Archivio per 19 aprile 2011

Questa volta li facciamo fessi

19 aprile 2011

Blog Blogghete

Commento al post “Una donna da sposare (e votare). Le scelte geopolitiche di Marine Le Pen” del 17 apr 2011

Dunque, appoggiare una forza del fronte nemico (suppongo), perché ha detto che vuole rompere con alcune delle alleanze della famiglia politica cui appartiene. Si, dovrebbe funzionare. In Italia ha funzionato: la Lega, buona amica di Le Pen, ha detto all’inizio peste e corna di CIA, massoneria, Berlusconi, tangentisti, mafia, etc. E infatti si è visto come raccolti i voti ci abbia liberato dal giogo.

Ricordo un filmato dove Borghezio consigliava ai lepenisti di dissimulare la propria identità fascista dietro a posizioni moderate; ma è uno che sostiene che la gente dovrebbe preoccuparsi della minaccia degli UFO. Votate e fate votare Marine Le Pen e soci.

Ne “il Padrino” c’è l’episodio iniziale di un mafioso che viene mandato a infiltrarsi nella banda avversaria fingendo di avere disertato. Ma simili trabocchetti avvengono solo nei film. Nel Padrino quei rozzi delinquenti, con la loro inclinazione paranoide, non credono alla diserzione del gangster e l’ammazzano. Tra gli appassionati di film di mafia, tra i lettori accaniti di fumetti, o quelli che passano le ore in sala giochi, si può trovare qualcuno che attribuirebbe un doppio fine a madame Le Pen. Noi, persone perbene e gente di tastiera, a sostegno dell’astuta strategia di votare per i fascisti filosionisti liberisti europei possiamo citare Machiavelli, Sun Tzu, von Clausewitz, i bolscevichi, Mao, fior di think tank occidentali, etc. Se per disgrazia non funzionasse resta Achille Campanile:

IL GENERALE: Sire, abbiamo perduto la guerra, ma possiamo lo stesso dichiararci vincitori.

IL RE (incredulo): E come mai?

IL GENERALE: Siamo passati tutti al nemico.

“Io non m’impiccio coi ragazzi”

19 aprile 2011

Blog di Sergio Caserta su “Il Fatto”

Commento al post “Arrigoni, martire non per tutti” del 18 apr 2011  

Sergio Caserta, esperto di marketing, vendoliano, che attribuisce l’assassinio di Arrigoni ad Hamas e dintorni, osserva giustamente che mentre lodano i militari morti in missione, le autorità, ipocritamente, parlano poco di Arrigoni. Il Capo di Stato maggiore dell’Esercito, Valotto, ha avuto la buona grazia di lodare il pacifista Arrigoni; accomunandolo ai soldati per l’impegno e il coraggio; e forse  accomunato anche dall’esposizione a forme volontarie e subdole di quello che i militari chiamano fuoco amico.

Non è del tutto vero che le altre autorità staranno zitte; è come per il terrorismo: se si tratta di commemorare genericamente, ponendosi in prima fila ai funerali per “rifarsi una verginità” (Pasolini), allora partecipano e pontificano; ma se c’è il rischio di dover sentire che la responsabilità è di forze come gli USA e Israele, allora le nostre autorità, quelle che si riempiono la bocca di Stato di diritto, o Resistenza, o Patria; le polizie che proteggono i cittadini dai delinquenti piccoli, e aiutano quelli grossi; i preti che si atteggiano convinti a mezzi Dio; i politici e amministratori che credono di avere le palle perché litigano con la voce grossa mentre studiano come meglio vendersi, tutti quanti, cambiano faccia. Come la cambiò Azzeccagarbugli:

“Che mi venite a rompere il capo con queste fandonie? …Andate, andate; non sapete quel che dite; io non m’impiccio coi ragazzi”.

Come Azzeccagarbugli, siedono “in atto di rispetto il più puro, il più sviscerato” alla tavola degli occupanti; e nonché della loro ipocrisia, bisognerebbe parlare del loro costume di vendere gli italiani dello stampo di Arrigoni:

http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/15/i-precedenti-di-arrigoni/

http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/03/la-sinistra-smagnetizzata/

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