Questo è un esempio della censura oggi in Italia, e delle complicità di cui gode
Brescia 24 Apr 2012
Dr Massimo Sarmi
Amministratore delegato e direttore generale
Viale Europa 190
00144 Roma
Dr Giovanni Ialongo
Presidente
Viale Europa 190
00144 Roma
e p.c
Dr Enzo Platè
Presidente della Corte d’assise d’appello
Processo sulla Strage di P. Loggia
Via Lattanzio Gambara 40
25121 Brescia
L’acclusa lettera avrebbe dovuto esservi spedita col servizio raccomandate online di Poste italiane. Contrariamente a quanto scrivo nella lettera, nonostante i miei ripetuti reclami Poste italiane continua a negarmi l’utilizzo di tale servizio. Ve la spedisco quindi in cartaceo. Pubblico inoltre la lettera sul mio sito http://menici60d15.wordpress.com/, come risposta a queste pratiche striscianti di censura e di illegalità.
Francesco Pansera
All: Invito ai rappresentanti di Poste italiane a far cessare boicottaggi, molestie, provocazioni, minacce.
Brescia 23 apr 2012
Dr Massimo Sarmi
Amministratore delegato e direttore generale
Viale Europa 190
00144 Roma
Dr Giovanni Ialongo
Presidente
Viale Europa 190
00144 Roma
e p.c
Dr Enzo Platè
Presidente della Corte d’assise d’appello
Processo sulla Strage di P. Loggia
Via Lattanzio Gambara 40
25121 Brescia
Racc. r/r online
Invito ai rappresentanti di Poste italiane a far cessare boicottaggi, molestie, provocazioni, minacce.
Oggi 23 aprile 20122, alle ore 10:47 circa, mentre camminavo sul marciapiede di Via B. Maggi, Brescia, direzione centro, il postino alla guida del motociclo CW16354 che mi era di fronte sul marciapiede, fermo a una distanza di 7-10 metri all’altezza del numero civico 42, partiva e mi si avventava contro col mezzo, costringendomi a schivarlo per non essere investito, per poi fermarsi alle mie spalle in corrispondenza del numero civico 44. Sottolineo la gratuità del gesto: il postino mi ha visto, e mi ha fissato per alcuni secondi, da fermo, prima di scattare come se la “strada” davanti (cioè il marciapiede) fosse libera anziché occupata da una persona; e come se non dovesse fermarsi dopo pochi metri. La manovra non ha affrettato apprezzabilmente la consegna della posta, e probabilmente il mancato incidente, o la finta, l’ha ritardata. Una manovra inopinata, imprevedibile, che non trova senso per ciò che attiene la consegna della posta, e invece lo trova in una volontà di compiere un gesto inaspettato e a sorpresa a danno di un pedone.
Faccio presente:
(a) Questo episodio è il più recente di una lunga serie di comportamenti scorretti nei miei confronti da parte di Poste italiane. Il 29 apr 2010, due anni, fa, ho dovuto scrivere una lettera per denunciare comportamenti analoghi ripetuti (“Comportamento pericoloso portalettere” a Pecorari, Gobbi, Scapin, Poste di Brescia). Negli anni precedenti le Poste avevano il costume di non farmi riavere le ricevute di ritorno delle lettere di denuncia che inviavo. Quest’ultimo episodio è di poco successivo a una lettera di protesta (“Violazione del diritto alla libertà e segretezza di corrispondenza. Richiesta sblocco raccomandate online” a Sarmi e Longo, 17 mar 2012) per il funzionamento a singhiozzo delle racc. online dal mio conto; problema che ora, 4 mesi dopo il primo reclamo, che non ha avuto risposta, sembrerebbe risolto, l’impossibilità apparentemente inspiegabile di inviare alcune e solo alcune raccomandate essendo stata attribuita dalle Poste a “una password troppo lunga” (la password era “macchialonga”).
(b) In generale, i postini dovrebbero rispettare il Codice della strada, e non andare in moto sui marciapiedi; o almeno avere un po’ di prudenza se viaggiano con lo scooter sui marciapiedi; o come minimo dovrebbero astenersi da comportamenti gratuitamente aggressivi. Nel mio caso, questi comportamenti vanno a inserirsi in un quadro costante di provocazioni. Non mi è concesso camminare in pace per strada, venendo in continuazione sottoposto a forme di molestia, provocazione, minaccia. Una specie di microstrategia della tensione, di mobbing di Stato, che si avvale di una miriade di episodi in sé di poco conto, ma nell’insieme altamente dannosi. Tali comportamenti hanno esecutori e complici istituzionali, e trovano una spiegazione nella mia attività di denuncia di illeciti in campo medico.
