialità locale quanto la torta di mele. Anche senza l’impegno gandhiano di D’Alema e compagni.
I nostri politici concorrono nell’innalzare materialmente strumenti di morte come la nuova base USA a Vicenza, e, sul piano ideologico, nell’ottimizzare la violenza del potere adattandola a tempi e situazioni. La discordanza è dunque più apparente che reale. Gli stessi politici interpretano simultaneamente il ruolo di Creonte e quello di Antigone. Rappresentare personaggi moralmente opposti nello stesso film era una delle bravure di Totò: Il monaco di Monza, Totò diabolicus, eccetera. In entrambi i casi, i politici furbescamente si allineano, e corrono in soccorso al vincitore. Sia come sostenitori dei cannoni al posto dei fiori a Vicenza, sia come promotori del processo secolare di dematerializzazione della violenza del potere nel mondo occidentale. Mentre la prima posizione appare negativa, con la seconda fanno bella figura. Un’ottima occasione di rifacimento dell’immagine per chi come l’ONU ha diversi peccati di omissione da fare dimenticare, o per chi in Italia, inanellando vergogne su vergogne, ha un urgente bisogno di “dire qualcosa di sinistra”. In questo senso è vero che i politici italiani, con la loro iniziativa sulla pena di morte, stanno dando al mondo una lezione. Una lezione di paraculaggine buonista. Coi punti guadagnati chiedendo di risparmiare la vita a qualche scellerato, a qualche poveraccio, a qualcuno come noi, potranno lavorare in santa pace su grande scala. E anche noi ci sentiamo tutti più buoni, partecipi di quella che sta venendo celebrata come una grande vittoria, ed esentati pertanto da ulteriori sforzi verso la non violenza.
Allontanandoci dai fasti dei nostri politici, esaminiamo il cuore del problema: la differenza tra la contrarietà alla pena di morte e la contrarietà alla violenza dello Stato è radicale. La prima posizione è arbitraria, e fortemente indebolita e distorta, essendo ritagliata attorno ad un’opportunità politica, attorno alle attuali tecniche di potere. La seconda è la naturale conseguenza dell’opposizione all’omicidio tout court, a tutte le forme di offesa al corpo, unita alla concezione dello Stato come strumento di civiltà. Include ovviamente le esecuzioni capitali, ma anche altre forme di omicidio e violenza da parte dello Stato e del potere in generale; e prevede che ogni sua limitazione o eccezione, come la legittima difesa, debba essere ampiamente giustificata prima di poter essere accettata. Invece si tende a credere che l’opposizione a quella singolare forma di assassinio che sono le esecuzioni capitali equivalga alla lotta alla violenza legalizzata. Lo spettro della violenza del potere è molto più ampio, e può paradossalmente trarre efficacia dal restringersi con la cessazione delle esecuzioni capitali per assumere forme coperte o che non sono percepite nella loro gravità. Se si ferma il boia e si fanno partire i bombardamenti di civili, si tratta l’umanità come lo zar trattò lo studente polacco. Paradossalmente, con la loro ipocrisia i nostri politici offrono un argomento forte, di tipo empirico, contro la pena di morte: al di là degli argomenti teorici, come può essere etica la condanna a morte di un essere umano quando nella pratica l’apparato che l’emette ha le mani macchiate di sangue innocente ?
Sentiamo una voce autorevole: il Quinto comandamento. Non uccidere. La civiltà in due parole. Il miglior articolo di legge mai scritto. L’attuale catechismo della Chiesa cattolica precisa però che il comandamento riguarda “l’omicidio diretto e volontario”. Quindi lo zar, Napolitano e D’Alema hanno un appiglio, se per ipotesi fossero accusati di non aver rispettato il Quinto comandamento. Allo stesso modo possono ritenersi innocenti rispetto al Quinto comandamento, appellandosi al catechismo ufficiale, i responsabili delle morti sul lavoro dovute alla precedenza data al profitto rispetto alla sicurezza; dei morti per inquinamento o per adulterazioni alimentari legati al profitto; dei morti per le distorsioni commerciali della medicina; i responsabili delle azioni ed omissioni che rendono possibili le guerre di conquista. Nel complesso mondo odierno, le responsabilità sono spesso indirette, distribuite e sfumate. Eliminando solo la pena di morte si toglie solo lo splendore dei supplizi, ma si continua a suppliziare senza essere visti. Il Comandamento delle Tavole dice “Non uccidere”. I distinguo come questi sono le aggiunte a penna di chi ha interesse ad affievolire ed eludere la legge che sta sopra di noi.
