Blog di Daniela Gaudenzi su Il Fatto et al.
Commento al post “Amministrative: bisogna andare a votare” del 29 apr 2011 et al.
Alcuni manuali di marketing della medicina spiegano che non è necessario per un ospedale essere buono in sé: è sufficiente essere il meno peggio nell’area. L’accettazione di un analogo ricatto in politica ci ha portato alla situazione attuale. Credo che il voto vada dato solo a chi dà garanzia di essere un valido rappresentante del popolo; non al più sorridente tra i kapò o al più drammatico tra i clown. Se si individuano come amministratori da scegliere candidati che si reggono sulle proprie gambe, li si voti. Altrimenti ha un pieno significato politico ritirare il voto, restituendo la scheda elettorale. Ciò che a loro importa è avere la legittimazione del voto; per il resto potete votare Grillo, Rauti, chiunque. Penso che il popolo sovrano abbia il dovere di ritirare tale legittimazione a gente palesemente prostituita, che dice che è qualunquista dire “tanto sono tutti uguali” ma si differenzia essenzialmente nella forma di prostituzione e nella clientela. Come è stato detto “Con la m. non si costruisce”. Vinceranno gli altri, i pessimi? E’ meglio avere per caporale un nemico dichiarato (che ha ottenuto il potere con una procedura contestata in massa con l’astensione) che un falso amico. Si sproloquia di rivoluzione armata, e mancano i modesti livelli di testosterone sufficienti a dire “No” l’unica volta che per esigenze di copione viene chiesto il nostro parere. Una raccomandata per restituire la tessera elettorale al Quirinale costa pochi euro. Se votate rappresentanti di qualità scadente che danneggeranno la comunità, o se anche solo li legittimate partecipando alle elezioni, ne diverrete complici, e dovrete essere additati come causa dei problemi che dopo condannerete con elaborati piagnistei:
http://menici60d15.wordpress.com/2007/05/13/no-dal-molin-elezioni-“peselo-paghelo-impichelo”/
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Commento al post di Gianfranco Mascia “Manifestare non basta. Andiamo a votare” del 15 mag 2011. Censurato.
Qualunque cosa fate, sia “muovere il culo” come dice Mascia e andare a votare; oppure non obbedirgli e non andare, non perché pesanti di deretano ma per preservarvelo, il didietro:
http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/29/le-ragioni-per-non-votare/
http://menici60d15.wordpress.com/2007/05/13/no-dal-molin-elezioni-“peselo-paghelo-impichelo”/
dovete assumervi la responsabilità personale – il merito o la colpa – del futuro politico che ne deriverà.
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Commento al post de Il Fatto ” Umbria, arrestato Orfeo Goracci vicepresidente del consiglio regionale” del 14 feb 2012
@unknow. Andando a votare attualmente non si elegge “chi si vuole”, ma chi vogliono loro. Restituendo la scheda elettorale non si legittimano i governanti, ma si ritira loro una legittimazione popolare che non meritano. Il diritto a criticare i governanti semmai lo perde moralmente chi prima legittima questo teatrino andando a votare e poi mugugna.