I motivi che mi portano a scrivervi, invitando le Poste a cessare e desistere da qualsiasi altra forma di boicottaggio, molestia, provocazione o minaccia da parte di soggetti dipendenti da Poste italiane, sono:
(1) Desidero registrare quella che è una costante di questi atti: la ritorsione. L’episodio segue di poco la mia lettera di protesta a Sarmi e Ialongo per il blocco delle racc. online. Nella mia esperienza, alle proteste di questo genere segue un aggravamento del problema che ha causato la protesta, o forme di rappresaglia. Tale comportamento ritorsivo, nel quale si risponde a un reclamo o una denuncia con un aggravamento di comportamenti illegali, è tipico di forze di polizia, CC, PS, polizia municipale, amministrazioni pubbliche, e grandi imprese distributrici di servizi essenziali come Poste italiane. Questo caso non ha fatto eccezione: mi chiedevo se e come Poste italiane avrebbe risposto all’onta di dover interrompere un comportamento scorretto; me ne stavo dimenticando quando oggi la risposta è arrivata. Alle proteste per un’ingiustizia si risponde con una sorta di “terapia aversiva”: chi protesta legittimamente e giustamente deve imparare che verrà punito per averlo fatto. E’ un atteggiamento riconducibile alla mentalità mafiosa; con una sostanziale differenza, come dirò.
(2) Forse si sono voluti prendere due piccioni con una fava; anche i miei post sul web di pochi giorni prima, “Giustizia per piazza Loggia” e “Sovradiagnosi I. Come la medicina nuoce” (http://menici60d15.wordpress.com/), uno dei quali tratta tra l’altro della partecipazione di persone comuni e di complicità diffuse a Brescia in operazioni “deviate” di apparati dello Stato, possono essere stati motivo per una punizione-avvertimento per esercitare forme di intimidazione volte a indurmi al silenzio, e nel tentativo di stimolare comportamenti che facilitino il mio discredito. E’ stata di recente citata una “corte dei miracoli bresciana”, commentando l’assoluzione per la strage di Piazza Loggia di qualche giorno fa; tanti delinquenti grandi e piccoli si approfittano di questo stato di zona franca del crimine istituzionale. In effetti, se a Brescia ci fosse una magistratura presenterei una denuncia per questi catena di reati; che però dove c’è una magistratura non vengono commessi.
(3) Desidero segnare questo episodio anche nel tentativo di prevenirne altri basati sull’uso pericoloso di automezzi. L’esperienza mi insegna che quando cominciate non smettete. I vari addetti, di varie amministrazioni pubbliche o grandi aziende, ogni tanto si danno il cambio; e quando comincia un nuovo ciclo in genere all’inizio ci sono 3 o 4 episodi ravvicinati più netti, di “priming”, del tipo di questo, che poi si proseguono in uno stillicidio di molestie e abusi. Probabilmente verranno adottate forme ancora meno rischiose per voi: mi aspetto in futuro che i vostri scooter mi sfioreranno a sorpresa sui marciapiedi, ma senza puntarmi direttamente; mi si fermeranno davanti a motore acceso sul marciapiede, investendomi coi fumi di scappamento nel dare gas per ripartire appena li raggiungo, ad una frequenza due o tre volte quella attesa. Quel tratto di V. Maggi corrisponde a una strettoia; in passato, alla stessa altezza sull’altro lato, che è senza marciapiede, ho ricevuto un trattamento analogo a quello di oggi da auto dei CC; che non hanno mancato di fare la loro apparizione nello stesso punto della strada anche oggi, dopo la carica del postino. Il punto si presta a praticare molestie, avvertimenti e caciare in risposta a ciò che dico e scrivo, e preferisco segnalarlo a futura memoria.
(4) Il meschino episodio mostra anche di cosa si occupa Poste italiane. Oggi su Il Fatto c’è un articolo: “Utili record e quasi duemila licenziamenti. L’annuncio choc di Poste italiane”. I commenti dei lettori parlano di un servizio postale scadente ed esoso, e di un’azienda volta ricercare profitti anziché onorare i suoi obblighi di fornitura di un servizio pubblico essenziale. Siete accusati di non voler più consegnare la corrispondenza; ma vedo che state trovando modi creativi per fare rendere questo ramo secco. Un’azienda disposta a qualsiasi affare e alleanza. E anche i lavoratori che si prestano a fare i guappetti appaiono condividere la mission e i valori dell’azienda.
(5) L’episodio ha un merito: mostra quale impressionante carica di viltà gli esecutori e i suggeritori, e gli altri complici istituzionali, siano capaci di sviluppare. L’immagine di un postino sul marciapiede che, magari motorizzato, consegna la corrispondenza, è quanto di più familiare e pacifico; bisogna essere dei notevoli miserabili per usarla a tradimento per molestare, provocare, minacciare, trasformandola in un’icona ostile. Appare che vi sia un metodo in chi detta questi comportamenti; e che gli esecutori riescano a raggiungere il livello criminale supplendo con dosi industriali di viltà a quella mancanza di coraggio che è la principale caratteristica che li differenzia dai criminali convenzionali.
Francesco Pansera
Dr Francesco Pansera
Via Tosetti 30
25124 Brescia