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La prima liberta’ e’ la liberta’ dalla bugia.
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16 maggio 2007
Forum www. altravicenza.it
Post del 16 mag 2007
cancellato con l’azzeramento del forum
Per fortuna noi Italiani siamo vaccinati contro la retorica nazionalista; sembra però che cadiamo nell’eccesso opposto. Nella lista dei siti amici di AltraVicenza.it, è davvero amico il sito – leccato come se fosse stato disegnato da professionisti – “nodoaltricolore” che spiega dettagliatamente come protestare facendo un nodo alla bandiera italiana? Se, grazie ad una massa di rivenduti, viene lesa la nostra sovranità nazionale, volgere la protesta proprio sul simbolo che la rappresenta è un buon consiglio? “Right or wrong is my country” dicono gli anglosassoni. Noi invece sembriamo ansiosi di tornare a dissolverci in “un volgo disperso che nome non ha”. Sfigurare la propria bandiera perché si sta subendo un torto che favorisce una bandiera altrui ricorda quel marito che si evirò per fare un dispetto alla moglie. Questo gesto autolesionistico e vacuo dell’annodare la bandiera non rientra tra le forme di protesta simbolica creative e originali; e nemmeno tra quelle radicali e impegnative, come la restituzione del documento elettorale, un segnale che invece avrebbe una sua concretezza e colpirebbe i responsabili, mostrando il loro distacco dal popolo che li legittima, e il distacco dai loro doveri. E poi, che fare nelle uniche occasioni nelle quali c’è un tripudio di tricolori, le partite di calcio: sciogliere il nodo o lasciarlo? In entrambi i casi sarebbe ridicolo.
La bandiera nazionale del resto da noi è già fin troppo maltrattata. I campanilismi e la fondata diffidenza popolare verso il governo centrale si sono incontrati con gli interessi della classe dirigente. Per la Chiesa il tricolore rappresenta un potere che storicamente l’ha spodestata dal dominio temporale, e che ora deve restare subalterno. A sinistra fino a ieri la bandiera rossa era sovrapposta a quella italiana nel simbolo del maggior partito. Dicono di amare la bandiera i fascisti, e le forze di polizia dello Stato; che, da Portella della Ginestra a Calipari, hanno mostrato di onorare contemporaneamente due diverse bandiere nazionali, l’altra essendo quella USA: il che è peggio che non onorarne nessuna, soprattutto per degli uomini d’arme.
La recente proposta dell’austera intellighenzia di Sinistra di rivolgerci, a nostra scelta, ad un senatore della Louisiana o ad un deputato dell’Alaska per scongiurare la base militare a Vicenza può indurre alcuni a ritenere che a questo punto forse la cosa migliore è premere per farci annettere agli Stati Uniti a pieno titolo, piuttosto che restare colonia; in questo caso diverremmo “la cinquantunesima stella”. Come città statunitense a tutti gli effetti, a Vicenza verrebbe risparmiata la base, anche se solo per motivi urbanistici. Oppure c’è la secessione, e anche in questo caso niente base: gli americani non oserebbero posare un mattone in una città dove sventola feroce il leone di San Marco. Se non si riesce a tirare questo bidone agli USA, se non si crede davvero che le autonomie di cartapesta dei vari leghismi e localismi ci salveranno dai dinosauri della globalizzazione, e se si pensa di non voler proseguire sulla linea della ruffianeria che ha finora regolato i rapporti con gli USA, allora occorre recuperare il tricolore, e portalo integro alle manifestazioni; non come simbolo di patriottismo o grandeur, di partiti vecchi o nuovi o altri movimenti di parte, del governo o degli interessi delle forze armate, ma come simbolo di una nazione, cioè una grande comunità, pacifica e solidale con le altre ma definita e cara a sé stessa.
Rispettare il tricolore non è questione di vilipendio, ma di preservare l’identità nazionale quando andrebbe irrobustita e messa a frutto. In un’Italia libera, gli uffici preposti alla sicurezza farebbero luce sulle finalità di questa singolare insistenza a esporre una bandiera che sembra come deturpata da una cicatrice; ma nell’Italia reale è il tricolore, come la Costituzione, che fa parte della “normalità eversiva”. Credo che la Digos temerebbe più una marea di tricolori che i soliti quattro gatti che inneggiano alle nuove BR. Il dimostrante chic non porta la bandiera verde bianca e rossa, o come minimo la modifica o l’abbina a qualche altra bandiera. Alle colorate manifestazioni come quella del 17 febbraio scorso – dove c’erano Italiani da tutta Italia – osano portarla, senza alterazioni o connotazioni aggiuntive, solo pochi, che di conseguenza possono apparire come persone semplici o eccentriche. Credo che dovremmo riappacificarci col tricolore italiano, riappropriarcene, ed esibirlo in massa senza complessi. Si potrebbe addirittura pensare di fare della nostra bandiera la nostra bandiera.
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13 maggio 2007
Forum www.altravicenza.it
Post del 13 mag 2007
cancellato con l’azzeramento del forum
“Quando il doge di Venezia presentava al popolo il nuovo Magistrato delle Acque, cioè colui che doveva sovrintendere alla costruzione e alla conservazione delle opere idrauliche necessarie alla vita di una città come Venezia, “in aquis fundata”, pronunciava la formula: “Pesélo, paghélo, impichélo”. Cioè, valutatelo e se va bene stipendiatelo, ma se mancherà al suo ufficio, impiccatelo.
Ecco perché, venuta meno qualche buona norma, Venezia sta andando in rovina.”
(Piero Chiara, 1971)
La Repubblica veneta, formalmente democratica ma retta da un’oligarchia, aveva chiara l’importanza del controllo popolare: il potere stesso esortava i cittadini ad esercitare questo diritto-dovere senza mezze misure. Trasponendo l’antica espressione ai nostri giorni, si può dire che i cittadini hanno l’obbligo di valutare bene la qualità dei loro governanti; ai quali devono pagare il tributo di rispetto e obbedienza, se sono all’altezza dei loro incarichi. Ma se i governanti tradiscono la fiducia su temi gravi, basilari per la sicurezza e il benessere, i cittadini devono eliminarli nella maniera più netta ed energica dal ruolo di governo, certo non con mezzi cruenti, ma con il ripudio morale e non votandoli. In una vera democrazia, essere elettore è già un incarico importante: comporta l’ufficio di pesare le magistrature elettive, accettarle, o destituirle del consenso. La democrazia, forma di governo innaturale e sofisticata, non è un “volemose bene” o la libertà di mugugnare per essere stati fatti fessi dopo che si è votato. La diffidenza e’ un mezzo di difesa della democrazia che accomuna tutte le persone sensate, ha scritto Demostene, un politico che amò profondamente la democrazia e difese strenuamente la libertà della sua città.
Prima della decadenza, Venezia riuscì a mantenersi sovrana nei secoli tra stati molto più grandi (non sovrana rispetto agli zingari, come piace ai duri di paese del “padroni a casa nostra”; che servono gli interessi della globalizzazione, ai quali occorre un’Italia ancora più divisa e debole). Vi riuscì anche grazie ad un assetto istituzionale provvisto di meccanismi solidi ed efficienti di controllo e bilanciamento; l’antica Repubblica veneta e’ stata considerata un modello dagli USA, che disprezzano la nostra attuale condizione. Sotto i dogi i cittadini minacciavano gli amministratori di impiccagione, cioè di lussazione delle vertebre cervicali, se non avessero tenuto in piedi la città. Sotto i Prodi e gli Hullweck sono i cittadini che vengono scansati dalla loro città come ometti senza spina dorsale per fare posto ad un esercito straniero. Vicissitudini storiche della colonna vertebrale in Veneto.
Forse è ora di tornare all’antico. “Impichélo” è la parola giusta, non perché si debba torcere un capello ad alcuno, ma perché si deve dare uno strattone, si deve compiere una scelta brusca, netta e senza complimenti contro quelle persone e quei gruppi che si siano dimostrati incapaci o corrotti; superando la riverenza naturale per l’autorità, e quella indotta dall’ideologia. Ci vogliono chierichetti dei loro riti, oppure ribelli ciechi e violenti, ma non cittadini responsabili che controllano chi li controlla; riprendiamo invece questo ruolo. Uno strattone interiore, riconoscendo che non si perde nulla ma si guadagna, per lo meno in dignità; rifiutando di farci imbrogliare, di onorare appartenenze ormai svuotate, di seguire le voci suadenti che fanno vibrare come nuovi i nostri sentimenti e speranze di libertà, giustizia, pace che poi calpesteranno. Non riusciremo ad affrontare le falsità della politica se prima non “giustizieremo” le nostre contraddizioni interne. Sono le nostre stesse contraddizioni che dobbiamo impiccare. Lotte come questa contro la base militare, che portano a dover verificare le proprie forze e le proprie debolezze, possono fare crescere.
Con il nuovo insediamento USA, anche Vicenza avrà la sua acqua alta. Un’acqua alta perenne. La seconda caserma menoma la città, e contribuisce al declino dell’intera nazione. Tutti gli Italiani dovranno pagare in denaro e in degrado, sociale, ambientale e urbanistico, per una base che frutterà a noi e alle generazioni che ci seguiranno come minimo la maledizione di lontane popolazioni civili quando, non avendoci fatto nulla, subiranno operazioni di macelleria partite da qui. Questo di Vicenza è un momento della verità che permette di pesare la qualità dei nostri governanti, di valutare quanto curano le fondamenta della città e quanto invece i loro interessi.
Quanto pesano i politici del liberismo, che cavalcano l’idea furba che contano solo i soldi, e che i valori non sono una protezione, ma una zavorra che può essere proficuamente sostituita da una nuvola di chiacchiere, moine e pagliacciate. Per loro la libertà è la libertà di fregare il prossimo, inclusi i propri elettori. Quanto pesano i clericali, emissari di un potere che per secoli si è accordato con potenze straniere per il controllo dell’Italia, e ha ripreso a farlo con gli USA dopo la II Guerra mondiale. Non sorprende che dai pulpiti più alti i preti, mentre scandalizzano lanciando sassi sull’adultera, per unioni civili e aborto (accomunati rispettivamente a pedofilia e terrorismo), lanciano anche silenzi che sono pietre, ma passano inosservati, sullo sbancamento di Vicenza e la conseguente orgia oscena di violenza della guerra di aggressione. Quanto pesano i politici del centrosinistra, che ci impartiscono sia lezioni di buonismo sul dovere di stringerci per coabitare con genti di lingua ed etnia estranee, chiamando razzismo la fisiologica reazione di rigetto culturale; sia lezioni di alta politica sul dovere di stringerci per dare spazio alle basi con le quali massacrare nella loro terra popolazioni extracomunitarie che vanno tenute sotto un tallone di ferro. Quanto pesano questi bramini del centrosinistra, una casta che disprezza come nessun’ altra il popolo che amministra con consumato mestiere per conto dei poteri forti ai quali si è consegnata. Quando pesano i politici con l’etichetta “sinistra radicale”, che parlano come Don Chisciotte e agiscono come Sancho Panza, specializzati nell’ammansire l’indignazione popolare e riportarla all’ovile simulando un’opposizione.
Se, nel ristretto spettro parlamentare, nessun gruppo raggiunge il peso minimo, abbiamo il diritto democratico di non votare nessuno. Dobbiamo chiederci se non ne abbiamo anche il dovere. Il dovere di porre un limite all’appropriazione delle istituzioni, invece di continuare ad assecondarla. Le istituzioni democratiche vanno difese anche dagli abusi di chi le occupa. Le elezioni non sono una bancarella di beneficenza a favore di bambini poveri, dove comunque qualcosa dobbiamo comprare, anche se tutta la merce è avariata. Non votando, esercitiamo al meglio il nostro dovere di elettori: chiedendo che le figure che ci rappresentano non scendano sotto la soglia della decenza; il contrario di questi politici che, eletti da noi, votano in blocco come rappresentanti di interessi terzi.
Non votando esercitiamo inoltre il diritto naturale, e il dovere naturale, a tutela di noi stessi e delle nostre famiglie, di togliere la fiducia a chi ci ha già ingannato. Votandoli, partecipiamo ad una truffa pseudodemocratica a nostro danno, nella quale accettiamo di considerare nostra espressione personaggi scelti dall’alto che gestiranno docilmente politiche scelte dall’alto. “Not in my name” è sia una dichiarazione di riaffermazione dei principi democratici sia una forma pratica di autodifesa dalla frode politica. Proseguendo la metafora del capestro, quando la democrazia diviene una farsa, andando alle urne il cittadino rischia di fare come quei due personaggi dell’Amleto, Rosencrantz e Guildenstern, che andarono dal re d’Inghilterra per consegnargli una lettera, non sapendo che la lettera conteneva l’istruzione di impiccarli. I due finirono sulla forca in questo modo, essendo agenti della loro fine; autori contemporanei hanno ripreso la loro storia come simbolo della condizione dell’uomo moderno. Il mondo sta divenendo un luogo sempre più duro, retto solo dalla legge del profitto, dove purtroppo la politica non ha che un ruolo accessorio: se non diamo un giro di vite, e continuiamo a legittimare uno stuolo di imboscati e i banditi che li capeggiano, potremmo amaramente pentircene. I tempi delle vacche grasse sono finiti anche in questo campo, ma rischiamo di accorgercene quando sarà troppo tardi. Avremmo bisogno di selezionare una classe dirigente di qualità, non di alimentare un ceto parassitario. Farsi sentire sul serio non e’ un’alzata di testa, ma una misura di prudenza.
D’altra parte, anche i politici ci pesano. Vedono che, in genere, ci possono intortare facilmente con quattro favolette vecchie o nuove; che sul piano politico non sappiamo curare i nostri interessi materiali, né difendere la nostra dignità, infatti continuiamo a votarli; sanno che se anche ci accorgiamo di essere stati malamente raggirati basta farci sfogare un poco, darci ragione a parole, confondere le carte, presentare qualche “faccia pulita”, farci “conquistare” un contentino, promettere che non accadrà più, spaventarci facendoci credere che se non votiamo la terra si aprirà sotto i nostri piedi, e poi continueremo timorosi a eleggerli nostri rappresentanti. Mentre ballano all’unisono la stessa musica tenendosi a braccetto come le ballerine del Can-can, accusano noi di volgare qualunquismo se non li applaudiamo. Chiamano invece serio e impegnato chi dà loro il voto che dà l’accesso a privilegi, prebende e affari. Sanno che il prendere atto, senza filtri ideologici di alcun colore, della loro posizione compradora, cioè di mediazione dello sfruttamento della nazione da parte di poteri esteri, sarebbe per noi un risveglio troppo brusco e sgradevole dalle nostre illusioni. Sanno che l’attuale popolo italiano ha diverse virtù, ma non quella del coraggio civico. Lamentarsi a parole, scendere in gruppo in piazza quando suona l’adunata, non e’ difficile: ma manca la mentalità per dire individualmente “basta” con l’unica leva politica formale a portata del cittadino.
La questione della base prova che abbiamo governanti centrali e locali che non ci rappresentano e non ci guidano in maniera fidata. Siamo colpevoli di avere permesso una tale degenerazione della qualità dei politici: abbiamo sciupato il non trascurabile potere di fare insediare i migliori votando partiti che hanno fatto del Parlamento un luogo con una concentrazione di pregiudicati, di condannati con sentenza definitiva, più alta di quella di qualunque area del Paese. Ma forse non meritiamo magistrature elettive tanto scadenti. Difendiamo in maniera semplice e risoluta i nostri interessi vitali, non come improvvisati rivoluzionari, ma nello spirito dei saggi borghesi della Repubblica Veneta. Non legittimiamo i partiti che ci vendono. Escludiamo a priori e senza eccezioni tutti i partiti, che, unanimi, hanno permesso questo sconcio; inclusi i “rami dissidenti”, i tentacoli buoni, allestiti per riacchiappare voti. Non seguiamo la corrente in scelte fintamente progressiste decise a tavolino da gruppi di potere, ma riconosciamo e recuperiamo la nostra umile individualità. Facciamo parlare i certificati elettorali con la nostra voce, invece di buttarli nella fornace dei seggi: restituendoli allo Stato – al Quirinale o alla Prefettura – e votando così No ai partiti che ritengono di potersi vendere pezzi di città. Non conferiamo autorità e autorevolezza (né grassi stipendi) a degli spocchiosi yes men professionisti. Non perdiamoci in sofisticherie. Questo e’ un caso dove e’ equilibrato applicare la rozza legge del taglione: scheda per scheda.
Vediamo se in questa grave circostanza riusciamo a ripristinare una verità elementare: noi vogliamo eleggere persone che ci rappresentino degnamente, sia pure senza specifico mandato; mentre non vogliamo eleggere rappresentanti della controparte, e neppure mediatori. Vediamo se, oltre a porre un segnale di divieto sul jet militare nel logo del “No Dal Molin”, stampiamo lo stesso segnale sui tarallucci e vino. Se non vogliamo la base, ma non abbiamo la modesta forza necessaria a rispondere per le rime ai politici che ci tradiscono in questa maniera infame; se portiamo noi stessi al seggio la scheda elettorale che ci condanna, invece di rispedirla alle istituzioni; se magari votiamo scheda bianca o nulla, nell’illusione ridicola che tale scelta verrà rispettata; se mettiamo noi la testa nel laccio il giorno delle elezioni; se legittimiamo come governanti chi ci delegittima come cittadini e come persone libere, allora meritiamo di essere venduti, e non potremo lamentarci.
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23 aprile 2007
Forum www.altravicenza.it
Post del 23 apr 2007
cancellato con l’azzeramento del forum
Chi sottopone come cittadino italiano una petizione a parlamentari USA affinché non votino il finanziamento della seconda base USA a Vicenza perde in dignità. Vicenza è in Italia, e noi non siamo un protettorato USA. O almeno, non dovremmo esserlo. Dovremmo avere dei nostri parlamentari ai quali rivolgerci, e un governo e un ministro degli esteri che ci rappresentino come nazione indipendente davanti agli USA. Un risultato certo dello scrivere ai politici di Washington per tentare di impedire lo sventramento di Vicenza è quello di indebolire la posizione di contrarietà alla base, che deve poggiare sulla normale sovranità che ogni popolo ha sulla propria terra, non su tentativi di impietosire gli americani. Sono questi atteggiamenti molli e servili che ci hanno portato a situazioni come questa; al contrario di altre nazioni, che si sono fatte rispettare. Restare in piedi è la prima cosa: non risulta dalla storia che gli eserciti si arrestino davanti a compite letterine; mentre possono arrestarsi davanti ad una salda opposizione della popolazione. Perfino se l’ampliamento fosse annullato per intercessione dei parlamentari USA, il risultato sarebbe stato ottenuto con un atto di sudditanza, che faciliterebbe altre prevaricazioni in futuro. Questa viscida proposta è proprio un bel modo di celebrare il 25 aprile e la Resistenza. Non fate questo favore all’Unita’, il Manifesto e Liberazione, che acquisirebbero così ulteriori meriti presso l’attuale superpotenza.
Politici seri non avrebbero permesso ad un paese straniero di avanzare una simile richiesta su Vicenza. Questi politici, dopo aver votato a favore della base USA, all’avvicinarsi delle elezioni amministrative chiedono ai cittadini, tramite i loro giornali “progressisti”, di appellarsi ad un parlamento estero. Ciò conferma che i governanti espressi dai partiti non hanno intenzione di adempiere i loro doveri istituzionali, non sono all’altezza dei loro alti incarichi, e hanno invece una tendenza compradora a incoraggiare la sottomissione del popolo ai poteri esteri dei quali curano gli interessi in Italia. Rivolgiamoci non ai politici USA, ma a quelli nostrani: restituendo allo Stato (Quirinale o Prefettura) la scheda elettorale invece di votare il giorno delle elezioni. Che il voto se lo facciano dare in Wyoming o in Ohio.
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